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	<title>New York Archivi &#8212; Toh! Magazine</title>
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	<title>New York Archivi &#8212; Toh! Magazine</title>
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		<title>BIRTHH cambia lingua e prospettiva: la crisi che diventa musica</title>
		<link>https://toh-magazine.com/2026/06/birthh-cambia-lingua-e-prospettiva-la-crisi-che-diventa-musica/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=birthh-cambia-lingua-e-prospettiva-la-crisi-che-diventa-musica</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Marco Cresci]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 18 Jun 2026 12:19:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Musica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>BIRTHH, torna con il quarto album Senza fiato: un lavoro in italiano che segna una svolta dopo New York, una crisi creativa e una rinascita</p>
<p>L'articolo <a href="https://toh-magazine.com/2026/06/birthh-cambia-lingua-e-prospettiva-la-crisi-che-diventa-musica/">BIRTHH cambia lingua e prospettiva: la crisi che diventa musica</a> proviene da <a href="https://toh-magazine.com">Toh! Magazine</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph"><strong>Nel nuovo album <em>Senza fiato</em>, BIRTHH sceglie per la prima volta l’italiano come lingua espressiva e segna una svolta radicale nel suo percorso artistico. Dopo anni a New York e una crisi identitaria profonda, l’artista ritrova nella musica italiana, nella scrittura diretta e in una nuova consapevolezza personale il senso stesso del fare musica. </strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Con <em><a href="https://www.instagram.com/woabirthh/?hl=it">Senza fiato</a></em>, <strong>BIRTHH</strong>, nome d’arte di <strong>Alice Bisi</strong>, cantautrice fiorentina, cambia pelle senza rinnegare il proprio percorso. Dopo anni di scrittura in inglese e una lunga parentesi a New York, l’artista sceglie per la prima volta l’italiano come lingua espressiva, segnando una svolta netta radicata nella sua storia personale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il passaggio non nasce da un’operazione estetica, ma da una fase di<a href="https://toh-magazine.com/2026/04/cavetown-e-la-bellezza-di-non-avere-tutte-le-risposte-%EF%BF%BC/"> crisi e ridefinizione</a>: sei anni vissuti negli Stati Uniti, la sensazione di alienazione, e la domanda fondamentale sul senso stesso del fare musica. In questo percorso, la riscoperta della musica italiana, da Mina a Battisti, da Gino Paoli fino alle canzoni ascoltate in famiglia, diventa una forma di riconnessione emotiva e identitaria.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ne nasce il suo <strong>quarto album in studio</strong>, che arriva a coronare <strong>dieci anni di carriera</strong>, e che non cerca mediazioni: diretto, essenziale, costruito in italiano per parlare in modo più immediato a una generazione frammentata, con particolare attenzione alle componenti creative e alle comunità queer che l’artista osserva e racconta nel suo immaginario. </p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>Senza fiato</em> diventa così un gesto di contatto, quasi un “segnale di fumo” contemporaneo: 31 minuti in cui ansia e meraviglia, corsa e contemplazione convivono senza soluzione di continuità.</p>


<div class="wp-block-image">
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</div>


<p class="wp-block-paragraph"><strong>Partiamo da questa tua svolta in italiano. Cosa ti ha portato a cantare nella tua lingua? Arriva in modo molto più diretto. Mi sembri anche più decisa.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Un po&#8217; più dritta, sì. Se devo dire una cosa, la dico e basta. Questa è stata sicuramente una svolta inaspettata, che nasce anche da una crescita personale. Forse dal fatto di non avere più molto da perdere.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Quando è uscito il disco precedente ho attraversato un periodo di crisi. Ho fatto molta fatica a rispondere a una domanda che, secondo me, per un artista è fondamentale:&nbsp;<em>perché lo sto facendo?</em>&nbsp;Perché ha senso raccontare i fatti miei alle persone, pubblicare dischi, fare concerti, coinvolgere etichette? Che senso ha? Perché devo farlo?</p>



<p class="wp-block-paragraph">Questa domanda nasceva anche dal senso di alienazione che provavo vivendo a New York. È stata una ricerca lunga, ma col tempo ho trovato una risposta.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Quando mi sono trasferita lì ho iniziato ad ascoltare tantissima musica italiana. Io sono sempre stata molto esterofila nei gusti musicali, fin da quando alle medie ho scoperto MTV. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Invece a New York mi sono ritrovata a innamorarmi di nuovo di Mina, Lucio Battisti, Gino Paoli, di tutta quella musica con cui sono cresciuta e che ascoltava mia madre.</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Questa riscoperta mi ha restituito una gioia enorme. Mi colpiva vedere anche l&#8217;entusiasmo degli americani quando ascoltavano brani come&nbsp;<em>Se telefonando</em>. Mi chiedevo: com&#8217;è possibile che io abbia sempre considerato questa musica come &#8220;quella che ascolta mia madre&#8221; senza rendermi conto di quanto mi emozionasse?</p>



<p class="wp-block-paragraph">Pensa a un brano come&nbsp;<em>Senza fine</em>: è incredibile, con arrangiamenti d&#8217;archi meravigliosi. Così ho riscoperto il valore della musica italiana proprio mentre mi interrogavo sul senso del fare musica.</p>



<p class="wp-block-paragraph">A un certo punto queste due cose hanno iniziato a convergere. Sentivo un bisogno enorme di appartenenza, di comunità, di trovare persone simili a me. La musica è sempre stata il luogo in cui mi sono sentita capita e meno sola.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ho iniziato a sperimentare. Io scrivo molto in freestyle e ogni tanto mi usciva una frase in italiano, poi due, poi tre. Finché ho detto: &#8220;Ok, proviamo a scrivere una canzone in italiano&#8221;. Mi ha emozionato tantissimo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Da lì è nata l&#8217;esigenza di parlare direttamente alle persone della mia generazione, cresciute nel contesto in cui sono cresciuta io. Volevo abbattere, nel mio piccolo, le barriere tra me e loro.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Penso soprattutto alle persone queer della mia generazione. Siamo tante, ma spesso frammentate. Anche in una città come Milano, che dovrebbe essere molto aperta, esistono tanti piccoli gruppi che raramente si incontrano davvero.</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Forse una volta era meno così.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Forse perché c&#8217;erano meno luoghi. Sapevi che andando in certi posti trovavi tutti.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Adesso invece ci sono molti più spazi e opportunità. Ed è una cosa positiva, assolutamente. Però ha creato anche una maggiore frammentazione. Io sento molto il bisogno di una comunità che non sia soltanto queer, ma che includa anche persone creative, artiste, musiciste, persone fuori dagli schemi. Gente che vuole vivere attraverso la creatività. Per questo ho fatto questo disco: come un segnale di fumo.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>E questo segnale dice: &#8220;Senza fiato&#8221;. Perché questo titolo?</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Bella interpretazione. Per me&nbsp;<em>Senza fiato</em>&nbsp;è un&#8217;espressione che contiene due immagini quasi opposte. Da una parte c&#8217;è l&#8217;idea di correre, di annaspare, di cercare di raggiungere qualcosa senza sapere esattamente cosa. Viviamo in una società che ci spinge continuamente a fare, produrre, inseguire obiettivi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Io mi sento spesso indietro. Corro da anni e, se devo essere sincera, non saprei nemmeno dire rispetto a cosa. Però quella sensazione esiste. È l&#8217;ansia del futuro, il tentativo di costruire qualcosa che in fondo non dipende mai completamente da te.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Dall&#8217;altra parte, però, c&#8217;è il momento in cui qualcosa ti lascia senza fiato per la sua bellezza.Oggi considero questa sensibilità una fortuna, anche se in passato mi ha fatto soffrire. </p>


<div class="wp-block-image">
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<h2 class="wp-block-heading">Mi emoziono con pochissimo. Ieri sera, per esempio, erano le otto e mezza, avevo appena comprato un pollo allo spiedo e sono uscita dal negozio. C&#8217;era una luna brillantissima in un cielo blu profondo e ho pensato: &#8220;Che bello essere un essere umano con degli occhi&#8221;.</h2>



<p class="wp-block-paragraph">E anche con le papille gustative, perché il pollo era buonissimo. Mi piace che due parole riescano a racchiudere entrambe queste dimensioni e tutto ciò che c&#8217;è in mezzo. In fondo raccontano perfettamente gli ultimi tre anni della mia vita.</p>



<p class="wp-block-paragraph">E poi&nbsp;<em>Senza fiato</em>&nbsp;è stata la prima canzone che ho scritto in italiano. Non sapevo che sarebbe finita in un disco, né tantomeno che sarebbe diventata il titolo dell&#8217;album. Ma alla fine tutto ha trovato il suo senso.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Cosa ti ha fatto &#8220;scappare&#8221; da New York?</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Penso che New York sia cambiata tantissimo negli ultimi anni.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Quanto tempo ci hai vissuto?</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Sei anni. Ho iniziato a viverla davvero dall&#8217;estate del 2018. Il problema principale sono i costi. Sono diventati così proibitivi che oggi è molto più difficile per la cultura e l&#8217;arte prosperare. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Molti artisti che conosco devono fare due o tre lavori per mantenersi. Non hanno quasi il tempo di fare arte. La fanno con le unghie e con i denti, per puro amore. E in fondo è stato così anche per me.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Però tu hai sempre continuato. Non era scontato. Avresti potuto mollare.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">È vero. E devo essere sincera: ci sono andata molto vicina più volte. Per questo oggi non sento più che New York sia una città in cui sto bene.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ed è un peccato, perché ci sono tantissime cose che amo di quella città. Però ho anche riscoperto che l&#8217;Italia non è affatto un brutto posto in cui vivere.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Forse perché arrivi dall&#8217;America e il confronto ti cambia la prospettiva.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Forse sì. A volte bisogna allontanarsi per rendersi conto di quello che si ha.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Sei sempre stata un&#8217;artista indipendente, libera di fare quello che volevi. È dura?</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Sì e no. Da una parte è sicuramente impegnativo, perché la vita dell&#8217;artista indipendente significa lavorare praticamente sempre. Io lavoro tutti i giorni.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Però allo stesso tempo c&#8217;è anche qualcosa di molto bello nel sentirsi piccoli, quasi insignificanti. Ci pensavo proprio oggi: </p>



<h2 class="wp-block-heading">a volte c&#8217;è una forma di libertà nel sapere che, in fondo, non hai nulla da perdere. Ti dici: &#8220;Faccio quello che mi pare, tanto non cambia il mondo&#8221;. E allora almeno provo a fare davvero quello che sento.</h2>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Che comunque è un privilegio.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Assolutamente. È un privilegio riuscire a fare quello che si vuole fare. Ed è anche un privilegio potersi fare tutte queste domande esistenziali da artista. Certo, questa vita ha le sue sfide, ma ti dà anche la possibilità di esplorare continuamente te stessa e il mondo. E questa è una cosa importante.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Da dove arriva l&#8217;estetica del disco? </strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">In realtà non c&#8217;è stata un&#8217;ispirazione precisa. Io e Giulia Mai, che ha curato con me praticamente tutti gli aspetti visivi del progetto, abbiamo ragionato molto su cosa volevamo costruire.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Abbiamo gusti molto simili e negli ultimi due anni ci siamo viste una quantità assurda di film. Tipo uno al giorno.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>C&#8217;era qualche riferimento preciso?</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Io sono una fan assoluta di Richard Linklater. In realtà è anche il motivo per cui ho iniziato a suonare:&nbsp;<em>School of Rock</em>&nbsp;è uno dei film che ho visto più volte nella vita.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Poi mi sono recuperata tutta la sua filmografia:&nbsp;<em>Dazed and Confused</em>, la trilogia di&nbsp;<em>Before Sunrise</em>,&nbsp;<em>Before Sunset</em>,&nbsp;<em>Before Midnight</em>. Quello che amo dei suoi film è il modo in cui racconta la realtà senza filtri, ma riuscendo comunque a renderla bellissima. </p>



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<h2 class="wp-block-heading">Credo che l&#8217;arte abbia una responsabilità: non dare mai per scontata l&#8217;attenzione di chi guarda. Deve creare una forma di magia, trovare la bellezza nelle cose più semplici. </h2>



<p class="wp-block-paragraph">In fondo è una cosa che ho cercato anche nella musica. Non mi piace usare parole auliche o costruire concetti troppo complessi. Nella vita sono una persona complicata, spesso non mi capisco nemmeno da sola, ma nelle canzoni cerco sempre di essere il più diretta possibile.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per questo i visual hanno seguito lo stesso principio delle canzoni. C&#8217;è sempre questo incontro tra qualcosa di senza tempo come la melodia italiana, il canto italiano e qualcosa di molto urbano: l&#8217;asfalto, New York, una certa pesantezza quasi hip hop. Sono due mondi che convivono continuamente.</p>



<p class="wp-block-paragraph">A un certo punto io e Giulia abbiamo iniziato a chiamare questa estetica&nbsp;<em>Sweaty Y2K</em>.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Bellissimo.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Perché io sono figlia dello Y2K, ma quell&#8217;immaginario molto freddo, lucido, quasi chirurgico, non si sposava con il calore italiano, con qualcosa di più sporco, umano, vissuto.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Da qui l&#8217;idea di uno Y2K &#8220;sudato&#8221;. C&#8217;è sempre questo equilibrio tra eleganza e imperfezione. Poi abbiamo preso una decisione molto semplice: lavorare quasi esclusivamente con rosso, bianco e nero.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Adesso che lo dici mi vengono in mente i White Stripes.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Non ci avevo mai pensato! Però quando hai poche risorse devi trovare dei modi per creare coerenza. Limitare la palette ti aiuta tantissimo. Restringi il campo e tutto acquista una sua identità.</p>



<h2 class="wp-block-heading">In fondo questo disco parla anche di capitalismo, di precarietà, quindi ci sta raccontare che molte cose sono state fatte con pochissimi mezzi, ma con tanta passione.</h2>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>La cosa bella è che non si percepisce come un progetto &#8220;DIY&#8221;. Anzi.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Ed è proprio quello che volevamo ottenere. Pensa che per il video di&nbsp;<em>Little Rat</em>&nbsp;eravamo praticamente solo io e Giulia, sempre in giro per New York a fare riprese.</p>



<p class="wp-block-paragraph">mi viene naturale. Altre fasi, come la pre-produzione o immaginare gli shot prima di girare, mi risultano molto più difficili.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>&#8220;Bene da sola&#8221; è uno dei miei pezzi preferiti. A un certo punto sembra quasi un mantra.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Lo è.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Lo dici perché stai davvero bene da sola o perché hai bisogno di ricordartelo?</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Direi entrambe le cose. Ci sono momenti in cui sto benissimo da sola e altri in cui non ci riesco affatto. Come tutti, credo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In generale sto bene con me stessa, ma volersi bene non è sempre semplice. A volte è persino più facile voler bene agli altri.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Quindi canzoni come questa servono anche a ricordarmi determinate cose, ad esempio che posso sentirmi completa anche da sola.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>&#8220;Truman&#8221; mi piace tantissimo, è uno dei miei pezzi preferiti. Mi racconti un po&#8217; come è nato?</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>Truman</em> è stato uno degli ultimi brani che ho scritto per il disco. A un certo punto avevo già sette canzoni che poi sono finite nell&#8217;album e, insieme a Veronica Pivetti, con cui ho lavorato ai testi, abbiamo iniziato a guardare la tracklist nel suo insieme.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Lei era venuta a New York un paio di settimane prima di entrare in studio e abbiamo fatto un lavoro molto simile a quello del disco precedente: guardare i brani nati da un impulso, da un&#8217;esigenza, e capire che storia stavano raccontando.</p>



