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	<title>Marco Cresci &#8211; Toh! Magazine</title>
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		<title>Viaggio sonoro nell&#8217;universo ibrido di Cosmo.</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Marco Cresci]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 18 Mar 2024 16:04:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Musica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il mix unico tra clubbing e cantautorato di "Sulle Ali del Cavallo Bianco" mescola il reale con l'immaginario e il risultato è psichedelico.</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://toh-magazine.com/2024/03/cosmo-viaggio-sonoro-nel-suo-universo-ibrido/">Viaggio sonoro nell&#8217;universo ibrido di Cosmo.</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://toh-magazine.com">Toh! Magazine</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<h3>Esplorando il mix unico di clubbing e cantautorato di Cosmo. Un mondo dove il reale si fonde con l&#8217;immaginario, l&#8217;aldilà si fonde con l&#8217;aldiquà e il sex work è solo un lavoro come un altro.</h3>



<p>In un&#8217;epoca musicale dominata dall&#8217;uniformità, Cosmo si erge come un&#8217;eccezione. Con la sua ultima opera, &#8220;Sulle Ali del Cavallo Bianco&#8221;, l&#8217;<a href="https://www.instagram.com/cosmo_marcojb/">artista</a> torinese ha gettato le basi per un viaggio sonoro senza confini, unendo elementi del clubbing e del cantautorato in un mix audace e futurista. </p>



<p>Abbiamo parlato con Cosmo e, disco dopo disco, comprendiamo sempre di più il suo mondo: “Talponia”, una realtà urbana reale e scomoda, viene trasformata da Cosmo in un delicato racconto di amore e accettazione. &#8220;Troppo Forte&#8221; ci ricorda ciò che qui a <a href="https://toh-magazine.com/2021/07/cosmo-la-terza-estate-dell-amore-intervista-toh-magazine-tour-bologna-lgbt-marco-bianchi/">TOH!</a> ribadiamo sempre, (andate a ballarci sopra&#8230;), o ancora &#8220;Il Messaggio&#8221;, una struggente dichiarazione d’amore dove per la prima volta Cosmo urla a squarciagola &#8220;Ti Amo&#8221; e il risultato è una sinfonia travolgente costruita su sentimenti ed archi. </p>



<h3>Fatevi anche voi un giro “Sulle Ali del Cavallo Bianco”, dove la musica di Cosmo diventa un ponte tra il reale e l&#8217;immaginario, tra la libertà e la consapevolezza sociale, dove si possono mostrare le proprie fragilità senza vergogna e  il sex work è solo un lavoro come un altro.</h3>



<figure class="wp-block-image size-large"><img data-attachment-id="107958" data-permalink="https://toh-magazine.com/2024/03/cosmo-viaggio-sonoro-nel-suo-universo-ibrido/foto3_matteostrocchiamarcoservina/" data-orig-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/03/Foto3_MatteoStrocchiaMarcoServina-scaled.jpg" data-orig-size="2048,2560" data-comments-opened="0" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;EPSON NX330\/SX430\/TX430\/ME570&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;1709838284&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;1&quot;}" data-image-title="Cosmo_Foto3_MatteoStrocchia&#038;MarcoServina" data-image-description="&lt;p&gt;Cosmo_Foto3_MatteoStrocchia&#038;MarcoServina&lt;/p&gt;
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<p><strong>Dopo i primi due singoli, “Troppo Forte” e la titletrack, devo dire che mi ero fatto un’idea totalmente sbagliata del disco. Ma tu sei un furbetto, l&#8217;hai fatto apposta!</strong></p>



<p>(ride) È che alla Sony mi danno troppo ascolto e poi fanno casini! In realtà senza volerlo abbiamo pubblicato gli unici due pezzi dance del disco, ma erano i pezzi che mi sentivo di fare uscire per primi.&nbsp;</p>



<p><strong>È che ti predispongono ad un ascolto diverso, ma poi senti il disco e pensi: “Ma che bomba ha tirato fuori Cosmo?”</strong></p>



<p>E ti dici: Cosmo è pazzo! (ride) “Sulle Ali del Cavallo Bianco” è stata un’uscita importante perché è la title track e volevo settare i toni del disco, la sua simbologia. Ma poi il disco, come dici tu…</p>



<p><strong>&#8230; vola! Perché il Cavallo Bianco è libero di andare dove vuole! Senti, dopo l’elettronica di “La Terza Estate dell’Amore” avevi già in mente quale direzione prendere?</strong></p>



<p>Diciamo che dopo quel disco l’unica idea che avevo maturato era la necessità di mettere più movimento armonico, più di un paio di accordi a canzone insomma, perché mi trovavo a canticchiare su giri di piano o giri armonici di altre canzoni non mie e pensavo: “cazzo, certo che se avessi un’armonia un po’ più sviluppata potrei anche divertirmi melodicamente“. </p>



<h3>Così ho cominciato a muovere le canzoni, ed anche a recuperarne la forma con meno tracce rubate al clubbing.&nbsp;</h3>



<p><strong>Però, soprattutto a livello di produzione, hai mescolato i due mondi del clubbing e del cantautorato creando un Cosmo-ibrido!</strong></p>



<p>Assolutamente! L’idea è nata insieme ad <a href="https://www.instagram.com/notwaving_/">Alessio Natalizia</a>, perché per quanto mi riguarda adesso a livello di produzione Cosmo è un duo. Avrei voluto ci fosse anche lui qui oggi a rispondere alle domande ma vive a Londra. È molto bravo, è resident su NTS, ha fatto musica a nome Banjo Or Freakout, Walls e Not Waving.  </p>



<p><strong>Conoscenza nuova o di lunga data?</strong></p>



<p>Ci conosciamo e lo stimo da tanti anni, è un produttore musicista molto raffinato e ci siamo messi a lavorare insieme al disco in una maniera completamente libera, senza il vincolo di fare musica dance. Io avevo qualche mezzo provino ma poi insieme abbiamo sviluppato tutt’altro discorso. L&#8217;idea comune è stata quella di fare una ballad con la chitarra ma mettendoci dentro i suoni della trance music.&nbsp; </p>



<p>È stato tutto un disgregare i linguaggi e gli stili e mischiarli insieme &#8211; un un gioco divertente che mi ha aperto ulteriori possibilità e mi ha reso ancora più libero.&nbsp;</p>



<p><strong>Posso dire, che album dopo album, sei sempre più libero?</strong></p>



<p>È così! Con il disco precedente ho fatto un viaggio dettato anche dall’epoca in cui è nato, quindi un lavoro vicino al rave. È stato intenso, una vera e propria scorpacciata, e alla fine mi sono chiesto: “Ok, e ora per non annoiarmi cosa mi mangio?” </p>



<p><strong>Facile, un mango!&nbsp; &nbsp;</strong></p>



<p>Ahahahahah! Esatto un mango! </p>



<h3>Così è nato questo album libero e contaminato, difficile da definire, è imprevedibile, senza genere, e mi apre ancora più strade sul futuro.</h3>



<figure class="wp-block-image size-large"><img data-attachment-id="107956" data-permalink="https://toh-magazine.com/2024/03/cosmo-viaggio-sonoro-nel-suo-universo-ibrido/foto1_matteostrocchiamarcoservina/" data-orig-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/03/Foto1_MatteoStrocchiaMarcoServina-scaled.jpg" data-orig-size="2048,2560" data-comments-opened="0" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;EPSON NX330\/SX430\/TX430\/ME570&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;1709829756&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;1&quot;}" data-image-title="Cosmo_Foto1_MatteoStrocchia&#038;MarcoServina" data-image-description="&lt;p&gt;Cosmo_Foto1_MatteoStrocchia&#038;MarcoServina&lt;/p&gt;
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<p><strong>Hai pubblicato quelli che definisci gli unici pezzi dance, ma ti chiedo, “Momenti” ha un crescendo incredibile, monta, monta e quando dovrebbe esplodere finisce, è come un coito interrotto, ti diverti a fare questi giochetti dicci la verità!</strong></p>



<p>Eh mi hai beccato, è un giochino che abbiamo usato più volte, hai ragione! Nella mia testa pensando a questa traccia in particolare, quel momento nella mia testa simboleggia la morte, un crescendo e un silenzio assoluto. </p>



<p>Abbiamo intenzionalmente fatto uscire la musica dal mix ad un volume disumano, cosa che non si fa mai perché si cerca un bilanciamento e qui invece l’abbiamo fatta strabordare fuori e poi abbiamo chiuso! &nbsp; &nbsp; &nbsp;</p>



<p><strong>Nell’album c’è un pezzo che dedichi a tua figlia e che si chiama “Talponia”, ha un testo che colpisce come un pugno eppure è una canzone d’amore, me ne parli?</strong></p>



<p>Talponia è un complesso di case olivettiane di Ivrea, bellissimo e assurdo, mia figlia ha l’asilo nido dentro quel complesso. </p>



<h3>Nella primavera del 2023 accompagnando mia figlia all’asilo in uno dei nostri momenti teneri, ho pensato che avrei dovuto ambientare a Talponia, che è questo luogo non luogo, una delle mie canzoni. </h3>



<p>Poi sono consapevole che nel testo fondamentalmente dico a mia figlia “sex work is work”&#8230; Ahahahah sono un padre degenere!</p>



<p><strong>Sei un padre libero da ogni pregiudizio!&nbsp;</strong></p>



<p>Ma poi a Talponia ci lavorano davvero le prostitute, c&#8217;è di tutto, anche quando nel testo dico che c’è una ragazza trans che a Natale e a Pasqua va a portare i regali ai bambini dell’asilo è una storia vera, me lo hanno raccontato le maestre. La realtà mi aveva già dato tutti gli elementi per fare un pezzo. </p>



<h3>Sono curioso di quel che si dirà ad Ivrea quando uscirà questo pezzo che scoperchia un taboo della città!&nbsp;</h3>



<p><strong>C’è moltissimo amore anche in questo album, come fai ad essere sempre così innamorato? Sei davvero un cuore tenero.</strong></p>



<p>Eh si… sono tenero, a volte fragile… non lo so, però è stato un anno particolare, molto forte e incasinato, bisognava in qualche modo ritualizzarlo, estetizzarlo, elaborarlo, questo viaggio sul cavallo bianco è stato assurdo.&nbsp;</p>



<p><strong>Ed è finito questo viaggio ora?</strong></p>



<p>Non lo so perché il cavallo bianco ti porta al di là dell’amore e al di là del dolore, al di là di tutto al di là del bene e del male, ti porta altrove e a volte capire cos’è il bene e il male… boh, e chi lo sa! </p>



<h3>L&#8217;ultimo anno è stato davvero un periodo di conferma, scoperta, esplorazione, sperimentazione; mi sono sentito spesso a cavallo di due mondi, quello dell’aldilà e quello di qua. Anche il rapporto di coppia è stato un’esplorazione molto intensa.</h3>



<p>Come dico nel pezzo che apre il disco “Come un angelo&#8221;: “abitare questo spazio di confine tra l’aldilà e la società”. Mi sento un essere che vive al confine tra le due cose in un mondo completamente psichedelico. </p>



<p><strong>Tornando a parlare di cantautorato, penso che “Abbraccio” sia un omaggio ad uno dei miei artisti italiani preferiti, Luca Carboni, confermi?</strong></p>



<p>Certo! L’altra sera strippavo ascoltando “Ci stiamo sbagliando”. A me Carboni piace tantissimo, ricordo che mia mamma ascoltava tantissimo quel disco con lui in cover con il cappello bianco, penso fosse omonimo, il disco dove c’è “Farfallina” del 1987. </p>



<p>Ci hai preso, devo averlo ascoltato così tanto da bambino che mi è rimasto dentro. </p>



