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	<title>simon cracker &#8211; Toh! Magazine</title>
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	<title>simon cracker &#8211; Toh! Magazine</title>
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		<title>MILANO MODA UOMO FW 2026: TRA CONTINUITÀ E RIMASTONI</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Giuseppe Di Rosalia]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 20 Jan 2026 15:45:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Moda]]></category>
		<category><![CDATA[armani]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Sempre meno sfilate e sempre meno effetto wow, a Milano sfilano pochi ma buoni.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<h4>In un sistema moda, ormai al tracollo, che vive di interruzioni forzate, reboot isterici e storytelling da LinkedIn, nei giorni della fashion week (che ormai è solo un weekend)<strong> Armani resta uno dei pochissimi megabrand immediatamente riconoscibili senza bisogno di</strong> grandi forzature. È una lingua visiva autonoma, fluente, che non ha mai avuto bisogno di sgomitare. E infatti, anche oggi, Armani non interrompe: <strong>continua</strong>.</h4>



<p>La collezione presentata da <strong>Leo Dell’Orco</strong>, storico braccio destro del fondatore per quarant’anni, ha il sapore di un esercizio di fedeltà e misura. Liscia, morbida, profondamente Armani. Sartoria ampia, fluida, tessuti accoglienti, pantaloni pieni che si appoggiano sulle scarpe in suede come se fosse sempre domenica pomeriggio.<br>C’è qualche segnale di movimento: trame iridescenti, tocchi di ametista, ma sempre filtrati da quella compostezza quasi allergica allo strappo. Persino il velluto blu più acceso flirta con l’appariscente senza mai concederglisi davvero.</p>



<p>I bomber carnosi, le giacche da aviatore, i maglioni larghi con spalle cadenti infilati in pantaloni enormi parlano a una giovinezza possibile, mai inseguita. In totale <strong>136 uscite</strong> che ribadiscono una verità semplice: Armani non sceglie tra monopetto e doppiopetto, tra collo a scialle o a fascia. Sceglie la languidezza. E basta.</p>



<p>Due show, zero scenografia nella pista sotterranea di Via Borgonuovo, modelli storici che sfilano con quell’andatura ventilata, mento alto, aria di chi non deve dimostrare nulla perché ha già dimostrato tutto. Continuità e nonchalance come manifesto politico.<br>Gli anni ’80 e ’90 stanno tornando ovunque, e Armani è paradossalmente in pole position proprio perché da li <strong>non se n’è mai andato</strong>. Il vero punto interrogativo è: cosa potrebbero fare i giovani designer interni se qualcuno li lasciasse davvero pescare nell’archivio, come accaduto da Paul Smith?</p>



<p>Il finale con le coppie uomo-donna ribadisce il ruolo pionieristico del fondatore nel riscrivere la sartoria come <strong>stile di vita totale</strong>, mentre la collaborazione con <strong>Alanui</strong>  (cardigan geometrici per lui e per lei) è forse l’unico vero segnale di un sentiero nuovo.<br>Dell’Orco saluta alla maniera di Giorgio, inchino misurato, poche mosse. Giustissimo</p>


<figure class="wp-block-embed-youtube wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><a href="https://toh-magazine.com/2026/01/milano-moda-uomo-fw-2026-tra-continuita-e-rimastoni/"><img src="//i.ytimg.com/vi/M359I4gJ9Os/hqdefault.jpg" alt="YouTube Video"></a><br /><br /><figcaption></figcaption></figure>


<h3>Milano moda uomo fw 26: Prada: l’inquietudine come alibi (e Raf Simons come rimastone)</h3>



<p>Da <strong>Prada</strong>, invece, l’asticella delle intenzioni viene fissata altissima: “valori umani universali, civiltà, cultura, intelligenza, cura”. Tutto affidato a camicie con taglio francese stirato a ferro e pantaloni di lana asciutti come se da un minuto all&#8217;altro avessero preso  l&#8217;Ozempic e l&#8217;avessero prescritto a tutto il <a href="https://toh-magazine.com/category/moda/">guardaroba maschile.</a></p>



