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		<title>SARABAMBA: Maschere, Ironia e Rivoluzione</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Marco Cresci]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 15 Jan 2025 14:53:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Musica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>SARA e BAMBA ci raccontano la genesi del loro progetto musicale, SARABAMBA, nato da amicizia, creatività e feste clandestine. </p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://toh-magazine.com/2025/01/sarabamba-maschere-ironia-e-rivoluzione-intervista-toh-magazine/">SARABAMBA: Maschere, Ironia e Rivoluzione</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://toh-magazine.com">Toh! Magazine</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<h3>SARA e BAMBA ci raccontano la genesi del loro progetto musicale, SARABAMBA, nato da amicizia, creatività e feste clandestine. </h3>



<p>SARABAMBA è il nome del progetto artistico queer nato nel 2022 dall’incontro di SARA e BAMBA; le maschere che indossano rappresentano una scelta ironica e simbolica per difendere l&#8217;anonimato nell&#8217;era dei social incarnando l&#8217;idea di &#8216;no gender, no identity&#8217;.</p>



<p>Con il collettivo ASTROFLUID, promuovono arte queer, inclusività e sicurezza nelle dancefloor, collaborando con artisti di spicco internazionali. Il loro stile unico fonde techno, italo disco ed electro, affrontando temi contemporanei con ironia. Con il nuovo singolo HORROR e un tour in arrivo, i SARABAMBA puntano a espandere il loro pubblico e lasciare un’impronta nella musica elettronica.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img data-attachment-id="109178" data-permalink="https://toh-magazine.com/2025/01/sarabamba-maschere-ironia-e-rivoluzione-intervista-toh-magazine/horror2024111501-1/" data-orig-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2025/01/horror2024111501-1.jpg" data-orig-size="1920,1280" data-comments-opened="0" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;5.6&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;ILCE-7RM4&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;1731687036&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;45&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;500&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0.33333333333333&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;1&quot;}" data-image-title="horror2024111501 (1)" data-image-description="" data-medium-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2025/01/horror2024111501-1-300x200.jpg" data-large-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2025/01/horror2024111501-1-1024x683.jpg" width="1024" height="683" src="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2025/01/horror2024111501-1-1024x683.jpg" alt="" class="wp-image-109178" srcset="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2025/01/horror2024111501-1-1024x683.jpg 1024w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2025/01/horror2024111501-1-300x200.jpg 300w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2025/01/horror2024111501-1-768x512.jpg 768w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2025/01/horror2024111501-1-1536x1024.jpg 1536w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2025/01/horror2024111501-1-1000x667.jpg 1000w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2025/01/horror2024111501-1-900x600.jpg 900w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2025/01/horror2024111501-1-450x300.jpg 450w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2025/01/horror2024111501-1-350x233.jpg 350w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2025/01/horror2024111501-1.jpg 1920w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p><strong>Il vostro progetto artistico si chiama SARABAMBA, unendo i vostri nomi con ironia.</strong><br>C<strong>osa rappresenta per voi questa fusione e come avete deciso di adottarla per il vostro progetto musicale?</strong></p>



<p>SARA: Io e BAMBA ci conosciamo da molto tempo, dagli anni dell’oratorio per essere<br>precise. Lo scoppio della pandemia non ha fatto altro che rinsaldare la nostra amicizia.<br>Dopo qualche giorno di totale isolamento ci eravamo stancate di torte e ricette spericolate e quindi… ormai possiamo dirlo, vero? </p>



<p>Abbiamo iniziato a frequentare qualche party clandestino tra Firenze e Bologna. È in uno di questi che è arrivata l’illuminazione. Dovevamo unire la nostra creatività per dar vita a qualcosa di unico. La passione per la musica la condividiamo da sempre, quindi non è stato difficile lavorare assieme.</p>



<p>BAMBA: Ricordo ancora gli occhi illuminati di SARA quando sottocassa mi disse:<br>“dovremmo scrivere un pezzo e chiamarlo DOPPIA POMPA”.<br>La gestazione è stata lunga, perché nel frattempo sono nate mille altre idee. Alcune di<br>queste non hanno ancora visto la luce, ma lo faranno presto.</p>



<p><strong>Le maschere sono una scelta distintiva nel vostro progetto. Oltre al lato ironico legato</strong> <strong>alle vostre mamme, cosa significa per voi l&#8217;anonimato in un&#8217;epoca così legata<br>all&#8217;esposizione dell&#8217;identità personale?</strong></p>



<p>SARA: Hai proprio colto nel segno. All’inizio, l’idea di indossare le maschere è nata quasi per gioco. Pensa, le prime le ha cucite a mano mia nonna. Col tempo, però, ci siamo rese conto di quanto fossero un simbolo potente. </p>



<h3>Da anni i social network hanno travolto le nostre vite, facendoci convivere con termini come deepfake, catfishing e sockpuppeting. Sono parole che raccontano un mondo in cui l’identità ha un ruolo chiave, ma è anche facilissimamente soggetta alle manipolazioni. In questo contesto, quella di coprirsi il volto non è solo una scelta estetica: è un modo per rivendicare l’anonimato.  </h3>



<p>Uno schermo contro il continuo saccheggio dell’io, spesso dato in pasto agli<br>standard estetici che vengono riverberati, per esempio, dalle app di incontri.</p>



<p>BAMBA: Nella cultura dei free party, (purtroppo sempre più bersagliata da insensate leggi ad hoc), il DJ ricopre un’importanza minima, tanto da non essere presente al centro della scena.<br>Questo fa sì che il ruolo fondamentale lo abbiano la musica e il senso di comunità<br>Il sound system diventa un vero e proprio totem.</p>



<p>Noi suoniamo quasi sempre in contesti diversi dai free party, ma ci piace portare questo<br>senso di uguaglianza con il pubblico, e lo facciamo attraverso l’emblema delle maschere.</p>



<p>Ci piacerebbe che le persone si immedesimassero in noi mentre suoniamo: sotto le<br>maschere potrebbe esserci chiunque di loro. Così tutt possono sentirsi parte della festa in modo ancor più consapevole.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img data-attachment-id="109176" data-permalink="https://toh-magazine.com/2025/01/sarabamba-maschere-ironia-e-rivoluzione-intervista-toh-magazine/horror2024111604-1/" data-orig-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2025/01/horror2024111604-1.jpg" data-orig-size="1280,1920" data-comments-opened="0" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;4.5&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;ILCE-7RM4&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;1731773464&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;24&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;400&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0.1&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;1&quot;}" data-image-title="horror2024111604 (1)" data-image-description="" data-medium-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2025/01/horror2024111604-1-200x300.jpg" data-large-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2025/01/horror2024111604-1-683x1024.jpg" loading="lazy" width="683" height="1024" src="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2025/01/horror2024111604-1-683x1024.jpg" alt="" class="wp-image-109176" srcset="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2025/01/horror2024111604-1-683x1024.jpg 683w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2025/01/horror2024111604-1-200x300.jpg 200w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2025/01/horror2024111604-1-768x1152.jpg 768w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2025/01/horror2024111604-1-1024x1536.jpg 1024w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2025/01/horror2024111604-1-1000x1500.jpg 1000w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2025/01/horror2024111604-1-900x1350.jpg 900w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2025/01/horror2024111604-1-450x675.jpg 450w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2025/01/horror2024111604-1-350x525.jpg 350w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2025/01/horror2024111604-1.jpg 1280w" sizes="(max-width: 683px) 100vw, 683px" /></figure>



<p><strong>Con Astrofluid e la vostra musica, date voce e spazio all&#8217;arte queer e al mondo<br>femminile. Mi parlate di questo progetto e di quali sfide e opportunità avete incontrato nel portare avanti questa visione inclusiva nella scena elettronica italiana?</strong></p>



<p>SARA: ASTROFLUID è nato nel 2022. Sentivamo la necessità di creare un contenitore che ci rappresentasse e che ci permettesse di portare in scena la nostra musica. Col tempo l’abbiamo adattato in modo tale da rispecchiare la nostra visione del mondo e i nostri gusti musicali. Volevamo che fosse una cassa di risonanza per quelle categorie che storicamente non hanno avuto voce nel mondo della musica elettronica.</p>