<h3>Luca Carboni ha un grande stile e fare un pezzo così per me è stato come rompere l’ennesima barriera, è anche la prima volta che dico ti amo in un pezzo, non lo avevo mai fatto.&nbsp;</h3>



<p><strong>Parli de “Il Messaggio” il pezzo che chiude il disco con quella suite di violini meravigliosa giusto?</strong></p>



<p>Quel pezzo sì… non so come reagirò nel cantarla dal vivo, tanto poi il concerto finisce e mi chiuderò in camerino a piangere. </p>



<p>Lavorare al messaggio di questa canzone è stato molto difficile perché sia io che Alessio non riuscivamo a toccarla, avevamo il loop pronto ma ci mandava in crisi e piangevamo. </p>



<p>Fin che una sera non ho trovato la chiave giusta, ma è stato davvero una valle di lacrime, durante l’ultima prova che abbiamo fatto per il concerto sono esploso a singhiozzare.</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-full"><img data-attachment-id="107962" data-permalink="https://toh-magazine.com/2024/03/cosmo-viaggio-sonoro-nel-suo-universo-ibrido/cosmo/" data-orig-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/03/cosmo.jpeg" data-orig-size="500,500" data-comments-opened="0" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}" data-image-title="cosmo_sullealidelcavallobianco_artwork" data-image-description="&lt;p&gt;cosmo_sullealidelcavallobianco_artwork&lt;/p&gt;
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<p><strong>Siamo in Stazione Centrale a Milano dentro un cubo di vetro del pavimento led per provare un po’ l’esperienza del tuo viaggio, cosa ti aspetti accada in questo spazio che titola a lettere cubitali “Qui Nessuno è Normale”?</strong></p>



<p>Probabilmente stanotte verrà qualcuno a bucarsi! (ride) A parte gli scherzi spero che qualcuno ci possa passare la notte se ne ha bisogno, è una cosa che mi farebbe piacere.</p>



<p><strong>Puoi anticiparmi qualcosa sul live?</strong></p>



<p>Qualcosa ma non troppo… vorrei ampliare ulteriormente il linguaggio, rispetto al tour precedente non sarà sempre una discoteca diciamo. </p>



<h3>Ok la cassa chiama sempre, ma ho notato che mi mancavano dei tasselli più emotivi, più intimi, più morbidi e questa volta ci saranno, anzi portate qualche fazzoletto perché in tour si piange anche.  </h3>



<p><strong>Abbiamo parlato della traccia che lo chiude, ora tocca a quella che lo apre. “Come un angelo” comincia con una mitragliata di suoni e la tua voce altissima, avevo messo il volume bello alto… immagina!&nbsp;</strong></p>



<p>Quel pezzo è uscito da un’improvvisazione, anche il testo è nato così in presa diretta improvvisando le parole, poi ho corretto solo un paio di pezzettini cercando di fare la voce rovinata come avevo quella notte e poi ho capito che sarebbe stato il pezzo di apertura del disco. Che poi è fuorviante messa lì.</p>



<p><strong>Dici? Io penso setti il tono del disco.</strong></p>



<p>Beh sì, anche dai, perché dentro c&#8217;è di tutto, ha l’elettronica acida e il pianoforte ma anche molta melodia, armonia e sentimento. </p>



<p>Forse questo disco va più incontro ai delusi dall’ultima mia fase, ma io non l’ho fatto per loro ma per me, e credo che alla fine passerà il suo essere sincero e spontaneo senza seghe mentali.&nbsp;</p>



<p><strong>Di chi è la voce femminile che si sente nel disco qua e la?</strong></p>



<p>Ma di Pan Dan, e chi se no! Sarà anche lei in tour con noi! Sta facendo le sue cose per altro e spacca, con i suoi tempi da professionista perdigiorno ma ci sta arrivando.</p>



<p><strong>Dovremo tirar fuori dai cassetti i copri capezzoli di liquirizia allora! </strong></p>



<p>I copritette commestibili! Te li ricordi? Ahahahah!</p>



<p><strong>Come dimenticarli! Chiudo la chiacchiera con la mia domanda di rito, qual è l’ultimo album di cui ti sei innamorato?</strong></p>



<p>“Endless Love” dei Romance è un album dell’etichetta di Alessio, la Extatic, è una traccia unica di 35 minuti tutta strumentale che sembra una storia d’amore, è pazzesca, la trovi su Bandcamp.</p>



<figure class="wp-block-image size-full"><a href="https://dice.fm/artist/cosmo-badwv"><img data-attachment-id="107960" data-permalink="https://toh-magazine.com/2024/03/cosmo-viaggio-sonoro-nel-suo-universo-ibrido/tour/" data-orig-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/03/Tour.png" data-orig-size="720,720" data-comments-opened="0" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}" data-image-title="Cosmo_Tour_2024" data-image-description="&lt;p&gt;Cosmo_Tour_2024&lt;/p&gt;
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		<title>Lio Mehiel sovverte le regole</title>
		<link>https://toh-magazine.com/2023/09/lio-mehiel-sovverte-le-regole/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=lio-mehiel-sovverte-le-regole</link>
					<comments>https://toh-magazine.com/2023/09/lio-mehiel-sovverte-le-regole/#comments</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Marco Cresci]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 26 Sep 2023 14:31:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Culture]]></category>
		<category><![CDATA[Mix Festival]]></category>
		<category><![CDATA[attore trans]]></category>
		<category><![CDATA[f to m]]></category>
		<category><![CDATA[festival lgbtq]]></category>
		<category><![CDATA[Lgbtq+]]></category>
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		<category><![CDATA[Marco Cresci]]></category>
		<category><![CDATA[mutt]]></category>
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		<category><![CDATA[trans actor]]></category>
		<category><![CDATA[transexual]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Lio Mehiel è il primo interprete trans a vincere un premio come attore protagonista al Sundance. L'abbiamo intervistatə in attesa della sua partecipazione al MIX - Festival Internazionale di Cinema LGBTQ+ e cultura Queer.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<h3>Con la sua interpretazione in &#8220;Mutt&#8221; Lio Mehiel è stat<strong>ə</strong> il primo inteprete trans in assoluto a vincere il Premio Speciale della Giuria al Sundance 2023. L&#8217;abbiamo intervistat<strong>ə</strong> in attesa di vederl<strong>ə</strong> alla cerimonia di apertura del MIX 37, il 28 settembre a Milano.</h3>



<p><a href="https://www.instagram.com/lio.mehiel/">Lio Mehiel</a> dopo il trionfo al Sundance con &#8220;Mutt&#8221; ha continuato il suo viaggio entusiasmando pubblico e critica alla Berlinale, dove è statə insignitə del premio per il miglior film, prima di arrivare a Milano dove è statə scelto come film d&#8217;apertura del<a href="https://mixfestivalmilano.digivents.net/"> MIX Festival Internazionale di Cinema LGBTQ+ e cultura Queer</a> che si terrà dal 28 settembre al 1° ottobre 2023.</p>



<p>Attore, regista e artista non binary di origini portoricane e greche, con il suo lavoro Lío approfondisce la “transitudine” come filosofia andando oltre la semplice espressione di genere facendo scalpore e stravolgendo le regole imposte dalla società. </p>



<p>Il suo contributo all&#8217;arte e alla rappresentazione delle persone transgender dà potere e continua a ispirare e con &#8220;Mutt&#8221; ha portato una nuova sfumatura nella narrazione della transizione di genere. </p>



<p>Il film, debutto alla regia di Vuk Lungulov-Klotz, documenta 24 ore estremamente impegnative a New York per la protagonista, Feña, interpretata da Mehiel, caratterizzata da sconvolgimenti e altalenanti stati emotivi.</p>



<p>Oltre al cinema, Lío è attualmente il producer e creative director del progetto &#8220;Angels&#8221;, una collezione in via di sviluppo di sculture in pietra di esseri umani transgender.</p>



<p>Mentre aspettiamo di vederlə al <a href="https://mixfestival.eu/programma/">Piccolo Teatro Strehler</a> ospite speciale in sala insieme al regista per la prima di &#8220;Mutt&#8221; ci siamo fatti raccontare la sua esperienza.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img data-attachment-id="107272" data-permalink="https://toh-magazine.com/2023/09/lio-mehiel-sovverte-le-regole/01_mutt_lio-mehiel-photo-by-mikaela-lungulov-klotz-web/" data-orig-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2023/09/01_MUTT_Lio-Mehiel.-Photo-by-Mikaela-Lungulov-Klotz-WEB-scaled.jpg" data-orig-size="2560,1418" data-comments-opened="0" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;1&quot;}" data-image-title="01_MUTT_Lio Mehiel. Photo by Mikaela Lungulov-Klotz WEB" data-image-description="&lt;p&gt;01_MUTT_Lio Mehiel. Photo by Mikaela Lungulov-Klotz WEB&lt;/p&gt;
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<p><strong>Ciao Lio, come stai e dove ti trovi adesso?</strong></p>



<p>Sono nel Maine per un seminario e per una residenza sulle performance: si chiama &#8220;Questa è una performance school&#8221;. Monica Mirabile e Colin Self sono i direttori del programma. È stato fantastico.</p>



<p><strong>Primə interprete trans in assoluto a vincere il Premio Speciale della Giuria al Sundance &#8217;23 per il tuo ruolo da protagonista in &#8220;Mutt&#8221;. Cosa significa per te un traguardo così speciale?</strong></p>



<p>Sono così gratə. È raro che il tuo lavoro venga riconosciuto e questo premio è ancora più speciale perché è stato assegnato da tre artisti che ammiro profondamente: Jeremy O. Harris, Eliza Hittman e Marlee Matlin. </p>



<p>È anche stimolante pensare che vincere questo premio possa dare a più attori trans la fiducia necessaria per intraprendere una carriera nella recitazione. Questo premio invia il messaggio che c’è spazio per noi in questo settore.</p>



<p><strong>Qual è stata la prima cosa che ti è venuta in mente quando hai ricevuto il Premio?</strong></p>



<p>&#8220;È vero?&#8221; L&#8217;ho scoperto tramite Instagram!</p>



<p><strong>&#8216;Mutt&#8217; racconta la storia di un uomo transgender che intraprende un emozionante viaggio di 24 ore a New York City. Riesci a mettere in relazione qualcosa che accade nel film con la tua vita reale?</strong></p>



<p>Le scene finali tra Feña e suo padre sembravano simili ad alcune delle conversazioni che ho avuto con mia madre quando ho parlato per la prima volta della mia transizione di genere. </p>



<p>Alla fine, Pablo ama Feña e vuole essere un buon padre per lui, ma è spaventato perché non sa come sarà la vita di Feña in questo momento nu<strong>o</strong>v<strong>o</strong> per entrambe. </p>



<p>Anche mia madre nutriva per me questa delicata combinazione di amore e paura quando ho fatto coming out per la prima volta.</p>



<p><strong>&#8216;Mutt&#8217; è il primo film mainstream incentrato sulla storia di un ragazzo trans ed è anche scritto e diretto da un ragazzo trans. Immagino che questo ruolo sia davvero importante per te, qual è l&#8217;aspetto che ti è piaciuto di più nel lavorare a questo film?</strong></p>



<p>Realizzare &#8220;Mutt&#8221; è stata un&#8217;esperienza diversa da qualsiasi altra che avrò mai nella vita. Era il primo lungometraggio per tutti: lo sceneggiatore/regista, i produttori, io stesso, il direttore della fotografia, quindi c&#8217;era una magia sul set creata dalla passione e dall&#8217;entusiasmo che tutti condividevamo. </p>



