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		<title>Kostis Fokas: tra controllo e abbandono</title>
		<link>https://toh-magazine.com/2026/05/kostis-fokas-tra-controllo-e-abbandono/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=kostis-fokas-tra-controllo-e-abbandono</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alex Vaccani]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 05 May 2026 07:11:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Art]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Nelle immagini di Kostis Fokas, i corpi non sono mai semplicemente rappresentati ma messi in gioco. I modelli diventano complici: si muovono, reagiscono, partecipano.</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://toh-magazine.com/2026/05/kostis-fokas-tra-controllo-e-abbandono/">Kostis Fokas: tra controllo e abbandono</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://toh-magazine.com">Toh! Magazine</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<h4>Ci sono artisti che, più che passare, restano. Kostis Fokas è uno di quelli. Il ritorno di Kostis su TOH! ha il sapore di qualcosa di familiare: non tanto un comeback, quanto il proseguimento naturale di un dialogo iniziato tempo fa. Negli anni, Kostis ci ha affidato due immagini che abbiamo fatto nostre, trasformandole in sticker iconici con il logo TOH!: piccoli frammenti visivi che hanno continuato a circolare, a vivere, a farsi riconoscere.</h4>



<p>Nato ad Atene e oggi diviso tra Grecia e Londra, Kostis costruisce una pratica fotografica che ruota attorno al corpo come campo di tensione: tra desiderio e controllo, identità e proiezione, presenza e assenza. Il lavoro di Kostis ha attraversato istituzioni e piattaforme molto diverse — dai musei alle riviste internazionali — senza mai perdere una qualità profondamente intima, quasi diaristica.</p>



<p>Nelle immagini di Kostis, i corpi non sono mai semplicemente rappresentati ma messi in gioco. I modelli diventano complici: si muovono, reagiscono, partecipano. Non c’è rigidità nella messa in scena, ma un’apertura al momento, all’imprevisto, a ciò che accade tra realtà e fantasia. Oggetti quotidiani, elementi low-fi e dettagli inattesi entrano nella composizione senza gerarchie, contribuendo a costruire il linguaggio visivo di Kostis, insieme diretto e stratificato.</p>



<figure class="wp-block-image size-large is-resized"><img data-attachment-id="111359" data-permalink="https://toh-magazine.com/2026/05/kostis-fokas-tra-controllo-e-abbandono/un2/" data-orig-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2026/04/un2.jpg" data-orig-size="958,1276" data-comments-opened="0" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;3.5&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;DMC-GX80&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;1633812636&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;12&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;200&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0.016666666666667&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;1&quot;}" data-image-title="un2" data-image-description="" data-medium-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2026/04/un2-225x300.jpg" data-large-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2026/04/un2-769x1024.jpg" src="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2026/04/un2-769x1024.jpg" alt="" class="wp-image-111359" width="840" height="1119" srcset="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2026/04/un2-769x1024.jpg 769w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2026/04/un2-225x300.jpg 225w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2026/04/un2-768x1023.jpg 768w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2026/04/un2-900x1199.jpg 900w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2026/04/un2-450x599.jpg 450w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2026/04/un2-350x466.jpg 350w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2026/04/un2.jpg 958w" sizes="(max-width: 840px) 100vw, 840px" /></figure>



<p>Frammenti di corpi, pose innaturali, gesti sospesi: tutto contribuisce a creare immagini che oscillano tra vulnerabilità e distanza, tra erotismo e astrazione. Per Kostis, il corpo diventa superficie da attraversare, ma anche strumento di indagine — un modo per interrogare non solo chi è davanti all’obiettivo, ma anche chi guarda e, inevitabilmente, chi scatta.</p>



<p>Con il suo primo <a href="https://www.instagram.com/kostis.fokas/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">libro</a> e con <em>Boys with Feelings</em>,<strong> </strong>Kostis porta questo approccio verso una forma più estesa, quasi narrativa. Il <a href="https://toh-magazine.com/2022/02/psychosomatic-di-kostis-fokas-il-personale-viaggio-nellesistenza-umana/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">ritorno</a> di Kostis su TOH! segna così non solo un nuovo capitolo del suo lavoro, ma anche il riaffiorare di una relazione: uno scambio continuo, fatto di immagini che restano e di sguardi e rispetto che evolvono.</p>



<figure class="wp-block-image size-large is-resized"><img data-attachment-id="111361" data-permalink="https://toh-magazine.com/2026/05/kostis-fokas-tra-controllo-e-abbandono/un1-1/" data-orig-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2026/04/un1-1-rotated.jpg" data-orig-size="958,1276" data-comments-opened="0" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;3.5&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;DMC-GX80&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;1618347579&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;12&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;250&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0.016666666666667&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;1&quot;}" data-image-title="un1-1" data-image-description="" data-medium-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2026/04/un1-1-225x300.jpg" data-large-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2026/04/un1-1-769x1024.jpg" loading="lazy" src="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2026/04/un1-1-769x1024.jpg" alt="" class="wp-image-111361" width="840" height="1119" srcset="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2026/04/un1-1-769x1024.jpg 769w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2026/04/un1-1-225x300.jpg 225w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2026/04/un1-1-768x1023.jpg 768w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2026/04/un1-1-900x1199.jpg 900w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2026/04/un1-1-450x599.jpg 450w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2026/04/un1-1-350x466.jpg 350w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2026/04/un1-1-rotated.jpg 958w" sizes="(max-width: 840px) 100vw, 840px" /></figure>



<p><strong>Torni su TOH! dopo anni. Quando ti abbiamo intervistato per la prima volta eri in una fase diversa del tuo percorso. Cosa è cambiato nel tuo sguardo e cosa è rimasto ostinatamente uguale?</strong></p>



<p>Sicuramente molte cose sono cambiate negli ultimi anni della mia vita. Ho riflettuto più attentamente su ciò che voglio esprimere attraverso la mia fotografia. Mi sono preso una pausa per un po’, sentivo di aver bisogno di questa distanza.</p>



<h4>È cambiato anche il mio modo di avvicinarmi all’arte: ho sviluppato un’attenzione per il minimalismo e la semplicità, abbracciando l’idea che “less is more”.</h4>



<p>Quello che è rimasto lo stesso è il lavoro come forma di autoanalisi, un modo per osservare, riflettere ed evolvere. Allo stesso tempo, il mio lavoro dialoga con il momento presente e cerca di risuonare con l’attualità. Rimango interessato all’esperienza collettiva, all’ispirare gli altri e a far parte di una voce più ampia che invoca il cambiamento.</p>



<p><strong><em>Boys with Feelings</em> nasce dalla solitudine, eppure celebra il contatto. Come si passa dall’isolamento al desiderio di intreccio?</strong></p>



<p>È proprio questo desiderio. Le mie fotografie fanno parte delle mie stesse mancanze. Sono attratto dalla bellezza del corpo, ma anche dalla spiritualità che contiene e dalla connessione essenziale. Ciò che conta di più per me è l’unione.</p>



<h4>Attraverso il mio lavoro cerco di connettermi con il mondo, di raggiungere gli altri, mantenendo però un senso di sicurezza e distanza che permette all’intimità di esistere secondo i propri termini.</h4>



<figure class="wp-block-image size-full is-resized"><img data-attachment-id="111362" data-permalink="https://toh-magazine.com/2026/05/kostis-fokas-tra-controllo-e-abbandono/un3/" data-orig-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2026/04/un3.jpg" data-orig-size="669,1003" data-comments-opened="0" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;20&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;NIKON D750&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;1684691050&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;24&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;2500&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0.00625&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;1&quot;}" data-image-title="un3" data-image-description="" data-medium-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2026/04/un3-200x300.jpg" data-large-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2026/04/un3.jpg" loading="lazy" src="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2026/04/un3.jpg" alt="" class="wp-image-111362" width="841" height="1261" srcset="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2026/04/un3.jpg 669w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2026/04/un3-200x300.jpg 200w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2026/04/un3-450x675.jpg 450w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2026/04/un3-350x525.jpg 350w" sizes="(max-width: 841px) 100vw, 841px" /></figure>



<p><strong>I corpi nel libro sono acrobatici, quasi scultorei. Hai coreografato queste pose o hai lasciato che fosse l’intimità a generare la forma?</strong></p>



<p>Amo il balletto, gli acrobati e la scultura. Mi influenzano molto, ognuno per motivi diversi: a volte è la precisione, altre il fluire, altre ancora la capacità del corpo di raccontare una storia.</p>



<p>Questa sensibilità guida il mio modo di lavorare con il corpo, il mio approccio alla forma, al movimento e alla relazione tra le forme. L’intimità modella la forma finale, anche se la mia attenzione alla composizione e al gesto orienta il processo.</p>



<p><strong>I volti sono quasi sempre assenti. Rimangono solo occhi isolati che guardano direttamente nell’obiettivo. È un modo per rimuovere l’identità o per renderla universale?</strong></p>



<p>C’è una sensazione di proiezione ma anche di trattenimento. Forse anche vergogna, gioco o mistero. L’occhio funziona come punto d’ingresso, un modo per mostrare che anch’io sto osservando lo spettatore.</p>



<h4>Nascondere o isolare il volto crea uno spazio in cui il corpo comunica in modo più universale, permettendo allo spettatore di entrare nell’immagine e riconoscersi in essa.</h4>



<figure class="wp-block-image size-full"><img data-attachment-id="111363" data-permalink="https://toh-magazine.com/2026/05/kostis-fokas-tra-controllo-e-abbandono/un4/" data-orig-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2026/04/un4.jpg" data-orig-size="1003,669" data-comments-opened="0" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;9&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;NIKON D750&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;1763485086&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;24&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;800&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0.005&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;1&quot;}" data-image-title="un4" data-image-description="" data-medium-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2026/04/un4-300x200.jpg" data-large-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2026/04/un4.jpg" loading="lazy" width="1003" height="669" src="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2026/04/un4.jpg" alt="" class="wp-image-111363" srcset="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2026/04/un4.jpg 1003w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2026/04/un4-300x200.jpg 300w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2026/04/un4-768x512.jpg 768w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2026/04/un4-1000x667.jpg 1000w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2026/04/un4-900x600.jpg 900w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2026/04/un4-450x300.jpg 450w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2026/04/un4-350x233.jpg 350w" sizes="(max-width: 1003px) 100vw, 1003px" /></figure>



<p><strong>In molte immagini è impossibile capire dove finisca un corpo e inizi un altro. Ti interessa sfumare i confini dell’individualità?</strong></p>



<p>Sì, mi interessa come i corpi interagiscono e si fondono, come i confini fisici possano dissolversi senza perdere identità. Questa ambiguità permette alle immagini di esplorare l’esperienza condivisa, la memoria collettiva e la connessione umana in modo più fluido ed espanso rispetto a un singolo ritratto.</p>



<figure class="wp-block-image size-full"><img data-attachment-id="111372" data-permalink="https://toh-magazine.com/2026/05/kostis-fokas-tra-controllo-e-abbandono/un13/" data-orig-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2026/04/un13.jpg" data-orig-size="1003,669" data-comments-opened="0" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;9&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;NIKON D750&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;1763485805&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;27&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;800&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0.005&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;1&quot;}" data-image-title="un13" data-image-description="" data-medium-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2026/04/un13-300x200.jpg" data-large-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2026/04/un13.jpg" loading="lazy" width="1003" height="669" src="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2026/04/un13.jpg" alt="" class="wp-image-111372" srcset="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2026/04/un13.jpg 1003w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2026/04/un13-300x200.jpg 300w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2026/04/un13-768x512.jpg 768w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2026/04/un13-1000x667.jpg 1000w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2026/04/un13-900x600.jpg 900w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2026/04/un13-450x300.jpg 450w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2026/04/un13-350x233.jpg 350w" sizes="(max-width: 1003px) 100vw, 1003px" /></figure>



<p><strong>Le tue fotografie trasformano il corpo in paesaggio: braccia che diventano gambe, torsioni, mani che affondano nella carne come fosse materia astratta. È un gesto di desessualizzazione o una nuova forma di erotismo?</strong></p>



<p>Voglio che lo spettatore percepisca l’erotismo come sensazione, non necessariamente come rappresentazione sessualizzata.</p>



<figure class="wp-block-image size-full is-resized"><img data-attachment-id="111364" data-permalink="https://toh-magazine.com/2026/05/kostis-fokas-tra-controllo-e-abbandono/un5/" data-orig-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2026/04/un5.jpg" data-orig-size="669,1003" data-comments-opened="0" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;9&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;NIKON D750&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;1763486136&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;27&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;800&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0.005&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;1&quot;}" data-image-title="un5" data-image-description="" data-medium-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2026/04/un5-200x300.jpg" data-large-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2026/04/un5.jpg" loading="lazy" src="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2026/04/un5.jpg" alt="" class="wp-image-111364" width="841" height="1261" srcset="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2026/04/un5.jpg 669w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2026/04/un5-200x300.jpg 200w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2026/04/un5-450x675.jpg 450w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2026/04/un5-350x525.jpg 350w" sizes="(max-width: 841px) 100vw, 841px" /></figure>



<p>Il corpo diventa materia di esplorazione, un modo per vivere intimità, tatto e forma. In questo senso è sia astratto che presente: l’erotismo emerge dalla naturalezza e dall’attenzione che gli dedichiamo.</p>



<p><strong>Fotografare il nudo maschile oggi significa inevitabilmente confrontarsi con secoli di sguardo patriarcale. Come hai lavorato per liberartene o sabotarlo?</strong></p>



<p>Quando fotografo cerco di partire dall’osservazione e dalla sensazione, non dal bisogno di aderire a ideali storici o a idee di “mascolinità”.</p>



<h4>Non mi interessa il potere o l’esibizione; mi interessano la vulnerabilità e il senso di presenza.</h4>



<figure class="wp-block-image size-full is-resized"><img data-attachment-id="111371" data-permalink="https://toh-magazine.com/2026/05/kostis-fokas-tra-controllo-e-abbandono/un14/" data-orig-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2026/04/un14.jpg" data-orig-size="669,1003" data-comments-opened="0" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;22&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;NIKON D750&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;1689965217&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;27&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;640&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0.005&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;1&quot;}" data-image-title="un14" data-image-description="" data-medium-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2026/04/un14-200x300.jpg" data-large-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2026/04/un14.jpg" loading="lazy" src="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2026/04/un14.jpg" alt="" class="wp-image-111371" width="840" height="1259" srcset="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2026/04/un14.jpg 669w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2026/04/un14-200x300.jpg 200w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2026/04/un14-450x675.jpg 450w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2026/04/un14-350x525.jpg 350w" sizes="(max-width: 840px) 100vw, 840px" /></figure>



<p><strong>I tuoi modelli non sembrano mai performare virilità. Appaiono vulnerabili, a volte persino cedevoli. Che tipo di mascolinità immagini?</strong></p>



<p>La mascolinità che immagino non riguarda l’esibizione. È tenera e giocosa.</p>



<p>Mi interessa come la forza possa coesistere con l’apertura, come desiderio e fiducia modellino il corpo e come queste qualità creino una presenza che non è né imposta né performata. </p>



<h4>Le mie immagini esplorano una mascolinità umana, fluida, sensibile e viva.</h4>



<figure class="wp-block-image size-large is-resized"><img data-attachment-id="111365" data-permalink="https://toh-magazine.com/2026/05/kostis-fokas-tra-controllo-e-abbandono/un8/" data-orig-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2026/04/un8.jpg" data-orig-size="958,1276" data-comments-opened="0" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;5.6&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;DMC-GX80&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;1595532366&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;32&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;800&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0.016666666666667&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;1&quot;}" data-image-title="un8" data-image-description="" data-medium-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2026/04/un8-225x300.jpg" data-large-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2026/04/un8-769x1024.jpg" loading="lazy" src="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2026/04/un8-769x1024.jpg" alt="" class="wp-image-111365" width="839" height="1117" srcset="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2026/04/un8-769x1024.jpg 769w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2026/04/un8-225x300.jpg 225w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2026/04/un8-768x1023.jpg 768w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2026/04/un8-900x1199.jpg 900w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2026/04/un8-450x599.jpg 450w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2026/04/un8-350x466.jpg 350w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2026/04/un8.jpg 958w" sizes="(max-width: 839px) 100vw, 839px" /></figure>



<p><strong>Hai detto che questo progetto segna il tuo ingresso nell’età adulta, “forse un po’ tardi”. Cosa significa diventare adulti quando si lavora con desiderio e memoria?</strong></p>



<p>Questo lavoro segna davvero il mio ingresso nell’età adulta, forse un po’ tardi, perché per me l’età adulta è consapevolezza.</p>



<p>È responsabilità verso il mio desiderio e la mia memoria e verso il modo in cui li trasformo in immagini. Lavorare con desiderio e memoria richiede onestà. Crescendo nel lavoro, ho smesso di romanticizzare questi elementi.</p>



<p>Li ho visti come materia: fragile, a volte scomoda, ma autentica. Essere adulto ha significato accettare che ciò che desidero e ricordo non è separato dal mio lavoro: ne è il fondamento.</p>



<h4>Invece di nascondermi dietro l’estetica, mi espongo in questa vulnerabilità e la rivendico come mia voce.</h4>



<figure class="wp-block-image size-full is-resized"><img data-attachment-id="111366" data-permalink="https://toh-magazine.com/2026/05/kostis-fokas-tra-controllo-e-abbandono/un7/" data-orig-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2026/04/un7.jpg" data-orig-size="669,1003" data-comments-opened="0" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;14&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;NIKON D750&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;1666193359&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;24&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;400&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0.00625&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;1&quot;}" data-image-title="un7" data-image-description="" data-medium-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2026/04/un7-200x300.jpg" data-large-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2026/04/un7.jpg" loading="lazy" src="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2026/04/un7.jpg" alt="" class="wp-image-111366" width="837" height="1255" srcset="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2026/04/un7.jpg 669w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2026/04/un7-200x300.jpg 200w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2026/04/un7-450x675.jpg 450w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2026/04/un7-350x525.jpg 350w" sizes="(max-width: 837px) 100vw, 837px" /></figure>



<p><strong>Nel libro c’è un equilibrio molto preciso tra gioco e formalismo. Quanto controllo c’è nelle tue immagini e quanta resa?</strong></p>



<p>Per me sono entrambe le cose. Ho bisogno di controllo: preparo con cura, penso alla composizione e all’intenzione prima dello scatto.</p>



<p>Ma quando il processo inizia, subentra qualcos’altro. C’è improvvisazione, gioco. Lascio che i modelli partecipino attivamente, senza dirigere ogni movimento. Diventa uno scambio, un dare e avere di energia. Io guido, ma lascio spazio affinché il modello si abbandoni fisicamente e mentalmente al momento. L’immagine si costruisce insieme.</p>



<h4>Il controllo fornisce la struttura, ma è l’abbandono che le dà vita.</h4>



<figure class="wp-block-image size-full is-resized"><img data-attachment-id="111367" data-permalink="https://toh-magazine.com/2026/05/kostis-fokas-tra-controllo-e-abbandono/un6/" data-orig-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2026/04/un6.jpg" data-orig-size="669,1003" data-comments-opened="0" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;7.1&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;NIKON D750&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;1763481229&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;55&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;800&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0.005&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;1&quot;}" data-image-title="un6" data-image-description="" data-medium-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2026/04/un6-200x300.jpg" data-large-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2026/04/un6.jpg" loading="lazy" src="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2026/04/un6.jpg" alt="" class="wp-image-111367" width="839" height="1258" srcset="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2026/04/un6.jpg 669w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2026/04/un6-200x300.jpg 200w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2026/04/un6-450x675.jpg 450w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2026/04/un6-350x525.jpg 350w" sizes="(max-width: 839px) 100vw, 839px" /></figure>



<p><strong>In un mondo sempre più digitale e disincarnato, <em>Boys with Feelings</em> insiste sul contatto, sulla pelle, sulla pressione. Il corpo è ancora uno spazio politico?</strong></p>



<p>Sì, il corpo rimane uno spazio politico.</p>



<p>In un mondo sempre più digitale e distaccato, insistere sul contatto e sulla presenza è quasi un atto di resistenza. Soprattutto per il corpo maschile, vulnerabilità e tenerezza mettono in discussione aspettative radicate di mascolinità, controllo e repressione emotiva.</p>



<h2>Esporre la sensibilità non è neutrale, ha un peso politico.</h2>



<p>Allo stesso tempo, per me è qualcosa di profondamente esistenziale e personale. Il mio lavoro nasce dalle mie esperienze e dal mio bisogno di connessione e riconoscimento. L’intimità è centrale: voglio che le mie immagini risuonino con i ricordi, i desideri e le emozioni dello spettatore.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img data-attachment-id="111368" data-permalink="https://toh-magazine.com/2026/05/kostis-fokas-tra-controllo-e-abbandono/un9/" data-orig-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2026/04/un9.jpg" data-orig-size="1276,958" data-comments-opened="0" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;3.5&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;DMC-GX80&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;1595534984&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;12&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;800&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0.016666666666667&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;1&quot;}" data-image-title="un9" data-image-description="" data-medium-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2026/04/un9-300x225.jpg" data-large-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2026/04/un9-1024x769.jpg" loading="lazy" width="1024" height="769" src="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2026/04/un9-1024x769.jpg" alt="" class="wp-image-111368" srcset="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2026/04/un9-1024x769.jpg 1024w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2026/04/un9-300x225.jpg 300w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2026/04/un9-768x577.jpg 768w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2026/04/un9-1000x751.jpg 1000w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2026/04/un9-900x676.jpg 900w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2026/04/un9-450x338.jpg 450w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2026/04/un9-350x263.jpg 350w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2026/04/un9.jpg 1276w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p><strong>Le tue immagini parlano di desiderio, fantasia, sottomissione. Quanto di queste dinamiche è autobiografico?</strong></p>



<p>Il mio lavoro è sicuramente autobiografico.</p>



<p>Attraverso le immagini mi espongo, non letteralmente ma emotivamente. Comunico esperienze personali, fantasie e vulnerabilità, anche ciò di cui mi vergogno. La fotografia mi permette di affrontare invece che nascondere.</p>



<p>Non esiste una linea netta tra personale e costruito: tutto è interconnesso e si alimenta reciprocamente.</p>



<p>Per me la sottomissione non significa debolezza ma fiducia. La fiducia è essenziale nelle mie relazioni personali e lo diventa anche nelle immagini.</p>



<p>Le dinamiche di desiderio, abbandono e intimità riflettono il mio bisogno di superare paura e vergogna. Attraverso il lavoro cerco di non nascondermi e di lasciare che queste parti di me esistano apertamente.</p>



<figure class="wp-block-image size-full is-resized"><img data-attachment-id="111369" data-permalink="https://toh-magazine.com/2026/05/kostis-fokas-tra-controllo-e-abbandono/un10/" data-orig-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2026/04/un10.jpg" data-orig-size="667,1003" data-comments-opened="0" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;3.5&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;NIKON D3200&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;1591474537&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;18&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;220&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0.02&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;1&quot;}" data-image-title="un10" data-image-description="" data-medium-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2026/04/un10-200x300.jpg" data-large-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2026/04/un10.jpg" loading="lazy" src="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2026/04/un10.jpg" alt="" class="wp-image-111369" width="840" height="1263" srcset="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2026/04/un10.jpg 667w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2026/04/un10-200x300.jpg 200w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2026/04/un10-450x677.jpg 450w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2026/04/un10-350x526.jpg 350w" sizes="(max-width: 840px) 100vw, 840px" /></figure>



<p><strong>C’è una fotografia nel libro che ti ha messo a disagio, non per ciò che mostra ma per ciò che rivela di te?</strong></p>



<p>Ci sono diverse fotografie che, una volta realizzate, ho capito essere molto personali.</p>



<p>A volte questo mi mette a disagio, ma quel disagio è importante. L’essenza del mio lavoro sta proprio nella capacità di comunicare queste immagini nonostante la paura di espormi.</p>



<h4>Credo che alcune immagini funzionino come un confine, uno che scelgo di attraversare. Voglio andare oltre ciò che è sicuro.</h4>



<p>Quando un’immagine mi mette leggermente a disagio, so di aver raggiunto qualcosa di vero. È lì che sento di aver centrato l’obiettivo: esprimere oltre il comfort e spingere i miei limiti.</p>



<figure class="wp-block-image size-full"><img data-attachment-id="111370" data-permalink="https://toh-magazine.com/2026/05/kostis-fokas-tra-controllo-e-abbandono/un12-copia/" data-orig-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2026/04/un12-copia.jpg" data-orig-size="1003,669" data-comments-opened="0" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;7.1&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;NIKON D750&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;1670002010&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;24&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;800&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0.01&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;1&quot;}" data-image-title="un12-copia" data-image-description="" data-medium-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2026/04/un12-copia-300x200.jpg" data-large-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2026/04/un12-copia.jpg" loading="lazy" width="1003" height="669" src="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2026/04/un12-copia.jpg" alt="" class="wp-image-111370" srcset="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2026/04/un12-copia.jpg 1003w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2026/04/un12-copia-300x200.jpg 300w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2026/04/un12-copia-768x512.jpg 768w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2026/04/un12-copia-1000x667.jpg 1000w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2026/04/un12-copia-900x600.jpg 900w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2026/04/un12-copia-450x300.jpg 450w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2026/04/un12-copia-350x233.jpg 350w" sizes="(max-width: 1003px) 100vw, 1003px" /></figure>



<p><strong>Scegliere di nascondere i volti sposta l’attenzione sulla pura fisicità. È un modo per proteggere i soggetti o te stesso?</strong></p>



<p>Nascondere i volti offre una certa protezione, ma per me la cosa più importante è che il corpo non prenda identità dal volto.</p>



<h4>Diventa più intimo e allo stesso tempo più universale. L’immagine smette di essere il ritratto di una persona specifica e diventa una situazione, una narrazione, un’esperienza che potrebbe appartenere a chiunque.</h4>



<p>In questo modo lo spettatore può riconoscersi più facilmente nell’immagine.</p>



<p>Eliminando l’identità individuale, le fotografie enfatizzano l’esperienza condivisa e il desiderio, creando un dialogo tra immagine e osservatore che non è limitato a una sola prospettiva.</p>



<p></p>
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		<title>Harry Freegard: cucire, desiderare, ossessionarsi</title>
		<link>https://toh-magazine.com/2025/12/harry-freegard-cucire-desiderare-ossessionarsi/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=harry-freegard-cucire-desiderare-ossessionarsi</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alex Vaccani]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 03 Dec 2025 09:11:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Art]]></category>
		<category><![CDATA[Boys]]></category>
		<category><![CDATA[gay]]></category>
		<category><![CDATA[gay art]]></category>
		<category><![CDATA[gay artist]]></category>
		<category><![CDATA[Harry Freegard]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Harry Freegard vive in quello spazio vibrante e instabile dove il desiderio diventa linguaggio visivo, e il corpo &#8212; reale o evocato &#8212; si smonta e si ricompone in forme morbide, cucite, stratificate. Cresciuto tra muri freddi e immaginazioni febbrili, passato per Central Saint Martins e arrivato a collaborare con giganti come Chanel, Dior e&#8230;</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<h4>Harry Freegard vive in quello spazio vibrante e instabile dove il desiderio diventa linguaggio visivo, e il corpo — reale o evocato — si smonta e si ricompone in forme morbide, cucite, stratificate. Cresciuto tra muri freddi e immaginazioni febbrili, passato per Central Saint Martins e arrivato a collaborare con giganti come Chanel, Dior e Balenciaga, Harry oggi rivendica una creatività radicalmente autonoma, fatta di instinto puro, rituali woo woo e un’ossessione dichiarata per ciò che pulsa appena sotto la superficie.</h4>



<p>Nel suo studio caotico, dove le pile di disegni crescono come organismi affamati, Harry trasforma ogni impulso — spam, fantasie, ricordi, lussurie, silenzi — in una mitologia personale che oscilla tra il sacro e l&#8217;erotico, tra il talismanico e il tenero. Il <a href="https://www.instagram.com/harrie.bradshaw/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">lavoro</a> di Harry non chiede permesso: accade, si muove, ti guarda.</p>



<figure class="wp-block-image size-large is-resized"><img data-attachment-id="110800" data-permalink="https://toh-magazine.com/2025/12/harry-freegard-cucire-desiderare-ossessionarsi/scan-1-copy-6/" data-orig-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2025/12/Scan-1-copy-6-scaled.jpeg" data-orig-size="1862,2560" data-comments-opened="0" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;LiDE 220&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;1&quot;}" data-image-title="Harry Freegard" data-image-description="&lt;p&gt;Harry Freegard&lt;/p&gt;
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<p>In questa conversazione, Harry parla del desiderio come combustibile, della libertà ritrovata oltre la moda, delle onde creative da cavalcare fino allo sfinimento, e di quella strana magia che nasce quando ascolti il tuo “clic” interiore. Una pratica che è insieme confessione, esorcismo e gioco sensoriale — e che continua a ridefinire, pezzo dopo pezzo, il modo in cui la bellezza può essere raccontata.</p>



<figure class="wp-block-image size-large is-resized"><img data-attachment-id="110783" data-permalink="https://toh-magazine.com/2025/12/harry-freegard-cucire-desiderare-ossessionarsi/7-copy-2/" data-orig-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2025/12/7-copy-2-scaled.jpeg" data-orig-size="1862,2560" data-comments-opened="0" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;LiDE 220&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;1&quot;}" data-image-title="Harry Freegard" data-image-description="&lt;p&gt;Harry Freegard&lt;/p&gt;
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<p><strong>Quando hai capito per la prima volta che l’arte sarebbe diventata una parte centrale della tua vita, e cosa stava accadendo in quel momento che te lo ha reso chiaro?</strong><br>Faccio fatica a immaginare una vita senza creare; non riesco a concepire come potrei esistere senza fare qualcosa. È un prurito incessante. Penso di aver sempre saputo che sarebbe stata una cosa da cui non posso scappare: sembra un destino assegnato.</p>



<figure class="wp-block-image size-large is-resized"><img data-attachment-id="110784" data-permalink="https://toh-magazine.com/2025/12/harry-freegard-cucire-desiderare-ossessionarsi/scan-13-copy-8/" data-orig-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2025/12/Scan-13-copy-8-scaled.jpeg" data-orig-size="1862,2560" data-comments-opened="0" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;LiDE 220&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;1&quot;}" data-image-title="Harry Freegard" data-image-description="&lt;p&gt;Harry Freegard&lt;/p&gt;
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<p><strong>Studiando moda alla Central Saint Martins, quali aspetti di quell’esperienza hanno influenzato maggiormente la tua pratica artistica attuale?</strong><br>La spinta a creare qualcosa dal nulla e a farlo accadere con qualsiasi mezzo necessario è un’energia del mio periodo a St. Martins che porterò sempre con me, nel lavoro e nella vita.</p>



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<figure class="wp-block-image size-large"><img data-attachment-id="110785" data-permalink="https://toh-magazine.com/2025/12/harry-freegard-cucire-desiderare-ossessionarsi/scan-2-copy-3/" data-orig-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2025/12/Scan-2-copy-3-scaled.jpeg" data-orig-size="1862,2560" data-comments-opened="0" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;LiDE 220&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;1&quot;}" data-image-title="Harry Freegard" data-image-description="&lt;p&gt;Harry Freegard&lt;/p&gt;
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<figure class="wp-block-image size-large"><img data-attachment-id="110786" data-permalink="https://toh-magazine.com/2025/12/harry-freegard-cucire-desiderare-ossessionarsi/scan-13-copy-5/" data-orig-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2025/12/Scan-13-copy-5-scaled.jpeg" data-orig-size="1862,2560" data-comments-opened="0" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;LiDE 220&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;1&quot;}" data-image-title="Harry Freegard" data-image-description="&lt;p&gt;Harry Freegard&lt;/p&gt;
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<p><strong>Molti artisti parlano dell’ordinario come fonte di ispirazione — nel tuo processo, quali elementi della vita quotidiana tendi a trasformare o reinterpretare?</strong><br>I momenti silenziosi di mezzo, così gustosi e fugaci — quell’effetto Avedon del voler catturare il momento appena prima o appena dopo, il secondo che perdiamo o ignoriamo. Quelli li amo di più.<br></p>



<h4>I miei disegni provano a democratizzare tutti i pensieri e le esperienze: scorrono come un fiume di pensieri che vorticano, punteggiati da email spam e ruminazioni intrusive che schiaffeggiano il mio cervello. </h4>



<p>Tutto ciò che i miei occhi toccano diventa qualcosa di meraviglioso da brandire.</p>



<figure class="wp-block-image size-large is-resized"><img data-attachment-id="110787" data-permalink="https://toh-magazine.com/2025/12/harry-freegard-cucire-desiderare-ossessionarsi/scan-4-copy-7/" data-orig-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2025/12/Scan-4-copy-7-scaled.jpeg" data-orig-size="1862,2560" data-comments-opened="0" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;LiDE 220&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;1&quot;}" data-image-title="Harry Freegard" data-image-description="&lt;p&gt;Harry Freegard&lt;/p&gt;
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<p><strong>Il tuo lavoro incorpora tessuti, ricamo e collage — come scegli i materiali con cui lavori? In molte opere i tessuti assumono forme che evocano i genitali maschili: è una scelta istintiva o simbolica? Cosa rappresenta per te questa presenza ricorrente?</strong><br>Molto di ciò che faccio è guidato dall’istinto, da una spinta intuitiva. Uso una sensazione, un umore, un momento per orientare le scelte. Colori, materiali e composizioni emergono mentre canalizzo quel sentire, in movimento finché non sono soddisfatto: deve essere <em>giusto</em>.</p>



<figure class="wp-block-image size-large is-resized"><img data-attachment-id="110788" data-permalink="https://toh-magazine.com/2025/12/harry-freegard-cucire-desiderare-ossessionarsi/scan-13-copy-7/" data-orig-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2025/12/Scan-13-copy-7-scaled.jpeg" data-orig-size="1862,2560" data-comments-opened="0" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;LiDE 220&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;1&quot;}" data-image-title="Harry Freegard" data-image-description="&lt;p&gt;Harry Freegard&lt;/p&gt;
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<p><strong>Hai descritto la tua pratica come un modo per “alchemizzare desideri interiori” in figure e fiori — puoi parlarci di un’opera specifica nata da un desiderio molto personale?</strong><br>È un’ossessione armata. Alchemizzo il desiderio come carburante per la creazione: attrazione, voglia, necessità, amore, lussuria. Il miglior esempio di questo carburante consumato sono i miei ritratti di uomini con la seta.</p>



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<p><strong>C’è un ricordo della tua infanzia o adolescenza che continua a riaffiorare nel tuo lavoro, in modo conscio o inconscio?</strong><br>Muri freddi contro la guancia mentre origliavo, respiri controllati e silenziosi, orecchie in fiamme.</p>



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<p><strong>Molte delle tue opere sono descritte come “rituali” o “talismani” — come vedi il rapporto tra arte e spiritualità nella tua vita?</strong><br>Sono profondamente intrecciate. A volte i miei disegni sembrano incantesimi. Gran parte del processo implica connettermi a un’energia metafisica, sentire la vibrazione di un altro piano, canalizzare un’onda. Non so cosa sia, ma so che la sento: è come surfare o cantare, sprofondare o dissolversi, agganciarsi e brandire. È capire i confini del vuoto e dove mettere il passo successivo. Sono decisamente un po’ “woo woo”.</p>



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<figure class="wp-block-image size-large"><img data-attachment-id="110792" data-permalink="https://toh-magazine.com/2025/12/harry-freegard-cucire-desiderare-ossessionarsi/scan-52-copy-2/" data-orig-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2025/12/Scan-52-copy-2-scaled.jpeg" data-orig-size="1862,2560" data-comments-opened="0" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;LiDE 220&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;1&quot;}" data-image-title="Harry Freegard" data-image-description="&lt;p&gt;Harry Freegard&lt;/p&gt;
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<p><strong>Dopo aver collaborato con nomi come Chanel, Dior, Vivienne Westwood e Balenciaga, com’è stato il passaggio dalla moda a un’espressione artistica più autonoma?</strong><br>Beato! Sebbene la moda offra sfide e vincoli stimolanti, trovo la vera libertà nell’autonomia totale — forse sono una maniaca del controllo, autoindulgente?<br>Mi sento molto fortunato che il mio focus sia fare arte.</p>



<figure class="wp-block-image size-large is-resized"><img data-attachment-id="110794" data-permalink="https://toh-magazine.com/2025/12/harry-freegard-cucire-desiderare-ossessionarsi/scan-13-copy-6/" data-orig-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2025/12/Scan-13-copy-6-scaled.jpeg" data-orig-size="1862,2560" data-comments-opened="0" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;LiDE 220&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;1&quot;}" data-image-title="Harry Freegard" data-image-description="&lt;p&gt;Harry Freegard&lt;/p&gt;
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<p><strong>Qual è stato l’ostacolo più grande — interno o esterno — che hai incontrato nel dedicarti completamente all’arte, e come lo hai superato (o come lo stai ancora affrontando)?</strong><br>Parlare del mio lavoro! È un’estrazione dolorosa. Qualche consiglio?</p>



<figure class="wp-block-image size-large is-resized"><img data-attachment-id="110795" data-permalink="https://toh-magazine.com/2025/12/harry-freegard-cucire-desiderare-ossessionarsi/scan-10-copy-2/" data-orig-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2025/12/Scan-10-copy-2-scaled.jpeg" data-orig-size="1862,2560" data-comments-opened="0" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;LiDE 220&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;1&quot;}" data-image-title="Harry Freegard" data-image-description="&lt;p&gt;Harry Freegard&lt;/p&gt;
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<p><strong>Come affronti i momenti in cui l’ispirazione sembra svanire? Hai rituali, pratiche o routine che ti aiutano a superare i blocchi creativi?</strong><br>Non fare nulla! Indulgi nei capricci. Fai quello che vuoi quando vuoi: passa tre ore a fare piegamenti all’indietro allo specchio, crea un momento, evoca la sensazione, connettiti con la frequenza desiderata usando vestiti, oggetti, profumi, musica e tempo. Guarda, senti, vivi. Ascolta con il corpo fisico ed energetico in attesa del clic: lo chiamo e arriva sempre.</p>



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<figure class="wp-block-image size-large"><img data-attachment-id="110796" data-permalink="https://toh-magazine.com/2025/12/harry-freegard-cucire-desiderare-ossessionarsi/scan-15-copy-3/" data-orig-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2025/12/Scan-15-copy-3-scaled.jpeg" data-orig-size="1862,2560" data-comments-opened="0" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;LiDE 220&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;1&quot;}" data-image-title="Harry Freegard" data-image-description="&lt;p&gt;Harry Freegard&lt;/p&gt;
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<div class="wp-block-column">
<figure class="wp-block-image size-large"><img data-attachment-id="110798" data-permalink="https://toh-magazine.com/2025/12/harry-freegard-cucire-desiderare-ossessionarsi/scan-15-copy-4/" data-orig-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2025/12/Scan-15-copy-4-scaled.jpeg" data-orig-size="1862,2560" data-comments-opened="0" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;LiDE 220&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;1&quot;}" data-image-title="Harry Freegard" data-image-description="&lt;p&gt;Harry Freegard&lt;/p&gt;
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<p><strong>Guardando al futuro, ci sono temi, materiali o forme che non hai ancora esplorato ma verso cui senti un richiamo?</strong><br>Sono curioso della pittura, ma non so se ho la pazienza. Sono viziato e ho bisogno di gratificazione immediata, che il disegno mi dà: sbattere il colore giù e passare oltre. La pittura richiede di più. Sto lavorando a pezzi grandi, alcuni scultorei: sono molto emozionata!</p>



<figure class="wp-block-image size-large is-resized"><img data-attachment-id="110799" data-permalink="https://toh-magazine.com/2025/12/harry-freegard-cucire-desiderare-ossessionarsi/scan-21-copy-2/" data-orig-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2025/12/Scan-21-copy-2-scaled.jpeg" data-orig-size="1854,2560" data-comments-opened="0" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;LiDE 220&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;1&quot;}" data-image-title="Harry Freegard" data-image-description="&lt;p&gt;Harry Freegard&lt;/p&gt;
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<p><strong>Se qualcuno entrasse nel tuo studio in un giorno qualunque e potesse osservare il tuo processo creativo in tempo reale, cosa vedrebbe? Com’è il tuo spazio fisico e mentale mentre lavori?</strong><br>Il mio studio è un caos: pile e pile di disegni stanno conquistando tutto. Trovo soddisfacente vedere montagne di accumulo — ansiosa o avida? </p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img data-attachment-id="110802" data-permalink="https://toh-magazine.com/2025/12/harry-freegard-cucire-desiderare-ossessionarsi/scan-24-copy-2/" data-orig-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2025/12/Scan-24-copy-2-scaled.jpeg" data-orig-size="1862,2560" data-comments-opened="0" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;LiDE 220&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;1&quot;}" data-image-title="Scan-24-copy-2" data-image-description="" data-medium-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2025/12/Scan-24-copy-2-218x300.jpeg" data-large-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2025/12/Scan-24-copy-2-745x1024.jpeg" loading="lazy" width="745" height="1024" src="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2025/12/Scan-24-copy-2-745x1024.jpeg" alt="" class="wp-image-110802" srcset="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2025/12/Scan-24-copy-2-745x1024.jpeg 745w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2025/12/Scan-24-copy-2-218x300.jpeg 218w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2025/12/Scan-24-copy-2-768x1056.jpeg 768w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2025/12/Scan-24-copy-2-1117x1536.jpeg 1117w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2025/12/Scan-24-copy-2-1490x2048.jpeg 1490w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2025/12/Scan-24-copy-2-1000x1375.jpeg 1000w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2025/12/Scan-24-copy-2-900x1237.jpeg 900w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2025/12/Scan-24-copy-2-450x619.jpeg 450w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2025/12/Scan-24-copy-2-350x481.jpeg 350w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2025/12/Scan-24-copy-2-scaled.jpeg 1862w" sizes="(max-width: 745px) 100vw, 745px" /></figure>



<p>Spianamento insaziabile: devo continuare a muovermi. Molto tempo è attesa dell’onda che arriva, per poi cavalcarla fino all’amaro finale, strizzandola finché non ne sono stufo, inseguendo sempre la novità.<br>Procrastinazione silenziosa e disegno febbrile in proporzioni flessibili.</p>
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		<title>Karlo Martinez: Eye Contact e l’intimità come linguaggio condiviso</title>
		<link>https://toh-magazine.com/2025/11/karlo-martinez-eye-contact-e-lintimita-come-linguaggio-condiviso/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=karlo-martinez-eye-contact-e-lintimita-come-linguaggio-condiviso</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alex Vaccani]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 09 Nov 2025 17:26:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Art]]></category>
		<category><![CDATA[book]]></category>
		<category><![CDATA[Eye Contact]]></category>
		<category><![CDATA[fanzine]]></category>
		<category><![CDATA[gay art]]></category>
		<category><![CDATA[gay artist]]></category>
		<category><![CDATA[Karlo Martinez]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Eye Contact, è il nuovo progetto di Karlo Martinez, è un libro che parla proprio della fragile potenza del vedere e dell’essere visti.</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Eye Contact, è il nuovo progetto di Karlo Martinez, è un libro che parla proprio della fragile potenza del vedere e dell’essere visti. C’è un momento, prima che due corpi si sfiorino, in cui tutto accade nello sguardo. È lì che nasce l’intimità — in quel gesto invisibile che unisce distanza e desiderio, realtà e immaginazione.</p>



<p>Conosciamo <a href="https://www.instagram.com/karlomartinezg/?hl=it" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Karlo</a> da anni, dai <a href="https://toh-magazine.com/2021/11/smut-e-una-visione-artistica-senza-censure/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">tempi</a> in cui il suo lavoro abitava gli spazi digitali di TOH! e di Tumblr, tra autoritratti, corpi catturati dalla luce dello schermo, e una ricerca costante di verità nel frammento. Oggi, quella stessa ricerca si fa più matura, più dolente, ma anche più libera.</p>



<p>In Eye Contact Karlo Martinez raccoglie immagini personali e frammenti trovati, desideri congelati nei pixel e memorie analogiche di un’era che non esiste più. È un diario visivo che non racconta una storia, ma uno stato d’animo: il momento in cui la pelle si trasforma in superficie di memoria, e il collage diventa un modo per mettere ordine nel caos del desiderio.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img data-attachment-id="110706" data-permalink="https://toh-magazine.com/2025/11/karlo-martinez-eye-contact-e-lintimita-come-linguaggio-condiviso/collapse_karlo-martinez3/" data-orig-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2025/11/COLLAPSE_karlo-martinez3-scaled.jpg" data-orig-size="2560,1656" data-comments-opened="0" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}" data-image-title="Karlo Martinez" data-image-description="" data-medium-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2025/11/COLLAPSE_karlo-martinez3-300x194.jpg" data-large-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2025/11/COLLAPSE_karlo-martinez3-1024x662.jpg" loading="lazy" width="1024" height="662" src="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2025/11/COLLAPSE_karlo-martinez3-1024x662.jpg" alt="" class="wp-image-110706" srcset="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2025/11/COLLAPSE_karlo-martinez3-1024x662.jpg 1024w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2025/11/COLLAPSE_karlo-martinez3-300x194.jpg 300w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2025/11/COLLAPSE_karlo-martinez3-768x497.jpg 768w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2025/11/COLLAPSE_karlo-martinez3-1536x994.jpg 1536w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2025/11/COLLAPSE_karlo-martinez3-2048x1325.jpg 2048w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2025/11/COLLAPSE_karlo-martinez3-1000x647.jpg 1000w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2025/11/COLLAPSE_karlo-martinez3-900x582.jpg 900w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2025/11/COLLAPSE_karlo-martinez3-450x291.jpg 450w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2025/11/COLLAPSE_karlo-martinez3-350x226.jpg 350w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p>Guardare, per Karlo, è un atto di amore e di controllo, di esposizione e di cura. Ogni pagina del libro è un piccolo esperimento di empatia: un modo di interrogare lo sguardo, e con esso la possibilità stessa di essere visti. A noi quello che guarda Guardare, per Karlo, è un atto di amore e di controllo, di esposizione e di cura. Ogni pagina del libro è un piccolo esperimento di empatia: un modo di interrogare lo sguardo, e con esso la possibilità stessa di essere visti. </p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img data-attachment-id="110707" data-permalink="https://toh-magazine.com/2025/11/karlo-martinez-eye-contact-e-lintimita-come-linguaggio-condiviso/collapse_karlo-martinez21/" data-orig-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2025/11/COLLAPSE_karlo-martinez21-scaled.jpg" data-orig-size="2560,1656" data-comments-opened="0" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}" data-image-title="Karlo Martinez" data-image-description="&lt;p&gt;Karlo Martinez&lt;/p&gt;
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<p>Alla fine Karlo con questo lavoro ci invita a osservare, a ricordare, e forse anche a riconoscerci in quella fragile tensione tra visione e desiderio. Eye Contact è un esercizio di sguardo — verso l’altro e verso sé stessi — in cui ogni taglio, ogni gesto, diventa un atto di intimità condivisa.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img data-attachment-id="110708" data-permalink="https://toh-magazine.com/2025/11/karlo-martinez-eye-contact-e-lintimita-come-linguaggio-condiviso/collapse_karlo-martinez7/" data-orig-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2025/11/COLLAPSE_karlo-martinez7-scaled.jpg" data-orig-size="2560,1656" data-comments-opened="0" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}" data-image-title="Karlo Martinez" data-image-description="&lt;p&gt;Karlo Martinez&lt;/p&gt;
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<p><strong>Quando ci siamo incontrati per la prima volta ai tempi di TOH!, il tuo lavoro ruotava già intorno ai temi dell’intimità e dell’identità. Guardandoti oggi, quanto senti di essere cambiato — come artista e come persona?</strong></p>



<p>Molto. Penso che la prima volta che ci siamo messi in contatto fosse nel 2016 o 2017, per un articolo su TOH! Sono passati quasi dieci anni, ed era un periodo in cui stavo davvero esplorando la mia sessualità attraverso piattaforme come Tumblr, pubblicando autoritratti e video, e godendo della libertà che offriva allora. Mi manca molto! </p>



<h4>Allo stesso tempo, usavo Instagram in modo molto più intenso rispetto a oggi, come mezzo per entrare in contatto e collaborare con fotografi e artisti, continuando così la mia esplorazione. </h4>



<p>So che tutto questo può sembrare narcisistico, ma in quel periodo stavo davvero imparando a vivere la mia sessualità e a liberarmi del senso di colpa e delle inibizioni con cui ero cresciuto in una famiglia cattolica devota. Poi, nel 2019 e durante il COVID, mi sono avvicinato al collage. Guardando indietro, sono state tutte fasi necessarie per crescere come persona.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img data-attachment-id="110709" data-permalink="https://toh-magazine.com/2025/11/karlo-martinez-eye-contact-e-lintimita-come-linguaggio-condiviso/collapse_karlo-martinez25/" data-orig-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2025/11/COLLAPSE_karlo-martinez25-scaled.jpg" data-orig-size="2560,1656" data-comments-opened="0" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}" data-image-title="Karlo Martinez" data-image-description="&lt;p&gt;Karlo Martinez&lt;/p&gt;
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<p><strong>Eye Contact sembra una sorta di autoritratto collettivo, una tensione tra sé e gli altri, tra desiderio e memoria. Quando hai capito che questo progetto sarebbe diventato un libro, invece che una mostra o una serie di collage indipendenti?</strong></p>



<p>Eye Contact è stato in realtà il primo progetto su cui ho lavorato così a lungo — un anno e mezzo, per la precisione! È nato in modo molto lento e organico. Sapevo di avere un’enorme libreria di immagini sul mio telefono, accumulate negli ultimi tre anni: dettagli quotidiani o estetici che attiravano la mia attenzione. E sapevo anche di voler tornare alla mia pratica del collage, utilizzando immagini omoerotiche trovate, come avevo fatto negli anni precedenti.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img data-attachment-id="110710" data-permalink="https://toh-magazine.com/2025/11/karlo-martinez-eye-contact-e-lintimita-come-linguaggio-condiviso/collapse_karlo-martinez29/" data-orig-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2025/11/COLLAPSE_karlo-martinez29-scaled.jpg" data-orig-size="2560,1656" data-comments-opened="0" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}" data-image-title="Karlo Martinez" data-image-description="&lt;p&gt;Karlo Martinez&lt;/p&gt;
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<p>Erano passati tre anni dai miei ultimi collage e dalla mia ultima zine, Hole Out for the Boys; nel frattempo mi ero trasferito da Melbourne a Parigi e avevo vissuto grandi cambiamenti nella mia vita personale. Mi è sembrato il momento giusto per mettere tutto sul tavolo e creare qualcosa di nuovo. C’erano tante idee e tante immagini: l’idea di un libro aveva perfettamente senso.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img data-attachment-id="110711" data-permalink="https://toh-magazine.com/2025/11/karlo-martinez-eye-contact-e-lintimita-come-linguaggio-condiviso/collapse_karlo-martinez28/" data-orig-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2025/11/COLLAPSE_karlo-martinez28-scaled.jpg" data-orig-size="2560,1656" data-comments-opened="0" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}" data-image-title="Karlo Martinez" data-image-description="&lt;p&gt;Karlo Martinez&lt;/p&gt;
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<p><strong>Le immagini tratte da video porno dei primi anni 2000 e quelle scattate con il tuo telefono coesistono nello stesso spazio. Cosa ti attrae di questa sovrapposizione di temporalità e dispositivi diversi?</strong></p>



<p>Guardare la libreria di immagini del mio telefono mi ha ricordato quando, nel 2013, aprii per la prima volta un account Instagram dedicato solo a foto di architettura e paesaggi urbani — niente a che vedere con quello che poi ho fatto su Tumblr o Twitter negli anni successivi. Penso che, essendo architetto, siano cose su cui mi concentro naturalmente, fin da bambino. Allo stesso tempo, sapevo anche di voler tornare alla pratica del collage e di voler esplorare ancora una volta le immagini omoerotiche trovate, come avevo fatto negli ultimi anni.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img data-attachment-id="110712" data-permalink="https://toh-magazine.com/2025/11/karlo-martinez-eye-contact-e-lintimita-come-linguaggio-condiviso/collapse_karlo-martinez60/" data-orig-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2025/11/COLLAPSE_karlo-martinez60-scaled.jpg" data-orig-size="2560,1656" data-comments-opened="0" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}" data-image-title="Karlo Martinez" data-image-description="&lt;p&gt;Karlo Martinez&lt;/p&gt;
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<p><strong>C’è una precisione quasi chirurgica nel modo in cui tagli e ricomponi le immagini. Il collage, per te, è un gesto di controllo o un modo per perdere il controllo sull’immagine?</strong></p>



<p>Direi che è un gesto di controllo, nel senso che prendo qualcosa di preesistente e usa-e-getta e ne metto in evidenza con attenzione un dettaglio o un gesto specifico.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img data-attachment-id="110717" data-permalink="https://toh-magazine.com/2025/11/karlo-martinez-eye-contact-e-lintimita-come-linguaggio-condiviso/collapse_karlo-martinez110/" data-orig-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2025/11/COLLAPSE_karlo-martinez110-scaled.jpg" data-orig-size="2560,1656" data-comments-opened="0" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}" data-image-title="Karlo Martinez" data-image-description="&lt;p&gt;Karlo Martinez&lt;/p&gt;
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<p><strong>Hai descritto il libro come un diario visivo. Cosa succede quando un archivio così intimo diventa pubblico? Ti spaventa, ti libera, ti espone?</strong></p>



<p>Mi sento esposto, ma questo soddisfa il mio lato esibizionista.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img data-attachment-id="110714" data-permalink="https://toh-magazine.com/2025/11/karlo-martinez-eye-contact-e-lintimita-come-linguaggio-condiviso/collapse_karlo-martinez4/" data-orig-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2025/11/COLLAPSE_karlo-martinez4-scaled.jpg" data-orig-size="2560,1656" data-comments-opened="0" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}" data-image-title="Karlo Martinez" data-image-description="&lt;p&gt;Karlo Martinez&lt;/p&gt;
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<p><strong>La fisicità del libro sembra fondamentale. Come hai pensato agli aspetti materiali di Eye Contact — la carta, il formato, il ritmo delle pagine — in relazione al contenuto?</strong></p>



<p>Per quanto riguarda la carta e il formato, devo dare credito all’editore, Collapse Books. Abbiamo scelto una finitura lucida per la copertina, per evocare il riflesso dello schermo di un telefono. Quanto al ritmo delle pagine, volevo che il libro avesse un flusso naturale e una sorta di narrazione libera, che si muovesse da un’atmosfera o ambientazione all’altra. Desideravo che ci fosse un pensiero dietro, e non solo una raccolta casuale di immagini.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img data-attachment-id="110715" data-permalink="https://toh-magazine.com/2025/11/karlo-martinez-eye-contact-e-lintimita-come-linguaggio-condiviso/collapse_karlo-martinez54/" data-orig-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2025/11/COLLAPSE_karlo-martinez54-scaled.jpg" data-orig-size="2560,1656" data-comments-opened="0" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}" data-image-title="Karlo Martinez" data-image-description="&lt;p&gt;Karlo Martinez&lt;/p&gt;
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<p>Il concetto di fondo è quello di un weekend: dal venerdì mattina, quando ci si sveglia e si va al lavoro, fino alla domenica sera. Anche se non va preso troppo alla lettera.</p>



