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	<title>Alessandro Michele &#8211; Toh! Magazine</title>
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	<title>Alessandro Michele &#8211; Toh! Magazine</title>
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		<title>Gira la moda: Il gioco delle sedie non finisce più.</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Giuseppe Di Rosalia]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 05 Jun 2025 08:38:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Moda]]></category>
		<category><![CDATA[Alessandro Michele]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Una nuova rubrica dove svuotiamo il sacco anziché riempirlo di stronzate che il circolino della moda ci propina giorno dopo giorno. </p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://toh-magazine.com/2025/06/gira-la-moda-toh-parla-di-moda-il-gioco-delle-sedie/">Gira la moda: Il gioco delle sedie non finisce più.</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://toh-magazine.com">Toh! Magazine</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<h3>Nel 2025, ma forse dovrei dire negli ultimi 10 anni, la moda ha avuto più direttori creativi che idee. Il calendario degli annunci è pieno raso un po’ come quello delle capsule (orrende) di Jacquemus, ma con meno leggerezza e più angoscia da trimestrale.</h3>



<p>I CEO giocano a Risiko con gli stilisti e i consumatori seguono il via vai come le signore di una certa guardano beautiful dopo pranzo, ma con la stessa sensazione che tutto cambi perché nulla cambi davvero.</p>



<p><strong>Alessandro Michele, il mistico visionario con la sindrome di D’Annunzio che ha preso l’MDMA, è arrivato da Valentino</strong>, brand che aveva appena trovato una specie di equilibrio con Piccioli e che ora si ritrova a fare da palcoscenico a un’estetica che conosciamo fin troppo bene: drappeggi, poesia a caso, tappeti orientali, e perché no una passerella che pareva il bagno di un night di Amsterdam. </p>



<p><strong>Genio? Forse per chi non ha referenze. Innovatore? Non più. Ma nel vuoto d’immaginario collettivo attuale, meglio una copia di sé stessi che il nulla cosmico. </strong>Ed è forse per paura che il vecchio Valentino venga dimenticato per sempre che il fondatore Garavani insieme al suo partner di vita Giammetti ha allestito una mostra tutta rossa, tutta Valentino, <a href="https://toh-magazine.com/category/moda/">tutta moda</a>, tutta vera.&nbsp;</p>



<p><strong>Pierpaolo Piccioli, l’ultimo romantico, ha preso il posto più radioattivo dell’intero sistema: Balenciaga</strong>. Lì dove l’estetica post-umana, post-bellezza, post-tutto di Demna aveva creato un culto, Piccioli porterà il suo umanesimo sartoriale? Sicuramente proverà a far dimenticare gli scandali di certe adv, ma non è detto che non verrà fagocitato dal sarcasmo nero pece che aleggia ancora su quel marchio. Lo scopriremo a Ottobre. Intanto, ci si chiede se abbia accettato per passione o per spirito di martirio. (Lasciatemi sognare, lo so che ha accettato solo per soldi).</p>



<p><strong>Nel frattempo Demna è volato da Gucci. E se vi sembra una barzelletta, è solo perché lo è.</strong> Dopo aver reso Balenciaga il brand più controverso (e redditizio) del decennio, Demna resta alla corte di Kering, ma in una casa — Gucci — che non sa più se essere sexy, popolare, intellettuale o tutto questo insieme. Il rischio? Che diventi una nuova Balenciaga, ma con il logo più leggibile.</p>



<p>Intanto, il brand che non fa mai notizia ma che detta ancora legge, Chanel, ha scelto Matthieu Blazy. Una decisione precisa: dopo la morte creativa (e commerciale) dell’era Viard, serve un volto pulito, serio, autorevole. <strong>Blazy ha il gusto e la disciplina per evitare scivoloni, ma anche l’aria di uno a cui la parola cambiamento mette più paura che voglia.</strong> Chanel non rischia, non l’ha mai fatto, ma nemmeno sogna, fa sognare noi una fottutissima collezione maschile che mai e poi mai arriverà. Ma in di questi tempi dove tutto è il contrario di tutto, aver preso Blazy è già una strategia.</p>



<p>Glenn Martens, invece, sfida la logica e i turni di lavoro: sarà a capo di <a href="https://www.maisonmargiela.com/it-it/?utm_source=google&amp;utm_medium=cpc&amp;utm_campaign=STO_MM0_[SEA_BRA_ACQ_IT]_a-01_EXA_BrandExact&amp;utm_content=1.0_Exact&amp;gad_source=1&amp;gad_campaignid=19423886765&amp;gbraid=0AAAAAowROtzJhSsYL6prguF1_Mra-kjGb&amp;gclid=Cj0KCQjwgIXCBhDBARIsAELC9ZhqySZfpqZ-1KmTHKLzrZ0bbIfjSi7x_s_JCHQc0pq1q-7581GCVeEaAlgSEALw_wcB">Margiela</a> pur restando da Diesel. Margiela, ovvero il tempio del silenzio, della sottrazione, del pensiero critico, del non logo, ora nelle mani di un designer noto per denim industriali, show spettacolari e dichiarazioni forti. Sarà interessante vedere come gestirà la schizofrenia. <strong>L’importante è non aspettarsi il fantasma di Galliano che negli uffici di&nbsp;Place des États-Unis ci andava solo quando se lo ricordava e tanto meno quello di Martin. Non c’è più. Anche se tutti ne sentiamo la mancanza.</strong>&nbsp;</p>



<p>Ma il vero colpo di scema arriva da Versace, dove Prada ha calato l’asso. Mossa fredda, da vero killer, spietata: <strong>Donatella fuori, Dario Vitale dentro.</strong> E se non sapete chi sia, è perché non dovete. Prada non sceglie per hype, ma per strategia. In un mondo in cui tutto urla, loro sussurrano. E poi colpiscono. Versace ora è parte del “sistema Prada” — leggasi: meno trash, più margini. Addio paillettes? Non subito. Ma a Donatella, se non altro, non toglieranno mai il mito.</p>



<p>Chi invece ha tolto il disturbo senza troppi drammi è Dries Van Noten. Un addio elegante, senza caos né gossip. L’uscita di scena di chi sa che la moda non è più il posto per chi vuole creare con lentezza, bellezza, e una certa forma di poesia. Rimarrà il marchio, certo, ma l’anima è uscita con lui. E forse è meglio così.</p>



<p>E infine, Maria Grazia Chiuri lascia Dior. Dopo anni di t-shirt femministe, frasi ricamate e passerelle che sembravano simposi ONU, la designer abbandona il campo lasciando Dior senza una voce fintapolitica. Il bilancio? Diviso. Ha portato il femminismo sulla passerella, ma spesso l’ha ridotto a merchandising. Adesso che se n’è andata, la domanda è: chi si prenderà la responsabilità di raccontare il femminile? Ma JW Anderson ovviamente, che dopo l’operazione difficilissima di rianimare lo spagnolo LOEWE (che con il duo di Proenza Schouler è pronto a tornare in cantina) è stato chiamato da Dior prima uomo e ora anche donna. Ma non sono sicuro resti li per molto tempo.. sarà un raf simons bis?</p>



