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	<title>Prada &#8211; Toh! Magazine</title>
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	<title>Prada &#8211; Toh! Magazine</title>
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		<title>MILANO MODA UOMO FW 2026: TRA CONTINUITÀ E RIMASTONI</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Giuseppe Di Rosalia]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 20 Jan 2026 15:45:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Moda]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Sempre meno sfilate e sempre meno effetto wow, a Milano sfilano pochi ma buoni.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<h4>In un sistema moda, ormai al tracollo, che vive di interruzioni forzate, reboot isterici e storytelling da LinkedIn, nei giorni della fashion week (che ormai è solo un weekend)<strong> Armani resta uno dei pochissimi megabrand immediatamente riconoscibili senza bisogno di</strong> grandi forzature. È una lingua visiva autonoma, fluente, che non ha mai avuto bisogno di sgomitare. E infatti, anche oggi, Armani non interrompe: <strong>continua</strong>.</h4>



<p>La collezione presentata da <strong>Leo Dell’Orco</strong>, storico braccio destro del fondatore per quarant’anni, ha il sapore di un esercizio di fedeltà e misura. Liscia, morbida, profondamente Armani. Sartoria ampia, fluida, tessuti accoglienti, pantaloni pieni che si appoggiano sulle scarpe in suede come se fosse sempre domenica pomeriggio.<br>C’è qualche segnale di movimento: trame iridescenti, tocchi di ametista, ma sempre filtrati da quella compostezza quasi allergica allo strappo. Persino il velluto blu più acceso flirta con l’appariscente senza mai concederglisi davvero.</p>



<p>I bomber carnosi, le giacche da aviatore, i maglioni larghi con spalle cadenti infilati in pantaloni enormi parlano a una giovinezza possibile, mai inseguita. In totale <strong>136 uscite</strong> che ribadiscono una verità semplice: Armani non sceglie tra monopetto e doppiopetto, tra collo a scialle o a fascia. Sceglie la languidezza. E basta.</p>



<p>Due show, zero scenografia nella pista sotterranea di Via Borgonuovo, modelli storici che sfilano con quell’andatura ventilata, mento alto, aria di chi non deve dimostrare nulla perché ha già dimostrato tutto. Continuità e nonchalance come manifesto politico.<br>Gli anni ’80 e ’90 stanno tornando ovunque, e Armani è paradossalmente in pole position proprio perché da li <strong>non se n’è mai andato</strong>. Il vero punto interrogativo è: cosa potrebbero fare i giovani designer interni se qualcuno li lasciasse davvero pescare nell’archivio, come accaduto da Paul Smith?</p>



<p>Il finale con le coppie uomo-donna ribadisce il ruolo pionieristico del fondatore nel riscrivere la sartoria come <strong>stile di vita totale</strong>, mentre la collaborazione con <strong>Alanui</strong>  (cardigan geometrici per lui e per lei) è forse l’unico vero segnale di un sentiero nuovo.<br>Dell’Orco saluta alla maniera di Giorgio, inchino misurato, poche mosse. Giustissimo</p>


<figure class="wp-block-embed-youtube wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><a href="https://toh-magazine.com/2026/01/milano-moda-uomo-fw-2026-tra-continuita-e-rimastoni/"><img src="//i.ytimg.com/vi/M359I4gJ9Os/hqdefault.jpg" alt="YouTube Video"></a><br /><br /><figcaption></figcaption></figure>


<h3>Milano moda uomo fw 26: Prada: l’inquietudine come alibi (e Raf Simons come rimastone)</h3>



<p>Da <strong>Prada</strong>, invece, l’asticella delle intenzioni viene fissata altissima: “valori umani universali, civiltà, cultura, intelligenza, cura”. Tutto affidato a camicie con taglio francese stirato a ferro e pantaloni di lana asciutti come se da un minuto all&#8217;altro avessero preso  l&#8217;Ozempic e l&#8217;avessero prescritto a tutto il <a href="https://toh-magazine.com/category/moda/">guardaroba maschile.</a></p>



<h3>La scenografia che vuole essere un condominio sventrato, modanature borghesi superstiti, caminetti appesi alle pareti, forse funziona più dei vestiti. La colonna sonora (Virgin Prunes, Suicide) ringhia il disagio. L’atmosfera è volutamente scomoda e  qui arriva il punto: <strong>Prada parla di “scomodità” come categoria esistenziale</strong>, ma la traduce in una forma ormai rassicurante che sinceramente non sorprende più.</h3>



<p>In passerella cappotti tubolari, alti, abbottonati fino al collo ma portati con l’attitudine disinvolta di un bomber; linee asciutte, quasi ascetiche; una palette di rosa antico, malva, verde anice, viola profondo che sorprende senza mai diventare folkloristica.<br>doveroso sottolineare che la silhouette snella resta impressa perché diversa dal resto di Milano, non perché “rivoluzionaria”. come non sono rivoluzionarie le tecniche d&#8217;invecchiamento dei capi utilizzate da Miuccia e Raf, e Simons questo lo sa molto bene dal momento che fruga nel passato e nell&#8217;archivio immaginario e immaginifico di Margiela facendo sue, alcune delle tecniche più riconosciute e utilizzate da Martin come  il <strong>memory of</strong>, ovvero la rivelazione di ciò che c’era prima: cuciture abrase, strati precedenti che riaffiorano, tessuti sottostanti che diventano parte del disegno; e il <br><strong>décortiqué</strong>, con capi “scorticati”, consumati, smontati per mostrare la loro costruzione e il loro passato.</p>



<p>In Martin Margiela queste pratiche erano atti radicali: mettevano in crisi l’idea di lusso, di novità, di perfezione industriale. Erano gesti concettuali, spesso violenti, che parlavano di memoria, lavoro, anonimato, sistema. In Prada diventano <strong>linguaggio raffinato</strong>, colto, controllato. Funzionano, sì. Ma non destabilizzano.</p>



<p>Ed è qui che Raf Simons si rivela per quello che è: <strong>un rimastone</strong>, musicalmente e concettualmente: non perché sia fermo, Simons è lucidissimo, ma perché continua a muoversi dentro un’estetica e un immaginario formatisi negli anni ’90 e 2000, quando la reference sapeva ancora di trauma, sottocultura, tensione reale. Oggi quelle stesse coordinate vengono riproposte come grammatica consolidata.<br>Il disagio diventa stile, l’imperfezione diventa codice, la citazione diventa comfort zone.</p>



<p>Il risultato è una collezione riuscita, quantomeno nell&#8217;intenzione ma <strong>non rivoluzionaria</strong>. E va benissimo così. Prada non deve essere ogni volta un evento salvifico. Può essere, come qui, una prova di intelligenza sartoriale e culturale, senza bisogno di urlare al genio perché tanto di geniale non c&#8217;è niente. Anzi!</p>


<figure class="wp-block-embed-youtube wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><a href="https://toh-magazine.com/2026/01/milano-moda-uomo-fw-2026-tra-continuita-e-rimastoni/"><img src="//i.ytimg.com/vi/J1GCDcbYIRI/hqdefault.jpg" alt="YouTube Video"></a><br /><br /><figcaption></figcaption></figure>


<h3>Milano Moda uomo FW26: L&#8217;Armadio di famiglia di Zegna rivela la bravura di Sartori.</h3>



<p>Con Zegna Alessandro Sartori conferma qualcosa di semplice ma raro: è veramente bravo. Cappotti ampi che cadono naturali, trench fluidi, pantaloni morbidi, lane lavate che sembrano già vissute senza essere stanche. È un’idea di modernità sobria e concreta che respira sul corpo, senza tanti teatrini. Tra le pieghe ci sono richiami a Hermès by Margiela, sartoria invisibile e precisa, cuciture e volumi studiati per far emergere la memoria del capo, ciò che c’era prima senza essere pedante. I colori restano sobri, con qualche lampo di verde oliva e blu profondo. Sartori mescola rigore e leggerezza, memoria e innovazione, senza perdere personalità. Zegna ti ricorda che il mestiere conta ancora, che il lusso vero è invisibile e che l’armadio di famiglia può essere rivoluzionario quando è fatto bene.</p>


<figure class="wp-block-embed-youtube wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><a href="https://toh-magazine.com/2026/01/milano-moda-uomo-fw-2026-tra-continuita-e-rimastoni/"><img src="//i.ytimg.com/vi/MfBhx8Al0_s/hqdefault.jpg" alt="YouTube Video"></a><br /><br /><figcaption></figcaption></figure>


<h3>Milano moda uomo fw26: Lessico Familiare e Simon Cracker: quando il discorso è ancora aperto</h3>



<p>Fuori dai palazzi istituzionali, <strong>Lessico Familiare</strong> continua a lavorare sul linguaggio come atto politico. Il vestito non è mai solo vestito, ma frase, grammatica, relazione. Senza nostalgia, ne citazioni sterili: c’è un pensiero sul corpo contemporaneo e sul modo in cui abita il mondo. La collezione di Lessico Familiare unisce codici dello spiritualismo metropolitano e riferimenti storici in silhouette cocoon, sottovesti preziose e capispalla rielaborati.Bellissima la scelta musicale (più o meno hanno suonato l&#8217;album ray of light di Madonna) e ambizioso e credibile tutta la parte finale. Bravi</p>


<figure class="wp-block-embed-youtube wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><a href="https://toh-magazine.com/2026/01/milano-moda-uomo-fw-2026-tra-continuita-e-rimastoni/"><img src="//i.ytimg.com/vi/bWd-jp3xuPg/hqdefault.jpg" alt="YouTube Video"></a><br /><br /><figcaption></figcaption></figure>


<p><strong><a href="https://www.simoncrackermilano.com">Simon Cracker</a></strong>, invece, resta uno dei pochi a praticare davvero l’upcycling come gesto culturale e non come greenwashing. Casting inclusivo, costruzione sbilenca, layering caotico ma lucidissimo: qui il sistema viene guardato di sbieco, smontato, ricomposto in modo lento, come un piatto che ha bisogno di tempo per regalare sapore, stupore ed emozioni sincere. Da Cracker le cose da mettere a posto sono veramente tante ma nel frattempo Simone Botte sta già compiendo una piccola rivoluzione perché mentre i grandi parlano di valori universali, <strong>sono spesso i piccoli a praticarli davvero</strong>. E lui oggi è il primo che mi viene in mente. </p>


<figure class="wp-block-embed-youtube wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><a href="https://toh-magazine.com/2026/01/milano-moda-uomo-fw-2026-tra-continuita-e-rimastoni/"><img src="//i.ytimg.com/vi/SFKirdAvquw/hqdefault.jpg" alt="YouTube Video"></a><br /><br /><figcaption></figcaption></figure>


<p>Milano, ancora una volta, si muove tra continuità rassicuranti, rimastoni illustri e isole di resistenza creativa. Sta a noi decidere cosa vogliamo ricordare. E soprattutto, cosa vale davvero la pena tramandare.</p>



<p>P.S. scrivere due righe su Dolce&amp;Gabbana non mi costava nulla ma penso che il tempo da dedicare a quei due nazi almeno su TOH! MAGAZINE è finito.</p>



<p class="has-white-color has-text-color">MILANO MODA UOMO 2026 MILANO MODA UOMO 2026 MILANO MODA UOMO 2026</p>
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		<item>
		<title>Milano Fashion Week SS26: debutti, déjà-vu e conti in sospeso</title>
		<link>https://toh-magazine.com/2025/09/milano-fashion-week-ss26-debutti-deja-vu-e-conti-in-sospeso/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=milano-fashion-week-ss26-debutti-deja-vu-e-conti-in-sospeso</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Giuseppe Di Rosalia]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 29 Sep 2025 13:11:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Culture]]></category>
		<category><![CDATA[bottega veneta]]></category>
		<category><![CDATA[debutti alla milano fashion weeek]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La MFW #SS26 fa da banco di prova per i nuovi direttori creativi. Non era la Milan Fashion Week, ma una verifica pubblica: chi ha un’idea e chi no? </p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<h3>A Milano la SS26 ha fatto da banco di prova per i nuovi direttori creativi. Non era la settimana della moda, ma una verifica pubblica: chi ha davvero un’idea e chi no? </h3>



<h3>Tra debutti, sorvegliati speciali e vecchi leoni che difendono il territorio, il messaggio è chiaro: la moda non perdona il compromesso benché meno chi non ha idee.&nbsp;</h3>



<h2>I debutti</h2>



<p><strong>Versace – Dario Vitale</strong></p>



<p>Il primo designer “esterno” a guidare Versace ha scelto un esordio che non strizza l’occhio al fan da Instagram ma al DNA profondo della maison. Vitale ha parlato apertamente della storia del brand e del suo fondatore, riportando in passerella sensualità, stampe e codici originari, ma filtrati da uno sguardo meno gridato. </p>



<p>Risultato: chi conosce Versace solo per la Medusa luccicante o per il glamour da red carpet è rimasto deluso. Eppure, paradossalmente, questa collezione è stata molto più Versace di quanto sembri. Vitale ha ricordato che Versace non è solo un logo, ma un linguaggio. È un inizio che spiazza, e per questo divide.</p>



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<p><strong>Jil Sander – Simone Bellotti</strong></p>



<p>Bellotti non ha cercato scorciatoie: ha scelto il minimalismo puro, quello che non cede al superfluo. Tagli netti, colori sobri, nessun effetto speciale. Un ritorno all’essenza che ha senso in un mondo saturo di rumore. Ma il rischio è grande: in tempi così veloci, il silenzio deve saper urlare.</p>


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<p><strong>Bottega Veneta – Louise Trotter</strong></p>



<p>Trotter ha celebrato i 50 anni dell’intrecciato senza trasformarlo in reliquia, ma come filo conduttore della collezione. Ha tenuto insieme artigianato e rigore, femminile e maschile, con una visione misurata e coerente. È un debutto solido, quasi didattico. </p>



<p>Il problema è che Bottega non vive di “compiti ben fatti”: a lungo andare servirà più tensione, più rischio, altrimenti resta solo un bell’esercizio di stile.</p>


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<p>G<strong>ucci – Demna</strong></p>



<p>Demna ha cancellato la passerella per sostituirla con un film, “La Famiglia”. Una scelta che ribalta l’idea stessa di show. I codici Gucci ci sono, ma raccontati attraverso un’estetica domestica, a tratti dissacrante. Il punto è che, togliendo lo spettacolo, Demna ha creato ancora più spettacolo: il gesto stesso è diventato la notizia. </p>



<p>Demna è genio o autoreferenzialità? Dipende da quanto sei disposto a seguirlo in questo cortocircuito.</p>


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<h2>Gli altri</h2>



<p><strong>Antonio Marras</strong></p>



<p>Patchwork, damaschi, fiori, check: Marras non si modera mai. È un caleidoscopio visivo che affascina e sfinisce insieme. È pittura in movimento: chi entra nel suo mondo resta catturato, chi cerca leggerezza si perde.</p>


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<p><strong>Etro</strong></p>



<p>Massimalismo dichiarato: gonne con spacco, jeans stampati, stratificazioni di colore e pattern. Etro non chiede scusa, anzi rivendica la sua natura iper-decorativa. Una coerenza che può essere virtù, ma anche gabbia soprattutto per il designer Marco De Vincenzo (uno tra i migliori in circolazione) che risulta imprigionato dentro un loop che non gli permette di essere se stesso al 100%</p>


<figure class="wp-block-embed-youtube wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><a href="https://toh-magazine.com/2025/09/milano-fashion-week-ss26-debutti-deja-vu-e-conti-in-sospeso/"><img src="//i.ytimg.com/vi/1t5q6AWazQU/hqdefault.jpg" alt="YouTube Video"></a><br /><br /><figcaption></figcaption></figure>


<p><strong>MM6 Maison Margiela</strong></p>



<p>Il menswear più riuscito del womenswear, layering, trasparenze e tagli incompiuti. La collezione è fedele al linguaggio della casa, ma rischia di sembrare più disordinata che sovversiva. L’imperfezione può essere forza, ma solo se guidata. Bellissima la location e il casting un po meno la colonna sonora</p>


<figure class="wp-block-embed-youtube wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><a href="https://toh-magazine.com/2025/09/milano-fashion-week-ss26-debutti-deja-vu-e-conti-in-sospeso/"><img src="//i.ytimg.com/vi/yA4W8unJUFY/hqdefault.jpg" alt="YouTube Video"></a><br /><br /><figcaption></figcaption></figure>


<p><strong>Missoni</strong></p>



<p>Ha portato in passerella la sua leggerezza, ma con un twist pragmatico: capi pensati per muoversi dal lavoro al tempo libero. È Missoni, sì, ma con un occhio alla funzionalità. La sfida? Restare poetici senza cadere nella banalità del “pratico a tutti i costi”.&nbsp;</p>


<figure class="wp-block-embed-youtube wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><a href="https://toh-magazine.com/2025/09/milano-fashion-week-ss26-debutti-deja-vu-e-conti-in-sospeso/"><img src="//i.ytimg.com/vi/EhrHy-m2wE4/hqdefault.jpg" alt="YouTube Video"></a><br /><br /><figcaption></figcaption></figure>


<p><strong>N°21</strong></p>



<p>Dell’Acqua ha lavorato di sottrazione: stratificazioni trasparenti, toni leggeri, silhouette portabili ma non banali. È <a href="https://toh-magazine.com/2025/09/la-moda-delle-debuttanti%EF%BF%BC/">moda</a> concreta, ma non piatta. Un equilibrio raro, che in tempi di estremi risulta quasi rivoluzionario.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img data-attachment-id="110569" data-permalink="https://toh-magazine.com/2025/09/milano-fashion-week-ss26-debutti-deja-vu-e-conti-in-sospeso/n21-review-ss26-milano-fashion-week-look/" data-orig-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2025/09/n21-review-ss26-milano-fashion-week-look.webp" data-orig-size="1280,720" data-comments-opened="0" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}" data-image-title="n21-review-ss26-milano-fashion-week-look" data-image-description="" data-medium-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2025/09/n21-review-ss26-milano-fashion-week-look-300x169.webp" data-large-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2025/09/n21-review-ss26-milano-fashion-week-look-1024x576.webp" loading="lazy" width="1024" height="576" src="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2025/09/n21-review-ss26-milano-fashion-week-look-1024x576.webp" alt="" class="wp-image-110569" srcset="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2025/09/n21-review-ss26-milano-fashion-week-look-1024x576.webp 1024w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2025/09/n21-review-ss26-milano-fashion-week-look-300x169.webp 300w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2025/09/n21-review-ss26-milano-fashion-week-look-768x432.webp 768w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2025/09/n21-review-ss26-milano-fashion-week-look-1000x563.webp 1000w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2025/09/n21-review-ss26-milano-fashion-week-look-900x506.webp 900w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2025/09/n21-review-ss26-milano-fashion-week-look-450x253.webp 450w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2025/09/n21-review-ss26-milano-fashion-week-look-350x197.webp 350w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2025/09/n21-review-ss26-milano-fashion-week-look.webp 1280w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p><strong>Prada</strong></p>



