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	<title>MEG &#8211; Toh! Magazine</title>
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	<title>MEG &#8211; Toh! Magazine</title>
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		<title>MEG: trent&#8217;anni di musica, lotta e libertà.</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Marco Cresci]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 09 Apr 2025 16:06:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Musica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Meg è un manifesto vivente di creatività senza confini, con uno sguardo sempre lucido e critico sul presente.</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://toh-magazine.com/2025/04/meg-trentanni-di-musica-lotta-e-liberta/">MEG: trent&#8217;anni di musica, lotta e libertà.</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://toh-magazine.com">Toh! Magazine</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<h3>Dai ricordi dei rave anni &#8217;90 alla voglia di sentirsi ancora &#8220;una ragazzina&#8221; ma con l&#8217;esperienza di un&#8217;adulta, Meg celebra 30 anni di carriera, cominciata nei 99 Posse e proseguita solista, con un tour e il nuovo EP &#8220;Maria&#8221;. Meg è un manifesto di libertà creativa con uno sguardo sempre lucido e critico sul presente.</h3>



<p>Trent&#8217;anni di carriera, eppure la sensazione — ascoltandola parlare — è quella di una debuttante curiosa, ancora affamata di scoperte. <a href="https://www.instagram.com/meg_muzic/">Meg</a> festeggia questo anniversario senza retorica, anzi con l&#8217;ironia e la libertà che da sempre la contraddistinguono. Un nuovo imminente tour al via dalla sua Napoli, un EP — <em>MARIA</em> — declinato in tre anime diversissime, e lo sguardo rivolto a un passato che non è mai nostalgia, ma radice per andare avanti. Con la <a href="https://toh-magazine.com/2022/10/meg-e-il-quinto-elemento-di-vesuvia/">musica</a> come terapia, come atto politico, come spazio di resistenza e di comunità. Perché, come dice lei stessa: &#8220;Rassegnarsi è l&#8217;anticamera della morte&#8221;.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img data-attachment-id="109649" data-permalink="https://toh-magazine.com/2025/04/meg-trentanni-di-musica-lotta-e-liberta/3671b24c-5313-4153-8d94-0cb0205ef7d0/" data-orig-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2025/04/3671b24c-5313-4153-8d94-0cb0205ef7d0.jpg" data-orig-size="1066,1600" data-comments-opened="0" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;1744212969&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}" data-image-title="meg_intervista_toh_magazine" data-image-description="&lt;p&gt;meg_intervista_toh_magazine&lt;/p&gt;
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<p><strong>Ciao Meg, festeggi trent&#8217;anni di carriera. Come ti senti?</strong></p>



<p>Ebbene sì, ho di nuovo 30 anni: sono una ragazzina! Vent’anni fa non avevo ben realizzato cosa significasse compierli, quindi ho deciso di sperimentarli di nuovo <em>(ride, ndr)</em>. A parte gli scherzi, dopo i trenta tutto accelera, non ci si ferma mai ed in un battito di ciglia il tempo vola via. Però la mia è una vita intensa e ricca di bei momenti, una vita un po&#8217; pazza se mi guardo indietro, ma vissuta a pieno. </p>



<p>Sapere che ci sono persone che mi seguono ancora oggi è una grande soddisfazione. Quando qualcuno mi scrive che una mia canzone lo ha aiutato a superare un momento difficile o a fare una scelta inaspettata, mi emoziona ogni volta. È una sensazione che non smette mai di sorprendermi — e mi fa sentire utile. Io ho cominciato a scrivere per me stessa, credo che chi fa musica lo faccia per un esigenza, per me è sempre stata una sorta di terapia.  </p>



<p><strong>Su Instagram hai ripercorso la tua carriera coinvolgendo i fan con quiz e ricordi. Ti ha aiutato a entrare nell’atmosfera del tour che parte domani dalla tua Napoli?</strong></p>



<p>Certo, gli ho anche chiesto quali canzoni avrebbero voluto ascoltare live, è stato anche un modo per rinfrescarmi la memoria! Ho quindi seguito anche i loro consigli: sarà un excursus vero e proprio nella mia carriera, ma non in ordine cronologico.  </p>



<p><strong>A livello scenico invece cosa stai preparando per questi live?</strong></p>