<h3>La scenografia che vuole essere un condominio sventrato, modanature borghesi superstiti, caminetti appesi alle pareti, forse funziona più dei vestiti. La colonna sonora (Virgin Prunes, Suicide) ringhia il disagio. L’atmosfera è volutamente scomoda e  qui arriva il punto: <strong>Prada parla di “scomodità” come categoria esistenziale</strong>, ma la traduce in una forma ormai rassicurante che sinceramente non sorprende più.</h3>



<p>In passerella cappotti tubolari, alti, abbottonati fino al collo ma portati con l’attitudine disinvolta di un bomber; linee asciutte, quasi ascetiche; una palette di rosa antico, malva, verde anice, viola profondo che sorprende senza mai diventare folkloristica.<br>doveroso sottolineare che la silhouette snella resta impressa perché diversa dal resto di Milano, non perché “rivoluzionaria”. come non sono rivoluzionarie le tecniche d&#8217;invecchiamento dei capi utilizzate da Miuccia e Raf, e Simons questo lo sa molto bene dal momento che fruga nel passato e nell&#8217;archivio immaginario e immaginifico di Margiela facendo sue, alcune delle tecniche più riconosciute e utilizzate da Martin come  il <strong>memory of</strong>, ovvero la rivelazione di ciò che c’era prima: cuciture abrase, strati precedenti che riaffiorano, tessuti sottostanti che diventano parte del disegno; e il <br><strong>décortiqué</strong>, con capi “scorticati”, consumati, smontati per mostrare la loro costruzione e il loro passato.</p>



<p>In Martin Margiela queste pratiche erano atti radicali: mettevano in crisi l’idea di lusso, di novità, di perfezione industriale. Erano gesti concettuali, spesso violenti, che parlavano di memoria, lavoro, anonimato, sistema. In Prada diventano <strong>linguaggio raffinato</strong>, colto, controllato. Funzionano, sì. Ma non destabilizzano.</p>



<p>Ed è qui che Raf Simons si rivela per quello che è: <strong>un rimastone</strong>, musicalmente e concettualmente: non perché sia fermo, Simons è lucidissimo, ma perché continua a muoversi dentro un’estetica e un immaginario formatisi negli anni ’90 e 2000, quando la reference sapeva ancora di trauma, sottocultura, tensione reale. Oggi quelle stesse coordinate vengono riproposte come grammatica consolidata.<br>Il disagio diventa stile, l’imperfezione diventa codice, la citazione diventa comfort zone.</p>



<p>Il risultato è una collezione riuscita, quantomeno nell&#8217;intenzione ma <strong>non rivoluzionaria</strong>. E va benissimo così. Prada non deve essere ogni volta un evento salvifico. Può essere, come qui, una prova di intelligenza sartoriale e culturale, senza bisogno di urlare al genio perché tanto di geniale non c&#8217;è niente. Anzi!</p>


<figure class="wp-block-embed-youtube wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><a href="https://toh-magazine.com/2026/01/milano-moda-uomo-fw-2026-tra-continuita-e-rimastoni/"><img src="//i.ytimg.com/vi/J1GCDcbYIRI/hqdefault.jpg" alt="YouTube Video"></a><br /><br /><figcaption></figcaption></figure>


<h3>Milano Moda uomo FW26: L&#8217;Armadio di famiglia di Zegna rivela la bravura di Sartori.</h3>



<p>Con Zegna Alessandro Sartori conferma qualcosa di semplice ma raro: è veramente bravo. Cappotti ampi che cadono naturali, trench fluidi, pantaloni morbidi, lane lavate che sembrano già vissute senza essere stanche. È un’idea di modernità sobria e concreta che respira sul corpo, senza tanti teatrini. Tra le pieghe ci sono richiami a Hermès by Margiela, sartoria invisibile e precisa, cuciture e volumi studiati per far emergere la memoria del capo, ciò che c’era prima senza essere pedante. I colori restano sobri, con qualche lampo di verde oliva e blu profondo. Sartori mescola rigore e leggerezza, memoria e innovazione, senza perdere personalità. Zegna ti ricorda che il mestiere conta ancora, che il lusso vero è invisibile e che l’armadio di famiglia può essere rivoluzionario quando è fatto bene.</p>