<figure class="wp-block-image size-large is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" width="768" height="1024" data-attachment-id="111522" data-permalink="https://toh-magazine.com/2026/06/birthh-cambia-lingua-e-prospettiva-la-crisi-che-diventa-musica/b12-copia/" data-orig-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2026/06/B12-copia.jpg" data-orig-size="987,1316" data-comments-opened="0" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;2.2&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;LEICA D-Lux 8&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;1777315891&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;14.1&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;200&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0.016666666666667&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;1&quot;,&quot;alt&quot;:&quot;&quot;}" data-image-title="BIRTH" data-image-description="&lt;p&gt;BIRTH&lt;/p&gt;
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<p class="wp-block-paragraph">Avevo già&nbsp;<em>Little Rat</em>,&nbsp;<em>Terminal</em>,&nbsp;<em>Bene da sola</em>&nbsp;e altri pezzi, però sentivo che tra alcuni di loro mancava un passaggio. C&#8217;era qualcosa che poteva spiegare meglio il percorso emotivo che stavo raccontando.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Così, nel giro di due giorni, abbiamo scritto&nbsp;<em>Terminal</em>&nbsp;e&nbsp;<em>Truman</em>.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>Truman</em>&nbsp;è nato letteralmente la sera prima di entrare in studio. Quelle serate un po&#8217; magiche in cui una canzone arriva quasi tutta insieme.</p>



<h2 class="wp-block-heading">L&#8217;idea era molto semplice: parlare delle cose che mi piacciono davvero.&nbsp;<em>Little Rat</em>&nbsp;racconta New York e il mio senso di alienazione;&nbsp;<em>Terminal</em>&nbsp;è la confusione di chi non sa bene cosa vuole e chi è;&nbsp;<em>Truman</em>&nbsp;invece rappresenta il momento in cui capisco chi sono, perché mi accorgo che la risposta sta semplicemente nelle cose che mi piace fare quando nessuno mi guarda.</h2>



<p class="wp-block-paragraph">E poi&nbsp;<em>Bene da sola</em>&nbsp;arriva come celebrazione di quella consapevolezza. Magari detta in modo molto diretto, ma dentro c&#8217;è tantissima vita.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Ti senti più esposta cantando in italiano?</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Sì, ma non me l&#8217;aspettavo. Anche solo il fatto che mia madre possa capire tutti i testi cambia tantissimo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Però non mi sono autocensurata, racconto anche di guardare porno.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Vabbè, ci sta.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Se conoscessi mia madre capiresti meglio. <strong>Non credo che a</strong>bbia mai guardato un porno.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Mi sembra di capire che hai dato molta importanza all&#8217;ordine delle canzoni, quasi come se raccontassero una storia. Per esempio il passaggio da &#8220;Total Black&#8221; a &#8220;Inferno&#8221; e poi &#8220;Sogno&#8221;.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Assolutamente. Per me quelle tre canzoni formano proprio un trittico.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>Total Black</em> è la sera: esco, vado a ballare, incontro qualcuno che mi piace. Poi arriva <em>Inferno</em>, che è quel momento di presa male che secondo me esiste in tantissime notti. Soprattutto se non sei proprio lucidissimo. E infine c&#8217;è <em>Sogno</em>, che è l&#8217;alba.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;alba reale, ma anche quella metaforica. Può essere la persona che hai appena incontrato. Può essere il momento in cui torni a casa e tutto sembra avere un senso. Io me le immagino proprio così: una persona che cammina verso casa mentre fa giorno.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Quindi sono collegate anche temporalmente.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Sì, moltissimo. Poi ovviamente parlano di cose diverse, ma cronologicamente per me sono una sequenza.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>Inferno</em>, ad esempio, racconta una presa male molto generazionale. A me capita continuamente: magari sono con una persona che mi piace, sto benissimo, e all&#8217;improvviso penso: &#8220;Madonna, devo pagare l&#8217;affitto&#8221;.</p>



<p class="wp-block-paragraph">E cinque minuti dopo sto di nuovo bene. La vita non è lineare.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Capita anche a me. Un attimo prima sei felice, un attimo dopo ti arriva un pensiero e vai nel panico.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Esatto. Poi magari un secondo dopo passa tutto. È un&#8217;altalena continua. E questo disco è costruito proprio così, perché io vivo tantissimo gli alti e bassi. Ho momenti molto luminosi e momenti molto bui. Quindi era inevitabile che il disco finisse con una luce.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Hai aggiunto da poco un nuovo brano al disco <em>Più in alto</em>, un episodio che definirei romantico. Sei d’accordo?</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Sono una persona abbastanza romantica. Questa è una canzone d’amore, anche con un approccio un po’ pragmatico: racconta come i rapporti umani possano trasformarsi nel tempo, ma anche quanto sia importante restare nel presente.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Credo che in amore capiti a tutti di essere attraversati dalla paura che tutto quel bene possa finire da un momento all’altro.</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Un pensiero che spesso ci allontana dall’altro invece di avvicinarci. Per questo ho scritto una canzone d’amore con un ritornello un po’ catastrofico: per dare forma a quella paura e provarla ad affrontare insieme, con il giusto groove.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Ultima domanda. Qual è l&#8217;ultimo disco di cui ti sei innamorata? Nuovo, vecchio, non importa.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Ti direi due dischi. Il primo è <em>Afim</em> di Zé Ibarra, che tra l&#8217;altro sarà al MI AMI quest&#8217;anno. È un album meraviglioso. Parte dalla musica popolare brasiliana ma affronta temi contemporanei e ha una scrittura che adoro.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Poi, negli ultimi mesi, ho ripreso in mano <em>La voglia, la pazzia, l&#8217;incoscienza, l&#8217;allegria</em>. E qui rischio di sembrare monotona.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per me è un disco incredibile. Ne sono completamente innamorata. Pensa che poco prima di Sanremo mi avevano chiesto con chi avrei voluto collaborare e io avevo risposto: Gino Paoli.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;intervista è uscita pochissimo dopo la sua scomparsa e mi sono sentita malissimo. Ma la verità è che mi sarebbe piaciuto tantissimo poterlo incontrare.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Era uno di quegli artisti che sentivo vicinissimi, anche senza averli mai conosciuti davvero. E credo che certi dischi restino importanti proprio per questo: perché continuano a parlarti anche quando tutto il resto cambia.</p>



<figure class="wp-block-image size-large is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" width="768" height="1024" data-attachment-id="111523" data-permalink="https://toh-magazine.com/2026/06/birthh-cambia-lingua-e-prospettiva-la-crisi-che-diventa-musica/b18-copia/" data-orig-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2026/06/B18-copia.jpg" data-orig-size="987,1316" data-comments-opened="0" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;1.7&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;LEICA D-Lux 8&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;1777316109&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;10.9&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;200&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0.016666666666667&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;1&quot;,&quot;alt&quot;:&quot;&quot;}" data-image-title="BIRTH" data-image-description="&lt;p&gt;BIRTH&lt;/p&gt;
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<p class="wp-block-paragraph">Foto <a href="https://www.alexvaccani.com">Alex Vaccani</a> + <a href="https://www.instagram.com/alessandro_marzo/">Alessandro Marzo</a></p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="819" height="1024" data-attachment-id="111571" data-permalink="https://toh-magazine.com/2026/06/birthh-cambia-lingua-e-prospettiva-la-crisi-che-diventa-musica/birthh-tour-ig/" data-orig-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2026/06/Birthh-tour-ig-scaled.jpg" data-orig-size="2048,2560" data-comments-opened="0" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;,&quot;alt&quot;:&quot;&quot;}" data-image-title="Birthh-tour-ig" data-image-description="" data-medium-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2026/06/Birthh-tour-ig-240x300.jpg" data-large-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2026/06/Birthh-tour-ig-819x1024.jpg" src="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2026/06/Birthh-tour-ig-819x1024.jpg" alt="BIRTHH, torna con il quarto album Senza fiato: un lavoro in italiano che segna una svolta dopo New York, una crisi creativa e una rinascita" class="wp-image-111571" srcset="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2026/06/Birthh-tour-ig-819x1024.jpg 819w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2026/06/Birthh-tour-ig-240x300.jpg 240w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2026/06/Birthh-tour-ig-768x960.jpg 768w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2026/06/Birthh-tour-ig-1229x1536.jpg 1229w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2026/06/Birthh-tour-ig-1638x2048.jpg 1638w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2026/06/Birthh-tour-ig-1000x1250.jpg 1000w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2026/06/Birthh-tour-ig-900x1125.jpg 900w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2026/06/Birthh-tour-ig-450x563.jpg 450w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2026/06/Birthh-tour-ig-350x438.jpg 350w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2026/06/Birthh-tour-ig-scaled.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 819px) 100vw, 819px" /></figure>
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		<title>Jeremy Allen White è nudo per Calvin Klein. </title>
		<link>https://toh-magazine.com/2024/01/jeremy-allen-white-naked-underwear-calvin-klein-the-bear-shameless-lgbt/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=jeremy-allen-white-naked-underwear-calvin-klein-the-bear-shameless-lgbt</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Giuseppe Di Rosalia]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 04 Jan 2024 14:00:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Culture]]></category>
		<category><![CDATA[Moda]]></category>
		<category><![CDATA[Sex]]></category>
		<category><![CDATA[Calvin Klein]]></category>
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		<category><![CDATA[Jeremy allen white]]></category>
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		<category><![CDATA[NAKED]]></category>
		<category><![CDATA[New York]]></category>
		<category><![CDATA[rosalia]]></category>
		<category><![CDATA[shameless]]></category>
		<category><![CDATA[toh magazine]]></category>
		<category><![CDATA[UNDERWEAR]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L’attore americano si spoglia (quasi) completamente per la nuova campagna di underwear di Calvin Klein.</p>
<p>L'articolo <a href="https://toh-magazine.com/2024/01/jeremy-allen-white-naked-underwear-calvin-klein-the-bear-shameless-lgbt/">Jeremy Allen White è nudo per Calvin Klein. </a> proviene da <a href="https://toh-magazine.com">Toh! Magazine</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<h3 class="wp-block-heading">I più attenti sapevano già che Jeremy Allen White sarebbe diventato il sex symbol d’America guardando Shameless, poi con la messa in onda di The Bear, anche la critica ha puntato tutto su di lui tanto da vincere premi e riconoscimenti.</h3>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="819" height="1024" data-attachment-id="107756" data-permalink="https://toh-magazine.com/?attachment_id=107756" data-orig-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/01/S24_JAW_PR_nologo_1080x1350_9-2-scaled.jpg" data-orig-size="2048,2560" data-comments-opened="0" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}" data-image-title="Calvin_Klein_Mert_Allen_White_Toh_magazine" data-image-description="&lt;p&gt;Calvin_Klein_Mert_Allen_White_Toh_magazine&lt;/p&gt;
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<h3 class="wp-block-heading">Oggi Jeremy Allen White è per Calvin Klein il testimonial della nuova campagna di underwear scattata da Mert Alas.&nbsp;</h3>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="819" height="1024" data-attachment-id="107753" data-permalink="https://toh-magazine.com/?attachment_id=107753" data-orig-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/01/S24_JAW_PR_nologo_1080x1350_6-scaled.jpg" data-orig-size="2048,2560" data-comments-opened="0" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}" data-image-title="Calvin_Klein_Mert_Allen_White_Toh_magazine_6" data-image-description="&lt;p&gt;Calvin_Klein_Mert_Allen_White_Toh_magazine_6&lt;/p&gt;
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<p class="wp-block-paragraph">Per l’occasione Jeremy Allen White è stato ritratto mentre indossa solo le mutande più iconiche del marchio, con lo skyline di New York a fare da sfondo.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="819" data-attachment-id="107750" data-permalink="https://toh-magazine.com/?attachment_id=107750" data-orig-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/01/S24_JAW_PR_nologo_1080x1350_3-scaled.jpg" data-orig-size="2560,2048" data-comments-opened="0" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}" data-image-title="Calvin_Klein_Mert_Allen_White_Toh_magazine_3" data-image-description="&lt;p&gt;Calvin_Klein_Mert_Allen_White_Toh_magazine_3&lt;/p&gt;
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<p class="wp-block-paragraph">Sfoggiando pose da icona sexy quale è diventato, Jeremy “Mostra la sua connessione alla città e ne amplifica la potente energia”. La campagna di underwear uomo primavera 2024 “Rinfresca i design classici <a href="https://www.calvinklein.it/intimo?cmpid=ch:cpc%7Cso:google%7Cca:calvin%20klein%7Ccr:613295907774%7Clb:17744432859%7Cag:141888171314%7Cpi:kwd-11661971&amp;gad_source=1&amp;gclid=Cj0KCQiAy9msBhD0ARIsANbk0A-ovLp3j7i7V1CfqDNURZVCqkV_1v_xa4tEBKFeJ4Pl3yXHAob1F_AaAtvyEALw_wcB&amp;gclsrc=aw.ds">Calvin Klein</a> grazie ad un nuovo trattamento del logo e dei materiali per un comfort quotidiano”. E sinceramente rinfresca anche i nostri occhi e accendendo desideri che è meglio non divulgare.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="819" data-attachment-id="107752" data-permalink="https://toh-magazine.com/?attachment_id=107752" data-orig-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/01/S24_JAW_PR_nologo_1080x1350_5-scaled.jpg" data-orig-size="2560,2048" data-comments-opened="0" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}" data-image-title="Calvin_Klein_Mert_Allen_White_Toh_magazine_5" data-image-description="&lt;p&gt;Calvin_Klein_Mert_Allen_White_Toh_magazine_5&lt;/p&gt;
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<h2 class="wp-block-heading">Chi è Jeremy Allen White?</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Per quelle poche, pochissime persone che non lo sanno Jeremy Allen White, classe 1991, sta vivendo un momento d&#8217;oro. Dopo aver dismesso i panni di Lip Gallagher in Shameless ha indossato il grembiule da chef in The Bear, serie osannata da tutti </p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="819" height="1024" data-attachment-id="107751" data-permalink="https://toh-magazine.com/?attachment_id=107751" data-orig-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/01/S24_JAW_PR_nologo_1080x1350_4-scaled.jpg" data-orig-size="2048,2560" data-comments-opened="0" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}" data-image-title="Calvin_Klein_Mert_Allen_White_Toh_magazine_4" data-image-description="&lt;p&gt;Calvin_Klein_Mert_Allen_White_Toh_magazine_4&lt;/p&gt;
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<p class="wp-block-paragraph">È proprio per questo ruolo che ha ricevuto diverse candidature e premi, tra cui un Golden Globe come miglior attore.<br>Padre di famiglia fino allo scorso anno, al momento pare che la sua nuova fiamma sia la cantante spagnola <a href="https://toh-magazine.com/2022/03/rosalia-motomami-la-fama-review-album-saoko/">Rosalia</a>.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="819" height="1024" data-attachment-id="107755" data-permalink="https://toh-magazine.com/?attachment_id=107755" data-orig-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/01/S24_JAW_PR_nologo_1080x1350_8-scaled.jpg" data-orig-size="2048,2560" data-comments-opened="0" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}" data-image-title="Calvin_Klein_Mert_Allen_White_Toh_magazine_8" data-image-description="&lt;p&gt;Calvin_Klein_Mert_Allen_White_Toh_magazine_8&lt;/p&gt;
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<p class="wp-block-paragraph">Piuttosto schivo, riservato e quasi sempre fuori dai giri di Hollywood a Jeremy  non gli interessa apparire bello a tutti i costi anzi si è detto spesso ‘sorpreso’ di essere considerato un sex symbol, eppure al talento d’attore affianca il talento di essere un bono senza paragoni con il suo fascino naturale di chi non teme di mostrarsi scompigliato dietro le telecamere così come sul red carpet, e forse è proprio per questa immagine poco impostata che ci fa bagnare.. volevo dire sognare.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="819" height="1024" data-attachment-id="107749" data-permalink="https://toh-magazine.com/?attachment_id=107749" data-orig-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/01/S24_JAW_PR_nologo_1080x1350_2-scaled.jpg" data-orig-size="2048,2560" data-comments-opened="0" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}" data-image-title="Calvin_Klein_Mert_Allen_White_Toh_magazine_2" data-image-description="&lt;p&gt;Calvin_Klein_Mert_Allen_White_Toh_magazine_2&lt;/p&gt;
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<p class="wp-block-paragraph">Godetevi questi scatti in attesa di vederlo al cinema dal 1 febbraio in &#8220;The Iron Claw&#8221;, la storia vera della famiglia Von Erich che negli anni &#8217;80 fu una leggenda del wrestling americano. Jeremy si trasforma per la pellicola in Kerry Von Erich uno dei tre fratelli wrestler, sullo schermo interpretati da Zach Efron e Harris Dickinson. Inutile dire che i tre si sono fatti il fisico per entrare nei pers<strong>o</strong>naggi e il tasso di testosterone è già alle stelle tra jeans attillati anni &#8217;80 e mini slippini sul ring.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
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		<title>Le review delle sfilate di NY e Londra che non puoi ignorare</title>
		<link>https://toh-magazine.com/2022/09/fashion-week-ny-london-review-style-lgbt-toh-magazine/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=fashion-week-ny-london-review-style-lgbt-toh-magazine</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Giuseppe Di Rosalia]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 20 Sep 2022 13:41:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Moda]]></category>
		<category><![CDATA[collina strada]]></category>
		<category><![CDATA[FASHION WEEK]]></category>
		<category><![CDATA[fendi]]></category>
		<category><![CDATA[JW Anderson]]></category>
		<category><![CDATA[Londra]]></category>
		<category><![CDATA[marni]]></category>
		<category><![CDATA[milan]]></category>
		<category><![CDATA[Nensi Dojaka]]></category>
		<category><![CDATA[New York]]></category>
		<category><![CDATA[Proenza Schouler]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://toh-magazine.com/?p=104788</guid>