<p>E poi c’è Prada, che resta il baricentro di Milano. Nessun debutto, nessuna crisi d’identità: solo la solita capacità di dettare il tono della stagione. La collezione ha dimostrato ancora una volta che Prada non segue, guida. E soprattutto ricorda a chi arriva che la differenza tra “bravo” e “storico” è una questione di linguaggio. Prada continua a parlare la lingua che gli altri, appena arrivati, devono ancora imparare.&nbsp;</p>


<figure class="wp-block-embed-youtube wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><a href="https://toh-magazine.com/2025/09/milano-fashion-week-ss26-debutti-deja-vu-e-conti-in-sospeso/"><img src="//i.ytimg.com/vi/OFb4IFpZdx0/hqdefault.jpg" alt="YouTube Video"></a><br /><br /><figcaption></figcaption></figure>


<h2>La lezione di Milano</h2>



<p><em><a href="https://www.instagram.com/cameramoda/">Milan</a></em><a href="https://www.instagram.com/cameramoda/">o</a> non è stata né nostalgia né rivoluzione. È stata un test di autenticità. Vitale ha ricordato che Versace non è solo un logo, Bellotti ha scelto il silenzio del minimalismo, Trotter ha mostrato rispetto senza sbavature, Demna ha trasformato un’assenza in evento. Gli altri hanno resistito, ognuno a modo suo.</p>



<p>Quello che resta chiaro è questo: oggi non basta esserci. Se non imponi una visione — che sia rumorosa o sottilissima — diventi sfondo. E Milano, più che mai, non ha spazio per chi resta nel mezzo.</p>
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		<title>Milano Moda Uomo SS26: C&#8217;era una volta la fashion week</title>
		<link>https://toh-magazine.com/2025/06/milano-moda-uomo-ss26-cera-una-volta-la-fashion-week/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=milano-moda-uomo-ss26-cera-una-volta-la-fashion-week</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Giuseppe Di Rosalia]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 25 Jun 2025 14:17:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Moda]]></category>
		<category><![CDATA[armani]]></category>
		<category><![CDATA[magliano]]></category>
		<category><![CDATA[milan fashion week]]></category>
		<category><![CDATA[moda]]></category>
		<category><![CDATA[msgm]]></category>
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		<category><![CDATA[Prada]]></category>
		<category><![CDATA[simon cracker]]></category>
		<category><![CDATA[sklum]]></category>
		<category><![CDATA[toh! magazine]]></category>
		<category><![CDATA[Westwood]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La Fashion Week di Milano dedicata alle collezioni maschili, è finita senza nemmeno farci capire che era iniziata. Leggi le review di Giuseppe Di Rosalia.</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://toh-magazine.com/2025/06/milano-moda-uomo-ss26-cera-una-volta-la-fashion-week/">Milano Moda Uomo SS26: C&#8217;era una volta la fashion week</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://toh-magazine.com">Toh! Magazine</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<h3>Nell’attesa che Jonathan Anderson sveli al mondo la sua visione per Dior e Glenn Martens per Maison Margiela a Parigi, a Milano é finita, senza che nessuno si accorgesse del suo inizio, la fashion week maschile per la prossima estate. Ecco dunque le mie review non richieste di questo fashion week-end.</h3>



<p><strong>In calendario? Solo 15 sfilate. Tra debutti incerti, ritorni dimenticabili e conferme che sanno di muffa, Milano si è fatta scavalcare pure da Firenze. Ma procediamo con ordine, che almeno qui abbiamo ancora senso critico.</strong></p>



<p><strong>Setchu</strong> apre le danze. Satoshi Kuwata, dopo il Pitti di gennaio, decide di esordire a Milano con la sua “trasformabilità sartoriale funzionale”, un’idea ambiziosa e teoricamente interessante. </p>



<p>Il lavoro di Satoshi Kuwata, fondatore di Setchu e vincitore del LVMH Prize 2023, è sempre stato orientato alla sintesi tra culture e tecniche. Il termine “Setchu” – che in giapponese significa “fusione di elementi opposti” – è già tutto un programma. Nella collezione ss26 questo concetto si fa ancora più radicale: la collezione smonta, spezza, scompone, riassembla. </p>



<p>La destrutturazione non è solo un gesto formale, è il modo con cui Kuwata riflette sull’identità dell’uomo contemporaneo.</p>



<p>Molto interessante il lavoro su alcuni pezzi creati insieme ad artigiani locali (la sfilata voleva essere un punto di incontro tra Africa e Giappone) ma in toto la collezione non spicca il volo nonostante le intenzioni di volare alto fossero tante. Ma hey, questo brand fuori dal sistema non è ancora conosciuto, quindi può ancora permettersi il lusso dell’errore. Goditelo finché dura, Satoshi.</p>



<figure class="wp-block-image size-full"><img data-attachment-id="110081" data-permalink="https://toh-magazine.com/2025/06/milano-moda-uomo-ss26-cera-una-volta-la-fashion-week/toh-magazine-etchu-ss26-milano-fashion-week-i-look-1024x576/" data-orig-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2025/06/toh-magazine-etchu-ss26-milano-fashion-week-i-look-1024x576-1.webp" data-orig-size="1024,576" data-comments-opened="0" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}" data-image-title="toh-magazine etchu-ss26-milano-fashion-week-i-look-1024&#215;576" data-image-description="" data-medium-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2025/06/toh-magazine-etchu-ss26-milano-fashion-week-i-look-1024x576-1-300x169.webp" data-large-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2025/06/toh-magazine-etchu-ss26-milano-fashion-week-i-look-1024x576-1.webp" loading="lazy" width="1024" height="576" src="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2025/06/toh-magazine-etchu-ss26-milano-fashion-week-i-look-1024x576-1.webp" alt="Milano Moda Uomo toh magazine" class="wp-image-110081" srcset="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2025/06/toh-magazine-etchu-ss26-milano-fashion-week-i-look-1024x576-1.webp 1024w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2025/06/toh-magazine-etchu-ss26-milano-fashion-week-i-look-1024x576-1-300x169.webp 300w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2025/06/toh-magazine-etchu-ss26-milano-fashion-week-i-look-1024x576-1-768x432.webp 768w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2025/06/toh-magazine-etchu-ss26-milano-fashion-week-i-look-1024x576-1-1000x563.webp 1000w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2025/06/toh-magazine-etchu-ss26-milano-fashion-week-i-look-1024x576-1-900x506.webp 900w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2025/06/toh-magazine-etchu-ss26-milano-fashion-week-i-look-1024x576-1-450x253.webp 450w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2025/06/toh-magazine-etchu-ss26-milano-fashion-week-i-look-1024x576-1-350x197.webp 350w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<h4>Alessandro Dell’Acqua con la sua N21 non sfila ma presenta la sua collezione maschile offrendo una sorta di antidoto alla confusione (creativa, sociale e politica) attraverso una collezione che evita qualsiasi tipo di concetto astratto (Alessandro sa bene che a quelli della moda piace tantissimo buttare fumo negli occhi quando non hanno niente da dire) affidandosi alla sicurezza della sua visione e della sua estetica con un tocco di leggerezza in piú. </h4>



<p>Cosí ecco gli elementi essenziali del guardaroba che pur apparendo semplici non risultano mai banali come non risulta banale la nuova idea di composizione: gli anorak e le camicie con lo stesso tessuto di cotone a righe, i giubbotti con i tessuti uguali ai pantaloncini e alla camicia e la borsa unisex Cabiria.</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-full is-resized"><img loading="lazy" src="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2025/06/250612-N21-M-SS26-LOOKBOOK-PRINT-trascinato.pdf" alt="" class="wp-image-110083" width="584" height="874"/></figure></div>



<p><strong>MSGM</strong> MA PER FAVORE: il brand italiano, (prossimo al fallimento?), organizza la presentazione della nuova collezione nella boutique sempre vuota di Via Broletto. Per farla breve Giorgetti, che si é scoperto appassionato di mountain bike, ha preso le foto scattate con il suo iphone durante queste passeggiate adrenaliniche e le ha stampate su tutto quello che gli capitava sotto mano. Che genio, che bravo, che paraculo. </p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-full"><img data-attachment-id="110087" data-permalink="https://toh-magazine.com/2025/06/milano-moda-uomo-ss26-cera-una-volta-la-fashion-week/msgm_ss26_lookbook_008/" data-orig-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2025/06/MSGM_SS26_LOOKBOOK_008.jpeg" data-orig-size="500,750" data-comments-opened="0" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}" data-image-title="MSGM_SS26_LOOKBOOK_008" data-image-description="" data-medium-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2025/06/MSGM_SS26_LOOKBOOK_008-200x300.jpeg" data-large-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2025/06/MSGM_SS26_LOOKBOOK_008.jpeg" loading="lazy" width="500" height="750" src="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2025/06/MSGM_SS26_LOOKBOOK_008.jpeg" alt="Milano Moda Uomo MSGM_SS26_LOOKBOOK_008" class="wp-image-110087" srcset="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2025/06/MSGM_SS26_LOOKBOOK_008.jpeg 500w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2025/06/MSGM_SS26_LOOKBOOK_008-200x300.jpeg 200w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2025/06/MSGM_SS26_LOOKBOOK_008-450x675.jpeg 450w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2025/06/MSGM_SS26_LOOKBOOK_008-350x525.jpeg 350w" sizes="(max-width: 500px) 100vw, 500px" /></figure></div>



<p><strong>Fiorucci</strong>, sotto la direzione di Francesca Murri, continua a sanguinare. Una collezione che sembra il risultato di un laboratorio creativo per bambini bendati. Meglio della scorsa? Sì. Ma solo perché quella alla Triennale sembrava un attacco personale al buon gusto. Look da cartoon, pois, Minnie, angioletti: un patchwork visivo al limite dell’involontario dadaismo. L’ironia di Elio Fiorucci c’era, ma stavolta piange.</p>



<figure class="wp-block-image size-full"><img data-attachment-id="110088" data-permalink="https://toh-magazine.com/2025/06/milano-moda-uomo-ss26-cera-una-volta-la-fashion-week/schermata-2025-06-24-alle-21-29-14/" data-orig-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2025/06/Schermata-2025-06-24-alle-21.29.14.png" data-orig-size="995,661" data-comments-opened="0" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}" data-image-title="Milano Moda Uomo Fiorucci toh magazine" data-image-description="" data-medium-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2025/06/Schermata-2025-06-24-alle-21.29.14-300x199.png" data-large-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2025/06/Schermata-2025-06-24-alle-21.29.14.png" loading="lazy" width="995" height="661" src="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2025/06/Schermata-2025-06-24-alle-21.29.14.png" alt="Milano Moda Uomo Fiorucci toh magazine" class="wp-image-110088" srcset="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2025/06/Schermata-2025-06-24-alle-21.29.14.png 995w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2025/06/Schermata-2025-06-24-alle-21.29.14-300x199.png 300w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2025/06/Schermata-2025-06-24-alle-21.29.14-768x510.png 768w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2025/06/Schermata-2025-06-24-alle-21.29.14-900x598.png 900w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2025/06/Schermata-2025-06-24-alle-21.29.14-450x299.png 450w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2025/06/Schermata-2025-06-24-alle-21.29.14-350x233.png 350w" sizes="(max-width: 995px) 100vw, 995px" /></figure>



<p><strong>Vivienne Westwood</strong> torna a Milano per presentare la collezione maschile (non lo faceva dal 2017) e anche Andreas Kronthaler sceglie la strada come location, nello specifico un bar vicino San Babila. Il mood è quello di un dandy di oggi: tutto è all&#8217;insegna dell&#8217;estate: ci sono la canapa leggera e il morbido tweed, il suede pregiato, i cotoni a righe vivaci, il popeline lavato e stampato, i fiorellini delicati disegnati a inchiostro dall&#8217;artista Dominic Myatt. </p>



<p>L&#8217;eleganza senza tempo della sartoria inglese e il “raffinato non so che milanese” che vuol dire tutto e non vuol dire niente. Le scarpe esageratamente alte, simili a quelle che fecero ribaltare Naomi Campbell, non stavano bene a nessuno dei modelli e non staranno bene nemmeno alle drag queen di Milano che le riceveranno in omaggio dal brand in cambio di qualche stories accompagnata dall’hashtag #suppliedby. Quando si dice Punk Capitalista!</p>



<p>Ma d’altronde come recita il comunicato stampa “Quando un uomo ha stile, significa molto. Non ha nulla a che fare con la moda, è tutta una questione di stile.” Ma quale?&nbsp;</p>



<p>Anche <strong>Paul Smith</strong> ritorna a Milano e fa il suo. Come sempre, sempre bene. </p>



<p>Lo stesso succede da Emporio e da <strong>Giorgio Armani </strong>senza Mr. Armani a prendere gli applausi alla fine dello show, al suo posto Leo Dell’Orco, da troppo tempo dietro le quinte, da un twist leggero ma significativo ad entrambi le collezioni. </p>



<p><strong>Domenico Dolce e Stefano Gabbana</strong> hanno pensato alla pigiameria sartoriale, ok! Ma non rendiamola più noiosa di così.</p>



<p>Un po’ meglio <strong>Simon Cracker</strong>, il Margiela wanna be, che con la sua collezione riciclata porta in scena una proposta ricca di dettagli invitando il consumatore finale a non guardarsi indietro poiché é la direzione sbagliata. </p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large"><img data-attachment-id="110086" data-permalink="https://toh-magazine.com/2025/06/milano-moda-uomo-ss26-cera-una-volta-la-fashion-week/milano-moda-uomo-simon-cracker-davide-calcagnile/" data-orig-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2025/06/milano-moda-uomo-simon-cracker-davide-calcagnile.jpeg" data-orig-size="800,1200" data-comments-opened="0" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}" data-image-title="milano moda uomo simon cracker davide calcagnile" data-image-description="" data-medium-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2025/06/milano-moda-uomo-simon-cracker-davide-calcagnile-200x300.jpeg" data-large-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2025/06/milano-moda-uomo-simon-cracker-davide-calcagnile-683x1024.jpeg" loading="lazy" width="683" height="1024" src="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2025/06/milano-moda-uomo-simon-cracker-davide-calcagnile-683x1024.jpeg" alt="milano moda uomo simon cracker davide calcagnile" class="wp-image-110086" srcset="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2025/06/milano-moda-uomo-simon-cracker-davide-calcagnile-683x1024.jpeg 683w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2025/06/milano-moda-uomo-simon-cracker-davide-calcagnile-200x300.jpeg 200w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2025/06/milano-moda-uomo-simon-cracker-davide-calcagnile-768x1152.jpeg 768w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2025/06/milano-moda-uomo-simon-cracker-davide-calcagnile-450x675.jpeg 450w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2025/06/milano-moda-uomo-simon-cracker-davide-calcagnile-350x525.jpeg 350w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2025/06/milano-moda-uomo-simon-cracker-davide-calcagnile.jpeg 800w" sizes="(max-width: 683px) 100vw, 683px" /></figure></div>



<p>Bravissimo <a href="https://magliano.website/?srsltid=AfmBOorEPVWX8KS0WHxcFV5raErWyU0lDxZXp7KhWV1Oooai6NbfnC5h">Magliano</a>, l’unico italiano da tenere in considerazione, che anziché sfilare proietta un piccolo film chiamato Maglianic, schiacciando l’occhio a Titanic, infatti la collezione viaggia su un traghetto e si sviluppa attorno al tema del <em>workwear</em>, reinterpretato in chiave contemporanea e futurista. </p>



<p>Il concetto di retrofuturismo utilitario diventa il cuore del progetto stilistico: una fusione tra la tradizione dell’abbigliamento da lavoro, con le sue divise e uniformi cariche di storia, e l’innovazione di un futuro che richiede funzionalità, comfort e sostenibilità (che si possono permettere forse in tre, visti i prezzi che manco Hermès)</p>



<p>Nel corto, i protagonisti non sono persone comuni, ma i look stessi: zaini da trekking robusti, capispalla tecnici, gilet stratificati, camicie essenziali, scarpe antinfortunistiche e modelli da calcetto progettati in collaborazione con Veja, brand noto per la sua attenzione all’etica e all’ambiente. Ogni pezzo è pensato come una “tenda per corpi senza riposo”, una protezione per chi vive in un mondo instabile e sempre in movimento.</p>


<figure class="wp-block-embed-youtube wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><a href="https://toh-magazine.com/2025/06/milano-moda-uomo-ss26-cera-una-volta-la-fashion-week/"><img src="//i.ytimg.com/vi/jbE_fTRQuP4/hqdefault.jpg" alt="YouTube Video"></a><br /><br /><figcaption></figcaption></figure>


<p>Le stampe e i lunghi cappotti che avvolgono le silhouette sono anche qui un chiaro riferimento al lavoro, ma anche alla dignità e alla classe di chi lo compie. Nelle mani e nella mente di Luca, la moda non è solo estetica, ma diventa un messaggio etico forte: un tributo ai lavoratori e a chi si impegna ogni giorno, un modo per raccontare la realtà con rispetto e sensibilità. </p>



<p>(Ma tanto la maggior parte di voi che leggerete queste review, non é andata a votare l’ultimo referendum che riguardava anche il lavoro, quindi non potete capire di che parlo io e di cosa parla la collezione). </p>



<figure class="wp-block-image size-full"><img data-attachment-id="110084" data-permalink="https://toh-magazine.com/2025/06/milano-moda-uomo-ss26-cera-una-volta-la-fashion-week/milano-moda-uomo-magliano-ss26-milano-fashion-week-look-1024x576/" data-orig-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2025/06/milano-moda-uomo-magliano-ss26-milano-fashion-week-look-1024x576-1.webp" data-orig-size="1024,576" data-comments-opened="0" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}" data-image-title="milano moda uomo magliano-ss26-milano-fashion-week-look-1024&#215;576" data-image-description="" data-medium-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2025/06/milano-moda-uomo-magliano-ss26-milano-fashion-week-look-1024x576-1-300x169.webp" data-large-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2025/06/milano-moda-uomo-magliano-ss26-milano-fashion-week-look-1024x576-1.webp" loading="lazy" width="1024" height="576" src="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2025/06/milano-moda-uomo-magliano-ss26-milano-fashion-week-look-1024x576-1.webp" alt=" magliano-ss26-milano-fashion-week-look-1024x576" class="wp-image-110084" srcset="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2025/06/milano-moda-uomo-magliano-ss26-milano-fashion-week-look-1024x576-1.webp 1024w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2025/06/milano-moda-uomo-magliano-ss26-milano-fashion-week-look-1024x576-1-300x169.webp 300w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2025/06/milano-moda-uomo-magliano-ss26-milano-fashion-week-look-1024x576-1-768x432.webp 768w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2025/06/milano-moda-uomo-magliano-ss26-milano-fashion-week-look-1024x576-1-1000x563.webp 1000w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2025/06/milano-moda-uomo-magliano-ss26-milano-fashion-week-look-1024x576-1-900x506.webp 900w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2025/06/milano-moda-uomo-magliano-ss26-milano-fashion-week-look-1024x576-1-450x253.webp 450w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2025/06/milano-moda-uomo-magliano-ss26-milano-fashion-week-look-1024x576-1-350x197.webp 350w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p>E poi c’é <strong>Prada</strong> che per la prossima stagione riflette sul discorso che vogliamo andare in vacanza ma non riusciamo a staccarci dal lavoro. E quindi Miuccia e il suo badante Raf forniscono una collezione leggera e apparentemente semplice ma carica di significato. </p>