<p>Insomma in un mondo sempre più dominato da uomini, quasi tutti quarantenni e quindi per la moda appena maggiorenni, a parte Miuccia con a seguito il suo badante e Louise Trotter da Bottega Veneta, siamo tutti in attesa di tornare a vedere collezioni disegnate da chi sa farlo, da chi ha studiato e non dalla Bellettini ne tanto meno da Cantino o qualche altro direttore marketing, perché se è vero che il&nbsp;sistema moda è ormai un palcoscenico instabile dove le direzioni creative cambiano più in fretta delle tendenze, e mentre gli stilisti si passano il testimone come in una staffetta ad alto rischio reputazionale, i brand e i loro CEO inseguono l’illusione che un solo nome possa salvarli. Ma la verità oggi sembra un’altra: la moda ha smesso di cercare idee, ora cerca solo colpevoli.</p>



<p>gira la moda gira la moda gira la moda gira la moda</p>
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		<title>Da Alessandro Michele a Raf Simons: la moda trema di nuovo.</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Giuseppe Di Rosalia]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 23 Nov 2022 18:28:32 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Il terremoto nella moda degli ultimi spiegato quasi bene.</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://toh-magazine.com/2022/11/alessandro-michele-gucci-raf-simons-balenciaga-kering/">Da Alessandro Michele a Raf Simons: la moda trema di nuovo.</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://toh-magazine.com">Toh! Magazine</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<h3>Alessandro Michele potrebbe lasciare Gucci e Raf Simons ha chiuso il suo brand omonimo. Ma perchè? </h3>



<p>C’era una volta, un tempo in cui sui social girava un piccolo gioco di potere e tipo ogni giorno sulle testate specializzate usciva un articolo che diceva più o meno così: nuovo giro di poltrone della moda, ora X è il nuovo direttore creativo di Y.&nbsp;</p>



<p>Sto parlando più o meno di sette &#8211; otto anni fa.. Nel 2015, Demna Gvasalia e Alessandro Michele non erano ancora le star di oggi e la scelta di <a href="https://toh-magazine.com/?s=gucci">Gucci </a>e di Balenciaga di affidarsi a nomi relativamente sconosciuti non ispirava grande fiducia. </p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img data-attachment-id="105355" data-permalink="https://toh-magazine.com/2022/11/alessandro-michele-gucci-raf-simons-balenciaga-kering/raf-simons/" data-orig-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/11/raf-simons-.jpeg" data-orig-size="1500,1000" data-comments-opened="0" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}" data-image-title="Alessandro Michele raf simons" data-image-description="" data-medium-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/11/raf-simons--300x200.jpeg" data-large-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/11/raf-simons--1024x683.jpeg" width="1024" height="683" src="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/11/raf-simons--1024x683.jpeg" alt="Alessandro Michele raf simons" class="wp-image-105355" srcset="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/11/raf-simons--1024x683.jpeg 1024w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/11/raf-simons--300x200.jpeg 300w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/11/raf-simons--768x512.jpeg 768w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/11/raf-simons--1000x667.jpeg 1000w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/11/raf-simons--900x600.jpeg 900w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/11/raf-simons--450x300.jpeg 450w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/11/raf-simons--350x233.jpeg 350w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/11/raf-simons-.jpeg 1500w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p>In quello stesso periodo Raf Simons arrivava da Calvin Klein dopo essersi ribellato ai ritmi forsennati di Dior e prima di sfondare il muro della co-direzione creativa con <a href="https://toh-magazine.com/?s=prada">Miuccia</a>, più o meno nello stesso periodo Riccardo Tisci veniva consegnato a Burberry, Pierpaolo Piccioli e Maria Grazia Chiuri non erano più un duo nello stesso modo in cui <a href="https://open.spotify.com/artist/6sXWE3eSY59H6zy1tiRPue?si=NKZCYjJiTU6p_cufV9UbYg">Paola&amp;Chiara</a> non sono mai state due cantanti e <a href="https://toh-magazine.com/2022/01/moda-2022-best-moment-pheobe-philo-balenciaga-kanye-west-demna-gap/">Phoebe Philo</a> era ancora percepita come una dea, ma mancava poco alla sua uscita da Cèline che insieme a lei perdeva l’accento sulla e, oltre a milioni di clienti (il suo come back, annunciato la scorsa estate, è ancora misteriosamente avvolto sotto i tappeti dei piani alti.)</p>



<h5>Era anche un tempo in cui i designer emergenti sembravano relagati ai concorsi per i designer emergenti mentre oggi li vediamo sfilare a Milano e prendersi la scena, non sempre facendo bella figura, ma questo fa parte del gioco.&nbsp;</h5>



<p>Ancor meno si parlava di chi stava tra le retrovie degli uffici stile (proprio come Gvasalia e Michele), nessuno ne conosceva i nomi se non gli addetti ai lavori.</p>



<h5>In questi mesi, diciamo post-pandemici, il sistema moda trema di nuovo e dopo vari annunci più o meno sorprendenti come la nomina di Maximilian Davis da Ferragamo e Filippo Grazioli da Missoni arriva il terremoto: Raf Simons chiude il suo omonimo brand dopo 27 anni e Alessandro Michele starebbe per lasciare Gucci dopo 7.</h5>



<p>Raf Simons, come sapete, è “figlio” di Miuccia, nel 2005 fu lei a metterlo a capo di Jil Sander, poiché insieme al Bertelli ne era azionista maggioritaria, poi Prada cedette il marchio e Raf prese altre strade (prima Dior poi Calvin Klein) tenendo sempre la mano al suo omonimo brand capace di anticipare e allo stesso tempo godere della grande onda di popolarità dello streetwear esplosa nell’ultimo decennio che ha rivoluzionato la moda così come la conoscevamo, stravolgendone i meccanismi.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img data-attachment-id="105357" data-permalink="https://toh-magazine.com/2022/11/alessandro-michele-gucci-raf-simons-balenciaga-kering/df/" data-orig-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/11/df.webp" data-orig-size="1104,621" data-comments-opened="0" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}" data-image-title="Alessandro Michele raf simons" data-image-description="" data-medium-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/11/df-300x169.webp" data-large-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/11/df-1024x576.webp" loading="lazy" width="1024" height="576" src="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/11/df-1024x576.webp" alt="Alessandro Michele raf simons" class="wp-image-105357" srcset="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/11/df-1024x576.webp 1024w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/11/df-300x169.webp 300w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/11/df-768x432.webp 768w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/11/df-1000x563.webp 1000w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/11/df-900x506.webp 900w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/11/df-450x253.webp 450w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/11/df-350x197.webp 350w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/11/df.webp 1104w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<h5>C’è da dire che il lavoro fatto da Simons dalla seconda metà degli anni Novanta in poi, a cominciare dall’esplorazione della rabbia e della ribellione giovanile fino alle collaborazioni con artisti come Sterling Ruby e brand street, lo hanno reso punto di riferimento per tutto quello che sarebbe venuto dopo, compresa l’implosione delle sottoculture per mano dei social media e l’imporsi di un gusto globalizzato sempre più slegato dalle scene territoriali.</h5>



<p>Ma si sa che certi amori fanno giri immensi e poi ritornano, infatti dal 2020 Raf è co-direttore creativo di Prada insieme a Miuccia che deve sicuramente volergli molto bene tanto che potrebbe anche pensare di togliere via il prefisso “co” alla parola direzione lasciando Prada interamente nelle mani di Raf.&nbsp;</p>