<p><strong>Il titolo parla di “Eye Contact”, un momento che può significare desiderio, minaccia o empatia. Cosa significa per te oggi guardare — ed essere guardato?</strong></p>



<p>Il contatto visivo ha per me un significato enorme. Il contatto visivo quando parli con qualcuno, quando ti concentri su qualcosa, quando guardi uno schermo, o quando fai sesso. È dare tutta la tua attenzione a qualcosa, concentrare completamente lo sguardo sull’oggetto del tuo desiderio, su ciò che cattura la tua attenzione, su ciò che ti dà piacere.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img data-attachment-id="110716" data-permalink="https://toh-magazine.com/2025/11/karlo-martinez-eye-contact-e-lintimita-come-linguaggio-condiviso/collapse_karlo-martinez65/" data-orig-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2025/11/COLLAPSE_karlo-martinez65-scaled.jpg" data-orig-size="2560,1656" data-comments-opened="0" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}" data-image-title="Karlo Martinez" data-image-description="&lt;p&gt;Karlo Martinez&lt;/p&gt;
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<p><strong>Molte delle tue immagini nascono dalle prime estetiche digitali — Tumblr, webcam, forum online. Pensi che quella cultura influenzi ancora oggi la nostra sensibilità visiva?</strong></p>



<p>Assolutamente. Quando ho iniziato a riflettere su cosa volessi fare dopo, continuavo a pensare all’attuale fascinazione per la nostalgia: gli anni ’90, i 2000, gli anniversari e i reboot. Ho notato anche l’attenzione e l’apprezzamento per le estetiche e le pubblicazioni gay vintage degli anni ’70 e ’80.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img data-attachment-id="110718" data-permalink="https://toh-magazine.com/2025/11/karlo-martinez-eye-contact-e-lintimita-come-linguaggio-condiviso/collapse_karlo-martinez8/" data-orig-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2025/11/COLLAPSE_karlo-martinez8-scaled.jpg" data-orig-size="2560,1656" data-comments-opened="0" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}" data-image-title="Karlo Martinez" data-image-description="&lt;p&gt;Karlo Martinez&lt;/p&gt;
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<p>Così ho pensato: e l’inizio dell’era digitale? La mia prima esposizione al sesso gay è avvenuta online, con un video porno nel 2009. Ricordo perfettamente quel momento e il video esatto. Poi è arrivata l’era d’oro di Tumblr, a metà degli anni 2010, qualcosa che ho vissuto e a cui ho partecipato in prima persona. Volevo rendere omaggio a tutto questo.</p>



<figure class="wp-block-image size-full"><img data-attachment-id="110725" data-permalink="https://toh-magazine.com/2025/11/karlo-martinez-eye-contact-e-lintimita-come-linguaggio-condiviso/screenshot-2025-11-09-alle-18-13-44/" data-orig-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2025/11/Screenshot-2025-11-09-alle-18.13.44.png" data-orig-size="596,692" data-comments-opened="0" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}" data-image-title="Karlo Martinez" data-image-description="&lt;p&gt;Karlo Martinez&lt;/p&gt;
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<p><strong>Images from<em> Eye Contact </em>(<a href="https://collapsebooks.com" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Collapse Books</a>, 2025).© Karlo Martinez</strong></p>
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		<item>
		<title>Corpi, eros e politica: la pittura radicale di Yisrael</title>
		<link>https://toh-magazine.com/2025/09/corpi-eros-e-politica-la-pittura-radicale-di-yisrael/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=corpi-eros-e-politica-la-pittura-radicale-di-yisrael</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alex Vaccani]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 20 Sep 2025 10:27:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Art]]></category>
		<category><![CDATA[art]]></category>
		<category><![CDATA[gay art]]></category>
		<category><![CDATA[gay artist]]></category>
		<category><![CDATA[resistence]]></category>
		<category><![CDATA[Yisrael Dror Hemed]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://toh-magazine.com/?p=110486</guid>

					<description><![CDATA[<p>In un’epoca dominata da immagini veloci e digitali, Yisrael dipinge lentamente, stratificando il tempo e le emozioni, opponendo alla velocità dell’istantaneo la densità del tocco.</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://toh-magazine.com/2025/09/corpi-eros-e-politica-la-pittura-radicale-di-yisrael/">Corpi, eros e politica: la pittura radicale di Yisrael</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://toh-magazine.com">Toh! Magazine</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<h4>Tre anni fa, sulle pagine di <a href="https://toh-magazine.com/2022/04/yisrael-dror-hemed-ritrae-gli-uomini-che-incontra/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">TOH! </a>Magazine, avevamo già incontrato Yisrael: un artista che aveva scelto di abbandonare la legge per consegnarsi totalmente alla pittura, trasformando il corpo e l’intimità in materia viva di ricerca. Oggi lo ritroviamo in un tempo diverso, attraversato da ferite collettive e da un’urgenza espressiva che non ammette più censure.</h4>



<p>La pittura di Yisrael si è spinta oltre, diventando radicalmente erotica, esplicita, vulnerabile. Ma non si tratta solo di rappresentare corpi: ogni tela è un habitat in cui vivere e riconoscersi, un ambiente che ci invita a sperimentare nuove forme di intimità e di libertà. In un’epoca dominata da immagini veloci e digitali, Yisrael <a href="https://www.yisraeldrorhemed.com" target="_blank" rel="noreferrer noopener">dipinge</a> lentamente, stratificando il tempo e le emozioni, opponendo alla velocità dell’istantaneo la densità del tocco.</p>



<p>Questa intervista con Yisrael è un viaggio dentro la sua pratica: tra eros e politica, desiderio e resistenza, Tel Aviv e la memoria del trauma, in cui la pittura diventa ancora una volta gesto necessario per restare vivi, qui e ora.</p>



<figure class="wp-block-image size-large is-resized"><img data-attachment-id="110487" data-permalink="https://toh-magazine.com/2025/09/corpi-eros-e-politica-la-pittura-radicale-di-yisrael/a-picnic-2024-oil-on-linen-160x120-cm/" data-orig-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2025/09/A-Picnic-2024-Oil-on-linen-160x120-cm-scaled.jpg" data-orig-size="1913,2560" data-comments-opened="0" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;1.6&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;iPhone 16&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;1731077731&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;5.960000038147&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;640&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0.033333333333333&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;1&quot;}" data-image-title="Yisrael" data-image-description="&lt;p&gt;Yisrael&lt;/p&gt;
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<p><strong>Sono passati tre anni dalla nostra ultima conversazione con TOH! Magazine. Cosa è cambiato per te — sia professionalmente che personalmente — da allora a oggi?</strong></p>



<p>In seguito agli eventi infernali del 7 ottobre, tutto è cambiato completamente. Quei fatti hanno toccato la vita di tutti, compresa la mia, sia sul piano personale che professionale. La sensazione era che la vita stessa fosse appesa a un filo e che le cose non fatte oggi forse non sarebbero mai state fatte. Per me questo ha abbattuto ogni barriera artistica. </p>



<h4>Ho deciso di immergermi completamente nella pittura, senza più alcuna autocensura. Molte persone hanno perso la vita, i loro sogni e le loro speranze sono rimasti irrealizzati, e io ho pensato che fosse arrivato il momento di esprimermi nel modo più libero possibile. </h4>



<p>Ho trasferito il mio studio a Tel Aviv e ho iniziato a ritrarre intimamente la comunità gay della città. I soggetti della mia pittura sono diventati l’intimità maschile, drag queen e persone trans nude, incontri erotici e, in generale, la sessualità esplicita.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img data-attachment-id="110489" data-permalink="https://toh-magazine.com/2025/09/corpi-eros-e-politica-la-pittura-radicale-di-yisrael/at-the-concert-2024-oil-on-linen-110x110-cm/" data-orig-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2025/09/At-the-Concert-2024-Oil-on-linen-110x110-cm-scaled.jpg" data-orig-size="2560,2545" data-comments-opened="0" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;1.6&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;iPhone 16&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;1738504397&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;5.960000038147&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;500&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0.021739130434783&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}" data-image-title="Yisrael" data-image-description="&lt;p&gt;Yisrael&lt;/p&gt;
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<p><strong>Passare dal diritto alla pittura era già stato un cambiamento radicale. Come si è evoluto nel tempo il tuo rapporto emotivo con quella scelta?</strong></p>



<p>Passare dalla legge alla pittura a tempo pieno ha significato rinunciare a una sicurezza economica, cosa da tenere in considerazione quando si sceglie di diventare artista. Tuttavia, sono ancora profondamente convinto di aver fatto la scelta giusta. In effetti, l’idea di quello che si potrebbe definire un “sacrificio” non scompare mai del tutto: le persone con cui ho studiato diritto stanno avanzando nelle loro carriere e costruendo famiglie. Ma so che non scambierei mai la mia vita con la loro. Ognuno dovrebbe vivere secondo la propria vocazione.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img data-attachment-id="110492" data-permalink="https://toh-magazine.com/2025/09/corpi-eros-e-politica-la-pittura-radicale-di-yisrael/friends-2024-oil-on-linen-120x160-cm/" data-orig-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2025/09/Friends-2024-Oil-on-linen-120x160-cm-scaled.jpg" data-orig-size="2560,1914" data-comments-opened="0" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;1.6&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;iPhone 16&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;1738500821&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;5.960000038147&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;500&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0.023255813953488&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}" data-image-title="Yisrael" data-image-description="&lt;p&gt;Yisrael&lt;/p&gt;
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<p><strong>I tuoi ritratti nascono ancora spesso da incontri casuali per strada. Il tuo modo di approcciare gli sconosciuti — e l’intimità di quelle prime conversazioni — è cambiato con il tempo?</strong></p>



<p>Nel complesso, il mio modo di avvicinare le persone per strada non è cambiato molto, ma lo faccio meno di prima. Ora la maggior parte dei miei quadri si basa su immagini di amici che posano per me o di persone che generosamente si propongono da sole come modelli. Ultimamente alcuni lo fanno persino dall’estero, e creiamo insieme immagini che poi dipingo grazie alle moderne telecomunicazioni. Di conseguenza, il numero di ritratti basati su incontri casuali per strada è purtroppo diminuito notevolmente.</p>



<figure class="wp-block-image size-large is-resized"><img data-attachment-id="110493" data-permalink="https://toh-magazine.com/2025/09/corpi-eros-e-politica-la-pittura-radicale-di-yisrael/friendship-2024-oil-on-linen-160x120-cm/" data-orig-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2025/09/Friendship-2024-Oil-on-linen-160x120-cm-scaled.jpg" data-orig-size="1903,2560" data-comments-opened="0" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;1.6&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;iPhone 16&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;1738494302&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;5.960000038147&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;800&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0.033333333333333&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}" data-image-title="Yisrael" data-image-description="&lt;p&gt;Yisrael&lt;/p&gt;
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<p><strong>Nell’epoca delle immagini digitali senza fine, il tuo lavoro sembra una ribellione silenziosa. La tua idea di “preservare l’effimero” è cambiata da quando hai iniziato?</strong></p>



<p>Il momento fugace è più difficile da catturare con la pittura quando si raffigurano scene erotiche. Le immagini digitali, e ancor più i video, sembrano avere un vantaggio intrinseco: sono nitidi, chiari e vividi. Ma credo che l’immagine dipinta offra qualcosa che la tecnologia moderna non può dare: attraverso il lungo processo dell’applicazione del colore sulla tela, l’attimo fugace acquista profondità e stratificazione, trasmettendo una sensibilità emotiva ed estetica più profonda, grazie alle capacità concettuali e visive del pittore.</p>



<figure class="wp-block-image size-large is-resized"><img data-attachment-id="110494" data-permalink="https://toh-magazine.com/2025/09/corpi-eros-e-politica-la-pittura-radicale-di-yisrael/getting-dressed-2024-oil-on-linen-160x120-cm/" data-orig-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2025/09/Getting-Dressed-2024-Oil-on-linen-160x120-cm-scaled.jpg" data-orig-size="1909,2560" data-comments-opened="0" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;1.6&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;iPhone 16&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;1730548336&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;5.960000038147&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;640&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0.027777777777778&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}" data-image-title="Yisrael" data-image-description="&lt;p&gt;Yisrael&lt;/p&gt;
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<p><strong>Hai spesso parlato della carica erotica tra artista e modello. Come gestisci quello spazio oggi, rispetto a quando hai iniziato a dipingere?</strong></p>



<p>Come ho già accennato, i miei dipinti stanno diventando sempre più erotici, e la carica erotica in essi è cresciuta nel tempo, mostrando uomini, e più recentemente anche nudi femminili e fiori. Le immagini sessuali sono diventate molto più esplicite e includono nudità frontale e intimità sessuale. </p>



<h4>Quando mi dipingo insieme al mio partner, la carica erotica è evidente e autoesplicativa. Ma quando fotografo modelli che eseguono scene erotiche da trasformare in dipinto, pur essendo consapevole della tensione sessuale nell’aria, il mio ruolo resta quello di un osservatore esterno, concentrato su colore, luce e composizione. </h4>



<p>L’erotismo diventa più presente durante il processo pittorico stesso, quando guardo contemporaneamente l’immagine fotografata e la tela che sto dipingendo. È lì che si forma un rapporto completamente intimo con il soggetto.</p>



<figure class="wp-block-image size-large is-resized"><img data-attachment-id="110495" data-permalink="https://toh-magazine.com/2025/09/corpi-eros-e-politica-la-pittura-radicale-di-yisrael/having-a-bath-2025-oil-on-linen-160x120-cm/" data-orig-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2025/09/Having-a-Bath-2025-Oil-on-linen-160x120-cm-scaled.jpg" data-orig-size="1922,2560" data-comments-opened="0" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;1.6&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;iPhone 16&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;1748520824&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;5.960000038147&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;640&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0.033333333333333&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}" data-image-title="Yisrael" data-image-description="&lt;p&gt;Yisrael&lt;/p&gt;
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<p><strong>La tua pratica bilancia realismo figurativo e intimità. Senti che questo equilibrio oggi si stia spostando in una nuova direzione?</strong></p>



<p>Sento che la mia comprensione di entrambi si approfondisce col tempo e che si alimentano reciprocamente. Lo stile figurativo nutre visivamente l’intimità, mentre le emozioni intime si esprimono attraverso le pennellate. L’equilibrio tra i due è sempre presente e contribuisce allo sviluppo della mia pittura, in modi che a volte comprendo solo a posteriori.</p>



<figure class="wp-block-image size-large is-resized"><img data-attachment-id="110497" data-permalink="https://toh-magazine.com/2025/09/corpi-eros-e-politica-la-pittura-radicale-di-yisrael/in-the-miror-2025-oil-on-looking-glass-32x23-cm/" data-orig-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2025/09/In-the-Miror-2025-Oil-on-Looking-Glass-32x23-cm-scaled.jpg" data-orig-size="1920,2560" data-comments-opened="0" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}" data-image-title="Yisrael" data-image-description="&lt;p&gt;Yisrael&lt;/p&gt;
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<p><strong>La materialità del tuo lavoro — olio su lino grezzo, juta, sfumature delicate — crea una presenza tattile. Hai sperimentato recentemente nuove texture o superfici?</strong></p>



<p>La pittura a olio su lino è sempre stata il mio medium preferito, e questo non è cambiato. Amo la sua texture e la sua tangibilità. Tuttavia, sono sempre aperto a nuove sfide con superfici diverse. Dopo aver dipinto con olii su una parete della Biblioteca Municipale, di recente un amico mi ha chiesto di dipingere un ritratto su uno specchio, lasciando lo spazio intorno alla figura scoperto. Applicare l’olio su una superficie simile richiede un approccio diverso affinché il colore aderisca, ma il risultato è stato unico: lo spettatore può vedersi riflesso accanto alla figura dipinta.</p>



<figure class="wp-block-image size-large is-resized"><img data-attachment-id="110498" data-permalink="https://toh-magazine.com/2025/09/corpi-eros-e-politica-la-pittura-radicale-di-yisrael/inner-space-2025-oil-on-linen-170x130-cm/" data-orig-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2025/09/Inner-Space-2025-Oil-on-linen-170x130-cm-scaled.jpg" data-orig-size="1916,2560" data-comments-opened="0" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;iPhone 16&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;1754739245&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;400&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}" data-image-title="Yisrael" data-image-description="&lt;p&gt;Yisrael&lt;/p&gt;
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<p><strong>Nel 2022 hai riflettuto sulla mascolinità del XXI secolo. Tre anni dopo, quali nuovi strati o contraddizioni hai scoperto in questa esplorazione?</strong></p>



<p>Non essendo sociologo, posso solo dare il mio punto di vista artistico sulla mascolinità che mi circonda oggi. La percepisco in continua espansione. Incontro forme sempre più varie: ho visto, ad esempio, uno stilista indossare una collana di perle che ricordava lo stile di Jacqueline Kennedy, oppure ho dipinto una drag queen in parrucca bionda sdraiata sul divano del mio studio, o ancora un modello transgender maschile che ha posato per me. Tutti loro mi ispirano a mostrare quanto vario e bello possa essere il nostro mondo.</p>



<figure class="wp-block-image size-large is-resized"><img data-attachment-id="110500" data-permalink="https://toh-magazine.com/2025/09/corpi-eros-e-politica-la-pittura-radicale-di-yisrael/jerome-and-peppe-2024-oil-on-linen-90x70-cm/" data-orig-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2025/09/Jerome-and-Peppe-2024-Oil-on-linen-90x70-cm-scaled.jpg" data-orig-size="2000,2560" data-comments-opened="0" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;1.6&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;iPhone 16&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;1741244808&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;5.960000038147&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;1000&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0.038461538461538&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;1&quot;}" data-image-title="Yisrael" data-image-description="&lt;p&gt;Yisrael&lt;/p&gt;
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<p><strong>Conversazioni globali come #MeToo e Black Lives Matter ti influenzavano già allora. Quali movimenti o cambiamenti socio-politici stanno plasmando oggi il tuo lavoro?</strong></p>



<p>Purtroppo, in relazione alla mia risposta precedente, il mondo negli ultimi anni è diventato sempre più conservatore, anche qui in Israele. Credo che la mia arte sia diventata più esplicita e diretta proprio per affrontare questi cambiamenti politici. Vedo i miei quadri come una cartina di tornasole dell’esistenza del liberalismo nella società in cui viviamo. In un certo senso, potrei dire che i miei dipinti erotici sono anche una dichiarazione politica, un invito all’amore e al calore umano, a prescindere da nazionalità, religione o colore della pelle, con la speranza che un giorno non ci sia più sofferenza in questo mondo.</p>



<figure class="wp-block-image size-large is-resized"><img data-attachment-id="110502" data-permalink="https://toh-magazine.com/2025/09/corpi-eros-e-politica-la-pittura-radicale-di-yisrael/just-the-two-2024-oil-on-linen-90x70-cm/" data-orig-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2025/09/Just-the-two-2024-Oil-on-linen-90x70-cm-scaled.jpg" data-orig-size="1959,2560" data-comments-opened="0" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;1.6&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;iPhone 16&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;1738499986&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;5.960000038147&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;640&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0.025&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}" data-image-title="Yisrael" data-image-description="&lt;p&gt;Yisrael&lt;/p&gt;
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<p><strong>Secondo te, cosa rende oggi un ritratto “degno dello sforzo”? Questa soglia è cambiata per te?</strong></p>



<p>Credo che, a priori, quando un dipinto è significativo per me, ciò basta già a renderlo degno dello sforzo. Di solito so in anticipo che sarò soddisfatto del risultato quando sono davvero entusiasta e impaziente di iniziare a dipingere, subito dopo aver scattato l’immagine. Dal momento che oggi sento di spingermi un po’ oltre i limiti, per così dire, penso di poter dire che anche la mia soglia si è spostata di conseguenza.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img data-attachment-id="110504" data-permalink="https://toh-magazine.com/2025/09/corpi-eros-e-politica-la-pittura-radicale-di-yisrael/reading-a-book-2024-oil-on-linen-100x110-cm/" data-orig-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2025/09/Reading-a-Book-2024-Oil-on-linen-100x110-cm-scaled.jpg" data-orig-size="2560,2324" data-comments-opened="0" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;1.6&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;iPhone 12 Pro&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;1728984654&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;4.2&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;500&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0.020833333333333&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;1&quot;}" data-image-title="Yisrael" data-image-description="&lt;p&gt;Yisrael&lt;/p&gt;
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<p><strong>La musica — dal pop anni ’60–’80 all’Eurovision — aveva un ruolo nel tuo processo creativo. La colonna sonora del tuo studio è cambiata, e come influisce sulle tue pennellate?</strong></p>



<p>Ascolto un po’ di più brani recenti (come <em>Yamore</em> o <em>La La La</em>, per citarne alcuni), ma in generale i miei gusti musicali e la playlist in studio restano più o meno gli stessi. Tuttavia, li ascolto soprattutto durante le pause. Ho scoperto ultimamente di aver bisogno di essere completamente concentrato quando ho un pennello in mano.</p>



<figure class="wp-block-image size-large is-resized"><img data-attachment-id="110506" data-permalink="https://toh-magazine.com/2025/09/corpi-eros-e-politica-la-pittura-radicale-di-yisrael/red-gloves-2023-oil-on-linen-140x90-cm/" data-orig-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2025/09/Red-Gloves-2023-Oil-on-linen-140x90-cm-scaled.jpg" data-orig-size="1617,2560" data-comments-opened="0" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;1.6&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;iPhone 16&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;1730547611&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;5.960000038147&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;500&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0.025&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}" data-image-title="Yisrael" data-image-description="&lt;p&gt;Yisrael&lt;/p&gt;
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<p><strong>In passato hai realizzato un libro d’artista di collage che univa ritagli di riviste e Michelangelo. Stai ancora esplorando questo tipo di stratificazione visiva parallelamente alla pittura?</strong></p>



<p>Quanto vorrei tornare a fare collage… Ma è un’arte che richiede una certa destrezza: tagliare con le forbici le parti delle riviste e incollarle tutte insieme in modo perfetto, per creare un’illusione di realtà. Per ora mi accontento di realizzare le mie idee con modelli dal vivo, location reali e oggetti esistenti. Anche i miei dipinti sono stratificati, ma solo attraverso il colore.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img data-attachment-id="110507" data-permalink="https://toh-magazine.com/2025/09/corpi-eros-e-politica-la-pittura-radicale-di-yisrael/regina-geonge-at-the-studio-2024-oil-on-linen-120x160-cm/" data-orig-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2025/09/Regina-Geonge-at-the-Studio-2024-Oil-on-linen-120X160-cm-scaled.jpg" data-orig-size="2560,1918" data-comments-opened="0" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;1.6&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;iPhone 16&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;1732188224&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;5.960000038147&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;640&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0.033333333333333&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}" data-image-title="Yisrael" data-image-description="&lt;p&gt;Yisrael&lt;/p&gt;
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<p><strong>La pandemia ha influenzato il tuo modo di dipingere, spesso riportandoti a autoritratti o persone a te vicine. Come si è evoluto da allora il tuo rapporto con l’autorappresentazione?</strong></p>



<p>In realtà, dalla pandemia non ho più dipinto alcun autoritratto, anche se ora intendo farne uno. Oggi mi accorgo di guardare oltre la mia stessa immagine. Penso che la situazione attuale ci spinga a cercare connessioni sociali, dialoghi, collaborazioni, a uscire dalla nostra pelle. Dipingere altre persone mi permette di entrare in contatto con gli altri e di trovare conforto in questi incontri.</p>



<figure class="wp-block-image size-large is-resized"><img data-attachment-id="110508" data-permalink="https://toh-magazine.com/2025/09/corpi-eros-e-politica-la-pittura-radicale-di-yisrael/tenderness-2024-oil-on-linen-110x75-cm/" data-orig-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2025/09/Tenderness-2024-Oil-on-linen-110x75-cm-scaled.jpg" data-orig-size="1750,2560" data-comments-opened="0" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;1.6&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;iPhone 16&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;1738500601&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;5.960000038147&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;640&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0.025&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}" data-image-title="Yisrael" data-image-description="&lt;p&gt;Yisrael&lt;/p&gt;
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<p>Vivi e lavori tra Netanya e Tel Aviv. La luce, i corpi o le narrazioni di questi luoghi sono cambiati per te artisticamente negli ultimi anni?</p>



<p>Netanya e Tel Aviv non sono troppo lontane, e le amo entrambe, ma si può dire che abbiano atmosfere diverse. L’apertura e il liberalismo di Tel Aviv attraggono giovani da tutto il Paese e conferiscono alla città le sue caratteristiche speciali, che hanno influenzato i miei lavori più intimi sugli uomini. Non sono sicuro che avrei potuto creare immagini simili nella mia città natale. A volte persino il paesaggio urbano di Tel Aviv diventa sfondo per i miei dipinti. L’anno scorso, ad esempio, ho dipinto un giovane nudo in piedi su un tetto, con le torri della città sullo sfondo.</p>



<p><strong>Nelle tue ultime mostre, quali nuovi fili emotivi o concettuali stai intrecciando nei tuoi ritratti?</strong></p>



<p>La mia più recente mostra personale a Tel Aviv, all’inizio del 2023, ha messo sotto i riflettori il rapporto tra l’uomo e i suoi vestiti: ho dipinto, ad esempio, un giovane che allunga la mano verso un maglione appoggiato su una sedia, oppure con scarpe e biancheria intima sparse sul pavimento. Questo mi ha dato l’opportunità di dipingere nature morte come parte della vita quotidiana di un uomo.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img data-attachment-id="110509" data-permalink="https://toh-magazine.com/2025/09/corpi-eros-e-politica-la-pittura-radicale-di-yisrael/yellow-sweater-2025-oil-on-linen-75x110-cm/" data-orig-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2025/09/Yellow-Sweater-2025-Oil-on-linen-75x110-cm-scaled.jpg" data-orig-size="2560,1713" data-comments-opened="0" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;1.6&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;iPhone 16&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;1746104900&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;5.960000038147&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;640&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0.033333333333333&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;1&quot;}" data-image-title="Yisrael" data-image-description="&lt;p&gt;Yisrael&lt;/p&gt;
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<p><strong>Guardando alla scena artistica europea contemporanea — e ad artisti come Hockney, Richter o Borremans che ammiri — come vedi oggi il tuo lavoro in dialogo con il loro?</strong></p>



<p>Trovo sempre incoraggiamento nella loro arte, e in un certo senso anche un sostegno emotivo. Se mettiamo da parte le opere erotiche del mondo antico (come gli affreschi romani di Pompei), possiamo dire che lavori rivoluzionari di artisti come Picasso, Freud, Hockney e Mapplethorpe hanno aperto la strada a pittori come me. Sono anche molto entusiasta di trovare ispirazione nell’arte queer che arriva da New York negli ultimi anni. Porta con sé un messaggio di liberalismo, compassione umana e libertà — valori di cui oggi abbiamo disperatamente bisogno.</p>
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		<title>Łukasz Leja: l&#8217;atto di vedere come atto d&#8217;amore</title>
		<link>https://toh-magazine.com/2025/07/lukasz-leja-latto-di-vedere-come-atto-damore/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=lukasz-leja-latto-di-vedere-come-atto-damore</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alex Vaccani]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 15 Jul 2025 15:21:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Art]]></category>
		<category><![CDATA[gay art]]></category>
		<category><![CDATA[gay artist]]></category>
		<category><![CDATA[gayart]]></category>
		<category><![CDATA[queer art]]></category>
		<category><![CDATA[Tom of Finland]]></category>
		<category><![CDATA[Tom of Finland Foundation]]></category>
		<category><![CDATA[Łukasz Leja]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>In ogni opera di Łukasz Leja,  il corpo non è soltanto un soggetto: è un lessico, una grammatica visiva, una soglia attraverso cui il desiderio si fa pensiero e il pensiero si fa carne. I suoi uomini, nudi e senza maschere, abitano uno spazio sospeso tra ordine e impulso, dove la forma accoglie l'erotismo e la pittura si fa linguaggio di corpi, tensioni e affetti. Non c’è pudore, ma nemmeno esibizione: solo verità. </p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<h4>In ogni opera di Łukasz Leja, pittore e architetto,  il corpo non è soltanto un soggetto: è una grammatica visiva, una soglia attraverso cui il desiderio si fa pensiero e il pensiero si fa carne. I suoi uomini, nudi e senza maschere, abitano uno spazio sospeso tra ordine e impulso, dove la forma accoglie l&#8217;erotismo e la pittura si fa linguaggio di corpi, tensioni e affetti. Non c’è pudore, ma nemmeno esibizione: solo verità.</h4>



<p>Nel suo lavoro,  Łukasz Leja non rappresenta la mascolinità queer: la abita. Costruisce ambienti come un architetto della memoria emotiva, e poi li anima con corpi che esistono—come fantasmi amati, come amici, come frammenti di sé. La pittura, per Łukasz Leja, non è uno strumento di controllo ma una liturgia del vedere. Ogni gesto, ogni ombra, ogni titolo è un invito a riconsiderare cosa sia davvero l’intimità, cosa resti dell’erotismo quando viene svestito di cliché, cosa significhi oggi, per un artista queer, essere visibile nel mondo.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img data-attachment-id="110186" data-permalink="https://toh-magazine.com/2025/07/lukasz-leja-latto-di-vedere-come-atto-damore/02_lukasz_leja_paint-me-like-one-of-your-polish-hoes-copy/" data-orig-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2025/07/02_LUKASZ_LEJA_PAINT-ME-LIKE-ONE-OF-YOUR-POLISH-HOES-copy.jpeg" data-orig-size="1250,830" data-comments-opened="0" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;1&quot;}" data-image-title="Łukasz Leja" data-image-description="&lt;p&gt;Łukasz Leja&lt;/p&gt;
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<p>Se la censura tenta ancora di bandire il desiderio dalle immagini,  Łukasz Leja risponde con una pittura che mostra, che non stratifica ma semplifica. Non viene mascherata dall&#8217;ironia, ma come un atto politico: nei suoi quadri la sessualità si mostra nuda, diretta e senza censura.  In un tempo che fatica ad accogliere la complessità dell’identità queer, il <a href="https://www.lukaszleja.com" target="_blank" rel="noreferrer noopener">lavoro</a> di Łukasz Leja ci ricorda che il corpo, oltre ad essere un luogo del piacere è uno spazio di conoscenza, di cura, di opposizione, ma non di giudizio.</p>



<p>Questa intervista è una mappa affettiva dello sguardo di Łukasz Leja. Un invito a fermarsi, guardare, sentire.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img data-attachment-id="110187" data-permalink="https://toh-magazine.com/2025/07/lukasz-leja-latto-di-vedere-come-atto-damore/03_1-copy/" data-orig-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2025/07/03_1-copy.png" data-orig-size="1170,1453" data-comments-opened="0" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}" data-image-title="Łukasz Leja" data-image-description="&lt;p&gt;Łukasz Leja&lt;/p&gt;
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<p><strong>Il corpo è il tuo soggetto, ma anche il tuo linguaggio visivo. Quando hai iniziato a usare la pittura come strumento per raccontare la mascolinità queer?</strong><br>Penso per immagini e sono sempre stato attratto dal corpo—i suoi gesti, i suoi movimenti, le sensazioni che suscitano in me. L’arte figurativa è sempre stata per me il linguaggio visivo più onesto, uno che comprendo e sento istintivamente.<br>Durante il lockdown ho finalmente avuto la quiete e lo spazio per riflettere e riprendere idee che si erano formate silenziosamente per anni. Ho iniziato a disegnare ossessivamente, sperimentare con la pittura a olio, e mi sono iscritto a corsi di pittura classica al Naruki Art Dojo a Brooklyn. È lì che le mie visioni interiori hanno cominciato a prendere forma sulla tela—e da allora non mi sono più fermato.</p>



<figure class="wp-block-image size-large is-resized"><img data-attachment-id="110189" data-permalink="https://toh-magazine.com/2025/07/lukasz-leja-latto-di-vedere-come-atto-damore/03_lukasz_leja_pierwsi-ludzie-z-gliny-copy/" data-orig-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2025/07/03_LUKASZ_LEJA_PIERWSI-LUDZIE-Z-GLINY-copy.jpg" data-orig-size="2032,2020" data-comments-opened="0" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;1642067752&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;1&quot;}" data-image-title="Łukasz Leja" data-image-description="&lt;p&gt;Łukasz Leja&lt;/p&gt;
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<p><strong>Hai studiato e lavorato come architetto in diversi continenti. Cosa hai portato dell’architettura nella tua pittura? Costruisci i corpi come fossero spazi?</strong><br>Studiare e lavorare in architettura è stato un percorso naturale per me—ha rafforzato il mio amore per la rappresentazione visiva, la struttura, la geometria, la prospettiva e la disciplina. Ho imparato a vedere lo spazio in modo analitico: a disegnare a mano e comprendere l’interazione tra forma, luce e contesto.<br>Questo modo di vedere è entrato nella mia pittura. Spesso inizio con principi architettonici e geometrici, usando griglie come struttura per la composizione e la prospettiva. </p>



<h4>Dipingo spesso interni—spazi che ho abitato o immaginato—costruendo prima l’ambiente.<br>Poi inserisco i corpi in questi spazi—persone reali che conosco, amici, amanti. Compongo con cura le loro pose e modello la luce attorno a loro. La geometria dà ordine all’opera; i corpi le danno vita.</h4>



<figure class="wp-block-image size-large"><img data-attachment-id="110188" data-permalink="https://toh-magazine.com/2025/07/lukasz-leja-latto-di-vedere-come-atto-damore/04_1-copy/" data-orig-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2025/07/04_1-copy.jpg" data-orig-size="2032,2540" data-comments-opened="0" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;1&quot;}" data-image-title="Łukasz Leja" data-image-description="&lt;p&gt;Łukasz Leja&lt;/p&gt;
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<p><strong>Le tue opere sembrano sospese tra geometria e tenerezza, tra disciplina e desiderio. Ti riconosci in questa dualità?</strong><br>Sì, e la amo. La tensione tra disciplina e libertà, tra controllo e desiderio, ha sempre modellato il mio modo di vivere e lavorare.</p>



<h4>Sono una persona disciplinata e trovo bellezza nella ricerca della precisione—pur sapendo che la perfezione è un’illusione. Fin da piccolo, la struttura mi dava un senso di sicurezza. E paradossalmente, è proprio quella struttura che ha reso possibile la bellezza, l’intimità, il desiderio. </h4>



<p>Mi ha aperto porte, creato opportunità e alla fine mi ha portato dalle persone giuste. Mi ha permesso di essere vulnerabile, aperto, tenero e libero—sia nella vita che sulla tela.</p>



<figure class="wp-block-image size-full is-resized"><img data-attachment-id="110190" data-permalink="https://toh-magazine.com/2025/07/lukasz-leja-latto-di-vedere-come-atto-damore/04_lukasz_leja_valazquez-move-over-copy/" data-orig-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2025/07/04_LUKASZ_LEJA_VALAZQUEZ-MOVE-OVER-copy.jpg" data-orig-size="720,720" data-comments-opened="0" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;1653902335&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;1&quot;}" data-image-title="Łukasz Leja" data-image-description="&lt;p&gt;Łukasz Leja&lt;/p&gt;
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<p><strong>Usi titoli come “gl0ry h0le” o “gym bros: dickptych”—ironici e provocatori. Quanto è importante il linguaggio per definire il contesto delle tue immagini?</strong><br>Mi piace usare ogni strumento che ho per comunicare un’idea—dalla scelta del medium e del formato della tela, alla composizione, i colori, i dettagli e i titoli. Ogni elemento contribuisce a costruire una visione completa.<br>Il linguaggio è una parte importante. L’inglese non è la mia prima lingua, ma amo i giochi di parole e l’umorismo—è così che ho sempre affrontato la vita. </p>



<h4>Voglio che il mio lavoro faccia ridere, sorridere, arrossire, provare qualcosa. Voglio suscitare desiderio, curiosità o riconoscimento. Quella miscela di umorismo, sesso ed emozione—è ciò che sono. </h4>



<p>In effetti, più un dipinto è serio, più divertente sarà il titolo che gli darò. Fa parte della tensione con cui amo giocare.</p>



<figure class="wp-block-image size-large is-resized"><img data-attachment-id="110191" data-permalink="https://toh-magazine.com/2025/07/lukasz-leja-latto-di-vedere-come-atto-damore/05_1-copy/" data-orig-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2025/07/05_1-copy.jpg" data-orig-size="2032,2540" data-comments-opened="0" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;1&quot;}" data-image-title="Łukasz Leja" data-image-description="&lt;p&gt;Łukasz Leja&lt;/p&gt;
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<p><strong>C’è un elemento teatrale o performativo nel modo in cui ritratti la nudità maschile. I tuoi soggetti stanno posando, recitando o semplicemente esistendo davanti a noi?</strong><br>Non stanno esattamente posando o recitando—stanno esistendo, ma attraverso una lente accuratamente costruita. Come a teatro, dove gli attori sono consapevoli dello spettatore, ma stavolta possono rompere la quarta parete e guardarti negli occhi. </p>



<h4>Ogni figura è radicata in qualcosa di reale. I gesti e gli sguardi sono intenzionali, provati attraverso i disegni, poi sospesi nel tempo con l’olio. Non si tratta di catturare un momento fugace, ma di costruirne uno deliberatamente—con cura, peso e significato.</h4>



<figure class="wp-block-image size-large is-resized"><img data-attachment-id="110192" data-permalink="https://toh-magazine.com/2025/07/lukasz-leja-latto-di-vedere-come-atto-damore/06_1-copy/" data-orig-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2025/07/06_1-copy.jpg" data-orig-size="2032,2540" data-comments-opened="0" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;1658571791&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;1&quot;}" data-image-title="Łukasz Leja" data-image-description="&lt;p&gt;Łukasz Leja&lt;/p&gt;
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<p><strong>In quanto artista queer, senti il peso o il piacere della rappresentazione? Hai mai paura di essere frainteso—o censurato?</strong><br>Non sento mai la pittura come un peso. È un privilegio—una gioia—poter creare, esprimermi e persino vivere di ciò che amo. Non ne parlerei mai in termini negativi.<br>Non credo nemmeno che l’arte debba essere compresa subito. L’ambiguità dà agli altri lo spazio per trovare il proprio significato, ed è lì che, per me, risiede la vera forza. Le persone si connetteranno oppure no e mi va bene così.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img data-attachment-id="110208" data-permalink="https://toh-magazine.com/2025/07/lukasz-leja-latto-di-vedere-come-atto-damore/33_1/" data-orig-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2025/07/33_1-scaled.jpg" data-orig-size="2048,2560" data-comments-opened="0" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;1&quot;}" data-image-title="Łukasz Leja" data-image-description="&lt;p&gt;Łukasz Leja&lt;/p&gt;
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<h4>Non mi soffermo sulla censura, ma ne sono molto consapevole. Il mio lavoro viene spesso rifiutato da mostre, sostituito con opere meno esplicite, segnalato o rimosso online. I miei account hanno subito cancellazioni di post e restrizioni. </h4>



<p>Ma niente di tutto ciò rende il lavoro meno significativo per me. È semplicemente lo specchio dei tempi in cui viviamo. Mi piace pensare che ciò che oggi non può essere mostrato o celebrato, lo sarà tra 50 o 100 anni. E questa convinzione mi aiuta ad andare avanti.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img data-attachment-id="110193" data-permalink="https://toh-magazine.com/2025/07/lukasz-leja-latto-di-vedere-come-atto-damore/07_1-copy/" data-orig-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2025/07/07_1-copy-scaled.jpg" data-orig-size="2099,2560" data-comments-opened="0" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;18&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;Canon EOS 5DS&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;1665023353&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;35&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;200&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0.005&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;1&quot;}" data-image-title="Łukasz Leja" data-image-description="&lt;p&gt;Łukasz Leja&lt;/p&gt;
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<p><strong>Parlando di censura: le tue opere, anche senza nudità esplicita, sono state bandite dai social. Come vivi questa “invisibilità imposta”?</strong><br>Mi frustra—la censura mi sembra davvero anacronistica, spesso applicata da persone con troppo potere e poca prospettiva. A volte è semplicemente assurdo—come essere segnalati per un po’ di peluria pubica.<br>Ma poi mi ricordo che le generazioni prima di noi hanno dovuto lottare solo per mostrare le spalle, le caviglie, le gambe o lo stomaco. Questa prospettiva mi dà forza. Spero di avere una lunga vita davanti a me e se sarò fortunato, potrò celebrare pienamente il mio lavoro mentre sono ancora qui. Per ora, è una lotta, ma una lotta di cui sono onorato di far parte.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img data-attachment-id="110194" data-permalink="https://toh-magazine.com/2025/07/lukasz-leja-latto-di-vedere-come-atto-damore/07_lukasz_leja_always-loved-playing-barbies-copy/" data-orig-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2025/07/07_LUKASZ_LEJA_ALWAYS-LOVED-PLAYING-BARBIES-copy.jpg" data-orig-size="2032,2032" data-comments-opened="0" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;1&quot;}" data-image-title="Łukasz Leja" data-image-description="&lt;p&gt;Łukasz Leja&lt;/p&gt;
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<p><strong>L’erotismo che rappresenti non è mai compiaciuto—è stratificato, complesso. Per te è una forma di liberazione, ironia o memoria?</strong><br>Per me, l’erotismo è senza dubbio una forma di liberazione—ma anche un modo per preservare la memoria. Si tratta di custodire momenti, persone e sensazioni che sono impossibili da catturare pienamente. Con il mio lavoro cerco di onorare quelle esperienze e renderle visibili. Indicano la celebrazione, ed è lì che voglio stare.<br>L’ironia, invece, non fa parte del mio linguaggio. Ne sono sempre stato diffidente. Sono cresciuto in un contesto molto ironico, e spesso l’ho percepita come una maschera—qualcosa che le persone usano per nascondere la vulnerabilità o evitare la sincerità. Cerco di evitarla.</p>



<figure class="wp-block-image size-large is-resized"><img data-attachment-id="110195" data-permalink="https://toh-magazine.com/2025/07/lukasz-leja-latto-di-vedere-come-atto-damore/13_lukasz_leja_pov-copy/" data-orig-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2025/07/13_LUKASZ_LEJA_POV-copy.jpeg" data-orig-size="1280,1280" data-comments-opened="0" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;1686654803&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;1&quot;}" data-image-title="Łukasz Leja" data-image-description="&lt;p&gt;Łukasz Leja&lt;/p&gt;
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<p><strong>Qual è il tuo rapporto con la storia dell’arte queer? C’è un artista—passato o presente—con cui senti un dialogo visivo o spirituale?</strong><br>Ho sempre sentito un forte legame con la storia dell’arte. L’ho studiata a scuola, ho scritto saggi—ma anche prima, da adolescente, cercavo ossessivamente artisti queer su Google. Crescendo, non avevo accesso a quel tipo di opere nel mio ambiente, quindi andavo a cercarmele da solo.<br></p>



<h4>Sento un legame speciale con gli artisti queer che hanno vissuto e creato a New York. A volte non si tratta solo delle loro opere—ma delle loro storie, delle lotte, della sopravvivenza. Artisti come Cadmus, Platt Lynes, Warhol, Wojnarowicz, Haring e Mapplethorpe hanno plasmato il mio modo di vedere l’arte e la vita.<br></h4>



<p>Tra gli artisti contemporanei, Naruki Kukita è stato una grande influenza—sia visivamente che per il modo in cui si muove nel mondo.</p>



<figure class="wp-block-image size-large is-resized"><img data-attachment-id="110196" data-permalink="https://toh-magazine.com/2025/07/lukasz-leja-latto-di-vedere-come-atto-damore/16_lukasz_leja_bplug-large-copy/" data-orig-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2025/07/16_LUKASZ_LEJA_BPLUG-Large-copy.jpeg" data-orig-size="960,1280" data-comments-opened="0" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;1698777699&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;1&quot;}" data-image-title="Łukasz Leja" data-image-description="&lt;p&gt;Łukasz Leja&lt;/p&gt;
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<p><strong>Nei tuoi dipinti, il corpo maschile è spesso sezionato, isolato, duplicato. È un modo per controllarlo, celebrarlo o decostruirlo?</strong><br>È sempre un modo per celebrarlo. Mi concentro sul corpo, la sua forma, la sua presenza e ciò che può fare.<br>Non sento il bisogno di controllarlo, e anche se ci sono momenti di decostruzione, non è mai per smontarlo ma per onorarlo, fargli spazio, prestargli attenzione. Sempre, viene da un luogo di amore e reverenza.</p>



<figure class="wp-block-image size-large is-resized"><img data-attachment-id="110197" data-permalink="https://toh-magazine.com/2025/07/lukasz-leja-latto-di-vedere-come-atto-damore/19_lukasz_leja_moving-in-copy/" data-orig-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2025/07/19_LUKASZ_LEJA_MOVING-IN-copy.jpeg" data-orig-size="1024,1280" data-comments-opened="0" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;1711032663&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;1&quot;}" data-image-title="Łukasz Leja" data-image-description="&lt;p&gt;Łukasz Leja&lt;/p&gt;
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<p><strong>Sei cresciuto in Polonia—un contesto spesso ostile alle identità queer. Come si manifesta questa tensione nel tuo linguaggio artistico?</strong><br>Ho lasciato la Polonia subito dopo il liceo. Fin da piccolo, sognavo di andare il più lontano possibile. Crescendo in una piccola città, lontana da qualsiasi centro culturale, non riuscivo a immaginare di restare lì. </p>



<p>I miei genitori non erano interessati all’arte o alle città, quindi non avevo accesso a nulla di tutto ciò. Sentivo di crescere in un luogo che cercava di farmi credere che non ci fosse nulla da celebrare.<br>Per molto tempo ho pensato che tutta la Polonia fosse come il villaggio in cui sono cresciuto.<br>Ora, con un po’ di distanza, ho cominciato a vederla diversamente. Ho sviluppato un nuovo tipo di amore per la Polonia. </p>



<h4>Sono orgoglioso degli artisti e attivisti che vivono lì, e ci tengo profondamente.<br>E anche se il mio lavoro non fa riferimento diretto alla Polonia, ne è assolutamente influenzato. La tensione, l’invisibilità, il silenzio che ho vissuto—tutto questo vive nelle immagini che creo.</h4>



<figure class="wp-block-image size-large is-resized"><img data-attachment-id="110198" data-permalink="https://toh-magazine.com/2025/07/lukasz-leja-latto-di-vedere-come-atto-damore/20_lukasz_leja_kondrad-clipping-his-toenails-copy/" data-orig-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2025/07/20_LUKASZ_LEJA_KONDRAD-CLIPPING-HIS-TOENAILS-copy.jpeg" data-orig-size="1280,1280" data-comments-opened="0" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;1708869873&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;1&quot;}" data-image-title="Łukasz Leja" data-image-description="&lt;p&gt;Łukasz Leja&lt;/p&gt;
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<p><strong>Cosa cerchi nei tuoi modelli? Sono muse, specchi, fantasmi o frammenti di te stesso?</strong><br>I miei modelli sono persone reali—amanti, ex, amici, e a volte persone incontrate solo una volta.<br>Non cerco modelli. Dipingo ciò che conosco, e chi conosco.<br>Non si tratta mai di bellezza in senso tradizionale o idealizzato ma di connessione. Sono persone a cui tengo, che sono belle dentro e fuori.<br>Non sono muse o volti assunti. Vedo parti di me in loro, e spero che anche loro vedano qualcosa di sé nel mio lavoro. Forse è un mondo piccolo, limitato a poche persone ma è il mio, ed è questo che lo rende autentico.</p>



<figure class="wp-block-image size-large is-resized"><img data-attachment-id="110199" data-permalink="https://toh-magazine.com/2025/07/lukasz-leja-latto-di-vedere-come-atto-damore/24_lukasz_leja_inch-check-copy/" data-orig-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2025/07/24_LUKASZ_LEJA_INCH-CHECK-copy.jpeg" data-orig-size="960,1280" data-comments-opened="0" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;1716463235&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;1&quot;}" data-image-title="Łukasz Leja" data-image-description="&lt;p&gt;Łukasz Leja&lt;/p&gt;
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<p><strong>C’è un’eco emotiva nelle tue opere, anche quando il sesso è esplicito. Ti interessa anche rappresentare la vulnerabilità maschile?</strong><br>Assolutamente. La vulnerabilità è una parte enorme di ciò che considero mascolinità e in particolare mascolinità queer. È qualcosa che spesso viene trascurata o dimenticata.<br></p>



<h4>Parliamo di forza, assertività, leadership, voce profonda, barba ma la mascolinità è anche maturità, responsabilità, integrità, essere una guida, difendere gli altri.</h4>



<figure class="wp-block-image size-large"><img data-attachment-id="110207" data-permalink="https://toh-magazine.com/2025/07/lukasz-leja-latto-di-vedere-come-atto-damore/33_lukasz_leja_gym-bros-copy/" data-orig-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2025/07/33_LUKASZ_LEJA_GYM-BROS-copy-scaled.jpg" data-orig-size="2560,2560" data-comments-opened="0" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;1742045051&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;1&quot;}" data-image-title="Łukasz Leja" data-image-description="&lt;p&gt;Łukasz Leja&lt;/p&gt;
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<p><br>Il sesso, nel mio lavoro, è solo una parte del quadro una parte molto umana e quotidiana di ciò che siamo.<br>Non ho mai avuto l’intenzione di essere un “artista erotico” ma dato che dipingo corpi nudi, quell’etichetta mi è stata subito affibbiata. Non mi disturba, ma per me è solo uno strato. Capisco che possa attrarre alcune persone, e lo accolgo</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img data-attachment-id="110200" data-permalink="https://toh-magazine.com/2025/07/lukasz-leja-latto-di-vedere-come-atto-damore/27_lukasz_leja_ceiling-fan-copy/" data-orig-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2025/07/27_LUKASZ_LEJA_CEILING-FAN-copy.jpeg" data-orig-size="1024,1280" data-comments-opened="0" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;1723895398&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;1&quot;}" data-image-title="Łukasz Leja" data-image-description="&lt;p&gt;Łukasz Leja&lt;/p&gt;
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<p><strong>Il tuo lavoro è stato riconosciuto da istituzioni come la Tom of Finland Foundation. Cosa significa per te far parte di quella linea di artisti radicali?</strong><br>Significa tantissimo per me. La Tom of Finland Foundation ha sostenuto il mio lavoro fin dall’inizio dal concorso per artisti emergenti, alle collettive negli Stati Uniti e in Europa, fino al far parte della giuria e ora al programma di residenza.<br>La loro missione va ben oltre la conservazione dell’eredità di Tom mentoreggiano attivamente, proteggono e danno spazio a nuove voci queer. Quel tipo di supporto è raro e profondamente significativo.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img data-attachment-id="110206" data-permalink="https://toh-magazine.com/2025/07/lukasz-leja-latto-di-vedere-come-atto-damore/34-copy/" data-orig-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2025/07/34-copy-scaled.jpg" data-orig-size="2560,2560" data-comments-opened="0" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;1&quot;}" data-image-title="Łukasz Leja" data-image-description="&lt;p&gt;Łukasz Leja&lt;/p&gt;
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<p>Fare arte erotica queer non è sempre visto come un percorso professionale valido, e può essere facilmente emarginato.<br>Ma grazie a istituzioni come la ToFF, ci viene data visibilità, comunità e l’opportunità di far vedere il nostro lavoro non solo come arte erotica, ma come arte, punto.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img data-attachment-id="110201" data-permalink="https://toh-magazine.com/2025/07/lukasz-leja-latto-di-vedere-come-atto-damore/28_lukasz_leja_room-69-copy/" data-orig-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2025/07/28_LUKASZ_LEJA_ROOM-69-copy.jpeg" data-orig-size="1280,1018" data-comments-opened="0" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;1725445182&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;1&quot;}" data-image-title="Łukasz Leja" data-image-description="&lt;p&gt;Łukasz Leja&lt;/p&gt;
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<p><strong>“Home is where the h&lt;3rd is” era il titolo della tua prima mostra personale. Oggi, dove si trova casa per te in un luogo, un corpo, un’immagine?</strong><br>Casa, per me, è New York—e la piccola vita che ho costruito qui.<br>Non è un divano, una TV o l’arredamento. Sono i luoghi a cui torno, gli amici che amo e a cui tengo, andare in bici per la città, cucinare, assorbire la cultura e cercare di contribuire con il mio lavoro.<br>È costruire, appartenere, contribuire. Questo è il significato di casa per me.<br></p>



<h4>E sì casa è anche dove mi viene l’erezione.</h4>



<figure class="wp-block-image size-large is-resized"><img data-attachment-id="110202" data-permalink="https://toh-magazine.com/2025/07/lukasz-leja-latto-di-vedere-come-atto-damore/30_lukasz_leja_saturn-awakened-copy/" data-orig-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2025/07/30_LUKASZ_LEJA_SATURN-AWAKENED-copy.jpeg" data-orig-size="960,1280" data-comments-opened="0" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;1731502212&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;1&quot;}" data-image-title="Łukasz Leja" data-image-description="&lt;p&gt;Łukasz Leja&lt;/p&gt;
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<p><strong>Hai collaborato con figure radicalmente diverse come Richard Serra e Lady Gaga uno legato al silenzio monumentale, l’altra all’eccesso pop. Cosa hai imparato da questi estremi, e come informano oggi la tua visione artistica?</strong><br>Ho avuto l’opportunità di progettare per Richard Serra e Lady Gaga in due progetti diversi, mentre lavoravo come designer architettonico, e ho davvero apprezzato entrambe le esperienze.<br>È quella dualità di cui parlavamo prima due estremi che mi hanno insegnato molto.<br>Lavorare per Gaga è stato audace, rumoroso, senza scuse. Da Serra, ho imparato la pazienza, la contemplazione e la connessione con la natura.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img data-attachment-id="110205" data-permalink="https://toh-magazine.com/2025/07/lukasz-leja-latto-di-vedere-come-atto-damore/35-copy/" data-orig-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2025/07/35-copy-scaled.jpg" data-orig-size="2048,2560" data-comments-opened="0" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;1&quot;}" data-image-title="Łukasz Leja" data-image-description="&lt;p&gt;Łukasz Leja&lt;/p&gt;
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<p>Al di là delle loro personalità diversissime, anche i progetti erano mondi opposti la frenesia della Strip di Las Vegas contro un padiglione immerso nella natura nello stato di New York.<br>Io mi trovo da qualche parte nel mezzo un introverso contemplativo, ma anche attratto da opere espressive, audaci e controverse.<br>Queste esperienze mi hanno aiutato ad abbracciare le mie complessità e dualità, e a onorare il mio vero io.</p>



