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	<title>intervista &#8211; Toh! Magazine</title>
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		<title>Arisa e la verità instabile di Fotomosse.</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Giuseppe Di Rosalia]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 17 Apr 2026 11:03:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Culture]]></category>
		<category><![CDATA[Musica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>In Fotomosse Arisa abbraccia il cambiamento: tra emozioni instabili e libertà, l’intervista che racconta il suo momento.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<h3><strong>Appare tutto leggermente fuori fuoco, in&nbsp;<em>Fotomosse</em>, <a href="https://open.spotify.com/album/1ojLCqMPY82wmoI49yHw7e?si=t8YfK7oaReediwkCDfGOug">il nuovo disco</a> di Arisa, uscito oggi dopo cinque anni dall&#8217;ultimo, ingiustificatamente dimenticato, <a href="https://toh-magazine.com/2021/11/arisa-ero-romantica-nuovo-disco-nuda/">lavoro dell&#8217;artista</a>.<br>Ascoltando le quattordici tracce (quasi tutte scritte da Rosalba e prodotto da Mamakass (Fabio Dalè e Carlo Frigerio) i sentimenti arrivano prima delle spiegazioni, le relazioni non stanno mai ferme, e l’identità cambia mentre provi a raccontarla.</strong></h3>



<p>C’è sempre uno scarto: tra quello che senti e quello che dici, tra chi eri e chi stai diventando. Un continuo andare e tornare, cercarsi, perdersi, ricominciare. Senza mai davvero risolversi. </p>



<h3>Arisa non prova a mettere ordine ma senza mai sistemare davvero, lei si lascia attraversare. Dall’amore quando è storto, dalle emozioni quando sono troppe, dai pensieri quando non tornano.</h3>



<p><em>Fotomosse</em>&nbsp;è un disco che accetta il movimento, e dentro quel movimento, a tratti confuso, a tratti lucidissimo, c’è qualcosa di raro: una verità che non pretende di essere definitiva.</p>



<p>L’abbiamo incontrata esattamente lì. Nel momento in cui smetti di controllarti e inizi, finalmente, a vivere.</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-full"><img data-attachment-id="111328" data-permalink="https://toh-magazine.com/2026/04/arisa-fotomosse-intervista-lgbt-nuovo-disco-toh-magazine/arisa-fotomosse-2/" data-orig-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2026/04/arisa-fotomosse-2.webp" data-orig-size="696,696" data-comments-opened="0" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}" data-image-title="arisa-fotomosse-2" data-image-description="" data-medium-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2026/04/arisa-fotomosse-2-300x300.webp" data-large-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2026/04/arisa-fotomosse-2.webp" width="696" height="696" src="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2026/04/arisa-fotomosse-2.webp" alt="" class="wp-image-111328" srcset="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2026/04/arisa-fotomosse-2.webp 696w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2026/04/arisa-fotomosse-2-300x300.webp 300w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2026/04/arisa-fotomosse-2-150x150.webp 150w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2026/04/arisa-fotomosse-2-450x450.webp 450w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2026/04/arisa-fotomosse-2-350x350.webp 350w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2026/04/arisa-fotomosse-2-50x50.webp 50w" sizes="(max-width: 696px) 100vw, 696px" /></figure></div>



<p><strong>Fotomosse” è un titolo visivo, ma anche emotivo. Cosa stai cercando di mettere a fuoco?</strong><br>Sto cercando di raccontarmi, di comunicarmi. Raccontare la mia vita attraverso dei fermo immagine che poi, in realtà, così fermi non sono. Si spera sempre che le situazioni possano evolversi, magari in meglio. E che quelle belle possano restare.</p>



<p><strong>Mi sembra che questo disco metta al centro l’instabilità emotiva. È una scelta artistica o la fotografia di un momento in cui non riesci più a controllarti?</strong><br>È la verità. Io non ho fiducia in chi pensa di sapere tutto, in chi crede di avere la verità assoluta. Non credo nell’equilibrio come stato permanente. Credo nei momenti di equilibrio, ma non in un equilibrio assoluto.</p>



<p><strong>Se questo disco fosse davvero una fotografia, quale sarebbe?</strong><br>Sarebbe una rotaia. La rotaia di un treno.</p>



<p><strong>Dici di abitare le contraddizioni: non è anche un modo per non prendere mai una posizione netta?</strong><br>Io sono una persona che cambia idea molto velocemente, quindi non prendo posizioni nette. Chiedo scusa, torno sui miei passi, riconosco le cose per quello che sono, quando sono buone e quando sono negative.</p>



<p><strong>Negli ultimi anni sei cambiata molto anche pubblicamente. Questo disco è una sintesi o un’ennesima trasformazione?</strong><br>È l’inizio di una trasformazione. Voglio capire dove mi porterà. Però adesso ho iniziato a vivere, davvero. E questa è una cosa bellissima.</p>


<figure class="wp-block-embed-youtube wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><a href="https://toh-magazine.com/2026/04/arisa-fotomosse-intervista-lgbt-nuovo-disco-toh-magazine/"><img src="//i.ytimg.com/vi/8HmFzxJ_a3I/hqdefault.jpg" alt="YouTube Video"></a><br /><br /><figcaption></figcaption></figure>


<p><strong>Il tuo pubblico spesso sembra chiederti coerenza, ma tu ogni tanto sembri rifiutarla. È una forma di libertà o una fuga dalle aspettative?</strong><br>Il mio pubblico non mi chiede coerenza, non mi chiede niente. Mi chiede solo di stare bene. Vuole che io sia felice, che canti, che faccia cose. Vuole contenuti, vuole sapere come sto.<br>È un rapporto molto familiare. Siamo una famiglia. E non in senso costruito: lo sento davvero. Al di là delle vendite, dei concerti.<br>I miei fan sono anche i vecchietti sotto casa che mi invitano a mangiare una fetta di torta. Non sono fan della musica, sono fan della persona. Ed è la cosa più importante.</p>



<p><strong>Il tuo rapporto con la <a href="https://toh-magazine.com">comunità LGBT</a> è stato spesso letto come ambiguo. È una libertà che rivendichi o senti il bisogno di chiarire da che parte stai?</strong><br>Io non devo chiarire niente, perché è tutto talmente palese. È evidente cosa penso, come vivo, quanto ami l’umanità.<br>E più l’umanità si allontana dai canoni prestabiliti, più io la amo.<br>Non posso raccontare tutte le persone di cui mi sono innamorata, ma posso dire che mi sono innamorata spesso dell’imperfezione più assoluta.<br>L’essere umano è imperfetto, ed è proprio lì che sta la sua perfezione. Nella sfaccettatura, nella diversità, nel gusto differente. È questo che fa andare avanti il mondo.<br>Io non posso pensare diversamente. E, a differenza di quello che si pensa, mi sono battuta per certe cause senza bisogno di manifesti. L’ho fatto nella vita reale, chiamando le persone. Non solo a parole.</p>