<figure class="wp-block-embed-youtube wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><a href="https://toh-magazine.com/2026/01/milano-moda-uomo-fw-2026-tra-continuita-e-rimastoni/"><img src="//i.ytimg.com/vi/MfBhx8Al0_s/hqdefault.jpg" alt="YouTube Video"></a><br /><br /><figcaption></figcaption></figure>


<h3>Milano moda uomo fw26: Lessico Familiare e Simon Cracker: quando il discorso è ancora aperto</h3>



<p>Fuori dai palazzi istituzionali, <strong>Lessico Familiare</strong> continua a lavorare sul linguaggio come atto politico. Il vestito non è mai solo vestito, ma frase, grammatica, relazione. Senza nostalgia, ne citazioni sterili: c’è un pensiero sul corpo contemporaneo e sul modo in cui abita il mondo. La collezione di Lessico Familiare unisce codici dello spiritualismo metropolitano e riferimenti storici in silhouette cocoon, sottovesti preziose e capispalla rielaborati.Bellissima la scelta musicale (più o meno hanno suonato l&#8217;album ray of light di Madonna) e ambizioso e credibile tutta la parte finale. Bravi</p>


<figure class="wp-block-embed-youtube wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><a href="https://toh-magazine.com/2026/01/milano-moda-uomo-fw-2026-tra-continuita-e-rimastoni/"><img src="//i.ytimg.com/vi/bWd-jp3xuPg/hqdefault.jpg" alt="YouTube Video"></a><br /><br /><figcaption></figcaption></figure>


<p><strong><a href="https://www.simoncrackermilano.com">Simon Cracker</a></strong>, invece, resta uno dei pochi a praticare davvero l’upcycling come gesto culturale e non come greenwashing. Casting inclusivo, costruzione sbilenca, layering caotico ma lucidissimo: qui il sistema viene guardato di sbieco, smontato, ricomposto in modo lento, come un piatto che ha bisogno di tempo per regalare sapore, stupore ed emozioni sincere. Da Cracker le cose da mettere a posto sono veramente tante ma nel frattempo Simone Botte sta già compiendo una piccola rivoluzione perché mentre i grandi parlano di valori universali, <strong>sono spesso i piccoli a praticarli davvero</strong>. E lui oggi è il primo che mi viene in mente. </p>


<figure class="wp-block-embed-youtube wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><a href="https://toh-magazine.com/2026/01/milano-moda-uomo-fw-2026-tra-continuita-e-rimastoni/"><img src="//i.ytimg.com/vi/SFKirdAvquw/hqdefault.jpg" alt="YouTube Video"></a><br /><br /><figcaption></figcaption></figure>


<p>Milano, ancora una volta, si muove tra continuità rassicuranti, rimastoni illustri e isole di resistenza creativa. Sta a noi decidere cosa vogliamo ricordare. E soprattutto, cosa vale davvero la pena tramandare.</p>



<p>P.S. scrivere due righe su Dolce&amp;Gabbana non mi costava nulla ma penso che il tempo da dedicare a quei due nazi almeno su TOH! MAGAZINE è finito.</p>



<p class="has-white-color has-text-color">MILANO MODA UOMO 2026 MILANO MODA UOMO 2026 MILANO MODA UOMO 2026</p>
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		<item>
		<title>Milano Moda Uomo SS26: C&#8217;era una volta la fashion week</title>
		<link>https://toh-magazine.com/2025/06/milano-moda-uomo-ss26-cera-una-volta-la-fashion-week/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=milano-moda-uomo-ss26-cera-una-volta-la-fashion-week</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Giuseppe Di Rosalia]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 25 Jun 2025 14:17:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Moda]]></category>
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		<category><![CDATA[milan fashion week]]></category>
		<category><![CDATA[moda]]></category>
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		<category><![CDATA[Westwood]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La Fashion Week di Milano dedicata alle collezioni maschili, è finita senza nemmeno farci capire che era iniziata. Leggi le review di Giuseppe Di Rosalia.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<h3>Nell’attesa che Jonathan Anderson sveli al mondo la sua visione per Dior e Glenn Martens per Maison Margiela a Parigi, a Milano é finita, senza che nessuno si accorgesse del suo inizio, la fashion week maschile per la prossima estate. Ecco dunque le mie review non richieste di questo fashion week-end.</h3>



