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	<title>undamento Archivi &#8212; Toh! Magazine</title>
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		<title>HÅN: «La mia nuova fine è il modo più sincero di ricominciare»</title>
		<link>https://toh-magazine.com/2026/08/han-la-mia-nuova-fine-e-il-modo-piu-sincero-di-ricominciare/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=han-la-mia-nuova-fine-e-il-modo-piu-sincero-di-ricominciare</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Marco Cresci]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 04 Aug 2026 16:37:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Musica]]></category>
		<category><![CDATA[evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Hån]]></category>
		<category><![CDATA[intervista Hån]]></category>
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		<category><![CDATA[undamento]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>HÅN racconta Una nuova fine (Undamento): il nuovo album tra cambiamento, stagioni, passaggio all’italiano e una scrittura più personale.</p>
<p>L'articolo <a href="https://toh-magazine.com/2026/08/han-la-mia-nuova-fine-e-il-modo-piu-sincero-di-ricominciare/">HÅN: «La mia nuova fine è il modo più sincero di ricominciare»</a> proviene da <a href="https://toh-magazine.com">Toh! Magazine</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph"><strong><em>Una nuova fine</em>&nbsp;è il disco con cui HÅN racconta il cambiamento trasformando il tempo in parte integrante del racconto. Pubblicato seguendo il ritmo delle stagioni, il progetto è stato svelato attraverso quattro capitoli composti da due brani ciascuno, fino all&#8217;arrivo dell&#8217;album completo con tre tracce inedite. Un percorso narrativo in cui ogni stagione rappresenta una fase diversa, personale e musicale.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Nel corso dei dieci brani, anche il suono attraversa una trasformazione: dalle atmosfere più oscure ed elettroniche dei primi episodi si passa a una dimensione più organica, fatta di strumenti acustici, arrangiamenti ricchi e una scrittura più diretta. Al centro rimane la ricerca di una voce autentica, capace di raccontare emozioni, relazioni e cambiamenti senza filtri.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In una caldissima giornata estiva ci siamo incontrati al Parco Lambro, a Milano, per fare due chiacchiere e qualche scatto. <a href="https://www.instagram.com/hanmusic.jpg/">Giulia Fontana</a>, in arte HÅN, ci ha raccontato la nascita di&nbsp;<em>Una nuova fine</em>&nbsp;(Undamento), il passaggio definitivo all&#8217;italiano e un album costruito attorno al ciclo delle stagioni, dove ogni fine può diventare l&#8217;inizio di qualcosa di nuovo.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img fetchpriority="high" decoding="async" width="682" height="1024" data-attachment-id="111767" data-permalink="https://toh-magazine.com/2026/08/han-la-mia-nuova-fine-e-il-modo-piu-sincero-di-ricominciare/iks_5853/" data-orig-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2026/08/IKS_5853.jpg" data-orig-size="853,1280" data-comments-opened="0" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;2.8&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;ikka mirabelli&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;Canon EOS R6m2&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;1784904410&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;ikka mirabelli&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;50&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;125&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0.0025&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;1&quot;,&quot;alt&quot;:&quot;&quot;}" data-image-title="HÅN_ph_Ikka_mirabelli" data-image-description="&lt;p&gt;HÅN_ph_Ikka_mirabelli&lt;/p&gt;