<p>Il mio motto da sempre è &#8220;No budget!&#8221; e continuo così, facendo di necessità virtù. Avere dei limiti economici, che sia l&#8217;allestimento di un live o di un disco, in certi casi è un plus, perché quando hai troppo &#8211; soprattutto se stai facendo un album &#8211; rischi di strafare e di non finire mai, perché sai che hai la possibilità di fare tante cose, che non sempre però sono necessarie.  Quando il budget è ridotto sei invece costretto a ragionare, a ottimizzare per fare tanto con poco. </p>



<h3>Per il tour c&#8217;è una novità, dopo trent&#8217;anni finalmente avrò dei laser nei live! Con me sul palco ci saranno anche Marco Fugazza <em>aka</em> Suor Cristona e Ze in the Clouds, due musicisti che mi accompagnano da <em>Vesuvia</em>. </h3>



<p>Il tour avrà un&#8217;aspetto più elettronico ed uno più acustico, che sono le anime delle mie canzoni: quelle più intimiste, emozionali e teatrali, come ad esempio <em>Audioricordi</em>, <em>Olio su Tela</em> o <em>Parole Alate</em>, e i pezzi più dancefloor-oriented. </p>



<p><strong>Per celebrare questo anniversario hai pubblicato l&#8217;ep <em>MARIA</em>, una canzone proposta in tre versioni totalmente differenti, me ne parli?</strong></p>



<p>Sì, dal titolo poco autobiografico! (ride, ndr) Ci tengo a precisare che sono tre versioni diverse e che non c&#8217;è una versione originale o dei remix. Io li considero tre brani differenti, sono state tutte ricantate e le ho intitolate a seconda di chi a lavorato in modo più massiccia alla versione. </p>



<p>C&#8217;è quindi la versione <em>Ze in the Clouds</em> perché è stato lui ad occuparsi principalmente della produzione artistica. Ha un approccio alla composizione da jazzista sperimentale, e il risultato è una versione molto, molto introspettiva. Ci abbiamo lavorato insieme anche io e Frenetiko, ed è stato un bel processo.</p>



<p>Poi c&#8217;è la versione <em>Vesuvia Sound System </em>prodotta da me, Francesco Fugazza, il fratello di Marco, Suor Cristona e Frenetik&amp;Orang3. Avendoci lavorato tutti ci siamo chiamati così ed è proprio un invito a ballare. </p>



<p>La terza versione invece è prodotta da Carmine Iuvone, un violoncellista sperimentale versatile e poliedrico che ha fatto una versione sanguigna voce e archi. È stata una sua proposta quella di farla così, ma io da napoletana amo gli archi e il pianoforte che sono mélo e teatrali. </p>



<h3>Sono cresciuta con questo concetto di grande libertà stilistica. Gli stessi Beatles, che da ragazzina consideravo come un padre e una madre, erano l’emblema di questo: John e Paul facevano dischi completamente diversi tra loro, eppure convivevano nello stesso universo musicale. </h3>



<p>Poi sono andata a Londra negli anni &#8217;90 a fare l&#8217;erasmus e ho scoperto la drum n&#8217;bass, i Massive Attack, Bj<em>ö</em>rk, The Prodigy, Morcheeba, i Lamb, ed era ovvio che di ciascun singolo sarebbe uscito il remix, che aspettavo trepidante. </p>



<p>Ricordo che andavo alla Fonoteca di Napoli dove ho speso tutti i miei soldi, erano i miei pusher musicali. Ma era il bello di quegli anni, non esisteva una sola versione di un pezzo, è una libertà infinita che ti apre la mente. Forse l&#8217;ultima rivoluzione musicale vera è stata proprio negli anni &#8217;90, sono anni magici che mi hanno formato.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://open.spotify.com/intl-it/album/4uANBS0c07k0UhbCHpbANT?si=8jrsz1EIQf26-ybRy0nQkg"><img data-attachment-id="109647" data-permalink="https://toh-magazine.com/2025/04/meg-trentanni-di-musica-lotta-e-liberta/unnamed-39/" data-orig-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2025/04/unnamed.jpg" data-orig-size="1200,1200" data-comments-opened="0" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}" data-image-title="meg_intervista_toh_magazine" data-image-description="&lt;p&gt;meg_intervista_toh_magazine&lt;/p&gt;
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<p>Ricordo che in quegli anni scoprii anche i rave, giravano questi pizzini con un numero di telefono che chiamavi dalla cabina telefonica e ti rispondevano dicendoti il luogo del rave. </p>



