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	<title>intervista Hån Archivi &#8212; Toh! Magazine</title>
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		<title>HÅN: «La mia nuova fine è il modo più sincero di ricominciare»</title>
		<link>https://toh-magazine.com/2026/08/han-la-mia-nuova-fine-e-il-modo-piu-sincero-di-ricominciare/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=han-la-mia-nuova-fine-e-il-modo-piu-sincero-di-ricominciare</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Marco Cresci]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 04 Aug 2026 16:37:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Musica]]></category>
		<category><![CDATA[evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Hån]]></category>
		<category><![CDATA[intervista Hån]]></category>
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		<category><![CDATA[undamento]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>HÅN racconta Una nuova fine (Undamento): il nuovo album tra cambiamento, stagioni, passaggio all’italiano e una scrittura più personale.</p>
<p>L'articolo <a href="https://toh-magazine.com/2026/08/han-la-mia-nuova-fine-e-il-modo-piu-sincero-di-ricominciare/">HÅN: «La mia nuova fine è il modo più sincero di ricominciare»</a> proviene da <a href="https://toh-magazine.com">Toh! Magazine</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph"><strong><em>Una nuova fine</em>&nbsp;è il disco con cui HÅN racconta il cambiamento trasformando il tempo in parte integrante del racconto. Pubblicato seguendo il ritmo delle stagioni, il progetto è stato svelato attraverso quattro capitoli composti da due brani ciascuno, fino all&#8217;arrivo dell&#8217;album completo con tre tracce inedite. Un percorso narrativo in cui ogni stagione rappresenta una fase diversa, personale e musicale.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Nel corso dei dieci brani, anche il suono attraversa una trasformazione: dalle atmosfere più oscure ed elettroniche dei primi episodi si passa a una dimensione più organica, fatta di strumenti acustici, arrangiamenti ricchi e una scrittura più diretta. Al centro rimane la ricerca di una voce autentica, capace di raccontare emozioni, relazioni e cambiamenti senza filtri.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In una caldissima giornata estiva ci siamo incontrati al Parco Lambro, a Milano, per fare due chiacchiere e qualche scatto. <a href="https://www.instagram.com/hanmusic.jpg/">Giulia Fontana</a>, in arte HÅN, ci ha raccontato la nascita di&nbsp;<em>Una nuova fine</em>&nbsp;(Undamento), il passaggio definitivo all&#8217;italiano e un album costruito attorno al ciclo delle stagioni, dove ogni fine può diventare l&#8217;inizio di qualcosa di nuovo.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img fetchpriority="high" decoding="async" width="682" height="1024" data-attachment-id="111767" data-permalink="https://toh-magazine.com/2026/08/han-la-mia-nuova-fine-e-il-modo-piu-sincero-di-ricominciare/iks_5853/" data-orig-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2026/08/IKS_5853.jpg" data-orig-size="853,1280" data-comments-opened="0" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;2.8&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;ikka mirabelli&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;Canon EOS R6m2&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;1784904410&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;ikka mirabelli&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;50&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;125&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0.0025&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;1&quot;,&quot;alt&quot;:&quot;&quot;}" data-image-title="HÅN_ph_Ikka_mirabelli" data-image-description="&lt;p&gt;HÅN_ph_Ikka_mirabelli&lt;/p&gt;