<p>In passerella tessuti femminili, richiami all’abbigliamento da spiaggia, mocassini tagliati che rivelano le dita e borse da viaggio ripescate dall’archivio ma in colori nuovi. </p>



<p>A completare la collezione trench da ufficio leggerissimi ma rigorosi e cappelli della collezione femminile del 2005 rivisitati. <strong>Raf Simons, ancora incerto sul suo ruolo, piazza spille a caso per ricordarci che esiste.</strong> Ah Se vi state chiedendo se la scenografia avesse significato la risposta é no, non ne ha, se non un ricordo della collezione donna 2013 tramutata in tappeti acquistabili su Sklum. </p>



<figure class="wp-block-image size-full"><img data-attachment-id="110085" data-permalink="https://toh-magazine.com/2025/06/milano-moda-uomo-ss26-cera-una-volta-la-fashion-week/milano-moda-uomo-prada-ss26-milano-fashion-week-look-1024x576/" data-orig-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2025/06/milano-moda-uomo-prada-ss26-milano-fashion-week-look-1024x576-1.webp" data-orig-size="1024,576" data-comments-opened="0" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}" data-image-title="milano-moda-uomo prada-ss26-milano-fashion-week-look-1024&#215;576" data-image-description="" data-medium-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2025/06/milano-moda-uomo-prada-ss26-milano-fashion-week-look-1024x576-1-300x169.webp" data-large-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2025/06/milano-moda-uomo-prada-ss26-milano-fashion-week-look-1024x576-1.webp" loading="lazy" width="1024" height="576" src="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2025/06/milano-moda-uomo-prada-ss26-milano-fashion-week-look-1024x576-1.webp" alt="milano moda uomo prada-ss26-milano-fashion-week-look-1024x576" class="wp-image-110085" srcset="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2025/06/milano-moda-uomo-prada-ss26-milano-fashion-week-look-1024x576-1.webp 1024w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2025/06/milano-moda-uomo-prada-ss26-milano-fashion-week-look-1024x576-1-300x169.webp 300w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2025/06/milano-moda-uomo-prada-ss26-milano-fashion-week-look-1024x576-1-768x432.webp 768w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2025/06/milano-moda-uomo-prada-ss26-milano-fashion-week-look-1024x576-1-1000x563.webp 1000w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2025/06/milano-moda-uomo-prada-ss26-milano-fashion-week-look-1024x576-1-900x506.webp 900w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2025/06/milano-moda-uomo-prada-ss26-milano-fashion-week-look-1024x576-1-450x253.webp 450w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2025/06/milano-moda-uomo-prada-ss26-milano-fashion-week-look-1024x576-1-350x197.webp 350w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p>Insomma, dopo anni e anni in cui i brand facevano a gara per lo storytelling migliore, per l’influencer piú quotato e collezioni prive di qualità ma piene di sensazionalismi oggi la <a href="https://toh-magazine.com/category/moda/">moda</a> (a parte qualche eccezione) non vuole parlare piú di cosa succede nel mondo, di cosa realmente vogliono i consumatori e di essere avanti rispetto alla realtá ma vuole fare solo vestiti che nella maggior parte delle volte non arriveranno nemmeno in boutique.&nbsp;</p>



<h2 class="has-white-color has-text-color">Milano Moda Uomo fashion week Milano Moda Uomo fashion week Milano Moda Uomo fashion week Milano Moda Uomo fashion week</h2>
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		<title>Gira la moda: Il gioco delle sedie non finisce più.</title>
		<link>https://toh-magazine.com/2025/06/gira-la-moda-toh-parla-di-moda-il-gioco-delle-sedie/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=gira-la-moda-toh-parla-di-moda-il-gioco-delle-sedie</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Giuseppe Di Rosalia]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 05 Jun 2025 08:38:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Moda]]></category>
		<category><![CDATA[Alessandro Michele]]></category>
		<category><![CDATA[demna]]></category>
		<category><![CDATA[direttore creativo]]></category>
		<category><![CDATA[gucci]]></category>
		<category><![CDATA[margiela]]></category>
		<category><![CDATA[moda]]></category>
		<category><![CDATA[Prada]]></category>
		<category><![CDATA[toh magazine]]></category>
		<category><![CDATA[Valentino]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Una nuova rubrica dove svuotiamo il sacco anziché riempirlo di stronzate che il circolino della moda ci propina giorno dopo giorno. </p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<h3>Nel 2025, ma forse dovrei dire negli ultimi 10 anni, la moda ha avuto più direttori creativi che idee. Il calendario degli annunci è pieno raso un po’ come quello delle capsule (orrende) di Jacquemus, ma con meno leggerezza e più angoscia da trimestrale.</h3>



<p>I CEO giocano a Risiko con gli stilisti e i consumatori seguono il via vai come le signore di una certa guardano beautiful dopo pranzo, ma con la stessa sensazione che tutto cambi perché nulla cambi davvero.</p>



<p><strong>Alessandro Michele, il mistico visionario con la sindrome di D’Annunzio che ha preso l’MDMA, è arrivato da Valentino</strong>, brand che aveva appena trovato una specie di equilibrio con Piccioli e che ora si ritrova a fare da palcoscenico a un’estetica che conosciamo fin troppo bene: drappeggi, poesia a caso, tappeti orientali, e perché no una passerella che pareva il bagno di un night di Amsterdam. </p>



<p><strong>Genio? Forse per chi non ha referenze. Innovatore? Non più. Ma nel vuoto d’immaginario collettivo attuale, meglio una copia di sé stessi che il nulla cosmico. </strong>Ed è forse per paura che il vecchio Valentino venga dimenticato per sempre che il fondatore Garavani insieme al suo partner di vita Giammetti ha allestito una mostra tutta rossa, tutta Valentino, <a href="https://toh-magazine.com/category/moda/">tutta moda</a>, tutta vera.&nbsp;</p>



<p><strong>Pierpaolo Piccioli, l’ultimo romantico, ha preso il posto più radioattivo dell’intero sistema: Balenciaga</strong>. Lì dove l’estetica post-umana, post-bellezza, post-tutto di Demna aveva creato un culto, Piccioli porterà il suo umanesimo sartoriale? Sicuramente proverà a far dimenticare gli scandali di certe adv, ma non è detto che non verrà fagocitato dal sarcasmo nero pece che aleggia ancora su quel marchio. Lo scopriremo a Ottobre. Intanto, ci si chiede se abbia accettato per passione o per spirito di martirio. (Lasciatemi sognare, lo so che ha accettato solo per soldi).</p>



<p><strong>Nel frattempo Demna è volato da Gucci. E se vi sembra una barzelletta, è solo perché lo è.</strong> Dopo aver reso Balenciaga il brand più controverso (e redditizio) del decennio, Demna resta alla corte di Kering, ma in una casa — Gucci — che non sa più se essere sexy, popolare, intellettuale o tutto questo insieme. Il rischio? Che diventi una nuova Balenciaga, ma con il logo più leggibile.</p>



<p>Intanto, il brand che non fa mai notizia ma che detta ancora legge, Chanel, ha scelto Matthieu Blazy. Una decisione precisa: dopo la morte creativa (e commerciale) dell’era Viard, serve un volto pulito, serio, autorevole. <strong>Blazy ha il gusto e la disciplina per evitare scivoloni, ma anche l’aria di uno a cui la parola cambiamento mette più paura che voglia.</strong> Chanel non rischia, non l’ha mai fatto, ma nemmeno sogna, fa sognare noi una fottutissima collezione maschile che mai e poi mai arriverà. Ma in di questi tempi dove tutto è il contrario di tutto, aver preso Blazy è già una strategia.</p>



<p>Glenn Martens, invece, sfida la logica e i turni di lavoro: sarà a capo di <a href="https://www.maisonmargiela.com/it-it/?utm_source=google&amp;utm_medium=cpc&amp;utm_campaign=STO_MM0_[SEA_BRA_ACQ_IT]_a-01_EXA_BrandExact&amp;utm_content=1.0_Exact&amp;gad_source=1&amp;gad_campaignid=19423886765&amp;gbraid=0AAAAAowROtzJhSsYL6prguF1_Mra-kjGb&amp;gclid=Cj0KCQjwgIXCBhDBARIsAELC9ZhqySZfpqZ-1KmTHKLzrZ0bbIfjSi7x_s_JCHQc0pq1q-7581GCVeEaAlgSEALw_wcB">Margiela</a> pur restando da Diesel. Margiela, ovvero il tempio del silenzio, della sottrazione, del pensiero critico, del non logo, ora nelle mani di un designer noto per denim industriali, show spettacolari e dichiarazioni forti. Sarà interessante vedere come gestirà la schizofrenia. <strong>L’importante è non aspettarsi il fantasma di Galliano che negli uffici di&nbsp;Place des États-Unis ci andava solo quando se lo ricordava e tanto meno quello di Martin. Non c’è più. Anche se tutti ne sentiamo la mancanza.</strong>&nbsp;</p>



<p>Ma il vero colpo di scema arriva da Versace, dove Prada ha calato l’asso. Mossa fredda, da vero killer, spietata: <strong>Donatella fuori, Dario Vitale dentro.</strong> E se non sapete chi sia, è perché non dovete. Prada non sceglie per hype, ma per strategia. In un mondo in cui tutto urla, loro sussurrano. E poi colpiscono. Versace ora è parte del “sistema Prada” — leggasi: meno trash, più margini. Addio paillettes? Non subito. Ma a Donatella, se non altro, non toglieranno mai il mito.</p>



<p>Chi invece ha tolto il disturbo senza troppi drammi è Dries Van Noten. Un addio elegante, senza caos né gossip. L’uscita di scena di chi sa che la moda non è più il posto per chi vuole creare con lentezza, bellezza, e una certa forma di poesia. Rimarrà il marchio, certo, ma l’anima è uscita con lui. E forse è meglio così.</p>



<p>E infine, Maria Grazia Chiuri lascia Dior. Dopo anni di t-shirt femministe, frasi ricamate e passerelle che sembravano simposi ONU, la designer abbandona il campo lasciando Dior senza una voce fintapolitica. Il bilancio? Diviso. Ha portato il femminismo sulla passerella, ma spesso l’ha ridotto a merchandising. Adesso che se n’è andata, la domanda è: chi si prenderà la responsabilità di raccontare il femminile? Ma JW Anderson ovviamente, che dopo l’operazione difficilissima di rianimare lo spagnolo LOEWE (che con il duo di Proenza Schouler è pronto a tornare in cantina) è stato chiamato da Dior prima uomo e ora anche donna. Ma non sono sicuro resti li per molto tempo.. sarà un raf simons bis?</p>



<p>Insomma in un mondo sempre più dominato da uomini, quasi tutti quarantenni e quindi per la moda appena maggiorenni, a parte Miuccia con a seguito il suo badante e Louise Trotter da Bottega Veneta, siamo tutti in attesa di tornare a vedere collezioni disegnate da chi sa farlo, da chi ha studiato e non dalla Bellettini ne tanto meno da Cantino o qualche altro direttore marketing, perché se è vero che il&nbsp;sistema moda è ormai un palcoscenico instabile dove le direzioni creative cambiano più in fretta delle tendenze, e mentre gli stilisti si passano il testimone come in una staffetta ad alto rischio reputazionale, i brand e i loro CEO inseguono l’illusione che un solo nome possa salvarli. Ma la verità oggi sembra un’altra: la moda ha smesso di cercare idee, ora cerca solo colpevoli.</p>



<p>gira la moda gira la moda gira la moda gira la moda</p>
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		<title>La Milano Fashion week (end) vista da Toh! Magazine</title>
		<link>https://toh-magazine.com/2023/06/la-milano-fashion-week-end-vista-da-toh-magazine-jw-anderson-prada-magliano-dsquared-review/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=la-milano-fashion-week-end-vista-da-toh-magazine-jw-anderson-prada-magliano-dsquared-review</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Giuseppe Di Rosalia]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 20 Jun 2023 09:34:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Culture]]></category>
		<category><![CDATA[Moda]]></category>
		<category><![CDATA[dsquared]]></category>
		<category><![CDATA[JW Anderson]]></category>
		<category><![CDATA[lgbt]]></category>
		<category><![CDATA[milan]]></category>
		<category><![CDATA[milano fashion week]]></category>
		<category><![CDATA[moda]]></category>
		<category><![CDATA[Prada]]></category>
		<category><![CDATA[toh magazine]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Le review semiserie della Milano Fashion Week ss24</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<h4>Sempre meno sfilate in calendario, sempre più eventi cheap: la Milano Fashion Week dedicata alla SS24 uomo è finita senza che nessuno si accorgesse che fosse iniziata. </h4>



<p>I tassisti di Milano sanno sempre tutto quello che succede in città perchè così possono organizzare il loro lavoro al meglio. Capita però che anche ai più preparati di tutti sfugga di mente che dal 16 al 20 giugno a Milano c&#8217;è la Fashion Week maschile per l&#8217;estate 2024.</p>



<p>In effetti con due sfilate in croce, quattro eventi in giro per la seconda cerchia dei Bastioni può capitare che ti passi di mente. </p>



<h4>Noi di <a href="https://toh-magazine.com/category/moda/">Toh! Magazine</a> qualcosa l&#8217;abbiamo vista e quello che leggerete di sotto è la somma di quello che ci è rimasto in qualche modo impresso.</h4>



<p>Tutto inizia con PierPaolo Piccioli che (ri)porta la sua Valentino all&#8217;Università Statale di Milano (Valentino Garavani ha allestito la sua prima collezione di moda uomo nel 1985) e lo fa chiedendosi: cosa vuol dire essere uomini oggi?  Bella domanda, che personalmente trovo non abbia necessariamente bisogno di una risposta  ma a guardar bene la collezione capisci che questo è un momento per ridefinire un’identità maschile, per riesaminare il significato di mascolinità per scoprire una prospettiva nuova, moderna. </p>



<h3>La collezione Valentino The Narratives ne riconsidera la definizione per il presente – la vita degli uomini, la vita dei loro vestiti, la realtà della mascolinità oggi.<br>Il cambiamento culturale e sociale rivaluta il nostro concetto di maschile, e gli indumenti che lo vestono.</h3>



<p>Oggi l&#8217;uomo di Piccioli per Valentino porta i blazer e i cappotti sartoriali con shorts corti, addolciti e resi più casual, i classici capi per il lavoro, le uniformi della virilità che ci sono<br>familiari, sono trattati con delicatezza, mentre le forme di tutta la collezione evolvono in modo sottile, quasi impercettibilmente modificate nelle parti, per trasformare il tutto. <br>C’è vita nei capi di abbigliamento, vita nei tessuti, fiori come simboli della vita stessa, la transitorietà che diventa permanenza. <br>Non si può sfuggire alla storia, che influisce sul presente, determina il futuro. Questa collezione, tuttavia, propone e reagisce a una rivalutazione contemporanea della storia – al contempo rimettendo in discussione e costituendo un dialogo ininterrotto su che cosa definisce un uomo oggi.</p>


<figure class="wp-block-embed-youtube wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><a href="https://toh-magazine.com/2023/06/la-milano-fashion-week-end-vista-da-toh-magazine-jw-anderson-prada-magliano-dsquared-review/"><img src="//i.ytimg.com/vi/-d_aszKp_T4/hqdefault.jpg" alt="YouTube Video"></a><br /><br /><figcaption></figcaption></figure>


<p>Da DSquered2 non si finisce mai di toccare il fondo nonostante i due gemelli abbiano pensato di portare in passerella un best of dei loro anni migliori (mi sto ancora chiedendo quali siano stati gli anni migliori per DSquared2). </p>



<p>L&#8217;idea mi è parsa quella di uno spring break passato a casa dello zio (Rocco Siffredi) impegnato a girare un porno  mentre gli altri ospiti si divertono a guardare.. Ecco io non mi sono divertito perchè penso che i cliché non facciano divertire nessuno.</p>


<figure class="wp-block-embed-youtube wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><a href="https://toh-magazine.com/2023/06/la-milano-fashion-week-end-vista-da-toh-magazine-jw-anderson-prada-magliano-dsquared-review/"><img src="//i.ytimg.com/vi/2c2K0DKuyY4/hqdefault.jpg" alt="YouTube Video"></a><br /><br /><figcaption></figcaption></figure>


<p><a href="https://magliano.website">Magliano</a>, beh che dire follettini e follettine.. noi abbiamo sempre creduto nel suo lavoro, nella sua idea di moda progressista, nel suo essere fintamente fuori dai giri, ci piace dal 2018, anno in cui nasce il brand e improvvisamente dopo anni di piattume e pattume arriva da Bologna a Milano uno che ha davvero talento (non soltanto sotto le coperte) e che con la sua idea di moda può arrivare lontano.</p>



<h4>Per la collezione SS24, la prima dopo il successo all’Lvmh Prize,&nbsp;Magliano&nbsp;si concede la prima passarella vera e propria, come mai era successo nella storia del brand.</h4>



<p>Così il Palazzo del Ghiaccio si trasforma nel Palamagliano dove sfilano bomber, pantaloni, tute da lavoro e giacche antivento, che si trasformano in pezzi di una couture povera e umile, dove la funzionalità è il più grande elemento di preziosità.</p>



<p>Ma c&#8217;è di più: arrivano in passerella capi-amuleto con parole che sono preghiere e ringraziamenti, a cui si aggiungono le catene e gli orecchini fatti di monete e di gettoni telefonici, tenuti vicino al cuore per scongiurare la povertà, come faceva&nbsp;Alda Merini, musa ispiratrice per questa stagione del lavoro di&nbsp;Luca Magliano.</p>



<p>Ci sono anche le maglie e le borse realizzate in tessuto che mostrano la scritta <em>Magliano srl</em>, da non interpretare come un esempio di logomania, ma &#8211; in linea con la storia e l’identità progressista del brand &#8211; come una celebrazione dell’azienda e in particolare di Bologna, la città che la ospita, oltre che delle persone che ci lavorano.</p>


<figure class="wp-block-embed-youtube wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><a href="https://toh-magazine.com/2023/06/la-milano-fashion-week-end-vista-da-toh-magazine-jw-anderson-prada-magliano-dsquared-review/"><img src="//i.ytimg.com/vi/oNi_2fqURSc/hqdefault.jpg" alt="YouTube Video"></a><br /><br /><figcaption></figcaption></figure>


<p>Mi sono preso un paio di giorni prima di scrivere qualcosa riguardo la SS24 di Prada, ho rivisto più volte la sfilata e oltre all&#8217;effetto sorpresa dello slime che colava dal soffitto non ho trovato niente della magia che questo brand regala(va) ogni stagione. </p>



<h4>Da quando Raf Simons fiancheggia la Signora ho come la sensazione che Miuccia abbia le mani legate e che Raf stia combinando solo casini, a partire dalla scelta musicale che stagione dopo stagione diventa sempre più banale. </h4>