<p>Lì ho scoperto il ballare come forma di resistenza e ribellione fuori dal club, che se ci pensi è un luogo istituzionale, per la struttura, i buttafuori, la musica del dj che sarà commerciale. Ad un rave ho sentito per la prima volta <em>Little Fluffy Clouds</em> dei The Orb e ricordo che era l&#8217;alba e mi misi a piangere, è una delle mie canzoni preferite di sempre.</p>



<h3>Guarda caso, i rave sono di attualità ancora oggi: l&#8217;idea di avere una repressione così violenta è assurda, il DDL sicurezza nacque come la legge anti-rave, ma principalmente serviva al governo per contrastare tutta una serie di libertà. L&#8217;aggregazione spontanea nel rave equivale all&#8217;aggregazione in fabbrica, in piazza, a scuola; questo senso di appartenenza così forte crea dissenso, perché genera controcultura. </h3>



<p>Ricordiamoci che il dissenso non è qualcosa di criminale oggi, anzi non esisterebbe una società in evoluzione se non ci fosse un pensiero critico, una cultura alternativa, quindi proprio per questo i governi, non solo il nostro, legiferano per sopprimere le manifestazioni. Forse perché servono?  </p>



<p>È un periodo difficile, tutto nero, ma non bisogna rassegnarsi o abbandonare la speranza, altrimenti si finisce a vivere una non vita, la rassegnazione è l&#8217;anticamera della morte. </p>



<p><strong>Un anedotto o un ricordo legato a ciascuno dei tuoi album solisti</strong>?</p>



<p>Per <em>MEG</em>, il primo album, penso a Carlo Rossi, mio carissimo amico produttore che è venuto a mancare tragicamente lasciando un vuoto enorme tra amici e musicisti perchè tutti volevano lavorare con lui. È stata la persona che più mi ha capito musicalmente, non mi lasciava uscire dallo studio finchè non ero soddisfatta, mi voleva felice, prendeva i dischi a cuore come fossero i suoi.</p>



<p><em>Psychodelice</em> invece lo ricordo come un disco molto felice dal percorso tortuoso, avevo ripreso a scrivere in inglese e italiano e il management mi ostacolava spingendomi verso l&#8217;italiano, mi dicevano che ero pazza. Io entrai in crisi perdendo un anno. Poi mi sono risvegliata dicendomi: &#8220;Maria, ma tu fai musica per l&#8217;etichetta o per te?&#8221; e ho capito che dovevo fare quel che volevo. Sono entrata in studio, mi sono divertita come non mai&#8230; e ho mandato quel management affanculo!</p>



<p><em>Imperfezione</em> lo lego ad un periodo in cui ho abitato a Brooklyn, la musica che ascoltavo, quello che vedevo e il momento che stavo vivendo lo hanno totalmente influenzato. Quello che esploravo mi ha fatto capire che l&#8217;imperfezione non è un difetto e da lì è venuto il titolo. Io sono sempre stata un&#8217;eterna perfezionista e perdevo un sacco di tempo; capire che nell&#8217;imperfezione c&#8217;era la verità, la vera Maria, è stato rivelatorio. Anzi è la parte più vulnerabile che è la migliore di noi.</p>



<p>Il ricordo più bello di <em>Vesuvia</em> è stato l&#8217;incontro con un nuovo gruppo di collaboratori, che ho citato prima. Dopo la solitudine della pandemia, ritrovarmi circondata da persone con cui c’è sintonia non solo nella musica, ma anche nella vita, è stato un vero dono. Sono diventati amici preziosissimi.</p>



<p><strong>Ultimo album di cui ti sei innamorata?</strong></p>



<p>Gli ultimi di Liberato, Geolier e Mura Musa.</p>



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<p> </p>



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		<title>MEG è il quinto elemento di &#8220;Vesuvia&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Marco Cresci]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 02 Oct 2022 15:57:29 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>"Vesuvia" di MEG è un album che ti accoglie e che scatena una danza liberatoria, un rito ancestrale catapultato nel futuro, che va a marcare la costante ricerca sonora di un artista unica in Italia.</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://toh-magazine.com/2022/10/meg-e-il-quinto-elemento-di-vesuvia/">MEG è il quinto elemento di &#8220;Vesuvia&#8221;</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://toh-magazine.com">Toh! Magazine</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<h3>Aria, acqua, terra, e fuoco sono gli elementi vitali che fremono e si scontrano in &#8220;Vesuvia&#8221; il nuovo album di MEG, che qui fa la parte del quinto elemento madre, quello che lega tutto insieme e lo fa ribollire, e che con la complicità di Frenetik, crea il disco più a &#8220;fuoco&#8221; della sua carriera.</h3>