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<p class="wp-block-paragraph"><strong>Ciao Giulia, l&#8217;ultima volta che ci siamo visti era per il disco del 2022. Da allora sono passati diversi anni e la tua musica è cambiata molto. Eppure, secondo me, il tuo immaginario è rimasto riconoscibile: è cambiato soprattutto il suono, non il tuo mondo. Come hai vissuto questa evoluzione?</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Tra il <a href="https://toh-magazine.com/2022/04/han-le-mie-canzoni-sono-un-diario-aperto/">primo album</a> e il nuovo  c&#8217;è stato anche un EP<em> fuori dalla stanza</em>, nel 2024, già in italiano, che rappresentava una specie di ponte tra i due lavori. Però il cambiamento più grande è stato soprattutto nel modo di scrivere. Più che la lingua, è cambiato quello che voglio dire e come voglio dirlo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">All&#8217;inizio mi piaceva costruire immagini molto elaborate, quasi criptiche. Erano testi più astratti, complessi, che spesso lasciavano spazio a tante interpretazioni. Oggi quella scrittura mi interessa meno. Preferisco andare dritta al punto. I miei testi sono diventati molto più semplici, ma anche molto più sinceri. Mi sembra di aver trovato una dimensione che mi rappresenta davvero.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Dall&#8217;inglese all&#8217;italiano trovare una voce più autentica</h2>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Pensi che questo cambiamento sia legato anche al fatto di scrivere e cantare in italiano? Molti artisti raccontano di sentirsi più esposti nella propria lingua.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Sicuramente la lingua ha avuto un ruolo, anche se il cambiamento non è stato immediato. L&#8217;EP era ancora una via di mezzo e, riguardandolo oggi, sento che stavo ancora cercando la mia voce.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Adesso invece mi sento in pace con quello che faccio. Prima mi piaceva la mia musica, ma avevo sempre la sensazione che mancasse un pezzo di schiettezza.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Quindi non vivi l&#8217;italiano come qualcosa che ti rende più vulnerabile, ma come una forma di autenticità?</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Esatto. Per me è proprio questo il senso di fare musica. Se ti nascondi, perdi qualcosa. L&#8217;inglese, inevitabilmente, crea una distanza: perché non tutti lo comprendono allo stesso modo, ma anche perché quando parli una lingua diversa dalla tua ti relazioni in maniera diversa con quello che stai dicendo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">È una cosa di cui si parla anche in psicologia: ogni lingua attiva sfumature diverse della nostra personalità. Quando scrivo in italiano sento di essere molto più vicina a me stessa.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Come è avvenuto questo passaggio? C&#8217;è stato un momento preciso in cui hai capito che avresti scritto in italiano?</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Paradossalmente è successo mentre vivevo a Londra, nel 2021. Lì ho conosciuto diversi musicisti, sia inglesi sia italiani. Con alcuni ragazzi di Pescara abbiamo iniziato a scrivere insieme e, durante quel periodo, ho provato per la prima volta a farlo in italiano.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Erano gli anni del Covid, quindi passavamo tantissimo tempo a casa a scrivere. Vivere in un contesto così internazionale mi ha fatto capire che l&#8217;inglese, in fondo, non era la mia lingua naturale. Sentivo che mi mancava qualcosa e ho iniziato a cercare una voce più personale.</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-large"><img decoding="async" width="682" height="1024" data-attachment-id="111768" data-permalink="https://toh-magazine.com/2026/08/han-la-mia-nuova-fine-e-il-modo-piu-sincero-di-ricominciare/iks_5958/" data-orig-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2026/08/IKS_5958.jpg" data-orig-size="853,1280" data-comments-opened="0" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;7.1&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;ikka mirabelli&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;Canon EOS R6m2&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;1784905089&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;50&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;125&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0.025&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;1&quot;,&quot;alt&quot;:&quot;&quot;}" data-image-title="HÅN_ph_Ikka_mirabelli" data-image-description="&lt;p&gt;HÅN&lt;/p&gt;
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</div>


