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		<title>Queen of Saba: musica contro i dogmi di genere</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Marco Cresci]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 11 Aug 2022 14:34:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Musica]]></category>
		<category><![CDATA[intervista queen of saba]]></category>
		<category><![CDATA[lgbt]]></category>
		<category><![CDATA[lingua in fiamme]]></category>
		<category><![CDATA[Lorenzo Battistel]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>In un mondo sempre più retrogrado di pensiero i Queen of Saba sono intenzionati a smantellare i dogmi di genere esplorando le infinite sfaccettature dell’arte, della musica, dell’essere.</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://toh-magazine.com/2022/08/queen-of-saba-musica-contro-i-dogmi-di-genere/">Queen of Saba: musica contro i dogmi di genere</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://toh-magazine.com">Toh! Magazine</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<h3>In un mondo sempre più conservatore i Queen of Saba vogliono rompere gli schemi di genere esplorando l’arte, la musica e il proprio essere. </h3>



<p>Se avete ascoltato almeno una volta &#8220;Lingua in Fiamme&#8221; dei Queen of Saba sono sicuro che ve la ricordate, sia per il suo testo irriverente che per il suo ritmo house travolgente. Abbiamo intervistato il duo veneziano che celebra l&#8217;amore in tutte le sue forme.</p>



<p>Nati a Venezia i Queen of Saba sono un duo elettronico formato da Sara Santi e Lorenzo Battistel. </p>



<p>A giugno 2021 hanno pubblicato il loro primo album, “<a href="https://open.spotify.com/album/4vr2bI7vlDPLGLzuuvu07g?si=q-PjSy0BSyaiEZGlrRnBcA">Fatamorgana</a><em>”</em>, un melting pot di sonorità elettroniche, pop, funky, soul e indie, contraddistinte da un’attitudine queer.</p>



<p>Poco prima dell’estate hanno pubblicato “Lingua in Fiamme”, una canzone electropop dal beat house travolgente, con un testo gay power ironico e irresistibile; in un mondo utopico sarebbe il tormentone estivo dell’anno. Altro che reggaeton!</p>



<p>Quella dei Queen Of Saba è <a href="https://toh-magazine.com/category/musica/">musica </a>che fa ballare, cantare e pensare, ritmi che ci vogliono spogliare dai pregiudizi e testi che inneggiano all’amore, alla libertà dei corpi e alle fantasie, per un unica conclamata missione: “«smantellare i dogmi di genere ed esplorare le infinite sfumature della musica». </p>



<p>In attesa del loro secondo album li abbiamo intervistati:</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img data-attachment-id="104608" data-permalink="https://toh-magazine.com/2022/08/queen-of-saba-musica-contro-i-dogmi-di-genere/alm202203g_dsc4497/" data-orig-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/08/ALM202203G_DSC4497.jpeg" data-orig-size="1200,800" data-comments-opened="0" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;1&quot;}" data-image-title="queen_of_saba_intervista_toh_magazine_2" data-image-description="&lt;p&gt;queen_of_saba_intervista_toh_magazine_2&lt;/p&gt;
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<p><strong>Come vi siete conosciuti e quando avete dato vita ai Queen of Saba?&nbsp;</strong></p>



<p>Ci siamo conosciutǝ quasi sei anni fa a Venezia, città di connessioni magiche e incontri fortuiti. Abbiamo cominciato a lavorare insieme subito, sull&#8217;onda della stima reciproca e dell&#8217;entusiasmo per la sperimentazione, ma solo dopo tre anni ci siamo sentiti pronti a uscire allo scoperto come Queen of Saba. </p>



<p>Ad Aprile 2019 abbiamo fatto il nostro primo live con canzoni esclusivamente originali e abbiamo capito di volerci tuffare al 100% nel progetto.</p>



<p><strong>Un gruppo che propaganda &#8211; come è giusto che sia &#8211; lo smantellamento di genere perché si è scelto un personaggio biblico come nome d’arte?</strong></p>



