<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>kink Archivi &#8212; Toh! Magazine</title>
	<atom:link href="https://toh-magazine.com/tag/kink/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://toh-magazine.com/tag/kink/</link>
	<description></description>
	<lastBuildDate>Wed, 07 Oct 2026 11:15:09 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=7.1.3</generator>

<image>
	<url>https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2016/06/cropped-LogoToh80-32x32.png</url>
	<title>kink Archivi &#8212; Toh! Magazine</title>
	<link>https://toh-magazine.com/tag/kink/</link>
	<width>32</width>
	<height>32</height>
</image> 
<site xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">204210278</site>	<item>
		<title>WHO’S IN CONTROL? Nik Rajšek ci racconta il suo assolo &#8220;KINK&#8221;</title>
		<link>https://toh-magazine.com/2026/10/whos-in-control-nik-rajsek-ci-racconta-il-suo-assolo-kink/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=whos-in-control-nik-rajsek-ci-racconta-il-suo-assolo-kink</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alessandro Marzo]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 07 Oct 2026 11:08:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Culture]]></category>
		<category><![CDATA[evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[kink]]></category>
		<category><![CDATA[Nik Rajšek]]></category>
		<category><![CDATA[roma]]></category>
		<category><![CDATA[romaeuropa festival]]></category>
		<category><![CDATA[teatro danza]]></category>
		<category><![CDATA[teatro lgbt]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://toh-magazine.com/?p=111926</guid>

					<description><![CDATA[<p>KINK di Nik Rajšek arriva al Romaeuropa Festival 2026: un solo sul controllo, tra danza, musica, desiderio, tensione e dinamiche di potere.</p>
<p>L'articolo <a href="https://toh-magazine.com/2026/10/whos-in-control-nik-rajsek-ci-racconta-il-suo-assolo-kink/">WHO’S IN CONTROL? Nik Rajšek ci racconta il suo assolo &#8220;KINK&#8221;</a> proviene da <a href="https://toh-magazine.com">Toh! Magazine</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<h2 class="wp-block-heading"><strong>Cosa significa avere il controllo? E, soprattutto, cosa succede quando decidiamo di perderlo?</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>È attorno a questa tensione che si muove KINK, l’assolo di Nik Rajšek, performer e autore sloveno classe 1993, presentato in prima nazionale il 9 ottobre al Mattatoio di Roma, all’interno di Dancing Days, la sezione del Romaeuropa Festival curata da Francesca Manica.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Desiderare il controllo, opporgli resistenza, lasciarlo andare. KINK si muove in quello spazio ambiguo in cui potere e vulnerabilità finiscono per incontrarsi, mettendo al centro <a href="https://toh-magazine.com/2022/05/lunga-vita-al-kink-la-fotografia-secondo-paco-y-manolo/">il corpo </a>e la relazione con chi lo osserva.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Rajšek arriva a <a href="https://romaeuropa.net/festival-2026/kink/">questo lavoro</a> dopo una lunga esperienza come performer al fianco di importanti coreografi, tra cui Ann Van den Broek, con cui ha collaborato per quasi dieci anni, e dopo aver iniziato a sviluppare una propria ricerca autoriale. Nel 2025 è entrato a far parte di Station Noord, network dedicato agli autori emergenti del nord dei Paesi Bassi. KINK è stato inoltre selezionato da Aerowaves, piattaforma europea dedicata alla danza e cofinanziata dal programma Creative Europe dell’Unione Europea.</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-large"><img fetchpriority="high" decoding="async" width="682" height="1024" data-attachment-id="111931" data-permalink="https://toh-magazine.com/2026/10/whos-in-control-nik-rajsek-ci-racconta-il-suo-assolo-kink/whatsapp-image-2026-10-07-at-07-52-38-1/" data-orig-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2026/10/WhatsApp-Image-2026-10-07-at-07.52.38-1.jpeg" data-orig-size="1364,2048" data-comments-opened="0" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;,&quot;alt&quot;:&quot;&quot;}" data-image-title="KINK &amp;#8211; Photo by Jelmer Buitenga" data-image-description="" data-image-caption="&lt;p&gt;KINK &amp;#8211; All Photo by Jelmer Buitenga&lt;/p&gt;
" data-large-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2026/10/WhatsApp-Image-2026-10-07-at-07.52.38-1-682x1024.jpeg" src="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2026/10/WhatsApp-Image-2026-10-07-at-07.52.38-1-682x1024.jpeg" alt="KINK - Photo by Jelmer Buitenga" class="wp-image-111931" srcset="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2026/10/WhatsApp-Image-2026-10-07-at-07.52.38-1-682x1024.jpeg 682w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2026/10/WhatsApp-Image-2026-10-07-at-07.52.38-1-200x300.jpeg 200w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2026/10/WhatsApp-Image-2026-10-07-at-07.52.38-1-768x1153.jpeg 768w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2026/10/WhatsApp-Image-2026-10-07-at-07.52.38-1-1023x1536.jpeg 1023w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2026/10/WhatsApp-Image-2026-10-07-at-07.52.38-1-1000x1501.jpeg 1000w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2026/10/WhatsApp-Image-2026-10-07-at-07.52.38-1-900x1351.jpeg 900w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2026/10/WhatsApp-Image-2026-10-07-at-07.52.38-1-450x676.jpeg 450w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2026/10/WhatsApp-Image-2026-10-07-at-07.52.38-1-350x526.jpeg 350w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2026/10/WhatsApp-Image-2026-10-07-at-07.52.38-1.jpeg 1364w" sizes="(max-width: 682px) 100vw, 682px" /><figcaption class="wp-element-caption">KINK &#8211; All Photo by Jelmer Buitenga</figcaption></figure>
</div>


<h2 class="wp-block-heading">Ma parlare di KINK significa inevitabilmente parlare anche del corpo: di come lo abitiamo, di come lo guardiamo e di come immaginiamo che venga guardato dagli altri. Di ciò che scegliamo di mostrare e di ciò che, invece, preferiremmo tenere nascosto.</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Abbiamo incontrato Nik Rajšek per parlare di controllo e abbandono, desiderio e vulnerabilità, dello sguardo del pubblico e di quella sottile linea che separa il sentirsi esposti dal sentirsi finalmente liberi.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Il controllo è il punto di partenza di KINK: volerlo, perderlo, resistergli. Ma il controllo è anche qualcosa di molto presente nella nostra quotidianità, nelle relazioni, nel sesso e nel modo in cui scegliamo di mostrare il nostro corpo. Quando hai iniziato a chiederti cosa succede quando smettiamo di avere il controllo?</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Ho cominciato a chiedermelo quando la mia vita e il mio lavoro hanno cominciato a sembrarmi una routine. Mi sentivo fermo, stagnante, e poi un infortunio mi ha fatto letteralmente perdere il controllo del mio corpo. Mi ha forzato a chiedermi quanto controllo avessi davvero sulla mia vita, sul mio corpo e sulle scelte che facevo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Quando ho iniziato a creare questo assolo, sentivo un forte bisogno di quella sensazione di controllo. Ero l’unica persona a prendere le decisioni necessarie alla creazione del lavoro, e anche l’unica a doverne sostenere le conseguenze. All’inizio è stato qualcosa di nuovo e di molto potente. Ma ben presto mi sono reso conto che, in realtà, mi piace ancora di più lasciare andare quel controllo. Ho iniziato così a cercare una sorta di punto di equilibrio tra il controllare e l’abbandonarsi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Mi sono anche reso conto che c’è una cosa che davvero non posso controllare: il pubblico. Posso guidarlo verso una determinata esperienza, ma alla fine è completamente fuori dalle mie mani il modo in cui ogni persona percepirà e vivrà il lavoro. </p>