<p>Tornando alla collezione, a sto giro Maria Bianchi e Raffaele Simone si soffermano sulla libertà assoluta del corpo espressa attraverso le fondamenta degli abiti che lo vestono che tradotto vuol dire camicie dalle spalle larghe che si stringono in vita accoppiate a giacche da pescatore o reporter o da chi ha bisogno di un milione di tasche, borse brutte, scarpe lucide. Insomma un esercizio di stile secondo me poco riuscito. </p>


<figure class="wp-block-embed-youtube wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><a href="https://toh-magazine.com/2023/06/la-milano-fashion-week-end-vista-da-toh-magazine-jw-anderson-prada-magliano-dsquared-review/"><img src="//i.ytimg.com/vi/BGWhB8dOKhc/hqdefault.jpg" alt="YouTube Video"></a><br /><br /><figcaption></figcaption></figure>


<p>JW Anderson per la ss24 porta in scena una collezione apparentemente semplice ma che in verità è colma di dettagli e riferimenti complessi, bellissimi, colti. </p>



<h4>Il Designer, uno dei più cool degli ultimi 15 anni, mixa l&#8217;iconografia brit con lo spirito milanese riuscendo nell&#8217;obiettivo di creare una community dove ognuno è libero di essere se stesso. </h4>



<p>In passerella i classici del guardaroba diventano pezzi speciali: i bermuda sono costruiti con un unico pannello di tessuto che gira intorno ai fianchi all&#8217;interno del quale sono inseriti i pantaloncini, la camicia oxford azzurra (ma anche a righe) che abbonda di tessuto sul davanti come fosse un mega volant oppure è tagliata sotto  il petto. Grande attenzione sulla maglieria (vero asso nella manica di Jonathan). Unica nota storta: non ho visto accessori pronti a replicare (o superare) il successo della borsa piccione. </p>


<figure class="wp-block-embed-youtube wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><a href="https://toh-magazine.com/2023/06/la-milano-fashion-week-end-vista-da-toh-magazine-jw-anderson-prada-magliano-dsquared-review/"><img src="//i.ytimg.com/vi/er6yW9N5nmk/hqdefault.jpg" alt="YouTube Video"></a><br /><br /><figcaption></figcaption></figure>


<p class="has-white-color has-text-color">milano fashion week</p>
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		<title>MFW Milano Fashion Week, le review delle sfilate</title>
		<link>https://toh-magazine.com/2023/02/mfw-24-milano-fashion-week-le-review-delle-sfilate-di-milano-prada-gucci-fendi-bottega-veneta-ferragamo/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=mfw-24-milano-fashion-week-le-review-delle-sfilate-di-milano-prada-gucci-fendi-bottega-veneta-ferragamo</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Giuseppe Di Rosalia]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 27 Feb 2023 15:01:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Culture]]></category>
		<category><![CDATA[antonio marras]]></category>
		<category><![CDATA[bottega veneta]]></category>
		<category><![CDATA[gucci]]></category>
		<category><![CDATA[mfw]]></category>
		<category><![CDATA[milano]]></category>
		<category><![CDATA[missoni]]></category>
		<category><![CDATA[moda]]></category>
		<category><![CDATA[Prada]]></category>
		<category><![CDATA[toh magazine]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://toh-magazine.com/?p=106153</guid>

					<description><![CDATA[<p>la Milano Fashion week di Milano è giunta al termine ed ora è il momento di tirar le somme di ciò che si è visto e di ciò che avremmo voluto non vedere.</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<h5>La Mfw a Milano da un po&#8217; di tempo si muove a rilento, apparentemente messi da parte i nuovi propositi di inclusività nei casting sui front row e sui vestiti che tornano di nuovo a vestire corpi fino alla tg44 per collezioni quasi tutte prive di messaggi ma piene di vestiti che fanno da contorno a chi ancora invece crea <a href="https://toh-magazine.com/?s=moda">moda</a>. </h5>



<p>Ad aprire la kermesse la poesia di Antonio Marras, il designer sardo che punta tutto sull&#8217;emozione, sulla forza delle donne partendo da Grazia Deledda come riferimento.</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-style-default"><p>Grazia Deledda è un personaggio che non avevo mai avuto il coraggio di sfiorare, che ho sempre ammirato da lontano per pudore ma questo mi sembrava il momento giusto  per raccontare la storia di come una donna determinata può raggiungere i suoi obiettivi.</p><cite>Antonio Marras</cite></blockquote>



<p>Grazia Deledda nasce a fine Ottocento, ha la quarta elementare, decide di fare la scrittrice e si trasferisce a Roma dove sposa un uomo che diventa il suo segretario: con costanza, forza e determinazione alla fine ottiene il premio Nobel nel 1926 per la letteratura.</p>



<p>Per raccontare questa storia che, come sempre per lo stilista, parte dalla Sardegna, Marras ha disegnato una collezione &#8220;nuragico-moderna, arcaico-contemporanea&#8221;. In passerella, cappotti e abiti realizzati come antichi tappeti sardi, maglioni di lana grossa incrostati di pizzi e ricami, stampe floreali e pantaloni-calza, completi di broccato e maxi felpe portate con il kilt lungo per tutti.</p>


<figure class="wp-block-embed-youtube wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><a href="https://toh-magazine.com/2023/02/mfw-24-milano-fashion-week-le-review-delle-sfilate-di-milano-prada-gucci-fendi-bottega-veneta-ferragamo/"><img src="//i.ytimg.com/vi/MGu8FEzfrbM/hqdefault.jpg" alt="YouTube Video"></a><br /><br /><figcaption></figcaption></figure>


<p>Diesel da sempre combatte per la democrazia e non è solo la montagna di 200.000 preservativi che fa da scenografia ad una collezione libera, piacevole e sperimentale il cui punto di partenza è la <a href="https://www.instagram.com/tohmagazine/">sex positivity</a>. </p>



<h5>Glenn Martens poco alla volta sta portando il brand di Renzo Rosso verso un mondo più couture senza dimenticare lo streetstyle e il clubbing. Il suo approccio ironico ma riflessivo non è da sottovalutare. </h5>


<figure class="wp-block-embed-youtube wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><a href="https://toh-magazine.com/2023/02/mfw-24-milano-fashion-week-le-review-delle-sfilate-di-milano-prada-gucci-fendi-bottega-veneta-ferragamo/"><img src="//i.ytimg.com/vi/udhzojoFvuI/hqdefault.jpg" alt="YouTube Video"></a><br /><br /><figcaption></figcaption></figure>


<p>Insoddisfazione, inadeguatezza, disagio esistenziale e il tipico atteggiamento di chi è abituata alla nonchalance: più che l&#8217;abito può l&#8217;attitude misto al linguaggio del corpo che da solo racconta e abbatte i cliché trasformando le regole in possibilità di cambiamento, stravolgendo le abitudini e i riferimenti che perdono il loro significato primo.</p>



<h4>La collezione di n21 by Alessandro Dell’Acqua mette in crisi le certezze e mette in discussione abiti e luoghi d’abitare (che poi sono i vestiti stessi) riempiti di cultura e di abitudini culturali che segnano la vita e la moda nel nostro contemporaneo.</h4>



<p>In sottofondo la voce di Monica Vitti, negli abiti la sensualità e la femminilità di Jeanne Moreau e le contraddizioni rinchiuse tutte dentro la nuova borsa, Edith&nbsp;che è desiderabile senza avere l’arroganza di voler diventare una it bag.&nbsp;</p>



<h4><a href="https://toh-magazine.com/2021/12/alessandro-dellacqua-n21-new-talent-alfredo-cortese-toh-magazine/">Alessandro Dell&#8217;Acqua</a> ha iniziato a lavorare pensando a due figure femminili create dal cinema degli anni Sessanta ma che sembrano caratterizzare molto i nostri tempi. Monica Vitti e Jeanne Moreau nel film La notte, ma anche la sola Vitti in Deserto rosso, di Michelangelo Antonioni.</h4>



<p>Sono gli anni della messa in discussione e dell&#8217;insoddisfazione provocata dai traguardi sociali raggiunti. Ma anche quelli della scoperta della sensualità, perfino dell&#8217;erotismo, insieme all&#8217;uso spregiudicato per l&#8217;epoca &#8211; della scaltrezza e della perfidia. Sono gli anni in cui cliché della provincia italiana e della media borghesia si sgretolano messi di fronte a un mondo in mutazione.&nbsp;Certo, poi ci sono riferimenti al periodo d&#8217;oro di Prada e di Lang ma ci stanno tutti perché non sono urlati, non sono copiati, sono omaggi. </p>



<h5>Oggi al designer interessa lo stesso atteggiamento che ricerca il nuovo senza nascondersi nella comodità delle certezze e per questo ha messo insieme molti cliché del guardaroba femminile per meglio identificarli, stravolgerli, abbatterli o semplicemente sdrammatizzarli.&nbsp;In questo modo Dell’acqua sceglie di lavorare non attraverso le forme e volumi ma dando ai vestiti la possibilità di mettersi al servizio di un linguaggio del corpo molto libero che così diventa automaticamente anche molto sofisticato. BRAVO.</h5>


<figure class="wp-block-embed-youtube wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><a href="https://toh-magazine.com/2023/02/mfw-24-milano-fashion-week-le-review-delle-sfilate-di-milano-prada-gucci-fendi-bottega-veneta-ferragamo/"><img src="//i.ytimg.com/vi/cGJUXXl6mHM/hqdefault.jpg" alt="YouTube Video"></a><br /><br /><figcaption></figcaption></figure>


<p>A quanto pare la sartoria è il “nuovo” Graal della moda e questo vuoldire che MM6 è sulla buona strada.&nbsp;Il team di creativi per la prossima stagione ha presentato pezzi ibridi su misura, stratificati di cultura, umanità e poi decostruiti/ricostruiti.. come fosse un best of degli insegnamenti di Martin.</p>



<h5>Da sempre il team di creativi di MM6 ha delle regole ben precise tra cui quella di avere sette modi diversi per interpetare il concetto del gruppo di tre (modulazione di assemblare e smontare i capi dando loro diversi significati e funzioni).</h5>



<p>Ora, anche se alcuni pezzi sembravano piuttosto elaborati i risultati li ho trovati interessanti per via della loro realtà concettuale. Il compito di MM6 è quello di rendere i vestiti cool ma comunque indossabili per questo non gliene frega niente di finire sulle riviste patinate ma di essere indossati dalle persone vere perché la moda deve scatenare emozioni.</p>



<h5>Va precisato che MM6 non ha un atelier, lavora industrialmente&nbsp;e che il più delle volte utilizza materiali umili e molto semplici perché come ai tempi di Martin il tutto è creato da molte persone poiché si tratta di umanità e va costruita insieme.&nbsp;</h5>


<figure class="wp-block-embed-youtube wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><a href="https://toh-magazine.com/2023/02/mfw-24-milano-fashion-week-le-review-delle-sfilate-di-milano-prada-gucci-fendi-bottega-veneta-ferragamo/"><img src="//i.ytimg.com/vi/DZpbIaM0Azo/hqdefault.jpg" alt="YouTube Video"></a><br /><br /><figcaption></figcaption></figure>


<p>La prima volta che vidi uno show di Marco Rambaldi (credo il primo) piansi, ricordo di avergli scritto personalmente dicendogli che in lui vedevo la speranza di una rinascita della moda italiana, una novità, una via d’uscita dallo stereotipo.&nbsp;</p>



<h5>Col tempo ho cambiato idea, penso sempre che abbia grande talento ma penso anche che le persone intorno a lui non lo stiano aiutando a metterlo in mostra.&nbsp;</h5>



<p>La sua ultima collezione, Supernova,&nbsp;Non ha brillato come il nome suggerirebbe anzi l’ho trovata piuttosto sottotono.&nbsp;I riferimenti al Cocoricó non hanno legato bene la storia che forse il designer voleva raccontare. </p>



<p>Pochi colori, stampe opinabili, a salvare il tutto le pelli recuperate dal deadstock e il lavoro magistrale sulla maglieria, infatti è finalista del woolmark prize 2023.Si può fare di più e Marco ha tutto il tempo per farlo.&nbsp;</p>


<figure class="wp-block-embed-youtube wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><a href="https://toh-magazine.com/2023/02/mfw-24-milano-fashion-week-le-review-delle-sfilate-di-milano-prada-gucci-fendi-bottega-veneta-ferragamo/"><img src="//i.ytimg.com/vi/v3z5y7KINME/hqdefault.jpg" alt="YouTube Video"></a><br /><br /><figcaption></figcaption></figure>


<h5>Kim Jones da Fendi inizia a perdere colpi, o forse la bussola del suo Apple Watch non funziona più benissimo. La collezione per il prossimo autunno/inverno è tutto un gioco di archivi, di Karl Lagerfeld e di tirate di orecchie da parte di Silvia Venturini Fendi.</h5>



<p>In passerella look per certi versi severi, spesso colorati e molto lineari. Ci sono le stampe del 1996 e alcuni disegni di Lagerfeld dell&#8217;81, poi ci sono le gonne tagliate a metà e altre che si allargano ai lati per via di alcuni pannelli e qui Karl si sente ancora fortissimo. Le borse, vero fiore all&#8217;occhiello del brand, questa stagione pare passino in secondo piano. Kim cosa devo fare con te?</p>


<figure class="wp-block-embed-youtube wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><a href="https://toh-magazine.com/2023/02/mfw-24-milano-fashion-week-le-review-delle-sfilate-di-milano-prada-gucci-fendi-bottega-veneta-ferragamo/"><img src="//i.ytimg.com/vi/I8W_HqZ1lh8/hqdefault.jpg" alt="YouTube Video"></a><br /><br /><figcaption></figcaption></figure>


<h5><a href="https://toh-magazine.com/2021/05/marco-de-vincenzo-toh-magazine-interview-intervista/">Marco De Vincenzo</a> mi è sempre piaciuto perché ha sempre fatto le cose a modo suo. Il suo lavoro da Etro, iniziato da pochissimo, lo vedo più come uno studio di estrazione, una ricerca del suo io più creativo.&nbsp;</h5>



<p>Questo significa che il ragazzo di Messina è disposto a scendere a compromessi con l’eredità di un brand dall’estetica bohemien anni ‘70 accostato&nbsp;alla precisione strutturata e geometrica tipica del designer a cui ci ha abituati dal 2010 con la sua linea omonima, purtroppo oggi fuori produzione.</p>



<h4>La nuova collezione si chiama Radical Etro e Marco come un archeologo affronta il passato per scoprire la luce del suo futuro.&nbsp;</h4>



<p>In passerella abiti romantici molto etro ma con il tocco di Marco e cappotti con accenni che richiamano i copriletto (qui il collegamento con la collezione molto domestica presentata a gennaio)&nbsp;Per De Vincenzo, migliorare la competenza tessile di Etro “è un dovere”. </p>



<p>A tal fine, ha intervallato numeri di chiffon ariosi con tute slim-fit con stracci allungati, tagliati in ricchi broccati del XVIII sec. o cappotti realizzati in trame a maglia multicolor malleabili a doppio petto, la prova inconfutabile che Marco rispetta il brand ma non è succube. Marco De Vincenzo non è cambiato, ama il rischio anche se non è un sovversivo. E oggi niente è più radicale di questo.&nbsp;</p>


<figure class="wp-block-embed-youtube wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><a href="https://toh-magazine.com/2023/02/mfw-24-milano-fashion-week-le-review-delle-sfilate-di-milano-prada-gucci-fendi-bottega-veneta-ferragamo/"><img src="//i.ytimg.com/vi/JpleaKMF30o/hqdefault.jpg" alt="YouTube Video"></a><br /><br /><figcaption></figcaption></figure>


<h5>Andrea Incontri da Benetton porta in passerella l’idea della serialità e del ciclo che si ripete dando alla collezione il titolo di Infinity.</h5>



<p>Nel ciclo della ripetizione della moda, l’infinito definisce perché, come indica il suo segno (un 8 sdraiato in orizzontale) è un percorso che non ha mai fine: come Benetton, che nato nel 1965 ha percorso cicli su cicli per arrivare a questa collezione che è il secondo appuntamento di Andrea Incontri, designer sottovalutato ma con un grande potenziale.</p>



<p>Sono convinto che l&#8217;approccio del nuovo direttore creativo che ha il compito, seppure non dichiarato, di riportare <a href="https://it.benetton.com/inside/article_mfw-event-infinity.html">Benetton</a> a quella notorietà che l’ha portato a rappresentare la moda possibile all’Italiana ancora prima della nascita del pret-à-porter e del made in Italy possa funzionare.</p>



<h5>Filippo Grazioli alla sua seconda collezione da direttore creativo di Missoni convince sempre di più. </h5>



<p>Se alla sua prima ho scritto che mi sarebbe piaciuto vederlo giocare con i codici della casa con un approccio più libero e audace, senza paura posso dire di essere stato accontentato. </p>



<h5>Per la sua nuova prova per&nbsp;Missoni,&nbsp;parte da una fioritura di rose incontrata in archivio.</h5>



