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		<title>Dale Cooper, il George Clooney del porno</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 24 Jul 2021 14:10:03 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Occhi da cerbiatto e sorriso sornione, il porno attore più hipster in circolazione ci ha raccontato qualcosa di sé, ma mette in chiaro: basta porno.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<h5>Dale Cooper &#8211; come l’investigatore di <em>Twin Peaks</em> &#8211; ha alle spalle un cv insolito. È stato definito la pornostar più hipster in circolazione, ha collaborato come editor per l’<em>Huffington Post</em> e i suoi tatuaggi fanno riferimento al gioco di ruolo anni &#8217;80 <em>Ultima IV: Quest of the Avatar</em>. Occhi da cerbiatto e sorriso sornione, Dale Cooper è il George Clooney del porno. Tra una sigaretta a l’altra ci ha raccontato qualcosa di sé, ma prima di qualsiasi domanda ha voluto subito mettere in chiaro una cosa: basta porno.</h5>



<p>Intervista di Stefano Monti e <a href="https://toh-magazine.com/author/lorenzo-peroni/">Lorenzo Peroni</a></p>



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<p><strong>Partiamo dalle ultime scene porno che hai girato, quelle con Kink Studios…</strong></p>



<p>Con loro ho girato un paio di scene rimaste inedite. Ho postato dei teaser sul mio sito ma sembra che non verranno rilasciate, ed è un po’ triste visto che sono le mie ultime scene. Odio dover dire che mi sono ritirato, perché sento che, ogni volta qualcuno dice di aver lasciato l’industria del porno, tutti si aspettano un comeback. Ma io non girerò altri film. Sono comunque molto contento di aver lavorato con loro anche se nel sesso tendo a prediligere il vanilla.</p>



<p><strong>Vanilla?</strong></p>



<p>è un modo di dire, significa che sono molto… noioso. Preferisco il sesso tradizionale, non mi piace il sadomaso. Ma non l’avevo mai provato davvero, così lavorare con Kink è stata un’esperienza interessante.&nbsp;</p>



<p>La cosa che colpisce di più nel trailer sono gli stivali allacciati a… Che male!</p>



<p>Oh, non per me! Ho uno scroto molto grande, quindi non è stato doloroso. Non era troppo stretto, solo una leggera pressione. So che a vedersi sembra doloroso, ma il concept della scena è proprio quello.&nbsp;</p>



<h5>Tre qualità e tre difetti di Dale Cooper?&nbsp;</h5>



<p>Mi piace leggere! E poi… Mi piace cucinare, sono abbastanza orgoglioso della mia zuppa di lenticchie, è una ricetta di mia nonna. Non so, poi non trovo altro, non è così facile trovarsi delle qualità. è più facile trovare i difetti. A esempio sono molto solitario, mi piace avere i miei spazi. Non fraintendiamo, mi piace uscire con la gente, ma ci sono momenti, specialmente la mattina, in cui devo stare per conto mio. Devo avere il tempo per prendere il caffè e leggere le news. Bevo specialmente caffè americano, 7 o 8 tazze al giorno. Ma ora sono in spring break, quindi non ne sto bevendo così tanto.&nbsp;</p>



<p><strong>Spring Break?</strong></p>



<p>Sì, sono tornato all’università per frequentare un master. Mi ero dato una deadline per questo, ed era entro i 30 anni… cioè, adesso. Del resto uno dei motivi principali per cui ho fatto porno è stato per pagarmi gli studi, il sistema scolastico americano è molto costoso Sto facendo un Master incentrato sul sistema sanitario pubblico. Sono anche stato invitato a tenere un intervento nella mia stessa università sui sex workers. È stato figo.</p>



<figure class="wp-block-image size-large is-resized"><img data-attachment-id="10775" data-permalink="https://toh-magazine.com/2021/07/dale-cooper-il-george-clooney-del-porn-actor-gay-toh-magazine/29_5/" data-orig-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2020/09/29_5.jpg" data-orig-size="595,595" data-comments-opened="0" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;1&quot;}" data-image-title="29_5" data-image-description="" data-medium-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2020/09/29_5-300x300.jpg" data-large-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2020/09/29_5.jpg" loading="lazy" src="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2020/09/29_5.jpg" alt="Dale Cooper" class="wp-image-10775" width="595" height="595" srcset="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2020/09/29_5.jpg 595w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2020/09/29_5-300x300.jpg 300w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2020/09/29_5-150x150.jpg 150w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2020/09/29_5-450x450.jpg 450w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2020/09/29_5-350x350.jpg 350w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2020/09/29_5-50x50.jpg 50w" sizes="(max-width: 595px) 100vw, 595px" /></figure>



<p><strong>Questo ci porta a un altro argomento: la tua partecipazione alla raccolta <em>Coming Out Like a Porn Star: Essays on Pornography, Protection, and Privacy.</em></strong></p>



<p>Jiz Lee, la curatrice del progetto, era interessata a raccogliere diverse testimonianze di sex workers e attori porno incentrati sul coming out. Io parlo di un episodio in particolare, in cui un ragazzino &#8211; che viveva in una zona rurale nel bel mezzo del nulla &#8211; mi chiedeva consigli sul coming-out. Non lessi la mail in tempo, e quando recuperai c&#8217;era già un altro messaggio che diceva: “Mi dispiace molto ma ti prego di non rispondere”. Quello che ho fatto con il mio saggio è stato tentare di rispondere a questa richiesta di aiuto.</p>



<p><strong>Ma la tua esperienza di coming-out?</strong></p>



<p>Non l&#8217;ho fatto solo una volta, c’è sempre una situazione di ri-coming out, del dover uscire allo scoperto ancora e ancora. Io sono molto maschile, ho una voce profonda e cose stupide di questo tipo, quindi non per tutti è ovvia la mia sessualità. Ed è sempre strano quando finisci in qualche conversazione in cui ne parli, tutto si ferma immediatamente e&#8230; Wait What!? Lo stesso vale per il mio essere una porno star. Quindi, abbiamo sempre il “non sembri <a href="http://www.instagram.com/tohmagazine">gay!</a>” e il “non sembri una porno star!”.&nbsp;</p>



<p><strong>Dicevi che hai iniziato la tua esperienza nel porno per pagarti gli studi. Come mai hai pensato proprio all’industria del porno?&nbsp;</strong></p>



<p>Quando ero più giovane ho fatto il volontario in un camping per gente disabile &#8211; so che può sembrare un collegamento un po’ strano, ma seguitemi. Ho dovuto assisterli, lavarli, pulirli letteralmente dalla loro merda, è un’esperienza che mi ha dato un nuovo livello di confort con l’idea del “corpo”. Il corpo non è nulla di che: tutti caghiamo, tutti ci eccitiamo, tutti scopiamo, tutti abbiamo cicatrici. E tutti invecchiamo. </p>



<p>È molto ipocrita che nella nostra società il corpo debba essere nascosto e non mostrato, o peggio ancora ridefinito, ritoccato. Spesso nei porno sono stato photoshoppato, ed è una cosa che non mi piace. I porno più mainstream e con grandi budget si stanno evolvendo e capendo che la perfezione dei corpi non è per forza la chiave giusta, ad esempio il bareback sta prendendo sempre più piede proprio perchè guarda all’aspetto più quotidiano e &#8216;raw&#8217; del sesso.&nbsp;</p>



<p><strong>A proposito di quotidianità e schiettezza. Ci parli del rapporto tra te e il personaggio Dale Cooper?</strong></p>



<p>È bizzarro da dire, ma credo che ognuno di noi indossi una maschera per uscire allo scoperto. Specialmente nel porno, dove il quotidiano e la messa in scena si sovrappongono.Per esempio, ho sempre girato solo scene di sesso sicuro, provando a essere un modello di comportamento perché in America, in Texas in particolar modo, argomenti come i diritti LGBT o l’aborto non son certo in primo piano nei programmi di educazione sessuale. Provo a fare del mio meglio in questo senso.&nbsp;</p>



<h5>Il Dale Cooper porno attore riesce a mantenere il Dale Cooper nella vita reale?</h5>



<p>Il massimo che sia riuscito a guadagnare in un anno credo siano stati 25mila dollari. Ed è stato quando ho iniziato, perchè essendo un volto nuovo avevo molto lavoro. Non è moltissimo visto il costo della vita in America, ma per me, che sono un ragazzo single che vive a Baltimora, non è male. <em>East coast, baby!</em></p>



<p><strong>Anche per gli altri tuoi colleghi vale lo stesso discorso?</strong></p>



<p>Bisogna faticare e fare dell’altro, come ospitate nei club, farsi ingaggiare per i festival, etc. I miei colleghi sostengono faccia parte della “nostra” cultura. Io ho fatto quello che era giusto per me. Non volevo essere coinvolto in altre attività, sono stato fortunato.&nbsp;</p>



<p><strong>Ci hai detto che leggi molto. Cosa suggeriresti?</strong></p>



<p>Non sono molto bravo in queste cose, ma posso suggerire qualche libro tra quelli che più mi hanno colpito. Come “The Passion” di Jeanette Winterson e “As Meat Loves Salt”, di Maria McCann. Mi piacciono i romanzi in cui si percepisca la carnalità.</p>



<p><strong>Ci hai detto che ti piace cucinare; se dovessi scegliere 5 ospiti per cui cucinare?&nbsp;</strong></p>



<p>Mia madre, mia nonna e mia sorella &#8211; sono favolose. Poi Jeremy Scahill, uno dei fondatori del sito di giornalismo d&#8217;inchiesta <em>TheIntercept.com</em>. Certo, è etero, sposato e con figli, ma trovo abbia un’intelligenza selvaggia. E infine, qualcuno che ho in mente perché ho visto da poco <em>Moonlight</em>: Mahershala Ali. Si meriterebbe assolutamente un posto alla mia tavola.</p>



<p><strong>Un premio Oscar alla tua tavola! Ci sono altre celebrità con cui ti piacerebbe invece fare un threesome?</strong></p>



<p>Jeremy Scahill e&#8230; Mahershala Ali! Sono una porno star, era ovvio che volessi&nbsp; qualcuno che si potesse fermare dopo cena!&nbsp;</p>



<p><strong>La cena dunque è solo il primo passo!</strong></p>



<p>Beh, ovvio. Primo, secondo, e per&nbsp; dessert… il mio culo coperto di crema e zucchero!</p>



<p>Questa intervista è apparsa precedentemente su <a href="https://toh-magazine.com/toh-magazine-back-issues/">Toh! N.29</a></p>
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		<title>Marc Martin: Public Toilets, Private Affairs</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Alex Vaccani]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 17 Jun 2021 13:40:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Art]]></category>
		<category><![CDATA[Sex]]></category>
		<category><![CDATA[CULTURE]]></category>
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		<category><![CDATA[Marc Martin]]></category>
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		<category><![CDATA[tbt]]></category>
		<category><![CDATA[toh magazine]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Marc Martin ci svela i vizi privati e le pubbliche virtù dei bagni pubblici con il suo lavoro Public Toilet, Private Affairs. INTERVISTA #TBT</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<h5>I cessi pubblici non hanno mai avuto una gran reputazione, ma è tempo di rivalutarli. Il fotografo francese Marc Martin ci svela vizi privati e pubbliche virtù dei pisciatoi.</h5>