<p>Adoro quell&#8217;energia &#8220;vergine&#8221;: c&#8217;è qualcosa di così vivo e innocente nel creare in quel lasso temporale. E poi il fatto che la nostra troupe fosse composta principalmente da persone queer, molte delle quali sono anche trans, significava che non dovevo mai spiegarmi o “difendere” la mia identità o validità in alcun modo. </p>



<p>Potevo semplicemente fare il mio lavoro e concentrarmi sulla creazione di un personaggio.</p>



<p><strong>Qual è stata la scena più difficile da interpretare?</strong></p>



<p>Direi le scene in cui sono arrabbiatə con mia sorella minore Zoe, interpretata dalla straordinaria Mimi Ryder, sono state le più difficili, perché non sono il tipo di persona aggressiva in quel modo, quindi è stato qualcosa in cui dovermi impegnare. </p>



<p>Sembrano scene semplici da girare in superficie, ma è così facile che una scena del genere diventi monocorde, quindi trovare la complessità e il colore nella rabbia e nell&#8217;aggressività è stato impegnativo.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img data-attachment-id="107273" data-permalink="https://toh-magazine.com/2023/09/lio-mehiel-sovverte-le-regole/john-and-feni%c2%83a-in-bed/" data-orig-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2023/09/John-and-FenÌa-in-bed.jpg" data-orig-size="1915,1440" data-comments-opened="0" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;1&quot;}" data-image-title="Mutt movie 2" data-image-description="&lt;p&gt;Mutt movie 2&lt;/p&gt;
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<p><strong>Qual è la tua opinione personale sulla rappresentazione della comunità LGBTQI+ nel cinema e in TV?</strong></p>



<p>È stato fantastico vedere sempre più personaggi queer e trans rappresentati nei film e in televisione, ma sono molto entusiasta che sempre più persone queer e trans abbiano opportunità dietro la macchina da presa e nel lato commerciale del settore. </p>



<p>Sono gli agenti e i manager che chiamano i produttori e li convincono su quali giovani artisti vale la pena correre dei rischi, e quindi abbiamo bisogno di più persone trans e queer in queste posizioni. </p>



<p>Fino a quando non avremo un solido contingente di persone queer e trans in posizioni di potere dal punto di vista imprenditoriale, decidendo come vengono allocate le risorse, non vedremo alcun cambiamento significativo a lungo termine.</p>



<p><strong>Ho letto che stai anche lavorando a un progetto artistico chiamato “Angels”. Puoi dirmi qualcosa a riguardo?</strong></p>



<p>&#8220;<a href="http://utm_source=ig_web_copy_link&amp;igshid=MzRlODBiNWFlZA==">Angels</a>&#8221; è una collezione in via di sviluppo di busti in pietra di persone trans e di genere espansivo che sto creando in collaborazione con l&#8217;artista Holly Silius e i modelli Jari Jones, Emma D&#8217;Arcy, Deniz Chakur, Rain Valdez e altri. </p>



<p>La scultura figurativa è un mezzo che ha organismi non normativi storicamente esclusi, quindi è stimolante immaginare che questi pezzi vengano esposti accanto a opere antiche dell&#8217;impero greco e romano. </p>



<p>Questo progetto ha lo scopo di affermare e venerare i corpi transgender rendendoci tangibili, permanenti e letteralmente scolpiti nella pietra.</p>



<p><strong>Pensi che attraverso la tua arte sei diventatə più sicurə della tua identità?</strong></p>



<p>Assolutamente sì, utilizzo spesso la creazione artistica come uno spazio per sperimentare aspetti della mia identità e per capire meglio chi sono. </p>



<p>Con ciascun progetto mi sento come se mi avvicinassi sempre di più alla comprensione di quale sia la mia voce e quindi di come posso essere utile nel modo più autentico.</p>



<p><strong>Parlando di queerness nel tuo lavoro, è qualcosa che ti sei sempre sentitə a tuo agio nel fare?</strong></p>



<p>Tutto ciò che ho creato da quando mi sono laureatə ha a che fare con temi queerness. Non penso di poter separare la mia identità queer dal mio lavoro. </p>



<p>Sono una di quelle persone che crede che tutti siano trans (sentitevi liberi di chiedermi di più a riguardo), ma il modo in cui ciò si traduce è che la &#8220;transitudine&#8221; funge da filosofia fondamentale attraverso la quale percepisco il mondo, quindi permea tutto ciò che assorbo e che poi esprimo.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img data-attachment-id="107274" data-permalink="https://toh-magazine.com/2023/09/lio-mehiel-sovverte-le-regole/feni%c2%83a-zoe-and-john-in-john_s-car/" data-orig-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2023/09/FenÌa-Zoe-and-John-in-John_s-car-scaled.jpg" data-orig-size="2560,1418" data-comments-opened="0" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}" data-image-title="Mutt movie 3" data-image-description="&lt;p&gt;Mutt movie 3&lt;/p&gt;
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<p><strong>Sei di origini portoricane e greche. Ti senti connessə con entrambe le culture o una è più importante dell&#8217;altra?</strong></p>



<p>Mi sento decisamente più legatə alle mie radici portoricane: ho vissuto lì fino all&#8217;età di circa cinque anni prima di tornare a New York (dove sono nato). Lo spagnolo è stata la mia prima lingua e sono cresciutə principalmente con mia madre, nata e cresciuta a Porto Rico. </p>



<p>Mio padre è greco, ma accediamo alla cultura principalmente attraverso la religione greco-ortodossa, piuttosto che attraverso la terra della Grecia – non ho più una famiglia lì.</p>



<p><strong>Chi sono alcuni colleghi creativi queer che ti stanno ispirando in questo momento?</strong></p>



<p>ALOK è sempre al servizio del “profeta del nostro tempo” e spesso ascolto i loro discorsi per trovare ispirazione e radicamento. </p>



<p>Julia Ducournau è una regista francese queer e la creatrice di due dei miei film preferiti: &#8220;Raw&#8221; e &#8220;Titane&#8221;. </p>



<p>Gli artisti Monica Mirabile e Colin Self – che stanno co-dirigendo il programma in cui mi trovo adesso – fanno un lavoro davvero fantastico nello spazio della performance art, che è stato per me fonte di ispirazione da quando ho finito la scuola.</p>



<p><strong>Film queer preferito?</strong></p>



<p>&#8220;Titane&#8221;. Mi piace anche parlare del perché questo è un film trans, anche se in superficie non sembra così.</p>



<p><strong>Con che musica sei cresciuto?</strong></p>



<p>Selena.</p>



<p><strong>Ultimo disco di cui ti sei innamoratə:</strong></p>



<p>Non ascolto spesso gli album dall’inizio alla fine, ma di recente l’ho fatto con &#8220;Purple Rain&#8221; di Prince ed è stata un’esperienza straordinaria.</p>



<p><strong>Sei entusiasta di venire in Italia per partecipare al MIX Festival?</strong></p>



<p>SÌ! Non sono mai riuscitə a trascorrere del tempo a Milano e sono così entusiasta di vedere la città per la prima volta insieme a tutti questi straordinari registi queer. Sono anche felice di vedere altri film italiani!</p>



<p><strong>È la tua prima volta in Italia? Hai qualche aspettativa?</strong></p>



<p>Ho trascorso un po&#8217; di tempo a Pontedera, in Italia, nel 2018, per una performance residency al Workcenter di Jerzy Grotowski, e l&#8217;ho adorato. </p>



<p>Sono emozionatə all&#8217;idea di conoscere più persone del vostro paese e di comprendere meglio la scena artistica di Milano.</p>



<p><em>In copertina: ph. <a href="https://www.instagram.com/pmastrophoto/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">@pmastrophoto</a></em></p>



<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://mixfestival.eu"><img data-attachment-id="107278" data-permalink="https://toh-magazine.com/2023/09/lio-mehiel-sovverte-le-regole/unnamed-32/" data-orig-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2023/09/unnamed.png" data-orig-size="1920,960" data-comments-opened="0" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}" data-image-title="" data-image-description="" data-medium-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2023/09/unnamed-300x150.png" data-large-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2023/09/unnamed-1024x512.png" loading="lazy" width="1024" height="512" src="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2023/09/unnamed-1024x512.png" alt="" class="wp-image-107278" srcset="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2023/09/unnamed-1024x512.png 1024w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2023/09/unnamed-300x150.png 300w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2023/09/unnamed-768x384.png 768w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2023/09/unnamed-1536x768.png 1536w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2023/09/unnamed-1000x500.png 1000w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2023/09/unnamed-900x450.png 900w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2023/09/unnamed-450x225.png 450w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2023/09/unnamed-350x175.png 350w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2023/09/unnamed.png 1920w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></figure>
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		<title>Teri Gender Bender ci libera da ogni costrizione</title>
		<link>https://toh-magazine.com/2023/01/teri-gender-bender-ci-libera-da-ogni-costrizione/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=teri-gender-bender-ci-libera-da-ogni-costrizione</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Marco Cresci]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 26 Jan 2023 10:53:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Musica]]></category>
		<category><![CDATA[clouds hill]]></category>
		<category><![CDATA[human rights]]></category>
		<category><![CDATA[Lgbtq+]]></category>
		<category><![CDATA[Marco Cresci]]></category>
		<category><![CDATA[saturn sex]]></category>
		<category><![CDATA[state of fear]]></category>
		<category><![CDATA[teri gender bender]]></category>
		<category><![CDATA[teri gender bender interview]]></category>
		<category><![CDATA[the mars volta]]></category>
		<category><![CDATA[toh magazine]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://toh-magazine.com/?p=105756</guid>

					<description><![CDATA[<p>Teri Gender Bender, la riot grrrl di Guadalajara paladina dei diritti LGBTQ+ torna sulla scena in veste solista ma sempre agguerrita</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<h3>Teri Gender Bender, la riot grrrl di Guadalajara paladina dei diritti LGBTQ+ torna sulla scena in veste solista, contaminando con sperimentazioni pop il suono punk per cui è conosciuta con il suo gruppo The Butcherettes. </h3>



<p>Teri Gender Bender– vero nome <a href="https://www.instagram.com/terigenderbender/">Teresa Suárez Cosío</a> – non è estranea alla scena musicale. Dal 2007 è conosciuta come membro fondatore e frontwoman della band punk, The Butcherettes dal 2007. </p>



<p>Nata a Denver da immigrati messicani, Teri  Gender Bender è tornata in Messico con sua madre a 13 anni dove ha trovato rifugio nella scena punk locale dal sessismo che affrontava nella vita di tutti i giorni, e ha fondato The Butcherettes. </p>



<p>Ora ha intrapreso la carriera solista con la pubblicazione di una serie di 10 EP di 4 brani ciascuno, di cui al momento ne sono usciti due: &#8220;SATURN SEX&#8221; e &#8220;STATE OF FEAR&#8221;; quì lo stile musicale avant-garde di Teri Gender Bender si rivela nella sua forma più toccante e vibrante rivelando la sua personalità autentica.</p>



<p>L&#8217;abbiamo intervistata:</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img data-attachment-id="105793" data-permalink="https://toh-magazine.com/tgb_02_download/" data-orig-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2023/01/TGB_02_download-scaled.jpeg" data-orig-size="2560,2552" data-comments-opened="0" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}" data-image-title="Teri-gender-bender-toh-magazine-4" data-image-description="&lt;p&gt;Teri-gender-bender-toh-magazine-4&lt;/p&gt;
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<p><strong>Ciao Teri, come stai?</strong></p>



<p>Ciao Marco! Sto benissimo e tu come stai?</p>



<p><strong>Bene, piacere di conoscerti, io sono a Milano, tu dove ti trovi adesso?</strong></p>