<p>Un incontro fortuito di elementi, un anima guerriera e la natura che con i suoi cambiamenti ci fa stare in balia. Meg, cresciuta a Torre del Greco (NA) ai piedi del Vesuvio ha assorbito da subito la forza di questa presenza viva ma dormiente, una terra nera ad a un passo dal blu del mare e dei suoi coralli rossi, tra di essi la terra e il cielo. </p>



<h5>&#8220;Vesuvia&#8221; è il nuovo album di MEG e arriva a 7 anni da &#8220;Imperfezione&#8221; il suo ultimo album in studio intermezzato da &#8220;Corona di Spine&#8221; la colonna sonora del film documentario &#8220;Camorra&#8221; di Francesco Patierno.</h5>



<p>Complice un dm su Instagram, anzi due a distanza di tre anni&#8230; ma Meg il primo non lo visualizza, quindi meglio tardi che mai. I dm sono da parte di Frenetik che esprime il desiderio di lavorare con lei in quanto fan sin dai suoi esordi negli anni &#8217;90, questo fa si che i due s&#8217;incontrano e capiscono che ci sono le vibrazioni giuste per far qualcosa insieme.</p>



<h5>&#8220;Vesuvia&#8221; è un album profondamente legato alla natura, trema come un vulcano pronto ad eruttare, e sussurra come il vento spinto dal mare, profuma di terra e di coralli, è un album che ti accoglie e che scatena una danza liberatoria, un rito ancestrale catapultato nel futuro, che va a marcare la costante ricerca sonora di un artista unica in Italia.</h5>



<p>Prodotto dalla poliedrica&nbsp;MEG&nbsp;insieme alle preziose collaborazioni di&nbsp;Frenetik, Orang3, Fugazza, Suorcristona, Tommaso Colliva&nbsp;e&nbsp;David Chalmin, l&#8217;album è impreziosito dai feat. di&nbsp;Elisa&nbsp;ed&nbsp;Emma&nbsp;(nel brano &#8220;AQUILA&#8221;), di&nbsp;Altea, Alice, SANO e specchiopaura&nbsp;del collettivo napoletano&nbsp;<a href="https://www.instagram.com/thrucollected/">Thru Collected</a>&nbsp;(in &#8220;ARCO E FRECCE&#8221;), dall&#8217; hard neomelodic di&nbsp;<a href="https://www.instagram.com/nziriaa/">NZIRIA</a>&nbsp;(in&nbsp;<em>&#8220;</em>NAPOLIDE&#8221;) e della pianista francese di fama mondiale&nbsp;<a href="https://www.instagram.com/katialabeque/">Katia Labèque</a>&nbsp;(nel brano &#8220;SHE&#8217;S CALLING ME&#8221;).</p>



<p>Abbiamo chiacchierato con MEG di &#8220;Vesuvia&#8221; in uscita oggi per AsianFake/Sony Music:</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img data-attachment-id="104905" data-permalink="https://toh-magazine.com/2022/10/meg-e-il-quinto-elemento-di-vesuvia/meg_vesuvia_album-cover_3000/" data-orig-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/09/MEG_VESUVIA_album-cover_3000-scaled.jpg" data-orig-size="2560,2560" data-comments-opened="0" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;1&quot;}" data-image-title="MEG_VESUVIA_album cover" data-image-description="&lt;p&gt;MEG_VESUVIA_album cover&lt;/p&gt;
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meg Vesuvia" class="wp-image-104905" srcset="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/09/MEG_VESUVIA_album-cover_3000-1024x1024.jpg 1024w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/09/MEG_VESUVIA_album-cover_3000-300x300.jpg 300w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/09/MEG_VESUVIA_album-cover_3000-150x150.jpg 150w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/09/MEG_VESUVIA_album-cover_3000-768x768.jpg 768w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/09/MEG_VESUVIA_album-cover_3000-1536x1536.jpg 1536w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/09/MEG_VESUVIA_album-cover_3000-2048x2048.jpg 2048w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/09/MEG_VESUVIA_album-cover_3000-1000x1000.jpg 1000w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/09/MEG_VESUVIA_album-cover_3000-900x900.jpg 900w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/09/MEG_VESUVIA_album-cover_3000-450x450.jpg 450w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/09/MEG_VESUVIA_album-cover_3000-350x350.jpg 350w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/09/MEG_VESUVIA_album-cover_3000-50x50.jpg 50w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption><strong><sup>MEG &#8220;Vesuvia&#8221; (Asian Fake/Sony Music)</sup></strong></figcaption></figure>