					<description><![CDATA[<p>Da Proenza Schouler fino ai new guests come Marni, Fendi e Collina Strada: le review delle sfilate più interessanti di New York e Londra.</p>
<p>L'articolo <a href="https://toh-magazine.com/2022/09/fashion-week-ny-london-review-style-lgbt-toh-magazine/">Le review delle sfilate di NY e Londra che non puoi ignorare</a> proviene da <a href="https://toh-magazine.com">Toh! Magazine</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<h3 class="wp-block-heading">Le sfilate di New York e Londra hanno visto trionfare il corpo in tutte le sue forme. Forme che, almeno in passerella, possono essere di ogni genere e tipo, proprio perché non devono più assecondare il gusto/piacere/vista dell’uomo, cercando di abbattere lo stereotipo o la convinzione che lo sguardo maschile sia quello che premia, pensiero ancora molto diffuso.</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Sarà forse per questo, paradossalmente, che in una società sempre più conservatrice, la <a href="https://toh-magazine.com/2022/01/sesso-parigi-moda-fashion-week-leowe-kenzo-nudi/">moda</a> si ribella e mette al centro una coscienza della propria fisicità che prescinde dal genere, dall’orientamento sessuale, da falsi ideali di perfezione, perfino dalla seduzione.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">È dunque questo il motivo per cui tutto sembra così vecchio quando si legge in giro che “è tornato il sexy” tanto da pensare che c’è chi lo fa secondo canoni statici e ormai considerati obsoleti come Tom Ford, o invece modernissimi e carichi di erotismo come Nensi Dojaka.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Al di là di facili considerazioni femministe, la centralità della “moda senza vestiti” è più contemporanea se disegnata da una donna per le donne? Non parliamo solo di esaltazione della diversità, ma ci riferiamo al corpo visibile come punto di partenza per diffondere messaggi anche politici. O forse no?</p>



<h3 class="wp-block-heading">Ad ogni modo domani cominciano le sfilate a Milano e quindi beccatevi le review di alcune delle sfilate più interessanti di New York e Londra.</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Da Tom Ford, passando per Proenza Schouler fino a qualche new Guest come Francesco Risso che porta la sua Marni in un tour itinerante che parte proprio dalla grande mela, Fendi che ha festeggiato i 25 anni della baguette con una sfilata evento fino a Collina Strada che ha collaborato con Vitelli.&nbsp;</p>



<hr class="wp-block-separator"/>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="683" height="1024" data-attachment-id="104792" data-permalink="https://toh-magazine.com/2022/09/fashion-week-ny-london-review-style-lgbt-toh-magazine/toh-ss23-proenza-schouler_ss23_look-1_monica-feudi/" data-orig-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/09/Toh-ss23-Proenza-Schouler_SS23_Look-1_Monica-Feudi.jpg" data-orig-size="1067,1600" data-comments-opened="0" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;1&quot;}" data-image-title="Toh-ss23-Proenza-Schouler_SS23_Look-1_Monica-Feudi" data-image-description="" data-medium-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/09/Toh-ss23-Proenza-Schouler_SS23_Look-1_Monica-Feudi-200x300.jpg" data-large-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/09/Toh-ss23-Proenza-Schouler_SS23_Look-1_Monica-Feudi-683x1024.jpg" src="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/09/Toh-ss23-Proenza-Schouler_SS23_Look-1_Monica-Feudi-683x1024.jpg" alt="" class="wp-image-104792" srcset="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/09/Toh-ss23-Proenza-Schouler_SS23_Look-1_Monica-Feudi-683x1024.jpg 683w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/09/Toh-ss23-Proenza-Schouler_SS23_Look-1_Monica-Feudi-200x300.jpg 200w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/09/Toh-ss23-Proenza-Schouler_SS23_Look-1_Monica-Feudi-768x1152.jpg 768w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/09/Toh-ss23-Proenza-Schouler_SS23_Look-1_Monica-Feudi-1024x1536.jpg 1024w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/09/Toh-ss23-Proenza-Schouler_SS23_Look-1_Monica-Feudi-1000x1500.jpg 1000w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/09/Toh-ss23-Proenza-Schouler_SS23_Look-1_Monica-Feudi-900x1350.jpg 900w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/09/Toh-ss23-Proenza-Schouler_SS23_Look-1_Monica-Feudi-450x675.jpg 450w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/09/Toh-ss23-Proenza-Schouler_SS23_Look-1_Monica-Feudi-350x525.jpg 350w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/09/Toh-ss23-Proenza-Schouler_SS23_Look-1_Monica-Feudi.jpg 1067w" sizes="auto, (max-width: 683px) 100vw, 683px" /><figcaption>Arca in passerella da Proenza Schouler S/S 23</figcaption></figure></div>



<p class="has-black-color has-text-color wp-block-paragraph">Non è sempre facile dare il via alle settimane della moda, ma Jack McCollough e Lazaro Hernandez, designer di <strong><a href="">Proenza Schouler</a></strong>, hanno imparato nel tempo a regalare la giusta atmosfera per iniziare la fashion week.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">La loro collezione S/S 23 è una celebrazione di spirito, gioia ed energia, ideata con l&#8217;intento di incarnare &#8220;lo spettacolare senso di libertà insito in un&#8217;estate vissuta al massimo, piena di sole, acqua, pelle e corpi in movimento”. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Aperta da Arca &#8211; che ha indossato un top con frange sull&#8217;ombelico e una gonna nera a palloncino -, la sfilata ha trasformato la <em>Hall des Lumières</em> in una passerella in cui abiti dai volumi ricchi di svolazzi hanno trasmesso un nuovo senso di fluidità e movimento. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Mi è sembrata una vera e propria conversazione sulle identità: identità di genere, identità culturale, quasi a voler esplorare mondi personali che diventano collettivi.&nbsp;</p>



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</div>



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<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="683" height="1024" data-attachment-id="104794" data-permalink="https://toh-magazine.com/2022/09/fashion-week-ny-london-review-style-lgbt-toh-magazine/toh-ss23-collina-strada-spring-2023-2/" data-orig-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/09/Toh-ss23-collina-strada-spring-2023-2.jpg" data-orig-size="1067,1600" data-comments-opened="0" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;1&quot;}" data-image-title="Toh-ss23-collina-strada-spring-2023-2" data-image-description="" data-medium-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/09/Toh-ss23-collina-strada-spring-2023-2-200x300.jpg" data-large-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/09/Toh-ss23-collina-strada-spring-2023-2-683x1024.jpg" src="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/09/Toh-ss23-collina-strada-spring-2023-2-683x1024.jpg" alt="" class="wp-image-104794" srcset="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/09/Toh-ss23-collina-strada-spring-2023-2-683x1024.jpg 683w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/09/Toh-ss23-collina-strada-spring-2023-2-200x300.jpg 200w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/09/Toh-ss23-collina-strada-spring-2023-2-768x1152.jpg 768w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/09/Toh-ss23-collina-strada-spring-2023-2-1024x1536.jpg 1024w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/09/Toh-ss23-collina-strada-spring-2023-2-1000x1500.jpg 1000w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/09/Toh-ss23-collina-strada-spring-2023-2-900x1350.jpg 900w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/09/Toh-ss23-collina-strada-spring-2023-2-450x675.jpg 450w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/09/Toh-ss23-collina-strada-spring-2023-2-350x525.jpg 350w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/09/Toh-ss23-collina-strada-spring-2023-2.jpg 1067w" sizes="auto, (max-width: 683px) 100vw, 683px" /><figcaption>Collina Strada S/S 23</figcaption></figure>
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</div>



<p class="wp-block-paragraph"><strong><a href="">Collina Strada</a></strong> ha invitato il suo pubblico in un ex cimitero, oggi trasformato in riserva di farfalle monarca, per scoprire <em>GOT MILKWEED?</em>, la collezione S/S 23 spensierata ed elegante del brand newyorkese. E così, accompagnata da questa particolare location, una colonna sonora (intenzionalmente?) glitch e un casting irriverente (un mix di modell* e membri della community del marchio)&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Utilizzando materiali di scarto per tutta la collezione, la fondatrice del brand Hillary Taymoure il suo co-direttore creativo Charlie Engman hanno sottolineato l&#8217;importanza di proteggere &#8220;Mommy Earth&#8221; pur continuando a creare look con un fattore <em>wow</em>—insomma, l&#8217;obiettivo di chi li indossa è quello di essere &#8220;pronti a dominare il tappeto rosso&#8221; anche acquistando capi realizzati in modo responsabile.</p>



<h3 class="wp-block-heading">E a chi rivolgersi per creare capi sostenibili, etici, innovativi e anche tremendamente fashion se non ad uno dei brand italiani più “nuovi” della scena come Vitelli? </h3>



<p class="wp-block-paragraph">In occasione della nuova collezione del brand, la realtà milanese ha infatti progettato per Collina Strada <em>Lace</em>&nbsp;e&nbsp;<em>Warp, </em>due tessuti “100% rigenerati” che hanno preso le sembianze di pizzi e macramè—e che debutteranno anche a Milano nella collezione S/S 23 di Vitelli, in programma il prossimo 23 settembre. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Ma le collabo sostenibili di Collina Strada non finiscono qui: in passerella, c’erano anche le jelly shoe realizzate con plastica di canna da zucchero del brand <a href="https://www.instagram.com/melissaofficial/?hl=en">Melissa</a> e un&#8217;altra collaborazione con il marchio di stivali sostenibili <a href="https://www.instagram.com/viron_world/?hl=en">Virón</a>—oltre a un sacco di upcycling con il denim firmato Levi&#8217;s.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Che bravi.</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="683" height="1024" data-attachment-id="104795" data-permalink="https://toh-magazine.com/2022/09/fashion-week-ny-london-review-style-lgbt-toh-magazine/toh-ss23-marni-spring-2023-1/" data-orig-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/09/Toh-ss23-marni-spring-2023-1.jpg" data-orig-size="1067,1600" data-comments-opened="0" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;1&quot;}" data-image-title="Toh-ss23-marni-spring-2023-1" data-image-description="" data-medium-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/09/Toh-ss23-marni-spring-2023-1-200x300.jpg" data-large-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/09/Toh-ss23-marni-spring-2023-1-683x1024.jpg" src="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/09/Toh-ss23-marni-spring-2023-1-683x1024.jpg" alt="" class="wp-image-104795" srcset="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/09/Toh-ss23-marni-spring-2023-1-683x1024.jpg 683w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/09/Toh-ss23-marni-spring-2023-1-200x300.jpg 200w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/09/Toh-ss23-marni-spring-2023-1-768x1152.jpg 768w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/09/Toh-ss23-marni-spring-2023-1-1024x1536.jpg 1024w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/09/Toh-ss23-marni-spring-2023-1-1000x1500.jpg 1000w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/09/Toh-ss23-marni-spring-2023-1-900x1350.jpg 900w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/09/Toh-ss23-marni-spring-2023-1-450x675.jpg 450w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/09/Toh-ss23-marni-spring-2023-1-350x525.jpg 350w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/09/Toh-ss23-marni-spring-2023-1.jpg 1067w" sizes="auto, (max-width: 683px) 100vw, 683px" /><figcaption>Marni S/S 23</figcaption></figure></div>



<p class="wp-block-paragraph">Ambientata a Dumbo, Brooklyn, sotto il Manhattan Bridge, dove, in realtà, è praticamente impossibile vedere il tramonto illuminare lo skyline della città, la sfilata ha ospitato un pubblico eterogeneo—tra cui anche Doja Cat a Madonna—che si è radunato sotto gli archi cavernosi del ponte quando il sole era già tramontato. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Ma a <a href="https://toh-magazine.com/2022/02/francesco_risso_marni_designer_direttore_creativo_community_prada/">Francesco Risso</a> e al suo <a href=""><strong>Marni</strong></a> tutto questo non importava, perché sono stati gli abiti della collezione che, come raggi del sole, hanno illuminato la passerella e tinto l’atmosfera—immersa in una composizione originale di <a href="https://www.instagram.com/devhynes/">Dev Hynes</a> e musicata dall&#8217;Orchestra d&#8217;archi di Brooklyn, con il direttore creativo al violoncello, il tutto sotto la luce tersa della luna piena.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In ogni collezione Marni persistono una gioia e un&#8217;eccentricità particolari, qui enfatizzate dai colori vivaci degli abiti che incorporavano al loro interno i vortici e i drappeggi ispirati ai dipinti dell&#8217;artista <a href="https://www.instagram.com/flami_veronesi/">Flaminia Veronesi</a>. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Le gonne di seta arancione brillante e cremisi erano decorate con sfere in tonalità calde complementari e ritagli strategicamente posizionati creavano una pletora di forme organiche sul corpo, richiamando alla mente una dimensione surreale e i film di fantascienza degli anni &#8217;70. In uno dei primi look, le estremità effervescenti di una gonna a ruota si avvolgevano all&#8217;indietro per scivolare sulle braccia come guanti da opera, mentre una moltitudine di soli infuocati campeggiava sul petto delle modelle.</p>