<p><strong>Chi organizza un evento ha tante responsabilità, in primis quella di creare una situazione il</strong> <strong>più possibile sicura. La sfida è quella di creare una dancefloor rispettosa e consapevole, ma gli habitué di ASTROFLUID sono già bravissimi da questo punto di vista</strong>!</p>



<p>BAMBA: Contemporaneamente ASTROFLUID ci ha dato la possibilità di portare in Italia<br>alcuni dei producer e DJ più interessanti della scena internazionale: penso a Piezo, già ben noto sia in Italia che fuori, ma anche a CRRDR, producer colombiano molto importante in questo momento. O a Vera Moro, protagonista del panorama underground belga.</p>



<p><a href="https://www.instagram.com/astrofluid_/">ASTROFLUID</a> ha girato moltissimo in questi pochi anni: Firenze, Bologna e Lecce, dov’è<br>stato accolto da Masseria Wave. Prestissimo arriverà anche a Roma.</p>



<p>I<strong> vostri brani, compreso il nuovissimo singolo HORROR uniscono sonorità techno, italodisco ed electro, affrontando temi contemporanei con ironia. Qual è il processo creativo dietro un vostro pezzo e come scegliete i temi da trattare nei testi?</strong></p>



<p>SARA: Parte tutto dall&#8217;archiviazione di sketch, conversazioni o situazioni che viviamo con gli amici. Li raccogliamo durante feste o after, spesso nel salotto di qualcuno.</p>



<h3>A volte, separatamente, ci dedichiamo a esplorare e descrivere uno stato d&#8217;animo, magari per esorcizzare la difficoltà di vivere in un mondo che appare sempre più complesso e distante. Il nostro ultimo brano, HORROR (Fluidostudio) ne è un esempio. </h3>



<p>Il video della canzone è stato realizzato da Irene Montini e Rocco Gurrieri che con le immagini hanno saputo raccontare anche quello che le parole non dicono.</p>



<p>BAMBA: Parte sempre tutto da un testo, che è il frutto delle nostre esperienze e del nostro bagaglio culturale. Poi assieme ad Abo Abo, che ha un ruolo fondamentale nelle nostre produzioni, mettiamo a punto l’aspetto musicale.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img data-attachment-id="109179" data-permalink="https://toh-magazine.com/2025/01/sarabamba-maschere-ironia-e-rivoluzione-intervista-toh-magazine/horror2024111506-2/" data-orig-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2025/01/horror2024111506-2.jpg" data-orig-size="1280,1920" data-comments-opened="0" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;6.3&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;ILCE-7RM4&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;1731686766&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;24&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;640&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0.033333333333333&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;1&quot;}" data-image-title="horror2024111506 (2)" data-image-description="" data-medium-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2025/01/horror2024111506-2-200x300.jpg" data-large-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2025/01/horror2024111506-2-683x1024.jpg" loading="lazy" width="683" height="1024" src="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2025/01/horror2024111506-2-683x1024.jpg" alt="" class="wp-image-109179" srcset="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2025/01/horror2024111506-2-683x1024.jpg 683w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2025/01/horror2024111506-2-200x300.jpg 200w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2025/01/horror2024111506-2-768x1152.jpg 768w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2025/01/horror2024111506-2-1024x1536.jpg 1024w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2025/01/horror2024111506-2-1000x1500.jpg 1000w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2025/01/horror2024111506-2-900x1350.jpg 900w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2025/01/horror2024111506-2-450x675.jpg 450w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2025/01/horror2024111506-2-350x525.jpg 350w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2025/01/horror2024111506-2.jpg 1280w" sizes="(max-width: 683px) 100vw, 683px" /></figure>



<p><strong>Con un nuovo album in uscita e un’agenda piena di eventi, quali sono i vostri<br>obiettivi per il 2025 e quali messaggi sperate di lasciare attraverso la vostra<br>musica e i vostri dj set?</strong></p>



<p>SARA: Prevediamo un 2025 davvero gustoso. Abbiamo già alcune date fissate sia in Italia che fuori. Ci piacerebbe riuscire a suonare fuori dall’Europa, ma soprattutto a Napoli, dove non siamo mai state.</p>



<p>BAMBA: L’album sicuramente sarà un bel traguardo, e non vediamo l’ora che sia ascoltato da tutt. Più che messaggi, sono sicuro che il disco riuscirà a trasmettervi il nostro mood. E che si amplierà la platea di coloro che si riconoscono un po’ nel nostro mondo. Le nostre sarabimbe sono già tante &lt;3</p>



<p><strong>Quali sono le influenze musicali con cui siete cresciuti?</strong></p>



<p>SARA: Le prime feste a cui ho partecipato erano principalmente free party, caratterizzate da musica Goa. Col tempo, ho iniziato ad esplorare diversi generi di musica elettronica, senza mai perdere l&#8217;amore per la musica popolare e la disco degli anni &#8217;80, fino ad arrivare anche a quella più contemporanea. </p>



<p>Bamba, invece, proviene da un background musicale più classico, essendo un&#8217;eccezionale clarinettista, e grazie a lui ho avuto l&#8217;opportunità di conoscere questo mondo. Gli sono molto grata per tutto ciò che mi ha insegnato.</p>



<p>BAMBA: Sono appassionato di tutto ciò che è il cantautorato italiano e francese. Ho una<br>grande passione per la musica classica e per il jazz, anche per questioni legate alla mia<br>formazione musicale.</p>



<p>Anche io ricordo con piacere le prime feste di musica elettronica. Furono una scoperta<br>sensazionale, un nuovo mondo da esplorare.</p>



<p><strong>In un mondo dominato dai singoli, qual è l&#8217;ultimo album di cui vi siete innamorati?</strong></p>



<p>SARA: Penso di parlare a nome anche di BAMBA se dico che Città Futura di Bassolino<br>forse è stata una delle scoperte più belle del 2024.</p>



<p>BAMBA: Concordo pienamente. Un altro che è uscito quasi alla fine dell’anno è New<br>Bianchini di <a href="https://toh-magazine.com/2022/08/radio-whitemary-per-viaggiare-nella-mente/">Whitemary</a>. La conoscevo già, ma con questa ultima uscita mi ha davvero<br>conquistato.</p>


<figure class="wp-block-embed-youtube wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><a href="https://toh-magazine.com/2025/01/sarabamba-maschere-ironia-e-rivoluzione-intervista-toh-magazine/"><img src="//i.ytimg.com/vi/iotDGgO3B_o/hqdefault.jpg" alt="YouTube Video"></a><br /><br /><figcaption></figcaption></figure>


<p>Photography &amp; Styling: Irene Montini</p>



<p>Art direction: Irene Montini &amp; Rocco Gurrieri</p>



<p>Full look: Francesca Scocco</p>



<p>Shooting dal video di HORROR</p>
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		<title>ETT pubblica &#8220;FRANKIE&#8221;: un viaggio tra musica, arte e sperimentazione</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Marco Cresci]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 02 Aug 2024 13:06:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Musica]]></category>
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		<category><![CDATA[hyperpop italiano]]></category>
		<category><![CDATA[nuova musica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>ETT pubblica il nuovo singolo "FRANKIE": un viaggio tra musica, arte e sperimentazione, tra elettronica e hyperpop.</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://toh-magazine.com/2024/08/ett-pubblica-frankie-un-viaggio-tra-musica-arte-e-sperimentazione/">ETT pubblica &#8220;FRANKIE&#8221;: un viaggio tra musica, arte e sperimentazione</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://toh-magazine.com">Toh! Magazine</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<h3>ETT ci racconta il processo creativo dietro il suo nuovo singolo &#8220;FRANKIE&#8221;, ispirato al film &#8220;Harvey&#8221; (Henry Koster, 1950). L&#8217;artista esplora temi come l&#8217;incomunicabilità e il passare del tempo, delineando una fusione unica di pop, elettronica e hyperpop. ETT condivide anche le influenze che hanno modellato il suo sound e le esperienze artistiche che l&#8217;hanno formata.</h3>



