Havana Gold: la dolcezza del vizio

Alcuni profumi cercano di catturare la luce. Havana Gold preferisce quello che resta mentre la luce se ne va.

Osservando Havana Gold di Dries Va Noten non è difficile immaginare il colore prima ancora dell’odore. Oro liquido, ambra fusa, il riflesso caldo di un bicchiere lasciato sul tavolo alla fine della giornata. Il flacone sembra trattenere gli ultimi minuti del tramonto, quel momento in cui il sole scompare ma continua a incendiare l’orizzonte.

È una luce che non abbaglia.
Rimane.
Come una memoria sulla pelle.

Nell’universo olfattivo di Dries Van Noten, dove i contrasti contano più delle certezze, Havana Gold nasce dall’incontro di due mondi apparentemente inconciliabili: la dolcezza magnetica della liquirizia e il fascino oscuro del tabacco. Una tensione che attraversa tutta la composizione e ne definisce il carattere. L’apertura sorprende.

Prima ancora del tabacco arriva una brezza anisata, fresca e leggermente liquorosa. La liquirizia emerge con una presenza quasi ipnotica: familiare ma straniante, infantile e adulta allo stesso tempo. Il mandarino porta una luce fugace, appena sufficiente a illuminare il paesaggio prima che la fragranza imbocchi strade più profonde.

Poi tutto cambia.

Le foglie di tabacco iniziano a dispiegarsi lentamente. Non hanno nulla di aggressivo o eccessivamente maschile. Sono morbide, avvolgenti, attraversate da sfumature speziate e cuoiate che ricordano il velluto consumato delle poltrone, il legno lucidato dal tempo, la luce dorata che continua a galleggiare nell’aria dopo il tramonto.

Accanto al tabacco si insinuano benzoino e cannella, mentre la composizione acquista profondità senza mai diventare pesante.
Ed è proprio qui che il profumo rivela la sua qualità più rara. Nonostante la ricchezza della materia, non cede mai all’opulenza.

Rimane controllato.
Elegante.

Come accade spesso nel lavoro di Dries Van Noten, il lusso non è mai ostentazione ma texture, materia, sfumatura. Con il passare delle ore, la liquirizia e il tabacco smettono di dialogare e sembrano fondersi. La fava tonka tostata, il cuoio e il cypriol lasciano sulla pelle una traccia ambrata, fumosa e sorprendentemente sensuale.Non una sensualità rumorosa.

Piuttosto la sensazione di una presenza che continua a esistere anche quando sembra essersi allontanata.

È uno di quei profumi che cambiano il ritmo di chi li indossa. Ti costringono a rallentare. Ad ascoltare. A restare.

La cosa più interessante è che Havana Gold avrebbe potuto facilmente trasformarsi nell’ennesima interpretazione nostalgica del tabacco. Invece sceglie una strada più complessa. La liquirizia ne altera continuamente l’equilibrio, introducendo qualcosa di inatteso, quasi disturbante nella sua dolcezza.

È probabilmente questo dettaglio a renderlo così memorabile. È anche uno dei lanci più riusciti della collezione olfattiva di Dries Van Noten degli ultimi anni. Non profuma semplicemente di tabacco.

Profuma di desiderio.

Da indossare ascoltando:
Hold On – Rhye