<p class="wp-block-paragraph"> &#8220;Il tramonto non è un fenomeno del sole—che accade all&#8217;orizzonte,” si legge nelle note di sfilata, &#8220;è invece un fenomeno del corpo—che dà fuoco al cielo.”</p>



<h3 class="wp-block-heading">La sfilata ha segnato l&#8217;inizio del &#8220;tour mondiale&#8221; di Marni, in cui la visione della maison italiana viaggerà in alcune città selezionate prima di tornare a Milano per il suo 30° anniversario nel 2024. </h3>



<p class="wp-block-paragraph">Se ti stai chiedendo perché proprio New York, perché proprio un tour itinerante, la risposta è abbastanza semplice: &#8220;perché, quando ti muovi, lo puoi sentire,” concludono le note di sfilata. Solo, non dimenticare di guardare in alto, ogni tanto.</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="683" height="1024" data-attachment-id="104796" data-permalink="https://toh-magazine.com/2022/09/fashion-week-ny-london-review-style-lgbt-toh-magazine/toh-ss23-fendi-resort-2023-1/" data-orig-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/09/Toh-ss23-fendi-resort-2023-1.jpg" data-orig-size="1067,1600" data-comments-opened="0" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;1&quot;}" data-image-title="Toh-ss23-fendi-resort-2023-1" data-image-description="" data-medium-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/09/Toh-ss23-fendi-resort-2023-1-200x300.jpg" data-large-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/09/Toh-ss23-fendi-resort-2023-1-683x1024.jpg" src="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/09/Toh-ss23-fendi-resort-2023-1-683x1024.jpg" alt="" class="wp-image-104796" srcset="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/09/Toh-ss23-fendi-resort-2023-1-683x1024.jpg 683w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/09/Toh-ss23-fendi-resort-2023-1-200x300.jpg 200w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/09/Toh-ss23-fendi-resort-2023-1-768x1152.jpg 768w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/09/Toh-ss23-fendi-resort-2023-1-1024x1536.jpg 1024w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/09/Toh-ss23-fendi-resort-2023-1-1000x1500.jpg 1000w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/09/Toh-ss23-fendi-resort-2023-1-900x1350.jpg 900w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/09/Toh-ss23-fendi-resort-2023-1-450x675.jpg 450w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/09/Toh-ss23-fendi-resort-2023-1-350x525.jpg 350w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/09/Toh-ss23-fendi-resort-2023-1.jpg 1067w" sizes="auto, (max-width: 683px) 100vw, 683px" /><figcaption>Fendi Resort S/S 23 Finale</figcaption></figure></div>



<p class="wp-block-paragraph">Ci sono compleanni che è impossibile non festeggiare, come nel caso del 25esimo della baguette di Fendi che per l’occasione ha arruolato alcuni dei nomi più rilevanti della città—come&nbsp;Marc Jacobs,&nbsp;Tiffany &amp; Co.&nbsp;e&nbsp;Carrie Bradshaw—per la sfilata Resort&nbsp;S/S 23&nbsp;<strong><a href="">Fendi</a></strong>&nbsp;organizzata all&#8217;Hammerstein Ballroom di&nbsp;New York. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Non mancava proprio nessuno: da Jocelyn Wildenstein a&nbsp;Kim Kardashian, fino ai super nomi direttamente dalla scena degli&nbsp;anni Novanta, quello dello scorso venerdì è stato quel tipo evento che città non vedeva da tempo. </p>



<h3 class="wp-block-heading">Il gran finale di Fendi? Dopo 15 anni lontano dalle passerelle,&nbsp;Linda Evangelista&nbsp;ha fatto il suo ritorno per chiudere la sfilata. </h3>



<p class="wp-block-paragraph">Ma non si trattava di un evento qualsiasi—quest’anno, la maison romana festeggia il 25° compleanno dell’iconica Baguette.</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="683" height="1024" data-attachment-id="104798" data-permalink="https://toh-magazine.com/2022/09/fashion-week-ny-london-review-style-lgbt-toh-magazine/toh-ss23-jw-anderson-spring-2023-1/" data-orig-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/09/Toh-ss23-jw-anderson-spring-2023-1.jpg" data-orig-size="1067,1600" data-comments-opened="0" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;1&quot;}" data-image-title="Toh-ss23-jw-anderson-spring-2023-1" data-image-description="" data-medium-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/09/Toh-ss23-jw-anderson-spring-2023-1-200x300.jpg" data-large-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/09/Toh-ss23-jw-anderson-spring-2023-1-683x1024.jpg" src="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/09/Toh-ss23-jw-anderson-spring-2023-1-683x1024.jpg" alt="" class="wp-image-104798" srcset="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/09/Toh-ss23-jw-anderson-spring-2023-1-683x1024.jpg 683w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/09/Toh-ss23-jw-anderson-spring-2023-1-200x300.jpg 200w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/09/Toh-ss23-jw-anderson-spring-2023-1-768x1152.jpg 768w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/09/Toh-ss23-jw-anderson-spring-2023-1-1024x1536.jpg 1024w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/09/Toh-ss23-jw-anderson-spring-2023-1-1000x1500.jpg 1000w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/09/Toh-ss23-jw-anderson-spring-2023-1-900x1350.jpg 900w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/09/Toh-ss23-jw-anderson-spring-2023-1-450x675.jpg 450w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/09/Toh-ss23-jw-anderson-spring-2023-1-350x525.jpg 350w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/09/Toh-ss23-jw-anderson-spring-2023-1.jpg 1067w" sizes="auto, (max-width: 683px) 100vw, 683px" /><figcaption>JW Anderson S/S 23</figcaption></figure></div>



<p class="wp-block-paragraph"><strong><a href="">JW Anderson</a></strong> non smette mai di sorprendere e di far riflettere anche solo per un secondo chi guarda i suoi show. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Per la prossima stagione estiva il centro del mondo per lo stilista è una sala giochi: un luogo di altre realtà, false o alternative, dove cadere e tuffarsi, a capofitto. </p>



<h3 class="wp-block-heading">Un mondo parallelo di persone intrappolate nei loro computer, mescolati con tastiere e screensaver, mentre esplorano altre dimensioni. La natura filtrata dall&#8217;ego digitale, diventa una garanzia personale. L&#8217;arcade, nonostante tutto, non è solo per i giocatori.</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Proporzioni che vestono larghe, la tecnologia che diventa degradata e che luccica e scintilla. Oggetti intrappolati all&#8217;interno di capi di abbigliamento e screensaver che atterrano sul corpo, su borse e accessori: questo è ciò che accade nella sala giochi. Il messaggio è un messaggio di realismo &#8211; per quanto di reale si possa palare oggi – diffuso con un linguaggio riduzionista che carica ogni singolo pezzo con lo status di una dichiarazione diretta.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Seguendo un viaggio che va dall&#8217;alba al tramonto, il percorso enfatizza le forme essenziali, i dettagli esagerati, l’ovvietà semplice ma complessa. T-shirt stropicciate con giganteschi etichette di lavaggio; camicie grandi, una coppa di reggiseno diventa un top; il girovita si sposta verso la scollatura; i tasti giganti di una tastiera come decorazioni, un piccolo tasto come un pavé su tutto il top. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Gli abiti sono completamente astratti nella loro forma a palloncino: un sacchetto di plastica, con un pesce rosso intrappolato all&#8217;interno; uno specchio scolpito; coperto di stampe degne di una sedia da giardino. Il tempo libero è importante, cosi un’amaca si trasforma in un vestito, mentre maglioni e magliette sono appesi a grucce da lavanderia. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Un focus sulla spalla, scavata dall&#8217;interno; sartoria e abiti cangianti. Magliette, letteralmente, come tavole da surf. Infine, il tramonto su una seconda pelle. Tutto questo su stivali, pantofole e borse che occasionalmente, diventano minuscole.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Le dimensioni contano, per davvero.</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="683" height="1024" data-attachment-id="104797" data-permalink="https://toh-magazine.com/2022/09/fashion-week-ny-london-review-style-lgbt-toh-magazine/toh-ss23-nensi-dojaka-spring-2023-1/" data-orig-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/09/Toh-ss23-nensi-dojaka-spring-2023-1.jpg" data-orig-size="1067,1600" data-comments-opened="0" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;1&quot;}" data-image-title="Toh-ss23-nensi-dojaka-spring-2023-1" data-image-description="" data-medium-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/09/Toh-ss23-nensi-dojaka-spring-2023-1-200x300.jpg" data-large-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/09/Toh-ss23-nensi-dojaka-spring-2023-1-683x1024.jpg" src="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/09/Toh-ss23-nensi-dojaka-spring-2023-1-683x1024.jpg" alt="" class="wp-image-104797" srcset="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/09/Toh-ss23-nensi-dojaka-spring-2023-1-683x1024.jpg 683w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/09/Toh-ss23-nensi-dojaka-spring-2023-1-200x300.jpg 200w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/09/Toh-ss23-nensi-dojaka-spring-2023-1-768x1152.jpg 768w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/09/Toh-ss23-nensi-dojaka-spring-2023-1-1024x1536.jpg 1024w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/09/Toh-ss23-nensi-dojaka-spring-2023-1-1000x1500.jpg 1000w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/09/Toh-ss23-nensi-dojaka-spring-2023-1-900x1350.jpg 900w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/09/Toh-ss23-nensi-dojaka-spring-2023-1-450x675.jpg 450w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/09/Toh-ss23-nensi-dojaka-spring-2023-1-350x525.jpg 350w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/09/Toh-ss23-nensi-dojaka-spring-2023-1.jpg 1067w" sizes="auto, (max-width: 683px) 100vw, 683px" /><figcaption>Nensi Dojaka S/S 23</figcaption></figure></div>



<p class="wp-block-paragraph"><strong><a href="https://www.instagram.com/nensidojaka/">Nensi Dojaka</a></strong>, nonostante abbia iniziato da poco, continua ad aggiornare il suo codice stilistico ed è già pronta a introdurre qualche novità nel suo repertorio. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Come la palette che si ispira ai fiori e che, all’immancabile (tanto) nero, aggiunge i rosa e i lilla. O come il lurex e il pizzo, in una nuova indagine materica. Oppure come gli elementi activewear, tra tutti il jersey, le zip sportive che chiudono le giacche e tessuti tecnici degli sleep dress. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Al debutto, poi, è la linea di calzature che presenta mules sormontate da una gabbia in pelle, ricoperta di cristalli, a mo’ di tomaia. Il cui tacco scultoreo richiama le geometrie di quel tailoring fatto di blazer dalla vita stretta e dalle spalle affilate, che sta prendendo sempre più piede.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Il gran finale di Nensi Dojaka con le supermodelle in lungo sigilla uno show in cui si applaudono le piccole gonne, i piccoli top, i piccoli abiti. Per piccole donne? Nient’affatto. Per personalità grandi.</h3>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<h6 class="wp-block-heading">Cover image: JW Anderson</h6>



<p class="wp-block-paragraph"></p>
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<p>L'articolo <a href="https://toh-magazine.com/2022/09/fashion-week-ny-london-review-style-lgbt-toh-magazine/">Le review delle sfilate di NY e Londra che non puoi ignorare</a> proviene da <a href="https://toh-magazine.com">Toh! Magazine</a>.</p>
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		<title>Boys &#038; Girls, una mostra fotografica nella Grande Mela</title>
		<link>https://toh-magazine.com/2022/01/boys-girls-una-mostra-fotografica-nella-grande-mela/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=boys-girls-una-mostra-fotografica-nella-grande-mela</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 09 Jan 2022 19:24:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Culture]]></category>
		<category><![CDATA[Alex Berns]]></category>
		<category><![CDATA[art]]></category>
		<category><![CDATA[Boys & Girls]]></category>
		<category><![CDATA[exhibition]]></category>
		<category><![CDATA[New York]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Boys &#038; Girls è una mostra collettiva curata da Alex Berns presso la No Gallery </p>
<p>L'articolo <a href="https://toh-magazine.com/2022/01/boys-girls-una-mostra-fotografica-nella-grande-mela/">Boys &#038; Girls, una mostra fotografica nella Grande Mela</a> proviene da <a href="https://toh-magazine.com">Toh! Magazine</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<h4 class="wp-block-heading">Boys &amp; Girls è una mostra collettiva curata da Alex Berns presso la No Gallery al 105 Henry Street #4. a NYC.&nbsp;Gli artisti che espongono: Alex Bag, Beverly Buchana, Chris McFly, Duncan Hannah, Em Rooney, F.P. Boué, Genesis P-Orridge, Heji Shin, Matias Añón, Penelope Spheeris e Richard Kern.</h4>



<p class="wp-block-paragraph">Boys &amp; Girls è uno mostra sulle immagini di ragazze e ragazzi, il focus è ciò che le immagini fotografiche hanno la capacità di creare.</p>



<figure class="wp-block-image size-large is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" data-attachment-id="18396" data-permalink="https://toh-magazine.com/2022/01/boys-girls-una-mostra-fotografica-nella-grande-mela/cassandra/" data-orig-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/01/cassandra.jpg" data-orig-size="1300,876" data-comments-opened="0" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}" data-image-title="Boys &amp;#038; Girls" data-image-description="&lt;p&gt;Boys &amp;#038; Girls&lt;/p&gt;
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<p class="wp-block-paragraph">È alquanto insolito sentire ancora usare Boys &amp; Girls dato che mai come negli ultimi anni le politiche dell&#8217;identità sono diventate una preoccupazione culturale, facendo si che questa frase abbia anche delle implicazioni socio-politiche e culturali negative.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In questa mostra invece tutti gli aspetti socio-culturali sono impliciti in tutte le opere. Sono esplicitamente affrontati in opere come nel film di Penelope Spheeris I DON&#8217;T KNOW (1970/1971)&nbsp;</p>