<p>Sara: La Regina di Saba è un personaggio atipico e appare in un libro atipico: il Cantico dei Cantici. Immagino che i bigotti sessuofobi piglierebbero un colpo a leggere il carosello di metafore sessuali lì contenute, tra chiavi e chiavistelli, monti dalla forma pubica, seni come cuccioli di gazzella ecc. </p>



<p>Ho avuto la fortuna di studiarlo approfonditamente all&#8217;università e quando è stato il momento di scegliere un nome, ho voluto omaggiare un pezzo di letteratura che ha ancora il potere di scandalizzare con la sua incredibile bellezza e la sua sfacciataggine.</p>



<p><strong>Il singolo &#8220;Lingua in Fiamme&#8221; si discosta dalle sonorità funky/jazz pop del vostro debutto Fatamorgana, questa direzione house anni ‘90 segna un nuovo inizio? </strong></p>



<p>Con Lingua in Fiamme ci siamo divertitǝ da matti. La base è nata quasi come un gioco, mentre il testo era nient&#8217;altro che una nota sul telefono scritta in un moto istintivo. </p>



<p>Non sappiamo se segni un nuovo inizio, perché ogni volta che produciamo un pezzo nuovo non sappiamo mai dove andremo a finire, ma sicuramente segna un momento fondante: quello in cui abbiamo abbandonato ogni remora e abbiamo deciso di divertirci e basta.</p>



<p><strong>In un mondo utopico &#8220;Lingua In Fiamme&#8221; dovrebbe essere il tormentone estivo per eccellenza… no?</strong></p>



<p>Tante delle persone che la sentono ai live poi ci scrivono giorni, settimane dopo dicendoci che la ascoltano in loop. Non siamo discografici ma ci pare che funzioni abbastanza bene ahah</p>



<p>E poi questa è l&#8217;era di &#8220;Renaissance&#8221; di Beyoncé, quale momento migliore per ascoltare house anni &#8217;90?</p>



<p><strong>Avete un modo di scrivere molto diretto e anche ironico, è importante riuscire a far arrivare un messaggio con il sorriso?</strong></p>



<h3>La leggerezza è un&#8217;arma indispensabile nel trasmettere contenuti: permette di veicolare pensieri, ideali e sentimenti complessi e profondi in modo accessibile senza scadere nella superficialità. </h3>



<p>Noi facciamo musica pop, certo, e spesso l&#8217;ironia è anche un&#8217;armatura, ma il nostro metterci a nudo nelle canzoni, condito con dell&#8217;umorismo, è quello che permette alle persone di riconoscersi e sentirsi meno sole.</p>


<figure class="wp-block-embed-youtube wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-embed-aspect-4-3 wp-has-aspect-ratio"><a href="https://toh-magazine.com/2022/08/queen-of-saba-musica-contro-i-dogmi-di-genere/"><img src="//i.ytimg.com/vi/R0wKopYr7to/hqdefault.jpg" alt="YouTube Video"></a><br /><br /><figcaption></figcaption></figure>


<p><strong>Sara, la tua estetica suggerisce una relazione rilassata e appagante con il tuo corpo e la tua sessualità che veicola un messaggio no gender. Secondo te come pensi venga recepito?</strong></p>



<p>Sara: Sento che per quanto l&#8217;atmosfera in cui siamo immersi suggerisca un abbattimento generale di tabù e concezioni binarie del genere sia ancora necessario che persone come me, con un&#8217;identità fluida e una seppur minima visibilità, si espongano anche fisicamente e mettano al centro della scena il loro corpo non aderente alla &#8220;norma&#8221;. </p>



<h3>Non è facile svicolarsi dal tipo di sessualizzazione a cui mi hanno incatenato come AFAB dalla pubertà in poi, ma sento la necessità di propormi come soggetto erotico lontano dagli stereotipi di cantante-immagine. </h3>



<p>Spero che per quanto limitato l&#8217;impatto di questo sovvertimento possa aiutare chi là fuori agogna esempi diversi, rappresentazioni aderenti alla sua sensibilità.</p>



<p><strong>La carica erotica che si sprigiona dalle vostre canzoni si riflette anche nei live?&nbsp;</strong></p>