<h2 class="wp-block-heading">L’incertezza è diventata una parte importante di KINK. </h2>



<p class="wp-block-paragraph">Quel momento in cui devo accettare di non poter controllare tutto, soprattutto il modo in cui vengo visto.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Credo che il desiderio di lasciare andare il controllo vada di pari passo con il bisogno di controllare. In qualche modo, le due cose convivono. Più cerco di controllare qualcosa, più a volte sento il desiderio di lasciarla andare. E penso che sia proprio questa contraddizione a essere interessante: puoi desiderare il controllo e la libertà nello stesso momento.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Il titolo KINK è una parola che evoca immediatamente sesso, desiderio e fantasie. Ti interessava giocare con ciò che il pubblico avrebbe potuto immaginare ancora prima di vederti sul palco?</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Certo! Anche se, in realtà, la storia da cui è nato questo titolo è molto più semplice e innocente.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Come dicevo prima, qualche anno fa ho avuto un grave infortunio alla parte bassa della schiena e i medici mi dissero che stavo forzando la colonna vertebrale in un “kink”, una torsione molto accentuata che premeva sui nervi. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Durante la riabilitazione ha iniziato a svilupparsi un vocabolario di movimento intorno alla colonna vertebrale. Per la fluidità dei movimenti e per il modo in cui la colonna era coinvolta, tutto questo finiva per avere anche una certa connotazione sessuale. E da lì ho semplicemente seguito il flusso.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" width="1024" height="683" data-attachment-id="111933" data-permalink="https://toh-magazine.com/2026/10/whos-in-control-nik-rajsek-ci-racconta-il-suo-assolo-kink/whatsapp-image-2026-10-07-at-07-52-38/" data-orig-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2026/10/WhatsApp-Image-2026-10-07-at-07.52.38.jpeg" data-orig-size="2048,1366" data-comments-opened="0" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;,&quot;alt&quot;:&quot;&quot;}" data-image-title="KINK &amp;#8211; Photo by Jelmer Buitenga" data-image-description="&lt;p&gt;KINK &amp;#8211; Photo by Jelmer Buitenga&lt;/p&gt;
" data-image-caption="" data-large-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2026/10/WhatsApp-Image-2026-10-07-at-07.52.38-1024x683.jpeg" src="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2026/10/WhatsApp-Image-2026-10-07-at-07.52.38-1024x683.jpeg" alt="KINK - Photo by Jelmer Buitenga" class="wp-image-111933" srcset="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2026/10/WhatsApp-Image-2026-10-07-at-07.52.38-1024x683.jpeg 1024w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2026/10/WhatsApp-Image-2026-10-07-at-07.52.38-300x200.jpeg 300w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2026/10/WhatsApp-Image-2026-10-07-at-07.52.38-768x512.jpeg 768w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2026/10/WhatsApp-Image-2026-10-07-at-07.52.38-1536x1025.jpeg 1536w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2026/10/WhatsApp-Image-2026-10-07-at-07.52.38-1000x667.jpeg 1000w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2026/10/WhatsApp-Image-2026-10-07-at-07.52.38-900x600.jpeg 900w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2026/10/WhatsApp-Image-2026-10-07-at-07.52.38-450x300.jpeg 450w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2026/10/WhatsApp-Image-2026-10-07-at-07.52.38-350x233.jpeg 350w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2026/10/WhatsApp-Image-2026-10-07-at-07.52.38.jpeg 2048w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Ogni volta che qualcuno sente la parola “kink”, spesso emergono sensazioni come vergogna, disagio, curiosità, o qualcosa di cui non ci sentiamo immediatamente a nostro agio nel parlare. </h2>



<p class="wp-block-paragraph">Ho trovato questa sensazione molto vicina a ciò che provo a volte quando devo stare sul palco: essere esposto, osservato, sentirmi leggermente a disagio rispetto al modo in cui vengo percepito, e a volte provare vergogna senza una vera ragione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Allora ho cominciato a chiedermi: come posso trasformare questa sensazione nel mio KINK personale? E come posso fare in modo che anche il pubblico provi almeno un po’ di quel disagio, di quella curiosità, di quella tensione?</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Sei da solo, quindi tutto passa attraverso il tuo corpo. Quanto è stato difficile trasformare qualcosa di astratto come il “controllo” in qualcosa di fisico, visibile, tangibile?</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Il modo in cui ho affrontato il tema del controllo è stato, in realtà, piuttosto semplice. Per me il controllo è qualcosa di estremamente pulito. Dal punto di vista fisico e spaziale, volevo che tutto fosse estremamente preciso e misurato. Ho creato dei pattern sul palco, fissi e ripetuti, costruendo una struttura molto chiara che dovevo seguire.</p>



<h2 class="wp-block-heading">In un certo senso, mi sono diviso in due: il coreografo e il danzatore. Una parte di me creava le regole, l’altra doveva rispettarle.</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Ho lavorato sulla musica insieme al compositore in modo simile. Volevo che fosse il movimento a controllare la musica, quindi la musica è arrivata per ultima ed è stata dettata da ciò che accadeva nel corpo e nella coreografia. Ma solo fino a un certo punto.</p>



