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	<title>libri &#8211; Toh! Magazine</title>
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		<title>Madonna songbook: la musica prima di tutto</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Marco Cresci]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 05 Dec 2024 15:55:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Culture]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Madonna Songbook è il libro di Giulio Mazzoleni che analizza oltre 500 canzoni della Regina del pop.</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://toh-magazine.com/2024/12/madonna-songbook-libro-giulio-mazzoleni-discografico-autore-lgbt/">Madonna songbook: la musica prima di tutto</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://toh-magazine.com">Toh! Magazine</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<h3>Giulio Mazzoleni, l&#8217;autore di&nbsp;<em>Madonna Songbook</em>, racconta la passione e la meticolosità che hanno portato alla creazione di un&#8217;opera che celebra la discografia di Madonna, analizzando oltre 500 canzoni della popstar.</h3>



<p>Mazzoleni ha lavorato per anni come discografico di alcuni dei più grandi nomi del panorama italiano e internazionale è un manager consulente mediatico e discografico.</p>



<p>Tra aneddoti curiosi, rivelazioni e incontri con collaboratori chiave, <a href="https://www.instagram.com/madonnasongbook/?hl=it">l&#8217;autore</a> esplora il talento artistico di Madonna, rivelando come la sua <a href="https://toh-magazine.com/category/musica/">musica</a> sia stata spesso sottovalutata e mal interpretata. </p>



<h3>Dalla scoperta di brani inediti alla sua esperienza alla Library of Congress, fino alla riflessione personale sulla carriera della &#8220;Regina del Pop&#8221;, Madonna Songbook &#8211; in uscita il nove dicembre &#8211;  è un tributo completo alla sua carriera e al suo impatto sulla musica che va a colmare un vuoto importante nelle pubblicazioni legate all’artista.</h3>



<p>In questa intervista, l&#8217;autore condivide il suo lungo viaggio alla scoperta della musica di Madonna, rivelando curiosità, difficoltà e emozioni che ha vissuto nella creazione di un&#8217;opera che vuole essere, prima di tutto, una celebrazione dell&#8217;autenticità musicale della popstar. </p>



<h3>Madonna Songbook è un progetto che si nutre di passione, ricerca e incontri con i collaboratori storici di Madonna, per raccontare, canzone dopo canzone, la carriera di una delle artiste più influenti di sempre.</h3>



<h4><strong>Cosa ti ha spinto a scrivere Madonna Songbook, un libro così dettagliato sulla discografia di Madonna?</strong></h4>



<p>Il desiderio di vedere il suo talento musicale riconosciuto. Ci sono molti libri simili -per certi aspetti- al mio, e dedicati a Prince o the Bowie o i Queen o Elton John. Tutti uomini, guarda caso!</p>



<p>Sono cresciuto in profonda ammirazione di tutti loro, ma soprattutto di Madonna ed è sempre stato difficile, ad eccezione di alcuni sporadici momenti come quando uscì Ray of Light, non sentirmi deriso per la mia passione per Madonna. </p>



<p>È stato a lungo un’abitudine diffusa quella di sminuirla &#8211; nonostante gli eclatanti successi &#8211; chiamandola una esperta di marketing che si affiancava al giusto produttore &#8211; guarda caso un uomo &#8211; del momento per poter rimanere sulla cresta dell’onda. Per fortuna, nessuno osa più dire una cosa del genere di Taylor Swift, per fare un esempio contemporaneo.&nbsp;</p>



<h4>Ebbene la sintesi di Madonna Songbook è la pratica dimostrazione di come Madonna sia autentica fautrice del proprio repertorio musicale. Ad eccezione di certi collaboratori degli anni più recenti (Diplo, Pharrell e al massimo Babyface negli anni Novanta), nessuno dei suoi più famosi coproduttori ha avuto successi commerciali e artistici così eclatanti come quando ha lavorato con lei. </h4>



<p>Loro stessi, da me citati o intervistati direttamente per l’occasione, hanno confermato quanto l’intuizione artistica di Madonna fosse alla base di tutte le canzoni che hanno fatto assieme, in maniera completamente antitetica a quella definizione di calcolo strategico che molti le attribuiscono.&nbsp;</p>



<h4>E poi volevo semplicemente celebrale la parte più bella di tutto il suo lavoro artistico. La musica! Sono cinquecento canzoni analizzate una per una, accompagnate da moltissime immagini, ed è stato un viaggio bellissimo esplorarle e analizzarle e creare il libro con il designer Anthony Coombs, anche lui fan di Madonna.&nbsp;</h4>



<figure class="wp-block-image size-large"><img data-attachment-id="108995" data-permalink="https://toh-magazine.com/2024/12/madonna-songbook-libro-giulio-mazzoleni-discografico-autore-lgbt/image2-2-2/" data-orig-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/12/image2-2.jpeg" data-orig-size="1596,943" data-comments-opened="0" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;1&quot;}" data-image-title="madonna songbook" data-image-description="" data-medium-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/12/image2-2-300x177.jpeg" data-large-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/12/image2-2-1024x605.jpeg" width="1024" height="605" src="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/12/image2-2-1024x605.jpeg" alt="madonna songbook" class="wp-image-108995" srcset="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/12/image2-2-1024x605.jpeg 1024w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/12/image2-2-300x177.jpeg 300w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/12/image2-2-768x454.jpeg 768w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/12/image2-2-1536x908.jpeg 1536w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/12/image2-2-1000x591.jpeg 1000w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/12/image2-2-900x532.jpeg 900w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/12/image2-2-450x266.jpeg 450w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/12/image2-2-350x207.jpeg 350w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/12/image2-2.jpeg 1596w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<h3>C’è stato un momento particolare in cui hai deciso di iniziare Madonna Songbook?</h3>



<p>È stato esattamente a Natale di due anni fa, quando ho acquistato un libro dedicato a tutte le canzoni di Prince, di cui sono un grande fan, e ho desiderato fortemente che ci fosse un libro simile su Madonna. </p>



<p>Il mio carissimo amico di New York Matthew Rettenmund, esperto di pop culture, sentendomi lamentare che non esistesse un libro del genere, mi ha semplicemente detto che potevo scriverlo io, considerando il fatto che ho cominciato a raccogliere articoli di giornale e a registrare interviste di Madonna nel 1985 con meticolosa e maniacale cura da archivista.&nbsp;</p>



<h3>Qual è stata la sfida più grande nel raccogliere e organizzare tutte queste informazioni?</h3>



<p>La sfida più grande è stata quella di tenere costante il livello di indagine e di cura su ogni canzone, nonostante i titoli fossero più di 500. all’inizio è stato quasi una passeggiata scrivere un primo capitolo di prova, e ci ho messo tutto me stesso, poi ho dovuto rendermi conto che con quel livello di approfondimento, avrei dovuto lavorare moltissimo senza mai abbassare la guardia. </p>



<p>E così è stato per molti mesi. Sono 45 anni di musica, e per quanto conoscessi già benissimo tutto il repertorio, quando sono arrivato all’ultimo decennio mi sono guardato indietro e ho apprezzato quanto Madonna abbia dato alla musica e mi sono domandato se lei stessa se ne sia mai resa conto, essendo un artista che non ama guardarsi alle spalle e solo recentemente ha iniziato a celebrare i fasti di una carriera completamente senza precedenti.&nbsp;</p>



<h3>C’è un aneddoto curioso legato alla tua esperienza alla Library of Congress?</h3>



<p>In termini di risultati della ricerca che ho fatto là, sì, c’è stata l’incredibile gioia di sentire tre canzoni completamente inedite, che quasi nessuno ha mai sentito. Sono rimasto lì due giorni, sotto stretta osservazione di una persona seduta alle mie spalle per verificare che non avessi con me nessun mezzo di registrazione. </p>



<p>Non avevano calcolato che io stessi “registrando” quelle canzoni nella mia testa e quando sono uscito dalla Library le sapevo già cantare a memoria. È stato davvero emozionante sentirle. Sono tre provini del 1994 che mi hanno dato ulteriore conferma dell’incredibile talento di Madonna nel realizzare velocemente dei brani con melodie estremamente accattivanti.&nbsp;</p>



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<h3>Hai parlato con tanti collaboratori di Madonna, da Stephen Bray a&nbsp;Donna De Lory e Niki Haris. Qual è stata l’intervista più sorprendente o che ti ha emozionato di più?</h3>



<p>Sono stato felicissimo di “stanare” produttori come Andrè Betts, che ha sempre parlato pochissimo della sua esperienza con Madonna, anche se l&#8217;emozione più grande  è stata parlare con Stephen Bray. Oggi è celebrato come l’autore di musical di successo come The Color Purple. </p>



<p>Si è negato per diverso tempo ma alla fine si è convinto e mi ha inizialmente concesso soltanto 45 minuti, ma poi ci siamo trovati così bene che sono stato io a concludere la conversazione dopo 2 ore e 40 passate a parlare delle canzoni che lui ha fatto con Madonna nei 10 anni di collaborazione con lei. </p>



<p>Ho raccolto alcune sue frasi che sono diventate la prefazione del libro e penso che abbia catturato perfettamente l’essenza del talento di Madonna, che parte sempre da un luogo emozionale.&nbsp;</p>



<h3>Nel libro parli anche di canzoni inedite e remix poco noti. Qual è stata la scoperta più affascinante e quella più sottovalutata della sua produzione?</h3>



