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	<title>taylor swift Archivi &#8212; Toh! Magazine</title>
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		<title>Madonna songbook: la musica prima di tutto</title>
		<link>https://toh-magazine.com/2024/12/madonna-songbook-libro-giulio-mazzoleni-discografico-autore-lgbt/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=madonna-songbook-libro-giulio-mazzoleni-discografico-autore-lgbt</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Marco Cresci]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 05 Dec 2024 15:55:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Culture]]></category>
		<category><![CDATA[Musica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Madonna Songbook è il libro di Giulio Mazzoleni che analizza oltre 500 canzoni della Regina del pop.</p>
<p>L'articolo <a href="https://toh-magazine.com/2024/12/madonna-songbook-libro-giulio-mazzoleni-discografico-autore-lgbt/">Madonna songbook: la musica prima di tutto</a> proviene da <a href="https://toh-magazine.com">Toh! Magazine</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<h3 class="wp-block-heading">Giulio Mazzoleni, l&#8217;autore di&nbsp;<em>Madonna Songbook</em>, racconta la passione e la meticolosità che hanno portato alla creazione di un&#8217;opera che celebra la discografia di Madonna, analizzando oltre 500 canzoni della popstar.</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Mazzoleni ha lavorato per anni come discografico di alcuni dei più grandi nomi del panorama italiano e internazionale è un manager consulente mediatico e discografico.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Tra aneddoti curiosi, rivelazioni e incontri con collaboratori chiave, <a href="https://www.instagram.com/madonnasongbook/?hl=it">l&#8217;autore</a> esplora il talento artistico di Madonna, rivelando come la sua <a href="https://toh-magazine.com/category/musica/">musica</a> sia stata spesso sottovalutata e mal interpretata. </p>



<h3 class="wp-block-heading">Dalla scoperta di brani inediti alla sua esperienza alla Library of Congress, fino alla riflessione personale sulla carriera della &#8220;Regina del Pop&#8221;, Madonna Songbook &#8211; in uscita il nove dicembre &#8211;  è un tributo completo alla sua carriera e al suo impatto sulla musica che va a colmare un vuoto importante nelle pubblicazioni legate all’artista.</h3>



<p class="wp-block-paragraph">In questa intervista, l&#8217;autore condivide il suo lungo viaggio alla scoperta della musica di Madonna, rivelando curiosità, difficoltà e emozioni che ha vissuto nella creazione di un&#8217;opera che vuole essere, prima di tutto, una celebrazione dell&#8217;autenticità musicale della popstar. </p>



<h3 class="wp-block-heading">Madonna Songbook è un progetto che si nutre di passione, ricerca e incontri con i collaboratori storici di Madonna, per raccontare, canzone dopo canzone, la carriera di una delle artiste più influenti di sempre.</h3>



<h4 class="wp-block-heading"><strong>Cosa ti ha spinto a scrivere Madonna Songbook, un libro così dettagliato sulla discografia di Madonna?</strong></h4>



<p class="wp-block-paragraph">Il desiderio di vedere il suo talento musicale riconosciuto. Ci sono molti libri simili -per certi aspetti- al mio, e dedicati a Prince o the Bowie o i Queen o Elton John. Tutti uomini, guarda caso!</p>



<p class="wp-block-paragraph">Sono cresciuto in profonda ammirazione di tutti loro, ma soprattutto di Madonna ed è sempre stato difficile, ad eccezione di alcuni sporadici momenti come quando uscì Ray of Light, non sentirmi deriso per la mia passione per Madonna. </p>



<p class="wp-block-paragraph">È stato a lungo un’abitudine diffusa quella di sminuirla &#8211; nonostante gli eclatanti successi &#8211; chiamandola una esperta di marketing che si affiancava al giusto produttore &#8211; guarda caso un uomo &#8211; del momento per poter rimanere sulla cresta dell’onda. Per fortuna, nessuno osa più dire una cosa del genere di Taylor Swift, per fare un esempio contemporaneo.&nbsp;</p>



<h4 class="wp-block-heading">Ebbene la sintesi di Madonna Songbook è la pratica dimostrazione di come Madonna sia autentica fautrice del proprio repertorio musicale. Ad eccezione di certi collaboratori degli anni più recenti (Diplo, Pharrell e al massimo Babyface negli anni Novanta), nessuno dei suoi più famosi coproduttori ha avuto successi commerciali e artistici così eclatanti come quando ha lavorato con lei. </h4>



<p class="wp-block-paragraph">Loro stessi, da me citati o intervistati direttamente per l’occasione, hanno confermato quanto l’intuizione artistica di Madonna fosse alla base di tutte le canzoni che hanno fatto assieme, in maniera completamente antitetica a quella definizione di calcolo strategico che molti le attribuiscono.&nbsp;</p>



<h4 class="wp-block-heading">E poi volevo semplicemente celebrale la parte più bella di tutto il suo lavoro artistico. La musica! Sono cinquecento canzoni analizzate una per una, accompagnate da moltissime immagini, ed è stato un viaggio bellissimo esplorarle e analizzarle e creare il libro con il designer Anthony Coombs, anche lui fan di Madonna.&nbsp;</h4>



<figure class="wp-block-image size-large"><img fetchpriority="high" decoding="async" width="1024" height="605" data-attachment-id="108995" data-permalink="https://toh-magazine.com/2024/12/madonna-songbook-libro-giulio-mazzoleni-discografico-autore-lgbt/image2-2-2/" data-orig-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/12/image2-2.jpeg" data-orig-size="1596,943" data-comments-opened="0" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;1&quot;}" data-image-title="madonna songbook" data-image-description="" data-medium-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/12/image2-2-300x177.jpeg" data-large-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/12/image2-2-1024x605.jpeg" src="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/12/image2-2-1024x605.jpeg" alt="madonna songbook" class="wp-image-108995" srcset="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/12/image2-2-1024x605.jpeg 1024w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/12/image2-2-300x177.jpeg 300w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/12/image2-2-768x454.jpeg 768w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/12/image2-2-1536x908.jpeg 1536w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/12/image2-2-1000x591.jpeg 1000w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/12/image2-2-900x532.jpeg 900w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/12/image2-2-450x266.jpeg 450w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/12/image2-2-350x207.jpeg 350w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/12/image2-2.jpeg 1596w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<h3 class="wp-block-heading">C’è stato un momento particolare in cui hai deciso di iniziare Madonna Songbook?</h3>