<figure class="wp-block-image size-large is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" data-attachment-id="18397" data-permalink="https://toh-magazine.com/2022/01/boys-girls-una-mostra-fotografica-nella-grande-mela/unnamed2/" data-orig-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/01/unnamed2.jpg" data-orig-size="727,1000" data-comments-opened="0" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}" data-image-title="Boys &amp;#038; Girls" data-image-description="&lt;p&gt;Boys &amp;#038; Girls&lt;/p&gt;
" data-medium-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/01/unnamed2-218x300.jpg" data-large-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/01/unnamed2.jpg" src="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/01/unnamed2.jpg" alt="" class="wp-image-18397" width="727" height="1000" srcset="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/01/unnamed2.jpg 727w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/01/unnamed2-218x300.jpg 218w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/01/unnamed2-450x619.jpg 450w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/01/unnamed2-350x481.jpg 350w" sizes="auto, (max-width: 727px) 100vw, 727px" /><figcaption>GENESIS BREYER P-ORRIDGE, Eva Adolf Braun Hitler, 2002, Video still mounted on plexi <br>39.4 x 28.6 x 3.8 cm<br><br><br></figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Il curatore Alex Berns ha spiegato che gli obiettivi di Boys &amp; Girls sono quelli di ricordare che l&#8217;estetica femminile e maschile non sono solo una questione di identità, stile e moda, ma principalmente quella dell&#8217;esperienza, del desiderio, dell&#8217;idealizzazione e della mercificazione.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">In questa mostra sono presenti: raccolte fotografie, video still, video effimeri prodotti da una coorte multigenerazionale di artisti che condividono una serie di caratteristiche comuni e inclinazioni <a href="https://toh-magazine.com/2022/01/leigh-bowery-e-i-suoi-leggendari-look-celebrati-in-una-nuova-mostra/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">estetiche</a>.</p>



<figure class="wp-block-image size-large is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" data-attachment-id="18399" data-permalink="https://toh-magazine.com/2022/01/boys-girls-una-mostra-fotografica-nella-grande-mela/hannahwarholfactory/" data-orig-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/01/HannahWarholFactory.jpg" data-orig-size="1201,1300" data-comments-opened="0" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}" data-image-title="Boys &amp;#038; Girls" data-image-description="" data-medium-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/01/HannahWarholFactory-277x300.jpg" data-large-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/01/HannahWarholFactory-946x1024.jpg" src="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/01/HannahWarholFactory-946x1024.jpg" alt="" class="wp-image-18399" width="946" height="1024" srcset="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/01/HannahWarholFactory-946x1024.jpg 946w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/01/HannahWarholFactory-277x300.jpg 277w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/01/HannahWarholFactory-768x831.jpg 768w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/01/HannahWarholFactory-1000x1082.jpg 1000w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/01/HannahWarholFactory-900x974.jpg 900w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/01/HannahWarholFactory-450x487.jpg 450w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/01/HannahWarholFactory-350x379.jpg 350w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/01/HannahWarholFactory.jpg 1201w" sizes="auto, (max-width: 946px) 100vw, 946px" /><figcaption>Duncan Hannah, Poster of Warhol Factory courtesy of Duncan Hannah, Gift from Rene Ricard to Duncan Hannah circa 1960’s, 10 x 8 cm.<br></figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Dominate in questa mostra è la fotografia in bianco e nero. Dal grintoso al raffinato, le immagini che compongono Boys &amp; Girls spaziano dallo snapshot tradizionale alle foto da studio.</p>



<h4 class="wp-block-heading">La tipologia che è volutamente stata esclusa da questa mostra è quella commerciale patinata e l&#8217;ormai onnipresente “selfie”&nbsp;</h4>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;estetica predominante è la ritrattistica. La vicinanza di un&#8217;opera all&#8217;altra  fa si che le loro relazioni rompano il loro isolamento e creino dei link insoliti ma esteticamente collegati. In Boys &amp; Girls infatti accade che un&#8217;istantanea della troupe della fabbrica di Warhol, accompagni l&#8217;immagine di Heji Shin di due uomini che fanno sesso anale. </p>



<figure class="wp-block-image size-large is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" data-attachment-id="18400" data-permalink="https://toh-magazine.com/2022/01/boys-girls-una-mostra-fotografica-nella-grande-mela/chrismcffly/" data-orig-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/01/ChrisMcfFly.jpg" data-orig-size="1134,1300" data-comments-opened="0" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}" data-image-title="Boys &amp;#038; Girls" data-image-description="&lt;p&gt;Boys &amp;#038; Girls&lt;/p&gt;
" data-medium-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/01/ChrisMcfFly-262x300.jpg" data-large-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/01/ChrisMcfFly-893x1024.jpg" src="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/01/ChrisMcfFly-893x1024.jpg" alt="" class="wp-image-18400" width="893" height="1024" srcset="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/01/ChrisMcfFly-893x1024.jpg 893w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/01/ChrisMcfFly-262x300.jpg 262w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/01/ChrisMcfFly-768x880.jpg 768w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/01/ChrisMcfFly-1000x1146.jpg 1000w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/01/ChrisMcfFly-900x1032.jpg 900w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/01/ChrisMcfFly-450x516.jpg 450w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/01/ChrisMcfFly-350x401.jpg 350w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/01/ChrisMcfFly.jpg 1134w" sizes="auto, (max-width: 893px) 100vw, 893px" /><figcaption>Chris McFly, Lola Pisola (portrait of Diego Garijo), 2021, Polaroid, 10.8 x 8.9 cm.<br></figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Fondata nel 2019 e situata nella parte più bassa del Lower East Side, a Manhattan, <a href="https://www.nogalleryla.com" target="_blank" rel="noreferrer noopener">No Gallery</a> è uno spazio espositivo incentrato sugli artisti emergenti e di metà carriera.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Alex Berns è un curatore e mercante d&#8217;arte privato specializzato in arte moderna oscura e artisti contemporanei di metà e fine carriera.</p>
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		<title>NoMad di Bond No. 9 è lo spirito libero dei sognatori Newyorkesi</title>
		<link>https://toh-magazine.com/2021/10/nomad-di-bond-no-9-e-lo-spirito-libero-dei-sognatori-newyorkesi/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=nomad-di-bond-no-9-e-lo-spirito-libero-dei-sognatori-newyorkesi</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alex Vaccani]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 27 Oct 2021 14:18:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Beauty]]></category>
		<category><![CDATA[beauty]]></category>
		<category><![CDATA[New York]]></category>
		<category><![CDATA[Niche]]></category>
		<category><![CDATA[perfume]]></category>
		<category><![CDATA[smell dick]]></category>
		<category><![CDATA[smell socks]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>NoMad rappresenta quella fantastica città, che è New York popolata da nomadi provenienti dalle parti più disparate, così accadeva in passato e così accade ancora oggi. </p>
<p>L'articolo <a href="https://toh-magazine.com/2021/10/nomad-di-bond-no-9-e-lo-spirito-libero-dei-sognatori-newyorkesi/">NoMad di Bond No. 9 è lo spirito libero dei sognatori Newyorkesi</a> proviene da <a href="https://toh-magazine.com">Toh! Magazine</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<h4 class="wp-block-heading">NoMad rappresenta quella fantastica città, che è New York popolata da nomadi provenienti dalle parti più disparate, così accadeva in passato e così accade ancora oggi.&nbsp;</h4>



<p class="wp-block-paragraph">NoMand di <a rel="noreferrer noopener" href="https://www.bondno9.com" target="_blank">Bond No. 9</a> è il nuovo arrivato sull’isola di Manhattan e porta con se quel tocco esotico mediorientale. Questa fragranza parla della leggendaria opulenza, passata e presente, a nord di Madison Square Park, nel quartiere del NoMad, col suo passato ricco di storia.&nbsp;</p>



<figure class="wp-block-image size-large is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" data-attachment-id="17459" data-permalink="https://toh-magazine.com/2021/10/nomad-di-bond-no-9-e-lo-spirito-libero-dei-sognatori-newyorkesi/img_3826/" data-orig-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2021/10/IMG_3826-scaled.jpg" data-orig-size="1920,2560" data-comments-opened="0" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;1635247926&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;1&quot;}" data-image-title="NoMad" data-image-description="&lt;p&gt;NoMad&lt;/p&gt;
" data-medium-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2021/10/IMG_3826-225x300.jpg" data-large-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2021/10/IMG_3826-768x1024.jpg" src="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2021/10/IMG_3826-768x1024.jpg" alt="" class="wp-image-17459" width="768" height="1024" srcset="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2021/10/IMG_3826-768x1024.jpg 768w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2021/10/IMG_3826-225x300.jpg 225w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2021/10/IMG_3826-1152x1536.jpg 1152w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2021/10/IMG_3826-1536x2048.jpg 1536w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2021/10/IMG_3826-1000x1333.jpg 1000w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2021/10/IMG_3826-900x1200.jpg 900w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2021/10/IMG_3826-450x600.jpg 450w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2021/10/IMG_3826-350x467.jpg 350w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2021/10/IMG_3826-scaled.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 768px) 100vw, 768px" /></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Il cambiamento è sempre stato nell&#8217;aria e New York è stata l&#8217;epicentro del progresso, dell&#8217;evoluzione e dell’ottimismo. Nessuna zona è stata emblematica come NoMad, uno dei quartieri più antichi della città che si è reinventato in così tanti modi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Molto prima che i newyorkesi facessero la fila per il loro Shake Shack all&#8217;estremità sud del parco, a metà del diciannovesimo secolo, i residenti più esclusivi della città si recavano al NoMad. Il luogo che sarebbe poi diventato uno dei quartieri più alla moda di Manhattan e una vetrina per il revival rinascimentale francese e l&#8217;architettura Beaux-Arts.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Allora come oggi, il quartiere ospitava anche hotel leggendari che divennero i centri nevralgici dell&#8217;affascinante età dell&#8217;oro. Il famigerato e lussuoso Fifth Avenue Hotel costruito nel 1859 divenne un caposaldo. Inoltre, NoMad ha ospitato e ospita anche oggi i ristoranti più favolosi della città, come il Delmonico&#8217;s dove è nato “Lobster Newburg”, e il Manhattan Club, che ha inventato uno dei cocktail più famosi al mondo…il “ The Manhattan.”</p>



<h4 class="wp-block-heading"><em>&#8220;Questa fragranza celebra lo stile di vita e la cultura di NoMad, ma ciò che realmente incarna è il passato e il presente&#8221;. Laurice Rahmé, fondatrice di Bond No. 9.</em></h4>



<p class="wp-block-paragraph">Il cuore di NoMad&nbsp; di Bond No. 9 è un oud forte, sensuale e deciso, un cenno ai nomadi d&#8217;Oriente, ma reinventato in quello che Rahmé chiama &#8220;oud americanizzato&#8221;. Sono aggiunte moderne note fruttate in testa, che donano alla fragranza un carattere unico. La pera cremosa e il ribes nero fresco aggiungono un calore gourmand, arrotondato da lussuosa ambra e legno di sandalo, che conferiscono al jus persistente la stessa forza di NoMad stesso.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il flacone rappresenta opulenza. La tonalità blu del Marocco aggiunge un&#8217;altra allusione allo spirito bohémien del romanticismo nomade, una griglia dorata dell&#8217;era della Gilded Age ospita non meno di 74 scintillanti gemme d&#8217;argento che brillano tanto quanto le moderne torri di vetro di NoMad.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Da indossare ascoltando:</p>


<figure class="wp-block-embed-youtube wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><a href="https://toh-magazine.com/2021/10/nomad-di-bond-no-9-e-lo-spirito-libero-dei-sognatori-newyorkesi/"><img decoding="async" src="//i.ytimg.com/vi/ok7oxXDhMxw/hqdefault.jpg" alt="YouTube Video"></a><br /><br /><figcaption></figcaption></figure>


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		<title>WRABEL, canzoni che guariscono cuori rotti</title>
		<link>https://toh-magazine.com/2021/09/wrabel-interview-new-album-toh-magazine-music-this-words-are-all-for-you/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=wrabel-interview-new-album-toh-magazine-music-this-words-are-all-for-you</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Marco Cresci]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 17 Sep 2021 13:58:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Musica]]></category>
		<category><![CDATA[kesha]]></category>
		<category><![CDATA[lgbt]]></category>
		<category><![CDATA[New York]]></category>
		<category><![CDATA[wrabel]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://toh-magazine.com/?p=17015</guid>

					<description><![CDATA[<p>Wrabel in questa intervista ci parla del suo debut album "This Words Are All For You" Scopri cosa Wrabel ha raccontato al direttore di Toh! Marco Cresci</p>
<p>L'articolo <a href="https://toh-magazine.com/2021/09/wrabel-interview-new-album-toh-magazine-music-this-words-are-all-for-you/">WRABEL, canzoni che guariscono cuori rotti</a> proviene da <a href="https://toh-magazine.com">Toh! Magazine</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<h3 class="wp-block-heading">Ci sono voluti quasi dieci anni ma &#8220;This Words Are All For You&#8221;, debutto del cantautore di Los Angeles Wrabel, punto di riferimento per la scrittura di canzoni d&#8217;amore che spezzano il cuore, è pronto a curare tutti noi.</h3>



<p class="wp-block-paragraph">&#8220;This Words Are All For You&#8221; è l&#8217;atteso <a href="https://toh-magazine.com/musica">album</a> di debutto di Wrabel che sarà finalmente pubblicato il prossimo 24 settembre. Il suo debutto discografico risale al 2014 ma nel mezzo ha scritto e cantato per Kesha, P!nk, Galantis, Afrojack e Celeste tra i tanti. </p>



<h4 class="wp-block-heading">Con la sua voce eterea ma decisa e il suo tocco delicato ed emozionale, Wrabel arriva diritto al cuore delle persone con le sue storie personali che parlano di relazioni finite, come sopravviverle e  ritrovare se stessi durante il viaggio. </h4>



<figure class="wp-block-image size-large is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" data-attachment-id="17024" data-permalink="https://toh-magazine.com/2021/09/wrabel-interview-new-album-toh-magazine-music-this-words-are-all-for-you/wrabel-back-to-back-photo-credit_-yazz-alali/" data-orig-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2021/09/Wrabel-back-to-back-Photo-credit_-Yazz-Alali-.jpg" data-orig-size="881,1080" data-comments-opened="0" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;1&quot;}" data-image-title="Wrabel &amp;#8211; Photo: Yazz Alali)" data-image-description="&lt;p&gt;Wrabel &amp;#8211; Photo: Yazz Alali)&lt;/p&gt;
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<h6 class="wp-block-heading">Ciao Wrabel, Finalmente è uscito il tuo primo album, come ti senti a riguardo?</h6>



<p class="wp-block-paragraph">Non ho le parole per descrivere questa sensazione, sono stati quasi dieci anni di lavoro per me. Mi sento così grato di essere stato in grado di fare questo disco e di poter finalmente dire che è uscito nel mondo.</p>



<h6 class="wp-block-heading">Dopo diversi incidenti con le etichette discografiche hai deciso di fondare la tua, come hai scelto il nome Big Gay Records, suona divertente. E come ti senti a essere il capo di te stesso?</h6>



<p class="wp-block-paragraph">I grandi dischi <a href="https://toh-magazine.com/art">gay</a> sono iniziati come uno scherzo. Ogni tanto vado a Nashville dove hanno questa cosa chiamatata &#8220;music row&#8221;. Molte case editrici sono lì, tutte allineate in uffici stile case. Pensavo quanto sarebbe stato divertente avere una compagnia chiamata &#8220;Big Gay Records&#8221; e costruire una grande casa gay proprio Lì, nel mezzo di tutto. </p>