<figure class="wp-block-image size-full"><img data-attachment-id="105356" data-permalink="https://toh-magazine.com/2022/11/alessandro-michele-gucci-raf-simons-balenciaga-kering/prada-raf/" data-orig-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/11/prada-raf.jpeg" data-orig-size="800,450" data-comments-opened="0" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}" data-image-title="Alessandro Michele raf simons" data-image-description="" data-medium-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/11/prada-raf-300x169.jpeg" data-large-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/11/prada-raf.jpeg" loading="lazy" width="800" height="450" src="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/11/prada-raf.jpeg" alt="Alessandro Michele raf simons" class="wp-image-105356" srcset="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/11/prada-raf.jpeg 800w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/11/prada-raf-300x169.jpeg 300w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/11/prada-raf-768x432.jpeg 768w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/11/prada-raf-450x253.jpeg 450w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/11/prada-raf-350x197.jpeg 350w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /></figure>



<p>Io spero di no, tutti in fondo speriamo di no, ma visto che Raf da un momento all’altro ha chiuso il suo brand dopo 27 anni, tramite un post su Instagram, probabilmente Patrizio Bertelli, marito della Signora Prada e CEO dell’azienda, gli ha cambiato contratto da tempo determinato a Indeterminato con la clausola dell’esclusività. </p>



<h5>Alessandro Michele che io non ho mai definito designer, stilista, mito, guru, genio, superstar etc.. ma solo ed esclusivamente citazionista, pare che presto, molto presto, lascerà vuoto il posto di direttore creativo/artistico di Gucci. Ma perchè? Come mai? </h5>



<p>Dopo una serie di collaborazioni con brand e personaggi lontanissimi dal marchio, dopo annunci tipo “farò solo due sfilate all’anno” poi prontamente smentiti e altre dichiarazioni che lasciano il tempo che trovano ma soprattutto dopo che i numeri parlano da soli (nell’ultimo periodo Gucci non ha soddisfatto le aspettative di chi la controlla) ieri il <a href="https://wwd.com/fashion-news/designer-luxury/sources-say-alessandro-michele-exiting-gucci-1235427822/">WWD</a> ha pubblicato un articolo in cui una persona vicinissima al citazionista e all’azienda, in forma anonima, ha dichiarato che a Michele è stato proposto “di dare inizio a un forte cambiamento di design” e pare che Michele abbia declinato la richiesta. </p>



<h5>Ora, non sarebbe la prima volta che Pinault dia una scossa a uno dei marchi chiave di Kering. Lo scorso novembre, a sorpresa, Pinault ha mandato via Daniel Lee da Bottega Veneta, nonostante la forte performance dello stilista presso il marchio e il grande successo di critica.</h5>



<p>A Lee, che ora è direttore creativo di Burberry dopo l’abbandono di Tisci, è succeduto in Bottega Veneta Matthieu Blazy, che era stato nello studio del marchio. In due stagioni Blazy ha rapidamente lasciato il segno su Bottega, riportandolo alle sue radici artigianali.</p>



<h5>Pinault potrebbe cercare di fare lo stesso con Gucci.</h5>



<p>Michele è stato ufficialmente nominato direttore creativo nel gennaio 2015, con quella sfilata, l’unica degna di nota, ha reinventato Gucci con un&#8217;estetica completamente nuova che ha rovesciato l&#8217;immagine sofisticata del jet-set del suo predecessore Frida Giannini.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img data-attachment-id="105358" data-permalink="https://toh-magazine.com/2022/11/alessandro-michele-gucci-raf-simons-balenciaga-kering/alessandro-michele-raf-simons/" data-orig-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/11/Alessandro-Michele-raf-simons.jpeg" data-orig-size="1600,941" data-comments-opened="0" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}" data-image-title="Alessandro Michele raf simons" data-image-description="" data-medium-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/11/Alessandro-Michele-raf-simons-300x176.jpeg" data-large-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/11/Alessandro-Michele-raf-simons-1024x602.jpeg" loading="lazy" width="1024" height="602" src="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/11/Alessandro-Michele-raf-simons-1024x602.jpeg" alt="Alessandro Michele raf simons" class="wp-image-105358" srcset="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/11/Alessandro-Michele-raf-simons-1024x602.jpeg 1024w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/11/Alessandro-Michele-raf-simons-300x176.jpeg 300w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/11/Alessandro-Michele-raf-simons-768x452.jpeg 768w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/11/Alessandro-Michele-raf-simons-1536x903.jpeg 1536w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/11/Alessandro-Michele-raf-simons-1000x588.jpeg 1000w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/11/Alessandro-Michele-raf-simons-900x529.jpeg 900w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/11/Alessandro-Michele-raf-simons-450x265.jpeg 450w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/11/Alessandro-Michele-raf-simons-350x206.jpeg 350w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/11/Alessandro-Michele-raf-simons.jpeg 1600w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p>Il presidente e amministratore delegato di Gucci, Marco Bizzarri, ha scelto Michele come successore della Giannini, che aveva lasciato l&#8217;azienda una settimana prima, ed è da tempo un forte sostenitore dello stilista. Tuttavia, pare che la luna di miele con Bizzarri è finita e il rapporto non è più forte come prima.</p>



<p>E&#8217;indicativo che Michele non sia volato a Seoul per la ripetizione della sfilata Cosmogonie di Gucci, prevista per il 1° novembre, che poi è stata annullata ed è ancora più indicativo il probabile ritorno di Gucci alla Settimana della moda maschile di Milano a gennaio. </p>



<figure class="wp-block-image size-full"><img data-attachment-id="105359" data-permalink="https://toh-magazine.com/2022/11/alessandro-michele-gucci-raf-simons-balenciaga-kering/c-3/" data-orig-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/11/c.webp" data-orig-size="700,394" data-comments-opened="0" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}" data-image-title="Alessandro Michele raf simons" data-image-description="" data-medium-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/11/c-300x169.webp" data-large-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/11/c.webp" loading="lazy" width="700" height="394" src="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/11/c.webp" alt="Alessandro Michele raf simons" class="wp-image-105359" srcset="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/11/c.webp 700w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/11/c-300x169.webp 300w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/11/c-450x253.webp 450w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/11/c-350x197.webp 350w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></figure>



<p>Detto ciò è possibile che Michele possa tornare a dedicarsi alla creazioni di Piatti Richard Ginori, di cui è direttore creativo dal 2013 o magari diventare il costumista di Harry Styles o meglio ancora trovarlo in giro per i mercatini vintage più fintamente cool d’Italia con una bancarella dal gusto dubbio come dubbia è sempre stata la sua performance da Gucci.</p>



