<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	
	xmlns:georss="http://www.georss.org/georss"
	xmlns:geo="http://www.w3.org/2003/01/geo/wgs84_pos#"
	>

<channel>
	<title>femminismo &#8211; Toh! Magazine</title>
	<atom:link href="https://toh-magazine.com/tag/femminismo/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://toh-magazine.com</link>
	<description></description>
	<lastBuildDate>Wed, 18 Jun 2025 13:44:07 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=5.9.13</generator>

<image>
	<url>https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2016/06/cropped-LogoToh80-32x32.png</url>
	<title>femminismo &#8211; Toh! Magazine</title>
	<link>https://toh-magazine.com</link>
	<width>32</width>
	<height>32</height>
</image> 
<site xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">204210278</site>	<item>
		<title>Giulia Mei della musica ha capito tutto</title>
		<link>https://toh-magazine.com/2025/06/giulia-mei-bandiera-pride-musica-palermo-milano/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=giulia-mei-bandiera-pride-musica-palermo-milano</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Giuseppe Di Rosalia]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 12 Jun 2025 10:12:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Musica]]></category>
		<category><![CDATA[bandiera]]></category>
		<category><![CDATA[femminismo]]></category>
		<category><![CDATA[Giulia mei]]></category>
		<category><![CDATA[lgbtqia+]]></category>
		<category><![CDATA[milano]]></category>
		<category><![CDATA[palermo]]></category>
		<category><![CDATA[toh magazine]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://toh-magazine.com/?p=109961</guid>

					<description><![CDATA[<p>Giulia Mei è un fiume in piena di musica, parole ed emozioni fortissime. Leggi l'intervista.</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://toh-magazine.com/2025/06/giulia-mei-bandiera-pride-musica-palermo-milano/">Giulia Mei della musica ha capito tutto</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://toh-magazine.com">Toh! Magazine</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<h4>Giulia Mei è tra le voci (e le penne) più promettenti del nuovo panorama musicale italiano. &#8220;Io della musica non ci ho capito niente&#8221; è il suo secondo disco prodotto insieme a Ramiro Levy e Alessandro Di Sciullo e ospita interventi di Rodrigo D’Erasmo, Anna Castiglia e Mille.</h4>



<p><br><strong>Giulia Mei racconta: «Volevo solo fare un disco pieno di vita ordinaria, il diario di una bambina che parla di tutto senza preoccuparsi della forma, senza sovrastrutture, volevo colorare fuori dai bordi, giocare. Questo disco per me è una dichiarazione d&#8217;amore al disordine che non mi sono mai concessa per paura, a quella curiosità infantile che non mi ha mai abbandonata, a quel divergere che mi ha fatto sbagliare strada tutte le volte che ho avuto bisogno di liberarmi dalle pressioni esterne della “musica che funziona”. Ma questo disco è dedicato a chi non sa funzionare, se non coi propri unici ingranaggi, e a chi ascolta tutto come se non avesse mai ascoltato niente.» L&#8217;abbiamo intervistata.</strong></p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img data-attachment-id="109962" data-permalink="https://toh-magazine.com/2025/06/giulia-mei-bandiera-pride-musica-palermo-milano/wes_6171-modifica/" data-orig-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2025/06/WES_6171-Modifica-scaled.jpg" data-orig-size="2048,2560" data-comments-opened="0" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;9&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;\u2013&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;NIKON D800&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;1728133912&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;85&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;100&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0.004&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}" data-image-title="Giulia mei toh magazine" data-image-description="" data-medium-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2025/06/WES_6171-Modifica-240x300.jpg" data-large-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2025/06/WES_6171-Modifica-819x1024.jpg" width="819" height="1024" src="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2025/06/WES_6171-Modifica-819x1024.jpg" alt="Giulia mei toh magazine" class="wp-image-109962" srcset="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2025/06/WES_6171-Modifica-819x1024.jpg 819w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2025/06/WES_6171-Modifica-240x300.jpg 240w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2025/06/WES_6171-Modifica-768x960.jpg 768w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2025/06/WES_6171-Modifica-1229x1536.jpg 1229w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2025/06/WES_6171-Modifica-1638x2048.jpg 1638w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2025/06/WES_6171-Modifica-1000x1250.jpg 1000w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2025/06/WES_6171-Modifica-900x1125.jpg 900w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2025/06/WES_6171-Modifica-450x563.jpg 450w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2025/06/WES_6171-Modifica-350x438.jpg 350w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2025/06/WES_6171-Modifica-scaled.jpg 2048w" sizes="(max-width: 819px) 100vw, 819px" /><figcaption><sup><sub>Giulia Mei</sub></sup></figcaption></figure>



<h4><strong>Nel disco confessi di non averci mai capito niente di musica, eppure sembri decostruirla con rara lucidità. Che rapporto hai oggi con la confusione creativa?</strong></h4>



<p>Sì, c’è stato sicuramente un grande lavoro di decostruzione e ricostruzione. Quel disordine che mi sono creata – anche uscendo dai binari che a volte mi ero imposta – mi ha permesso di trovare un nuovo ordine. Oggi cerco ancora la confusione: penso che il caos debba far parte del processo creativo. Il caos è destabilizzante, ma è fondamentale. Anche nella vita: se non esci dalla tua comfort zone, magari riesci comunque a scrivere, ma cadi sempre nello stesso punto.</p>



<p>Credo profondamente nell’evoluzione artistica, soprattutto quando fai un lavoro creativo come il nostro. La vita cambia costantemente, quindi se vivi davvero ma resti sempre uguale a te stesso nella scrittura, forse non stai analizzando a fondo quello che fai. Per me è importante mantenere un rapporto – sì, ancora controverso – con il caos. Ma ci sto.</p>



<h4><strong>A proposito di binari, una volta hai detto di voler &#8220;colorare fuori dai bordi&#8221;. Qual è stato il bordo più difficile da varcare per chiudere questo disco?</strong></h4>



<p>Ce ne sono stati diversi. A livello musicale, per esempio, ho dovuto trovare un modo nuovo di suonare il pianoforte, nonostante anni e anni di musica classica alle spalle. Ma il vero bordo difficile è stato umano: superare il dolore di raccontare certe cose molto personali. Mettere quei dolori dentro le canzoni è stato faticoso, ma anche bellissimo. Riascoltandole, mi accorgo che la musica mi ha permesso di dire quelle cose nel modo migliore. A parole non sarei riuscita ad analizzarle con la stessa lucidità.</p>



