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	<title>una nuova fine Archivi &#8212; Toh! Magazine</title>
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		<title>HÅN: «La mia nuova fine è il modo più sincero di ricominciare»</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Marco Cresci]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 04 Aug 2026 16:37:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Musica]]></category>
		<category><![CDATA[evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Hån]]></category>
		<category><![CDATA[intervista Hån]]></category>
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		<category><![CDATA[undamento]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>HÅN racconta Una nuova fine (Undamento): il nuovo album tra cambiamento, stagioni, passaggio all’italiano e una scrittura più personale.</p>
<p>L'articolo <a href="https://toh-magazine.com/2026/08/han-la-mia-nuova-fine-e-il-modo-piu-sincero-di-ricominciare/">HÅN: «La mia nuova fine è il modo più sincero di ricominciare»</a> proviene da <a href="https://toh-magazine.com">Toh! Magazine</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph"><strong><em>Una nuova fine</em>&nbsp;è il disco con cui HÅN racconta il cambiamento trasformando il tempo in parte integrante del racconto. Pubblicato seguendo il ritmo delle stagioni, il progetto è stato svelato attraverso quattro capitoli composti da due brani ciascuno, fino all&#8217;arrivo dell&#8217;album completo con tre tracce inedite. Un percorso narrativo in cui ogni stagione rappresenta una fase diversa, personale e musicale.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Nel corso dei dieci brani, anche il suono attraversa una trasformazione: dalle atmosfere più oscure ed elettroniche dei primi episodi si passa a una dimensione più organica, fatta di strumenti acustici, arrangiamenti ricchi e una scrittura più diretta. Al centro rimane la ricerca di una voce autentica, capace di raccontare emozioni, relazioni e cambiamenti senza filtri.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In una caldissima giornata estiva ci siamo incontrati al Parco Lambro, a Milano, per fare due chiacchiere e qualche scatto. <a href="https://www.instagram.com/hanmusic.jpg/">Giulia Fontana</a>, in arte HÅN, ci ha raccontato la nascita di&nbsp;<em>Una nuova fine</em>&nbsp;(Undamento), il passaggio definitivo all&#8217;italiano e un album costruito attorno al ciclo delle stagioni, dove ogni fine può diventare l&#8217;inizio di qualcosa di nuovo.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img fetchpriority="high" decoding="async" width="682" height="1024" data-attachment-id="111767" data-permalink="https://toh-magazine.com/2026/08/han-la-mia-nuova-fine-e-il-modo-piu-sincero-di-ricominciare/iks_5853/" data-orig-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2026/08/IKS_5853.jpg" data-orig-size="853,1280" data-comments-opened="0" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;2.8&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;ikka mirabelli&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;Canon EOS R6m2&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;1784904410&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;ikka mirabelli&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;50&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;125&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0.0025&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;1&quot;,&quot;alt&quot;:&quot;&quot;}" data-image-title="HÅN_ph_Ikka_mirabelli" data-image-description="&lt;p&gt;HÅN_ph_Ikka_mirabelli&lt;/p&gt;
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<p class="wp-block-paragraph"><strong>Ciao Giulia, l&#8217;ultima volta che ci siamo visti era per il disco del 2022. Da allora sono passati diversi anni e la tua musica è cambiata molto. Eppure, secondo me, il tuo immaginario è rimasto riconoscibile: è cambiato soprattutto il suono, non il tuo mondo. Come hai vissuto questa evoluzione?</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Tra il <a href="https://toh-magazine.com/2022/04/han-le-mie-canzoni-sono-un-diario-aperto/">primo album</a> e il nuovo  c&#8217;è stato anche un EP<em> fuori dalla stanza</em>, nel 2024, già in italiano, che rappresentava una specie di ponte tra i due lavori. Però il cambiamento più grande è stato soprattutto nel modo di scrivere. Più che la lingua, è cambiato quello che voglio dire e come voglio dirlo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">All&#8217;inizio mi piaceva costruire immagini molto elaborate, quasi criptiche. Erano testi più astratti, complessi, che spesso lasciavano spazio a tante interpretazioni. Oggi quella scrittura mi interessa meno. Preferisco andare dritta al punto. I miei testi sono diventati molto più semplici, ma anche molto più sinceri. Mi sembra di aver trovato una dimensione che mi rappresenta davvero.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Dall&#8217;inglese all&#8217;italiano trovare una voce più autentica</h2>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Pensi che questo cambiamento sia legato anche al fatto di scrivere e cantare in italiano? Molti artisti raccontano di sentirsi più esposti nella propria lingua.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Sicuramente la lingua ha avuto un ruolo, anche se il cambiamento non è stato immediato. L&#8217;EP era ancora una via di mezzo e, riguardandolo oggi, sento che stavo ancora cercando la mia voce.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Adesso invece mi sento in pace con quello che faccio. Prima mi piaceva la mia musica, ma avevo sempre la sensazione che mancasse un pezzo di schiettezza.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Quindi non vivi l&#8217;italiano come qualcosa che ti rende più vulnerabile, ma come una forma di autenticità?</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Esatto. Per me è proprio questo il senso di fare musica. Se ti nascondi, perdi qualcosa. L&#8217;inglese, inevitabilmente, crea una distanza: perché non tutti lo comprendono allo stesso modo, ma anche perché quando parli una lingua diversa dalla tua ti relazioni in maniera diversa con quello che stai dicendo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">È una cosa di cui si parla anche in psicologia: ogni lingua attiva sfumature diverse della nostra personalità. Quando scrivo in italiano sento di essere molto più vicina a me stessa.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Come è avvenuto questo passaggio? C&#8217;è stato un momento preciso in cui hai capito che avresti scritto in italiano?</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Paradossalmente è successo mentre vivevo a Londra, nel 2021. Lì ho conosciuto diversi musicisti, sia inglesi sia italiani. Con alcuni ragazzi di Pescara abbiamo iniziato a scrivere insieme e, durante quel periodo, ho provato per la prima volta a farlo in italiano.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Erano gli anni del Covid, quindi passavamo tantissimo tempo a casa a scrivere. Vivere in un contesto così internazionale mi ha fatto capire che l&#8217;inglese, in fondo, non era la mia lingua naturale. Sentivo che mi mancava qualcosa e ho iniziato a cercare una voce più personale.</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-large"><img decoding="async" width="682" height="1024" data-attachment-id="111768" data-permalink="https://toh-magazine.com/2026/08/han-la-mia-nuova-fine-e-il-modo-piu-sincero-di-ricominciare/iks_5958/" data-orig-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2026/08/IKS_5958.jpg" data-orig-size="853,1280" data-comments-opened="0" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;7.1&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;ikka mirabelli&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;Canon EOS R6m2&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;1784905089&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;50&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;125&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0.025&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;1&quot;,&quot;alt&quot;:&quot;&quot;}" data-image-title="HÅN_ph_Ikka_mirabelli" data-image-description="&lt;p&gt;HÅN&lt;/p&gt;
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</div>