<p class="wp-block-paragraph">A un certo momento ero pronto a lasciare andare quel controllo, e quella sensazione è diventata più importante di qualsiasi movimento o coreografia. E, a dire il vero, è ancora una sensazione che continuo a inseguire ogni volta che porto questo assolo in scena.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Nel corso della tua carriera hai lavorato con coreografe e coreografi come Ann Van den Broek e oggi stai sviluppando sempre più un tuo linguaggio artistico. C’è qualcosa che hai imparato lavorando per gli altri e che oggi senti profondamente tuo?</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Come danzatore e performer, sono ancora profondamente grato per aver avuto l’opportunità di lavorare così a stretto contatto con Ann per quasi dieci anni. Ha un modo incredibile di ampliare l’idea che hai di te stesso come danzatore, ma soprattutto come persona. Con lei non esiste una vera separazione tra le due cose quando sei in scena.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Ho imparato a essere me stesso sul palco, ma anche a permettermi di aprirmi e di essere visto in modi che, normalmente, forse non avrei il coraggio di mostrare.</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Ogni persona ha così tanti livelli: quelli positivi e quelli negativi, le parti di cui siamo orgogliosi e quelle che preferiremmo nascondere. Nella vita di tutti i giorni scegliamo spesso di mostrare le parti che ci sembrano più accettabili e di tenere per noi quelle più scomode. Lavorare con Ann mi ha insegnato che anche quelle parti possono avere un valore sulla scena.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Mi ha dato il permesso di accedere a emozioni, personalità e personaggi diversi che esistono dentro di me, anche quelli che normalmente preferirei non mostrare.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Credo che questo sia diventato un elemento fondamentale del mio linguaggio artistico: non cercare di nascondermi dietro il movimento o la performance, ma permettere alla persona che esiste dietro di loro di essere presente.</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-large"><img decoding="async" width="673" height="1024" data-attachment-id="111932" data-permalink="https://toh-magazine.com/2026/10/whos-in-control-nik-rajsek-ci-racconta-il-suo-assolo-kink/whatsapp-image-2026-10-07-at-07-52-38-2/" data-orig-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2026/10/WhatsApp-Image-2026-10-07-at-07.52.38-2.jpeg" data-orig-size="1208,1838" data-comments-opened="0" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;,&quot;alt&quot;:&quot;&quot;}" data-image-title="KINK &amp;#8211; Photo by Jelmer Buitenga" data-image-description="&lt;p&gt;KINK &amp;#8211; Photo by Jelmer Buitenga&lt;/p&gt;
" data-image-caption="" data-large-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2026/10/WhatsApp-Image-2026-10-07-at-07.52.38-2-673x1024.jpeg" src="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2026/10/WhatsApp-Image-2026-10-07-at-07.52.38-2-673x1024.jpeg" alt="KINK - Photo by Jelmer Buitenga" class="wp-image-111932" srcset="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2026/10/WhatsApp-Image-2026-10-07-at-07.52.38-2-673x1024.jpeg 673w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2026/10/WhatsApp-Image-2026-10-07-at-07.52.38-2-197x300.jpeg 197w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2026/10/WhatsApp-Image-2026-10-07-at-07.52.38-2-768x1169.jpeg 768w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2026/10/WhatsApp-Image-2026-10-07-at-07.52.38-2-1010x1536.jpeg 1010w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2026/10/WhatsApp-Image-2026-10-07-at-07.52.38-2-1000x1522.jpeg 1000w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2026/10/WhatsApp-Image-2026-10-07-at-07.52.38-2-900x1369.jpeg 900w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2026/10/WhatsApp-Image-2026-10-07-at-07.52.38-2-450x685.jpeg 450w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2026/10/WhatsApp-Image-2026-10-07-at-07.52.38-2-350x533.jpeg 350w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2026/10/WhatsApp-Image-2026-10-07-at-07.52.38-2.jpeg 1208w" sizes="(max-width: 673px) 100vw, 673px" /></figure>
</div>


<p class="wp-block-paragraph"><strong>KINK è un solo, ma il pubblico finisce inevitabilmente per entrare nella relazione. Ti interessa sedurlo, metterlo a disagio, provocarlo o semplicemente renderlo consapevole del fatto che anche guardare può essere una forma di potere?</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Tutto quanto! Quando lavori a un assolo e lo porti in scena, la sensazione in studio e sul palco può essere molto solitaria. Ho sempre trovato strano questo sentimento, perché in realtà non sono solo: ci sono delle persone sedute proprio lì, davanti a me.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Volevo che KINK fosse un assolo molto onesto e sentivo di non riuscirci mantenendo una quarta parete tra me e il pubblico, facendo finta di non vederlo. Il pubblico è lì. So che mi sta guardando e voglio riconoscere questa relazione invece di nasconderla.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Quella relazione dà anche al pubblico un certo potere nell&#8217;influenzare il lavoro in tempo reale. Uno di noi può decidere di distogliere lo sguardo, oppure possiamo ritrovarci coinvolti in una sorta di gara a chi sostiene più a lungo lo sguardo dell’altro. Qualcuno potrebbe persino decidere di andarsene.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Lascio che tutto questo influenzi il mio modo di esibirmi in quel momento. Quindi, anche se ho il controllo su molte cose che accadono sul palco, il pubblico può sempre cambiare ciò che sta succedendo semplicemente attraverso la propria presenza e le proprie scelte.</p>



<h2 class="wp-block-heading">In un certo senso, anche questo è il mio KINK: giocare con il pubblico e con il potere che esiste tra chi viene guardato e chi guarda.</h2>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Il corpo può essere uno strumento di libertà, ma può anche essere uno spazio pieno di aspettative: come dovremmo apparire, come dovremmo desiderare, quanto ci è concesso mostrare. Qual è stata l’aspettativa sul tuo corpo che hai sentito più forte durante la creazione di questo lavoro?</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Tornando a quello che dicevo prima, questo lavoro è nato durante la mia riabilitazione dopo un infortunio alla colonna vertebrale. All’inizio dovevo semplicemente imparare di nuovo a camminare dritto, e poi a sentirmi nuovamente a mio agio nel movimento.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il processo è cominciato ponendomi parecchi dubbi su me stesso e con poca fiducia nel mio corpo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Dopo circa una settimana in studio, ho guardato alcuni video delle mie improvvisazioni e ho pensato: perché tutto sembra così sessuale e seducente? Non era assolutamente quello a cui stavo pensando. </p>