<p><strong>In calendario? Solo 15 sfilate. Tra debutti incerti, ritorni dimenticabili e conferme che sanno di muffa, Milano si è fatta scavalcare pure da Firenze. Ma procediamo con ordine, che almeno qui abbiamo ancora senso critico.</strong></p>



<p><strong>Setchu</strong> apre le danze. Satoshi Kuwata, dopo il Pitti di gennaio, decide di esordire a Milano con la sua “trasformabilità sartoriale funzionale”, un’idea ambiziosa e teoricamente interessante. </p>



<p>Il lavoro di Satoshi Kuwata, fondatore di Setchu e vincitore del LVMH Prize 2023, è sempre stato orientato alla sintesi tra culture e tecniche. Il termine “Setchu” – che in giapponese significa “fusione di elementi opposti” – è già tutto un programma. Nella collezione ss26 questo concetto si fa ancora più radicale: la collezione smonta, spezza, scompone, riassembla. </p>



<p>La destrutturazione non è solo un gesto formale, è il modo con cui Kuwata riflette sull’identità dell’uomo contemporaneo.</p>



<p>Molto interessante il lavoro su alcuni pezzi creati insieme ad artigiani locali (la sfilata voleva essere un punto di incontro tra Africa e Giappone) ma in toto la collezione non spicca il volo nonostante le intenzioni di volare alto fossero tante. Ma hey, questo brand fuori dal sistema non è ancora conosciuto, quindi può ancora permettersi il lusso dell’errore. Goditelo finché dura, Satoshi.</p>



<figure class="wp-block-image size-full"><img data-attachment-id="110081" data-permalink="https://toh-magazine.com/2025/06/milano-moda-uomo-ss26-cera-una-volta-la-fashion-week/toh-magazine-etchu-ss26-milano-fashion-week-i-look-1024x576/" data-orig-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2025/06/toh-magazine-etchu-ss26-milano-fashion-week-i-look-1024x576-1.webp" data-orig-size="1024,576" data-comments-opened="0" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}" data-image-title="toh-magazine etchu-ss26-milano-fashion-week-i-look-1024&#215;576" data-image-description="" data-medium-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2025/06/toh-magazine-etchu-ss26-milano-fashion-week-i-look-1024x576-1-300x169.webp" data-large-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2025/06/toh-magazine-etchu-ss26-milano-fashion-week-i-look-1024x576-1.webp" width="1024" height="576" src="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2025/06/toh-magazine-etchu-ss26-milano-fashion-week-i-look-1024x576-1.webp" alt="Milano Moda Uomo toh magazine" class="wp-image-110081" srcset="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2025/06/toh-magazine-etchu-ss26-milano-fashion-week-i-look-1024x576-1.webp 1024w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2025/06/toh-magazine-etchu-ss26-milano-fashion-week-i-look-1024x576-1-300x169.webp 300w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2025/06/toh-magazine-etchu-ss26-milano-fashion-week-i-look-1024x576-1-768x432.webp 768w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2025/06/toh-magazine-etchu-ss26-milano-fashion-week-i-look-1024x576-1-1000x563.webp 1000w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2025/06/toh-magazine-etchu-ss26-milano-fashion-week-i-look-1024x576-1-900x506.webp 900w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2025/06/toh-magazine-etchu-ss26-milano-fashion-week-i-look-1024x576-1-450x253.webp 450w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2025/06/toh-magazine-etchu-ss26-milano-fashion-week-i-look-1024x576-1-350x197.webp 350w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<h4>Alessandro Dell’Acqua con la sua N21 non sfila ma presenta la sua collezione maschile offrendo una sorta di antidoto alla confusione (creativa, sociale e politica) attraverso una collezione che evita qualsiasi tipo di concetto astratto (Alessandro sa bene che a quelli della moda piace tantissimo buttare fumo negli occhi quando non hanno niente da dire) affidandosi alla sicurezza della sua visione e della sua estetica con un tocco di leggerezza in piú. </h4>