<h4><strong>In “Bandiera” canti: <em>“Voglio uscire la sera e tornare da sola senza la paura del tipo della spazzatura”</em>. Com’è nata l’urgenza di trasformare un’insicurezza personale in un inno collettivo?</strong></h4>



<p>Quella frase è stata una delle prime che ho scritto per il disco. Mi sono resa conto che una delle cose che non sono libera di fare è uscire da sola la sera. Da lì ho iniziato a riflettere su tutto ciò che non posso fare. È nato da un’esperienza personale, ma avevo bisogno di parlarne, di sentirmi meno sola. “<a href="https://open.spotify.com/track/6wnYnrMxtVrkrMdHw45ucg?si=0af1f02073424b2d">Bandiera</a>” è un’esigenza di collettività: volevo creare qualcosa che parlasse anche per le altre persone, soprattutto per chi si sente limitato nella propria libertà.</p>



<p>Alcuni si sono offesi per la frase sul tipo della spazzatura, ma chi ascolta davvero capisce che sto parlando d’altro. Non c’è nessuna accusa, è solo una metafora. Volevo che si parlasse di questo tema, e usare il mio linguaggio – la musica – è stato il modo più sincero per farlo. La risposta del pubblico mi ha confermato che c’è un bisogno reale di raccontare queste cose. Per me, “Bandiera” è una canzone di autodeterminazione, che può parlare a chiunque. Per questo sono felicissima di suonarla al Padova <a href="https://toh-magazine.com">Pride</a>: sarà un momento importante, per me e per tutti quelli che si sentono minati nella propria libertà.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img data-attachment-id="109963" data-permalink="https://toh-magazine.com/2025/06/giulia-mei-bandiera-pride-musica-palermo-milano/wes_6523/" data-orig-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2025/06/WES_6523-scaled.jpg" data-orig-size="2048,2560" data-comments-opened="0" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;5.6&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;\u2013&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;NIKON D800&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;1728144562&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;50&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;100&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0.005&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}" data-image-title="Giulia mei toh magazine" data-image-description="" data-medium-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2025/06/WES_6523-240x300.jpg" data-large-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2025/06/WES_6523-819x1024.jpg" loading="lazy" width="819" height="1024" src="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2025/06/WES_6523-819x1024.jpg" alt="Giulia mei toh magazine" class="wp-image-109963" srcset="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2025/06/WES_6523-819x1024.jpg 819w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2025/06/WES_6523-240x300.jpg 240w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2025/06/WES_6523-768x960.jpg 768w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2025/06/WES_6523-1229x1536.jpg 1229w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2025/06/WES_6523-1638x2048.jpg 1638w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2025/06/WES_6523-1000x1250.jpg 1000w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2025/06/WES_6523-900x1125.jpg 900w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2025/06/WES_6523-450x563.jpg 450w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2025/06/WES_6523-350x438.jpg 350w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2025/06/WES_6523-scaled.jpg 2048w" sizes="(max-width: 819px) 100vw, 819px" /><figcaption><sup><sub>Giulia Mei</sub></sup></figcaption></figure>



<h4><strong>Oltre al significato, “Bandiera” ha anche una struttura musicale potente: dalla marcia nuziale a una sorta di rivoluzione sonora. È una canzone vera, un piccolo capolavoro. Ma parlando di macelli&#8230; parliamo di X Factor?</strong></h4>



<p>(Ride) Sì, portai “Bandiera” anche lì. È stato un momento importante, anche se breve. Io lo rifarei esattamente com’è andato. È facile dirlo a posteriori, ma mi ha dato tanto: è stata la mia prima esperienza televisiva e mi ha formata, soprattutto a livello di performance. E poi ho potuto portare una mia canzone davanti a tantissima gente, con una risonanza enorme.</p>



<p>Spesso mi chiedono se sono arrabbiata per com’è andata. No, per niente. Sono grata. Per me X Factor è stata una tappa, un passaggio. Stavo già lavorando al disco, già con le persone con cui continuo a lavorare. Dopo X Factor abbiamo lanciato il disco, il tour… sono successe tante cose belle. È stata una corsa breve, sì, ma molto rumorosa. E ne è valsa la pena.</p>



<h4><strong>Nel disco dici che <em>“la vita è brutta, ma la faccio ballare”</em>. È più catartico cantare la disillusione o riderci sopra?</strong></h4>



<p>Entrambe le cose. Sono due facce della stessa medaglia. Cantare la disillusione ballando è una delle prove più difficili per un autore. L’ho imparato ascoltando De André: un valzerino che racconta di Miché che si impicca, oppure “Volta la carta” che parla di dolore su una melodia leggera.</p>



<p>Quella è una forma potentissima di catarsi. Anche io l’ho cercata: parlo del baratro, dell’Europa che si sfalda sotto i piedi, ma ci ballo sopra. E ballarci sopra è già una forma di resistenza. Per me la leggerezza, l’ironia, la satira, anche la frivolezza – quella sana – sono necessarie. La musica deve contenere tutto, altrimenti non racconta davvero la vita. Io in una giornata provo 700 emozioni, e oggi ho anche il ciclo, quindi raddoppia! (ride)</p>


<figure class="wp-block-embed-youtube wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><a href="https://toh-magazine.com/2025/06/giulia-mei-bandiera-pride-musica-palermo-milano/"><img src="//i.ytimg.com/vi/f5WFcueJWmw/hqdefault.jpg" alt="YouTube Video"></a><br /><br /><figcaption><sup><sub>Giulia Mei feat. Anna Castiglia &#8220;Un tu scuiddari&#8221;</sub></sup></figcaption></figure>


<h4><strong>Anche la tracklist del disco rispecchia questa altalena emotiva: da ballad al piano come “Genitori” a momenti punk come “H&amp;M”. Come costruisci l’equilibrio tra forma musicale e urgenza testuale?</strong></h4>