<p class="has-white-color has-text-color">arisa fotomosse arisa fotomosse </p>
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		<title>ACQUADOLCE per dissetarci: intervista a Memento</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Aurora Lombardo]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 15 Jun 2022 14:53:25 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Musica]]></category>
		<category><![CDATA[acquadolce]]></category>
		<category><![CDATA[asian fake]]></category>
		<category><![CDATA[eugenio di via gioia]]></category>
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		<category><![CDATA[intervista]]></category>
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		<category><![CDATA[toh magazine]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Memento, giovane promessa di casa Asian Fake, ha pubblicato "ACQUADOLCE", il suo disco d’esordio, il 20 maggio scorso. Il progetto è stato anticipato dall’uscita di “Stick”, brano manifesto contro il bullismo e la violenza. Lo abbiamo intervistato.</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://toh-magazine.com/2022/06/acquadolce-per-dissetarci-intervista-a-memento/">ACQUADOLCE per dissetarci: intervista a Memento</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://toh-magazine.com">Toh! Magazine</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<h2>Dopo l’uscita del suo primo disco e la partecipazione al MiAmi Festival, abbiamo intervistato Memento, uno degli artisti più riconoscibili dell’etichetta discografica Asian Fake.&nbsp;</h2>



<p>Intrappolati nel caldo di un’estate ormai alle porte, ci ritroviamo a sognare paesaggi edenici. Freschi ruscelli scendono da pendici rocciose che nulla hanno a che vedere con il caos urbano in cui sudiamo. Ci vorrebbe, ci diciamo, un po’ d’“Acquadolce”, per fortuna, possiamo rifugiarci nel nuovo disco di <a href="https://www.instagram.com/m3ment0/?hl=it">Memento</a> per ritrovare un po’ di calma e spiritualità. </p>



<p>Memento, giovane promessa di casa Asian Fake, ha pubblicato il suo disco d’esordio il 20 maggio scorso. Il progetto è stato anticipato dall’uscita di “Stick”, prodotto da Memento e gli Oribu. Il brano, come conferma l’artista, rappresenta un manifesto contro il bullismo e la violenza, pensiero che si rafforza e si solidifica nelle altre nove tracce dell’album. “Acquadolce”, infatti, incanala la sensibilità di Memento in percorsi che sfociano nell’assoluta libertà di emozionarsi, di amare e di lasciarsi attraversare da ciò che si vive. </p>



<p>Le contaminazioni musicali sono molteplici ed i featuring vedono la collaborazione di artisti come gli Eugenio in Via di Gioia, Guido Cagiva, Nio, e la partecipazione di Claudia Galimberti che interpreta il brano “Acquadolce” che dà il nome all’intero album.<br>Dopo soli sette giorni dall’uscita del suo “primo amore”, come lo definisce lui stesso, lo vediamo esibirsi sul palco del MiAmi, uno dei festival con la maggiore presenza di artisti emergenti del panorama musicale italiano.</p>



<p>Abbiamo colto l’occasione, successivamente a tutte queste emozioni, per fare qualche domanda a un artista che rappresenta una voce nuova sia per il modo di affrontare la propria sensibilità che per la volontà di stimolare a fare altrettanto nel prossimo.&nbsp;</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img data-attachment-id="104036" data-permalink="https://toh-magazine.com/2022/06/acquadolce-per-dissetarci-intervista-a-memento/memento_-enrico-luoni-2/" data-orig-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/06/Memento_-Enrico-Luoni-2.jpg" data-orig-size="1080,1080" data-comments-opened="0" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;1652905144&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;1&quot;}" data-image-title="Memento_ Enrico Luoni (2)" data-image-description="" data-medium-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/06/Memento_-Enrico-Luoni-2-300x300.jpg" data-large-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/06/Memento_-Enrico-Luoni-2-1024x1024.jpg" loading="lazy" width="1024" height="1024" src="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/06/Memento_-Enrico-Luoni-2-1024x1024.jpg" alt="" class="wp-image-104036" srcset="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/06/Memento_-Enrico-Luoni-2-1024x1024.jpg 1024w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/06/Memento_-Enrico-Luoni-2-300x300.jpg 300w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/06/Memento_-Enrico-Luoni-2-150x150.jpg 150w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/06/Memento_-Enrico-Luoni-2-768x768.jpg 768w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/06/Memento_-Enrico-Luoni-2-1000x1000.jpg 1000w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/06/Memento_-Enrico-Luoni-2-900x900.jpg 900w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/06/Memento_-Enrico-Luoni-2-450x450.jpg 450w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/06/Memento_-Enrico-Luoni-2-350x350.jpg 350w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/06/Memento_-Enrico-Luoni-2-50x50.jpg 50w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/06/Memento_-Enrico-Luoni-2.jpg 1080w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p><strong>Ciao Andrea, come stai?&nbsp;</strong></p>



<p>Ciao, bene, grazie!&nbsp;</p>



<p><strong>Perché hai scelto “ACQUADOLCE” come titolo?&nbsp;</strong></p>



<p>Non mi metto a pensare approfonditamente, è una cosa che vien da sé.<br>Con Michele Nannini, che cura l’art direction e tutta la parte grafica di Asian Fake, abbiamo deciso di chiamarlo “Acquadolce”, ci sembrava il nome corretto da dare al disco. In effetti, il disco è un po’ come l’acqua dolce, scorre, cambia e si trasforma e anche la musica che c’è dentro fa altrettanto.&nbsp;</p>



<p><strong>Qual è il luogo in cui ritrovi la spiritualità che caratterizza il disco?&nbsp;</strong></p>



<p>Sono due isolette sul lago di Garda. Mia nonna ha sempre preso una casa lì d’estate, da quando sono piccolino, quindi, sento sempre il bisogno di stare là per due mesi all’anno per fare il reset della mia vita e ripulirmi un po’ da tutto.&nbsp;</p>



<p><strong>Nonostante il fatto di essere giovanissimo, hai molte contaminazioni a livello musicale e uno stile ben preciso. Come hai trovato il tuo modo di esprimerti? C’è stata una figura o un evento che ha avuto un particolare peso nel tuo percorso?&nbsp;</strong></p>



<p>Verso la musica provo una curiosità che non provo verso nessun’altra disciplina. Mi viene molto facile incuriosirmi e studiare. I miei, in più, hanno sempre ascoltato musica e sono sempre stato circondato da persone che amano la musica. </p>



<p>Essendo diventato un lavoro, nell’ultimo periodo, ho conosciuto tantissime persone che possono insegnarmi tante cose. Forse il macro episodio che mi ha colpito di più in questo percorso è l’incontro. </p>