<p><strong>Ciao MEG come stai?</strong></p>



<p>Bene, un po&#8217; triste ma è questo periodo settembrino malinconico che segna la fine dell&#8217;estate. </p>



<p><strong>La prima domanda che ti faccio è un po&#8217; old school, hai presente quando ascoltavamo i vinili con la cover in mano? Ecco, partiamo dallo scatto di copertina che credo racchiuda tutta la simbologia del disco, mi parli di questa MEG guerriera in questi tempi in cui bisogna combattere?</strong></p>



<p>C&#8217;è sempre bisogno di combattere! Eh sì, anche io sono stata a volte attratta da un album prima per la cover, poi per il contenuto, m&#8217;incuriosiva e me lo facevo mettere su dall&#8217;amico di turno che lavorava al negozio di dischi. </p>



<p>C&#8217;è stato un bel lavoro per la cover di &#8220;Vesuvia&#8221; creata insieme alla bravissima <a href="https://www.instagram.com/trocadera_2000/">Bianca Peruzzi</a> e <a href="https://www.instagram.com/michele_nannini/">Michele Nannini,</a> Bianca ha fatto le foto ed è autrice del concept, poi ci abbiamo lavorato in tre e Michele si è occupato della parte grafica. Questo album aveva bisogno di un contesto e di un habitat, inoltre doveva rispondere alla domanda &#8220;Ma chi è questa Vesuvia?&#8221;. </p>



<h3>Il Vesuvio è stato per me un elemento sempre presente sin dall&#8217;infanzia, sono cresciuta a Torre Del Greco che è una città schiacciata tra il vulcano e il mare. Una città di persone che navigano o lavorano il corallo, difatti i Torresi vengon chiamati i &#8220;corallini&#8221;. </h3>



<p>Da casa apri la finestra e a seconda di come affaccia vedi o il mare o il Vesuvio, che è sempre stata per me una presenza incombente nel mio inconscio con tutto quello che un vulcano non spento può rappresentare. Mi sono sempre sentita sia protetta che minacciata, ma le mie radici sono lì, ogni volta che torno a casa e dal finestrino vedo il Vesuvio è come se mi placassi. </p>



<h5>Durante la lavorazione del disco è saltato più volte fuori questo titolo perché è un album molto attaccato alle mie radici, e mi piaceva l&#8217;idea di creare una sorta di alter ego come se questa Vesuvia ne fosse l&#8217;autrice. </h5>



<p>Ricordo che raccontavo a Bianca di questo forte senso d&#8217;urgenza che c&#8217;è nel vesuviano, l&#8217;osservatorio che ogni tanto lancia degli allarmi su possibili risvegli. Quindi vivendo in un periodo d&#8217;allarme costante per tanti motivi, penso alla Pandemia, alle guerre, all&#8217;inflazione, al caro bollette, alle elezioni&#8230; (questa intervista è stata rilasciata 2 giorni prima del voto ndg), mi sono chiesta come fosse possibile che questa sensazione di emergenza e di precarietà, nella quale sono cresciuta, mi ha portato poi ad avere sempre fame nel voler realizzare i miei sogni, perché non c&#8217;erano sbocchi lavorativi per nessuno. </p>



<h5>Mi sono così immaginata questo personaggio che rappresenta la parte più profonda, più istintiva e forte di me. Bianca è fotografa ma anche regista e light designer per i concerti, quindi ha usato questa luce caravaggesca e cinematografica, e mi ha messo in una mano il corallo e nell&#8217;altro una freccia. </h5>



<p>Ci siamo scambiate molte immagini di dipinti e spesso entrambe sceglievamo quadri in cui era ritratta una donna accanto ad una finestra, da cui si può sbirciare il paesaggio. Quindi ci siamo immaginate questo antro di &#8220;Vesuvia&#8221; che non si capisce se è in costruzione o in demolizione e dalla finestra si vede il vulcano che Michele il grafico ha creato ispirato a sua volta da un vecchio dipinto. </p>



<p>Ecco come è nato il mondo di &#8220;Vesuvia&#8221;.</p>



<p><strong>Hai cominciato a lavorare al disco prima della pandemia e lo hai ripreso quando ne siamo usciti, se così si può dire. La pandemia non è stato un momento creativo deduco, come l&#8217;hai vissuta?   </strong></p>