<figure class="wp-block-image size-large is-resized"><img data-attachment-id="110203" data-permalink="https://toh-magazine.com/2025/07/lukasz-leja-latto-di-vedere-come-atto-damore/31_1-copy/" data-orig-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2025/07/31_1-copy-scaled.jpg" data-orig-size="2048,2560" data-comments-opened="0" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;1749286816&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;1&quot;}" data-image-title="Łukasz Leja" data-image-description="&lt;p&gt;Łukasz Leja&lt;/p&gt;
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		<title>Deni Horvatić: anatomie dell&#8217;intimità e del visibile</title>
		<link>https://toh-magazine.com/2025/04/deni-horvatic-anatomie-dellintimita-e-del-visibile/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=deni-horvatic-anatomie-dellintimita-e-del-visibile</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alex Vaccani]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 28 Apr 2025 10:00:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Art]]></category>
		<category><![CDATA[Deni Horvatić]]></category>
		<category><![CDATA[gay art]]></category>
		<category><![CDATA[gay artist]]></category>
		<category><![CDATA[scan]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il lavoro di Deni Horvatić non si impone: si posa. Non cerca di raccontare il mondo, ma di farlo fremere—nell’incertezza, nella tenerezza, nella bellezza instabile delle relazioni umane. Le sue immagini non illustrano, non spiegano, non semplificano. Sono ambienti porosi, aperture attraverso cui il reale si lascia attraversare dalla finzione, e il quotidiano diventa una forma di incantesimo fragile e ipersensibile.</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<h4><strong>Il lavoro di Deni Horvatić non si impone: si posa. Non cerca di raccontare il mondo, ma di farlo fremere—nell’incertezza, nella tenerezza, nella bellezza instabile delle relazioni umane. Le sue immagini non illustrano, non spiegano, non semplificano. Sono ambienti porosi, aperture attraverso cui il reale si lascia attraversare dalla finzione, e il quotidiano diventa una forma di incantesimo fragile e ipersensibile.</strong></h4>



<p>Per Deni Horvatić, l’immagine non è un simulacro, ma un’emanazione: qualcosa che continua a vivere, a trasformarsi, a respirare con chi guarda.</p>



<p>In Deni Horvatić, la fotografia è un esercizio di prossimità. I corpi che ritrae—spesso amici, amanti, compagni di vita e di gioco—sono colti in una tensione costante tra abbandono e artificio, tra affetto e distorsione digitale. </p>



<h4>È come se ogni opera cercasse di conservare la temperatura affettiva dell’istante in cui è nata, portando con sé il calore di una cena condivisa, il silenzio complice di uno studio-garage, il pudore non detto di un desiderio.</h4>



<figure class="wp-block-image size-large"><img data-attachment-id="109724" data-permalink="https://toh-magazine.com/2025/04/deni-horvatic-anatomie-dellintimita-e-del-visibile/outdoor/" data-orig-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2025/04/Outdoor.jpg" data-orig-size="1300,1300" data-comments-opened="0" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;deni.horvatic@gmail.com&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;1&quot;}" data-image-title="Deni Horvatić" data-image-description="&lt;p&gt;Deni Horvatić &lt;/p&gt;
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<p>Non c’è separazione netta tra arte e vita. Le biografie si mescolano, si ibridano. Gli strumenti tecnologici—scanner, CGI, software di modellazione—non cancellano la materia umana, ma la reinventano. Il corpo diventa linguaggio, superficie su cui si proiettano domande più che risposte. Che cosa resta di noi quando siamo tradotti in pixel? In che modo la carne sopravvive alla forma?</p>



<p>Nella sua Croazia, Deni Horvatić lavora ai margini delle grandi scene, in una piccola città dove tutto si intreccia: la casa, lo studio-garage, gli amici-attori, le cene dopo i set, i ricordi adolescenziali che tornano sotto forma di fantasie visive. </p>



<h4>Eppure è proprio da questo margine che costruisce una poetica radicale: un’arte che non aspira a essere monumento, ma gesto intimo, un’offerta di contatto, di coabitazione emotiva tra chi crea e chi guarda.</h4>



<p>Deni Horvatić non costruisce un mondo alternativo, ma intensifica quello che già esiste. Il suo gesto artistico è simile a quello di chi, in un movimento lieve, fa spazio: all’altro, al desiderio, al dubbio. In un’epoca che produce<a href="https://www.denihorvatic.com" target="_blank" rel="noreferrer noopener"> immagini</a> a velocità vertiginosa, Horvatić le rallenta, le ascolta, le rende di nuovo vulnerabili.</p>



<p>Le immagini di Deni Horvatić non chiedono solo di essere guardate, ma di essere&nbsp;<em>abitate</em>—come si abita un ricordo, una carezza, una promessa.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img data-attachment-id="109725" data-permalink="https://toh-magazine.com/2025/04/deni-horvatic-anatomie-dellintimita-e-del-visibile/gym-2_7/" data-orig-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2025/04/Gym-2_7.jpg" data-orig-size="1900,1081" data-comments-opened="0" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}" data-image-title="Deni Horvatić" data-image-description="&lt;p&gt;Deni Horvatić &lt;/p&gt;
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<p><strong>Il tuo lavoro fonde fotografia, CGI e videoarte. C’è un linguaggio con cui ti senti maggiormente in sintonia, oppure la tua ricerca è fondamentalmente incentrata sul dialogo tra questi media?</strong></p>



<p>Quello che amo di più in questo momento è lavorare nella moda, perché mi permette di esprimermi attraverso molteplici media simultaneamente. Il mio lavoro riguarda spesso il dialogo tra di essi—come ogni elemento informa e valorizza gli altri. Trovo che l’interazione tra queste forme non solo ampli le possibilità creative, ma crei e intensifichi anche la tensione all’interno dell’opera finale. Sto esplorando tutto questo nel brand&nbsp;<strong>SSYYNN</strong>, che ha assorbito gran parte del mio tempo e della mia creatività negli ultimi mesi.</p>



<figure class="wp-block-image size-large is-resized"><img data-attachment-id="109726" data-permalink="https://toh-magazine.com/2025/04/deni-horvatic-anatomie-dellintimita-e-del-visibile/groser-weg/" data-orig-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2025/04/Groser-Weg.jpg" data-orig-size="1500,2301" data-comments-opened="0" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;deni.horvatic@gmail.com&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}" data-image-title="Deni Horvatić" data-image-description="&lt;p&gt;Deni Horvatić &lt;/p&gt;
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<p><strong>Molte delle tue opere esplorano l’interazione tra corpo e tecnologia. Qual è la tua visione sull’impatto dei media digitali nella percezione dell’identità umana?</strong></p>



<p>I media digitali hanno trasformato il modo in cui percepiamo l’identità, noi stessi e gli altri, spesso frammentandola in pezzi. In alcuni dei miei lavori, esploro questa dinamica usando la tecnologia non solo come strumento ma come lente—per mostrare come le macchine “ci vedono”. Per esempio, ho scansionato il corpo umano con il mio telefono, poi abbiamo stampato l’immagine generata dal software su un tessuto e l’abbiamo trasformata in un capo, per riflettere il modo distorto e schiacciato in cui il software interpreta la forma umana. </p>



<h4>Vedo questa frammentazione come qualcosa di inquietante e al tempo stesso affascinante, che stimola una riflessione su come la tecnologia astrae e ricostruisce i nostri corpi.</h4>



<figure class="wp-block-image size-large is-resized"><img data-attachment-id="109727" data-permalink="https://toh-magazine.com/2025/04/deni-horvatic-anatomie-dellintimita-e-del-visibile/ssyynn-textile/" data-orig-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2025/04/SSYYNN-textile-scaled.jpg" data-orig-size="2048,2560" data-comments-opened="0" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}" data-image-title="Deni Horvatić" data-image-description="" data-medium-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2025/04/SSYYNN-textile-240x300.jpg" data-large-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2025/04/SSYYNN-textile-819x1024.jpg" loading="lazy" src="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2025/04/SSYYNN-textile-819x1024.jpg" alt="" class="wp-image-109727" width="840" height="1050" srcset="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2025/04/SSYYNN-textile-819x1024.jpg 819w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2025/04/SSYYNN-textile-240x300.jpg 240w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2025/04/SSYYNN-textile-768x960.jpg 768w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2025/04/SSYYNN-textile-1229x1536.jpg 1229w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2025/04/SSYYNN-textile-1638x2048.jpg 1638w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2025/04/SSYYNN-textile-1000x1250.jpg 1000w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2025/04/SSYYNN-textile-900x1125.jpg 900w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2025/04/SSYYNN-textile-450x563.jpg 450w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2025/04/SSYYNN-textile-350x438.jpg 350w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2025/04/SSYYNN-textile-scaled.jpg 2048w" sizes="(max-width: 840px) 100vw, 840px" /></figure>



<p>Sono anche affascinato dalla tensione tra il digitale e l’artigianato tradizionale—accostando qualcosa di tattile, come un tappeto fatto a mano, a un livello digitale, come un filtro in realtà aumentata. Questi elementi esistono separatamente ma si fondono in un’unica opera. </p>



<h4>Il mio approccio consiste nel creare un terreno di gioco—un invito per il pubblico a divertirsi, ma anche a interrogarsi e osservare come si costruisce la relazione tra ciò che è umano e ciò che è digitale.</h4>



<figure class="wp-block-image size-large"><img data-attachment-id="109728" data-permalink="https://toh-magazine.com/2025/04/deni-horvatic-anatomie-dellintimita-e-del-visibile/scan_exhibition_underwear2/" data-orig-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2025/04/SCAN_exhibition_underwear2.jpg" data-orig-size="1874,1500" data-comments-opened="0" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;1&quot;}" data-image-title="Deni Horvatić" data-image-description="&lt;p&gt;Deni Horvatić &lt;/p&gt;
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<p><strong>In&nbsp;<em>SCAN</em>&nbsp;hai utilizzato scanner 3D – simili a delle fotocamere – per creare le immagini. Quanto del risultato finale è determinato dal caso e quanto dal controllo intenzionale?</strong></p>



<p>In&nbsp;<em>SCAN</em>, il processo è altamente intenzionale. Costruisco e progetto ogni immagine e composizione in anticipo, assicurandomi che ogni elemento sia presente per una ragione precisa. Anche se il risultato finale può sembrare spontaneo e naturale, questo effetto è un’illusione deliberata. Voglio che lo spettatore percepisca quella spontaneità, anche se in realtà non c’è.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img data-attachment-id="109729" data-permalink="https://toh-magazine.com/2025/04/deni-horvatic-anatomie-dellintimita-e-del-visibile/locker-room/" data-orig-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2025/04/Locker-room.jpg" data-orig-size="1625,1500" data-comments-opened="0" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;deni.horvatic@gmail.com&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}" data-image-title="Deni Horvatić" data-image-description="&lt;p&gt;Deni Horvatić &lt;/p&gt;
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<p><strong>La tua estetica oscilla spesso tra attrazione e inquietudine. Ti senti più attratto dall’idea di sedurre o di turbare chi guarda?</strong></p>



<p>Spesso mi sento attratto dalle mie stesse immagini, e spero che anche gli altri provino la stessa sensazione. Mi interessa evocare una dualità emotiva: piacere e disagio. </p>



<h4>La prospettiva voyeuristica dello spettatore dovrebbe generare un mix di emozioni—attrazione, inquietudine, eccitazione e fascino—che convivono nell’esperienza visiva. </h4>



<p>Anche solo condividere lo stesso spazio fisico del soggetto ritratto in una fotografia crea una connessione intima. Questa tensione è fondamentale.</p>



<figure class="wp-block-image size-large is-resized"><img data-attachment-id="109730" data-permalink="https://toh-magazine.com/2025/04/deni-horvatic-anatomie-dellintimita-e-del-visibile/bath-2_8/" data-orig-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2025/04/Bath-2_8.jpg" data-orig-size="1004,1500" data-comments-opened="0" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;deni.horvatic@gmail.com&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;1&quot;}" data-image-title="Deni Horvatić" data-image-description="&lt;p&gt;Deni Horvatić &lt;/p&gt;
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<p><strong>Hai lavorato a lungo nell’industria della moda, dove le immagini sono attentamente costruite ed estetizzate. In che modo questo approccio influenza la tua pratica artistica?</strong></p>



<p>L’esperienza nella fotografia di moda mi ha fornito competenze tecniche importanti e una comprensione approfondita della costruzione dell’immagine. Tuttavia, nella mia pratica artistica cerco di ridurre al minimo il ritocco e la post-produzione. Questo approccio consente una rappresentazione più cruda e autentica dei soggetti.Il concetto alla base di&nbsp;<em>SCAN</em>&nbsp;è quello di rappresentare una realtà “scansionata” senza interferenze artistiche. </p>



<h4>Ho immaginato un grande scanner su cui non ho alcun controllo rispetto a ciò che cattura. Questo metodo garantisce immagini che mantengano un senso di onestà, immediatezza e intimità con le scene della vita quotidiana.</h4>



<figure class="wp-block-image size-large"><img data-attachment-id="109731" data-permalink="https://toh-magazine.com/2025/04/deni-horvatic-anatomie-dellintimita-e-del-visibile/mehringdamm-34/" data-orig-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2025/04/Mehringdamm-34.jpg" data-orig-size="1900,1239" data-comments-opened="0" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;deni.horvatic@gmail.com&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}" data-image-title="Deni Horvatić" data-image-description="&lt;p&gt;Deni Horvatić &lt;/p&gt;
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<p><strong>Hai esposto in contesti diversi, dalla Croazia alla Germania fino ai Paesi Bassi. Hai notato differenze nella ricezione del tuo lavoro in base al pubblico o al contesto culturale?</strong></p>



<p>Sì, ho notato alcune differenze non solo nella ricezione da parte del pubblico, ma anche negli approcci curatoriali a seconda del contesto culturale. La selezione delle mie opere varia in base al luogo, e questo dà vita a narrazioni diverse all’interno della mia stessa pratica. Mi piace moltissimo vedere come gli altri costruiscono narrazioni partendo dalle mie immagini. Anche i mercati sono piuttosto differenti.</p>



<figure class="wp-block-image size-large is-resized"><img data-attachment-id="109732" data-permalink="https://toh-magazine.com/2025/04/deni-horvatic-anatomie-dellintimita-e-del-visibile/invitation-digital/" data-orig-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2025/04/INVITATION-DIGITAL.jpg" data-orig-size="1284,1605" data-comments-opened="0" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;1&quot;}" data-image-title="Deni Horvatić" data-image-description="&lt;p&gt;Deni Horvatić &lt;/p&gt;
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<p><strong>Come descriveresti il tuo universo visivo?</strong></p>



<p>Un mix di iconografia religiosa e pornografia amatoriale, con un’enfasi sull’evocazione di esperienze sensoriali che non hanno a che fare direttamente con la fotografia—soprattutto quelle legate all’olfatto. Mi piacerebbe che le mie stampe avessero una qualità olfattiva, solo guardandole.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img data-attachment-id="109733" data-permalink="https://toh-magazine.com/2025/04/deni-horvatic-anatomie-dellintimita-e-del-visibile/scan_exhibition_underwear1/" data-orig-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2025/04/SCAN_exhibition_underwear1.jpg" data-orig-size="1500,1875" data-comments-opened="0" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;1&quot;}" data-image-title="Deni Horvatić" data-image-description="&lt;p&gt;Deni Horvatić &lt;/p&gt;
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<p><strong>Qual è stata la prima immagine che hai creato e che ti ha fatto pensare: “Questo sono io”?</strong></p>



<p>Ricordo perfettamente quel momento. È stato quando ho completato il primo pezzo della serie del letto, con una coppia distesa sotto le lenzuola bianche. Sono ancora ossessionato da quest’opera, ed ero incredibilmente entusiasta quando l’ho finita.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img data-attachment-id="109734" data-permalink="https://toh-magazine.com/2025/04/deni-horvatic-anatomie-dellintimita-e-del-visibile/steam-bath-37/" data-orig-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2025/04/Steam-bath-37.jpg" data-orig-size="1200,1500" data-comments-opened="0" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}" data-image-title="Deni Horvatić" data-image-description="&lt;p&gt;Deni Horvatić &lt;/p&gt;
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<p><strong>Il corpo maschile è un soggetto ricorrente nel tuo lavoro, spesso esplorato attraverso un’estetica ibrida tra reale e digitale. Cosa ti affascina di questa rappresentazione? È una scelta dettata dall’interesse artistico, da un’esperienza personale, o da entrambe?</strong></p>



<p>Mi affascina il modo in cui costruiamo e presentiamo le nostre identità negli spazi digitali. Direi che il mio lavoro esplora nuove forme di realismo, cercando di catturare il corpo con la massima precisione possibile, anche all’interno di un contesto digitale. In un certo senso, sto cercando di essere un realista.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img data-attachment-id="109735" data-permalink="https://toh-magazine.com/2025/04/deni-horvatic-anatomie-dellintimita-e-del-visibile/steam-bath-77/" data-orig-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2025/04/Steam-bath-77.jpg" data-orig-size="1500,1510" data-comments-opened="0" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;deni.horvatic@gmail.com&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}" data-image-title="Deni Horvatić" data-image-description="&lt;p&gt;Deni Horvatić &lt;/p&gt;
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<p><strong>Ci sono esperienze personali o ricordi d’infanzia che influenzano la tua immaginazione artistica?</strong></p>



<p>Sicuramente esperienze personali, ma non tanto ricordi d’infanzia—piuttosto fantasie adolescenziali, forse. Traggo molta ispirazione dal cinema, perché mi sento attratto da quel linguaggio. Non si tratta di citazioni dirette, è più un modo di riflettere su atmosfere e sensazioni.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img data-attachment-id="109736" data-permalink="https://toh-magazine.com/2025/04/deni-horvatic-anatomie-dellintimita-e-del-visibile/waagnatie-rijnkaai-150/" data-orig-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2025/04/Waagnatie-Rijnkaai-150.jpg" data-orig-size="1500,1875" data-comments-opened="0" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;deni.horvatic@gmail.com&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}" data-image-title="Deni Horvatić" data-image-description="&lt;p&gt;Deni Horvatić &lt;/p&gt;
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<p><strong>C’è un oggetto, un luogo o una persona che compare frequentemente nel tuo lavoro, anche in forme diverse?</strong></p>



<p>Molti dei miei amici appaiono spesso nel mio lavoro. Esploro spesso le dinamiche delle nostre relazioni. Alcuni di loro sono attori, altri amici d&#8217;infanzia—ho un mix particolare di professionisti e non professionisti, il che funziona benissimo per le mie foto. Vivere in una piccola città rende tutto più gestibile: posso collaborare facilmente con i miei amici, che sono disponibili e, per fortuna, ancora entusiasti di partecipare ai miei progetti.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img data-attachment-id="109737" data-permalink="https://toh-magazine.com/2025/04/deni-horvatic-anatomie-dellintimita-e-del-visibile/waagnatie-rijnkaai-150-2_3/" data-orig-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2025/04/Waagnatie-Rijnkaai-150-2_3.jpg" data-orig-size="1800,1200" data-comments-opened="0" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;deni.horvatic@gmail.com&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}" data-image-title="Deni Horvatić" data-image-description="&lt;p&gt;Deni Horvatić &lt;/p&gt;
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<p><strong>Se non fossi un artista visivo, cosa pensi che faresti?</strong></p>



<p>Oh, non lo so. Ho provato a diventare chimico o biologo, ma non ci sono riuscito. Lavorare in un laboratorio non era così interessante come pensavo, anche se da adolescente ero davvero appassionato. Devo ammettere che non sono sicuro che sarei bravo a fare qualcos’altro. Romanticizzo spesso l’idea di fare lo scrittore e mi piacerebbe saper cantare, ma in entrambi i casi sono davvero negato.</p>



<p><strong>Come vedi l’evoluzione della scena artistica contemporanea in Croazia? Quale pensi sia il tuo ruolo all’interno di essa?</strong></p>



<p>Ci sono tanti artisti e curatori davvero interessanti e stimolanti nella scena artistica croata. Io vivo e lavoro qui, ma la maggior parte delle mie mostre è stata all’estero. Direi che mi sento più accolto e accettato altrove.</p>



<figure class="wp-block-image size-large is-resized"><img data-attachment-id="109738" data-permalink="https://toh-magazine.com/2025/04/deni-horvatic-anatomie-dellintimita-e-del-visibile/horvatic_deni_6/" data-orig-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2025/04/Horvatic_Deni_6.jpg" data-orig-size="1200,1600" data-comments-opened="0" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;2.5&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;925STUDIO&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;GFX100S&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;1716738192&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;80&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;2500&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0.0125&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;1&quot;}" data-image-title="Deni Horvatić" data-image-description="&lt;p&gt;Deni Horvatić &lt;/p&gt;
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<p><strong>Hai dei rituali o delle abitudini quando lavori a un progetto?</strong></p>



<p>Non ho rituali specifici, ma spesso vado con i miei amici a mangiare nel mio ristorante preferito, in campagna, con una bellissima terrazza. Il mio studio si trova in un vecchio garage, e quando giriamo può fare un caldo terribile o essere gelido. È divertente, perché tutti i miei vicini mi hanno aiutato quando lo stavo costruendo. Quindi, andare a cena dopo una giornata di lavoro è sempre molto gratificante.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img data-attachment-id="109739" data-permalink="https://toh-magazine.com/2025/04/deni-horvatic-anatomie-dellintimita-e-del-visibile/finissage_nuud_berlin_-14/" data-orig-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2025/04/FINISSAGE_nuud_berlin_-14.jpg" data-orig-size="1500,1875" data-comments-opened="0" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;deni.horvatic@gmail.com&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;1&quot;}" data-image-title="Deni Horvatić" data-image-description="&lt;p&gt;Deni Horvatić &lt;/p&gt;
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<p><strong>Immagina te stesso nel futuro: se tra vent’anni guardassi alla tua carriera, qual è la cosa più importante che vorresti aver realizzato?</strong></p>



<p>Non ho idee molto chiare sui miei piani futuri. Al momento sto facendo piccoli passi e mi concentro sui progetti che ho in corso, cercando di fare in modo che riflettano davvero chi sono. Voglio essere orgoglioso di quello che sto facendo ora. Non sono una persona che sogna troppo in grande o fa grandi piani; se fossi più bravo a pianificare, forse starei facendo qualcosa di diverso.</p>



<p></p>
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		<title>Giancarlo Pirelli: ombre e colori di una realtà inquieta</title>
		<link>https://toh-magazine.com/2024/10/giancarlo-pirelli-ombre-e-colori-di-una-realta-inquieta/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=giancarlo-pirelli-ombre-e-colori-di-una-realta-inquieta</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alex Vaccani]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 24 Oct 2024 13:18:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Art]]></category>
		<category><![CDATA[art]]></category>
		<category><![CDATA[gay art]]></category>
		<category><![CDATA[gay artist]]></category>
		<category><![CDATA[Giancarlo Pirelli]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Giancarlo Pirelli sa che l’estetica e il concetto non sono opposizioni, ma parti di uno stesso discorso, un dialogo infinito tra il visibile e l’invisibile. </p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://toh-magazine.com/2024/10/giancarlo-pirelli-ombre-e-colori-di-una-realta-inquieta/">Giancarlo Pirelli: ombre e colori di una realtà inquieta</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://toh-magazine.com">Toh! Magazine</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<h4>Giancarlo Pirelli si muove in un limbo di bellezza e inquietudine,  ogni suo gesto artistico è una riflessione sul suo mondo. A Parigi, dove il caos e l’arte si intrecciano in un abbraccio mortale, la sua pittura emerge come un tentativo di dare un senso a un’epoca che sembra aver smarrito la direzione. </h4>



<p>La sua <a href="https://www.giancarlopirelli.eu" target="_blank" rel="noreferrer noopener">arte</a> riflette questo stato d’animo, un flusso continuo tra realtà e fantasia, tra desiderio e angoscia. Giancarlo Pirelli vive come se fosse sempre a un passo dall&#8217;orlo, in equilibrio su un filo sottile che separa il caos dalla calma apparente.</p>



<p>Nessun titolo per i suoi quadri e forse è meglio così: le parole non possono afferrare la complessità di ciò che mette sulla tela. Le sue pennellate sono intime, viscerali, come se cercassero di catturare un momento che sta già sfuggendo, un’ombra fugace in una città che, come lui stesso dice, può essere un incubo economico, ma anche un luogo dove tutto si interseca per un istante e poi scompare. Ogni opera di Giancarlo Pirelli è un enigma, un puzzle che ognuno deve risolvere a modo proprio, e Giancarlo non è qui per fornire soluzioni.</p>



<p>Le sue tele ritraggono corpi e volti che si avvicendano, amici e amanti che passano come ombre, appaiono e svaniscono, lasciando dietro di sé solo un eco di quello che una volta erano. Essi sono vulnerabili e lascivi, fissati in un momento di intimità che è al tempo stesso personale e universale. C’è un voyeurismo nell&#8217;arte di Giancarlo, un’osservazione che sfida la necessità di essere visti. In ogni ritratto, in ogni corpo nudo e vulnerabile, si intravede un frammento di lui, pur restando sempre nascosto, dietro le quinte, come un narratore che osserva senza voler essere visto.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img data-attachment-id="108698" data-permalink="https://toh-magazine.com/2024/10/giancarlo-pirelli-ombre-e-colori-di-una-realta-inquieta/giancarlo_pirelli_5/" data-orig-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/10/giancarlo_pirelli_5-scaled.jpg" data-orig-size="2098,2560" data-comments-opened="0" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;2.8&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;ILCE-7M3&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;1700011092&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;48&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;3200&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0.00625&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;1&quot;}" data-image-title="Giancarlo Pirelli" data-image-description="&lt;p&gt;Giancarlo Pirelli&lt;/p&gt;
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<p>Giancarlo parla della sua esperienza personale, del mondo in cui vive — un mondo, dice, “davvero di merda” — ma non si ferma a lamentarsi. La sua è una lotta silenziosa, un atto di resistenza attraverso il colore, le forme e le emozioni che non si possono ignorare.</p>



<p>Le influenze di Giancarlo sono un mosaico: dai « primitivi italiani » alle esplorazioni gotiche, il contemporaneo, la crudezza della scena artistica LGBTQIA+ e, il tutto mescolato con un tocco di surrealismo e una dose di ironia.&nbsp;</p>



<p>È un <a href="https://www.instagram.com/giancarlo.pirelli/?hl=it" target="_blank" rel="noreferrer noopener">artista</a> che sa che l’estetica e il concetto non sono opposizioni, ma parti di uno stesso discorso, un dialogo infinito tra il visibile e l’invisibile.&nbsp;</p>



<p>Il rosa, con la sua carica simbolica, è un colore che ritorna spesso, carico di significato, legato alla lotta e al trauma, ma anche alla resistenza silenziosa, quella che non si esprime con grandi gesti, ma con piccoli segni, con il pennello che scorre sulla tela, come se stesse tracciando una cicatrice ancora aperta, che non si rimargina mai, ma che racconta storie di sopravvivenza.</p>



<h4>In un contesto sociale e politico che pesa sulle spalle di chiunque osi essere diverso, Giancarlo riflette su come tutto questo influisca sulla sua pratica. La sua risposta è sfuggente, come lui stesso: “Non saprei come risponderti,” dice, ma è in questo silenzio che risuona una verità.&nbsp;</h4>



<p>La pittura, per Giancarlo, non è mai una forma di salvezza. Forse è per questo che la sceglie. È un modo per guardare dritto nel vuoto, per accettare l&#8217;assurdità di un mondo che spesso non offre risposte, e le domande, spesso, non hanno senso.</p>



<p>Alla fine, Giancarlo Pirelli non cerca di salvare niente e nessuno. La sua arte è una testimonianza di un fallimento condiviso, un’illustrazione della fragilità umana in un mondo che continua a girare, indifferente. In questo senso, ogni opera diventa un atto di ribellione, un’affermazione della propria esistenza, anche quando tutto sembra suggerire il contrario.&nbsp;</p>



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<p><strong>Quali sono state le tue principali influenze artistiche e come hanno plasmato il tuo lavoro?</strong></p>



<p>Indubbiamente, il pittore che più mi ha influenzato — per il rapporto con il medium pittorico e la sua storia — è il contemporaneo Victor Man. Non solo dal punto di vista tecnico e della palette — più o meno ristretta — di colori, ma anche per le citazioni dalla storia dell’arte.<br>Entrambi sembriamo condividere un amore intenso per i « primitivi italiani » e per quei pittori del primissimo Rinascimento, quelli del Quattrocento, della scuola di Siena, il « trait d’union » tra la pittura tardo-medievale e le invenzioni rinascimentali. In questo pantheon io aggiungo Fra’ Angelico, che è una vera delizia per gli occhi e per il cuore, sebbene sia spesso considerato un pittore « troppo devoto ».<br>Poi ci sono molte altre influenze più contemporanee, che si manifestano più in filigrana e sono meno legate al medium pittorico, come Sarah Lucas, Louise Bourgeois e Eva Hesse, che condividono un legame critico con il patriarcato.<br></p>



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<p><strong>In che modo la tua esperienza personale si riflette nelle tue opere?</strong></p>



<p>Non penso di poter fare altro che parlare della mia esperienza personale. Credo che moltissimi artisti LGBTQIA+ infondano la loro pratica artistica con la loro esperienza di vita. Il mio metodo varia a seconda dei soggetti, ma globalmente parlo sempre della mia esperienza con il mondo — un mondo davvero di merda, devo dire.<br></p>



<h4>Ciononostante, non mi piace ritrarmi né apparire nelle mie opere… preferisco essere una persona « dietro le quinte ». In compenso, adoro e trovo molto divertente ritrarre i miei amici, amanti, boyfriend del momento, ecc. </h4>



<p>C’è un’intimità tra me e loro che mi permette di farli posare nudi, a casa loro, con le loro cose, mostrandoli vulnerabili e lascivi.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img data-attachment-id="108701" data-permalink="https://toh-magazine.com/2024/10/giancarlo-pirelli-ombre-e-colori-di-una-realta-inquieta/giancarlo_pirelli_3/" data-orig-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/10/giancarlo_pirelli_3-scaled.jpg" data-orig-size="2560,2044" data-comments-opened="0" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;5&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;Canon EOS 70D&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;1716549949&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;47&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;100&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0.066666666666667&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;1&quot;}" data-image-title="Giancarlo Pirelli" data-image-description="&lt;p&gt;Giancarlo Pirelli&lt;/p&gt;
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<p><strong>Come descriveresti il rapporto tra estetica e concetto nelle tue creazioni?</strong></p>



<p>Boh? Penso che coesistano simultaneamente e si influenzino a vicenda. Alcune persone credono ancora fermamente che estetica e concetto siano due cose mutualmente esclusive. Io no. Non penso nemmeno che ci siano legami di causa-effetto tra di essi, perciò non saprei come risponderti.<br>Estetica e concetto coesistono assieme a tanti altri fattori, come spontaneità e ricerca, figurazione e astrazione, e altri dualismi che, alla fine, tanto duali non sono e creano legami imprevisti tra loro, influenzandosi a vicenda.<br></p>



<figure class="wp-block-image size-large is-resized"><img data-attachment-id="108702" data-permalink="https://toh-magazine.com/2024/10/giancarlo-pirelli-ombre-e-colori-di-una-realta-inquieta/giancarlo_pirelli_4/" data-orig-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/10/giancarlo_pirelli_4-scaled.jpg" data-orig-size="1895,2560" data-comments-opened="0" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;4&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;ILCE-7M3&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;1700008070&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;75&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;1250&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0.00625&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;1&quot;}" data-image-title="Giancarlo Pirelli" data-image-description="&lt;p&gt;Giancarlo Pirelli&lt;/p&gt;
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<p><br></p>



<p><strong>I tuoi lavori sembrano spesso esplorare il confine tra realtà e fantasia. Da dove nasce questa dualità?</strong></p>



<p>Ci sono diverse fasi, in periodi diversi della mia vita. Mi sono sempre piaciuti gli universi fantastici dei videogiochi… talvolta davvero psichedelici. Crescendo, sono stati una grande influenza. </p>



<h4>Poi ho scoperto il surrealismo, con il suo legame alla psicoanalisi, all’inconscio, al collage e alla sessualità, che mi ha aperto nuovi orizzonti estetici. Infine, questa tensione tra il reale e il fantastico nasce dal mio recente interesse per il « gotico » come filosofia ed estetica.<br></h4>



<p>Non solo il gotico « storico » e quello della letteratura, ma anche quello contemporaneo, che ha influenzato numerosi intellettuali delle « cultural studies », come Jack Halberstam, per esempio. E in effetti, in questo gotico postmoderno, il confine tra realtà e fantasia — o tra realtà e fantasma — è spesso labile, in cui il passato influenza il presente e il futuro ritorna al passato, in una specie di ricorsività molto simile a quella che, in ambito psicologico, viene definita come « psicotrauma ».</p>



<figure class="wp-block-image size-large is-resized"><img data-attachment-id="108703" data-permalink="https://toh-magazine.com/2024/10/giancarlo-pirelli-ombre-e-colori-di-una-realta-inquieta/giancarlo_pirelli_6/" data-orig-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/10/giancarlo_pirelli_6-scaled.jpg" data-orig-size="1983,2560" data-comments-opened="0" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;2.8&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;ILCE-7M3&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;1700011215&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;51&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;3200&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0.00625&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;1&quot;}" data-image-title="Giancarlo Pirelli" data-image-description="&lt;p&gt;Giancarlo Pirelli&lt;/p&gt;
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<p><strong>Hai un’opera che ritieni rappresenti al meglio la tua evoluzione artistica? Se sì, me ne parleresti?</strong></p>



<p>L’ultimo quadro che ho completato. Un grande formato, ci ho messo quasi un anno per finirlo, con varie pause più o meno lunghe. È stato la sintesi di un paio d’anni di ricerca. L’opera rappresenta una coppia di amici che ho fotografato a casa loro. Con Photoshop ho inserito elementi decorativi tratti da miniature medievali europee, tra cui una coppia di uomini al rogo. </p>



<h4>L’idea era di far riemergere un passato che fa parte dell’inconscio collettivo rispetto all’omosessualità: quello della persecuzione.<br></h4>



<p>In questo quadro si sintetizzano forme esplorate in altre opere ma non sempre riunite: la palette rosata con tonalità cupe, la coppia di uomini, il dialogo formale con elementi presi da altre epoche… Non penso sia una sintesi da « conclusione », ma una tappa.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img data-attachment-id="108704" data-permalink="https://toh-magazine.com/2024/10/giancarlo-pirelli-ombre-e-colori-di-una-realta-inquieta/giancarlo_pirelli_7/" data-orig-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/10/giancarlo_pirelli_7-scaled.jpg" data-orig-size="2089,2560" data-comments-opened="0" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;7.1&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;Canon EOS 100D&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;1667414150&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;27&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;100&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0.4&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;1&quot;}" data-image-title="Giancarlo Pirelli" data-image-description="&lt;p&gt;Giancarlo Pirelli&lt;/p&gt;
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<p><br></p>



<p><strong>Il contesto sociale e politico in cui ci troviamo ha un’influenza diretta sul tuo processo creativo? Se sì, in che modo?</strong></p>



<p>Ha un&#8217;influenza diretta sulla mia depressione, sicuramente. Sul processo creativo, non saprei. No, davvero, non lo so. Non vedo come potrebbe essere altrimenti e allo stesso tempo non riesco a descriverti il perché.<br><br><strong>Che ruolo gioca l’interazione del pubblico con le tue opere? È un elemento che consideri durante la creazione?</strong></p>



<p>Non do titoli ai miei quadri perché lo trovo davvero superfluo rispetto a come dipingo e a cosa dipingo, e perché trovo molto divertente il fatto di lasciare che sia il pubblico a descrivere ciò che vede, soprattutto considerando che alcuni quadri sono molto « suggestivi ».</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img data-attachment-id="108705" data-permalink="https://toh-magazine.com/2024/10/giancarlo-pirelli-ombre-e-colori-di-una-realta-inquieta/giancarlo_pirelli_8/" data-orig-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/10/giancarlo_pirelli_8-scaled.jpg" data-orig-size="2125,2560" data-comments-opened="0" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;7.1&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;Canon EOS 100D&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;1667414211&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;27&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;100&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0.4&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;1&quot;}" data-image-title="Giancarlo Pirelli" data-image-description="&lt;p&gt;Giancarlo Pirelli&lt;/p&gt;
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<p><strong>In che modo vivere a Parigi ha influenzato la tua produzione artistica?</strong></p>



<p>Vivere a Parigi è un incubo economico di proporzioni epiche. Quindi, a parte l’ansia su cosa rimane nel mio conto in banca già all&#8217;inizio del mese, penso che non abbia particolarmente influenzato la mia produzione artistica, se non in senso negativo. Eventualmente, ti direi che, come in molte capitali occidentali, a Parigi c’è una grande concentrazione di artisti, gallerie, istituzioni culturali, ecc. Questo facilita notevolmente gli incontri, gli scambi e le opportunità per vedere artisti o mostre che altrove non si vedrebbero.</p>



<figure class="wp-block-image size-large is-resized"><img data-attachment-id="108706" data-permalink="https://toh-magazine.com/2024/10/giancarlo-pirelli-ombre-e-colori-di-una-realta-inquieta/giancarlo_pirelli_9/" data-orig-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/10/giancarlo_pirelli_9.jpg" data-orig-size="1660,2304" data-comments-opened="0" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;8&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;ILCE-7M3&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;1621560031&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;48&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;100&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0.1&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;1&quot;}" data-image-title="Giancarlo Pirelli" data-image-description="&lt;p&gt;Giancarlo Pirelli&lt;/p&gt;
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<p><strong>Qual è il tuo approccio alla resistenza attraverso l’arte?</strong></p>



<p>Non credo che la pittura possa resistere a granché, a dire il vero. Il mio approccio, quindi, è più concreto. Penso che « resistere » sia più o meno efficace quando si sta per strada, si dà una mano, si diventa agenti concreti per cambiare i propri dintorni. </p>



<h4>Esistono comunque forme d’arte molto più adatte alla « resistenza », come per esempio la musica. La pittura e le famose « belle arti » sono troppo dipendenti dallo status quo, dipendenti dal potere e da chi lo detiene, per potervi davvero « resistere ».</h4>



<figure class="wp-block-image size-large"><img data-attachment-id="108707" data-permalink="https://toh-magazine.com/2024/10/giancarlo-pirelli-ombre-e-colori-di-una-realta-inquieta/giancarlo_pirelli_11/" data-orig-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/10/giancarlo_pirelli_11.jpg" data-orig-size="1199,1528" data-comments-opened="0" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;2.8&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;ILCE-7M3&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;1647240733&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;28&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;100&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0.076923076923077&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;1&quot;}" data-image-title="Giancarlo Pirelli" data-image-description="&lt;p&gt;Giancarlo Pirelli&lt;/p&gt;
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<p><br></p>



<p><strong>Cosa pensi dell’immaginario iper-maschile oppressivo che tutt’ora pervade la nostra società?</strong></p>



<p>Dipende da come si definisce « iper-maschile », quindi non lo qualificherei come « oppressivo » per essenza. Per me « iper-maschile » è davvero una definizione estetica di uno stereotipo di genere, uno stereotipo problematico perché si inserisce in una retorica normativa, escludente e violenta. Però, quando lo si analizza in un contesto cis-trans-gay, può assumere un altro significato. </p>



<p>Caso pratico: se, a causa della tua sessualità, soffri di dismorfofobia, andare in palestra e coltivare un&#8217;immagine « iper-maschile » diventa un&#8217;attività di sopravvivenza, per riprendere il controllo su te stesso e sul tuo corpo, e per lenire tutta una serie di ferite che — ahimè — spesso non guariscono del tutto.</p>



<figure class="wp-block-image size-large is-resized"><img data-attachment-id="108708" data-permalink="https://toh-magazine.com/2024/10/giancarlo-pirelli-ombre-e-colori-di-una-realta-inquieta/giancarlo_pirelli_10/" data-orig-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/10/giancarlo_pirelli_10-scaled.jpg" data-orig-size="1982,2560" data-comments-opened="0" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;4&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;Canon EOS R&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;946684874&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;61&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;800&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0.00625&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;1&quot;}" data-image-title="Giancarlo Pirelli" data-image-description="&lt;p&gt;Giancarlo Pirelli&lt;/p&gt;
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<p><strong>In che modo il concetto di “cura” emerge nel tuo lavoro artistico?</strong></p>



<p>Direi che mi prendo cura nel far posare le persone a me care nel modo più rispettoso e confortevole possibile. Cerco di far sì che si sentano a proprio agio e che il mio sguardo su di loro attraverso la macchina fotografica sia non invadente e non oggettificante. Inoltre, scelgo con loro lo scatto che preferiscono, mostro loro il « work in progress » e li invito quando l’opera è finita. Cerco di includerli in tutto il processo.</p>



<figure class="wp-block-image size-large is-resized"><img data-attachment-id="108709" data-permalink="https://toh-magazine.com/2024/10/giancarlo-pirelli-ombre-e-colori-di-una-realta-inquieta/giancarlo_pirelli_12/" data-orig-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/10/giancarlo_pirelli_12-scaled.jpg" data-orig-size="1769,2560" data-comments-opened="0" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;4&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;Canon EOS R&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;1523495735&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;39&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;100&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0.16666666666667&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;1&quot;}" data-image-title="Giancarlo Pirelli" data-image-description="&lt;p&gt;Giancarlo Pirelli&lt;/p&gt;
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<p><strong>n che modo il tuo attivismo LGBTQIA+ arricchisce il tuo processo creativo?</strong></p>



<p>Lavorare per associazioni LGBTQIA+ è stato un modo molto efficace per ricollocare l’attivismo e la pratica artistica dove stavano meglio, ovvero: separate. All’inizio della mia carriera mi angustiavo su come far sì che il mio lavoro avesse un messaggio con un impatto politico. Tuttavia, mi sono reso conto che alla fine limitavo moltissimo le possibili interpretazioni di un quadro se cercavo di dargli un significato preciso, definito, che necessitava della mia presenza o di un testo esplicativo. È stato un periodo molto difficile perché davvero non riuscivo a trovare una via soddisfacente.<br></p>



<p>Per vari motivi mi sono ritrovato a lavorare a tempo pieno per un’associazione LGBTQIA+ e lì ho capito che era molto più concreto e soddisfacente canalizzare il mio attivismo in quel contesto. In questo modo, l’arte è tornata a essere una pratica più ricreativa e più libera, e con essa è tornato il piacere di creare. </p>



<h4>Oggi credo che il dialogo tra l’attivismo e il mio processo creativo sia più fluido, seppur rimangano due sfere separate della mia vita.</h4>



<figure class="wp-block-image size-large"><img data-attachment-id="108710" data-permalink="https://toh-magazine.com/2024/10/giancarlo-pirelli-ombre-e-colori-di-una-realta-inquieta/augustin-puzio/" data-orig-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/10/©-Augustin-Puzio-scaled.jpg" data-orig-size="2048,2560" data-comments-opened="0" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;1&quot;}" data-image-title="©-Augustin-Puzio" data-image-description="&lt;p&gt;Giancarlo Pirelli&lt;/p&gt;
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<p><strong>Raccontaci quale significato ha il rosa nelle tue opere.</strong></p>



<p>Quando lavoravo per le associazioni LGBTQIA+, il rosa era — ed è tutt’ora — un colore importante. Importante perché simboleggia la lotta LGBTQIA+ durante l’epidemia dell’HIV, con il famoso triangolo di ACT-UP New York, che a sua volta riprendeva il triangolo rosa — quello rovesciato della Germania nazista — assegnato agli omosessuali nei campi di concentramento.</p>
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		<title>Daniel Leo Stern: l&#8217;arte di intrecciare corpi e tessuti</title>
		<link>https://toh-magazine.com/2024/10/daniel-leo-stern-larte-di-intrecciare-corpi-e-tessuti/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=daniel-leo-stern-larte-di-intrecciare-corpi-e-tessuti</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alex Vaccani]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 16 Oct 2024 09:09:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Culture]]></category>
		<category><![CDATA[Daniel Leo Stern]]></category>
		<category><![CDATA[gay art]]></category>
		<category><![CDATA[gay artist]]></category>
		<category><![CDATA[gay carpet]]></category>
		<category><![CDATA[gay rug]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Daniel Leo Stern è un artista che ha saputo unire il rigore dell’acrobazia con la fluidità dell’arte visiva in un abbraccio seducente. Dopo anni di tournée come acrobata, ha trovato nel tessuto un nuovo linguaggio per esprimere la fisicità e la sensualità del corpo umano. </p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://toh-magazine.com/2024/10/daniel-leo-stern-larte-di-intrecciare-corpi-e-tessuti/">Daniel Leo Stern: l&#8217;arte di intrecciare corpi e tessuti</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://toh-magazine.com">Toh! Magazine</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<h4>Daniel Leo Stern è un artista che ha saputo unire il rigore dell’acrobazia con la fluidità dell’arte visiva in un abbraccio seducente. Dopo anni di tournée come acrobata, ha trovato nel tessuto un nuovo linguaggio per esprimere la fisicità e la sensualità del corpo umano. </h4>



<p>Le opere di Daniel, audaci e provocatorie, trasformano il corpo in un protagonista narrativo, sfidando le convenzioni dell’erotismo e dell’arte tessile. In un gioco di abilità e vulnerabilità, introspezione e provocazione, Daniel racconta storie intime dove l’arte diventa un’esplorazione profonda di corpo e anima, rivelando la bellezza nell’incontro tra forza e fragilità. Questa conversazione rivela il suo viaggio creativo, le ispirazioni e il profondo significato delle sue <a href="https://www.instagram.com/s3xtiles/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">opere</a>, offrendo uno sguardo unico su come l’arte possa esplorare il corpo e l’anima.</p>



<figure class="wp-block-image size-large is-resized"><img data-attachment-id="108581" data-permalink="https://toh-magazine.com/2024/10/daniel-leo-stern-larte-di-intrecciare-corpi-e-tessuti/daniel-leo-stern/" data-orig-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/10/Daniel-Leo-Stern-scaled.jpg" data-orig-size="1697,2560" data-comments-opened="0" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;1.8&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;IN2023&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;1726502038&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;6.59&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;640&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0.02&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}" data-image-title="Daniel-Leo-Stern" data-image-description="&lt;p&gt;Stern&lt;/p&gt;
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<p><strong>Qual è stata la principale ispirazione che ti ha spinto a creare arte?</strong><br>Ho lavorato come acrobata professionista negli ultimi dieci anni, che è anch&#8217;essa una forma d&#8217;arte. Per quanto eccitante possa essere sul palco, il dietro le quinte di uno spettacolo può essere molto noioso – ho iniziato a paragonarlo alla sala d&#8217;attesa del medico. Stavo cercando un progetto che fosse più appagante che scorrere Instagram dietro le quinte mentre aspettavo il mio turno.<br></p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img data-attachment-id="108582" data-permalink="https://toh-magazine.com/2024/10/daniel-leo-stern-larte-di-intrecciare-corpi-e-tessuti/collage-1-self-portrait-closed-fist-with-gold-background/" data-orig-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/10/Collage-1-self-portrait-closed-fist-with-gold-background.jpg" data-orig-size="1459,1763" data-comments-opened="0" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}" data-image-title="Collage-1-self-portrait-closed-fist-with-gold-background" data-image-description="&lt;p&gt;Stern&lt;/p&gt;
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<p><strong>Come descriveresti il tuo stile artistico? Puoi raccontarmi come è nata l&#8217;idea di usare la tecnica artistica che utilizzi?</strong><br>Sono molto appassionato di artigianato e hobby. In passato le persone avevano degli hobby, prima della TV via cavo e sicuramente prima di internet ad alta velocità e degli smartphone. Ho una vasta collezione di questi vecchi arazzi fatti con l&#8217;uncinetto a casa. Inizialmente ero interessato a coltivare questo hobby dietro le quinte, ma volevo fare qualcosa di più interessante per me rispetto a un semplice motivo grafico. Così ho iniziato con un motivo rudimentale basato su una foto sexy che avevo scattato, ed è così che sono nati i Sextiles.</p>



<figure class="wp-block-image size-large is-resized"><img data-attachment-id="108583" data-permalink="https://toh-magazine.com/2024/10/daniel-leo-stern-larte-di-intrecciare-corpi-e-tessuti/detail-of-self-portrait-watching-me-get-dressed/" data-orig-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/10/detail-of-self-portrait-watching-me-get-dressed-scaled.jpg" data-orig-size="1954,2560" data-comments-opened="0" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;1.8&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;IN2023&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;1726503059&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;6.59&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;1250&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0.025&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}" data-image-title="detail-of-self-portrait-watching-me-get-dressed" data-image-description="&lt;p&gt;Stern&lt;/p&gt;
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<p><strong>Uno dei temi ricorrenti nella tua arte è il corpo, principalmente attraverso autoritratti. Puoi parlare di questa necessità?</strong><br>Sono ossessionato dal corpo umano: la sua forma, struttura e capacità. Come acrobata, ho trascorso la mia vita adulta esplorando i limiti di ciò che il mio corpo può realizzare e ho costruito la mia carriera mostrando questo su palchi in tutto il mondo. Potresti dire che conosco molto bene il mio corpo sul palco, ma mi sono interessato a come potessi esplorare temi simili sul corpo e la forma in un mezzo diverso.</p>



<figure class="wp-block-image size-large is-resized"><img data-attachment-id="108584" data-permalink="https://toh-magazine.com/2024/10/daniel-leo-stern-larte-di-intrecciare-corpi-e-tessuti/self-portrait-large-pink-nude/" data-orig-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/10/self-portrait-large-pink-nude.png" data-orig-size="2044,2696" data-comments-opened="0" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}" data-image-title="self-portrait-large-pink-nude" data-image-description="&lt;p&gt;Stern&lt;/p&gt;
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<p><br><strong>Le tue opere sono molto sessuali. Quanto è importante il sesso nella tua arte?</strong><br>Anche il mio lavoro sul palco è piuttosto sessuale. Ha un tocco di ironia e viene fatto con un sorriso, ma c&#8217;è sempre stata una sorta di fascino erotico per il corpo acrobatico. </p>



<h4>Cerco di essere sexy senza essere pornografico. </h4>



<p>Con i Sextiles, il soggetto e il materiale dialogano, e puoi spingere quanto grafica sia l’immagine, perché il mezzo lo complica in qualche modo.</p>



<figure class="wp-block-image size-large is-resized"><img data-attachment-id="108585" data-permalink="https://toh-magazine.com/2024/10/daniel-leo-stern-larte-di-intrecciare-corpi-e-tessuti/collage-2-self-portrait-kneeling-on-bed-with-gold-background/" data-orig-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/10/Collage-2-self-portrait-kneeling-on-bed-with-gold-background.jpg" data-orig-size="1748,2328" data-comments-opened="0" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}" data-image-title="Collage-2-self-portrait-kneeling-on-bed-with-gold-background" data-image-description="&lt;p&gt;Stern&lt;/p&gt;
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<p><strong>Qual è il messaggio che speri di trasmettere attraverso la tua arte?</strong><br>Un decennio di tournée come acrobata significa che sono un tipo piuttosto muscoloso, ma dico sempre alla gente che sono come il cane grande che pensa di essere un cane da grembo e vuole arrampicarsi su di te per farsi coccolare. </p>



<h4>Lavorare con i tessuti mi ha permesso di rivelare questa dolcezza interiore, anche se continuo a rappresentare il mio vero corpo, che è piuttosto macho.</h4>



<figure class="wp-block-image size-large is-resized"><img data-attachment-id="108586" data-permalink="https://toh-magazine.com/2024/10/daniel-leo-stern-larte-di-intrecciare-corpi-e-tessuti/artist-with-self-portrait-taking-off-lime-green-underwear-and-self-portrait-in-pink-jock-strap-ii/" data-orig-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/10/Artist-with-self-portrait-taking-off-lime-green-underwear-and-self-portrait-in-pink-jock-strap-II-scaled.jpg" data-orig-size="1801,2560" data-comments-opened="0" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;1.8&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;IN2023&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;1726503408&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;6.59&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;640&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0.04&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}" data-image-title="Artist-with-self-portrait-taking-off-lime-green-underwear-and-self-portrait-in-pink-jock-strap-II" data-image-description="&lt;p&gt;Stern&lt;/p&gt;
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<p><strong>Come gestisci le critiche, e quale feedback ti è stato più utile?&nbsp;</strong></p>



<p>Sono abbastanza abituato a essere giudicato ogni sera sul palco, quindi penso di avere una pelle abbastanza dura. Sai fin dall’inizio che il tuo lavoro non piacerà a tutti, e questo va bene. Il feedback migliore viene da chi è curioso del lavoro e prende il tempo per capire cosa sto cercando di fare prima di suggerire modifiche che lo trasformerebbero in ciò che pensano io debba fare.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img data-attachment-id="108588" data-permalink="https://toh-magazine.com/2024/10/daniel-leo-stern-larte-di-intrecciare-corpi-e-tessuti/collage-3-self-portrait-large-blue-butt/" data-orig-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/10/Collage-3-self-portrait-large-blue-butt-scaled.jpg" data-orig-size="2159,2560" data-comments-opened="0" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}" data-image-title="Collage-3-self-portrait-large-blue-butt" data-image-description="&lt;p&gt;Stern&lt;/p&gt;
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<p><strong>Qual è il tuo processo creativo, dall&#8217;ideazione al lavoro finito? Parti dalle fotografie di te stesso?<br></strong>Inizio con una fotografia che ho scattato e da lì creo un motivo digitale e scelgo una palette di colori. Ogni singolo filo di 5 cm viene tagliato e, partendo dal motivo digitale, inizio il lungo processo di lavorazione manuale di ogni pezzo di filo. Quando il motivo è finito, faccio sempre un passo indietro per fare delle modifiche manuali, togliendo e reinserendo fili per alterare le sfumature e i contorni. Poi il pezzo viene rifinito e cucito a mano.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img data-attachment-id="108590" data-permalink="https://toh-magazine.com/2024/10/daniel-leo-stern-larte-di-intrecciare-corpi-e-tessuti/self-portrait-holding-knee/" data-orig-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/10/self-portrait-holding-knee-scaled.jpg" data-orig-size="2560,1987" data-comments-opened="0" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;1.8&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;IN2023&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;1711902159&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;6.59&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;125&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0.01&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}" data-image-title="self-portrait-holding-knee" data-image-description="&lt;p&gt;Stern&lt;/p&gt;
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<p><br><br></p>



<p><strong>Come vedi l&#8217;evoluzione dell&#8217;arte contemporanea a tema queer nei prossimi anni?&nbsp;</strong></p>



<p>Finalmente stiamo vedendo una maggiore accettazione e un pubblico più vasto per gli artisti e i temi queer, ma siamo sulle spalle di chi non è mai stato riconosciuto dal grande pubblico. </p>