<p>Le persone che ho incontrato in questo ambiente sono le più ricche, da un punto di vista culturale, che io abbia mai conosciuto e che mi hanno ovviamente lasciato tantissimi stimoli e tantissima musica.&nbsp;</p>



<p><strong>Il 20 Maggio è uscito il tuo primo disco “ACQUADOLCE” e il 27 hai suonato al MiAmi. Come ti senti dopo tutte queste emozioni in così poco tempo?&nbsp;</strong></p>



<p>Ovviamente benissimo. Dopo la maturità, perché adesso ho la maturità, inizieremo il tour. L&#8217;uscita del disco e il MiAmi sono stati un po’ l’inizio di tutto.&nbsp;</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img data-attachment-id="104037" data-permalink="https://toh-magazine.com/2022/06/acquadolce-per-dissetarci-intervista-a-memento/memento_ph_enrico-luoni-2/" data-orig-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/06/Memento_PH_Enrico-Luoni-2.jpg" data-orig-size="1617,1080" data-comments-opened="0" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;2.4&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;ERRI_LUONI_CAP&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;LEICA M (Typ 240)&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;1651325157&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;captain polaroid&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;100&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0.00066666666666667&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;1&quot;}" data-image-title="Memento_PH_Enrico Luoni 2" data-image-description="" data-medium-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/06/Memento_PH_Enrico-Luoni-2-300x200.jpg" data-large-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/06/Memento_PH_Enrico-Luoni-2-1024x684.jpg" loading="lazy" width="1024" height="684" src="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/06/Memento_PH_Enrico-Luoni-2-1024x684.jpg" alt="" class="wp-image-104037" srcset="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/06/Memento_PH_Enrico-Luoni-2-1024x684.jpg 1024w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/06/Memento_PH_Enrico-Luoni-2-300x200.jpg 300w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/06/Memento_PH_Enrico-Luoni-2-768x513.jpg 768w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/06/Memento_PH_Enrico-Luoni-2-1536x1026.jpg 1536w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/06/Memento_PH_Enrico-Luoni-2-1000x668.jpg 1000w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/06/Memento_PH_Enrico-Luoni-2-900x601.jpg 900w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/06/Memento_PH_Enrico-Luoni-2-450x301.jpg 450w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/06/Memento_PH_Enrico-Luoni-2-350x234.jpg 350w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/06/Memento_PH_Enrico-Luoni-2.jpg 1617w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption>Memento &#8220;ACQUADOLCE&#8221; (Asian Fake)</figcaption></figure>



<p><strong>Che sentimenti scaturiscono in te il palco e il pubblico?&nbsp;</strong></p>



<p>Tantissimi sentimenti diversi. Amo suonare dal vivo, davanti ad un pubblico. Mi piace molto condividere con gli altri quello che faccio, penso sia fondamentale vedere come la tua musica viene interpretata. Ho avuto la fortuna di suonare con persone fantastiche con cui mi esibisco in una sinergia che viene notata anche da chi ci ascolta.&nbsp;</p>



<p><strong>Qual è stata per te la parte più complicata nel percorso di “ACQUADOLCE”?&nbsp;</strong></p>



<p>Forse, tutta la parte logistica del far uscire un disco. Dal punto di vista creativo non ci sono state troppe complicazioni. Anche i momenti di stallo e blocco sono utili, sono tutti stimoli per creare qualcosa.&nbsp;</p>



<p><strong>Luce e buio tornano spesso nei tuoi brani. Ti definiresti in equilibrio con queste due parti della tua personalità?&nbsp;</strong></p>



<p>Ci sono sempre momenti in cui c’è più luce e momenti in cui c’è più buio. In questo momento della mia vita c’è molta luce, però com’è giusto che sia, arriveranno altri momenti di buio e dopo altri di luce.&nbsp;</p>



<p><strong>Questo disco brilla di armonia e pacatezza, riflette una tua condizione spirituale o un immaginario a cui aspiri?&nbsp;</strong></p>



<p>Sono una persona che vive molto nel presente, tendo a non guardare troppo avanti. La musica che nasce dalla mia spiritualità è al presente, mai al futuro.&nbsp;</p>



<p><strong>Parli di un amore volubile, che sboccia e appassisce al variare delle stagioni. Corrisponde al tuo modo di vivere l’amore?&nbsp;</strong></p>



<p>Amo le relazioni amorose. Ho iniziato a scrivere questo disco all’inizio della mia relazione sentimentale più importante fino ad oggi, e ho finito di scriverlo alla fine di questa, quindi, è corretto che si percepisca questa sorta di percorso nel disco.&nbsp;</p>


<figure class="wp-block-embed-youtube wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><a href="https://toh-magazine.com/2022/06/acquadolce-per-dissetarci-intervista-a-memento/"><img src="//i.ytimg.com/vi/NGrhE88M5y0/hqdefault.jpg" alt="YouTube Video"></a><br /><br /><figcaption></figcaption></figure>


<p><strong>In quanto ragazzo che incarna un nuovo maschile libero dal peso del machismo, senti la questione dell’inclusività e della lotta ad un “maschilismo tossico” come un tema a te caro?&nbsp;</strong></p>



<p>Ovviamente sì, la fluidità e l’inclusività, per me, sono cose molto naturali. Penso che debba essere naturale per tutte le persone che vivono su questo pianeta, ma non è così, purtroppo.&nbsp;</p>



<p><strong>Nel tuo pubblico ritrovi la stessa attenzione?&nbsp;</strong></p>



<p>Essendo già presente in me, la vedo come una cosa naturale, mi sembrano tutte delle belle persone.&nbsp;</p>



<p><strong>Qual è l’ultimo album, di ieri o di oggi, di cui ti sei innamorato?&nbsp;</strong></p>



<p>Ok&#8230; sto aprendo Spotify! L’ultimo disco di cui mi sono innamorato è “The Bends” dei Radiohead. Mi ci sono molto ritrovato. La musica mi dà tantissime emozioni, tantissime sensazioni ma difficilmente riesco a rispecchiarmi nella situazioni che vengono scritte, e con questo disco è successo.&nbsp;</p>



<p>Il bagliore della poetica di Memento brilla di semplicità, degli impegni dei vent’anni, dell’esame di maturità che fa i conti con un tour estivo iniziato al MiAmi. Una sensibilità e un modo di guardare ciò che ci circonda carico del desiderio che ci sia sempre luce attorno, ma che conserva comunque la capacità di accogliere il buio quando necessario. In paesaggi talmente ampi da racchiudere spazi onirici e ricordi d’infanzia, Memento dà forma ad un album ciclico che parte e si rinnova in una stagionalità dei sentimenti in cui tutti ci possiamo ritrovare. </p>