<p class="has-white-color has-text-color">Alessandro Michele Raf Simons Alessandro Michele Raf Simons Alessandro Michele Raf Simons </p>
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		<item>
		<title>Gucci Aria è il best of di Alessandro Michele</title>
		<link>https://toh-magazine.com/2021/04/gucci-aria-review-show-sfilata-alessandro-michele-balenciaga/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=gucci-aria-review-show-sfilata-alessandro-michele-balenciaga</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Giuseppe Di Rosalia]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 16 Apr 2021 15:06:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Moda]]></category>
		<category><![CDATA[Alessandro Michele]]></category>
		<category><![CDATA[Balenciaga]]></category>
		<category><![CDATA[fashion]]></category>
		<category><![CDATA[gucci]]></category>
		<category><![CDATA[gucciaria]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Lo show di #GucciAria entra di diritto nel podio dei capolavori della maison fiorentina. Leggi la review di Giuseppe Di Rosalia</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://toh-magazine.com/2021/04/gucci-aria-review-show-sfilata-alessandro-michele-balenciaga/">Gucci Aria è il best of di Alessandro Michele</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://toh-magazine.com">Toh! Magazine</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<h3>Lo show di Gucci andato in scena ieri entra di diritto nel podio dei capolavori della maison fiorentina.</h3>



<p>È evidente che <a href="https://toh-magazine.com/2020/11/alessandro-michele-gucci-fest-review/">Alessandro Michele</a> sta cambiando completamente le regole della moda: prima con la stagionalità, poi con le fashion week, il concetto di genere e ora con #GucciAria prova a distruggere il significato di <a href="http://www.instagram.com/tohmagazine">collaborazione</a> per come viene solitamente inteso nella moda. Riuscendoci!</p>



<h3>Un look alla volta la collezione Gucci non si riduce ad uno show di stili ibridi, bensì si arricchisce e diventa sempre più desiderabile.</h3>



<p>In 94 look Gucci omaggia, si autocelebra e al tempo stesso si reinventa e festeggia 100 anni. </p>



<p>Un secolo di moda anche se c’è da dire che Gucci è si un brand centenario, ma ciò nonostante ha avuto pochi direttori creativi in paragone ad altri marchi.&nbsp;</p>



<figure class="wp-block-image size-large is-resized is-style-default"><img data-attachment-id="15261" data-permalink="https://toh-magazine.com/2021/04/gucci-aria-review-show-sfilata-alessandro-michele-balenciaga/gucci-i/" data-orig-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2021/04/gucci-i.jpg" data-orig-size="1640,924" data-comments-opened="0" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;1&quot;}" data-image-title="Gucci" data-image-description="" data-medium-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2021/04/gucci-i-300x169.jpg" data-large-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2021/04/gucci-i-1024x577.jpg" loading="lazy" src="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2021/04/gucci-i-1024x577.jpg" alt="Gucci" class="wp-image-15261" width="1024" height="577" srcset="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2021/04/gucci-i-1024x577.jpg 1024w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2021/04/gucci-i-300x169.jpg 300w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2021/04/gucci-i-768x433.jpg 768w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2021/04/gucci-i-1536x865.jpg 1536w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2021/04/gucci-i-1000x563.jpg 1000w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2021/04/gucci-i-900x507.jpg 900w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2021/04/gucci-i-450x254.jpg 450w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2021/04/gucci-i-350x197.jpg 350w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2021/04/gucci-i-1320x744.jpg 1320w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2021/04/gucci-i.jpg 1640w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<h3>A ben pensarci la moda di Gucci nasce con Tom Ford negli anni Novanta il quale gli attribuisce cucendogli addosso tutto l’immaginario della sensualità e del sexy, dal fetish all’annullamento di genere delle categorie delle pratiche sessuali.&nbsp;</h3>



<p>Gucci ha il potere di essere un culto, e Tom Ford è stato forse il primo ad accorgersi di questa grandissima potenzialità, per questo motivo&nbsp;Alessandro Michele ha infatti riportato in passerella una miriade di classici direttamente dall’epoca Gucci di Tom Ford per continuare a portare avanti la sua riflessione sulla sessualità.</p>



<figure class="wp-block-image size-large is-resized is-style-default"><img data-attachment-id="15262" data-permalink="https://toh-magazine.com/2021/04/gucci-aria-review-show-sfilata-alessandro-michele-balenciaga/https-hypebeast-com-wp-content-blogs-dir-6-files-2021-04-gucci-balenciaga-collaboration-aria-collection-release-94/" data-orig-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2021/04/https-hypebeast.com-wp-content-blogs.dir-6-files-2021-04-gucci-balenciaga-collaboration-aria-collection-release-94.jpg" data-orig-size="800,1200" data-comments-opened="0" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}" data-image-title="Gucci" data-image-description="" data-medium-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2021/04/https-hypebeast.com-wp-content-blogs.dir-6-files-2021-04-gucci-balenciaga-collaboration-aria-collection-release-94-200x300.jpg" data-large-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2021/04/https-hypebeast.com-wp-content-blogs.dir-6-files-2021-04-gucci-balenciaga-collaboration-aria-collection-release-94-683x1024.jpg" loading="lazy" src="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2021/04/https-hypebeast.com-wp-content-blogs.dir-6-files-2021-04-gucci-balenciaga-collaboration-aria-collection-release-94-683x1024.jpg" alt="Gucci" class="wp-image-15262" width="683" height="1024" srcset="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2021/04/https-hypebeast.com-wp-content-blogs.dir-6-files-2021-04-gucci-balenciaga-collaboration-aria-collection-release-94-683x1024.jpg 683w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2021/04/https-hypebeast.com-wp-content-blogs.dir-6-files-2021-04-gucci-balenciaga-collaboration-aria-collection-release-94-200x300.jpg 200w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2021/04/https-hypebeast.com-wp-content-blogs.dir-6-files-2021-04-gucci-balenciaga-collaboration-aria-collection-release-94-768x1152.jpg 768w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2021/04/https-hypebeast.com-wp-content-blogs.dir-6-files-2021-04-gucci-balenciaga-collaboration-aria-collection-release-94-450x675.jpg 450w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2021/04/https-hypebeast.com-wp-content-blogs.dir-6-files-2021-04-gucci-balenciaga-collaboration-aria-collection-release-94-350x525.jpg 350w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2021/04/https-hypebeast.com-wp-content-blogs.dir-6-files-2021-04-gucci-balenciaga-collaboration-aria-collection-release-94.jpg 800w" sizes="(max-width: 683px) 100vw, 683px" /></figure>



<p>Così Michele trasforma il pettinato stile equestre attraverso l’inserto di motivi fetish applicati sul corpo come fossero imbracature o choker passando per i power puff, le maniche di piume.</p>



<p>Pizzo lingerie e jeans con logo a vita bassa allacciati con una cintura che torna ancora una volta ad essere desiderabile indossata con décolleté anch’esse logate.</p>



<p>Come non citare l’abito di velluto rosso che ha ricordato quello che Gwyneth Paltrow indossò agli MTV Music Awards del 1996, che se potessi permettermelo sarebbe già mio.</p>



<h3>Come a voler mettere in scena una rinascita della maison attraverso le tantissime cose che Gucci contiene, si ha l’impressione di sfogliare un album fotografico di famiglia Gucci fatto di elementi, contaminazioni, messaggi e codici segreti.</h3>