<p>A parte i tre brani inediti che ho sentito a Washington e qualche titolo trovato negli elenchi dei depositi di copyright senza che potessi ascoltarli, non c’è stata nessuna scoperta assoluta, nel senso che conoscevo già tutto il repertorio per una passione personale coltivata in questi quarant’anni. </p>



<h4>Posso però parlare di una riscoperta di certe canzoni tramite le interviste coi suoi produttori che mi hanno mostrato come lei, in pochissimo tempo e senza perdersi in divagazioni, riesca a fare le giuste scelte creative per realizzare un brano. In tal senso, anche pezzi comunemente considerati canzoncine pop come Jimmy Jimmy sono in realtà un costrutto specifico di narrazione e ispirazione musicale ben preciso. Fare musica easy non è affatto facile.&nbsp;</h4>



<p>Personalmente trovo che lei stessa abbia sottovalutato la bellezza di un sofisticato inedito dei tempi di Erotica , Goodbye to Innocence. A livello più mainstream, penso che molte delle sue più recenti produzioni siano state sottovalutate a causa della sua longevità artistica, per non dire più banalmente della sua età anagrafica, ad esempio quel capolavoro di ballata che è Ghosttown.&nbsp;</p>



<h3>Hai scelto un approccio colloquiale ma accurato. Come sei riuscito a rendere il libro accessibile sia ai fan hardcore che ai lettori meno esperti? Quando e come è nata la tua passione per Madonna?&nbsp;</h3>



<p>Innanzitutto saranno i lettori a dirmi se ci sono riuscito, e lo spero vivamente. </p>



<p>Il mio approccio è stato di rivolgermi in maniera confidenziale a persone che di base amino già la musica di Madonna , a volte anche con un pizzico di umorismo, perché è inutile prendersi troppo sul serio, non stiamo parlando di Mozart (e peraltro penso che anche il dibattito su Mozart gioverebbe di un po’ di leggerezza).&nbsp; Allo stesso tempo, ho cercato di essere quanto più oggettivo possibile, tant’è che nel libro ci sono diverse centinaia di note bibliografiche. La totalità dei virgolettati, e sono moltissimi, è rimandata a specifici testi, articoli, libri, trasmissioni televisive, eccetera.&nbsp;</p>



<h3>C’è un momento della sua carriera che ti ha segnato particolarmente?</h3>



<p>Quando si è così appassionati a un’artista, quasi tutto il suo percorso segna le nostre vite, particolarmente in gioventù. Sicuramente i capitoli di Erotica, Ray Of Light, e American live sono stati la colonna sonora di una mia personale crescita.</p>



<p> A volte la musica di Madonna mi ha stimolato a riflessioni fondamentali, altre volte è arrivata semplicemente a marcare una particolare svolta personale già in atto nella mia vita.&nbsp;<br></p>



<h4>Quale canzone di Madonna rappresenta meglio la tua vita o ti emoziona di più, e perché?</h4>



<p>Mi è molto difficile rispondere a questa domanda, proprio per quanto ho appena detto. Ce ne sono diverse, ma quando nel suo più recente tour&nbsp;Madonna ha ripescato dopo 32 anni di silenzio la magnifica Bad Girl, ho vissuto una profonda commozione che mi ha riportato a quegli anni in cui più o meno consapevolmente costruivo una mia identità, cercando non senza difficoltà una piena autostima e accettazione di me stesso.&nbsp;</p>



<p>Nel libro ho inserito una cinquantina di brevi inserti in cui ho chiesto ad amici, fan, creativi e professionisti &#8211; compresi diversi collaboratori di Madonna stessa &#8211; di scegliere una canzone dal suo vasto repertorio e di di dire perché fosse così significativa per loro: è stata un’esperienza veramente molto bella raccogliere i loro scritti. Beh, lo sai, ci sei anche tu!</p>



<h3>Cosa speri che i lettori colgano o imparino leggendo&nbsp;<em>Madonna Songbook e cosa hai imparato tu scrivendolo</em>?&nbsp;</h3>



<p>Il paradosso di questo libro è che per gusto e amore di fan, i lettori e io stesso ci addentriamo nel più minuzioso dettaglio di ogni canzone alla ricerca del segreto della bellezza di Madonna. </p>



<p>Lei invece in ogni suo momento di intervista o di rivelazione della propria ispirazione, si rifiuta di essere dettagliata, preferisce che una canzone appartenga all’ascoltatore e alla sua immedesimazione e non sia quasi più sua, mettendo quindi un accento sull’immediatezza e sull’ imprevedibilità.&nbsp;</p>



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<h4>Hai avuto modo di incontrare Madonna per lavoro più volte, cosa porti&nbsp;nel cuore di queste esperienze?</h4>



<p>Pur avendo anelato a un incontro con lei per molti anni, quando la mia professione mi ha offerto per per la prima volta questa opportunità ero quasi intimorito, non volevo sminuire il mito che avevo adorato dai poster appesi al muro della mia cameretta di adolescente. Invece, dal momento in cui entrata nella stanza si è creata immediatamente una forte complicità professionale e lei è stata molto generosa con me. In altre occasioni ho capito che anche lei ha le sue giornate no o che a volte prevale la diva che c’è in lei.&nbsp; In quelle istanze&nbsp;</p>



<p> ho imparato ad apprezzare uno sguardo interessato, o persino il suo silenzio, come quella volta che non ha obiettato che io fossi l’unica persona nel prato dello stadio di San Siro, dove mi ero piazzato arditamente, a testimoniare le prove del suo spettacolo. Certo, ero paralizzato e non osavo ballare, ma dentro di me urlavo: “sta cantando Vogue solo per me!” (Anche se tanti altri professionisti si erano piazzati qua e là più discretamente negli angoli dello stadio!) </p>



<p>Incontra l&#8217;autore Giulio Mazzoleni: </p>



<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://www.eventbrite.com/e/madonna-songbook-presentazione-del-libro-tickets-1098146759519?aff=oddtdtcreator"><img data-attachment-id="109007" data-permalink="https://toh-magazine.com/2024/12/madonna-songbook-libro-giulio-mazzoleni-discografico-autore-lgbt/unnamed-38/" data-orig-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/12/unnamed.jpg" data-orig-size="1152,2048" data-comments-opened="0" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}" data-image-title="unnamed" data-image-description="" data-medium-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/12/unnamed-169x300.jpg" data-large-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/12/unnamed-576x1024.jpg" loading="lazy" width="576" height="1024" src="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/12/unnamed-576x1024.jpg" alt="" class="wp-image-109007" srcset="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/12/unnamed-576x1024.jpg 576w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/12/unnamed-169x300.jpg 169w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/12/unnamed-768x1365.jpg 768w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/12/unnamed-864x1536.jpg 864w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/12/unnamed-1000x1778.jpg 1000w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/12/unnamed-900x1600.jpg 900w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/12/unnamed-450x800.jpg 450w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/12/unnamed-350x622.jpg 350w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/12/unnamed.jpg 1152w" sizes="(max-width: 576px) 100vw, 576px" /></a></figure>



<p></p>
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		<title>Mohamed Maalel: Baba è la geografia del  cammino personale </title>
		<link>https://toh-magazine.com/2023/10/mohamed-maalel-baba-libro-gay-tunisia-italia-libro-raffaella-carra/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=mohamed-maalel-baba-libro-gay-tunisia-italia-libro-raffaella-carra</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Salvatore Piombino]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 12 Oct 2023 10:55:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Culture]]></category>
		<category><![CDATA[baba]]></category>
		<category><![CDATA[CULTURE]]></category>
		<category><![CDATA[italia]]></category>
		<category><![CDATA[lgbt]]></category>
		<category><![CDATA[libri]]></category>
		<category><![CDATA[Mohamed Maalel]]></category>
		<category><![CDATA[omosessualità]]></category>
		<category><![CDATA[toh magazine]]></category>
		<category><![CDATA[tunisia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Mohamed Maalel è l'autore di Baba, un libro necessario per sapere e scoprire chi sei.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<h3><strong>Mohamed Maalel ha esordito con il suo <em>Baba </em>(Accento Edizioni) il dieci maggio di quest’anno, affermandosi subito come una delle voci più interessanti della narrativa italiana. </strong></h3>



<p><strong>La sua è una storia «necessaria», sulla costruzione di sé in una famiglia italo-tunisina, sul rapporto con il padre, l’omosessualità e la geografia personale costruita crescendo.</strong></p>



<p>Con <em><a href="https://www.mondadoristore.it/Baba-Mohamed-Maalel/eai979128105511/">Baba </a></em>Mohamed Maalel ha conquistato immediatamente il cuore di un numero incredibile di lettori, che come accade per la buona narrativa di autoficiton ha riconosciuto le proprie esperienze nella storia narrata: il rapporto padre-figlio, l’ironia tutta peculiare che ogni famiglia possiede, i passaggi di formazione attraversati dal protagonista Ahmed, che scopre il mondo e costruisce la sua geografia personale pur rimanendo sempre legato ai genitori, Paolina la mamma pugliese e Taoufik, il padre di origini tunisine.</p>



<h4>Quella di Mohamed Maalel è una prosa fresca, vivace, il suo è uno sguardo intimo e senza sconti sulla propria vita, sull’insieme di sensazioni, riflessioni, paure ed entusiasmi che la convivenza di due culture diverse può suscitare in un bambino che cresce e diventa adulto. </h4>