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<p class="wp-block-paragraph"><strong>Ciao Giulia, l&#8217;ultima volta che ci siamo visti era per il disco del 2022. Da allora sono passati diversi anni e la tua musica è cambiata molto. Eppure, secondo me, il tuo immaginario è rimasto riconoscibile: è cambiato soprattutto il suono, non il tuo mondo. Come hai vissuto questa evoluzione?</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Tra il <a href="https://toh-magazine.com/2022/04/han-le-mie-canzoni-sono-un-diario-aperto/">primo album</a> e il nuovo  c&#8217;è stato anche un EP<em> fuori dalla stanza</em>, nel 2024, già in italiano, che rappresentava una specie di ponte tra i due lavori. Però il cambiamento più grande è stato soprattutto nel modo di scrivere. Più che la lingua, è cambiato quello che voglio dire e come voglio dirlo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">All&#8217;inizio mi piaceva costruire immagini molto elaborate, quasi criptiche. Erano testi più astratti, complessi, che spesso lasciavano spazio a tante interpretazioni. Oggi quella scrittura mi interessa meno. Preferisco andare dritta al punto. I miei testi sono diventati molto più semplici, ma anche molto più sinceri. Mi sembra di aver trovato una dimensione che mi rappresenta davvero.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Dall&#8217;inglese all&#8217;italiano trovare una voce più autentica</h2>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Pensi che questo cambiamento sia legato anche al fatto di scrivere e cantare in italiano? Molti artisti raccontano di sentirsi più esposti nella propria lingua.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Sicuramente la lingua ha avuto un ruolo, anche se il cambiamento non è stato immediato. L&#8217;EP era ancora una via di mezzo e, riguardandolo oggi, sento che stavo ancora cercando la mia voce.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Adesso invece mi sento in pace con quello che faccio. Prima mi piaceva la mia musica, ma avevo sempre la sensazione che mancasse un pezzo di schiettezza.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Quindi non vivi l&#8217;italiano come qualcosa che ti rende più vulnerabile, ma come una forma di autenticità?</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Esatto. Per me è proprio questo il senso di fare musica. Se ti nascondi, perdi qualcosa. L&#8217;inglese, inevitabilmente, crea una distanza: perché non tutti lo comprendono allo stesso modo, ma anche perché quando parli una lingua diversa dalla tua ti relazioni in maniera diversa con quello che stai dicendo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">È una cosa di cui si parla anche in psicologia: ogni lingua attiva sfumature diverse della nostra personalità. Quando scrivo in italiano sento di essere molto più vicina a me stessa.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Come è avvenuto questo passaggio? C&#8217;è stato un momento preciso in cui hai capito che avresti scritto in italiano?</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Paradossalmente è successo mentre vivevo a Londra, nel 2021. Lì ho conosciuto diversi musicisti, sia inglesi sia italiani. Con alcuni ragazzi di Pescara abbiamo iniziato a scrivere insieme e, durante quel periodo, ho provato per la prima volta a farlo in italiano.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Erano gli anni del Covid, quindi passavamo tantissimo tempo a casa a scrivere. Vivere in un contesto così internazionale mi ha fatto capire che l&#8217;inglese, in fondo, non era la mia lingua naturale. Sentivo che mi mancava qualcosa e ho iniziato a cercare una voce più personale.</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-large"><img decoding="async" width="682" height="1024" data-attachment-id="111768" data-permalink="https://toh-magazine.com/2026/08/han-la-mia-nuova-fine-e-il-modo-piu-sincero-di-ricominciare/iks_5958/" data-orig-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2026/08/IKS_5958.jpg" data-orig-size="853,1280" data-comments-opened="0" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;7.1&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;ikka mirabelli&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;Canon EOS R6m2&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;1784905089&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;50&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;125&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0.025&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;1&quot;,&quot;alt&quot;:&quot;&quot;}" data-image-title="HÅN_ph_Ikka_mirabelli" data-image-description="&lt;p&gt;HÅN&lt;/p&gt;
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</div>