<p>Cosí ecco gli elementi essenziali del guardaroba che pur apparendo semplici non risultano mai banali come non risulta banale la nuova idea di composizione: gli anorak e le camicie con lo stesso tessuto di cotone a righe, i giubbotti con i tessuti uguali ai pantaloncini e alla camicia e la borsa unisex Cabiria.</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-full is-resized"><img loading="lazy" src="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2025/06/250612-N21-M-SS26-LOOKBOOK-PRINT-trascinato.pdf" alt="" class="wp-image-110083" width="584" height="874"/></figure></div>



<p><strong>MSGM</strong> MA PER FAVORE: il brand italiano, (prossimo al fallimento?), organizza la presentazione della nuova collezione nella boutique sempre vuota di Via Broletto. Per farla breve Giorgetti, che si é scoperto appassionato di mountain bike, ha preso le foto scattate con il suo iphone durante queste passeggiate adrenaliniche e le ha stampate su tutto quello che gli capitava sotto mano. Che genio, che bravo, che paraculo. </p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-full"><img data-attachment-id="110087" data-permalink="https://toh-magazine.com/2025/06/milano-moda-uomo-ss26-cera-una-volta-la-fashion-week/msgm_ss26_lookbook_008/" data-orig-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2025/06/MSGM_SS26_LOOKBOOK_008.jpeg" data-orig-size="500,750" data-comments-opened="0" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}" data-image-title="MSGM_SS26_LOOKBOOK_008" data-image-description="" data-medium-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2025/06/MSGM_SS26_LOOKBOOK_008-200x300.jpeg" data-large-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2025/06/MSGM_SS26_LOOKBOOK_008.jpeg" loading="lazy" width="500" height="750" src="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2025/06/MSGM_SS26_LOOKBOOK_008.jpeg" alt="Milano Moda Uomo MSGM_SS26_LOOKBOOK_008" class="wp-image-110087" srcset="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2025/06/MSGM_SS26_LOOKBOOK_008.jpeg 500w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2025/06/MSGM_SS26_LOOKBOOK_008-200x300.jpeg 200w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2025/06/MSGM_SS26_LOOKBOOK_008-450x675.jpeg 450w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2025/06/MSGM_SS26_LOOKBOOK_008-350x525.jpeg 350w" sizes="(max-width: 500px) 100vw, 500px" /></figure></div>



<p><strong>Fiorucci</strong>, sotto la direzione di Francesca Murri, continua a sanguinare. Una collezione che sembra il risultato di un laboratorio creativo per bambini bendati. Meglio della scorsa? Sì. Ma solo perché quella alla Triennale sembrava un attacco personale al buon gusto. Look da cartoon, pois, Minnie, angioletti: un patchwork visivo al limite dell’involontario dadaismo. L’ironia di Elio Fiorucci c’era, ma stavolta piange.</p>



<figure class="wp-block-image size-full"><img data-attachment-id="110088" data-permalink="https://toh-magazine.com/2025/06/milano-moda-uomo-ss26-cera-una-volta-la-fashion-week/schermata-2025-06-24-alle-21-29-14/" data-orig-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2025/06/Schermata-2025-06-24-alle-21.29.14.png" data-orig-size="995,661" data-comments-opened="0" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}" data-image-title="Milano Moda Uomo Fiorucci toh magazine" data-image-description="" data-medium-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2025/06/Schermata-2025-06-24-alle-21.29.14-300x199.png" data-large-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2025/06/Schermata-2025-06-24-alle-21.29.14.png" loading="lazy" width="995" height="661" src="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2025/06/Schermata-2025-06-24-alle-21.29.14.png" alt="Milano Moda Uomo Fiorucci toh magazine" class="wp-image-110088" srcset="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2025/06/Schermata-2025-06-24-alle-21.29.14.png 995w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2025/06/Schermata-2025-06-24-alle-21.29.14-300x199.png 300w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2025/06/Schermata-2025-06-24-alle-21.29.14-768x510.png 768w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2025/06/Schermata-2025-06-24-alle-21.29.14-900x598.png 900w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2025/06/Schermata-2025-06-24-alle-21.29.14-450x299.png 450w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2025/06/Schermata-2025-06-24-alle-21.29.14-350x233.png 350w" sizes="(max-width: 995px) 100vw, 995px" /></figure>