<figure class="wp-block-image size-large is-resized"><img data-attachment-id="104040" data-permalink="https://toh-magazine.com/2022/06/acquadolce-per-dissetarci-intervista-a-memento/acquadolce_cover_artwork-michele-nannini/" data-orig-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/06/ACQUADOLCE_cover_artwork-Michele-Nannini.jpg" data-orig-size="1080,1080" data-comments-opened="0" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;1650471185&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;1&quot;}" data-image-title="ACQUADOLCE_cover_artwork Michele Nannini" data-image-description="" data-medium-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/06/ACQUADOLCE_cover_artwork-Michele-Nannini-300x300.jpg" data-large-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/06/ACQUADOLCE_cover_artwork-Michele-Nannini-1024x1024.jpg" loading="lazy" src="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/06/ACQUADOLCE_cover_artwork-Michele-Nannini-1024x1024.jpg" alt="" class="wp-image-104040" width="983" height="983" srcset="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/06/ACQUADOLCE_cover_artwork-Michele-Nannini-1024x1024.jpg 1024w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/06/ACQUADOLCE_cover_artwork-Michele-Nannini-300x300.jpg 300w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/06/ACQUADOLCE_cover_artwork-Michele-Nannini-150x150.jpg 150w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/06/ACQUADOLCE_cover_artwork-Michele-Nannini-768x768.jpg 768w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/06/ACQUADOLCE_cover_artwork-Michele-Nannini-1000x1000.jpg 1000w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/06/ACQUADOLCE_cover_artwork-Michele-Nannini-900x900.jpg 900w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/06/ACQUADOLCE_cover_artwork-Michele-Nannini-450x450.jpg 450w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/06/ACQUADOLCE_cover_artwork-Michele-Nannini-350x350.jpg 350w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/06/ACQUADOLCE_cover_artwork-Michele-Nannini-50x50.jpg 50w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2022/06/ACQUADOLCE_cover_artwork-Michele-Nannini.jpg 1080w" sizes="(max-width: 983px) 100vw, 983px" /><figcaption><strong><sup><sub>Memento &#8220;ACQUADOLCE&#8221; (Asian Fake)</sub></sup></strong></figcaption></figure>



<p></p>
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		<title>Laila Al Habash e il suo mystic pop</title>
		<link>https://toh-magazine.com/2021/12/laila-al-habash-mystic-pop-disco-intervista-roma-astrologia/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=laila-al-habash-mystic-pop-disco-intervista-roma-astrologia</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Marco Cresci]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 16 Dec 2021 13:55:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Musica]]></category>
		<category><![CDATA[astrologia]]></category>
		<category><![CDATA[intervista]]></category>
		<category><![CDATA[laila al habash]]></category>
		<category><![CDATA[music]]></category>
		<category><![CDATA[pop italiano]]></category>
		<category><![CDATA[toh magazine]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://toh-magazine.com/?p=18034</guid>

					<description><![CDATA[<p>Fuori l'album d'esordio di Laila Al Habash, "Mystic Motel": dodici brani onesti e pop, fra cui un feat. di Coez. </p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://toh-magazine.com/2021/12/laila-al-habash-mystic-pop-disco-intervista-roma-astrologia/">Laila Al Habash e il suo mystic pop</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://toh-magazine.com">Toh! Magazine</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p><strong>Laila Al Habash è un’artista italo-palestinese di 23 anni che da un po&#8217; sta catalizzando l&#8217;attenzione con la sua musica. Finalmente dopo alcuni singoli e  un ep pubblica il suo primo album &#8220;Mystic Motel&#8221;: 12 stanze-canzoni di pop empatico, quello vero senza patine.</strong></p>



<p>E&#8217; bello vedere <a href="https://toh-magazine.com">artisti</a> entusiasti, pronti a rilasciare al mondo la fatica più grande, il primo passo verso la realizzazione di un sogno vero, sto parlando del primo album quello che come il primo bacio non si scorda mai. </p>



<h5>Laila Al Habash il suo &#8220;Mystic Motel&#8221; (<a href="https://www.instagram.com/undamento/?hl=it">Undamento</a>) se lo è sudato, ha pubblicato alcuni singoli, poi l&#8217;ep &#8220;Moquette&#8221; e fatto un po&#8217; di live prima di arrivare sino a qui. </h5>



<p>Italo-palestinese cresciuta a Roma, ora milanese d&#8217;adozione, Laila ha creato un <a href="https://open.spotify.com/album/1DuxRyJopWZslxD48VCaa4?si=IfKACv8IRkybxY2Ie0JjIw">album di pop puro</a>, che suona omogeneo e in 12 tracce ci porta attraverso le sfaccettature della sua personalità, con un risultato sincero e disarmente.</p>



<h5>In questo disco Laila si mette a nudo e non si copre dietro feat. altisonanti come oggi va di moda, ma ce ne offre uno &#8220;Sbronza&#8221; in cui canta insieme a Coez, aggiungerei quindi il coraggio tra le sue qualità.</h5>



<h5>Ecco cosa ci siamo raccontati tra uno scatto e l&#8217;altro:</h5>



<figure class="wp-block-image size-large is-resized"><img data-attachment-id="18031" data-permalink="https://toh-magazine.com/l1250495/" data-orig-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2021/12/L1250495-scaled.jpg" data-orig-size="1708,2560" data-comments-opened="0" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;5.6&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;LEICA Q2&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;1638202603&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;28&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;100&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0.008&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;1&quot;}" data-image-title="laila-al_habash_toh_magazine_photo_by_simon_6" data-image-description="&lt;p&gt;laila-al_habash_toh_magazine_photo_by_simon_6&lt;/p&gt;
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<h6>Ciao Laila, finalmente sei arrivata al tuo primo album, come ti senti?</h6>



<p>Finalmente ho raggiunto un goal personale, è il mio primo lavoro completo con cui mi presento. Ci ho lavorato tanto ed il percorso è stato organico, nel senso che non sento di essermi mai bruciata ma mi sono presa i miei tempi, quelli adatti a me. </p>



<h6>Quando hai capito che la musica era la tua strada e che volevi fare sul serio?</h6>



<p>Non da molto, ti direi due anni fa, quando ho preso la decisione di trasferirmi a Milano e fare sul serio concentrandomi in tutto e per tutto sulla musica.</p>



<h6>&#8220;Mystic Motel&#8221; è un titolo evocativo che mescola un luogo d&#8217;incontri clandestini al misticismo, qual è tua visione a proposito?</h6>



<p>La mia intenzione era quella di creare un luogo dove ogni stanza fosse una canzone, motel perché venendo dalla provincia romana ho famigliarità con tutto ciò che è strada e macchine e poi mi piaceva la dimensione segreta e un po&#8217; losca del motel, mentre mistico perché il misticismo fa parte di me e del mio immaginario. </p>



<p>Quando ascolti il disco immagina che ci sono io all&#8217;entrata di un motel che ti accolgo e ti faccio vedere tutte le stanze, che poi sono le mie canzoni. </p>