<p>ETT, un&#8217;artista poliedrica che spazia tra musica e arti visive; il suo nuovo singolo &#8220;<a href="">FRANKIE</a>&#8221; (Universal) trae ispirazione dal film degli anni &#8217;50 &#8220;Harvey&#8221; e affronta tematiche profonde come l&#8217;incomunicabilità e il trascorrere del tempo nelle relazioni. Con una combinazione di pop, elettronica e hyperpop, ETT costruisce un sound in continua evoluzione, riflesso delle sue esperienze personali e delle influenze culturali. Oltre alla musica, ETT pone una forte enfasi sull&#8217;estetica, sottolineando l&#8217;importanza della sinestesia tra suono e immagine nel suo progetto. </p>



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<p><strong>Il tuo nuovo singolo &#8220;FRANKIE&#8221; è ispirato al film &#8220;Harvey&#8221; e affronta temi come l&#8217;incomunicabilità e il passare del tempo in una relazione. Puoi approfondire come è nata l’associazione con questo film degli anni &#8217;50 e cosa rappresenta per te?</strong></p>



<p>FRANKIE è una conversazione che non nasce necessariamente da un concetto di rapporto amoroso. Come suggerisce il film “Harvey” da cui prende ispirazione,&nbsp; è una conversazione tra due persone alterate che riescono ad arrivare ad un livello di confidenza estrema grazie all’ aiuto di stupefacenti.</p>



<p><strong>La tua musica è una fusione di pop, elettronica e hyperpop. Come descriveresti il tuo processo creativo e quali sono le influenze principali che hanno modellato il tuo sound?</strong></p>



<p>L’evoluzione è avvenuta in maniera spontanea dopo aver fatto una ricerca personale profonda e rispetto a quello che volevo comunicare. Ho raccolto per lungo periodo una tavolozza di colori musicali, ricercando nei generi più lontani da me e dalla mia cultura, attraverso i viaggi e gli anni passati a Granada. Dai miei raccolti all’estero quello che mi era rimasto in mano era inizialmente molto confuso.</p>



<p>Con cura sono riuscita a trovare le potenzialità di questo groviglio che in molti chiamavano incoerenza, ottenendo l’essenza di quello che avevo immagazzinato e che sentivo mi appartenesse.</p>



<p>Il sound che sto costruendo non è propriamente definibile per la varietà di reference sonore che utilizzo e vorrei continuare ad inserire. Vorrei che il mio sound fosse in continua evoluzione come lo sono tutte le cose vive in natura.</p>



<figure class="wp-block-image size-large is-resized"><img data-attachment-id="108437" data-permalink="https://toh-magazine.com/2024/08/ett-pubblica-frankie-un-viaggio-tra-musica-arte-e-sperimentazione/ett-frankie-photopress-09-ph-ludivine-keller/" data-orig-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/08/ETT-Frankie-Photopress-09-ph-Ludivine-Keller.jpg" data-orig-size="1500,1000" data-comments-opened="0" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;11&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;Canon EOS 5D Mark IV&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;1717002824&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;24&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;200&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0.8&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;1&quot;}" data-image-title="ETT-Frankie-Photopress-09-ph-Ludivine-Keller" data-image-description="" data-medium-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/08/ETT-Frankie-Photopress-09-ph-Ludivine-Keller-300x200.jpg" data-large-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/08/ETT-Frankie-Photopress-09-ph-Ludivine-Keller-1024x683.jpg" loading="lazy" src="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/08/ETT-Frankie-Photopress-09-ph-Ludivine-Keller-1024x683.jpg" alt="" class="wp-image-108437" width="840" height="560" srcset="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/08/ETT-Frankie-Photopress-09-ph-Ludivine-Keller-1024x683.jpg 1024w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/08/ETT-Frankie-Photopress-09-ph-Ludivine-Keller-300x200.jpg 300w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/08/ETT-Frankie-Photopress-09-ph-Ludivine-Keller-768x512.jpg 768w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/08/ETT-Frankie-Photopress-09-ph-Ludivine-Keller-1000x667.jpg 1000w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/08/ETT-Frankie-Photopress-09-ph-Ludivine-Keller-900x600.jpg 900w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/08/ETT-Frankie-Photopress-09-ph-Ludivine-Keller-450x300.jpg 450w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/08/ETT-Frankie-Photopress-09-ph-Ludivine-Keller-350x233.jpg 350w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/08/ETT-Frankie-Photopress-09-ph-Ludivine-Keller.jpg 1500w" sizes="(max-width: 840px) 100vw, 840px" /></figure>



<p><strong>Hai collaborato con diversi artisti e gruppi, tra cui i Delta V e Voodoo Kid. Come queste esperienze musicalmente agli antipodi &nbsp;hanno segnato il tuo percorso artistico?</strong></p>



<p>Ho avuto il piacere di lavorare con i Delta V per due anni e mezzo ad un album che non è mai uscito. Inizialmente l’avevo presa male, come una perdita di energie terminata senza appagamento. </p>



<p>Guardandomi indietro a distanza di tempo ho realizzato che lavorare a stretto contatto con uno scrittore del calibro di Carlo Bertotti e in generale dei professionisti come loro non è stato affatto scontato per l’età giovanissima che avevo. Ho imparato molto. </p>



<p>Con <a href="https://toh-magazine.com/2023/01/voodoo-kid-canzoni-per-abbattere-i-propri-demoni/">Voodoo Kid</a> invece è stato amore a prima vista, anche se non l’ha mai saputo, mi ero presa una cotta (SPOILER) che poi si è trasformata in un bellissimo pezzo sad reggaeton. Ora siamo super amici e abbiamo questo bellissimo brano ‘’Lontano‘’ che ironicamente ci unisce.</p>



<p><strong>Curi moltissimo la tua estetica che mi porta a pensare ad artisti come Grimes, Dorian Electra o Ashnikko, come nasce nello specifico l’estetica di Frankie?</strong></p>



<p>Il progetto ETT nasce in primis da un concetto di arte estetico. Ho sempre fatto musica, ma</p>



<p>concentrata nello sperimentare vari generi non avevo mai trovato il focus sul mio sound, mentre nella pittura e nel disegno sì. Il nome ETT prende infatti riferimento dai TAG dei miei quadri.</p>



<p>Ho un rapporto sinestetico con la musica e trovo importantissimo per la comunicazione curare personalmente anche il lato visivo.</p>



<p>Ovviamente tutto quello che vedete di FRANKIE e in altri lavori è frutto di un lavoro di team affiatato. Nulla sarebbe possibile e realizzabile senza i miei collaboratori più stretti.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img data-attachment-id="108439" data-permalink="https://toh-magazine.com/2024/08/ett-pubblica-frankie-un-viaggio-tra-musica-arte-e-sperimentazione/ett-frankie-photopress-04-ph-ludivine-keller/" data-orig-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/08/ETT-Frankie-Photopress-04-ph-Ludivine-Keller.jpg" data-orig-size="1000,1500" data-comments-opened="0" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;11&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;Canon EOS 5D Mark IV&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;1717003570&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;24&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;200&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;2&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;1&quot;}" data-image-title="ETT-Frankie-Photopress-04-ph-Ludivine-Keller" data-image-description="" data-medium-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/08/ETT-Frankie-Photopress-04-ph-Ludivine-Keller-200x300.jpg" data-large-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/08/ETT-Frankie-Photopress-04-ph-Ludivine-Keller-683x1024.jpg" loading="lazy" width="683" height="1024" src="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/08/ETT-Frankie-Photopress-04-ph-Ludivine-Keller-683x1024.jpg" alt="" class="wp-image-108439" srcset="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/08/ETT-Frankie-Photopress-04-ph-Ludivine-Keller-683x1024.jpg 683w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/08/ETT-Frankie-Photopress-04-ph-Ludivine-Keller-200x300.jpg 200w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/08/ETT-Frankie-Photopress-04-ph-Ludivine-Keller-768x1152.jpg 768w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/08/ETT-Frankie-Photopress-04-ph-Ludivine-Keller-900x1350.jpg 900w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/08/ETT-Frankie-Photopress-04-ph-Ludivine-Keller-450x675.jpg 450w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/08/ETT-Frankie-Photopress-04-ph-Ludivine-Keller-350x525.jpg 350w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/08/ETT-Frankie-Photopress-04-ph-Ludivine-Keller.jpg 1000w" sizes="(max-width: 683px) 100vw, 683px" /></figure>