<h2 class="wp-block-heading">E lo ammetto, la mia prima reazione è stata: non c’è modo che io possa muovermi così per l’intera durata di un assolo. È troppo. Sarà troppo per il pubblico. È troppo gay. Sembra troppo arrogante, troppo esibizionista.</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Ma non è così che lo sento dentro il mio corpo. Per me, quel movimento è incredibilmente vulnerabile.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ho dovuto quindi chiedermi da dove venissero quelle aspettative, perché stessi già giudicando il mio corpo sulla base di come immaginavo che altre persone potessero guardarlo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Alla fine ho semplicemente pensato: fanculo, andiamo fino in fondo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ed è diventato qualcosa di molto importante per me. Invece di cercare di rendere il mio corpo più accettabile o meno provocatorio, ho deciso di fidarmi di come lo sento realmente.</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="683" data-attachment-id="111930" data-permalink="https://toh-magazine.com/2026/10/whos-in-control-nik-rajsek-ci-racconta-il-suo-assolo-kink/whatsapp-image-2026-10-07-at-07-52-37/" data-orig-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2026/10/WhatsApp-Image-2026-10-07-at-07.52.37.jpeg" data-orig-size="2048,1366" data-comments-opened="0" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;,&quot;alt&quot;:&quot;&quot;}" data-image-title="KINK &amp;#8211; Photo by Jelmer Buitenga" data-image-description="&lt;p&gt;KINK &amp;#8211; Photo by Jelmer Buitenga&lt;/p&gt;
" data-image-caption="" data-large-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2026/10/WhatsApp-Image-2026-10-07-at-07.52.37-1024x683.jpeg" src="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2026/10/WhatsApp-Image-2026-10-07-at-07.52.37-1024x683.jpeg" alt="KINK - Photo by Jelmer Buitenga" class="wp-image-111930" srcset="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2026/10/WhatsApp-Image-2026-10-07-at-07.52.37-1024x683.jpeg 1024w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2026/10/WhatsApp-Image-2026-10-07-at-07.52.37-300x200.jpeg 300w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2026/10/WhatsApp-Image-2026-10-07-at-07.52.37-768x512.jpeg 768w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2026/10/WhatsApp-Image-2026-10-07-at-07.52.37-1536x1025.jpeg 1536w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2026/10/WhatsApp-Image-2026-10-07-at-07.52.37-1000x667.jpeg 1000w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2026/10/WhatsApp-Image-2026-10-07-at-07.52.37-900x600.jpeg 900w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2026/10/WhatsApp-Image-2026-10-07-at-07.52.37-450x300.jpeg 450w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2026/10/WhatsApp-Image-2026-10-07-at-07.52.37-350x233.jpeg 350w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2026/10/WhatsApp-Image-2026-10-07-at-07.52.37.jpeg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>
</div>


<p class="wp-block-paragraph"><strong>Ti lascio con una domanda che forse riguarda KINK tanto quanto il modo in cui viviamo: se il controllo è una forma di potere, cosa succede quando scegliamo consapevolmente di rinunciarvi?</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Non credo che la sensazione di avere il controllo completo arrivi mai davvero. Nel momento in cui pensi di averla raggiunta, compare qualcos’altro e all’improvviso ti ritrovi di nuovo a cercare di riprendere il controllo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Diventa un ciclo continuo di raggiungere, perdere e raggiungere di nuovo, come se il controllo fosse sempre un po’ fuori dalla nostra portata.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Allo stesso tempo, però, tutti viviamo il controllo in modo diverso. Per me è importante sentire di avere il controllo fino al punto in cui mi sento al sicuro e protetto. Ed è proprio da quella sensazione di sicurezza che posso accedere a qualcos’altro: il potere.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Per questo, per me, il controllo non è necessariamente una forma di potere, ma uno strumento che mi permette di sentirmi potente.</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Credo anche che ci sia qualcosa di quasi dipendente nel desiderio di mettere alla prova cosa succede quando lasciamo andare. È un po’ come giocare d’azzardo: sai che c’è un rischio, ma vuoi comunque fare quella puntata, semplicemente per vedere cosa succede.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Quanto posso lasciar andare? Cosa succede se smetto di cercare di controllare il risultato?</p>



<p class="wp-block-paragraph">C’è qualcosa di eccitante nel non sapere. E forse anche nel mettere a rischio quella sensazione di sicurezza che hai lavorato così duramente per costruire.</p>



<p class="wp-block-paragraph">E forse non esiste sensazione di potere più grande del sentirsi abbastanza al sicuro, abbastanza protetti, da poter scegliere consapevolmente di cedere una parte di quel controllo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">E vedere semplicemente cosa succede dopo.</p>


<figure class="wp-block-embed-youtube wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><a href="https://toh-magazine.com/2026/10/whos-in-control-nik-rajsek-ci-racconta-il-suo-assolo-kink/"><img decoding="async" src="//i.ytimg.com/vi/0NsRtsUlRJc/hqdefault.jpg" alt="YouTube Video"></a><br /><br /><figcaption></figcaption></figure>


<p class="wp-block-paragraph"><br>Lo spettacolo è stato selezionato da <a href="https://mailstat.us/tr/t2/6f4a0ad/j9nxkubwtkmsch/2/https://aerowaves.org" target="_blank" rel="noopener">Aerowaves</a>, piattaforma europea dedicata alla danza cofinanziata dal programma dell&#8217;Unione Europea &#8216;Europa Creativa&#8217; (Creative Europe).</p>
<p>L'articolo <a href="https://toh-magazine.com/2026/10/whos-in-control-nik-rajsek-ci-racconta-il-suo-assolo-kink/">WHO’S IN CONTROL? Nik Rajšek ci racconta il suo assolo &#8220;KINK&#8221;</a> proviene da <a href="https://toh-magazine.com">Toh! Magazine</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">111926</post-id>	</item>
		<item>
		<title>Lunga vita al Kink. La fotografia secondo Paco y Manolo</title>
		<link>https://toh-magazine.com/2022/05/lunga-vita-al-kink-la-fotografia-secondo-paco-y-manolo/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=lunga-vita-al-kink-la-fotografia-secondo-paco-y-manolo</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Salvatore Piombino]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 21 May 2022 10:14:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Art]]></category>
		<category><![CDATA[gay photography]]></category>
		<category><![CDATA[kink]]></category>
		<category><![CDATA[kink magazine]]></category>
		<category><![CDATA[lgbtq]]></category>
		<category><![CDATA[mirada]]></category>
		<category><![CDATA[paco y manolo]]></category>
		<category><![CDATA[toh magazine]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://toh-magazine.com/?p=103653</guid>

					<description><![CDATA[<p>Paco y Manolo continuano a dimostrare come il corpo, nelle sue infinite declinazioni, possa essere iconico ed esplodere di sensualità e desiderio. </p>
<p>L'articolo <a href="https://toh-magazine.com/2022/05/lunga-vita-al-kink-la-fotografia-secondo-paco-y-manolo/">Lunga vita al Kink. La fotografia secondo Paco y Manolo</a> proviene da <a href="https://toh-magazine.com">Toh! Magazine</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<h3 class="wp-block-heading"><strong>Paco y Manolo continuano a dimostrare come il corpo, nelle sue infinite declinazioni, possa essere iconico ed esplodere di sensualità e desiderio. La loro&nbsp;</strong><em><strong>mirada</strong></em><strong>&nbsp;è un atto artistico punk dalla potente carica erotica, è per questo motivo che la comunità LGBTQ+ li ha scelti e voluti come voce narrante. Paco y Manolo hanno messo a disposizione la propria arte per raccontare sé stessi e un mondo che cambiava.&nbsp;</strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph">Quella di <a href="https://www.instagram.com/paco_y_manolo/">Paco y Manolo </a>è una fotografia che supera etichette e vanità fotografica, nasce da una ricerca estetica che ha le sue radici nel punk, nel cinema del desiderio e nella materialità dell’oggetto fotografico. Paco y Manolo sono tra i pochi artisti della fotografia che hanno il controllo completo della propria attività, la loro rivista&nbsp;<em><a href="https://kinkediciones.com">Kink</a></em>&nbsp;è un oggetto iconico e deflagrante, intimo nel racconto dei&nbsp;<em>chicos&nbsp;</em>che in ogni numero si spogliano di fronte agli obiettivi delle loro camere.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Paco y Manolo sono arrivati a&nbsp;<em>Kink</em>&nbsp;dopo una lunga carriera di successi: le collaborazioni editoriali con le riviste, il volume&nbsp;<em>Common People</em>&nbsp;(2004), raccolta di nudi che hanno come soggetto persone comuni, la lunga esperienza come fotografi ufficiali del Festival Primavera Sound di Barcellona, celebrato in&nbsp;<em>DIEZ AÑOS DE PRIMAVERA SOUND 2001/2010 SEGÚN PACO Y MANOLO</em>&nbsp;(2011), e infine la mostra&nbsp;<em>Memento Mori</em>&nbsp;(2012/2013) in cui i loro ritratti dialogano con i disegni di Sito Mújica, esperienza che aprirà a diverse collaborazioni con artisti del disegno erotico, oggi ospitati fra le pagine dei «quaderni» che troviamo in allegato alla rivista.</p>