<p class="wp-block-paragraph">È stato esattamente a Natale di due anni fa, quando ho acquistato un libro dedicato a tutte le canzoni di Prince, di cui sono un grande fan, e ho desiderato fortemente che ci fosse un libro simile su Madonna. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Il mio carissimo amico di New York Matthew Rettenmund, esperto di pop culture, sentendomi lamentare che non esistesse un libro del genere, mi ha semplicemente detto che potevo scriverlo io, considerando il fatto che ho cominciato a raccogliere articoli di giornale e a registrare interviste di Madonna nel 1985 con meticolosa e maniacale cura da archivista.&nbsp;</p>



<h3 class="wp-block-heading">Qual è stata la sfida più grande nel raccogliere e organizzare tutte queste informazioni?</h3>



<p class="wp-block-paragraph">La sfida più grande è stata quella di tenere costante il livello di indagine e di cura su ogni canzone, nonostante i titoli fossero più di 500. all’inizio è stato quasi una passeggiata scrivere un primo capitolo di prova, e ci ho messo tutto me stesso, poi ho dovuto rendermi conto che con quel livello di approfondimento, avrei dovuto lavorare moltissimo senza mai abbassare la guardia. </p>



<p class="wp-block-paragraph">E così è stato per molti mesi. Sono 45 anni di musica, e per quanto conoscessi già benissimo tutto il repertorio, quando sono arrivato all’ultimo decennio mi sono guardato indietro e ho apprezzato quanto Madonna abbia dato alla musica e mi sono domandato se lei stessa se ne sia mai resa conto, essendo un artista che non ama guardarsi alle spalle e solo recentemente ha iniziato a celebrare i fasti di una carriera completamente senza precedenti.&nbsp;</p>



<h3 class="wp-block-heading">C’è un aneddoto curioso legato alla tua esperienza alla Library of Congress?</h3>



<p class="wp-block-paragraph">In termini di risultati della ricerca che ho fatto là, sì, c’è stata l’incredibile gioia di sentire tre canzoni completamente inedite, che quasi nessuno ha mai sentito. Sono rimasto lì due giorni, sotto stretta osservazione di una persona seduta alle mie spalle per verificare che non avessi con me nessun mezzo di registrazione. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Non avevano calcolato che io stessi “registrando” quelle canzoni nella mia testa e quando sono uscito dalla Library le sapevo già cantare a memoria. È stato davvero emozionante sentirle. Sono tre provini del 1994 che mi hanno dato ulteriore conferma dell’incredibile talento di Madonna nel realizzare velocemente dei brani con melodie estremamente accattivanti.&nbsp;</p>



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<h3 class="wp-block-heading">Hai parlato con tanti collaboratori di Madonna, da Stephen Bray a&nbsp;Donna De Lory e Niki Haris. Qual è stata l’intervista più sorprendente o che ti ha emozionato di più?</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Sono stato felicissimo di “stanare” produttori come Andrè Betts, che ha sempre parlato pochissimo della sua esperienza con Madonna, anche se l&#8217;emozione più grande  è stata parlare con Stephen Bray. Oggi è celebrato come l’autore di musical di successo come The Color Purple. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Si è negato per diverso tempo ma alla fine si è convinto e mi ha inizialmente concesso soltanto 45 minuti, ma poi ci siamo trovati così bene che sono stato io a concludere la conversazione dopo 2 ore e 40 passate a parlare delle canzoni che lui ha fatto con Madonna nei 10 anni di collaborazione con lei. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Ho raccolto alcune sue frasi che sono diventate la prefazione del libro e penso che abbia catturato perfettamente l’essenza del talento di Madonna, che parte sempre da un luogo emozionale.&nbsp;</p>



<h3 class="wp-block-heading">Nel libro parli anche di canzoni inedite e remix poco noti. Qual è stata la scoperta più affascinante e quella più sottovalutata della sua produzione?</h3>



<p class="wp-block-paragraph">A parte i tre brani inediti che ho sentito a Washington e qualche titolo trovato negli elenchi dei depositi di copyright senza che potessi ascoltarli, non c’è stata nessuna scoperta assoluta, nel senso che conoscevo già tutto il repertorio per una passione personale coltivata in questi quarant’anni. </p>



<h4 class="wp-block-heading">Posso però parlare di una riscoperta di certe canzoni tramite le interviste coi suoi produttori che mi hanno mostrato come lei, in pochissimo tempo e senza perdersi in divagazioni, riesca a fare le giuste scelte creative per realizzare un brano. In tal senso, anche pezzi comunemente considerati canzoncine pop come Jimmy Jimmy sono in realtà un costrutto specifico di narrazione e ispirazione musicale ben preciso. Fare musica easy non è affatto facile.&nbsp;</h4>



<p class="wp-block-paragraph">Personalmente trovo che lei stessa abbia sottovalutato la bellezza di un sofisticato inedito dei tempi di Erotica , Goodbye to Innocence. A livello più mainstream, penso che molte delle sue più recenti produzioni siano state sottovalutate a causa della sua longevità artistica, per non dire più banalmente della sua età anagrafica, ad esempio quel capolavoro di ballata che è Ghosttown.&nbsp;</p>



<h3 class="wp-block-heading">Hai scelto un approccio colloquiale ma accurato. Come sei riuscito a rendere il libro accessibile sia ai fan hardcore che ai lettori meno esperti? Quando e come è nata la tua passione per Madonna?&nbsp;</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Innanzitutto saranno i lettori a dirmi se ci sono riuscito, e lo spero vivamente. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Il mio approccio è stato di rivolgermi in maniera confidenziale a persone che di base amino già la musica di Madonna , a volte anche con un pizzico di umorismo, perché è inutile prendersi troppo sul serio, non stiamo parlando di Mozart (e peraltro penso che anche il dibattito su Mozart gioverebbe di un po’ di leggerezza).&nbsp; Allo stesso tempo, ho cercato di essere quanto più oggettivo possibile, tant’è che nel libro ci sono diverse centinaia di note bibliografiche. La totalità dei virgolettati, e sono moltissimi, è rimandata a specifici testi, articoli, libri, trasmissioni televisive, eccetera.&nbsp;</p>