<h2 class="wp-block-heading">Un nuovo suono tra elettronica, strumenti acustici e sperimentazione</h2>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>È cambiato anche il suono. Questo disco è molto più suonato, più organico, quasi più vicino alla forma canzone d&#8217;autore, pur mantenendo una componente elettronica.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Sì, ed è una cosa che è nata strada facendo. Se ascolti il disco dall&#8217;inizio alla fine, senti quasi una trasformazione: parte con sonorità più elettroniche e poi diventa sempre più acustico e ricco di strumenti reali.</p>



<p class="wp-block-paragraph">All&#8217;inizio ero ancora legata alle produzioni precedenti, ma volevo cercare un suono più crudo. Era una ricerca che avevo già iniziato con Marco Giudici nell&#8217;EP. Mi piaceva il suo modo di registrare, molto materico, capace di catturare anche piccoli rumori e imperfezioni.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Da lì abbiamo iniziato ad aggiungere strumenti come violoncello, clarinetto e altri elementi orchestrali. Mi piaceva l&#8217;idea di utilizzare strumenti tradizionali, ma manipolandoli con effetti e sound design.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Infatti l&#8217;elettronica non è sparita: semplicemente è diventata parte del paesaggio sonoro, non più il centro, sei d&#8217;accordo?</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Esatto. La produzione l&#8217;ha curata Tobia, ma abbiamo costruito tutto insieme. Io suono chitarra e pianoforte, anche se non in maniera accademica, quindi spesso cantavo le idee, i riff o le melodie che avevo in testa e poi le sviluppavamo in studio.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Non avevamo un progetto preciso fin dall&#8217;inizio. Abbiamo scoperto il suono del disco mentre lo stavamo facendo.</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-large"><img decoding="async" width="683" height="1024" data-attachment-id="111771" data-permalink="https://toh-magazine.com/2026/08/han-la-mia-nuova-fine-e-il-modo-piu-sincero-di-ricominciare/iks_5882/" data-orig-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2026/08/IKS_5882.jpg" data-orig-size="1280,1920" data-comments-opened="0" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;1.4&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;ikka mirabelli&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;Canon EOS R6m2&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;1784904572&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;ikka mirabelli&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;50&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;125&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0.0025&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;1&quot;,&quot;alt&quot;:&quot;&quot;}" data-image-title="HÅN_ph_Ikka_mirabelli" data-image-description="&lt;p&gt;HÅN_ph_Ikka_mirabelli&lt;/p&gt;
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</div>