<p>Ci arrivano spesso reggiseni sul palco quindi sì, ci sentiamo di rispondere di sì.</p>



<p><strong>State lavorando a un album nuovo?</strong> &nbsp;</p>



<p>Sì, stiamo lavorando a diverse nuove canzoni, a volte quasi contemporaneamente, con l&#8217;idea di poi farle convergere in un progetto unico, che comprenderà anche i singoli già usciti. Chissà, magari rispetto all&#8217;album precedente ci sarà una coesione più forte fra le tracce, oppure ci troveremo di nuovo davanti a una successione di mood molto diversi.</p>



<p><strong>Con chi fareste un feat. io vi vedrei bene con Cosmo…&nbsp;</strong></p>



<p>Abbiamo conosciuto Cosmo dietro le quinte dell&#8217;Apolide Festival, è un essere umano speciale e saremmo onoratǝ di lavorare con lui in futuro, la sua potenza espressiva ci conquista, è sicuramente in cima alla lista dei featuring dei sogni.</p>



<p>Nel nostro esplorare eventuali collaborazioni vogliamo guardare anche alla scena queer italiana, quella più fresca e intersezionale, che sforna perle interessantissime, da BigMama a Protopapa. Non è detto che non ci siano presto sorprese nell&#8217;ambito feat.</p>



<p><strong>Il vostro idolo da teen?</strong></p>



<p>Lorenzo (chiaramente messo in difficoltà dalla domanda): Sir Oliver Skardy? Alberto Angela? Santana? Non saprei, se mai ho avuto un idolo non me lo ricordo.</p>



<p>Sara: Io mi ricordo di aver avuto fasi alterne, passavo da Che Guevara a Avril Lavigne senza troppo imbarazzo.</p>



<figure class="wp-block-image size-full"><img data-attachment-id="104609" data-permalink="https://toh-magazine.com/2022/08/queen-of-saba-musica-contro-i-dogmi-di-genere/cactus2/" data-orig-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/08/cactus2.jpeg" data-orig-size="800,800" data-comments-opened="0" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;7.1&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;Marco Albertini&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;ILCE-7M3&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;1651320377&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;\u00a9 Marco Albertini 2022. All rights reserved.&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;35&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;500&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0.005&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;1&quot;}" data-image-title="queen_of_saba_intervista_toh_magazine_1" data-image-description="&lt;p&gt;queen_of_saba_intervista_toh_magazine_1&lt;/p&gt;
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<p><strong>L’anno scoro ho visto e mi sono innamorato del film Atlantide di Yuri Ancarani che mi ha affascinato mostrandomi la gioventù veneziana con lo status dei “barchini” tra motori truccati e luci al neon. Lo avete visto? Vi ritrovate in questa visione?</strong></p>



<p>Lorenzo: Ho visto il film di Yuri e l&#8217;ho trovato affascinante, ma personalmente non mi ci sono trovato. La mia gioventù a Venezia è stata più &#8220;fricchettona&#8221;. </p>



<p>Le barche le usavamo (e le usiamo ancora), come mezzo per arrivare a posti che sono esclusivamente per quelli che li conoscono, un modo ritagliarsi uno spazio proprio all&#8217;interno di una città che sta venendo masticata dal profitto. </p>



<p>Sto parlando di imparare a vogare da autodidatta con gli amici avvolti dalla nebbia, di partire un po&#8217; all&#8217;avventura a fare grigliate in isole abbandonate della laguna, di concerti galleggianti e itineranti. </p>



<p>Nella mia compagnia di amici non c&#8217;è mai stata necessità di essere più veloce o avere il motore più grosso, solo la necessità di avere qualcosa di fresco da bere e da grigliare.</p>