<h3 class="wp-block-heading">C’è un momento della sua carriera che ti ha segnato particolarmente?</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Quando si è così appassionati a un’artista, quasi tutto il suo percorso segna le nostre vite, particolarmente in gioventù. Sicuramente i capitoli di Erotica, Ray Of Light, e American live sono stati la colonna sonora di una mia personale crescita.</p>



<p class="wp-block-paragraph"> A volte la musica di Madonna mi ha stimolato a riflessioni fondamentali, altre volte è arrivata semplicemente a marcare una particolare svolta personale già in atto nella mia vita.&nbsp;<br></p>



<h4 class="wp-block-heading">Quale canzone di Madonna rappresenta meglio la tua vita o ti emoziona di più, e perché?</h4>



<p class="wp-block-paragraph">Mi è molto difficile rispondere a questa domanda, proprio per quanto ho appena detto. Ce ne sono diverse, ma quando nel suo più recente tour&nbsp;Madonna ha ripescato dopo 32 anni di silenzio la magnifica Bad Girl, ho vissuto una profonda commozione che mi ha riportato a quegli anni in cui più o meno consapevolmente costruivo una mia identità, cercando non senza difficoltà una piena autostima e accettazione di me stesso.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nel libro ho inserito una cinquantina di brevi inserti in cui ho chiesto ad amici, fan, creativi e professionisti &#8211; compresi diversi collaboratori di Madonna stessa &#8211; di scegliere una canzone dal suo vasto repertorio e di di dire perché fosse così significativa per loro: è stata un’esperienza veramente molto bella raccogliere i loro scritti. Beh, lo sai, ci sei anche tu!</p>



<h3 class="wp-block-heading">Cosa speri che i lettori colgano o imparino leggendo&nbsp;<em>Madonna Songbook e cosa hai imparato tu scrivendolo</em>?&nbsp;</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Il paradosso di questo libro è che per gusto e amore di fan, i lettori e io stesso ci addentriamo nel più minuzioso dettaglio di ogni canzone alla ricerca del segreto della bellezza di Madonna. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Lei invece in ogni suo momento di intervista o di rivelazione della propria ispirazione, si rifiuta di essere dettagliata, preferisce che una canzone appartenga all’ascoltatore e alla sua immedesimazione e non sia quasi più sua, mettendo quindi un accento sull’immediatezza e sull’ imprevedibilità.&nbsp;</p>



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<h4 class="wp-block-heading">Hai avuto modo di incontrare Madonna per lavoro più volte, cosa porti&nbsp;nel cuore di queste esperienze?</h4>



<p class="wp-block-paragraph">Pur avendo anelato a un incontro con lei per molti anni, quando la mia professione mi ha offerto per per la prima volta questa opportunità ero quasi intimorito, non volevo sminuire il mito che avevo adorato dai poster appesi al muro della mia cameretta di adolescente. Invece, dal momento in cui entrata nella stanza si è creata immediatamente una forte complicità professionale e lei è stata molto generosa con me. In altre occasioni ho capito che anche lei ha le sue giornate no o che a volte prevale la diva che c’è in lei.&nbsp; In quelle istanze&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph"> ho imparato ad apprezzare uno sguardo interessato, o persino il suo silenzio, come quella volta che non ha obiettato che io fossi l’unica persona nel prato dello stadio di San Siro, dove mi ero piazzato arditamente, a testimoniare le prove del suo spettacolo. Certo, ero paralizzato e non osavo ballare, ma dentro di me urlavo: “sta cantando Vogue solo per me!” (Anche se tanti altri professionisti si erano piazzati qua e là più discretamente negli angoli dello stadio!) </p>



<p class="wp-block-paragraph">Incontra l&#8217;autore Giulio Mazzoleni: </p>



<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://www.eventbrite.com/e/madonna-songbook-presentazione-del-libro-tickets-1098146759519?aff=oddtdtcreator"><img loading="lazy" decoding="async" width="576" height="1024" data-attachment-id="109007" data-permalink="https://toh-magazine.com/2024/12/madonna-songbook-libro-giulio-mazzoleni-discografico-autore-lgbt/unnamed-38/" data-orig-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/12/unnamed.jpg" data-orig-size="1152,2048" data-comments-opened="0" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}" data-image-title="unnamed" data-image-description="" data-medium-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/12/unnamed-169x300.jpg" data-large-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/12/unnamed-576x1024.jpg" src="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/12/unnamed-576x1024.jpg" alt="" class="wp-image-109007" srcset="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/12/unnamed-576x1024.jpg 576w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/12/unnamed-169x300.jpg 169w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/12/unnamed-768x1365.jpg 768w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/12/unnamed-864x1536.jpg 864w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/12/unnamed-1000x1778.jpg 1000w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/12/unnamed-900x1600.jpg 900w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/12/unnamed-450x800.jpg 450w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/12/unnamed-350x622.jpg 350w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/12/unnamed.jpg 1152w" sizes="auto, (max-width: 576px) 100vw, 576px" /></a></figure>



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		<title>The best 20 albums of 2020</title>
		<link>https://toh-magazine.com/2020/12/the-best-20-album-of-2020/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=the-best-20-album-of-2020</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Marco Cresci]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 31 Dec 2020 15:06:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Culture]]></category>
		<category><![CDATA[Musica]]></category>
		<category><![CDATA[annie]]></category>
		<category><![CDATA[Glass Animals]]></category>
		<category><![CDATA[haim]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>I venti migliori album del 2020 secondo TOH! Magazine. Li abbiamo amati tutti, Chi sarà la numero uno di questo anno particolare?</p>
<p>L'articolo <a href="https://toh-magazine.com/2020/12/the-best-20-album-of-2020/">The best 20 albums of 2020</a> proviene da <a href="https://toh-magazine.com">Toh! Magazine</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<h5 class="wp-block-heading"><strong>Nonostante l&#8217;anno sia da dimenticare, possiamo dire che la musica ci ha salvato senza mai abbassare la guardia, regalandoci momenti memorabili. Ecco la nostra top twenty dei migliori album del 2020</strong>. <strong>Who&#8217;s gonna be on top?</strong></h5>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>20 &#8211; Beabadoobee &#8220;Fake It Flowers&#8221; (Dirty Hit)</strong></p>