<p>Il primo anno mi ha schiacciato, mi sono rintanata ed ero spaventata di quello che poteva succedere alla mia famiglia e ai miei genitori. L&#8217;angoscia di non potersi vedere&#8230; Non pensavo proprio di fare un disco, anzi pensavo alla fine del mondo! Ahahahahah! Ho scritto però, ma quello lo faccio sempre, poi accumulo e magari diventano testi di canzoni. Nelle emergenze le necessità cambiano come per gli animali che vanno in letargo senza sapere perché, è la natura glielo comanda, è una necessità, l&#8217;istinto di sopravvivenza.</p>



<p>Il secondo anno invece con l&#8217;arrivo dei vaccini mi sono tranquillizzata e ad un tratto è come se il disco avesse preso forma nella mia testa da solo. Anche per questo è nata l&#8217;idea dell&#8217;alter ego, è come se io mi fossi messa a scrivere, comporre, mettere insieme pensieri, a trarre considerazioni e poi è arrivata Vesuvia che ha detto: &#8220;Hey ma qui c&#8217;è un disco, prendiamo queste canzoni e facciamole uscire!&#8221;. </p>



<h5>E&#8217; stata un&#8217;eruzione creativa! E&#8217; stato un po&#8217; il capovolgere il caos e la distruzione del vulcano che in &#8220;Vesuvia&#8221; diventano ordine e creatività è una figura molta feconda come lo è la pietra vulcanica.  &#8220;Vesuvia&#8221; deve far ballare la gente non scappare!</h5>



<p><strong>Mi sembra di aver capito che Frenetik ha avuto un ruolo chiave in questo progetto, me ne parli?</strong></p>



<p>Galeotto fu Instagram! E&#8217; questo il modo in cui andrebbe usato, per questo si chiama network.<a href="https://www.instagram.com/frenetico/"> Frenetik</a> mi ha scritto in dm a maggio 2021 ma leggendolo scoprii che mi aveva già scritto tre anni prima! Mi diceva in entrambe i casi, che era un mio grande fan e che avrebbe voluto fare musica con me. </p>



<p><strong>Be che dire, tenace!</strong></p>



<p>Ma Daniele (Frenetik ndg), è soprannominato &#8220;goccia cinese&#8221; ahahahah è impossibile dirgli di no! Ha un entusiasmo talmente trascinante e contagioso che io adoro, adoro chi ti comunica energia vitale, sono persone fondamentali per me! Così non conoscendolo, vado a curiosare e vedo che ha la spunta blu e che abbiamo molti amici comuni, così gli scrivo e dopo due giorni ci vediamo a Roma. </p>



<p><strong>Tre anni &#8220;in the making&#8221; ma poi detto e fatto!</strong></p>



<p>Esattamente! Portai appresso il mio computer con una decina di pezzi, e sentendoli si è esaltato da morire. Mi ha detto: &#8220;Ti prego proviamo a fare un pezzo insieme e vediamo che succede&#8221; poi man mano che ascoltava i pezzi mi chiese se mi sarebbe piaciuto pubblicare con Asian Fake. Quindi sì, è stato fondamentale perché essendo io introversa ha bisogno di una persona entusiasta e proiettata verso l&#8217;esterno. </p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img data-attachment-id="104902" data-permalink="https://toh-magazine.com/2022/10/meg-e-il-quinto-elemento-di-vesuvia/arco-frecce-verticale-copia/" data-orig-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/09/ARCO-FRECCE-VERTICALE-copia.jpg" data-orig-size="1726,2154" data-comments-opened="0" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;1&quot;}" data-image-title="MEG_vesuvia" data-image-description="&lt;p&gt;MEG_vesuvia&lt;/p&gt;
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<h5>Dopo un  periodo di isolamento avevo tremendamente bisogno di un &#8220;partner in crime&#8221; entusiasta come Frenetik, che mi ha presentato persone fondamentali per &#8220;Vesuvia&#8221;.</h5>



<p>Alcuni pezzi sono co-prodotti con Frenetik, altri con i fratelli Fugazza <a href="https://www.instagram.com/francesco.fugazza/">Francesco</a> e Marco. </p>