<p>In realtà, ogni volta è diverso. È un equilibrio che si costruisce nel processo stesso della scrittura. In questo disco ho davvero cercato di uscire da me stessa, anche a livello tecnico: non partire sempre dal piano, non seguire per forza un iter tradizionale. Lavorare con l’elettronica mi ha aiutata tanto: ho iniziato canzoni partendo da un beat, da un suono, da un frammento di synth, anche da una voce tagliata a caso.</p>



<p>Questo approccio mi ha liberata. Mi ha permesso di trovare forme nuove, anche linguistiche, per parlare di quello che avevo urgenza di dire.</p>



<h4><strong>Ti abbiamo vista anche parlare di libertà e di corpi femminili con Non Una di Meno. Volevo chiederti: in che modo la tua musica amplifica o complica il tuo impegno politico?</strong></h4>



<p>Diciamo che anche qua io dico sempre che il mio impegno politico è una sfumatura della mia musica. Ecco, io non mi permetterei mai di dire di essere un’attivista, per rispetto agli attivisti che fanno un lavoro enorme, straordinario.<br>Giorno dopo giorno, nella mia musica parlo di un’urgenza anche politica ed è importante farlo per me, prima di tutto, poi perché amplifico e quindi creo comunità, creo riflessione, arriva magari a piani anche molto più alti.<br>Questa canzone è stata&#8230; non lo so, adesso ricordo veramente: una deputata l’ha letta, è arrivata anche a essere recitata dai giornali, in situazioni appunto di cronaca, non per quanto riguarda il discorso musicale.<br>Diciamo che questa cosa per me è importante perché mi aiuta a trovare persone attorno a me che vogliono, come me, cambiare le cose, arrivare piano piano verso un mondo in cui non si perseguitano più le persone, in cui le persone non muoiono come è successo qualche giorno fa, che una ragazza di 14 anni è stata ammazzata dal fidanzato perché lei non voleva più star con lui. Sempre di più ci stiamo riavvicinando a una forma, proprio a un immaginario patriarcale e reazionario della prevaricazione, della violenza.<br>Per cui, in questo senso, parlarne attraverso la musica è molto importante.</p>


<figure class="wp-block-embed-youtube wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><a href="https://toh-magazine.com/2025/06/giulia-mei-bandiera-pride-musica-palermo-milano/"><img src="//i.ytimg.com/vi/VuMzVsMqhUM/hqdefault.jpg" alt="YouTube Video"></a><br /><br /><figcaption><sup><sub>Giulia Mei &#8211; Bandiera</sub></sup></figcaption></figure>


<h4><strong>A proposito di violenza, anche tu hai subito odio nei tuoi confronti… era la prima volta o purtroppo era già accaduto?&nbsp;</strong></h4>



<p>Sarà accaduto qualche volta così, ma con questa mole, con questa forza, no, cioè&#8230;<br>Okay, dico che è la prima volta perché comunque è stata veramente&#8230; c’è stata una ondata molto, molto forte.<br>Ce ne sono state più ondate, anche dopo il 1° maggio, perché è chiaro che quando hai tanta risonanza, prendi tutto quello che c’è, lo trovi ovunque.</p>



<p>E dico stronzi perché è chiaro che io accetto e metto in conto che una persona possa non condividere la mia direzione, il mio modo, il mio messaggio.<br>Ma quando stiamo parlando di questo, stiamo parlando di persone che&#8230; cioè, neanche te li dico i commenti, ma immaginerai: ci sono cose inqualificabili e lì sei stronzo.</p>



<p>Beh, come si dice a Palermo chiesta è acqua mischiata ca terra.</p>



<h4><strong>Drammaturgia sembra una meta-canzone, un racconto su come si racconta. Che ruolo hanno la narrazione e il teatro nel tuo modo di scrivere?</strong></h4>



<p>Io sono cresciuta con Giorgio Gaber. A 15 anni facevo teatro-canzone, proprio nel senso più letterale del termine. Cantavo, recitavo, scrivevo. Mi sentivo Gaber, nel mio piccolo.</p>



<p>Questa teatralità me la porto ancora dietro, anche se oggi si è un po’ smussata. Mi piace ancora molto il contatto diretto con chi ho davanti, il dialogo nello sguardo. Per questo, per esempio, non riesco a cantare con gli occhiali da sole.</p>



<p>La teatralità è anche nell’arrangiamento, nei live, nel modo in cui certi pezzi vengono interpretati. “Drammaturgia” racconta una relazione e alla fine diventa quasi una carezza al “tu” che mente, perché quando si mente a quel livello, chi ci rimette davvero sei tu. Rimani solo.</p>



<h4><strong>Ne “La vita è brutta” parli di “cuore, culo e minima barocca”. È una definizione meravigliosa. Ti chiedo: la contraddizione è un metodo di lavoro per te?</strong></h4>



<p>Assolutamente sì. Si vede anche dal fatto che sono palermitana! [ride]</p>



<p>Per me la contraddizione è un punto di partenza, non un ostacolo. È come in quella sonata di Mozart, la n.12, dove c’è una base semplice e sopra qualcosa che sembra dissonante, ma poi tutto si ricompone.</p>



<p>Mi piace pensare alla sintesi, ma non nel senso di semplificare o togliere. Al contrario: aggiungere, costruire. Una sintesi che accoglie le contraddizioni e le trasforma in qualcosa di nuovo.</p>



<p>E poi sì, siamo tutti contraddittori. Tutti. Parlo spesso di ipocrisia, di cattiveria atavica, di quei meccanismi che ci auto-insegniamo e che poi ci incastrano. La creatività, per me, nasce anche da lì.</p>



<h4><strong>Facciamo un passo indietro. Dal tuo disco precedente, “Diventeremo adulti”, oggi sembri più tagliente, meno accomodante. Cos’è cambiato?</strong></h4>



<p>La vita. Le cose che mi sono successe. Un certo livello di disillusione.</p>



<p>In sei anni si cambia tanto. Mi sono accorta che i fiorellini ci sono, sì, ma ci sono anche le spine. Prima avevo un modo di cantare un po’ più carico, più sovrapposto. Oggi ho cercato un’intimità diversa, più scarna ma anche più autentica.</p>