<h4>La cultura queer è cultura. </h4>



<p>Spero che, mentre continuiamo a fare il nostro lavoro e a guadagnare, ci ricordiamo di dare credito a chi ha aperto la strada.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img data-attachment-id="108589" data-permalink="https://toh-magazine.com/2024/10/daniel-leo-stern-larte-di-intrecciare-corpi-e-tessuti/self-portrait-with-tattoo-on-thigh-my-mother-still-hasn_t-seen/" data-orig-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/10/self-portrait-with-tattoo-on-thigh-my-mother-still-hasn_t-seen-scaled.jpg" data-orig-size="2560,1917" data-comments-opened="0" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;1.8&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;IN2023&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;1711901952&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;6.59&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;200&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0.01&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}" data-image-title="self-portrait-with-tattoo-on-thigh-my-mother-still-hasn_t-seen" data-image-description="&lt;p&gt;Stern&lt;/p&gt;
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<p><br><br><strong>Il tuo processo creativo è più istintivo o pianificato? Segui una metodologia ogni volta?&nbsp;</strong></p>



<p>La parte fotografica del lavoro è piuttosto istintiva. La sensualità è difficile da ingegnerizzare. Sto iniziando ad avere una sorta di metodologia per la traduzione dell&#8217;immagine in tessuto, ma ogni pezzo è diverso e spesso mi ritrovo di fronte a nuove sfide.</p>



<figure class="wp-block-image size-large is-resized"><img data-attachment-id="108591" data-permalink="https://toh-magazine.com/2024/10/daniel-leo-stern-larte-di-intrecciare-corpi-e-tessuti/artist-with-self-portrait-large-nude-in-pink/" data-orig-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/10/Artist-with-self-portrait-large-nude-in-pink.jpg" data-orig-size="1475,2142" data-comments-opened="0" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;1.8&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;IN2023&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;1726502732&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;6.59&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;1250&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0.028571428571429&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}" data-image-title="Artist-with-self-portrait-large-nude-in-pink" data-image-description="&lt;p&gt;Stern&lt;/p&gt;
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<p><br></p>



<p><strong>Come affronti il blocco creativo, se ti capita?&nbsp;</strong></p>



<p>A volte devo allontanarmi da un pezzo per un po&#8217;. È come fissare il telefono troppo da vicino. Cerco di fare pause per avere una visione d&#8217;insieme, ma a volte devo mettere via un pezzo e iniziarne uno nuovo, poi tornare con occhi nuovi.<br><br><strong>Che ruolo gioca il colore nelle tue opere? È una scelta simbolica o puramente estetica?&nbsp;</strong></p>



<p>La mia teoria del colore non è granché! Ora sto studiando Johannes Itten e il lavoro delle donne al Bauhaus. Mi preoccupo principalmente della leggibilità dell&#8217;immagine e del suo impatto emotivo.</p>



<figure class="wp-block-image size-large is-resized"><img data-attachment-id="108592" data-permalink="https://toh-magazine.com/2024/10/daniel-leo-stern-larte-di-intrecciare-corpi-e-tessuti/overwhelmingly-modest/" data-orig-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/10/overwhelmingly-modest-scaled.jpg" data-orig-size="2039,2560" data-comments-opened="0" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}" data-image-title="overwhelmingly-modest" data-image-description="&lt;p&gt;Stern&lt;/p&gt;
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<p><strong>Hai dei progetti futuri che puoi condividere con noi?&nbsp;</strong></p>



<p>Oltre a qualche ritratto commissionato, i miei lavori tessili sono stati tutti autoritratti. Penso sia giunto il momento di iniziare una nuova serie che coinvolga altre persone.</p>



<p><br></p>



<p><br><br></p>



<p><br></p>
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		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">108580</post-id>	</item>
		<item>
		<title>Artur Rafał Tomasz Brandys: sguardo emblematico di una sessualità demistificata.</title>
		<link>https://toh-magazine.com/2024/05/artur-rafal-tomasz-brandys-sguardo-emblematico-di-una-sessualita-demistificata/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=artur-rafal-tomasz-brandys-sguardo-emblematico-di-una-sessualita-demistificata</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alex Vaccani]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 27 May 2024 12:21:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Art]]></category>
		<category><![CDATA[Artur Rafał Tomasz Brandys]]></category>
		<category><![CDATA[drawings]]></category>
		<category><![CDATA[gay art]]></category>
		<category><![CDATA[gay men]]></category>
		<category><![CDATA[grindr]]></category>
		<category><![CDATA[naked man]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://toh-magazine.com/?p=108187</guid>

					<description><![CDATA[<p>Le opere di Artur sono semplici  linee dai tratti semplici che sembrano fluire direttamente dalla mano del suo ideatore. Sono come un flusso continuo che rispecchia quello che si trova dinnanzi agli occhi di Artur; solitamente uomini nudi.</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://toh-magazine.com/2024/05/artur-rafal-tomasz-brandys-sguardo-emblematico-di-una-sessualita-demistificata/">Artur Rafał Tomasz Brandys: sguardo emblematico di una sessualità demistificata.</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://toh-magazine.com">Toh! Magazine</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<h4><strong>Le opere di Artur&nbsp;sono semplici&nbsp; linee dai tratti semplici che sembrano fluire direttamente dalla mano del suo ideatore. Sono come un flusso continuo che rispecchia quello che si trova dinnanzi agli occhi di Artur; solitamente uomini nudi.</strong></h4>



<p><strong>I tratti che Artur crea, sembrano essere stati fatti velocemente come a fermare l’istinto prima che venga contaminato dal pensiero oppure molto lentamente quasi a volte rincorrere la meraviglia che si pone dinnanzi all&#8217;artista.</strong></p>



<p><strong>Quello che mi ha subito colpito del talento di Artur è stato per l’appunto la semplicità&nbsp;di queste linee, che nel loro essere semplici trasmettono invece una carica di emozioni e sentimenti. Artur disegna queste figure, attraverso linee che viaggiano su queste forme umane: il corpo come paesaggio. I tratti e le linee assumono gradualmente il ruolo di forza vitale del disegno. Appare in fasce sciolte, ci sono passaggi così sorprendentemente disgiunti che fissi il disegno solo per testimoniare il loro viaggio, o guardi a volte il nero o il bianco trasformarsi in rosa solitamente per evidenziare lo scroto, il pene o i capezzoli. Si può percepire che questi disegni si sono conquistati con la contemplazione da parte dell’artista.&nbsp;</strong></p>



<p><strong>Artur disegna uomini che per la maggior parte delle volte&nbsp;sono abbandonati sul divano dello studio in toltale abbandono e rilassamento corporeo.</strong></p>



<p><strong>Artur attraverso questi disegni è come se liberasse e mettesse a nudo la rivelazione dei corpi e del loro mostrarsi. La nudità è il focus centrale per Artur.</strong></p>



<p><strong>Questi disegni non sono un’esaltate affermazione della sua visione dell’umanità, bensì è quello che gli si manifesta dinnanzi.</strong></p>



<figure class="wp-block-image size-full is-resized"><img data-attachment-id="108203" data-permalink="https://toh-magazine.com/2024/05/artur-rafal-tomasz-brandys-sguardo-emblematico-di-una-sessualita-demistificata/1d0ed951-3d2d-479a-8117-4431659997be-1/" data-orig-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/05/1D0ED951-3D2D-479A-8117-4431659997BE-1.jpg" data-orig-size="612,816" data-comments-opened="0" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;1&quot;}" data-image-title="1D0ED951-3D2D-479A-8117-4431659997BE-1" data-image-description="" data-medium-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/05/1D0ED951-3D2D-479A-8117-4431659997BE-1-225x300.jpg" data-large-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/05/1D0ED951-3D2D-479A-8117-4431659997BE-1.jpg" loading="lazy" src="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/05/1D0ED951-3D2D-479A-8117-4431659997BE-1.jpg" alt="" class="wp-image-108203" width="840" height="1120" srcset="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/05/1D0ED951-3D2D-479A-8117-4431659997BE-1.jpg 612w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/05/1D0ED951-3D2D-479A-8117-4431659997BE-1-225x300.jpg 225w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/05/1D0ED951-3D2D-479A-8117-4431659997BE-1-450x600.jpg 450w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/05/1D0ED951-3D2D-479A-8117-4431659997BE-1-350x467.jpg 350w" sizes="(max-width: 840px) 100vw, 840px" /></figure>



<p><strong>Artur dipinge dal vero, ma i suoi ritratti chiaramente non sono momenti della vita dei suoi soggetti, essi sono infatti immortalati nella loro presenza fisica e nella stanza di Artur. Sono corpi senza volto, senza un’identità, sembrano apparentemente addormentati o abbandonati quasi si concedessero all’artista. Le gambe spesso sono aperte per rivelare il pene che appare completamente esposto agli occhi onniveggenti di Artur.&nbsp;</strong></p>



<p><strong>Le figure giacciono divaricate, rovesciate, lasciate cadere, quasi sempre inclinate o orizzontali. Sono corpi abbandonati all’artista e a noi che ne abbiamo il privilegio di osservarli ed apprezzarne le forme e la realizzazione.</strong></p>



<p><strong>I corpi sono nudi come se Artur stesse rafforzando la loro “espressività” dando alle loro parti, e in particolare al sesso, uno sguardo emblematico. Una sessualità “demistificata”, puramente anatomica. Il sesso maschile è sempre confinato all’interno del contorno strettamente chiuso della figura, suggerendone il piacere per l’esposizione e la vulnerabilità.</strong></p>



<figure class="wp-block-image size-large is-resized"><img data-attachment-id="108189" data-permalink="https://toh-magazine.com/2024/05/artur-rafal-tomasz-brandys-sguardo-emblematico-di-una-sessualita-demistificata/20240225_212540/" data-orig-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/05/20240225_212540-scaled.jpg" data-orig-size="1921,2560" data-comments-opened="0" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;1.8&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;SM-G781B&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;1708866571&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;5.4&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;250&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0.02&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;1&quot;}" data-image-title="Artur" data-image-description="&lt;p&gt;Artur&lt;/p&gt;
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<p><strong>Puoi raccontarci qualcosa di te e del tuo background artistico?</strong></p>



<p>Sono un ragazzone di campagna sulla trentina. Sono gay, un alcolizzato sobrio e un tossicodipendente pulito. Mi sono diplomato al Liceo Artistico e Master of Arts. Da adolescente ho preso lezioni d&#8217;arte. I dieci anni successivi furono pieni di fatiche nella formazione artistica, che interruppi sia al liceo che all&#8217;università. Tuttavia, mi sono diplomato in entrambe le scuole con successo. </p>



<h4>Ho lottato. Fin dall&#8217;infanzia, sono stato definito dalla vergogna. Dubbi, aspettative insopportabili e perfezionismo che sfociavano nella procrastinazione e mi dilaniavano, insieme a brevi periodi di intenso lavoro motivati dalla ribellione e forse dalla disperazione. </h4>



<p>Ho iniziato a bere a 18 anni, e durante gli studi la malattia è peggiorata, finanziata da una borsa di studio per il miglior studente del primo anno della Facoltà di Pittura. Ho fatto uno scambio studentesco in Inghilterra e al ritorno ho interrotto gli studi. Dopo un anno sono ritornato. Anche se non credevo più di essere uno studente di pittura, all&#8217;ultimo anno sono diventato assistente stagista del mio professore di disegno. Il progetto di diploma era un grande disegno raffigurante un corpo maschile nudo. Il diploma è stata la prima volta, e finora l&#8217;unica, in cui ho avuto la sensazione di aver sussurrato qualcosa, qualche seme di verità, ed era la verità su di me.&nbsp;</p>



<figure class="wp-block-image size-large is-resized"><img data-attachment-id="108190" data-permalink="https://toh-magazine.com/2024/05/artur-rafal-tomasz-brandys-sguardo-emblematico-di-una-sessualita-demistificata/20240317_191132/" data-orig-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/05/20240317_191132-scaled.jpg" data-orig-size="1657,2560" data-comments-opened="0" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;1.8&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;SM-G781B&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;1710702693&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;5.4&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;640&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0.02&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;1&quot;}" data-image-title="Artur" data-image-description="&lt;p&gt;Artur&lt;/p&gt;
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<p><strong>Sono così innamorato della tua nuova selezione di disegni. Come è nata l’idea di focalizzarsi sul corpo maschile?</strong></p>



<p>Grazie sentitamente. Il punto è disegnare. Semplicemente. Inizia a disegnare. Creazione, sessualità e immagine di sé sono aree di alta sensibilità per me. Si incontrano in questa pratica. </p>



<h4>Sono un uomo. Non solo ho, ma sono un corpo. La mia pelle è il mio confine. Cerco di fare i conti con ciò che per me è difficile&#8230; Ogni pelle racchiude dentro di sé un mondo e allo stesso tempo, permette l&#8217;incontro con l&#8217;altro. </h4>



<p>Il disegno del corpo maschile ha dato inizio anche alla mia prima affermazione visiva, che era un diploma. Dopo la laurea, quasi l&#8217;unica pratica di disegno per me era disegnare autoritratti. </p>



<p>Ho cercato anche di continuare disegni di nudi maschili simili nel concetto, ma soprattutto in scala, ai disegni della mia tesi di diploma, così alla mia parete era sempre appeso un foglio di carta lungo più di due metri. Lo scorso autunno ho incontrato un uomo, abbiamo avuto una relazione e un giorno gli ho chiesto se potevo provare a disegnarlo. Ho realizzato un disegno che per me era importante. </p>



<p>Mi sono ricordato cosa vuol dire disegnare dal vero un modello. E aveva senso. Ho pensato di provare ad avviare una pratica del genere. Dopo alcuni mesi, ho chiesto a un mio amico fotografo di posare per me in cambio. Dopo qualche altro, ho iniziato a organizzare sessioni di disegno. Questo è attingere dalla natura. È un incontro. Sto imparando a guardare con amore, accettazione e presenza. Anche su me stesso. Mi sto abituando ad aree per le quali sono profondamente sensibile.</p>



<figure class="wp-block-image size-full is-resized"><img data-attachment-id="108191" data-permalink="https://toh-magazine.com/2024/05/artur-rafal-tomasz-brandys-sguardo-emblematico-di-una-sessualita-demistificata/1adf4ca6-23bc-4015-94ea-11265c5362f9/" data-orig-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/05/1ADF4CA6-23BC-4015-94EA-11265C5362F9.jpg" data-orig-size="612,816" data-comments-opened="0" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;1&quot;}" data-image-title="Artur" data-image-description="&lt;p&gt;Artur&lt;/p&gt;
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<p><strong>All&#8217;inizio del tuo disegno ti sei concentrato sul tuo viso. Puoi dirci perché ti sei concentrato così tanto sul ritratto automatico?</strong></p>



<p>Immagino sia il lottare per l&#8217;accettazione di sé. La voglia di conoscere. La voglia di disegnare. L&#8217;autoritratto è il motivo presente da più tempo nei miei disegni. Già al liceo ho iniziato a disegnare autoritratti con una certa passione. La mia faccia era la faccia che era sempre con me, ogni volta che prendevo uno strumento da disegno. Quando ripenso a quel periodo, mi sembra che le opere degli artisti scoperti in quel periodo, nelle loro manifestazioni di autoritratti, in qualche modo mi abbiano particolarmente colpito. </p>



<h4>La mancanza di accettazione di me stesso ha provocato in me la ricerca della bellezza, ma soprattutto della verità. </h4>



<p>Il diploma era un autoritratto, anche se su 12 opere solo una mostrava il mio volto. Mi sono appena ricordato di una storia, di un altro autoritratto, delle classi 1-3 della scuola elementare. Ci è stato affidato il compito di disegnare un autoritratto. Doveva essere una preparazione, una pratica e un progetto per poi realizzare un autoritratto sulla parete del corridoio, in cerchio tra i petali di un fiore, probabilmente un girasole. </p>



<p>E questo disegno, praticamente un dipinto, è un grande ricordo. Il risultato fu sorprendentemente buono, con un&#8217;estetica realistica e matura, almeno così lo ricordo oggi. Ma non lo so, perché il disegno è scomparso da qualche parte. Oggi mi sembra che avrebbe potuto anche essere in qualche modo importante, perché è così che penso osservando in  prospettiva di quel periodo. Inoltre non so di cos&#8217;altro potrei provare a parlare. </p>



<h4>E questo l&#8217;ho capito mentre mi stavo diplomando: non devo commentare il mondo diverso da quello che sono.</h4>



<figure class="wp-block-image size-large"><img data-attachment-id="108192" data-permalink="https://toh-magazine.com/2024/05/artur-rafal-tomasz-brandys-sguardo-emblematico-di-una-sessualita-demistificata/img_20210314_0801182/" data-orig-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/05/IMG_20210314_0801182-scaled.jpg" data-orig-size="2419,2560" data-comments-opened="0" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}" data-image-title="Artur" data-image-description="&lt;p&gt;Artur&lt;/p&gt;
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<p><strong>Chi sono gli uomini che disegni? Anche tu sei tu?</strong></p>



<p>Non lo so. Persone che hanno deciso di posare. Si potrebbe dire che non li conosco affatto. La maggior parte di loro li ho incontrati per la prima volta il giorno dell&#8217;estrazione. Ho bevuto un caffè con loro sul balcone, abbiamo parlato, poi ho chiesto loro di togliersi i vestiti e ho iniziato a disegnare. Con alcuni di loro ho trascorso del tempo dopo aver finito di disegnare, alcuni li ho incontrati di nuovo, altri non li ho mai più incontrati. Immagino che siano tutti gay, perché li ho trovati per la maggior parte su Grindr, alcuni su <a href="https://www.instagram.com/tuterazek/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Instagram</a>. Io non compaio in questi ultimi disegni, salvo il fatto che ne sono l’autore.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img data-attachment-id="108193" data-permalink="https://toh-magazine.com/2024/05/artur-rafal-tomasz-brandys-sguardo-emblematico-di-una-sessualita-demistificata/20240504_163038/" data-orig-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/05/20240504_163038.jpg" data-orig-size="2542,1954" data-comments-opened="0" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;1.8&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;SM-G781B&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;1714840239&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;5.4&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;64&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0.01&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;1&quot;}" data-image-title="Artur" data-image-description="&lt;p&gt;Artur&lt;/p&gt;
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<p><strong>Perché la decisione di disegnare i tuoi soggetti tutti sdraiati?</strong></p>



<p>Non tutti sono sdraiati. Spesso si siedono e meno spesso stanno in piedi. Dato che gli uomini di solito non hanno esperienza nella posa, né io né loro conosciamo le loro capacità, quindi cerco per i modelli una posa che sia la più comoda possibile. Inoltre, di solito non so quanto tempo mi servirà per questo particolare disegno. Lo spazio per posare è nell&#8217;angolo della mia stanza, un divano letto. Sdraiarsi facilita anche il relax, e la pace e il comfort del modello, sono molto importanti per me, mi influenzano. Quindi è il risultato di aspetti pratici.</p>



<figure class="wp-block-image size-large is-resized"><img data-attachment-id="108194" data-permalink="https://toh-magazine.com/2024/05/artur-rafal-tomasz-brandys-sguardo-emblematico-di-una-sessualita-demistificata/20240503_185615/" data-orig-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/05/20240503_185615-scaled.jpg" data-orig-size="2048,2560" data-comments-opened="0" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;1.8&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;SM-G781B&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;1714762576&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;5.4&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;640&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0.02&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;1&quot;}" data-image-title="Artur" data-image-description="&lt;p&gt;Artur&lt;/p&gt;
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<p><strong>I tuoi lavori sono caratterizzati da poche righe, semplici e pulite, perché questa decisione?</strong></p>



<p>Apprezzo la pulizia e apprezzo molto la semplicità. Apprezzo la linea. Tuttavia, provo a disegnare in modi diversi. Vorrei che le tracce sulla carta fossero più sensibili, e reali, di quanto la mia mente sia capace. A volte cerco di anticipare le analisi della mia mente con il mio corpo, a volte cerco di finire di disegnare prima che mi privino di vedere, sentire ed essere. Disegnando, cerco di superare i miei pensieri, le mie convinzioni e tutto ciò che ho nel cranio.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img data-attachment-id="108198" data-permalink="https://toh-magazine.com/2024/05/artur-rafal-tomasz-brandys-sguardo-emblematico-di-una-sessualita-demistificata/20231115_103747/" data-orig-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/05/20231115_103747.jpg" data-orig-size="2268,2268" data-comments-opened="0" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;1.8&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;SM-G781B&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;1700044423&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;5.4&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;200&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0.025&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;1&quot;}" data-image-title="20231115_103747" data-image-description="" data-medium-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/05/20231115_103747-300x300.jpg" data-large-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/05/20231115_103747-1024x1024.jpg" loading="lazy" width="1024" height="1024" src="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/05/20231115_103747-1024x1024.jpg" alt="" class="wp-image-108198" srcset="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/05/20231115_103747-1024x1024.jpg 1024w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/05/20231115_103747-300x300.jpg 300w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/05/20231115_103747-150x150.jpg 150w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/05/20231115_103747-768x768.jpg 768w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/05/20231115_103747-1536x1536.jpg 1536w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/05/20231115_103747-2048x2048.jpg 2048w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/05/20231115_103747-1000x1000.jpg 1000w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/05/20231115_103747-900x900.jpg 900w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/05/20231115_103747-450x450.jpg 450w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/05/20231115_103747-350x350.jpg 350w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/05/20231115_103747-50x50.jpg 50w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p><strong>Consideri la tua arte minimalista?</strong></p>



<p>Uhm…</p>



<p><strong>Quanto la tua arte ti rispecchia?</strong></p>



<p>È reale quanto lo sono io. Inetto quanto me. È bello quanto me e altrettanto imperfetto. È importante quanto me. Altrettanto irrilevante.</p>



<figure class="wp-block-image size-large is-resized"><img data-attachment-id="108199" data-permalink="https://toh-magazine.com/2024/05/artur-rafal-tomasz-brandys-sguardo-emblematico-di-una-sessualita-demistificata/20240407_125947/" data-orig-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/05/20240407_125947-scaled.jpg" data-orig-size="1684,2560" data-comments-opened="0" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;1.8&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;SM-G781B&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;1712494787&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;5.4&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;200&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0.01&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;1&quot;}" data-image-title="20240407_125947" data-image-description="" data-medium-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/05/20240407_125947-197x300.jpg" data-large-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/05/20240407_125947-674x1024.jpg" loading="lazy" src="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/05/20240407_125947-674x1024.jpg" alt="" class="wp-image-108199" width="839" height="1275" srcset="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/05/20240407_125947-674x1024.jpg 674w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/05/20240407_125947-197x300.jpg 197w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/05/20240407_125947-768x1167.jpg 768w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/05/20240407_125947-1011x1536.jpg 1011w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/05/20240407_125947-1347x2048.jpg 1347w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/05/20240407_125947-1000x1520.jpg 1000w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/05/20240407_125947-900x1368.jpg 900w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/05/20240407_125947-450x684.jpg 450w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/05/20240407_125947-350x532.jpg 350w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/05/20240407_125947-scaled.jpg 1684w" sizes="(max-width: 839px) 100vw, 839px" /></figure>



<p><strong>Cosa ami fare nel tuo tempo libero lontano dall&#8217;arte e dal lavoro?</strong></p>



<p>Mi piace bere caffè e fumare sigarette sul balcone, avere conversazioni profonde con un&#8217;altra persona, andare alle riunioni di Narcotici Anonimi e conoscere me stesso. Adoro quando sono qui e ora. Inoltre, mi piace fare le cose se sono presente in esse.</p>



<figure class="wp-block-image size-large is-resized"><img data-attachment-id="108195" data-permalink="https://toh-magazine.com/2024/05/artur-rafal-tomasz-brandys-sguardo-emblematico-di-una-sessualita-demistificata/20240225_212444/" data-orig-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/05/20240225_212444-scaled.jpg" data-orig-size="1903,2560" data-comments-opened="0" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;1.8&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;SM-G781B&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;1708881508&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;5.4&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;640&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0.0303&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;1&quot;}" data-image-title="Artur" data-image-description="&lt;p&gt;Artur&lt;/p&gt;
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<p><strong>Puoi raccontarmi un tuo vizio?</strong></p>



<p>La necessità di controllo. Non so se puoi chiamarlo un difetto del carattere perché è una strategia di coping. Genera comportamenti specifici, una vasta gamma di essi, che non mi servono più e che mi imprigionano. Posso prendere le distanze, avere dei principi, isolarmi, concentrarmi sugli altri, non esprimermi, non provarci, solo per la sensazione di avere il controllo, ovviamente illusorio. Disegnare significa anche lavorare per liberarsene. Il disegno riguarda una traccia, qui e ora, non l’intero disegno. Sul disegnare, non sul produrre disegni. Sulla presenza, sul disagio e sull&#8217;incertezza. Sto ancora lottando con la prigione del bisogno di controllo, sia sulla carta, nei contatti interpersonali, sia nell’essere.</p>



<figure class="wp-block-image size-full is-resized"><img data-attachment-id="108196" data-permalink="https://toh-magazine.com/2024/05/artur-rafal-tomasz-brandys-sguardo-emblematico-di-una-sessualita-demistificata/8f10ca2c-0a4a-40ab-bdc8-86ca858b70cd/" data-orig-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/05/8F10CA2C-0A4A-40AB-BDC8-86CA858B70CD.jpg" data-orig-size="612,816" data-comments-opened="0" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;1&quot;}" data-image-title="8F10CA2C-0A4A-40AB-BDC8-86CA858B70CD" data-image-description="" data-medium-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/05/8F10CA2C-0A4A-40AB-BDC8-86CA858B70CD-225x300.jpg" data-large-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/05/8F10CA2C-0A4A-40AB-BDC8-86CA858B70CD.jpg" loading="lazy" src="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/05/8F10CA2C-0A4A-40AB-BDC8-86CA858B70CD.jpg" alt="" class="wp-image-108196" width="840" height="1120" srcset="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/05/8F10CA2C-0A4A-40AB-BDC8-86CA858B70CD.jpg 612w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/05/8F10CA2C-0A4A-40AB-BDC8-86CA858B70CD-225x300.jpg 225w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/05/8F10CA2C-0A4A-40AB-BDC8-86CA858B70CD-450x600.jpg 450w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/05/8F10CA2C-0A4A-40AB-BDC8-86CA858B70CD-350x467.jpg 350w" sizes="(max-width: 840px) 100vw, 840px" /></figure>



<p><strong>Come trascorri la tua giornata?</strong></p>



<p>Mi alzo verso le cinque, adoro la luce del sole nascente. Cerco di donare almeno un attimo al mio corpo, di muovere la mia colonna vertebrale. Poi prendo un caffè decaffeinato sul mio balcone e di solito fumo tre sigarette. Scrivo le prime parole del mio diario, leggo il giorno prima, una meditazione per tossicodipendenti, e talvolta un frammento di un libro. Bevo il mio secondo caffè, vado online, controllo il telefono&#8230; A volte vado a correre intorno all&#8217;isolato. Faccio la doccia, preparo la colazione e mi preparo per andare al lavoro. D’estate salgo in bici e vado. Dopo il lavoro, a volte bevo il caffè decaffeinato sul balcone, a volte faccio qualche commissione e lentamente mi preparo per andare a letto. Dopo le 19:00 il mio telefono va offline e cerco di andare a letto entro le 21:00. al più tardi, di solito guardo un film che ho già visto. Sono una persona molto noiosa. Quando ho abbastanza tempo libero, provo a disegnare, se riesco a far posare qualcuno per me.</p>



<figure class="wp-block-image size-large is-resized"><img data-attachment-id="108197" data-permalink="https://toh-magazine.com/2024/05/artur-rafal-tomasz-brandys-sguardo-emblematico-di-una-sessualita-demistificata/20240225_212408/" data-orig-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/05/20240225_212408-scaled.jpg" data-orig-size="1880,2560" data-comments-opened="0" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;1.8&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;SM-G781B&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;1708884160&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;5.4&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;640&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0.0303&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;1&quot;}" data-image-title="20240225_212408" data-image-description="" data-medium-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/05/20240225_212408-220x300.jpg" data-large-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/05/20240225_212408-752x1024.jpg" loading="lazy" src="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/05/20240225_212408-752x1024.jpg" alt="" class="wp-image-108197" width="841" height="1145" srcset="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/05/20240225_212408-752x1024.jpg 752w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/05/20240225_212408-220x300.jpg 220w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/05/20240225_212408-768x1046.jpg 768w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/05/20240225_212408-1128x1536.jpg 1128w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/05/20240225_212408-1504x2048.jpg 1504w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/05/20240225_212408-1000x1362.jpg 1000w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/05/20240225_212408-900x1226.jpg 900w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/05/20240225_212408-450x613.jpg 450w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/05/20240225_212408-350x477.jpg 350w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/05/20240225_212408-scaled.jpg 1880w" sizes="(max-width: 841px) 100vw, 841px" /></figure>
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		<title>Quentin Fromont: corpi intrecciati e distorti tra natura e oscurità</title>
		<link>https://toh-magazine.com/2024/03/quentin-fromont-corpi-intrecciati-e-distorti/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=quentin-fromont-corpi-intrecciati-e-distorti</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alex Vaccani]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 06 Mar 2024 15:04:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Art]]></category>
		<category><![CDATA[gay art]]></category>
		<category><![CDATA[gayman]]></category>
		<category><![CDATA[lgbtqia+]]></category>
		<category><![CDATA[Quentin fromont]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Quentin Fromont ci racconta dell’estate ricca di uomini nudi avvinghiati come nelle antiche centauromachie, qui in movimento perpetuo, trasmettendo un pericolo latente.</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://toh-magazine.com/2024/03/quentin-fromont-corpi-intrecciati-e-distorti/">Quentin Fromont: corpi intrecciati e distorti tra natura e oscurità</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://toh-magazine.com">Toh! Magazine</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<h4>Quentin Fromont ci racconta dell’estate ricca di uomini nudi avvinghiati come nelle antiche centauromachie. Un movimento perpetuo trasmette un pericolo latente. Le opere di Quentin sono come dipinti sfuggevoli e sfocati, dove è difficile mettere a fuoco quello che invece si vorrebbe vedere o vorremmo si manifestasse. Le immagini hanno una natura fantastica e liquida, dove il desiderio è onnipresente nell&#8217;oscurità dei sogni, mentre i confini tra fantasia e realtà si sfumano e la carica sessuale è altamente tangibile.</h4>



<p>Quentin Fromont è interessato a come le fantasie possano creare spazi di libertà e creatività. Il focus del suo lavoro si concentra  sulla complessità dell&#8217;intimità omosessuale. Il suo è un mondo complesso governato dal desiderio queer che rende omaggio all&#8217;amore e alla natura. Corpi nudi si fondono nei paesaggi marittimi nelle spiagge del cruising, dove la bellezza della manifestazione tra l’atto sessuale del il nudo maschile e la natura trova la sua massima espressione.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img data-attachment-id="107917" data-permalink="https://toh-magazine.com/2024/03/quentin-fromont-corpi-intrecciati-e-distorti/3some_2/" data-orig-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/03/3some_2-scaled.jpg" data-orig-size="2560,1792" data-comments-opened="0" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;Perfection V600&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;1&quot;}" data-image-title="3some_2" data-image-description="" data-medium-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/03/3some_2-300x210.jpg" data-large-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/03/3some_2-1024x717.jpg" loading="lazy" width="1024" height="717" src="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/03/3some_2-1024x717.jpg" alt="" class="wp-image-107917" srcset="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/03/3some_2-1024x717.jpg 1024w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/03/3some_2-300x210.jpg 300w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/03/3some_2-768x538.jpg 768w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/03/3some_2-1536x1075.jpg 1536w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/03/3some_2-2048x1434.jpg 2048w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/03/3some_2-1000x700.jpg 1000w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/03/3some_2-900x630.jpg 900w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/03/3some_2-450x315.jpg 450w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/03/3some_2-350x245.jpg 350w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p>Quentin ci conduce col suo lavoro alla bellezza dei corpi e delle coste, nell’esplorazione del desiderio, sensualità, immaginazione e violenza. Il suo corpus di <a href="https://quentinfromont.com/la-trique" target="_blank" rel="noreferrer noopener">lavoro</a> è influenzato dalla pittura, mitologia e letteratura e racconta, attraverso la finzione, gli immaginari dominanti della virilità oltre che alla violenza nelle relazioni omosessuali.</p>



<p>Quentin Fromont ci invita ad adorare la bellezza, lontani da tutto ciò che chiude la mente e ci sprona a sognare a un vagabondaggio erotico . </p>



<p>La maggior parte dei progetti di Quentin ha un forte messaggio politico sui desideri e sulle fantasie, lavora direttamente sulla questione delle coppie omosessuali, e dei pericoli negli spazi di libera sessualità gay. Mettere in discussione le relazioni sentimentali, la sessualità, attraverso scene molto pure o più violente come vediamo nella serie Arcadia; un tuffo nel cuore della mitologia omoerotica. </p>



<p>Le immagini di Quentin Fromont sono fumose e oniriche, quelle in cui vorremmo perderci per poi ritrovarci, all’interno ci sono presenze che evocano gli spettri dei corpi che riempiono la mente del sognatore, che ha fantasie inconfessate e profonde e che qui mette in scena. </p>



<p>L’acqua di queste immagini è agitata come lo è la sessualità dei corpi degli uomini. ci troviamo dinnanzi alla creazione di nuovi mondi che rappresentano per Quentin un’utopia, l&#8217;Arcadia isolata dal mondo, dove ci si può dedicare ai piaceri carnali, all’amore, alla sessualità libera nel desiderio e dove ogni fantasia è realizzabile, ma allo stesso tempo questa bellezza può anche celare violenza.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img data-attachment-id="107918" data-permalink="https://toh-magazine.com/2024/03/quentin-fromont-corpi-intrecciati-e-distorti/kiss/" data-orig-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/03/Kiss.jpg" data-orig-size="5890,8246" data-comments-opened="0" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;Perfection V600&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;1&quot;}" data-image-title="Kiss" data-image-description="" data-medium-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/03/Kiss-214x300.jpg" data-large-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/03/Kiss-731x1024.jpg" loading="lazy" width="731" height="1024" src="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/03/Kiss-731x1024.jpg" alt="" class="wp-image-107918" srcset="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/03/Kiss-731x1024.jpg 731w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/03/Kiss-214x300.jpg 214w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/03/Kiss-768x1075.jpg 768w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/03/Kiss-1000x1400.jpg 1000w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/03/Kiss-900x1260.jpg 900w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/03/Kiss-450x630.jpg 450w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/03/Kiss-350x490.jpg 350w" sizes="(max-width: 731px) 100vw, 731px" /></figure>



<p><strong>Come è nata l&#8217;idea di rappresentare corpi distorti come se fossero sempre in perpetuo movimento?</strong></p>



<p>Ho iniziato la mia pratica artistica attraverso la fotografia. Ho iniziato a lavorare sulla riva del mare, dell&#8217;estate e sull&#8217;ascesa del desiderio in contesti fuori dalla quotidianità o dalla realtà. </p>



<h3>Proseguendo la mia ricerca mi sono recato nelle zone del cruising gay, dove la sessualità è più libera ed effimera. Partendo da un racconto di autofiction su un&#8217;aggressione sessuale su una spiaggia di cruising, ho iniziato a rappresentare scene irreali in cui corpi spettrali illustrano scene di uomini sdraiati sulla spiaggia, dove gli incontri erano furtivi e corpi spettrali senza volto.</h3>



<p> Da lì mi sono rivolto all&#8217;immagine pornografica e ho iniziato a utilizzare corpi stereotipati che esibivano una virilità egemonica. Emerge così la figura del cacciatore e della preda e mi è sembrato logico intervenire in queste immagini utilizzando tecniche di trasferimento dell&#8217;acqua per distorcere la realtà e portarla verso immagini fantastiche dove i corpi fluiscono, trasudano e si fondono. Ciò mi ha permesso di riscrivere frammenti di ricordi fantasmatici di corpi innamorati e violenti, utilizzando un materiale liquido simile ai fluidi corporei o all&#8217;acqua per ricreare questo tipo di chimere.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img data-attachment-id="107919" data-permalink="https://toh-magazine.com/2024/03/quentin-fromont-corpi-intrecciati-e-distorti/transpotes/" data-orig-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/03/Transpotes-scaled.jpg" data-orig-size="1869,2560" data-comments-opened="0" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;1.8&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;iPhone 11 Pro&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;1644059418&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;4.25&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;64&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0.01&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;1&quot;}" data-image-title="Transpotes" data-image-description="" data-medium-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/03/Transpotes-219x300.jpg" data-large-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/03/Transpotes-748x1024.jpg" loading="lazy" width="748" height="1024" src="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/03/Transpotes-748x1024.jpg" alt="" class="wp-image-107919" srcset="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/03/Transpotes-748x1024.jpg 748w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/03/Transpotes-219x300.jpg 219w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/03/Transpotes-768x1052.jpg 768w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/03/Transpotes-1122x1536.jpg 1122w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/03/Transpotes-1496x2048.jpg 1496w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/03/Transpotes-1000x1369.jpg 1000w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/03/Transpotes-900x1232.jpg 900w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/03/Transpotes-450x616.jpg 450w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/03/Transpotes-350x479.jpg 350w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/03/Transpotes-scaled.jpg 1869w" sizes="(max-width: 748px) 100vw, 748px" /></figure>



<p><strong>Puoi parlarmi della tecnica dei tuoi lavori?</strong></p>



<p>Per creare le mie immagini, parto da fotografie e screenshot di video che ho realizzato e immagini pornografiche trovate su Internet. Dopo l&#8217;editing digitale utilizzo tecniche di stampa che fanno colare gli inchiostri e deformo le forme trasferendole su altri supporti con acqua, rendendo così il liquido l&#8217;elemento centrale di queste trasformazioni. Le immagini diventano così sfocate e pittoriche, sottolineando il carattere spettrale e fantasmatico di queste scene.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img data-attachment-id="107923" data-permalink="https://toh-magazine.com/2024/03/quentin-fromont-corpi-intrecciati-e-distorti/la-coupe-1/" data-orig-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/03/La-coupe-1-scaled.jpg" data-orig-size="2560,1809" data-comments-opened="0" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;2.8&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;Canon EOS 5D Mark II&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;1707137094&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;55&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;400&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0.008&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;1&quot;}" data-image-title="La-coupe-1" data-image-description="" data-medium-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/03/La-coupe-1-300x212.jpg" data-large-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/03/La-coupe-1-1024x724.jpg" loading="lazy" width="1024" height="724" src="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/03/La-coupe-1-1024x724.jpg" alt="" class="wp-image-107923" srcset="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/03/La-coupe-1-1024x724.jpg 1024w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/03/La-coupe-1-300x212.jpg 300w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/03/La-coupe-1-768x543.jpg 768w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/03/La-coupe-1-1536x1085.jpg 1536w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/03/La-coupe-1-2048x1447.jpg 2048w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/03/La-coupe-1-1000x707.jpg 1000w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/03/La-coupe-1-900x636.jpg 900w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/03/La-coupe-1-450x318.jpg 450w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/03/La-coupe-1-350x247.jpg 350w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p><strong>Il desiderio carico di erotismo è onnipresente nelle tue opere. Cosa rappresentano per te l&#8217;erotismo e il desiderio?</strong></p>



<p>Erotismo e desiderio sono al centro delle mie immagini. Come alla scoperta di una piccola insenatura nascosta dietro le rocce, ci sono diverse fasi: scoperta, esplorazione del paesaggio, crescita del desiderio e poi vagabondaggio. Avendo inizialmente concentrato il mio lavoro sui luoghi estivi e di cruising, penso che il mio lavoro metta in discussione il desiderio: </p>



<h3>Come desideriamo? Siamo liberi di desiderare? E in questa ricerca di corpi ed esperienze c&#8217;è una linea molto sottile dove tutto può pendere tra desiderio, violenza e dominio.</h3>



<p>È importante rappresentare le sessualità emarginate, sia nei loro aspetti mistici e belli, sia nella violenza che può derivare da essi.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img data-attachment-id="107927" data-permalink="https://toh-magazine.com/2024/03/quentin-fromont-corpi-intrecciati-e-distorti/dernier-echo/" data-orig-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/03/Dernier-echo-scaled.jpg" data-orig-size="2560,1770" data-comments-opened="0" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}" data-image-title="Dernier-echo" data-image-description="" data-medium-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/03/Dernier-echo-300x207.jpg" data-large-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/03/Dernier-echo-1024x708.jpg" loading="lazy" width="1024" height="708" src="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/03/Dernier-echo-1024x708.jpg" alt="" class="wp-image-107927" srcset="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/03/Dernier-echo-1024x708.jpg 1024w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/03/Dernier-echo-300x207.jpg 300w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/03/Dernier-echo-768x531.jpg 768w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/03/Dernier-echo-1536x1062.jpg 1536w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/03/Dernier-echo-2048x1416.jpg 2048w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/03/Dernier-echo-1000x691.jpg 1000w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/03/Dernier-echo-900x622.jpg 900w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/03/Dernier-echo-450x311.jpg 450w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/03/Dernier-echo-350x242.jpg 350w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p><strong>Il desiderio omosessuale è oggi una rivendicazione politica?</strong></p>



<p>Sì, penso che il desiderio omosessuale sia una rivendicazione politica, presentare corpi che trasudano e si fondono, testi che evocano l&#8217;amore libero e narrazioni attorno a incontri e vagabondaggi, ci permette di rivendicare la nostra identità, non necessariamente per essere accettati nella norma, ma contrariamente a rivendicare la pluralità di esperienze e identità che risiedono nei nostri desideri. Anche oggi è importante mostrare l&#8217;amore in tutte le sue forme e mettere in discussione, ad esempio, le rappresentazioni generate dall&#8217;industria del porno. Come vengono mostrati i corpi, perché sono virili, presentati in ideali di forza o categorizzazione dei corpi. È affrontando i rapporti di dominio nell&#8217;intimità che entrano in gioco la rivendicazione e la critica.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img data-attachment-id="107926" data-permalink="https://toh-magazine.com/2024/03/quentin-fromont-corpi-intrecciati-e-distorti/devilcruising/" data-orig-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/03/Devilcruising-scaled.jpg" data-orig-size="2560,1792" data-comments-opened="0" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}" data-image-title="Devilcruising" data-image-description="" data-medium-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/03/Devilcruising-300x210.jpg" data-large-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/03/Devilcruising-1024x717.jpg" loading="lazy" width="1024" height="717" src="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/03/Devilcruising-1024x717.jpg" alt="" class="wp-image-107926" srcset="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/03/Devilcruising-1024x717.jpg 1024w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/03/Devilcruising-300x210.jpg 300w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/03/Devilcruising-768x538.jpg 768w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/03/Devilcruising-1536x1075.jpg 1536w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/03/Devilcruising-2048x1434.jpg 2048w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/03/Devilcruising-1000x700.jpg 1000w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/03/Devilcruising-900x630.jpg 900w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/03/Devilcruising-450x315.jpg 450w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/03/Devilcruising-350x245.jpg 350w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p><strong>Guardando i tuoi lavori mi sento come se fossi in un sogno oscuro, spesso bagnato, dove realtà e finzione danzano tra loro. Quanto è reale e quanto è preso dalla tua immaginazione?</strong></p>



<p>Infatti, in gran parte ispirato al mito greco di Endimione, un giovane pastore innamorato della dea della luna Selenee che si ritrova in un sonno eterno, per sempre. Questo mito mi permette di raccontare realtà ed esperienze traumatiche attraverso una temporalità che non esiste, quella dei sogni o degli incubi. In questo modo, il mio lavoro si situa in una temporalità passata, presente o futura. Descriverei il mio lavoro come auto-immaginario, nutrito dall&#8217;esperienza vissuta e amplificato dalla fantasia. È ancora molto importante per me affrontare le aree di attrito tra la gentilezza e la violenza delle mie prime esperienze omosessuali.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img data-attachment-id="107928" data-permalink="https://toh-magazine.com/2024/03/quentin-fromont-corpi-intrecciati-e-distorti/colonne/" data-orig-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/03/colonne.jpg" data-orig-size="1228,1818" data-comments-opened="0" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}" data-image-title="colonne" data-image-description="" data-medium-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/03/colonne-203x300.jpg" data-large-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/03/colonne-692x1024.jpg" loading="lazy" width="692" height="1024" src="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/03/colonne-692x1024.jpg" alt="" class="wp-image-107928" srcset="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/03/colonne-692x1024.jpg 692w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/03/colonne-203x300.jpg 203w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/03/colonne-768x1137.jpg 768w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/03/colonne-1038x1536.jpg 1038w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/03/colonne-1000x1480.jpg 1000w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/03/colonne-900x1332.jpg 900w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/03/colonne-450x666.jpg 450w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/03/colonne-350x518.jpg 350w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/03/colonne.jpg 1228w" sizes="(max-width: 692px) 100vw, 692px" /></figure>



<p><strong>Adoro il modo in cui esplori l&#8217;intimità omosessuale, è come se cercassi sempre di superare una percezione precostituita di noi gay.</strong></p>



<p>Attraverso le mie immagini cerco sempre di creare nuove rappresentazioni della mascolinità, a volte simili a sirene, attraenti ma pericolose, o semplicemente corpi fuori dalla norma che si fondono insieme, diventano astratti, inaccessibili. Questi corpi si muovono e mutano nel tempo, così come le nostre identità in continua evoluzione.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img data-attachment-id="107929" data-permalink="https://toh-magazine.com/2024/03/quentin-fromont-corpi-intrecciati-e-distorti/le-dernier-souhait/" data-orig-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/03/Le-dernier-souhait-scaled.jpg" data-orig-size="2560,1570" data-comments-opened="0" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}" data-image-title="Le-dernier-souhait" data-image-description="" data-medium-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/03/Le-dernier-souhait-300x184.jpg" data-large-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/03/Le-dernier-souhait-1024x628.jpg" loading="lazy" width="1024" height="628" src="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/03/Le-dernier-souhait-1024x628.jpg" alt="" class="wp-image-107929" srcset="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/03/Le-dernier-souhait-1024x628.jpg 1024w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/03/Le-dernier-souhait-300x184.jpg 300w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/03/Le-dernier-souhait-768x471.jpg 768w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/03/Le-dernier-souhait-1536x942.jpg 1536w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/03/Le-dernier-souhait-2048x1256.jpg 2048w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/03/Le-dernier-souhait-1000x613.jpg 1000w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/03/Le-dernier-souhait-900x552.jpg 900w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/03/Le-dernier-souhait-450x276.jpg 450w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/03/Le-dernier-souhait-350x215.jpg 350w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p><strong>Quanto pensi che dobbiamo ancora fare prima che tutte le persone come noi nella comunità LGBTQIA+ possano essere pienamente accettate?</strong></p>



<p>Penso che abbiamo ancora molta strada da fare per essere accettati, anche se stiamo andando avanti insieme ed in comune,&nbsp; e questo penso sia la cosa più importante, Oggi alcuni membri della comunità LGBTQI+ subiscono ancora molte violenze ed è importante parlarne, raccontare le nostre storie e ripensare insieme le nostre identità.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img data-attachment-id="107921" data-permalink="https://toh-magazine.com/2024/03/quentin-fromont-corpi-intrecciati-e-distorti/rixe/" data-orig-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/03/Rixe-scaled.jpg" data-orig-size="2560,1952" data-comments-opened="0" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;Officejet 6500 E710n-z&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;1610122361&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;1&quot;}" data-image-title="Rixe" data-image-description="" data-medium-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/03/Rixe-300x229.jpg" data-large-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/03/Rixe-1024x781.jpg" loading="lazy" width="1024" height="781" src="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/03/Rixe-1024x781.jpg" alt="" class="wp-image-107921" srcset="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/03/Rixe-1024x781.jpg 1024w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/03/Rixe-300x229.jpg 300w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/03/Rixe-768x586.jpg 768w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/03/Rixe-1536x1171.jpg 1536w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/03/Rixe-2048x1562.jpg 2048w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/03/Rixe-1000x763.jpg 1000w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/03/Rixe-900x686.jpg 900w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/03/Rixe-450x343.jpg 450w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/03/Rixe-350x267.jpg 350w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p><strong>Spesso cerco artisti da intervistare per TOH! e rimango impressionato da persone come te che usano la loro arte per disturbare la pace delle menti bigotte che non vogliono aprire gli occhi. Che ruolo ha per te la tua arte in tutto questo?</strong></p>



<p>Sto ancora lottando per definire il ruolo del mio lavoro, ma penso che lavorando su questioni di desiderio, sessualità e violenza intima attraverso narrazioni poetiche e immagini colorate, posso raggiungere un pubblico più ampio e confrontarlo con nuovi modi di desiderare. </p>



<p>Ma non si tratta solo di sessualità, c&#8217;è anche molto a che fare con l&#8217;intimità e le fantasie profonde, nascoste dentro tutti noi. Credo che questo lavoro aiuti le persone a comprendere o apprendere altri modi di relazionarsi con gli altri, anche se sono più radicati in schemi di eteronormatività.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img data-attachment-id="107930" data-permalink="https://toh-magazine.com/2024/03/quentin-fromont-corpi-intrecciati-e-distorti/ainsi-soit-il_2/" data-orig-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/03/Ainsi-soit-il_2-scaled.jpg" data-orig-size="1918,2560" data-comments-opened="0" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}" data-image-title="Ainsi-soit-il_2" data-image-description="" data-medium-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/03/Ainsi-soit-il_2-225x300.jpg" data-large-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/03/Ainsi-soit-il_2-767x1024.jpg" loading="lazy" width="767" height="1024" src="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/03/Ainsi-soit-il_2-767x1024.jpg" alt="" class="wp-image-107930" srcset="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/03/Ainsi-soit-il_2-767x1024.jpg 767w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/03/Ainsi-soit-il_2-225x300.jpg 225w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/03/Ainsi-soit-il_2-768x1025.jpg 768w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/03/Ainsi-soit-il_2-1151x1536.jpg 1151w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/03/Ainsi-soit-il_2-1534x2048.jpg 1534w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/03/Ainsi-soit-il_2-1000x1335.jpg 1000w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/03/Ainsi-soit-il_2-900x1201.jpg 900w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/03/Ainsi-soit-il_2-450x601.jpg 450w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/03/Ainsi-soit-il_2-350x467.jpg 350w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/03/Ainsi-soit-il_2-scaled.jpg 1918w" sizes="(max-width: 767px) 100vw, 767px" /></figure>



<p><strong>Che ruolo gioca la mitologia nel tuo lavoro?</strong></p>



<p>La prima volta che ricordo di essere stato veramente toccato dalla mitologia è stato al liceo, quando ho avuto la fortuna di avere un insegnante che ci ha fatto lavorare sui templi dell&#8217;antica Grecia e sul Rinascimento, ed è lì che tutto è iniziato. La mitologia è piena di eroi ed eroine che mettono in discussione il nostro rapporto con la fantasia, l&#8217;amore e la violenza. </p>



<p>Ho lavorato a lungo su Afrodite, la dea dell&#8217;amore, tra le altre, che aveva templi dedicati al suo culto, e talvolta faceva prostituire donne nei templi come punizione. Avendo compiuto un viaggio in Grecia nel 2021, che ha nutrito fino ad oggi il mio lavoro, ho potuto scoprire una storia ricca di mito e leggenda, legata alla sacralità e al rito. Questo ha infuso tutte le narrazioni che creo.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img data-attachment-id="107932" data-permalink="https://toh-magazine.com/2024/03/quentin-fromont-corpi-intrecciati-e-distorti/il-est-plus-tard-que-vous-ne-le-croyez/" data-orig-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/03/Il-est-plus-tard-que-vous-ne-le-croyez-scaled.jpg" data-orig-size="2560,1707" data-comments-opened="0" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}" data-image-title="Il-est-plus-tard-que-vous-ne-le-croyez" data-image-description="" data-medium-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/03/Il-est-plus-tard-que-vous-ne-le-croyez-300x200.jpg" data-large-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/03/Il-est-plus-tard-que-vous-ne-le-croyez-1024x683.jpg" loading="lazy" width="1024" height="683" src="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/03/Il-est-plus-tard-que-vous-ne-le-croyez-1024x683.jpg" alt="" class="wp-image-107932" srcset="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/03/Il-est-plus-tard-que-vous-ne-le-croyez-1024x683.jpg 1024w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/03/Il-est-plus-tard-que-vous-ne-le-croyez-300x200.jpg 300w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/03/Il-est-plus-tard-que-vous-ne-le-croyez-768x512.jpg 768w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/03/Il-est-plus-tard-que-vous-ne-le-croyez-1536x1024.jpg 1536w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/03/Il-est-plus-tard-que-vous-ne-le-croyez-2048x1365.jpg 2048w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/03/Il-est-plus-tard-que-vous-ne-le-croyez-1000x667.jpg 1000w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/03/Il-est-plus-tard-que-vous-ne-le-croyez-900x600.jpg 900w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/03/Il-est-plus-tard-que-vous-ne-le-croyez-450x300.jpg 450w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/03/Il-est-plus-tard-que-vous-ne-le-croyez-350x233.jpg 350w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p><strong>Quale mito greco preferisci e perché? C’è un mito che vorresti rileggere in chiave gay?</strong></p>



<p>Ultimamente mi interessa il mito di Apollo e dei suoi amanti, Giacinti e Ciparisse, che, morendo, si trasformano in albero o fiore, testimoniando la loro sofferenza per l&#8217;eternità. Adoro questi miti, che trattano dell&#8217;amore omosessuale e hanno finali tragici. </p>



<p>Recentemente ho letto anche il libro Le Chant d&#8217;Achille di Madeline Miller, in cui racconta la storia dell&#8217;amore tra Patroclo e Achille attraverso la voce del primo, dall&#8217;infanzia fino alla morte nella guerra di Troia.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img data-attachment-id="107933" data-permalink="https://toh-magazine.com/2024/03/quentin-fromont-corpi-intrecciati-e-distorti/3some/" data-orig-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/03/3some-scaled.jpg" data-orig-size="2560,1792" data-comments-opened="0" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}" data-image-title="3some" data-image-description="" data-medium-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/03/3some-300x210.jpg" data-large-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/03/3some-1024x717.jpg" loading="lazy" width="1024" height="717" src="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/03/3some-1024x717.jpg" alt="" class="wp-image-107933" srcset="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/03/3some-1024x717.jpg 1024w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/03/3some-300x210.jpg 300w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/03/3some-768x538.jpg 768w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/03/3some-1536x1075.jpg 1536w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/03/3some-2048x1434.jpg 2048w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/03/3some-1000x700.jpg 1000w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/03/3some-900x630.jpg 900w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/03/3some-450x315.jpg 450w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/03/3some-350x245.jpg 350w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p><strong>Cosa pensi della pornografia?</strong></p>



<p>Siamo una generazione che si è più o meno immersa nelle immagini pornografiche. Queste immagini sono progettate come macchine del piacere, per soddisfare le aspettative normative delle relazioni di dominio e per produrre desiderio. Ciò solleva in me molte domande, e sono le stesse che mi pongo nel mio lavoro: perché rappresentare l&#8217;intimità sessuale attraverso la violenza, di cosa sono fatti i nostri desideri e come possiamo decostruire un&#8217;immagine della sessualità normalizzata nelle relazioni interdipendenti di dominio e sottomissione? </p>