<h2 class="wp-block-heading">Un nuovo suono tra elettronica, strumenti acustici e sperimentazione</h2>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>È cambiato anche il suono. Questo disco è molto più suonato, più organico, quasi più vicino alla forma canzone d&#8217;autore, pur mantenendo una componente elettronica.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Sì, ed è una cosa che è nata strada facendo. Se ascolti il disco dall&#8217;inizio alla fine, senti quasi una trasformazione: parte con sonorità più elettroniche e poi diventa sempre più acustico e ricco di strumenti reali.</p>



<p class="wp-block-paragraph">All&#8217;inizio ero ancora legata alle produzioni precedenti, ma volevo cercare un suono più crudo. Era una ricerca che avevo già iniziato con Marco Giudici nell&#8217;EP. Mi piaceva il suo modo di registrare, molto materico, capace di catturare anche piccoli rumori e imperfezioni.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Da lì abbiamo iniziato ad aggiungere strumenti come violoncello, clarinetto e altri elementi orchestrali. Mi piaceva l&#8217;idea di utilizzare strumenti tradizionali, ma manipolandoli con effetti e sound design.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Infatti l&#8217;elettronica non è sparita: semplicemente è diventata parte del paesaggio sonoro, non più il centro, sei d&#8217;accordo?</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Esatto. La produzione l&#8217;ha curata Tobia, ma abbiamo costruito tutto insieme. Io suono chitarra e pianoforte, anche se non in maniera accademica, quindi spesso cantavo le idee, i riff o le melodie che avevo in testa e poi le sviluppavamo in studio.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Non avevamo un progetto preciso fin dall&#8217;inizio. Abbiamo scoperto il suono del disco mentre lo stavamo facendo.</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-large"><img decoding="async" width="683" height="1024" data-attachment-id="111771" data-permalink="https://toh-magazine.com/2026/08/han-la-mia-nuova-fine-e-il-modo-piu-sincero-di-ricominciare/iks_5882/" data-orig-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2026/08/IKS_5882.jpg" data-orig-size="1280,1920" data-comments-opened="0" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;1.4&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;ikka mirabelli&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;Canon EOS R6m2&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;1784904572&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;ikka mirabelli&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;50&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;125&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0.0025&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;1&quot;,&quot;alt&quot;:&quot;&quot;}" data-image-title="HÅN_ph_Ikka_mirabelli" data-image-description="&lt;p&gt;HÅN_ph_Ikka_mirabelli&lt;/p&gt;
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</div>


<h2 class="wp-block-heading">Le quattro stagioni come racconto di un ciclo</h2>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Il disco è diviso in quattro capitoli, uno per ogni stagione, usciti prima singolarmente sotto forma di EP. ed ora racchiusi insieme a formare l&#8217;album Da dove nasce questo concept?</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Mi affascinava l&#8217;idea di costruire un racconto ciclico. Nella vita ci sono tante cose che ritornano continuamente: gli stessi problemi, le stesse dinamiche, persone diverse che ti fanno vivere esperienze simili.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Le stagioni rappresentano proprio questo ciclo. Ognuna racconta un momento diverso del mio anno, ma anche del mondo intorno a me. Nei lavori precedenti ero molto concentrata sull&#8217;interiorità, sul diario, sulla stanza. Stavolta avevo voglia di guardare anche fuori.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Brani come <em>Se fossi un verme</em> parlano del corpo e di una condizione collettiva, mentre <em>Girotondo</em> nasce da una riflessione sulla fine del mondo, insieme metaforica e molto concreta. Le stagioni mi sembravano il contenitore perfetto per unire tutte queste prospettive.</p>



<h2 class="wp-block-heading">&#8220;Una nuova fine&#8221;: quando lasciare andare diventa una rinascita</h2>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Hai scelto di intitolare il disco&nbsp;<em>Una nuova fine</em>. È un titolo che ribalta l&#8217;espressione &#8220;un nuovo inizio&#8221;. Come ci sei arrivata?</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Mi piaceva proprio questo ribaltamento. È un gioco di parole, ma racconta anche una cosa molto personale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Faccio sempre molta fatica a lasciare andare le cose: rapporti, lavori, situazioni. Tendo a restare fino a quando non arrivo davvero al limite.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Quest&#8217;anno, però, ho imparato a vivere le conclusioni in modo diverso. Quando qualcosa finisce non provo più quella sensazione di tragedia. Penso semplicemente che sia arrivato il suo momento. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Una fine, in realtà, contiene già l&#8217;inizio di qualcos&#8217;altro. È probabilmente la lezione più importante che mi porto dietro da quest&#8217;anno.</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="683" height="1024" data-attachment-id="111770" data-permalink="https://toh-magazine.com/2026/08/han-la-mia-nuova-fine-e-il-modo-piu-sincero-di-ricominciare/iks_5861/" data-orig-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2026/08/IKS_5861.jpg" data-orig-size="1280,1920" data-comments-opened="0" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;2.8&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;ikka mirabelli&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;Canon EOS R6m2&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;1784904429&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;ikka mirabelli&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;50&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;125&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0.0025&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;1&quot;,&quot;alt&quot;:&quot;&quot;}" data-image-title="HÅN_ph_Ikka_mirabelli" data-image-description="&lt;p&gt;HÅN_ph_Ikka_mirabelli&lt;/p&gt;
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</div>