<p>Con i miei produttori ho fatto un lavoro per ritrovare una vocalità essenziale, che fosse più vera. Che mi permettesse di dire delle cose che, forse, non saprei nemmeno spiegare a parole. Ma che nel canto trovano forma.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img data-attachment-id="109965" data-permalink="https://toh-magazine.com/2025/06/giulia-mei-bandiera-pride-musica-palermo-milano/summer-tour/" data-orig-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2025/06/SUMMER-TOUR-scaled.jpeg" data-orig-size="2048,2560" data-comments-opened="0" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}" data-image-title="giulia mei toh magazine" data-image-description="" data-medium-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2025/06/SUMMER-TOUR-240x300.jpeg" data-large-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2025/06/SUMMER-TOUR-819x1024.jpeg" loading="lazy" width="819" height="1024" src="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2025/06/SUMMER-TOUR-819x1024.jpeg" alt="giulia mei toh magazine" class="wp-image-109965" srcset="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2025/06/SUMMER-TOUR-819x1024.jpeg 819w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2025/06/SUMMER-TOUR-240x300.jpeg 240w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2025/06/SUMMER-TOUR-768x960.jpeg 768w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2025/06/SUMMER-TOUR-1229x1536.jpeg 1229w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2025/06/SUMMER-TOUR-1638x2048.jpeg 1638w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2025/06/SUMMER-TOUR-1000x1250.jpeg 1000w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2025/06/SUMMER-TOUR-900x1125.jpeg 900w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2025/06/SUMMER-TOUR-450x563.jpeg 450w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2025/06/SUMMER-TOUR-350x438.jpeg 350w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2025/06/SUMMER-TOUR-scaled.jpeg 2048w" sizes="(max-width: 819px) 100vw, 819px" /><figcaption><sup><sub>Giulia Mei &#8211; Summer Tour</sub></sup></figcaption></figure>



<h4><strong>Ci sono degli artisti, autori, poeti, cantanti che ti fanno proprio venir voglia di sederti al pianoforte</strong>?</h4>



<p>L’altro giorno ho riscoperto la produzione di Fanny Mendelssohn, sorella di Felix Mendelssohn. Di lei non se ne parla mai, perché è stata sotterrata dalla storia e perché è donna. Un talento molto maggiore rispetto a quello del fratello. Scriveva delle cose bellissime, era la sua mentore… ma era donna. Ho riscoperto i suoi lavori, delle cose bellissime e proprio mi ha fatto venire voglia di suonare.</p>



<h4><strong>Il pubblico che canta “Bandiera” con te ha cambiato il senso della canzone? C&#8217;è stata una reazione dal palco che ti ha spiazzata?</strong></h4>



<p>Intanto, per quanto riguarda <em>Bandiera</em>, già il fatto che le persone la cantino per me non l’ha portata a termine: è arrivata a destinazione.<br>Cioè, questo è quello che io speravo: che arrivasse alle persone, proprio quella canzone — ma in realtà tutte le canzoni. A Roma, l’ultima volta sono scesa dal palco ad abbracciare una ragazza in prima fila, perché piangeva a dirotto. Ho sentito proprio questa connessione enorme con lei. Queste cose mi danno consapevolezza e mi fanno pensare che allora quello che ho scritto è vero.</p>



<p>Ci tengo molto alle persone che mi vengono a sentire. Anche dopo il concerto, sono sempre molto disponibile a parlare, ad ascoltare, perché comunque ho sempre l’impressione che è — boh — è bilaterale, questo rapporto. E questa cosa l’ho capita veramente da quando è iniziato questo tour, perché è successa questa cosa, di questa connessione così forte.<br>La gente veramente viene per te, ascolta. È venuta col disco, magari è venuta per le tue canzoni. E questo, sì: ha dato un nuovo significato a quello che faccio. Senz’altro.</p>



<h4><strong>Senti, se domani qualcuno ti dicesse o ti scrivesse che grazie alle tue canzoni si sente libero, o grazie alle tue canzoni si sente una persona diversa, ecco, cosa gli diresti?&nbsp;</strong></h4>



<p>Ma guarda, in realtà questa cosa già mi è successa, mi hanno già scritto tante persone<br>E io ho sempre risposto. Chiaro è che ogni risposta è diversa ma più o meno dico “grazie per averlo condiviso con me” intanto, perché non è detto e non è scontato che una persona si apra.<br>Cioè, chi cazzo sono io alla fine? Sono un’estranea<br>È bello sentirmi connessa con le persone che mi scrivono.</p>



<h4><strong>Qual è la cosa più incomprensibile che la musica ti ha insegnato finora?</strong></h4>



<p>I limiti. Nell’amore, nella musica. Questo disco parla anche di limiti di come puoi riscriverli e ridefinirli. Trovo i limiti incomprensibili.</p>



<h4><strong>L’ultimo disco di cui ti sei innamorata?</strong></h4>



<p>Mi è molto piaciuto l’ultimo disco di Giorgio Poi, ultimamente sto ascoltando un po’ di elettronica e sto aspettando con ansia il nuovo disco degli Odesenne che è questo questo gruppo francese perché mi piace molto il pop francese, E poi sto riscoprendo non più da studentessa ma con con orecchie nuove, le sinfonie di Mozart.</p>



<p><a href="https://open.spotify.com/album/5iH1J6UeLIw8ALALw7VnuT?si=fIDQSaI8RdC4Z3Q7l8VPeg">Giulia Mei &#8211; Io della musica non ci ho capito niente</a> </p>



