Rimettiamo il Ditonellapiaga

Mesi fa ci lasciammo prendere a “Morsi” dal suo primo EP, oggi a due settimane dall’uscita dal suo debutto “Camouflage”, Ditonellapiaga ci fa ballare e riflettere con “Chimica”, in coppia con Donatella Rettore a Sanremo.

Crediamo che Ditonellapiaga , romana classe ’97, sarà una delle rivelazioni di questo 2022, non per la sua partecipazione al Festival di Sanremo insieme alla leggendaria Rettore, questo è stato solo il suo “coup de fouet”, ma perché il suo passare così fluidamente tra i generi rimanendo se stessa non è così scontato.

Se avete amato il reggaeton un po’ cafone di “Repito”, il pop di “Spreco di Potenziale”, l’urban di “Non ti perdo mai” e i ritmi disco di “Brividi”, allora siete affini al meraviglioso caos di , lo stesso che sta nella testa di Margherita Carducci, aka Ditonellapiaga.

Una schizofrenia che si manifesta liberamente in “Camouflage“, in cui all’italiano si mescolano anche lingue straniere in canzoni così diverse ma così coerenti, grazie all’ abilità di Ditonellapiaga di camuffarsi su qualsiasi superficie sonora, come farebbe un camaleonte. L’abbiamo intervistata poco prima di vederla esibirsi sul palco di Sanremo:

Ditonellapiaga_Camouflage_
Ciao Margherita come stai?

Sto benissimo, sono in riviera e c’è un sole che spacca le pietre.

Ci eravamo incontrati lo scorso anno con l’EP “Morsi”, oggi ti ritroviamo con un album “Camouflage” uscito due settimane fa e in procinto di salire sul palco di Sanremo. Sensazioni a caldo?

Sono contentissima per questa uscita perché sono due anni che lavoro all’album, “Morsi” ne fu un’anticipazione dettata anche dalla situazione Covid quindi sono felice che finalmente la famiglia si sia riunita e di come tutte le canzoni convivono in “Camouflage”. Sono ancora più contenta dei feedback che sto ricevendo sia da chi mi conosceva già, che da chi mi sta scoprendo, vediamo che succederà dopo Sanremo.

L’album s’intitola “Camouflage”, da chi o da cosa ti vuoi cammuffare te lo chiedo perchè non mi sembri una persona che vole nascondersi, come si dice in Inghilterra sei “in your face”, me lo spieghi?

Hai ragione! La questione del titolo arriva dall’anima camaleontica del disco e del mio approccio alla scrittura che va di pari passo. Posso dire che il camaleonte è l’animale guida del disco. Il camouflage fa più riferimento al sapersi adattare ad ogni situazione rimanendo sempre se stessi, più che al camuffarsi o al nascondersi.

La cover di “Morsi” mi piace molto e immagino avrà fatto la gioia di tutti i vegani, visto che ti ritrae mentri addenti una bistecca cruda un po’ serial killer… Con l’artwork “Camouflage” continui un po’ questo percorso cinematografico, in questo caso direi qualcosa di francese come “7 Donne e un Mistero” di Ozon anche se qualcuno l’ha definita Almodovariana ma non mi trova d’accordo!

Ci hai preso, è esattamente qual mondo lì! Avevo in mente proprio l’estetica di Ozon. Comunque non immagini i defollow che ho ricevuto per la cover di Morsi! Ea solo una scelta artistica, però sono conscia delle mie scelte e delle conseguenze. Con “Camouflage” ho cercato di accontentare un po’ tutti perché le signore mettono sempre tutti d’accordo!

Le nonne fanno sempre bene al cuore…

Esattamente! Anche le signore del film di Ozpetek lo fanno!

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A proposito di terre straniere nei tuoi testi sbucano frasi in spagnolo e in francese, come mai questa scelta?