<p>Il punto di vista usato da Mohamed Maalel è così puntuale da riportarci subito alla memoria sensazioni sepolte e attutite dagli anni: le prime esperienze di coscienza di sé, l’attrazione verso i ragazzi, la <em><a href="https://toh-magazine.com">queerness</a></em>, tutti eventi che esplodono di tensione, euforia, gioco e dolore fra le pagine di <em>Baba</em>.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img data-attachment-id="107329" data-permalink="https://toh-magazine.com/2023/10/mohamed-maalel-baba-libro-gay-tunisia-italia-libro-raffaella-carra/unnamed-33/" data-orig-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2023/10/unnamed-scaled.jpeg" data-orig-size="1920,2560" data-comments-opened="0" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}" data-image-title="Mohamed Maalel baba libro" data-image-description="" data-medium-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2023/10/unnamed-225x300.jpeg" data-large-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2023/10/unnamed-768x1024.jpeg" loading="lazy" width="768" height="1024" src="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2023/10/unnamed-768x1024.jpeg" alt="Mohamed Maalel baba libro" class="wp-image-107329" srcset="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2023/10/unnamed-768x1024.jpeg 768w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2023/10/unnamed-225x300.jpeg 225w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2023/10/unnamed-1152x1536.jpeg 1152w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2023/10/unnamed-1536x2048.jpeg 1536w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2023/10/unnamed-1000x1333.jpeg 1000w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2023/10/unnamed-900x1200.jpeg 900w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2023/10/unnamed-450x600.jpeg 450w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2023/10/unnamed-350x467.jpeg 350w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2023/10/unnamed-scaled.jpeg 1920w" sizes="(max-width: 768px) 100vw, 768px" /><figcaption><sup><sub>Mohamed Maalel- Baba (Accento Edizioni)</sub></sup></figcaption></figure>



<h5>Quando un autore è al suo esordio, com’è successo a te con <em>Baba</em>, c’è sempre una corsa alla definizione. Sono state abbondantemente usate le espressioni <em>«</em>autofiction», <em>«</em>romanzo di formazione», «identità», «seconda generazione» e <em>«</em>multiculturalità». Ti chiedo tre parole che nessuno ha ancora usato per descrivere <em>Baba.</em></h5>



<p><strong>MM</strong>: per&nbsp;<em>Baba&nbsp;</em>userei: famiglia, redenzione, memoria.</p>



<h5><em>Baba </em>affronta un argomento difficile: il rapporto padre-figlio. Oggi però voglio chiederti dei tuoi genitori letterari. Chi sono gli autori che ti hanno influenzato, spinto alla scrittura, magari messo anche in soggezione, e che rapporto hai con loro dopo la pubblicazione del tuo primo romanzo?</h5>



<p><strong>MM</strong>: gli autori che rappresentano il mio percorso “narrante” sono Annie Ernaux, Manuel Vilas e Nicola Lagioia. La prima mi ha insegnato il significato di introspezione, il secondo il valore della memoria familiare, il terzo che è sempre bello tornare a casa. Sto recuperando gli ultimi libri della Ernaux. Con Vilas il rapporto è diverso, perché ho letto&nbsp;<em>In tutto c’è stata bellezza&nbsp;</em>(Guanda, 2019) durante gli ultimi giorni di malattia di mio padre, ho preferito quasi prenderne le distanze. Nicola Lagioia, invece, continua a essere un mio grande riferimento.</p>



<h5>La rappresentazione di sé è un’attività necessaria a ogni essere umano ma spesso lasciamo che siano gli altri a descriverci. Qual è il tuo consiglio a chi sente il bisogno di raccontarsi ma non sa da dove cominciare?</h5>



<p><strong>MM</strong>: spesso mi sono chiesto: da dove iniziare? È giusto partire così? Non esiste una regola, non ci sono definizioni da rispettare. Il cuore non ha solo una funziona fisica: tutto parte da lì, la testa pensa solo a mettere ordine al resto.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-instagram wp-block-embed-instagram"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="instagram-media" data-instgrm-captioned data-instgrm-permalink="https://www.instagram.com/p/CrxuTFVo7YE/?utm_source=ig_embed&amp;utm_campaign=loading" data-instgrm-version="14" style=" background:#FFF; border:0; border-radius:3px; box-shadow:0 0 1px 0 rgba(0,0,0,0.5),0 1px 10px 0 rgba(0,0,0,0.15); margin: 1px; max-width:658px; min-width:326px; padding:0; width:99.375%; width:-webkit-calc(100% - 2px); width:calc(100% - 2px);"><div style="padding:16px;"> <a href="https://www.instagram.com/p/CrxuTFVo7YE/?utm_source=ig_embed&amp;utm_campaign=loading" style=" background:#FFFFFF; line-height:0; padding:0 0; text-align:center; text-decoration:none; width:100%;" target="_blank"> <div style=" display: flex; flex-direction: row; align-items: center;"> <div style="background-color: #F4F4F4; border-radius: 50%; flex-grow: 0; height: 40px; margin-right: 14px; width: 40px;"></div> <div style="display: flex; flex-direction: column; flex-grow: 1; justify-content: center;"> <div style=" background-color: #F4F4F4; 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overflow:hidden; padding:8px 0 7px; text-align:center; text-overflow:ellipsis; white-space:nowrap;"><a href="https://www.instagram.com/p/CrxuTFVo7YE/?utm_source=ig_embed&amp;utm_campaign=loading" style=" color:#c9c8cd; font-family:Arial,sans-serif; font-size:14px; font-style:normal; font-weight:normal; line-height:17px; text-decoration:none;" target="_blank">A post shared by Mohamed Maalel (@mohamaalel)</a></p></div></blockquote><script async src="//platform.instagram.com/en_US/embeds.js"></script>
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<h5>La lingua è il primo confronto con una cultura geografica. Tu stesso hai insegnato inglese e hai scelto di vivere a Palermo, la città del sud Italia che più dialoga con la realtà globale. Quanto è importante per te ragionare e lavorare sulla lingua?</h5>



<p><strong>MM</strong>: da piccolo (come oggi) ho sempre avuto un debole per le lingue, i loro suoni, le loro cadenze. Anche in questo caso, però, tutto arriva spontaneo. La lingua di mio padre, il tunisino, è diventata la mia solo dopo tanti anni. Lo stesso è successo per l’andriese, che tutt’oggi non parlo alla perfezione, ma che sfrutto nei momenti divertenti con i miei amici. Ragiono in più lingue, a volte penso siano necessari i sottotitoli per capirci qualcosa.</p>



<h5>In <em>Baba</em>, il cibo è assai importante, non solo per il rapporto tra il protagonista Ahmed e suo padre Taoufik, è atto d’amore, è rifugio, è piacere. Ho amato una delle liste (che nel romanzo sono scritte a mano, ndr), dedicata ai diversi cous cous dell’ideale ristorante di Ahmed. Che cosa sono per te il cibo, la sua cultura e i suoi rituali?</h5>



<p><strong>MM</strong>: bella domanda, cercherò di essere quanto più essenziale possibile (altrimenti rischierei di diventare logorroico). In&nbsp;<em>Baba&nbsp;</em>il cibo, la sua cultura, i suoi diversi rituali sono una componente essenziale capace di legare ogni memoria e ogni dolore. Il Ramadan, il Natale, il caffè macchiato in ospedale, ogni elemento “commestibile” è parte della mia creatività e della mia scrittura. Quando sono ansioso mangio, e lo stesso faccio quando in testa arriva una nuova idea da sviluppare.&nbsp;<em>Baba&nbsp;</em>è amore, e lo è anche per il cibo.</p>



<h5>A Palermo non hai solo vissuto ma hai costruito la tua carriera di giornalista, occupandoti di politica e di cultura. Oggi qual è il tuo sguardo sulla città, sui suoi abitanti e sulla sua scena culturale?</h5>



<p><strong>MM</strong>: Palermo è una città che mi ha rapito, nel senso buono del termine. Ci sono arrivato otto anni fa, convinto che sarei tornato in Puglia dopo qualche mese. Alla fine le sue culture che si uniscono, la sua cucina e i suoi monumenti mi hanno fatto comprendere l’importanza di avere nuovi spazi all’immaginazione. C’è tanto da fare, soprattutto sull’aspetto legato agli eventi culturali. A Palermo abbiamo il Sicilia Queer filmfest, il Festival delle Letterature Migranti, il Sole e Luna Doc Film Festival, ma non bisogna adattarsi, bisogna pretendere sempre di più per dare valore a ciò che già abbiamo e a quello che verrà.</p>



<h5>Oltre a essere uno scrittore e un giornalista, hai anche un passato da analista televisivo (per TV Talk, RAI Tre). Cosa ne pensi dell’attuale televisione italiana?</h5>



<p><strong>MM: </strong>Tv Talk è stata per anni la mia casa, ne ho un ricordo bellissimo, amici con cui ancora oggi mi sento e che incontro con piacere. La televisione ha un ruolo importante, per quanto riguarda la narrazione del nostro presente: è chiaro che i gusti son gusti e nessuno può permettersi di giudicarci in base a cosa guardiamo in televisione. Questo pensiero l’ho sviluppato nel corso degli anni a Tv Talk, e oggi ne sono ancora più convinto. Ovviamente la razionalità è sempre un metodo da considerare, soprattutto negli ultimi mesi.</p>



<h5>In <em>Baba «</em>Rumore» di Raffaella Carrà è la colonna sonora della prima esperienza di liberazione di Ahmed. Si tratta di una scena in interni, mentre fuori si addensano nuvoloni di incomprensione e repressione familiare. Cosa è per te Raffaella? A più di due anni dalla sua morte come consideri il suo impatto sulla cultura italiana?</h5>