<p><strong>Uno dei due noto anche come Suorcristona!</strong></p>



<p>Ah Marco ma li conosci?! Ahahaha! Sono incredibili, poi hanno un papà beatlesiano e io sono una super fan dei Beatles. Abbiamo lavorato insieme a tre pezzi: &#8220;PRINCIPE DELLE MIE TENEBRE&#8221;, &#8220;SOLARE&#8221; e  &#8220;AQUILA&#8221; ci siamo divertiti tantissimo tanto che <a href="https://www.instagram.com/suorcristona/">Suorcristona</a> me lo sono portato live alla batteria quest&#8217;estate! Mentre Tommaso Colliva, diciamo il terzo produttore lo avevo già contattato di mio perché volevo lavorarci. E poi c&#8217;è una pianista di fama mondiale che è Katia Labèque, che insieme alla sorella sono tra le pianiste contemporanee più famose al mondo ed è una mia grande amica. </p>



<p><strong>Come sei arrivata ai Thru Collective che sono feat. in &#8220;ARCO E FRECCE&#8221;?</strong></p>



<p>Me li ha fatti conoscere Frenetik, mi son piaciuti tantissimo, non sapevo dell&#8217;esistenza di questo collettivo a Napoli, una scoperta da nerd snob della musica come piace a me, che come diventano un attimo famosi non li ascolti più! Ahahahah! </p>



<p>In realtà ero così a 14 anni, oggi non lo sono più, ascolto di tutto,  ma da ragazzini è giusto essere estremisti vuol dire essere curiosi e non accontentarsi di quello che ti passa la radio. Che per la stragrande parte della persone è la normalità, c&#8217;è un atteggiamento passivo nei confronti della musica ed è molto triste. Ma mi auguro che i &#8220;ThruCo&#8221; diventino famosissimi in tutto il mondo, se lo meritano. </p>



<h5>La gente ride quando lo dico ma io compro canzoni si iTunes e mi sono arresa a Spotify da un anno, ma perché vorrei che chi ascolta la mia musica sui servizi streaming poi se la vada a comperare. </h5>



<p>Tornando ai &#8220;ThruCo&#8221; sono dei ragazzi freschissimi tutti intorno ai vent&#8217;anni che guardano il mondo con occhi sgranati e affamati ma che allo stesso tempo sono gli occhi dei ragazzi del sud che io conosco bene, sono meravigliati dal mondo ma già sanno tante cose essendo cresciuti in una città come Napoli. </p>



<h5>Mi è piaciuta subito la loro freschezza e il loro approccio alla musica perché come me la vivono a 360° non la suddividono in generi e quindi mescolano di tutto, da un pezzo come &#8220;Atlante&#8221; che ha la ritmica drum&#8217;n bass, al pop-punk di &#8220;Napoli Undercore, fino  a &#8220;Cantautoraverz&#8221; che è un loro pezzo in cui mi identifico moltissimo già dal titolo. </h5>



<p>Li ho contattati su Instagram per collaborare e mi hanno subito risposto di sì, mi hanno ricordato molto me a 20 anni. &#8220;ARCO E FRECCE&#8221; che è il pezzo a cui abbiamo lavorato insieme ed è il pezzo del disco cn la struttura meno canonica, scritto come un flusso di coscienza che è una cosa che a me piace molto. Poi ognuno di loro ci ha messo il suo mondo quindi è diventato ancora più tripposo, sia come trip che come trippa! Tanta roba! Ti consiglio di andare ad una delle loro feste!</p>


<figure class="wp-block-embed-youtube wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><a href="https://toh-magazine.com/2022/10/meg-e-il-quinto-elemento-di-vesuvia/"><img src="//i.ytimg.com/vi/THpzhO6D5u0/hqdefault.jpg" alt="YouTube Video"></a><br /><br /><figcaption></figcaption></figure>


<p><strong>Nell&#8217;album spazi da una collaborazione di nicchia come questa con i Thru Collective a quella con due capisaldi del pop italiano: Emma e Elisa. Come mai hai pensato proprio loro per &#8220;AQUILA&#8221;?</strong></p>



<p>Anche questa scelta mi rispecchia, io ho avuto brani in classifica ma resto una figura underground. Quando ho scritto &#8220;AQUILA&#8221; che è un pezzo che parla di sorellanza, delle amiche che ti supportano e che t&#8217;ispirano. Tutte le mie migliori amiche possiedono caratteristiche che io vorrei avere, è un lato al quale cerco sempre di ispirarmi perché mi arricchisce e mi rende più forte, anche perché sono persone che sono in grado di sollevarmi dal baratro quando ne ho bisogno. </p>