<p>Se l&#8217;argomento ti interessa, Florian Vörös, Ph.D. in sociologia, vi ha lavorato molto, in particolare attraverso il saggio Désirer comme un homme;Enquête sur les fantasmes et les masculinités.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img data-attachment-id="107941" data-permalink="https://toh-magazine.com/2024/03/quentin-fromont-corpi-intrecciati-e-distorti/trou-noir/" data-orig-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/03/Trou-noir-scaled.jpg" data-orig-size="1685,2560" data-comments-opened="0" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}" data-image-title="Trou-noir" data-image-description="" data-medium-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/03/Trou-noir-198x300.jpg" data-large-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/03/Trou-noir-674x1024.jpg" loading="lazy" width="674" height="1024" src="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/03/Trou-noir-674x1024.jpg" alt="" class="wp-image-107941" srcset="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/03/Trou-noir-674x1024.jpg 674w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/03/Trou-noir-198x300.jpg 198w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/03/Trou-noir-768x1167.jpg 768w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/03/Trou-noir-1011x1536.jpg 1011w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/03/Trou-noir-1348x2048.jpg 1348w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/03/Trou-noir-1000x1519.jpg 1000w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/03/Trou-noir-900x1367.jpg 900w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/03/Trou-noir-450x684.jpg 450w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/03/Trou-noir-350x532.jpg 350w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/03/Trou-noir-scaled.jpg 1685w" sizes="(max-width: 674px) 100vw, 674px" /></figure>



<p><strong>Come mai Il mare è fondamentale nelle tue opere per dare un senso di libertà, così come le sue spiagge, i corpi nudi e le zone di cruising. Cosa puoi dirmi a riguardo?</strong></p>



<p>Il contesto costiero è davvero al centro della mia pratica. Cercavo la bellezza mistica dell&#8217;estate, della spiaggia, dei ricordi d&#8217;infanzia, delle prime emozioni, a nudo, fuori dalla realtà. È così che ho iniziato a interessarmi alle spiagge dove si pratica cruising, dove la bellezza del paesaggio e del corpo si uniscono. </p>



<h3>Questo &#8220;paradiso perduto&#8221;, questo anti-mondo, autorizza le cosiddette pratiche sessuali devianti, provocando eccitazione e adrenalina attraverso la sensazione di una pratica proibita al di fuori delle norme eterosessuali. </h3>



<p>In questi luoghi specialissimi gli uomini vestono e svestono nuove identità. Scollegate dalle esperienze della vita quotidiana, permettendo l&#8217;invenzione di nuove identità per tutta la durata dell&#8217;incontro, mantenendo a distanza l&#8217;interlocutore per meglio proteggersi. Il paesaggio è davvero un vettore di forme effimere di desiderio e di amore.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img data-attachment-id="107935" data-permalink="https://toh-magazine.com/2024/03/quentin-fromont-corpi-intrecciati-e-distorti/ainsi-soit-il_1/" data-orig-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/03/Ainsi-soit-il_1.jpg" data-orig-size="8268,5906" data-comments-opened="0" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}" data-image-title="Ainsi-soit-il_1" data-image-description="" data-medium-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/03/Ainsi-soit-il_1-300x214.jpg" data-large-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/03/Ainsi-soit-il_1-1024x731.jpg" loading="lazy" width="1024" height="731" src="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/03/Ainsi-soit-il_1-1024x731.jpg" alt="" class="wp-image-107935" srcset="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/03/Ainsi-soit-il_1-1024x731.jpg 1024w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/03/Ainsi-soit-il_1-300x214.jpg 300w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/03/Ainsi-soit-il_1-768x549.jpg 768w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/03/Ainsi-soit-il_1-1000x714.jpg 1000w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/03/Ainsi-soit-il_1-900x643.jpg 900w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/03/Ainsi-soit-il_1-450x321.jpg 450w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/03/Ainsi-soit-il_1-350x250.jpg 350w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p><strong>Se dovessi citare una poesia che pensi possa rappresentare il tuo lavoro, quale sarebbe?</strong></p>



<p>Sono molto ispirata dalla letteratura e dalla poesia, penso che ci siano diverse citazioni che mi parlano molto, la scelta è difficile ma questa mi viene subito in mente, Emmanuelle Bayamack-Tam, Arcadie, 2018, p.291: &#8220;(…) lontano dalle tiepide e scintillanti acque della riva. Mi immergo: forse ci sono verità rassicuranti forse negli abissi si trovano verità rasserenanti, incontri da fare lì, meno sconvolgenti di quelli sulla terraferma.”</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img data-attachment-id="107936" data-permalink="https://toh-magazine.com/2024/03/quentin-fromont-corpi-intrecciati-e-distorti/il-est-plus-tard-que-vous-ne-le-croyez_2/" data-orig-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/03/Il-est-plus-tard-que-vous-ne-le-croyez_2-scaled.jpg" data-orig-size="2560,1714" data-comments-opened="0" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}" data-image-title="Il-est-plus-tard-que-vous-ne-le-croyez_2" data-image-description="" data-medium-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/03/Il-est-plus-tard-que-vous-ne-le-croyez_2-300x201.jpg" data-large-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/03/Il-est-plus-tard-que-vous-ne-le-croyez_2-1024x685.jpg" loading="lazy" width="1024" height="685" src="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/03/Il-est-plus-tard-que-vous-ne-le-croyez_2-1024x685.jpg" alt="" class="wp-image-107936" srcset="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/03/Il-est-plus-tard-que-vous-ne-le-croyez_2-1024x685.jpg 1024w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/03/Il-est-plus-tard-que-vous-ne-le-croyez_2-300x201.jpg 300w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/03/Il-est-plus-tard-que-vous-ne-le-croyez_2-768x514.jpg 768w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/03/Il-est-plus-tard-que-vous-ne-le-croyez_2-1536x1028.jpg 1536w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/03/Il-est-plus-tard-que-vous-ne-le-croyez_2-2048x1371.jpg 2048w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/03/Il-est-plus-tard-que-vous-ne-le-croyez_2-1000x669.jpg 1000w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/03/Il-est-plus-tard-que-vous-ne-le-croyez_2-900x602.jpg 900w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/03/Il-est-plus-tard-que-vous-ne-le-croyez_2-450x301.jpg 450w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/03/Il-est-plus-tard-que-vous-ne-le-croyez_2-350x234.jpg 350w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p><strong>Nelle tue opere percepisco una ricerca della bellezza, è come se incoraggiassi chi ti osserva ad adorare una bellezza libera, senza inibizioni e limitazioni. È così?</strong></p>



<p>Sì, è assolutamente così. Originariamente, queste immagini riguardavano l&#8217;amore, l&#8217;intreccio di corpi e i paesaggi estivi. Una sorta di adorazione dei corpi. Mi interessa come le fantasie possano creare spazi di libertà e creatività ed esplorare le complessità dell&#8217;intimità omosessuale. Ma bisogna fare attenzione, perché il carattere fantastico e seducente di queste immagini spesso nasconde ambiguità ben più violente.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img data-attachment-id="107937" data-permalink="https://toh-magazine.com/2024/03/quentin-fromont-corpi-intrecciati-e-distorti/croupir-dans-la-chaleur-des-autres/" data-orig-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/03/Croupir-dans-la-chaleur-des-autres-scaled.jpg" data-orig-size="2560,1786" data-comments-opened="0" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}" data-image-title="Croupir-dans-la-chaleur-des-autres" data-image-description="" data-medium-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/03/Croupir-dans-la-chaleur-des-autres-300x209.jpg" data-large-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/03/Croupir-dans-la-chaleur-des-autres-1024x714.jpg" loading="lazy" width="1024" height="714" src="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/03/Croupir-dans-la-chaleur-des-autres-1024x714.jpg" alt="" class="wp-image-107937" srcset="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/03/Croupir-dans-la-chaleur-des-autres-1024x714.jpg 1024w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/03/Croupir-dans-la-chaleur-des-autres-300x209.jpg 300w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/03/Croupir-dans-la-chaleur-des-autres-768x536.jpg 768w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/03/Croupir-dans-la-chaleur-des-autres-1536x1072.jpg 1536w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/03/Croupir-dans-la-chaleur-des-autres-2048x1429.jpg 2048w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/03/Croupir-dans-la-chaleur-des-autres-1000x698.jpg 1000w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/03/Croupir-dans-la-chaleur-des-autres-900x628.jpg 900w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/03/Croupir-dans-la-chaleur-des-autres-450x314.jpg 450w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/03/Croupir-dans-la-chaleur-des-autres-350x244.jpg 350w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p><strong>Puoi parlarmi della tua serie Arcadia?</strong></p>



<p>Arcadia esplora la complessità degli incontri omosessuali all&#8217;aperto: sebbene possano essere appassionati e intensi, possono anche essere pericolosi e precari. La barriera tra carezza e violenza diventa improvvisamente molto sottile. Questa è la serie che nasce da un testo sulla violenza sessuale su una spiaggia da crociera. Ho prodotto queste immagini spinte dall&#8217;urgenza di denunciare questi mostri del piacere simili a sirene, tanto attraenti quanto temibili. </p>



<h3>Utilizzando immagini per lo più tratte dalla pornografia, ho cercato di spostare il soggetto principale e rappresentare corpi in lotta, da dietro, senza mai guardare verso lo spettatore, i loro volti sfuggenti e spettrali. </h3>



<p>Il titolo Arcadie deriva da una terra utopica dove le persone vivevano felici e contenti. Un luogo dedicato ai piaceri della carne. C&#8217;è un dipinto molto interessante del XVII secolo di Nicolas Poussin, Et in Arcadia ego. Il titolo è una locuzione latina che significa: &#8220;Anche io (la Morte) sono in Arcadia (la terra delle delizie)&#8221;. Anche in un paese ideale nessuno può sfuggire al destino mortale.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img data-attachment-id="107938" data-permalink="https://toh-magazine.com/2024/03/quentin-fromont-corpi-intrecciati-e-distorti/dernier-echo_2/" data-orig-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/03/Dernier-echo_2-scaled.jpg" data-orig-size="1920,2560" data-comments-opened="0" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}" data-image-title="Dernier-echo_2" data-image-description="" data-medium-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/03/Dernier-echo_2-225x300.jpg" data-large-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/03/Dernier-echo_2-768x1024.jpg" loading="lazy" width="768" height="1024" src="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/03/Dernier-echo_2-768x1024.jpg" alt="" class="wp-image-107938" srcset="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/03/Dernier-echo_2-768x1024.jpg 768w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/03/Dernier-echo_2-225x300.jpg 225w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/03/Dernier-echo_2-1152x1536.jpg 1152w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/03/Dernier-echo_2-1536x2048.jpg 1536w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/03/Dernier-echo_2-1000x1333.jpg 1000w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/03/Dernier-echo_2-900x1200.jpg 900w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/03/Dernier-echo_2-450x600.jpg 450w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/03/Dernier-echo_2-350x467.jpg 350w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/03/Dernier-echo_2-scaled.jpg 1920w" sizes="(max-width: 768px) 100vw, 768px" /></figure>



<p><strong>A quali scrittori omosessuali sei più affezionato e da chi ti senti maggiormente ispirato per il tuo lavoro?</strong></p>



<p>Penso di essere stato enormemente toccato e ispirato da Dennis Cooper e Guillaume Dustan, tra gli altri, ma quello che mi ispira di più è Jean Baptiste Del Amo. Il suo libro Pornographia è stato una rivelazione nell&#8217;evoluzione del mio lavoro. Non l&#8217;ho mai più riletto, perché la sua bellezza e violenza mi hanno colpito a tal punto che voglio conservare il ricordo di quella prima lettura.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img data-attachment-id="107939" data-permalink="https://toh-magazine.com/2024/03/quentin-fromont-corpi-intrecciati-e-distorti/mg_1187-copie/" data-orig-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/03/MG_1187-copie-scaled.jpg" data-orig-size="1821,2560" data-comments-opened="0" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;3.5&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;Canon EOS 5D Mark II&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;1707151642&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;50&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;2500&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0.00625&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;1&quot;}" data-image-title="MG_1187-copie" data-image-description="" data-medium-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/03/MG_1187-copie-213x300.jpg" data-large-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/03/MG_1187-copie-728x1024.jpg" loading="lazy" width="728" height="1024" src="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/03/MG_1187-copie-728x1024.jpg" alt="" class="wp-image-107939" srcset="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/03/MG_1187-copie-728x1024.jpg 728w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/03/MG_1187-copie-213x300.jpg 213w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/03/MG_1187-copie-768x1080.jpg 768w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/03/MG_1187-copie-1093x1536.jpg 1093w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/03/MG_1187-copie-1457x2048.jpg 1457w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/03/MG_1187-copie-1000x1406.jpg 1000w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/03/MG_1187-copie-900x1265.jpg 900w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/03/MG_1187-copie-450x633.jpg 450w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/03/MG_1187-copie-350x492.jpg 350w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/03/MG_1187-copie-scaled.jpg 1821w" sizes="(max-width: 728px) 100vw, 728px" /></figure>



<p><strong>Che progetti hai per il futuro?</strong></p>



<p>Ho diverse mostre in programma quest&#8217;anno, tra cui 100% L&#8217;EXPO a La Villette a marzo e il Circulation(s) Festival di Parigi ad aprile. Ultimamente ho parlato di malattia e di cura. La mia ultima mostra, Il est plus tard que vous ne le croyez (È più tardi di quanto pensi), è stata costruita attorno a due letture: prima, lo spettatore entra in una sorta di tempio della fantasia, per poi finire in una sorta di stanza d&#8217;ospedale dove non esiste alcun corpo. </p>



<p>La seconda lettura inizia con un trattamento medico, in una stanza d&#8217;ospedale in terapia intensiva, dove il protagonista cerca di immaginare questo tempio della fantasia per sfuggire alla realtà. Mi piacerebbe continuare a sviluppare il mio lavoro in questa direzione, mettendo in discussione il nostro rapporto con il corpo, la malattia e la vulnerabilità, sempre attraverso forme fantastiche. Presenterò i progetti futuri per una mostra personale a fine anno in una galleria.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img data-attachment-id="107940" data-permalink="https://toh-magazine.com/2024/03/quentin-fromont-corpi-intrecciati-e-distorti/les-sirenes/" data-orig-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/03/Les-Sirenes-scaled.jpg" data-orig-size="1947,2560" data-comments-opened="0" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;5.6&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;Canon EOS 5D Mark II&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;1686999452&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;47&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;200&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0.025&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;1&quot;}" data-image-title="Les-Sirenes" data-image-description="" data-medium-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/03/Les-Sirenes-228x300.jpg" data-large-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/03/Les-Sirenes-779x1024.jpg" loading="lazy" width="779" height="1024" src="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/03/Les-Sirenes-779x1024.jpg" alt="" class="wp-image-107940" srcset="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/03/Les-Sirenes-779x1024.jpg 779w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/03/Les-Sirenes-228x300.jpg 228w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/03/Les-Sirenes-768x1010.jpg 768w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/03/Les-Sirenes-1168x1536.jpg 1168w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/03/Les-Sirenes-1558x2048.jpg 1558w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/03/Les-Sirenes-1000x1315.jpg 1000w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/03/Les-Sirenes-900x1183.jpg 900w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/03/Les-Sirenes-450x592.jpg 450w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/03/Les-Sirenes-350x460.jpg 350w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/03/Les-Sirenes-scaled.jpg 1947w" sizes="(max-width: 779px) 100vw, 779px" /></figure>



<p><strong>Se dovessi scegliere una delle tue opere per rappresentare TOH! quale pensi sia il più adatto?</strong></p>



<p>Penso che l&#8217;opera Les Sirènes sia un buon abbinamento, presentata sotto forma di tenda o bandiera, evoca sia una porta o un passaggio per gli inferi, sia un&#8217;esplorazione delle rappresentazioni della mascolinità con questi due corpi che si fondono insieme, le braccia collegati in aria. </p>



<p>Questa installazione è accompagnata da catene e da un diabolico sole in resina. Mi piace molto questo pezzo, sento che richiama davvero il desiderio, ma allo stesso tempo evoca il lato più oscuro della fantasia se ne rimani coinvolto.</p>
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		<title>Soufiane Ababri: l&#8217;intimità come analisi sociale</title>
		<link>https://toh-magazine.com/2024/02/soufiane-ababri-lintimita-come-analisi-sociale/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=soufiane-ababri-lintimita-come-analisi-sociale</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alex Vaccani]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 19 Feb 2024 08:42:02 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Art]]></category>
		<category><![CDATA[drawings]]></category>
		<category><![CDATA[gay art]]></category>
		<category><![CDATA[gay artist]]></category>
		<category><![CDATA[queer art]]></category>
		<category><![CDATA[Soufiane Ababri]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Soufiane Ababri attraverso i suoi disegni testimonia la discriminazione sistematica contro le minoranze, la storia post-coloniale, la classe, il genere e la sessualit&#224;. Nei disegni di Soufiane si possono percepire i riferimenti a figure precedentemente considerate marginali, come per esempio a Jean Genet o Frank O&#8217;Hara e ad altri della letteratura, che sono onnipresenti nel&#8230;</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<h4>Soufiane Ababri attraverso i suoi disegni testimonia la discriminazione sistematica contro le minoranze, la storia post-coloniale, la classe, il genere e la sessualità.</h4>



<p>Nei disegni di Soufiane si possono percepire i riferimenti a figure precedentemente considerate marginali, come per esempio a Jean Genet o Frank O’Hara e ad altri della letteratura, che sono onnipresenti nel suo lavoro.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img data-attachment-id="107836" data-permalink="https://toh-magazine.com/2024/02/soufiane-ababri-lintimita-come-analisi-sociale/2021_06_26_praz1810/" data-orig-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/02/2021_06_26_PRAZ1810-scaled.jpg" data-orig-size="2048,2560" data-comments-opened="0" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;13&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;Canon EOS 5DS R&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;1624700276&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;70&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;200&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0.00625&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;1&quot;}" data-image-title="2021_06_26_PRAZ1810" data-image-description="" data-medium-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/02/2021_06_26_PRAZ1810-240x300.jpg" data-large-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/02/2021_06_26_PRAZ1810-819x1024.jpg" loading="lazy" width="819" height="1024" src="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/02/2021_06_26_PRAZ1810-819x1024.jpg" alt="" class="wp-image-107836" srcset="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/02/2021_06_26_PRAZ1810-819x1024.jpg 819w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/02/2021_06_26_PRAZ1810-240x300.jpg 240w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/02/2021_06_26_PRAZ1810-768x960.jpg 768w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/02/2021_06_26_PRAZ1810-1229x1536.jpg 1229w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/02/2021_06_26_PRAZ1810-1638x2048.jpg 1638w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/02/2021_06_26_PRAZ1810-1000x1250.jpg 1000w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/02/2021_06_26_PRAZ1810-900x1125.jpg 900w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/02/2021_06_26_PRAZ1810-450x562.jpg 450w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/02/2021_06_26_PRAZ1810-350x437.jpg 350w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/02/2021_06_26_PRAZ1810-scaled.jpg 2048w" sizes="(max-width: 819px) 100vw, 819px" /></figure>



<p>Soufiane Ababri rifiuta l&#8217;accademismo classico del pittore e del suo studio ha deciso così di disegnare con matite colorate in uno spazio domestico; dal suo letto. La sua serie di opere grafiche intitolate Bedworks rappresentano scene ispirate a incontri immaginari o reali, che attingono alla sua stessa identità di arabo omosessuale e alla sua vasta conoscenza di film, musica, letteratura e storia. Questi disegni sono realizzati dal suo letto che diventa metafora del rifiuto dello studio come spazio di <a href="https://www.instagram.com/soufianeababri/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">lavoro</a>.</p>



<p>Soufiane ha riferimenti al canone della sottocultura gay occidentale e al mondo dell&#8217;arte e della letteratura, alle esperienze della sottocultura gay sia occidentali che a non, per far luce sullo sguardo sulle minoranze mettendo il luce gli squilibri nel mondo. I disegni di Soufiane hanno un immaginario colorato dove vengono messe in luce paura, erotismo e vulnerabilità, manifestando altre espressioni della mascolinità.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img data-attachment-id="107837" data-permalink="https://toh-magazine.com/2024/02/soufiane-ababri-lintimita-come-analisi-sociale/ds191120_005/" data-orig-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/02/DS191120_005-scaled.jpg" data-orig-size="2560,1931" data-comments-opened="0" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;19&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;Jens Ziehe\/Photographie&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;Hasselblad H6D-50c&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;1605798416&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;120&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;100&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;1.4&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;1&quot;}" data-image-title="DS191120_005" data-image-description="" data-medium-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/02/DS191120_005-300x226.jpg" data-large-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/02/DS191120_005-1024x772.jpg" loading="lazy" width="1024" height="772" src="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/02/DS191120_005-1024x772.jpg" alt="" class="wp-image-107837" srcset="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/02/DS191120_005-1024x772.jpg 1024w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/02/DS191120_005-300x226.jpg 300w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/02/DS191120_005-768x579.jpg 768w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/02/DS191120_005-1536x1158.jpg 1536w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/02/DS191120_005-2048x1545.jpg 2048w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/02/DS191120_005-1000x754.jpg 1000w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/02/DS191120_005-900x679.jpg 900w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/02/DS191120_005-450x339.jpg 450w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/02/DS191120_005-350x264.jpg 350w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p>I corpi maschili che Soufiane disegna sono colti in attimi intimi dove un serie di sentimenti differenti vengono comunicati da questi soggetti che posso essere di vergogna desiderio e tenerezza. Soufiane è un osservatore del mondo che lo circonda e gli interessa, manifestando nei suoi lavori quello che a volta&nbsp;è nascosto e qui rivelato con la sua percezione. All&#8217;interno di una discussione storica e contemporanea del mondo queer.</p>



<p>La narrazione visiva di Ababri è diaristica e intima, dalla privacy della sua camera da letto invece che dello studio, enfatizzando così l’aspetto domestico utilizzando uno strumento più diretto come i pastelli. Accanto alle figure spesso troviamo l’uso del testo come a manifestare un dialogo introspettivo.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img data-attachment-id="107838" data-permalink="https://toh-magazine.com/2024/02/soufiane-ababri-lintimita-come-analisi-sociale/ds291020_012/" data-orig-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/02/DS291020_012-scaled.jpg" data-orig-size="1961,2560" data-comments-opened="0" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;19&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;Jens Ziehe\/Photographie&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;Hasselblad H6D-50c&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;1603886166&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;120&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;100&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0.008&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;1&quot;}" data-image-title="DS291020_012" data-image-description="" data-medium-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/02/DS291020_012-230x300.jpg" data-large-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/02/DS291020_012-784x1024.jpg" loading="lazy" width="784" height="1024" src="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/02/DS291020_012-784x1024.jpg" alt="" class="wp-image-107838" srcset="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/02/DS291020_012-784x1024.jpg 784w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/02/DS291020_012-230x300.jpg 230w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/02/DS291020_012-768x1003.jpg 768w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/02/DS291020_012-1176x1536.jpg 1176w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/02/DS291020_012-1569x2048.jpg 1569w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/02/DS291020_012-1000x1306.jpg 1000w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/02/DS291020_012-900x1175.jpg 900w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/02/DS291020_012-450x588.jpg 450w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/02/DS291020_012-350x457.jpg 350w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/02/DS291020_012-scaled.jpg 1961w" sizes="(max-width: 784px) 100vw, 784px" /></figure>



<p><strong>Puoi dirmi da dove vieni e qual è il tuo primo ricordo di te stesso da bambino?</strong></p>



<p>Sono nato e cresciuto a Rabat, la capitale del Marocco, fino ai 17 anni, poi sono arrivato in Francia nel 2004 e vivo qui da 20 anni. Il mio primo ricordo d&#8217;infanzia è un momento in cui tutti coloro che vivevano nella nostra casa andavano al lavoro o a scuola e rimasi solo a casa con mia madre. Il fatto di appropriarsi di questo spazio, sempre pieno di persone, come volevo, credo che abbia avuto un grande impatto su di me. E questo era già un segno che nonni sarebbe piaciuta la scuola e il sistema educativo.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img data-attachment-id="107839" data-permalink="https://toh-magazine.com/2024/02/soufiane-ababri-lintimita-come-analisi-sociale/2021_06_26_praz1819/" data-orig-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/02/2021_06_26_PRAZ1819-scaled.jpg" data-orig-size="2560,2090" data-comments-opened="0" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;13&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;Canon EOS 5DS R&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;1624701937&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;47&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;200&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0.00625&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;1&quot;}" data-image-title="2021_06_26_PRAZ1819" data-image-description="" data-medium-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/02/2021_06_26_PRAZ1819-300x245.jpg" data-large-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/02/2021_06_26_PRAZ1819-1024x836.jpg" loading="lazy" width="1024" height="836" src="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/02/2021_06_26_PRAZ1819-1024x836.jpg" alt="" class="wp-image-107839" srcset="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/02/2021_06_26_PRAZ1819-1024x836.jpg 1024w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/02/2021_06_26_PRAZ1819-300x245.jpg 300w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/02/2021_06_26_PRAZ1819-768x627.jpg 768w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/02/2021_06_26_PRAZ1819-1536x1254.jpg 1536w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/02/2021_06_26_PRAZ1819-2048x1672.jpg 2048w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/02/2021_06_26_PRAZ1819-1000x816.jpg 1000w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/02/2021_06_26_PRAZ1819-900x735.jpg 900w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/02/2021_06_26_PRAZ1819-450x367.jpg 450w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/02/2021_06_26_PRAZ1819-350x286.jpg 350w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p><strong>Sei nato in Marocco, come pensi che la tua cultura abbia influenzato la tua arte?</strong></p>



<p>Attraverso la lingua araba prima di imparare il francese, fino a ora mi ha dato un modo di avere una doppia lettura su tutto. Quindi dal fatto che esiste un mascolinità esacerbata nelle strade del Marocco, gli uomini hanno atteggiamenti nell&#8217;occupare lo spazio pubblico che non ho visto altrove. </p>



<h4>Da qui è nato questo modo di giocare con questi codici e cercare di indebolirli e introdurre un punto di vista omosessuale. Ciò che manca finora nella cultura marocchina.</h4>



<figure class="wp-block-image size-large"><img data-attachment-id="107840" data-permalink="https://toh-magazine.com/2024/02/soufiane-ababri-lintimita-come-analisi-sociale/2021_06_26_praz1812/" data-orig-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/02/2021_06_26_PRAZ1812-scaled.jpg" data-orig-size="2480,2560" data-comments-opened="0" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;13&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;Canon EOS 5DS R&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;1624700541&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;70&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;200&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0.00625&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;1&quot;}" data-image-title="2021_06_26_PRAZ1812" data-image-description="" data-medium-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/02/2021_06_26_PRAZ1812-291x300.jpg" data-large-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/02/2021_06_26_PRAZ1812-992x1024.jpg" loading="lazy" width="992" height="1024" src="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/02/2021_06_26_PRAZ1812-992x1024.jpg" alt="" class="wp-image-107840" srcset="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/02/2021_06_26_PRAZ1812-992x1024.jpg 992w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/02/2021_06_26_PRAZ1812-291x300.jpg 291w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/02/2021_06_26_PRAZ1812-768x793.jpg 768w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/02/2021_06_26_PRAZ1812-1488x1536.jpg 1488w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/02/2021_06_26_PRAZ1812-1984x2048.jpg 1984w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/02/2021_06_26_PRAZ1812-1000x1032.jpg 1000w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/02/2021_06_26_PRAZ1812-900x929.jpg 900w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/02/2021_06_26_PRAZ1812-450x464.jpg 450w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/02/2021_06_26_PRAZ1812-350x361.jpg 350w" sizes="(max-width: 992px) 100vw, 992px" /></figure>



<p><strong>Lavori e vivi tra Tangeri e Parigi, come ti senti quando ritorni in una delle due città dopo essere stato nell&#8217;altra? Trovi qualche somiglianza tra loro oppure quali sono gli aspetti che trovi nell&#8217;uno ma non nell&#8217;altro?</strong></p>



<p>Questo avanti e indietro tra Parigi e Tangeri è molto importante per me. Mi permette di non dimenticare il motivo per cui faccio questo lavoro, di poter dare visibilità alla comunità gay araba, questo è il primo punto. Il secondo punto è il luogo in cui faccio molte ricerche e creo una raccolta di immagini che poi utilizzerò per disegnare.</p>



<figure class="wp-block-image size-full"><img data-attachment-id="107841" data-permalink="https://toh-magazine.com/2024/02/soufiane-ababri-lintimita-come-analisi-sociale/2021_06_26_praz1823/" data-orig-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/02/2021_06_26_PRAZ1823.jpg" data-orig-size="14258,6990" data-comments-opened="0" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;13&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;Canon EOS 5DS R&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;1624703164&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;42&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;200&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0.00625&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;1&quot;}" data-image-title="2021_06_26_PRAZ1823" data-image-description="" data-medium-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/02/2021_06_26_PRAZ1823.jpg" data-large-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/02/2021_06_26_PRAZ1823.jpg" loading="lazy" width="14258" height="6990" src="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/02/2021_06_26_PRAZ1823.jpg" alt="" class="wp-image-107841"/></figure>



<p><strong>I tuoi lavori spesso si concentrano sulla discriminazione nei confronti delle minoranze, puoi parlarmene?</strong></p>



<p>Questo è ciò che mi ha fatto interessare per la prima volta all’arte. Il posto delle minoranze razziali e sessuali arte. Il ruolo della violenza nella storia dell&#8217;arte e il modo in cui la generazione post coloniale vede la storia dell&#8217;arte e la storia del mondo.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img data-attachment-id="107842" data-permalink="https://toh-magazine.com/2024/02/soufiane-ababri-lintimita-come-analisi-sociale/2021_06_26_praz1826/" data-orig-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/02/2021_06_26_PRAZ1826-scaled.jpg" data-orig-size="2560,1706" data-comments-opened="0" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;13&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;Canon EOS 5DS R&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;1624704200&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;44&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;200&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0.00625&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;1&quot;}" data-image-title="2021_06_26_PRAZ1826" data-image-description="" data-medium-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/02/2021_06_26_PRAZ1826-300x200.jpg" data-large-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/02/2021_06_26_PRAZ1826-1024x683.jpg" loading="lazy" width="1024" height="683" src="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/02/2021_06_26_PRAZ1826-1024x683.jpg" alt="" class="wp-image-107842" srcset="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/02/2021_06_26_PRAZ1826-1024x683.jpg 1024w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/02/2021_06_26_PRAZ1826-300x200.jpg 300w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/02/2021_06_26_PRAZ1826-768x512.jpg 768w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/02/2021_06_26_PRAZ1826-1536x1024.jpg 1536w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/02/2021_06_26_PRAZ1826-2048x1365.jpg 2048w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/02/2021_06_26_PRAZ1826-1000x667.jpg 1000w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/02/2021_06_26_PRAZ1826-900x600.jpg 900w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/02/2021_06_26_PRAZ1826-450x300.jpg 450w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/02/2021_06_26_PRAZ1826-350x233.jpg 350w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p><strong>La sessualità è molto rappresentata nei tuoi lavori e questo ci piace davvero. Ci puoi dire</strong></p>



<p><strong>come è nata l&#8217;idea per la serie Bedworks?</strong></p>



<p>È un lavoro che si è concretizzato poco a poco. Ma prima bisogna notare che nei dipinti orientalisti c&#8217;erano posizioni che spesso ricorrevano nella rappresentazione di donne, uomini arabi e schiavi neri. Ho visto questa posizione sdraiata come un modo per dominare il soggetto. </p>



<h4>Quindi per mostrarlo come a persona passiva, lasciva, offerta al pittore affinché possa fare ciò che vuole con lei. </h4>



<p>Ho preso la posizione di questi modelli e ho cercato di dar loro voce. Poi tanti altri interrogativi si innestano nella posizione sdraiata e nel letto.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img data-attachment-id="107843" data-permalink="https://toh-magazine.com/2024/02/soufiane-ababri-lintimita-come-analisi-sociale/ds191120_006/" data-orig-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/02/DS191120_006-scaled.jpg" data-orig-size="2560,1943" data-comments-opened="0" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;19&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;Jens Ziehe\/Photographie&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;Hasselblad H6D-50c&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;1605798416&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;120&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;100&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;1.4&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;1&quot;}" data-image-title="DS191120_006" data-image-description="" data-medium-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/02/DS191120_006-300x228.jpg" data-large-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/02/DS191120_006-1024x777.jpg" loading="lazy" width="1024" height="777" src="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/02/DS191120_006-1024x777.jpg" alt="" class="wp-image-107843" srcset="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/02/DS191120_006-1024x777.jpg 1024w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/02/DS191120_006-300x228.jpg 300w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/02/DS191120_006-768x583.jpg 768w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/02/DS191120_006-1536x1166.jpg 1536w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/02/DS191120_006-2048x1554.jpg 2048w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/02/DS191120_006-1000x759.jpg 1000w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/02/DS191120_006-900x683.jpg 900w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/02/DS191120_006-450x342.jpg 450w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/02/DS191120_006-350x266.jpg 350w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p><strong>Apprezzo molto il tuo lavoro, i ragazzi che ritrai mi sembrano fragili, ma allo stesso tempo</strong> <strong>urlano e dimostrano la loro omosessualità, permettendo agli altri di fargli cambiare il modo di vedere le persone e se stessi. Perché anche oggi esiste un problema di moralità nel vedere i corpi degli uomini fare sesso e la nudità maschile. Tu che cosa ne pensi?</strong></p>



<p>Sì, ciò a cui inizialmente miravo era sconvolgere la mascolinità e il patriarcato. Smantellare in qualche modo i meccanismi di dominio. Rappresentare corpi maschili e muscolosi con fragilità. Ho l&#8217;impressione che questo sia ciò che cerchiamo di fare con gli spettacoli di Drague-King. Uomini in posizioni ondeggianti di “Contrapposto pose”, guance rosee (da questo è il momento in cui la commedia sociale della virilità perde i suoi mezzi), sembra languido, per me è un modo per mostrare altri tipi di mascolinità. Quindi l’eredità dell’attivismo gay e i mezzi si sovversione che conosciamo per farlo che sono: il sesso libero, le feste, l&#8217;esuberanza Camp&#8230; Ma anche la dimensione degli scrittori di letteratura e di sociologia.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img data-attachment-id="107844" data-permalink="https://toh-magazine.com/2024/02/soufiane-ababri-lintimita-come-analisi-sociale/img20220620_17433953/" data-orig-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/02/img20220620_17433953-scaled.jpg" data-orig-size="1920,2560" data-comments-opened="0" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;1&quot;}" data-image-title="img20220620_17433953" data-image-description="" data-medium-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/02/img20220620_17433953-225x300.jpg" data-large-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/02/img20220620_17433953-768x1024.jpg" loading="lazy" width="768" height="1024" src="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/02/img20220620_17433953-768x1024.jpg" alt="" class="wp-image-107844" srcset="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/02/img20220620_17433953-768x1024.jpg 768w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/02/img20220620_17433953-225x300.jpg 225w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/02/img20220620_17433953-1152x1536.jpg 1152w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/02/img20220620_17433953-1536x2048.jpg 1536w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/02/img20220620_17433953-1000x1333.jpg 1000w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/02/img20220620_17433953-900x1200.jpg 900w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/02/img20220620_17433953-450x600.jpg 450w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/02/img20220620_17433953-350x467.jpg 350w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/02/img20220620_17433953-scaled.jpg 1920w" sizes="(max-width: 768px) 100vw, 768px" /></figure>



<p><strong>Nei tuoi disegni racconti storie di scene di vita reale o sono immaginarie?</strong></p>



<p>In effetti sono disegni ed è un dettaglio importante visto che mi rifiuto di dipingere e che ho scelto il disegno come dimensione politica e di resistenza di fronte a una tipologia di accademismo. Tornando alla tua domanda, tutto nasce da eventi reali che comprende scene vissute, libri letti, film visti, storie ascoltate. È un sorta di biografia di un gruppo sociale.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img data-attachment-id="107845" data-permalink="https://toh-magazine.com/2024/02/soufiane-ababri-lintimita-come-analisi-sociale/sa20d2_full_framed/" data-orig-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/02/SA20D2_full_framed-scaled.jpg" data-orig-size="2560,1942" data-comments-opened="0" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;9&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;NIKON D810&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;1558091567&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;28&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;200&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0.066666666666667&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}" data-image-title="SA20D2_full_framed" data-image-description="" data-medium-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/02/SA20D2_full_framed-300x228.jpg" data-large-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/02/SA20D2_full_framed-1024x777.jpg" loading="lazy" width="1024" height="777" src="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/02/SA20D2_full_framed-1024x777.jpg" alt="" class="wp-image-107845" srcset="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/02/SA20D2_full_framed-1024x777.jpg 1024w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/02/SA20D2_full_framed-300x228.jpg 300w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/02/SA20D2_full_framed-768x583.jpg 768w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/02/SA20D2_full_framed-1536x1165.jpg 1536w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/02/SA20D2_full_framed-2048x1553.jpg 2048w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/02/SA20D2_full_framed-1000x759.jpg 1000w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/02/SA20D2_full_framed-900x683.jpg 900w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/02/SA20D2_full_framed-450x341.jpg 450w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/02/SA20D2_full_framed-350x265.jpg 350w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p><strong>Che tipo di uomo preferisci?</strong></p>



<p>Nessun tipo specifico</p>



<p><strong>Come ti senti a vivere come artista?</strong></p>



<p>Questo è l’esatto contrario di ciò che pensa il mondo esterno. È un ambiente molto difficile. È un peso sociale ed è un peccato non riuscire a smuovere le cose. Poi c&#8217;è una dimensione molto entusiasmante nel portare avanti i progetti, mi piace molto il periodo della ricerca sui testi, la lettura che porta ai disegni.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img data-attachment-id="107846" data-permalink="https://toh-magazine.com/2024/02/soufiane-ababri-lintimita-come-analisi-sociale/scan_test0001/" data-orig-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/02/scan_test0001-scaled.jpg" data-orig-size="1938,2560" data-comments-opened="0" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;1&quot;}" data-image-title="scan_test0001" data-image-description="" data-medium-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/02/scan_test0001-227x300.jpg" data-large-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/02/scan_test0001-775x1024.jpg" loading="lazy" width="775" height="1024" src="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/02/scan_test0001-775x1024.jpg" alt="" class="wp-image-107846" srcset="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/02/scan_test0001-775x1024.jpg 775w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/02/scan_test0001-227x300.jpg 227w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/02/scan_test0001-768x1014.jpg 768w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/02/scan_test0001-1163x1536.jpg 1163w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/02/scan_test0001-1551x2048.jpg 1551w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/02/scan_test0001-1000x1321.jpg 1000w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/02/scan_test0001-900x1189.jpg 900w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/02/scan_test0001-450x594.jpg 450w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/02/scan_test0001-350x462.jpg 350w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/02/scan_test0001-scaled.jpg 1938w" sizes="(max-width: 775px) 100vw, 775px" /></figure>



<p><strong>Credo che il compito di ogni artista come il tuo sia lasciare tracce e segnali per provare</strong> <strong>per far accettare alle persone un certo tipo di mondo. È grazie ad artisti come te che</strong> <strong>con il tuo lavoro stai cercando di innescare un cambiamento a favore della comunità LGBTQ+ in un mondo che sta diventando sempre più di estrema destra. Cosa ne pensi?</strong></p>



<p>Spero davvero che vada in quella direzione. Penso di fare quello che faccio principalmente per questo motivo e ho preso molte decisioni importanti nella mia vita intima e familiare a muoversi in questa direzione. Considerato il crescente populismo in Francia e in Europa e nel silenzio del mondo della cultura il sentimento di solitudine è molto forte qui.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img data-attachment-id="107847" data-permalink="https://toh-magazine.com/2024/02/soufiane-ababri-lintimita-come-analisi-sociale/ds291020_001/" data-orig-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/02/DS291020_001-scaled.jpg" data-orig-size="1998,2560" data-comments-opened="0" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;19&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;Jens Ziehe\/Photographie&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;Hasselblad H6D-50c&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;1603886209&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;120&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;100&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0.008&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;1&quot;}" data-image-title="DS291020_001" data-image-description="" data-medium-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/02/DS291020_001-234x300.jpg" data-large-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/02/DS291020_001-799x1024.jpg" loading="lazy" width="799" height="1024" src="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/02/DS291020_001-799x1024.jpg" alt="" class="wp-image-107847" srcset="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/02/DS291020_001-799x1024.jpg 799w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/02/DS291020_001-234x300.jpg 234w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/02/DS291020_001-768x984.jpg 768w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/02/DS291020_001-1199x1536.jpg 1199w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/02/DS291020_001-1598x2048.jpg 1598w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/02/DS291020_001-1000x1281.jpg 1000w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/02/DS291020_001-900x1153.jpg 900w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/02/DS291020_001-450x577.jpg 450w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/02/DS291020_001-350x448.jpg 350w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/02/DS291020_001-scaled.jpg 1998w" sizes="(max-width: 799px) 100vw, 799px" /></figure>



<p><strong>Chi sono gli artisti o personaggi che ti hanno spinto a intraprendere questa attività artistica?</strong></p>



<p>Ce ne sono molti, ma non proprio che hanno pratiche artistiche vicine alla mia. Guy de Cointet, General Idea, Roni horn, Felix Gonzalez Torres, Mark Morrisroe&#8230; Ma è stata soprattutto la letteratura a portarmi al disegno. </p>



<h4>Credo di disegnare visto che non so scrivere libri.</h4>



<figure class="wp-block-image size-large"><img data-attachment-id="107848" data-permalink="https://toh-magazine.com/2024/02/soufiane-ababri-lintimita-come-analisi-sociale/dsc_0060/" data-orig-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/02/DSC_0060-scaled.jpg" data-orig-size="2476,2560" data-comments-opened="0" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;5&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;NIKON D5100&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;1486056182&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;34&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;3200&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0.033333333333333&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;1&quot;}" data-image-title="DSC_0060" data-image-description="" data-medium-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/02/DSC_0060-290x300.jpg" data-large-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/02/DSC_0060-990x1024.jpg" loading="lazy" width="990" height="1024" src="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/02/DSC_0060-990x1024.jpg" alt="" class="wp-image-107848" srcset="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/02/DSC_0060-990x1024.jpg 990w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/02/DSC_0060-290x300.jpg 290w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/02/DSC_0060-768x794.jpg 768w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/02/DSC_0060-1486x1536.jpg 1486w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/02/DSC_0060-1981x2048.jpg 1981w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/02/DSC_0060-1000x1034.jpg 1000w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/02/DSC_0060-900x931.jpg 900w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/02/DSC_0060-450x465.jpg 450w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/02/DSC_0060-350x362.jpg 350w" sizes="(max-width: 990px) 100vw, 990px" /></figure>



<p><strong>Cosa speri che le persone apprendano dal tuo lavoro?</strong></p>



<p>Niente di particolare, spero di avere un lavoro che sia aperto e che spontaneo dà interpretazioni a persone di origini e classi sociali diverse.</p>



<p><strong>Hai esposto in varie città del mondo, hai mai esposto in Italia?</strong></p>



<p>No, non ancora …</p>



<p>Le prossime mostre di Soufiane Ababri</p>



<p><a href="https://thepill.co/artists/soufiane-ababri/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">The Pill Gallery / Istanbul</a><br><a href="https://www.barbican.org.uk/whats-on/2024/event/soufiane-ababri" target="_blank" rel="noreferrer noopener">The Barbican Center / London</a><br><a href="https://www.praz-delavallade.com/artist/soufiane-ababri" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Praz Delavallade Gallery Paris &#8211; Los Angeles</a><br><a href="http://dittrich-schlechtriem.com/artists/soufiane-ababri/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Dittrich &amp; Schlechtriem Gallery / Berlin</a></p>



<p></p>
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		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">107835</post-id>	</item>
		<item>
		<title>Zain Curtis, quando l&#8217;arte è un atto sovversivo di denuncia.</title>
		<link>https://toh-magazine.com/2023/09/zain-curtis-quando-larte-e-un-atto-sovversivo-di-denuncia/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=zain-curtis-quando-larte-e-un-atto-sovversivo-di-denuncia</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alex Vaccani]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 17 Sep 2023 08:33:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Culture]]></category>
		<category><![CDATA[crisco]]></category>
		<category><![CDATA[crossdresser]]></category>
		<category><![CDATA[gay art]]></category>
		<category><![CDATA[gay artist]]></category>
		<category><![CDATA[interview]]></category>
		<category><![CDATA[lgbtq]]></category>
		<category><![CDATA[rush]]></category>
		<category><![CDATA[toh magazine]]></category>
		<category><![CDATA[zain curtis]]></category>
		<category><![CDATA[zain curtis interview]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://toh-magazine.com/?p=107225</guid>

					<description><![CDATA[<p>Zain Curtis è un artista fotografo che crea pop art, dove i simboli della cultura gay classica, quelli a cui noi siamo sempre legati, trovano una nuova connotazione e interpretazione attraverso gli occhi di Zain. </p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<h4>Quello che Zain Curtis fa, ci piace e anche molto, perché la sua arte rappresenta quella visione del mondo LGBTQI+ che più amiamo. È quella fatta dagli outsider, dagli strani e dalle persone che a gli occhi di molti sono scomodi. Quello che maggiormente colpisce di Zain è la sua non omologazione e il suo non interesse a come siamo visti.</h4>



<p>Zain Curtis è un artista e fotografo che crea pop art, dove i simboli della cultura gay classica, quelli a cui noi siamo sempre legati, trovano una nuova connotazione e interpretazione attraverso gli occhi di Zain. </p>



<p>Tra i progetti che Zain Curtis ha fatto, fa e che sicuramente hanno lasciato e lasciano il segno nella società, troviamo la sua linea di magliette Gay Blood Collection con la piattaforma Mother of Goods, contro la discriminazione della comunità LGBTQI+, che negli Stati Uniti vede ancora vietata la possibilità di donare sangue. Oppure la fanzine <a href="https://www.instagram.com/sensitivecontentmag/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Sensitive Content</a>, che anche qui è per Zain una denuncia contro <a href="https://www.instagram.com/happydevilboy/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Instagram</a>, che è un luogo difficile per gli artisti queer per esporre i propri lavori, a causa di una censura incombente che limita la libertà di espressione. Per questa ragione è nata questa <a href="https://www.sensitivecontentmag.com" target="_blank" rel="noreferrer noopener">rivista</a> cartacea dedicata ai post di creatori queer che come Zain sono stati rimossi da Instagram. Il secondo volume è un ottima rappresentazione della sessualità queer contemporanea.</p>



<p>Credo che nel mondo dell’arte queer e non solo, ci sia sempre più bisogno di artisti come Zain Curtis, che è una boccata di aria fresca, che rappresenta un’apertura verso quella società, che ci sta sempre più portando a un’omologazione del mondo queer e che ci sta facendo diventare lo specchio di quel mondo da cui siamo sempre fuggiti.</p>



<p>Zain fortunatamente con tutto quello che crea ci ricorda che invece il bello e l’autentico sta proprio nella diversità anche nello stesso modo LGBTQI+ e al non doversi per forza etichettare.&nbsp;</p>



<figure class="wp-block-image size-large is-resized"><img data-attachment-id="107226" data-permalink="https://toh-magazine.com/2023/09/zain-curtis-quando-larte-e-un-atto-sovversivo-di-denuncia/clown/" data-orig-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2023/09/clown.png" data-orig-size="2550,3391" data-comments-opened="0" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}" data-image-title="clown" data-image-description="" data-medium-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2023/09/clown-226x300.png" data-large-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2023/09/clown-770x1024.png" loading="lazy" src="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2023/09/clown-770x1024.png" alt="" class="wp-image-107226" width="840" height="1117" srcset="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2023/09/clown-770x1024.png 770w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2023/09/clown-226x300.png 226w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2023/09/clown-768x1021.png 768w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2023/09/clown-1155x1536.png 1155w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2023/09/clown-1540x2048.png 1540w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2023/09/clown-1000x1330.png 1000w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2023/09/clown-900x1197.png 900w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2023/09/clown-450x598.png 450w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2023/09/clown-350x465.png 350w" sizes="(max-width: 840px) 100vw, 840px" /></figure>



<p><strong>Come ti senti a essere un artista?</strong></p>



<p>Mi sto ancora liberando dall&#8217;ansia costante di capire cosa fare dopo. Dipendo solo da me stesso, il che può essere terrificante, perché ci sono stati così tanti alti e bassi. È tutto direttamente correlato a ciò che sto facendo attivamente, quindi non posso mai fermarmi e prendermi una pausa. Dopo tutto ciò, sono davvero grato di poter esistere come me stesso e fare esattamente quello che voglio fare. Non avere alcun sostegno finanziario è motivante per andare avanti perché il mio unico sostegno proviene dalle persone che sono interessate a quello che faccio e lo collezionano.</p>



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<p><strong>Qual è il ruolo che ha un artista nella nostra società?</strong></p>



<p>Documentare le strutture sociali della vita di un artista. Per deriderlo, criticarlo attraverso il nostro punto di vista. Secondo me, commentare in modo mirato qualcosa che sembra senza scopo è la migliore arte. Il migliore, ma non l’unico. </p>



<h4>L’arte può essere altrettanto priva di significato e tuttavia valida. Qualcosa che sconvolge il modo di pensare di qualcuno o che impiega un secondo per consumarlo.&nbsp;</h4>



<p>Mi interessa la pop art perché è una forma di espressione semplice che può raggiungere molte persone. Di solito, gli argomenti che la circondano sono oscuri, ma facilmente digeribili. Reputo che le persone pensino che debbano essere torturate per diventare dei bravi artisti, ma questa visione è stancante per me. L’arte può essere divertente, brutta e priva di significato.</p>



<p>È tutto sotto il controllo della persona che crea, il che è una protesta ancora più grande nel modo in cui la società moderna è impostata per lavorare per altre persone e spogliare da qualsiasi personalità, dal modo in cui paghi le bollette e sottostare a questo modo di essere, come un personaggio dei Sims. </p>



<p>Mi sveglio senza sapere come riuscirò a guadagnare l&#8217;affitto entro la fine del mese, ma getto un po&#8217; di sangue o faccio dei buchi su una maglietta e lo faccio accadere. Essere un artista è illimitato, quindi non ci sarà mai un obiettivo finale o la sensazione di aver finalmente finito con qualcosa. È solo una continuazione dell’essere, della riflessione e del tentativo di superare qualunque cosa facessi prima.</p>



<figure class="wp-block-image size-large is-resized"><img data-attachment-id="107233" data-permalink="https://toh-magazine.com/2023/09/zain-curtis-quando-larte-e-un-atto-sovversivo-di-denuncia/toh3/" data-orig-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2023/09/TOH3-scaled.jpg" data-orig-size="2048,2560" data-comments-opened="0" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;1684800673&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;1&quot;}" data-image-title="TOH3" data-image-description="" data-medium-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2023/09/TOH3-240x300.jpg" data-large-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2023/09/TOH3-819x1024.jpg" loading="lazy" src="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2023/09/TOH3-819x1024.jpg" alt="" class="wp-image-107233" width="841" height="1052" srcset="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2023/09/TOH3-819x1024.jpg 819w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2023/09/TOH3-240x300.jpg 240w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2023/09/TOH3-768x960.jpg 768w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2023/09/TOH3-1229x1536.jpg 1229w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2023/09/TOH3-1638x2048.jpg 1638w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2023/09/TOH3-1000x1250.jpg 1000w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2023/09/TOH3-900x1125.jpg 900w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2023/09/TOH3-450x563.jpg 450w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2023/09/TOH3-350x438.jpg 350w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2023/09/TOH3-scaled.jpg 2048w" sizes="(max-width: 841px) 100vw, 841px" /></figure>



<p><strong>Ho sempre pensato che l’arte sia un modo per aprire la mente delle persone. Cosa ne pensi?</strong></p>



<p>L’arte mantiene uno standard nel modo di pensare della società. La nudità delle statue e nei dipinti crea un&#8217;apertura sul corpo umano e sulle bellezze della sua esistenza, anziché solo dal punto di vista sessuale. </p>



<h4>Le arti aprono le porte a dialoghi su argomenti più delicati che non sperimentiamo o non vediamo quotidianamente. Può fare qualsiasi cosa e, senza essere verbale, lascia che sia il pubblico a decidere cosa trarne come insegnamento. L’arte ha lo stesso potere dei predicatori, dei politici, dei podcaster o di qualunque cosa raggiunga le persone che formano le loro opinioni e il modo in cui dovrebbero vedere il mondo. </h4>



<p>La mia arte è specifica per gli uomini gay perché voglio giocare con l&#8217;idea di cosa pensiamo sia un uomo gay moderno e fondamentalmente come si è formato in passato, perché è crollato e quale potrebbe essere il suo futuro.&nbsp;</p>



<p>L’espressione di genere è scomparsa per sempre? Non la penso così, penso che ci stiamo appena rendendo conto che esibirsi è una scelta, e penso che il superamento delle norme di genere sia una specie di arte in un certo senso.</p>



<figure class="wp-block-image size-large is-resized"><img data-attachment-id="107230" data-permalink="https://toh-magazine.com/2023/09/zain-curtis-quando-larte-e-un-atto-sovversivo-di-denuncia/img_8490/" data-orig-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2023/09/IMG_8490-scaled.jpg" data-orig-size="1707,2560" data-comments-opened="0" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;3.5&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;Canon EOS DIGITAL REBEL XTi&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;1644121130&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;18&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;100&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0.001&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;1&quot;}" data-image-title="IMG_8490" data-image-description="" data-medium-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2023/09/IMG_8490-200x300.jpg" data-large-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2023/09/IMG_8490-683x1024.jpg" loading="lazy" src="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2023/09/IMG_8490-683x1024.jpg" alt="" class="wp-image-107230" width="840" height="1259" srcset="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2023/09/IMG_8490-683x1024.jpg 683w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2023/09/IMG_8490-200x300.jpg 200w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2023/09/IMG_8490-768x1152.jpg 768w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2023/09/IMG_8490-1024x1536.jpg 1024w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2023/09/IMG_8490-1365x2048.jpg 1365w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2023/09/IMG_8490-1000x1500.jpg 1000w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2023/09/IMG_8490-900x1350.jpg 900w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2023/09/IMG_8490-450x675.jpg 450w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2023/09/IMG_8490-350x525.jpg 350w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2023/09/IMG_8490-scaled.jpg 1707w" sizes="(max-width: 840px) 100vw, 840px" /></figure>



<p><strong>Cosa pensi della comunità LGBTQI+ oggi e di come siamo ancora visti nel mondo?</strong></p>



<p>Non vedo una comunità, penso che sia così sfaccettata e diffusa. Quando pensi alla comunità, è solo un tipo di gruppo che onestamente giudica e controlla un&#8217;idea di pensiero. Non c’è spazio per i veri outsider che potrebbero avere un modo diverso o idee diverse su come affrontare l’evoluzione delle persone queer e trans. È guidato dalle aziende e cerca di essere progettato per noi invece di creare le nostre regole come è sempre stato.&nbsp;</p>