<p><strong>Vivienne Westwood</strong> torna a Milano per presentare la collezione maschile (non lo faceva dal 2017) e anche Andreas Kronthaler sceglie la strada come location, nello specifico un bar vicino San Babila. Il mood è quello di un dandy di oggi: tutto è all&#8217;insegna dell&#8217;estate: ci sono la canapa leggera e il morbido tweed, il suede pregiato, i cotoni a righe vivaci, il popeline lavato e stampato, i fiorellini delicati disegnati a inchiostro dall&#8217;artista Dominic Myatt. </p>



<p>L&#8217;eleganza senza tempo della sartoria inglese e il “raffinato non so che milanese” che vuol dire tutto e non vuol dire niente. Le scarpe esageratamente alte, simili a quelle che fecero ribaltare Naomi Campbell, non stavano bene a nessuno dei modelli e non staranno bene nemmeno alle drag queen di Milano che le riceveranno in omaggio dal brand in cambio di qualche stories accompagnata dall’hashtag #suppliedby. Quando si dice Punk Capitalista!</p>



<p>Ma d’altronde come recita il comunicato stampa “Quando un uomo ha stile, significa molto. Non ha nulla a che fare con la moda, è tutta una questione di stile.” Ma quale?&nbsp;</p>



<p>Anche <strong>Paul Smith</strong> ritorna a Milano e fa il suo. Come sempre, sempre bene. </p>



<p>Lo stesso succede da Emporio e da <strong>Giorgio Armani </strong>senza Mr. Armani a prendere gli applausi alla fine dello show, al suo posto Leo Dell’Orco, da troppo tempo dietro le quinte, da un twist leggero ma significativo ad entrambi le collezioni. </p>



<p><strong>Domenico Dolce e Stefano Gabbana</strong> hanno pensato alla pigiameria sartoriale, ok! Ma non rendiamola più noiosa di così.</p>



<p>Un po’ meglio <strong>Simon Cracker</strong>, il Margiela wanna be, che con la sua collezione riciclata porta in scena una proposta ricca di dettagli invitando il consumatore finale a non guardarsi indietro poiché é la direzione sbagliata. </p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large"><img data-attachment-id="110086" data-permalink="https://toh-magazine.com/2025/06/milano-moda-uomo-ss26-cera-una-volta-la-fashion-week/milano-moda-uomo-simon-cracker-davide-calcagnile/" data-orig-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2025/06/milano-moda-uomo-simon-cracker-davide-calcagnile.jpeg" data-orig-size="800,1200" data-comments-opened="0" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}" data-image-title="milano moda uomo simon cracker davide calcagnile" data-image-description="" data-medium-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2025/06/milano-moda-uomo-simon-cracker-davide-calcagnile-200x300.jpeg" data-large-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2025/06/milano-moda-uomo-simon-cracker-davide-calcagnile-683x1024.jpeg" loading="lazy" width="683" height="1024" src="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2025/06/milano-moda-uomo-simon-cracker-davide-calcagnile-683x1024.jpeg" alt="milano moda uomo simon cracker davide calcagnile" class="wp-image-110086" srcset="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2025/06/milano-moda-uomo-simon-cracker-davide-calcagnile-683x1024.jpeg 683w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2025/06/milano-moda-uomo-simon-cracker-davide-calcagnile-200x300.jpeg 200w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2025/06/milano-moda-uomo-simon-cracker-davide-calcagnile-768x1152.jpeg 768w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2025/06/milano-moda-uomo-simon-cracker-davide-calcagnile-450x675.jpeg 450w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2025/06/milano-moda-uomo-simon-cracker-davide-calcagnile-350x525.jpeg 350w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2025/06/milano-moda-uomo-simon-cracker-davide-calcagnile.jpeg 800w" sizes="(max-width: 683px) 100vw, 683px" /></figure></div>