<figure class="wp-block-image size-large is-resized is-style-default"><img data-attachment-id="15263" data-permalink="https://toh-magazine.com/2021/04/gucci-aria-review-show-sfilata-alessandro-michele-balenciaga/gucci-sfilata-gucci-moda-gucci-sfilate-ai-2022-39_gregavenel_2701-gucci-sfilata-gucci-moda-gucci-sfilate-ai-2022-gucci/" data-orig-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2021/04/gucci-sfilata-gucci-moda-gucci-sfilate-ai-2022-39_GregAvenel_2701-gucci-sfilata-gucci-moda-gucci-sfilate-ai-2022-GUCCI.jpg" data-orig-size="853,1280" data-comments-opened="0" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}" data-image-title="Gucci" data-image-description="" data-medium-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2021/04/gucci-sfilata-gucci-moda-gucci-sfilate-ai-2022-39_GregAvenel_2701-gucci-sfilata-gucci-moda-gucci-sfilate-ai-2022-GUCCI-200x300.jpg" data-large-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2021/04/gucci-sfilata-gucci-moda-gucci-sfilate-ai-2022-39_GregAvenel_2701-gucci-sfilata-gucci-moda-gucci-sfilate-ai-2022-GUCCI-682x1024.jpg" loading="lazy" src="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2021/04/gucci-sfilata-gucci-moda-gucci-sfilate-ai-2022-39_GregAvenel_2701-gucci-sfilata-gucci-moda-gucci-sfilate-ai-2022-GUCCI-682x1024.jpg" alt="Gucci" class="wp-image-15263" width="682" height="1024" srcset="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2021/04/gucci-sfilata-gucci-moda-gucci-sfilate-ai-2022-39_GregAvenel_2701-gucci-sfilata-gucci-moda-gucci-sfilate-ai-2022-GUCCI-682x1024.jpg 682w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2021/04/gucci-sfilata-gucci-moda-gucci-sfilate-ai-2022-39_GregAvenel_2701-gucci-sfilata-gucci-moda-gucci-sfilate-ai-2022-GUCCI-200x300.jpg 200w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2021/04/gucci-sfilata-gucci-moda-gucci-sfilate-ai-2022-39_GregAvenel_2701-gucci-sfilata-gucci-moda-gucci-sfilate-ai-2022-GUCCI-768x1152.jpg 768w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2021/04/gucci-sfilata-gucci-moda-gucci-sfilate-ai-2022-39_GregAvenel_2701-gucci-sfilata-gucci-moda-gucci-sfilate-ai-2022-GUCCI-450x675.jpg 450w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2021/04/gucci-sfilata-gucci-moda-gucci-sfilate-ai-2022-39_GregAvenel_2701-gucci-sfilata-gucci-moda-gucci-sfilate-ai-2022-GUCCI-350x525.jpg 350w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2021/04/gucci-sfilata-gucci-moda-gucci-sfilate-ai-2022-39_GregAvenel_2701-gucci-sfilata-gucci-moda-gucci-sfilate-ai-2022-GUCCI.jpg 853w" sizes="(max-width: 682px) 100vw, 682px" /></figure>



<p>Dopo Tom è stato il momento di Frida che Michele ricorda con Flora, la stampa del periodo Giannini, fino ad arrivare all’incestuosa collaborazione con Balenciaga (Incestuosa perchè sono entrambi “figli” di Kering) segnando dunque una rinascita, una rivincita, una ricollocazione e una rivolta nella moda.</p>



<p>Michele fa quindi sua l&#8217;estetica di Demna Gvasalia, per una serie di look e accessori che fondono le silhouette di Balenciaga con i classici tessuti di Gucci. </p>



<p>Sono già cult la borsa Jackie di Gucci e la borsa Hourglass di Balenciaga ricoperte da una versione co-branded dell’All-Over Logo Pattern di Balenciaga. </p>



<figure class="wp-block-image size-large is-resized is-style-default"><img data-attachment-id="15264" data-permalink="https://toh-magazine.com/2021/04/gucci-aria-review-show-sfilata-alessandro-michele-balenciaga/gucci-2/" data-orig-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2021/04/gucci-.jpg" data-orig-size="585,878" data-comments-opened="0" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}" data-image-title="gucci" data-image-description="" data-medium-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2021/04/gucci--200x300.jpg" data-large-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2021/04/gucci-.jpg" loading="lazy" src="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2021/04/gucci-.jpg" alt="Gucci" class="wp-image-15264" width="585" height="878" srcset="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2021/04/gucci-.jpg 585w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2021/04/gucci--200x300.jpg 200w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2021/04/gucci--450x675.jpg 450w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2021/04/gucci--350x525.jpg 350w" sizes="(max-width: 585px) 100vw, 585px" /></figure>



<p>Lo stesso pattern è replicato anche su vari abiti, tra cui un tailleur interamente ricoperto di paillettes. </p>



<p>L’influenza di Demna, però, si è estesa anche ad altri look e silhouette dal taglio boxy della collezione ma anche ad accessori come gli occhiali da sole e collane.</p>



<p>Presente in altri look la scritta “Savoy”, che insieme all’incursione Balenciagucci è forse la vera protagonista della collezione. </p>



<figure class="wp-block-image size-large is-resized is-style-default"><img data-attachment-id="15265" data-permalink="https://toh-magazine.com/2021/04/gucci-aria-review-show-sfilata-alessandro-michele-balenciaga/gucci-aria-collection-review/" data-orig-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2021/04/gucci-aria-collection-review.jpg" data-orig-size="1200,800" data-comments-opened="0" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}" data-image-title="Gucci" data-image-description="" data-medium-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2021/04/gucci-aria-collection-review-300x200.jpg" data-large-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2021/04/gucci-aria-collection-review-1024x683.jpg" loading="lazy" src="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2021/04/gucci-aria-collection-review-1024x683.jpg" alt="Gucci" class="wp-image-15265" width="1024" height="683" srcset="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2021/04/gucci-aria-collection-review-1024x683.jpg 1024w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2021/04/gucci-aria-collection-review-300x200.jpg 300w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2021/04/gucci-aria-collection-review-768x512.jpg 768w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2021/04/gucci-aria-collection-review-1000x667.jpg 1000w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2021/04/gucci-aria-collection-review-900x600.jpg 900w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2021/04/gucci-aria-collection-review-450x300.jpg 450w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2021/04/gucci-aria-collection-review-350x233.jpg 350w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2021/04/gucci-aria-collection-review.jpg 1200w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p>La sua origine richiama il Savoy Hotel, un albergo di lusso amatissimo a Londra dall’Ottocento in poi, frequentato fra gli altri da Oscar Wilde, Frank Sinatra, Marilyn Monroe, i Beatles e Winston Churchill.&nbsp;</p>



<p>Fu proprio al Savoy che Guccio Gucci lavorò durante il suo periodo londinese, scoprendo il mondo della valigeria dei ricchi e, infine, sviluppando l’idea di tornare a Firenze per aprire una bottega di valige che sarebbe poi diventata il Gucci che conosciamo. </p>