<figure class="wp-block-image size-large is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" data-attachment-id="13720" data-permalink="https://toh-magazine.com/2020/12/the-best-20-album-of-2020/fake-it-flowers-e1602859082238/" data-orig-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2020/12/Fake-It-Flowers-e1602859082238.jpg" data-orig-size="1000,1000" data-comments-opened="0" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}" data-image-title="beabadoobee" data-image-description="&lt;p&gt;beabadoobee&lt;/p&gt;
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<p class="wp-block-paragraph">Dipinta come l&#8217;eroina grunge dei tempi moderni Beabadoobee ha conquistato critica e pubblico ancor prima di questo debutto. Se vi piace o vi manca l&#8217;alt rock degli anni &#8217;90 fatevi avvolgere dalla voce e dalle chitarre di Beabadoobee e vi sentirete coccolati e appagati dalla sua talentuosa vena compositiva.  Un album di debutto sia tagliente che tenero, che racconta i conflitti interiori degli amori adolescenziali e i conseguenti crepacuori, ma intriso di sogni e speranze.</p>



<h5 class="wp-block-heading"><strong>1</strong>9<strong> &#8211; Ela Minus &#8220;Acts of Rebellious&#8221; (Domino)</strong></h5>



<figure class="wp-block-image size-large is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" data-attachment-id="13722" data-permalink="https://toh-magazine.com/2020/12/the-best-20-album-of-2020/ela_minus_actsofrebellion_coverart/" data-orig-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2020/12/ELA_MINUS_actsofrebellion_coverart.jpg" data-orig-size="1600,1600" data-comments-opened="0" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}" data-image-title="ELA MINUS" data-image-description="&lt;p&gt;ELA MINUS&lt;/p&gt;
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<p class="wp-block-paragraph">La techno punk fai-da-te di<a href="https://toh-magazine.com/2020/11/ela-minus-techno-pop-dalla-colombia-intervista/"> Ela Minus</a> nasce a Bogotá ma resiede a Brooklyn.&nbsp;L&#8217;album di debutto di Minus è stato alimentato da un mantra scarabocchiato su un diario dopo l&#8217;elezione di Donald Trump nel 2016: &#8220;Musica brillante per tempi bui&#8221;.&nbsp;Ora di Trump ce ne siamo liberati ma la battaglia per un mondo migliore deve iniziare al più presto e Acts of Rebellious è la colonna sonora perfetta per vincerla. In questo album inni dance come Megapunk si mescolano a sonorità ambient come in Dominique la portavoce del disco.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>18 &#8211; Austra &#8220;Hirudin&#8221; (Domino)</strong></p>



<figure class="wp-block-image size-large is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" data-attachment-id="13725" data-permalink="https://toh-magazine.com/2020/12/the-best-20-album-of-2020/a3879717715_10/" data-orig-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2020/12/a3879717715_10.jpg" data-orig-size="1200,1200" data-comments-opened="0" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}" data-image-title="austra" data-image-description="&lt;p&gt;austra&lt;/p&gt;
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<p class="wp-block-paragraph">Lo so gli Austra sono un po&#8217; troppo sempre fedeli a loro stessi, ma a me basta sentire la voce di Katie Stelmanis con i suoi buffi gorgheggi da vocalist con una formazione classica, per mettermi di buon umore. In realtà questo album un po&#8217; bistrattato è il più dinamico della sua carriera &#8211; dico sua perché Austra nasce come un collettivo ma è la Stelmanis a tirare i fili di tutto e questa volta lo ha fatto da sola &#8211; crea grandi momenti pop senza allontanarsi dalla stranezza e dalla discordanza che ha sempre contraddistinto la sua musica. E poi si lascia cantare dall&#8217;inizio alla fine. </p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>17 &#8211; Halsey &#8220;Manic&#8221; (Capitol)</strong></p>



<figure class="wp-block-image size-large is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" data-attachment-id="13734" data-permalink="https://toh-magazine.com/2020/12/the-best-20-album-of-2020/810r-bjsnhl-_ac_sl1400_/" data-orig-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2020/12/810r-BjsnhL._AC_SL1400_.jpg" data-orig-size="1400,1400" data-comments-opened="0" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}" data-image-title="halsey" data-image-description="&lt;p&gt;halsey&lt;/p&gt;
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<p class="wp-block-paragraph">Manic è il terzo progetto dell&#8217;americana Halsey, pubblicato all’inizio del 2020 l’album è formato da 16 tracce, tra cui tre interlude realizzati con Suga dei BTS, Dominic Fike e Alanis Morissette. Il disco ideale seguito del precedente Hopeless Fountain Kingdom del 2017 è sicuramente il più personale poiché Manic trasmette ogni tipo di emozione, il riuscire ad essere chiari e onesti con se stessi ammettendo le proprie fragilità, la propria forza e il desiderio di andare avanti. La capacità con cui Halsey riesce a farti entrare in connessione col mondo e più nello specifico con una comunità fatta di cuori rotti e ferite da rimarginare è insostituibile</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>16 &#8211; Ellie Goulding &#8220;The Brightest Blue&#8221; (Universal)</strong></p>



<figure class="wp-block-image size-large is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" data-attachment-id="13715" data-permalink="https://toh-magazine.com/2020/12/the-best-20-album-of-2020/soxhdejw/" data-orig-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2020/12/SOXhDejw.jpg" data-orig-size="1417,1417" data-comments-opened="0" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}" data-image-title="ellie goulding" data-image-description="&lt;p&gt;ellie goulding&lt;/p&gt;
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<p class="wp-block-paragraph">Un album con una gestazione lunghissima i cui singoli di maggior successo sono inseriti come bonus, tanta era la distanza di pubblicazione dall&#8217;album, parlo di Hate Me feat. Juice World e Close to Me con Diplo e Swae Lee. In realtà trovo questo album molto coraggioso dall&#8217;opening con Start feat. Serpentwithfeet alla voce tagliuzzata di Love I&#8217;m Given fino a Tides, un omaggio alla dance dei francesi The Blaze tra le ispirazioni conclamate di questo ambizioso disco pop. </p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>15 &#8211; Aluna &#8220;Renaissence&#8221; (Mad Decent)</strong></p>