<h6>Nel disco ci sono alcuni brani in cui con la produzione hai osato di più, penso ad &#8220;Abbagli&#8221; ad esempio il pezzo che lo apre che ha un suono quasi metallico o a &#8220;Sabbia&#8221; che ha una coda strumentale che non ti aspetti. Com&#8217;è andata?</h6>



<p>Capisco cosa intendi, mi trovi d&#8217;accordo sul fatto che alcuni pezzi siano più elaborati ma ci abbiamo lavorato tantissimo, ad esempio &#8220;Abbagli&#8221; ha un groove pesante ed è stata una delle più difficili da chiudere perchè non eravamo mai soddisfatti. &#8220;Sabbia&#8221; lo definirei un esperimento con quel finale che cambia inaspettatatamente. </p>



<figure class="wp-block-image size-large is-resized"><img data-attachment-id="18032" data-permalink="https://toh-magazine.com/l1250554/" data-orig-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2021/12/L1250554-scaled.jpg" data-orig-size="1708,2560" data-comments-opened="0" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;5.6&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;LEICA Q2&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;1638203145&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;28&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;100&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0.008&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;1&quot;}" data-image-title="laila-al_habash_toh_magazine_photo_by_simon_7" data-image-description="&lt;p&gt;laila-al_habash_toh_magazine_photo_by_simon_7&lt;/p&gt;
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<h6>I tuoi testi appaiono molto sinceri e personali, quasi un diario, è così?</h6>



<p>Non potrei fare altrimenti, non so raccontare cose che non ho vissuto in prima persona, è tuto reale, è quasi un modo per digerire la mia vita.</p>



<h6>In un periodo storico in cui la musica si nutre di feat. tu sei andata controtendenza e nel disco ne hai uno solo, &#8220;Sbronza&#8221; con Coez, ti dico brava per il coraggio e ti chiedo come mai hai scelto proprio lui?</h6>



<p>Non ho mai sentito la necessità di fare dei feat. ma Coez è un artista che stimo molto e lavorare con lui è stato molto naturale, gli ho mandato una demo senza sapere se se gli sarebbe piaciuta e invece! E&#8217; un artista con un gran cuore.</p>



<h6>In &#8220;Sunshine&#8221; c&#8217;è un tuo vocale in cui spieghi la tua ricetta del pollo al curry, ma ad un certo punto la musica lo sovrasta e non si capisce più. non puoi lasciarci così con la ricetta a metà!</h6>



<p>Ahahahah è davvero un vocale con una vera ricetta del pollo al curry. E&#8217; un piccolo segreto del disco e c&#8217;è un motivo per cui è stato messo lì, ma non lo svelerò perché mi piace che ognuno possa dargli la sua interpretazione.</p>



<h6>Parliamo di un altro pezzo, &#8220;Ponza&#8221; è un luogo a cui sei particolarmente legata?</h6>



<p>Sì perché ci sono stata molte volte e mi sono accadute tantissime cose, la canzone parla di una grande litigata avvenuta a Ponza, una di quelle in cui pensi si stia per rompere tutto ma poi non si rompe mai. E&#8217; una canzone allegra ma in realtà parla di rabbia e della paura che tutto si sgretoli. </p>



<h6>Hai fatto parte della playlist &#8220;Equal&#8221; di Spotify poco dopo che il ddlZan è stato affossato, cosa ne pensi?</h6>



<p>Lo vedo come un inciampo verso un traguardo, è impossibile che l&#8217;Italia non ci arrivi a questo risultato. Quello che è successo è vergognoso, ma il progresso è inarrestabile, il mondo sta andando in questa direzione. Bisogna continuare a lottare e ad alzare la voce per i propri diritti e per quelli degli altri. Partecipare alla playlist &#8220;Equal&#8221; è un messaggio piccolissimo, ma anche i piccoli gesti sono importanti per raggiungere più persone, sono necessari. </p>



<figure class="wp-block-image size-large is-resized"><img data-attachment-id="18027" data-permalink="https://toh-magazine.com/l1250254/" data-orig-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2021/12/L1250254.jpg" data-orig-size="1340,2008" data-comments-opened="0" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;5.6&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;LEICA Q2&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;1638200159&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;28&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;100&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0.008&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;1&quot;}" data-image-title="laila-al_habash_toh_magazine_photo_by_simon_2" data-image-description="&lt;p&gt;laila-al_habash_toh_magazine_photo_by_simon_2&lt;/p&gt;
" data-medium-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2021/12/L1250254-200x300.jpg" data-large-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2021/12/L1250254-683x1024.jpg" loading="lazy" src="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2021/12/L1250254-683x1024.jpg" alt="toh magazine mystic pop " class="wp-image-18027" width="683" height="1024" srcset="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2021/12/L1250254-683x1024.jpg 683w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2021/12/L1250254-200x300.jpg 200w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2021/12/L1250254-768x1151.jpg 768w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2021/12/L1250254-1025x1536.jpg 1025w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2021/12/L1250254-1000x1499.jpg 1000w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2021/12/L1250254-900x1349.jpg 900w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2021/12/L1250254-450x674.jpg 450w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2021/12/L1250254-350x524.jpg 350w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2021/12/L1250254.jpg 1340w" sizes="(max-width: 683px) 100vw, 683px" /><figcaption><em><sup><sub>Laila Al Habash indossa t-shirt <a rel="noreferrer noopener" href="https://www.humptydum.com" target="_blank">HUMPTY DUM,</a> pantalone <a rel="noreferrer noopener" href="https://www.ssheena.it/it/" target="_blank">SSHEENA</a>, scarpe <a rel="noreferrer noopener" href="http://www.canaku.it/" target="_blank">CANAKU</a></sub></sup></em></figcaption></figure>



<h6>I tuoi brani dal vivo hanno una veste differente o sono simili al disco?</h6>



<p>Sono riarrangiati perché nella formazione c&#8217;è una batteria acustica per regalare un esperienza da concerto. Siamo tre donne sul palco, io, la mia tastierista <a href="https://www.instagram.com/plastica.zip/">Plastica</a> e Danila Guglielmi che è anche la batterista di <a href="https://toh-magazine.com/2020/11/m¥ss-keta-le-nostre-case-diventano-club-se-lacconciatura-e-un-bel-frisee-musica-intervista/">Myss Keta</a>. Siamo delle brave musiciste e tutte anche molto legate alle tematiche di genere e LGBTQIA+, siamo tutte attiviste e ognuna porta avanti la sua battaglia. Plastica ha fondato quest’anno, (Insieme a Elisa Massara aka <a href="https://www.instagram.com/elasi__/">Elasi</a> ndg), “<a href="https://www.instagram.com/pochecltv/">POCHE</a>&#8220;, un collettivo di produttrici donne. Vado molto fiera di questa formazione, siamo brave e spero che possiamo portare un messaggio ed essere anche d&#8217;esempio per altre ragazze che vorrebbero affrontare dei live ma non si sentono all&#8217;altezza. Ragazze si può fare!</p>