<blockquote class="wp-block-quote"><p> Ho visto le cartella stampa scritta da&nbsp;Anna Piaggi&nbsp;per una sfilata del 1984. Parlava delle rose e della storia d’amore tra&nbsp;Rosita&nbsp;e&nbsp;Ottavio Missoni. </p><cite>Filippo Grazioli</cite></blockquote>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-instagram wp-block-embed-instagram"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="instagram-media" data-instgrm-captioned data-instgrm-permalink="https://www.instagram.com/p/CpE4I2Wo8FW/?utm_source=ig_embed&amp;utm_campaign=loading" data-instgrm-version="14" style=" background:#FFF; border:0; border-radius:3px; box-shadow:0 0 1px 0 rgba(0,0,0,0.5),0 1px 10px 0 rgba(0,0,0,0.15); margin: 1px; max-width:658px; min-width:326px; padding:0; width:99.375%; width:-webkit-calc(100% - 2px); width:calc(100% - 2px);"><div style="padding:16px;"> <a href="https://www.instagram.com/p/CpE4I2Wo8FW/?utm_source=ig_embed&amp;utm_campaign=loading" style=" background:#FFFFFF; line-height:0; padding:0 0; text-align:center; text-decoration:none; width:100%;" target="_blank"> <div style=" display: flex; flex-direction: row; align-items: center;"> <div style="background-color: #F4F4F4; border-radius: 50%; flex-grow: 0; height: 40px; margin-right: 14px; width: 40px;"></div> <div style="display: flex; flex-direction: column; flex-grow: 1; justify-content: center;"> <div style=" background-color: #F4F4F4; border-radius: 4px; flex-grow: 0; height: 14px; margin-bottom: 6px; width: 100px;"></div> <div style=" background-color: #F4F4F4; border-radius: 4px; flex-grow: 0; height: 14px; width: 60px;"></div></div></div><div style="padding: 19% 0;"></div> <div style="display:block; height:50px; margin:0 auto 12px; width:50px;"><svg width="50px" height="50px" viewBox="0 0 60 60" version="1.1" xmlns="https://www.w3.org/2000/svg" xmlns:xlink="https://www.w3.org/1999/xlink"><g stroke="none" stroke-width="1" fill="none" fill-rule="evenodd"><g transform="translate(-511.000000, -20.000000)" fill="#000000"><g><path d="M556.869,30.41 C554.814,30.41 553.148,32.076 553.148,34.131 C553.148,36.186 554.814,37.852 556.869,37.852 C558.924,37.852 560.59,36.186 560.59,34.131 C560.59,32.076 558.924,30.41 556.869,30.41 M541,60.657 C535.114,60.657 530.342,55.887 530.342,50 C530.342,44.114 535.114,39.342 541,39.342 C546.887,39.342 551.658,44.114 551.658,50 C551.658,55.887 546.887,60.657 541,60.657 M541,33.886 C532.1,33.886 524.886,41.1 524.886,50 C524.886,58.899 532.1,66.113 541,66.113 C549.9,66.113 557.115,58.899 557.115,50 C557.115,41.1 549.9,33.886 541,33.886 M565.378,62.101 C565.244,65.022 564.756,66.606 564.346,67.663 C563.803,69.06 563.154,70.057 562.106,71.106 C561.058,72.155 560.06,72.803 558.662,73.347 C557.607,73.757 556.021,74.244 553.102,74.378 C549.944,74.521 548.997,74.552 541,74.552 C533.003,74.552 532.056,74.521 528.898,74.378 C525.979,74.244 524.393,73.757 523.338,73.347 C521.94,72.803 520.942,72.155 519.894,71.106 C518.846,70.057 518.197,69.06 517.654,67.663 C517.244,66.606 516.755,65.022 516.623,62.101 C516.479,58.943 516.448,57.996 516.448,50 C516.448,42.003 516.479,41.056 516.623,37.899 C516.755,34.978 517.244,33.391 517.654,32.338 C518.197,30.938 518.846,29.942 519.894,28.894 C520.942,27.846 521.94,27.196 523.338,26.654 C524.393,26.244 525.979,25.756 528.898,25.623 C532.057,25.479 533.004,25.448 541,25.448 C548.997,25.448 549.943,25.479 553.102,25.623 C556.021,25.756 557.607,26.244 558.662,26.654 C560.06,27.196 561.058,27.846 562.106,28.894 C563.154,29.942 563.803,30.938 564.346,32.338 C564.756,33.391 565.244,34.978 565.378,37.899 C565.522,41.056 565.552,42.003 565.552,50 C565.552,57.996 565.522,58.943 565.378,62.101 M570.82,37.631 C570.674,34.438 570.167,32.258 569.425,30.349 C568.659,28.377 567.633,26.702 565.965,25.035 C564.297,23.368 562.623,22.342 560.652,21.575 C558.743,20.834 556.562,20.326 553.369,20.18 C550.169,20.033 549.148,20 541,20 C532.853,20 531.831,20.033 528.631,20.18 C525.438,20.326 523.257,20.834 521.349,21.575 C519.376,22.342 517.703,23.368 516.035,25.035 C514.368,26.702 513.342,28.377 512.574,30.349 C511.834,32.258 511.326,34.438 511.181,37.631 C511.035,40.831 511,41.851 511,50 C511,58.147 511.035,59.17 511.181,62.369 C511.326,65.562 511.834,67.743 512.574,69.651 C513.342,71.625 514.368,73.296 516.035,74.965 C517.703,76.634 519.376,77.658 521.349,78.425 C523.257,79.167 525.438,79.673 528.631,79.82 C531.831,79.965 532.853,80.001 541,80.001 C549.148,80.001 550.169,79.965 553.369,79.82 C556.562,79.673 558.743,79.167 560.652,78.425 C562.623,77.658 564.297,76.634 565.965,74.965 C567.633,73.296 568.659,71.625 569.425,69.651 C570.167,67.743 570.674,65.562 570.82,62.369 C570.966,59.17 571,58.147 571,50 C571,41.851 570.966,40.831 570.82,37.631"></path></g></g></g></svg></div><div style="padding-top: 8px;"> <div style=" color:#3897f0; 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overflow:hidden; padding:8px 0 7px; text-align:center; text-overflow:ellipsis; white-space:nowrap;"><a href="https://www.instagram.com/p/CpE4I2Wo8FW/?utm_source=ig_embed&amp;utm_campaign=loading" style=" color:#c9c8cd; font-family:Arial,sans-serif; font-size:14px; font-style:normal; font-weight:normal; line-height:17px; text-decoration:none;" target="_blank">A post shared by FILIPPO GRAZIOLI (@filippograzioli)</a></p></div></blockquote><script async src="//platform.instagram.com/en_US/embeds.js"></script>
</div></figure>



<p>Lo show si tiene a Palazzo Mezzanotte e varcato l’ingresso anni 30, si entra in una sala dagli sgabelli circolari con velari di tela dalle rouches, in tre curve continue. Sui seat, ma anche su alcuni inviti la scritta, «Do you remember the first kiss?». Lo show parte e subito si respira aria di evoluzione. </p>



<h5>La sua una donna che nella molteplicità trova se stessa, in bilico tra le silhouette che segnano il corpo e lo allungano e i volumi decisi che lo avvolgono nel tailoring di ispirazione mannish.</h5>



<p>Il gioco delle proporzioni è costante, nei capi e nei disegni, nel micro e macro che continuamente si congiungono e alternano, dai blouson ai fiammati, fino al famosissimo e ai noioso zig-zag. </p>



<p>Fiammati, zig zag i e poi un tripudio di rose, finanche selvagge quando fuse con macchie animalier. </p>



<h5>Giustissimo lo styling di&nbsp;<strong>Lorenzo Posocco</strong>, uno tra i pochi stylist in Italia che sa come fare il suo lavoro. Bellissime le borse che ricordano i codici della casa e che potrebbero, finalmente, far entrare Missoni nell&#8217;universo sempre più vuoto degli accessori. Bravo!</h5>


<figure class="wp-block-embed-youtube wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><a href="https://toh-magazine.com/2023/02/mfw-24-milano-fashion-week-le-review-delle-sfilate-di-milano-prada-gucci-fendi-bottega-veneta-ferragamo/"><img src="//i.ytimg.com/vi/4f3dT8p2sds/hqdefault.jpg" alt="YouTube Video"></a><br /><br /><figcaption></figcaption></figure>


<p>Matthieu Blazy&nbsp;è per me uno tra i migliori nuovi designer in circolazione. Sa tagliare un abito, dare un senso di novità e appeal a qualcosa che visto fino a ieri sembrava irrilevante.</p>



<h5>Questa nuova visione di Bottega Veneta è praticamente perfetta, il designer ha il potere di ribaltare ogni pensiero che si ha sulla moda che vediamo oggi. Blazy riesce ad arrivare al punto in cui il desiderio della moda incontra la necessità del vestito e manda in scena una&nbsp;collezione che riesce a raccontare tutte le tensioni del presente.</h5>



<p>Se poi mixi l’incontro tra la classicità del passato e l’urgenza futurista di Boccioni che spiega non solo la voluta dissonanza dei vestiti che si incrociano in passerella ma un procedimento creativo che ha del coraggioso in un’epoca di appiattimenti sulle figure rassicuranti, Blazy rischia ma comunque riesce ad indicare un sentiero, una strada, una direzione per un percorso futuro che non ha bisogno di urlare quanto siamo fighi e quanto siamo bravi. A questo giro, il migliore in assoluto.</p>


<figure class="wp-block-embed-youtube wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><a href="https://toh-magazine.com/2023/02/mfw-24-milano-fashion-week-le-review-delle-sfilate-di-milano-prada-gucci-fendi-bottega-veneta-ferragamo/"><img src="//i.ytimg.com/vi/XV-USjiMiFM/hqdefault.jpg" alt="YouTube Video"></a><br /><br /><figcaption></figcaption></figure>


<p>Che dire di Prada? Per uno come me che ama profondamente il brand di Miuccia oggi è molto difficile dire qualcosa di positivo. Prada non si ripeteva mai, Prada dava sempre lezioni di stile, di moda e di cultura, oggi Prada fa vestiti o almeno è così da quando c&#8217;è il badante Raf. Anche la scelta musicale sta diventando banale, i concetti che provano a raccontare qualcosa che è esattamente come le ultime collezioni dal 2020 in poi servono come specchietti per le allodole e per riempire le pagine dei quotidiani finanziati dal gruppo. I fiori applicati sulle gonne, i ricordi di fw14 &#8211; fw2007- e le ossessioni di Raf ridotte all&#8217;osso per dargli il contentino. Peccato.</p>


<figure class="wp-block-embed-youtube wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><a href="https://toh-magazine.com/2023/02/mfw-24-milano-fashion-week-le-review-delle-sfilate-di-milano-prada-gucci-fendi-bottega-veneta-ferragamo/"><img src="//i.ytimg.com/vi/7xj27njaRBs/hqdefault.jpg" alt="YouTube Video"></a><br /><br /><figcaption></figcaption></figure>


<p class="has-white-color has-text-color">mfw milano fashion week mfw milano fashion week mfw milano fashion week mfw milano fashion week mfw milano fashion week mfw milano fashion week</p>
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		<title>MFW FW23-24 UOMO: Le nostre review</title>
		<link>https://toh-magazine.com/2023/01/mfw-fw23-24-review-sfilate-milano-gucci-prada-armani-jw-anderson-fendi/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=mfw-fw23-24-review-sfilate-milano-gucci-prada-armani-jw-anderson-fendi</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Giuseppe Di Rosalia]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 20 Jan 2023 15:41:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Culture]]></category>
		<category><![CDATA[Moda]]></category>
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		<category><![CDATA[Prada]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Come sempre ecco le review non richieste sulle sfilate maschili di Milano seguite da Giuseppe Di Rosalia.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<h5>La MFW FW23-24, che possiamo tranquillamente chiamare fashion week-end è ufficialmente finita e dopo anni di grande sperimentazione ai limiti dell’eccesso, ora pare che i brand abbiano puntato su mood più tradizionali e conservatori, un po’ come il governo italiano, ma sull’onda di quell’estetica old money che tanto piace ai nuovi consumer.&nbsp;</h5>



<p>Diciamo che la transizione è stata abbastanza facile per chi ha una storia; ma che si sta rivelando invece assai più insidiosa per chi, invece, si trova a dover fare i salti mortali per compierla.</p>



<p>È nel punto di equilibrio tra eleganza, sport e comodità che si trova la sintesi di questa tre giorni di moda uomo, settore che&nbsp;sta vivendo così la sua&nbsp;<strong>età della Restaurazione</strong>, con il ritorno di quei pezzi considerati intramontabili e identitari di ogni marchio, accompagnati da nuove creazioni all’insegna dell’altissima qualità dei materiali, per un lusso realmente esclusivo.&nbsp;</p>



<h5>Ad aprire le danze è stato&nbsp;<strong><a href="https://toh-magazine.com/2020/11/alessandro-michele-gucci-fest-review/">Gucci</a></strong>&nbsp;che, dopo i sette anni sotto la “geniale” e sovversiva direzione creativa di&nbsp;<strong><a href="https://toh-magazine.com/2021/04/gucci-aria-review-show-sfilata-alessandro-michele-balenciaga/">Alessandro Michele</a></strong>, sta tornando ad un’estetica più classica: la sua sfilata uomo&nbsp;<strong>Autunno/Inverno 2023-2024 p</strong>er via dell’accaduto era la più attesa ma si è rivelata una comprensibile delusione, per non dire flop.</h5>



<p>È toccato al team creativo interno all’azienda il&nbsp;compito di raccogliere un’eredità pesante come quella di un creativo&nbsp;a cui si associa il gender fluid non come stile ma come visione di vita.&nbsp;&nbsp;In tal senso, il ritorno (dopo tre anni) a collezioni separate per uomo e donna è stato&nbsp;già un primo sostanziale e aggiungerei inutile passo.&nbsp;Ecco quindi che il team ha lavorato per sottrazione, consegnando un guardaroba ai limiti dell’anonimato, con declinazioni libere delle tante mascolinità contemporanee che fondono influenze diverse, derivate dagli archivi e da ispirazioni contrastanti, in primis lo streetwear.</p>



<figure class="wp-block-image size-full"><img data-attachment-id="105833" data-permalink="https://toh-magazine.com/2023/01/mfw-fw23-24-review-sfilate-milano-gucci-prada-armani-jw-anderson-fendi/sfilata-gucci/" data-orig-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2023/01/mfw-fw23.jpeg" data-orig-size="700,339" data-comments-opened="0" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;ANSA&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;Sfilata Gucci&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;1673635930&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;ANSA&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;Sfilata Gucci&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;1&quot;}" data-image-title="Sfilata Gucci mfw fw23" data-image-description="" data-medium-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2023/01/mfw-fw23-300x145.jpeg" data-large-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2023/01/mfw-fw23.jpeg" loading="lazy" width="700" height="339" src="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2023/01/mfw-fw23.jpeg" alt="Sfilata Gucci mfw fw23" class="wp-image-105833" srcset="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2023/01/mfw-fw23.jpeg 700w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2023/01/mfw-fw23-300x145.jpeg 300w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2023/01/mfw-fw23-450x218.jpeg 450w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2023/01/mfw-fw23-350x170.jpeg 350w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /><figcaption><sup><sub>Sfilata Gucci</sub></sup></figcaption></figure>



<p>Da Fendi solo l’allestimento della sala con i suoi binari aerei che trasportavano sfere argentate creata da Nico Vascellari bastava a far intendere che lo spettacolo e la collezione sarebbero stati&nbsp;ipnotizzanti, e già dal primo look la sensazione era confermata. <br>Considerando i costosissimi componenti come i cappotti in pelle dipinti a mano e con finiture antiche, giacche in shearling, lunghi giubbotti in pelle plongé,&nbsp;giacche in cashmere intrecciate a mano, borse imbottite con coperte di cachemire e stivali di coccodrillo con tacco cubano impossibile comprare qualcosa con meno di cinque mila euro.</p>



<h5>Poiché al di là dell’analisi approfondita della sfilata in superficie era ed è evidente che quella di Fendi è stata&nbsp;una delle collezioni più lussuose di Milano, con una texture&nbsp;morbida nella sua consistenza e avvolgente nelle sue proporzioni generose e nei suoi molteplici strati di tessuti pregiati.&nbsp;</h5>



<p>Tornando ai vestiti si dice che quando Silvia Venturini Fendi&nbsp;viveva a New York negli anni &#8217;80&nbsp;e lavorava da Bergdorf Goodman, era solita indossare un top monospalla sotto i suoi look da lavoro, in modo da essere pronta per un giro allo Studio 54, o per un giro al Roxy. Ecco rivivere in passerella questi modelli monospalla per gli uomini in aggiunta a maglioni sexy o un&#8217;insolita camicia da sera a righe che offre uno scivolone ad ogni passo.</p>



<p>Analizzando la collezione, si trovano pezzi che costeranno come tre anni di affitto di una stanza a Milano in colori sobri e classici come il grigio, l&#8217;avena il blu e il nero ma che sono reversibili, così da giustificare il prezzo.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img data-attachment-id="105834" data-permalink="https://toh-magazine.com/2023/01/mfw-fw23-24-review-sfilate-milano-gucci-prada-armani-jw-anderson-fendi/fendi-mfw-fw23/" data-orig-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2023/01/fendi-mfw-fw23.png" data-orig-size="2000,1100" data-comments-opened="0" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}" data-image-title="fendi mfw fw23" data-image-description="" data-medium-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2023/01/fendi-mfw-fw23-300x165.png" data-large-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2023/01/fendi-mfw-fw23-1024x563.png" loading="lazy" width="1024" height="563" src="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2023/01/fendi-mfw-fw23-1024x563.png" alt="mfw fw23" class="wp-image-105834" srcset="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2023/01/fendi-mfw-fw23-1024x563.png 1024w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2023/01/fendi-mfw-fw23-300x165.png 300w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2023/01/fendi-mfw-fw23-768x422.png 768w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2023/01/fendi-mfw-fw23-1536x845.png 1536w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2023/01/fendi-mfw-fw23-1000x550.png 1000w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2023/01/fendi-mfw-fw23-900x495.png 900w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2023/01/fendi-mfw-fw23-450x248.png 450w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2023/01/fendi-mfw-fw23-350x193.png 350w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2023/01/fendi-mfw-fw23.png 2000w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption><sup><sub>Sfilata Fendi</sub></sup></figcaption></figure>



<h4>Una collezione meravigliosa ha segnato il debutto di Marco De Vincenzo nella moda maschile di Etro e ha dato prova di un&#8217;irresistibile progressione creativa.</h4>



<p>In un momento storico in cui gli stilisti appena nominati Direttori creativi di un brand vengono messi sotto pressione per fornire un’immagine definita e d&#8217;impatto fin dall’inizio, è molto più interessante vedere un designer che sviluppa la sua visione gradualmente; facendo sentire gli spettatori coinvolti nel processo di scoperta.</p>



<p>A questo scopo, gli ospiti che arrivavano nella fabbrica di Via Orobia potevano vedere e toccare con mano il motivo per cui <a href="https://toh-magazine.com/2021/05/marco-de-vincenzo-toh-magazine-interview-intervista/">De Vincenzo</a> si impegna a mettere l&#8217;eredità tessile di Etro al centro della sua attività, mentre scaffali e rotoli di campioni di tessuto d’archivio hanno offerto uno sguardo al know-how di Etro.</p>



<h5>Se l&#8217;allestimento non fosse abbastanza esplicativo, lo stilista ha messo in evidenza modelli desiderabili &nbsp;e ricchi tessuti nella collezione, aggiungendo una parte della sua storia personale.Prendiamo il primo look: un lungo cappotto di lana con un motivo geometrico all over che riproduceva una coperta di velluto che lo stilista possedeva da bambino.</h5>



<p>Come una sorta di talismano, ha guidato una convincente sequenza di maglieria artigianale, capispalla accoglienti e sartoriali, tutti impregnati di una freschezza riconducibile ai nuovi consumer.</p>



<p>Un elemento chiave, il tartan, rimandava ai primi tempi di Etro, mentre i bellissimi maglioni con motivi optical strizzavano l&#8217;occhio agli effetti ottici di De Vincenzo. Una reintroduzione del paisley è stata filtrata attraverso la lente dello stilista in tute e abiti-camicia.</p>



<h5>Mantenendo le forme non complicate, la silhouette allungata degli anni ’70 aveva accenti grungy. Un altro elemento degno di nota sono i pantaloni da smoking delicatamente ricamati con fiori in vita abbinati &nbsp;a camicie a quadri per outfit che evocavano il DNA &nbsp;di Etro senza la necessità di altri riferimenti. Bravo.</h5>