<p>È un piacere anche per me conoscerti. Mi ritrovo costretta a letto perché mi sono ammalata nell&#8217;incantevole El Paso, in Texas.</p>



<p><strong>È stato un periodo prolifico per te. Cosa ti ha reso così creativa in questi tempi bui?</strong></p>



<p>Onestamente gli EP sono stati scritti e registrati prima della pandemia, avevo un sacco di <a href="https://toh-magazine.com/category/musica/">musica</a> archiviata in diversi dischi rigidi e me ne sono semplicemente dimenticata finché non mi sono ritrovata a viaggiare con il mio partner in Europa. </p>



<p>Lì ci siamo incontrati con alcuni amici, abbiamo cucinato cibo messicano per loro,  condito da racconti e risate e durante queste conversazioni, tra le chiacchiere è venuto alla luce del nostro amico Johann (proprietario dell&#8217;etichetta CLOUDS HILL) che avevo molta musica e lui ha detto casualmente: &#8220;Bello , sarebbe fantastico ascoltarla e farne uscire tipo 5 EP&#8221;. </p>



<p>Così quando sono tornata a casa ho riordinato le canzoni e le ho fatte mixare dal nostro amico e fonico di studio Jon Debaun, il lavoro era così tanto che i 5 EP sono diventati 12! Johann e tutto il team della Clouds Hill sono stati fantastici e hanno sostenuto l&#8217;idea di pubblicare tutto. </p>



<h3>Credo che tutto sia nato dal fatto che la vita mi diceva di lasciarmi andare e seguire il flusso dell&#8217;avventura che l&#8217;accompagna. </h3>



<p>E&#8217; stata come una purga spirituale/musicale, un bel modo per &#8220;uscire dall&#8217;armadio&#8221;. Ci sono ancora dischi rigidi intatti di musica scritta durante la pandemia, ma sono troppo sopraffatta per riorganizzare tutto… forse tra un paio d&#8217;anni. (ride. ndr)</p>



<p><strong>In che modo pensi che i tuoi due EP &#8220;STAFE OF FEAR&#8221; e &#8220;SATURN SEX&#8221; siano collegati?</strong></p>



<p>Il suono in generale li collega sicuramente. Sono stati entrambi scritti insieme a Eureka the Butcher, quindi molti dei paesaggi sonori e degli arrangiamenti provengono dalla sua prolifica mente creativa.  Penso che i nostri universi si completino a vicenda, tramite la nostra avventura sonora che si intreccia a servizio della narrazione e viceversa. </p>



<p>Philo Tsoungui è incredibilmente creativo e geniale con la sua batteria ha benedetto profondamente le canzoni. Il concetto generale della mia mente, mette in relazione questi due ep come una congiunzione tra due estremi, la condanna della beatitudine euforica  (SATURN SEX) e l&#8217;essere congelati dalla paura, in un costante stato mentale di agonia (STATE OF FEAR). Ying/Yang.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img data-attachment-id="105788" data-permalink="https://toh-magazine.com/tgb_cover/" data-orig-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2023/01/TGB_cover.jpg" data-orig-size="2560,2560" data-comments-opened="0" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;1660196406&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;1&quot;}" data-image-title="TeriGenderBender_cover_state_of_fear_toh_magazine" data-image-description="&lt;p&gt;TeriGenderBender_cover_state_of_fear_toh_magazine&lt;/p&gt;
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<p><strong>Il tuo</strong> <strong>suono è più sperimentale in questi due ep, canti anche in spanglish come dicevamo negli anni &#8217;90, come lo</strong> <strong>hai sviluppato?</strong></p>



<p>A volte ogni traccia determina ciò di cui ha bisogno e ti dice da sola quando è finita, almeno dal punto di vista vocale/lirico. Il suono è fortemente influenzato da un&#8217;anima trip hop urbana con elementi pop di cui sono grande fan. </p>



<p>Ma soprattutto sento che è il lavoro di una squadra, di tutte le persone coinvolte in queste canzoni e che le hanno trasformate nelle loro piccole bestie. </p>



<p>Ho imparato molto da Marcel, Riko, Marfred, Philo, Jon e Omar (è anche un vocalist molto dinamico, ed è stato divertente cantare di nuovo insieme a lui dai tempi dei Bosnian Rainbows).</p>



<p><strong>Hai appena citato Omar Rodríguez-López dei The Mars Volta, con cui hai un forte legame artistico puoi parlarmene? Condividete la stessa visione musicale?</strong></p>



<p>Penso che la connessione in parte sia data dal fatto che entrambi abbiamo un grande senso dell&#8217;umorismo e questo porta al resto, Omar nutre entrambe le nostre visioni essendo aperto ad ascoltare le idee degli altri e seguendo la sua totale devozione a servizio dell&#8217;arte, è sempre disponibile. C&#8217;è una fiducia completa negli input e nella creatività reciproca.</p>



<p><strong>Dal tuo inizio nel mondo della musica come leader di Le Butcherettes ti struggi per sovvertire i ruoli che ci vengono imposti dalla società, pensi che qualcosa sia cambiato rispetto al tuo inizio o tutto va solo peggio?</strong></p>



<p>Rispetto a 10 anni fa direi che le cose stanno migliorando perché c&#8217;è molta più consapevolezza e un dialogo aperto su quei temi sociali che spesso in passato venivano taciuti e derisi. </p>



<h3>Sentendo il clima di oggi mi sento molto meno sola e posso respirare più facilmente perché so, ora più che mai, che non ero pazza o &#8220;isterica&#8221; come sono stata chiamata nel parlare di questi temi e ad essere ispirata dal movimento femminista. </h3>



<p>Niente di tutto questo è stato invano, al contrario erano strumenti per aiutarmi a rimanere fedele a me stessa e oggi ci sono più modi per aiutare le minoranze, le persone gender fluid, LGBTQIA… certo, a volte sembra che quasi tutto sia corrotto e molti movimenti si sentono compromessi, ma c&#8217;è più consapevolezza e infinite storie da ascoltare e da cui imparare.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img data-attachment-id="105790" data-permalink="https://toh-magazine.com/tgb_03_download-2/" data-orig-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2023/01/TGB_03_download-1-scaled.jpeg" data-orig-size="2560,2502" data-comments-opened="0" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;1&quot;}" data-image-title="Teri-gender-bender-toh-magazine-2" data-image-description="&lt;p&gt;Teri-gender-bender-toh-magazine-2&lt;/p&gt;
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<p><strong>Cercando su di te in internet trovo diverse persone che si chiedono: i baffi di Teri Gender Bender sono reali? Voglio dire: è ancora un problema?</strong></p>



<p>Mi sono fatta una promessa: non cercarmi mai su Google, in Internet o su qualsiasi piattaforma social perché sono stata continuamente vittima di bullismo a scuola e poi sono stata una fonte ridicola per i giornali locali mia città natale di Guadalajara. </p>



<p>Quindi, quando ho letto le cose brutte che hanno scritto sulla mia visione e sulla mia band, persino attaccandomi come persona, ho giurato a me stessa di non leggere mai più nulla che mi coinvolgesse, questo perché penso che ciò che non sai non può farti del male. </p>



<p>Non avevo idea che le persone cercassero online se i miei baffi fossero reali o meno, e mi fa un po&#8217; ridere perché di persona quando vado al supermercato o all&#8217;aeroporto a nessuno sembra importare davvero se ho o meno i baffi jajajajaja! </p>



<p>A volte le cose possono essere ingrandite su Internet mentre di persona possono esserci amore e gentilezza se sei abbastanza aperto da abbassare la guardia.</p>



<p><strong>Qui in Italia la comunità lgbtq+ non ha diritti e l&#8217;estrema destra è appena stata eletta, quindi è arrivato il momento di lottare. Sei un combattente, quindi ti chiedo qual è il tuo prezioso suggerimento per noi?</strong></p>



<p>Grazie per aver detto che credi che io sia una vera combattente. Direi che in primo luogo è essenziale non combattere se stessi, perché una volta che hai la mente libera puoi fare qualsiasi cosa se ti impegni. </p>



<p>Quando dico di smettere di combattere il sé, che inizia con l&#8217;esplorazione del sé e il prendersi il tempo per guarire per liberare la mente, intendo che la mente deve essere acuta e informata quando esce nel mondo per prendere una posizione. </p>



<h3>Non possiamo permetterci di essere i nostri stessi ostacoli… quindi dobbiamo prenderci cura della nostra salute mentale; l&#8217;elemento più importante nella lotta è la pazienza, tutte le lotte per cui vale la pena combattere richiedono molto tempo. </h3>



<p>Iniziando con le cose piccole ma essenziali come imparare i propri confini e parlare con se stessi per parlare per gli altri. Questa personalmente è stata una lotta senza fine, ma ne imparo costantemente. Ci saranno giornate belle e brutte, ma almeno mai noiose.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img data-attachment-id="105787" data-permalink="https://toh-magazine.com/tgb04_3000x3000/" data-orig-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2023/01/TGB04_3000x3000.jpg" data-orig-size="2000,1949" data-comments-opened="0" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;1&quot;}" data-image-title="Teri-gender-bender-toh-magazine" data-image-description="&lt;p&gt;Teri-gender-bender-toh-magazine&lt;/p&gt;
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<p><strong>Ti senti vicino ad altri artisti che cercano di sovvertire il tradizionale ruolo di genere come Dorian Electra o Perfume Genius?</strong></p>



<p>Sono grande fan e sostenitrice di qualsiasi artista che segua le proprie stranezze senza che provi vergogna, e se la prova la sa usare per rafforzarsi. Onestamente non so molto di questi artisti che citi, ma scaverò e imparerò e sicuramente mi sentirò vicino a loro, mi sento vicino a qualsiasi essere umano che sia fedele a se stesso, e che abbia il coraggio di fare arte liberatoria che lo faccia sentire un pericolo.</p>



<p><strong>È vero che stai lavorando al tuo primo album?</strong> <strong>Cosa dobbiamo aspettarci?</strong></p>



<p>Peli, un pericoloso pop stoner, ballate d&#8217;amore e jazz, tutto per urlare giustizia.</p>



<p><strong>L&#8217;ultimo album di cui ti sei innamorata:</strong></p>



<p>&#8220;MOTOMAMI&#8221; di Rosalia e &#8220;The Mars Volta&#8221; dei The Mars Volta.  </p>



<p>Marco, grazie mille. Spero che tutto vada benissimo, vorrei essere nella bella Italia con tutti voi. Tanto amore.</p>


<figure class="wp-block-embed-youtube wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><a href="https://toh-magazine.com/2023/01/teri-gender-bender-ci-libera-da-ogni-costrizione/"><img src="//i.ytimg.com/vi/a4Ey1ON2ojo/hqdefault.jpg" alt="YouTube Video"></a><br /><br /><figcaption></figcaption></figure><div class="simplesocialbuttons simplesocial-simple-icons simplesocialbuttons_inline simplesocialbuttons-align-left post-105756 post  simplesocialbuttons-mobile-hidden simplesocialbuttons-inline-bottom-in">
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		<title>GINEVRA: canzoni fragili per cuori puri</title>
		<link>https://toh-magazine.com/2022/12/ginevra-canzoni-fragili-per-cuori-puri/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=ginevra-canzoni-fragili-per-cuori-puri</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Marco Cresci]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 06 Dec 2022 14:36:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Musica]]></category>
		<category><![CDATA[anarchici]]></category>
		<category><![CDATA[arashi]]></category>
		<category><![CDATA[asian fake]]></category>
		<category><![CDATA[asteroidi]]></category>
		<category><![CDATA[DIAMANTI]]></category>
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		<category><![CDATA[GINEVRA]]></category>
		<category><![CDATA[intervista ginevra]]></category>
		<category><![CDATA[mahmood]]></category>
		<category><![CDATA[Marco Cresci]]></category>
		<category><![CDATA[musica]]></category>
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		<category><![CDATA[suorcristona]]></category>
		<category><![CDATA[toh magazine]]></category>
		<category><![CDATA[torino]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>DIAMANTI (Asian Fake) è il titolo dell'atteso album di GINEVRA, con cui la cantautrice e musicista di Torino si conferma un’artista avant-garde nella scena musicale Italiana.</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://toh-magazine.com/2022/12/ginevra-canzoni-fragili-per-cuori-puri/">GINEVRA: canzoni fragili per cuori puri</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://toh-magazine.com">Toh! Magazine</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<h3><em>DIAMANTI (Asian Fake)</em> è l&#8217;atteso debutto di GINEVRA, con cui la cantautrice e musicista di Torino si conferma un&#8217;artista avant-garde nella scena musicale Italiana<strong>. </strong></h3>