<p class="has-white-color has-text-color">Giulia Mei</p>
<div class="simplesocialbuttons simplesocial-simple-icons simplesocialbuttons_inline simplesocialbuttons-align-left post-109961 post  simplesocialbuttons-mobile-hidden simplesocialbuttons-inline-bottom-in">
		<button class="ssb_fbshare-icon"  rel="nofollow"  target="_blank"  aria-label="Facebook Share" data-href="https://www.facebook.com/sharer/sharer.php?u=https://toh-magazine.com/2025/06/giulia-mei-bandiera-pride-musica-palermo-milano/" onClick="javascript:window.open(this.dataset.href, '', 'menubar=no,toolbar=no,resizable=yes,scrollbars=yes,height=600,width=600');return false;">
						<span class="icon"><svg xmlns="http://www.w3.org/2000/svg" viewBox="0 0 16 16" class="_1pbq" color="#ffffff"><path fill="#ffffff" fill-rule="evenodd" class="icon" d="M8 14H3.667C2.733 13.9 2 13.167 2 12.233V3.667A1.65 1.65 0 0 1 3.667 2h8.666A1.65 1.65 0 0 1 14 3.667v8.566c0 .934-.733 1.667-1.667 1.767H10v-3.967h1.3l.7-2.066h-2V6.933c0-.466.167-.9.867-.9H12v-1.8c.033 0-.933-.266-1.533-.266-1.267 0-2.434.7-2.467 2.133v1.867H6v2.066h2V14z"></path></svg></span>
						<span class="simplesocialtxt">Share </span> </button>
<button class="ssb_tweet-icon"  rel="nofollow"  target="_blank"  aria-label="Twitter Share" data-href="https://twitter.com/intent/tweet?text=Giulia+Mei+della+musica+ha+capito+tutto&url=https://toh-magazine.com/2025/06/giulia-mei-bandiera-pride-musica-palermo-milano/&via=tohmagazine" onClick="javascript:window.open(this.dataset.href, '', 'menubar=no,toolbar=no,resizable=yes,scrollbars=yes,height=600,width=600');return false;">
						<span class="icon"><svg viewBox="0 0 16 14" fill="none" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg"><path d="M4.9 0H0L5.782 7.7098L0.315 14H2.17L6.6416 8.8557L10.5 14H15.4L9.3744 5.9654L14.56 0H12.705L8.5148 4.8202L4.9 0ZM11.2 12.6L2.8 1.4H4.2L12.6 12.6H11.2Z" fill="#fff"/></svg></span><i class="simplesocialtxt">Post </i></button>
</div>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://toh-magazine.com/2025/06/giulia-mei-bandiera-pride-musica-palermo-milano/">Giulia Mei della musica ha capito tutto</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://toh-magazine.com">Toh! Magazine</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">109961</post-id>	</item>
		<item>
		<title>GINEVRA: Femina è la mia rabbia, la mia terra, la mia verità.</title>
		<link>https://toh-magazine.com/2025/05/ginevra-femina-e-la-mia-rabbia-la-mia-terra-la-mia-verita/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=ginevra-femina-e-la-mia-rabbia-la-mia-terra-la-mia-verita</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Marco Cresci]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 14 May 2025 18:16:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Musica]]></category>
		<category><![CDATA[asian fake]]></category>
		<category><![CDATA[cantautrice]]></category>
		<category><![CDATA[femina]]></category>
		<category><![CDATA[femminismo]]></category>
		<category><![CDATA[GINEVRA]]></category>
		<category><![CDATA[intervista ginevra]]></category>
		<category><![CDATA[my baby]]></category>
		<category><![CDATA[spacco tutto]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://toh-magazine.com/?p=109800</guid>

					<description><![CDATA[<p>Dopo le atmosfere sospese dell’elettronica, Ginevra torna con un album crudo, terreno e politico. Femina è un diario aperto che urla, lotta e si sporca le mani con la realtà.</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://toh-magazine.com/2025/05/ginevra-femina-e-la-mia-rabbia-la-mia-terra-la-mia-verita/">GINEVRA: Femina è la mia rabbia, la mia terra, la mia verità.</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://toh-magazine.com">Toh! Magazine</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<h3>Dopo le atmosfere sospese dell’elettronica di <em>Diamanti</em>, Ginevra torna con un album crudo, terreno e politico.&nbsp;<em>Femina</em>&nbsp;è un diario aperto che urla, lotta e si sporca le mani con la realtà.</h3>



<p>Ginevra non ha più voglia di sussurrare. Con&nbsp;<em>Femina</em>, il suo nuovo disco, cambia pelle e linguaggio: abbandona le sonorità eteree dei lavori precedenti per abbracciare un suono più organico, arrabbiato, viscerale. </p>



<p>Ispirata da letture al femminile, da eventi personali e da un’urgenza sociale sempre più pressante, l’artista costruisce un album che è al tempo stesso confessione, presa di posizione e grido collettivo. In questa intervista ci racconta il processo dietro&nbsp;<em>Femina</em>, il potere dell’educazione e che a volte è necessario spaccare tutto!</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img data-attachment-id="109807" data-permalink="https://toh-magazine.com/2025/05/ginevra-femina-e-la-mia-rabbia-la-mia-terra-la-mia-verita/fem_15/" data-orig-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2025/05/FEM_15.jpg" data-orig-size="1920,751" data-comments-opened="0" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;13&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;X-T100&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;1693852154&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;15.6&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;250&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0.016666666666667&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;1&quot;}" data-image-title="ginevra_toh_magazine_intervista_ph_giulia_gatti" data-image-description="&lt;p&gt;ginevra_toh_magazine_intervista_ph_giulia_gatti&lt;/p&gt;
" data-medium-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2025/05/FEM_15-300x117.jpg" data-large-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2025/05/FEM_15-1024x401.jpg" loading="lazy" width="1024" height="401" src="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2025/05/FEM_15-1024x401.jpg" alt="ginevra femina" class="wp-image-109807" srcset="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2025/05/FEM_15-1024x401.jpg 1024w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2025/05/FEM_15-300x117.jpg 300w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2025/05/FEM_15-768x300.jpg 768w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2025/05/FEM_15-1536x601.jpg 1536w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2025/05/FEM_15-1000x391.jpg 1000w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2025/05/FEM_15-900x352.jpg 900w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2025/05/FEM_15-450x176.jpg 450w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2025/05/FEM_15-350x137.jpg 350w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2025/05/FEM_15.jpg 1920w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption><sup><sub>Tutte le foto sono di <strong>Giulia Gatti</strong></sub></sup></figcaption></figure>



<p><strong>L&#8217;ultima volta che ci siamo incrociati stavi lavorando al disco, e mi dicesti: &#8220;Preparati, sarà tosto.&#8221; E così è stato! Come sei passata da un suono elettronico, più onirico e sospeso, a fare un album più organico, con i piedi per terra e arrabbiato?</strong></p>



<p>È stato un passaggio piuttosto naturale. Innanzitutto, perché non volevo arenarmi nell’elettronica, ma continuare a sperimentare in tutto ciò che faccio — anche da ora in avanti. </p>



<p>Scrivendo i brani, mi sono resa conto che erano molto intimi ma anche duri, e mi è venuto spontaneo cercare un suono meno etereo e più diretto, concreto. Da lì è nata la scelta di una produzione e di sonorità che assecondassero questa necessità in modo chiaro, senza giri di parole o interpretazioni troppo aperte.</p>