<figure class="wp-block-image size-large is-resized is-style-default"><img data-attachment-id="15266" data-permalink="https://toh-magazine.com/2021/04/gucci-aria-review-show-sfilata-alessandro-michele-balenciaga/gucci-ii/" data-orig-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2021/04/gucci-ii.png" data-orig-size="930,1416" data-comments-opened="0" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}" data-image-title="gucci" data-image-description="" data-medium-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2021/04/gucci-ii-197x300.png" data-large-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2021/04/gucci-ii-673x1024.png" loading="lazy" src="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2021/04/gucci-ii-673x1024.png" alt="Gucci" class="wp-image-15266" width="673" height="1024" srcset="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2021/04/gucci-ii-673x1024.png 673w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2021/04/gucci-ii-197x300.png 197w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2021/04/gucci-ii-768x1169.png 768w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2021/04/gucci-ii-900x1370.png 900w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2021/04/gucci-ii-450x685.png 450w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2021/04/gucci-ii-350x533.png 350w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2021/04/gucci-ii.png 930w" sizes="(max-width: 673px) 100vw, 673px" /></figure>



<p>Negli anni ’20, l’hotel ispirò il nome della Savoy Ballroom a New York, un locale iconico che venne definito «il cuore pulsante di Harlem» e fu uno dei punti di riferimento per l’evoluzione della cultura swing e jazz in America.</p>



<h3>Sebbene ci fossero molti accessori, comprese borse stampate con i testi delle canzoni di Gucci, anelli al naso con logo, catene per il corpo e persino gioielli raffinati, lo stile massimalista di Michele si è fatto da parte a favore di un aspetto più ordinato.</h3>



<figure class="wp-block-image size-large is-resized is-style-default"><img data-attachment-id="15267" data-permalink="https://toh-magazine.com/2021/04/gucci-aria-review-show-sfilata-alessandro-michele-balenciaga/gucci-sfilata-gucci-moda-gucci-sfilate-ai-2022-94_gregavenel_7084-gucci-sfilata-gucci-moda-gucci-sfilate-ai-2022-gucci/" data-orig-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2021/04/gucci-sfilata-gucci-moda-gucci-sfilate-ai-2022-94_GregAvenel_7084-gucci-sfilata-gucci-moda-gucci-sfilate-ai-2022-GUCCI.jpg" data-orig-size="853,1280" data-comments-opened="0" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}" data-image-title="Gucci" data-image-description="" data-medium-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2021/04/gucci-sfilata-gucci-moda-gucci-sfilate-ai-2022-94_GregAvenel_7084-gucci-sfilata-gucci-moda-gucci-sfilate-ai-2022-GUCCI-200x300.jpg" data-large-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2021/04/gucci-sfilata-gucci-moda-gucci-sfilate-ai-2022-94_GregAvenel_7084-gucci-sfilata-gucci-moda-gucci-sfilate-ai-2022-GUCCI-682x1024.jpg" loading="lazy" src="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2021/04/gucci-sfilata-gucci-moda-gucci-sfilate-ai-2022-94_GregAvenel_7084-gucci-sfilata-gucci-moda-gucci-sfilate-ai-2022-GUCCI-682x1024.jpg" alt="Gucci" class="wp-image-15267" width="682" height="1024" srcset="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2021/04/gucci-sfilata-gucci-moda-gucci-sfilate-ai-2022-94_GregAvenel_7084-gucci-sfilata-gucci-moda-gucci-sfilate-ai-2022-GUCCI-682x1024.jpg 682w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2021/04/gucci-sfilata-gucci-moda-gucci-sfilate-ai-2022-94_GregAvenel_7084-gucci-sfilata-gucci-moda-gucci-sfilate-ai-2022-GUCCI-200x300.jpg 200w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2021/04/gucci-sfilata-gucci-moda-gucci-sfilate-ai-2022-94_GregAvenel_7084-gucci-sfilata-gucci-moda-gucci-sfilate-ai-2022-GUCCI-768x1152.jpg 768w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2021/04/gucci-sfilata-gucci-moda-gucci-sfilate-ai-2022-94_GregAvenel_7084-gucci-sfilata-gucci-moda-gucci-sfilate-ai-2022-GUCCI-450x675.jpg 450w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2021/04/gucci-sfilata-gucci-moda-gucci-sfilate-ai-2022-94_GregAvenel_7084-gucci-sfilata-gucci-moda-gucci-sfilate-ai-2022-GUCCI-350x525.jpg 350w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2021/04/gucci-sfilata-gucci-moda-gucci-sfilate-ai-2022-94_GregAvenel_7084-gucci-sfilata-gucci-moda-gucci-sfilate-ai-2022-GUCCI.jpg 853w" sizes="(max-width: 682px) 100vw, 682px" /></figure>



<p>Alla fine del film-sfilata, le modelle irrompono in un paradiso all&#8217;aperto, un giardino dell&#8217;Eden post-COVID-19, <a href="https://toh-magazine.com/2021/04/gucci-bloom-profumo-di-fiori/">spruzzando profumo</a>, mettendo il rossetto e abbracciando vecchi amici inneggiando alla libertà e al ritorno di una vita normale perchè come lo stesso Michele ha dichiarato:&#8221;Questo show è un inno alla vita&#8221;.</p>



<figure class="wp-block-image size-large is-resized is-style-default"><img data-attachment-id="15260" data-permalink="https://toh-magazine.com/2021/04/gucci-aria-review-show-sfilata-alessandro-michele-balenciaga/gucci/" data-orig-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2021/04/gucci.jpg" data-orig-size="1260,708" data-comments-opened="0" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}" data-image-title="Gucci" data-image-description="" data-medium-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2021/04/gucci-300x169.jpg" data-large-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2021/04/gucci-1024x575.jpg" loading="lazy" src="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2021/04/gucci-1024x575.jpg" alt="Gucci" class="wp-image-15260" width="1024" height="575" srcset="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2021/04/gucci-1024x575.jpg 1024w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2021/04/gucci-300x169.jpg 300w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2021/04/gucci-768x432.jpg 768w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2021/04/gucci-1000x562.jpg 1000w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2021/04/gucci-900x506.jpg 900w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2021/04/gucci-450x253.jpg 450w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2021/04/gucci-350x197.jpg 350w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2021/04/gucci.jpg 1260w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>
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		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">15259</post-id>	</item>
		<item>
		<title>Riflessione su Gucci che non ha fine</title>
		<link>https://toh-magazine.com/2020/11/alessandro-michele-gucci-fest-review/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=alessandro-michele-gucci-fest-review</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Giuseppe Di Rosalia]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 23 Nov 2020 09:00:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Moda]]></category>
		<category><![CDATA[Alessandro Michele]]></category>
		<category><![CDATA[Billie heilish]]></category>
		<category><![CDATA[gucci]]></category>
		<category><![CDATA[Gus van sant]]></category>
		<category><![CDATA[harry styles]]></category>
		<category><![CDATA[roma]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://toh-magazine.com/?p=12905</guid>

					<description><![CDATA[<p>Gucci Fest è giunto al termine, la serie non serie di Alessandro Michele e Gus Van Sant è finita e dunque vi tocca la mia riflessione a riguardo.</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://toh-magazine.com/2020/11/alessandro-michele-gucci-fest-review/">Riflessione su Gucci che non ha fine</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://toh-magazine.com">Toh! Magazine</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<h3>Gucci Fest è giunto al termine, la serie non serie di Alessandro Michele e Gus Van Sant è finita e dunque vi tocca la mia riflessione a riguardo.</h3>