<figure class="wp-block-image size-large is-resized"><img data-attachment-id="107231" data-permalink="https://toh-magazine.com/2023/09/zain-curtis-quando-larte-e-un-atto-sovversivo-di-denuncia/magazine-2/" data-orig-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2023/09/MAGAZINE-scaled.jpg" data-orig-size="2235,2560" data-comments-opened="0" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;1.78&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;iPhone 14 Pro&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;1673825298&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;6.86&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;160&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0.0083333333333333&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;1&quot;}" data-image-title="MAGAZINE" data-image-description="" data-medium-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2023/09/MAGAZINE-262x300.jpg" data-large-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2023/09/MAGAZINE-894x1024.jpg" loading="lazy" src="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2023/09/MAGAZINE-894x1024.jpg" alt="" class="wp-image-107231" width="840" height="962" srcset="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2023/09/MAGAZINE-894x1024.jpg 894w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2023/09/MAGAZINE-262x300.jpg 262w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2023/09/MAGAZINE-768x879.jpg 768w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2023/09/MAGAZINE-1341x1536.jpg 1341w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2023/09/MAGAZINE-1788x2048.jpg 1788w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2023/09/MAGAZINE-1000x1145.jpg 1000w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2023/09/MAGAZINE-900x1031.jpg 900w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2023/09/MAGAZINE-450x515.jpg 450w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2023/09/MAGAZINE-350x401.jpg 350w" sizes="(max-width: 840px) 100vw, 840px" /></figure>



<p><strong>C&#8217;è ancora spazio per i veri degenerati?&nbsp;</strong></p>



<p>È come se ci fossimo annacquati per essere accettati.  Altrimenti gli eterosessuali avrebbero ancora problemi con noi a crescere una famiglia o trascinarci in giro i bambini, quindi, onestamente, fanculo. </p>



<h4>Inseguiamo le cose più normali come il matrimonio quando la cerimonia riguarda solo la religione e il governo, che sono le due cose che non si sono mai preoccupate di noi. Mi piacerebbe che come gruppo diventassimo più radicali e nel complesso, ci capissimo di più. Voglio evidenziare maggiormente gli outsider queer, i criminali, gli strani e chiunque la cui personalità non sia una bandiera. </h4>



<p>Nella nostra evoluzione sembra che stiamo diventando simili a una setta e abbiamo quasi gli stessi giudizi basati sulla religione da cui siamo scappati. Non m’interessa davvero come veniamo visti, penso che sia diventato questo il problema.</p>



<figure class="wp-block-image size-large is-resized"><img data-attachment-id="107232" data-permalink="https://toh-magazine.com/2023/09/zain-curtis-quando-larte-e-un-atto-sovversivo-di-denuncia/toh2/" data-orig-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2023/09/TOH2-scaled.jpg" data-orig-size="2014,2560" data-comments-opened="0" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}" data-image-title="TOH2" data-image-description="" data-medium-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2023/09/TOH2-236x300.jpg" data-large-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2023/09/TOH2-806x1024.jpg" loading="lazy" src="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2023/09/TOH2-806x1024.jpg" alt="" class="wp-image-107232" width="839" height="1066" srcset="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2023/09/TOH2-806x1024.jpg 806w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2023/09/TOH2-236x300.jpg 236w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2023/09/TOH2-768x976.jpg 768w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2023/09/TOH2-1209x1536.jpg 1209w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2023/09/TOH2-1611x2048.jpg 1611w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2023/09/TOH2-1000x1271.jpg 1000w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2023/09/TOH2-900x1144.jpg 900w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2023/09/TOH2-450x572.jpg 450w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2023/09/TOH2-350x445.jpg 350w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2023/09/TOH2-scaled.jpg 2014w" sizes="(max-width: 839px) 100vw, 839px" /></figure>



<p><strong>Qui in Italia, con questo nuovo governo, stiamo tornando indietro. Com’è negli Stati Uniti?</strong></p>



<p>Oh Dio, questo è un eufemismo. C’è un movimento conservatore più grande in atto. Non so se si tratti di gruppi maggioritari o di gruppi più piccoli, ma potenti che raggiungono posizioni più elevate.È spaventoso. Il pensiero puritano si sta normalizzando sempre più in tutte le culture e tra i più giovani. </p>



<p>Sono così affascinato dagli anni ’70 perché era un periodo in cui tutti raggiungevano la liberazione e la libertà di espressione per il tipo di persone che non avevano ancora avuto modo di sperimentarla. È durato per generazioni e penso che negli ultimi 5 anni circa, abbia iniziato a ridursi a come era la vita prima. </p>



<h4>A volte penso che ci sentiamo troppo a nostro agio e dimentichiamo che vivere sarà sempre una lotta e metterà a disagio gli altri. Penso che ci sia stato un piano più grande per rendere le cose più conservatrici. Per la prima volta dopo molto tempo, i giovani hanno un pensiero prevalentemente conservatore. È piuttosto folle.</h4>



<figure class="wp-block-image size-large is-resized"><img data-attachment-id="107234" data-permalink="https://toh-magazine.com/2023/09/zain-curtis-quando-larte-e-un-atto-sovversivo-di-denuncia/print-2/" data-orig-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2023/09/PRINT-2-scaled.jpg" data-orig-size="1920,2560" data-comments-opened="0" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;1.8&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;iPhone XR&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;1597449103&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;4.25&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;200&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0.016666666666667&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;1&quot;}" data-image-title="PRINT-2" data-image-description="" data-medium-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2023/09/PRINT-2-225x300.jpg" data-large-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2023/09/PRINT-2-768x1024.jpg" loading="lazy" src="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2023/09/PRINT-2-768x1024.jpg" alt="" class="wp-image-107234" width="839" height="1119" srcset="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2023/09/PRINT-2-768x1024.jpg 768w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2023/09/PRINT-2-225x300.jpg 225w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2023/09/PRINT-2-1152x1536.jpg 1152w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2023/09/PRINT-2-1536x2048.jpg 1536w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2023/09/PRINT-2-1000x1333.jpg 1000w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2023/09/PRINT-2-900x1200.jpg 900w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2023/09/PRINT-2-450x600.jpg 450w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2023/09/PRINT-2-350x467.jpg 350w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2023/09/PRINT-2-scaled.jpg 1920w" sizes="(max-width: 839px) 100vw, 839px" /></figure>



<p><strong>Hai creato arte con il sangue gay, con la Gay B</strong>l<strong>ood Collection. Me ne parleresti?</strong></p>



<p>Ho realizzato una serie di t-shirt di un modello precedente che avevo realizzato con l&#8217;inchiostro serigrafico di Stuart Semple in collaborazione con Mother Goods. Ho pensato che fosse un progetto geniale e semplicemente scioccante che aveva un buon messaggio dietro. L&#8217;inchiostro conteneva sangue donato dai dipendenti gay di Mother, che ho usato per serigrafare ogni maglietta.</p>



<p>Il messaggio era che la FDA ha vietato l’uso del sangue di uomini gay a partire dalla crisi dell’AIDS, e non c’è mai stata una revisione della regola dal 1983.</p>



<p><strong>È esattamente il mio marchio e quello che voglio che sia. Ho pensato che fosse semplicemente un&#8217;idea divertente usare qualcosa che penso sia così naturale, così umano, da risultare controverso.</strong> </p>



<p>Solo negli ultimi due mesi la FDA ha effettivamente invertito alcune delle sue regole su dove gli uomini gay possono donare, ma ci sono ancora alcune strane linee guida da seguire. Mi chiedo se la raccolta abbia qualcosa a che fare con questo e riporti questo argomento nell&#8217;interesse del pubblico per apportare il cambiamento. È stato un tempismo interessante.</p>



<figure class="wp-block-image size-large is-resized"><img data-attachment-id="107235" data-permalink="https://toh-magazine.com/2023/09/zain-curtis-quando-larte-e-un-atto-sovversivo-di-denuncia/shirt/" data-orig-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2023/09/SHIRT-scaled.jpg" data-orig-size="1707,2560" data-comments-opened="0" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;4.5&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;Canon EOS DIGITAL REBEL XTi&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;1648251240&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;22&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;400&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0.016666666666667&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;1&quot;}" data-image-title="SHIRT" data-image-description="" data-medium-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2023/09/SHIRT-200x300.jpg" data-large-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2023/09/SHIRT-683x1024.jpg" loading="lazy" src="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2023/09/SHIRT-683x1024.jpg" alt="" class="wp-image-107235" width="839" height="1258" srcset="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2023/09/SHIRT-683x1024.jpg 683w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2023/09/SHIRT-200x300.jpg 200w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2023/09/SHIRT-768x1152.jpg 768w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2023/09/SHIRT-1024x1536.jpg 1024w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2023/09/SHIRT-1365x2048.jpg 1365w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2023/09/SHIRT-1000x1500.jpg 1000w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2023/09/SHIRT-900x1350.jpg 900w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2023/09/SHIRT-450x675.jpg 450w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2023/09/SHIRT-350x525.jpg 350w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2023/09/SHIRT-scaled.jpg 1707w" sizes="(max-width: 839px) 100vw, 839px" /></figure>



<p><strong>Nella tua arte vedo molti simboli iconici come il sospensorio sporco, il Crisco, il Rush e molti altri. Fanno tutti parte della cultura gay, puoi dirmi perché la decisione di utilizzare questi simboli?</strong></p>



<p>Semplicemente perché sono diventati simboli. Mi piace usare un&#8217;iconografia che raggiunga una certa persona che vive in quella cultura. Che apprezza e vede quello che sto facendo. </p>



<p><strong>Significa toccare l&#8217;idea della pop art e collocare queste cose fondamentali nel mio mondo e ricrearle ancora e ancora in modi, colori e significati diversi, affinché diventino qualcos&#8217;altro. </strong></p>



<p>Possono vivere da soli e creare un concetto diverso rispetto all&#8217;uso previsto. Li uso principalmente perché sono o erano oscuri. Hanno un fascino sessuale o più oscuro. Posizionarli sul muro di qualcuno affinché gli ospiti possano vederli e ammirarli è semplicemente un modo per far apprezzare qualcosa che faccia maggiormente parte della cultura del sesso gay.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img data-attachment-id="107236" data-permalink="https://toh-magazine.com/2023/09/zain-curtis-quando-larte-e-un-atto-sovversivo-di-denuncia/crisco3/" data-orig-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2023/09/crisco3.png" data-orig-size="1500,1712" data-comments-opened="0" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}" data-image-title="crisco3" data-image-description="" data-medium-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2023/09/crisco3-263x300.png" data-large-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2023/09/crisco3-897x1024.png" loading="lazy" width="897" height="1024" src="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2023/09/crisco3-897x1024.png" alt="" class="wp-image-107236" srcset="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2023/09/crisco3-897x1024.png 897w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2023/09/crisco3-263x300.png 263w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2023/09/crisco3-768x877.png 768w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2023/09/crisco3-1346x1536.png 1346w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2023/09/crisco3-1000x1141.png 1000w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2023/09/crisco3-900x1027.png 900w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2023/09/crisco3-450x514.png 450w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2023/09/crisco3-350x399.png 350w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2023/09/crisco3.png 1500w" sizes="(max-width: 897px) 100vw, 897px" /></figure>



<p><strong>Utilizzi molti strumenti diversi per creare, quale ti piace di più e perché?</strong></p>



<p>Mi annoio molto facilmente, quindi spesso salto da diversi progetti. Odio sentirmi un robot monotono e creare ripetutamente con lo stesso strumento. </p>



<p><strong>Penso che dipingere mi metta di buon umore e posso concentrarmi, distogliere la mente da tutto il resto e semplicemente divertirmi. Mi fa sentire come un bambino e c&#8217;è semplicità. </strong></p>



<p>Realizzare tappeti è onestamente la cosa più difficile ma gratificante. Mi lascia dei lividi e mescolare tutti i prodotti chimici per incollare la parte posteriore mi fa venire il mal di testa. Le persone reagiscono di più ai miei tappeti, anche se onestamente dipingere è per me, e realizzare tessuti è per tutti gli altri. </p>



<p>Mi piace però mettermi alla prova e utilizzare tutti gli strumenti a mia disposizione perché non so mai a cosa mi affeziono o cosa si potrebbe realizzare. Penso che usare tutti i tipi di mezzi sia fantastico pur mantenendo un significato solido in tutto ciò che faccio. Puoi semplicemente capire quando la stessa persona ha creato quel pezzo, indipendentemente dal tipo di materiale. Questo per me è vuol dire essere un buon <a href="https://www.happydevilboy.com" target="_blank" rel="noreferrer noopener">artista</a>.</p>
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		<title>BECAUSE mette in mostra la risposta artistica all&#8217;oppressione sociale.</title>
		<link>https://toh-magazine.com/2023/03/because-mette-in-mostra-la-risposta-artistica-alloppressione-sociale/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=because-mette-in-mostra-la-risposta-artistica-alloppressione-sociale</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alex Vaccani]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 15 Mar 2023 11:43:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Art]]></category>
		<category><![CDATA[Because]]></category>
		<category><![CDATA[Dorothy Circus Gallery]]></category>
		<category><![CDATA[gay art]]></category>
		<category><![CDATA[gay artist]]></category>
		<category><![CDATA[Giulio Secondo]]></category>
		<category><![CDATA[roma]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>ECAUSE, in italiano "Perché Sì” è l’esibizione organizzata dalla DCG per presentare un inedito gruppo di Artisti con un linguaggio tra i più innovativi e indipendenti, che colma l’assenza di una specifica iconografia dell’ipermoderna ribellione e della sua rappresentazione libera nell’arte.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<h4>BECAUSE, in italiano &#8220;Perché Sì” è l’esibizione organizzata dalla Dorothy Circus Gallery di Roma per presentare un inedito gruppo di Artisti con un linguaggio tra i più innovativi e indipendenti. </h4>



<p>BECAUSE colmando così l’assenza di una specifica iconografia dell’ipermoderna ribellione e della <strong>su</strong>a rappresentazione libera nell’arte.</p>



<p>Con la mostra BECAUSE, la<a href="https://www.dorothycircusgallery.com/it/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"> DCG</a> cambia rotta rispetto alla sua tradizionale linea curatoriale, portando in scena una mostra collettiva che ha come obiettivo quello di lanciare un grido sotto forma d’arte per rispondere all’assurdità del mondo in cui viviamo.</p>



<h3>Uniti in un corpo di opere all&#8217;avanguardia gli artisti di BECAUSE compongono un inedito scenario di giovani e talentuosi messaggeri dell’arte visiva che promuove il cambiamento.</h3>



<p>Gli artisti sono stati scelti per la loro ricerca innovativa e audace, che riflette l’obiettivo della galleria di supportare le nuove “voci” nella scena artistica contemporanea e di sensibilizzare sui temi sociali.</p>



<figure class="wp-block-image size-large is-resized"><img data-attachment-id="106271" data-permalink="https://toh-magazine.com/2023/03/because-mette-in-mostra-la-risposta-artistica-alloppressione-sociale/final-locandina/" data-orig-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2023/03/FINAL-LOCANDINA.png" data-orig-size="1748,2485" data-comments-opened="0" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}" data-image-title="FINAL-LOCANDINA" data-image-description="" data-medium-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2023/03/FINAL-LOCANDINA-211x300.png" data-large-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2023/03/FINAL-LOCANDINA-720x1024.png" loading="lazy" src="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2023/03/FINAL-LOCANDINA-720x1024.png" alt="" class="wp-image-106271" width="846" height="1203" srcset="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2023/03/FINAL-LOCANDINA-720x1024.png 720w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2023/03/FINAL-LOCANDINA-211x300.png 211w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2023/03/FINAL-LOCANDINA-768x1092.png 768w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2023/03/FINAL-LOCANDINA-1080x1536.png 1080w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2023/03/FINAL-LOCANDINA-1441x2048.png 1441w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2023/03/FINAL-LOCANDINA-1000x1422.png 1000w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2023/03/FINAL-LOCANDINA-900x1279.png 900w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2023/03/FINAL-LOCANDINA-450x640.png 450w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2023/03/FINAL-LOCANDINA-350x498.png 350w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2023/03/FINAL-LOCANDINA.png 1748w" sizes="(max-width: 846px) 100vw, 846px" /></figure>



<p>Ogni artista è stato invitato a interpretarlo in un senso più ampio, secondo la propria missione individuale e i propri sentimenti personali. Comprendendo la libertà di espressione attuale come risposta all’oppressione sociale e al fanatismo, ma anche l’eguaglianza sociale e l’amore tra due individui, un amore che trascende tempo e spazio.</p>



<p>&#8220;Perché sì&#8221;, come fosse una dichiarazione, ha un significato molto potente e profondo per questa mostra. Permette di essere ridefinito come una risposta significativa alle domande legate all&#8217;identità.</p>



<p>Questi artisti&nbsp;con il loro linguaggio innovativo e la personale ricerca di una figurazione indipendente, rappresentano la specifica iconografia dell&#8217;iper moderna ribellione e della sua rappresentazione libera nell’arte contemporanea.</p>



<h3>La mostra si terrà dal 18 marzo al 15 aprile e fa parte dell’impegno della DCG di Roma nel supportare gli artisti emergenti e nel celebrare il potere dell’arte di apportare un cambiamento positivo nel mondo.</h3>



<p>Le opere esposte evocano lo stesso senso di catarsi, gioia, liberazione e trasformazione che sperimentiamo quando siamo in grado di pensare e agire liberamente, senza il pregiudizio altrui. Opere per veicolare un messaggio universale di libertà, amore e auto accettazione.</p>



<p>Gli artisti che fanno parte di BECAUSE sono Jemima Sara, Maria Vez, Leonardo Niola, Torto Lawrence, Olasunkanmi, Damien Cifelli, Massimo Scognamiglio, Qhua Ma Nande, Indra Dan, Erkut Terliksiz e <a href="https://www.giuliosecondo.com" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Giulio Secondo.</a></p>



<figure class="wp-block-image size-large is-resized"><img data-attachment-id="106274" data-permalink="https://toh-magazine.com/2023/03/because-mette-in-mostra-la-risposta-artistica-alloppressione-sociale/img_4099/" data-orig-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2023/03/IMG_4099.jpg" data-orig-size="844,1423" data-comments-opened="0" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;1675945886&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;1&quot;}" data-image-title="IMG_4099" data-image-description="" data-medium-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2023/03/IMG_4099-178x300.jpg" data-large-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2023/03/IMG_4099-607x1024.jpg" loading="lazy" src="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2023/03/IMG_4099-607x1024.jpg" alt="" class="wp-image-106274" width="839" height="1415" srcset="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2023/03/IMG_4099-607x1024.jpg 607w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2023/03/IMG_4099-178x300.jpg 178w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2023/03/IMG_4099-768x1295.jpg 768w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2023/03/IMG_4099-450x759.jpg 450w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2023/03/IMG_4099-350x590.jpg 350w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2023/03/IMG_4099.jpg 844w" sizes="(max-width: 839px) 100vw, 839px" /><figcaption><strong><sup>Giulio Secondo</sup></strong></figcaption></figure>



<p>Chi ci legge ha già incontrato il nome di Giulio Secondo su TOH! </p>



<p>Abbiamo da sempre apprezzato i suoi lavori e il suo innato talento e per questa occasione abbiamo deciso di rincontrarlo.</p>



<p>Giulio Secondo all’anagrafe Jacopo Bosio, è un artista italiano residente a Berlino. Il suo stile è profondamente influenzato dai capolavori del Rinascimento italiano e dallo stile innovativo degli artisti contemporanei e pop come Keith Haring, David Hockney, Basquiat, Lichenstein e Jeff Koons.</p>



<p>Quello che si apprezza nell’arte di Giulio Secondo è la composizione e la tecnica mista che unisce acquerelli, pastelli e matite colorate su carta o cartone. L’intreccio, nel quale amiamo soffermarci, e le sovrapposizioni di linee che danno origine a corpi che si uniscono, sono il focus del suo lavoro.</p>



<p>Nei suoi quadri tutto è lecito, le regole della prospettiva tradizionale sono sovvertite. É come se Giulio Secondo riuscisse a creare un equilibrio tra corpi e oggetti che sicuramente potrebbero cadere ma che non cadono. Dove il risultato è l’unione di più figure nella forma, che va oltre il concetto e anche il confine tra la figura umana e l’oggetto.</p>



<p>Il corpo umano diventa parte di una composizione che diventa oggetto che richiama l’arte africana e la produzione popolare, come le bambole vodoo, i totem, le matriosche e gli oggetti di design contemporaneo.</p>



<p>L’arte di Giulio Secondo intrigante ti porta a perdersi tra queste linee come volere trovare una fine e un inizio che forse non c’è, in questo ballo tra la forma e la linea e dove anche il quotidiano diventa composizione artistica di contemplazione.</p>



<figure class="wp-block-image size-large is-resized"><img data-attachment-id="106275" data-permalink="https://toh-magazine.com/2023/03/because-mette-in-mostra-la-risposta-artistica-alloppressione-sociale/f0d6be7d-e332-4ed8-a5dc-8cf78452ebba/" data-orig-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2023/03/F0D6BE7D-E332-4ED8-A5DC-8CF78452EBBA.jpg" data-orig-size="1283,1702" data-comments-opened="0" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;1675945391&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;1&quot;}" data-image-title="F0D6BE7D-E332-4ED8-A5DC-8CF78452EBBA" data-image-description="" data-medium-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2023/03/F0D6BE7D-E332-4ED8-A5DC-8CF78452EBBA-226x300.jpg" data-large-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2023/03/F0D6BE7D-E332-4ED8-A5DC-8CF78452EBBA-772x1024.jpg" loading="lazy" src="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2023/03/F0D6BE7D-E332-4ED8-A5DC-8CF78452EBBA-772x1024.jpg" alt="" class="wp-image-106275" width="841" height="1116" srcset="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2023/03/F0D6BE7D-E332-4ED8-A5DC-8CF78452EBBA-772x1024.jpg 772w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2023/03/F0D6BE7D-E332-4ED8-A5DC-8CF78452EBBA-226x300.jpg 226w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2023/03/F0D6BE7D-E332-4ED8-A5DC-8CF78452EBBA-768x1019.jpg 768w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2023/03/F0D6BE7D-E332-4ED8-A5DC-8CF78452EBBA-1158x1536.jpg 1158w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2023/03/F0D6BE7D-E332-4ED8-A5DC-8CF78452EBBA-1000x1327.jpg 1000w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2023/03/F0D6BE7D-E332-4ED8-A5DC-8CF78452EBBA-900x1194.jpg 900w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2023/03/F0D6BE7D-E332-4ED8-A5DC-8CF78452EBBA-450x597.jpg 450w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2023/03/F0D6BE7D-E332-4ED8-A5DC-8CF78452EBBA-350x464.jpg 350w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2023/03/F0D6BE7D-E332-4ED8-A5DC-8CF78452EBBA.jpg 1283w" sizes="(max-width: 841px) 100vw, 841px" /></figure>



<p><strong>La core mission di Because e la ferma risposta alla oppressione sociale, alla bigottaggine, all’ipocrisia e alla schiavitù consumistica. Pensando a questi aspetti come hai deciso di affrontare</strong> <strong>i lavori da esporre a Roma?</strong></p>



<p>Sono effettivamente temi su cui è giusto portare attenzione in questi giorni, perché ovunque dall’America a casa nostra vediamo mettere in discussione diritti che ormai davamo per scontati. In Italia addirittura siamo indietro di anni luce.</p>



<h4>Per Because ho pensato di esprimermi con lo still life della vita quotidiana: la natura morta tradizionalmente uno strumento con cui la società si auto descrive e autoglorifica, ebbene io ho voluto fare un omaggio a una certa fetta della comunità LGBTQ+ che si ritrova e si ricrea in un modo che specifico e inimitabile.</h4>



<p>Ho anche giocato con le percezioni, disegnando due immagini simili ma non identiche, per riflettere sull’ossessione patriarcale di rendere tutto omologato, qualcosa che i gay e dico apposta i gay, della mia generazione hanno sofferto e introiettato, credendo che il più simili a uno stile di vita etero il loro fosse stato, meglio sarebbero stati accettati, e più salvi sarebbero stati. Invece no, in “nostro” stile di vita è altro e per quello che esso rappresenta e per la sua unicità io ho voluto celebrarlo.</p>



<p><strong>Che sensazioni hai a partecipare a questa collettiva? Con quale degli artisti presenti ti senti più affine?</strong></p>



<p>Mi sembra una collettiva fantastica e sono molto onorato perché ammiro il lavoro e la coerenza e l’evoluzione stilistica della Dorothy Circus. Ognuno degli artisti presenti mi ispira ma sento una certa vicinanza espressiva con il lavoro di Jemima Sara. Le linee, l’assetto delle immagini, la palette dei colori. La sento complice, familiare. Ammiro molto il lavoro di Damien Cifelli e Leonardo Niola.</p>



<p><strong>Qual è il tema sui cui prediligi soffermare la tua attenzione quando disegni?</strong></p>



<p>Sulla vita. Sulle relazioni interpersonali, su quello che di fatto conta nella mia vita: I rapporti umani. Per dirla con il titolo di una raccolta di poesie di Vittorio Sereni, gli strumenti umani. Le persone della mia vita affollano le mie opere, essi e ciò che provocano in me. Un imbarcadero di emozioni per cui mi sembra di avere vissuto due vite in una. Qualcosa di cui non posso fare a meno: le persone! Anche quando disegno gli oggetti, essi parlano di chi li ha vissuti e di come lo ha fatto.</p>



<figure class="wp-block-image size-large is-resized"><img data-attachment-id="106276" data-permalink="https://toh-magazine.com/2023/03/because-mette-in-mostra-la-risposta-artistica-alloppressione-sociale/b20789d0-d940-4757-9cf3-338a464af527/" data-orig-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2023/03/B20789D0-D940-4757-9CF3-338A464AF527.jpg" data-orig-size="1282,1706" data-comments-opened="0" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;1675945411&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;1&quot;}" data-image-title="B20789D0-D940-4757-9CF3-338A464AF527" data-image-description="" data-medium-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2023/03/B20789D0-D940-4757-9CF3-338A464AF527-225x300.jpg" data-large-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2023/03/B20789D0-D940-4757-9CF3-338A464AF527-770x1024.jpg" loading="lazy" src="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2023/03/B20789D0-D940-4757-9CF3-338A464AF527-770x1024.jpg" alt="" class="wp-image-106276" width="838" height="1114" srcset="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2023/03/B20789D0-D940-4757-9CF3-338A464AF527-770x1024.jpg 770w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2023/03/B20789D0-D940-4757-9CF3-338A464AF527-225x300.jpg 225w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2023/03/B20789D0-D940-4757-9CF3-338A464AF527-768x1022.jpg 768w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2023/03/B20789D0-D940-4757-9CF3-338A464AF527-1154x1536.jpg 1154w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2023/03/B20789D0-D940-4757-9CF3-338A464AF527-1000x1331.jpg 1000w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2023/03/B20789D0-D940-4757-9CF3-338A464AF527-900x1198.jpg 900w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2023/03/B20789D0-D940-4757-9CF3-338A464AF527-450x599.jpg 450w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2023/03/B20789D0-D940-4757-9CF3-338A464AF527-350x466.jpg 350w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2023/03/B20789D0-D940-4757-9CF3-338A464AF527.jpg 1282w" sizes="(max-width: 838px) 100vw, 838px" /></figure>



<p><strong>Non si fa altro ultimamente che parlare di uguaglianza sociale ultimamente tu che ne pensi?</strong></p>



<p>Non sono bravo a parlare di società o politica, perché sono troppo radicale, penso che siamo messi malissimo penso che dovremmo tirare delle bombe per ribellarci. L’attuale governo sta facendo dei pericolosi passi indietro, se non ancora nelle leggi, sicuramente nel mood che emana. Una situazione grave, purtroppo non solo in Italia.</p>



<p><strong>Ho sempre pensato che l’arte sia uno strumento di propaganda che aiuti a favorire il cambiamento quando crei la tua arte come ti fa sentire a riguardo?</strong></p>



<p>Ecco questa risposta si ricollega alla precedente. Quando creo arte non penso alla politica ma sono fiero del risultato della mia arte, quando è capace di mettere in discussione un punto di vista. L’arte a mio avviso deve essere vera, avrò sempre fiducia nella mia arte finché rispecchierà onestamente come io sento, veramente. Finché farà così, credo che avrà la forza di comunicare. Di favorire un interrogativo in chi la osserva, e di conseguenza un cambiamento.</p>



<figure class="wp-block-image size-large is-resized"><img data-attachment-id="106277" data-permalink="https://toh-magazine.com/2023/03/because-mette-in-mostra-la-risposta-artistica-alloppressione-sociale/3894cda3-3e4b-4aa7-aef9-6c17ec5d3743/" data-orig-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2023/03/3894CDA3-3E4B-4AA7-AEF9-6C17EC5D3743-scaled.jpeg" data-orig-size="1920,2560" data-comments-opened="0" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;1.6&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;iPhone 12 Pro Max&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;1677781494&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;5.1&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;100&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0.02&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;1&quot;}" data-image-title="3894CDA3-3E4B-4AA7-AEF9-6C17EC5D3743" data-image-description="" data-medium-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2023/03/3894CDA3-3E4B-4AA7-AEF9-6C17EC5D3743-225x300.jpeg" data-large-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2023/03/3894CDA3-3E4B-4AA7-AEF9-6C17EC5D3743-768x1024.jpeg" loading="lazy" src="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2023/03/3894CDA3-3E4B-4AA7-AEF9-6C17EC5D3743-768x1024.jpeg" alt="" class="wp-image-106277" width="840" height="1120" srcset="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2023/03/3894CDA3-3E4B-4AA7-AEF9-6C17EC5D3743-768x1024.jpeg 768w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2023/03/3894CDA3-3E4B-4AA7-AEF9-6C17EC5D3743-225x300.jpeg 225w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2023/03/3894CDA3-3E4B-4AA7-AEF9-6C17EC5D3743-1152x1536.jpeg 1152w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2023/03/3894CDA3-3E4B-4AA7-AEF9-6C17EC5D3743-1536x2048.jpeg 1536w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2023/03/3894CDA3-3E4B-4AA7-AEF9-6C17EC5D3743-1000x1333.jpeg 1000w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2023/03/3894CDA3-3E4B-4AA7-AEF9-6C17EC5D3743-900x1200.jpeg 900w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2023/03/3894CDA3-3E4B-4AA7-AEF9-6C17EC5D3743-450x600.jpeg 450w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2023/03/3894CDA3-3E4B-4AA7-AEF9-6C17EC5D3743-350x467.jpeg 350w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2023/03/3894CDA3-3E4B-4AA7-AEF9-6C17EC5D3743-scaled.jpeg 1920w" sizes="(max-width: 840px) 100vw, 840px" /></figure>



<p><strong>Pensi che arriveremo mai alla piena accettazione della libertà e amore tra due individui a prescindere dal sesso?</strong></p>



<p>Sono pessimista perché credo che sia tipica della natura umana, almeno a uno stadio non evoluto, la tendenza a creare un nemico, basandosi su ciò che è altro. È anche vero che le nuove generazioni stanno compiendo dei passi enormi verso il Risveglio; stanno combattendo forte per cambiare le regole del patriarcato e questo lenisce il mio pessimismo. Viva la giovinezza e le sue rivoluzioni.</p>



<p><strong>Come ti sei sentito di fronte alle affermazioni del presidente del senato Ignazio La Russa su l’avere un figlio gay?</strong></p>



<p>Un orribile fascista gesti e parole di cui in futuro ci vergogneremo, spero.</p>



<p><strong>Ho sempre amato la combinazione gli Incastri che riesci a creare tra I tuoi uomini mi racconti come nascono queste composizioni?</strong></p>



<p>Parlano del desiderio “divino” di aver un contatto spirituale profondo e dell’errore umano di cercarlo attraverso il corpo. Provengono dalla mia biografia: avere usato e usare troppo il corpo per riempire i vuoti che la mia anima si porta dietro.</p>



<h4> I ragazzi sono quelli che passano per la mia camera da letto o che gentilmente mi ospitano nelle loro. Sono corpi nei parchi d’estate o su YouPorn. Sono fantasie e proiezioni. Ancora una volta un caotico miscuglio.</h4>



<figure class="wp-block-image size-large is-resized"><img data-attachment-id="106278" data-permalink="https://toh-magazine.com/2023/03/because-mette-in-mostra-la-risposta-artistica-alloppressione-sociale/789c4a97-36c4-41f1-ba81-5ab218c66935/" data-orig-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2023/03/789C4A97-36C4-41F1-BA81-5AB218C66935.jpg" data-orig-size="1283,1600" data-comments-opened="0" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;1675947241&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;1&quot;}" data-image-title="789C4A97-36C4-41F1-BA81-5AB218C66935" data-image-description="" data-medium-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2023/03/789C4A97-36C4-41F1-BA81-5AB218C66935-241x300.jpg" data-large-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2023/03/789C4A97-36C4-41F1-BA81-5AB218C66935-821x1024.jpg" loading="lazy" src="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2023/03/789C4A97-36C4-41F1-BA81-5AB218C66935-821x1024.jpg" alt="" class="wp-image-106278" width="838" height="1045" srcset="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2023/03/789C4A97-36C4-41F1-BA81-5AB218C66935-821x1024.jpg 821w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2023/03/789C4A97-36C4-41F1-BA81-5AB218C66935-241x300.jpg 241w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2023/03/789C4A97-36C4-41F1-BA81-5AB218C66935-768x958.jpg 768w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2023/03/789C4A97-36C4-41F1-BA81-5AB218C66935-1232x1536.jpg 1232w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2023/03/789C4A97-36C4-41F1-BA81-5AB218C66935-1000x1247.jpg 1000w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2023/03/789C4A97-36C4-41F1-BA81-5AB218C66935-900x1122.jpg 900w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2023/03/789C4A97-36C4-41F1-BA81-5AB218C66935-450x561.jpg 450w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2023/03/789C4A97-36C4-41F1-BA81-5AB218C66935-350x436.jpg 350w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2023/03/789C4A97-36C4-41F1-BA81-5AB218C66935.jpg 1283w" sizes="(max-width: 838px) 100vw, 838px" /></figure>



<p><strong>Nei tuoi ultimi lavori ci sono anche composizioni di still life di vita quotidiana. Com’è la tua quotidianità? A cosa non sapresti mai rinunciare?</strong></p>



<p>Non saprei mai rinunciare al mio desiderio ottimistico di renderla graziosa con caffè, fiori, libri e gioielli per poi fuggire da essa, come un gatto randagio quando meno me lo aspetto per perdermi nel buio più sporc ….</p>



<p><strong>Because potremmo tradurlo con il nostro: “Perché sì”, a cosa vorresti rispondere così?</strong></p>



<p>Giulio Secondo era un papa dispotico e battagliero io risponderei sempre così, per questo ho scelto il suo pseudonimo, anche per sentirmi libero di essere dispotico, per lo meno quando faccio arte. Scherzi a parte credo sia perfetto questo titolo statement. </p>



<h4>Ci sono cose che non dovrebbero prevedere una domanda. Come sappiamo le domande spesso le fa chi detiene il potere, sono una forma di controllo e di potere. </h4>



<p>Ci sono cose a cui dovremmo avere il diritto di non rispondere. Come i nostri diritti, come il nostro orientamento. Come la nostra libertà.</p>



<p><strong>È la seconda volta che sei presente su TOH!, cosa pensi che sia cambiato in Giulio Secondo dalla prima volta?</strong></p>



<p>La vostra bella <a href="https://toh-magazine.com/2020/10/giulio-secondo-god-save-the-art/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">intervista</a> qualche anno fa mi vedeva inebriato dall’esplosione di creatività inaspettata che stavo vivendo. Disegnavo ogni giorno come un pazzo. Purtroppo quella fase è passata, ora medito di più e costruisco maggiori strategie. Ma l’ansia di creare e l’ emozione e la tensione è ancora tutta là.</p>



<p><strong>Che visione hai di TOH!?</strong></p>



<h4>TOH! è una benedizione, uno spazio libero ed elegante dove io trovo un sacco di ispirazione. Ogni volta che lo leggo mi sento parte di una comunità “migliore”. </h4>



<p>Lo paragono un po’ al mio quartiere qua a Berlino Neukölln. A ogni passo mi innamoro di un fotogramma che immortalo con gli occhi. Così TOH!, ogni notizia è uno spunto che mi elettrizza che mi fa dire, non sono solo, sto andando nella giusta direzione. Ha il potere di farmi sentire parte di un collettivo di persone che mi capiscono.</p>



<p><strong>Grazie, davvero.</strong></p>



<p>BECAUSE<br>GROUP SHOW<br>Dorothy Circus gallery<br>18 Marzo 2023 &#8211; 15 Aprile 2023<br>Via dei Pettinari 76, 00186 Roma</p>
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		<title>Ahmad e l&#8217;esplorazione della connessione umana</title>
		<link>https://toh-magazine.com/2023/02/ahmad-e-lesplorazione-della-connessione-umana/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=ahmad-e-lesplorazione-della-connessione-umana</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alex Vaccani]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 20 Feb 2023 11:47:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Art]]></category>
		<category><![CDATA[Ahmad]]></category>
		<category><![CDATA[ahmad intervista]]></category>
		<category><![CDATA[gay art]]></category>
		<category><![CDATA[gay artist]]></category>
		<category><![CDATA[lgbt]]></category>
		<category><![CDATA[polaroid]]></category>
		<category><![CDATA[toh magazine]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://toh-magazine.com/?p=106031</guid>

					<description><![CDATA[<p>Ahmad è un fotografo palestinese che vive a Montreal, le sue fotografie sono la rappresentazione dell'identità e fisicità queer.</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://toh-magazine.com/2023/02/ahmad-e-lesplorazione-della-connessione-umana/">Ahmad e l&#8217;esplorazione della connessione umana</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://toh-magazine.com">Toh! Magazine</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<h4>Ahmad è un fotografo palestinese che vive a Montreal, le sue fotografie sono la rappresentazione dell&#8217;identità e fisicità queer. Il corpo nei suoi lavori è rappresentato libero, senza inibizioni, rivelando le emozioni e le pulsioni.</h4>



<p>Ahmad è da sempre interessato alla <a href="https://www.itsahmad.com" target="_blank" rel="noreferrer noopener">fotografia</a>, quello che colpisce è il suo interesse per le tecniche analogiche, in questo caso preciso per le <a href="https://www.instagram.com/polaroidsbyahmad/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Polaroid</a>. Il suo approccio attraverso questo strumento è crudo e chiaro senza mezze misure come se avesse torto ogni tipo di compromesso o di velature.&nbsp;</p>



<figure class="wp-block-image size-full is-resized"><img data-attachment-id="106032" data-permalink="https://toh-magazine.com/2023/02/ahmad-e-lesplorazione-della-connessione-umana/img_3157/" data-orig-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2023/02/IMG_3157.jpg" data-orig-size="692,839" data-comments-opened="0" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;1676398082&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;1&quot;}" data-image-title="IMG_3157" data-image-description="" data-medium-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2023/02/IMG_3157-247x300.jpg" data-large-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2023/02/IMG_3157.jpg" loading="lazy" src="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2023/02/IMG_3157.jpg" alt="" class="wp-image-106032" width="839" height="1017" srcset="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2023/02/IMG_3157.jpg 692w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2023/02/IMG_3157-247x300.jpg 247w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2023/02/IMG_3157-450x546.jpg 450w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2023/02/IMG_3157-350x424.jpg 350w" sizes="(max-width: 839px) 100vw, 839px" /></figure>



<p><a href="https://www.instagram.com/ahmadsfotos/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Ahmad</a> ha un occhio per la nostra comunità esplorando la molteplicità dell’uomo e delle sua identità sessuale. Ahmad è come se manifestasse il suo amore per la vita e il corpo, il suo è un condurci oltre la pelle, un inno alla bellezza fisica e alla sua unicità nella diversità.</p>



<p>Le Polaroid  racchiudono la visione della realtà che Ahmad esplora, documentando e immaginando questi corpi alla ricerca delle emozioni e dell’appagamento fisico. Una carica espressiva libera e palpabile, dove l’intimo e l’invisibile vengo esposti e sottoposti ai nostri occhi e alla nostra&nbsp;attenzione.</p>



<figure class="wp-block-image size-full"><img data-attachment-id="106033" data-permalink="https://toh-magazine.com/2023/02/ahmad-e-lesplorazione-della-connessione-umana/img_3156/" data-orig-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2023/02/IMG_3156.jpg" data-orig-size="828,1021" data-comments-opened="0" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;1676398074&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;1&quot;}" data-image-title="IMG_3156" data-image-description="" data-medium-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2023/02/IMG_3156-243x300.jpg" data-large-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2023/02/IMG_3156.jpg" loading="lazy" width="828" height="1021" src="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2023/02/IMG_3156.jpg" alt="" class="wp-image-106033" srcset="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2023/02/IMG_3156.jpg 828w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2023/02/IMG_3156-243x300.jpg 243w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2023/02/IMG_3156-768x947.jpg 768w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2023/02/IMG_3156-450x555.jpg 450w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2023/02/IMG_3156-350x432.jpg 350w" sizes="(max-width: 828px) 100vw, 828px" /></figure>



<p><strong>Come definiresti la tua espressione artistica?</strong></p>



<p>Il mio lavoro esplora la connessione umana. Il corpo e l&#8217;identità queer. Fotografo ciò che mi attrae, ciò che mi piace esteticamente, con l&#8217;obiettivo di&nbsp;potenziare.</p>



<figure class="wp-block-image size-full is-resized"><img data-attachment-id="106034" data-permalink="https://toh-magazine.com/2023/02/ahmad-e-lesplorazione-della-connessione-umana/img_3161/" data-orig-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2023/02/IMG_3161.jpg" data-orig-size="671,815" data-comments-opened="0" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;1676398131&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;1&quot;}" data-image-title="IMG_3161" data-image-description="" data-medium-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2023/02/IMG_3161-247x300.jpg" data-large-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2023/02/IMG_3161.jpg" loading="lazy" src="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2023/02/IMG_3161.jpg" alt="" class="wp-image-106034" width="840" height="1020" srcset="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2023/02/IMG_3161.jpg 671w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2023/02/IMG_3161-247x300.jpg 247w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2023/02/IMG_3161-450x547.jpg 450w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2023/02/IMG_3161-350x425.jpg 350w" sizes="(max-width: 840px) 100vw, 840px" /></figure>



<p><strong>I tuoi lavori parlano di desiderio queer e intimità tra uomini, cosa ne pensi?</strong></p>



<p>Mi concentro sull&#8217;esplorazione della connessione che abbiamo l&#8217;uno con l&#8217;altro. L&#8217;intimità è presente perché fa parte della vita. È la realtà.</p>



<figure class="wp-block-image size-full is-resized"><img data-attachment-id="106035" data-permalink="https://toh-magazine.com/2023/02/ahmad-e-lesplorazione-della-connessione-umana/img_3159/" data-orig-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2023/02/IMG_3159.jpg" data-orig-size="697,846" data-comments-opened="0" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;1676398103&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;1&quot;}" data-image-title="IMG_3159" data-image-description="" data-medium-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2023/02/IMG_3159-247x300.jpg" data-large-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2023/02/IMG_3159.jpg" loading="lazy" src="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2023/02/IMG_3159.jpg" alt="" class="wp-image-106035" width="841" height="1021" srcset="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2023/02/IMG_3159.jpg 697w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2023/02/IMG_3159-247x300.jpg 247w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2023/02/IMG_3159-450x546.jpg 450w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2023/02/IMG_3159-350x425.jpg 350w" sizes="(max-width: 841px) 100vw, 841px" /></figure>



<p><strong>Ti sei mai chiesto perchè per noi uomini gay il desiderio sessuale sia sempre così presente?</strong></p>



<p>Penso che la sessualità sia molto fluida. Non penso che sia più presente per gli uomini gay rispetto ad altri, forse lo&nbsp;esprimiamo più apertamente. Cerchiamo di creare uno spazio per quell&#8217;espressione.</p>



<figure class="wp-block-image size-full is-resized"><img data-attachment-id="106036" data-permalink="https://toh-magazine.com/2023/02/ahmad-e-lesplorazione-della-connessione-umana/img_3162/" data-orig-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2023/02/IMG_3162.jpg" data-orig-size="703,854" data-comments-opened="0" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;1676398139&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;1&quot;}" data-image-title="IMG_3162" data-image-description="" data-medium-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2023/02/IMG_3162-247x300.jpg" data-large-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2023/02/IMG_3162.jpg" loading="lazy" src="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2023/02/IMG_3162.jpg" alt="" class="wp-image-106036" width="840" height="1020" srcset="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2023/02/IMG_3162.jpg 703w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2023/02/IMG_3162-247x300.jpg 247w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2023/02/IMG_3162-450x547.jpg 450w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2023/02/IMG_3162-350x425.jpg 350w" sizes="(max-width: 840px) 100vw, 840px" /></figure>



<p><strong>Quando hai iniziato a fotografare?</strong></p>



<p>Quando ero adolescente intorno ai 14 anni.</p>



<figure class="wp-block-image size-full is-resized"><img data-attachment-id="106037" data-permalink="https://toh-magazine.com/2023/02/ahmad-e-lesplorazione-della-connessione-umana/img_3158/" data-orig-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2023/02/IMG_3158.jpg" data-orig-size="696,853" data-comments-opened="0" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;1676398094&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;1&quot;}" data-image-title="IMG_3158" data-image-description="" data-medium-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2023/02/IMG_3158-245x300.jpg" data-large-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2023/02/IMG_3158.jpg" loading="lazy" src="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2023/02/IMG_3158.jpg" alt="" class="wp-image-106037" width="839" height="1028" srcset="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2023/02/IMG_3158.jpg 696w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2023/02/IMG_3158-245x300.jpg 245w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2023/02/IMG_3158-450x552.jpg 450w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2023/02/IMG_3158-350x429.jpg 350w" sizes="(max-width: 839px) 100vw, 839px" /></figure>



<p><strong>Chi sono gli uomini che fotografi?</strong></p>



<p>Gente che mi circonda. Inoltre molti uomini si rivolgono a me per i servizi fotografici. Lo faccio se c&#8217;è una connessione o mi sento ispirato.</p>



<figure class="wp-block-image size-full is-resized"><img data-attachment-id="106038" data-permalink="https://toh-magazine.com/2023/02/ahmad-e-lesplorazione-della-connessione-umana/img_3167/" data-orig-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2023/02/IMG_3167.jpg" data-orig-size="709,859" data-comments-opened="0" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;1676398255&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;1&quot;}" data-image-title="IMG_3167" data-image-description="" data-medium-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2023/02/IMG_3167-248x300.jpg" data-large-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2023/02/IMG_3167.jpg" loading="lazy" src="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2023/02/IMG_3167.jpg" alt="" class="wp-image-106038" width="840" height="1018" srcset="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2023/02/IMG_3167.jpg 709w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2023/02/IMG_3167-248x300.jpg 248w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2023/02/IMG_3167-450x545.jpg 450w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2023/02/IMG_3167-350x424.jpg 350w" sizes="(max-width: 840px) 100vw, 840px" /></figure>



<p><strong>Cosa ti piace di più del corpo maschile?</strong></p>



<p>Qualunque cosa.</p>



<figure class="wp-block-image size-full is-resized"><img data-attachment-id="106039" data-permalink="https://toh-magazine.com/2023/02/ahmad-e-lesplorazione-della-connessione-umana/img_3169/" data-orig-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2023/02/IMG_3169.jpg" data-orig-size="675,820" data-comments-opened="0" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;1676398296&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;1&quot;}" data-image-title="IMG_3169" data-image-description="" data-medium-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2023/02/IMG_3169-247x300.jpg" data-large-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2023/02/IMG_3169.jpg" loading="lazy" src="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2023/02/IMG_3169.jpg" alt="" class="wp-image-106039" width="841" height="1022" srcset="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2023/02/IMG_3169.jpg 675w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2023/02/IMG_3169-247x300.jpg 247w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2023/02/IMG_3169-450x547.jpg 450w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2023/02/IMG_3169-350x425.jpg 350w" sizes="(max-width: 841px) 100vw, 841px" /></figure>



<p><strong>Che rapporto hai con il corpo in generale e con il tuo in particolare?</strong></p>



<p>Mi piace il mio corpo, è l&#8217;unico strumento che avrò mai.</p>



<figure class="wp-block-image size-full is-resized"><img data-attachment-id="106040" data-permalink="https://toh-magazine.com/2023/02/ahmad-e-lesplorazione-della-connessione-umana/img_3168/" data-orig-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2023/02/IMG_3168.jpg" data-orig-size="695,846" data-comments-opened="0" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;1676398274&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;1&quot;}" data-image-title="IMG_3168" data-image-description="" data-medium-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2023/02/IMG_3168-246x300.jpg" data-large-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2023/02/IMG_3168.jpg" loading="lazy" src="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2023/02/IMG_3168.jpg" alt="" class="wp-image-106040" width="840" height="1023" srcset="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2023/02/IMG_3168.jpg 695w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2023/02/IMG_3168-246x300.jpg 246w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2023/02/IMG_3168-450x548.jpg 450w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2023/02/IMG_3168-350x426.jpg 350w" sizes="(max-width: 840px) 100vw, 840px" /></figure>



<p><strong>Come sono le persone davanti alla tua macchina fotografica? Puoi portarli immediatamente a essere liberi o è un processo più lento e cognitivo?</strong></p>



<p>Ho i miei modi, le persone sono molto a loro agio con me in generale. Mi viene spesso detto che ho un&#8217;energia pacifica, invitante e stabile. È uno spazio di divertimento sicuro.</p>



<figure class="wp-block-image size-full is-resized"><img data-attachment-id="106041" data-permalink="https://toh-magazine.com/2023/02/ahmad-e-lesplorazione-della-connessione-umana/img_3165/" data-orig-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2023/02/IMG_3165.jpg" data-orig-size="699,840" data-comments-opened="0" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;1676398203&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;1&quot;}" data-image-title="IMG_3165" data-image-description="" data-medium-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2023/02/IMG_3165-250x300.jpg" data-large-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2023/02/IMG_3165.jpg" loading="lazy" src="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2023/02/IMG_3165.jpg" alt="" class="wp-image-106041" width="841" height="1011" srcset="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2023/02/IMG_3165.jpg 699w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2023/02/IMG_3165-250x300.jpg 250w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2023/02/IMG_3165-450x541.jpg 450w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2023/02/IMG_3165-350x421.jpg 350w" sizes="(max-width: 841px) 100vw, 841px" /></figure>



<p><strong>Cosa pensi della realtà queer, quanto pensi sia migliorata o peggiorata negli ultimi anni?</strong></p>



<p>Dipende da dove ti trovi nel mondo. Quanto sei privilegiato. Dove vivi&#8230; il colore della tua pelle e il tuo nome.</p>



<figure class="wp-block-image size-full is-resized"><img data-attachment-id="106042" data-permalink="https://toh-magazine.com/2023/02/ahmad-e-lesplorazione-della-connessione-umana/img_3170/" data-orig-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2023/02/IMG_3170.jpg" data-orig-size="681,819" data-comments-opened="0" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;1676398311&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;1&quot;}" data-image-title="IMG_3170" data-image-description="" data-medium-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2023/02/IMG_3170-249x300.jpg" data-large-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2023/02/IMG_3170.jpg" loading="lazy" src="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2023/02/IMG_3170.jpg" alt="" class="wp-image-106042" width="841" height="1011" srcset="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2023/02/IMG_3170.jpg 681w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2023/02/IMG_3170-249x300.jpg 249w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2023/02/IMG_3170-450x541.jpg 450w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2023/02/IMG_3170-350x421.jpg 350w" sizes="(max-width: 841px) 100vw, 841px" /></figure>



<p><strong>Quanto la tua arte ti rispecchia?</strong></p>



<p>Faccio solo foto di cose che mi piacciono. Sono felice che le persone si connettano con esse.</p>



<figure class="wp-block-image size-full is-resized"><img data-attachment-id="106043" data-permalink="https://toh-magazine.com/2023/02/ahmad-e-lesplorazione-della-connessione-umana/img_3163/" data-orig-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2023/02/IMG_3163.jpg" data-orig-size="685,839" data-comments-opened="0" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;1676398150&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;1&quot;}" data-image-title="IMG_3163" data-image-description="" data-medium-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2023/02/IMG_3163-245x300.jpg" data-large-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2023/02/IMG_3163.jpg" loading="lazy" src="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2023/02/IMG_3163.jpg" alt="" class="wp-image-106043" width="840" height="1029" srcset="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2023/02/IMG_3163.jpg 685w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2023/02/IMG_3163-245x300.jpg 245w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2023/02/IMG_3163-450x551.jpg 450w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2023/02/IMG_3163-350x429.jpg 350w" sizes="(max-width: 840px) 100vw, 840px" /></figure>



<p><strong>Vuoi dirci un segreto su di te?</strong></p>



<p>No, allora non sarà più un segreto.</p>
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		<title>Daniel Torrent e le diverse rappresentazioni della complicità maschile</title>
		<link>https://toh-magazine.com/2023/01/daniel-torrent-e-le-diverse-rappresentazioni-della-complicita-maschile/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=daniel-torrent-e-le-diverse-rappresentazioni-della-complicita-maschile</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alex Vaccani]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 24 Jan 2023 16:18:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Art]]></category>
		<category><![CDATA[art]]></category>
		<category><![CDATA[Daniel Torrent]]></category>
		<category><![CDATA[gay art]]></category>
		<category><![CDATA[gay artist]]></category>
		<category><![CDATA[gay man]]></category>
		<category><![CDATA[gay sex]]></category>
		<category><![CDATA[Illustration]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Daniel Torrent nelle sue opere manifesta il contatto umano sensuale e carnale. Racconta l&#8217;unione dove sono presenti attrazione e resistenza, intimit&#224; e aggressivit&#224;, dominante e dominato. A fare da protagonista &#232; il colore, che &#232; una delle componenti pi&#249; emotive che caratterizzano il lavoro di Daniel. Quei toni a volte violenti sono capaci di guidare&#8230;</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<h4>Daniel Torrent nelle sue opere manifesta il contatto umano sensuale e carnale. Racconta l’unione dove sono presenti attrazione e resistenza, intimità e aggressività, dominante e dominato. </h4>



<p>A fare da protagonista è il colore, che è una delle componenti più emotive che caratterizzano il lavoro di Daniel. Quei toni a volte violenti sono capaci di guidare i nostri stati d’animo o aprirci la porta verso ambienti privati, eccitanti o malinconici.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img data-attachment-id="105854" data-permalink="https://toh-magazine.com/2023/01/daniel-torrent-e-le-diverse-rappresentazioni-della-complicita-maschile/6-12-2022/" data-orig-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2023/01/6-12-2022.jpg" data-orig-size="1619,1161" data-comments-opened="0" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;Perfection V600&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;1&quot;}" data-image-title="Daniel Torrent" data-image-description="&lt;p&gt;Daniel Torrent&lt;/p&gt;
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<p><a href="https://www.instagram.com/danitorrentx/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Daniel Torrent</a> immortala e trasformare gli impulsi fisici, in riflessioni sui desideri e sull’intimità maschile. Questa è una transizione, da qualcosa di puramente fisico a qualcosa di emotivo che cela sfaccettature di attimi privati e fanno riflettere sulla condizione di vita della comunità omosessuale.</p>