<p><strong>Ultimo album di cui vi siete innamorati?</strong></p>



<p>Lorenzo: &#8220;Vertigo&#8221; di Perotá Chingó</p>



<p>Sara: &#8220;Multitude&#8221; di Stromae</p>
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		<title>MUNA: The Queerest of the Queer</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Marco Cresci]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 12 Jul 2022 16:24:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Musica]]></category>
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		<category><![CDATA[MUNA]]></category>
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		<category><![CDATA[tour]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Le Muna pubblicano il loro terzo disco omonimo, perfetto per celebrare la tua queerness. Anche per questo sono le nostre covergirl di Luglio. Leggi l'intervista</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://toh-magazine.com/2022/07/muna-the-queerest-of-the-queer/">MUNA: The Queerest of the Queer</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://toh-magazine.com">Toh! Magazine</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<h4>Le MUNA, sono il trio indie-pop più queer della musica, il loro terzo album, “MUNA”, è una celebrazione dell&#8217;amore e dell&#8217;essere queer in tutte le sue forme. Ironico, tagliente, vero, vi farà anche scatenare in pista per celebrare la vostra identità.</h4>



<p>Katie Gavin (cantante/produttrice), Naomi McPherson (produttrice/chitarrista/synths/voce), e Josette Maskin (chitarra/voce), sono le MUNA, che hanno appena pubblicato il loro terzo album omomino per la Saddest Factory, l&#8217;etichetta di Phoebe Bridgers. La loro precedente label le ha scaricate in pieno lockdown e questo le ha portate a mettersi in discussione creando &#8220;MUNA&#8221; un inno alla gioia di essere queer, l&#8217;album che loro stesse avrebbero voluto ascoltare da giovani per sentirsi meno sole, sapendo che lì fuori c&#8217;è una comunità pronta ad accoglierti, anche se vivi nel posto più sperduto al mondo. </p>



<h4>MUNA è un album vivace ma anche intimo, che si spoglia di quell&#8217;alone dark che ha contraddistinto i primi due album (&#8220;About You&#8221; 2017 e &#8220;Saved the World&#8221; 2019), ma con un messaggio ancora più forte e diretto, perché dopo due anni di clausura forzata abbiamo tutti voglia di tornare a cantare, sudare e ballare ricordando al mondo chi siamo! Le abbiamo incontarte via Zoom:&nbsp;</h4>



<figure class="wp-block-image size-large"><img data-attachment-id="104316" data-permalink="https://toh-magazine.com/muna-ph-isaac-schneider-2/" data-orig-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/07/Muna-Ph.-Isaac-Schneider-2.png" data-orig-size="1500,1150" data-comments-opened="0" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}" data-image-title="Muna Ph. Isaac Schneider 2" data-image-description="&lt;p&gt;Muna Ph. Isaac Schneider 2&lt;/p&gt;
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<h5>Ciao Muna, come state, dove siete?</h5>



<p>Naomi: Bene, siamo a Los Angeles, anche se ti stiamo rispondendo ognuna da una stanza diferente! (Ridacchia…) Ognuna ha la sua routine mettutina, viviamo nell&#8217;east side di L.A. e si preannuncia una giornata rovente!</p>



<h5>Come vi siete approcciate al nuovo album?</h5>



<p>Naomi: Onestamente lavoriamo sulla musica sempre, come abbiamo del tempo libero ci mettiamo a suonare a prescindere dall&#8217;uscita di un album o altro, è come una necessità. </p>



<p>Per questo nel nuovo album ci sono canzoni che abbiamo cominciato a scrivere subito dopo il nostro secondo album, quindi nel 2019, e altre che abbiamo scritto due settimane prima di chiudere il disco, ma diciamo che abbiamo sempre materiale da cui attingere. Non credo che ci siamo avvicinate al disco in modo diverso, volevamo essere sicure di avere delle canzoni buone, le più buone possibili, cercando poi di farle funzionare come un unico corpo di lavoro. </p>



<p>Molto spesso il disco prende forma dopo che abbiamo un quantitativo di canzoni di cui siamo completamente soddisfatte tra cui scegliere, e così cominciamo a scrivere i testi per dare il senso che vogliamo al disco.</p>



<h5>Siete state scaricate dalla vostra etichetta (La RCA ndg) durante la pandemia, è una cosa terribile… anche se ora avete firmato per la Saddest Factory, etichetta fondata da Phoebe Bridgers. Mi raccontate com è andata?</h5>