<h2 class="wp-block-heading">Un nuovo suono tra elettronica, strumenti acustici e sperimentazione</h2>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>È cambiato anche il suono. Questo disco è molto più suonato, più organico, quasi più vicino alla forma canzone d&#8217;autore, pur mantenendo una componente elettronica.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Sì, ed è una cosa che è nata strada facendo. Se ascolti il disco dall&#8217;inizio alla fine, senti quasi una trasformazione: parte con sonorità più elettroniche e poi diventa sempre più acustico e ricco di strumenti reali.</p>



<p class="wp-block-paragraph">All&#8217;inizio ero ancora legata alle produzioni precedenti, ma volevo cercare un suono più crudo. Era una ricerca che avevo già iniziato con Marco Giudici nell&#8217;EP. Mi piaceva il suo modo di registrare, molto materico, capace di catturare anche piccoli rumori e imperfezioni.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Da lì abbiamo iniziato ad aggiungere strumenti come violoncello, clarinetto e altri elementi orchestrali. Mi piaceva l&#8217;idea di utilizzare strumenti tradizionali, ma manipolandoli con effetti e sound design.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Infatti l&#8217;elettronica non è sparita: semplicemente è diventata parte del paesaggio sonoro, non più il centro, sei d&#8217;accordo?</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Esatto. La produzione l&#8217;ha curata Tobia, ma abbiamo costruito tutto insieme. Io suono chitarra e pianoforte, anche se non in maniera accademica, quindi spesso cantavo le idee, i riff o le melodie che avevo in testa e poi le sviluppavamo in studio.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Non avevamo un progetto preciso fin dall&#8217;inizio. Abbiamo scoperto il suono del disco mentre lo stavamo facendo.</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-large"><img decoding="async" width="683" height="1024" data-attachment-id="111771" data-permalink="https://toh-magazine.com/2026/08/han-la-mia-nuova-fine-e-il-modo-piu-sincero-di-ricominciare/iks_5882/" data-orig-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2026/08/IKS_5882.jpg" data-orig-size="1280,1920" data-comments-opened="0" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;1.4&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;ikka mirabelli&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;Canon EOS R6m2&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;1784904572&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;ikka mirabelli&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;50&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;125&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0.0025&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;1&quot;,&quot;alt&quot;:&quot;&quot;}" data-image-title="HÅN_ph_Ikka_mirabelli" data-image-description="&lt;p&gt;HÅN_ph_Ikka_mirabelli&lt;/p&gt;
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</div>


<h2 class="wp-block-heading">Le quattro stagioni come racconto di un ciclo</h2>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Il disco è diviso in quattro capitoli, uno per ogni stagione, usciti prima singolarmente sotto forma di EP. ed ora racchiusi insieme a formare l&#8217;album Da dove nasce questo concept?</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Mi affascinava l&#8217;idea di costruire un racconto ciclico. Nella vita ci sono tante cose che ritornano continuamente: gli stessi problemi, le stesse dinamiche, persone diverse che ti fanno vivere esperienze simili.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Le stagioni rappresentano proprio questo ciclo. Ognuna racconta un momento diverso del mio anno, ma anche del mondo intorno a me. Nei lavori precedenti ero molto concentrata sull&#8217;interiorità, sul diario, sulla stanza. Stavolta avevo voglia di guardare anche fuori.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Brani come <em>Se fossi un verme</em> parlano del corpo e di una condizione collettiva, mentre <em>Girotondo</em> nasce da una riflessione sulla fine del mondo, insieme metaforica e molto concreta. Le stagioni mi sembravano il contenitore perfetto per unire tutte queste prospettive.</p>



<h2 class="wp-block-heading">&#8220;Una nuova fine&#8221;: quando lasciare andare diventa una rinascita</h2>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Hai scelto di intitolare il disco&nbsp;<em>Una nuova fine</em>. È un titolo che ribalta l&#8217;espressione &#8220;un nuovo inizio&#8221;. Come ci sei arrivata?</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Mi piaceva proprio questo ribaltamento. È un gioco di parole, ma racconta anche una cosa molto personale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Faccio sempre molta fatica a lasciare andare le cose: rapporti, lavori, situazioni. Tendo a restare fino a quando non arrivo davvero al limite.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Quest&#8217;anno, però, ho imparato a vivere le conclusioni in modo diverso. Quando qualcosa finisce non provo più quella sensazione di tragedia. Penso semplicemente che sia arrivato il suo momento. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Una fine, in realtà, contiene già l&#8217;inizio di qualcos&#8217;altro. È probabilmente la lezione più importante che mi porto dietro da quest&#8217;anno.</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="683" height="1024" data-attachment-id="111770" data-permalink="https://toh-magazine.com/2026/08/han-la-mia-nuova-fine-e-il-modo-piu-sincero-di-ricominciare/iks_5861/" data-orig-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2026/08/IKS_5861.jpg" data-orig-size="1280,1920" data-comments-opened="0" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;2.8&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;ikka mirabelli&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;Canon EOS R6m2&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;1784904429&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;ikka mirabelli&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;50&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;125&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0.0025&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;1&quot;,&quot;alt&quot;:&quot;&quot;}" data-image-title="HÅN_ph_Ikka_mirabelli" data-image-description="&lt;p&gt;HÅN_ph_Ikka_mirabelli&lt;/p&gt;
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</div>