<p><strong>Dopo &#8220;FRANKIE&#8221;, quali altri progetti o nuove uscite possiamo aspettarci da te nel prossimo futuro? Ci sono altre collaborazioni o sperimentazioni musicali in vista?</strong></p>



<p>Sono in un periodo di rinnovo e apertura, ci sono molti brani che non vedo l’ora di farvi ascoltare, anche con qualche collaborazione non del tutto italiana.</p>



<p>L<strong>’ultimo album di cui ti sei innamorata:&nbsp;</strong></p>



<p>Sicuramente ‘’Fotografìas de España‘’ di Roy Borland che vi consiglio tantissimo.</p>



<figure class="wp-block-image size-full"><img data-attachment-id="108440" data-permalink="https://toh-magazine.com/2024/08/ett-pubblica-frankie-un-viaggio-tra-musica-arte-e-sperimentazione/b0b2f029-995c-2bce-7935-d57544669bcb/" data-orig-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/08/b0b2f029-995c-2bce-7935-d57544669bcb.png" data-orig-size="1000,1000" data-comments-opened="0" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}" data-image-title="ETT_FRANKIE_art" data-image-description="&lt;p&gt;ETT_FRANKIE_art&lt;/p&gt;
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		<title>Jeson: contaminazioni che vengono dal cuore</title>
		<link>https://toh-magazine.com/2023/05/jeson-contaminazioni-che-vengono-dal-cuore/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=jeson-contaminazioni-che-vengono-dal-cuore</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Marco Cresci]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 09 May 2023 15:59:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Culture]]></category>
		<category><![CDATA[ansia]]></category>
		<category><![CDATA[il mio posto]]></category>
		<category><![CDATA[jeson]]></category>
		<category><![CDATA[jeson intervista]]></category>
		<category><![CDATA[nuova musica]]></category>
		<category><![CDATA[toh magazine]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://toh-magazine.com/?p=106623</guid>

					<description><![CDATA[<p>Jeson inizia un nuovo capitolo del suo percorso con il singolo "Il Mio Posto", un crossover tra pop, urban, hip-hop, accenni di elettronica e gospel dal suono internazionale. </p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://toh-magazine.com/2023/05/jeson-contaminazioni-che-vengono-dal-cuore/">Jeson: contaminazioni che vengono dal cuore</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://toh-magazine.com">Toh! Magazine</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<h3>Jeson inizia un nuovo capitolo del suo percorso con il singolo &#8220;Il Mio Posto&#8221;, un crossover tra pop, urban, hip-hop, accenni di elettronica e gospel dal suono internazionale. </h3>



<p>S&#8217;intitola &#8220;Il Mio Posto&#8221; (Epic Records/Sony Music Italy) ed è un brano che urla tutto il malessere di <a href="https://www.instagram.com/thejesonstories/">Jeson</a>, quasi come una confessione dolorosa ma liberatoria, mentre cerca quel luogo sicuro che alla fine tutti speriamo di trovare, un safe space per la mente.</p>



<p>Jeson è il nome d’arte di Daniele Fossatelli, artista romano classe ‘98 nato nel quartiere Cinecittà, quì Inizia ad avvicinarsi alla <a href="https://toh-magazine.com/category/musica/">musica</a> all’età di 13 anni dove sperimenta in cameretta fino a concretizzare il proprio percorso musicale, grazie alla collaborazione con il producer MDM, in cui Jeson trova il giusto partner in crime.</p>



<p>In seguito alla release del suo primo EP, oltre a lavorare come autore per altri artisti, Jeson e <a href="https://instagram.com/mdm.production.flp?igshid=NTc4MTIwNjQ2YQ==">MDM</a> sono pronti a presentare il nuovo corso artistico anticipato dal singolo “Il mio Posto”, nel mentre lo abbiamo intervistato:</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img data-attachment-id="106629" data-permalink="https://toh-magazine.com/2023/05/jeson-contaminazioni-che-vengono-dal-cuore/dsc01476/" data-orig-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2023/05/DSC01476-scaled.jpg" data-orig-size="1707,2560" data-comments-opened="0" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;2.8&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;ILCE-7M3&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;1521321081&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;56&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;250&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0.0015625&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;1&quot;}" data-image-title="Jeson_intervista_Toh_magazine_3" data-image-description="&lt;p&gt;Jeson_intervista_Toh_magazine_3&lt;/p&gt;
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<p><strong>Come ti sei avvicinato alla musica?</strong></p>



<p>Dalla scrittura, sono partito da lì, prendevo i beat su YouTube e ci mettevo sopra i miei testi. Ma il vero percorso del progetto è nato quando ho conosciuto MDM ed è diventato il mio produttore e da lì abbiamo cominciato a sperimentare, fino a quando non abbiamo trovato la nostra dimensione cercando reference in giro per il mondo; siamo in totale sintonia.</p>



<p><strong>Mi sembra che &#8220;Il Mio Posto&#8221; sia molto personale nel testo, è il tuo modo di scrivere?</strong></p>



<p>Sì, non riesco a scrivere cose che non sono personali, le mie canzoni parlano di me, delle mie esperienze di vita. Il testo de &#8220;Il mio posto&#8221; è molto importante per me, perché è come se fossi chiuso dentro ad una stanza con la versione più giovane di me e ci fosse un confronto. </p>



<p>Parla di presente, di sicurezza, di coraggio, ha un messaggio che vuole incoraggiare le persone ad affrontare le proprie insicurezze. </p>



<p><strong>Che bambino eri?</strong></p>



<p>Un bambino apparentemente normale che teneva dentro di sé tutte le sue insicurezze e si sentiva anche fuori luogo, ero ansioso e lo sono ancora, solo che adesso so gestire la situazione. </p>



<p>Il mio posto è qui e ora canto nel brano, perché non so ancora chi sarò, devo crescere e dimostrarlo a me stesso, ma posso dire che rispetto a qualche anno fa mi sento sicuramente più sicuro. Abbiamo cercato di raccontarlo anche nel video diretto da <a href="https://www.instagram.com/davidexrosano/?hl=it">Davide Rosano</a> che è stato molto bravo a interpretarlo.</p>


<figure class="wp-block-embed-youtube wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><a href="https://toh-magazine.com/2023/05/jeson-contaminazioni-che-vengono-dal-cuore/"><img src="//i.ytimg.com/vi/1spykk7j8PU/hqdefault.jpg" alt="YouTube Video"></a><br /><br /><figcaption></figcaption></figure>


<p><strong>Dove ti condurrà questo percorso appena cominciato?</strong></p>



<p>Verso altri brani. Siamo molto contenti di questo primo tassello, per noi è stato davvero come prendere tutte le cose che ci piacc<em>io</em>no e metterle in un calderone gigante, è stata una sfida. </p>



<p>&#8220;Il Mio Posto&#8221; è stato costruito quasi come la colonna sonora di un film, comincia piano e voce, poi ha un crescendo e un&#8217;esplosione alla fine. Abbiamo cercato di unire l&#8217;acustica e l&#8217;elettronica.</p>



<p>Anche a livello d&#8217;interpretazione, c&#8217;è un climax totale, alla fine abbiamo lasciato anche un take dove piango perché era inarrivabile.</p>



<p><strong>Parlando di contaminazioni, quali sono quelle che popolano la tua musica?</strong></p>



<p>Vari generi ovviamente, è stata fatta una ricerca approfondita per cercare di fare qualcosa che in Italia non si trova, sia per la timbrica vocale che per il suono. </p>