<p><sup><sub>Marc Martin: Public Toilets, Private Affairs è apparso precedentemente su <a href="https://toh-magazine.com">Toh! Magazine N.31</a></sub></sup></p>



<figure class="wp-block-image size-large is-resized"><img data-attachment-id="10991" data-permalink="https://toh-magazine.com/2021/06/public-toilets-private-affairs-marc-martin-toh-magazine/marc-martin-smu-public-toilets-private-affairs-1/" data-orig-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2020/09/Marc-Martin-SMU-Public-Toilets-Private-Affairs-1.jpg" data-orig-size="1500,1000" data-comments-opened="0" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;4&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;Canon EOS 70D&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;946684840&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;24&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;400&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0.05&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;1&quot;}" data-image-title="Marc-Martin-SMU-Public-Toilets-Private-Affairs-1" data-image-description="&lt;p&gt;Marc-Martin-SMU-Public-Toilets-Private-Affairs-&lt;/p&gt;
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<h6>Marc, raccontaci un po’ il tuo background.</h6>



<p>Da parecchio tempo lavoro sul tema della mascolinità e delle sue contraddizioni. Metto in scena le zone d’ombra della sessualità, gioco coi codici della bellezza mischiando poesia e pornografia.</p>



<h6>Qual’è stata l’ispirazione per il progetto “Public toilets and Public affairs”?</h6>



<p>Non era mai stata fatta una indagine approfondita sull’importanza che hanno avuto i bagni pubblici sulla comunità omosessuale e sulla società in genere. I pisciatoi, malgrado la loro cattiva nomea, ospitavano una libertà sacrale: erano il luogo in cui venivano meno le barriere imposte dalle classi sociali. Volevo restituire a questi posti la sensualità perduta e sfatare gli stereotipi sul tema.</p>



<h6>Ho apprezzato molto l’atmosfera si sente che sta per accadere qualcosa di pericoloso, vietato e sensuale. Come hai lavorato per ricreare quelle situazioni?</h6>



<p>All’ interno dei cessi pubblici l’imprevisto, l’incognita, il pericolo erano gli ingredienti principali per l’eccitazione sessuale. Mi sono assicurato che i modelli che ho fotografato non si conoscessero tra di loro: si sono incontrati per la prima volta sul posto. Uno di loro non era neanche omosessuale. E li ho lasciati improvvisare…</p>



<figure class="wp-block-image size-large is-resized"><img data-attachment-id="10992" data-permalink="https://toh-magazine.com/2021/06/public-toilets-private-affairs-marc-martin-toh-magazine/marc-martin-smu-public-toilets-private-affairs-7/" data-orig-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2020/09/Marc-Martin-SMU-Public-Toilets-Private-Affairs-7.jpg" data-orig-size="1500,1000" data-comments-opened="0" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;3.5&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;Canon EOS 70D&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;946684865&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;20&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;400&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0.0125&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;1&quot;}" data-image-title="Marc-Martin-SMU-Public-Toilets-Private-Affairs-7" data-image-description="&lt;p&gt;Marc-Martin-SMU-Public-Toilets-Private-Affairs-&lt;/p&gt;
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<h6>Come hai scelto i luoghi e le città in cui scattare ? Li hai scelti per l’estetica o per la loro importanza storica nel cruising?</h6>



<p>Ho avuto la fortuna di poter scendere nei vecchi cessi sotterranei della rete di trasporti pubblici di Berlino, chiusi al pubblico per più di 25 anni. Con quelle vecchie piastrelle, i disegni torbidi, questi luoghi avevano mantenuto intatta tutta la loro carica erotica. I graffiti risalgono agli anni Ottanta e Novanta e sono tracce della vita delle persone. C’è chi ci vede solo il carattere osceno e bestiale dell’omosessualità, io invece ci vedo lo slancio di desiderio. Emerge una certa poesia da queste porte piene di tracce di piscio e disegni volgari. Le ho portate al museo per farne un’installazione e hanno avuto il loro posto importante nella mostra.</p>



<h6>Quanto pensi che sia cambiato il modo in cui le persone vivono questi luoghi? Penso agli anni d’oro del cruising, quando le app come Grindr e Scruff non esistevano …</h6>



<p>Ho fatto affidamento sui fatti storici ma non volevo una mostra accademica. Non bisognava nemmeno cadere nella nostalgia: la nostalgia, intesa come rifugio, è pericolosa. Ridando vita a questi momenti di vita sotterranea, spero di aver restituito la dimensione emotiva che questi luoghi hanno lasciato nella memoria di chi li ha vissuti, dando anche una testimonianza ai più giovani che non hanno avuto modo di conoscere questa modalità di incontro “in real life”.</p>



<h6>Sono stato così sorpreso quando ho letto di questa mostra: è qualcosa che non avrei mai pensato di vedere in un museo!</h6>



<p>Portare i pisciatoi in un museo è stato un atto forte, una vittoria sacra come artista! E che sia stato un museo LGBTQ (Schwules Museum di Berlino, n.d.r.) ad ospitare il mio progetto è ancora più simbolico, perché questa sottocultura è stata a lungo sinonimo di vergogna, anche all’interno della comunità omosessuale.</p>



<figure class="wp-block-image size-large is-resized"><img data-attachment-id="10993" data-permalink="https://toh-magazine.com/2021/06/public-toilets-private-affairs-marc-martin-toh-magazine/marc-martin-smu-public-toilets-private-affairs-8/" data-orig-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2020/09/Marc-Martin-SMU-Public-Toilets-Private-Affairs-8.jpg" data-orig-size="1500,1000" data-comments-opened="0" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;4&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;Canon EOS 70D&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;946684840&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;24&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;400&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0.05&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;1&quot;}" data-image-title="Marc-Martin-SMU-Public-Toilets-Private-Affairs-8" data-image-description="&lt;p&gt;Marc-Martin-SMU-Public-Toilets-Private-Affairs-&lt;/p&gt;
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<h6>Hai fatto molte interviste e ricerche per questa mostra. Vuoi condividere qualche aneddoto con noi?</h6>



<p>Le testimonianze che ho ricevuto sono state le fondamenta di questo progetto. C’è una coppia di amici – Francesco e Maurizio, presenti anche nelle foto in mostra – che mi ha raccontato della Roma degli anni Ottanta e Novanta. C’erano moltissimi pisciatoi e il cruising era molto diffuso: tutte le stazioni ferroviarie della città erano luoghi d’incontro. Loro stessi si sono incontrati in una toilette!</p>



<h6>Come hai scelto i modelli per lo shooting? Ho visto tra di loro uno degli interpreti del nuovo film di Noel Alejandro, ‘The End’, ed è stato divertente perché abbiamo intervistato Noel proprio sull’ultimo numero di Toh!</h6>



<p>Si tratta di Pierre Emö, è uno dei personaggi più fotogenici che conosca. Mi ricorda la bellezza anni Settanta di personaggi come Jacques de Bascher, l’amante conteso tra Yves Saint-Laurent e Karl Lagerfeld. Come lui, Pierre Emö è un vero dandy, sexy e sorridente, ed è lui che per primo ha riscaldato l’atmosfera durante gli scatti. Gli piace giocare ed è molto spontaneo: direi che merita proprio la copertina di Toh!</p>



<h6>Cosa pensi della reazione dello spettatore nei confronti della potenza erotica del tuo lavoro?</h6>



<p>Sono molto fiero che il mio lavoro non lasci indifferenti, né nella testa né nelle mutande. Amo mostrare come la sessualità, persino la più nascosta, possa essere una fonte di creatività luminosa: arraparsi significa anche far funzionare i neuroni.</p>



<figure class="wp-block-image size-large is-resized"><img data-attachment-id="10994" data-permalink="https://toh-magazine.com/2021/06/public-toilets-private-affairs-marc-martin-toh-magazine/marc-martin-smu-public-toilets-private-affairs-10/" data-orig-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2020/09/Marc-Martin-SMU-Public-Toilets-Private-Affairs-10.jpg" data-orig-size="1500,1000" data-comments-opened="0" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;3.5&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;Canon EOS 70D&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;946684931&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;22&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;400&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0.05&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;1&quot;}" data-image-title="Marc-Martin-SMU-Public-Toilets-Private-Affairs-10" data-image-description="&lt;p&gt;Marc-Martin-SMU-Public-Toilets-Private-Affairs-&lt;/p&gt;
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<h6>Il tema del cottaging è legato a doppio filo alle fantasie erotiche. Tu come ti rapporti con le tue?</h6>



<p>Le mie prime emozioni le devo proprio ai pisciatoi della mia piccola città di provincia. Questi luoghi di passaggio hanno orientato la mia sessualità, nutrito i miei impulsi e soddisfatto la mia curiosità. Mi hanno permesso di fare degli incontri tanto improbabili quanto inaspettati. Suppongo anche che siano stati per me gli atti fondativi della mia carriera, questo omaggio era dovuto.</p>



<h6><strong>E per il tuo futuro, stai lavorando a qualcosa di nuovo?</strong></h6>



<p>Sto preparando il seguito della serie “Dur Labeur” sui lavoratori manuali e sul loro sex appeal non curato. Ieri ho fotografato un contadino molto sexy mentre porta a pascolare le sue mucche tra la neve. Per scusarsi di aver macchiato con gli stivali fangosi il manto di neve, mi ha mostrato il sedere in mezzo al campo: “Ecco, la neve sarà pure sporca – ha detto – ma ho il culo bianco. Sarà un bel contrasto per le tue foto!”. Mi sembra l’attitudine giusta, non trovi?</p>



<p><a href="http://www.marcmartin.paris/">www.marcmartin.paris</a></p>



<p>All images: © Marc Martin, 2018. Courtesy of Schwules Museum, Berlin.</p>



<figure class="wp-block-image size-large is-resized"><img data-attachment-id="10428" data-permalink="https://toh-magazine.com/toh-magazine-back-issues/t31-5/" data-orig-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2020/06/T31.gif" data-orig-size="960,1235" data-comments-opened="0" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}" data-image-title="T31" data-image-description="" data-medium-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2020/06/T31-233x300.gif" data-large-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2020/06/T31-796x1024.gif" loading="lazy" src="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2020/06/T31-796x1024.gif" alt="toh magazine marc martin" class="wp-image-10428" width="796" height="1024" srcset="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2020/06/T31-796x1024.gif 796w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2020/06/T31-233x300.gif 233w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2020/06/T31-768x988.gif 768w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2020/06/T31-900x1158.gif 900w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2020/06/T31-450x579.gif 450w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2020/06/T31-350x450.gif 350w" sizes="(max-width: 796px) 100vw, 796px" /></figure>