<p><strong>MM:&nbsp;</strong>ascoltavo Raffaella Carrà prima di entrare in classe, durante le scuole medie. Mi aiutava a non pensare, a credere di poter superare qualunque difficoltà. La sua&nbsp;<em>Voglio tutto, soprattutto te&nbsp;</em>(sigla de Il Principe Azzurro, Canale 5, 1989) è ciò che più si avvicina al mio senso di creatività. È stata ed è una donna dal forte impatto culturale, sociale, contro ogni morale. Mi manca, vorrei rivedere il suo sorriso in tv per un’ultima volta.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-instagram wp-block-embed-instagram"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="instagram-media" data-instgrm-captioned data-instgrm-permalink="https://www.instagram.com/p/CgUxbNtKZHH/?utm_source=ig_embed&amp;utm_campaign=loading" data-instgrm-version="14" style=" background:#FFF; border:0; border-radius:3px; box-shadow:0 0 1px 0 rgba(0,0,0,0.5),0 1px 10px 0 rgba(0,0,0,0.15); margin: 1px; max-width:658px; min-width:326px; padding:0; width:99.375%; width:-webkit-calc(100% - 2px); width:calc(100% - 2px);"><div style="padding:16px;"> <a href="https://www.instagram.com/p/CgUxbNtKZHH/?utm_source=ig_embed&amp;utm_campaign=loading" style=" background:#FFFFFF; line-height:0; padding:0 0; text-align:center; text-decoration:none; width:100%;" target="_blank"> <div style=" display: flex; flex-direction: row; align-items: center;"> <div style="background-color: #F4F4F4; border-radius: 50%; flex-grow: 0; height: 40px; margin-right: 14px; width: 40px;"></div> <div style="display: flex; flex-direction: column; flex-grow: 1; justify-content: center;"> <div style=" background-color: #F4F4F4; 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overflow:hidden; padding:8px 0 7px; text-align:center; text-overflow:ellipsis; white-space:nowrap;"><a href="https://www.instagram.com/p/CgUxbNtKZHH/?utm_source=ig_embed&amp;utm_campaign=loading" style=" color:#c9c8cd; font-family:Arial,sans-serif; font-size:14px; font-style:normal; font-weight:normal; line-height:17px; text-decoration:none;" target="_blank">A post shared by Mohamed Maalel (@mohamaalel)</a></p></div></blockquote><script async src="//platform.instagram.com/en_US/embeds.js"></script>
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<h5>In <em>Baba </em>la famiglia della madre di Ahmed: nonna, zie e cugine sono un coro femminile di quelli che impari a conoscere, contraddizioni comprese, e ad amare sin da piccolo. Che rapporto hai con la tua famiglia pugliese? Si sono un po’ riconosciuti fra le pagine di <em>Baba</em>?</h5>



<p><strong>MM:&nbsp;</strong>ho una grande fortuna: posso vantarmi di avere un rapporto eccezionale con tutta la mia famiglia, dalle cugine alle zie sempre pronte a una chiamata da un’ora la domenica mattina. Spesso quando parlo al telefono con uno dei miei familiari, qualche amico mi chiede: ma come fai ad avere tutta questa confidenza con i tuoi parenti? Non lo so neanche io, forse abitudine, o forse perché da trent’anni nulla è cambiato. Tutte e tutti si sono riconosciuti nel libro, anche in situazioni romanzate, il che mi fa sempre sorridere. Sono parte della mia vita, una parte che ricopre Ahmed, così come Mohamed.</p>



<h5>Alluvioni, terremoti e instabilità politica hanno intensificato i flussi migratori da Tunisia, Libia e Marocco verso l’Europa. Qual è il compito più importante, di una società civile nei confronti dei migranti in fuga da guerra, violenza e cataclismi naturali?</h5>



<p><strong>MM:&nbsp;</strong>credo ci sia la necessità di riappropriarsi di un termine importante come «accoglienza» che per colpa di una politica lontana dall’idea di inclusione, oggi viene usato soprattutto per indicare l’incapacità o l&#8217;impossibilità ad accogliere. L’Italia è da sempre un paese in cui vivono tante culture e parlare di integrazione si può. In quest’ultimo periodo il paese sembra voler cambiare questa sua connotazione, ma sono fiducioso e spero che si ricordi della sua natura aperta e a accogliente e smetta di affidarsi a certi pensieri politici di esclusione.</p>



<h5>Guardiamo avanti, dopo il successo di <em>Baba</em>, cosa sta attirando il tuo interesse? Cosa dobbiamo aspettarci dai tuoi nuovi progetti?</h5>



<p><strong>MM: </strong>voglio riflettere sul concetto di intercultura, sulla visione dell’altro, sull’idea di comprensione e scoperta di sé. Tutto gira intorno a temi che appartengono alla mia vita quotidiana ma con uno sguardo e una ricerca verso realtà nuove.</p>



<p>Photo Credit: <a href="https://www.instagram.com/fabio_florio_/">Fabio Florio</a>.</p>



<p class="has-white-color has-text-color">Mohamed Maalel Mohamed Maalel</p>
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		<title>L&#8217;educazione sentimentale di un ragazzo &#8211; Review</title>
		<link>https://toh-magazine.com/2022/03/leandro-conti-celestini-leducazione-sentimentale-di-un-ragazzo-libro-book-review/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=leandro-conti-celestini-leducazione-sentimentale-di-un-ragazzo-libro-book-review</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Giuseppe Di Rosalia]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 14 Mar 2022 10:50:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Culture]]></category>
		<category><![CDATA[Our Picks]]></category>
		<category><![CDATA[book]]></category>
		<category><![CDATA[LEANDRO CONTI CELESTINI]]></category>
		<category><![CDATA[libri]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il nuovo romanzo di Leandro Conti Celestini vi travolgerà in un tornado di emozioni. Leggi la review</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://toh-magazine.com/2022/03/leandro-conti-celestini-leducazione-sentimentale-di-un-ragazzo-libro-book-review/">L&#8217;educazione sentimentale di un ragazzo &#8211; Review</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://toh-magazine.com">Toh! Magazine</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p><strong>Leandro Conti Celestini è tornato con il suo nuovo secondo romanzo “L’educazione sentimentale di un ragazzo”. L&#8217;abbiamo letto e questa è la nostra review</strong></p>



<p>Nonostante&nbsp;questo romanzo mantenga la delicatezza, la sensualità e l’eleganza del libro d’esordio di Leandro Conti Celestini, si percepisce la maturazione dello stile di scrittura che rende ancor più emozionante la lettura già piena.</p>



<h6>Andras, il protagonista ci racconta il suo vissuto, facendoci vivere le sue emozioni, gli amori, le sue sconfitte, i suoi sogni, le sue speranze infrante e quelle dei vari personaggi che incontreremo durante la lettura, in particolare Mark.</h6>



<figure class="wp-block-image size-large is-resized is-style-default"><img data-attachment-id="19106" data-permalink="https://toh-magazine.com/10-1-768x542/" data-orig-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2021/01/10-1-768x542.jpg" data-orig-size="768,542" data-comments-opened="0" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;1&quot;}" data-image-title="10-1-768&#215;542" data-image-description="" data-medium-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2021/01/10-1-768x542-300x212.jpg" data-large-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2021/01/10-1-768x542.jpg" loading="lazy" src="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/03/leandro-.jpeg" alt="l'educazione sentimentale di un ragazzo" class="wp-image-19106" width="682" height="1024"/><figcaption><sup><sub>l&#8217;educazione sentimentale di un ragazzo</sub></sup></figcaption></figure>



<p>Come nel primo romanzo “<a href="https://toh-magazine.com/2021/02/alle-corde-libro-book-leandro-conti-celestini-giuseppe-di-rosalia-review/">Alle corde</a>” la narrazione avviene in terza persona, tranne per Mark che ci presenta direttamente la sua storia, nonostante ciò chi legge viene coinvolto da subito dallo stile seducente ed onnisciente. Le scene descritte sono ricche, vivide, emozionanti, cariche di particolari che riescono a rendere protagonista il lettore.&nbsp;</p>



<h6><a href="http://www.instagram.com/tohmagazine">Le scene di sesso</a> appaiono delicate e mai volgari, anzi sono coinvolgono ed emozionano</h6>



<p>I personaggi sono tanto vividi quando umani, tanto da sembrare di poterli conoscere personalmente, sono molto ben sviluppati psicologicamente ed emotivamente, capaci di trascinare il lettore nella loro crescita e nei loro sentimenti.</p>



<p>Un romanzo necessario che vi travolgerà e uno scrittore emozionante come non se ne leggono da tempo.</p>
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		<title>Il dentrifricio di Chiara Valerio e altri prodotti</title>
		<link>https://toh-magazine.com/2020/11/chiara-valerio-libro-intervista-toh-michela-murgia-morgana/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=chiara-valerio-libro-intervista-toh-michela-murgia-morgana</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Luca Fontò]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 11 Nov 2020 10:20:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Culture]]></category>
		<category><![CDATA[Life]]></category>
		<category><![CDATA[Chiara Valerio]]></category>
		<category><![CDATA[lgbt]]></category>
		<category><![CDATA[libri]]></category>
		<category><![CDATA[michela murgia]]></category>
		<category><![CDATA[morgana]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Un’intervista quasi totalmente priva di matematica a Chiara Valerio, autrice del pamphlet <i>La matematica è politica</i></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://toh-magazine.com/2020/11/chiara-valerio-libro-intervista-toh-michela-murgia-morgana/">Il dentrifricio di Chiara Valerio e altri prodotti</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://toh-magazine.com">Toh! Magazine</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<h2>All’esame di Istituzione di Analisi Superiore, dopo un’ora e quaranta di interrogazione, il professore le chiese: «ma Valerio è il nome o il cognome?». Lei non si sentì offesa – d’altronde era cresciuta a pane e Lady Oscar: semplicemente, capì che il genere può essere una questione secondaria se ci si sta occupando d’altro, soprattutto se ci si sta occupando di matematica.</h2>