<p>Abbiamo cercato di trovare un&#8217;identità nostra. Se devo fare dei nomi ti dico Labrinth, Post Malone, The Weeknd, e tanto gospel.</p>



<p><strong>E Roma che è la tua città, non ti ha influenzato?</strong></p>



<p>Ovvio che sì, i suoi paesaggi, quello che ti trasmette una città piena d&#8217;arte dal centro alla periferia non può non trasmettere emozioni. Noi le usiamo per fare musica, ma è una città che ispira inevitabilmente  tutti. </p>



<p><strong>L&#8217;ultimo album di cui ti sei innamorato?</strong></p>



<p>Raye &#8220;My 21st Century Blues&#8221;, lei è fortissima!</p>



<figure class="wp-block-image size-full"><img data-attachment-id="106630" data-permalink="https://toh-magazine.com/2023/05/jeson-contaminazioni-che-vengono-dal-cuore/il-mio-posto-cover/" data-orig-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2023/05/il-mio-posto-cover.jpg" data-orig-size="800,800" data-comments-opened="0" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}" data-image-title="Jeson_intervista_Toh_magazine_4" data-image-description="&lt;p&gt;Jeson_intervista_Toh_magazine_4&lt;/p&gt;
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<p></p>



<p></p>
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		<title>I DELICATONI sono il rimedio alla mascolinità tossica</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Marco Cresci]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 08 May 2023 11:07:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Musica]]></category>
		<category><![CDATA[conformismo]]></category>
		<category><![CDATA[delicatoni]]></category>
		<category><![CDATA[delicatoni intervista]]></category>
		<category><![CDATA[giorno libero]]></category>
		<category><![CDATA[indie]]></category>
		<category><![CDATA[italo disco]]></category>
		<category><![CDATA[jazz]]></category>
		<category><![CDATA[mascolinità tossica]]></category>
		<category><![CDATA[miami festival]]></category>
		<category><![CDATA[musica]]></category>
		<category><![CDATA[nuova musica]]></category>
		<category><![CDATA[sax]]></category>
		<category><![CDATA[toh magazine]]></category>
		<category><![CDATA[tuyo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Con il loro mix tra cantautorato e pop, atmosfere esotiche vintage e sax, i DELICATONI sapranno farsi notare nel 2023.</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<h3>Tira una nuova aria nell&#8217;indie italiano che tende a prediligere il contenuto all&#8217;immagine, e la musica prevale sull&#8217;hype costruito, ormai dilagante. Con il loro mix tra cantautorato e pop, atmosfere esotiche vintage e sax, i DELICATONI sapranno farsi notare nel 2023.</h3>



<p>I DELICATONI sono prolifici, dopo essersi fatti <a href="https://www.instagram.com/delicatoni/">notare</a> lo scorso anno con <a href="https://open.spotify.com/album/1K1LSukSt8Ae3rZCNuKheA?si=h9lZGBMLSqaABEwPkVAgfw">il primo album omonimo</a>, sono di nuovo usciti  con l&#8217;EP &#8220;<a href="https://open.spotify.com/album/1T91IU4oG4jewoYT6khMlU?si=ax44RbWsQeKmlMD2dOk3fg">Giorno Libero</a>&#8221; cinque tracce trainate dal singolo &#8220;Tuyo&#8221;. &nbsp;</p>



<h4>Antonio Bettini, Smilian &#8220;Ian&#8221; Cibic, Giorgio Manzardo e Claudio Murru sono i DELICATONI, quattro ragazzi che formano un&#8217;unico battito pulsante carico di contaminazioni che nel nuovo EP si rivelano una ad una. </h4>



<p>C&#8217;è&nbsp;l&#8217;approccio jazzistico alla forma canzone in “Giorno Libero”, il dream pop de &#8220;La mela&#8221;, i ritmi cha cha cha di &#8220;Tuyo&#8221; e “Bobo&#8217;s Waltz”, che mette in luce l&#8217;anima più sperimentale della band, in cui la forma classica del Valzer si scontra con le atmosfere di un circo futurista.  </p>



<p>Un approcio fresco e originale alla musica che li renderà tra i protagonisti di questo 2023, dove si faranno strada delicatamente.</p>



<figure class="wp-block-image size-large is-resized"><img data-attachment-id="106583" data-permalink="https://toh-magazine.com/2023/05/delicatoni-il-rimedio-alla-mascolinita-tossica-miami-circolo-magnolia/copia-di-delicatoni-bax-bunni/" data-orig-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2023/04/Copia-di-Delicatoni-@bax.bunni_-scaled.jpg" data-orig-size="2560,2560" data-comments-opened="0" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;5.6&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;P30&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;1179798533&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;80&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;800&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0.008&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;1&quot;}" data-image-title="Delicatoni_intervista_2" data-image-description="&lt;p&gt;Delicatoni_intervista_2&lt;/p&gt;
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<h5><strong>Il vostro stile mescola più generi, mi raccontate</strong> <strong>come nasce?</strong></h5>



<p>Antonio: Nel periodo in cui ci siamo conosciuti, io e Ian stavamo facendo un percorso vicino alla pc music, tutto in digitale e avevamo necessità di fare esperienza live suonata perché era una nostra lacuna. </p>



<p>Giorgio e Claudio invece avevano questa esperienza analogica fatta di chitarre e amplificatori on the road, quindi il nostro incontro ha fatto di questo dualismo un&#8217;unità che ha creato l&#8217;identità dei DELICATONI.</p>



<h5>Cosa ha ispirato il nome DELICATONI, è bello che un gruppo di ragazzi si definisca gentile in un periodo in cui si parla molto di mascolinità tossica abbia scegliendo un nome che già respinge questo stereotipo, me ne parlate?</h5>



<p>Ian: Stavamo cercando un nome da un po&#8217; di tempo quando Antonio che stava lavorando in Svezia restaurando una casa, e io in un Ostello a Lipsia in lavanderia, mi racconta che stava mangiando dei cioccolatini chiamati &#8220;Delicato Balls&#8221;. </p>



<p>Così ho pensato al nome DELICATONI una parola che ricorda l&#8217;estate e l&#8217;Italia degli anni &#8217;60, al film &#8220;I Vitelloni&#8221; o &#8220;I Giganti&#8221; e a tutte queste figure di uomini legati ad un immaginario passionale, così DELICATONI diventa un aggettivo paradossale e contraddittorio e che vuole descrivere situazioni in cui c&#8217;è affetto, sincerità e curiosità che si manifestano in modo genuino.</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-style-default"><p>Ci vediamo un pò come una caricatura della gentilezza, che la possa rendere più accessibile e condivisibile. </p><cite>Delicatoni</cite></blockquote>



<p>E&#8217; un nome che crea delle divisioni, proprio per un fattore di maschilismo tossico la gente ci chiama i morbidoni, i teneroni, e vedere che c&#8217;è questa bellezza ingenua al di fuori dell&#8217;identità di genere  e di tutte queste divisioni in un mondo che non è umano ma che è una realtà delicatona.  </p>



<p>Non siamo uomini scolpiti dalla società, ma i discepoli di questa identità che è il delicatone che diventa proprio un modo di relazionarsi alla vita. </p>



<h3>DELICATONI è un nome che ricorda anche a noi stessi che abbiamo un percorso da fare verso la nostra emotività.</h3>



<p><strong>Avete vissuto in diverse parti del mondo, anche per questo avete una visione più ampia del rispetto una mente aperta alle contaminazioni, me ne parlate?</strong></p>



<p>Ian: Io sono per metà americano, Antonio è mezzo cileno, Giorgio ha un&#8217;origine nordica quasi germanica e Claudio ha la Sardegna nel cuore. Abbiamo una moltitudine di prospettive.</p>



<p>Antonio: Di base veniamo da diverse parti del mondo ma viviamo in un contesto che ci unisce nonostante le differenze.</p>



<h5>Il vostro primo album tra poco compie un anno e da poco avete pubblicato l&#8217;e.p. &#8220;Giorno Libero&#8221;, siete una band prolifica?</h5>