<p>Bravissimo <a href="https://magliano.website/?srsltid=AfmBOorEPVWX8KS0WHxcFV5raErWyU0lDxZXp7KhWV1Oooai6NbfnC5h">Magliano</a>, l’unico italiano da tenere in considerazione, che anziché sfilare proietta un piccolo film chiamato Maglianic, schiacciando l’occhio a Titanic, infatti la collezione viaggia su un traghetto e si sviluppa attorno al tema del <em>workwear</em>, reinterpretato in chiave contemporanea e futurista. </p>



<p>Il concetto di retrofuturismo utilitario diventa il cuore del progetto stilistico: una fusione tra la tradizione dell’abbigliamento da lavoro, con le sue divise e uniformi cariche di storia, e l’innovazione di un futuro che richiede funzionalità, comfort e sostenibilità (che si possono permettere forse in tre, visti i prezzi che manco Hermès)</p>



<p>Nel corto, i protagonisti non sono persone comuni, ma i look stessi: zaini da trekking robusti, capispalla tecnici, gilet stratificati, camicie essenziali, scarpe antinfortunistiche e modelli da calcetto progettati in collaborazione con Veja, brand noto per la sua attenzione all’etica e all’ambiente. Ogni pezzo è pensato come una “tenda per corpi senza riposo”, una protezione per chi vive in un mondo instabile e sempre in movimento.</p>


<figure class="wp-block-embed-youtube wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><a href="https://toh-magazine.com/2025/06/milano-moda-uomo-ss26-cera-una-volta-la-fashion-week/"><img src="//i.ytimg.com/vi/jbE_fTRQuP4/hqdefault.jpg" alt="YouTube Video"></a><br /><br /><figcaption></figcaption></figure>


<p>Le stampe e i lunghi cappotti che avvolgono le silhouette sono anche qui un chiaro riferimento al lavoro, ma anche alla dignità e alla classe di chi lo compie. Nelle mani e nella mente di Luca, la moda non è solo estetica, ma diventa un messaggio etico forte: un tributo ai lavoratori e a chi si impegna ogni giorno, un modo per raccontare la realtà con rispetto e sensibilità. </p>



<p>(Ma tanto la maggior parte di voi che leggerete queste review, non é andata a votare l’ultimo referendum che riguardava anche il lavoro, quindi non potete capire di che parlo io e di cosa parla la collezione). </p>



<figure class="wp-block-image size-full"><img data-attachment-id="110084" data-permalink="https://toh-magazine.com/2025/06/milano-moda-uomo-ss26-cera-una-volta-la-fashion-week/milano-moda-uomo-magliano-ss26-milano-fashion-week-look-1024x576/" data-orig-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2025/06/milano-moda-uomo-magliano-ss26-milano-fashion-week-look-1024x576-1.webp" data-orig-size="1024,576" data-comments-opened="0" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}" data-image-title="milano moda uomo magliano-ss26-milano-fashion-week-look-1024&#215;576" data-image-description="" data-medium-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2025/06/milano-moda-uomo-magliano-ss26-milano-fashion-week-look-1024x576-1-300x169.webp" data-large-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2025/06/milano-moda-uomo-magliano-ss26-milano-fashion-week-look-1024x576-1.webp" loading="lazy" width="1024" height="576" src="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2025/06/milano-moda-uomo-magliano-ss26-milano-fashion-week-look-1024x576-1.webp" alt=" magliano-ss26-milano-fashion-week-look-1024x576" class="wp-image-110084" srcset="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2025/06/milano-moda-uomo-magliano-ss26-milano-fashion-week-look-1024x576-1.webp 1024w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2025/06/milano-moda-uomo-magliano-ss26-milano-fashion-week-look-1024x576-1-300x169.webp 300w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2025/06/milano-moda-uomo-magliano-ss26-milano-fashion-week-look-1024x576-1-768x432.webp 768w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2025/06/milano-moda-uomo-magliano-ss26-milano-fashion-week-look-1024x576-1-1000x563.webp 1000w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2025/06/milano-moda-uomo-magliano-ss26-milano-fashion-week-look-1024x576-1-900x506.webp 900w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2025/06/milano-moda-uomo-magliano-ss26-milano-fashion-week-look-1024x576-1-450x253.webp 450w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2025/06/milano-moda-uomo-magliano-ss26-milano-fashion-week-look-1024x576-1-350x197.webp 350w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p>E poi c’é <strong>Prada</strong> che per la prossima stagione riflette sul discorso che vogliamo andare in vacanza ma non riusciamo a staccarci dal lavoro. E quindi Miuccia e il suo badante Raf forniscono una collezione leggera e apparentemente semplice ma carica di significato. </p>