<h4><strong>Quelle di Ginevra sono canzoni pop fragili, notturne, intime ma anche sorprendentemente muscolari. Ricche di riferimenti colti ed esterofili, risplendono nella notte come le sfaccettature di un diamante colpito dalla luce della luna o di una strobo. </strong></h4>



<p>&#8220;DIAMANTI&#8221; è un album che ti arriva senza filtri con le sue parole dirette, mentre la sua musica ti fa sognare e ti avvolge cullandoti, per poi scuoterti con uno strattone che non ti aspetti, ma sempre con gentilezza. C&#8217;è l&#8217;elettronica che ti trasporta in un club berlinese, ma anche la nostalgia della Bristol dei Massive Attack e di Tricky, e di quei suoni che ti annebbiano come un joint.</p>



<p>&#8220;DIAMANTI&#8221; è un ibrido tra determinate sonorità inglesi e il cantautorato, un album che in mezzo al panorama italiano luccica come il nome che porta.</p>



<p>Abbiamo incontrato Ginevra un pomeriggio di fine novembre a Milano, il primo giorno di pioggia che ha segnato l&#8217;arrivo dell&#8217;inverno, e quella che potrebbe essere considerata una sfortuna ha reso lo shooting che la vede protagonista notturno, etereo e sincero come la sua musica.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img data-attachment-id="105424" data-permalink="https://toh-magazine.com/tohmagazine-ginevra-1/" data-orig-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/12/TohMagazine-Ginevra-1.jpg" data-orig-size="1001,1500" data-comments-opened="0" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;5.6&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;LEICA Q2&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;1668540375&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;28&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;100&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0.005&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;1&quot;}" data-image-title="TohMagazine-Ginevra-1" data-image-description="&lt;p&gt;TohMagazine-Ginevra-1&lt;/p&gt;
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<h5>Ciao Ginevra, come stai oggi che &#8216;DIAMANTI&#8217; è uscito da un paio di mesi e che feedback stai ricevendo?</h5>



<p>Feedback stupendi, molto intimi e questa è una bellissima cosa. A me invece sembra passato un anno dalla release! Sono sommersa di cose da fare e da organizzare che non mi ricordo nemmeno che giorno è, ma sono contenta, significa che tutto sta andando avanti, stiamo cominciando ad organizzare il tour, me lo sto immaginando, sto cercando di capire cosa voglio combinare. </p>



<h5>Immagino che vorrai riproporre l&#8217;atmosfera magica che hai creato per la presentazione del disco a Milano e per la &#8216;DIAMANTI Live Experience&#8217; di VEVO?</h5>



<p>Sì assolutamente, ci sono degli elementi che ci sono piaciuti molto quindi li riproporremo, anche se non è così facile da ricreare, i laser sono d&#8217;impatto ma hanno delle regole ben precise da seguire, ma il mood che m&#8217;interessa è quello di creare un&#8217;atmosfera <a href="">immersiva</a> non solo con me che performo, ma con un&#8217;esperienza più ampia. </p>



<p>Voglio trasportare tutti in un&#8217;altra dimensione con tempi dilatati, parti strumentali più lunghe, strutture leggermente cambiate, creando un contesto nuovo in cui il protagonista è il disco, ma che però ti lascia la sensazione di aver condiviso qualcosa. </p>



<h5>Parlando di esperienza immersive io credo che &#8220;DIAMANTI&#8221; abbia il potere di farti entrare in empatia con il suo mondo, che poi è il tuo. Quanto ti sei messa a nudo nei testi?</h5>



<p>Tantissimo, non riesco a separarmi da quello che scrivo come persona, come donna, c&#8217;è tutto di me. La sincerità e il mettermi a nudo creano la risposta del pubblico, ci ho messo un po&#8217;, ma poi ho capito che non riesco ad avere un approccio alla musica senza mettermi dentro, questo è il mio metodo, il mio modo di arrivare a chi mi ascolta, non saprei fare altrimenti. </p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img data-attachment-id="105427" data-permalink="https://toh-magazine.com/tohmagazine-ginevra-4/" data-orig-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/12/TohMagazine-Ginevra-4.jpg" data-orig-size="1001,1500" data-comments-opened="0" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;5.6&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;LEICA Q2&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;1668541126&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;28&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;100&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0.008&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;1&quot;}" data-image-title="TohMagazine-Ginevra-4" data-image-description="&lt;p&gt;TohMagazine-Ginevra-4&lt;/p&gt;
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<h5>Il diamante è la pietra preziosa dell’amore eterno, dura ma fragilissima che si scheggia facilmente e si spacca in mille pezzi se cade. Questo album mette in mostra tutte le tue sfaccettature come quelle della pietra che gli da il titolo, è questo il senso o è solo un mio viaggio?</h5>



<p>(ride, ndg) È un viaggio che mi sono fatta anche io, ma a posteriori. In realtà &#8216;DIAMANTI&#8217; è nata prima come brano, è stato il primo che ho scritto per il disco e come spesso mi succede è nato di getto, testo e melodia. </p>



<h5>Quando ho cominciato a chiedermi come intitolare l&#8217;album mi sono accorta che &#8220;DIAMANTI&#8221; è una parola fortissima, un&#8217;oggetto per me così iconico e visivamente preciso, e avendoci messo tanto tempo a crearlo, volevo assolutamente che mostrasse tutte le parti di me. </h5>



<p>Quindi ha acquisito tutto più senso a posteriori, con le sue sfaccettature, le sue diversità, i suoi riflessi, e per quanto ci sia un macro colore, che è una campana blu che contiene tutto, ci sono tante cose diverse in questo disco, brani più sperimentali, atmosfere da club, ballad, una componente rock. Lo reputo perfetto come titolo, non potrei sceglierne uno diverso.</p>



<h5>Quando ti ho vista alla presentazione del disco live al centro della stanza con i musicisti intorno e allo stesso livello del pubblico, ho trovato una dualità tra la forza della tua voce e una sincera vulnerabilità espressiva, ti ci ritrovi?</h5>



<p>Ci sono sicuramente dei momenti in cui mi sento vulnerabile, cantando certi testi è inevitabile, su un palco il racconto si amplifica all&#8217;ennesima potenza. Effettivamente ci sono momenti in cui si percepisce questa fragilità, all&#8217;evento poi ero particolarmente vulnerabile perché ci tenevo tantissimo, era la prima volta che ci esibivamo dal vivo, avevo il ciclo, tantissime emozioni che messe insieme hanno generato questa vulnerabilità. </p>



<p>Però mi piace che questa cosa arrivi in maniera ancora più sincera: non sono statuaria, mi guardi in faccia e capisci quello che penso, io non sono molto brava a mentire o nascondermi. Quindi sul palco la sincerità è totale anche perché per quanto tu ti possa preparare c&#8217;è sempre un incognita che può essere la location, il pubblico, o altro, quindi ogni live per me è un&#8217;esperienza differente.</p>



<h5>Il tuo ep si intitolava &#8216;METROPOLI&#8217; e conteneva &#8216;RAJASTAN&#8217;, per &#8216;DIAMANTI&#8217; invece hai scritto &#8216;TORINO&#8217; e nella canzone &#8220;BRICIOLE&#8221; parli di Berlino. Cosa ti lega alle città e al tema del viaggio in generale che ricorre nelle tue canzoni?</h5>



<p>Io ho un legame fortissimo sia con Milano, che è la mia città in questo momento, che con Torino dove c&#8217;è la mia famiglia: sono due città che fanno parte della mia identità oggi. Credo che questo crei un legame inconscio con le città, con determinate esperienze che vivi in un luogo, e mi porta anche senza averlo deciso a parlare di spazio. </p>



<h5>Se non abitassi a Milano avrei fatto questo album diversamente: Milano è la mia casa n.2, quella che mi sono costruita, dove ci sono tutti i miei amici e le persone con cui lavoro. È curioso questo legame che ho con le città, è quasi personificato. </h5>



<p>Poi ci sono anche momenti in cui voglio scappare dalla città e qui il viaggio diventa un&#8217;evasione fondamentale. Mi piacerebbe fare un giro da qualche parte prima di Natale: magari lontano dal cemento, ho voglia di spazi aperti, ma chissà se ci riuscirò.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img data-attachment-id="105429" data-permalink="https://toh-magazine.com/tohmagazine-ginevra-6/" data-orig-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/12/TohMagazine-Ginevra-6.jpg" data-orig-size="1001,1500" data-comments-opened="0" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;6.3&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;LEICA Q2&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;1668541747&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;28&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;100&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0.008&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;1&quot;}" data-image-title="TohMagazine-Ginevra-6" data-image-description="&lt;p&gt;TohMagazine-Ginevra-6&lt;/p&gt;
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<h5>Non hai riempito il disco di feat. ma ne hai scelto uno solo: Arashi che canta in &#8216;AMULETO&#8217;, e poi hai lavorato con Alessandro &#8220;Mahmood&#8221; alla scrittura di &#8216;ASTEROIDI&#8217;. Sono entrambi tuoi grandi amici giusto? Mi sembra di aver capito  che avete un legame che va oltre la musica…</h5>



<p>Assolutamente sì. Io avevo in mente di fare il mio disco, è il mio viaggio quindi sapevo di non volere feat. soprattutto in questo momento dove ne siamo tempestati. Io ho una visione piuttosto esterofila, guardo quello che succede in Italia ma osservo quello che fanno i miei artisti di riferimento, come Christine and the Queens per cui prima o poi dovrò prendere un aereo per andarla a sentire. Ecco lei non ha gli album pieni di feat.: è sempre tutto molto studiato e calibrato, anche io volevo che si creasse un racconto omogeneo. </p>



<p>Poi per caso è capitato che ho chiamato Riccardo &#8220;Arashi&#8221;, con cui ho lavorato tantissimo come autrice per altri artisti, e quindi c&#8217;è un legame sia umano perché siamo molto amici, che lavorativo, quindi ad un certo punto gli ho detto che era ora di scrivere un pezzo per noi e non solo per gli altri. </p>



<p>Stessa cosa vale per Ale (<a href="https://toh-magazine.com/2021/06/mahmood-ghettolimpo-album-lgbt-review-interview-toh-magazine/">Mahmood</a>), e Marco e Francesco Fugazza che sono i miei produttori, senza di cui questo album non ci sarebbe mai stato, eravamo tutti tra di noi. Ragionando a posteriori al percorso che abbiamo creato, mi sono resa conto che le persone che hanno lavorato al disco sono persone che fanno parte della mia vita e non incastri di marketing. </p>