<p>Giorgio: Abbastanza, siamo reduci da un sessione a La Casa degli Artisti, perché stiamo preparando il secondo album che uscirà entro l&#8217;anno ma prima di lavorarci seriamente dobbiamo laurearci tutti quanti, cosa che succederà a breve. E&#8217; stato un periodo molto produttivo.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img data-attachment-id="106582" data-permalink="https://toh-magazine.com/2023/05/delicatoni-il-rimedio-alla-mascolinita-tossica-miami-circolo-magnolia/d2022_d/" data-orig-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2023/04/D2022_d.jpg" data-orig-size="1728,2304" data-comments-opened="0" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;6.3&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;DMC-GH4&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;1668965601&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;12&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;800&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0.004&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;1&quot;}" data-image-title="Delicatoni_intervista" data-image-description="&lt;p&gt;Delicatoni_intervista&lt;/p&gt;
" data-medium-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2023/04/D2022_d-225x300.jpg" data-large-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2023/04/D2022_d-768x1024.jpg" loading="lazy" width="768" height="1024" src="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2023/04/D2022_d-768x1024.jpg" alt="Delicatoni_intervista" class="wp-image-106582" srcset="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2023/04/D2022_d-768x1024.jpg 768w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2023/04/D2022_d-225x300.jpg 225w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2023/04/D2022_d-1152x1536.jpg 1152w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2023/04/D2022_d-1536x2048.jpg 1536w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2023/04/D2022_d-1000x1333.jpg 1000w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2023/04/D2022_d-900x1200.jpg 900w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2023/04/D2022_d-450x600.jpg 450w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2023/04/D2022_d-350x467.jpg 350w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2023/04/D2022_d.jpg 1728w" sizes="(max-width: 768px) 100vw, 768px" /></figure>



<p><strong>E andate d&#8217;accordo in studio?</strong></p>



<p>Antonio: Sicuramente ci sono lealtà e apprezzamento reciproco, riconosciamo che quel che ascoltiamo è figo ma poi abbiamo gusti molto differenti, con cui ci influenziamo a vicenda, a Ian piacciono molto gli album strumentali, grazie a Claudio ho conosciuto il genere stoner, l&#8217;aspetto più jazzistico è mio, diciamo che siamo un  bel mixtape.</p>



<p>Ian: Abbiamo una bella unione di generi molto spontanea che dipende dall&#8217;attenzione che mettiamo nel rapporto come band ma anche l&#8217;uno verso l&#8217;altro. </p>



<h3>Ognuno di noi ha la sua emotività e il suo mondo interiore, facendo così nella musica permettiamo a ciascuno di portare le sue influenze accettando la sua differenza e accogliendola. </h3>



<p>Antonio: Imporsi con delicatezza al gusto altrui, p<strong>r</strong>onti alle novità, &#8220;porti fortuna se vivi&#8221; si dice. </p>



<p><strong>Il singolo che lo ha anticipato è &#8220;TUYO&#8221; che in spagnolo significa tuo ma scomposto è anche tu e me, me ne parlate? </strong></p>



<p>Ian: TUYO nasce da un sentimento amarcord, quella nostalgia legata a un ricordo che genera un&#8217;emozione connessa a un sentimento molto presente. </p>



<p>Quel che dici tu è legato all&#8217;essere in una band è necessario ascoltarsi per poi avere una conversazione, su qualsiasi cosa, ma non c&#8217;è più un io o un te ma un insieme di persone e qui si trova l&#8217;unione, l&#8217;intersoggettività: TUYO!</p>



<p><strong>Siete da poco in tour e a fine mese suonerete al <a href="https://www.miamifestival.it/2023/index.php">Miami</a> Festival, cosa dobbiamo aspettarci?</strong></p>



<p>Antonio: Nei live la formazione è allargata, sul palco con noi ci sono tre musicisti: un bassista, un percussionista e un batterista. Questa situazione porta più energia, più euforia, facendo diventare il live una situazione da ballo, le influenze dance che abbiamo esplodono dal vivo. </p>



<p>Ian: Per quanto riguarda il <a href="https://toh-magazine.com/wp-admin/post.php?post=106187&amp;action=edit">Miami</a> siamo gasatissimi, e non vediamo l&#8217;ora di ascoltare i Jockstrap.</p>



<p><strong>Cosa avete ascoltato oggi?</strong></p>



<p>Questa mattina abbiamo ascoltato i Peter Cat Recording Co. che sono uno dei gruppi più freschi e contemporanei in giro. Poi &#8220;It Never Entered My Mind&#8221; di Miles Davis, un pezzo struggente. &#8220;Only the Horses&#8221; degli Scissor Sisters per sentirci ancora dodicenni e infine i Meridian Brothers, strani e perfetti per un viaggio in auto. </p>


<figure class="wp-block-embed-youtube wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><a href="https://toh-magazine.com/2023/05/delicatoni-il-rimedio-alla-mascolinita-tossica-miami-circolo-magnolia/"><img src="//i.ytimg.com/vi/b3eN4UARoco/hqdefault.jpg" alt="YouTube Video"></a><br /><br /><figcaption></figcaption></figure>


<p><a href="https://www.instagram.com/panicoconcerti/">DELICATONI Live 2023</a>:</p>



<p>28 maggio &#8211; MIAMI &#8211; Magnolia (MI)</p>



<p>10 giugno &#8211; Bagno Polka &#8211; Marina Romea (RA)</p>



<p>14 giugno &#8211; Paesaggi Sonori &#8211; Calderara di Reno (BO)</p>



<p>12 luglio &#8211; Jamrock &#8211; Vicenza</p>



<p>14 luglio &#8211; Rumors &#8211; Santa Sofia (FC)</p>



<p>01 settembre &#8211; Fiera Calda &#8211; Vicchio (FI)</p>



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		<title>Rareş: l&#8217;avant-pop che non ha genere</title>
		<link>https://toh-magazine.com/2023/03/rares-lavant-pop-che-non-ha-genere/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=rares-lavant-pop-che-non-ha-genere</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Marco Cresci]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 10 Mar 2023 12:28:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Musica]]></category>
		<category><![CDATA[arssalendo]]></category>
		<category><![CDATA[avant pop]]></category>
		<category><![CDATA[femmina]]></category>
		<category><![CDATA[hyper pop]]></category>
		<category><![CDATA[intervista Rare]]></category>
		<category><![CDATA[Lgbtq+]]></category>
		<category><![CDATA[mascolinità tossica]]></category>
		<category><![CDATA[nuova musica]]></category>
		<category><![CDATA[Rareş]]></category>
		<category><![CDATA[toh magazine]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://toh-magazine.com/?p=106187</guid>

					<description><![CDATA[<p>In "Femmina" l'artista di origini rumene mostra le sue fragilità tra glitch scomposti e testi istintivi</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://toh-magazine.com/2023/03/rares-lavant-pop-che-non-ha-genere/">Rareş: l&#8217;avant-pop che non ha genere</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://toh-magazine.com">Toh! Magazine</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<h3>&#8220;Femmina&#8221; il nuovo lavoro di <strong>Rareş</strong>, è frutto di un percorso di analisi che lo ha portato ad accettare il suo lato più intimo e delicato che si scontra con suoni elettronici avant-garde.  </h3>



<p>&#8220;Femmina&#8221; di <a href="https://www.instagram.com/raresmusica/?hl=it">Rareş</a>&nbsp;è un disco pazzo nel senso buono del termine, di quelli che ti fanno esclamare: &#8220;Weird is cool!&#8221;. Sperimenta con i synth, decostruisce la forma canzone, mescola elettronica, pop, punk e <a href="https://toh-magazine.com/2023/02/arssalendo-e-le-sue-decostruzioni-sonore/">hyper-pop</a> , giocando a storpiarsi la voce in mille modi con testi apparentemente criptici ma profondamente personali.  </p>



<p>In questo secondo album  &#8211;  anche se lui lo considera il primo perché lo rappresenta al meglio &#8211;  l&#8217;artista venticinquenne di origini rumene si mette a nudo, mostrando le sue fragilità e la sua attitudine da nerd del suono. </p>



