Not For Radio agli Arcimboldi: il debutto solista di María Zardoya

Un’esperienza immersiva tra natura e introspezione: con In The Forest, María Zardoya trasforma il palco in uno spazio sospeso dove oscurità, emozioni e suono si intrecciano, dando vita a un viaggio sensoriale che racconta cosa resta, e cosa nasce, dopo la fine di un amore.

Il debutto europeo di Not For Radio passa da Milano

C’è un momento preciso, nella traiettoria di un’artista, in cui tutto cambia pelle. Non è una rottura, ma una trasformazione. È da qui che parte Not For Radio, il progetto solista di María Zardoya, atteso questa sera, (venerdì 17 aprile 2026), al TAM Teatro Arcimboldi Milano per una delle tappe del tour europeo In The Forest.

Per il pubblico italiano è un debutto carico di aspettative: Zardoya, già voce magnetica dei The Marías, arriva con un progetto che non rinnega il passato ma lo attraversa, lo smonta e lo ricompone in una forma nuova, più essenziale e introspettiva. «Dovremmo pensare all’oscurità come al luogo in cui nasce la vita», racconta: una dichiarazione che diventa chiave di lettura di tutto il live.

Il tour In The Forest arriva a Milano questa sera: 17 aprile 2026

Il concerto milanese si inserisce in un tour che segna il primo approdo europeo di Not For Radio, dopo una serie di date sold out nei teatri nordamericani. Sul palco, il repertorio prende forma attorno a Melt, album di debutto pubblicato nell’ottobre 2025 ed entrato nella top 20 della Billboard 200.

Dieci tracce che si muovono tra dolore, solitudine e comunione creativa, nate da un processo immersivo lontano dal rumore del mondo.

Se con i The Marías il racconto partiva spesso dall’amore – basti pensare a Submarine (2024), disco che ha consolidato il loro successo internazionale – Not For Radio esplora ciò che accade dopo.

La fine, il vuoto, il tentativo di rimettere insieme i frammenti. È un percorso che non cerca risposte immediate, ma abita le domande, trasformando la malinconia in materia sonora.

Un live concept intimo tra oscurità, rinascita e nuove sonorità

Le suggestioni non mancano: tra le influenze dichiarate affiorano i Cocteau Twins, il cui immaginario etereo e fuori dal tempo riecheggia nelle atmosfere sospese di Melt. Ma Zardoya non cita, piuttosto assorbe e rielabora, costruendo un linguaggio personale in cui i confini tra pop, dream pop e psichedelia si dissolvono.

Dal vivo, tutto questo si traduce in un’esperienza immersiva e quasi confessionale. Le canzoni sembrano emergere lentamente dal buio, stratificandosi tra silenzi e aperture improvvise, in un equilibrio delicato tra fragilità e forza.

È un concerto che non punta all’impatto immediato, ma a una connessione più profonda, quasi fisica, con chi ascolta.