<h6>Sei nata e cresciuta a Roma ma cosa c&#8217;è nel disco delle tue origini?</h6>



<p>Il deserto del Wudi Rum in Giordania, da cui viene mio padre e il rimando alla strada, alle macchine, all&#8217;odore dell&#8217;asfalto della provincia in cui sono cresciuta. </p>



<h6>Del brano &#8220;Complimenti&#8221; mi è rimasto impresso un verso: &#8220;Sarà colpa della luna di fuoco che c&#8217;ho&#8221;, so che sei appassinata di astrologia, viene da lì?</h6>



<p>Sì, perché fa parte della mia carta astrale, mi diverte che anche Lana del Ray abbia inserito l&#8217;astrologia nei suoi testi, in &#8220;Chemstrails Over the Country Club&#8221; canta: &#8220;My moon&#8217;s in Leo, my Cancer is sun&#8221;. Io in &#8220;Complimenti&#8221; che è un pezzo a cui sono particolarmente legata parlo della voglia e del desiderio di sentirmi adorata, di pretenderli questi complimenti. </p>



<p>Noi donne abbiamo questo problema di odiare noi stesse e le prossime, da piccola devi odiare le tue compagne di classe, poi la tipa del tuo ex, poi le rivali, poi sul lavoro chi è più brava, chi è più bella e quando ti rendi conto che questo è un meccanismo tossico e cerchi un po&#8217; di sostegno ti dicono tutti: &#8220;E va be ma sei tu che sei vanitosa, ammazza quando sei insicura!&#8221;. </p>



<p>Qui invece ti dico fammi dei complimenti fammi sentire che vado bene per favore che ne ho bisogno, quando canto &#8220;<strong>Sarà colpa della luna di fuoco che c&#8217;ho</strong>&#8221; è perché la luna in astrologia rappresenta l&#8217;ego, e la mia è piuttosto prepotente perché è in leone come quella di Lana per altro! Ma è la luna che mi fa stare sul palco e cercare attenzione, quindi nella canzone dò la colpa all&#8217;astrologia.</p>



<figure class="wp-block-image size-large is-resized"><img data-attachment-id="18026" data-permalink="https://toh-magazine.com/l1250112/" data-orig-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2021/12/L1250112.jpg" data-orig-size="1340,2008" data-comments-opened="0" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;5.6&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;LEICA Q2&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;1638198854&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;28&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;100&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0.008&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;1&quot;}" data-image-title="laila-al_habash_toh_magazine_photo_by_simon" data-image-description="&lt;p&gt;laila-al_habash_toh_magazine_photo_by_simon&lt;/p&gt;
" data-medium-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2021/12/L1250112-200x300.jpg" data-large-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2021/12/L1250112-683x1024.jpg" loading="lazy" src="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2021/12/L1250112-683x1024.jpg" alt="toh magazine mystic pop " class="wp-image-18026" width="683" height="1024" srcset="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2021/12/L1250112-683x1024.jpg 683w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2021/12/L1250112-200x300.jpg 200w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2021/12/L1250112-768x1151.jpg 768w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2021/12/L1250112-1025x1536.jpg 1025w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2021/12/L1250112-1000x1499.jpg 1000w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2021/12/L1250112-900x1349.jpg 900w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2021/12/L1250112-450x674.jpg 450w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2021/12/L1250112-350x524.jpg 350w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2021/12/L1250112.jpg 1340w" sizes="(max-width: 683px) 100vw, 683px" /><figcaption><em><sup><sub>Laila Al Habash indossa giacca <a rel="noreferrer noopener" href="https://www.humptydum.com" target="_blank">HUMPTY DUM </a>, pantalone <a rel="noreferrer noopener" href="https://www.romeogigli.it/" target="_blank">ROMEO GIGLI</a>, scarpe <a rel="noreferrer noopener" href="https://www.acupuncture1993.com/it/" target="_blank">ACUPUNCTURE</a>, calze<a rel="noreferrer noopener" href="https://www.socksss.com/" target="_blank"> SOCKSSS</a></sub></sup></em></figcaption></figure>



<h6>A proposito di astrologia, è vero che ti chiedono tutti di fargli le carte? Come nasce questa passione?</h6>



<p> Da quando ho memoria. Mi ricordo il giorno preciso in cui chiesi a mia madre di insegnarmi a fare le carte, avevo cinque anni. Io da bambina guardavo Paolo Fox e seguivo l&#8217;oroscopo in tv prima di andare a scuola. Ho cominciato ad appassionarmi di astrologia alle medie con i temi natali e ora la studio seriamente. </p>



<p>Per quanto riguarda i tarocchi li porto sempre con me, perché chi mi conosce mi chiede spesso di fargli le carte. </p>



<h6>Prima hai citato Lana Del Rey è una delle tue ispirazioni?</h6>



<p>Ma a dir la verità è stato più un caso ahahah. Però ora che ci penso quando uscì avevo 12 anni e sentire una donna che cantava di relazioni con uomini anziani e cocaina&#8230; forse non era il massimo ripensandoci, ma un po&#8217; mi ha influenzato. Ma musicalmente io sono molto radicata nell&#8217;indie italiano, amo i Baustelle e il mio album &nbsp;è prodotto da Niccolò Contessa (I&nbsp;Cani) e anche da Stabber.</p>



<h6>L&#8217;ultimo album di cui ti sei innamorata:</h6>



<p>&#8220;Contenta Tu&#8221; di Marco Castello, un album molto delicato con parole particolari, tanto suonato che è una cosa che quasi non si fa più, ma ricordo che quando l&#8217;ho ascoltato la prima volta ho pensato che ci voleva proprio un album così. </p>



<h6>Salutiamoci così: istintivamente ora qual è la stanza del tuo Motel in cui entreresti?</h6>



<p>Ehehehe entrerei in &#8220;Abbagli&#8221; perché stasera ho la prima data del tour e mi serve un po&#8217; di carica e di forza, è la mia prima data grossa! </p>



<figure class="wp-block-image size-large is-resized"><img data-attachment-id="18030" data-permalink="https://toh-magazine.com/l1250442/" data-orig-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2021/12/L1250442-scaled.jpg" data-orig-size="1708,2560" data-comments-opened="0" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;5.6&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;LEICA Q2&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;1638202011&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;28&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;100&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0.008&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;1&quot;}" data-image-title="laila-al_habash_toh_magazine_photo_by_simon_5" data-image-description="&lt;p&gt;laila-al_habash_toh_magazine_photo_by_simon_5&lt;/p&gt;
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<p></p>


<figure class="wp-block-embed-youtube wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><a href="https://toh-magazine.com/2021/12/laila-al-habash-mystic-pop-disco-intervista-roma-astrologia/"><img src="//i.ytimg.com/vi/SSGwis_f8ho/hqdefault.jpg" alt="YouTube Video"></a><br /><br /><figcaption></figcaption></figure>