<p>Sono doppiamente contenta del risultato di questo disco fatto in casa con le persone che stimo, la componente umana è importante per fare cose sincere e belle. Per come sono fatta io è difficile immaginarmi di fare qualcosa con chi non conosco. Non sto dicendo che non è mai successo, non sono un&#8217;eremita, ma preferisco non farlo.</p>



<h5>Quanto sono stati fondamentali i fratelli Fugazza per questo album e cosa hai imparato da loro?</h5>



<p>Io imparo ogni giorno da Marco e Francesco che sono due genietti, ho la fortuna di lavorare in casa con loro e hanno entrambi una sensibilità e un gusto molto affine al mio, nel tempo ci siamo amalgamati ed è diventato semplice per loro capire cosa volessi senza dirglielo. </p>



<p>Un gradino più su rispetto al lavoro fatto insieme per &#8216;METROPOLI&#8217;. È sempre stimolante lavorare con loro, per me sono una colonna portante, poi considera che Marco lavora con ma sui live dal 2019 e Francesco è sempre dietro le quinte, c&#8217;è un brainstorming naturale continuo. </p>



<p>Anche Asian Fake ne ha riconosciuto il valore tanto che li hanno messi a lavorare su un altro progetto e per me è una cosa bellissima. </p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img data-attachment-id="105425" data-permalink="https://toh-magazine.com/tohmagazine-ginevra-2/" data-orig-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/12/TohMagazine-Ginevra-2.jpg" data-orig-size="1001,1500" data-comments-opened="0" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;5.6&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;LEICA Q2&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;1668540432&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;28&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;100&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0.005&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;1&quot;}" data-image-title="TohMagazine-Ginevra-2" data-image-description="&lt;p&gt;TohMagazine-Ginevra-2&lt;/p&gt;
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<h5>Di chi è stata l&#8217;idea di campionare gli Autechre in &#8216;OCEANO&#8217;?</h5>



<p>Di Francesco ovviamente! (ridacchia ndg). Francesco è una persona che lavora h24 sui suoi esperimenti, aveva campionato gli Autechre modificando il sample fino a renderlo irriconoscibile, si percepiscono il timbro e il suono, ma non il timing esatto del pezzo originale, l&#8217;ha trasformato. È talmente pitchato per creare una nuova armonia che lo senti ma non è esattamente quello. </p>



<h5>Un’altro aspetto che per me forma il tuo mondo è una sorta di mistero, d&#8217;incognita, come quando guardi le stelle e ti chiedi cosa c’è oltre…</h5>



<p>A me sembra sempre di essere brutale e sincera nelle mie canzoni però mi è stato fatto notare che hanno qualcosa d&#8217;inafferrabile, evidente fa parte della mia indole, ma essere un po&#8217; magica e misteriosa mi piace. </p>



<p>Ci sono delle atmosfere nel disco vicine all&#8217;ambient che evocano questo immaginario, abbiamo fatto molta ricerca, quindi ci sono canzoni che ti fanno stare con i piedi a terra e altre che ti portano nell&#8217;etere. </p>



<h5>Sei un&#8217;artista da sempre vicina alla comunità LGBTQ+, nel video di &#8216;ANARCHICI&#8217; hai inserito le scene di un gay Pride che scorrono mentre canti: «Quelli che si amano davvero, quelli che proteggono chi sono, quelli che combattono da soli i dubbi eterni di chi li ha messi al mondo»: una bella botta&#8230; </h5>



<p>Il video di &#8216;ANARCHICI&#8217; è un esperimento che ho provato a fare per coinvolgere ancora di più il mio pubblico, perché sono tutti frame non miei. Era vicino alla settimana del Pride e ancor prima che annunciassi il video hanno cominciato ad arrivarmi tutta una serie di filmati stupendi girati alle manifestazioni. </p>



<p>La frase è messa lì propri per quello, volevo comunicare la libertà di amarsi e di essere se stessi, e credo sia sempre importante dare un segnale se fatto in modo spontaneo. C&#8217;è anche un frame bellissimo con due ragazze che si baciano. </p>



<h3>Quando ho lavorato ad &#8216;ANARCHICI&#8217; ho pensato proprio a sostenere la comunità LGBTQ+ pur non facendone parte direttamente, ma la libertà d&#8217;espressione alla fine riguarda anche me. </h3>



<p>Mi fa piacere sia arrivato il messaggio, perché questo è il mio modo di combattere, molto tranquillo e in sordina, perché c&#8217;è già troppa gente che ci impone cose urlando. Per me &#8216;ANARCHICI&#8217; è il manifesto del disco.</p>



<figure class="wp-block-image size-large is-resized"><img data-attachment-id="105428" data-permalink="https://toh-magazine.com/tohmagazine-ginevra-5/" data-orig-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/12/TohMagazine-Ginevra-5.jpg" data-orig-size="1001,1500" data-comments-opened="0" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;5.6&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;LEICA Q2&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;1668541184&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;28&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;100&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0.008&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;1&quot;}" data-image-title="TohMagazine-Ginevra-5" data-image-description="" data-medium-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/12/TohMagazine-Ginevra-5-200x300.jpg" data-large-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/12/TohMagazine-Ginevra-5-683x1024.jpg" loading="lazy" src="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/12/TohMagazine-Ginevra-5-683x1024.jpg" alt="" class="wp-image-105428" width="683" height="1024" srcset="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/12/TohMagazine-Ginevra-5-683x1024.jpg 683w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/12/TohMagazine-Ginevra-5-200x300.jpg 200w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/12/TohMagazine-Ginevra-5-768x1151.jpg 768w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/12/TohMagazine-Ginevra-5-900x1349.jpg 900w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/12/TohMagazine-Ginevra-5-450x674.jpg 450w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/12/TohMagazine-Ginevra-5-350x524.jpg 350w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/12/TohMagazine-Ginevra-5.jpg 1001w" sizes="(max-width: 683px) 100vw, 683px" /><figcaption><strong><sup>Total look &#8211; N21</sup></strong></figcaption></figure>



<h5>Che musica ascoltavi da teenagers?</h5>



<p>Prima di aprire la porta sul mondo della musica ho ballato molto, dai 4 anni ai 19 ho fatto danza classica, e ascoltavo Avril Lavigne, Britney, Rihanna, o Michael Jackson mentre ballavo hip-hop, riferimenti lontani dalla mia musica, che attinge da un mondo più folk e intimo che è più vicino alla mia indole. </p>



<p>A casa mia si è sempre ascoltata musica per passione di mio padre, Ivan Graziani, Mina, Ivano Fossati, i grandi nomi della musica italiana ci sono sempre stati. Poi mi è partita una vena per Carmen Consoli che ha aggiunto una forte componente femminile. </p>



<p>Diciamo che fino ai 19 anni non ho fatto molta ricerca, poi ho scoperto gli XX, James Blake, e da lì son andata a ritroso con i Massive Attack e la scena di Bristol. Sono artisti che mi hanno cambiato perché in loro ho riscoperto una parte di me che ho poi deciso di indagare e che fa parte del mio progetto oggi. </p>



<h5>Ti saluto chiedendoti: qual è l&#8217;ultimo album di cui ti sei innamorata?</h5>



<p>Difficilissimo! Fammi pensare&#8230; &#8220;Fountain&#8221; di Lyra Pramuk è stato il mio crush in pandemia. È un&#8217;artista americana che fa musica sperimentale, non sono vere e proprie canzoni ma più composizioni corali che lei esegue con la voce. E Poi ho amato molto Oklou con &#8220;Galore&#8221; un album che ha dei synth meravigliosi e una produzione e una voce molto bella.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img data-attachment-id="105430" data-permalink="https://toh-magazine.com/tohmagazine-ginevra-7/" data-orig-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/12/TohMagazine-Ginevra-7.jpg" data-orig-size="1001,1500" data-comments-opened="0" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;4.5&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;LEICA Q2&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;1668541807&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;28&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;100&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0.008&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;1&quot;}" data-image-title="TohMagazine-Ginevra-7" data-image-description="&lt;p&gt;TohMagazine-Ginevra-7&lt;/p&gt;
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<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://linktr.ee/ginevra_?fbclid=IwAR3idZ-dn3DiKwzJur06SQJa8xpvW0vwX2PElLnbwOBh0Xk9He2oqr9mEHA"><img data-attachment-id="105452" data-permalink="https://toh-magazine.com/2022/12/ginevra-canzoni-fragili-per-cuori-puri/317728437_829507661668702_6845714969477686354_n-1/" data-orig-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/12/317728437_829507661668702_6845714969477686354_n-1.jpg" data-orig-size="1638,2048" data-comments-opened="0" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}" data-image-title="317728437_829507661668702_6845714969477686354_n-1" data-image-description="" data-medium-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/12/317728437_829507661668702_6845714969477686354_n-1-240x300.jpg" data-large-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/12/317728437_829507661668702_6845714969477686354_n-1-819x1024.jpg" loading="lazy" width="819" height="1024" src="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/12/317728437_829507661668702_6845714969477686354_n-1-819x1024.jpg" alt="" class="wp-image-105452" srcset="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/12/317728437_829507661668702_6845714969477686354_n-1-819x1024.jpg 819w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/12/317728437_829507661668702_6845714969477686354_n-1-240x300.jpg 240w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/12/317728437_829507661668702_6845714969477686354_n-1-768x960.jpg 768w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/12/317728437_829507661668702_6845714969477686354_n-1-1229x1536.jpg 1229w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/12/317728437_829507661668702_6845714969477686354_n-1-1000x1250.jpg 1000w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/12/317728437_829507661668702_6845714969477686354_n-1-900x1125.jpg 900w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/12/317728437_829507661668702_6845714969477686354_n-1-450x563.jpg 450w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/12/317728437_829507661668702_6845714969477686354_n-1-350x438.jpg 350w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/12/317728437_829507661668702_6845714969477686354_n-1.jpg 1638w" sizes="(max-width: 819px) 100vw, 819px" /></a></figure>



<p>PRODUCTION &amp; WORDS:&nbsp;<a href="https://www.instagram.com/marcocresci_dj412/">Marco Cresci</a> &amp; <a href="https://www.instagram.com/giuseppedirosalia/">Giuseppe Di Rosalia</a></p>



<p>PHOTO:&nbsp;<a href="https://www.instagram.com/simon171/">SIMON</a> &amp; Creative partner <a href="https://www.instagram.com/simonapavan/">Simona Pavan</a></p>



<p>STYLIST:&nbsp;<a href="https://www.instagram.com/alexvaccani/">Alex Vaccani</a></p>



<p>STYLIST ASSISTANT:&nbsp;<a href="https://www.instagram.com/alessandro_marzo/">Alessandro Marzo</a></p>



<p>MUA: Erica Vellini @<a href="https://www.instagram.com/thegreenappleitalia/">Greenapple</a></p>



<p>GRAPHIC COVER:&nbsp;<a href="https://www.instagram.com/didierfalzone/">Didier Falzone</a></p>



<p class="has-white-color has-text-color">Ginevra Ginevra Ginevra Ginevra Ginevra Ginevra Ginevra Ginevra Ginevra Ginevra Ginevra Ginevra Ginevra</p>
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		<title>MEG è il quinto elemento di &#8220;Vesuvia&#8221;</title>
		<link>https://toh-magazine.com/2022/10/meg-e-il-quinto-elemento-di-vesuvia/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=meg-e-il-quinto-elemento-di-vesuvia</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Marco Cresci]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 02 Oct 2022 15:57:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Musica]]></category>
		<category><![CDATA[arco e frecce]]></category>
		<category><![CDATA[asian fake]]></category>
		<category><![CDATA[elisa]]></category>
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		<category><![CDATA[frenetik]]></category>
		<category><![CDATA[Marco Cresci]]></category>
		<category><![CDATA[MEG]]></category>
		<category><![CDATA[meg intervista]]></category>
		<category><![CDATA[sony music italy]]></category>
		<category><![CDATA[suorcristona]]></category>
		<category><![CDATA[thru collective]]></category>
		<category><![CDATA[toh magazine]]></category>
		<category><![CDATA[VESUVIA]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>"Vesuvia" di MEG è un album che ti accoglie e che scatena una danza liberatoria, un rito ancestrale catapultato nel futuro, che va a marcare la costante ricerca sonora di un artista unica in Italia.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<h3>Aria, acqua, terra, e fuoco sono gli elementi vitali che fremono e si scontrano in &#8220;Vesuvia&#8221; il nuovo album di MEG, che qui fa la parte del quinto elemento madre, quello che lega tutto insieme e lo fa ribollire, e che con la complicità di Frenetik, crea il disco più a &#8220;fuoco&#8221; della sua carriera.</h3>