<p class="wp-block-paragraph"><strong>Generic Animal, Rare<strong>ș</strong>, Assurditè e Leanò, sono i feat del disco, erano amici o lo sono diventati?</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;album è nato da una session a La Casa degli Artisti a Milano, c&#8217;è stato un bel giro di persone, ma loro sono speciali, Rareș ha una sensibilità unica, con Assurditè e Leanò abbiamo fatto questo arrangiamento che si apre, vecchio stile, che mi piace moltissimo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Generic Animal non lo conoscevo di persona ma <em>un animale non sa piangere</em> è nata al volo, ci siamo trovati subito in sintonia, il brano è praticamente uguale a quando l&#8217;abbiamo scritto.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Chi ha realizzato l&#8217;artwork del disco? C&#8217;è una continuità visiva con il lavoro precedente.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;ha realizzato Agata Ferrari Bravo. È un&#8217;artista che lavora tra pittura, tessuti e scultura. L&#8217;avevo scoperta sui social e poi ho scoperto che era anche amica di Dylan di Undamento, la mia etichetta.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Mi piaceva molto il suo immaginario e sentivo che poteva creare qualcosa che dialogasse con il disco precedente senza ripetersi. Infatti le due copertine si parlano: appartengono allo stesso universo, ma raccontano un momento diverso del percorso.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Ultimo album di cui ti sei innamorata?</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">OKlou &#8220;Choke Enough&#8221; è un album perfetto anche nella sua dimensione live, che ho avuto modo di vedere. E&#8217; un&#8217;artista incredibile,.nessuno fa le armonizzazioni dal vivo come lei.</p>



<figure class="wp-block-image size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="640" height="640" data-attachment-id="111772" data-permalink="https://toh-magazine.com/2026/08/han-la-mia-nuova-fine-e-il-modo-piu-sincero-di-ricominciare/attachment/74804/" data-orig-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2026/08/74804.jpg" data-orig-size="640,640" data-comments-opened="0" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;,&quot;alt&quot;:&quot;&quot;}" data-image-title="74804" data-image-description="" data-image-caption="&lt;p&gt;HÅN &amp;#8220;Una nuova fine&amp;#8221; (Undamento) &amp;#8211; ascoltalo qui&lt;/p&gt;
" data-large-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2026/08/74804.jpg" src="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2026/08/74804.jpg" alt="" class="wp-image-111772" srcset="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2026/08/74804.jpg 640w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2026/08/74804-300x300.jpg 300w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2026/08/74804-150x150.jpg 150w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2026/08/74804-450x450.jpg 450w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2026/08/74804-350x350.jpg 350w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2026/08/74804-50x50.jpg 50w" sizes="auto, (max-width: 640px) 100vw, 640px" /><figcaption class="wp-element-caption">HÅN &#8220;Una nuova fine&#8221; (Undamento) &#8211; <a href="https://open.spotify.com/intl-it/album/3tmk2AyDEyPSY2JhfLjF3I?si=bytJz-YZRu2wanDuKHtO6g">ascoltalo qui</a></figcaption></figure>



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		<title>Tatum Rush ci invita in villa</title>
		<link>https://toh-magazine.com/2023/01/tatum-rush-ci-invita-in-villa/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=tatum-rush-ci-invita-in-villa</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Marco Cresci]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 12 Jan 2023 14:53:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Musica]]></category>
		<category><![CDATA[gdgpr]]></category>
		<category><![CDATA[indie italiano]]></category>
		<category><![CDATA[pasolini]]></category>
		<category><![CDATA[sparring partner]]></category>
		<category><![CDATA[tatum rush]]></category>
		<category><![CDATA[toh magazine]]></category>
		<category><![CDATA[totò]]></category>
		<category><![CDATA[undamento]]></category>
		<category><![CDATA[Valentina]]></category>
		<category><![CDATA[villa tatum]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;Villa Tatum&#8221; &#232; il secondo album di Tatum Rush poliedrico artista che ama cambiare pelle sia nella musica che nel look; questa volta ci apre le porte della sua nuova era come un contemporaneo Rodolfo Valentino del pop. Quello di Tatum Rush &#232; un mondo multiculturale che nasce dalla curiosit&#224; a dal suo essere nostalgico&#8230;</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<h3 class="wp-block-heading">&#8220;Villa Tatum&#8221; è il secondo album di Tatum Rush poliedrico artista che ama cambiare pelle sia nella musica che nel look; questa volta ci apre le porte della sua nuova era come un contemporaneo Rodolfo Valentino del pop. </h3>