<p>&#8220;Femmina&#8221;&nbsp;è anche&nbsp;un percorso alla riscoperta di se stesso, dopo la lunga ricerca di una figura femminile che alla fine ha trovato dentro di sé, e che lo ha portato a scontrarsi con gli stereotipi della mascolinità tossica accettando così la sue fragilità. </p>



<p>Nelle sue canzoni spesso scritte improvvisando, mescola maschile e femminile all&#8217;italiano, all&#8217;inglese e al rumeno, trasformando così le sue origini che in passato ha allontanato, in un punto di forza. </p>



<p>Che piaccia o meno Rareş ha creato qualcosa di nuovo e inaspettato in Italia; lo abbiamo intervistato:</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img data-attachment-id="106194" data-permalink="https://toh-magazine.com/2023/03/rares-lavant-pop-che-non-ha-genere/rares%cc%a7-cbianca-peruzzi-7-min/" data-orig-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2023/03/Rareş-cBianca-Peruzzi-7-min-scaled.jpg" data-orig-size="2560,1707" data-comments-opened="0" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}" data-image-title="Rareş (c)Bianca Peruzzi (7)-min" data-image-description="&lt;p&gt;Rareş (c)Bianca Peruzzi (7)-min&lt;/p&gt;
" data-medium-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2023/03/Rareş-cBianca-Peruzzi-7-min-300x200.jpg" data-large-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2023/03/Rareş-cBianca-Peruzzi-7-min-1024x683.jpg" loading="lazy" width="1024" height="683" src="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2023/03/Rareş-cBianca-Peruzzi-7-min-1024x683.jpg" alt="Rareş (c)Bianca Peruzzi (7)-min" class="wp-image-106194" srcset="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2023/03/Rareş-cBianca-Peruzzi-7-min-1024x683.jpg 1024w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2023/03/Rareş-cBianca-Peruzzi-7-min-300x200.jpg 300w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2023/03/Rareş-cBianca-Peruzzi-7-min-768x512.jpg 768w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2023/03/Rareş-cBianca-Peruzzi-7-min-1536x1024.jpg 1536w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2023/03/Rareş-cBianca-Peruzzi-7-min-2048x1365.jpg 2048w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2023/03/Rareş-cBianca-Peruzzi-7-min-1000x667.jpg 1000w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2023/03/Rareş-cBianca-Peruzzi-7-min-900x600.jpg 900w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2023/03/Rareş-cBianca-Peruzzi-7-min-450x300.jpg 450w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2023/03/Rareş-cBianca-Peruzzi-7-min-350x233.jpg 350w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption><strong><sup>Rareş &#8211; Photos by <a href="https://www.instagram.com/trocadera_2000/">Bianca Peruzzi</a> </sup></strong></figcaption></figure>



<p><strong>Ciao Rareş, come stai?</strong></p>



<p>Abbastanza bene, in attesa di scoprire come verrà recepito il disco. </p>



<p><strong>Partiamo dal titolo del disco &#8220;Femmina&#8221;, in questo momento storico in cui si parla tanto di genere è una</strong> <strong>parola che può avere diversi significati,  a me lo urlavano per offendermi alle elementari perché non giocavo a pallone nel&#8217;intervallo&#8230; come mai lo hai scelto?</strong></p>



<p>Innanzi tutto mi dispiace per questa tua esperienza. E mi fa pensare a quando con un amico giocavo ai Lego di Star Wars e dopo averli costruiti giocavamo ai &#8220;drammi&#8221; tipo che li facevamo litigare oppure non si amavano più e quindi i Lego si separavano. Mi hai ricordato che nemmeno io giocavo a calcio&#8230; </p>



<p>Tornando al titolo è stato oggetto di una lunga discussione proprio per il periodo storico che stiamo vivendo. C&#8217;è un po&#8217; la scommessa dietro perché venga interpretato nella maniera giusta, oppure nel caso così non fosse ascoltando l&#8217;album si capisce da che parte è schierato.</p>



<p>L&#8217;ho tenuto sicuramente per l&#8217;impatto attuale ma è arrivato leggendomi, mi sono reso conto che è un lavoro ossessionato dalla femminilità, pieno di queste donne evanescenti. </p>



<p>Quando ho scritto il pezzo che porta il nome del disco &#8220;Femmina&#8221; ho giocato sul significato della parola fino ad accorgermi che quando cantavo &#8220;voglio la mia femmina&#8221;, che è una frase pesante, quasi borderline anche per me, chi cercavo era me stesso. L&#8217;ho dovuto accettare per smettere&nbsp;di censurarmi e trovando il coraggio di metterci la faccia.</p>



<h3>E&#8217; tutto un cercare fuori le cose che trovi dentro e far pace con la propria femminilità per stare bene con se stessi, è un disco di mega terapia per me.  </h3>



<p>Questo album ha avuto una lunga gestazione, le take vocali sono quasi tutte improvvisate quindi dopo averle cantate per mesi e anni, me le sono riascoltate  per capire bene cosa intendessi. </p>



<p>Certe parti sono pese proprio perché non sono state filtrate, anche per questo alcuni pezzi hanno 2 o 3 anni, perché volevo capire bene cosa stavo facendo essendo testi scritti di pancia.</p>



<p><strong>Hai un approccio alla scrittura evocativo, i tuoi testi non sono lineari vanno interpretati, com&#8217;è il tuo metodo di scrittura?</strong></p>



<p>Non è stato facile, perché la cifra stilistica di questo album è proprio quella di eliminare lo stilema, trovavo un loop di chitarra, lo mettevo in loop con se stesso, aggiungevo una batteria sotto, accendevo il  microfono e cantavo dritto. Quindi sono rimaste voci sporche, rumori, sottofondi di risate.</p>



<p>Stilisticamente è difficile rispondere, ho sicuramente fatto delle citazioni, ma è così autoreferenziale che faccio fatica a dirti da dove tutto questo sia venuto. So che per me è un disco totalmente lineare, ma poi parlando con chi lo ha ascoltato, con gli amici, mi sono accorto che ne ho una visione completamente sfalsata. </p>



<h3>Se mai dovessi scegliere tra abbandonare i testi o la musica accantonerei la musica, mi piace di più scrivere, diciamo che negli anni &#8217;60 avrei voluto fare Mogol e non Battisti.</h3>



<figure class="wp-block-image size-full"><img data-attachment-id="106206" data-permalink="https://toh-magazine.com/2023/03/rares-lavant-pop-che-non-ha-genere/rares%cc%a7-cbianca-peruzzi-min-4/" data-orig-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2023/03/Rareş-cBianca-Peruzzi-min-4.jpg" data-orig-size="683,1024" data-comments-opened="0" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;1&quot;}" data-image-title="Rareş-cBianca-Peruzzi-min-4" data-image-description="&lt;p&gt;Rareş-cBianca-Peruzzi-min-4&lt;/p&gt;
" data-medium-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2023/03/Rareş-cBianca-Peruzzi-min-4-200x300.jpg" data-large-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2023/03/Rareş-cBianca-Peruzzi-min-4.jpg" loading="lazy" width="683" height="1024" src="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2023/03/Rareş-cBianca-Peruzzi-min-4.jpg" alt="Rareş-cBianca-Peruzzi-min-4" class="wp-image-106206" srcset="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2023/03/Rareş-cBianca-Peruzzi-min-4.jpg 683w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2023/03/Rareş-cBianca-Peruzzi-min-4-200x300.jpg 200w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2023/03/Rareş-cBianca-Peruzzi-min-4-450x675.jpg 450w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2023/03/Rareş-cBianca-Peruzzi-min-4-350x525.jpg 350w" sizes="(max-width: 683px) 100vw, 683px" /></figure>



<p><strong>Sei nato in Romania, cresciuto in Veneto e ora studi e vivi a Bologna giusto?</strong></p>