<p><strong>Daniel ci parli un po’ di te?</strong></p>



<p>Anche se la mia laurea è in Storia dell&#8217;arte e ho anche studi in regia di cinema, ho fatto un dottorato in belle arti e finalmente ho studiato illustrazione. Dal 2011 lavoro come illustratore e scrittore specializzato in albi illustrati, generalmente per un pubblico infantile o giovanile, anche se i soggetti che tratto sono spesso adulti: le perdita, l&#8217;arte, la malinconia, e con personaggi che fungono stereotipi. Questo lavoro comunque l&#8217;ho sempre accompagnato con le mostre di pittura in gallerie.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img data-attachment-id="105856" data-permalink="https://toh-magazine.com/2023/01/daniel-torrent-e-le-diverse-rappresentazioni-della-complicita-maschile/12-1-2023lo/" data-orig-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2023/01/12-1-2023LO.jpg" data-orig-size="1615,1143" data-comments-opened="0" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;Perfection V600&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;1&quot;}" data-image-title="Daniel Torrent" data-image-description="&lt;p&gt;Daniel Torrent&lt;/p&gt;
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<p><strong>Quando hai capito che avresti voluto raccontare un arte incentrata sul corpo maschile e tutte le sue sfaccettature?</strong></p>



<p>Fin dalle mie prime mostre, dedicate rispettivamente ai baci e alle metamorfosi di Ovidio, la fisicità dei corpi, in gran parte maschili, è stata molto presente. Dopo questi inizi e dopo un periodo di diversi anni in cui mi sono dedicato principalmente all&#8217;illustrazione per libri, è giunto poi un periodo in cui ho avuto un pò di tempo libero per fare quello che volevo.</p>



<h4>A quel momento, avevo rotto con il mio partner ed ero confinato a casa da solo. Capisci che quello che volevo disegnare erano uomini nudi e coppie innamorate, hahaha. </h4>



<p>Era un lavoro nato liberamente, caso vuole che dovevo fare una mostra in un museo vicino a Barcellona, al curatore sono piaciuti quei disegni ed è quello che abbiamo esposto. È così che questi illustrazioni sono diventati qualcosa di pubblico e qualcosa di ufficiale.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img data-attachment-id="105857" data-permalink="https://toh-magazine.com/2023/01/daniel-torrent-e-le-diverse-rappresentazioni-della-complicita-maschile/22-12-2022lo/" data-orig-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2023/01/22-12-2022LO.jpg" data-orig-size="1108,819" data-comments-opened="0" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;Perfection V600&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;1&quot;}" data-image-title="Daniel Torrent" data-image-description="&lt;p&gt;Daniel Torrent&lt;/p&gt;
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<p><strong>Intimità e scene di sesso sono due elementi molto presenti nel tuo lavoro, ce ne parli?</strong></p>



<p>Per me l&#8217;intimità e le scene di sesso non sono due temi diversi, ma piuttosto il sesso, così come baciarsi, cucinare insieme o dormire l&#8217;uno nelle braccia dell&#8217;altro, fanno parte dell&#8217;intimità, della relazione. Il sesso, infatti, mi interessa per i suoi aspetti relazionali, comunicativi o di complicità. </p>



<h4>La mia prima intenzione non è quella di eccitare con i miei disegni, anche se non mi sembra male, infatti le opere che mi piacciono di più sono quelle che hanno un maggior grado di astrazione nella rappresentazione del corpo. </h4>



<p>Piuttosto, il mio intento è quello di mostrare il rapporto che si instaura tra due corpi: le mani e la bocca assumono il ruolo più importante, molto più degli organi sessuali, che spesso non sono nemmeno visibili.</p>



<figure class="wp-block-image size-large is-resized"><img data-attachment-id="105858" data-permalink="https://toh-magazine.com/2023/01/daniel-torrent-e-le-diverse-rappresentazioni-della-complicita-maschile/23-11-22lo/" data-orig-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2023/01/23-11-22LO.jpg" data-orig-size="1148,1624" data-comments-opened="0" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;Perfection V600&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;1&quot;}" data-image-title="Daniel Torrent" data-image-description="&lt;p&gt;Daniel Torrent&lt;/p&gt;
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<p><strong>I tuoi colori sono molto vividi e intesi, se vuoi come quelli scelti dall’occhio libero e felice che solitamente hanno i bambini. Come sei riuscito a mantenere questi approccio in modo così naturale?</strong></p>



<p>Per un po&#8217; ho dato lezioni private di disegno a bambini di cinque anni, e ho imparato tanto da loro quanto dall&#8217;accademia. Erano bambini molto talentuosi. Mi sono reso conto che lavoravano in modo molto intuitivo, fidandosi completamente delle loro impressioni e senza preoccuparsi molto del fatto che fosse fatto bene o meno. Era semplicemente un modo di elaborare la realtà in un modo diverso e ottenevano risultati altamente espressivi. </p>



<h4>Da allora, senza dimenticare la mia formazione più classica, cerco di fidarmi maggiormente del mio istinto. </h4>



<p>Combino questo con l&#8217;osservazione per esagerare qualsiasi variazione cromatica che mi sembra di vedere, specialmente nei toni della pelle, e dare vita ai disegni. A volte uso solo il colore perché mi piace l&#8217;effetto che ha.</p>



<figure class="wp-block-image size-large is-resized"><img data-attachment-id="105859" data-permalink="https://toh-magazine.com/2023/01/daniel-torrent-e-le-diverse-rappresentazioni-della-complicita-maschile/1-20/" data-orig-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2023/01/1.jpg" data-orig-size="1137,1634" data-comments-opened="0" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;1&quot;}" data-image-title="Daniel Torrent" data-image-description="&lt;p&gt;Daniel Torrent&lt;/p&gt;
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<p><strong>Cosa ami del corpo maschile?</strong></p>



<p>Forse ciò che più mi attrae del corpo maschile è l&#8217;energia, anche se mi piace anche lavorare con l&#8217;abbandono di questi corpi potenti, ad esempio durante il sonno, dove si crea un&#8217;ambivalenza molto interessante.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img data-attachment-id="105860" data-permalink="https://toh-magazine.com/2023/01/daniel-torrent-e-le-diverse-rappresentazioni-della-complicita-maschile/almohada-verdelo/" data-orig-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2023/01/almohada-verdeLO.jpg" data-orig-size="1134,937" data-comments-opened="0" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;1.7&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;moto g(30)&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;1656591378&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;4.74&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;350&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0.03030303030303&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;1&quot;}" data-image-title="Daniel Torrent" data-image-description="&lt;p&gt;Daniel Torrent&lt;/p&gt;
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<p><strong>Come mai secondo te il sesso per noi uomini gay è così importante e sempre presente?</strong></p>



<p>Non credo che il sesso sia più importante per i gay che per gli etero. Penso che quello che succede è che hanno cercato di negarci il diritto al sesso, attraverso la religione o la morale etero patriarcale, per noi il sesso è una conquista, forse è per questo che lo rendiamo più presente, perché ha qualcosa di sfida, orgoglio e soddisfazione per aver raggiunto qualcosa di così fondamentale, non senza fatica sociale ed emotiva.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img data-attachment-id="105861" data-permalink="https://toh-magazine.com/2023/01/daniel-torrent-e-le-diverse-rappresentazioni-della-complicita-maschile/beso-gouachelo/" data-orig-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2023/01/beso-gouacheLO.jpg" data-orig-size="1140,804" data-comments-opened="0" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;1&quot;}" data-image-title="Daniel Torrent" data-image-description="&lt;p&gt;Daniel Torrent&lt;/p&gt;
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<h4><strong>È per questo che la maggior parte degli artisti gay fa spesso del sesso è sempre materia di studio nei loro lavori, che ne pensi?</strong></h4>



<p>Com accennavo gli artisti gay lavorano sul sesso per rendere esplicito qualcosa che per la moralità ben pensante dovrebbe essere soppresso o rimanere nascosto. Ecco perché credo che ci sia una sovra rappresentazione di quelle parti più sfidanti del sesso, tuttavia non c&#8217;è così tanta rappresentazione dell&#8217;affetto tra gli uomini. Penso che il problema possa derivare dal nome stesso con cui veniamo designati: omosessuali, come se solo il sesso -e non l&#8217;affetto ci definisse. E se siamo gay solo quando facciamo sesso, purtroppo io non sarei più dell&#8217;1% omosessuale. </p>



<h2>Nel mio lavoro il sesso fa parte dell&#8217;affetto, l&#8217;amore che esiste tra due uomini. Non è mai sesso anonimo, ma un&#8217;altra espressione di complicità.</h2>



<figure class="wp-block-image size-large is-resized"><img data-attachment-id="105862" data-permalink="https://toh-magazine.com/2023/01/daniel-torrent-e-le-diverse-rappresentazioni-della-complicita-maschile/img068etienney-thomas/" data-orig-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2023/01/img068Etienney-Thomas.jpg" data-orig-size="800,1149" data-comments-opened="0" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;1&quot;}" data-image-title="Daniel Torrent" data-image-description="&lt;p&gt;Daniel Torrent&lt;/p&gt;
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<p><strong>Nel tuo lavoro è come se fossero presenti due opposti come dolcezza e aggressività del gesto. Passiamo da momenti intimi di una coppia a corpi durante l’atto sessuale. Che ne pensi di questi due lati della stessa medaglia ?</strong></p>



<p>Non la vedo come una rottura, penso che ci sia un passaggio graduale dalla tenerezza alla passione senza contraddizioni, e molte volte si mescolano. In effetti, c&#8217;è un&#8217;esplorazione globale dell&#8217;intimità tra uomini, che molte volte supera il regno strettamente gay, negli spogliatoi, nello sport di contatto, a volte semplicemente due ragazzi che leggono con uno che appoggia la testa sul grembo dell&#8217;altro. Non sappiamo se sono omosessuali, ma sappiamo che il loro livello d&#8217;intimità gli ha fatto rompere la distanza che in qualche modo è richiesta a noi uomini.</p>



<figure class="wp-block-image size-full"><img data-attachment-id="105863" data-permalink="https://toh-magazine.com/2023/01/daniel-torrent-e-le-diverse-rappresentazioni-della-complicita-maschile/img084b/" data-orig-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2023/01/img084b.tif" data-orig-size="" data-comments-opened="0" data-image-meta="[]" data-image-title="Daniel Torrent" data-image-description="&lt;p&gt;Daniel Torrent&lt;/p&gt;
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<p><strong>Mi parli della scelta di colorare di rosso alcune zone dei corpi?</strong></p>



<p>Il rosso è il colore più caldo e vibrante di tutti, a volte lo uso per esprimere la temperatura della pelle, altre semplicemente come risorsa estetica.</p>



<figure class="wp-block-image size-large is-resized"><img data-attachment-id="105864" data-permalink="https://toh-magazine.com/2023/01/daniel-torrent-e-le-diverse-rappresentazioni-della-complicita-maschile/img093/" data-orig-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2023/01/img093.jpg" data-orig-size="803,1151" data-comments-opened="0" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;1&quot;}" data-image-title="Daniel Torrent" data-image-description="&lt;p&gt;Daniel Torrent&lt;/p&gt;
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<p><strong>Da dove trai ispirazione per le scene che disegni?</strong></p>



<p>A volte lavoro con modelli, altre con fotografie, ma devo sempre connettermi emozionalmente con ciò che sto disegnando.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img data-attachment-id="105866" data-permalink="https://toh-magazine.com/2023/01/daniel-torrent-e-le-diverse-rappresentazioni-della-complicita-maschile/img044/" data-orig-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2023/01/img044.jpg" data-orig-size="1143,805" data-comments-opened="0" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;1&quot;}" data-image-title="Daniel Torrent" data-image-description="&lt;p&gt;Daniel Torrent&lt;/p&gt;
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<p><strong>La passione e l’essere &#8220;caliente&#8221; è qualcosa che accomuna i nostri due paesi. Hai mai avuto un fidanzato italiano? Da chi hai imparato la mia lingua?</strong></p>



<p>Sono stato a Bologna per un corso Erasmus al DAMS, li ho imparato a parlare italiano. Ho avuto e ho ancora amici italiani, anche se nessuno è stato mio fidanzato. Se c&#8217;è qualche volontario mi faccia sapere <img src="https://s.w.org/images/core/emoji/13.1.0/72x72/1f642.png" alt="🙂" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /></p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img data-attachment-id="105867" data-permalink="https://toh-magazine.com/2023/01/daniel-torrent-e-le-diverse-rappresentazioni-della-complicita-maschile/foto-alice/" data-orig-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2023/01/foto-alice.jpg" data-orig-size="1500,1473" data-comments-opened="0" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;2.8&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;iPhone 4&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;1446390918&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;3.85&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;100&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0.016666666666667&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;1&quot;}" data-image-title="Daniel Torrent" data-image-description="&lt;p&gt;Daniel Torrent&lt;/p&gt;
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		<title>Drew Pettifer e l&#8217;analisi dei codici e generi maschili.</title>
		<link>https://toh-magazine.com/2022/10/drew-pettifer-e-lanalisi-dei-codici-e-generi-maschili/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=drew-pettifer-e-lanalisi-dei-codici-e-generi-maschili</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alex Vaccani]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 01 Oct 2022 13:15:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Art]]></category>
		<category><![CDATA[body]]></category>
		<category><![CDATA[Drew Pettifer]]></category>
		<category><![CDATA[erotic]]></category>
		<category><![CDATA[gay art]]></category>
		<category><![CDATA[gay artist]]></category>
		<category><![CDATA[gay photography]]></category>
		<category><![CDATA[queer]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Drew Pettifer nei suoi lavori ha sempre immortalato i suoi soggetti attraverso uno sguardo intimo e complice. Le sue immagini hanno la forza di esplorare la sessualità e il desiderio. </p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://toh-magazine.com/2022/10/drew-pettifer-e-lanalisi-dei-codici-e-generi-maschili/">Drew Pettifer e l&#8217;analisi dei codici e generi maschili.</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://toh-magazine.com">Toh! Magazine</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<h4>Drew Pettifer artista di Melbourne attraverso il suo lavoro esamina la mascolinità queer.</h4>



<p>Drew Pettifer nei suoi lavori ha sempre immortalato i suoi soggetti attraverso uno sguardo intimo e complice. Le sue immagini hanno la forza di esplorare la sessualità e il desiderio. Pettifer ha una conoscenza storica della realtà queer tanto che è stata trattata nei suoi lavori.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img data-attachment-id="104939" data-permalink="https://toh-magazine.com/2022/10/drew-pettifer-e-lanalisi-dei-codici-e-generi-maschili/drew-pettifer-untitled-bram-and-untitled-roel-fromm-a-sorrowful-act-the-wreck-of-the-zeewijk-hd-videos-stills-11-mins-5-secs-2020/" data-orig-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/10/Drew-Pettifer-Untitled-Bram-and-Untitled-Roel-fromm-A-Sorrowful-Act-The-Wreck-of-the-Zeewijk-HD-videos-stills-11-mins-5-secs-2020.jpeg" data-orig-size="1500,1237" data-comments-opened="0" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;1&quot;}" data-image-title="Drew-Pettifer-Untitled-Bram-and-Untitled-Roel-fromm-A-Sorrowful-Act-The-Wreck-of-the-Zeewijk-HD-videos-stills-11-mins-5-secs-2020" data-image-description="&lt;p&gt;Drew Pettifer&lt;/p&gt;
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<p>Questo suo modo di vedere l’arte come modo per avere una maggiore consapevolezza e revisione storica della realtà queer. Drew Pettifer lo traduce nel suo <a href="http://www.drewpettifer.com" target="_blank" rel="noreferrer noopener">lavoro</a> in modalità archivista cercando di rivendicare storie del passato queer nel nostro presente.</p>



<p>Per Pettifer, è come se la sua verità sia resa accessibile attraverso l&#8217;arte, in un connubio forte con la storia ma soprattutto con l’intimità, l’erotismo maschile e un viscerale legame col desiderio.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img data-attachment-id="104940" data-permalink="https://toh-magazine.com/2022/10/drew-pettifer-e-lanalisi-dei-codici-e-generi-maschili/drew-pettifer-untitled-aki-on-the-floor-chromogenic-print-50-x-75cm-2014/" data-orig-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/10/Drew-Pettifer-Untitled-Aki-on-the-floor-chromogenic-print-50-x-75cm-2014.jpeg" data-orig-size="1500,1000" data-comments-opened="0" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;1451658345&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}" data-image-title="Drew-Pettifer-Untitled-Aki-on-the-floor-chromogenic-print-50-x-75cm-2014" data-image-description="&lt;p&gt;Drew Pettifer&lt;/p&gt;
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<p><strong>Cosa significa per te l&#8217;arte?</strong></p>



<p>Per me l&#8217;arte è un mezzo creativo di comunicazione. È un modo in cui condividiamo con gli altri il modo in cui percepiamo il mondo e offriamo nuovi modi di vedere e comprendere le nostre esperienze.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img data-attachment-id="104941" data-permalink="https://toh-magazine.com/2022/10/drew-pettifer-e-lanalisi-dei-codici-e-generi-maschili/drew-pettifer-untitled-ben-from-the-series-the-decisive-moment-chromogenic-print-75-x-50cm-2009/" data-orig-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/10/Drew-Pettifer-Untitled-Ben-from-the-series-The-Decisive-Moment-chromogenic-print-75-x-50cm-2009.jpeg" data-orig-size="1500,1000" data-comments-opened="0" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;1&quot;}" data-image-title="Drew-Pettifer-Untitled-Ben-from-the-series-The-Decisive-Moment-chromogenic-print-75-x-50cm-2009" data-image-description="&lt;p&gt;Drew Pettifer&lt;/p&gt;
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<p><strong>Solitamente l&#8217;arte nasce da un luogo molto personale all&#8217;interno dell&#8217;artista vorresti parlare del tuo?</strong></p>



<p>Ho iniziato a fare arte nella mia adolescenza quando ho preso in mano per la prima volta una macchina fotografica per scattare foto dei miei amici e del mio ambiente circostante. </p>



<h4>L&#8217;arte per me è sempre stata legata al desiderio. </h4>



<p>Ho iniziato a interessarmi particolarmente alla fotografia quando un ragazzo della mia scuola per cui avevo una cotta ha iniziato a studiarla. Il processo artistico è un modo per incanalare quel desiderio, per reindirizzarlo in qualche modo. Piuttosto che respingere quei sentimenti e negarli, questa energia viene reindirizzata nel processo di creazione artistica. C&#8217;è una politica davvero importante anche in tutto questo; l&#8217;impatto sociale del fare arte che rappresenti le comunità queer è una parte così critica di tutto questo, che mi fa fare quello che faccio. Si tratta di comunicare con il pubblico e aumentare la visibilità.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img data-attachment-id="104943" data-permalink="https://toh-magazine.com/2022/10/drew-pettifer-e-lanalisi-dei-codici-e-generi-maschili/drew-pettifer-untitled-eddie-on-his-horse-chromogenic-print-40-x-60cm-2018/" data-orig-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/10/Drew-Pettifer-Untitled-Eddie-on-his-horse-chromogenic-print-40-x-60cm-2018.jpeg" data-orig-size="1500,1000" data-comments-opened="0" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;1&quot;}" data-image-title="Drew-Pettifer-Untitled-Eddie-on-his-horse-chromogenic-print-40-x-60cm-2018" data-image-description="&lt;p&gt;Drew Pettifer&lt;/p&gt;
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<p><strong>Mi piace davvero il modo in cui scatti foto di uomini, che esplorando il genere con un occhio così intimo. Che cosa stavi cercando mentre scattavi quelle immagini?</strong></p>



<p>Realizzo questo tipo di lavori da un po&#8217; di tempo ormai e quando ho iniziato ero davvero interessato al modo in cui la fotografia può catturare le persone in modo diverso in base alla loro identità, incluso il loro genere o sessualità. In particolare, la mia pratica ha esplorato i modi in cui le fotografie di giovani uomini differiscono da quelle di donne. </p>



<h4>Penso che le cose stiano mutando un po&#8217; con i cambiamenti sociali e i social media che danno alle persone un maggiore controllo sulla loro rappresentazione. Storicamente gli uomini sono stati in grado di sfidare o resistere al modo in cui la fotografia può oggettivare le persone. </h4>



<p>Il mio lavoro si è concentrato su come possiamo giocare con la tensione tra ciò che potresti chiamare identificazione – i modi in cui possiamo identificarci con il soggetto e vederlo come una persona – e l&#8217;oggettivazione, in cui il soggetto diventa principalmente un oggetto per il nostro sguardo. Trovare questa tensione è stato l&#8217;obiettivo di gran parte di questo lavoro.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img data-attachment-id="104944" data-permalink="https://toh-magazine.com/2022/10/drew-pettifer-e-lanalisi-dei-codici-e-generi-maschili/drew-pettifer-untitled-eli-in-the-bathroom-chromogenic-print-40-x-60cm-2016/" data-orig-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/10/Drew-Pettifer-Untitled-Eli-in-the-bathroom-chromogenic-print-40-x-60cm-2016.jpeg" data-orig-size="1500,1000" data-comments-opened="0" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;1&quot;}" data-image-title="Drew-Pettifer-Untitled-Eli-in-the-bathroom-chromogenic-print-40-x-60cm-2016" data-image-description="&lt;p&gt;Drew Pettifer&lt;/p&gt;
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<p>Ti dispiace tornare a parlare di quei progetti e vedere quanto quegli sguardi maschili non siano ancora rappresentati o non capiti per la nostra cultura?</p>



<p>Penso che lo sguardo maschile eterosessuale sia ancora il modo dominante di vedere il mondo nella maggior parte delle culture, ma penso che questo stia cambiando. Il mio lavoro è davvero incentrato sullo sguardo maschile queer e su come questo possa sfidare i modi in cui gli uomini spesso riducono al minimo l&#8217;oggettivazione dello sguardo; quando un uomo è oggetto di uno sguardo desideroso, il pubblico deve lavorare di più per dare un senso a un&#8217;immagine. Penso che gran parte della discussione sullo sguardo maschile sia stata polarizzata. </p>



<h4>Alcuni critici hanno affermato che lo sguardo maschile è sempre oggettivante e non può essere affatto contestato, mentre altri hanno affermato che questa posizione nega alle donne e alle persone omosessuali il potere, impedendo loro di avere mai alcun controllo su come interpretano le immagini. </h4>



<p>Direi che ci sono molte forme di spettatori resistenti in cui possiamo sfidare le nostre aspettative sul potere e sull&#8217;aspetto.</p>



<figure class="wp-block-image size-large is-resized"><img data-attachment-id="104945" data-permalink="https://toh-magazine.com/2022/10/drew-pettifer-e-lanalisi-dei-codici-e-generi-maschili/drew-pettifer-untitled-ernest-looking-out-the-window-chromogenic-print-60-x-40cm-2017/" data-orig-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/10/Drew-Pettifer-Untitled-Ernest-looking-out-the-window-chromogenic-print-60-x-40cm-2017.jpeg" data-orig-size="1000,1501" data-comments-opened="0" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;1&quot;}" data-image-title="Drew-Pettifer-Untitled-Ernest-looking-out-the-window-chromogenic-print-60-x-40cm-2017" data-image-description="&lt;p&gt;Drew Pettifer&lt;/p&gt;
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<p><strong>Parliamo di Hand in Glove and the Decisive Moment cosa ricordi di quei progetti?</strong></p>



<p>Questi sono due progetti davvero concettuali che ho creato che hanno esaminato il genere, la sessualità, l&#8217;arte e il possesso. Ho prodotto il progetto Hand in Glove per il Center for Contemporary Photography di Melbourne, Australia. In ogni immagine della serie per quel progetto indossavo lo stesso vestito e stavo accanto a un modello maschile nudo nella loro camera da letto. In una mano tengo il cavo di scatto della fotocamera e nell&#8217;altra tengo i genitali del modello. </p>



<p>È stata una riflessione sul potere della fotografia come macchina del desiderio, che cattura le cose che vogliamo conservare e ricordare, e il desiderio sessuale. Quindi in ogni mano ho uno di quegli oggetti del desiderio. Decisive Moment è un&#8217;altra riflessione sulla capacità della fotografia di catturare un soggetto desiderato. </p>



<h4>Per questa serie ho fotografato i volti di giovani uomini mentre raggiungevano l&#8217;orgasmo e li ho esposti insieme a campioni di sperma di quegli stessi soggetti contenuti in un contenitore di pellicola. </h4>



<p>Aveva lo scopo d&#8217;indurre il pubblico a pensare a quale fosse il ritratto più accurato del soggetto: una fotografia del loro viso o un campione di DNA.</p>



<figure class="wp-block-image size-large is-resized"><img data-attachment-id="104946" data-permalink="https://toh-magazine.com/2022/10/drew-pettifer-e-lanalisi-dei-codici-e-generi-maschili/drew-pettifer-untitled-holding-been-chromogenic-photograph-99-x-66cm-2011/" data-orig-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/10/Drew-Pettifer-Untitled-Holding-Been-chromogenic-photograph-99-x-66cm-2011.jpeg" data-orig-size="1000,1550" data-comments-opened="0" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;1&quot;}" data-image-title="Drew-Pettifer-Untitled-Holding-Been-chromogenic-photograph-99-x-66cm-2011" data-image-description="&lt;p&gt;Drew Pettifer&lt;/p&gt;
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<p><strong>Scatti fotografie da più di 20 anni, giusto? Cosa ne pensi dell&#8217;estetica d&#8217;IG in cui tutti possono essere fotografi e mostrano i loro corpi?</strong></p>



<p>È difficile individuare un punto di partenza per me per scattare fotografie, ma se si contano i miei primi lavori durante l&#8217;adolescenza, allora sì, sono passati più di 20 anni. Le mie prime mostre collettive risalgono al 2004, quindi espongo pubblicamente il mio lavoro da quasi 20 anni. I social media, in particolare Instagram, hanno cambiato il modo in cui pensiamo alla fotografia e all&#8217;arte. </p>



<h4>L&#8217;arte e la creatività possono verificarsi ovunque e Instagram ha consentito di condividere alcuni lavori incredibili con un pubblico più ampio. </h4>



<p>Penso che l&#8217;estetica dei social media stia influenzando l&#8217;arte e viceversa. Non sento il bisogno di controllare i confini tra &#8220;arte alta&#8221; e &#8220;arte popolare&#8221; &#8211; ci possono essere lavori interessanti e lavori poco interessanti in entrambi.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img data-attachment-id="104947" data-permalink="https://toh-magazine.com/2022/10/drew-pettifer-e-lanalisi-dei-codici-e-generi-maschili/drew-pettifer-untitled-in-the-bath-with-andre-chromogenic-print-40-x-60cm-2012/" data-orig-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/10/Drew-Pettifer-Untitled-In-the-bath-with-Andre-chromogenic-print-40-x-60cm-2012.jpeg" data-orig-size="1511,1000" data-comments-opened="0" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;1&quot;}" data-image-title="Drew-Pettifer-Untitled-In-the-bath-with-Andre-chromogenic-print-40-x-60cm-2012" data-image-description="&lt;p&gt;Drew Pettifer&lt;/p&gt;
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<p>I tuoi concetti di sesso<strong> e sessualità sono cambiati nel corso degli anni e da quando hai iniziato?</strong></p>



<p>Sento che più conosci un argomento, più ti rendi conto che ci sono molte cose che non sai. Quando ho iniziato a realizzare opere d&#8217;arte incentrate su concetti come sesso e sessualità, penso di essere stato più rigido nel mio modo di pensare. Più ho lavorato in questo campo, più mi rendo conto che ci sono idee molto più sfumate e complesse che circolano in queste aree. Penso di essere più a mio agio negli ultimi anni a lavorare in contesti più ambigui. </p>



<h4>Penso anche che la nostra comprensione sociale del sesso e della sessualità si sia evoluta negli ultimi due decenni, con approcci più inclusivi al genere e alla sessualità, il che è positivo. </h4>



<p>Spero che le cose continuino a evolversi e il mio lavoro possa continuare a documentare questi cambiamenti.</p>



<figure class="wp-block-image size-large is-resized"><img data-attachment-id="104948" data-permalink="https://toh-magazine.com/2022/10/drew-pettifer-e-lanalisi-dei-codici-e-generi-maschili/drew-pettifer-untitled-kurt-shirt-chromogenic-print-60-x-40cm-2013/" data-orig-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/10/Drew-Pettifer-Untitled-Kurt-shirt-chromogenic-print-60-x-40cm-2013.jpeg" data-orig-size="1000,1533" data-comments-opened="0" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;1&quot;}" data-image-title="Drew-Pettifer-Untitled-Kurt-shirt-chromogenic-print-60-x-40cm-2013" data-image-description="&lt;p&gt;Drew Pettifer&lt;/p&gt;
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<p><strong>In uno dei tuoi progetti hai usato un&#8217;app come Tinder per incontrare i ragazzi per i tuoi scatti, com&#8217;è stata quell&#8217;esperienza?</strong></p>



<p>Era per un progetto in una residenza d’arte a Tokyo e trovavo difficile trovare modelli per il mio lavoro. Ho usato un&#8217;app come Tinder per contattare potenziali modelli quando ho esaurito le persone nella mia rete personale. È stata un&#8217;esperienza davvero interessante. Da un lato ha creato un&#8217;incredibile tensione tra me e il modello che penso sia stata catturata nel lavoro. Ho dovuto negoziare attentamente per assicurarmi di essere chiaro che non ero interessato agli appuntamenti.</p>



<figure class="wp-block-image size-large is-resized"><img data-attachment-id="104949" data-permalink="https://toh-magazine.com/2022/10/drew-pettifer-e-lanalisi-dei-codici-e-generi-maschili/drew-pettifer-untitled-josh-in-a-towel-chromogenic-print-60-x-40cm-2017/" data-orig-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/10/Drew-Pettifer-Untitled-Josh-in-a-towel-chromogenic-print-60-x-40cm-2017.jpeg" data-orig-size="1000,1500" data-comments-opened="0" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;1&quot;}" data-image-title="Drew-Pettifer-Untitled-Josh-in-a-towel-chromogenic-print-60-x-40cm-2017" data-image-description="&lt;p&gt;Drew Pettifer&lt;/p&gt;
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<p><strong>A cosa stai lavorando ora?</strong></p>



<p>Negli ultimi due anni ho lavorato di più su progetti d&#8217;archivio queer che documentano momenti nascosti della storia queer e li rendono visibili al pubblico attraverso mostre. Una grande mostra personale recente, A Sorrowful Act: The Wreck of the Zeewijk, ad esempio, ha esaminato il primo caso di sodomia documentato in Australia, avvenuto nel 1727. </p>



<p>Due giovani sulla nave olandese Zeewijk furono condannati a morte quando furono giudicati colpevoli di sodomia e furono lasciati a morire su isole separate nell&#8217;Oceano Indiano. Ho trovato i parenti dei due giovani nei Paesi Bassi per filmare il progetto e ho documentato molti dei siti, dei documenti e degli oggetti legati a questa storia. </p>



<p>Altri progetti che utilizzano questa metodologia sono attualmente in corso, incluso uno basato su uno strano bushranger australiano, Captain Moonlite. Sto anche producendo un nuovo libro fotografico che sarà pubblicato nel 2023-2024 incentrato sull&#8217;intimità e sui giovani come soggetti dello sguardo fotografico.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img data-attachment-id="104950" data-permalink="https://toh-magazine.com/2022/10/drew-pettifer-e-lanalisi-dei-codici-e-generi-maschili/drew-pettifer-untitled-kieran-rottness-island-wa-chromogenic-print-40-x-60cm-2014/" data-orig-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/10/Drew-Pettifer-Untitled-Kieran-Rottness-island-WA-chromogenic-print-40-x-60cm-2014.jpeg" data-orig-size="1500,1001" data-comments-opened="0" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;1&quot;}" data-image-title="Drew-Pettifer-Untitled-Kieran-Rottness-island-WA-chromogenic-print-40-x-60cm-2014" data-image-description="&lt;p&gt;Drew Pettifer&lt;/p&gt;
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<p>Come artista, quali sono i nuovi artisti che ammiri davvero il loro lavoro e pensi che qualcuno dovrebbe <strong>tenere d&#8217;occhio?</strong></p>



<p>Ci sono così tanti fantastici nuovi artisti nel mondo in questo momento &#8211; potrei elencarne così tanti! In termini di artisti australiani che stanno conquistando un pubblico internazionale, penso che Hoda Afshar stia facendo cose incredibili. Hoda è un artista e fotografo iraniano-australiano il cui lavoro esplora la rappresentazione, il genere e lo spostamento. </p>



<p>Mi piace molto anche il lavoro di Atong Atem, un altro artista che usa la fotografia e il video per esplorare il genere e la rappresentazione. Usa la sua arte come veicolo per condividere storie di migranti e pratiche post coloniali nella diaspora africana in Australia.</p>



<p> È un lavoro incredibilmente vivace e coinvolgente. Infine, Paul Yore sta realizzando un lavoro davvero accattivante su queerness, politica sociale e cultura contemporanea. Attualmente ha una grande mostra personale presso l&#8217;Australian Center for Contemporary Art che è una cacofonia immersione d&#8217;immagini e testo.</p>



<figure class="wp-block-image size-large is-resized"><img data-attachment-id="104951" data-permalink="https://toh-magazine.com/2022/10/drew-pettifer-e-lanalisi-dei-codici-e-generi-maschili/drew-pettifer-untitled-nile-chromogenic-print-75-x-50cm-2014/" data-orig-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/10/Drew-Pettifer-Untitled-Nile-chromogenic-print-75-x-50cm-2014.jpeg" data-orig-size="1000,1500" data-comments-opened="0" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;1402654712&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}" data-image-title="Drew-Pettifer-Untitled-Nile-chromogenic-print-75-x-50cm-2014" data-image-description="&lt;p&gt;Drew Pettifer&lt;/p&gt;
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<p><strong>Cosa trovi interessante nel corpo maschile?</strong></p>



<p>Mi identifico come un uomo omosessuale, quindi sono personalmente attratto fisicamente dal corpo maschile. La cosa che mi affascina davvero in questo momento è il modo in cui alcuni giovani uomini attualmente comprendono la loro sessualità e genere, e la tensione tra i tratti tradizionali maschili e femminili.</p>



<figure class="wp-block-image size-large is-resized"><img data-attachment-id="104952" data-permalink="https://toh-magazine.com/2022/10/drew-pettifer-e-lanalisi-dei-codici-e-generi-maschili/drew-pettifer-untitled-lincoln-looking-out-the-window-chromogenic-print-60-x-40cm-2021/" data-orig-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/10/Drew-Pettifer-Untitled-Lincoln-looking-out-the-window-chromogenic-print-60-x-40cm-2021.jpeg" data-orig-size="1000,1504" data-comments-opened="0" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;3.2&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;Drew Pettifer&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;Canon EOS 5D Mark II&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;1620068129&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;Copyright: @DrewPettifer&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;48&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;160&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0.04&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;1&quot;}" data-image-title="Drew-Pettifer-Untitled-Lincoln-looking-out-the-window-chromogenic-print-60-x-40cm-2021" data-image-description="&lt;p&gt;Drew Pettifer&lt;/p&gt;
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<p>Quanto pensi sia cambiata la rappresentazione del corpo umano nella nostra cultura da quando hai iniziato a<strong> fotografare gli uomini?</strong></p>



<p>Ho scritto un capitolo del mio dottorato su questo argomento, quindi potrei dire molto! Penso che ci siano stati grandi cambiamenti dagli anni &#8217;90 nel modo in cui il corpo maschile è rappresentato.</p>



<p><strong>I giovani in particolare sono spesso presentati in modi più femminili e alla mano di quanto avrebbero potuto essere tradizionalmente in passato. </strong></p>



<p>Tuttavia, suppongo che la recente controversia sugli abiti di Harry Styles mi fa capire che c&#8217;è una vera polarizzazione attorno alle aspettative della mascolinità oggi. Mi chiedo se potremmo assistere a un contraccolpo ai molti cambiamenti avvenuti negli ultimi anni. L&#8217;arte e la fotografia giocheranno senza dubbio un ruolo importante nel documentare i cambiamenti che si verificano e nell&#8217;offrire modi alternativi di pensare alla mascolinità e al corpo maschile.</p>
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		<title>Naruki Kukita e l&#8217;erotismo tra l&#8217;umano e i manga.</title>
		<link>https://toh-magazine.com/2022/07/naruki-kukita-e-lerotismo-tra-lumano-e-i-manga/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=naruki-kukita-e-lerotismo-tra-lumano-e-i-manga</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alex Vaccani]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 09 Jul 2022 07:27:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Art]]></category>
		<category><![CDATA[art]]></category>
		<category><![CDATA[gay art]]></category>
		<category><![CDATA[gay artist]]></category>
		<category><![CDATA[Lgbtq+]]></category>
		<category><![CDATA[manga]]></category>
		<category><![CDATA[Naruki Kukita]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Naruki Kukita sulle sue tele crea  mondi pop attraverso il mix di soggetti e colori che  rendono tutto fresco e inatteso.</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://toh-magazine.com/2022/07/naruki-kukita-e-lerotismo-tra-lumano-e-i-manga/">Naruki Kukita e l&#8217;erotismo tra l&#8217;umano e i manga.</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://toh-magazine.com">Toh! Magazine</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<h4>Naruki Kukita sulle sue tele crea mondi pop attraverso il mix di soggetti e colori che  rendono tutto fresco e inatteso.</h4>



<p>Il talento di Nakuri è innegabile, i dettagli presenti nei suoi quadri sono sexy e divertenti. Quell’ironia di fondo non fa altro che dimostrare che <a href="https://www.narukikukita.com" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Naruki</a> è un giovane artista che si sta divertendo facendo quello che fa, nel bel mezzo della scena artistica gay newyorkese di cui fa parte da quando vi si è trasferito dal Giappone. Kukita è noto per la sua ritrattistica e per i suoi soggetti omo erotici espliciti, che non si può non amare.</p>



<figure class="wp-block-image size-large is-resized"><img data-attachment-id="104287" data-permalink="https://toh-magazine.com/2022/07/naruki-kukita-e-lerotismo-tra-lumano-e-i-manga/30x24-virtual-pussy-cat/" data-orig-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/07/30x24-Virtual-Pussy-Cat-scaled.jpeg" data-orig-size="2045,2560" data-comments-opened="0" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;7.1&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;SIGMA DP2 Merrill&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;1325377671&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;Copyright 2012&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;30&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;100&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0.004&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;1&quot;}" data-image-title="Naruki Kukita" data-image-description="&lt;p&gt;Naruki Kukita&lt;/p&gt;
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<p><strong>Quando hai iniziato a fare quadri?</strong></p>



<p>Sono nato e cresciuto in Giappone. Mi sono trasferito a New York nel 2006.Disegnavo sempre fin da quando ero piccola. Il mio primo dipinto a olio risale a quando avevo 10 anni.</p>



<figure class="wp-block-image size-large is-resized"><img data-attachment-id="104288" data-permalink="https://toh-magazine.com/2022/07/naruki-kukita-e-lerotismo-tra-lumano-e-i-manga/48x36-virtual-sebastian/" data-orig-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/07/48x36-virtual-sebastian-scaled.jpeg" data-orig-size="1925,2560" data-comments-opened="0" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;4&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;SIGMA DP2 Merrill&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;1510424512&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;Copyright 2012&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;30&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;100&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0.008&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;1&quot;}" data-image-title="Naruki Kukita" data-image-description="&lt;p&gt;Naruki Kukita&lt;/p&gt;
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<p>C&#8217;è molto erotismo nei tuoi quadri e i tuoi lavori passati erano ancora più espliciti, quanto conta il sesso per la tua arte?</p>



<p>Non avevo internet quando ero adolescente. Sono cresciuto in una piccola città. Non riuscivo a trovare riviste gay o video porno. Non ho incontrato altri ragazzi gay fino all’età di 23 anni. Così quando ho iniziato a usare Internet, ero ossessionato dalla ricerca di porno. Ho passato molte ore a fare quello ogni giorno. Ho sentito che passare molto tempo a cercare porno ogni giorno era tempo perso e mi sentivo in colpa per quello. Poi ho pensato: &#8220;Perché non uso questa energia per la mia arte!?&#8221;. E ho iniziato a dipingere porno. </p>



<h4>Quindi potrei dire che cercare porno su Internet è &#8220;Ricerca&#8221; per la mia arte.</h4>



<figure class="wp-block-image size-large"><img data-attachment-id="104289" data-permalink="https://toh-magazine.com/2022/07/naruki-kukita-e-lerotismo-tra-lumano-e-i-manga/satyr-and-vr-nymphs/" data-orig-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/07/Satyr-and-VR-Nymphs.jpeg" data-orig-size="8503,5336" data-comments-opened="0" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;8&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;Canon EOS 5DS&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;1655145328&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;70&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;800&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0.004&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;1&quot;}" data-image-title="Naruki Kukita" data-image-description="&lt;p&gt;Naruki Kukita&lt;/p&gt;
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<p><strong>Che cosa mi dici dei tuoi dipinti di sesso virtuale? Quando ti è venuta l&#8217;idea di fare sesso tra un umano con i manga?</strong></p>



<p>Domanda difficile! Mi piace e odio il sesso. Ho iniziato a realizzare serie di dipinti di sesso virtuale nel 2017. Penso che il Giappone abbia una cultura ibrida. Sono cresciuto con essa. Quindi mescolare stili diversi in una tela può essere bello per mostrare la mia identità e il mio background. Anche la storia dell&#8217;arte è sempre in relazione con la tecnologia. La mia arte potrebbe essere una risposta per le tecnologie VR o AR.</p>



<figure class="wp-block-image size-large is-resized"><img data-attachment-id="104290" data-permalink="https://toh-magazine.com/2022/07/naruki-kukita-e-lerotismo-tra-lumano-e-i-manga/oberon-and-the-vr-mermaid/" data-orig-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/07/Oberon-And-the-VR-mermaid-scaled.jpeg" data-orig-size="1914,2560" data-comments-opened="0" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;8&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;Canon EOS 5DS&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;1655145614&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;73&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;800&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0.004&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;1&quot;}" data-image-title="Naruki Kukita" data-image-description="&lt;p&gt;Naruki Kukita&lt;/p&gt;
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<p><strong>Hai dipinto in questo modo molte altre persone come Benjamin Fredrickson, Patrick Church Matthew Camp, hanno posato per te?</strong></p>



<p>Sì, sono venuti nel mio studio per posare per me. Erano i miei vicini.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img data-attachment-id="104291" data-permalink="https://toh-magazine.com/2022/07/naruki-kukita-e-lerotismo-tra-lumano-e-i-manga/river-with-vr-top/" data-orig-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/07/river-with-VR-top-scaled.jpeg" data-orig-size="2560,2051" data-comments-opened="0" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;6.3&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;SIGMA DP2 Merrill&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;1331156743&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;Copyright 2012&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;30&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;100&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0.008&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;1&quot;}" data-image-title="Naruki Kukita" data-image-description="&lt;p&gt;Naruki Kukita&lt;/p&gt;
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<p><strong>Come immagini quali manga o cartoni mettere intorno al tuo soggetto?</strong></p>



<p>Considero quale personaggio è bello per il concetto o la situazione della pittura.</p>



<figure class="wp-block-image size-large is-resized"><img data-attachment-id="104292" data-permalink="https://toh-magazine.com/2022/07/naruki-kukita-e-lerotismo-tra-lumano-e-i-manga/matthew-with-vr-w/" data-orig-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/07/Matthew-with-VR-W-scaled.jpeg" data-orig-size="1933,2560" data-comments-opened="0" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;5&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;SIGMA DP2 Merrill&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;1513419447&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;Copyright 2012&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;30&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;100&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0.008&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;1&quot;}" data-image-title="Naruki Kukita" data-image-description="&lt;p&gt;Naruki Kukita&lt;/p&gt;
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<p><strong>Com&#8217;è la scena artistica di New York oggi?</strong></p>



<p>La scena artistica in questi giorni sta diventando sempre più difficile per gli artisti che non provengono da una famiglia ricca. Solo i bambini di una famiglia ricca possono frequentare una famosa scuola d&#8217;arte e ottenere un biglietto per entrare nel mondo dell&#8217;arte. Il mondo dell&#8217;arte sta diventando domestico. Lo odio.</p>



<figure class="wp-block-image size-large is-resized"><img data-attachment-id="104293" data-permalink="https://toh-magazine.com/2022/07/naruki-kukita-e-lerotismo-tra-lumano-e-i-manga/virtual-adam-and-eva/" data-orig-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/07/Virtual-Adam-and-Eva-scaled.jpeg" data-orig-size="1994,2560" data-comments-opened="0" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;7.1&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;SIGMA DP2 Merrill&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;1325377310&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;Copyright 2012&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;30&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;100&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0.008&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;1&quot;}" data-image-title="Naruki Kukita" data-image-description="&lt;p&gt;Naruki Kukita&lt;/p&gt;
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<p><strong>C’è qualche altro ragazzo che vuoi dipingere?&nbsp;</strong></p>



<p>Voglio dipingere più ragazzi asiatici. Ma trovare modelli asiatici non è facile per me perché sono timidi.</p>



<figure class="wp-block-image size-large is-resized"><img data-attachment-id="104294" data-permalink="https://toh-magazine.com/2022/07/naruki-kukita-e-lerotismo-tra-lumano-e-i-manga/virtual-pieta/" data-orig-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/07/virtual-pieta-scaled.jpeg" data-orig-size="1930,2560" data-comments-opened="0" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;4&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;Canon EOS 5DS&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;1607345077&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;55&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;1600&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0.02&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;1&quot;}" data-image-title="Naruki Kukita" data-image-description="&lt;p&gt;Naruki Kukita&lt;/p&gt;
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<p><strong>Non trovi sciocco che su IG dobbiamo nascondere gli organi sessuali anche se è arte?</strong></p>



<p>La loro linea guida sta diventando sempre più difficile e non va bene per i miei affari. L&#8217;algoritmo d&#8217;Instagram non ama la mia arte e rende più difficile ottenere nuovi follower. Credo che potrei aver bisogno di&nbsp;&nbsp;trovare presto un&#8217;altra piattaforma.</p>



<figure class="wp-block-image size-large is-resized"><img data-attachment-id="104295" data-permalink="https://toh-magazine.com/2022/07/naruki-kukita-e-lerotismo-tra-lumano-e-i-manga/seanford/" data-orig-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/07/SEANFORD-scaled.jpeg" data-orig-size="1704,2560" data-comments-opened="0" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;1&quot;}" data-image-title="Naruki Kukita" data-image-description="&lt;p&gt;Naruki Kukita&lt;/p&gt;
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<p><strong>Come funziona la scelta del modello o della storia da dipingere?</strong></p>



<p>La maggior parte dei miei modelli sono miei amici. A volte, ho già un&#8217;idea per un nuovo dipinto e cerco un modello che sia bravo per il concetto. Altre volte, prendo ispirazione da un modello e cerco un concetto che sia bello mostrare il modello.</p>



<p><strong>Quanto tempo ci vuole per realizzare un tuo dipinto?</strong></p>



<p>Dipende dalle dimensioni. Un piccolo dipinto dura una settimana. Un grande dipinto richiede tre mesi.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img data-attachment-id="104296" data-permalink="https://toh-magazine.com/2022/07/naruki-kukita-e-lerotismo-tra-lumano-e-i-manga/mattcfnm/" data-orig-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/07/MATTCFNM.jpeg" data-orig-size="8322,5227" data-comments-opened="0" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;8&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;Canon EOS 5DS&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;1655145466&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;65&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;800&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0.004&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;1&quot;}" data-image-title="Naruki Kukita" data-image-description="&lt;p&gt;Naruki Kukita&lt;/p&gt;
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<p><strong>Quanto e dove pensi di essere cambiato da quando hai iniziato a dipingere?</strong></p>



<p>Niente è cambiato. Quando sono davanti alla tela, ho sempre la stessa sensazione di quando ero piccolo. Voglio solo essere migliore.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img data-attachment-id="104297" data-permalink="https://toh-magazine.com/2022/07/naruki-kukita-e-lerotismo-tra-lumano-e-i-manga/vr-xoxo/" data-orig-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/07/VR-XOXO-scaled.jpeg" data-orig-size="2560,1778" data-comments-opened="0" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;6.3&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;SIGMA DP2 Merrill&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;1328773214&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;Copyright 2012&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;30&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;100&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0.008&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;1&quot;}" data-image-title="Naruki Kukita" data-image-description="&lt;p&gt;Naruki Kukita&lt;/p&gt;
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<p><strong>Come artista hai mai cercato l&#8217;approvazione di qualcuno?</strong></p>



<p>Quando ricevo feedback positivi per la mia arte dalle persone, mi rende felice. Ma non ho voglia di cambiare il mio stile per questo.&nbsp;</p>



<h4>In realtà vorrei di più l&#8217;approvazione di qualcuno quando pubblico il mio selfie sui <a href="https://www.instagram.com/narukikukita/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">social</a>.</h4>



<p></p>
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		<item>
		<title>Yisrael Dror Hemed ritrae gli uomini che incontra</title>
		<link>https://toh-magazine.com/2022/04/yisrael-dror-hemed-ritrae-gli-uomini-che-incontra/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=yisrael-dror-hemed-ritrae-gli-uomini-che-incontra</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alex Vaccani]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 12 Apr 2022 09:47:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Art]]></category>
		<category><![CDATA[gay art]]></category>
		<category><![CDATA[gay artist]]></category>
		<category><![CDATA[Lgbtq+]]></category>
		<category><![CDATA[Yisrael Dror Hemed]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://toh-magazine.com/?p=103281</guid>

					<description><![CDATA[<p>Yisrael Dror Hemed ritrae nella sua pittura principalmente figure maschili. La maggior parte degli uomini che dipinge sono quelli che incontra per caso. Gli chiede il permesso di fotografarli e poi li dipinge partendo da quegli scatti. </p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://toh-magazine.com/2022/04/yisrael-dror-hemed-ritrae-gli-uomini-che-incontra/">Yisrael Dror Hemed ritrae gli uomini che incontra</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://toh-magazine.com">Toh! Magazine</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<h4>Yisrael Dror Hemed ritrae nella sua pittura principalmente figure maschili. La maggior parte degli uomini che dipinge sono quelli che incontra per caso. Gli chiede il permesso di fotografarli e poi li dipinge partendo da quegli scatti.&nbsp;</h4>



<p>Yisrael Dror Hemed all&#8217;interno della pratica del dipingere conferisce un atteggiamento concettuale del comune e del quotidiano. Nei quadri si percepisce una raffinatezza che lega l’erotismo tra il pittore e i suoi soggetti. In alcune tele, l’uomo guarda direttamente lo spettatore, ma nella maggior parte dei quadri non lo fa. È come se Yisrael riuscisse a portarci oltre, nel profondo dei suoi pensieri, al di là dello sguardo del soggetto.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img data-attachment-id="103282" data-permalink="https://toh-magazine.com/2022/04/yisrael-dror-hemed-ritrae-gli-uomini-che-incontra/asaf-and-david-2019-oil-on-canvas-140x120-cm/" data-orig-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/04/Asaf-and-David-2019-oil-on-canvas-140x120-cm-scaled.jpg" data-orig-size="2157,2560" data-comments-opened="0" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;1.6&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;iPhone 12 Pro&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;1637572061&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;4.2&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;500&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0.020833333333333&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;1&quot;}" data-image-title="Asaf-and-David-2019-oil-on-canvas-140&#215;120-cm" data-image-description="" data-medium-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/04/Asaf-and-David-2019-oil-on-canvas-140x120-cm-253x300.jpg" data-large-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/04/Asaf-and-David-2019-oil-on-canvas-140x120-cm-863x1024.jpg" loading="lazy" width="863" height="1024" src="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/04/Asaf-and-David-2019-oil-on-canvas-140x120-cm-863x1024.jpg" alt="" class="wp-image-103282" srcset="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/04/Asaf-and-David-2019-oil-on-canvas-140x120-cm-863x1024.jpg 863w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/04/Asaf-and-David-2019-oil-on-canvas-140x120-cm-253x300.jpg 253w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/04/Asaf-and-David-2019-oil-on-canvas-140x120-cm-768x911.jpg 768w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/04/Asaf-and-David-2019-oil-on-canvas-140x120-cm-1294x1536.jpg 1294w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/04/Asaf-and-David-2019-oil-on-canvas-140x120-cm-1726x2048.jpg 1726w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/04/Asaf-and-David-2019-oil-on-canvas-140x120-cm-1000x1187.jpg 1000w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/04/Asaf-and-David-2019-oil-on-canvas-140x120-cm-900x1068.jpg 900w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/04/Asaf-and-David-2019-oil-on-canvas-140x120-cm-450x534.jpg 450w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/04/Asaf-and-David-2019-oil-on-canvas-140x120-cm-350x415.jpg 350w" sizes="(max-width: 863px) 100vw, 863px" /><figcaption><em>Asaf and David, 2019, oil on canvas, 140&#215;120 cm</em></figcaption></figure>



<p>Yisrael riporta a olio su tela le fotografie digitale che scatta. Nella sua arte c’è un profondo amore nell’osservare quei soggetti maschili. È come se volesse prolungare il più a lungo possibile lo sguardo istantaneo dato dalla fotografia e trasportarlo nella figura dipinta. Si viene così a creare uno spazio di sguardi e relazioni, prima tra il pittore e il soggetto e poi tra noi spettatori dell’opera e del momento.</p>