<p class="wp-block-paragraph">Quello di Tatum Rush è un mondo multiculturale che nasce dalla curiosità a dal suo essere nostalgico e futurista allo stesso tempo. Italo-svizzero nato in California, vive a Ginevra ma quando fa freddo scappa in Brasile, se dovessi trovare una frase per descrivere lui e la sua musica direi elegante e senza tempo.</p>



<h4 class="wp-block-heading">Tatum Rush è un trasformista, ha studiato belle arti e ha fatto teatro e questo si respira nei sui lavori, primo su tutti in &#8220;Villa Tatum&#8221; il suo ultimo album uscito lo scorso novembre per Undamento e suo primo in italiano. </h4>



<p class="wp-block-paragraph">Tatum Rush apre le porte della sua villa, dove ciascuna stanza è abitata da un ospite diverso ma sempre avvolto da un allure intellettuale, c&#8217;è la stanza pop arredata alla Almodòvar e da dove escono suoni più mediterranei, quella letteraria dove il fantasma di Pasolini si cimenta in una conversazione pop con Gianluca Vacchi e ancora quella neorealista italiana dove potrebbe soggiornare Totò ma travestito da sceicco, dove si ride ma si pensa anche.</p>



<h5 class="wp-block-heading">Abbiamo chiacchierato con Tatum Rush per cercare di entrare meglio nel suo mondo onirico fatto di stanze: </h5>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="684" height="1024" data-attachment-id="105768" data-permalink="https://toh-magazine.com/2023/01/tatum-rush-ci-invita-in-villa/tatum_rush_018/" data-orig-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2023/01/TATUM_RUSH_018.jpg" data-orig-size="721,1080" data-comments-opened="0" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;7.1&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;LEICA Q2&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;1667996059&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;28&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;100&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0.008&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;1&quot;}" data-image-title="TATUM_RUSH_PH-SIMoN" data-image-description="&lt;p&gt;TATUM_RUSH_PH-SIMoN&lt;/p&gt;
" data-image-caption="&lt;p&gt;Photo by SIMON&lt;/p&gt;
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<h5 class="wp-block-heading">Ciao, aprici le porte di questa &#8220;Villa Tatum&#8221;:</h5>



<p class="wp-block-paragraph">La particolarità di questo album è che è scaturito da un periodo di blocco, ricordo che il mio produttore Ceri mi rimproverava dicendomi che ero incastrato e che continuavo a portargli pezzi uguali senza rendermene conto. Così mi ha sfidato a trovare un nuovo modo di scrivere rispetto al mio primo ep in italiano &#8220;Drinks Alchemici&#8221; e a qualche singolo uscito a seguire. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Dopo un periodo di frustrazione qualcosa si è sbloccato e ho cominciato a scrivere in un modo più diretto e semplificato. Ho lavorato di sottrazione, sono andato verso una scrittura più cerebrale, pseudo intellettuale e da lì ho cominciato a scrivere molti pezzi con la giusta attitudine. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Stranamente mi sono anche ispirato ad artisti che ascoltando la mia musica non diresti mai, tipo Bad Bunny, ho puntato più sull&#8217;efficacia del brano piuttosto che su una ricerca linguistica ossessiva.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per quanto riguarda l&#8217;immagine mi sono molto appassionato a Rodolfo Valentino che ho scoperto tramite Totò che in un suo film ha una battuta in cui dice &#8220;Sembri Rodolfo Valentino&#8221; e da lì sono andato a cercarmi chi era. Che poi dev&#8217;esserci qualcosa che mi lega a Totò perché un personaggio che ho interpretato in passato è lo sceicco, una figura molto cara anche a lui. La caricatura di un personaggio pop che però poi diventa serio sul finire.</p>



<h5 class="wp-block-heading">Dove nasce questa passione per Totò?</h5>



<p class="wp-block-paragraph">Ce l&#8217;ho da sempre, anche lui ha vissuto a Lugano per un periodo della sua vita e mio nonno che faceva il tassista lo ha caricato in macchina diverse volte. Per me è un Buster Keaton italiano, che è un&#8217;altro personaggio che mi piace molto. Avevo anche campionato anche un pezzo del suo brano &#8220;Malafemmina&#8221; in una delle mie prime canzoni, direi che è il mio personaggio italiano preferito. </p>



<h5 class="wp-block-heading"> Perché &#8220;Villa Tatum&#8221;, è un titolo molto terreno ma anche evocativo, la tua visione qual è stata?</h5>