<figure class="wp-block-image size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="630" height="900" data-attachment-id="103663" data-permalink="https://toh-magazine.com/2022/05/lunga-vita-al-kink-la-fotografia-secondo-paco-y-manolo/oleg_pacoymanolo/" data-orig-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/05/Oleg_PacoyManolo.jpg" data-orig-size="630,900" data-comments-opened="0" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}" data-image-title="Oleg_PacoyManolo_toh_magazine" data-image-description="&lt;p&gt;Oleg_PacoyManolo_toh_magazine&lt;/p&gt;
" data-image-caption="" data-large-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/05/Oleg_PacoyManolo.jpg" src="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/05/Oleg_PacoyManolo.jpg" alt="Oleg_PacoyManolo_toh_magazine" class="wp-image-103663" srcset="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/05/Oleg_PacoyManolo.jpg 630w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/05/Oleg_PacoyManolo-210x300.jpg 210w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/05/Oleg_PacoyManolo-450x643.jpg 450w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/05/Oleg_PacoyManolo-350x500.jpg 350w" sizes="auto, (max-width: 630px) 100vw, 630px" /></figure>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Il vostro è un longevo e proficuo rapporto creativo, si dà il caso sia anche una grande storia d’amore. In che modo vita privata e lavoro creativo convivono e crescono insieme a voi?&nbsp;</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>P:</strong>&nbsp;per noi vita e lavoro sono un’unica cosa. Abbiamo iniziato presto a lavorare insieme, subito dopo esserci conosciuti.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>M</strong>: quando ci siamo conosciuti io andavo all&#8217;università e non avevo intenzione di fare il fotografo, era Paco che faceva foto. All’inizio, lui mi mandava i suoi scatti e io le presentavo come mie all&#8217;università. Non c&#8217;era nessuna intenzione di pubblicarle in una rivista, volevamo essere fotografi d’arte come Robert Mapplethorpe e Diane Arbus. Improvvisamente però succedevano cose che ci facevano pensare: vogliamo guadagnarci la vita con questo. Fu allora che cominciammo a pubblicare sulle riviste. In quel periodo il nostro lavoro era più&nbsp;<em>staged</em>, usavamo il treppiede e le foto erano rigorosamente in bianco e nero. Noi venivamo da quel modo di lavorare, oggi invece facciamo foto per un progetto che non ha nulla a che fare con la fotografia editoriale, siamo liberi dal vincolo della commissione e utilizziamo mezzi che prima non usavamo.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><em><strong>Kink</strong></em><strong>&nbsp;è giunto al suo trentaseiesimo numero. Sfogliandone le pagine ho l’impressione stiate realizzato il vostro racconto della comunità gay/queer. È così?&nbsp;</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>M:&nbsp;</strong>non ha nulla a che vedere con il mondo gay/queer contemporaneo. Abbiamo una visione del sesso che non ha nulla dell’estetica di oggi. Persino quando scriviamo non parliamo dei modelli ma di noi, della nostra storia e del modo in cui vediamo la realtà.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>P:</strong>&nbsp;Non scegliamo mai i modelli. Non abbiamo mai chiesto a nessuno di farci da modello. Non è che ci sia una tipologia specifica che selezioniamo, sono le persone che si propongono.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>M:&nbsp;</strong>si va dall&#8217;individuo alla comunità.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>P:</strong>&nbsp;quello che raccontiamo e ritraiamo nella rivista non è lo stesso di sedici anni fa. La rivista si è evoluta ed è cambiata. Oggi è da considerarsi un diario, nel quale raccontiamo quello che abbiamo vissuto nel periodo prima della sua uscita.&nbsp;<em>Kink&nbsp;</em>non ha a che fare con il sesso né con i modelli,&nbsp;<em>Kink</em>&nbsp;parla di noi. Quello che effettivamente riflette la comunità LGBTQIA+ sono le persone che fotografiamo.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Sono arrivato in città da poco, quando vi ho conosciuto e ho tenuto fra le mani il mio primo&nbsp;</strong><em><strong>Kink</strong></em><strong>, ho avuto l’impressione di aver finalmente incontrato la realtà artistica più viva e genuina della città. Qual è il vostro sguardo su Barcellona e sulla Catalogna, che con la sua natura imponente è spesso protagonista, insieme ai ragazzi, dei vostri scatti?&nbsp;</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>M:&nbsp;</strong>abbiamo<strong>&nbsp;</strong>sempre considerato il nostro sguardo come mediterraneo nella sua accezione classico-ellenica. Nel mondo mediterraneo classico non esisteva vergogna del corpo. La maggior parte delle persone vede tutte le forme di feticismo come un tipo di sessualità legata alla colpa. Noi vogliamo tornare al mondo mediterraneo classico, ci poniamo nei confronti del corpo e della vita in modo molto diverso rispetto all’immagine del sesso veicolata dalla cultura americana. La Spagna, nello specifico, è libera nella rappresentazione del corpo e del sesso e si allontana da altre visioni occidentali più mainstream come quella statunitense.</p>