<p>E di matematica si occupa l&#8217;ultimo libro di Chiara Valerio, un pamphlet che mischia ricordi a polemica civile e che si intitola, appunto, <em><strong>La matematica è politica</strong></em>, pubblicato da Einaudi alla vigilia del referendum costituzionale di settembre. Insieme al fatto che sia nata a <strong>Scauri</strong> (frazione del comune di Minturno sul Mar Tirreno, in cui ci ha accompagnato per <a href="https://www.raiplay.it/video/2019/02/Terre-dAutore---Scauri-con-Chiara-Valerio-aaa7a286-beee-43b2-bfd4-b709c6ee7904.html">una puntata di <em>Terre d’autore</em></a>), di lei si dice spesso, quasi ossessivamente, che abbia un dottorato in <strong>Calcolo delle Probabilità</strong>, che abbia passato tredici anni – ben prima di compierne trenta – a occuparsi di matematica fra la Federico II di Napoli e la Normale di Pisa, la Bocconi, l’Università di Trento e Bologna.</p>



<h3>Eppure da altrettanti anni Chiara si occupa d’altro (Valerio è il cognome): è responsabile della Narrativa Italiana della casa editrice Marsilio, traduttrice delle opere di Virginia Woolf, lavora al programma <em>Ad alta voce</em> di Radio 3, collabora con Amica e Vanity Fair, Robinson e il quotidiano Domani – ma in ogni trasmissione televisiva che la ospita, in ogni <a href="https://toh-magazine.com/2020/11/toh-magazine-my-gay-eye-libro-book-il-mio-occhio-gay/">articolo</a> e intervista il suo passato anticipa il suo presente: anche in questa.</h3>



<p><strong>Secondo lei, perché?<br></strong>Perché il nostro Paese ancora langue nell’idea della doppia cultura: e quindi che chi ha studiato materie scientifiche non possa occuparsi di materie umanistiche e viceversa. Abbiamo avuto e abbiamo molti scrittori che vengono da percorsi altri rispetto alle lettere – Levi era chimico, Gadda ingegnere, Sinisgalli aveva studiato matematica, Veronesi è architetto, Desiati ha studiato giurisprudenza, Michela Murgia teologia che è una forma di ragionamento deduttivo, Malvaldi è chimico e Paolo Giordano fisico, per citare i primi che mi vengono in mente. Certo, tra tutte, la matematica viene percepita come materia scevra da emotività, invece è la scienza delle relazioni, ed è ciò che cerco di ribadire anche col mio ultimo libro.</p>



<figure class="wp-block-gallery columns-2 is-cropped"><ul data-carousel-extra='{"blog_id":1,"permalink":"https:\/\/toh-magazine.com\/2020\/11\/chiara-valerio-libro-intervista-toh-michela-murgia-morgana\/"}' class="blocks-gallery-grid"><li class="blocks-gallery-item"><figure><img data-attachment-id="12568" data-permalink="https://toh-magazine.com/2020/11/chiara-valerio-libro-intervista-toh-michela-murgia-morgana/chiara-1/" data-orig-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2020/11/Chiara-1.png" data-orig-size="800,1200" data-comments-opened="0" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}" data-image-title="Chiara Valerio" data-image-description="" data-medium-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2020/11/Chiara-1-200x300.png" data-large-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2020/11/Chiara-1-683x1024.png" loading="lazy" width="683" height="1024" src="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2020/11/Chiara-1-683x1024.png" alt="Chiara Valerio" data-id="12568" data-full-url="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2020/11/Chiara-1.png" data-link="https://toh-magazine.com/?attachment_id=12568" class="wp-image-12568" srcset="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2020/11/Chiara-1-683x1024.png 683w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2020/11/Chiara-1-200x300.png 200w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2020/11/Chiara-1-768x1152.png 768w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2020/11/Chiara-1-450x675.png 450w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2020/11/Chiara-1-350x525.png 350w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2020/11/Chiara-1.png 800w" sizes="(max-width: 683px) 100vw, 683px" /></figure></li><li class="blocks-gallery-item"><figure><img data-attachment-id="12569" data-permalink="https://toh-magazine.com/2020/11/chiara-valerio-libro-intervista-toh-michela-murgia-morgana/chiara-2/" data-orig-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2020/11/Chiara-2.png" data-orig-size="800,1200" data-comments-opened="0" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}" data-image-title="Chiara Valerio" data-image-description="" data-medium-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2020/11/Chiara-2-200x300.png" data-large-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2020/11/Chiara-2-683x1024.png" loading="lazy" width="683" height="1024" src="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2020/11/Chiara-2-683x1024.png" alt="Chiara Valerio" data-id="12569" data-full-url="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2020/11/Chiara-2.png" data-link="https://toh-magazine.com/?attachment_id=12569" class="wp-image-12569" srcset="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2020/11/Chiara-2-683x1024.png 683w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2020/11/Chiara-2-200x300.png 200w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2020/11/Chiara-2-768x1152.png 768w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2020/11/Chiara-2-450x675.png 450w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2020/11/Chiara-2-350x525.png 350w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2020/11/Chiara-2.png 800w" sizes="(max-width: 683px) 100vw, 683px" /></figure></li></ul><figcaption class="blocks-gallery-caption"><sub><sup>Gli ultimi due libri di Chiara Valerio, entrambi pubblicati da Einaudi </sup></sub></figcaption></figure>



<p><strong>Ha citato Paolo Giordano, laureato appunto in Fisica, a cui Lilli Gruber – quando è ospite a <em>Otto e mezzo</em> – pone le domande «da scienziato».</strong><br>Mi pare ci sia una diversa percezione del matematico rispetto al fisico: si pensa che il matematico studi cose avulse dalla realtà – il matematico pazzo, chiuso da solo da qualche parte con i suoi conti, sbadato rispetto alla vita pratica. Inoltre, in questo caso, dall’inizio del lockdown Giordano ha tenuto un diario scientifico della pandemia – dunque viene chiamato <em>fisico</em> anche se è molto riconosciuto come scrittore. Ha vinto il premio Strega col suo libro d’esordio che è stato un bestseller non solo italiano. Mi fa venire in mente una cosa: negli anni Sessanta, quando a Feynman capitava di suonare il tamburo in pubblico, nessuno specificava mai che si occupasse di fisica: era Feynman stesso a ricordare di essere un fisico. Adesso passerò il resto della conversazione a chiedermi che cosa è cambiato dagli anni Sessanta a oggi. Forse prima non era strano aver fatto studi scientifici…</p>



<p><strong>A proposito di Lilli Gruber, dallo scorso 22 aprile anche lei – come Gruber e come il premier Conte e Giulia De Lellis – ha le sue <em>bimbe</em>.</strong><br>Sì, è the remains of<em> Buon Vicinato</em>. E devo dire che le persone che tengono le pagine sono straordinarie, affettuose e sfottò, puntuali e creative, insomma interlocutori. E interlocutrici. Però non so chi siano. Ho conosciuto i <em>bimbi di Giammei</em> a Torino, fantastici, siamo andati a cena e abbiamo mangiato una farinata di ceci.</p>



<p><strong><em>Buon Vicinato</em> era l’appuntamento quotidiano che divideva con Michela Murgia sul suo <a href="">canale YouTube</a> durante i giorni del primo confinamento, tra marzo e aprile: pensa che quel format l’abbia resa una figura pop?</strong><br>Beh, sicuramente più pop di quello strano Adso da Melk che sono. Poi, mentre glielo dico, penso che ci sia della vanità nel definirsi Adso: ormai sono una signora di mezza età. <em>Buon Vicinato</em> è stata (e dunque sarà, io sono parmenidea dentro) una grande occasione culturale. Una idea di Michela. Michela è molto brava a isolare, nel mare delle idee assolute e transeunti, l’idea giusta: in quel periodo di isolamento pareva che non potessimo più litigare, perché non si litiga attraverso uno schermo, è difficile; e invece per un mese e mezzo abbiamo dimostrato di poterlo fare, dialogicamente, dialetticamente.<br></p>



<figure class="wp-block-image size-large is-resized"><img data-attachment-id="12571" data-permalink="https://toh-magazine.com/2020/11/chiara-valerio-libro-intervista-toh-michela-murgia-morgana/slater_chiusa/" data-orig-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2020/11/Slater_chiusa.png" data-orig-size="2048,1365" data-comments-opened="0" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}" data-image-title="Slater_chiusa" data-image-description="" data-medium-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2020/11/Slater_chiusa-300x200.png" data-large-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2020/11/Slater_chiusa-1024x683.png" loading="lazy" src="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2020/11/Slater_chiusa-1024x683.png" alt="Chiara Valerio" class="wp-image-12571" width="1024" height="683" srcset="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2020/11/Slater_chiusa-1024x683.png 1024w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2020/11/Slater_chiusa-300x200.png 300w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2020/11/Slater_chiusa-768x512.png 768w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2020/11/Slater_chiusa-1536x1024.png 1536w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2020/11/Slater_chiusa-1000x667.png 1000w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2020/11/Slater_chiusa-900x600.png 900w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2020/11/Slater_chiusa-450x300.png 450w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2020/11/Slater_chiusa-350x233.png 350w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2020/11/Slater_chiusa-1320x880.png 1320w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2020/11/Slater_chiusa.png 2048w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption><span class="has-inline-color has-luminous-vivid-orange-color"><sub><sup><em>Buon vicinato</em> di Michela Murgia e Chiara Valerio – llustrazione originale di <a href="https://www.behance.net/francesca_zurlo">Francesca Zurlo</a></sup></sub></span></figcaption></figure>