<p><span class="has-inline-color has-white-color">Marc Martin</span></p>
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		<title>Lars Stephan: il corpo in dialogo con la natura</title>
		<link>https://toh-magazine.com/2021/05/lars-stephan-interview-photo-picture-model-toh-magazine/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=lars-stephan-interview-photo-picture-model-toh-magazine</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alex Vaccani]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 29 May 2021 15:03:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Art]]></category>
		<category><![CDATA[Magazine]]></category>
		<category><![CDATA[CULTURE]]></category>
		<category><![CDATA[photographer]]></category>
		<category><![CDATA[tbt]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://toh-magazine.com/?p=15739</guid>

					<description><![CDATA[<p>Lars Stephan mette il suo corpo nudo in relazione con la natura incontaminata. Intervista #tbt</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<h4><sup><sub>Lars Stephan: intervista #TBT apparsa precedentemente su <a href="https://toh-magazine.com/n18/">Toh! N.18</a></sub></sup></h4>



<h4><a href="https://www.larsstephan.com">Nelle foto</a> di Lars Stephan generalmente vediamo luoghi meravigliosi e il suo corpo nudo in relazione ad essi. Lars utilizza la ritrattistica come metodo d’esplorazione della sua identità e del suo posizionamento nel contesto. </h4>



<p><strong>Principalmente Lars Stephan è interessato al dialogo costante tra un aspetto del sé e l’ambiente circostante. Nei suoi scatti infatti fa sì che il personaggio interiore che ha deciso d’interpretare venga costantemente influenzato dagli aspetti e luoghi naturali in cui ha deciso di collocarsi e con il fine ultimo d’immortalare questi momenti.&nbsp;</strong></p>



<h4>Mi racconti del tuo background?</h4>



<p>Sono cresciuto in Germania, ma ho sempre avuto la voglia di viaggiare e scoprire nuovi luoghi. Mia madre era ed è ancora una grande viaggiatrice così da bambini ha portato me e mio fratello gemello in giro per tutta l’Europa. </p>



<p>Da adulto ho continuato a farlo, ho vissuto e trascorrere del tempo tra gli altri posti in Australia, Cile, Argentina, Francia, New York. Attualmente sto facendo un master in fotografia a Londra al LCC .</p>



<h4>Quando hai capito che l’autoritratto fotografico sarebbe diventato il tuo modo d’esprimerti?&nbsp;</h4>



<p>Scatto fotografie perché voglio cogliere qualcosa prima che svanisca definitivamente. È stato così fin da bambino. Disegnavo ma non ho mai avuto il coraggio di esprimere che ciò che volevo veramente scattare delle fotografie. </p>



<p>Fotografarmi è uno sfogo. Lo faccio provando ad interpretare diversi personaggi, è molto terapeutico, ma non è l&#8217;unica cosa che fotografo, cerco di catturare momenti; soprattutto quando viaggio, è affascinante. </p>



<p>Tutto è fresco, nuovo e mai visto prima, è molto stimolante, sia per i miei lavori artistici che per i miei reportage di viaggio.&nbsp;</p>



<figure class="wp-block-image size-large is-resized is-style-default"><img data-attachment-id="15741" data-permalink="https://toh-magazine.com/2021/05/lars-stephan-interview-photo-picture-model-toh-magazine/f3d67e03f0243c76b0cc4e7e222cac5a/" data-orig-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2021/05/f3d67e03f0243c76b0cc4e7e222cac5a.jpg" data-orig-size="480,720" data-comments-opened="0" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;13&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;Canon EOS 5D Mark II&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;1282073870&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;45&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;400&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0.004&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}" data-image-title="Lars Stephan" data-image-description="" data-medium-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2021/05/f3d67e03f0243c76b0cc4e7e222cac5a-200x300.jpg" data-large-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2021/05/f3d67e03f0243c76b0cc4e7e222cac5a.jpg" loading="lazy" src="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2021/05/f3d67e03f0243c76b0cc4e7e222cac5a.jpg" alt="Lars Stephan" class="wp-image-15741" width="480" height="720" srcset="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2021/05/f3d67e03f0243c76b0cc4e7e222cac5a.jpg 480w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2021/05/f3d67e03f0243c76b0cc4e7e222cac5a-200x300.jpg 200w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2021/05/f3d67e03f0243c76b0cc4e7e222cac5a-450x675.jpg 450w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2021/05/f3d67e03f0243c76b0cc4e7e222cac5a-350x525.jpg 350w" sizes="(max-width: 480px) 100vw, 480px" /></figure>



<h4>Riesci a prendere distanza tra Lars il fotografo e Lars il modello, qual’è la sfida?&nbsp;</h4>



<p>Io non mi vedo come un modello. Usare me stesso come un modello, ma non mi rivedo negli autoritratti. Non sono davvero io, sto solo dando vita ad un personaggio.</p>



<h4>Come ti sei accorto di essere così a tuo agio da mostrarti nudo nei tuoi lavori?</h4>



<p><strong>&nbsp;</strong>In realtà non sono affatto sicuro. Posso solo farlo, a scopo artistico e soprattutto perchè sto interpretando un personaggio.</p>



<h5>Apprezzo che molte delle tue foto siano senza tempo, potrebbero essere state scattate ieri o 10 anni fa ma questo non importa. Il rapporto che sei in grado di ottenere tra il corpo nudo e il luogo è particolare, come ti è venuta quest’idea?</h5>



<p>È stato ed è un processo molto naturale, soprattutto nelle scelta paesaggistica, rimuovendo ogni riferimento alla civiltà. Prediligo l’atemporalità. Osservo il posto, trascorrere un po&#8217; di tempo lì, cerco di coglierne le sfumature e subito dopo inizio a scattare.</p>



<h4>Credi che un corpo nudo sia più sexy o libero?</h4>



<p>Credo che le parole giuste per descrivere il corpo nudo sia senza tempo.</p>



<figure class="wp-block-image size-large is-resized is-style-default"><img data-attachment-id="15742" data-permalink="https://toh-magazine.com/2021/05/lars-stephan-interview-photo-picture-model-toh-magazine/cc36fab78cc3b46882367522d8e022e8/" data-orig-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2021/05/cc36fab78cc3b46882367522d8e022e8.jpg" data-orig-size="480,720" data-comments-opened="0" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;11&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;Canon EOS 5D Mark II&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;1326313164&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;97&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;160&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0.002&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}" data-image-title="Lars Stephan" data-image-description="" data-medium-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2021/05/cc36fab78cc3b46882367522d8e022e8-200x300.jpg" data-large-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2021/05/cc36fab78cc3b46882367522d8e022e8.jpg" loading="lazy" src="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2021/05/cc36fab78cc3b46882367522d8e022e8.jpg" alt="Lars Stephan" class="wp-image-15742" width="480" height="720" srcset="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2021/05/cc36fab78cc3b46882367522d8e022e8.jpg 480w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2021/05/cc36fab78cc3b46882367522d8e022e8-200x300.jpg 200w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2021/05/cc36fab78cc3b46882367522d8e022e8-450x675.jpg 450w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2021/05/cc36fab78cc3b46882367522d8e022e8-350x525.jpg 350w" sizes="(max-width: 480px) 100vw, 480px" /></figure>



<h4>Ma credo che tu ti diverta a fotografarti così, trasmetti un senso di libertà. Ho ragione?</h4>



<p>Può essere molto liberatorio essere completamente nudo in un ambiente naturale, con nessuno in giro. Tuffarsi in mare, senza vestiti, senza che nessuno sia lì ad osservarti ( tranne forse il proprio partner) è una cosa meravigliosa, ma io ho un’immagine in mente che alla fine voglio offrire. </p>



<p>Non c’è non una storia alle spalle. Inoltre ho paura che raccontando com’è andata nel momento in cui stavo scattando una foto possa rompere la magia della foto.</p>



<h4>Un luogo o un paesaggio in cui ti vedi nudo e non sei ancora andato?</h4>



<p>Non mi vedo nudo in un certo paesaggio. È più come reagisco ad un determinato paesaggio. In generale, tutti i paesaggi offrono la possibilità di fare una foto.&nbsp;</p>



<figure class="wp-block-image size-large is-resized is-style-default"><img data-attachment-id="15743" data-permalink="https://toh-magazine.com/2021/05/lars-stephan-interview-photo-picture-model-toh-magazine/fofvwrk3fqmiwazl/" data-orig-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2021/05/FOfVwrk3FQMiwAZL.jpg" data-orig-size="640,426" data-comments-opened="0" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;13&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;Canon EOS 5D Mark II&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;1327181353&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;55&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;160&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0.005&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}" data-image-title="Lars Stephan" data-image-description="" data-medium-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2021/05/FOfVwrk3FQMiwAZL-300x200.jpg" data-large-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2021/05/FOfVwrk3FQMiwAZL.jpg" loading="lazy" src="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2021/05/FOfVwrk3FQMiwAZL.jpg" alt="Lars Stephan" class="wp-image-15743" width="640" height="426" srcset="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2021/05/FOfVwrk3FQMiwAZL.jpg 640w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2021/05/FOfVwrk3FQMiwAZL-300x200.jpg 300w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2021/05/FOfVwrk3FQMiwAZL-450x300.jpg 450w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2021/05/FOfVwrk3FQMiwAZL-350x233.jpg 350w" sizes="(max-width: 640px) 100vw, 640px" /></figure>



<h4>Alla fine la reazione però è quella di spogliarsi. Hai mai avuto paura di farti beccare e venire arrestato perché eri nudo all’aperto?</h4>



<p>C’è il rischio, ma la mia esperienza dimostra che le persone non si aspettano di vedere un uomo nudo in certi luoghi, di conseguenza, non “lo vedono”.</p>



<h4>Pensi alle reazioni degli spettatori quando ti scatti o non ci dai peso?</h4>



<p>Non ho il pubblico in mente quando fotografo. Di solito sono ispirato da un luogo o un&#8217;idea che ho e che voglio tirare fuori dal mio corpo. Voglio produrre qualcosa perché mi emoziona. Il pubblico è secondario.</p>



<h4>Pensi che qualcuno possa fraintendere il tuo lavoro ed etichettarlo come un eccesso di vanità? Ti darebbe noia?</h4>



<p>Posso capire perché la gente potrebbe chiamarmi vanesio, ma i miei primi autoritratti sono nati dall’insicurezza e poi si è sviluppata in qualcosa d&#8217;altro. </p>



<p>Non m’interessa quello che dice la gente o penso di me. Penso che come artista si debba solo fare quello che si devi fare. È parte del lavoro di un artista rendere visibili cose che altrimenti non si potrebbero vedere. </p>



<p>Può essere una ricerca folle, e naturalmente, si riceverà critiche per questo, ma fa parte del gioco.&nbsp;</p>