<p class="wp-block-paragraph">La visibilità e la posizione che affermerebbe, la sicurezza e il comfort che potrebbe fornire ai cantautori queer che cercano il loro posto in un mondo non sempre troppo accogliente. Quindi l&#8217;etichetta è iniziata con questa idea, e quando abbiamo preso la decisione di diventare indipendenti, l&#8217;ho seguita. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Ora la Big Gay Records è la mia etichetta, ho collaborato con il gruppo musicale Nettwerk, e Big Gay Songs sono il mio editore, in collaborazione con Sony Music Publishing.</p>



<p class="wp-block-paragraph">E&#8217; una strana sensazione essere il capo di me stesso, non potrei (e francamente non vorrei), fare nulla di tutto questo senza le persone incredibili che lavorano e che stanno intorno a me. I miei manager, publisher, manager aziendali, pubblicisti, avvocati: mi sento così fortunato ad avere un team così caloroso, amorevole e di supporto che lavora con me.</p>



<h6 class="wp-block-heading">Parliamo del tuo album &#8220;This Words Are All For You&#8221;, ho letto che hai sempre pensato che il tema principale del tuo primo album fosse il break up, ma scrivere il primo singolo Good ha cambiato il gioco, puoi dirmi qualcosa su questo processo?</h6>



<p class="wp-block-paragraph">E&#8217; vero, ho sempre pensato che il mio primo disco sarebbe stato un album che parla di break up, perché la prima (e la seconda e la terza volta) che ho fatto un album, lo è stato davvero. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Ma avendo il tempo di sedermi con me stesso e questo corpo di lavoro, mi sono sorpreso nel constatare quanto amore e speranza ci siano su di esso e in esso. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Ci sono sicuramente accenni al dolore e alle perdite passate, alle domande attuali e al non sapere davvero nulla, ma nel complesso penso che sia un disco molto pieno di speranza. Sono molto innamorato e penso che questo si traduca nella musica, nei testi, nelle melodie e nella produzione allo stesso modo.</p>



<figure class="wp-block-image size-large is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" data-attachment-id="17025" data-permalink="https://toh-magazine.com/2021/09/wrabel-interview-new-album-toh-magazine-music-this-words-are-all-for-you/wrabel-press-photo-3-credit_-yazz-alali/" data-orig-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2021/09/Wrabel-Press-Photo-3-credit_-Yazz-Alali-.jpg" data-orig-size="1920,1080" data-comments-opened="0" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;1&quot;}" data-image-title="Wrabel &amp;#8211; Press Photo 3 (credit_ Yazz Alali)" data-image-description="&lt;p&gt;Wrabel &amp;#8211; Photo credit_ Yazz Alali&lt;/p&gt;
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<h6 class="wp-block-heading">Hai scritto le canzoni dell&#8217;album in un ampio lasso di tempo, ma posso dire che il tuo album è coeso e suona come un disco con un&#8217;anima specifica. Hai ritoccato le canzoni nel corso degli anni?</h6>



<p class="wp-block-paragraph">Grazie mille, questo significa davvero molto per me, perché è stato un processo! Mi piace pensare che se crei una collezione di cose che ami, avranno qualcosa di <em>coesivo</em> tra di loro anche se non si nota mentre li metti insieme. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Una sorta di sentimento profondo che tutti condividono o qualcosa del genere, mi sento così fortunato ad aver lavorato con un incredibile produttore e amico che si chiama Stint in questo disco. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Ne è stato il produttore esecutivo e ha contribuito a renderlo quello che è, lo abbiamo scheggiato fino a quando non sembrava tutto a posto. All&#8217;inizio gli ho detto che era da pelle d&#8217;oca ed è questo ciò che volevo che tutto avesse in comune, quella sensazione inquietante e bella.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Penso che l&#8217;album abbia anche un lato spirituale, tu lo sei come persona?</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Grazie, sono felice di sapere che lo hai percepito. Sono cresciuto in chiesa e ho passato molto tempo con la religione e la spiritualità. Sono stato cacciato da essa con il mio primo ragazzo e questo ha decisamente cambiato la mia vita in modi che non avevo ancora visto, ne sono sicuro. </p>



<h6 class="wp-block-heading">Ho sempre cercato di lasciare spazio alle grandi sorprese, nella vita, nelle persone, nel mondo e in me stesso. Cerco di vivere lasciando spazio al mistico e al magico, per un certo senso ad un potere superiore. </h6>



<p class="wp-block-paragraph">Non posso e non negherò che credo che siamo tutti collegati. Cerco di adattarmi a questo, sia che stia parlando con uno sconosciuto in coda all&#8217;ufficio postale o che stia facendo un pigiama party con il mio migliore amico. </p>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;amore, per me, è una cosa spirituale. non puoi vederlo o toccarlo o davvero nemmeno provarlo. Ci vuole una sorta di fede per innamorarsi, anche quella frase, per <em>innamorarsi</em> (in inglese fall in love, dove &#8220;fall&#8221; sta per cadere n.d.g.), c&#8217;è una fede nell&#8217;invisibile in questo. Credo davvero che ci sia.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Adoro gli arrangiamenti e il ritornelli dell&#8217;album, sono così intimamente commoventi e penso che in qualche modo infondano potere, quali sono i tuoi pensieri personali in merito?</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Mi piace molto l&#8217;arrangiamento di &#8220;Good&#8221; che in realtà è stato una specie di incidente. Stint e io ci siamo messi a lavorare sulla canzone partendo da tre versioni. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Una a cappella, una a tutto volume e una che stava nel mezzo. Il mio manager ha ascoltato le versioni e ha detto qualcosa come &#8220;e se fosse una combinazione di tutti e tre?&#8221; Era qualcosa che non avevamo visto o sentito mentre stavamo lavorando alla canzone, sono felice di come è venuta fuori.</p>



<h6 class="wp-block-heading">Hai lavorato con molti artisti conosciuti, quindi posso immaginare che potessi avere chi volevi nell&#8217;album ma hai scelto di avere solo due featuring, dimmi qualcosa su questa scelta?</h6>



<p class="wp-block-paragraph">Madi Diaz è stato il primo duetto che ho registrato per il disco. Lei è una delle mie migliori amiche e penso sempre a lei, un giorno stavamo scrivendo a Nashville con un altro dei miei migliori amici: Steph Jones e ci siamo imbattuti in &#8220;I&#8217;s Us&#8221;, è semplicemente uscita da tutti noi. Sentivo che dovevamo cantarl insieme.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il successivo è stato Duncan Laurence,  sono un suo fan e un giorno ho notato che mi seguiva su <a href="http://www.instagram.com/tohmagazine">Instagram</a>, così gli ho scritto un messaggio tipo fanboy perché sono un tale fan haha. Gli ho mandato una canzone, &#8220;Back to back&#8221;, e gli ho raccontato la storia e che sarebbe stato un sogno cantarla insieme. Non ci posso credere che ad oggi non ci siamo ancora incontrati di persona.</p>



<figure class="wp-block-image size-large is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" data-attachment-id="17026" data-permalink="https://toh-magazine.com/2021/09/wrabel-interview-new-album-toh-magazine-music-this-words-are-all-for-you/wrabel-press-photo-5-credit_-yazz-alali/" data-orig-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2021/09/Wrabel-Press-Photo-5-credit_-Yazz-Alali-.jpg" data-orig-size="881,1080" data-comments-opened="0" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;1&quot;}" data-image-title="Wrabel &amp;#8211; Press Photo 5 (credit_ Yazz Alali)" data-image-description="&lt;p&gt;Wrabel &amp;#8211; Photo credit_ Yazz Alali&lt;/p&gt;
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<h6 class="wp-block-heading">&#8220;Love Is Not A Simple Thing To Loose&#8221; è il modo perfetto per chiudere l&#8217;album è così emozionante che posso immaginare sia difficile per te cantarla perché suona così reale. Cosa puoi dirmi a riguardo?</h6>



<p class="wp-block-paragraph">Ogni volta che provavo a fare un album (la prima fu 8 anni fa) si intitolava &#8220;This Words Are All For You&#8221; e &#8220;&#8221;Love Is Not A Simple Thing To Loose&#8221; era il più vicino. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Ero fermo su questo,  nient&#8217;altro potrebbe finire il mio album di debutto, perché questa canzone è nata dalla fine della mia prima relazione. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Alla fine del mio viaggio di scrittura a Londra e mi restava una sessione con Jimmy Hogarth e Dan Mcdougall. Ero un disastro, avevo appena attraversato questa rottura (su Skype) ed ero solo uno schifo. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Sono entrato in studio e ho detto loro che dovevo dire tutto in una canzone, ogni sentimento, ogni pensiero che volevo condividere con questa persona, doveva essere contenuto in questa unica canzone finale. Ancora oggi è l&#8217;unica canzone che non posso suonare senza piangere.</p>



<h6 class="wp-block-heading">Hai altri artisti che fanno parte della tua etichetta e quali sono le qualità che devono avere per catturare le tue orecchie?</h6>



<p class="wp-block-paragraph">Al momento non ho firmato altri artisti per l&#8217;etichetta, è sicuramente qualcosa a cui sono aperto e mi piacerebbe fare in futuro, ma sono così iper concentrato sul mio debutto in questo momento.</p>



<h6 class="wp-block-heading">E&#8217; ancora difficile essere &#8220;out and proud&#8221; nel mondo della musica?</h6>



<p class="wp-block-paragraph">Per fortuna non proprio, sono grato a tutti quelli che sono venuti prima di me che hanno davvero aperto la strada agli artisti queer. </p>



<p class="wp-block-paragraph">A volte girare per gli Stati Uniti può sembrare un po&#8217; strano in alcune parti, come se fossi un alieno e la gente ti guarda come tale. Ma nel complesso sono solo grato e molto grato per le persone che vengono ai miei spettacoli dove si crea uno spazio così sicuro e amorevole non solo per me, ma per tutti quelli che sono lì.</p>



<h6 class="wp-block-heading">Hai scritto canzoni per diversi artisti internazionali da Kesha a Pink! quali sono le principali differenze tra scrivere per un artista e per te stesso?</h6>



<p class="wp-block-paragraph">Quando scrivo per me stesso, deve essere vero per me. Non so come scrivere qualcosa che non sia uscito direttamente dal mio diario. Quando scrivo con un altro artista, vedo il mio lavoro come cercare di entrare nel suo mondo, nella loro testa e nel loro cuore. E&#8217; l&#8217;artista prima di tutto.</p>



<figure class="wp-block-image size-large is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" data-attachment-id="17027" data-permalink="https://toh-magazine.com/2021/09/wrabel-interview-new-album-toh-magazine-music-this-words-are-all-for-you/wrabel_thesewordsareallforyou_3600/" data-orig-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2021/09/Wrabel_TheseWordsAreAllForYou_3600.jpg" data-orig-size="1080,1080" data-comments-opened="0" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;1620148067&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;1&quot;}" data-image-title="Wrabel_TheseWordsAreAllForYou_3600" data-image-description="&lt;p&gt;Wrabel_TheseWordsAreAllForYou&lt;/p&gt;
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<h6 class="wp-block-heading">Sarai presto in tour? E come immagini che queste parole siano tutte per te nella sua dimensione live?</h6>



<p class="wp-block-paragraph">Spero di esserlo! Sarà così catartico mettersi in viaggio e condividere queste nuove canzoni e storie, mi piace andare in tour solo io e un pianoforte, perché è così che inizia ogni canzone per me.</p>



<h6 class="wp-block-heading">Il tuo artista preferito con cui hai lavorato:</h6>



<p class="wp-block-paragraph">Impossibile rispondere! Ahahah! Sono così fortunato ad aver lavorato con così tanti artisti incredibili: Kesha, P!nk, Backstreet Boys, Wafia. Kylie Minogue è uno dei miei artisti preferiti, la canzone non è mai uscita, ma ricordo che sono impazzito tutto il giorno ahah.</p>



<h6 class="wp-block-heading">La collaborazione dei tuoi sogni è con:</h6>



<p class="wp-block-paragraph">Per quanto possa sembrare un cliché Adele, sarebbe incredibile. Poi Sam Smith e  Bruce Hornsby.</p>



<h6 class="wp-block-heading">Ultima canzone di cui ti sei innamorato?</h6>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;unica e sola per me è &#8220;Strange &amp; Beautiful (I Put A Spell On You)&#8221; degli Aqualung. E&#8217; il motivo per cui scrivo canzoni.</p>


<figure class="wp-block-embed-youtube wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-embed-aspect-4-3 wp-has-aspect-ratio"><a href="https://toh-magazine.com/2021/09/wrabel-interview-new-album-toh-magazine-music-this-words-are-all-for-you/"><img decoding="async" src="//i.ytimg.com/vi/qfLQUnq91_Y/hqdefault.jpg" alt="YouTube Video"></a><br /><br /><figcaption></figcaption></figure>


<p class="wp-block-paragraph"><span class="has-inline-color has-white-color">Wrabel Wrabel Wrabel Wrabel Wrabel Wrabel Wrabel Wrabel</span></p>
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		<title>Stanley Stellar: cinque decenni a catturare la vita queer</title>
		<link>https://toh-magazine.com/2021/01/stanley-stellar-cinque-decenni-a-catturare-la-vita-queer/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=stanley-stellar-cinque-decenni-a-catturare-la-vita-queer</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alex Vaccani]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 26 Jan 2021 11:54:19 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Art]]></category>
		<category><![CDATA[gay]]></category>
		<category><![CDATA[New York]]></category>
		<category><![CDATA[photography]]></category>
		<category><![CDATA[Stanley Stellar]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://toh-magazine.com/?p=14170</guid>

					<description><![CDATA[<p>Stanley Stellar ha documentato la vivacità, la sensualità e la bellezza della vita queer a Manhattan negli anni '70. Un enorme archivio di storia queer.</p>
<p>L'articolo <a href="https://toh-magazine.com/2021/01/stanley-stellar-cinque-decenni-a-catturare-la-vita-queer/">Stanley Stellar: cinque decenni a catturare la vita queer</a> proviene da <a href="https://toh-magazine.com">Toh! Magazine</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<h5 class="wp-block-heading">Stanley Stellar con le sue fotografie ha documentato la sensualità, la giocosità, l&#8217;erotismo e la bellezza della vita queer a Manhattan. Le sue fotografie formano un enorme archivio di storia queer iniziato in un periodo in cui la maggior parte delle persone eterosessuali non sapeva nulla o ne negava l’esistenza.&nbsp;</h5>