<figure class="wp-block-image size-large is-resized"><img data-attachment-id="103283" data-permalink="https://toh-magazine.com/2022/04/yisrael-dror-hemed-ritrae-gli-uomini-che-incontra/jonathan-2019-oil-on-canvas-170x80-cm-photo-avi-amsalem/" data-orig-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/04/Jonathan-2019-oil-on-canvas-170x80-cm-Photo-Avi-Amsalem-scaled.jpeg" data-orig-size="1203,2560" data-comments-opened="0" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;16&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;P30+&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;1281272233&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;120&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;100&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0.0080000237565665&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;1&quot;}" data-image-title="Jonathan-2019-oil-on-canvas-170&#215;80-cm-Photo-Avi-Amsalem" data-image-description="" data-medium-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/04/Jonathan-2019-oil-on-canvas-170x80-cm-Photo-Avi-Amsalem-141x300.jpeg" data-large-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/04/Jonathan-2019-oil-on-canvas-170x80-cm-Photo-Avi-Amsalem-481x1024.jpeg" loading="lazy" src="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/04/Jonathan-2019-oil-on-canvas-170x80-cm-Photo-Avi-Amsalem-481x1024.jpeg" alt="" class="wp-image-103283" width="840" height="1788" srcset="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/04/Jonathan-2019-oil-on-canvas-170x80-cm-Photo-Avi-Amsalem-481x1024.jpeg 481w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/04/Jonathan-2019-oil-on-canvas-170x80-cm-Photo-Avi-Amsalem-141x300.jpeg 141w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/04/Jonathan-2019-oil-on-canvas-170x80-cm-Photo-Avi-Amsalem-768x1635.jpeg 768w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/04/Jonathan-2019-oil-on-canvas-170x80-cm-Photo-Avi-Amsalem-722x1536.jpeg 722w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/04/Jonathan-2019-oil-on-canvas-170x80-cm-Photo-Avi-Amsalem-962x2048.jpeg 962w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/04/Jonathan-2019-oil-on-canvas-170x80-cm-Photo-Avi-Amsalem-1000x2129.jpeg 1000w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/04/Jonathan-2019-oil-on-canvas-170x80-cm-Photo-Avi-Amsalem-900x1916.jpeg 900w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/04/Jonathan-2019-oil-on-canvas-170x80-cm-Photo-Avi-Amsalem-450x958.jpeg 450w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/04/Jonathan-2019-oil-on-canvas-170x80-cm-Photo-Avi-Amsalem-350x745.jpeg 350w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/04/Jonathan-2019-oil-on-canvas-170x80-cm-Photo-Avi-Amsalem-scaled.jpeg 1203w" sizes="(max-width: 840px) 100vw, 840px" /><figcaption><em>Jonathan, 2019, oil on canvas, 170&#215;80 cm, Photo Avi Amsalem</em></figcaption></figure>



<p>Se l’immagine da cui tutto parte è immediata, casuale e veloce, come gli scatti che siamo soliti fare con i nostri smartphone, qui vengo riportata a un momento di grazia. La <a href="https://toh-magazine.com/category/arte/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">pittura</a> tradizionale a olio lenta, permette di soffermarci sulle sfumature e di ritornare più e più volte. I dipinti sono caratterizzati da toni morbidi e dalla fluidità delle forme, creata dalla tavolozza dei colori.</p>



<p>Per <a href="https://www.yisraeldrorhemed.com" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Yisrael</a> è come se l’atto del dipingere fosse una silenziosa rappresentazione del contemporaneo, dove esplora l&#8217;immagine della figura maschile, sia nella sua sfera culturale che sociale.</p>



<figure class="wp-block-image size-large is-resized"><img data-attachment-id="103285" data-permalink="https://toh-magazine.com/2022/04/yisrael-dror-hemed-ritrae-gli-uomini-che-incontra/two-men-2022-oil-on-canvas-120x80-cm/" data-orig-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/04/Two-Men-2022-oil-on-canvas-120x80-cm-scaled.jpeg" data-orig-size="1866,2560" data-comments-opened="0" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;5.6&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;Canon EOS 100D&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;1646033670&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;18&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;4000&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0.033333333333333&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;1&quot;}" data-image-title="Two-Men-2022-oil-on-canvas-120&#215;80-cm" data-image-description="" data-medium-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/04/Two-Men-2022-oil-on-canvas-120x80-cm-219x300.jpeg" data-large-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/04/Two-Men-2022-oil-on-canvas-120x80-cm-746x1024.jpeg" loading="lazy" src="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/04/Two-Men-2022-oil-on-canvas-120x80-cm-746x1024.jpeg" alt="" class="wp-image-103285" width="839" height="1152" srcset="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/04/Two-Men-2022-oil-on-canvas-120x80-cm-746x1024.jpeg 746w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/04/Two-Men-2022-oil-on-canvas-120x80-cm-219x300.jpeg 219w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/04/Two-Men-2022-oil-on-canvas-120x80-cm-768x1054.jpeg 768w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/04/Two-Men-2022-oil-on-canvas-120x80-cm-1120x1536.jpeg 1120w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/04/Two-Men-2022-oil-on-canvas-120x80-cm-1493x2048.jpeg 1493w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/04/Two-Men-2022-oil-on-canvas-120x80-cm-1000x1372.jpeg 1000w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/04/Two-Men-2022-oil-on-canvas-120x80-cm-900x1235.jpeg 900w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/04/Two-Men-2022-oil-on-canvas-120x80-cm-450x617.jpeg 450w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/04/Two-Men-2022-oil-on-canvas-120x80-cm-350x480.jpeg 350w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/04/Two-Men-2022-oil-on-canvas-120x80-cm-scaled.jpeg 1866w" sizes="(max-width: 839px) 100vw, 839px" /><figcaption><em>Two Men, 2022, oil on canvas, 120&#215;80 cm</em></figcaption></figure>



<p><strong>Chi è Yisrael, puoi parlarci un po’ di te?</strong></p>



<p>Sono un pittore figurativo israeliano, vivo a Netanya. Da che ho memoria di me stesso, ricordo di aver sempre dipinto. Solo dopo essermi laureato in giurisprudenza ho deciso di dedicarmi interamente alla pittura. Ho studiato presso lo studio dell&#8217;artista Maya Cohen Levy a Tel Aviv. La mia pittura è incentrata su figure maschili e la mascolinità. Di recente ho ricevuto il Premio Haim Shiff 2020 per l&#8217;arte figurativa realista. Ho tenuto una mostra personale al Museum of Art di Tel Aviv, intitolata &#8220;Painter-Gatherer&#8221;.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img data-attachment-id="103286" data-permalink="https://toh-magazine.com/2022/04/yisrael-dror-hemed-ritrae-gli-uomini-che-incontra/le-baiser-2019-oil-on-cavas-70x80-cm/" data-orig-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/04/Le-baiser-2019-oil-on-cavas-70x80-cm-scaled.jpeg" data-orig-size="2560,2251" data-comments-opened="0" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;5.6&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;Canon EOS 100D&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;1437594643&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;18&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;4000&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0.016666666666667&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;1&quot;}" data-image-title="Le-baiser-2019-oil-on-cavas-70&#215;80-cm" data-image-description="" data-medium-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/04/Le-baiser-2019-oil-on-cavas-70x80-cm-300x264.jpeg" data-large-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/04/Le-baiser-2019-oil-on-cavas-70x80-cm-1024x900.jpeg" loading="lazy" width="1024" height="900" src="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/04/Le-baiser-2019-oil-on-cavas-70x80-cm-1024x900.jpeg" alt="" class="wp-image-103286" srcset="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/04/Le-baiser-2019-oil-on-cavas-70x80-cm-1024x900.jpeg 1024w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/04/Le-baiser-2019-oil-on-cavas-70x80-cm-300x264.jpeg 300w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/04/Le-baiser-2019-oil-on-cavas-70x80-cm-768x675.jpeg 768w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/04/Le-baiser-2019-oil-on-cavas-70x80-cm-1536x1350.jpeg 1536w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/04/Le-baiser-2019-oil-on-cavas-70x80-cm-2048x1801.jpeg 2048w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/04/Le-baiser-2019-oil-on-cavas-70x80-cm-1000x879.jpeg 1000w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/04/Le-baiser-2019-oil-on-cavas-70x80-cm-900x791.jpeg 900w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/04/Le-baiser-2019-oil-on-cavas-70x80-cm-450x396.jpeg 450w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/04/Le-baiser-2019-oil-on-cavas-70x80-cm-350x308.jpeg 350w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption>Le baiser, 2019, oil on cavas, 70&#215;80 cm</figcaption></figure>



<p><strong>Come vive un artista in Israele?</strong></p>



<p>Sarebbe difficile per me confrontare la mia vita da artista in Israele con quella di chiunque viva all&#8217;estero. Posso dire che il mio studio è anche il luogo in cui vivo, quindi la pittura è parte integrante della mia routine quotidiana. Al momento non sono rappresentato da nessuna galleria in Israele, quindi vendo direttamente i miei dipinti. Vivere in Israele significa, ovviamente, dipingere gli israeliani nel mio ambiente, così come coloro che vengono a trovarmi. La stessa scena artistica israeliana è molto vivace e diversificata, gode di libertà e tolleranza.</p>



<figure class="wp-block-image size-large is-resized"><img data-attachment-id="103287" data-permalink="https://toh-magazine.com/2022/04/yisrael-dror-hemed-ritrae-gli-uomini-che-incontra/le-batisseur-2020-oil-on-canvas-160x120-cm/" data-orig-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/04/Le-Batisseur-2020-oil-on-canvas-160x120-cm-scaled.jpeg" data-orig-size="1904,2560" data-comments-opened="0" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;5.6&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;Canon EOS 100D&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;1462061257&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;18&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;1000&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0.033333333333333&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;1&quot;}" data-image-title="Le-Batisseur-2020-oil-on-canvas-160&#215;120-cm" data-image-description="" data-medium-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/04/Le-Batisseur-2020-oil-on-canvas-160x120-cm-223x300.jpeg" data-large-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/04/Le-Batisseur-2020-oil-on-canvas-160x120-cm-762x1024.jpeg" loading="lazy" src="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/04/Le-Batisseur-2020-oil-on-canvas-160x120-cm-762x1024.jpeg" alt="" class="wp-image-103287" width="840" height="1129" srcset="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/04/Le-Batisseur-2020-oil-on-canvas-160x120-cm-762x1024.jpeg 762w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/04/Le-Batisseur-2020-oil-on-canvas-160x120-cm-223x300.jpeg 223w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/04/Le-Batisseur-2020-oil-on-canvas-160x120-cm-768x1033.jpeg 768w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/04/Le-Batisseur-2020-oil-on-canvas-160x120-cm-1142x1536.jpeg 1142w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/04/Le-Batisseur-2020-oil-on-canvas-160x120-cm-1523x2048.jpeg 1523w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/04/Le-Batisseur-2020-oil-on-canvas-160x120-cm-1000x1345.jpeg 1000w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/04/Le-Batisseur-2020-oil-on-canvas-160x120-cm-900x1210.jpeg 900w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/04/Le-Batisseur-2020-oil-on-canvas-160x120-cm-450x605.jpeg 450w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/04/Le-Batisseur-2020-oil-on-canvas-160x120-cm-350x471.jpeg 350w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/04/Le-Batisseur-2020-oil-on-canvas-160x120-cm-scaled.jpeg 1904w" sizes="(max-width: 840px) 100vw, 840px" /><figcaption><em>Le Bâtisseur, 2020, oil on canvas, 160&#215;120 cm</em></figcaption></figure>



<p><strong>Chi sono gli uomini che rappresenti?</strong></p>



<p>Esploro le varie forme della mascolinità nel ventunesimo secolo attraverso la mia pittura. Mi avvicino a uomini che incontro per caso, chiedo loro il permesso di fotografarli e poi dipingo dalle fotografie nel mio studio.&nbsp;</p>



<p>Innanzitutto ritraggo il mio ragazzo, che ha qualche anno più di me. Ci conosciamo da quasi nove anni e nel tempo libero lo dipingo, spesso per osservazione, così come i suoi amici che posano di tanto in tanto. Gli altri uomini che dipingo possono essere chiunque mi susciti interesse. Può essere il loro aspetto che attira la mia attenzione, ciò che irradiano nell&#8217;ambiente circostante, o possono anche essere semplicemente i colori dei loro vestiti.&nbsp;</p>



<figure class="wp-block-image size-large is-resized"><img data-attachment-id="103288" data-permalink="https://toh-magazine.com/2022/04/yisrael-dror-hemed-ritrae-gli-uomini-che-incontra/le-vernis-a-ongle-2019-oil-on-canvas-150x120-cm-photo-avi-amsalem/" data-orig-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/04/Le-vernis-a-ongle-2019-oil-on-canvas-150x120-cm-Photo-Avi-Amsalem-scaled.jpeg" data-orig-size="2052,2560" data-comments-opened="0" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;16&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;P30+&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;1281270237&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;120&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;100&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0.0080000237565665&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;1&quot;}" data-image-title="Le-vernis-a-ongle-2019-oil-on-canvas-150&#215;120-cm-Photo-Avi-Amsalem" data-image-description="" data-medium-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/04/Le-vernis-a-ongle-2019-oil-on-canvas-150x120-cm-Photo-Avi-Amsalem-241x300.jpeg" data-large-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/04/Le-vernis-a-ongle-2019-oil-on-canvas-150x120-cm-Photo-Avi-Amsalem-821x1024.jpeg" loading="lazy" src="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/04/Le-vernis-a-ongle-2019-oil-on-canvas-150x120-cm-Photo-Avi-Amsalem-821x1024.jpeg" alt="" class="wp-image-103288" width="840" height="1048" srcset="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/04/Le-vernis-a-ongle-2019-oil-on-canvas-150x120-cm-Photo-Avi-Amsalem-821x1024.jpeg 821w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/04/Le-vernis-a-ongle-2019-oil-on-canvas-150x120-cm-Photo-Avi-Amsalem-241x300.jpeg 241w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/04/Le-vernis-a-ongle-2019-oil-on-canvas-150x120-cm-Photo-Avi-Amsalem-768x958.jpeg 768w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/04/Le-vernis-a-ongle-2019-oil-on-canvas-150x120-cm-Photo-Avi-Amsalem-1231x1536.jpeg 1231w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/04/Le-vernis-a-ongle-2019-oil-on-canvas-150x120-cm-Photo-Avi-Amsalem-1642x2048.jpeg 1642w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/04/Le-vernis-a-ongle-2019-oil-on-canvas-150x120-cm-Photo-Avi-Amsalem-1000x1247.jpeg 1000w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/04/Le-vernis-a-ongle-2019-oil-on-canvas-150x120-cm-Photo-Avi-Amsalem-900x1123.jpeg 900w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/04/Le-vernis-a-ongle-2019-oil-on-canvas-150x120-cm-Photo-Avi-Amsalem-450x561.jpeg 450w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/04/Le-vernis-a-ongle-2019-oil-on-canvas-150x120-cm-Photo-Avi-Amsalem-350x437.jpeg 350w" sizes="(max-width: 840px) 100vw, 840px" /><figcaption><em>Le vernis à ongle, 2019, oil on canvas, 150&#215;120 cm, Photo Avi Amsalem</em></figcaption></figure>



<p>I giovani uomini sono piuttosto importanti nel mio lavoro, ma la gamma di uomini trascende tutte le età e gli sguardi. Molto occasionalmente dipingo anche me stesso, cercando di trattare la mia stessa immagine il più oggettivamente possibile.</p>



<p><strong>I tuoi lavori trasmettono molto contatto fisico. Sei una persona fisica?</strong></p>



<p>Mi considero una persona fisica. Si manifesta nei dipinti stessi, non solo nei loro soggetti, ma anche nel modo in cui vengono creati in primo luogo. Sono realizzati a olio su lino grezzo o più raramente su iuta, con trame che enfatizzano i tocchi di pittura.&nbsp;</p>



<h4>Trovo che ci sia qualcosa di erotico e di caldo nella ruvidità della pittura sulla superficie della tela.</h4>



<figure class="wp-block-image size-large is-resized"><img data-attachment-id="103289" data-permalink="https://toh-magazine.com/2022/04/yisrael-dror-hemed-ritrae-gli-uomini-che-incontra/sebastian-2020-oil-on-canvas-140x90-cm/" data-orig-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/04/Sebastian-2020-oil-on-canvas-140x90-cm-scaled.jpeg" data-orig-size="1677,2560" data-comments-opened="0" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;5.6&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;Canon EOS 100D&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;1482957736&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;21&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;4000&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0.025&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;1&quot;}" data-image-title="Sebastian-2020-oil-on-canvas-140&#215;90-cm" data-image-description="" data-medium-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/04/Sebastian-2020-oil-on-canvas-140x90-cm-197x300.jpeg" data-large-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/04/Sebastian-2020-oil-on-canvas-140x90-cm-671x1024.jpeg" loading="lazy" src="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/04/Sebastian-2020-oil-on-canvas-140x90-cm-671x1024.jpeg" alt="" class="wp-image-103289" width="839" height="1280" srcset="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/04/Sebastian-2020-oil-on-canvas-140x90-cm-671x1024.jpeg 671w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/04/Sebastian-2020-oil-on-canvas-140x90-cm-197x300.jpeg 197w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/04/Sebastian-2020-oil-on-canvas-140x90-cm-768x1172.jpeg 768w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/04/Sebastian-2020-oil-on-canvas-140x90-cm-1006x1536.jpeg 1006w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/04/Sebastian-2020-oil-on-canvas-140x90-cm-1342x2048.jpeg 1342w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/04/Sebastian-2020-oil-on-canvas-140x90-cm-1000x1526.jpeg 1000w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/04/Sebastian-2020-oil-on-canvas-140x90-cm-900x1374.jpeg 900w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/04/Sebastian-2020-oil-on-canvas-140x90-cm-450x687.jpeg 450w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/04/Sebastian-2020-oil-on-canvas-140x90-cm-350x534.jpeg 350w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/04/Sebastian-2020-oil-on-canvas-140x90-cm-scaled.jpeg 1677w" sizes="(max-width: 839px) 100vw, 839px" /><figcaption><em>Sebastian, 2020, oil on canvas, 140&#215;90 cm</em></figcaption></figure>



<p><strong>Come definiresti la tua arte e il tuo modo di creare?</strong></p>



<p>Direi che c&#8217;è una tensione con tra il soggetto della mia arte, che è molto contemporaneo e spesso queer e lo stile della mia pittura che può sembrare tradizionale. Allungo le mie tele e ci applico io stesso il gesso. La pittura può richiedere molto tempo, di solito diversi mesi. Lavoro su una serie di dipinti contemporaneamente, prima a grandi tocchi, che lentamente diventano sempre più fini e precisi.</p>



<figure class="wp-block-image size-large is-resized"><img data-attachment-id="103290" data-permalink="https://toh-magazine.com/2022/04/yisrael-dror-hemed-ritrae-gli-uomini-che-incontra/matan-2022-oil-on-canvas-130x80-cm/" data-orig-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/04/Matan-2022-oil-on-canvas-130x80-cm-scaled.jpg" data-orig-size="1565,2560" data-comments-opened="0" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;1.6&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;iPhone 12 Pro&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;1643101001&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;4.2&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;640&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0.032258064516129&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;1&quot;}" data-image-title="Matan-2022-oil-on-canvas-130&#215;80-cm" data-image-description="" data-medium-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/04/Matan-2022-oil-on-canvas-130x80-cm-183x300.jpg" data-large-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/04/Matan-2022-oil-on-canvas-130x80-cm-626x1024.jpg" loading="lazy" src="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/04/Matan-2022-oil-on-canvas-130x80-cm-626x1024.jpg" alt="" class="wp-image-103290" width="840" height="1374" srcset="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/04/Matan-2022-oil-on-canvas-130x80-cm-626x1024.jpg 626w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/04/Matan-2022-oil-on-canvas-130x80-cm-183x300.jpg 183w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/04/Matan-2022-oil-on-canvas-130x80-cm-768x1256.jpg 768w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/04/Matan-2022-oil-on-canvas-130x80-cm-939x1536.jpg 939w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/04/Matan-2022-oil-on-canvas-130x80-cm-1252x2048.jpg 1252w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/04/Matan-2022-oil-on-canvas-130x80-cm-1000x1635.jpg 1000w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/04/Matan-2022-oil-on-canvas-130x80-cm-900x1472.jpg 900w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/04/Matan-2022-oil-on-canvas-130x80-cm-450x736.jpg 450w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/04/Matan-2022-oil-on-canvas-130x80-cm-350x572.jpg 350w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/04/Matan-2022-oil-on-canvas-130x80-cm-scaled.jpg 1565w" sizes="(max-width: 840px) 100vw, 840px" /><figcaption><em>Matan, 2022, oil on canvas, 130&#215;80 cm</em></figcaption></figure>



<p><strong>Quale musica attribuiresti alla tua arte?</strong></p>



<p>In qualche modo la musica israeliana viene prima di tutto nella mia mente, sia le canzoni di tendenza in questo momento che anche quelle tradizionali e folk. La mia pittura ha anche un sapore estraneo, quindi musica classica, canzoni pop, per lo più dagli anni &#8217;60 agli anni ’80 e qualsiasi successo dell’Eurovision, possono essere attribuiti a essa.</p>



<figure class="wp-block-image size-large is-resized"><img data-attachment-id="103291" data-permalink="https://toh-magazine.com/2022/04/yisrael-dror-hemed-ritrae-gli-uomini-che-incontra/milk-2020-oil-on-canvas-110x75-cm-photo-avi-amsalem/" data-orig-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/04/Milk-2020-oil-on-canvas-110x75-cm-Photo-Avi-Amsalem-scaled.jpeg" data-orig-size="1746,2560" data-comments-opened="0" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;16&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;P30+&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;1281268497&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;120&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;100&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0.0080000237565665&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;1&quot;}" data-image-title="Milk-2020-oil-on-canvas-110&#215;75-cm-Photo-Avi-Amsalem" data-image-description="" data-medium-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/04/Milk-2020-oil-on-canvas-110x75-cm-Photo-Avi-Amsalem-205x300.jpeg" data-large-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/04/Milk-2020-oil-on-canvas-110x75-cm-Photo-Avi-Amsalem-698x1024.jpeg" loading="lazy" src="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/04/Milk-2020-oil-on-canvas-110x75-cm-Photo-Avi-Amsalem-698x1024.jpeg" alt="" class="wp-image-103291" width="839" height="1231" srcset="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/04/Milk-2020-oil-on-canvas-110x75-cm-Photo-Avi-Amsalem-698x1024.jpeg 698w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/04/Milk-2020-oil-on-canvas-110x75-cm-Photo-Avi-Amsalem-205x300.jpeg 205w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/04/Milk-2020-oil-on-canvas-110x75-cm-Photo-Avi-Amsalem-768x1126.jpeg 768w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/04/Milk-2020-oil-on-canvas-110x75-cm-Photo-Avi-Amsalem-1047x1536.jpeg 1047w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/04/Milk-2020-oil-on-canvas-110x75-cm-Photo-Avi-Amsalem-1396x2048.jpeg 1396w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/04/Milk-2020-oil-on-canvas-110x75-cm-Photo-Avi-Amsalem-1000x1467.jpeg 1000w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/04/Milk-2020-oil-on-canvas-110x75-cm-Photo-Avi-Amsalem-900x1320.jpeg 900w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/04/Milk-2020-oil-on-canvas-110x75-cm-Photo-Avi-Amsalem-450x660.jpeg 450w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/04/Milk-2020-oil-on-canvas-110x75-cm-Photo-Avi-Amsalem-350x513.jpeg 350w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/04/Milk-2020-oil-on-canvas-110x75-cm-Photo-Avi-Amsalem-scaled.jpeg 1746w" sizes="(max-width: 839px) 100vw, 839px" /><figcaption><em>Milk, 2020, oil on canvas, 110&#215;75 cm, Photo Avi Amsalem</em></figcaption></figure>



<p><strong>C&#8217;è molta lussuria ed erotismo nelle tue opere. Quanto sono importanti per te questi due argomenti?</strong></p>



<p>La lussuria e l&#8217;erotismo sono molto importanti nel mio lavoro, perché il desiderio di dipingere è spesso acceso proprio da queste due emozioni. È la passione di rappresentare una persona o una scena che stimola l&#8217;intero processo, altrimenti so che non funzionerebbe. Queste emozioni mi fanno sentire il bisogno di tornare su quella stessa tela più e più volte per un lungo periodo di tempo.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img data-attachment-id="103292" data-permalink="https://toh-magazine.com/2022/04/yisrael-dror-hemed-ritrae-gli-uomini-che-incontra/soldiers-2019-oil-on-canvas-135x170-cm-photo-avi-amsalem/" data-orig-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/04/Soldiers-2019-oil-on-canvas-135x170-cm-Photo-Avi-Amsalem-scaled.jpeg" data-orig-size="2560,2031" data-comments-opened="0" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;16&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;P30+&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;1281271289&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;120&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;100&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0.0080000237565665&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;1&quot;}" data-image-title="Soldiers-2019-oil-on-canvas-135&#215;170-cm-Photo-Avi-Amsalem" data-image-description="" data-medium-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/04/Soldiers-2019-oil-on-canvas-135x170-cm-Photo-Avi-Amsalem-300x238.jpeg" data-large-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/04/Soldiers-2019-oil-on-canvas-135x170-cm-Photo-Avi-Amsalem-1024x812.jpeg" loading="lazy" width="1024" height="812" src="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/04/Soldiers-2019-oil-on-canvas-135x170-cm-Photo-Avi-Amsalem-1024x812.jpeg" alt="" class="wp-image-103292" srcset="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/04/Soldiers-2019-oil-on-canvas-135x170-cm-Photo-Avi-Amsalem-1024x812.jpeg 1024w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/04/Soldiers-2019-oil-on-canvas-135x170-cm-Photo-Avi-Amsalem-300x238.jpeg 300w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/04/Soldiers-2019-oil-on-canvas-135x170-cm-Photo-Avi-Amsalem-768x609.jpeg 768w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/04/Soldiers-2019-oil-on-canvas-135x170-cm-Photo-Avi-Amsalem-1536x1219.jpeg 1536w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/04/Soldiers-2019-oil-on-canvas-135x170-cm-Photo-Avi-Amsalem-2048x1625.jpeg 2048w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/04/Soldiers-2019-oil-on-canvas-135x170-cm-Photo-Avi-Amsalem-1000x793.jpeg 1000w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/04/Soldiers-2019-oil-on-canvas-135x170-cm-Photo-Avi-Amsalem-900x714.jpeg 900w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/04/Soldiers-2019-oil-on-canvas-135x170-cm-Photo-Avi-Amsalem-450x357.jpeg 450w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/04/Soldiers-2019-oil-on-canvas-135x170-cm-Photo-Avi-Amsalem-350x278.jpeg 350w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption><em>Soldiers, 2019, oil on canvas, 135&#215;170 cm, Photo Avi Amsalem</em></figcaption></figure>



<p>Qu<strong>anto della tua arte ti rispecchia?</strong></p>



<p>La mia arte mostra tutto ciò che trovo eccitante, elettrizzante, interessante o affascinante.&nbsp;</p>



<p>Posso dire che è una sorta di diario visivo che consiste di persone che incontro e poi dipingo, immagini che incontro, scene che mi vengono in mente, o qualsiasi altra cosa su cui ho il desiderio di vedere dipinta la tela.&nbsp;</p>



<h4>Se c&#8217;è qualcosa di queer, è perché riflette la queerness che c&#8217;è in me.</h4>



<figure class="wp-block-image size-large"><img data-attachment-id="103293" data-permalink="https://toh-magazine.com/2022/04/yisrael-dror-hemed-ritrae-gli-uomini-che-incontra/two-figures-2020-2021-oil-on-canvas-120x160-cm/" data-orig-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/04/Two-Figures-2020-2021-oil-on-canvas-120x160-cm-scaled.jpeg" data-orig-size="2560,1930" data-comments-opened="0" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;5.6&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;Canon EOS 100D&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;1487189485&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;18&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;6400&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0.033333333333333&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;1&quot;}" data-image-title="Two-Figures-2020-2021-oil-on-canvas-120&#215;160-cm" data-image-description="" data-medium-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/04/Two-Figures-2020-2021-oil-on-canvas-120x160-cm-300x226.jpeg" data-large-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/04/Two-Figures-2020-2021-oil-on-canvas-120x160-cm-1024x772.jpeg" loading="lazy" width="1024" height="772" src="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/04/Two-Figures-2020-2021-oil-on-canvas-120x160-cm-1024x772.jpeg" alt="" class="wp-image-103293" srcset="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/04/Two-Figures-2020-2021-oil-on-canvas-120x160-cm-1024x772.jpeg 1024w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/04/Two-Figures-2020-2021-oil-on-canvas-120x160-cm-300x226.jpeg 300w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/04/Two-Figures-2020-2021-oil-on-canvas-120x160-cm-768x579.jpeg 768w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/04/Two-Figures-2020-2021-oil-on-canvas-120x160-cm-1536x1158.jpeg 1536w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/04/Two-Figures-2020-2021-oil-on-canvas-120x160-cm-2048x1544.jpeg 2048w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/04/Two-Figures-2020-2021-oil-on-canvas-120x160-cm-1000x754.jpeg 1000w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/04/Two-Figures-2020-2021-oil-on-canvas-120x160-cm-900x678.jpeg 900w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/04/Two-Figures-2020-2021-oil-on-canvas-120x160-cm-450x339.jpeg 450w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/04/Two-Figures-2020-2021-oil-on-canvas-120x160-cm-350x264.jpeg 350w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption><em>Two Figures, 2020-2021, oil on canvas, 120&#215;160 cm</em></figcaption></figure>



<p><strong>Cosa ne pensi della scena artistica europea contemporanea?</strong></p>



<p>Mi piace immensamente. Sembra che molti artisti in tutto il mondo la osservino. Ci sono molti artisti europei il cui lavoro mi piace in particolare: Pierre e Gilles, Michael Borremans che ha tenuto una mostra personale al&nbsp; Museum of Art a Tel Aviv, Neo Rauch, e naturalmente David Hockney e Gerhard Richter.</p>



<figure class="wp-block-image size-large is-resized"><img data-attachment-id="103296" data-permalink="https://toh-magazine.com/2022/04/yisrael-dror-hemed-ritrae-gli-uomini-che-incontra/guy-2022-oil-on-canvas-17x110-cm/" data-orig-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/04/Guy-2022-oil-on-canvas-17x110-cm-scaled.jpeg" data-orig-size="1631,2560" data-comments-opened="0" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;5.6&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;Canon EOS 100D&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;1646119991&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;18&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;4000&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0.033333333333333&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;1&quot;}" data-image-title="Guy, 2022, oil on canvas, 17&#215;110 cm" data-image-description="" data-medium-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/04/Guy-2022-oil-on-canvas-17x110-cm-191x300.jpeg" data-large-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/04/Guy-2022-oil-on-canvas-17x110-cm-652x1024.jpeg" loading="lazy" src="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/04/Guy-2022-oil-on-canvas-17x110-cm-652x1024.jpeg" alt="" class="wp-image-103296" width="839" height="1318" srcset="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/04/Guy-2022-oil-on-canvas-17x110-cm-652x1024.jpeg 652w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/04/Guy-2022-oil-on-canvas-17x110-cm-191x300.jpeg 191w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/04/Guy-2022-oil-on-canvas-17x110-cm-768x1206.jpeg 768w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/04/Guy-2022-oil-on-canvas-17x110-cm-978x1536.jpeg 978w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/04/Guy-2022-oil-on-canvas-17x110-cm-1304x2048.jpeg 1304w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/04/Guy-2022-oil-on-canvas-17x110-cm-1000x1570.jpeg 1000w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/04/Guy-2022-oil-on-canvas-17x110-cm-900x1413.jpeg 900w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/04/Guy-2022-oil-on-canvas-17x110-cm-450x707.jpeg 450w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/04/Guy-2022-oil-on-canvas-17x110-cm-350x550.jpeg 350w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/04/Guy-2022-oil-on-canvas-17x110-cm-scaled.jpeg 1631w" sizes="(max-width: 839px) 100vw, 839px" /><figcaption><em>Guy, 2022, oil on canvas, 17&#215;110 cm, Photo Avi Amsalem </em></figcaption></figure>



<p>Come vengono viss<strong>ute la libertà e la diversità di genere nel tuo paese?</strong></p>



<p>Israele sembra avere due lati, uno tradizionale e più conservatore da un lato e uno liberale dall&#8217;altro. Il lato liberale d&#8217;Israele non si manifesta sempre nella sua legge. In effetti, abbiamo ministri apertamente gay in Israele, così come membri del parlamento gay, ma i gay non possono ancora sposarsi ufficialmente in Israele, né adottare. </p>



<p>D&#8217;altra parte è uno situazione molto comune vedere le famiglie gay con bambini e Tel Aviv ed è molto conosciuta per la sua vita gay, e in particolare per la vita notturna.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img data-attachment-id="103295" data-permalink="https://toh-magazine.com/2022/04/yisrael-dror-hemed-ritrae-gli-uomini-che-incontra/compassion-2019-oil-on-canvas-120x150-cm/" data-orig-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/04/Compassion-2019-oil-on-canvas-120x150-cm-scaled.jpg" data-orig-size="2560,2071" data-comments-opened="0" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;5.6&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;Picasa&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;Canon EOS 100D&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;1437526404&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;18&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;2000&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0.016666666666667&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}" data-image-title="Compassion-2019-oil-on-canvas-120&#215;150-cm" data-image-description="" data-medium-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/04/Compassion-2019-oil-on-canvas-120x150-cm-300x243.jpg" data-large-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/04/Compassion-2019-oil-on-canvas-120x150-cm-1024x828.jpg" loading="lazy" width="1024" height="828" src="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/04/Compassion-2019-oil-on-canvas-120x150-cm-1024x828.jpg" alt="" class="wp-image-103295" srcset="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/04/Compassion-2019-oil-on-canvas-120x150-cm-1024x828.jpg 1024w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/04/Compassion-2019-oil-on-canvas-120x150-cm-300x243.jpg 300w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/04/Compassion-2019-oil-on-canvas-120x150-cm-768x621.jpg 768w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/04/Compassion-2019-oil-on-canvas-120x150-cm-1536x1242.jpg 1536w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/04/Compassion-2019-oil-on-canvas-120x150-cm-2048x1656.jpg 2048w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/04/Compassion-2019-oil-on-canvas-120x150-cm-1000x809.jpg 1000w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/04/Compassion-2019-oil-on-canvas-120x150-cm-900x728.jpg 900w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/04/Compassion-2019-oil-on-canvas-120x150-cm-450x364.jpg 450w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/04/Compassion-2019-oil-on-canvas-120x150-cm-350x283.jpg 350w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption><em>Compassion, 2019, oil on canvas, 120&#215;150 cm</em></figcaption></figure>
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		<title>Chris Mann dipinge quello che vorremmo vedere</title>
		<link>https://toh-magazine.com/2022/04/chris-mann-dipinge-quello-che-vorremmo-vedere/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=chris-mann-dipinge-quello-che-vorremmo-vedere</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alex Vaccani]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 05 Apr 2022 07:32:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Art]]></category>
		<category><![CDATA[Chris Mann]]></category>
		<category><![CDATA[gay art]]></category>
		<category><![CDATA[gay artist]]></category>
		<category><![CDATA[lgbtq]]></category>
		<category><![CDATA[naked man]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Chris Mann è un pittore americano, un ritrattista di talento. I suoi quadri colpiscono per la libertà e il sesso che i suoi soggetti trasmettono, grazie anche ai dettagli che Mann riesce a mettere nella sua pittura ad olio.</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://toh-magazine.com/2022/04/chris-mann-dipinge-quello-che-vorremmo-vedere/">Chris Mann dipinge quello che vorremmo vedere</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://toh-magazine.com">Toh! Magazine</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<h4>Chris Mann è un pittore americano, un ritrattista di talento. I suoi quadri colpiscono per la libertà e la sessualità che i suoi soggetti trasmettono, grazie anche ai dettagli che Mann riesce a mettere nella sua pittura ad olio.</h4>



<p>Quando si guardano i quadri di Chris Mann, anche se l&#8217;immagine è di qualcuno che crediamo di conoscere, come gli attori Steve Cochran, Jon Hamm, James Gandolfini dei The Sopranos, Hue Lewis o Robert De Niro, sicuramente non li conosciamo così intimamente come invece li vediamo ritratti. <a href="https://www.instagram.com/chrismannart/?hl=it" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Chris Mann</a> sicuramente ci svela e offre piacevolmente alla nostra vista, quella parte di loro su cui magari abbiamo fantasticato.</p>



<figure class="wp-block-image size-full"><img data-attachment-id="103189" data-permalink="https://toh-magazine.com/2022/04/chris-mann-dipinge-quello-che-vorremmo-vedere/hairymalered/" data-orig-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/04/hairymalered.jpg" data-orig-size="744,950" data-comments-opened="0" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}" data-image-title="hairymalered" data-image-description="" data-medium-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/04/hairymalered-235x300.jpg" data-large-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/04/hairymalered.jpg" loading="lazy" width="744" height="950" src="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/04/hairymalered.jpg" alt="" class="wp-image-103189" srcset="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/04/hairymalered.jpg 744w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/04/hairymalered-235x300.jpg 235w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/04/hairymalered-450x575.jpg 450w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/04/hairymalered-350x447.jpg 350w" sizes="(max-width: 744px) 100vw, 744px" /></figure>



<p>Dai <a href="https://chrismannart.wordpress.com" target="_blank" rel="noreferrer noopener">quadri</a> di Chris Mann oltre all’erotismo emerge anche un&#8217;ironia, quella sensazione di benessere e compiacimento e perché no, anche di edonismo. Il talento di Chris Mann sta nei dettagli, soprattutto nella resa e nell’attenzione che pone alla rappresentazione dei peli maschili, che solitamente coprono i corpi dei suoi soggetti.</p>



<p>Chris Mann è un artista visivo. Il suo lavoro è perspicace, onesto e rivelatore, mostra gli uomini esattamente così come ci piace immaginarli e vederli. </p>



<figure class="wp-block-image size-full"><img data-attachment-id="103192" data-permalink="https://toh-magazine.com/2022/04/chris-mann-dipinge-quello-che-vorremmo-vedere/lockerebay_rw-1/" data-orig-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/04/lockerebay_rw-1.jpg" data-orig-size="754,1000" data-comments-opened="0" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}" data-image-title="lockerebay_rw-1" data-image-description="" data-medium-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/04/lockerebay_rw-1-226x300.jpg" data-large-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/04/lockerebay_rw-1.jpg" loading="lazy" width="754" height="1000" src="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/04/lockerebay_rw-1.jpg" alt="" class="wp-image-103192" srcset="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/04/lockerebay_rw-1.jpg 754w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/04/lockerebay_rw-1-226x300.jpg 226w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/04/lockerebay_rw-1-450x597.jpg 450w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/04/lockerebay_rw-1-350x464.jpg 350w" sizes="(max-width: 754px) 100vw, 754px" /></figure>



<p><strong>Come inizi la tua giornata?</strong>&nbsp;</p>



<p>Di solito inizio la mia giornata dipingendo e continuando a lavorare su ciò che ho fatto il giorno prima. La mattina è il momento migliore per rimanere concentrato.</p>



<figure class="wp-block-image size-full"><img data-attachment-id="103193" data-permalink="https://toh-magazine.com/2022/04/chris-mann-dipinge-quello-che-vorremmo-vedere/roommate_rw/" data-orig-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/04/roommate_rw.jpg" data-orig-size="747,1000" data-comments-opened="0" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}" data-image-title="roommate_rw" data-image-description="" data-medium-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/04/roommate_rw-224x300.jpg" data-large-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/04/roommate_rw.jpg" loading="lazy" width="747" height="1000" src="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/04/roommate_rw.jpg" alt="" class="wp-image-103193" srcset="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/04/roommate_rw.jpg 747w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/04/roommate_rw-224x300.jpg 224w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/04/roommate_rw-450x602.jpg 450w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/04/roommate_rw-350x469.jpg 350w" sizes="(max-width: 747px) 100vw, 747px" /></figure>



<p><strong>Come organizzi il tuo studio?&nbsp;</strong></p>



<p>Lavoro con una varietà di mezzi differenti e a seconda di cosa faccio determinerà determinare come organizzare le cose. Lavoro principalmente a olio.</p>



<figure class="wp-block-image size-full"><img data-attachment-id="103195" data-permalink="https://toh-magazine.com/2022/04/chris-mann-dipinge-quello-che-vorremmo-vedere/shirtmodel_rw/" data-orig-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/04/shirtmodel_rw.jpg" data-orig-size="746,1000" data-comments-opened="0" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}" data-image-title="shirtmodel_rw" data-image-description="" data-medium-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/04/shirtmodel_rw-224x300.jpg" data-large-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/04/shirtmodel_rw.jpg" loading="lazy" width="746" height="1000" src="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/04/shirtmodel_rw.jpg" alt="" class="wp-image-103195" srcset="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/04/shirtmodel_rw.jpg 746w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/04/shirtmodel_rw-224x300.jpg 224w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/04/shirtmodel_rw-450x603.jpg 450w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/04/shirtmodel_rw-350x469.jpg 350w" sizes="(max-width: 746px) 100vw, 746px" /></figure>



<p><strong>Come ti avvicini a un nuovo lavoro?</strong>&nbsp;</p>



<p>Di solito raccogliendo riferimenti per ciò che dipingerò.</p>



<figure class="wp-block-image size-full"><img data-attachment-id="103198" data-permalink="https://toh-magazine.com/2022/04/chris-mann-dipinge-quello-che-vorremmo-vedere/shirtless_rw/" data-orig-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/04/shirtless_rw.jpg" data-orig-size="757,1000" data-comments-opened="0" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}" data-image-title="shirtless_rw" data-image-description="" data-medium-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/04/shirtless_rw-227x300.jpg" data-large-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/04/shirtless_rw.jpg" loading="lazy" width="757" height="1000" src="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/04/shirtless_rw.jpg" alt="" class="wp-image-103198" srcset="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/04/shirtless_rw.jpg 757w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/04/shirtless_rw-227x300.jpg 227w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/04/shirtless_rw-450x594.jpg 450w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/04/shirtless_rw-350x462.jpg 350w" sizes="(max-width: 757px) 100vw, 757px" /></figure>



<p><strong>Come immagini il pene dell’attore che devi dipingere?&nbsp;</strong></p>



<p>Di solito dipende dall&#8217;attore. Se vengono dall&#8217;Europa, immagino che non siano circoncisi, anche se alcuni negli Stati Uniti non sono circoncisi.</p>



<figure class="wp-block-image size-full"><img data-attachment-id="103199" data-permalink="https://toh-magazine.com/2022/04/chris-mann-dipinge-quello-che-vorremmo-vedere/woolcapman_rw/" data-orig-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/04/woolcapman_rw.jpg" data-orig-size="1000,1000" data-comments-opened="0" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}" data-image-title="woolcapman_rw" data-image-description="" data-medium-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/04/woolcapman_rw-300x300.jpg" data-large-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/04/woolcapman_rw.jpg" loading="lazy" width="1000" height="1000" src="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/04/woolcapman_rw.jpg" alt="" class="wp-image-103199" srcset="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/04/woolcapman_rw.jpg 1000w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/04/woolcapman_rw-300x300.jpg 300w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/04/woolcapman_rw-150x150.jpg 150w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/04/woolcapman_rw-768x768.jpg 768w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/04/woolcapman_rw-900x900.jpg 900w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/04/woolcapman_rw-450x450.jpg 450w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/04/woolcapman_rw-350x350.jpg 350w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/04/woolcapman_rw-50x50.jpg 50w" sizes="(max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></figure>



<p><strong>Sembrano tutti ben forniti, non credi?&nbsp;</strong></p>



<p>Non tutti, no, ma tendo a dipingerli più grandi per mostrare i dettagli.</p>



<figure class="wp-block-image size-full"><img data-attachment-id="103200" data-permalink="https://toh-magazine.com/2022/04/chris-mann-dipinge-quello-che-vorremmo-vedere/rearmale_rw/" data-orig-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/04/rearmale_rw.jpg" data-orig-size="748,1000" data-comments-opened="0" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}" data-image-title="rearmale_rw" data-image-description="" data-medium-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/04/rearmale_rw-224x300.jpg" data-large-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/04/rearmale_rw.jpg" loading="lazy" width="748" height="1000" src="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/04/rearmale_rw.jpg" alt="" class="wp-image-103200" srcset="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/04/rearmale_rw.jpg 748w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/04/rearmale_rw-224x300.jpg 224w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/04/rearmale_rw-450x602.jpg 450w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/04/rearmale_rw-350x468.jpg 350w" sizes="(max-width: 748px) 100vw, 748px" /></figure>



<p><strong>Da dove trai ispirazione?&nbsp;</strong></p>



<p>Trovo la maggior parte della mia ispirazione dall&#8217;interno.</p>



<figure class="wp-block-image size-full"><img data-attachment-id="103201" data-permalink="https://toh-magazine.com/2022/04/chris-mann-dipinge-quello-che-vorremmo-vedere/wes2018_rw/" data-orig-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/04/wes2018_rw.jpg" data-orig-size="800,1000" data-comments-opened="0" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}" data-image-title="wes2018_rw" data-image-description="" data-medium-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/04/wes2018_rw-240x300.jpg" data-large-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/04/wes2018_rw.jpg" loading="lazy" width="800" height="1000" src="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/04/wes2018_rw.jpg" alt="" class="wp-image-103201" srcset="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/04/wes2018_rw.jpg 800w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/04/wes2018_rw-240x300.jpg 240w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/04/wes2018_rw-768x960.jpg 768w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/04/wes2018_rw-450x563.jpg 450w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/04/wes2018_rw-350x438.jpg 350w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /></figure>



<p><strong>A cosa stai lavorando adesso?&nbsp;</strong></p>



<p>Sto lavorando a una collezione di dipinti su commissione di uomini nudi.</p>



<p><strong>Cosa ti piace di più del corpo maschile?&nbsp;</strong></p>



<p>Tendo a dipingere gli uomini che hanno i peli sul corpo.&nbsp;</p>



<h4>I peli del corpo sono stati una sfida durante tutta la mia pittura.&nbsp;</h4>



<p>Ci sono molti modi in cui può essere dipinto.</p>



<figure class="wp-block-image size-full"><img data-attachment-id="103202" data-permalink="https://toh-magazine.com/2022/04/chris-mann-dipinge-quello-che-vorremmo-vedere/spread_rw-copy-2/" data-orig-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/04/spread_rw-copy-2.jpg" data-orig-size="1000,782" data-comments-opened="0" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}" data-image-title="spread_rw-copy-2" data-image-description="" data-medium-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/04/spread_rw-copy-2-300x235.jpg" data-large-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/04/spread_rw-copy-2.jpg" loading="lazy" width="1000" height="782" src="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/04/spread_rw-copy-2.jpg" alt="" class="wp-image-103202" srcset="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/04/spread_rw-copy-2.jpg 1000w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/04/spread_rw-copy-2-300x235.jpg 300w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/04/spread_rw-copy-2-768x601.jpg 768w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/04/spread_rw-copy-2-900x704.jpg 900w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/04/spread_rw-copy-2-450x352.jpg 450w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/04/spread_rw-copy-2-350x274.jpg 350w" sizes="(max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></figure>



<p><strong>Quanto tempo dedichi alla tua opera d&#8217;arte?&nbsp;</strong></p>



<p>Dipende. Tendo a lavorare su un certo numero di dipinti contemporaneamente, specialmente quando uso gli oli.</p>



<figure class="wp-block-image size-full"><img data-attachment-id="103203" data-permalink="https://toh-magazine.com/2022/04/chris-mann-dipinge-quello-che-vorremmo-vedere/lockerman_rw-copy/" data-orig-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/04/lockerman_rw-copy.jpg" data-orig-size="750,1000" data-comments-opened="0" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}" data-image-title="lockerman_rw-copy" data-image-description="" data-medium-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/04/lockerman_rw-copy-225x300.jpg" data-large-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/04/lockerman_rw-copy.jpg" loading="lazy" width="750" height="1000" src="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/04/lockerman_rw-copy.jpg" alt="" class="wp-image-103203" srcset="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/04/lockerman_rw-copy.jpg 750w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/04/lockerman_rw-copy-225x300.jpg 225w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/04/lockerman_rw-copy-450x600.jpg 450w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/04/lockerman_rw-copy-350x467.jpg 350w" sizes="(max-width: 750px) 100vw, 750px" /></figure>



<p><strong>Dove vedi progredire la tua opera d&#8217;arte?&nbsp;</strong></p>



<p>Principalmente nell&#8217;uso del colore e della tonalità</p>



<p><strong>Come si chiude la giornata?&nbsp;</strong></p>



<p>Solo lavando tutto.</p>



<figure class="wp-block-image size-full"><img data-attachment-id="103204" data-permalink="https://toh-magazine.com/2022/04/chris-mann-dipinge-quello-che-vorremmo-vedere/youngpriest-1/" data-orig-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/04/youngpriest-1.jpg" data-orig-size="950,941" data-comments-opened="0" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}" data-image-title="youngpriest-1" data-image-description="" data-medium-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/04/youngpriest-1-300x297.jpg" data-large-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/04/youngpriest-1.jpg" loading="lazy" width="950" height="941" src="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/04/youngpriest-1.jpg" alt="" class="wp-image-103204" srcset="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/04/youngpriest-1.jpg 950w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/04/youngpriest-1-300x297.jpg 300w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/04/youngpriest-1-150x150.jpg 150w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/04/youngpriest-1-768x761.jpg 768w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/04/youngpriest-1-900x891.jpg 900w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/04/youngpriest-1-450x446.jpg 450w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/04/youngpriest-1-350x347.jpg 350w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/04/youngpriest-1-50x50.jpg 50w" sizes="(max-width: 950px) 100vw, 950px" /></figure>
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		<title>Psychosomatic di Kostis Fokas; il personale viaggio nell’esistenza umana</title>
		<link>https://toh-magazine.com/2022/02/psychosomatic-di-kostis-fokas-il-personale-viaggio-nellesistenza-umana/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=psychosomatic-di-kostis-fokas-il-personale-viaggio-nellesistenza-umana</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alex Vaccani]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 24 Feb 2022 12:34:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Art]]></category>
		<category><![CDATA[gay art]]></category>
		<category><![CDATA[Kostis Fokas]]></category>
		<category><![CDATA[Psychosomatic]]></category>
		<category><![CDATA[queer photography]]></category>
		<category><![CDATA[Schlomer Haus Gallery]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Psychosomatic è la nuova mostra fotografica del nostro amico Kostis Fokas. L’inaugurazione sarà il 5 marzo a San Francisco.</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://toh-magazine.com/2022/02/psychosomatic-di-kostis-fokas-il-personale-viaggio-nellesistenza-umana/">Psychosomatic di Kostis Fokas; il personale viaggio nell’esistenza umana</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://toh-magazine.com">Toh! Magazine</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<h4>Psychosomatic è la nuova mostra fotografica del nostro <a href="https://toh-magazine.com/n17/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">amico</a> Kostis Fokas. L’inaugurazione sarà il 5 marzo a San Francisco.</h4>



<p>Psychosomatic sarà presentata alla&nbsp;Schlomer Haus Gallery.&nbsp;La mostra racconta di un viaggio personale legato all&#8217;esistenza e all&#8217;esperienza umana.</p>



<figure class="wp-block-image size-large is-resized"><img data-attachment-id="18948" data-permalink="https://toh-magazine.com/02-150x150/" data-orig-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2021/01/02-150x150.jpg" data-orig-size="150,150" data-comments-opened="0" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;4&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;Canon EOS 5D Mark II&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;1605211516&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;50&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;3200&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0.004&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;1&quot;}" data-image-title="02-150&#215;150" data-image-description="" data-medium-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2021/01/02-150x150.jpg" data-large-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2021/01/02-150x150.jpg" loading="lazy" src="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/02/129-2021-769x1024.jpg" alt="" class="wp-image-18948" width="769" height="1024"/><figcaption><em>Kostis Fokas, #129, 2021</em></figcaption></figure>



<p>Kostis Fokas dopo aver sofferto di gravi problemi psicosomatici 10 anni fa, ha scelto di concentrare il suo lavoro sul corpo umano.&nbsp;</p>



<figure class="wp-block-image size-large is-resized"><img data-attachment-id="18949" data-permalink="https://toh-magazine.com/02-1643x2048/" data-orig-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2021/01/02-1643x2048.jpg" data-orig-size="1643,2048" data-comments-opened="0" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;4&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;Canon EOS 5D Mark II&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;1605211516&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;50&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;3200&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0.004&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;1&quot;}" data-image-title="02-1643&#215;2048" data-image-description="" data-medium-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2021/01/02-1643x2048-241x300.jpg" data-large-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2021/01/02-1643x2048-822x1024.jpg" loading="lazy" src="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/02/122-2020-1024x691.jpg" alt="" class="wp-image-18949" width="1024" height="691"/><figcaption><em>Kostis Fokas, #122, 2020</em></figcaption></figure>



<p>Realizzando <a href="https://kostisfokas.com/about" target="_blank" rel="noreferrer noopener">fotografie</a> intime, ironiche e sexy, Kostis Fokas ha saputo distinguersi per la sua&nbsp; sensibilità e intimità che riesce a trasmettere senza essere mai scontato o volgare.</p>



<figure class="wp-block-image size-large is-resized"><img data-attachment-id="18951" data-permalink="https://toh-magazine.com/02-350x436/" data-orig-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2021/01/02-350x436.jpg" data-orig-size="350,436" data-comments-opened="0" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;4&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;Canon EOS 5D Mark II&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;1605211516&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;50&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;3200&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0.004&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;1&quot;}" data-image-title="02-350&#215;436" data-image-description="" data-medium-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2021/01/02-350x436-241x300.jpg" data-large-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2021/01/02-350x436.jpg" loading="lazy" src="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/02/93-2019-681x1024.jpg" alt="" class="wp-image-18951" width="681" height="1024"/><figcaption><em>Kostis Fokas, #93, 2019</em></figcaption></figure>



<p>Ha sempre indagato sul genere, la sessualità e l&#8217;identità attraverso rappresentazioni del corpo umano in maniera pittorica. Il suo sguardo nell’osservare il corpo è sempre discreto come il posto in cui si realizza la fantasia, il desiderio e la sottomissione.</p>



<figure class="wp-block-image size-large is-resized"><img data-attachment-id="18952" data-permalink="https://toh-magazine.com/02-450x561/" data-orig-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2021/01/02-450x561.jpg" data-orig-size="450,561" data-comments-opened="0" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;4&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;Canon EOS 5D Mark II&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;1605211516&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;50&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;3200&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0.004&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;1&quot;}" data-image-title="02-450&#215;561" data-image-description="" data-medium-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2021/01/02-450x561-241x300.jpg" data-large-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2021/01/02-450x561.jpg" loading="lazy" src="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/02/110-2021-691x1024.jpg" alt="" class="wp-image-18952" width="691" height="1024"/><figcaption><em>Kostis Fokas, #110, 2021</em></figcaption></figure>



<p>Kostis Fokas usa il linguaggio della fotografia per entrare in contatto con le persone, essere più aperto e condividere la propria storia come forma di terapia.&nbsp;</p>



<figure class="wp-block-image size-large is-resized"><img data-attachment-id="18953" data-permalink="https://toh-magazine.com/02-50x50/" data-orig-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2021/01/02-50x50.jpg" data-orig-size="50,50" data-comments-opened="0" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;4&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;Canon EOS 5D Mark II&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;1605211516&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;50&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;3200&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0.004&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;1&quot;}" data-image-title="02-50&#215;50" data-image-description="" data-medium-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2021/01/02-50x50.jpg" data-large-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2021/01/02-50x50.jpg" loading="lazy" src="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/02/44-2020-681x1024.jpg" alt="" class="wp-image-18953" width="681" height="1024"/><figcaption><em>Kostis Fokas, #44, 2020</em></figcaption></figure>



<p>Creare con la mente, ma anche con il corpo, è una sensazione di realizzazione e completamento personale che percorre ogni volta che scatta. Per lui, la fotografia è un posto sicuro dove stare e dove farci entrare e perché no dove vorremmo stare…</p>



<p><em>Images courtesy of the artist.</em></p>
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