<p>Il mondo etereo è magico e mistico, ma questo album è terreno. Parla di problemi reali, di quotidianità, di diritti, e volevo che arrivasse in maniera più immediata.</p>



<p><strong>Esatto, perché entrambi i tuoi album sono molto personali, ma questo mi sembra di più facile lettura, e di conseguenza ci si può relazionare, non credi?</strong></p>



<p>Grazie, lo spero tanto. Sì, i miei lavori sono sempre legati a me, ma con&nbsp;<em>Femina</em>&nbsp;ho voluto scavare ancora più a fondo, dire la mia. Le mie canzoni sono sempre dei diari aperti, ma stavolta mi sono permessa anche di arrabbiarmi, cosa che prima non avevo fatto.</p>



<p>Anche la voce è meno precisa, a volte distorta. Musicalmente, gli anni &#8217;90 ci sono sempre stati, ma qui ho preso la parte più rock e organica, che viene un po’ dalla mia era pre-<em>Diamanti</em>, dal mio primissimo EP in inglese,&nbsp;<em>Ruins</em>, che era a tratti folk e a tratti elettronico. Quindi su certe cose è stata un’evoluzione, su altre una riscoperta di suoni che in realtà avevo già dentro.</p>



<h3><strong>L’album è stato ispirato dal saggio di Janina Ramirez&nbsp;&#8220;<em>Femina: Storia del Medioevo attraverso le donne che sono state cancellate</em>&#8220;. Ha influenzato così tanto il disco da dargli anche il titolo?</strong></h3>



<p>Due anni fa stavo lavorando al disco, ma non avevo ancora chiaro il tema né l’universo che lo racchiudesse. Però ero totalmente in ascolto. Leggevo moltissimo, quasi esclusivamente autrici donne. Ricordo che era l’estate in cui è mancata Michela Murgia, e quella cosa mi colpì profondamente.</p>



<h3>Ero immersa in un mondo femminile: foto, libri, film di registe… e quel pomeriggio a Milano, in libreria con le mie amiche prima delle vacanze, vidi questo tomo intitolato&nbsp;<em>Femina</em>. Mi catturò subito. L’ho preso d’istinto e me lo sono letto in estate. </h3>



<p>Lo considero un libro importante perché offre una nuova prospettiva sulla Storia, e ti fa pensare:&nbsp;<em>&#8220;Caspita, se anche a scuola ci insegnassero così, includendo le figure femminili che hanno cambiato le cose, avremmo un’educazione e una visione completamente diverse.&#8221;</em></p>



<p>Non ci sono brani ispirati direttamente al libro, ma ne ha ispirato il concept. </p>



<p>Poi, quando mi sono ritrovata incazzata nera per l’ennesimo femminicidio o per vicende personali in cui mi sentivo schiacciata, quel libro era lì, a guardarmi. Ed è nato il brano&nbsp;<em>Femina</em>, che ha dato anche il titolo al disco.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img data-attachment-id="109805" data-permalink="https://toh-magazine.com/2025/05/ginevra-femina-e-la-mia-rabbia-la-mia-terra-la-mia-verita/dscf3022-copia/" data-orig-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2025/05/DSCF3022-copia-scaled.jpg" data-orig-size="2560,1058" data-comments-opened="0" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;10&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;X-T100&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;1693829410&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;15&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;200&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0.01&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;1&quot;}" data-image-title="ginevra_toh_magazine_intervista_ph_giulia_gatti" data-image-description="&lt;p&gt;ginevra_toh_magazine_intervista_ph_giulia_gatti&lt;/p&gt;
" data-medium-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2025/05/DSCF3022-copia-300x124.jpg" data-large-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2025/05/DSCF3022-copia-1024x423.jpg" loading="lazy" width="1024" height="423" src="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2025/05/DSCF3022-copia-1024x423.jpg" alt="ginevra femina" class="wp-image-109805" srcset="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2025/05/DSCF3022-copia-1024x423.jpg 1024w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2025/05/DSCF3022-copia-300x124.jpg 300w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2025/05/DSCF3022-copia-768x317.jpg 768w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2025/05/DSCF3022-copia-1536x635.jpg 1536w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2025/05/DSCF3022-copia-2048x846.jpg 2048w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2025/05/DSCF3022-copia-1000x413.jpg 1000w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2025/05/DSCF3022-copia-900x372.jpg 900w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2025/05/DSCF3022-copia-450x186.jpg 450w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2025/05/DSCF3022-copia-350x145.jpg 350w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p><strong>A proposito di&nbsp;<em>Femina</em>, il testo è come uno sparo allo stomaco e parla di un tema purtroppo sempre attuale: i femminicidi. Che ruolo dovrebbe avere, secondo te, l’educazione per contrastare una cultura maschilista?</strong></p>



<p>L’educazione è la chiave. È per questo che un saggio come quello di Janina è così importante: perché cambia la prospettiva con cui raccontiamo la donna nella storia.</p>



<p>È fondamentale fare un lavoro enorme sull’educazione dei più piccoli. Ho visto di recente&nbsp;<em>Adolescence</em>&nbsp;su Netflix e mi ha devastata per la sua verità. Si parla di cyberbullismo, ma culmina in un femminicidio. E il fatto che certi comportamenti siano percepiti come legittimi già da piccoli è il sintomo di un sistema che va sradicato.</p>



<h3>Serve educazione a scuola — dove si passa tantissimo tempo — ma anche a casa, perché la cultura patriarcale è insita anche in alcune donne. Abbiamo dentro preconcetti talmente radicati che vanno contrastati fin dall&#8217;infanzia.</h3>



<p>Noi siamo gli scarti di una cultura che non ci appartiene più, e che stiamo cercando di superare. Voglio essere ottimista, anche se sono cinica, ma ci voglio credere.</p>



<p><strong>Parliamo di&nbsp;<em>Spacco Tutto</em>, un pezzo arrabbiato, uno sfogo punk che strizza l’occhio al suono di Bristol e alla jungle. E ora, per l’uscita del vinile, lo hai contaminato con il feat. di Meg, che da sempre è una guerriera. L’hai scelta anche per questo?</strong></p>