<p><strong>In una di quelle puntate ha raccontato del suo rapporto con Marcella, la sua compagna, a cui peraltro dedica l’ultima bellissima riga dei ringraziamenti ne <em>Il cuore non si vede</em>: sarà mica stato il suo coming-out?</strong><br>In realtà non ho mai sentito l’esigenza di fare coming-out: una volta, dopo aver conosciuto Elisabetta, anni fa, sono tornata a casa e ho detto: mi sono messa con Elisabetta. Non so, dichiararsi significa in fondo amare una categoria, e io mi innamoro delle persone. Una per una.</p>



<p><strong>Con la differenza che all’epoca diceva «mi sono messa con Elisabetta» ai membri della sua famiglia mentre oggi dice «mi sono messa con Marcella» in un video da 15mila visualizzazioni.</strong><br>Penso a cosa scrive Natalia Ginzburg in <em>Caro Michele</em>, sugli occhi delle persone che ci amano, che possono essere spietati, ma pure teneri. Ecco, una volta passata per gli occhi spietati e teneri dei miei genitori e delle mie sorelle che non hanno nemmeno avuto diritto al coming-out, beh, non credo ci sia molto da dire. Poi nemmeno quello è un coming-out: <em>vivo</em> con Marcella.</p>



<p><strong>Ma il coming-out di uno scrittore fa notizia?</strong><br>Spero di no.</p>



<p><strong>Penso a quelli di Tiziano Ferro e Guglielmo Scilla che nemmeno l’hanno fatta perché forse tardivi, che magari sono stati costretti al passare del tempo con lo spauracchio di compromettere la propria carriera.</strong><br>Io penso ad alcune cantanti, super rock, icone, mitiche, che lo hanno taciuto e lo tacciono.</p>



<p><strong>Quindi il problema potrebbe non stare tra essere scrittori o cantanti ma tra essere maschi e femmine?</strong><br>No, non credo che sia una faccenda di genere. Penso che il problema sia non parlare quando sai bene, intuisci nitidamente, che quello che hai da dire potrebbe liberare molte altre persone.<br></p>



<figure class="wp-block-image size-large is-resized"><img data-attachment-id="12572" data-permalink="https://toh-magazine.com/2020/11/chiara-valerio-libro-intervista-toh-michela-murgia-morgana/slater_prima/" data-orig-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2020/11/Slater_prima.png" data-orig-size="2048,1365" data-comments-opened="0" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}" data-image-title="Slater_prima" data-image-description="" data-medium-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2020/11/Slater_prima-300x200.png" data-large-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2020/11/Slater_prima-1024x683.png" loading="lazy" src="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2020/11/Slater_prima-1024x683.png" alt="Chiara Valerio" class="wp-image-12572" width="1024" height="683" srcset="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2020/11/Slater_prima-1024x683.png 1024w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2020/11/Slater_prima-300x200.png 300w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2020/11/Slater_prima-768x512.png 768w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2020/11/Slater_prima-1536x1024.png 1536w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2020/11/Slater_prima-1000x667.png 1000w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2020/11/Slater_prima-900x600.png 900w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2020/11/Slater_prima-450x300.png 450w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2020/11/Slater_prima-350x233.png 350w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2020/11/Slater_prima-1320x880.png 1320w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2020/11/Slater_prima.png 2048w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption><sup><span class="has-inline-color has-cyan-bluish-gray-color"><sub>Virginia Woolf con suora a pedali – Illustrazione originale di <a href="https://www.behance.net/francesca_zurlo">Francesca Zurlo</a></sub></span></sup></figcaption></figure>



<p><strong>A proposito di autori diversamente etero – e glielo chiedo anche in quanto parte di una casa editrice: non trova che le cosiddette “storie gay”, che siano libri o film, parlino sempre di un uomo che scopre sé stesso attraverso l’improvvisa attrazione per un altro uomo? I gay, come dice Bruce LaBruce, scoprono loro stessi da quarant’anni?</strong><br>Quest’anno abbiamo pubblicato un romanzo bellissimo di Giancarlo Pastore, intitolato <em>Un giorno uno di noi</em>, e lì no, i gay non scoprono loro stessi a quarant’anni come nella gran parte della letteratura gay (almeno di quella che ho letto io); è una storia d’amore, come <em>Call me by your name</em>, come <em>Non ci sono sono le arance</em> o come i romanzi di Sarah Waters. Però capisco assai bene di cosa parla.</p>



<p><strong>È riuscita a citare storie di donne, eppure a me pare che l’omosessualità femminile sia ancora meno rappresentata…</strong><br>Perché l’omosessualità femminile è passata da una deviazione di collegio a una etichetta del porno, è meno sanzionata perché mi pare che sia raccontata come funzionale a un sesso “ulteriore”, come un primo stadio della vita sessuale delle donne. Mentre le parlo mi sento vecchissima: leggo manoscritti di persone molto giovani dove non c’è neanche più la distinzione tra maschio e femmina nell’io narrante. Quando ero ragazzina, e intuivo che mi piacevano le ragazze, e non trovavo uno spazio di immedesimazione per me in quei romanzi dove i gay scoprono loro stessi a quarant’anni, mi attaccavo a qualsiasi cosa. Se ci fosse stato un dentifricio pubblicizzato con lo slogan «questo dentifricio è usato dalle lesbiche», lo avrei certamente comprato.</p>



<p><strong>Sta pensando ancora a cosa sia cambiato dagli anni Sessanta a oggi?</strong><br>Ci penso sempre. Pensi che quando leggo <em>Caro Michele</em>, che è degli anni Settanta, mi segno le marche dei prodotti che ancora sono in commercio. Lo faccio anche con Elsa Morante, con <em>Aracoeli</em> che è degli anni Ottanta. Una forma di grammatica di oggetti. E anche con i <em>Finzi-Contini</em>, che sono degli anni Sessanta. Non so perché mi sono venuti in mente tre romanzi con (almeno) tre personaggi queer. Sì, ci sto pensando ancora comunque.</p>



<p><strong>Oltre a scrivere, tradurre e gestire il lavoro editoriale, conduce anche il programma <em><a href="https://www.raiplayradio.it/programmi/lisoladeserta/">L’isola deserta</a></em>, ogni domenica mattina su Radio 3. Ma se dovesse scegliere di fare solo una di tutte queste cose, cosa sceglierebbe?</strong><br>Quella che le contiene tutte: leggere.</p>
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		<title>M/M Paris. I dioscuri della moda</title>
		<link>https://toh-magazine.com/2020/10/m-m-paris-i-dioscuri-della-moda/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=m-m-paris-i-dioscuri-della-moda</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Didier]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 15 Oct 2020 15:00:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Art]]></category>
		<category><![CDATA[libri]]></category>
		<category><![CDATA[M/M Paris]]></category>
		<category><![CDATA[Mathias Augustyniak]]></category>
		<category><![CDATA[Michael Amzalag]]></category>
		<category><![CDATA[mostre]]></category>
		<category><![CDATA[Parigi]]></category>
		<category><![CDATA[Thames & Hudson]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Una monografia e una doppia mostra per raccontare il mondo di Michael Amzalag e Mathias Augustyniak, il duo parigino che ha stregato Bjork e Miuccia Prada.</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<h5>Parigi celebra il mondo di Michael Amzalag e Mathias Augustyniak, il duo di artisti/designer che ha stregato Bjork e Miuccia Prada.</h5>



<p>‘The most inventive graphic designers of their generation’. È la definizione di Hans Ulrich Obrist per <a href="https://www.instagram.com/mmparisdotcom/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">M/M Paris</a>, il duo di designer/artisti da tre decenni in prima fila nel mondo della moda, della musica e della cultura d’immagine.</p>