<figure class="wp-block-image size-large is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" data-attachment-id="13723" data-permalink="https://toh-magazine.com/2020/12/the-best-20-album-of-2020/a14lwxdn2il-_ac_sl1500_/" data-orig-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2020/12/A14Lwxdn2iL._AC_SL1500_.jpg" data-orig-size="1500,1500" data-comments-opened="0" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}" data-image-title="aluna" data-image-description="&lt;p&gt;aluna&lt;/p&gt;
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<p class="wp-block-paragraph">Aluna del duo british AlunaGeorge spicca il volo da sola ed entra nelle grazie della scuderia di Diplo, quindi vola oltreoceano e firma per la Mad Decent. Tanta ironia e tanta dance, un disco uscito durante il primo lockdown e sicuramente perfetto per dare sfogo a tutta la nostra voglia di ballare e cantare repressa. Provate star fermi con i ritmi anni &#8217;90 di Body Pump o suoni glitch pop di Warriors e poi &#8230;che voce soul!</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>14 &#8211; Fiona Apple &#8220;Fetch the Bolt Cutters&#8221; (Sony)</strong></p>



<figure class="wp-block-image size-large is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" data-attachment-id="13724" data-permalink="https://toh-magazine.com/2020/12/the-best-20-album-of-2020/fionaapple-1/" data-orig-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2020/12/fionaapple-1.jpg" data-orig-size="1500,1500" data-comments-opened="0" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}" data-image-title="fiona apple" data-image-description="&lt;p&gt;fiona apple&lt;/p&gt;
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<p class="wp-block-paragraph">Fetch the Bolt Cutters è un lavoro eccezionale ma strano anche per coloro che conoscono musicalmente Fiona dal primo album. Un lp che vibra, schizofrenico, che rotola&nbsp;e tintinna senza sosta. La musica accompagna la voce di Fiona che mai come ora è stata colma di sfumature&nbsp;che raggiungono singhiozzi in estasi mentre sfida il pianoforte, sempre protagonista, che gareggia con lei accarezzandosi e si spingendosi l&#8217;un l&#8217;altra amorevolmente. Fetch the Bolt Cutters una volta entrato è difficile da dimenticare e nonostante un primo ascolto ostico, poi resta nella testa&nbsp;come quei capolavori che ti lasciano senza parole e non se ne va più via.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>13 &#8211; Annie &#8220;Dark Hearts&#8221; (Annie Melody)</strong></p>



<figure class="wp-block-image size-large is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" data-attachment-id="13714" data-permalink="https://toh-magazine.com/2020/12/the-best-20-album-of-2020/9313b64efd0859fbbbf7c00867be2d2b-1000x1000x1/" data-orig-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2020/12/9313b64efd0859fbbbf7c00867be2d2b.1000x1000x1.jpg" data-orig-size="1000,1000" data-comments-opened="0" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}" data-image-title="annie" data-image-description="&lt;p&gt;annie&lt;/p&gt;
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<p class="wp-block-paragraph">A dieci anni dal suo predecessore la cantautrice svedese Annie pubblica Dark Hearts, un lavoro registrato in una casa infestata da fantasmi,  che segna un allontanamento dall&#8217;energia da club per cui la conosciamo, concentrandosi invece su un synth pop dark e nebbioso.&nbsp;Le tracce sono costruite attorno a strati vaporosi di sintetizzatori soffici che formano un ambiente confortevole per la voce di Annie che suona più eterea e forte allo stesso tempo.&nbsp;Un album che consiglio di ascoltare in cuffia e che vede i suoi picchi in The Streets Where I Belong e American Cars. </p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>12 &#8211; Kesha &#8220;High Road&#8221; (Universal)</strong></p>



<figure class="wp-block-image size-large is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" data-attachment-id="13738" data-permalink="https://toh-magazine.com/2020/12/the-best-20-album-of-2020/kesha-high-road-brian-roettinger-design-sq-a/" data-orig-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2020/12/kesha-high-road-brian-roettinger-design-sq-a.jpg" data-orig-size="2364,2364" data-comments-opened="0" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}" data-image-title="kesha-high-road-brian-roettinger-design-sq-a" data-image-description="" data-medium-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2020/12/kesha-high-road-brian-roettinger-design-sq-a-300x300.jpg" data-large-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2020/12/kesha-high-road-brian-roettinger-design-sq-a-1024x1024.jpg" src="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2020/12/kesha-high-road-brian-roettinger-design-sq-a-1024x1024.jpg" alt="album" class="wp-image-13738" width="1024" height="1024" srcset="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2020/12/kesha-high-road-brian-roettinger-design-sq-a-1024x1024.jpg 1024w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2020/12/kesha-high-road-brian-roettinger-design-sq-a-300x300.jpg 300w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2020/12/kesha-high-road-brian-roettinger-design-sq-a-150x150.jpg 150w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2020/12/kesha-high-road-brian-roettinger-design-sq-a-768x768.jpg 768w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2020/12/kesha-high-road-brian-roettinger-design-sq-a-1536x1536.jpg 1536w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2020/12/kesha-high-road-brian-roettinger-design-sq-a-2048x2048.jpg 2048w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2020/12/kesha-high-road-brian-roettinger-design-sq-a-1000x1000.jpg 1000w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2020/12/kesha-high-road-brian-roettinger-design-sq-a-900x900.jpg 900w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2020/12/kesha-high-road-brian-roettinger-design-sq-a-450x450.jpg 450w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2020/12/kesha-high-road-brian-roettinger-design-sq-a-350x350.jpg 350w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2020/12/kesha-high-road-brian-roettinger-design-sq-a-1320x1320.jpg 1320w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2020/12/kesha-high-road-brian-roettinger-design-sq-a-50x50.jpg 50w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Kesha con High Road vive un viaggio alla scoperta di se stessa. Alla spavalderia e alla forza che emergono nelle tracce più grintose del disco, si alternano ballad e pezzi più depre che raccontano la sua vita, dalla difficoltà di crescere senza un padre all’importanza che l’amicizia ha per lei. Insomma un po&#8217; un ibrido tra Animal e quel caoolavoro che fu Rainbow.  Questo album ha un non so che di maturo misto a vulnerabilità e alla pagliacceria tipica di Kesha. Il tutto in un equilibrio moderno e soprattutto credibile.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>1</strong>1<strong> &#8211; Perfume Genius &#8220;Set My Heart On Fire Immediately&#8221; (Matador)</strong></p>