<figure class="wp-block-image size-full"><img data-attachment-id="105835" data-permalink="https://toh-magazine.com/2023/01/mfw-fw23-24-review-sfilate-milano-gucci-prada-armani-jw-anderson-fendi/etro-mfw-fw23/" data-orig-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2023/01/etro-mfw-fw23.jpeg" data-orig-size="960,480" data-comments-opened="0" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}" data-image-title="etro mfw fw23" data-image-description="" data-medium-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2023/01/etro-mfw-fw23-300x150.jpeg" data-large-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2023/01/etro-mfw-fw23.jpeg" loading="lazy" width="960" height="480" src="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2023/01/etro-mfw-fw23.jpeg" alt="mfw fw23" class="wp-image-105835" srcset="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2023/01/etro-mfw-fw23.jpeg 960w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2023/01/etro-mfw-fw23-300x150.jpeg 300w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2023/01/etro-mfw-fw23-768x384.jpeg 768w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2023/01/etro-mfw-fw23-900x450.jpeg 900w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2023/01/etro-mfw-fw23-450x225.jpeg 450w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2023/01/etro-mfw-fw23-350x175.jpeg 350w" sizes="(max-width: 960px) 100vw, 960px" /><figcaption><sup><sub>Sfilata Etro</sub></sup></figcaption></figure>



<p>DSquared2 e MSGM non pervenuti. Entrambe le collezioni prive di emozioni, ancora una volta fumo negli occhi per nascondere vestiti che servono per coprirsi, per gente convinta che basti il logo su una felpa o un cappellino per trovare un posto nel mondo.</p>



<h5>In una stagione maschile milanese povera di emozioni è stato lasciato a Miuccia Prada e <a href="https://toh-magazine.com/2022/11/alessandro-michele-gucci-raf-simons-balenciaga-kering/">Raf Simons</a> il compito di alzare l’asticella oltreché il soffitto.</h5>



<p>Gli applausi scroscianti alla fine della loro fantastica sfilata di domenica, che ha visto una collezione austera creata esclusivamente per vendere.&#8221;Sartorialità riduttiva, schegge grafiche di stampa e maglia, messi a nudo sulla pelle”, si legge sulle note della sfilata che tradotto significa: Colletti appuntiti e frammenti di maglione abbottonati nelle giacche o nei cardigan, come nuovi dickies, lasciando il petto scoperto. Come tutte le sfilate di <a href="https://toh-magazine.com/2022/05/miuccia-prada-stilista-storia-compleanno-eta/">Prada</a>, era ripetitiva. </p>



<p>Eppure, è stato difficile trovare difetti nell’impareggiabile sartoria delle giacche, che si contrapponevano a pantaloni sottili e affusolati con pieghe permanenti davanti e dietro.</p>



<h5>I capispalla erano sensazionali: cappotti di lana classici fino al midollo tranne che per le quattro cerniere orizzontali bianche &#8211; o vivaci nastri lungo le maniche e il carré, che davano loro un tocco visivo; giacche e tuniche in pelle scamosciata, squadrate o sottili, nel più profondo il più delizioso dei colori caramello, e i bomber militari ridotti a uno sbuffo di raso verde o navy, con la fodera arancione come unico dettaglio.</h5>



<p>Poi la punta di minimalismo: un giubbotto bianco che assomigliava a un cuscino il cui riferimento è Margiela 1990 e Margiela 1999.<br>Salvo alcuni colletti a punta, questa collezione è stata completamente priva di stampe, lasciando la parola alla precisione delle forme e combinazioni di colori così desiderabili come limone pallido e giada, cammello e arancio, oppure malva e marrone cioccolato.</p>



<p>Prada e Simons, che di solito prima o dopo lo show rilasciano interviste questa volta hanno detto che il ritorno all&#8217;essenziale può essere la strada migliore da percorrere in tempi duri e bui come questo.</p>



<figure class="wp-block-image size-full"><img data-attachment-id="105836" data-permalink="https://toh-magazine.com/2023/01/mfw-fw23-24-review-sfilate-milano-gucci-prada-armani-jw-anderson-fendi/mfw-fw23-prada/" data-orig-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2023/01/mfw-fw23-prada.jpeg" data-orig-size="960,480" data-comments-opened="0" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}" data-image-title="mfw fw23 prada" data-image-description="" data-medium-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2023/01/mfw-fw23-prada-300x150.jpeg" data-large-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2023/01/mfw-fw23-prada.jpeg" loading="lazy" width="960" height="480" src="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2023/01/mfw-fw23-prada.jpeg" alt="mfw fw23" class="wp-image-105836" srcset="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2023/01/mfw-fw23-prada.jpeg 960w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2023/01/mfw-fw23-prada-300x150.jpeg 300w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2023/01/mfw-fw23-prada-768x384.jpeg 768w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2023/01/mfw-fw23-prada-900x450.jpeg 900w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2023/01/mfw-fw23-prada-450x225.jpeg 450w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2023/01/mfw-fw23-prada-350x175.jpeg 350w" sizes="(max-width: 960px) 100vw, 960px" /><figcaption><sup><sub>Sfilata Prada</sub></sup></figcaption></figure>



<p>&#8220;C&#8217;è un premio per l&#8217;abito più stupido alla settimana della moda maschile a Londra?&#8221;, scriveva il &nbsp;<a href="https://www.dailymail.co.uk/femail/article-2259699/Is-prize-stupidest-outfit-week-From-plank-hats-furry-pants-Mens-Fashion-Week-seen-real-clangers.html">Daily Mail </a>nel gennaio 2013. In testa alla lista c&#8217;era quello di Jonathan Anderson.</p>



<p>&#8220;Da <a href="https://toh-magazine.com/2022/01/jw-anderson-milano-fashion-week-prada-review/">J.W. Anderson</a> l&#8217;umiliazione dei modelli è stata resa completa, dato che lo stilista ha mandato in giro il suo clan di bellezze maschili con pantaloncini a balze&#8221;, ha commentato il tabloid britannico non ancora pronto ai discorsi sull&#8217;identità di genere.</p>



<p>A distanza di 10 anni, quei pantaloncini sono tornati, questa volta in pelle e con un lucchetto in vita.</p>



<h5>Trovo che Anderson sia uno dei più promettenti in circolazione, lo dico da anni e non mi stancherò di dirlo anche se nel complesso, questa collezione è stata povera di nuove idee, e piuttosto povera di abiti: un buon numero di modelli hanno sfilato vestiti solo di soffici slip infantili, alcuni stringendo un lungo rotolo di tessuto di lana, o abbracciando un cuscino.</h5>



<p>&#8220;Si tratta di intimità, di domesticità, è un riavvio&#8221;, ha dichiarato Anderson aggiungendo che il suo marchio è in forte espansione tanto da aprire un nuovo negozio in primavera in Via Sant’Andrea a Milano dove le scarpe con gli occhi di rana arriveranno ad aprile, solo in taglie da adulto.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img data-attachment-id="105837" data-permalink="https://toh-magazine.com/2023/01/mfw-fw23-24-review-sfilate-milano-gucci-prada-armani-jw-anderson-fendi/mfw-fw-23/" data-orig-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2023/01/mfw-fw-23.jpeg" data-orig-size="800,1200" data-comments-opened="0" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}" data-image-title="mfw fw 23" data-image-description="" data-medium-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2023/01/mfw-fw-23-200x300.jpeg" data-large-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2023/01/mfw-fw-23-683x1024.jpeg" loading="lazy" width="683" height="1024" src="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2023/01/mfw-fw-23-683x1024.jpeg" alt="jw anderson " class="wp-image-105837" srcset="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2023/01/mfw-fw-23-683x1024.jpeg 683w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2023/01/mfw-fw-23-200x300.jpeg 200w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2023/01/mfw-fw-23-768x1152.jpeg 768w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2023/01/mfw-fw-23-450x675.jpeg 450w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2023/01/mfw-fw-23-350x525.jpeg 350w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2023/01/mfw-fw-23.jpeg 800w" sizes="(max-width: 683px) 100vw, 683px" /><figcaption><sup><sub>Sfilata J.W. Anderson</sub></sup></figcaption></figure>



<p>Se non trovate altre review è perchè evidentemente non mi hanno trasmesso niente, anzi si&#8230; Armani con la sua parata eteronormativa mi ha solo arrabbiare e onestamente difficilmente troverà spazio su questo magazine. </p>



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		<title>Milano fashion week: La carovana della moda è arrivata a Milano -day 2.</title>
		<link>https://toh-magazine.com/2022/09/milano-fashion-week-ss-23-runway-prada-boss-blumarine/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=milano-fashion-week-ss-23-runway-prada-boss-blumarine</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Giuseppe Di Rosalia]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 23 Sep 2022 17:20:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Moda]]></category>
		<category><![CDATA[BLUMARINE]]></category>
		<category><![CDATA[lgbt]]></category>
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		<category><![CDATA[milano fashion week]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Le review del secondo giorno di sfilate ss23 a Milano.</p>
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<h4>Il secondo giorno di milano fashion week vede in calendario molti nomi ma con pochissima sostanza. Di seguito quelle che ci hanno incuriosito di più.</h4>



<p>Miuccia Prada e Raf Simons con la loro <a href="https://toh-magazine.com/2022/09/la-carovana-della-moda-e-arrivata-a-milano-day-1-fashion-week-milan-streetstyle/">ss23</a> presentano una collezione elegantemente cruda fatta di gesti della realtà attraverso una sequenza di riflessioni, rifrazioni, osservazioni e <a href="https://www.instagram.com/tohmagazine/">fluidità</a>. </p>



<h5>Per lo show, Prada invita il regista Nicolas Winding Refn (quello di Drive) che con il suo punto di vista concepisce l’esperienza che ruota attorno alla collezione ma che comunque non ha niente a che fare con i vestiti.</h5>



<p>La collezione attraversa visioni e realtà differenti, gioca costantemente con la dissimilitudine e il paradosso. </p>



<p>Un tessuto a base di carta è utilizzato in una serie di abiti strappati e aderenti al corpo che appaiono intimi e impulsivi. </p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img data-attachment-id="104844" data-permalink="https://toh-magazine.com/2022/09/milano-fashion-week-ss-23-runway-prada-boss-blumarine/prada-ss23-stampe-applica-1200x899/" data-orig-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/09/prada-ss23-stampe-applica-1200x899-1.jpeg" data-orig-size="1200,899" data-comments-opened="0" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}" data-image-title="prada-ss23-stampe-applica-1200&#215;899" data-image-description="" data-medium-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/09/prada-ss23-stampe-applica-1200x899-1-300x225.jpeg" data-large-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/09/prada-ss23-stampe-applica-1200x899-1-1024x767.jpeg" loading="lazy" width="1024" height="767" src="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/09/prada-ss23-stampe-applica-1200x899-1-1024x767.jpeg" alt="milano fashion week" class="wp-image-104844" srcset="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/09/prada-ss23-stampe-applica-1200x899-1-1024x767.jpeg 1024w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/09/prada-ss23-stampe-applica-1200x899-1-300x225.jpeg 300w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/09/prada-ss23-stampe-applica-1200x899-1-768x575.jpeg 768w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/09/prada-ss23-stampe-applica-1200x899-1-1000x749.jpeg 1000w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/09/prada-ss23-stampe-applica-1200x899-1-900x674.jpeg 900w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/09/prada-ss23-stampe-applica-1200x899-1-450x337.jpeg 450w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/09/prada-ss23-stampe-applica-1200x899-1-350x262.jpeg 350w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/09/prada-ss23-stampe-applica-1200x899-1.jpeg 1200w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p>Le superfici sono animate da gesti umani in cui tracce di vita modellano le forme dei capi, mentre gli strappi intenzionali e il disegno delle linee e delle pieghe ne catturano la spontaneità, come ricordi di bellezza incastonati nel tessuto.</p>



<p>Gli abiti da giorno e da sera si contaminano tra loro: i cappotti eleganti si fondono con le giacche di pelle, la sartoria prende in prestito strascichi di tessuto (di nuovo). </p>



<p>I capi per vivere l’intimità della casa in delicati toni pastello si fondono con i capi per l&#8217;esterno, mescolando realtà distinte. </p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img data-attachment-id="104845" data-permalink="https://toh-magazine.com/2022/09/milano-fashion-week-ss-23-runway-prada-boss-blumarine/prada-ss23-1200x899/" data-orig-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/09/prada-ss23-1200x899-1.jpeg" data-orig-size="1200,899" data-comments-opened="0" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}" data-image-title="prada-ss23&#8211;1200&#215;899" data-image-description="" data-medium-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/09/prada-ss23-1200x899-1-300x225.jpeg" data-large-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/09/prada-ss23-1200x899-1-1024x767.jpeg" loading="lazy" width="1024" height="767" src="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/09/prada-ss23-1200x899-1-1024x767.jpeg" alt="milano fashion week" class="wp-image-104845" srcset="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/09/prada-ss23-1200x899-1-1024x767.jpeg 1024w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/09/prada-ss23-1200x899-1-300x225.jpeg 300w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/09/prada-ss23-1200x899-1-768x575.jpeg 768w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/09/prada-ss23-1200x899-1-1000x749.jpeg 1000w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/09/prada-ss23-1200x899-1-900x674.jpeg 900w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/09/prada-ss23-1200x899-1-450x337.jpeg 450w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/09/prada-ss23-1200x899-1-350x262.jpeg 350w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/09/prada-ss23-1200x899-1.jpeg 1200w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<h5>Gli accessori vengono proposti in nappa antica con superfici patinate, pressate e stropicciate, utilizzate per reinterpretare le silhouette archetipiche e classiche delle borse Prada. Proprio come nella vita reale, la collezione osserva e abbraccia dicotomie impreviste. </h5>



<h5>Il lavoro di Miuccia e Raf a questo giro però appare come un riassunto degli ultimi due anni insieme, quella andata in scena ieri è stata una collezione che ha lavorato in modo sintetico, per fare qualcosa di estremamente innovativo dai materiali ai tagli ma con riferimenti diversi.</h5>



<p>C&#8217;era un po&#8217; di Prada SS21 uomo (quel grigio che ricorda il colore delle camicie dei dipendenti della Fondazione Prada), colori più estivi e materiali più leggeri (vedi SS20 donna).C&#8217;erano le stampe Tie-dye Pre-fall 20 ma anche il minimalismo della silhouette che ci riporta alla SS21 donna o i colori della SS22. Si, c&#8217;erano anche i fiori della FW19 (un ibrido con le rose della SS21: apparentemente più romantico!!). </p>



<h5>Una sintesi senza effetto wow, senza emozioni forti. A consolarci resta il gesto di Miuccia per chiudere il cappotto e le camicie abbottonate. Peccato.</h5>



<figure class="wp-block-image size-large"><img data-attachment-id="104846" data-permalink="https://toh-magazine.com/2022/09/milano-fashion-week-ss-23-runway-prada-boss-blumarine/schermata-2022-09-23-alle-19-05-06-2/" data-orig-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/09/Schermata-2022-09-23-alle-19.05.06-1.png" data-orig-size="1398,656" data-comments-opened="0" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}" data-image-title="milano fashion week" data-image-description="" data-medium-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/09/Schermata-2022-09-23-alle-19.05.06-1-300x141.png" data-large-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/09/Schermata-2022-09-23-alle-19.05.06-1-1024x481.png" loading="lazy" width="1024" height="481" src="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/09/Schermata-2022-09-23-alle-19.05.06-1-1024x481.png" alt="milano fashion week" class="wp-image-104846" srcset="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/09/Schermata-2022-09-23-alle-19.05.06-1-1024x481.png 1024w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/09/Schermata-2022-09-23-alle-19.05.06-1-300x141.png 300w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/09/Schermata-2022-09-23-alle-19.05.06-1-768x360.png 768w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/09/Schermata-2022-09-23-alle-19.05.06-1-1000x469.png 1000w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/09/Schermata-2022-09-23-alle-19.05.06-1-900x422.png 900w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/09/Schermata-2022-09-23-alle-19.05.06-1-450x211.png 450w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/09/Schermata-2022-09-23-alle-19.05.06-1-350x164.png 350w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/09/Schermata-2022-09-23-alle-19.05.06-1.png 1398w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p>Boss per questa Milano fashion week ha messo in piedi una sfilata giusto per ricordare che esiste ancora e che si è rifatto il look, in passerella una serie di grigi, cammelli e altre cose noiose. </p>



<h5>A chiudere lo show Naomi Campbell ma anche Anthony Joshua, pugile inglese e ambassador del marchio, e&nbsp;l&#8217;atleta paralimpica Veronica Yoko Plebani, al suo debutto in passerella. Bella l’intenzione dell’inclusività ma per il resto tutta fuffa.</h5>



<figure class="wp-block-image size-large"><img data-attachment-id="104847" data-permalink="https://toh-magazine.com/2022/09/milano-fashion-week-ss-23-runway-prada-boss-blumarine/milano-fashion-week/" data-orig-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/09/milano-fashion-week.webp" data-orig-size="1200,800" data-comments-opened="0" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}" data-image-title="milano fashion week" data-image-description="" data-medium-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/09/milano-fashion-week-300x200.webp" data-large-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/09/milano-fashion-week-1024x683.webp" loading="lazy" width="1024" height="683" src="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/09/milano-fashion-week-1024x683.webp" alt="milano fashion week" class="wp-image-104847" srcset="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/09/milano-fashion-week-1024x683.webp 1024w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/09/milano-fashion-week-300x200.webp 300w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/09/milano-fashion-week-768x512.webp 768w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/09/milano-fashion-week-1000x667.webp 1000w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/09/milano-fashion-week-900x600.webp 900w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/09/milano-fashion-week-450x300.webp 450w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/09/milano-fashion-week-350x233.webp 350w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/09/milano-fashion-week.webp 1200w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p>Nicola Brognano, alla guida di Blumarine, aggiunge un tassello “nuovo” all’estetica del brand: il gotico. </p>



<p>Lo stilista ha dichiarato che «questa collezione rappresenta un’ulteriore evoluzione dell’immaginario Blumarine. </p>



<p>Ho voluto dare maggiore spazio a un denim più dark, borchiato e lavorato, in contrasto con abiti fluidi in georgette e maglieria effetto crochet. </p>



<h5>Una Blumarine evocativa, reale e onirica allo stesso tempo» Boh, a me sembrava John Richmond.</h5>



<figure class="wp-block-image size-large"><img data-attachment-id="104848" data-permalink="https://toh-magazine.com/2022/09/milano-fashion-week-ss-23-runway-prada-boss-blumarine/blumarine-ss23-cross-crucifix-top-1-jpg/" data-orig-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/09/blumarine-ss23-cross-crucifix-top-1.jpg.webp" data-orig-size="1600,2400" data-comments-opened="0" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}" data-image-title="milano fashion week blumarine-ss23-cross-crucifix-top-1.jpg" data-image-description="" data-medium-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/09/blumarine-ss23-cross-crucifix-top-1.jpg-200x300.webp" data-large-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/09/blumarine-ss23-cross-crucifix-top-1.jpg-683x1024.webp" loading="lazy" width="683" height="1024" src="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/09/blumarine-ss23-cross-crucifix-top-1.jpg-683x1024.webp" alt="La carovana della moda è arrivata a Milano" class="wp-image-104848" srcset="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/09/blumarine-ss23-cross-crucifix-top-1.jpg-683x1024.webp 683w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/09/blumarine-ss23-cross-crucifix-top-1.jpg-200x300.webp 200w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/09/blumarine-ss23-cross-crucifix-top-1.jpg-768x1152.webp 768w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/09/blumarine-ss23-cross-crucifix-top-1.jpg-1024x1536.webp 1024w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/09/blumarine-ss23-cross-crucifix-top-1.jpg-1365x2048.webp 1365w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/09/blumarine-ss23-cross-crucifix-top-1.jpg-1000x1500.webp 1000w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/09/blumarine-ss23-cross-crucifix-top-1.jpg-900x1350.webp 900w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/09/blumarine-ss23-cross-crucifix-top-1.jpg-450x675.webp 450w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/09/blumarine-ss23-cross-crucifix-top-1.jpg-350x525.webp 350w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/09/blumarine-ss23-cross-crucifix-top-1.jpg.webp 1600w" sizes="(max-width: 683px) 100vw, 683px" /></figure>