<p>Ci ho pensato, non ci ho pensato, lo scrivo o non lo scrivo.. ma si che lo scrivo. Dopotutto i nodi vengono sempre al pettine.</p>



<p class="has-text-align-center">Però partiamo dall’inizio:</p>



<p> Alessandro Michele, in una conferenza via Zoom, vestito a modo suo, aveva annunciato un esperimento mai tentato finora: presentare la nuova collezione (durante il primo lockdown ha deciso che non vuole più suddividerle nelle scadenze di primavera-estate, pre-fall, cruise, ma farne solo due all&#8217;anno e <a href="https://toh-magazine.com/2020/11/divergenti-festival-cinema-trans-italia-toh-magazine/">genderfluid</a>) dal nome <em>Ouverture of Something that Never Ended, </em>in un solo film diviso in sette episodi, presentati come un festival cinematografico, il GucciFest, appunto.&nbsp;</p>



<figure class="wp-block-image size-large is-resized is-style-default"><img data-attachment-id="12918" data-permalink="https://toh-magazine.com/2020/11/alessandro-michele-gucci-fest-review/diaryheroarticle_guccifest-episode4-still_001_default/" data-orig-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2020/11/DiaryHeroArticle_GucciFest-Episode4-still_001_Default.jpg" data-orig-size="1600,812" data-comments-opened="0" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}" data-image-title="DiaryHeroArticle_GucciFest-Episode4-still_001_Default" data-image-description="" data-medium-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2020/11/DiaryHeroArticle_GucciFest-Episode4-still_001_Default-300x152.jpg" data-large-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2020/11/DiaryHeroArticle_GucciFest-Episode4-still_001_Default-1024x520.jpg" loading="lazy" src="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2020/11/DiaryHeroArticle_GucciFest-Episode4-still_001_Default-1024x520.jpg" alt="Alessandro Michele guccifest" class="wp-image-12918" width="1024" height="520" srcset="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2020/11/DiaryHeroArticle_GucciFest-Episode4-still_001_Default-1024x520.jpg 1024w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2020/11/DiaryHeroArticle_GucciFest-Episode4-still_001_Default-300x152.jpg 300w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2020/11/DiaryHeroArticle_GucciFest-Episode4-still_001_Default-768x390.jpg 768w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2020/11/DiaryHeroArticle_GucciFest-Episode4-still_001_Default-1536x780.jpg 1536w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2020/11/DiaryHeroArticle_GucciFest-Episode4-still_001_Default-1000x508.jpg 1000w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2020/11/DiaryHeroArticle_GucciFest-Episode4-still_001_Default-900x457.jpg 900w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2020/11/DiaryHeroArticle_GucciFest-Episode4-still_001_Default-450x228.jpg 450w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2020/11/DiaryHeroArticle_GucciFest-Episode4-still_001_Default-350x178.jpg 350w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2020/11/DiaryHeroArticle_GucciFest-Episode4-still_001_Default-1320x670.jpg 1320w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2020/11/DiaryHeroArticle_GucciFest-Episode4-still_001_Default.jpg 1600w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<h3>Visibile da tutti ovunque, parola quest’ultima che piace a chiunque, un pò come genio, che personalmente non mi sento di attribuire a Michele, come il 99% delle persone fa riferendosi al citazionista.</h3>



<p>Come in un vero festival, ha dato spazio a 15 nomi nuovi della moda: <a href="https://www.guccifest.com/#/en/bios">Ahluwalia, Collina Strada, Rui, Gui Rosa, Bianca Saunders, Shanel Campbell, Mowalola, Rave Review, Cormio, Stefan Cooke, JordanLuca, Boramy Viguier, Yueqi Qi, Gareth Wrighton, Charles de Vilmorin.</a></p>



<p>Nomi scelti da lui e dal suo staff «per festeggiare una festa di lucciole», insetti che da Pasolini in poi sono evocati per richiamare la speranza nel buio della vita.</p>



<p> «Le loro scie erratiche e luminose compongono, infatti, una danza d’amore che si staglia contro il buio. Il loro incedere sprigiona bagliori di desiderio e di poesia capaci di nutrire la vita anche nei momenti più cupi», ha scritto in una lettera aperta, citando anche il filosofo Georges Didi-Huberman, che non conoscevo, dunque grazie Alessandro Michele.</p>



<h5>Un’operazione gigantesca, in cui ha radunato tutte le star della cultura, della filosofia, della musica. E naturalmente del cinema, visto che a co-firmare la regia Michele ha convocato Gus Van Sant, indimenticabile regista dalla produzione discontinua, che ha comunque firmato capolavori come <em>Belli e dannati</em>, <em>Elephant, Milk</em>.&nbsp;</h5>



<h3>Gli episodi sono sette e all’interno di ognuno c’è un ospite. </h3>



<p>Dal filosofo e attivista transessuale Paul B. Preciado (dove “B.” sta per Beatriz, dal genere femminile che gli era stato assegnato alla nascita e che poi ha rifiutato) ad Achille Bonito Oliva, in una surreale conversazione telefonica con Harry Styles sui rapporti tra arte-moda-atto creativo. Da Billie Eilish (ripresa a Los Angeles da Harmony Korine, altro regista-culto del direttore creativo), al drammaturgo Jeremy O. Harris. Dalla poetessa e cantautrice Arlo Parks alla popstar sudcoreana Lu Han, dalla cantante Florence Welch all’artista multidisciplinare Ariana Papademetropoulos, e altri ancora.</p>


<figure class="wp-block-embed-youtube wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><a href="https://toh-magazine.com/2020/11/alessandro-michele-gucci-fest-review/"><img src="//i.ytimg.com/vi/zKqbG6TLYnc/hqdefault.jpg" alt="YouTube Video"></a><br /><br /><figcaption></figcaption></figure>


<h4>Protagonista unica della serie Silvia Calderoni, nome di punta del teatro d’avanguardia italiano.</h4>



<p>I più attenti però avranno notato un’altra chicca: l’omaggio di Gucci al cinema neorealista italiano, quando era impossibile realizzare film in presa diretta e quindi, ci arrangiava con gli attori che c’erano, spesso non bravissimi e fuori sincrono con il labiale sullo schermo. </p>



<p>Anyway, da Instagram alle conferenze stampa via Zoom, il megaprogetto faceva già pregustare una tappa in più nel suo percorso creativo pur coerente con quello già intrapreso: <strong>passare dal consueto, stantio atteggiamento della società contro la moda alla moda contro la società.</strong></p>



<p>Mai così contaminata con pareri, opinioni e punti di vista lontani tra loro, mai così politica e destinata a disseminare il mondo con messaggi di inclusione, diversità, affrancamento dai generi e dalle convenzioni, la collezione di Gucci <em>Ouverture </em>si presenta come un’opera aperta in cui non c’è né fine né inizio e in cui i vestiti sono relegati sotto la voce “costumi”.</p>


<figure class="wp-block-embed-youtube wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio lyte-align aligncenter"><a href="https://toh-magazine.com/2020/11/alessandro-michele-gucci-fest-review/"><img src="//i.ytimg.com/vi/kIMU-xYIih4/hqdefault.jpg" alt="YouTube Video"></a><br /><br /><figcaption></figcaption></figure>