<figure class="wp-block-image size-large is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" data-attachment-id="13681" data-permalink="https://toh-magazine.com/2020/12/the-best-20-album-of-2020/perfume-genious/" data-orig-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2020/12/perfume-genious.jpg" data-orig-size="1200,1200" data-comments-opened="0" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}" data-image-title="perfume genious" data-image-description="&lt;p&gt;perfume genius&lt;/p&gt;
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<p class="wp-block-paragraph">Il quinto album di Mike Hadreas è il suo più ambizioso.&nbsp;Perfume Genius è ormai un esperto di musica pop la cui visione si allarga incorporando nuovi elementi album dopo album pensiamo a quanta strada ha fatto dalle sue prime registrazioni diy in cameretta.  Mutazione che si vede anche nella cover in cui appare come un operaio macho e non più un fragile ragazzino in maglia a rete. Come ci si potrebbe aspettare dal titolo, <strong>Set My Heart On Fire Immediately</strong> è un album elaborato, drammatico ed esigente, non è di certo il tipo di arte a cui si arriva con leggerezza ma la sua forza è che funziona sia che si ascolti come sottofondo che con estrema profondità, direi che è un disco costruito su più livelli emotivi.&nbsp;Insomma ci ha sempre abituati talmente bene che siamo già pronti alla prossima evoluzione.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>10 &#8211;</strong> <strong>Glass Animals &#8220;Dreamland&#8221; (Polydor)</strong></p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" data-attachment-id="13685" data-permalink="https://toh-magazine.com/2020/12/the-best-20-album-of-2020/glass-animals/" data-orig-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2020/12/glass-animals.jpg" data-orig-size="1000,1000" data-comments-opened="0" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}" data-image-title="glass-animals" data-image-description="&lt;p&gt;glass-animals&lt;/p&gt;
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<p class="wp-block-paragraph">Questo terzo album dei Glass Animals è stato segnato da un trauma collettivo quando il batterista, Joe Seaward, subì una lesione cerebrale quasi fatale. Un evento che ha portato la band verso un lungo percorso introspettivo e di riflessione e che ha poi partorito Dreamland. Un disco intimo intervallato da registrazioni casalinghe che il frontman Dave Bayley ha ritrovato nella soffitta dei genitori. Dreamland conserva il suono allucinogeno della band di Oxford ma in modo più autobiografico, svelandosi come mai prima. Un disco che è un lungo flusso di synth, cori inaspettati come quelli di Tangerine, o la produzione ardita di Tokyo Drofting. Un album dream pop creato per non pensare alla realtà dopo averne però preso coscienza. &nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>09 &#8211; The Weeknd &#8220;After Hours&#8221; (Universal)</strong></p>



<figure class="wp-block-image size-large is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" data-attachment-id="13718" data-permalink="https://toh-magazine.com/2020/12/the-best-20-album-of-2020/after-hours-the-weeknd-album-2020-cover/" data-orig-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2020/12/After-Hours-The-Weeknd-album-2020-cover.jpg" data-orig-size="1000,1000" data-comments-opened="0" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}" data-image-title="The-Weeknd-album-2020-cover" data-image-description="&lt;p&gt;The-Weeknd&lt;/p&gt;
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<p class="wp-block-paragraph">Uno dei dischi più passati dalle radio ad ogni singolo pubblicato, After Hours e l&#8217;album più di successo di The Weeknd che ha scatenato la polemica, severa ma giusta, per non aver ricevuto nomination ai Grammy 2021. Un disco furbo che cita ogni sfumatura degli anni 80 dal synth pop alla new wave mescolata al suo inconfondibile cuore dark e al sesso, come in un film di Cronenberg.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>08 &#8211; Kylie Minogue &#8220;Disco&#8221; (BMG)</strong></p>



<figure class="wp-block-image size-large is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" data-attachment-id="13682" data-permalink="https://toh-magazine.com/2020/12/the-best-20-album-of-2020/kylie-minogue-cd-2020/" data-orig-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2020/12/kylie-minogue-cd-2020.jpg" data-orig-size="1600,1600" data-comments-opened="0" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}" data-image-title="kylie minogue disco cover" data-image-description="&lt;p&gt;kylie minogue disco cover&lt;/p&gt;
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<p class="wp-block-paragraph">Disco è il titolo del disco e quello che ci troverete dentro, ne più ne meno, un album patinato, glam scintillante che ci riporta una Kylie che da un po&#8217; mancava. Indossate le scarpe da ballo e premete play non vi fermerete sino all&#8217;ultima traccia con Supernova e Real Groove a farvi raggiungere il climax. </p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>07 &#8211; Taylor Swift &#8220;Folklore&#8221; (Island)</strong></p>



<figure class="wp-block-image size-large is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" data-attachment-id="13683" data-permalink="https://toh-magazine.com/2020/12/the-best-20-album-of-2020/taylor-swift/" data-orig-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2020/12/taylor-swift.jpg" data-orig-size="976,976" data-comments-opened="0" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}" data-image-title="taylor swift folklore" data-image-description="&lt;p&gt;taylor swift folklore&lt;/p&gt;
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<p class="wp-block-paragraph">Che dire, Taylor Swift che la si odi o la si ami è una macchina inarrestabile soprattutto in USA. I suoi album passano da capolavori pop come 1989 a mezzi pasticci come Lovers ma in Folklore, uscito a sorpresa quest&#8217;anno troviamo una Taylor intima e sincera che fonda nel folk più puro la sua ispirazione. Certo al suo fianco ci sono Aaron Brooking Dessner dei The National, Bon Iver e l&#8217;inseparabile re mida del pop Jack Anthonoff. Ma questo dimostra anche la sua credibilità al di fuori del suo settore. </p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>06 &#8211; Dua Lipa &#8220;Future Nostalgia&#8221; (Warner)</strong></p>