<p class="wp-block-paragraph">E&#8217; nato da una discussione con un amico che scrive poesie, Villa perché vuole dare un senso di sfarzo materiale nel suo senso più ironico che però si accompagna ad una ricchezza intellettuale e spirituale. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Quindi cercavo il titolo di questa villa fin che lui non mi ha detto: &#8220;Non cercare un titolo a caso, ma cerca di contestualizzare, devi proiettare quello che tu vorresti&#8221;, da lì è nato il titolo &#8220;Villa Tatum&#8221; che per me è una sorta d&#8217;incantesimo autorealizzatorio. </p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="684" height="1024" data-attachment-id="105771" data-permalink="https://toh-magazine.com/2023/01/tatum-rush-ci-invita-in-villa/tatum_rush_133/" data-orig-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2023/01/TATUM_RUSH_133.jpg" data-orig-size="721,1080" data-comments-opened="0" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;7.1&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;LEICA Q2&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;1667996491&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;28&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;100&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0.008&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;1&quot;}" data-image-title="TATUM_RUSH_simon-2" data-image-description="&lt;p&gt;TATUM_RUSH_simon-2&lt;/p&gt;
" data-image-caption="" data-large-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2023/01/TATUM_RUSH_133-684x1024.jpg" src="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2023/01/TATUM_RUSH_133-684x1024.jpg" alt="TATUM_RUSH_simon-2" class="wp-image-105771" srcset="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2023/01/TATUM_RUSH_133-684x1024.jpg 684w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2023/01/TATUM_RUSH_133-200x300.jpg 200w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2023/01/TATUM_RUSH_133-450x674.jpg 450w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2023/01/TATUM_RUSH_133-350x524.jpg 350w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2023/01/TATUM_RUSH_133.jpg 721w" sizes="auto, (max-width: 684px) 100vw, 684px" /></figure>



<h5 class="wp-block-heading">&#8220;Sparring Partner&#8221;, parlami di questa canzone e del suo testo fatto di contrasti&#8230; come riesci a citare Gianluca Vacchi e Pasolini nella stessa canzone?</h5>



<p class="wp-block-paragraph">Vivendo sul Lago di Como sono cresciuto con la leggenda di George Clooney, andavo in <a href="https://toh-magazine.com/category/food/">pasticceria</a> e c&#8217;era appesa al muro la foto di George che faceva jogging.  Mi ha sempre divertito questa leggenda dell&#8217;americano che cerca la classe italiana sul Lago di Como, poi a volte mi chiedo se l&#8217;ha mai trovata&#8230; </p>



<p class="wp-block-paragraph">&#8220;<a href="">Sparring Partner</a>&#8221; parte dal testo da questa immagine perchè alla fine Clooney è una caricatura di se stesso e da lì mi sono venute in mente tanti riferimenti ad altri personaggi che fanno parte della mitologia contemporanea delle celebrità. </p>



<p class="wp-block-paragraph">E poi chissà probabilmente se oggi Pasolini fosse ancora vivo un pensiero su Gianluca Vacchi lo avrebbe anche espresso, avrebbe sicuramente fatto un&#8217;analisi sociale di questo fenomeno. </p>



<h5 class="wp-block-heading">Nel disco ci sono tre feat. me ne parli?</h5>



<p class="wp-block-paragraph">&#8220;Hydra&#8221; è un pezzo che esiste da un pò, è un brano nato spontaneamente con l&#8217;aiuto della mia compagna che è la Lulu del feat. nulla di pianificato è nata in casa.</p>