<p>Naomi: E&#8217; stato terribile, anche se ora non portiamo rancore, le persone con cui abbiamo lavorato sono fantastiche, è successo all&#8217;inizio della pandemia, non potevamo andare in tour e tanto meno potevamo pensare di metterci a fare un nuovo album.&nbsp;</p>



<p>Jo: Credo che per la label sia stata solo una decisione finanziaria, ma siamo ok, lo capiamo, avevamo anche dei dubbi su ciò che l&#8217;etichetta si aspettava da noi e dalla nostra nuova musica. </p>



<figure class="wp-block-pullquote"><blockquote><p>Essere state scaricate dalla nostra etichetta ci ha dato modo di concentrarci su noi stesse e capire cosa volevamo dal nostro futuro, che ci ha poi portato a firmare per la Saddest Factory di Phoebe, di cui siamo molto contente, anche più di prima.</p></blockquote></figure>



<h5>Essendo in tre e avendo materiale a disposizione, come gestite la scaletta del disco, ascoltandolo mi sembra una sorta di viaggio emozionale, era il vostro intento?</h5>



<p>Katie: Abbiamo sempre idee diverse per quanto riguarda la tracklist, facciamo liste diverse e sì, per quanto mi riguarda all&#8217;inizio volevo dare al disco un senso narrativo per raccontare una storia, ma in realtà alcune delle canzoni che avevamo scelto erano contraddittorie per seguire una linearità. Alla fine abbiamo scelto le canzoni per far vivere un&#8217;esperienza a chi le ascolta, tramite mood e sonorità differenti.&nbsp;</p>



<p>Naomi: Abbiamo scelto le canzoni che ci facevano sentire meglio ascoltandole.&nbsp;</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img data-attachment-id="104314" data-permalink="https://toh-magazine.com/muna-ph-frank-ockenfels_2/" data-orig-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/07/Muna-Ph.-Frank-Ockenfels_2.jpeg" data-orig-size="1500,1500" data-comments-opened="0" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}" data-image-title="Muna Ph. Frank Ockenfels_2" data-image-description="&lt;p&gt;Muna Ph. Frank Ockenfels_2&lt;/p&gt;
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<h5>Avete esplorato di più il lato della produzione in questo album, siete d&#8217;accordo?</h5>



<p>Katie: Assolutamente! Fare musica in questo periodo senza tour e chiusi in casa ci ha dato più confidenza, alla fine abbiamo capito che solo noi potevamo chiudere questo lavoro e nessun altro. Così abbiamo deciso di lavorare al disco sotto ogni aspetto, ci siamo messe ad imparare nuove tecniche per poterlo fare. Durante il processo di questo disco mi sono sentita molto più confidente come produttrice e anche come musicista.&nbsp;</p>



<h5>Considerate “Muna” un album estivo? Ti fa venir voglia di cantare, urlare, pensare e di tornare a ballare! La prima canzone che mi viene in mente è “What I Want” un pezzo che mi trasmette euforia.</h5>



<p>Naomi: Grazie, quella è una canzone davvero speciale per noi, è il nostro nuovo singolo. Ricordo che Katie ha lavorato alla produzione via Zoom con Lealand, che è un nostro caro amico e ricordo che quando è arrivato il pezzo finito, ervamo in macchina e abbiamo tutte urlato: “Questa sarà una hit!”.</p>



<h2>Ci siamo divertite molto a scrivere &#8220;What I Want&#8221; e speriamo che tutti la ballino quest&#8217;estate perché sono felici di essere gay, e hanno voglia di fare festa!</h2>


<figure class="wp-block-embed-youtube wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><a href="https://toh-magazine.com/2022/07/muna-the-queerest-of-the-queer/"><img src="//i.ytimg.com/vi/ysQl74R_Tog/hqdefault.jpg" alt="YouTube Video"></a><br /><br /><figcaption></figcaption></figure>


<h5>A proposito della comunità LGBTQ+, so che il primo singolo estratto dal disco “Pink Chiffon” che vede la partecipazione di Phoebe Bridgers è diventato un gay indie-op anthem, divenuto virale su TikTok, me ne parlate? Anche il video ispirato al film degli anni &#8217;90 “But I&#8217;m a Cheerleader” è divertente.</h5>