<figure class="wp-block-image size-large is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" data-attachment-id="13684" data-permalink="https://toh-magazine.com/2020/12/the-best-20-album-of-2020/dua-lipa/" data-orig-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2020/12/dua-lipa-.jpg" data-orig-size="1200,1200" data-comments-opened="0" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}" data-image-title="dua-lipa-" data-image-description="&lt;p&gt;dua-lipa-&lt;/p&gt;
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<p class="wp-block-paragraph">Dua Lipa è sicuramente una delle artiste protagoniste di questo 2020, facendoci ballare in un anno che in realtà ci ha tenuti immobili. Future nostalgia è divertente, pop, molto anni &#8217;80 ma non moderno, come il titolo del disco vorrebbe ammiccare. Le undici tracce fanno si che Dua sia diventata la nuova wonder woman del puttan pop con un tour tutto sold out hainoi rimandato ad autunno 2021. Con i singoli straordinari quali Don&#8217;t Start Now e Physical, Dua ha abbinato ritornelli catchy e dolci a sintetizzatori funky, mentre canta di lussuria, amori e rotture. In un lungo momento d’incertezza, come quello che tutti abbiamo vissuto, la 24enne ha portato spensieratezza, colore e tanto sex appeal regalandoci anche uno dei concerti in streaming più belli dell&#8217;anno: Billie Eilish sei in ascolto? La domanda che mi pongo però è: avremo ancora voglia di ascoltare questo disco pop perfetto il prossimo anno? </p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>05 &#8211; Ar<strong>iete &#8220;18 anni&#8221; (Bomba Dischi)</strong></strong></p>



<figure class="wp-block-image size-large is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" data-attachment-id="13156" data-permalink="https://toh-magazine.com/2020/12/album-streaming-toh-magazine-ariete/18-anni-ep-cover-ariete/" data-orig-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2020/12/18-anni-ep-cover-Ariete.jpg" data-orig-size="700,700" data-comments-opened="0" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}" data-image-title="ariete 18 anni cover" data-image-description="&lt;p&gt;ariete 18 anni cover&lt;/p&gt;
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<p class="wp-block-paragraph">Cover star del numero di dicembre di <a href="https://toh-magazine.com/2020/12/ariete-interview-18-anni-marco-cresci-toh-magazine/">TOH!</a> inutile raccontarvi quanto ci piaccia e quanto crediamo in lei. Arianna del Ghiacco in arte Ariete ha pubblicato due e.p. quest&#8217;anno e sono entrambe una bomba, questo è il secondo, Spazio era il primo, ma scegliere tra i due è stata dura. Con la sua voce delicata che sembra stia per rompersi ma regge sempre ed il coraggio nello scrivere testi senza filtri, Ariete è pronta a sconfiggere i pregiudizi e ad abbattere le barriere delle etichette che troppo spesso si usano quando si ha davanti qualcosa di diverso, che dovrebbe essere normale.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>04 &#8211; Christine and the Queens &#8220;La Vita Nuova&#8221; (Because)</strong></p>



<figure class="wp-block-image size-large is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" data-attachment-id="13686" data-permalink="https://toh-magazine.com/2020/12/the-best-20-album-of-2020/la-vita-nuova/" data-orig-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2020/12/la-vita-nuova-.jpg" data-orig-size="1000,1000" data-comments-opened="0" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}" data-image-title="christine and the queen" data-image-description="&lt;p&gt;christine and the queen&lt;/p&gt;
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<p class="wp-block-paragraph">Vi dico la verità solo dopo aver letto il titolo in italiano ho avuto un sussulto, penso che Christine sia l&#8217;artista del decennio e quel che deve darci abbiamo appena iniziato a vederlo. Detto questo, La Vita Nuova EP non è un enorme passo avanti rispetto a CHRIS suo predecessore, ma non è necessario che lo sia. Questo EP è la prova che la superstar francese continuerà a lasciare i suoi coetanei dietro di se ad assaporarne la scia. La presenza di Caroline Polachek nella title track è perfetta le due artiste sono in totale simbiosi, una traccia straordinaria basata su synth accattivanti che mescolano il pop alla dance in modo perfetto. La sua cadenzata voce anglo-francese si fa accompagnare da un basso anni &#8217;80 in People, I&#8217;ve Been Sad mettendo a nudo l&#8217;emozione cruda e nostalgica che contraddistingue da sempre la musica di Héloïse Letissier. Il tutto accompagnato da un <a href="">cortometraggio</a> meraviglioso, perché nessuno oggi sa incorporare il teatro nel pop come lo sa fare Christine. L&#8217;unico difetto di questo EP è che dura poco.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>03 &#8211; Jesse Ware &#8220;What&#8217;s Your Pleasure?&#8221; (Universal)</strong></p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" data-attachment-id="13688" data-permalink="https://toh-magazine.com/2020/12/the-best-20-album-of-2020/jesse-ware/" data-orig-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2020/12/jesse-ware.jpg" data-orig-size="1200,1200" data-comments-opened="0" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}" data-image-title="jesse ware" data-image-description="&lt;p&gt;jesse ware&lt;/p&gt;
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<p class="wp-block-paragraph">Quest&#8217;anno è stato contrassegnato dal vestirci senza un posto dove poter andare, ma Jessie Ware ci ha spinto comunque verso il suo dancefloor immaginario con il suo quarto album concepito dentro ad una mirror ball. Insomma What’s Your Pleasure?&nbsp;è arrivato come una benedizione e ci ha intrattenuto, distratto, fatto sognare come nessun altro album quest&#8217;anno (sorry Kylie). Jesse scarta le sue ballate potenti e le sostituisce col ritmo dei club, non a caso la cover riprende la celebre Polaroid scattata negli anni &#8217;70 da Andy Warhol a Bianca Jagger, ve ne siete accorti? Il lato elegante, spensierato e sexy degli anni &#8217;70 si adatta al suo nuovo stile da regina della disco music. Insomma Jesse canta Save a Kiss ma in realtà ci ha salvato l&#8217;estate.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>0</strong>2<strong> &#8211; Charli XCX &#8220;How I&#8217;m Feeling Now&#8221; (Warner)</strong></p>