<figure class="wp-block-image size-large is-resized is-style-default"><img data-attachment-id="15744" data-permalink="https://toh-magazine.com/2021/05/lars-stephan-interview-photo-picture-model-toh-magazine/9dc0437ed960304919f5e54420129126/" data-orig-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2021/05/9dc0437ed960304919f5e54420129126.jpg" data-orig-size="480,720" data-comments-opened="0" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;13&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;Canon EOS 5D Mark II&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;1326136868&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;88&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;125&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0.00625&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}" data-image-title="Lars Stephan" data-image-description="" data-medium-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2021/05/9dc0437ed960304919f5e54420129126-200x300.jpg" data-large-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2021/05/9dc0437ed960304919f5e54420129126.jpg" loading="lazy" src="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2021/05/9dc0437ed960304919f5e54420129126.jpg" alt="model photographer toh magazine" class="wp-image-15744" width="480" height="720" srcset="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2021/05/9dc0437ed960304919f5e54420129126.jpg 480w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2021/05/9dc0437ed960304919f5e54420129126-200x300.jpg 200w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2021/05/9dc0437ed960304919f5e54420129126-450x675.jpg 450w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2021/05/9dc0437ed960304919f5e54420129126-350x525.jpg 350w" sizes="(max-width: 480px) 100vw, 480px" /></figure>



<h4>Hai un corpo super atletico quanto tempo trascorri nel mantenerlo così?&nbsp;</h4>



<p>Mi piace essere in buona forma e avere un corpo funzionale. Voglio continuare in questo modo. Essere consapevoli del proprio corpo è una cosa che ho scoperto molto presto e credo che mantenere un corpo sano non sia davvero un gran lavoro.</p>



<h4>Sei è stato un modello, quindi probabilmente conoscere tutti i nomi dei fotografi, a quale fotografo ti senti più vicino artisticamente?&nbsp;</h4>



<p>Sono stato un modello solo per un breve periodo. Ho sempre desiderato scattare con fotografi dai grande nomi, che sapevano quello che stavano facendo, che avevano un’idea, un concetto, una visone corretta che va oltre alla foto di moda che diventa ridondante molto velocemente. </p>



<p>Non ho un fotografo che ammiro, ci sono aspetti di un sacco di fotografi che ammiro tutti per motivi diversi. Solo per citarne alcuni citerei Cindy Sherman, Robert Frank, William Eggleston, Daido Moriyama, Bert Stern, Bill Brandt, Edward Weston, Dan Holdsworth, Richard Misrach e Darren Almond.</p>



<p><span class="has-inline-color has-white-color">Lars Stephan</span></p>



<p></p>
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		<title>Cheer up Milano #TBT</title>
		<link>https://toh-magazine.com/2021/05/cheer-up-milano-tbt/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=cheer-up-milano-tbt</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 08 May 2021 13:25:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Moda]]></category>
		<category><![CDATA[fashion]]></category>
		<category><![CDATA[moda]]></category>
		<category><![CDATA[shooting]]></category>
		<category><![CDATA[Simon]]></category>
		<category><![CDATA[tbt]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Editoriale di moda pubblicato su TOH! N° 22 </p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Editoriale di moda pubblicato su TOH! N° 22 <br>Foto: <a href="https://www.simon171.com" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Simon</a><br>Stylist: <a href="http://alexvaccani.com" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Alex Vaccani</a></p>



<figure class="wp-block-image size-large is-resized"><img data-attachment-id="15526" data-permalink="https://toh-magazine.com/2021/05/cheer-up-milano-tbt/attachment/0001/" data-orig-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2021/05/0001-scaled.jpg" data-orig-size="1707,2560" data-comments-opened="0" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;6.3&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;Canon EOS 5D Mark II&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;1433949659&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;35&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;100&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0.008&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;1&quot;}" data-image-title="Cheer up Milano" data-image-description="&lt;p&gt;Cheer up Milano&lt;/p&gt;
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		<title>Marco de Vincenzo è il nuovo Made in Italy.</title>
		<link>https://toh-magazine.com/2021/05/marco-de-vincenzo-toh-magazine-interview-intervista/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=marco-de-vincenzo-toh-magazine-interview-intervista</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 03 May 2021 14:26:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Moda]]></category>
		<category><![CDATA[Marco De Vincenzo]]></category>
		<category><![CDATA[moda]]></category>
		<category><![CDATA[tbt]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://toh-magazine.com/?p=15466</guid>

					<description><![CDATA[<p>Marco de Vincenzo oggi è tra gli stilisti più amati tra gli addetti ai lavori e non. Nel 2010 lo conoscevano in pochi, ma noi sapevamo che avrebbe macinato successi. Leggi l'intervista #tbt</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p><sup><sub>Marco de Vincenzo intervista tbt. Questa intervista è apparsa su <a href="https://toh-magazine.com/n1/">Toh! n.1</a></sub></sup></p>



<h4>I commenti dopo il suo ultimo show sono stati più o meno tutti sul tono del “<a href="http://www.marcodevincenzo.com">Se c&#8217;è un giovane in giro con delle doti, di sicuro è lui</a>”. Cura nei dettagli, nessuna paura di proporre qualcosa di diverso.&nbsp; Marco de Vincenzo sta per affrontare la sua terza collezione di ready to wear con voglia di stupire ancora.&nbsp;</h4>



<p><strong>Nato a Messina, da tempo vive a Roma dove lavora come responsabile degli accessori di Fendi.&nbsp; Il 28 gennaio dell’anno scorso organizza fuori calendario una sfilata haute-couture a Parigi per poi orientarsi verso il prét-à-porter .</strong></p>



<p><strong>Vincitore del concorso Who’s on next? del 2009, è pronto a sfilare per la terza volta durate la fashion week milanese che lo vedrà impegnato domenica 26 al Circolo filologico di Via Clerici.&nbsp;</strong></p>



<h4>Ma prima di questa fatica, si lascia andare ad una chiacchierata amichevole su come sta affrontando questo momento. E su un sacco di altre cose.</h4>



<h4>&nbsp;Allora Marco, ci siamo. Manca pochissimo alla data fatidica. Come stanno andando le cose?</h4>



<p>Bene, adesso bene. Oddio. Proprio poco fa è arrivata una telefonata che parlava di un tessuto che è stato sabotato. Arrivando a Milano in treno tra una galleria e l&#8217;altra, dopo mezzora ho capito la gravità della cosa.&nbsp; Tra l&#8217;altro è un pezzo che in qualche modo deve uscire.</p>



<h4>Beh, niente a confronto con quello che ti è capitato durante l’ultimo anno..</h4>



<p>Sì, mi sono capitate tutte le sfighe negli ultimi mesi. Sai, c’è sempre qualcuno che ti mette in guardia, ti dice cosa ti può succedere. Ma tu ti senti diverso, dici chenon potrà mai capitare a te.&nbsp;</p>



<figure class="wp-block-image size-large is-resized is-style-default"><img data-attachment-id="15468" data-permalink="https://toh-magazine.com/2021/05/marco-de-vincenzo-toh-magazine-interview-intervista/marco-de-vincenzo-2/" data-orig-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2021/05/Marco-de-Vincenzo-.png" data-orig-size="490,730" data-comments-opened="0" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}" data-image-title="Marco de Vincenzo" data-image-description="" data-medium-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2021/05/Marco-de-Vincenzo--201x300.png" data-large-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2021/05/Marco-de-Vincenzo-.png" loading="lazy" src="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2021/05/Marco-de-Vincenzo-.png" alt="Marco de Vincenzo" class="wp-image-15468" width="490" height="730" srcset="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2021/05/Marco-de-Vincenzo-.png 490w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2021/05/Marco-de-Vincenzo--201x300.png 201w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2021/05/Marco-de-Vincenzo--450x670.png 450w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2021/05/Marco-de-Vincenzo--350x521.png 350w" sizes="(max-width: 490px) 100vw, 490px" /></figure>



<h4>E invece, per un momento Marco de Vincenzo non aveva neanche un produttore&#8230;</h4>



<p>Non avere un produttore è la cosa peggiore, da solo dove vai? Se non c’è qualcuno che ti supporta economicamente senza un&#8217;azienda alle spalle non puoi fare niente. Sono stato come in un&#8217;ampolla per qualche mese e poi, nelle settimane successive alla sfilata, la situazione si è sbloccata. E comunque non è stato anche lì un periodo facile.</p>



<p>Pensa che abbiamo anche pensato a come presentare la prossima collezione, se fare anche la sfilata o pensare a una soluzione diversa. Ma non ce l&#8217;ho fatta a rinunciare alla sfilata. Ho molto insistito: è una cosa personale, non riesco proprio a rinunciarci ormai.</p>



<h4>Quindi anche a livello economico, sarà un impegno importante&#8230;</h4>



<p>Sì, quest&#8217;anno sarà una sfilata che per il 50% mi finanzio io in prima persona. È da anni che guadagno e reinvesto senza portare a casa niente! Ho rinunciato alla casa, a tante cose. Prima o poi spero di farcela a sistemarmi un po. Per quanto riguarda il lavoro della Camera della moda, devo dire che quest&#8217;anno non posso lamentarmi. Speravo sinceramente di sfilare un po prima… Ma per il resto, sfilo al Circolo filologico che mi hanno detto che è un posto bellissimo. La Camera della moda ha fatto un lavoro pazzesco. Sono riusciti ad abbassare i prezzi delle location per venirci incontro. Così dimostri che ci tieni davvero.</p>



<figure class="wp-block-image size-large is-resized is-style-default"><img data-attachment-id="15469" data-permalink="https://toh-magazine.com/2021/05/marco-de-vincenzo-toh-magazine-interview-intervista/marco-de-vincenzo-3/" data-orig-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2021/05/Marco-de-Vincenzo.png" data-orig-size="485,729" data-comments-opened="0" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}" data-image-title="Marco de Vincenzo" data-image-description="" data-medium-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2021/05/Marco-de-Vincenzo-200x300.png" data-large-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2021/05/Marco-de-Vincenzo.png" loading="lazy" src="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2021/05/Marco-de-Vincenzo.png" alt="Marco de Vincenzo" class="wp-image-15469" width="485" height="729" srcset="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2021/05/Marco-de-Vincenzo.png 485w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2021/05/Marco-de-Vincenzo-200x300.png 200w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2021/05/Marco-de-Vincenzo-450x676.png 450w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2021/05/Marco-de-Vincenzo-350x526.png 350w" sizes="(max-width: 485px) 100vw, 485px" /></figure>



<h4>Beh, forse dovevano farlo, vista la scelta che hanno fatto di chiudere la fiera.</h4>



<p>Io devo dire che non ho amato molto la fiera. È un po&#8217; deprimente, tutto uguale, un po’ angoscioso. Quest&#8217;anno invece tutto in centro. Mi piace molto!</p>



<h4>Senti. Cosa ci dobbiamo aspettare dalla tua sfilata?</h4>



<p>Cosa vi dovete aspettare. A parte che non lo so perché come hai visto non so ancora che materiale avrò! Devo dire che non sono uno che accetta volentieri le critiche, come tutti credo, sul momento. Però ho fatto tesoro di tutto quello che mi è stato detto sulla scorsa stagione. Per me è stata una stagione un po’ ibrida, frutto di un periodo un po&#8217; negativo.</p>