<p class="wp-block-paragraph"><a rel="noreferrer noopener" href="http://www.stellarnyc.com" target="_blank">Stanley Stellar</a> con la sua macchina fotografica è stato testimone del risveglio sessuale omosessuale che aveva&nbsp; luogo sui moli del West Side Pier di Manhattan durante gli anni ’70 e della crescente consapevolezza dell’orgoglio gay, che si manifestò in Christopher Street e durante i primi gay pride.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per la maggior parte del 20° secolo, la vita queer in America è stata considerata un crimine punibile dalla legge e una patologia. Le fotografie di Stanley Stellar invece contrastano questi modi di vedere perché documentano la vita gay degli anni ’70: libera, divertente e senza inibizioni. A volte rimpiangiamo di non averla potuta provare.&nbsp;Quello che emerge è un obiettività concreta e un&#8217;eleganza formale che Stanley Stellar trasmette sia nelle foto scattate per strada che in quelle di nudo. Mostra ciò che è stato tradizionalmente nascosto, ignorato e visivamente bandito dagli uomini.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il West Village di Manhattan era fiorente durante i primi anni del Movimento di liberazione gay, e molti dei suoi protagonisti sono presenti nelle fotografie di Stanley Stellar, che&nbsp;ha immortalato esattamente quello che era, che amava e che viveva. Andando contro quello che la società vietava: da uomo potevi guardare una donna quanto volevi, ma non altri uomini, cosa che invece lui fa: guardarli a lungo fino a creare un grandissimo archivio storico ed omerotico che fa parte della cultura di tutti noi gay.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Stanley Stellar continua ancora a mostrare alle nuove generazioni quei momenti LGBTQ+ di quella comunità che era, è e sarà sempre il ritmo pulsante dei cambiamenti della città.&nbsp;Intervistare Stanley Stellar è stato un pò come intervistare parte della nostra storia gay quella fatta da persone che prima di noi hanno manifestato, lottando per la loro libertà e per la nostra.</p>



<figure class="wp-block-image size-large is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" data-attachment-id="14171" data-permalink="https://toh-magazine.com/2021/01/stanley-stellar-cinque-decenni-a-catturare-la-vita-queer/1980_sunday08toh/" data-orig-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2021/01/1980_Sunday08TOH.jpg" data-orig-size="864,568" data-comments-opened="0" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;1&quot;}" data-image-title="Stanley Stellar" data-image-description="&lt;p&gt;Stanley Stellar &lt;/p&gt;
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<p class="wp-block-paragraph"><strong>Possiedi una miniera d&#8217;oro di immagini, sei la storia per me. Hai documentato tutte quegli aspetti che ci hanno portato ad essere quello che siamo oggi nella comunità gay. Cosa pensi quando vedi tutte le immagini che hai scattato?</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Penso alla mia vita. L&#8217;individualità della mia esperienza. La mia consapevolezza di quanto mi sentissi fortunato di essere nato gay proprio qui a New York, in quel momento di liberazione, accettazione e libertà gay. Sono riuscito a vivere la mia vita come artista gay, facendo quello che avevo desiderio di fare per più di quattro decenni. Sono orgoglioso della qualità del mio lavoro e la nostra umanità che in esso traspare. Ho cartelle digitali sul mio iMac di quelle che penso siano le mie fotografie più significative, tutte in ordine cronologico. Anno dopo anno a partire dal 1976 fino ad oggi. So quante incredibili fotografie veramente originali ho realizzato, quando guardo la griglia di tutte quelle cartelle blu piene delle mie fotografie. In tutti questi anni, penso di aver fatto qualcosa di significativo e d’importante.</p>



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</div>



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<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="691" height="864" data-attachment-id="14193" data-permalink="https://toh-magazine.com/2021/01/stanley-stellar-cinque-decenni-a-catturare-la-vita-queer/sean-1994/" data-orig-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2021/01/Sean-1994.jpg" data-orig-size="691,864" data-comments-opened="0" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;1&quot;}" data-image-title="Stanley Stellar" data-image-description="&lt;p&gt;Stanley Stellar&lt;/p&gt;
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</div>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Quando hai capito di essere gay?</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Fin dalla prima infanzia. L&#8217;ho sempre saputo.&nbsp;&nbsp; &nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Come era vivere a New York in quei giorni, sto parlando del Pier, dei Pride e dello Stonewall. Immagino che all&#8217;epoca ci fosse un atteggiamento di libero arbitrio.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Alla fine degli anni &#8217;60 ho iniziato a rendermi conto che stavo vivendo in un tempo completamente nuovo nella storia della comunità gay. Un tempo che non era mai esistito prima nella storia queer. Mi sentivo come se la stessimo scrivendo quella storia che mi permettesse di vivere la mia vita senza la paura di essere liberamente me stesso. La cultura e la società eterosessuali qui a New York negli anni &#8217;50 tolleravano a malapena la nostra esistenza.<br>In realtà non volevano vederci, ascoltarci o doverci riconoscere come esseri umani. </p>



<h4 class="wp-block-heading">Gli uomini gay venivano costantemente presi in giro, derisi, disprezzati, minacciati e puniti per quello che erano. Siamo stati considerati illegali. Avremmo dovuto nasconderci permanentemente. </h4>



<p class="wp-block-paragraph">Poi vennero gli anni ’60 dello Swing dei Beatles, Hippies, Peace &amp; Love, uomini con pantaloni di velluto stretti, capelli lunghi e la disco. È stata un&#8217;esplosione di libertà personale e di divertimento per molti fantastici giovani.</p>



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<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="637" height="864" data-attachment-id="14174" data-permalink="https://toh-magazine.com/2021/01/stanley-stellar-cinque-decenni-a-catturare-la-vita-queer/1992_fidel10stoh/" data-orig-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2021/01/1992_Fidel10STOH.jpg" data-orig-size="637,864" data-comments-opened="0" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;1&quot;}" data-image-title="Stanley Stellar, Fidel Miller, 1992" data-image-description="&lt;p&gt;Stanley Stellar &lt;/p&gt;
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</div>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Parlando della tua fotografia, hai mai sentito il peso della censura?</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Sì, naturalmente. L&#8217;ho sentito come una punizione. Nel corso degli anni il giudizio dei media e il controllo su di noi e sulla nostra visibilità creativa mi hanno fatto sentire mi sono come l&#8217;elefante nella stanza.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ora è 2021 e quando accedo al mio <a href="https://www.instagram.com/stanley.stellar/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Instagram</a>, vengo regolarmente accolto da loro che mi fanno sapere che alcune mie fotografie, che sono state postate lì da anni e hanno ottenuto centinaia di like e cuori sono invece appena state rimosse a causa della violazione dei loro standard comunitari.Ti abbiamo rimosso! Tolto alla vista. Questo è quanto!</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Hai documentato Christopher Street e Greenwich Avenue, nel West Village di Manhattans, dove si svolgeva tutta la scena gay in quel momento. Com&#8217;era essere un uomo gay negli anni &#8217;70?</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Emozionante, fresco, liberatorio. Finalmente abbiamo avuto un posto stabilito qui a New York per uscire, un quartiere dove poter andare a vederci, divertirci e incontrarci, quando ci sentivamo soli o arrapati, vista la presenza e il contatto fisico con altri uomini gay. Prima di allora, non c&#8217;era modo per incontrarci. Altro che riunioni clandestine nei parchi pubblici, a tarda notte al buio. Quando finalmente ho scoperto le strade popolate da uomini queer allo scoperto nel West Village di New York, è diventata immediatamente la mia destinazione. Un posto in cui poter andare oltre che guardare la TV nel soggiorno dei miei genitori a Brooklyn.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Quando frequentavo la scuola d&#8217;arte andavo regolarmente in un piccolo ristorante del West Village all&#8217;angolo tra Greenwich Ave e W.10th Street a New York chiamato TOR. Mi piaceva sedermi a un tavolo vicino alla finestra, nel bagliore dell&#8217;insegna al neon rosa TOR. Ho sempre ordinato lo stesso vitello alla parmigiana e una birra. Cenavo lì mentre i gay camminavano davanti alla finestra del ristorante tutta la sera. Guardando fuori, guardando dentro. </p>



<h4 class="wp-block-heading">Questo è quello che abbiamo fatto, abbiamo girato intorno agli stessi isolati per ore ogni notte alla ricerca di qualcuno. Gruppi di poliziotti di pattuglia a piedi ci hanno tenuti in movimento. Facendoci sapere che stavamo &#8220;bighellonando&#8221; e potevamo essere portati al 6° distretto se ci fossimo fermati, appoggiati ad un&#8217;auto parcheggiata, o seduti sui gradini di un edificio di Christopher Street.</h4>



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<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="641" height="864" data-attachment-id="14176" data-permalink="https://toh-magazine.com/2021/01/stanley-stellar-cinque-decenni-a-catturare-la-vita-queer/1992_fidelmiller06toh/" data-orig-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2021/01/1992_FidelMiller06TOH.jpg" data-orig-size="641,864" data-comments-opened="0" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;1&quot;}" data-image-title="Stanley Stellar" data-image-description="&lt;p&gt;Stanley Stellar &lt;/p&gt;
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<p class="wp-block-paragraph"><strong>Ricordi la prima volta che sei entrato nell&#8217;appartamento di qualcuno dopo uno sguardo seducente per strada?</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Certamente. Un uomo che avevo appena visto esibirsi in uno show televisivo la sera prima mi si è avvicinato mentre con la mia classe alla Parsons stavamo disegnando gli animali allo zoo di Central Park. Mi ha dato il suo numero di telefono su un pezzetto di carta. L’ho chiamato e una sera ci siamo incontrati per strada nel West Village. Abbiamo parlato, mentre camminavamo verso uno dei tanti appartamenti di cui aveva le chiavi, giù alla fine di Christopher Street.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Il tuo archivio è così grande, hai qualche foto preferita? Se sì perché?</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Sì, è una foto a colori che ho scattato nel 1976 in Canal Street a New York. Si chiama &#8220;I Got Birds Too”. Ho fermato due ragazzi etero e ho chiesto a quello coi capelli rossi di farmi fotografare il suo braccio tatuato. L&#8217;ho fatto con la mia piccola fotocamera usa e getta Kodak. Mentre me ne andavo, il ragazzo ha detto &#8220;Ho anche gli uccelli!” Sollevò la maglietta sugli addominali definiti per mostrare con orgoglio i tatuaggi di due rondini che volavano sopra i suoi capezzoli rosa da duro ragazzo etero.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ho realizzato una cartolina postale auto promozionale con quell&#8217;immagine. Ero un collezionista di cartoline. A quel tempo i negozi di cartoline e biglietti d&#8217;auguri stavano avendo successo. Sapevo che a nella storia delle cartoline non c&#8217;era mai stata una cartolina con una piccante fotografia di un&nbsp; tatuaggio omoerotico. Ha venduto nei negozi di tutto il mondo e mi sono fatto conoscere.</p>



<figure class="wp-block-image size-large is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" data-attachment-id="14177" data-permalink="https://toh-magazine.com/2021/01/stanley-stellar-cinque-decenni-a-catturare-la-vita-queer/1992_garyguns2stoh/" data-orig-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2021/01/1992_GaryGuns2STOH.jpg" data-orig-size="864,864" data-comments-opened="0" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;1&quot;}" data-image-title="1992_GaryGuns2STOH" data-image-description="" data-medium-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2021/01/1992_GaryGuns2STOH-300x300.jpg" data-large-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2021/01/1992_GaryGuns2STOH.jpg" src="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2021/01/1992_GaryGuns2STOH.jpg" alt="" class="wp-image-14177" width="864" height="864" srcset="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2021/01/1992_GaryGuns2STOH.jpg 864w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2021/01/1992_GaryGuns2STOH-300x300.jpg 300w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2021/01/1992_GaryGuns2STOH-150x150.jpg 150w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2021/01/1992_GaryGuns2STOH-768x768.jpg 768w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2021/01/1992_GaryGuns2STOH-450x450.jpg 450w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2021/01/1992_GaryGuns2STOH-350x350.jpg 350w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2021/01/1992_GaryGuns2STOH-50x50.jpg 50w" sizes="auto, (max-width: 864px) 100vw, 864px" /><figcaption><em><sup>Gary Gun, 1992 </sup></em></figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>C&#8217;è qualche differenza quando fermi le persone durante i gay pride di oggi rispetto a quelli precedenti?</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Quando ho scattato foto ai primi gay pride, era solo per il Gay Pride Day, non la settimana o il mese! I primi NYC Prides erano limitati a soli 4 o 5 isolati di Christopher Street. </p>



<h4 class="wp-block-heading">Con il mio gruppo di amici l&#8217;abbiamo vissuta come una grande festa nella strada gay, dove potevamo guardare tutti, fuori, sotto il sole. Era la prima volta che qualcuno di noi sperimentava qualcosa di simile a una vacanza gay.</h4>



<p class="wp-block-paragraph">Rispetto ad oggi, era molto discreto, per lo più uomini gay che vedevo fuori la sera. È sempre stato abbastanza facile per me andare in giro e parlare con le persone che visivamente m’interessano.</p>



<figure class="wp-block-image size-large is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" data-attachment-id="14178" data-permalink="https://toh-magazine.com/2021/01/stanley-stellar-cinque-decenni-a-catturare-la-vita-queer/1983_joe10toh/" data-orig-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2021/01/1983_Joe10TOH.jpg" data-orig-size="864,593" data-comments-opened="0" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;1&quot;}" data-image-title="Stanley Stellar" data-image-description="&lt;p&gt;Stanley Stellar &lt;/p&gt;
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<p class="wp-block-paragraph"><strong>Sai subito quando hai scattato un buon ritratto? C&#8217;è una frazione di secondo quando premi il pulsante e sai di aver fatto lo scatto giusto?</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Sì, certamente. Inquadra automaticamente ciò che mi interessa. È istinto. Non è un processo intellettuale. So di aver fatto lo scatto, perché lo vedo e questo mi dà una piccola scossa interiore di endorfine. Mi fa sentire felice e lo so.&nbsp;</p>



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<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="648" height="864" data-attachment-id="14179" data-permalink="https://toh-magazine.com/2021/01/stanley-stellar-cinque-decenni-a-catturare-la-vita-queer/2010_stuart137toh/" data-orig-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2021/01/2010_Stuart137TOH.jpg" data-orig-size="648,864" data-comments-opened="0" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;2.7&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;COOLPIX P5100&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;-62169984000&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;7.5&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;280&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0.015974440894569&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;1&quot;}" data-image-title="Stanley Stellar" data-image-description="&lt;p&gt;Stanley Stellar &lt;/p&gt;
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<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="683" height="864" data-attachment-id="14180" data-permalink="https://toh-magazine.com/2021/01/stanley-stellar-cinque-decenni-a-catturare-la-vita-queer/1996_joegallagherdoug4toh/" data-orig-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2021/01/1996_JoeGALLAGHERDoug4TOH.jpg" data-orig-size="683,864" data-comments-opened="0" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;1&quot;}" data-image-title="Stanley Stellar, Joe Gallagher,1996" data-image-description="&lt;p&gt;Stanley Stellar &lt;/p&gt;
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<p class="wp-block-paragraph"><strong>Il tuo occhio e il tuo talento nel creare immagini omoerotiche sono innegabili. Come crei una tale intimità? Sembra che non ci sia alcun muro tra te e chi stai fotografando.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">È esattamente quello che voglio vedere. È il momento umano, intimo che mi regala davvero qualcosa dello stato emotivo interiore del soggetto. La nostra umanità condivisa.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Con app per telefoni cellulari come Instagram o Grindr chiunque può condividere belle foto sexy di se stesso. Che cosa ne pensi?</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Le mie fotografie riguardano quel momento in cui stabiliamo una connessione silenziosa l&#8217;uno con l’altro. C&#8217;è una scintilla lì. </p>



<h4 class="wp-block-heading">Tutti nel mondo possono vedersi in privato e controllare come appaiono nei selfie, ma quella consapevolezza di sé è solo un traguardo falsamente controllato.&nbsp; È solo fare smorfie con se stessi, è solo questo.</h4>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>A volte mi sono chiesto perché per le persone il sesso è sempre così importante?</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Perché è soprattutto ciò che abbiamo in comune. Dopo il sesso, non così tanto. </p>