<figure class="wp-block-image size-large is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" data-attachment-id="13687" data-permalink="https://toh-magazine.com/2020/12/the-best-20-album-of-2020/charli-xcx-how-im-feeling-now-1589503589-1024x1024/" data-orig-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2020/12/charli-xcx-how-im-feeling-now-1589503589-1024x1024-1.jpeg" data-orig-size="1024,1024" data-comments-opened="0" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}" data-image-title="charli-xcx-how-im-feeling-now-1589503589-1024&amp;#215;1024" data-image-description="&lt;p&gt;charli xcx&lt;/p&gt;
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<p class="wp-block-paragraph"><a href="https://toh-magazine.com/2020/12/charli-xcx-interview-marco-cresci-toh-magazine/?utm_source=rss&amp;utm_medium=rss&amp;utm_campaign=charli-xcx-interview-marco-cresci-toh-magazine">Charli XCX</a> è l&#8217;artista più avant-garde che ci sia e purtroppo se ne sono accorti ancora in troppi pochi. Questo album arrivato a sorpresa e totalmente creato in lockdown dimostra le sue doti artistiche e la sua abilità nel riuscire a connettere più talenti per creare qualcosa di mai sentito prima. Dovendolo descrivere direi che è il pop del futuro, ma lo dicevo già otto anni fa, fate voi, e non si è mai ripetuta.  </p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>01 &#8211; HAIM &#8220;Woman In Music Pt.III&#8221; (Universal)</strong></p>



<figure class="wp-block-image size-large is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" data-attachment-id="13689" data-permalink="https://toh-magazine.com/2020/12/the-best-20-album-of-2020/haim/" data-orig-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2020/12/haim.png" data-orig-size="1000,1000" data-comments-opened="0" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}" data-image-title="beabadoobee" data-image-description="&lt;p&gt;beabadoobee&lt;/p&gt;
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<p class="wp-block-paragraph">Doveva uscire in primavera, fu rimandato in autunno causa COVID ma poi se ne sono fregate e lo hanno pubblicato a luglio per fortuna, perché questo album è l&#8217;estate, e non poteva uscire in altra stagione. Un album sperimentale ed emotivamente carico che suona allo stesso tempo punk, vulnerabile e rassicurante. Woman in Music pt.III è un album che parla di avere il coraggio di non guardarsi mai in dietro (The Steps) , è la colonna sonora dei tramonti di LA (Summer Girls), di cuori spezzati (Don&#8217;t Wanna) e di risvegli notturni carichi d&#8217;ansia (I Know Alone). Le HAIM si sono leggermente allontanate dal pop rock dei loro due album precedenti, combinando a queste sonorità un elettronica sottile e dark e un elegante r&amp;b creando un album introspettivo e tremendamente coeso. Un&#8217;evoluzione inaspettata con un songwriting eccelso che non vediamo l&#8217;ora di ascoltate dal vivo, dove le tre sorelle Este, Danielle e Alana sono una forza della natura. </p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>
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		<title>3 album nuovi da ascoltare in streaming oggi</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Marco Cresci]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 11 Dec 2020 12:37:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Musica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Le migliori uscite della settimana selezionate da TOH! Magazine.</p>
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<p class="wp-block-paragraph"><strong>Taylor Swift &#8220;Evermore&#8221; (Republic)</strong></p>



<figure class="wp-block-image size-large is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" data-attachment-id="13256" data-permalink="https://toh-magazine.com/2020/12/streaming-spotify-album-toh-magazine/frontcoversquare-min/" data-orig-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2020/12/FrontCoverSquare-min-scaled.jpg" data-orig-size="2560,2560" data-comments-opened="0" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}" data-image-title="taylor swift" data-image-description="&lt;p&gt;taylor swift&lt;/p&gt;
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<p class="wp-block-paragraph">Che piaccia o meno Taylor Swift muove l&#8217;industria discografica americana, dopo la pioggia di nomination ai Grammy ricevuti per Folklore, uscito quest&#8217;anno, pubblica oggi a sorpresa Evermore, un sorta di part.2 dell&#8217;acclamato progetto ma che vive di vita propria. Atmosfere bucoliche e intime mescolate alle vibrazioni glossy pop di 1989. Al suo fianco Bon Iver, The Nationals e le bravissime sorelle HAIM.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>The Avalanches &#8220;We Will Always Love You&#8221; (Modular)</strong></p>



<figure class="wp-block-image size-large is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" data-attachment-id="13258" data-permalink="https://toh-magazine.com/2020/12/streaming-spotify-album-toh-magazine/avalanches_wwaly_cover_final-1606836222-scaled-1/" data-orig-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2020/12/Avalanches_WWALY_Cover_Final-1606836222-scaled-1.jpg" data-orig-size="2560,2560" data-comments-opened="0" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}" data-image-title="The Avalanches" data-image-description="&lt;p&gt;The Avalanches&lt;/p&gt;
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<p class="wp-block-paragraph">Karen O, Kurt Vile, Tricky, Rivers Cuomo e Blood Orange sono tra i tanti ospiti dell&#8217;eccellente terzo LP dell&#8217;acclamato duo EDM australiano. I maestri dei samples tornano con un lavoro di 24 tracce, un concept album che ha come tema ricorrente la luce, il cosmo e l&#8217;astronomo Carl Sagan. Preparatevi a perdervi nel loro universo.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>James Blake &#8220;Covers&#8221; e.p. (UMG Recordings)</strong></p>



<figure class="wp-block-image size-large is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" data-attachment-id="13259" data-permalink="https://toh-magazine.com/2020/12/streaming-spotify-album-toh-magazine/ente6oaucaemcca-1605974530/" data-orig-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2020/12/EnTe6oAUcAEMCCA-1605974530.jpg" data-orig-size="680,680" data-comments-opened="0" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}" data-image-title="EnTe6oAUcAEMCCA-1605974530" data-image-description="&lt;p&gt;James Blake&lt;/p&gt;
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<p class="wp-block-paragraph">Dopo una serie di live streaming in quarantena con cover su richiesta e versioni in studio di Godspeed di Frank Ocean e The First Time Ever I Saw Your Face di Roberta Flack, James Blake pubblica un nuovo EP di cover.&nbsp;Oltre ai due pezzi sopra citati anche le cover di When the Party&#8217;s Over di Billie Eilish, Atmosphere dei Joy Division, Never Dreamed You’d Leave In Summer di Stevie Wonder’s e Otherside di Beyonce. L&#8217;antidoto per chi non sopporta la gioia e il luccichio del Natale. <span class="has-inline-color has-white-color">Streaming</span></p>
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