<h5>Ho proposta ad Emma e Elisa questa collaborazione, che hanno accettato con mia grande gratitudine, e così ci siam trovate in questo triangolo esattamente come lo immaginavo, tre streghe buone che s&#8217;incontrano davanti al fuoco del vulcano e nella notte guardano le stelle, danzano davanti al fuoco, fanno un rito solenne per omaggiare la natura.</h5>



<p>Siamo tre donne molto diverse e loro stesse sono agli antipodi, Emma è una roccia, quindi è la terra mentre Elisa ha un modo di cantare etereo, quasi liquido, è aria. Mi piaceva l&#8217;idea di rievocare questi elementi nella canzone insieme a delle amiche che hanno come dicevo prima, delle qualità che tu non hai ma che insieme si completano. Questo album è frutto di incontri bellissimi, è nato e si è sviluppato in un modo molto fluido. </p>



<p><strong>Il primo pezzo che hai fatto uscire è stato &#8220;Non ti nascondere&#8221; che vedo come un inno alla comunità LGBT+ &#8211; che ti ha sempre sostenuto &#8211; per mostrarsi per ciò che si è senza paura,  è così?</strong></p>



<p>Wow. Vedi quando scrivo lo faccio sempre e solo per me, per una mia esigenza personale, ma quando qualcun ascolta i miei pezzi e mi dice: “stavo passando un brutto periodo ma con questo pezzo mi hai tirato su” oppure, “volevo nascondermi per una serie di motivi miei ma poi ho sentito il tuo pezzo e mi son detto: ma vaffanculo!” Ecco questo è il motivo per cui scrivo canzoni, perché non c’è gratificazione migliore.&nbsp;</p>



<p>Quando mi arrivano questi messaggi mi sento soddisfatta perché vuol die che ho fatto bene il mio lavoro, perché questo è quel che so fare nella vita e puntualmente mi commuovo. Se non possiamo essere d’aiuto a qualcuno in questo momento storico così buio e difficile, in cui siamo tutti sulla stessa cavolo di barca, ma che cavolo esistiamo a fare?&nbsp;</p>



<h5>Quindi dai diritti LGBTQ+ che ci son stati privati, all’emergenza climatica, alla guerra in Ucraina, alle donne che si strappano il velo in Iran in protesta ad una ragazza di 22 anni uccisa dalla polizia, storia che mi ha devastato dentro, se ognuno di noi può fare qualcosa anche di piccolo questo è il momento giusto per farlo e liberare tutto il brutto che ci circonda.</h5>



<p>Da ragazzina ho molto sofferto per il mio sentirmi diversa, sono cresciuta nel vesuviano in una provincia molto difficile e complessa per tanti motivi. Le cose ora sono un po’ cambiate ovunque ma al sud in generale non devi avere paura di mostrarti per quello che eri se no arrivavano fendenti non richiesti da parte di tutti.</p>



<p>Quindi era un continuo doversi nascondere, ma poi grazie alla musica e ai gruppi che ascoltavo e che avevano sempre qualcosa da dire, t’incoraggiavano a prendere una posizione, quindi già da adolescente ho sviluppato la caparbietà di uscire allo scoperto per quello che ero nonostante i commenti che arrivavano a pioggia.</p>



<p><strong>Ci vuole sempre coraggio per difenderci e quando non l’abbiamo possiamo trovarlo anche in una canzone! Chiudo questa chiacchierata fiume con la domanda che faccio sempre: Qual è l’ultimo album di cui ti sei innamorata?</strong></p>



<p>“Liberato II” di Liberato che ho ascoltato tutta l’estate a manetta! Prima mi hai fatto un complimentone quando hai definito “Vesuvia” un album perché siamo di quella generazione che era abituata ad ascoltarsi il disco per intero non per singole canzoni. Ecco quello di Liberato è un album e mi ha fatto compagnia a seconda del mood, per strada, in treno dove ascolto tantissima <a href="https://toh-magazine.com/category/musica/">musica</a> tra cui “ANNA”, “NUN CE PENZ<strong>À</strong>” o “NUNNEOVER”.&nbsp;</p>


<figure class="wp-block-embed-youtube wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><a href="https://toh-magazine.com/2022/10/meg-e-il-quinto-elemento-di-vesuvia/"><img src="//i.ytimg.com/vi/hrapatabOXg/hqdefault.jpg" alt="YouTube Video"></a><br /><br /><figcaption></figcaption></figure>


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