<p class="wp-block-paragraph"><strong>Generic Animal, Rare<strong>ș</strong>, Assurditè e Leanò, sono i feat del disco, erano amici o lo sono diventati?</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;album è nato da una session a La Casa degli Artisti a Milano, c&#8217;è stato un bel giro di persone, ma loro sono speciali, Rareș ha una sensibilità unica, con Assurditè e Leanò abbiamo fatto questo arrangiamento che si apre, vecchio stile, che mi piace moltissimo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Generic Animal non lo conoscevo di persona ma <em>un animale non sa piangere</em> è nata al volo, ci siamo trovati subito in sintonia, il brano è praticamente uguale a quando l&#8217;abbiamo scritto.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Chi ha realizzato l&#8217;artwork del disco? C&#8217;è una continuità visiva con il lavoro precedente.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;ha realizzato Agata Ferrari Bravo. È un&#8217;artista che lavora tra pittura, tessuti e scultura. L&#8217;avevo scoperta sui social e poi ho scoperto che era anche amica di Dylan di Undamento, la mia etichetta.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Mi piaceva molto il suo immaginario e sentivo che poteva creare qualcosa che dialogasse con il disco precedente senza ripetersi. Infatti le due copertine si parlano: appartengono allo stesso universo, ma raccontano un momento diverso del percorso.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Ultimo album di cui ti sei innamorata?</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">OKlou &#8220;Choke Enough&#8221; è un album perfetto anche nella sua dimensione live, che ho avuto modo di vedere. E&#8217; un&#8217;artista incredibile,.nessuno fa le armonizzazioni dal vivo come lei.</p>



<figure class="wp-block-image size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="640" height="640" data-attachment-id="111772" data-permalink="https://toh-magazine.com/2026/08/han-la-mia-nuova-fine-e-il-modo-piu-sincero-di-ricominciare/attachment/74804/" data-orig-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2026/08/74804.jpg" data-orig-size="640,640" data-comments-opened="0" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;,&quot;alt&quot;:&quot;&quot;}" data-image-title="74804" data-image-description="" data-image-caption="&lt;p&gt;HÅN &amp;#8220;Una nuova fine&amp;#8221; (Undamento) &amp;#8211; ascoltalo qui&lt;/p&gt;
" data-large-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2026/08/74804.jpg" src="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2026/08/74804.jpg" alt="" class="wp-image-111772" srcset="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2026/08/74804.jpg 640w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2026/08/74804-300x300.jpg 300w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2026/08/74804-150x150.jpg 150w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2026/08/74804-450x450.jpg 450w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2026/08/74804-350x350.jpg 350w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2026/08/74804-50x50.jpg 50w" sizes="auto, (max-width: 640px) 100vw, 640px" /><figcaption class="wp-element-caption">HÅN &#8220;Una nuova fine&#8221; (Undamento) &#8211; <a href="https://open.spotify.com/intl-it/album/3tmk2AyDEyPSY2JhfLjF3I?si=bytJz-YZRu2wanDuKHtO6g">ascoltalo qui</a></figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph"></p>
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		<title>HÅN: le mie canzoni sono un diario aperto</title>
		<link>https://toh-magazine.com/2022/04/han-le-mie-canzoni-sono-un-diario-aperto/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=han-le-mie-canzoni-sono-un-diario-aperto</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Marco Cresci]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 14 Apr 2022 17:38:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Musica]]></category>
		<category><![CDATA[dream pop]]></category>
		<category><![CDATA[Hån]]></category>
		<category><![CDATA[intervista Hån]]></category>
		<category><![CDATA[projections on a human screen]]></category>
		<category><![CDATA[toh magazine]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://toh-magazine.com/?p=103308</guid>

					<description><![CDATA[<p>Il primo album di HÅN è un diario aperto scritto in lockdown, ma non è triste ma personale e intimo. Leggi l'intervista.</p>
<p>L'articolo <a href="https://toh-magazine.com/2022/04/han-le-mie-canzoni-sono-un-diario-aperto/">HÅN: le mie canzoni sono un diario aperto</a> proviene da <a href="https://toh-magazine.com">Toh! Magazine</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<h5 class="wp-block-heading">Il primo album di HÅN s&#8217;intitola &#8220;projections on a human screen&#8221; , dopo averci conquistato con il suo synth pop dilatato in una serie di singoli e due EP, è arrivato il grande momento. </h5>



