A Istanbul, dove la libertà è sempre una negoziazione e il corpo non è mai neutro, Chorus of Body dipinge in scala ridotta ciò che altrove viene urlato o censurato. I suoi oli su cartone sono frammenti intimi: corpi maschili senza volto, gesti sospesi, superfici che riflettono e disturbano lo sguardo. Qui l’identità non si dichiara, si contrae. Si trattiene. Resiste.
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