<p>Katie: Sai quando sei un artista queer, guardi il lavoro dei tuoi predecessori e cerchi di trovare la strada per essere te stesso, ci piace prendere cose degli anni passati e dargli un contesto diverso, il film “But I&#8217;m a Cheerleader” è una commedia che comprene anche la comunità lgbtq+ fu una scelta tagliente all&#8217;epoca.&nbsp;</p>



<p>E&#8217; stato molto divertente per noi girare <a href="">il video con un gruppo di persone queer</a> a L.A. è importante divertirsi sul set. Spesso scriviamo musica dark, dunque è stato stimolante esplorare qualcosa di più luminoso e colorato. Questa canzone ha un potere saffico. Per quanto riguarda TikTok non ce lo aspettavamo per niente! Siamo contente che una canzone gioiosa che parla della felicità di essere queer sia diventata così popolare.</p>



<h5>In questi giorni si parla molto degli artisti forzati dalle loro etichette a fare TikTok, cosa ne pensate?</h5>



<p>Katie: Che fortunatamente non dobbiamo preoccuparci troppo di questo aspetto! So che molte persone sono attratte da chi sarà la &#8220;next big thing&#8221; che farà far soldi a chi lavora nella musica, ma è diventato qualcosa di malleabile che cambia di anno in anno, oggi è TikTok, che per altro amo, mi piace guardare i video e credo che le canzoni che diventano virali su TikTok siano valide. Chi ottiene successo tramite questa piattaforma di base se lo merita, ma credo anche che quello che sta dietro a questo medium non sia così divertente come per chi lo usa. Va visto solo per farsi una risata e finisce lì. Non va preso troppo sul serio.</p>



<h5>Penso che i vostri testi siano sinceri, diretti e coraggiosi, e che possono aiutare i ragazzi che si sentono soli e che hanno problemi ad accettarsi o a fare coming out. Avete mai pensato alle vostre canzoni in questo modo?</h5>



<p>Katie: È&nbsp;il nostro traguardo.</p>



<p>Naomi: È&nbsp;facile per noi avere una certa prospettiva su una canzone perché siamo un trio quindi, quando Katie ci manda una canzone, io e Jo cerchiamo di analizzare come ci fa sentire, come se fosse un test preliminare sul pubblico che l&#8217;ascolterà.&nbsp;</p>



<p>Sarebbe stato incredibile vedere uno dei nostri video su MTV quando ero una ragazzina, o ascoltarla alla radio, e vedere persone queer come me, felici e con una vita normale.</p>



<figure class="wp-block-pullquote has-text-align-center"><blockquote><p>E&#8217; come ricevere una medaglia d&#8217;onore per noi sapere che ci sono persone giovani e queer che si relazionano alla nostra musica.</p></blockquote></figure>



<h5>La cover del disco ha un&#8217;ispirazione molto anni &#8217;90. cosa vi ha portato in questa direzione stilistica?</h5>



<p>Katie: Grazie per questa domanda, ci tengo, Siamo della 90&#8217;s babies, siamo nate in quegli anni, quindi abbiamo messo un po&#8217; di nostalgia retrò nella cover, omaggiando anche quegli album che ci piacevano da ragazzine come tutto il filone indie di donne portato avanti da Lilith Fair. </p>



<p>Trovo i film, la muisca, l&#8217;immaginario di quegli anni molto accattivante. Amiamo fare moodboard, quando dobbiamo scattare la cover parliamo molto con il fotografo, in questo caso Isaac che è un nostro caro amico, e cominciamo a scambiarci foto che ci piacciono, finche non troviamo il modo giusto per rappresentare le canzoni che abitano il disco. </p>