<figure class="wp-block-image size-full"><img data-attachment-id="11696" data-permalink="https://toh-magazine.com/2020/10/m-m-paris-i-dioscuri-della-moda/mm-paris-the-new-alphabet-c-2016-da-una-foto-di-inez-vinoodh/" data-orig-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2020/10/MM-Paris-The-New-Alphabet—C-2016.-Da-una-foto-di-Inez-Vinoodh.jpg" data-orig-size="1000,1250" data-comments-opened="0" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;1&quot;}" data-image-title="MM-Paris-The-New-Alphabet—C-2016.-Da-una-foto-di-Inez-Vinoodh" data-image-description="" data-medium-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2020/10/MM-Paris-The-New-Alphabet—C-2016.-Da-una-foto-di-Inez-Vinoodh-240x300.jpg" data-large-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2020/10/MM-Paris-The-New-Alphabet—C-2016.-Da-una-foto-di-Inez-Vinoodh-819x1024.jpg" loading="lazy" width="1000" height="1250" src="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2020/10/MM-Paris-The-New-Alphabet—C-2016.-Da-una-foto-di-Inez-Vinoodh.jpg" alt="M/M (Paris)" class="wp-image-11696" srcset="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2020/10/MM-Paris-The-New-Alphabet—C-2016.-Da-una-foto-di-Inez-Vinoodh.jpg 1000w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2020/10/MM-Paris-The-New-Alphabet—C-2016.-Da-una-foto-di-Inez-Vinoodh-240x300.jpg 240w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2020/10/MM-Paris-The-New-Alphabet—C-2016.-Da-una-foto-di-Inez-Vinoodh-819x1024.jpg 819w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2020/10/MM-Paris-The-New-Alphabet—C-2016.-Da-una-foto-di-Inez-Vinoodh-768x960.jpg 768w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2020/10/MM-Paris-The-New-Alphabet—C-2016.-Da-una-foto-di-Inez-Vinoodh-900x1125.jpg 900w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2020/10/MM-Paris-The-New-Alphabet—C-2016.-Da-una-foto-di-Inez-Vinoodh-450x563.jpg 450w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2020/10/MM-Paris-The-New-Alphabet—C-2016.-Da-una-foto-di-Inez-Vinoodh-350x438.jpg 350w" sizes="(max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /><figcaption><strong>M/M (Paris), </strong><em>The New Alphabet—C, </em>2016. Da una foto di Inez &amp; Vinoodh.</figcaption></figure>



<p>Le lista delle collaborazioni di Michael Amzalag e Mathias Augustyniak è sconfinata, messa assieme evoca l’intero gotha della cultura contemporanea e del fashion system. Il loro stile inconfondibile, che mescola illustrazione, tipografia e grafica, rende il termine ‘art direction’ riduttivo, sfiorando spesso la vera e propria (ri)creazione artistica.</p>



<p>Set design, arredi, tipografia ed editoria: di fronte ad una visione così forte l’orizzonte di intervento è praticamente infinito. Hanno ridisegnato e reinventato testate come <em>Interview</em> e <em>Purple</em>, dato vita alle annate migliori di <em>Arena Homme +</em> e portato alla ribalta <em>Man About Town</em>. Hanno collaborato e plasmato l’immagine di Bjork da <em>Vespertine</em> in poi, e progettato artwork indimenticabili per&nbsp; Vanessa Paradis e Benjamin Biolay. </p>



<figure class="wp-block-image size-full"><img data-attachment-id="11697" data-permalink="https://toh-magazine.com/2020/10/m-m-paris-i-dioscuri-della-moda/m-to-m-of-mm-paris-volume-ii-thames-hudson-spreads/" data-orig-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2020/10/M-to-M-of-MM-Paris-Volume-II-Thames-Hudson-spreads.jpg" data-orig-size="1000,1250" data-comments-opened="0" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;1&quot;}" data-image-title="M-to-M-of-MM-Paris-Volume-II-Thames-Hudson-spreads" data-image-description="" data-medium-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2020/10/M-to-M-of-MM-Paris-Volume-II-Thames-Hudson-spreads-240x300.jpg" data-large-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2020/10/M-to-M-of-MM-Paris-Volume-II-Thames-Hudson-spreads-819x1024.jpg" loading="lazy" width="1000" height="1250" src="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2020/10/M-to-M-of-MM-Paris-Volume-II-Thames-Hudson-spreads.jpg" alt="M/M (Paris)" class="wp-image-11697" srcset="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2020/10/M-to-M-of-MM-Paris-Volume-II-Thames-Hudson-spreads.jpg 1000w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2020/10/M-to-M-of-MM-Paris-Volume-II-Thames-Hudson-spreads-240x300.jpg 240w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2020/10/M-to-M-of-MM-Paris-Volume-II-Thames-Hudson-spreads-819x1024.jpg 819w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2020/10/M-to-M-of-MM-Paris-Volume-II-Thames-Hudson-spreads-768x960.jpg 768w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2020/10/M-to-M-of-MM-Paris-Volume-II-Thames-Hudson-spreads-900x1125.jpg 900w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2020/10/M-to-M-of-MM-Paris-Volume-II-Thames-Hudson-spreads-450x563.jpg 450w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2020/10/M-to-M-of-MM-Paris-Volume-II-Thames-Hudson-spreads-350x438.jpg 350w" sizes="(max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /><figcaption><strong>M to M of M/M (Paris) Volume II, </strong>Thames &amp; Hudson, 2020</figcaption></figure>



<p>Ancora, creato set per le sfilate di Miu Miu e interi alfabeti per Prada. Rimanendo su quanto ha inondato i nostri feed nell’ultimo mese, a loro si devono i format di <em>Show-In-A-Box</em> per Loewe, virali e invidiatissime ‘buste-sorprese’ della moda.</p>



<p>Raccontare gli M/M dalla A alla Z non è impresa facile. Un passo era stato fatto nel 2012 con la prima monografia, che continua oggi con il secondo volume. “<em>M to M of M/M (Paris)</em>”, appena pubblicato da <a href="https://thamesandhudson.com/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Thames &amp; Hudson</a>, è un vero e proprio alfabeto, dalla M alla M, in 850 immagini. Il racconto di una creatività ingombrante, intermezzata dai contributi di Obrist, Vezzoli, Saville, Miuccia Prada e molti altri.</p>



<figure class="wp-block-gallery alignwide columns-2 is-cropped"><ul data-carousel-extra='{"blog_id":1,"permalink":"https:\/\/toh-magazine.com\/2020\/10\/m-m-paris-i-dioscuri-della-moda\/"}' class="blocks-gallery-grid"><li class="blocks-gallery-item"><figure><img data-attachment-id="11698" data-permalink="https://toh-magazine.com/2020/10/m-m-paris-i-dioscuri-della-moda/dvd-cambridge/" data-orig-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2020/10/dvd-cambridge.jpg" data-orig-size="984,1350" data-comments-opened="0" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;1&quot;}" data-image-title="MM-Paris" data-image-description="" data-medium-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2020/10/dvd-cambridge-219x300.jpg" data-large-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2020/10/dvd-cambridge-746x1024.jpg" loading="lazy" width="746" height="1024" src="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2020/10/dvd-cambridge-746x1024.jpg" alt="" data-id="11698" data-full-url="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2020/10/dvd-cambridge.jpg" data-link="https://toh-magazine.com/?attachment_id=11698" class="wp-image-11698" srcset="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2020/10/dvd-cambridge-746x1024.jpg 746w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2020/10/dvd-cambridge-219x300.jpg 219w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2020/10/dvd-cambridge-768x1054.jpg 768w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2020/10/dvd-cambridge-900x1235.jpg 900w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2020/10/dvd-cambridge-450x617.jpg 450w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2020/10/dvd-cambridge-350x480.jpg 350w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2020/10/dvd-cambridge.jpg 984w" sizes="(max-width: 746px) 100vw, 746px" /><figcaption class="blocks-gallery-item__caption">Bjork live in Cambridge, artwork (booklet)</figcaption></figure></li><li class="blocks-gallery-item"><figure><img data-attachment-id="11699" data-permalink="https://toh-magazine.com/2020/10/m-m-paris-i-dioscuri-della-moda/miu-miu-wild-posting-paris/" data-orig-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2020/10/Miu-Miu-wild-posting-Paris.jpg" data-orig-size="1000,1251" data-comments-opened="0" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;1&quot;}" data-image-title="Miu-Miu-wild-posting-Paris" data-image-description="" data-medium-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2020/10/Miu-Miu-wild-posting-Paris-240x300.jpg" data-large-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2020/10/Miu-Miu-wild-posting-Paris-819x1024.jpg" loading="lazy" width="819" height="1024" src="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2020/10/Miu-Miu-wild-posting-Paris-819x1024.jpg" alt="" data-id="11699" data-full-url="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2020/10/Miu-Miu-wild-posting-Paris.jpg" data-link="https://toh-magazine.com/?attachment_id=11699" class="wp-image-11699" srcset="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2020/10/Miu-Miu-wild-posting-Paris-819x1024.jpg 819w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2020/10/Miu-Miu-wild-posting-Paris-240x300.jpg 240w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2020/10/Miu-Miu-wild-posting-Paris-768x961.jpg 768w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2020/10/Miu-Miu-wild-posting-Paris-900x1126.jpg 900w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2020/10/Miu-Miu-wild-posting-Paris-450x563.jpg 450w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2020/10/Miu-Miu-wild-posting-Paris-350x438.jpg 350w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2020/10/Miu-Miu-wild-posting-Paris.jpg 1000w" sizes="(max-width: 819px) 100vw, 819px" /><figcaption class="blocks-gallery-item__caption">Miu Miu wild posting, Parigi</figcaption></figure></li></ul></figure>



<p>La pubblicazione si collega ad un altro progetto che prende vita proprio in questi giorni: ‘<em>From one M/Museum to another</em>’, una doppia mostra &#8211; ma più che una mostra è un ‘intervento’ &#8211; che si svolge tra il <a href="https://madparis.fr/francais/musees/musee-des-arts-decoratifs/expositions/expositions-en-cours/m-m-paris-d-un-m-musee-a-l-autre/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Musée des Arts Décoratifs</a> e il <a href="https://m.musee-orsay.fr/fr/expositions/article/mm-paris-au-musee-dorsay-51320.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Museo d’Orsay</a>, due istituzioni Parigine che si guardan da un bank all’altro della Senna per raccontare e ripensare il mondo di invenzioni dei Dioscuri del fashion system.</p>