<p>Si, sto studiando sound design a Bologna mi mancano un paio di esami ma la cosa si sta espandendo e ho lavorato alle musiche di un lungometraggio. </p>



<p><strong>Ti è venuto naturale scrivere i testi in italiano e rumeno insieme?  </strong></p>



<p>Sì, essendo bilingue per me è uguale esprimermi in italiano o rumeno è un pò come parlo, come penso, come sogno. </p>



<p><strong>Il tuo primo album &#8220;Curriculum Vitae&#8221; del 2020 aveva riferimenti più vicini all’indie americano, penso</strong> <strong>ad artisti come Passion Pit o Mac deMarco, qual è stato il percorso che ti ha portato verso le sonorità opposte di &#8220;Femmina&#8221;?</strong></p>



<p>A livello musicale è stato un momento di grande gioco, subito dopo la pubblicazione di &#8220;Curriculum Vitae&#8221; ho cominciato a improvvisare davanti al computer col microfono, e questo sound un po ironico nato anche come un po&#8217; come risposta alla compostezza della band e al registrare in presa diretta. </p>



<p>In realtà è stato un percorso personale, quasi tutte le demo di &#8220;Curriculum Vitae&#8221; erano delle produzioni elettroniche fatte da me insieme ad amici, quindi originariamente avevano un piglio molto simile a &#8220;Femmina&#8221; anche se molto più educato e infantile. </p>



<h3>Le intenzioni elettroniche sono sempre state nella mia vita, il paradosso è che ora devo correggere come se fossi un occhiale la miopia che io ho dato della mia immagine. Questa sarà una cosa divertente perché &#8220;Femmina&#8221; è molto più Rareş di quanto non lo sia mai stato. </h3>



<p>E&#8217; una cosa che andrà spiegata con il contagocce ma prima giocavo molto sul sicuro per non espormi, perché avevo paura dell&#8217;attenzione che avrei potuto destare. </p>



<p><strong>Fai un tipo di musica che non è facile al primo ascolto ma in realtà al terzo ti canticchi le canzoni, pensi sia un deterrente in questo mondo di canzoni fast food?</strong></p>



<p>Mi stai dicendo che non ci mangio con sta roba&#8230; sai che mi trovo d&#8217;accordo con te? (ride ndg). Spero di non peccare di presunzione ma mi rendo conto che non è un ascolto immediato e che vedendo quello che funziona oggi potrebbe remarmi contro. </p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img data-attachment-id="106218" data-permalink="https://toh-magazine.com/2023/03/rares-lavant-pop-che-non-ha-genere/unnamed-27/" data-orig-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2023/03/unnamed.jpg" data-orig-size="1080,1080" data-comments-opened="0" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}" data-image-title="Rareş_femmina_art" data-image-description="&lt;p&gt;Rareş_femmina_art&lt;/p&gt;
" data-medium-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2023/03/unnamed-300x300.jpg" data-large-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2023/03/unnamed-1024x1024.jpg" loading="lazy" width="1024" height="1024" src="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2023/03/unnamed-1024x1024.jpg" alt="Rareş_femmina_art" class="wp-image-106218" srcset="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2023/03/unnamed-1024x1024.jpg 1024w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2023/03/unnamed-300x300.jpg 300w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2023/03/unnamed-150x150.jpg 150w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2023/03/unnamed-768x768.jpg 768w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2023/03/unnamed-1000x1000.jpg 1000w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2023/03/unnamed-900x900.jpg 900w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2023/03/unnamed-450x450.jpg 450w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2023/03/unnamed-350x350.jpg 350w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2023/03/unnamed-50x50.jpg 50w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2023/03/unnamed.jpg 1080w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption><strong><sup>Rareş &#8220;Femmina&#8221; (Needn’t)</sup></strong></figcaption></figure>



<p><strong>Le mani che ti toccano sulla cover di &#8220;Femmina&#8221; non sono solo femminili giusto?</strong></p>



<p>Esatto, se dobbiamo trovare una metafora é che la femminilità non riguarda solo le donne e quindi è bello vedere un compendio più possibile di forme e colori e noi lo abbiamo fatto con le mani. </p>



<p>Quando guardo la cover io ci vedo stress, non ne ho mai parlato con Bianca Peruzzi che è la fotografa bravissima che ho chiamato dopo averla scoperta su Instagram e che usa questi chiaroscuri meravigliosi e delicati che vanno anche in contrasto con la musica. </p>



<p>Penso che a tutti sia capitato di sentirsi tirare da tutte le parti come a me nello scatto di cover, e anche se non era voluta la foto che abbiamo il mio viso tirato in quel modo è molto pavonesco, quasi femmineo ed è questo che me l&#8217;ha fatta scegliere.</p>



<p><strong>Questo album come</strong> <strong>hai accennato</strong> <strong>ha segnato anche un  percorso personale di analisi e di scoperta, me ne parleresti?</strong></p>



<p>Il mio percorso di scoperta è qualcosa di molto spirituale, ho dovuto mettere insieme un sacco di punti diversi della mia vita per arrivare  a coprire delle voragini che non si sono mai capite, atteggiamenti nvn spiegati. </p>



<h3>In questo caso specifico per ora non ha un risvolto sessuale o identitario,  anzi accettando la donna che c&#8217;è in me mi si è riempita la pancia, e questa consapevolezza mi ha portato molto avanti rispetto a chi sono e a cosa so fare. </h3>



<p>Questo unito a un percorso di psicoterapia che ho iniziato mi ha portato consapevolezza e mi ha fatto cambiare lo sguardo sul fuori perché ti fa vedere dove queste due sfere, quella maschile e quella femminile, non sono bilanciate negli altri. </p>



<p>Sono grato a tutti i protagonisti di questa grande storia che però si chiude su se stessa e non ti spega un cazzo, è un disco mega masturbatorio di cui io so tutto e gli altri niente.</p>



<p><strong>Cosa mi dici del tour che partirà a breve passando</strong> <strong>anche per il<a href="https://www.miamifestival.it/2023/index.php"> MIAMI</a></strong> Festival<strong>?</strong></p>



<p>Stiamo provando in questi giorni, saremo in quattro e abbiamo trovato una forma che sec<strong>o</strong>ndo me funziona, è un album spinto, elettronico, estroverso, che porge la guancia e si lascia suonare. Mi sono preparato una pedaliera per la voce quindi quest&#8217;anno suonerò la mia voce, mi son concesso questo lusso. Sono molto curioso di come verrà accolto. </p>



<p><strong>L&#8217;ultimo album di cui ti sei innamorato: </strong></p>



<p>Oh cazzo&#8230; fammi pensare, in realtà ne ho due, uno italiano che è &#8220;Cosmic Res&#8221; dei C+C=Maxigross e uno francese che è &#8220;Flaming Swords&#8221; dei Fievel is Glauque.</p>


<figure class="wp-block-embed-youtube wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><a href="https://toh-magazine.com/2023/03/rares-lavant-pop-che-non-ha-genere/"><img src="//i.ytimg.com/vi/c0SPH4e780Y/hqdefault.jpg" alt="YouTube Video"></a><br /><br /><figcaption></figcaption></figure>


<p><strong><a href="https://www.panicoconcerti.com/artisti/rares/">Rareş Live 2023</a> (in aggiornamento):</strong></p>



<p><strong>19 marzo</strong>&nbsp;<strong>Fermata 23 &#8211;&nbsp;Camposanto (Modena)</strong></p>



<p><strong>30 marzo&nbsp;Magazzino sul Po</strong>&nbsp;<strong>&#8211;&nbsp;Torino</strong></p>



<p><strong>31 marzo</strong>&nbsp;<strong>Argo16 &#8211;&nbsp;Venezia</strong></p>



<p><strong>15 aprile</strong>&nbsp;<strong>Covo Club</strong>&nbsp;<strong>&#8211;</strong>&nbsp;<strong>Bologna</strong></p>



<p><strong>26 maggio</strong>&nbsp;<strong>Mi Ami Festival</strong>&nbsp;<strong>&#8211;&nbsp;Segrate (Milano)</strong></p>



<p></p>
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