<p>Credo che le nuove canzoni abitino in un mondo pop anni &#8217;90 quindi tutto tornava, non sto dicendo che considero questo album un disco anni &#8217;90, anzi ci sono molte canzoni moderne, ma se ci pensi gli anni &#8217;90 sono stata l&#8217;ultima decade analogica, si scattava in pellicola e non c&#8217;erano gli smartphone.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img data-attachment-id="104324" data-permalink="https://toh-magazine.com/2022/07/muna-the-queerest-of-the-queer/muna_muna/" data-orig-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/07/MUNA_MUNA.jpg" data-orig-size="1200,1200" data-comments-opened="0" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}" data-image-title="MUNA_MUNA" data-image-description="" data-medium-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/07/MUNA_MUNA-300x300.jpg" data-large-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/07/MUNA_MUNA-1024x1024.jpg" loading="lazy" width="1024" height="1024" src="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/07/MUNA_MUNA-1024x1024.jpg" alt="" class="wp-image-104324" srcset="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/07/MUNA_MUNA-1024x1024.jpg 1024w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/07/MUNA_MUNA-300x300.jpg 300w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/07/MUNA_MUNA-150x150.jpg 150w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/07/MUNA_MUNA-768x768.jpg 768w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/07/MUNA_MUNA-1000x1000.jpg 1000w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/07/MUNA_MUNA-900x900.jpg 900w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/07/MUNA_MUNA-450x450.jpg 450w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/07/MUNA_MUNA-350x350.jpg 350w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/07/MUNA_MUNA-50x50.jpg 50w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/07/MUNA_MUNA.jpg 1200w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p><sup><sub>Muna &#8220;MUNA&#8221; (Saddest Factory)</sub></sup></p>



<h5>Mi dite qualche altro nome di artiste anni &#8217;90 di cui siete fan?</h5>



<p>Katie: Ce ne sono molte! Tracy Chapman, Alanis Morisette, Sinead O&#8217;Connor, The Cranberries, Sade.</p>



<h5>E dove lasci la trilogia Pj Harvey, Tori Amos e Bjork?</h5>



<p>Katie: Amiamo Bjork! Io sono una fan del periodo &#8220;Vespertine&#8221; ma la amo fottutamente e Robyn! La amiamo! Così come amiamo le grandi hit di quegli anni, come quelle dei Backstreet Boys che Jo andrà a vedere questa sera dal vivo. Siamo amanti della musica alla fine e amiamo tanti generi diversi.</p>



<h5>Quando tornerete in tour in Europa?</h5>



<p>Katie: Spero presto! Nel 2017 la nostra ultima data del tour fu a Milano, è stato magico, abbiamo allungato il nostro viaggio in Italia ed è stato un viaggio bellissimo.</p>



<h5>Prima di salutarci, l&#8217;ultimo album di cui vi siete innamorate:</h5>



<p>&#8220;Absolutely&#8221; di Djion e &#8220;Crash&#8221; di <a href="https://toh-magazine.com/2020/12/charli-xcx-interview-marco-cresci-toh-magazine/">Charli XCX</a></p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img data-attachment-id="104315" data-permalink="https://toh-magazine.com/muna-ph-isaac-schneider-1/" data-orig-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/07/Muna-Ph.-Isaac-Schneider-1.png" data-orig-size="1192,1500" data-comments-opened="0" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}" data-image-title="Muna Ph. Isaac Schneider 1" data-image-description="" data-medium-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/07/Muna-Ph.-Isaac-Schneider-1-238x300.png" data-large-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/07/Muna-Ph.-Isaac-Schneider-1-814x1024.png" loading="lazy" width="814" height="1024" src="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/07/Muna-Ph.-Isaac-Schneider-1-814x1024.png" alt="" class="wp-image-104315" srcset="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/07/Muna-Ph.-Isaac-Schneider-1-814x1024.png 814w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/07/Muna-Ph.-Isaac-Schneider-1-238x300.png 238w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/07/Muna-Ph.-Isaac-Schneider-1-768x966.png 768w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/07/Muna-Ph.-Isaac-Schneider-1-1000x1258.png 1000w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/07/Muna-Ph.-Isaac-Schneider-1-900x1133.png 900w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/07/Muna-Ph.-Isaac-Schneider-1-450x566.png 450w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/07/Muna-Ph.-Isaac-Schneider-1-350x440.png 350w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/07/Muna-Ph.-Isaac-Schneider-1.png 1192w" sizes="(max-width: 814px) 100vw, 814px" /></figure>
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