<p>In cover <em>Laila Al Habash indossa trench <a rel="noreferrer noopener" href="https://www.humptydum.com" target="_blank">HUMPTY DUM</a>, pantalone <a rel="noreferrer noopener" href="https://www.ssheena.it/it/" target="_blank">SSHEENA</a>, scarpe SIMON CRACKER X DA QUY</em></p>



<p class="has-text-align-center">WORDS: <a rel="noreferrer noopener" href="https://www.instagram.com/marcocresci_dj412/?hl=it" target="_blank">Marco Cresci</a><br>PHOTO: <a rel="noreferrer noopener" href="https://www.simon171.com" target="_blank">Simon</a><br>STYLIST:<a rel="noreferrer noopener" href="https://www.alexvaccani.com/men/" target="_blank"> Alex Vaccani</a><br>STYLIST ASSISTANT: <a rel="noreferrer noopener" href="https://www.instagram.com/alessandro_marzo/" target="_blank">Alessandro Marzo</a></p>



<p>*Prossimi eventi live:</p>



<p>13 gennaio 2022 Milano, Tunnel Club</p>



<p>14 gennaio 2022 Rivoli (TO) Circolo della Musica</p>



<p>info <a href="https://dnaconcerti.com">DNA Concerti</a></p>
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		<title>BLUEM è il consiglio contemporaneo della notte.</title>
		<link>https://toh-magazine.com/2021/05/bluem-notte-disco-review-intervista-sardegna-toh-magazine/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=bluem-notte-disco-review-intervista-sardegna-toh-magazine</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Marco Cresci]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 27 May 2021 13:18:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Musica]]></category>
		<category><![CDATA[bluem]]></category>
		<category><![CDATA[intervista]]></category>
		<category><![CDATA[lgbt]]></category>
		<category><![CDATA[music]]></category>
		<category><![CDATA[musica]]></category>
		<category><![CDATA[notte]]></category>
		<category><![CDATA[toh magazine]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notte è l'album di debutto di BLUEM, artista sarda con base a Londra che con la sua musica ha trovato il modo di inserire la tradizione rendendola moderna. Leggi l'intervista di Marco Cresci</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://toh-magazine.com/2021/05/bluem-notte-disco-review-intervista-sardegna-toh-magazine/">BLUEM è il consiglio contemporaneo della notte.</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://toh-magazine.com">Toh! Magazine</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<h4>Notte è il primo album di BLUEM, alias di Chiara Floris classe &#8217;95, artista sarda ma con residenza a Londra, che nella sua musica ha trovato il modo di inserire la tradizione rendendola moderna, senza mancarle di rispetto e impreziosendo il pop italiano.</h4>



<p><strong>Un album scritto di notte, come il titolo stesso suggerisce,  lontano da casa, in Inghilterra, dove ha assorbito una visone musicale più ampia e libera dagli schemi. </strong><span class="has-inline-color has-white-color">BLUEM</span></p>



<p><strong>Un progetto anche fotografico che omaggia la tradizione sarda, con le foto della finlandese <a href="https://www.instagram.com/jasminefarling/">Jasmine Färling</a>, che in Sardegna non ci aveva mai messo piede. </strong></p>



<p><strong>Sette canzoni, intitolate come i giorni della settimana da Lunedì a Domenica, danno vita a un concept album che esplora le sfaccettature dell&#8217;amore affettivo e famigliare, con voci campionate di ricordi del passato e atmosfere mininal pop che riecheggiano Blood Orange, Rosalìa e Angèle. </strong></p>



<h4>Notte è un lavoro che ti porta lontano e unito alle immagini evocative che lo accompagnano diventa un viaggio che merita di essere vissuto. In un panorama italiano vivo, salvo poche eccezioni omologato, BLUEM è sicuramente una di queste. </h4>



<figure class="wp-block-image size-large is-resized"><img data-attachment-id="15724" data-permalink="https://toh-magazine.com/cover-mercoledi_foto-di-jasmine-farling_web/" data-orig-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2021/05/Cover-Mercoledi_foto-di-Jasmine-Farling_web.jpg" data-orig-size="2052,2052" data-comments-opened="0" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}" data-image-title="Cover Mercoledì_foto di Jasmine Färling" data-image-description="&lt;p&gt;Cover Mercoledì_foto di Jasmine Färling&lt;/p&gt;
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<h4>Quando la musica è entrata far parte della tua vita?</h4>



<p>Sin da piccola ho cominciato a suonare la chitarra classica, poi ho fatto rock, poi jazz, mentre a scrivere ho cominciato dopo essermi trasferita a Londra, nel 2014 quando avevo 18 anni. </p>



<p>Nel 2018 ho fatto un e.p. di tre pezzi in inglese che si chiama Piccolina ma al momento non lo trovi in rete, perché distaccandosi dal mio nuovo stile ho preferito non creare confusione, ma tornerà disponibile perché ci tengo e perché fa parte del mio percorso. </p>



<p>Era un progetto indie pop scritto quando ero convinta di fare canzoni solo in inglese, poi dopo un periodo di crisi totale sono arrivata a creare questo nuovo progetto un po&#8217; magicamente, perché nemmeno io so come sia successo.</p>



<h4>Nel senso che Notte ha preso forma passo dopo passo senza una pre-intenzione?</h4>



<p>Si, ho scritto altre canzoni in inglese ma non mi dicevano nulla, poi mi sono sentita ispirata dall&#8217;album di Thierra Whack “Whack World” composto da 15 tracce lunghe 1 minuto ciascuna, io lei la adoro. Così, considerato che ho un lavoro e non ho a disposizione tutto il tempo che vorrei dedicare alla <a href="https://toh-magazine.com/category/musica/">musica</a>, ho deciso di fare un pezzo per ogni giorno della settimana lungo 1 minuto, sperimentando anche il mio italiano e di caricare tutto su SoundCloud.</p>



<p>Di questo esperimento solo &#8220;Sabato&#8221; è poi finito nell&#8217;album, ovviamente riarrangiata perché è stata la prima canzone che ho scritto in italiano quindi mi sembrava giusto inserirla, ora quelle tracce da 1 minuto non sono più disponibili su SoundCloud, le ho levate perché era un mio mini progetto-esperimento. Da lì ha cominciato a prendere forma &#8220;Notte&#8221;.</p>



<h4>Hai intitolato l&#8217;album “Notte” perché è il momento della giornata in cui ti mettevi a comporre?</h4>



<p>Sì, ho scritto l&#8217;album in una settimana di notte dove mi arrivavano la melodia e il cuore della canzone e poi di giorno lavoravo alla produzione. Il titolo del disco e delle canzoni sono molto contestuali, non nascondono nessuno strano significato, sono esattamente quello che sembrano.&nbsp;</p>