<figure class="wp-block-image size-full"><img data-attachment-id="11700" data-permalink="https://toh-magazine.com/2020/10/m-m-paris-i-dioscuri-della-moda/mm-paris-the-agent-2000-ph-gael-amzalag/" data-orig-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2020/10/MM-Paris-The-Agent-2000.-Ph.-Gael-Amzalag.jpg" data-orig-size="1000,1305" data-comments-opened="0" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;Krause, Johansen&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;1&quot;}" data-image-title="MM-Paris-The-Agent-2000.-Ph.-Gael-Amzalag" data-image-description="" data-medium-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2020/10/MM-Paris-The-Agent-2000.-Ph.-Gael-Amzalag-230x300.jpg" data-large-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2020/10/MM-Paris-The-Agent-2000.-Ph.-Gael-Amzalag-785x1024.jpg" loading="lazy" width="1000" height="1305" src="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2020/10/MM-Paris-The-Agent-2000.-Ph.-Gael-Amzalag.jpg" alt="M/M (Paris)" class="wp-image-11700" srcset="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2020/10/MM-Paris-The-Agent-2000.-Ph.-Gael-Amzalag.jpg 1000w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2020/10/MM-Paris-The-Agent-2000.-Ph.-Gael-Amzalag-230x300.jpg 230w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2020/10/MM-Paris-The-Agent-2000.-Ph.-Gael-Amzalag-785x1024.jpg 785w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2020/10/MM-Paris-The-Agent-2000.-Ph.-Gael-Amzalag-768x1002.jpg 768w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2020/10/MM-Paris-The-Agent-2000.-Ph.-Gael-Amzalag-900x1175.jpg 900w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2020/10/MM-Paris-The-Agent-2000.-Ph.-Gael-Amzalag-450x587.jpg 450w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2020/10/MM-Paris-The-Agent-2000.-Ph.-Gael-Amzalag-350x457.jpg 350w" sizes="(max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /><figcaption><strong>M/M (Paris), </strong><em>The Agent,</em> 2000. Ph. Gael Amzalag</figcaption></figure>



<figure class="wp-block-image size-full"><img data-attachment-id="11701" data-permalink="https://toh-magazine.com/2020/10/m-m-paris-i-dioscuri-della-moda/mm-paris-borderline-2015-2020/" data-orig-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2020/10/MM-Paris-Borderline-2015-2020.jpg" data-orig-size="1000,1250" data-comments-opened="0" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;1&quot;}" data-image-title="MM-Paris-Borderline-2015-2020" data-image-description="" data-medium-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2020/10/MM-Paris-Borderline-2015-2020-240x300.jpg" data-large-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2020/10/MM-Paris-Borderline-2015-2020-819x1024.jpg" loading="lazy" width="1000" height="1250" src="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2020/10/MM-Paris-Borderline-2015-2020.jpg" alt="M/M (Paris)" class="wp-image-11701" srcset="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2020/10/MM-Paris-Borderline-2015-2020.jpg 1000w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2020/10/MM-Paris-Borderline-2015-2020-240x300.jpg 240w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2020/10/MM-Paris-Borderline-2015-2020-819x1024.jpg 819w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2020/10/MM-Paris-Borderline-2015-2020-768x960.jpg 768w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2020/10/MM-Paris-Borderline-2015-2020-900x1125.jpg 900w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2020/10/MM-Paris-Borderline-2015-2020-450x563.jpg 450w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2020/10/MM-Paris-Borderline-2015-2020-350x438.jpg 350w" sizes="(max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /><figcaption><strong>M/M (Paris)<em>, </em></strong><em>Borderline, </em>2015-2020.&nbsp;Tutte le immagini: Courtesy Galerie Air de Paris</figcaption></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img data-attachment-id="11695" data-permalink="https://toh-magazine.com/2020/10/m-m-paris-i-dioscuri-della-moda/mm-paris-alphadicks/" data-orig-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2020/10/MM-Paris-Alphadicks-.jpg" data-orig-size="1000,1250" data-comments-opened="0" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;2.2&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;iPhone 6s&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;1602757499&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;4.15&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;25&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0.017857142857143&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;1&quot;}" data-image-title="M:M (Paris), Alphadicks" data-image-description="" data-medium-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2020/10/MM-Paris-Alphadicks--240x300.jpg" data-large-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2020/10/MM-Paris-Alphadicks--819x1024.jpg" loading="lazy" width="819" height="1024" src="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2020/10/MM-Paris-Alphadicks--819x1024.jpg" alt="" class="wp-image-11695" srcset="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2020/10/MM-Paris-Alphadicks--819x1024.jpg 819w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2020/10/MM-Paris-Alphadicks--240x300.jpg 240w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2020/10/MM-Paris-Alphadicks--768x960.jpg 768w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2020/10/MM-Paris-Alphadicks--900x1125.jpg 900w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2020/10/MM-Paris-Alphadicks--450x563.jpg 450w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2020/10/MM-Paris-Alphadicks--350x438.jpg 350w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2020/10/MM-Paris-Alphadicks-.jpg 1000w" sizes="(max-width: 819px) 100vw, 819px" /><figcaption>Una immagine dal libro &#8220;The Alphadicks. Twenty-six loaded cowboys&#8221;, il primo di una serie di volumi editi da M/M (Paris) e ispirato ad una storia di moda apparsa su Arena Homme +</figcaption></figure>



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		<item>
		<title>Karlheinz Weinberger. Ribelli, sportivi e altre storie</title>
		<link>https://toh-magazine.com/2019/02/karlheinz-weinberger-ribelli-sportivi-e-altre-storie/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=karlheinz-weinberger-ribelli-sportivi-e-altre-storie</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Didier]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 01 Feb 2019 10:39:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Art]]></category>
		<category><![CDATA[Halbstarke]]></category>
		<category><![CDATA[Karlheinz Weinberger]]></category>
		<category><![CDATA[libri]]></category>
		<category><![CDATA[swiss rebels]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://toh-magazine.com/?p=10399</guid>

					<description><![CDATA[<p>Alla scoperta di Karlheinz Weinberger attraverso la nuova serie dedicata al fotografo svizzero da Sturm &#038; Drang.<br />
➸  <i>Rebels, atheletes and other stories. The world of Swiss photographer Karlheinz Weinberger</i></p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<figure class="wp-block-image"><img data-attachment-id="10412" data-permalink="https://toh-magazine.com/2019/02/karlheinz-weinberger-ribelli-sportivi-e-altre-storie/khw1_content-46/" data-orig-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2020/06/khw1_content-46.jpg" data-orig-size="4960,3307" data-comments-opened="0" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;1&quot;}" data-image-title="khw1_content-46" data-image-description="" data-medium-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2020/06/khw1_content-46-300x200.jpg" data-large-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2020/06/khw1_content-46-1024x683.jpg" loading="lazy" width="1024" height="683" src="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2020/06/khw1_content-46-1024x683.jpg" alt="" class="wp-image-10412" srcset="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2020/06/khw1_content-46-1024x683.jpg 1024w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2020/06/khw1_content-46-300x200.jpg 300w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2020/06/khw1_content-46-768x512.jpg 768w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2020/06/khw1_content-46-1000x667.jpg 1000w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2020/06/khw1_content-46-900x600.jpg 900w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2020/06/khw1_content-46-450x300.jpg 450w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2020/06/khw1_content-46-350x233.jpg 350w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<h5>Karlheinz Weinberger fu per buona parte della sua vita un impiegato della Siemens. Visse a Zurigo, in un piccolo appartamento, fino agli ultimi suoi giorni. In realtà la sua vita fu molto più avventurosa di quanto non riporti la biografia ufficiale: era un avido fotografo, e uno dei più fedeli testimoni delle sottoculture giovanili in svizzera negli anni sessanta.</h5>



<h5>Il suo lavoro è stato riscoperto soltanto nell’ultimo decennio, e anno dopo anno ha acquisito una visibilità sempre maggiore. L’editore svizzero Sturm &amp; Drang ha recentemente pubblicato due volumi dedicati a suoi lavori inediti. Il primo, Halbstarke (Ribelli), dedicato alla fascinazione degli adolescenti svizzeri per la cultura americana; il secondo, Sports, dedicato ai lavori per le colonne sportive di riviste e quotidiani. Comune denominatore, la passione per la figura maschile.</h5>



<figure class="wp-block-gallery columns-3 is-cropped"><ul data-carousel-extra='{"blog_id":1,"permalink":"https:\/\/toh-magazine.com\/2019\/02\/karlheinz-weinberger-ribelli-sportivi-e-altre-storie\/"}' class="blocks-gallery-grid"><li class="blocks-gallery-item"><figure><img data-attachment-id="10400" data-permalink="https://toh-magazine.com/2019/02/karlheinz-weinberger-ribelli-sportivi-e-altre-storie/halbstarke1/" data-orig-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2020/06/halbstarke1.jpg" data-orig-size="1050,1400" data-comments-opened="0" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;1&quot;}" data-image-title="halbstarke1" 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<p>Le immagini in queste pagine sono tratte da Karlheinz Weinberger – Halbstarke (Vol.1) e Karlheinz Weinberger – Sports (Vol.2). Entrambi i volumi editi da <a rel="noreferrer noopener" aria-label="Sturm &amp; Drang  (si apre in una nuova scheda)" href="http://sturmanddrang.net﻿" target="_blank">Sturm &amp; Drang </a>che ha in cantiere anche un terzo tomo: Karlheinz Weinberger – Mediterraneo (Vol.3).&nbsp;<br><br></p>



<p>Text by <strong>Didier Falzone</strong></p>



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<p><br></p>
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