<p>Un incontro fortuito di elementi, un anima guerriera e la natura che con i suoi cambiamenti ci fa stare in balia. Meg, cresciuta a Torre del Greco (NA) ai piedi del Vesuvio ha assorbito da subito la forza di questa presenza viva ma dormiente, una terra nera ad a un passo dal blu del mare e dei suoi coralli rossi, tra di essi la terra e il cielo. </p>



<h5>&#8220;Vesuvia&#8221; è il nuovo album di MEG e arriva a 7 anni da &#8220;Imperfezione&#8221; il suo ultimo album in studio intermezzato da &#8220;Corona di Spine&#8221; la colonna sonora del film documentario &#8220;Camorra&#8221; di Francesco Patierno.</h5>



<p>Complice un dm su Instagram, anzi due a distanza di tre anni&#8230; ma Meg il primo non lo visualizza, quindi meglio tardi che mai. I dm sono da parte di Frenetik che esprime il desiderio di lavorare con lei in quanto fan sin dai suoi esordi negli anni &#8217;90, questo fa si che i due s&#8217;incontrano e capiscono che ci sono le vibrazioni giuste per far qualcosa insieme.</p>



<h5>&#8220;Vesuvia&#8221; è un album profondamente legato alla natura, trema come un vulcano pronto ad eruttare, e sussurra come il vento spinto dal mare, profuma di terra e di coralli, è un album che ti accoglie e che scatena una danza liberatoria, un rito ancestrale catapultato nel futuro, che va a marcare la costante ricerca sonora di un artista unica in Italia.</h5>



<p>Prodotto dalla poliedrica&nbsp;MEG&nbsp;insieme alle preziose collaborazioni di&nbsp;Frenetik, Orang3, Fugazza, Suorcristona, Tommaso Colliva&nbsp;e&nbsp;David Chalmin, l&#8217;album è impreziosito dai feat. di&nbsp;Elisa&nbsp;ed&nbsp;Emma&nbsp;(nel brano &#8220;AQUILA&#8221;), di&nbsp;Altea, Alice, SANO e specchiopaura&nbsp;del collettivo napoletano&nbsp;<a href="https://www.instagram.com/thrucollected/">Thru Collected</a>&nbsp;(in &#8220;ARCO E FRECCE&#8221;), dall&#8217; hard neomelodic di&nbsp;<a href="https://www.instagram.com/nziriaa/">NZIRIA</a>&nbsp;(in&nbsp;<em>&#8220;</em>NAPOLIDE&#8221;) e della pianista francese di fama mondiale&nbsp;<a href="https://www.instagram.com/katialabeque/">Katia Labèque</a>&nbsp;(nel brano &#8220;SHE&#8217;S CALLING ME&#8221;).</p>



<p>Abbiamo chiacchierato con MEG di &#8220;Vesuvia&#8221; in uscita oggi per AsianFake/Sony Music:</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img data-attachment-id="104905" data-permalink="https://toh-magazine.com/2022/10/meg-e-il-quinto-elemento-di-vesuvia/meg_vesuvia_album-cover_3000/" data-orig-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/09/MEG_VESUVIA_album-cover_3000-scaled.jpg" data-orig-size="2560,2560" data-comments-opened="0" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;1&quot;}" data-image-title="MEG_VESUVIA_album cover" data-image-description="&lt;p&gt;MEG_VESUVIA_album cover&lt;/p&gt;
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meg Vesuvia" class="wp-image-104905" srcset="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/09/MEG_VESUVIA_album-cover_3000-1024x1024.jpg 1024w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/09/MEG_VESUVIA_album-cover_3000-300x300.jpg 300w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/09/MEG_VESUVIA_album-cover_3000-150x150.jpg 150w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/09/MEG_VESUVIA_album-cover_3000-768x768.jpg 768w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/09/MEG_VESUVIA_album-cover_3000-1536x1536.jpg 1536w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/09/MEG_VESUVIA_album-cover_3000-2048x2048.jpg 2048w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/09/MEG_VESUVIA_album-cover_3000-1000x1000.jpg 1000w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/09/MEG_VESUVIA_album-cover_3000-900x900.jpg 900w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/09/MEG_VESUVIA_album-cover_3000-450x450.jpg 450w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/09/MEG_VESUVIA_album-cover_3000-350x350.jpg 350w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/09/MEG_VESUVIA_album-cover_3000-50x50.jpg 50w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption><strong><sup>MEG &#8220;Vesuvia&#8221; (Asian Fake/Sony Music)</sup></strong></figcaption></figure>



<p><strong>Ciao MEG come stai?</strong></p>



<p>Bene, un po&#8217; triste ma è questo periodo settembrino malinconico che segna la fine dell&#8217;estate. </p>



<p><strong>La prima domanda che ti faccio è un po&#8217; old school, hai presente quando ascoltavamo i vinili con la cover in mano? Ecco, partiamo dallo scatto di copertina che credo racchiuda tutta la simbologia del disco, mi parli di questa MEG guerriera in questi tempi in cui bisogna combattere?</strong></p>



<p>C&#8217;è sempre bisogno di combattere! Eh sì, anche io sono stata a volte attratta da un album prima per la cover, poi per il contenuto, m&#8217;incuriosiva e me lo facevo mettere su dall&#8217;amico di turno che lavorava al negozio di dischi. </p>



<p>C&#8217;è stato un bel lavoro per la cover di &#8220;Vesuvia&#8221; creata insieme alla bravissima <a href="https://www.instagram.com/trocadera_2000/">Bianca Peruzzi</a> e <a href="https://www.instagram.com/michele_nannini/">Michele Nannini,</a> Bianca ha fatto le foto ed è autrice del concept, poi ci abbiamo lavorato in tre e Michele si è occupato della parte grafica. Questo album aveva bisogno di un contesto e di un habitat, inoltre doveva rispondere alla domanda &#8220;Ma chi è questa Vesuvia?&#8221;. </p>



<h3>Il Vesuvio è stato per me un elemento sempre presente sin dall&#8217;infanzia, sono cresciuta a Torre Del Greco che è una città schiacciata tra il vulcano e il mare. Una città di persone che navigano o lavorano il corallo, difatti i Torresi vengon chiamati i &#8220;corallini&#8221;. </h3>



<p>Da casa apri la finestra e a seconda di come affaccia vedi o il mare o il Vesuvio, che è sempre stata per me una presenza incombente nel mio inconscio con tutto quello che un vulcano non spento può rappresentare. Mi sono sempre sentita sia protetta che minacciata, ma le mie radici sono lì, ogni volta che torno a casa e dal finestrino vedo il Vesuvio è come se mi placassi. </p>



<h5>Durante la lavorazione del disco è saltato più volte fuori questo titolo perché è un album molto attaccato alle mie radici, e mi piaceva l&#8217;idea di creare una sorta di alter ego come se questa Vesuvia ne fosse l&#8217;autrice. </h5>



<p>Ricordo che raccontavo a Bianca di questo forte senso d&#8217;urgenza che c&#8217;è nel vesuviano, l&#8217;osservatorio che ogni tanto lancia degli allarmi su possibili risvegli. Quindi vivendo in un periodo d&#8217;allarme costante per tanti motivi, penso alla Pandemia, alle guerre, all&#8217;inflazione, al caro bollette, alle elezioni&#8230; (questa intervista è stata rilasciata 2 giorni prima del voto ndg), mi sono chiesta come fosse possibile che questa sensazione di emergenza e di precarietà, nella quale sono cresciuta, mi ha portato poi ad avere sempre fame nel voler realizzare i miei sogni, perché non c&#8217;erano sbocchi lavorativi per nessuno. </p>



<h5>Mi sono così immaginata questo personaggio che rappresenta la parte più profonda, più istintiva e forte di me. Bianca è fotografa ma anche regista e light designer per i concerti, quindi ha usato questa luce caravaggesca e cinematografica, e mi ha messo in una mano il corallo e nell&#8217;altro una freccia. </h5>



<p>Ci siamo scambiate molte immagini di dipinti e spesso entrambe sceglievamo quadri in cui era ritratta una donna accanto ad una finestra, da cui si può sbirciare il paesaggio. Quindi ci siamo immaginate questo antro di &#8220;Vesuvia&#8221; che non si capisce se è in costruzione o in demolizione e dalla finestra si vede il vulcano che Michele il grafico ha creato ispirato a sua volta da un vecchio dipinto. </p>



<p>Ecco come è nato il mondo di &#8220;Vesuvia&#8221;.</p>



<p><strong>Hai cominciato a lavorare al disco prima della pandemia e lo hai ripreso quando ne siamo usciti, se così si può dire. La pandemia non è stato un momento creativo deduco, come l&#8217;hai vissuta?   </strong></p>



<p>Il primo anno mi ha schiacciato, mi sono rintanata ed ero spaventata di quello che poteva succedere alla mia famiglia e ai miei genitori. L&#8217;angoscia di non potersi vedere&#8230; Non pensavo proprio di fare un disco, anzi pensavo alla fine del mondo! Ahahahahah! Ho scritto però, ma quello lo faccio sempre, poi accumulo e magari diventano testi di canzoni. Nelle emergenze le necessità cambiano come per gli animali che vanno in letargo senza sapere perché, è la natura glielo comanda, è una necessità, l&#8217;istinto di sopravvivenza.</p>



<p>Il secondo anno invece con l&#8217;arrivo dei vaccini mi sono tranquillizzata e ad un tratto è come se il disco avesse preso forma nella mia testa da solo. Anche per questo è nata l&#8217;idea dell&#8217;alter ego, è come se io mi fossi messa a scrivere, comporre, mettere insieme pensieri, a trarre considerazioni e poi è arrivata Vesuvia che ha detto: &#8220;Hey ma qui c&#8217;è un disco, prendiamo queste canzoni e facciamole uscire!&#8221;. </p>



<h5>E&#8217; stata un&#8217;eruzione creativa! E&#8217; stato un po&#8217; il capovolgere il caos e la distruzione del vulcano che in &#8220;Vesuvia&#8221; diventano ordine e creatività è una figura molta feconda come lo è la pietra vulcanica.  &#8220;Vesuvia&#8221; deve far ballare la gente non scappare!</h5>



<p><strong>Mi sembra di aver capito che Frenetik ha avuto un ruolo chiave in questo progetto, me ne parli?</strong></p>



<p>Galeotto fu Instagram! E&#8217; questo il modo in cui andrebbe usato, per questo si chiama network.<a href="https://www.instagram.com/frenetico/"> Frenetik</a> mi ha scritto in dm a maggio 2021 ma leggendolo scoprii che mi aveva già scritto tre anni prima! Mi diceva in entrambe i casi, che era un mio grande fan e che avrebbe voluto fare musica con me. </p>