<h5 class="wp-block-heading">Ma Lulu è un&#8217;artista anche lei quindi?</h5>



<p class="wp-block-paragraph">Lulu è speciale perché non nasce come un artista che non vuole esserlo anche se lo è. Sono io che le ho chiesto di aiutarmi a trovare delle idee e poi suo malgrado è diventata questo personaggio che canta e che mi porterò in tour. Ha un&#8217;ottimo orecchio. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Poi c&#8217;è &#8220;Bonjour feat. Jacopo Planet&#8221;, che è un artista e un amico con cui lavoro spesso a livello di scrittura e abbiamo fatto dei videoclip insieme in passato. E&#8217; un pezzo scritto a quattro mani in amicizia. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Infine c&#8217;è Frah Quintale in &#8220;Big Mama&#8221; un&#8217;artista che per me è sinonimo di garanzia, vai sul sicuro con lui, ha un&#8217;immaginario e un&#8217;ottimo gusto che si adattano sia al pop che al rap, ed è molto intelligente nel capire quello che ci vuole in un pezzo, ha un flow quasi all&#8217;americana. </p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="684" height="1024" data-attachment-id="105772" data-permalink="https://toh-magazine.com/2023/01/tatum-rush-ci-invita-in-villa/tatum_rush_118/" data-orig-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2023/01/TATUM_RUSH_118.jpg" data-orig-size="721,1080" data-comments-opened="0" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;7.1&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;LEICA Q2&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;1667996388&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;28&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;100&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0.008&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;1&quot;}" data-image-title="TATUM_RUSH_118" data-image-description="" data-image-caption="" data-large-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2023/01/TATUM_RUSH_118-684x1024.jpg" src="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2023/01/TATUM_RUSH_118-684x1024.jpg" alt="tatum rush" class="wp-image-105772" srcset="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2023/01/TATUM_RUSH_118-684x1024.jpg 684w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2023/01/TATUM_RUSH_118-200x300.jpg 200w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2023/01/TATUM_RUSH_118-450x674.jpg 450w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2023/01/TATUM_RUSH_118-350x524.jpg 350w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2023/01/TATUM_RUSH_118.jpg 721w" sizes="auto, (max-width: 684px) 100vw, 684px" /></figure>



<h5 class="wp-block-heading">Ti piace interpretare dei personaggi, dove nasce questa tua passione per il trasformismo?</h5>



<p class="wp-block-paragraph">Da sempre coltivo un forte amore per il cinema e il teatro che ho sempre fatto a livello amatoriale, poi ho studiato belle arti e performance quindi la direzione è sempre stata questa. Un&#8217;esperienza che mi ha segnato moltissimo è stata fare il figurante all&#8217;opera a Ginevra, ho fatto il cameriere ne &#8220;La Traviata&#8221;, ed è come entrare in un mondo parallelo. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Ho fatto anche l&#8217;angelo nel Nabucco, dove stavo appeso, un&#8217;esperienza che ha fatto nascere un mio vecchio brano, &#8220;Barbarella&#8221;. La devozione degli attori che passano tre mesi a teatro senza sapere cosa succede fuori perché provano in continuazione, tanto che alla fine il loro personaggio si confonde con la persona. Alla fine ci si sente quasi più naturali travestiti che normali. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Mi piace quest&#8217;idea di creare situazioni per determinate occasioni, interpretare una parte anche grazie a un abito. </p>



<h5 class="wp-block-heading">Con quali ascolti sei cresciuto?</h5>



<p class="wp-block-paragraph">Fino ai quattordici anni ascoltavo di tutto, ricordo che mi piacevano i Colle Der Fomento, andai anche a vederli live. Poi verso i sedici anni mi sono innamorato della bossa nova, c&#8217;era un cd nel multi player di mio padre e sono rimasto folgorato, è stata la prima cosa che ho scoperto da solo e quando accade poi te ne appropri. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Poi ho scoperto il jazz e mi sono messo a studiare tutti i classici perché volevo io stesso fare jazz, ho anche frequentato una scuola per un periodo, ma poi mi sono staccato perché per me era uno studio troppo metodico quasi ossessivo. Per essere liberi ad un certo punto bisogna anche disimparare.  </p>



<h5 class="wp-block-heading">Cosa ci dici del tour che stai portando in giro per l&#8217;Italia?</h5>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;idea è quella di creare una sorta di bolla in cui incarnare le nostre versioni, mie e della band, più fantasiose e carismatiche. E&#8217; anche piuttosto intenso per noi e spero anche per chi viene a vederci, sul palco a livello personale m&#8217;immergo totalmente nei brani, do tutto il possibile. Con l&#8217;esperienza ho capito che più ci sei con la testa e con l&#8217;intenzione e più il messaggio passa, anche se chi ti ascolta non parla la tua lingua.</p>