<p>Mi piace, non la rinnego ma emotivamente era un po troppo dura. Questa lo è molto meno, meno austera. Una ritrovata serenità. Sparisce il tono di malinconia e di cupezza che cera nell&#8217;ultima.</p>



<h4>Un po’ come il tuo debutto milanese, grafico e colorato?</h4>



<p>Sì, ricorda un po&#8217; la prima stagione per appeal, anche se è un po&#8217; meno grafica. C&#8217;è di nuovo un accenno allo sport, ai colori primari. Un po&#8217; di anni settanta nell&#8217;aria che non mi aspettavo.&nbsp;</p>



<p>Ho lavorato sicuramente meglio rispetto a sei mesi fa, pur nei limiti di una momento in cui fare una collezione deve essere un compromesso continuo.</p>



<h4>In che senso?</h4>



<p>Nel senso che devi fare delle rinunce. Magari dici “Che bello quel bottone!” e ti si apre attorno una voragine di negatività perché il tuo bottone preferito ha dei minimi di produzione altissimi.&nbsp;</p>



<p>Quindi è sempre tutto un lavoro di elasticità mentale. Per tutto. Se vai nelle fiere e non sei un nome conosciuto non ti danno neanche il materiale per fare un minimo di campionario.</p>



<p>In questo clima di elasticità forzata credo di aver fatto il meglio che potevo. È chiaro che usi le tue possibilità ma lo fai, come dire, in una percentuale più bassa, mi capisci no? E poi ti obblighi ad abbandonare delle cose&#8230;</p>



<figure class="wp-block-image size-large is-resized is-style-default"><img data-attachment-id="15470" data-permalink="https://toh-magazine.com/2021/05/marco-de-vincenzo-toh-magazine-interview-intervista/marco-de-vincenzo-4/" data-orig-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2021/05/Marco-de-Vincenzo..png" data-orig-size="490,730" data-comments-opened="0" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}" data-image-title="Marco de Vincenzo" data-image-description="" data-medium-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2021/05/Marco-de-Vincenzo.-201x300.png" data-large-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2021/05/Marco-de-Vincenzo..png" loading="lazy" src="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2021/05/Marco-de-Vincenzo..png" alt="toh magazine" class="wp-image-15470" width="490" height="730" srcset="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2021/05/Marco-de-Vincenzo..png 490w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2021/05/Marco-de-Vincenzo.-201x300.png 201w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2021/05/Marco-de-Vincenzo.-450x670.png 450w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2021/05/Marco-de-Vincenzo.-350x521.png 350w" sizes="(max-width: 490px) 100vw, 490px" /></figure>



<h4>Cosa ti è dispiaciuto di più abbandonare?</h4>



<p>Per la muova stagione tanti tessuti: le rinunce sono soprattutto nell&#8217;ambito della materia prima. Poi, ovviamente, ti ingegni e trasformi quello che hai. Sai cosa? Quando fai questo lavoro un po’ segaiolo lo diventi. Ti fai dei problemi su delle cose che vedi solo tu ma che è una vera fatica abbandonarle. Nel tuo mondo fatato succede qualcosa di apocalittico ma in realtà non succede niente.</p>



<h4>Quindi fare una collezione è un continuo cesellare con un occhio alla creatività e uno al budget&#8230;</h4>



<p>Certo. Io ho iniziato all&#8217;alta moda a Parigi e quando ci ripenso mi viene in mente come quella fu fatta veramente quasi con un solo tessuto a sette euro al metro. Dopo un po di tempo vorresti evolverti un po, ma è difficile. Poi quando hai tutta la collezione lì, magari ti affidi a una stylist che ti sistema le cose.</p>



<p>Mi piace che ci sia un punto di vista esterno che non sia innamorato a priori. Sai, chi vede le cose per la prima volta è più freddo, non è emotivamente coinvolto. Ma restano alcuni pezzi che non può toccare. Metto i miei paletti. Anche quest&#8217;anno. Ce ne sono tre che non possono non sfilare!</p>



<h4>E senti, hai accennato a Parigi. Adesso che sei a Milano, tu che sei di Roma, come la vivi?</h4>



<p>A Roma ormai vivo da dieci anni quasi. C&#8217;erano dei momenti in cui non potevo staccarmi dalla città. Adesso, se devo essere sincero, lo farei più a cuor leggero. Magari venendo proprio a Milano. Sai, prima avevo un po’ di pregiudizi, non so come sia viverci, ma quando ci vengo sono in fase di innamoramento. Se devo essere sincero, è l&#8217;ambiente in cui mi ritroverei che mi spaventa un po. Tutto quel discorso “modaiolo” che a Roma non esiste. Quando esci non ti deve interessare chi sei, dove sei. Qui sembra quasi che la gente lavori tutto il giorno e non riesca a staccare. Nemmeno quando esce o va in discoteca.</p>



<figure class="wp-block-image size-large is-resized is-style-default"><img data-attachment-id="15471" data-permalink="https://toh-magazine.com/2021/05/marco-de-vincenzo-toh-magazine-interview-intervista/marco-de-vincenzo-5/" data-orig-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2021/05/Marco-de-Vincenzo-1.png" data-orig-size="486,729" data-comments-opened="0" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}" data-image-title="Marco de Vincenzo," data-image-description="" data-medium-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2021/05/Marco-de-Vincenzo-1-200x300.png" data-large-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2021/05/Marco-de-Vincenzo-1.png" loading="lazy" src="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2021/05/Marco-de-Vincenzo-1.png" alt="Marco de Vincenzo" class="wp-image-15471" width="486" height="729" srcset="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2021/05/Marco-de-Vincenzo-1.png 486w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2021/05/Marco-de-Vincenzo-1-200x300.png 200w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2021/05/Marco-de-Vincenzo-1-450x675.png 450w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2021/05/Marco-de-Vincenzo-1-350x525.png 350w" sizes="(max-width: 486px) 100vw, 486px" /></figure>



<h4>Tu ci vai?</h4>



<p>Mah, sono molto più rilassato, mi piace uscire ma stare con i miei amici, girare un po’, divertirmi peri fatti miei. Credo che comunque anche qui si possa avere una vita e uscire senza dover seguire il branco e trovando qualcosa che ti faccia stare a tuo agio. Sai, di moda a Roma non puoi parlare perché intanto non interessa a nessuno.</p>



<h4>Dai, già che siamo sulla città. Cosa ti piace di Milano?</h4>



<p>Io vado sempre in zona Ticinese a fare una passeggiata anche se non la conosco per niente. Mi piace molto, la adoro. Mi fa stare proprio bene, anche perché mi piacciono i negozi che ci sono.</p>



<h4>Che a Roma, invece&#8230;</h4>



<p>A Roma c’è un mercato diverso: arrivando qui sembra di stare ad Anversa perché a Roma non c&#8217;è niente di tutto questo. In realtà, ultimamente c&#8217;è un quartiere molto carino che si chiama Monti che sta diventando un bel posto. Aprono negozi carini di ragazzi giovani, noni soliti classiconi seriosi. Anche cose sperimentali, un po&#8217; di ricerca.</p>



<h4>Mi racconti i tuoi prossimi impegni? Oltre alla collezione, ovviamente&#8230;</h4>



<p>Beh, prima della sfilata devo andare a Parigi per vedere i tessuti invernali in fiera. È una cosa che non sopporto, questo accavallarsi dei tempi. L&#8217;estivo è ancora da finire e da sistemare e devo già concentrarmi su quello che succederà tra sei mesi. Guarda, meno male che le vacanze sono state bellissime. Ho staccato e sono pronto ad affrontare tutto. Posso dirlo? Benedetto agosto.</p>



<p>Intervista di Matteo Zampollo.</p>



<p><span class="has-inline-color has-white-color">Marco de Vincenzo Marco de Vincenzo</span></p>
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		<title>Casey Spooner: oggi so chi sono. Intervista #tbt</title>
		<link>https://toh-magazine.com/2020/11/casey-spooner-interview-fischer-spooner-toh-magazine/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=casey-spooner-interview-fischer-spooner-toh-magazine</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Marco Cresci]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 21 Nov 2020 16:14:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Musica]]></category>
		<category><![CDATA[lgbt]]></category>
		<category><![CDATA[tbt]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://toh-magazine.com/?p=12860</guid>

					<description><![CDATA[<p>Casey Spooner, con la sua band Fischerspooner, ha rivoluzionato l'electroclash degli anni 2000, su Toh! ci racconta come è successo. #tbt</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p><sup><sub>Questa intervista è stata precedentemente pubblicata su <a href="https://toh-magazine.com/n23/">Toh! n 23</a></sub></sup></p>



<h2>Casey Spooner è l&#8217;artista poliedrico che con la sua band ha rivoluzionato l&#8217;electroclash del nuovo millennio.</h2>



<p>Sounds Good, Looks Good, Feels Good Too cantavano i Fischerspooner in Emerge, dando il via al fenomeno newyorkese dell’electroclash nel 2001. Fortunatamente la band, formata da Casey Spooner e Warren Fischer, non è rimasta intrappolata in un clichè ma si è evoluta e plasmata, grazie soprattutto alla poliedricità artistica di Casey, perché, non c’è altro modo per definire quest’uomo, se non chiamandolo <a href="https://toh-magazine.com/2020/11/mykki-blanco-toh-magazine-interview-tbt/">artista</a>. </p>



<figure class="wp-block-image size-large is-resized is-style-default"><img data-attachment-id="12866" data-permalink="https://toh-magazine.com/2020/11/casey-spooner-interview-fischer-spooner-toh-magazine/attachment/05/" data-orig-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2020/11/05-scaled.jpg" data-orig-size="2560,1707" data-comments-opened="0" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;13&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;Canon EOS 5D Mark II&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;1442506980&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;50&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;100&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0.008&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;1&quot;}" data-image-title="05" data-image-description="" data-medium-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2020/11/05-300x200.jpg" data-large-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2020/11/05-1024x683.jpg" loading="lazy" src="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2020/11/05-1024x683.jpg" alt="Casey Spooner" class="wp-image-12866" width="1024" height="683" srcset="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2020/11/05-1024x683.jpg 1024w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2020/11/05-300x200.jpg 300w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2020/11/05-768x512.jpg 768w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2020/11/05-1536x1024.jpg 1536w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2020/11/05-2048x1365.jpg 2048w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2020/11/05-1000x667.jpg 1000w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2020/11/05-900x600.jpg 900w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2020/11/05-450x300.jpg 450w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2020/11/05-350x233.jpg 350w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2020/11/05-1320x880.jpg 1320w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p>Tre album, diverse tournée teatrali come membro della compagnia Wooster Group, un libro ed una decade dopo Casey Spooner è una persona diversa che ha accantonato glam &amp; glitter per intraprendere un percorso edonista, che lo ha portato verso un forte cambiamento fisico e ad una presa di coscienza personale, dettata dalla fine di una lunga relazione. </p>