<p>Al Palazzo del ghiaccio di Milano, nel secondo giorno di MFW va in scena una festa in piscina. </p>



<h5>Tra gonfiabili e materassini l’ultima prova di Jeremy Scott, direttore creativo di Moschino: il consueto surrealismo prende vita in passerella grazie ad abiti che attingono all’heritage del brand, a partire dai simboli tanto cari a Franco. </h5>



<p>Uno su tutti, il salvagente, che si posa sui fianchi dei tailleur, si trasforma in copricapo, in giacca biker con tanto di valvole di sfiato, o si tramuta in accessori puffy come stivali e maxi bag.</p>



<p class="has-black-color has-text-color">Le righe degli ombrelloni sono le protagoniste di abiti gilet, le maniglie dei gonfiabili sono le spalline dei trench, le teste dei fenicotteri, l’originale coda dell’abito da cocktail. Trait d’union l’intramontabile cuoredella Maison, declinato come dettaglio sui tubini e in forme gioiello.&nbsp;72 uscite una più giocosa dell’altra. Niente di nuovo ma almeno è stato divertente.&nbsp;</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img data-attachment-id="104849" data-permalink="https://toh-magazine.com/2022/09/milano-fashion-week-ss-23-runway-prada-boss-blumarine/moschino-s23-063/" data-orig-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/09/Moschino-S23-063-scaled.jpeg" data-orig-size="2560,1707" data-comments-opened="0" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}" data-image-title="milano fashion week Moschino-S23-063" data-image-description="" data-medium-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/09/Moschino-S23-063-300x200.jpeg" data-large-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/09/Moschino-S23-063-1024x683.jpeg" loading="lazy" width="1024" height="683" src="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/09/Moschino-S23-063-1024x683.jpeg" alt="La carovana della moda è arrivata a Milano" class="wp-image-104849" srcset="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/09/Moschino-S23-063-1024x683.jpeg 1024w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/09/Moschino-S23-063-300x200.jpeg 300w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/09/Moschino-S23-063-768x512.jpeg 768w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/09/Moschino-S23-063-1536x1024.jpeg 1536w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/09/Moschino-S23-063-2048x1365.jpeg 2048w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/09/Moschino-S23-063-1000x667.jpeg 1000w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/09/Moschino-S23-063-900x600.jpeg 900w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/09/Moschino-S23-063-450x300.jpeg 450w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/09/Moschino-S23-063-350x233.jpeg 350w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p class="has-white-color has-text-color">Milano fashion week</p>
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		<title>Milano moda uomo: resoconto di una moda che non c&#8217;è.</title>
		<link>https://toh-magazine.com/2021/01/milano-moda-uomo-fashion-week-fw-21-giuseppe-di-rosalia/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=milano-moda-uomo-fashion-week-fw-21-giuseppe-di-rosalia</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Giuseppe Di Rosalia]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 20 Jan 2021 16:47:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Moda]]></category>
		<category><![CDATA[FASHION WEEK]]></category>
		<category><![CDATA[fendi]]></category>
		<category><![CDATA[milano]]></category>
		<category><![CDATA[MILANO MODA UOMO]]></category>
		<category><![CDATA[n21]]></category>
		<category><![CDATA[Prada]]></category>
		<category><![CDATA[ZEGNA]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La settimana della moda maschile a Milano è terminata, dunque potete leggere il punto di vista di Giuseppe Di Rosalia. </p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<h3>La Milano Moda Uomo è ufficialmente finita e questo significa che è il momento del mio pippone non richiesto di una settimana della moda povera di stimoli e di emozioni, fatta eccezione per Prada e pochissimi altri.&nbsp;</h3>



<p>Di bello c’è che è stato dato il giusto spazio a brand sconosciuti ai più, che hanno avuto l’occasione di farsi conoscere come <a href="https://www.instagram.com/children_of_the_discordance/">Children of the discordance</a>, <a href="https://www.instagram.com/apersonalnote73/">APN73</a> e <a href="https://www.instagram.com/hankjobenhavn/">Han Kjøbenhavn</a>.&nbsp;</p>



<p class="has-text-align-center">Ma partiamo dall’inizio</p>



<p>Zegna ha aperto il calendario portando in scena un discorso sull’importanza dell’adattamento dell’essere umano (in questo caso l’uomo) alle situazioni che vive.&nbsp; Così il direttore artistico del brand, Alessandro Sartori, fa reset discostandosi dalla formalità più assoluta, ma non da una sartorialità riflessiva, per scrivere una nuova grammatica dello stile Zegna.&nbsp;</p>


<figure class="wp-block-embed-youtube wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><a href="https://toh-magazine.com/2021/01/milano-moda-uomo-fashion-week-fw-21-giuseppe-di-rosalia/"><img src="//i.ytimg.com/vi/926jGTpdgOs/hqdefault.jpg" alt="YouTube Video"></a><br /><br /><figcaption></figcaption></figure>


<h4>Giudizio: Zegna è uno di quei brand intoccabili, e nonostante non mi ritrovi nel gusto del brand, penso che ultimamente si stia svecchiando tantissimo. Bravo Sartori.</h4>



<p>N21 ha disertato il calendario della moda ma ha comunque presentato la collezione maschile all’interno della collezione donna pre-fall 21 che richiama il concetto di femminilità e sensualità di Marilyn Monroe. Per l’inverno prossimo Alessandro Dell’Acqua gioca con materiali e riferimenti e dunque ingrandisce i cardigan lavorati in jacquard che si aggiungono ai gilet in mohair, al cappotto in panno a forma di camicia allungata, ai pantaloni, alle polo e all’anorak in pizzo grigio, alle camicie doppiate in popeline bianco e tulle con le bocche rosse stampate o in tartan sfumato, al parka in eco montone dal check maschile doppiato.&nbsp;</p>



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<div class="wp-block-image is-style-default"><figure class="aligncenter size-full"><img data-attachment-id="14101" data-permalink="https://toh-magazine.com/2021/01/milano-moda-uomo-fashion-week-fw-21-giuseppe-di-rosalia/schermata-2021-01-20-alle-17-10-28/" data-orig-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2021/01/Schermata-2021-01-20-alle-17.10.28.png" data-orig-size="729,364" data-comments-opened="0" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}" data-image-title="Schermata-2021-01-20-alle-17.10.28" data-image-description="" data-medium-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2021/01/Schermata-2021-01-20-alle-17.10.28-300x150.png" data-large-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2021/01/Schermata-2021-01-20-alle-17.10.28.png" loading="lazy" width="729" height="364" src="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2021/01/Schermata-2021-01-20-alle-17.10.28.png" alt="Milano Moda Uomo" class="wp-image-14101" srcset="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2021/01/Schermata-2021-01-20-alle-17.10.28.png 729w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2021/01/Schermata-2021-01-20-alle-17.10.28-300x150.png 300w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2021/01/Schermata-2021-01-20-alle-17.10.28-450x225.png 450w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2021/01/Schermata-2021-01-20-alle-17.10.28-350x175.png 350w" sizes="(max-width: 729px) 100vw, 729px" /></figure></div>
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<h4>Giudizio: Secondo me Alessandro Dell’Acqua da quando ha messo su N21 vive uno stato di grazia eterno. Mi piace ogni volta di più.&nbsp;</h4>



<p>Children of the discordance è un brand giapponese diretto da Hideaki Shikamai fondato nel 2011 e questa è la sua seconda volta in calendario. Dawn, il nome scelto per la collezione, scaturisce un senso diffuso di confronto e conflitto per comunicare un forte sentimento di speranza, come a voler ricordare che non può piovere per sempre. Le parole del designer tradotte in moda diventano pezzi sportivi con riferimenti militari che si inseriscono perfettamente nel filone genderless grazie anche all’utilizzo di materiali come il denim e la lana double. Da tenere d’occhio.&nbsp;</p>


<figure class="wp-block-embed-youtube wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><a href="https://toh-magazine.com/2021/01/milano-moda-uomo-fashion-week-fw-21-giuseppe-di-rosalia/"><img src="//i.ytimg.com/vi/9SJYcWSwnzY/hqdefault.jpg" alt="YouTube Video"></a><br /><br /><figcaption></figcaption></figure>


<h4>Giudizio: Un po’ urban un po’ centro sociale. Però mi piace.</h4>



<p>Da Fendi ci si chiede cosa sia normale oggi, la risposta la conosciamo tutti o forse non la conosce nessuno. Ad ogni modo la moda di Silvia Venturini Fendi torna ad essere desiderabile, curiosa e divertente come la colonna sonora creata da Alessio Natalizia spudoratamente <a href="">copiata da Junior Vasquez</a>. Tornando allo show cromoterapeutico, Fendi, con la sua sfilata, vuole indirizzare alla molteplicità, all&#8217;accettazione del fatto che non esistano generi, colori giusti e colori sbagliati, abiti da passerella o da passeggiata, esiste l’essere se stessi, la comodità, la voglia di vivere, l’umanità, come più volte ricorda la voce in sottofondo. Propone, in tal senso, vestiti che diano modo a ciascuno di esprimere la propria personalità, di sentirsi al sicuro nell’incerto, senza mai perdere l’eleganza.</p>


<figure class="wp-block-embed-youtube wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><a href="https://toh-magazine.com/2021/01/milano-moda-uomo-fashion-week-fw-21-giuseppe-di-rosalia/"><img src="//i.ytimg.com/vi/GuH6kI2hCCg/hqdefault.jpg" alt="YouTube Video"></a><br /><br /><figcaption></figcaption></figure>


<h4>Giudizio: Mi ha messo di buon umore e per almeno 3 uscite ho detto: “wow, che cool”</h4>



<p>Se non conoscete APN73 è arrivato il momento di farlo, perchè questo brand cinese vede la collaborazione di Andrea Pompilio. Profondamente radicata nella cultura anni 60, e ispirata ai film di Bertolucci, la f-w 2021/22 di Apn73 è un mix di tonalità audaci accostate a colori più naturali. La collezione co-ed è caratterizzata da volumi oversize e da colori accesi come il blu elettrico, il giallo limone, l’arancio, il verde ma a prevalgono le tinte smorzate come cioccolato, caffè e antracite. Molti quadretti e righe, una caratteristica di Andrea Pompilio. Molto molto interessante.</p>


<figure class="wp-block-embed-youtube wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><a href="https://toh-magazine.com/2021/01/milano-moda-uomo-fashion-week-fw-21-giuseppe-di-rosalia/"><img src="//i.ytimg.com/vi/WaQYITmEnV8/hqdefault.jpg" alt="YouTube Video"></a><br /><br /><figcaption></figcaption></figure>


<h4>Giudizio: A me Pompilio piace da sempre, anche se non ho mai capito bene perchè. Spero che con APN73 vada tutto come deve andare.</h4>



<p>Perché tutti, nella moda, guardano da oltre 20 anni con attenzione cosa ha sfilato in passerella da <a href="https://toh-magazine.com/2020/12/prada-adidas-sneakers-p-a-luna-rossa-21-review/">Prada</a>? La risposta sta, nella sfilata di questo autunno/inverno 2021, la prima maschile creata dai congiunti Miuccia/Raf:&nbsp;Sta nei cappotti e nelle scarpe e nel fit dei pantaloni, nelle stampe.</p>



<h4>Perché Prada ha lasciato a altri il branding più immediatamente comprensibile dello chic, del sexy, del rilevante, e ha assunto su di sé la responsabilità di presentarsi come la casa che indica cosa è contemporaneo, mescolando l’avanguardia alle necessità commerciali di un enorme gruppo globalizzato.</h4>



<p>Ci si può avvitare, elegantemente, in discussioni sui riferimenti della collezione, sul senso di quel long-john proposto con insistenza. Si può prendere atto del restyling della sala dove sfilano le collezioni, trasformata questa volta in stanze-scatole dove si muovono i modelli, i quali capita che interrompano la loro camminata per ballare sulle note della colonna sonora di Plastikman (Richie Hawtin, collaboratore e amico di Raf Simons), sono però una buona rappresentazione dello spazio mentale che molti di noi hanno abitato nell’ultimo anno, chiuso ma allo stesso tempo votato all’aperto, duro e morbido, caldo e freddo, claustrofobico ma rassicurante. <strong>Perché da Prada sanno da tempo che la realtà non è più quella di una volta</strong>, e se il new normal è sempre più difficile da definire ecco con una delle collezioni più forti</p>



<h4>non diciamo «bella»: la bellezza, per Prada, è un parametro per definizione ambiguo, ideologicamente sospetto e non necessariamente desiderabile di questi ultimi anni. </h4>



<p>Sfilano modelli, tutti al loro debutto, con indosso una collezione fatta di abiti dal tailoring perfetto dal quale sbuca l’ormai ricercatissimo long-john. I cappotti over con i bottoni sbagliati. Capi e accessori non proprio nuovi ma desiderabilissimi: la quadratura del cerchio, quando si parla di moda, e il motivo del successo ultraventennale di Prada.</p>



<h4>I ricordi di un passato troppo recente (vedi alcune giacche a cui sono state sostituite le etichette Calvin Klein by Raf Simons per metterci quelle di Prada) &nbsp;</h4>



<p>Ragazzi dai cappelli alla Willy Wonka di Tim Burton, che potrebbero ricordare la lezione di David Bowie — va bene essere extraterrestri, si può tranquillamente essere strani in un mondo così preoccupante e insicuro di sè. In che era siamo, con questa sfilata? La linea cross-temporale ci dice che siamo negli anni ’60 secondo le forme geometriche ma anche negli anni ’90 se guardiamo le forme. Su quale pianeta? Sul pianeta Prada, nell’era di Miuccia e Raf. Nelle stanze-scatole della Signora Prada sfila la collezione che ripete, a chi nell’ultimo anno ne avesse dubitato, che l’innovazione della moda mondiale passa ancora da qui. Non soltanto da qui, ovviamente, ma Prada — con il suo intimo esibito — continua a offrire un punto di vista precisissimo, soluzioni non banali e un punto di riferimento importante nelle acque confuse della moda.</p>


<figure class="wp-block-embed-youtube wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><a href="https://toh-magazine.com/2021/01/milano-moda-uomo-fashion-week-fw-21-giuseppe-di-rosalia/"><img src="//i.ytimg.com/vi/kzLstA2lQm4/hqdefault.jpg" alt="YouTube Video"></a><br /><br /><figcaption></figcaption></figure>


<h4>Giudizio: Ve lo dico non sono felicissimo di questa condirezione perchè Miuccia è il sole e Raf è un pianeta stupendo che gli gira intorno, e così doveva restare. Però che bella collezione.</h4>



<p>Etro, pervaso da un irresistibile «desiderio di cambiamento, di uscire vestiti e non travestiti. Pronti a esprimere la nostra personalità, a far vivere noi stessi oltre i confini, in modo iconoclasta» presenta una collezione che mai come questa volta si concede divagazioni allo statement del brand, creando un nuovo vocabolario fra classicità e ironia: i bermuda di cashmere sulla giacca-camicia e il pullover a trecce; il gilet maschile ma fluo; il cargo stampato; il blazer di velluto floreale; la camicia di raso-fodera; il cappotto perfetto portato a vestaglia; il maglione tatoo. «Abbiamo avuto tanto tempo in questi mesi per mettere a posto gli armadi e scoprire nuove identità, mescolando giorno e sera, dentro e fuori, e scoprendo che si può. Continuiamo allora». Nel finale lo stilista apre le porte del suo show (chiuso) e manda per strada i modelli: ed è subito i wanna be free in a red zone.</p>


<figure class="wp-block-embed-youtube wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><a href="https://toh-magazine.com/2021/01/milano-moda-uomo-fashion-week-fw-21-giuseppe-di-rosalia/"><img src="//i.ytimg.com/vi/BzSPwNAAwiE/hqdefault.jpg" alt="YouTube Video"></a><br /><br /><figcaption></figcaption></figure>


<h4>Giudizio: Se non ci si prende troppo sul serio alla fine risulta pure simpatico. Seguirò il brand su Instagram.</h4>



<p>Massimo Giorgetti per me è come quei compagni di scuola che hanno un potenziale enorme ma che anziché usarlo si dimenticano di averlo, come direbbero a scuola: è intelligente ma non si applica. Se l’anno scorso la collezione era ispirata ai film di Dario Argento e non a Prada, la nuova collezione MSGM, vertigini, è ispirata alle sensazioni e alle emozioni che la montagna può regalare, ma anche a Bonatti, quindi non a Prada. Così i modelli sono i nuovi alpinisti vestiti di giacche di tweed classiche o pantaloni cargo, felpe o camicia stampa cartoline da Chamonix a Courmayeur. Peccato, davvero peccato.</p>


<figure class="wp-block-embed-youtube wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><a href="https://toh-magazine.com/2021/01/milano-moda-uomo-fashion-week-fw-21-giuseppe-di-rosalia/"><img src="//i.ytimg.com/vi/wIHtBVru538/hqdefault.jpg" alt="YouTube Video"></a><br /><br /><figcaption></figcaption></figure>


<h4>Giudizio: Un po’ gli voglio bene a Giorgetti, solo vorrei fosse se stesso. Completamente.</h4>



<p>La visione del prossimo autunno/inverno secondo Jannik Wikkelsø Davidsen, il direttore creativo del marchio danese Han Kjøbenhavn è un po’ dark. La collezione intitolata «Sweet Melancholia» è un insieme di visioni mistiche ma anche di una certa eleganza dove si intravedono capi ricamati, cappotti dalle silhouette allungate e materiali come la pelle, il cotone e la pelliccia ecologica. Interessante la linea di gioielli, metallici e gotici anche quelli.&nbsp;</p>



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<h4>Giudizio: Ahimè, in Italia non lo capiranno mai uno così.</h4>