<figure data-carousel-extra='{&quot;blog_id&quot;:1,&quot;permalink&quot;:&quot;https://toh-magazine.com/2022/05/lunga-vita-al-kink-la-fotografia-secondo-paco-y-manolo/&quot;}'  class="wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-1 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex">
<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="644" height="900" data-attachment-id="103665" data-permalink="https://toh-magazine.com/2022/05/lunga-vita-al-kink-la-fotografia-secondo-paco-y-manolo/toni_pacoymanolo/" data-orig-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/05/Toni_PacoyManolo.jpg" data-orig-size="644,900" data-comments-opened="0" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}" data-image-title="Toni_PacoyManolo_toh_magazine" data-image-description="&lt;p&gt;Toni_PacoyManolo_toh_magazine&lt;/p&gt;
" data-image-caption="" data-large-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/05/Toni_PacoyManolo.jpg" data-id="103665" src="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/05/Toni_PacoyManolo.jpg" alt="Toni_PacoyManolo_toh_magazine" class="wp-image-103665" srcset="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/05/Toni_PacoyManolo.jpg 644w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/05/Toni_PacoyManolo-215x300.jpg 215w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/05/Toni_PacoyManolo-450x629.jpg 450w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/05/Toni_PacoyManolo-350x489.jpg 350w" sizes="auto, (max-width: 644px) 100vw, 644px" /></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="656" height="900" data-attachment-id="103661" data-permalink="https://toh-magazine.com/2022/05/lunga-vita-al-kink-la-fotografia-secondo-paco-y-manolo/javier_pacoymanolo/" data-orig-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/05/Javier_PacoyManolo.jpg" data-orig-size="656,900" data-comments-opened="0" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}" data-image-title="Javier_PacoyManolo_toh_magazine" data-image-description="&lt;p&gt;Javier_PacoyManolo_toh_magazine&lt;/p&gt;
" data-image-caption="" data-large-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/05/Javier_PacoyManolo.jpg" data-id="103661" src="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/05/Javier_PacoyManolo.jpg" alt="Javier_PacoyManolo_toh_magazine" class="wp-image-103661" srcset="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/05/Javier_PacoyManolo.jpg 656w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/05/Javier_PacoyManolo-219x300.jpg 219w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/05/Javier_PacoyManolo-450x617.jpg 450w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/05/Javier_PacoyManolo-350x480.jpg 350w" sizes="auto, (max-width: 656px) 100vw, 656px" /></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="656" height="900" data-attachment-id="103662" data-permalink="https://toh-magazine.com/2022/05/lunga-vita-al-kink-la-fotografia-secondo-paco-y-manolo/michael_pacoymanolo/" data-orig-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/05/Michael_PacoyManolo.jpg" data-orig-size="656,900" data-comments-opened="0" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}" data-image-title="Michael_PacoyManolo_toh_magazine" data-image-description="&lt;p&gt;Michael_PacoyManolo_toh_magazine&lt;/p&gt;
" data-image-caption="" data-large-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/05/Michael_PacoyManolo.jpg" data-id="103662" src="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/05/Michael_PacoyManolo.jpg" alt="Michael_PacoyManolo_toh_magazine" class="wp-image-103662" srcset="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/05/Michael_PacoyManolo.jpg 656w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/05/Michael_PacoyManolo-219x300.jpg 219w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/05/Michael_PacoyManolo-450x617.jpg 450w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/05/Michael_PacoyManolo-350x480.jpg 350w" sizes="auto, (max-width: 656px) 100vw, 656px" /></figure>
</figure>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>La prima volta che vi ho incontrato eravamo alle manifestazioni che si sono tenute in luglio per la terribile aggressione omofoba che ha portato alla morte di Samuel Luiz. Com’è cambiato il contesto sociale nei confronti della comunità LGBTQ+ in Spagna?</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>P</strong>: Non credo sia migliorato molto. Oggi il partito di estrema destra VOX è in auge e ci sono sondaggi che mostrano come stia già superando il Partito Popolare, la destra cosiddetta moderata, per questo motivo credo che di fronte a noi si prospetta solo un peggioramento.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Questa violenza omofoba era più forte nel passato?&nbsp;</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>P</strong>: C&#8217;è sempre stata ma oggi è ancora più violenta, chiunque può dire qualunque cosa contro le minoranze, compresi i capi di partito e questo è un problema molto grande.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Quest’anno è uscito&nbsp;</strong><em><strong>Todo a la vez</strong></em><strong>, documentario che racconta il vostro lavoro, per la regia dello scrittore cileno Alberto Fuguet con produzione italiana (The Open Reel). Com’è stata l’esperienza di essere dall’altra parte dell’obiettivo, oggetto di racconto?</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>P</strong>: É stato meraviglioso, non ce lo aspettavamo affatto. Inizialmente non volevamo farlo e per tre volte rifiutammo. Poi vennero a conoscerci il produttore Arturo Iglesias e il regista Alberto Fuguet e ci convinsero. Noi non pensavamo che il nostro lavoro, la nostra vita e il nostro modo di essere, potessero essere materiale per un film. Alberto ci disse che sarebbe stato lui a creare la narrazione e allora dicemmo di sì.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>M</strong>: Fu un lavoro molto intenso, di quasi 20 giorni. Immaginalo come quello che stiamo facendo adesso ma ogni giorno per 20 giorni di fila! Finimmo senza voce, regista incluso! Fu tutto molto intenso, più di una volta finimmo anche per piangere.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph"><em><strong>Kink&nbsp;</strong></em><strong>non è solo un insieme di foto e narrazioni, è anche un oggetto di alta godibilità: la scelta della carta, i colori, il layout. Qui con noi oggi c’è Francesc Mulet, fondamentale nella realizzazione materiale di&nbsp;</strong><em><strong>Kink</strong></em><strong>. Francesc, sei tu ad aprire il documentario&nbsp;</strong><em><strong>Todo a la vez</strong></em><strong>, dicendo una cosa bellissima, che per te Paco y Manolo sono famiglia. In che modo il tuo lavoro influenza e si coniuga al loro?&nbsp;</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>P</strong>: Realmente&nbsp;<em>Kink</em>&nbsp;siamo tutti e tre. Le immagini delle nostre foto sono una meraviglia (ridono tutti) però&nbsp;<em>Kink</em>&nbsp;non esisterebbe se non fossimo noi tre.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Francesc</strong>: Il numero nasce da scelte che facciamo insieme. Ognuno di noi sa qual è la sua parte nel processo. Una volta fatte le foto ci riuniamo, Paco e Manolo hanno già preparato una selezione ma è insieme che scegliamo le foto che andranno nel numero. Una volta che abbiamo deciso e tutto è compaginato mi lasciano lavorare da solo. Paco e Manolo preparano anche il testo, la parte finale invece è il mio lavoro.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>M</strong>: Per esempio ci sono alcune pagine che Francesc ha preparato per il numero appena uscito e non è che ce le abbia mostrate per avere approvazione.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Francesc</strong>: Inizio con l&#8217;eccesso, ci sono volte in cui preparo tre versioni della rivista ma a voi (si rivolge a Paco e Manolo) ne mostro solo una. É un processo lungo e difficile, arrivo al prodotto finale dopo molti sforzi.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>PyM</strong>: Una cosa alla quale lavoriamo sempre tutti e tre insieme è la copertina. Parliamo di come posizionare il logo, del testo, proponiamo diverse opzioni e discutiamo su quale possa essere la scelta migliore, soprattutto perché dovremo difendere quella copertina per i sei mesi successivi alla pubblicazione. Certo, lavorare in tre, con tre teste pensanti, può essere alle volte positivo, altre meno.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Francesc</strong>: potremmo sicuramente avere uno schema fisso ma preferiamo che ogni numero sia differente. È raro che la scelta di una copertina sia definita da quella precedente.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>P</strong>: quando lavoriamo alla copertina non pensiamo al fatto che possa vendere o meno ma solo alla foto che pensiamo sia migliore, per esempio nel numero 30 la copertina è una cascata con un ragazzo che si vede appena. Vogliamo scegliere liberamente la foto che più ci piace, senza pensare troppo alle dinamiche di mercato.&nbsp;</p>