Ho sempre amato le lingue, ho studiato al Liceo Linguistico e se non avessi scelto di intraprendere un percorso artistico, credo che avrei scelto qualcosa di interpretariato, mediazione culturale, perché mi piace parlare con le persone sono socievole e amo studiare le lingue più per il loro aspetto musicale che per la lingua in se, oltre all’aspetto comunicativo. Trovo che infilare la frase in francese e in spagnolo, perché poi stiamo parlando di due frasette mica di filosofia, danno la giusta musicalità a quel tocco che serva alla canzone aprendo nuovi scenari.

Mi hai appena parlato di interpretare e sentendo le tue canzoni e nel modo in cui canti, mi viene naturale chiederti: hai mai studiato recitazione?

Io amo fare le vocine nelle canzoni e sì, dopo il liceo a 19 anni mi sono iscritta ad un accademia di teatro che incorporava anche la danza, era un po’ una formula ibrida che ho frequentato per tre anni. Ma volevo un po’ alzare la mia asticella e mi sono messa alla prova. Una volta finito ho fatto qualcosina a teatro tra cui uno spettacolo al Teatro Greco di Siracusa in cui dicevo tipo tre battute ma divinamente (ride n.d.g.), però è stato bellissimo. Mi ha aiutato molto questa esperienza a livello di scrittura, spesso scrivo canzoni in modo teatrale per poi interpretarle, le insceno.

Se interpreti mi chiedo, quando della tua vita personale c’è nei testi?

Dipende, alcuni testi sono puramente creativi penso a “Vogue” che è più un mood, una fotografia, uno sfogo alla mia fantasia musicale, a volte come “Altrove” sono un mix tra realtà e fantasia, nasce dai viaggi in macchina che facevo con una persona e poi ci ho cucito un finale tragico immaginario.

Sei forse la prima artista che intitola un pezzo “Vogue” dopo Madonna…

Ammazza ho toccato l’icona, ho peccato di Hybris! Eddai ce sta!

A propostito di ballad, qual è il disco che rimane sempre nello stereo come canti nel testo di “Come Mai”?

Eh… “Altri Lidi” di Uomini di Mare (duo formato negli anni ’90 da Fabri Fibra e Lato n.d.g.)

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Parliamo di Sanremo, come è arrivata la collaborazione con Donatella Rettore?

E’ nato tutto dal testo, il pezzo poi si è tirato dietro tutta questa condizione folle che stiamo vivendo. “Chimica” (guarda qui il video) l’ho scritto lo scorso agosto e doveva essere un pezzo del mio album, come faccio sempre una volta finito l’ho mandato al mio team che mi ha risposto “Ci ricorda Rettore, ti scoccia se la contattiamo e glielo facciamo sentire?”. Io in realtà mi ero ispirata a lei. al suo piglio malizioso, irriverente e ironico che utilizza nella sua scrittura, ma non lo avevo detto. Fortunatamente il pezzo le è piaciuto, noi siamo entrate molto in sintonia e lei è stata da subito moto premurosa nei miei confronti. Così abbiamo riscritto il testo insieme adattandolo come duetto.

Mi aspetto di ballare sappilo!

Assolutamente, il pezzo ha quel piglio anni’70/’80 e la referenza mentre la scrivevo era comunque Rettore, quindi sì ballerete, ti dico che i bpm sono 160 quindi è bella tosta.

Cosa hai imparato da Rettore lavorandoci?

Lei è molto punk, molto spontanea, entro, faccio, esco e ciao. Io sono più macchinosa, lei mi ha insegnato che bisogna sciogliersi, spaccare tutto e non ragionarci mai troppo sopra.

E allora spaccate tutto Sanremo!

Non mancheremo!

Ditonellapiaga e Rettore sanremo 2022
Ditonellapiaga e Rettore ph. Chiara Mirelli
Ditonellapiaga_Camouflage_artwork
Ditonellapiaga “Camouflage” (BMG Italy/Dischi Belli)