<p> «Sono i costumi della vita», ha spiegato Michele,&nbsp; rincarando la dose nella lettera aperta: «Che vita hanno i vestiti quando smettono di sfilare? Quali storie sono capaci di disegnare nello spazio dell’esistenza? Cosa accade loro quando si spengono i riflettori della passerella? Sono le domande che vengono a farmi visita in questo presente incerto ma gravido di premonizioni». </p>



<p><strong>Ma a quale vita fa riferimento il direttore creativo di Gucci? Se questa è una storia in cui non succede niente ma intende dispiegare quei momenti di magia i cui strani incantesimi costellano la nostra quotidianità, di che quotidianità stiamo parlando? </strong></p>



<p>La Roma dove si muove la protagonista non esiste, Gucciland non esiste, è finta.. senza Covid, senza tecnologia: non ci sono (o quasi) cellulari né computer, si va in posta per spedire le cartoline da spedire con un francobollo carino. </p>


<figure class="wp-block-embed-youtube wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio lyte-align aligncenter"><a href="https://toh-magazine.com/2020/11/alessandro-michele-gucci-fest-review/"><img src="//i.ytimg.com/vi/IUFlBvEWiew/hqdefault.jpg" alt="YouTube Video"></a><br /><br /><figcaption></figcaption></figure>


<p>È una capitale dove si vive una realtà diminuita, onirica e nostalgica, per una città che Michele vorrebbe che fosse<em> </em>e forse lo vogliono anche i suoi fan più accaniti. Tant&#8217;è vero che alla fine Silvia s&#8217;imbatte in una porta e si ritrova in un teatro. Era tutta fiction, come ne il Truman Show.</p>



<h5>Del resto, in una scena del primo episodio, Silvia fa volare dal balcone un abito stampato con il motivo floreale <em>Bloom </em>della maison: si tratta di un abito-replica della collezione donna autunno-inverno 2015, la prima che il designer ha realizzato per Gucci. </h5>



<p>E in altri episodi si rivedono capi già noti, elementi che sono parte integrante della collezione Ouverture ma appartengono sempre al suo primo défilé nel 2015.</p>


<figure class="wp-block-embed-youtube wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio lyte-align aligncenter"><a href="https://toh-magazine.com/2020/11/alessandro-michele-gucci-fest-review/"><img src="//i.ytimg.com/vi/6mnrHWbrHyo/hqdefault.jpg" alt="YouTube Video"></a><br /><br /><figcaption></figcaption></figure>


<p> «Questi capi presentano un’etichetta rossa ricamata con la scritta Something That Never Ended», dicono i comunicati stampa, e allora, la domanda è la seguente: se è vero che nella moda il tempo scorre più in fretta rispetto al normale, bastano cinque anni a creare il vintage di noi stessi? </p>



<h5>Quanto tempo occorre perché qualcosa, da nuovo diventi iconico tanto da volerlo desiderare ancora? Cinque anni sono sufficienti o no? Il messaggio poi si estremizza ancora di più nel sesto episodio, quando la protagonista va in un vero negozio di vintage, però arredato con tutti i capi delle precedenti collezioni di Michele e si commuove davanti a una pelliccia rosa a motivi Chevron del 2015. </h5>



<p>Siamo noi a essere ossessionati dal nuovo a tutti i costi oppure bastano cinque anni a storicizzare una tendenza, un gesto, un modo differente di fare le cose? Va bene il supercitazionismo, ma arrivare all’autosupercitazionismo, funziona? Quello che sorprende e fa riflettere &#8211; ed è cosa buona e giusta se qualcosa ci costringe a pensare &#8211; è che in una cornice talmente innovatrice e progressista, sembra sia esaltata una bellezza prudente che va in netto contrasto col metodo fugace a cui Alessandro Michele ci aveva abituato.</p>


<figure class="wp-block-embed-youtube wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio lyte-align aligncenter"><a href="https://toh-magazine.com/2020/11/alessandro-michele-gucci-fest-review/"><img src="//i.ytimg.com/vi/Ro8nWAgWLxQ/hqdefault.jpg" alt="YouTube Video"></a><br /><br /><figcaption></figcaption></figure>


<h5>Non dimentichiamo che comunque Gucci è un&#8217;azienda che produce beni di lusso destinata, in teoria, a milioni di persone.&nbsp;</h5>



<p>Michele ha progettato un’estetica del frammento che ha davvero rivoluzionato il mercato dei Millennials, tutta giocata sugli spiazzamenti di significato, sugli accostamenti scellerati, su un disordine controllato che connetteva le diverse fasi del suo fare creativo.</p>



<p>Del resto, <strong>lui non ha mai creato moda ma ha giocato con le sostanze materiali ed espressive della moda unendo in un mix di passione ed emotività i desideri scombinati tramite configurazioni che creano illusioni di contemporaneità. </strong></p>



<p>Ma se è così mi chiedo: perchè in <em>Ouverture </em>non sentiamo l’urgenza di scavalcare il bello e il brutto, il buon gusto e il cattivo gusto, il kitsch e lo chic. </p>


<figure class="wp-block-embed-youtube wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio lyte-align aligncenter"><a href="https://toh-magazine.com/2020/11/alessandro-michele-gucci-fest-review/"><img src="//i.ytimg.com/vi/UyNmQwQkUhI/hqdefault.jpg" alt="YouTube Video"></a><br /><br /><figcaption></figcaption></figure>


<p>Soprattutto in un momento in cui la pandemia deve far affiorare desideri di qualcosa che non si sa di voler possedere finché non li vediamo. </p>



<p class="has-text-align-center"><strong> E se li abbiamo già visti?</strong></p>



<p>«Questo è il modo in cui lavoro: rubo, riutilizzo, metto l’etichetta sbagliata sulla faccia sbagliata. In effetti, è un modo per dare forma a un concetto di libertà», dice Alessandro Michele. </p>



<p>Ma è vera libertà quella di riproporre capi e oggetti già noti e ancora presenti in molti guardaroba? Dico io.</p>



<p>Qui un dubbio mi assale: non è che&nbsp; all’interno di una confezione così forte a livello comunicativo, Gucci questa volta abbia scelto di non uscire dalla sua comfortzone (di nuovo) e dunque abbia deciso di ripararsi sotto l’ala della sicurezza dell’oggetto-moda?</p>


<figure class="wp-block-embed-youtube wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio lyte-align aligncenter"><a href="https://toh-magazine.com/2020/11/alessandro-michele-gucci-fest-review/"><img src="//i.ytimg.com/vi/HbZMquT7O_A/hqdefault.jpg" alt="YouTube Video"></a><br /><br /><figcaption></figcaption></figure>


<p>Forse non conosceremo mai le risposte a tutte queste domande, ma a giudicare dal successo sui social, questa sfilata atemporale è votata a un presente immaginario che si mischia col passato rifiutando il futuro e respingendo la profondità o per dirla in modo più conciso: dopo aver macinato miliardi con pre collezioni dubbie e capsule ancor più dubbie adesso rallenta il ritmo perché altrimenti sembra l’unico che non fa niente. Credo che Alessandro Michele abbia un superIO che si agita tra Mecenate e casa di Jared Leto. Autocelebrazione e marketing, nessuna rivoluzione e questo mi dispiace perchè&#8230;</p>
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