<h2 class="wp-block-heading">Le quattro stagioni come racconto di un ciclo</h2>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Il disco è diviso in quattro capitoli, uno per ogni stagione, usciti prima singolarmente sotto forma di EP. ed ora racchiusi insieme a formare l&#8217;album Da dove nasce questo concept?</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Mi affascinava l&#8217;idea di costruire un racconto ciclico. Nella vita ci sono tante cose che ritornano continuamente: gli stessi problemi, le stesse dinamiche, persone diverse che ti fanno vivere esperienze simili.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Le stagioni rappresentano proprio questo ciclo. Ognuna racconta un momento diverso del mio anno, ma anche del mondo intorno a me. Nei lavori precedenti ero molto concentrata sull&#8217;interiorità, sul diario, sulla stanza. Stavolta avevo voglia di guardare anche fuori.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Brani come <em>Se fossi un verme</em> parlano del corpo e di una condizione collettiva, mentre <em>Girotondo</em> nasce da una riflessione sulla fine del mondo, insieme metaforica e molto concreta. Le stagioni mi sembravano il contenitore perfetto per unire tutte queste prospettive.</p>



<h2 class="wp-block-heading">&#8220;Una nuova fine&#8221;: quando lasciare andare diventa una rinascita</h2>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Hai scelto di intitolare il disco&nbsp;<em>Una nuova fine</em>. È un titolo che ribalta l&#8217;espressione &#8220;un nuovo inizio&#8221;. Come ci sei arrivata?</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Mi piaceva proprio questo ribaltamento. È un gioco di parole, ma racconta anche una cosa molto personale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Faccio sempre molta fatica a lasciare andare le cose: rapporti, lavori, situazioni. Tendo a restare fino a quando non arrivo davvero al limite.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Quest&#8217;anno, però, ho imparato a vivere le conclusioni in modo diverso. Quando qualcosa finisce non provo più quella sensazione di tragedia. Penso semplicemente che sia arrivato il suo momento. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Una fine, in realtà, contiene già l&#8217;inizio di qualcos&#8217;altro. È probabilmente la lezione più importante che mi porto dietro da quest&#8217;anno.</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="683" height="1024" data-attachment-id="111770" data-permalink="https://toh-magazine.com/2026/08/han-la-mia-nuova-fine-e-il-modo-piu-sincero-di-ricominciare/iks_5861/" data-orig-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2026/08/IKS_5861.jpg" data-orig-size="1280,1920" data-comments-opened="0" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;2.8&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;ikka mirabelli&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;Canon EOS R6m2&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;1784904429&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;ikka mirabelli&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;50&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;125&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0.0025&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;1&quot;,&quot;alt&quot;:&quot;&quot;}" data-image-title="HÅN_ph_Ikka_mirabelli" data-image-description="&lt;p&gt;HÅN_ph_Ikka_mirabelli&lt;/p&gt;
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</div>


<p class="wp-block-paragraph"><strong>Generic Animal, Rare<strong>ș</strong>, Assurditè e Leanò, sono i feat del disco, erano amici o lo sono diventati?</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;album è nato da una session a La Casa degli Artisti a Milano, c&#8217;è stato un bel giro di persone, ma loro sono speciali, Rareș ha una sensibilità unica, con Assurditè e Leanò abbiamo fatto questo arrangiamento che si apre, vecchio stile, che mi piace moltissimo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Generic Animal non lo conoscevo di persona ma <em>un animale non sa piangere</em> è nata al volo, ci siamo trovati subito in sintonia, il brano è praticamente uguale a quando l&#8217;abbiamo scritto.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Chi ha realizzato l&#8217;artwork del disco? C&#8217;è una continuità visiva con il lavoro precedente.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;ha realizzato Agata Ferrari Bravo. È un&#8217;artista che lavora tra pittura, tessuti e scultura. L&#8217;avevo scoperta sui social e poi ho scoperto che era anche amica di Dylan di Undamento, la mia etichetta.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Mi piaceva molto il suo immaginario e sentivo che poteva creare qualcosa che dialogasse con il disco precedente senza ripetersi. Infatti le due copertine si parlano: appartengono allo stesso universo, ma raccontano un momento diverso del percorso.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Ultimo album di cui ti sei innamorata?</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">OKlou &#8220;Choke Enough&#8221; è un album perfetto anche nella sua dimensione live, che ho avuto modo di vedere. E&#8217; un&#8217;artista incredibile,.nessuno fa le armonizzazioni dal vivo come lei.</p>



<figure class="wp-block-image size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="640" height="640" data-attachment-id="111772" data-permalink="https://toh-magazine.com/2026/08/han-la-mia-nuova-fine-e-il-modo-piu-sincero-di-ricominciare/attachment/74804/" data-orig-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2026/08/74804.jpg" data-orig-size="640,640" data-comments-opened="0" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;,&quot;alt&quot;:&quot;&quot;}" data-image-title="74804" data-image-description="" data-image-caption="&lt;p&gt;HÅN &amp;#8220;Una nuova fine&amp;#8221; (Undamento) &amp;#8211; ascoltalo qui&lt;/p&gt;
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