<h5 class="wp-block-heading">Prima di salutarci, dicci qual è l&#8217;ultimo album di cui ti sei innamorato:</h5>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;ultimo di Tim Bernardes &#8220;Mil Coisas Invisíveis&#8221; è un album senza tempo, molto bello. </p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="684" height="1024" data-attachment-id="105776" data-permalink="https://toh-magazine.com/2023/01/tatum-rush-ci-invita-in-villa/tatum_rush_184/" data-orig-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2023/01/TATUM_RUSH_184.jpg" data-orig-size="721,1080" data-comments-opened="0" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;7.1&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;LEICA Q2&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;1667996639&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;28&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;100&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0.008&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;1&quot;}" data-image-title="TATUM_RUSH_184" data-image-description="" data-image-caption="" data-large-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2023/01/TATUM_RUSH_184-684x1024.jpg" src="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2023/01/TATUM_RUSH_184-684x1024.jpg" alt="tatum rush" class="wp-image-105776" srcset="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2023/01/TATUM_RUSH_184-684x1024.jpg 684w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2023/01/TATUM_RUSH_184-200x300.jpg 200w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2023/01/TATUM_RUSH_184-450x674.jpg 450w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2023/01/TATUM_RUSH_184-350x524.jpg 350w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2023/01/TATUM_RUSH_184.jpg 721w" sizes="auto, (max-width: 684px) 100vw, 684px" /></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="1024" data-attachment-id="105777" data-permalink="https://toh-magazine.com/2023/01/tatum-rush-ci-invita-in-villa/copertina_villa_tatum_web-1024x1024-1/" data-orig-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2023/01/Copertina_Villa_Tatum_web-1024x1024-1.jpg" data-orig-size="1024,1024" data-comments-opened="0" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}" data-image-title="Copertina_Villa_Tatum_web-1024&amp;#215;1024-1" data-image-description="" data-image-caption="" data-large-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2023/01/Copertina_Villa_Tatum_web-1024x1024-1-1024x1024.jpg" src="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2023/01/Copertina_Villa_Tatum_web-1024x1024-1-1024x1024.jpg" alt="tatum rush" class="wp-image-105777" srcset="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2023/01/Copertina_Villa_Tatum_web-1024x1024-1.jpg 1024w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2023/01/Copertina_Villa_Tatum_web-1024x1024-1-300x300.jpg 300w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2023/01/Copertina_Villa_Tatum_web-1024x1024-1-150x150.jpg 150w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2023/01/Copertina_Villa_Tatum_web-1024x1024-1-768x768.jpg 768w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2023/01/Copertina_Villa_Tatum_web-1024x1024-1-1000x1000.jpg 1000w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2023/01/Copertina_Villa_Tatum_web-1024x1024-1-900x900.jpg 900w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2023/01/Copertina_Villa_Tatum_web-1024x1024-1-450x450.jpg 450w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2023/01/Copertina_Villa_Tatum_web-1024x1024-1-350x350.jpg 350w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2023/01/Copertina_Villa_Tatum_web-1024x1024-1-50x50.jpg 50w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption><strong><sup>Tatum Rush &#8220;Villa Tatum&#8221; (Undamento)</sup></strong></figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Le prossime date del &#8220;Winter tour&#8221; di Tatum Rush:<br>18 Gennaio &#8211;&nbsp;<a href="https://www.instagram.com/arci_bellezza/">@arci_bellezza</a>&nbsp;<a href="https://www.instagram.com/explore/tags/milano/">#milano</a><br>19 Gennaio &#8211;&nbsp;<a href="https://www.instagram.com/cap10100/">@cap10100</a>&nbsp;<a href="https://www.instagram.com/explore/tags/torino/">#torino</a>&nbsp;</p>


<figure class="wp-block-embed-youtube wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><a href="https://toh-magazine.com/2023/01/tatum-rush-ci-invita-in-villa/"><img decoding="async" src="//i.ytimg.com/vi/KsQeGUMVJ0k/hqdefault.jpg" alt="YouTube Video"></a><br /><br /><figcaption></figcaption></figure><div class="simplesocialbuttons simplesocial-simple-icons simplesocialbuttons_inline simplesocialbuttons-align-left post-105759 post  simplesocialbuttons-mobile-hidden simplesocialbuttons-inline-bottom-in">
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<p>L'articolo <a href="https://toh-magazine.com/2023/01/tatum-rush-ci-invita-in-villa/">Tatum Rush ci invita in villa</a> proviene da <a href="https://toh-magazine.com">Toh! Magazine</a>.</p>
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