<p>Oggi Casey Spooner è consapevole di chi è e di cosa vuole fare. La nuova “era” dei Fischerspooner, come lui ama definirla, si chiama Egos ed è composta da un libro fotografico (in uscita per Damiani il prossimo 27 novembre) e da un album che porta lo stesso titolo, ma con una data di pubblicazione ancora da decidere. </p>



<figure class="wp-block-image size-large is-resized is-style-default"><img data-attachment-id="12867" data-permalink="https://toh-magazine.com/2020/11/casey-spooner-interview-fischer-spooner-toh-magazine/01-2/" data-orig-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2020/11/01-scaled.jpg" data-orig-size="1698,2560" data-comments-opened="0" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;6.7&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;Canon EOS 5D Mark II&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;1442510707&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;50&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;100&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0.008&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;1&quot;}" data-image-title="01" data-image-description="" data-medium-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2020/11/01-199x300.jpg" data-large-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2020/11/01-679x1024.jpg" loading="lazy" src="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2020/11/01-679x1024.jpg" alt="Casey Spooner" class="wp-image-12867" width="679" height="1024" srcset="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2020/11/01-679x1024.jpg 679w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2020/11/01-199x300.jpg 199w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2020/11/01-768x1158.jpg 768w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2020/11/01-1019x1536.jpg 1019w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2020/11/01-1358x2048.jpg 1358w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2020/11/01-1000x1508.jpg 1000w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2020/11/01-900x1357.jpg 900w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2020/11/01-450x679.jpg 450w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2020/11/01-350x528.jpg 350w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2020/11/01-1320x1990.jpg 1320w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2020/11/01-scaled.jpg 1698w" sizes="(max-width: 679px) 100vw, 679px" /></figure>



<p>Abbiamo passato un pomeriggio a Brooklyn con Casey Spooner lo scorso settembre, e ci siamo fatti raccontare tutto su questa nuova ed eccitante era.</p>



<p><strong>Seguo i Fischerspooner sin dai primi esordi nell’era electroclash e conosco bene le tue abilità di performer camaleontico, quindi sono curioso di sapere cosa aspettarmi da questa nuova era “egocentrica”&#8230;&nbsp;</strong></p>



<p>Il nuovo lavoro si occupa di desiderio, lussuria, narcisismo, relazioni, amore e perdita. L’ultimo è stato un periodo complicato ed avventuroso della mia vita personale. Viviamo in un’era iper-sessuale, dominata dall’immagine e la mia esperienza è il riflesso di questo cambiamento culturale. Viviamo nuove emozioni che sono generate da tutti questi nuovi modi d’interagire e di connettersi con le persone. Sto condividendo nuove narrazioni ampliando il regno del romanticismo e della lussuria. E’ qualcosa di aggressivo e non eteronormativo.</p>



<figure class="wp-block-image size-large is-resized is-style-default"><img data-attachment-id="12871" data-permalink="https://toh-magazine.com/2020/11/casey-spooner-interview-fischer-spooner-toh-magazine/attachment/04/" data-orig-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2020/11/04-scaled.jpg" data-orig-size="1694,2560" data-comments-opened="0" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;9.5&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;Canon EOS 5D Mark II&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;1442504579&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;50&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;100&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0.008&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;1&quot;}" data-image-title="04" data-image-description="" data-medium-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2020/11/04-199x300.jpg" data-large-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2020/11/04-678x1024.jpg" loading="lazy" src="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2020/11/04-678x1024.jpg" alt="" class="wp-image-12871" width="678" height="1024" srcset="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2020/11/04-678x1024.jpg 678w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2020/11/04-199x300.jpg 199w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2020/11/04-768x1160.jpg 768w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2020/11/04-1017x1536.jpg 1017w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2020/11/04-1355x2048.jpg 1355w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2020/11/04-1000x1511.jpg 1000w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2020/11/04-900x1360.jpg 900w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2020/11/04-450x680.jpg 450w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2020/11/04-350x529.jpg 350w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2020/11/04-1320x1995.jpg 1320w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2020/11/04-scaled.jpg 1694w" sizes="(max-width: 678px) 100vw, 678px" /></figure>



<p><strong>Parlando di metamorfosi il tuo corpo, così come il tuo look, sono cambiati, li hai plasmati per questo progetto diventando atletico e muscoloso, assecondando il mood del libro e del disco, come hai maturato questa decisione?</strong></p>



<p>Sono successe molte cose che hanno influenzato il mio pensiero, verso il mio corpo e la mia immagine. Fischerspooner ha sempre abbracciato e contemporaneamente respinto i cliché d’intrattenimento popolari. Oggi la principale fonte d’intrattenimento sono i social media che non sono più secondari a teatro, cinema, stampa, televisione o radio. </p>



<h3>Le persone creano e diffondono immagini iper-sessuali di loro stessi. </h3>



<p>La nudità è la valuta del presente, così ho deciso di partecipare a questa nuova economia. Anche dopo aver pubblicato il libro dei Fischerspooner “New Truth” (Damiani, 2014 ndr), ho notato che le immagini più indelebili erano quelle con il minor numero di capi d’abbigliamento o dove i costumi risultavano più semplici. Quando l&#8217;abbigliamento viene tolto dall&#8217;equazione è molto più facile creare immagini senza tempo. Attingi immediatamente dentro una lunga tradizione d’immagini che si estende su tutta la storia. Inoltre il look avant-pop d’alto livello che abbiamo divulgato negli anni 00 oggi è considerato mainstream. Certamente mi piacciono le immagini estreme ed i personaggi selvaggi, ma avevo bisogno di trovare un modo per ricominciare, che sembrasse fresco piuttosto che uno status quo.</p>



<figure class="wp-block-image size-large is-resized is-style-default"><img data-attachment-id="12868" data-permalink="https://toh-magazine.com/2020/11/casey-spooner-interview-fischer-spooner-toh-magazine/attachment/02/" data-orig-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2020/11/02-scaled.jpg" data-orig-size="1798,2560" data-comments-opened="0" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;13&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;Canon EOS 5D Mark II&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;1445288655&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;85&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;100&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0.008&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;1&quot;}" data-image-title="02" data-image-description="" data-medium-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2020/11/02-211x300.jpg" data-large-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2020/11/02-719x1024.jpg" loading="lazy" src="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2020/11/02-719x1024.jpg" alt="Casey Spooner" class="wp-image-12868" width="719" height="1024" srcset="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2020/11/02-719x1024.jpg 719w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2020/11/02-211x300.jpg 211w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2020/11/02-768x1093.jpg 768w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2020/11/02-1079x1536.jpg 1079w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2020/11/02-1439x2048.jpg 1439w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2020/11/02-1000x1423.jpg 1000w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2020/11/02-900x1281.jpg 900w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2020/11/02-450x641.jpg 450w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2020/11/02-350x498.jpg 350w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2020/11/02-1320x1879.jpg 1320w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2020/11/02-scaled.jpg 1798w" sizes="(max-width: 719px) 100vw, 719px" /></figure>



<p><strong>New Truth è un libro molto ricco, quasi un feticcio per i vostri fan, cosa lo differenzia da Egos, mi spieghi il progetto dal tuo punto di vista? Le immagini che lo compongono sono tutte nuove o anche in questo caso c’è del repertorio?</strong></p>



<p>Il nuovo libro EGOS è diviso in due capitoli. Una parte documenta lo sviluppo di questo personaggio che ho adattato su me stesso, l’altra è un dramma cinematografico ritratto in un ambiente domestico. Questo libro è un mood board nonchè un preludio a quel che accadrà. Non è l’idea finale di questo periodo, ma è il suo inizio. Per me è come se fosse uno strumento per sviluppare idee messo a disposizione dei creativi. Noi continuiamo a perfezionarci, ad espandere i nostri orizzonti e siamo pesantemente coinvolti in diversi aspetti della produzione creativa: film, foto, graphic design, vestiti, teatro&#8230; E utilizziamo sempre delle guide allo stile, come questo libro, per referenza. Questo è un modo nuovo per dare, sia al mostro team creativo che a tutto il mondo, un punto di partenza. Ripeto, è un’idea di partenza non un punto d’arrivo.</p>



<p><strong>Seguo il tuo profilo <a href="https://www.instagram.com/caseyspooner/">Instagram</a> e sono curioso di sapere come mai l’estate scorsa hai marchiato qualsiasi post con l’hashtag #bestsummerever. Cosa ha reso l’estate 2015 così speciale per Casey Spooner?</strong></p>



<p>Personalmente ho avuto un anno emotivamente impegnativo, così ho deciso di gettare la prudenza al vento concedendomi la più bella estate che mi potessi immaginare. Dovevo lasciarmi andare per guarire. Il mio lavoro spesso sfuma nella mia vita reale, e questo funziona meglio quando qualcosa è molto personale ma allo stesso tempo è universale. Ho fatto della mia estate uno show pazzesco coinvolgendo tutte le persone intorno a me, chiedendo loro di lasciar libera ogni fantasia per far si che fosse l’estate più bella di sempre. Così alla fine è diventata una grande esperienza che tutti possiamo condividere prendendoci anche un po’ in giro.</p>



<figure class="wp-block-image size-large is-resized is-style-default"><img data-attachment-id="12869" data-permalink="https://toh-magazine.com/2020/11/casey-spooner-interview-fischer-spooner-toh-magazine/03-2/" data-orig-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2020/11/03-scaled.jpg" data-orig-size="1707,2560" data-comments-opened="0" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;8&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;Canon EOS 5D Mark II&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;1442503490&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;50&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;100&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0.008&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;1&quot;}" data-image-title="03" data-image-description="" data-medium-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2020/11/03-200x300.jpg" data-large-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2020/11/03-683x1024.jpg" loading="lazy" src="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2020/11/03-683x1024.jpg" alt="" class="wp-image-12869" width="683" height="1024" srcset="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2020/11/03-683x1024.jpg 683w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2020/11/03-200x300.jpg 200w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2020/11/03-768x1152.jpg 768w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2020/11/03-1024x1536.jpg 1024w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2020/11/03-1365x2048.jpg 1365w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2020/11/03-1000x1500.jpg 1000w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2020/11/03-900x1350.jpg 900w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2020/11/03-450x675.jpg 450w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2020/11/03-350x525.jpg 350w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2020/11/03-1320x1980.jpg 1320w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2020/11/03-scaled.jpg 1707w" sizes="(max-width: 683px) 100vw, 683px" /></figure>



<p><strong>Durante lo shooting mi hai detto che consideri il nuovo lavoro Egos lo “slutty-album” dei Fischerspooner. Cosa ti ha guidato verso questa direzione e perché pensi questo sia il momento giusto per esplorare la sessualità scavando nella gay-life della scena hi-energy?</strong></p>