<p>In passerella tessuti femminili, richiami all’abbigliamento da spiaggia, mocassini tagliati che rivelano le dita e borse da viaggio ripescate dall’archivio ma in colori nuovi. </p>



<p>A completare la collezione trench da ufficio leggerissimi ma rigorosi e cappelli della collezione femminile del 2005 rivisitati. <strong>Raf Simons, ancora incerto sul suo ruolo, piazza spille a caso per ricordarci che esiste.</strong> Ah Se vi state chiedendo se la scenografia avesse significato la risposta é no, non ne ha, se non un ricordo della collezione donna 2013 tramutata in tappeti acquistabili su Sklum. </p>



<figure class="wp-block-image size-full"><img data-attachment-id="110085" data-permalink="https://toh-magazine.com/2025/06/milano-moda-uomo-ss26-cera-una-volta-la-fashion-week/milano-moda-uomo-prada-ss26-milano-fashion-week-look-1024x576/" data-orig-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2025/06/milano-moda-uomo-prada-ss26-milano-fashion-week-look-1024x576-1.webp" data-orig-size="1024,576" data-comments-opened="0" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}" data-image-title="milano-moda-uomo prada-ss26-milano-fashion-week-look-1024&#215;576" data-image-description="" data-medium-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2025/06/milano-moda-uomo-prada-ss26-milano-fashion-week-look-1024x576-1-300x169.webp" data-large-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2025/06/milano-moda-uomo-prada-ss26-milano-fashion-week-look-1024x576-1.webp" loading="lazy" width="1024" height="576" src="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2025/06/milano-moda-uomo-prada-ss26-milano-fashion-week-look-1024x576-1.webp" alt="milano moda uomo prada-ss26-milano-fashion-week-look-1024x576" class="wp-image-110085" srcset="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2025/06/milano-moda-uomo-prada-ss26-milano-fashion-week-look-1024x576-1.webp 1024w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2025/06/milano-moda-uomo-prada-ss26-milano-fashion-week-look-1024x576-1-300x169.webp 300w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2025/06/milano-moda-uomo-prada-ss26-milano-fashion-week-look-1024x576-1-768x432.webp 768w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2025/06/milano-moda-uomo-prada-ss26-milano-fashion-week-look-1024x576-1-1000x563.webp 1000w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2025/06/milano-moda-uomo-prada-ss26-milano-fashion-week-look-1024x576-1-900x506.webp 900w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2025/06/milano-moda-uomo-prada-ss26-milano-fashion-week-look-1024x576-1-450x253.webp 450w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2025/06/milano-moda-uomo-prada-ss26-milano-fashion-week-look-1024x576-1-350x197.webp 350w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p>Insomma, dopo anni e anni in cui i brand facevano a gara per lo storytelling migliore, per l’influencer piú quotato e collezioni prive di qualità ma piene di sensazionalismi oggi la <a href="https://toh-magazine.com/category/moda/">moda</a> (a parte qualche eccezione) non vuole parlare piú di cosa succede nel mondo, di cosa realmente vogliono i consumatori e di essere avanti rispetto alla realtá ma vuole fare solo vestiti che nella maggior parte delle volte non arriveranno nemmeno in boutique.&nbsp;</p>



<h2 class="has-white-color has-text-color">Milano Moda Uomo fashion week Milano Moda Uomo fashion week Milano Moda Uomo fashion week Milano Moda Uomo fashion week</h2>
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