<p class="wp-block-paragraph"><strong><a href="https://www.instagram.com/hanmusic.jpg/">Giulia Fontana</a> aka <strong>HÅN</strong></strong> cresce vicino al Lago di Garda, <strong>in attivo dal 2017, ha registrato il suo debutto tra la sua cameretta di Londra e Milano, un diario aperto sulle sue emozioni, cantato rigorosamente in inglese. Un&#8217;evasione alla ricerca della libertà creativa e fisica, che vibra in ogni canzone. </strong>Abbiamo scambiato due chiacchiere con lei:</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="773" height="1024" data-attachment-id="103320" data-permalink="https://toh-magazine.com/2022/04/han-le-mie-canzoni-sono-un-diario-aperto/image00001-1-2/" data-orig-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/04/image00001-1.jpeg" data-orig-size="1540,2041" data-comments-opened="0" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}" data-image-title="Hån_intervista_toh_magazine" data-image-description="&lt;p&gt;Hån_intervista_toh_magazine&lt;/p&gt;
" data-image-caption="" data-large-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/04/image00001-1-773x1024.jpeg" src="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/04/image00001-1-773x1024.jpeg" alt="Hån_intervista_toh_magazine" class="wp-image-103320" srcset="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/04/image00001-1-773x1024.jpeg 773w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/04/image00001-1-226x300.jpeg 226w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/04/image00001-1-768x1018.jpeg 768w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/04/image00001-1-1159x1536.jpeg 1159w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/04/image00001-1-1000x1325.jpeg 1000w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/04/image00001-1-900x1193.jpeg 900w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/04/image00001-1-450x596.jpeg 450w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/04/image00001-1-350x464.jpeg 350w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/04/image00001-1.jpeg 1540w" sizes="auto, (max-width: 773px) 100vw, 773px" /></figure>



<h5 class="wp-block-heading">Ciao HÅN come stai?</h5>



<p class="wp-block-paragraph">Tutto bene, sono a casa, oggi sarà una giornata impegnativa e poi andrò a prendere le t-shirt per il mio primo merchandise e quindi sono curiosa, e poi mi sto preparando per il live di venerdì, (Hån suonerà il 15/04 all&#8217;Arci Bellezza di Milano per presentare dal vivo il suo primo album &#8220;<a href="https://open.spotify.com/artist/7n3jYxJuLzLuOv8Fk1s9N1?si=Cze4dDGCT3iwcuzBDTlgWA">projections on a human screen</a>&#8221; n.d.g.).</p>



<h5 class="wp-block-heading"><strong>Le tue cover sono sempre popolate da bellissime illustrazioni, deduco che le t-shirt andranno di pari passo, chi le ha disegnate?</strong></h5>



<p class="wp-block-paragraph">Le illustrazioni sono di Dario Pasqualini che ha curato anche la cover dell&#8217;album mentre la stampa è a cura di<a href="https://www.instagram.com/legnolegno/?hl=it"> Legno</a>, le abbiamo stampate fronte/retro, non vedo l&#8217;ora di vederle!</p>



<h5 class="wp-block-heading">Parliamo dell&#8217;album so che è nato in lockdown, come ti ci sei approciata?</h5>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;ho scritto prevalentemente da sola in camera, è un album personale perchè è come se fosse il mio diario. Mi sono ritrovata a Londra nel mezzo della pandemia in pieno lockdown, quindi la mia cameretta è diventato il mio spazio safe per scrivere e pensare, che poi faccio sempre così, ma si è accentuato con le situazioni  che ho vissuto. Avendolo scritto in solitaria è per forza personale. </p>



<h5 class="wp-block-heading"><strong>Si sente che è stata la tua scappatoia alla situazione che stavamo vivendo tutti, è un album molto libero, aperto e mette di buon umore, non è cupo come si potrebbe pensare se accostato al contesto in cui è stato creato.</strong></h5>



<p class="wp-block-paragraph">Assolutamente, non è per nulla un album triste, il suono è intimo perché scritto in solitaria ma decisamente up. Io ti parlo della scrittura ovviamente perché poi lato produzione è stato uno scambio tra me e Giorgio Pesenti degli <a href="https://toh-magazine.com/2021/07/iside-musica-anatomia-cristallo-toh-magazine-intervista-lgbt-marco-de-vincenzo/">Iside</a> e ho lavorato anche con KiLLOWEN che è l&#8217;unico feat. del disco in &#8220;Bycicle&#8221; la traccia che lo apre. Lui è un prducer/songwriter di Londra, una delle prime persone che ho conosciuto quando mi sono trasferita lì, con lui ho prodotto &#8220;Bycicle&#8221; e &#8220;Chiro&#8221;. Un po&#8217; a Bergamo, un po&#8217; a Milano, un po&#8217; a Londra e la produzione è stata fatta quà e là tra amici.</p>