<figure class="wp-block-image size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="643" height="900" data-attachment-id="103660" data-permalink="https://toh-magazine.com/2022/05/lunga-vita-al-kink-la-fotografia-secondo-paco-y-manolo/hes-one_pacoymanolo/" data-orig-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/05/Hes-One_PacoyManolo.jpg" data-orig-size="643,900" data-comments-opened="0" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}" data-image-title="He&amp;#8217;s_One_PacoyManolo_toh_magazine" data-image-description="&lt;p&gt;He&amp;#8217;s_One_PacoyManolo_toh_magazine&lt;/p&gt;
" data-image-caption="" data-large-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/05/Hes-One_PacoyManolo.jpg" src="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/05/Hes-One_PacoyManolo.jpg" alt="He's_One_PacoyManolo_toh_magazine" class="wp-image-103660" srcset="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/05/Hes-One_PacoyManolo.jpg 643w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/05/Hes-One_PacoyManolo-214x300.jpg 214w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/05/Hes-One_PacoyManolo-450x630.jpg 450w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/05/Hes-One_PacoyManolo-350x490.jpg 350w" sizes="auto, (max-width: 643px) 100vw, 643px" /></figure>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Un dettaglio che amo in&nbsp;</strong><em><strong>Kink</strong></em><strong>&nbsp;è la nota in cui segnalate al lettore le camere e le pellicole che avete usato per i servizi presenti nel numero, a sancire una volta di più l’importanza della materialità del vostro lavoro. Che consigli dareste a chi si avvicina alla fotografia per la prima volta?&nbsp;</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Francesc</strong>: Ah lo hai notato? Sono cose che mettiamo e pensiamo «nessuno le leggerà!».&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>M</strong>: Di essere molto costanti. Per quanto talento tu possa avere, la costanza è la cosa più importante.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Francesc</strong>: Chi si approccia alla fotografia deve farlo guidato dalla passione.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>P:</strong>&nbsp;È stupendo poter vivere facendo foto ma ovviamente è complicato riuscirci.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>M</strong>: Facciamo foto da 28 anni e pubblichiamo da 26, abbiamo visto passare una miriade di fotografi e quelli che hanno continuato sono quelli che hanno avuto più costanza e passione.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><em><strong>Todo a la vez</strong></em><strong>&nbsp;doveva chiudersi con l’immagine di voi tre incorniciati da un gioco di fuochi d’artificio in Plaza de España per la Noche de San Juan, ma quasi a sorpresa il documentario riprende per raccontare come è cambiato il vostro sguardo dopo il primo&nbsp;</strong><em><strong>lockdown</strong></em><strong>&nbsp;(marzo-maggio 2020), causato dalla pandemia di Covid-19. È struggente vedere in quelle foto, i corpi dei ragazzi incorniciati dagli ambienti domestici, le loro espressioni, persino nell’orgasmo, sembrano risentire la costrizione di quei giorni. Quanto è cambiata la&nbsp;</strong><em><strong>mirada</strong></em><strong>&nbsp;di Paco y Manolo dopo il confinamento?</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>P</strong>: inizialmente eravamo un po&#8217; spaventati per quello che stava accadendo. Devi considerare che per noi ha più importanza il modello, la persona, che l’idea della fotografia. Per noi è fondamentale che il modello si senta a proprio agio, noi siamo come spettatori e questo non può cambiare. Ci focalizziamo sul modello, su come reagisce fin dal minuto zero.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>M</strong>: Beh, questo è stato un processo che abbiamo perfezionato con il tempo. Inizialmente eravamo più timidi, specialmente quando un modello si imponeva. Quelle non erano sessioni di successo. Abbiamo bisogno di trovarci a nostro agio con il modello ed entrare nel ruolo di spettatori.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Cos’è che influenza maggiormente il vostro lavoro?</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>P</strong>: Io credo che la nostra&nbsp;<em>mirada</em>&nbsp;cambi continuamente in base agli input culturali ai quali ci sottoponiamo: libri, film, musica, arte, (si rivolge a Manolo) ti ricordi quando facemmo tutte quelle foto con i ragazzi sugli alberi? O quando all&#8217;improvviso era tutto un focalizzarsi sui capezzoli?&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>M:</strong>&nbsp;questo è successo perché probabilmente abbiamo visto qualcosa che ci ha spinti in quella direzione, quindi, sì la&nbsp;<em>mirada</em>&nbsp;può cambiate a causa di particolari input che abbiamo ricevuto. Ad esempio, senza la&nbsp;<em>Trilogia della vita</em>&nbsp;di Pier Paolo Pasolini&nbsp;<em>Kink</em>&nbsp;non esisterebbe, non potrebbe neanche essere compreso.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>P</strong>: I ragazzi di Pasolini che corrono liberi e nudi sono una forma di verità. Pasolini era completamente libero. Qui in Spagna i suoi film sono usciti in sala per la prima volta dopo la morte di Francisco Franco.&nbsp;</p>