<p>Perché è proprio quello che stava succedendo nella vita. Sono stato più sessuale, più avventuroso e anche più romantico. Voglio fare un lavoro che rifletta le esperienze che molte persone stanno avendo. Il mondo è più aperto oggi e stanno accadendo molte cose nuove che non sono mai state raccontate. Voglio espandere la narrativa in un modo bello o intelligente, perché raccontare storie convalida e libera la gente, ci aiuta a capire che non siamo soli e che tutti condividiamo sentimenti simili. Sentimenti che non sono rappresentati nel campo dell&#8217;intrattenimento mainstream. Respingo l&#8217;omologazione dell’omossessualità nella cultura mainstream. Non voglio che donne bionde raccontino la mia storia. Io sono un uomo gay adulto del 21°secolo che vuole raccontare la sua storia sia per me stesso che per gli altri outsider che vogliono invertire il sistema. Cerco diversi tipi di libertà, di potere e di bellezza.</p>



<p><strong>Sono curioso di sapere se ora che hai un forte look maschile, sei diventato dipendente dalla palestra e come ci si sente ad essere parte di questo immaginario gay più mainstream?</strong></p>



<p>Non sarò mai un gay mainstream&#8230; non importa quanto duramente ci posso provare, ma semplicemente non è nella mia sensibilità. Non è nelle mie orecchie o negli occhi. Sono sempre stato attratto dalla mascolinità nell&#8217;arte classica. Mi piace quanto può questo possa essere comunicato con informazioni minime. Il corpo nello spazio può dire tanto, è il linguaggio più semplice e potente che trascende ogni cultura e tempo. Ma per rispondere alla tua domanda sì&#8230; sono diventato un tossicodipendente di fitness. Amo endorfine e testosterone.</p>



<p><strong>Hai raggiunto nuove tipologie di ammiratori con il tuo nuovo corpo?</strong></p>



<p>Sì. E &#8216;stato emozionante potermi connettere al mio corpo in un modo nuovo. Atleticamente e sessualmente. Sono un performer quindi sono sempre alla ricerca di nuovi stimoli: esplorare il mio corpo e come possa diventare uno strumento migliore per comunicare e articolare le idee. Mi piace spingermi all’estremo e trasformare me stesso. In passato l’ho fatto con capelli, trucco e guardaroba, oggi sono fitness estremo e nutrizione. Ma più che il mio aspetto&#8230; mi piace sentirmi forte e potente.</p>



<figure class="wp-block-image size-large is-resized is-style-default"><img data-attachment-id="12870" data-permalink="https://toh-magazine.com/2020/11/casey-spooner-interview-fischer-spooner-toh-magazine/attachment/07/" data-orig-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2020/11/07-scaled.jpg" data-orig-size="1749,2560" data-comments-opened="0" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;13&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;Canon EOS 5D Mark II&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;1442509520&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;50&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;100&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0.008&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;1&quot;}" data-image-title="07" data-image-description="" data-medium-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2020/11/07-205x300.jpg" data-large-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2020/11/07-699x1024.jpg" loading="lazy" src="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2020/11/07-699x1024.jpg" alt="" class="wp-image-12870" width="699" height="1024" srcset="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2020/11/07-699x1024.jpg 699w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2020/11/07-205x300.jpg 205w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2020/11/07-768x1124.jpg 768w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2020/11/07-1049x1536.jpg 1049w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2020/11/07-1399x2048.jpg 1399w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2020/11/07-1000x1464.jpg 1000w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2020/11/07-900x1318.jpg 900w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2020/11/07-450x659.jpg 450w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2020/11/07-350x512.jpg 350w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2020/11/07-1320x1932.jpg 1320w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2020/11/07-scaled.jpg 1749w" sizes="(max-width: 699px) 100vw, 699px" /></figure>



<p><strong>Ti ho visto dal vivo più volte, tra cui il mitico concerto al London Royal Festival Hall nel 2002 ed il Capodanno 2010 all’Irving Plaza a New York. Hai già delle idee o un concept per il nuovo spettacolo?</strong></p>



<p>Siamo nel processo di sviluppo del nuovo spettacolo proprio ora. Ho un sacco di idee ambiziose e&nbsp; folli ma non mi è ancora chiaro come sarà il montaggio finale. Sto pensando di tornare a testare la mia resistenza con performance in gallerie d’arte. Mi piace l’idea d’essere in grado di manipolare realmente il tempo e lo spazio per perdersi in uno stato di euforia totale. Ma nel 2016 faremo concerti anche più tradizionali!</p>



<p><strong>Quando eri un bambino chi era appeso sul muro della tua cameretta?</strong></p>



<p>Christie Brinkley con un costume da bagno Norma Kamali asimmetrico.</p>



<p><strong>Chi è stato il tuo primo colpo di fulmine gay? &#8230;e l&#8217;ultimo?</strong></p>



<p>Don Johnson in Miami Vice è stato il mio amore &#8230;mentre Paddy O&#8217;Brian è lo stallone dei miei sogni odierni.</p>



<p>Credit: Photography by Jason Rodgers<br>Styled by Andy Salmen<br>Grooming by Robert Mefford</p>



<p></p>
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		<title>Mykki Blanco: rebel with a cause. Intervista #tbt</title>
		<link>https://toh-magazine.com/2020/11/mykki-blanco-toh-magazine-interview-tbt/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=mykki-blanco-toh-magazine-interview-tbt</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 08 Nov 2020 13:36:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Musica]]></category>
		<category><![CDATA[music]]></category>
		<category><![CDATA[Mykki Blanco]]></category>
		<category><![CDATA[performer]]></category>
		<category><![CDATA[queer]]></category>
		<category><![CDATA[tbt]]></category>
		<category><![CDATA[toh magazine]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>In attesa del suo ritorno sulla scena musicale, il #TBT di oggi è dedicato a Mykki Blanco, che nel 2016 fu cover star del numero 27 di Toh! Magazine.</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://toh-magazine.com/2020/11/mykki-blanco-toh-magazine-interview-tbt/">Mykki Blanco: rebel with a cause. Intervista #tbt</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://toh-magazine.com">Toh! Magazine</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p><sub>Intervista di Francesco Mascolo</sub></p>



<h2>In attesa del suo ritorno sulla scena musicale, il #TBT di oggi è dedicato a Mykki Blanco, che nel 2016 fu cover star del numero 27 di Toh! Magazine.</h2>



<p>Da sempre votato alla sperimentazione musicale e visiva, Mykki  rappresenta un punto di arrivo per il rapper e artista americano Mykki Blanco, anche a seguito di un periodo travagliato e minato da insicurezze, tra l’annuncio della sua sieropositività e la dichiarazione di voler abbandonare la musica.</p>



<h3><br>Artista a tutto tondo, decisamente queer, crossgender e crossdresser a partire dalle sue esplosive e trascinanti performance. </h3>



<p>L’abbiamo raggiunto al telefono per parlare del suo debutto ufficiale su !K7, etichetta che insieme a Woodkid e l’amico Jeremiah Meece l’ha portato a realizzare un disco immediato dove l’artista ha aperto i suoi diari al mondo.</p>



<figure class="wp-block-image size-large is-resized is-style-default"><img data-attachment-id="12531" data-permalink="https://toh-magazine.com/2020/11/mykki-blanco-toh-magazine-interview-tbt/01-mykki-blanco/" data-orig-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2020/11/01-mykki-blanco.jpg" data-orig-size="595,765" data-comments-opened="0" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}" data-image-title="01-mykki-blanco" data-image-description="" data-medium-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2020/11/01-mykki-blanco-233x300.jpg" data-large-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2020/11/01-mykki-blanco.jpg" loading="lazy" src="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2020/11/01-mykki-blanco.jpg" alt="Mykki Blanco" class="wp-image-12531" width="595" height="765" srcset="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2020/11/01-mykki-blanco.jpg 595w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2020/11/01-mykki-blanco-233x300.jpg 233w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2020/11/01-mykki-blanco-450x579.jpg 450w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2020/11/01-mykki-blanco-350x450.jpg 350w" sizes="(max-width: 595px) 100vw, 595px" /></figure>



<p><br><strong>Ciao Mykki, dopo alcuni EP, mixtape, compilation e l’annuncio di lasciare la musica, ti ritroviamo al tuo disco di debutto. Bene! Come stai?</strong><br>Bene! Sai, il vero motivo per cui non ho rilasciato un disco prima è anche perché non avevo un vero contratto con un’etichetta, e alla !K7 mi hanno permesso di lavorare anche con la mia personale, la Dog Food Music Group. Senza girarci troppo intorno, per la prima volta sono in grado di concentrarmi sulla mia musica e non unicamente sul tour. Credo che ci sia un processo più maturo, perché ho avuto la possibilità di prendermi il mio tempo e scrivere effettivamente le canzoni e lavorare sulla produzione senza alcuna fretta. Ora sono contento e guardo sempre avanti perché non vedo l’ora di far vedere cos’altro ho da mostrare al mondo.</p>



<p><br><strong>Visto che l’hai citata, c’è un futuro per la Dog Food Music Group?</strong><br>Oh assolutamente! Se ve lo state chiedendo Dog Food Music è ancora viva e vegeta! (Ride, NdR) Ho in programma qualcosa per l’anno prossimo, ma rispetto al primo progetto che coinvolgeva quattro artisti diversi (“Mykki Blanco presents C-ORE”, NdR), ho intenzione di concentrare le mie risorse e il mio tempo per lavorare con un solo artista!</p>



<figure class="wp-block-image size-large is-resized is-style-default"><img data-attachment-id="12532" data-permalink="https://toh-magazine.com/2020/11/mykki-blanco-toh-magazine-interview-tbt/mykki-select-001/" data-orig-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2020/11/Mykki-Select-001.jpg" data-orig-size="1077,1500" data-comments-opened="0" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;1463149532&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;1&quot;}" data-image-title="Mykki-Select-001" data-image-description="" data-medium-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2020/11/Mykki-Select-001-215x300.jpg" data-large-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2020/11/Mykki-Select-001-735x1024.jpg" loading="lazy" src="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2020/11/Mykki-Select-001-735x1024.jpg" alt="Mykki Blanco" class="wp-image-12532" width="735" height="1024" srcset="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2020/11/Mykki-Select-001-735x1024.jpg 735w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2020/11/Mykki-Select-001-215x300.jpg 215w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2020/11/Mykki-Select-001-768x1070.jpg 768w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2020/11/Mykki-Select-001-1000x1393.jpg 1000w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2020/11/Mykki-Select-001-900x1253.jpg 900w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2020/11/Mykki-Select-001-450x627.jpg 450w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2020/11/Mykki-Select-001-350x487.jpg 350w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2020/11/Mykki-Select-001.jpg 1077w" sizes="(max-width: 735px) 100vw, 735px" /></figure>