<h4 class="wp-block-heading">Siamo tutti diversi. Siamo tutti uguali.</h4>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Vivi nella tua città, New York, da sempre. Quanto pensi sia cambiata la città?</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Nel 2020 il Covid ha cambiato tutto e tutti, così tanti piccoli luoghi che facevano parte del tessuto condiviso del piacere a sono chiusi per sempre. Così come quei grandi spazi in cui siamo andati a goderci la vita fuori dai nostri appartamenti, sono spariti. In questo momento è estremamente triste.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Finalmente il tuo governo è cambiato con queste nuove elezioni, cosa ne pensi?</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Penso&#8230; Grazie a Dio! Sembra però che tutti abbiamo disturbi da stress post-traumatico.</p>



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<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="547" height="864" data-attachment-id="14181" data-permalink="https://toh-magazine.com/2021/01/stanley-stellar-cinque-decenni-a-catturare-la-vita-queer/1997_thelureiml2toh/" data-orig-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2021/01/1997_TheLureIML2TOH.jpg" data-orig-size="547,864" data-comments-opened="0" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;1&quot;}" data-image-title="Stanley Stellar" data-image-description="&lt;p&gt;Stanley Stellar &lt;/p&gt;
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<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="671" height="864" data-attachment-id="14182" data-permalink="https://toh-magazine.com/2021/01/stanley-stellar-cinque-decenni-a-catturare-la-vita-queer/1996_stevecollis_02toh/" data-orig-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2021/01/1996_SteveCOLLIS_02TOH.jpg" data-orig-size="671,864" data-comments-opened="0" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;1&quot;}" data-image-title="Steve Collis, 1996" data-image-description="&lt;p&gt;Stanley Stellar &lt;/p&gt;
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<p class="wp-block-paragraph"><strong>Conoscevi Marsha P. Johnson, cosa puoi dirmi di lei?</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Marsha P. Johnson era come una statua della libertà vivente per i newyorkesi queer. Non è stato facile per Marsha essere Marsha. New York era un posto freddo e duro in cui sopravvivere per le anime queer. Ha irradiato: forza, speranza, gentilezza. </p>



<h4 class="wp-block-heading">Marsha ha irradiato per noi.</h4>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Puoi dirmi qualcosa sul documentario gay <em>Here For This Reason</em>?</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">È il breve documentario realizzato da Eric Leven su di me, presentato in anteprima al Tribeca Film Festival 2019. È un bel film che mi permette di essere sincero, alcune delle mie fotografie sembrano potenti e intime viste sul grande schermo. L&#8217;anima di alcune delle mie immagini, il bel montaggio del film e la mia storia offre agli spettatori una visione della mia esperienza come è essere e vivere da fotografo gay, decennio dopo decennio qui a New York, dagli anni &#8217;70 ad oggi.</p>


<figure class="wp-block-embed-youtube wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><a href="https://toh-magazine.com/2021/01/stanley-stellar-cinque-decenni-a-catturare-la-vita-queer/"><img decoding="async" src="//i.ytimg.com/vi/QkO78UJ9jaI/hqdefault.jpg" alt="YouTube Video"></a><br /><br /><figcaption></figcaption></figure>


<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">On the cover: Stanley Stellar, <em>Rick</em>, 1981. <br>All images © Stanley Stellar. Courtesy of the Artist.</p>
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<p>L'articolo <a href="https://toh-magazine.com/2021/01/stanley-stellar-cinque-decenni-a-catturare-la-vita-queer/">Stanley Stellar: cinque decenni a catturare la vita queer</a> proviene da <a href="https://toh-magazine.com">Toh! Magazine</a>.</p>
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		<item>
		<title>Zach Grear e il suo legame con le riviste hot vintage.</title>
		<link>https://toh-magazine.com/2020/11/zach-grear-e-il-suo-legame-con-le-riviste-hot-vintage/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=zach-grear-e-il-suo-legame-con-le-riviste-hot-vintage</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alessandro Marzo]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 25 Nov 2020 11:16:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Art]]></category>
		<category><![CDATA[art]]></category>
		<category><![CDATA[arte]]></category>
		<category><![CDATA[collage]]></category>
		<category><![CDATA[gay]]></category>
		<category><![CDATA[lgbt]]></category>
		<category><![CDATA[New York]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Zach Grear per i suoi lavori cerca sempre di farsi ispirare dai vari soggetti, che possono variare da noti personaggi famosi, come l’iconica Grace Jones, l’artista Keith Haring o semplicemente dai suoi amici.</p>
<p>L'articolo <a href="https://toh-magazine.com/2020/11/zach-grear-e-il-suo-legame-con-le-riviste-hot-vintage/">Zach Grear e il suo legame con le riviste hot vintage.</a> proviene da <a href="https://toh-magazine.com">Toh! Magazine</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<h4 class="wp-block-heading">Zach Grear è un artista di San Francisco che vive a New York. La sua voglia di fare arte l’ha sempre accompagnato durante la sua vita. Ama le riviste porno vintage tanto da renderle protagoniste in molti dei suoi lavori, dove cerca di dare nuova vita a vecchie immagini.</h4>



<p class="wp-block-paragraph">Zach Grear per <a href="https://zachgrear.com/">i suoi lavori</a> cerca sempre di farsi ispirare dai vari soggetti, che possono variare da noti <a href="https://toh-magazine.com/2020/11/andy-warhol-love-sex-desire-taschen-book/">personaggi famosi</a>, come l’iconica Grace Jones, l’artista Keith Haring o semplicemente dai suoi amici. </p>



<p class="wp-block-paragraph">L’arte di Zach Grear che troviamo anche sul suo profilo <a rel="noreferrer noopener" href="https://www.instagram.com/zachgrear/" target="_blank">Instagram</a> è una combinazione di diversi stili, movimenti artistici e tecniche come il simbolismo, il grafismo e il collage. Partendo da immagini ben strutturate, decora i soggetti con vari simboli, ritaglia e riattacca in molteplici sfondi, esalta le silhouette con dei bordi spessi e incornicia l’immagine. Un lavoro che può sembrare ricco e pieno di vari elementi ma che nell’insieme risulta armonioso. Le sue opere ricordano delle vecchie copertine di magazine porno o di vecchi giornali dove in copertina appariva il cantante del momento.  </p>



<p class="wp-block-paragraph">La sua arte l’ha portato lontano tanto da vedere in mostra i suoi lavori nel suo bar preferito di Parigi. Osservare come la gente ammira o critica le sue opere lo affascina molto, spesso è lui infatti a osservare le reazioni dei visitatori a pochi metri di distanza da loro.</p>



<figure class="wp-block-image size-large is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" data-attachment-id="12929" data-permalink="https://toh-magazine.com/2020/11/zach-grear-e-il-suo-legame-con-le-riviste-hot-vintage/buddies/" data-orig-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2020/11/BUDDIES.jpeg" data-orig-size="1080,1411" data-comments-opened="0" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}" data-image-title="Zach Grear, Buddies" data-image-description="&lt;p&gt;Zach Grear, Buddies&lt;/p&gt;
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<p class="wp-block-paragraph"><strong>Chi è Zach Grear ? E da dove nasce la tua passione per l’arte?</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Sono un artista Queer Mixed-Race di 36 anni. Ricordo di aver iniziato a disegnare tanto tempo fa, quindi è naturale voler essere circondato dall&#8217;arte. L&#8217;atto di creare mi emoziona: è una spinta di cui mi fido e che seguirò ovunque mi porti.</p>



<figure class="wp-block-image size-large is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" data-attachment-id="12930" data-permalink="https://toh-magazine.com/2020/11/zach-grear-e-il-suo-legame-con-le-riviste-hot-vintage/gracejones2020/" data-orig-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2020/11/gracejones2020-scaled.jpg" data-orig-size="2030,2560" data-comments-opened="0" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;1589556195&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}" data-image-title="Zach Grear, Grace Jones" data-image-description="&lt;p&gt;Zach Grear, Grace Jones&lt;/p&gt;
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<p class="wp-block-paragraph"><strong>Come descriveresti il tuo lavoro? Che tecniche utilizzI?</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Descriverei il mio lavoro semplicemente come una trasformazione.&nbsp;Prendo un&#8217;immagine e ne realizzo una nuova. Andando più in profondità, si trasformano così anche le risposte che l&#8217;immagine originale evoca a chi la guarda, si spera in una miriade di modi.</p>



<figure class="wp-block-image size-large is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" data-attachment-id="12931" data-permalink="https://toh-magazine.com/2020/11/zach-grear-e-il-suo-legame-con-le-riviste-hot-vintage/boom-box/" data-orig-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2020/11/boom-box-scaled.jpg" data-orig-size="1904,2560" data-comments-opened="0" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}" data-image-title="Zach Grear, Boom Box" data-image-description="&lt;p&gt;Zach Grear, Boom Box&lt;/p&gt;
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<p class="wp-block-paragraph"><strong>In base a cosa scegli i personaggi da ritrarre?</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Le persone che scelgo devono ispirarmi in qualche modo. Possono essere personaggi storici, colleghi o del mio gruppo di amici. Provo gioia nell&#8217;incanalare l&#8217;ispirazione che mi danno quando li ritraggo per i miei lavori.</p>



<figure class="wp-block-image size-large is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" data-attachment-id="12932" data-permalink="https://toh-magazine.com/2020/11/zach-grear-e-il-suo-legame-con-le-riviste-hot-vintage/22aaliyah22-final/" data-orig-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2020/11/22AALIYAH22-FINAL-scaled.jpg" data-orig-size="1977,2560" data-comments-opened="0" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;1&quot;}" data-image-title="Zach Grear, ALLIYAH" data-image-description="&lt;p&gt;Zach Grear, ALLIYAH&lt;/p&gt;
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<p class="wp-block-paragraph"><strong>Come mai la scelta di prendere modelli di riviste porno vintage rispetto a quelli contemporanei?</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Ho un legame con le riviste vintage di quando ero adolescente, per questo ho scelto questo supporto. Provo un certo fascino per come venivano realizzate queste riviste, con un budget ridotto e un controllo approfondito dei contenuti, sfruttavano al meglio ciò che avevano. Anche quando sono brutte, sono sempre belle. </p>



<h4 class="wp-block-heading">Il porno adesso è un grande business. Sono a favore del porno e ne faccio uso, nonostante non c’è ne sia molto nella mia arte.</h4>



<figure class="wp-block-image size-large is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" data-attachment-id="12936" data-permalink="https://toh-magazine.com/2020/11/zach-grear-e-il-suo-legame-con-le-riviste-hot-vintage/22dream-on22-final/" data-orig-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2020/11/22DREAM-ON22-FINAL-scaled.jpg" data-orig-size="2560,1966" data-comments-opened="0" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;1&quot;}" data-image-title="Zach Grear, Dream On" data-image-description="&lt;p&gt;Zach Grear, Dream On&lt;/p&gt;
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<p class="wp-block-paragraph"><strong>Sei nato a San Francisco, ma attualmente vivi a Brooklyn, come mai questa scelta? Cosa ti da in più Brooklyn ?</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">San Francisco è il luogo in cui sono nato e cresciuto, ma pensandoci non l’ho mai ritenuto un luogo che mi facesse sentire a casa. Il mio corpo sapeva di voler essere a New York. Lo dicono tutti, ma veramente c’è tutto in questa città. Questo può risultare difficile dal momento in cui coesistono così tanti scenari e come gay ventenne che ama far festa, tanto in tanto mi sono trovato alla deriva. </p>



<h4 class="wp-block-heading">Oggi invece, essendo in questa città e perseguendo la mia passione, mi sembra di essere finalmente approdato saldamente nella mia vita.</h4>



<figure class="wp-block-image size-large is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" data-attachment-id="12937" data-permalink="https://toh-magazine.com/2020/11/zach-grear-e-il-suo-legame-con-le-riviste-hot-vintage/keith-and-juan/" data-orig-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2020/11/KEITH-AND-JUAN.jpg" data-orig-size="1559,1576" data-comments-opened="0" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;1&quot;}" data-image-title="Zach Grear, Keith and Juan" data-image-description="&lt;p&gt;Zach Grear, Keith and Juan&lt;/p&gt;
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<p class="wp-block-paragraph"><strong>Tra le tante mostre che hai fatto due sono state in Europa ad Amsterdam e Parigi, che sensazione ti hanno dato i visitatori che venivano a vedere le tue opere? Che differenze hai trovato con l’America?</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Non ero presente alla mostra durante il Pride di Amsterdam, ma ero presente a quella di Parigi. La mostra era in uno dei miei bar preferiti chiamato M’sieur Dames.</p>



<h4 class="wp-block-heading"> Essere in un luogo familiare e vedere la mia arte sui muri è una sensazione fantastica.</h4>



<p class="wp-block-paragraph"> Dato che non parlo francese, mi sono ritrovato ad osservare gli ospiti. In questo modo ho potuto vedere le persone arrivare ed osservare il mio lavoro, fare cenno ai loro amici di soffermarsi su un dettaglio di un opera. Non sapendo che l’artista, per tutto il tempo, era a pochi metri di distanza da loro.</p>



<figure class="wp-block-image size-large is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" data-attachment-id="12939" data-permalink="https://toh-magazine.com/2020/11/zach-grear-e-il-suo-legame-con-le-riviste-hot-vintage/boots/" data-orig-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2020/11/boots-scaled.jpg" data-orig-size="2048,2560" data-comments-opened="0" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;1&quot;}" data-image-title="Zach Grear, Boots" data-image-description="&lt;p&gt;Zach Grear, Boots&lt;/p&gt;
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<p class="wp-block-paragraph"><strong>Da poco è stato eletto Joe Biden come 46º capo degli USA, ti piace? Pensi possa portare dei netti e gradevoli cambiamenti nel tuo paese?</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Devo dire che è un sollievo che sia stato eletto. Devo anche dire che Biden e Harris fanno parte della stessa macchina della ricca classe dirigente che perpetua l&#8217;oppressione contro gli omosessuali, i neri gli indigeni e le persone di etnie diverse e i poveri. La mia preoccupazione è che le persone sono esauste dopo aver avuto uno dei presidenti più fascisti dai tempi di Regan.Sarà allettante per quelli di noi con certi privilegi, me compreso, sprofondare nuovamente nel comfort. Non c&#8217;è niente di comodo in questo paese. </p>



<h4 class="wp-block-heading">Se le elezioni del 2016 sono state un campanello d&#8217;allarme per molti di noi, allora queste recenti elezioni saranno il vero test per vedere chi è stato serio per tutto questo tempo.</h4>



<figure class="wp-block-image size-large is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" data-attachment-id="12940" data-permalink="https://toh-magazine.com/2020/11/zach-grear-e-il-suo-legame-con-le-riviste-hot-vintage/22pillar22-final/" data-orig-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2020/11/22PILLAR22-FINAL-scaled.jpg" data-orig-size="1954,2560" data-comments-opened="0" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;1&quot;}" data-image-title="Zach Grear, Pillar" data-image-description="&lt;p&gt;Zach Grear, Pillar&lt;/p&gt;
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