<p><strong>Be che dire, tenace!</strong></p>



<p>Ma Daniele (Frenetik ndg), è soprannominato &#8220;goccia cinese&#8221; ahahahah è impossibile dirgli di no! Ha un entusiasmo talmente trascinante e contagioso che io adoro, adoro chi ti comunica energia vitale, sono persone fondamentali per me! Così non conoscendolo, vado a curiosare e vedo che ha la spunta blu e che abbiamo molti amici comuni, così gli scrivo e dopo due giorni ci vediamo a Roma. </p>



<p><strong>Tre anni &#8220;in the making&#8221; ma poi detto e fatto!</strong></p>



<p>Esattamente! Portai appresso il mio computer con una decina di pezzi, e sentendoli si è esaltato da morire. Mi ha detto: &#8220;Ti prego proviamo a fare un pezzo insieme e vediamo che succede&#8221; poi man mano che ascoltava i pezzi mi chiese se mi sarebbe piaciuto pubblicare con Asian Fake. Quindi sì, è stato fondamentale perché essendo io introversa ha bisogno di una persona entusiasta e proiettata verso l&#8217;esterno. </p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img data-attachment-id="104902" data-permalink="https://toh-magazine.com/2022/10/meg-e-il-quinto-elemento-di-vesuvia/arco-frecce-verticale-copia/" data-orig-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/09/ARCO-FRECCE-VERTICALE-copia.jpg" data-orig-size="1726,2154" data-comments-opened="0" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;1&quot;}" data-image-title="MEG_vesuvia" data-image-description="&lt;p&gt;MEG_vesuvia&lt;/p&gt;
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<h5>Dopo un  periodo di isolamento avevo tremendamente bisogno di un &#8220;partner in crime&#8221; entusiasta come Frenetik, che mi ha presentato persone fondamentali per &#8220;Vesuvia&#8221;.</h5>



<p>Alcuni pezzi sono co-prodotti con Frenetik, altri con i fratelli Fugazza <a href="https://www.instagram.com/francesco.fugazza/">Francesco</a> e Marco. </p>



<p><strong>Uno dei due noto anche come Suorcristona!</strong></p>



<p>Ah Marco ma li conosci?! Ahahaha! Sono incredibili, poi hanno un papà beatlesiano e io sono una super fan dei Beatles. Abbiamo lavorato insieme a tre pezzi: &#8220;PRINCIPE DELLE MIE TENEBRE&#8221;, &#8220;SOLARE&#8221; e  &#8220;AQUILA&#8221; ci siamo divertiti tantissimo tanto che <a href="https://www.instagram.com/suorcristona/">Suorcristona</a> me lo sono portato live alla batteria quest&#8217;estate! Mentre Tommaso Colliva, diciamo il terzo produttore lo avevo già contattato di mio perché volevo lavorarci. E poi c&#8217;è una pianista di fama mondiale che è Katia Labèque, che insieme alla sorella sono tra le pianiste contemporanee più famose al mondo ed è una mia grande amica. </p>



<p><strong>Come sei arrivata ai Thru Collective che sono feat. in &#8220;ARCO E FRECCE&#8221;?</strong></p>



<p>Me li ha fatti conoscere Frenetik, mi son piaciuti tantissimo, non sapevo dell&#8217;esistenza di questo collettivo a Napoli, una scoperta da nerd snob della musica come piace a me, che come diventano un attimo famosi non li ascolti più! Ahahahah! </p>



<p>In realtà ero così a 14 anni, oggi non lo sono più, ascolto di tutto,  ma da ragazzini è giusto essere estremisti vuol dire essere curiosi e non accontentarsi di quello che ti passa la radio. Che per la stragrande parte della persone è la normalità, c&#8217;è un atteggiamento passivo nei confronti della musica ed è molto triste. Ma mi auguro che i &#8220;ThruCo&#8221; diventino famosissimi in tutto il mondo, se lo meritano. </p>



<h5>La gente ride quando lo dico ma io compro canzoni si iTunes e mi sono arresa a Spotify da un anno, ma perché vorrei che chi ascolta la mia musica sui servizi streaming poi se la vada a comperare. </h5>



<p>Tornando ai &#8220;ThruCo&#8221; sono dei ragazzi freschissimi tutti intorno ai vent&#8217;anni che guardano il mondo con occhi sgranati e affamati ma che allo stesso tempo sono gli occhi dei ragazzi del sud che io conosco bene, sono meravigliati dal mondo ma già sanno tante cose essendo cresciuti in una città come Napoli. </p>



<h5>Mi è piaciuta subito la loro freschezza e il loro approccio alla musica perché come me la vivono a 360° non la suddividono in generi e quindi mescolano di tutto, da un pezzo come &#8220;Atlante&#8221; che ha la ritmica drum&#8217;n bass, al pop-punk di &#8220;Napoli Undercore, fino  a &#8220;Cantautoraverz&#8221; che è un loro pezzo in cui mi identifico moltissimo già dal titolo. </h5>



<p>Li ho contattati su Instagram per collaborare e mi hanno subito risposto di sì, mi hanno ricordato molto me a 20 anni. &#8220;ARCO E FRECCE&#8221; che è il pezzo a cui abbiamo lavorato insieme ed è il pezzo del disco cn la struttura meno canonica, scritto come un flusso di coscienza che è una cosa che a me piace molto. Poi ognuno di loro ci ha messo il suo mondo quindi è diventato ancora più tripposo, sia come trip che come trippa! Tanta roba! Ti consiglio di andare ad una delle loro feste!</p>


<figure class="wp-block-embed-youtube wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><a href="https://toh-magazine.com/2022/10/meg-e-il-quinto-elemento-di-vesuvia/"><img src="//i.ytimg.com/vi/THpzhO6D5u0/hqdefault.jpg" alt="YouTube Video"></a><br /><br /><figcaption></figcaption></figure>


<p><strong>Nell&#8217;album spazi da una collaborazione di nicchia come questa con i Thru Collective a quella con due capisaldi del pop italiano: Emma e Elisa. Come mai hai pensato proprio loro per &#8220;AQUILA&#8221;?</strong></p>



<p>Anche questa scelta mi rispecchia, io ho avuto brani in classifica ma resto una figura underground. Quando ho scritto &#8220;AQUILA&#8221; che è un pezzo che parla di sorellanza, delle amiche che ti supportano e che t&#8217;ispirano. Tutte le mie migliori amiche possiedono caratteristiche che io vorrei avere, è un lato al quale cerco sempre di ispirarmi perché mi arricchisce e mi rende più forte, anche perché sono persone che sono in grado di sollevarmi dal baratro quando ne ho bisogno. </p>



<h5>Ho proposta ad Emma e Elisa questa collaborazione, che hanno accettato con mia grande gratitudine, e così ci siam trovate in questo triangolo esattamente come lo immaginavo, tre streghe buone che s&#8217;incontrano davanti al fuoco del vulcano e nella notte guardano le stelle, danzano davanti al fuoco, fanno un rito solenne per omaggiare la natura.</h5>



<p>Siamo tre donne molto diverse e loro stesse sono agli antipodi, Emma è una roccia, quindi è la terra mentre Elisa ha un modo di cantare etereo, quasi liquido, è aria. Mi piaceva l&#8217;idea di rievocare questi elementi nella canzone insieme a delle amiche che hanno come dicevo prima, delle qualità che tu non hai ma che insieme si completano. Questo album è frutto di incontri bellissimi, è nato e si è sviluppato in un modo molto fluido. </p>



<p><strong>Il primo pezzo che hai fatto uscire è stato &#8220;Non ti nascondere&#8221; che vedo come un inno alla comunità LGBT+ &#8211; che ti ha sempre sostenuto &#8211; per mostrarsi per ciò che si è senza paura,  è così?</strong></p>



<p>Wow. Vedi quando scrivo lo faccio sempre e solo per me, per una mia esigenza personale, ma quando qualcun ascolta i miei pezzi e mi dice: “stavo passando un brutto periodo ma con questo pezzo mi hai tirato su” oppure, “volevo nascondermi per una serie di motivi miei ma poi ho sentito il tuo pezzo e mi son detto: ma vaffanculo!” Ecco questo è il motivo per cui scrivo canzoni, perché non c’è gratificazione migliore.&nbsp;</p>



<p>Quando mi arrivano questi messaggi mi sento soddisfatta perché vuol die che ho fatto bene il mio lavoro, perché questo è quel che so fare nella vita e puntualmente mi commuovo. Se non possiamo essere d’aiuto a qualcuno in questo momento storico così buio e difficile, in cui siamo tutti sulla stessa cavolo di barca, ma che cavolo esistiamo a fare?&nbsp;</p>



<h5>Quindi dai diritti LGBTQ+ che ci son stati privati, all’emergenza climatica, alla guerra in Ucraina, alle donne che si strappano il velo in Iran in protesta ad una ragazza di 22 anni uccisa dalla polizia, storia che mi ha devastato dentro, se ognuno di noi può fare qualcosa anche di piccolo questo è il momento giusto per farlo e liberare tutto il brutto che ci circonda.</h5>



<p>Da ragazzina ho molto sofferto per il mio sentirmi diversa, sono cresciuta nel vesuviano in una provincia molto difficile e complessa per tanti motivi. Le cose ora sono un po’ cambiate ovunque ma al sud in generale non devi avere paura di mostrarti per quello che eri se no arrivavano fendenti non richiesti da parte di tutti.</p>



<p>Quindi era un continuo doversi nascondere, ma poi grazie alla musica e ai gruppi che ascoltavo e che avevano sempre qualcosa da dire, t’incoraggiavano a prendere una posizione, quindi già da adolescente ho sviluppato la caparbietà di uscire allo scoperto per quello che ero nonostante i commenti che arrivavano a pioggia.</p>



<p><strong>Ci vuole sempre coraggio per difenderci e quando non l’abbiamo possiamo trovarlo anche in una canzone! Chiudo questa chiacchierata fiume con la domanda che faccio sempre: Qual è l’ultimo album di cui ti sei innamorata?</strong></p>



<p>“Liberato II” di Liberato che ho ascoltato tutta l’estate a manetta! Prima mi hai fatto un complimentone quando hai definito “Vesuvia” un album perché siamo di quella generazione che era abituata ad ascoltarsi il disco per intero non per singole canzoni. Ecco quello di Liberato è un album e mi ha fatto compagnia a seconda del mood, per strada, in treno dove ascolto tantissima <a href="https://toh-magazine.com/category/musica/">musica</a> tra cui “ANNA”, “NUN CE PENZ<strong>À</strong>” o “NUNNEOVER”.&nbsp;</p>


<figure class="wp-block-embed-youtube wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><a href="https://toh-magazine.com/2022/10/meg-e-il-quinto-elemento-di-vesuvia/"><img src="//i.ytimg.com/vi/hrapatabOXg/hqdefault.jpg" alt="YouTube Video"></a><br /><br /><figcaption></figcaption></figure>


<figure class="wp-block-image size-large"><img data-attachment-id="104904" data-permalink="https://toh-magazine.com/2022/10/meg-e-il-quinto-elemento-di-vesuvia/meg_uscita-disco_credits_-creative-direction-photography_-bianca-peruzzi-artwork-post-production-graphics_-michele-nannini/" data-orig-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/09/MEG_uscita-disco_credits_-Creative-Direction-Photography_-Bianca-Peruzzi-Artwork-Post-Production-Graphics_-Michele-Nannini-scaled.jpg" data-orig-size="2051,2560" data-comments-opened="0" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;1&quot;}" data-image-title="MEG_ Creative Direction &#038; Photography_ Bianca Peruzzi" data-image-description="&lt;p&gt;MEG_ Creative Direction &#038; Photography_ Bianca Peruzzi &lt;/p&gt;
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