<p>Sunnei mi interessava tantissimo, ora non più. </p>



<p><span class="has-inline-color has-white-color">Milano Moda Uomo Milano Moda Uomo Milano Moda Uomo Milano Moda Uomo Milano Moda Uomo Milano Moda Uomo Milano Moda Uomo</span></p>
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		<title>Pradidas: Un altro dialogo paradossale che riflette la realtà.</title>
		<link>https://toh-magazine.com/2020/12/prada-adidas-sneakers-p-a-luna-rossa-21-review/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=prada-adidas-sneakers-p-a-luna-rossa-21-review</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Giuseppe Di Rosalia]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 07 Dec 2020 15:41:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Moda]]></category>
		<category><![CDATA[Adidas]]></category>
		<category><![CDATA[milano]]></category>
		<category><![CDATA[Prada]]></category>
		<category><![CDATA[pradidas]]></category>
		<category><![CDATA[shoes]]></category>
		<category><![CDATA[sneakers]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Prada e Adidas tornano con il secondo drop della loro, discutibilissima, collaborazione all'insegna del paradosso e di un Hype che non funziona già in partenza.</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://toh-magazine.com/2020/12/prada-adidas-sneakers-p-a-luna-rossa-21-review/">Pradidas: Un altro dialogo paradossale che riflette la realtà.</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://toh-magazine.com">Toh! Magazine</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<h3>Prada e Adidas tornano con il secondo drop della loro, discutibilissima, collaborazione all&#8217;insegna del paradosso e di un Hype che non funziona già in partenza.</h3>



<p>Prada non sta vivendo un momento bellissimo, nessuno lo dice, ma da quando Manuela Pavesi purtroppo è scomparsa, la Signora Prada, che con la Pavesi aveva un legame che andava oltre ogni cosa, è come se si fosse persa, come se non sapesse più che strada prendere e così ha dato vita a collezioni messe in piedi per riempire i negozi e per non farsi sgridare da Bertelli, ceo dell’azienda. </p>



<figure class="wp-block-image size-large is-resized is-style-default"><img data-attachment-id="13191" data-permalink="https://toh-magazine.com/2020/12/prada-adidas-sneakers-p-a-luna-rossa-21-review/tumblr_nl8qlfksqr1qdek49o1_r1_1280/" data-orig-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2020/12/tumblr_nl8qlfKSqR1qdek49o1_r1_1280.png" data-orig-size="1004,1224" data-comments-opened="0" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}" data-image-title="tumblr_nl8qlfKSqR1qdek49o1_r1_1280" data-image-description="" data-medium-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2020/12/tumblr_nl8qlfKSqR1qdek49o1_r1_1280-246x300.png" data-large-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2020/12/tumblr_nl8qlfKSqR1qdek49o1_r1_1280-840x1024.png" loading="lazy" src="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2020/12/tumblr_nl8qlfKSqR1qdek49o1_r1_1280-840x1024.png" alt="prada adidas" class="wp-image-13191" width="840" height="1024" srcset="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2020/12/tumblr_nl8qlfKSqR1qdek49o1_r1_1280-840x1024.png 840w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2020/12/tumblr_nl8qlfKSqR1qdek49o1_r1_1280-246x300.png 246w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2020/12/tumblr_nl8qlfKSqR1qdek49o1_r1_1280-768x936.png 768w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2020/12/tumblr_nl8qlfKSqR1qdek49o1_r1_1280-1000x1219.png 1000w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2020/12/tumblr_nl8qlfKSqR1qdek49o1_r1_1280-900x1097.png 900w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2020/12/tumblr_nl8qlfKSqR1qdek49o1_r1_1280-450x549.png 450w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2020/12/tumblr_nl8qlfKSqR1qdek49o1_r1_1280-350x427.png 350w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2020/12/tumblr_nl8qlfKSqR1qdek49o1_r1_1280.png 1004w" sizes="(max-width: 840px) 100vw, 840px" /></figure>



<p>Per rimarginare questa ferita, la Signora ha chiamato il figlio adottivo, Raf Simons, a co-dirigire Prada, concependo una collezione frutto di un dialogo, di una conversazione creativa in itinere. Inutile dire che la collezione ha funzionato, e che ha lanciato le basi per un nuovo modo di vedere, vestire e pensare la <a href="https://toh-magazine.com/">moda</a>.</p>



<figure class="wp-block-image size-large is-resized is-style-default"><img data-attachment-id="13192" data-permalink="https://toh-magazine.com/2020/12/prada-adidas-sneakers-p-a-luna-rossa-21-review/prada_ss21_fashionela-7/" data-orig-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2020/12/Prada_SS21_Fashionela-7.jpg" data-orig-size="1200,675" data-comments-opened="0" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}" data-image-title="Prada_SS21_Fashionela-7" data-image-description="" data-medium-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2020/12/Prada_SS21_Fashionela-7-300x169.jpg" data-large-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2020/12/Prada_SS21_Fashionela-7-1024x576.jpg" loading="lazy" src="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2020/12/Prada_SS21_Fashionela-7-1024x576.jpg" alt="prada adidas" class="wp-image-13192" width="1024" height="576" srcset="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2020/12/Prada_SS21_Fashionela-7-1024x576.jpg 1024w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2020/12/Prada_SS21_Fashionela-7-300x169.jpg 300w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2020/12/Prada_SS21_Fashionela-7-768x432.jpg 768w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2020/12/Prada_SS21_Fashionela-7-1000x563.jpg 1000w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2020/12/Prada_SS21_Fashionela-7-900x506.jpg 900w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2020/12/Prada_SS21_Fashionela-7-450x253.jpg 450w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2020/12/Prada_SS21_Fashionela-7-350x197.jpg 350w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2020/12/Prada_SS21_Fashionela-7.jpg 1200w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<h4>Ora, nel periodo in cui le aziende di moda fanno collaborazioni anche col panettiere di fiducia, ecco che Prada sceglie Adidas, il marchio tedesco (sarà un caso?!?) per una capsule, già al secondo drop, in uscita mercoledì 9 dicembre.</h4>



<p>Sulla nota stampa della prima uscita si leggeva che i due brand avrebbero unito le loro forze per dar vita a un nuovo percorso collaborativo con lo scopo di esplorare gli aspetti legati alla tradizione, alla tecnologia e all’innovazione, sfidando le convenzioni attraverso strategie inaspettate.</p>



<h4>Ma cerchiamo di capire meglio.</h4>



<p>Quando nel settembre 2019 Prada ha presentato due sneakers caratterizzate da una tomaia in maglia attraversata nella sua lunghezza dal logo del brand a contrasto, furono in molti a vedere una somiglianza neanche troppo velata con una delle silhouette simbolo di adidas Originals, la&nbsp;Hu NMD. Quella sneaker fu disponibile per breve tempo in un pop-up di Tokyo e molto presto anche gli sneakerhead più attenti se ne dimenticarono.&nbsp;</p>



<figure class="wp-block-image size-large is-resized is-style-default"><img data-attachment-id="13189" data-permalink="https://toh-magazine.com/2020/12/prada-adidas-sneakers-p-a-luna-rossa-21-review/schermata-2020-12-07-alle-16-17-21/" data-orig-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2020/12/Schermata-2020-12-07-alle-16.17.21.png" data-orig-size="1094,724" data-comments-opened="0" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}" data-image-title="Schermata-2020-12-07-alle-16.17.21" data-image-description="" data-medium-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2020/12/Schermata-2020-12-07-alle-16.17.21-300x199.png" data-large-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2020/12/Schermata-2020-12-07-alle-16.17.21-1024x678.png" loading="lazy" src="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2020/12/Schermata-2020-12-07-alle-16.17.21-1024x678.png" alt="prada adidas" class="wp-image-13189" width="1024" height="678" srcset="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2020/12/Schermata-2020-12-07-alle-16.17.21-1024x678.png 1024w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2020/12/Schermata-2020-12-07-alle-16.17.21-300x199.png 300w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2020/12/Schermata-2020-12-07-alle-16.17.21-768x508.png 768w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2020/12/Schermata-2020-12-07-alle-16.17.21-1000x662.png 1000w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2020/12/Schermata-2020-12-07-alle-16.17.21-900x596.png 900w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2020/12/Schermata-2020-12-07-alle-16.17.21-450x298.png 450w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2020/12/Schermata-2020-12-07-alle-16.17.21-350x232.png 350w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2020/12/Schermata-2020-12-07-alle-16.17.21.png 1094w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<figure class="wp-block-image size-large is-resized is-style-default"><img data-attachment-id="13190" data-permalink="https://toh-magazine.com/2020/12/prada-adidas-sneakers-p-a-luna-rossa-21-review/b44a639838ad34e9e53c86ad84ee2134/" data-orig-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2020/12/b44a639838ad34e9e53c86ad84ee2134.jpg" data-orig-size="1200,800" data-comments-opened="0" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}" data-image-title="b44a639838ad34e9e53c86ad84ee2134" data-image-description="" data-medium-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2020/12/b44a639838ad34e9e53c86ad84ee2134-300x200.jpg" data-large-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2020/12/b44a639838ad34e9e53c86ad84ee2134-1024x683.jpg" loading="lazy" src="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2020/12/b44a639838ad34e9e53c86ad84ee2134-1024x683.jpg" alt="prada adidas" class="wp-image-13190" width="1024" height="683" srcset="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2020/12/b44a639838ad34e9e53c86ad84ee2134-1024x683.jpg 1024w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2020/12/b44a639838ad34e9e53c86ad84ee2134-300x200.jpg 300w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2020/12/b44a639838ad34e9e53c86ad84ee2134-768x512.jpg 768w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2020/12/b44a639838ad34e9e53c86ad84ee2134-1000x667.jpg 1000w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2020/12/b44a639838ad34e9e53c86ad84ee2134-900x600.jpg 900w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2020/12/b44a639838ad34e9e53c86ad84ee2134-450x300.jpg 450w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2020/12/b44a639838ad34e9e53c86ad84ee2134-350x233.jpg 350w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2020/12/b44a639838ad34e9e53c86ad84ee2134.jpg 1200w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p>Ad un primo sguardo la maison di Miuccia Prada e il brand tedesco non potrebbero sembrare più lontani, sia per gusto che per tipo di pubblico ma un vero punto di contatto potrebbe esistere, e potrebbe trattarsi della sostenibilità. </p>



<p>Parallelamente negli ultimi anni entrambi i marchi hanno infatti riservato sempre maggior attenzione a questa tematica, introducendo azioni concrete nella loro produzione.&nbsp;</p>



<p>Da più di un anno Adidas collabora&nbsp;con l’associazione ambientalista&nbsp;Parley for the Oceans, con cui ha realizzato tre modelli di sneaker sostenibili realizzate con bottiglie di plastica riciclate: UltraBoost Parley, UltraBoost X Parley e UltraBoost Uncaged Parley. </p>



<p>In un solo anno sono state vendute oltre un milione di queste sneaker, e non sono noccioline.</p>



<figure class="wp-block-image size-large is-resized is-style-default"><img data-attachment-id="13194" data-permalink="https://toh-magazine.com/2020/12/prada-adidas-sneakers-p-a-luna-rossa-21-review/shoe-parley-world-oceans-day-plastic-cyrill-gutsch-adidas-trainer-fashion-design_dezeen_soc_0/" data-orig-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2020/12/shoe-parley-world-oceans-day-plastic-cyrill-gutsch-adidas-trainer-fashion-design_dezeen_soc_0.jpg" data-orig-size="1568,882" data-comments-opened="0" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}" data-image-title="shoe-parley-world-oceans-day-plastic-cyrill-gutsch-adidas-trainer-fashion-design_dezeen_soc_0" data-image-description="" data-medium-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2020/12/shoe-parley-world-oceans-day-plastic-cyrill-gutsch-adidas-trainer-fashion-design_dezeen_soc_0-300x169.jpg" data-large-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2020/12/shoe-parley-world-oceans-day-plastic-cyrill-gutsch-adidas-trainer-fashion-design_dezeen_soc_0-1024x576.jpg" loading="lazy" src="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2020/12/shoe-parley-world-oceans-day-plastic-cyrill-gutsch-adidas-trainer-fashion-design_dezeen_soc_0-1024x576.jpg" alt="prada adidas" class="wp-image-13194" width="1024" height="576" srcset="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2020/12/shoe-parley-world-oceans-day-plastic-cyrill-gutsch-adidas-trainer-fashion-design_dezeen_soc_0-1024x576.jpg 1024w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2020/12/shoe-parley-world-oceans-day-plastic-cyrill-gutsch-adidas-trainer-fashion-design_dezeen_soc_0-300x169.jpg 300w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2020/12/shoe-parley-world-oceans-day-plastic-cyrill-gutsch-adidas-trainer-fashion-design_dezeen_soc_0-768x432.jpg 768w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2020/12/shoe-parley-world-oceans-day-plastic-cyrill-gutsch-adidas-trainer-fashion-design_dezeen_soc_0-1536x864.jpg 1536w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2020/12/shoe-parley-world-oceans-day-plastic-cyrill-gutsch-adidas-trainer-fashion-design_dezeen_soc_0-1000x563.jpg 1000w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2020/12/shoe-parley-world-oceans-day-plastic-cyrill-gutsch-adidas-trainer-fashion-design_dezeen_soc_0-900x506.jpg 900w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2020/12/shoe-parley-world-oceans-day-plastic-cyrill-gutsch-adidas-trainer-fashion-design_dezeen_soc_0-450x253.jpg 450w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2020/12/shoe-parley-world-oceans-day-plastic-cyrill-gutsch-adidas-trainer-fashion-design_dezeen_soc_0-350x197.jpg 350w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2020/12/shoe-parley-world-oceans-day-plastic-cyrill-gutsch-adidas-trainer-fashion-design_dezeen_soc_0-1320x743.jpg 1320w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2020/12/shoe-parley-world-oceans-day-plastic-cyrill-gutsch-adidas-trainer-fashion-design_dezeen_soc_0.jpg 1568w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p>Dal canto suo Prada, dopo aver annunciato nel maggio scorso lo stop all&#8217;uso delle pellicce, ha deciso di concentrarsi sul suo&nbsp;tessuto per eccellenza, il nylon: oltre all&#8217;impegno ad utilizzare solo nylon rigenerato a partire dal 2021, Miuccia ha presentato Re-Nylon,&nbsp;una capsule composta da sei modelli classici di accessori per l’uomo e la donna tutti eco-friendly e contraddistinti da una reinterpretazione originale del logo del marchio.</p>



<figure class="wp-block-image size-large is-resized is-style-default"><img data-attachment-id="13193" data-permalink="https://toh-magazine.com/2020/12/prada-adidas-sneakers-p-a-luna-rossa-21-review/prada-re-nylon-123823/" data-orig-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2020/12/Prada-Re-Nylon-123823-scaled.jpg" data-orig-size="2560,1440" data-comments-opened="0" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}" data-image-title="Prada-Re-Nylon-123823" data-image-description="" data-medium-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2020/12/Prada-Re-Nylon-123823-300x169.jpg" data-large-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2020/12/Prada-Re-Nylon-123823-1024x576.jpg" loading="lazy" src="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2020/12/Prada-Re-Nylon-123823-1024x576.jpg" alt="prada adidas" class="wp-image-13193" width="1024" height="576" srcset="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2020/12/Prada-Re-Nylon-123823-1024x576.jpg 1024w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2020/12/Prada-Re-Nylon-123823-300x169.jpg 300w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2020/12/Prada-Re-Nylon-123823-768x432.jpg 768w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2020/12/Prada-Re-Nylon-123823-1536x864.jpg 1536w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2020/12/Prada-Re-Nylon-123823-2048x1152.jpg 2048w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2020/12/Prada-Re-Nylon-123823-1000x562.jpg 1000w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2020/12/Prada-Re-Nylon-123823-900x506.jpg 900w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2020/12/Prada-Re-Nylon-123823-450x253.jpg 450w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2020/12/Prada-Re-Nylon-123823-350x197.jpg 350w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2020/12/Prada-Re-Nylon-123823-1320x742.jpg 1320w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p>Il dialogo tra i due brand è partito proprio da questo terreno comune, cercando di trovare una sintesi equilibrata tra estetiche diverse ma accomunate da una forte attenzione verso le tematiche ambientali.&nbsp;(che noia).</p>



<p>Il secondo comunicato dice invece che nell’immaginario collettivo la vela è uno sport associato a valori precisi e bla bla bla.. così la “nuova” scarpa PRADIDAS, che gira su Instagram da quest’estate mette insieme la scarpa iconica del ’97 legata all’America’s Cup e al ricordo di un team “Challenger” vestito tra il 2005 e il 2007 da Adidas.</p>



<figure class="wp-block-image size-large is-resized is-style-default"><img data-attachment-id="13195" data-permalink="https://toh-magazine.com/2020/12/prada-adidas-sneakers-p-a-luna-rossa-21-review/schermata-2020-12-07-alle-16-33-36/" data-orig-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2020/12/Schermata-2020-12-07-alle-16.33.36.png" data-orig-size="934,457" data-comments-opened="0" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}" data-image-title="Schermata-2020-12-07-alle-16.33.36" data-image-description="" data-medium-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2020/12/Schermata-2020-12-07-alle-16.33.36-300x147.png" data-large-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2020/12/Schermata-2020-12-07-alle-16.33.36.png" loading="lazy" src="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2020/12/Schermata-2020-12-07-alle-16.33.36.png" alt="prada adidas" class="wp-image-13195" width="934" height="457" srcset="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2020/12/Schermata-2020-12-07-alle-16.33.36.png 934w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2020/12/Schermata-2020-12-07-alle-16.33.36-300x147.png 300w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2020/12/Schermata-2020-12-07-alle-16.33.36-768x376.png 768w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2020/12/Schermata-2020-12-07-alle-16.33.36-900x440.png 900w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2020/12/Schermata-2020-12-07-alle-16.33.36-450x220.png 450w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2020/12/Schermata-2020-12-07-alle-16.33.36-350x171.png 350w" sizes="(max-width: 934px) 100vw, 934px" /></figure>



<p>Da questa passione verso un’immaginario condiviso in cui entrambi i brand si rispecchiano nasce una sneaker, opinabile, che vuole incarnarne l’essenza e l’eleganza.</p>



<h4>&nbsp;A+P LUNA ROSSA 21, ideata e progettata dal team creativo di Prada e Adidas, è un connubio che vuole omaggiare tanto lo sport stesso quanto ogni membro del team velico Luna Rossa Prada Pirelli, che vestirà la sneaker proprio in gara, e ogni consumatore, a cui verrà proposta una versione lifestyle.</h4>



<p>Ad ogni modo Miuccia Prada ci ha insegnato che da lei non bisogna mai aspettarsi niente, perché la sua visione sovversiva della moda, della società e del lusso ci ha portato a riflettere su quello che indossiamo nel momento che stiamo vivendo. Forse per questo la collabo con Adidas, arriva come un fulmine a ciel sereno.</p>



<p>Seppur Prada e Adidas (PARE) abbiano molte cose in comune, non sono del tutto convinto su questa “unione” vuoi perché Prada per me rappresenta l’inarrivabile, o forse perché Adidas, nonostante abbia una storia e un archivio immenso, per me rimane una tuta a righe.&nbsp;</p>



<p>Ad ogni modo, trovate&nbsp; A+P LUNA ROSSA 21 a partire dal 9 dicembre 2020 presso le boutique Prada, i flagship store adidas e selezionati rivenditori in tutto il mondo. La gamma è disponibile anche sui siti <a href="https://www.prada.com/it/it.html">Prada</a> e <a href="https://www.adidas.it/">adidas</a>.</p>
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