<p><br><strong>Com’è stato lavorare al disco con Jeremiah Meece e <a href="https://toh-magazine.com/2020/10/woodkid-s16-tra-demoni-e-fumi-di-zolfo/">Woodkid</a>?</strong><br>Jeremiah è un mio vecchio amico, probabilmente continuerò a lavorare con lui perché oltre a supportarmi da sempre, capisce molto il mio universo creativo e dove voglio arrivare. Lavorare con Woodkid è stato molto importante, per la prima volta ho lavorato a strutture più pop, e sai,<br>come artista a cui è piaciuto sempre sperimentare con diversi stili, è stato molto carino avere qualcuno che m’insegnasse come raggiungere un pubblico più ampio. E poi è grazie a lui che canto su disco, insomma, non avrei mai pensato di farlo!</p>



<p><br><strong>Hai qualche aneddoto in particolare da raccontare su Woodkid?</strong><br>Non ho una storia in particolare. Oh, forse sono sempre stato un po’ ingenuo, nel senso che in studio ci sono sempre andato alla sera per rimanerci fino a tardi. Con Woodkid invece mi sono ritrovato in studio dal mattino fino a sera! (Ride, NdA).</p>



<p><br><strong>Hai lavorato con molti registi acclamati, come Francesco Carrozzini, Ninian Doff e da ultimo Matt Lambert per il video di Highschool Never Ends. Ci racconti cos’è per te il videoclip e com’è stato lavorare con lui?</strong><br>Una delle cose che ha sempre accompagnato il mio percorso, e sulla quale cerco di rimanere coerente, è lavorare con registi dinamici. Perché con ogni mio video cerco sempre di pensare a qualcosa di non già visto: tipo come Mykki Blanco posso mostrare al mondo che sia originale?<br>Questa è un po&#8217; la fase iniziale, poi segue sempre un brainstorming. Con il video di “Highschool Never Ends”, ancora prima di decidere su quest’idea di Romeo e Giulietta, c’era un mio interesse nel mostrare un immaginario queer anarchico e punk. Questa è la prima idea, poi sai, le cose prendono diversi sviluppi fino ad arrivare a qualcosa di cui sei soddisfatto.</p>



<p><br><strong>Il tuo prossimo singolo è Loner, probabilmente la cosa più pop dell’album Mykki…</strong><br>Sì, ho appena finito di girare il video a New York. Penso proprio di sì. Oh, penso che anche My Nene sia piuttosto pop, ma Loner è senza dubbio la più orecchiabile.</p>



<p><br><strong>È qualcosa di nuovo per te</strong><br>Sì, forse per la scelta di lavorare con una vocalist femminile, inoltre non è per nulla un beat hip hop! È stato qualcosa di completamente nuovo, ma sono estremamente contento, sai, non so se vorrei mai fare un intero disco con canzoni di quel tipo, ma ho sicuramente voglia di scrivere<br>ancora canzoni con quelle sonorità, perché nonostante si chiami “Loner” ha delle vibrazioni piuttosto positive (Ride, NdR).</p>



<p><br><strong>E cosa ci dici del featuring con Jean Deaux?</strong><br>Ha 23 anni, l’ho appena incontrata per le riprese del video. Sono molto emozionato, perché è molto umile, dolce e talentuosa, cioè davvero, ha una voce incredibile! Ha un po’ di seguito online, ma credo che il video che abbiamo appena girato la esporrà ad un pubblico più ampio.<br>Non vedo l’ora che il suo talento venga a galla.</p>



<p><br><strong>La canzone a cui sei più legato del disco?</strong><br>Diciamo che cambia spesso, sai, non mi so davvero decidere! Amo molto I’m In A Mood perché è una delle prima canzoni che ho scritto con un andamento lento ma che mantiene ancora la vibrazione hip hop. Amo The Plug Won’t perché è la primissima volta che mi cimento con<br>sonorità più R&amp;B. Credo che una delle cose di cui sono più orgoglioso di Mykki è che ho giocato con molti stili, ma ho cercato di rimanere fedele all’idea di avere un suono e un flow coerente per tutto il disco.</p>



<p><br><strong>E ci parli di Hideaway?</strong><br>Sono piuttosto irritato perché è una delle canzoni del disco della quale non sono soddisfatto di com’è venuto il mixing, così ho caricato l’altra versione su SoundCloud. Ma a dire il vero è proprio una delle mie canzoni preferite, semplicemente perché in pratica ha a che fare con alcune tematiche e cliché tipici dell’ambiente hip hop, con i quali mi piacere giocare e rendere<br>estremamente queer.</p>



<p><strong>In Mykki ci sono due Interlude dove si respira molto del tuo passato</strong><br>Entrambi gli Interlude arrivano direttamente dai miei diari che tengo da diversi anni, e volevo proprio dare la possibilità al pubblico di vedere una parte di me più privata. Sì, ecco perché ho scelto di condividere queste cose sul disco.</p>



<p> <strong>La tua poesia ha trovato casa nella musica o ci sarà un altro libro?</strong><br>Penso proprio di sì, una delle cose più importanti per me è che quando sono in fase creativa mi ritaglio molto silenzio. Sai, quando sto lavorando a nuova musica o a nuove idee passo attraverso due fasi, diciamo. Vado da una fase dove ascolto tantissima musica diversa, cerco di capire quale direzione vorrei seguire. E poi passo attraverso giorni dove resto completamente in silenzio: non ascolto nulla, non guardo la TV, non faccio nulla se non scrivere e lasciare che le idee arrivino. Per me il silenzio è davvero importante, specialmente per scrivere poesie. Quindi, yeah, sono sicuro di scriverne ancora, ma è un processo che richiede<br>molto silenzio, prima.</p>



<figure class="wp-block-image size-large is-resized is-style-default"><img data-attachment-id="12533" data-permalink="https://toh-magazine.com/2020/11/mykki-blanco-toh-magazine-interview-tbt/mykki-select-020/" data-orig-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2020/11/Mykki-Select-020.jpg" data-orig-size="1051,1500" data-comments-opened="0" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;1463156162&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;1&quot;}" data-image-title="Mykki-Select-020" data-image-description="" data-medium-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2020/11/Mykki-Select-020-210x300.jpg" data-large-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2020/11/Mykki-Select-020-717x1024.jpg" loading="lazy" src="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2020/11/Mykki-Select-020-717x1024.jpg" alt="Mykki Blanco" class="wp-image-12533" width="717" height="1024" srcset="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2020/11/Mykki-Select-020-717x1024.jpg 717w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2020/11/Mykki-Select-020-210x300.jpg 210w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2020/11/Mykki-Select-020-768x1096.jpg 768w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2020/11/Mykki-Select-020-1000x1427.jpg 1000w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2020/11/Mykki-Select-020-900x1284.jpg 900w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2020/11/Mykki-Select-020-450x642.jpg 450w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2020/11/Mykki-Select-020-350x500.jpg 350w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2020/11/Mykki-Select-020.jpg 1051w" sizes="(max-width: 717px) 100vw, 717px" /></figure>



<p><br><strong>Non è così facile in effetti, soprattutto quando si è circondati dal Noise of Boys come nell’ultima parte del disco, più clubbing: raccontaci di For the Cunts.</strong><br>Volevo creare qualcosa di più upbeat per i miei ascoltatori, qualcosa che potesse essere divertente da ascoltare, penso proprio che “For the Cunts” sia il Jolly del disco.</p>



<p><br><strong>E diciamolo, è la prima volta che scrivi una canzone perfetta per un club gay.</strong><br>No, guarda, verissimo! (Ride, NdR) Penso proprio che sai, le persone mi considerano un artista queer, ma la maggior parte della mia musica non ha propriamente un’agenda di quel tipo, quindi sì, con For the Cunts volevo fare una canzone pressoché e letteralmente per, sai, su, per le Cunts! (Ride, NdR).</p>



<p><br><strong>Cosa ne pensi dell’etichetta queer?</strong><br>Mi ha sempre infastidito, perché in qualche modo sminuisce quello che fai in quanto rapper, perché mi considero in primo luogo artista, ok, sì, poi sono anche queer. Bisogna stare molto attenti, perché quando un giornalista è senza tatto, può risultare molto scortese e omofobo. C’è<br>anche da dire che se è un motivo d’orgoglio e può in qualche modo aiutare le persone a capire, non è assolutamente una cosa negativa.</p>



<p><br><strong>Ritornando ai club, quali sono i tuoi posti preferiti?</strong><br>In assoluto Spagna e Berlino. È curioso, perché ho realizzato che di tutti i paesi europei la Spagna è quella dove ho trascorso meno tempo, ma ho sempre passato dei bellissimi momenti tutte le volte che ci sono stato. E ovviamente poi c’è Berlino che è tipo NON STOP, voglio andare a Berlino e poi voglio scappare da Berlino.</p>



<p><br><strong>Ma ora stai a Parigi?</strong><br>Ho vissuto lì a intermittenza per un periodo, ma in realtà non c’è un posto dove vivo a tempo pieno.</p>



<p><br><strong>Visto che viaggi molto, tre cose che non possono mancare nella tua valigia?</strong><br>Vestiti, libri e… parrucche!</p>



<p><br><strong>A cosa non sa dire di no Mykki?</strong><br>A un bel viso (Ride, NdR)</p>



<p><br><strong>Ti sei cimentato con il poema di Zoe Leonard, I Want A Dyke For President, come le stai vivendo queste elezioni presidenziali?</strong><br>Sono estremamente convinto che siano state delle elezioni orrende. E non credo affatto che Hillary Clinton sia la candidata ideale… però ovviamente quello che Donald Trump ha fatto al Paese… ha reso mainstream questa cultura bigotta e del pregiudizio. E ci sono molte persone<br>che lo seguono, questo è molto triste, che il nostro paese sia arrivato a questo. Sono convinto che la mia generazione, e soprattutto quelle più giovani, siano al corrente di quello che sta succedendo, di come questi vecchi stiano cercando di mantenere le cose come stanno e non<br>riescono proprio ad accettare il fatto che il paese stia cambiando davanti ai loro occhi. Poi, per quanto orribile sia stato Trump c’è da dire che ha messo in guardia le molte persone che pensavano che il suo modo di pensare fosse finito, hanno potuto vedere che no, ci sono milioni di persone che la pensano così e sono venute allo scoperto.</p>



<p><br><strong>Quando hai annunciato che avresti lasciato la musica, hai detto che ti sarebbe piaciuto buttarti sul giornalismo e sull’attivismo per investigare problematiche LGBT in giro per il mondo. Ci pensi ancora?</strong><br>Credo di sì, ma è qualcosa che potrò fare tra qualche anno, perché al momento, in questo percorso di crescita, sto raggiungendo con la musica qualcosa che ho sempre sognato. Sono ancora convinto che quell’idea sia piuttosto valida, ma devo attendere di raggiungere maggiore sicurezza con la mia musica e poi sai, più potrò investire, anche in tempo e denaro, più potrò esplorare diversi aspetti della mia creatività</p>


<figure class="wp-block-embed-youtube wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio lyte-align aligncenter"><a href="https://toh-magazine.com/2020/11/mykki-blanco-toh-magazine-interview-tbt/"><img src="//i.ytimg.com/vi/cNGR4ciDmTA/hqdefault.jpg" alt="YouTube Video"></a><br /><br /><figcaption></figcaption></figure>


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