<p>Sì, dentro c’è un po’ di tutto. È un brano che fa parte del discorso complessivo dell’album, parla di dire la verità e di arrabbiarsi. Io non sono una persona che, quando si arrabbia, “spacca tutto”, quindi detto da me, per come sono fatta, ha ancora più senso: è un gesto inaspettato.</p>



<h3><em>Spacco Tutto</em>&nbsp;è un claim liberatorio. Il brano nasceva con una vena elettronica, ma poi — con questo testo — è diventato più punk, più sporco, più drum&#8217;n&#8217;bass. È un mix tra due mondi. E quando parte la parte jungle, arriva Meg, che è la regina del basso.</h3>



<p>A disco ultimato volevo una figura femminile accanto a me, una spalla e una sorella in questo lavoro. Ho pensato subito a lei: è un richiamo al suo sound, ma anche a ciò che rappresenta.</p>



<p><a href="https://toh-magazine.com/2025/04/meg-trentanni-di-musica-lotta-e-liberta/">Meg</a> è una voce che si è sempre ribellata, che ha sempre sperimentato, che ha sempre combattuto. Non è mai stata zitta. Io, da piccola, ascoltavo le sue canzoni da solista e ne rimasi folgorata: <em>Chi è questo alieno che mescola l’italianità di Mina con la sperimentazione elettronica?</em> </p>



<p>Poi abbiamo due collaboratori in comune, i fratelli Fugazza, quindi ho avuto modo di conoscerla. Avevo bisogno di qualcuno che mi proteggesse, che urlasse con me. E sono davvero felice che sia nel mio disco.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img data-attachment-id="109808" data-permalink="https://toh-magazine.com/2025/05/ginevra-femina-e-la-mia-rabbia-la-mia-terra-la-mia-verita/ginevra_cover-singolo_cupido-fotografia-di-giulia-gatti/" data-orig-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2025/05/GINEVRA_cover-singolo_cupido-Fotografia-di-Giulia-Gatti.jpg" data-orig-size="1920,1920" data-comments-opened="0" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;1&quot;}" data-image-title="ginevra_toh_magazine_intervista_ph_giulia_gatti" data-image-description="&lt;p&gt;ginevra_toh_magazine_intervista_ph_giulia_gatti&lt;/p&gt;
" data-medium-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2025/05/GINEVRA_cover-singolo_cupido-Fotografia-di-Giulia-Gatti-300x300.jpg" data-large-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2025/05/GINEVRA_cover-singolo_cupido-Fotografia-di-Giulia-Gatti-1024x1024.jpg" loading="lazy" width="1024" height="1024" src="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2025/05/GINEVRA_cover-singolo_cupido-Fotografia-di-Giulia-Gatti-1024x1024.jpg" alt="ginevra femina" class="wp-image-109808" srcset="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2025/05/GINEVRA_cover-singolo_cupido-Fotografia-di-Giulia-Gatti-1024x1024.jpg 1024w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2025/05/GINEVRA_cover-singolo_cupido-Fotografia-di-Giulia-Gatti-300x300.jpg 300w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2025/05/GINEVRA_cover-singolo_cupido-Fotografia-di-Giulia-Gatti-150x150.jpg 150w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2025/05/GINEVRA_cover-singolo_cupido-Fotografia-di-Giulia-Gatti-768x768.jpg 768w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2025/05/GINEVRA_cover-singolo_cupido-Fotografia-di-Giulia-Gatti-1536x1536.jpg 1536w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2025/05/GINEVRA_cover-singolo_cupido-Fotografia-di-Giulia-Gatti-1000x1000.jpg 1000w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2025/05/GINEVRA_cover-singolo_cupido-Fotografia-di-Giulia-Gatti-900x900.jpg 900w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2025/05/GINEVRA_cover-singolo_cupido-Fotografia-di-Giulia-Gatti-450x450.jpg 450w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2025/05/GINEVRA_cover-singolo_cupido-Fotografia-di-Giulia-Gatti-350x350.jpg 350w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2025/05/GINEVRA_cover-singolo_cupido-Fotografia-di-Giulia-Gatti-50x50.jpg 50w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2025/05/GINEVRA_cover-singolo_cupido-Fotografia-di-Giulia-Gatti.jpg 1920w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p><strong>In un panorama musicale in cui in pochi prendono posizione, tu hai preso coraggio e lo hai fatto quasi come fosse una necessità, è stato così?</strong></p>



<p>Sì! É figlio di eventi e alcune dinamiche della mia vita da cui dovevo sbrigliarmi. Sono contenta di essermi presa la briga di aver fatto questo disco che mi rappresenta tanto e che spero arrivi forte. Non so se la definirei una mossa coraggiosa, per me è stato semplicemente ascoltarmi e trovare il modo di raccontarlo in modo naturale.  </p>



<p><strong>Curi sempre tutto a 360°, come sono nati gli scatti poetici di <a href="https://www.instagram.com/_ggatti/">Giulia Gatti</a> ?</strong></p>



<p>Quando ho cominciato a pensare all&#8217;immaginario del disco ho contattato Aurora Rossa Manni che ha sposato subito il progetto perchè anche a livello estetico è un racconto che la rappresenta e abbiamo curato la direzione artistica insieme. </p>



<p>Parlando del mondo che volevamo creare mi sono venute in mente le fotografie di Giulia Gatti, che scatta donne in bianco e nero girando il mondo. L&#8217;ho contattata e si sono connessi tanti punti, lei nella sua vita ha sempre scattato solo donne e nel mio racconto estetico volevo coinvolgere le mie amiche in un racconto che fosse reale e non un set. </p>



<p><strong>Traspare molta intimità da quelle foto&#8230;</strong></p>



<p>É  quello che volevo, stare con delle persone con cui fossi totalmente a mio agio e viceversa e poi nelle foto ci sono tante cose mie come vestiti, oggetti, simboli, cose di mia mamma e di mia nonna, è tutto connesso e molto personale. Abbiamo creato questo mondo utopico al femminile in cui scappiamo dalla città e viviamo in campagna seguendo le nostre regole e il ritmo del sole. É stata una giornata pazzesca, abbiamo lavorato tutto il giorno ma eravamo tra amiche c&#8217;era un&#8217;energia bellissima. É importante prendersi del tempo per condividere e fare le cose che si amano.</p>