<h5 class="wp-block-heading">Spiegaci il titolo, che trovo poetico; &#8220;projections on a human screen&#8221;:</h5>



<p class="wp-block-paragraph">E&#8217; un po&#8217; complicato, ti faccio un esempio: io sono nella mia camera che è il mio mondo e poi ci sono gli eventi esterni che si riflettono su di me e io reagisco a questo nell&#8217;album. Faccio fatica a spiegarlo ma penso che sia il disco a doverlo fare.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="772" height="1024" data-attachment-id="103317" data-permalink="https://toh-magazine.com/2022/04/han-le-mie-canzoni-sono-un-diario-aperto/image00008-4/" data-orig-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/04/image00008.jpeg" data-orig-size="1541,2043" data-comments-opened="0" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}" data-image-title="Hån_intervista_toh_magazine_2" data-image-description="&lt;p&gt;Hån_intervista_toh_magazine_2&lt;/p&gt;
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<h5 class="wp-block-heading"><strong>Sei italiana ma canti in inglese e fai un tipo di musica esterofila, come ti senti nel panorama italiano, un outsider?</strong></h5>



<p class="wp-block-paragraph">Sì ma nell&#8217;eccezione negativa del termine, recentemente ho provato anche a scrivere in italiano perché molte volte mi è stato detto di provare  a farlo, ma non me la sentivo, non mi veniva naturale. Ora sto provando a processare questa cosa perché capisco che con la scena indie italiana che è molto viva e densa di cose interessanti, sia più facile immedesimarsi per le persone se canti in Italiano. Ci sono progetti italiani che cantano in inglese come Birthh o LIM anche se nell&#8217;ultimo album qualcosa d&#8217;italiano c&#8217;è. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Non mi sono mai spiegata il perché ma c&#8217;è un coinvolgimento nettamente minore nel pubblico se un italiano canta in inglese, anche se poi gli stranieri li vanno a vedere. Ma il mercato musicale italiano è una bolla, non è contaminato come può essere in Germania, ha le sue regole e se canti in una lingua straniera sei in una terra di mezzo tra l&#8217;estero che è un&#8217;enorme oceano e l&#8217;Italia. Mi sento in un limbo. Se canterò in italiano sarà solo un&#8217;esigenza di connessione con il pubblico. </p>



<h5 class="wp-block-heading">Con quale musica sei cresciuta?</h5>



<p class="wp-block-paragraph">Da bambina ascoltavo il pop becero tipo Miley Cyrus poi ho scoperto il rock con i Led Zeppelin, poi è stato il momento Paramore e successivamente sono arrivata ai Radiohead di &#8220;Ok Computer&#8221; e mi hanno aperto un mondo, poi anche cose elettroniche tipo Bonobo, Lapalux, Dream Koala, Koreless, quella corrente un po&#8217; chill. L&#8217;ascolto epocale che ho avuto e che mi ha dato una svolta a livello artistico ed emotivo è stato Bon Iver. </p>



<h5 class="wp-block-heading">L&#8217;ultimo album che ti è piaciuto invece qual è?</h5>



<p class="wp-block-paragraph">&#8220;Absolutely&#8221; di Dijon e poi c&#8217;è una ragazza bravissima, Saya Grey, che ha fatto solo tre pezzi ad oggi. Era la bassista di Daniel Caesar e ora ha firmato per la Dirty Hit e fa musica acustica ma non classica, tutta rovinata e strapotente senza riverberi, mi piace un sacco. </p>



<figure class="wp-block-image size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="700" height="700" data-attachment-id="103322" data-permalink="https://toh-magazine.com/projections-on-a-human-screen-han/" data-orig-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/04/Projections-on-a-human-screen-han.jpg" data-orig-size="700,700" data-comments-opened="0" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}" data-image-title="Projections-on-a-human-screen-han" data-image-description="&lt;p&gt;Projections-on-a-human-screen-han&lt;/p&gt;
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<p class="wp-block-paragraph"></p>
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