<figure data-carousel-extra='{&quot;blog_id&quot;:1,&quot;permalink&quot;:&quot;https://toh-magazine.com/2022/05/lunga-vita-al-kink-la-fotografia-secondo-paco-y-manolo/&quot;}'  class="wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-2 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex">
<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="630" height="900" data-attachment-id="103659" data-permalink="https://toh-magazine.com/2022/05/lunga-vita-al-kink-la-fotografia-secondo-paco-y-manolo/filippo_pacoymanolo/" data-orig-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/05/Filippo_PacoyManolo.jpg" data-orig-size="630,900" data-comments-opened="0" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}" data-image-title="Filippo_PacoyManolo_toh_magazine" data-image-description="&lt;p&gt;Filippo_PacoyManolo_toh_magazine&lt;/p&gt;
" data-image-caption="" data-large-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/05/Filippo_PacoyManolo.jpg" data-id="103659" src="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/05/Filippo_PacoyManolo.jpg" alt="Filippo_PacoyManolo_toh_magazine" class="wp-image-103659" srcset="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/05/Filippo_PacoyManolo.jpg 630w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/05/Filippo_PacoyManolo-210x300.jpg 210w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/05/Filippo_PacoyManolo-450x643.jpg 450w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/05/Filippo_PacoyManolo-350x500.jpg 350w" sizes="auto, (max-width: 630px) 100vw, 630px" /></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="661" height="900" data-attachment-id="103655" data-permalink="https://toh-magazine.com/2022/05/lunga-vita-al-kink-la-fotografia-secondo-paco-y-manolo/albert_pacoymanolo/" data-orig-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/05/Albert_PacoyManolo.jpg" data-orig-size="661,900" data-comments-opened="0" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}" data-image-title="Albert_PacoyManolo_toh_magazine" data-image-description="&lt;p&gt;Albert_PacoyManolo_toh_magazine&lt;/p&gt;
" data-image-caption="" data-large-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/05/Albert_PacoyManolo.jpg" data-id="103655" src="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/05/Albert_PacoyManolo.jpg" alt="Albert_PacoyManolo_toh_magazine" class="wp-image-103655" srcset="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/05/Albert_PacoyManolo.jpg 661w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/05/Albert_PacoyManolo-220x300.jpg 220w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/05/Albert_PacoyManolo-450x613.jpg 450w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/05/Albert_PacoyManolo-350x477.jpg 350w" sizes="auto, (max-width: 661px) 100vw, 661px" /></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="632" height="900" data-attachment-id="103664" data-permalink="https://toh-magazine.com/2022/05/lunga-vita-al-kink-la-fotografia-secondo-paco-y-manolo/quim_pacoymanolo/" data-orig-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/05/Quim_PacoyManolo.jpg" data-orig-size="632,900" data-comments-opened="0" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}" data-image-title="Quim_PacoyManolo_toh_magazine" data-image-description="&lt;p&gt;Quim_PacoyManolo_toh_magazine&lt;/p&gt;
" data-image-caption="" data-large-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/05/Quim_PacoyManolo.jpg" data-id="103664" src="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/05/Quim_PacoyManolo.jpg" alt="Quim_PacoyManolo_toh_magazine" class="wp-image-103664" srcset="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/05/Quim_PacoyManolo.jpg 632w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/05/Quim_PacoyManolo-211x300.jpg 211w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/05/Quim_PacoyManolo-450x641.jpg 450w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/05/Quim_PacoyManolo-350x498.jpg 350w" sizes="auto, (max-width: 632px) 100vw, 632px" /></figure>
</figure>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Credo che anche la musica sia molto importante.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>M</strong>: Sì, scegliamo sempre una canzone che chiuderà il numero (l’ultima pagina di&nbsp;<em>Kink</em>&nbsp;è effettivamente una citazione musicale con tanto di QR Code che apre il video della canzone scelta). Ognuno di noi fa una proposta ed è lì che si vede tanto la differenza fra di noi.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>F</strong>: É importante che la musica che scegliamo abbia una relazione con il nostro modo di intendere la fotografia, con le immagini su cui stiamo lavorando.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Il vostro lavoro ha come obiettivo quello di liberare la carica erotica dell’individuo ritratto in modo naturale, lontano dal divismo social. Qual è il vostro rapporto con la rete e con applicazioni legate alle immagini come Instagram?&nbsp;</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>P:</strong>&nbsp;Nel 2003 iniziammo a tenere una pagina web per&nbsp;<em>El Mundo</em>, facemmo delle foto ad un cantante che aveva un blog e allora pensammo di farlo anche noi. Decidemmo di pubblicare almeno una foto al giorno. Avevamo un contatore di visite, ci rendemmo conto che stava funzionando davvero.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>M</strong>: Era un periodo di grande evoluzione nei mezzi di comunicazione, avevamo la musica elettronica, i club, i festival, i party, le fanzine che diventavano riviste istituzionali e per le quali lavoravamo anche noi.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>P</strong>: Certo, non avevamo macchine fotografiche digitali, per cui dovevamo sottostare a un ordine di lavoro diverso. Nel 2013 abbiamo deciso di chiudere il blog e di iniziare con Instagram.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph"><a></a><strong>M</strong>: Io su Instagram mi occupo dell’account di&nbsp;<em>Kink</em>&nbsp;(kinkediciones), per me è un modo di mostrare al mondo il prodotto, è Paco a curare l’account paco_y_manolo, lì abbiamo dei contatti più diretti e in tempo reale con le persone.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>P</strong>: Instagram non ti lascia ampia libertà ma è uno strumento che ti permette di connetterti con una determinata fetta di pubblico. Il 50-60% dei ragazzi che fotografiamo non conosce la rivista ma solo i nostri account Instagram, ignorano che esista una rivista fisica! Sarò di un&#8217;altra generazione ma io non concepisco l&#8217;arte senza un supporto materiale.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Guardiamo avanti. Che progetti hanno Paco y Manolo per il futuro?&nbsp;</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>PyM</strong>: Molti piccoli progetti. Abbiamo appena aperto una esposizione:&nbsp;<em>Monomanía</em>, con una selezione del nostro archivio. Ecco, una cosa che credo sia cambiata con la pandemia è il non fare piani, non pianificare nulla. Abbiamo deciso di dedicarci a progetti di portata più contenuta ma soprattutto evitiamo di fare piani a lungo termine.&nbsp;</p>



<figure class="wp-block-image size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="628" height="900" data-attachment-id="103657" data-permalink="https://toh-magazine.com/2022/05/lunga-vita-al-kink-la-fotografia-secondo-paco-y-manolo/bielytoni_pacoymanolo/" data-orig-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/05/BielyToni_PacoyManolo.jpg" data-orig-size="628,900" data-comments-opened="0" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}" data-image-title="BielyToni_PacoyManolo_toh_magazine" data-image-description="&lt;p&gt;BielyToni_PacoyManolo_toh_magazine&lt;/p&gt;
" data-image-caption="" data-large-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/05/BielyToni_PacoyManolo.jpg" src="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/05/BielyToni_PacoyManolo.jpg" alt="BielyToni_PacoyManolo_toh_magazine" class="wp-image-103657" srcset="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/05/BielyToni_PacoyManolo.jpg 628w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/05/BielyToni_PacoyManolo-209x300.jpg 209w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/05/BielyToni_PacoyManolo-450x645.jpg 450w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/05/BielyToni_PacoyManolo-350x502.jpg 350w" sizes="auto, (max-width: 628px) 100vw, 628px" /></figure>
<p>L'articolo <a href="https://toh-magazine.com/2022/05/lunga-vita-al-kink-la-fotografia-secondo-paco-y-manolo/">Lunga vita al Kink. La fotografia secondo Paco y Manolo</a> proviene da <a href="https://toh-magazine.com">Toh! Magazine</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">103653</post-id>	</item>
	</channel>
</rss>