<p><strong>Quel prendersi cura gli uni degli altri che vanno a formare poi le così dette <em>choosen family,</em> nella comunità LGBTQIA+ lo sappiamo bene e tu ci hai sempre sostenuti!</strong></p>



<p>Le amicizie per me sono fondamentali, così come la comunità che è fondamentale per non sentirci soli, per sentirci capiti e anche per andare avanti specialmente in questo periodo storico. Sono sempre stata vicina alla comunità scrissi un brano come <em>Anarchici</em>  per me stessa, per l&#8217;amore e per la comunità LGBTQIA+ e spero che arrivi anche questo lavoro a tutt* pur essendo totalmente declinato al femminile. Avevo questa necessità di non essere neutra ma di rivolgermi direttamente al mio essere donna e alle donne della mia vita, è un disco che lotta con gli artigli e si difende e spero parli anche alla comunità. </p>



<p><strong>Cosa ci dobbiamo aspettare dal tuo live al Mi Ami e dai live che verranno?</strong></p>



<p>Penso che sarà un live coerente al disco, ci sarà poca elettronica e tanto <em>Femina </em>farò il possibile per traghettare tutto quello che c&#8217;è dentro questo album, e poi al <a href="https://toh-magazine.com/2025/04/mi-ami-festival-2025-milano-idroscalo/">Mi Ami </a>sarà divertente anche condividere il palco con altre artiste che amo come <a href="https://toh-magazine.com/2022/11/emma-nolde-musica-per-le-nostre-voci-stonate-intervista-toh-magazine/">Emma Nolde</a>, Joan Thiele e Alice Phoebe Lou. Sarà una serata speciale come sempre.</p>



<p><strong>Ultimo album di cui ti sei innamorata:</strong></p>



<p>Bon Iver &#8220;SABLE, fABLE&#8221;, Oklou &#8220;Choke Enough&#8221; e di vecchio &#8220;Pink Moon&#8221; di Nick Drake. </p>



<figure class="wp-block-image size-full"><img data-attachment-id="109815" data-permalink="https://toh-magazine.com/2025/05/ginevra-femina-e-la-mia-rabbia-la-mia-terra-la-mia-verita/ginevra-femina-cover-1000-1/" data-orig-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2025/05/GINEVRA-FEMINA-COVER-1000-1.tif" data-orig-size="" data-comments-opened="0" data-image-meta="[]" data-image-title="GINEVRA-FEMINA-COVER-1000-1" data-image-description="" data-medium-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2025/05/GINEVRA-FEMINA-COVER-1000-1.tif" data-large-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2025/05/GINEVRA-FEMINA-COVER-1000-1.tif" src="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2025/05/GINEVRA-FEMINA-COVER-1000-1.tif" alt="ginevra femina" class="wp-image-109815"/><figcaption><sup><sub>Ginevra &#8220;Femina&#8221; (Asian Fake)</sub></sup></figcaption></figure>


<figure class="wp-block-embed-youtube wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><a href="https://toh-magazine.com/2025/05/ginevra-femina-e-la-mia-rabbia-la-mia-terra-la-mia-verita/"><img src="//i.ytimg.com/vi/ItmHpY-JqoI/hqdefault.jpg" alt="YouTube Video"></a><br /><br /><figcaption></figcaption></figure><div class="simplesocialbuttons simplesocial-simple-icons simplesocialbuttons_inline simplesocialbuttons-align-left post-109800 post  simplesocialbuttons-mobile-hidden simplesocialbuttons-inline-bottom-in">
		<button class="ssb_fbshare-icon"  rel="nofollow"  target="_blank"  aria-label="Facebook Share" data-href="https://www.facebook.com/sharer/sharer.php?u=https://toh-magazine.com/2025/05/ginevra-femina-e-la-mia-rabbia-la-mia-terra-la-mia-verita/" onClick="javascript:window.open(this.dataset.href, '', 'menubar=no,toolbar=no,resizable=yes,scrollbars=yes,height=600,width=600');return false;">
						<span class="icon"><svg xmlns="http://www.w3.org/2000/svg" viewBox="0 0 16 16" class="_1pbq" color="#ffffff"><path fill="#ffffff" fill-rule="evenodd" class="icon" d="M8 14H3.667C2.733 13.9 2 13.167 2 12.233V3.667A1.65 1.65 0 0 1 3.667 2h8.666A1.65 1.65 0 0 1 14 3.667v8.566c0 .934-.733 1.667-1.667 1.767H10v-3.967h1.3l.7-2.066h-2V6.933c0-.466.167-.9.867-.9H12v-1.8c.033 0-.933-.266-1.533-.266-1.267 0-2.434.7-2.467 2.133v1.867H6v2.066h2V14z"></path></svg></span>
						<span class="simplesocialtxt">Share </span> </button>
<button class="ssb_tweet-icon"  rel="nofollow"  target="_blank"  aria-label="Twitter Share" data-href="https://twitter.com/intent/tweet?text=GINEVRA%3A+Femina+%C3%A8+la+mia+rabbia%2C+la+mia+terra%2C+la+mia+verit%C3%A0.&url=https://toh-magazine.com/2025/05/ginevra-femina-e-la-mia-rabbia-la-mia-terra-la-mia-verita/&via=tohmagazine" onClick="javascript:window.open(this.dataset.href, '', 'menubar=no,toolbar=no,resizable=yes,scrollbars=yes,height=600,width=600');return false;">
						<span class="icon"><svg viewBox="0 0 16 14" fill="none" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg"><path d="M4.9 0H0L5.782 7.7098L0.315 14H2.17L6.6416 8.8557L10.5 14H15.4L9.3744 5.9654L14.56 0H12.705L8.5148 4.8202L4.9 0ZM11.2 12.6L2.8 1.4H4.2L12.6 12.6H11.2Z" fill="#fff"/></svg></span><i class="simplesocialtxt">Post </i></button>
</div>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://toh-magazine.com/2025/05/ginevra-femina-e-la-mia-rabbia-la-mia-terra-la-mia-verita/">GINEVRA: Femina è la mia rabbia, la mia terra, la mia verità.</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://toh-magazine.com">Toh! Magazine</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">109800</post-id>	</item>
	</channel>
</rss>