<figure class="wp-block-image size-large is-resized"><img data-attachment-id="15728" data-permalink="https://toh-magazine.com/2021/05/bluem-notte-disco-review-intervista-sardegna-toh-magazine/domenica-1/" data-orig-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2021/05/DOMENICA-1.jpg" data-orig-size="768,768" data-comments-opened="0" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;1&quot;}" data-image-title="DOMENICA__foto di Jasmine Färling" data-image-description="&lt;p&gt;DOMENICA__foto di Jasmine Färling&lt;/p&gt;
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<h4>Quanto di personale c&#8217;è nelle tue canzoni, trovo i tuoi testi molto figurativi, me ne parli?</h4>



<p>Non ragiono molto quando scrivo, sono molto istintiva, sono sfoghi che derivano dalle mie esperienze personali.</p>



<h4>Possiamo dire che il centro di questo album è l&#8217;amore in varie forme?</h4>



<p>Sì, ho cominciato a scrivere l&#8217;album mentre ero in una relazione che mi stava facendo molto male, poi nel processo di scrittura si sono sviluppate altre storie come in “Venerdì” dove senti mia nonna che parla, quindi è diventato un discorso ampliato sull&#8217;amore, sulla nostalgia, sulla famiglia e sulle amicizie.&nbsp;</p>



<h4>Tronando alla traccia “Venerdì” so che hai anche un legame con il cinema, tua sorella Francesca Floris fa la regista e la parte vocale della nonna è estrapolata da un documentario che si chiama “Isole” diretto da lei e di cui hai composto la colonna sonora. Me ne parli?</h4>



<p>Mia sorella maggiore ha sempre fatto cinema, il documentario&nbsp;<a href="">Isole&nbsp;</a>si può tutt&#8217;ora vedere su YouTube e il dialogo che senti in &#8220;Venerdì&#8221; è un omaggio a mia nonna che oggi non c&#8217;è più, ma che con la sua umiltà mi ha supportato più di tutti in quello che avrei fatto. </p>



<p>Se sono riuscita a creare questo progetto in questo modo è anche merito suo e mi è sembrato giusto renderle omaggio, meno male che c&#8217;erano questi audio. </p>



<p>Per quanto rigaurda la colonna sonora, il cinema mi ha sempre appassionato, difatti mi sono laureata in Musica per il Cinema. Anche per questo, come dicevi tu prima, i miei testi sono figurativi, ci tenevo a fare un progetto che fosse anche visivo, difatti “Notte” ha degli scatti creati apposta per accompagnare ciascuna canzone. </p>



<p>Quando compongo musica ho sempre delle immagini in mente e quando guardo delle immagini penso alla musica che potrebbe accompagnarle.</p>



<h4>Quella di tua nonna però non è l&#8217;unica voce che hai campionato nel disco giusto?</h4>



<p>Esatto, a me piace molto il parlato nelle canzoni ma non volevo forzare le cose. In “Martedì” c&#8217;è la voce di una mia cara amica che ha subito un aborto spontaneo che mi ha raccontato la sua vicenda tramite dei vocali in cui mi diceva che aveva deciso di esorcizzare questo trauma chiamando questo figlio mai nato flower bud, cioè germoglio, ovvero un fiore mai nato. </p>



<p>Io avevo già scritto il pezzo ma in &#8220;Martedì&#8221; canto: “Fiori che fioriscono da un altra parte” e noi abbiamo un legame fortissimo. Nei messaggi vocali mi raccontata di quando ha parlato di questa forte esperienza con sua nonna che le consigliò di disegnare questi fiori mai nati e farli diventare gioielli, mi è sembrato il modo giusto di renderle omaggio anche se tramite una storia drammatica. </p>



<p>Il lato positivo è che ora ha davvero una linea di gioielli nata dall&#8217;idea di sua nonna, tra l&#8217;altro lei sta per partorire una bambina, è tutta una questione di legami forti. </p>



<p>In “Mercoledì” c&#8217;è la mamma di Simone, che è colui che ha chiuso con me la produzione dei pezzi, un mio più stretto collaboratore, in una chiamata ci disse “Dio Vede e Provvede” e l&#8217;ho inserita nel brano, mentre in “Giovedì” ci sono delle voci mixate in un modo particolare che sono delle mie note in inglese che avevo scritto in un diario, in un momento molto difficile prima di cominciare a lavorare a &#8220;Notte&#8221;.&nbsp;</p>



<figure class="wp-block-image size-large is-resized"><img data-attachment-id="15722" data-permalink="https://toh-magazine.com/cover-giovedi-foto-di-jasmine-farling_web/" data-orig-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2021/05/cover-Giovedi-foto-di-Jasmine-Farling_web.jpg" data-orig-size="1127,1127" data-comments-opened="0" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;1&quot;}" data-image-title="cover Giovedì &#8211; foto di Jasmine Färling" data-image-description="&lt;p&gt;cover Giovedì &#8211; foto di Jasmine Färling&lt;/p&gt;
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<h4>Chi ha scattato le foto di cui parli ispirate alla tradizione Sarda?&nbsp;</h4>



<p>Una fotografa molto brava che si chiama Jasmine Farling, è finlandese e lavora con me alla The Photographer Gallery a Soho. Lei scatta in analogico e ha quel flash che mi fa impazzire, è stato divertente anche perché lei in Sardegna non c&#8217;era mai stata, io ho disegnato gli scatti e gli ho detto cosa fare per ciascuno.</p>



<h4>Mi piacciono molto e ti dirò che si vede che c&#8217;è un occhio nordico dietro l&#8217;obiettivo della macchina…</h4>



<p>Hai ragione, ma forse è anche uno dei motivi per cui l&#8217;ho scelta. Sai noi sardi abbiamo un approccio alle persone straniere che all&#8217;inizio è diffidente ma poi ci apriamo e diamo tantissima fiducia e accoglienza. Una straniera che si trova tra pastori, compreso mio padre, cavalli, galline e natura da un giorno all&#8217;altro, si sentiva in un altro mondo.&nbsp;</p>



<h4>In questi scatti indossi abiti della tradizone sarda ma in realtà hai un indole street so che vai anche in skateboard, me lo dice la tua foto di Whatsapp!</h4>



<p>Ahahahah la foto traditrice, me ne dimentico sempre, in realtà non sono così brava sullo skate ma da due anni faccio pole dance e me ne sono stra appassionata e spero in futuro di incorporarla anche nel progetto BLUEM. Faccio un sacco di cose a caso, leggo anche i tarocchi!&nbsp;</p>



<h4>Nella produzione dei brani c&#8217;è molta influenza internazionale, penso a Rosalìa, a Bon Iver o a Blood Orange ma sei riuscita a citarli mantenendo il tuo stile, non è una cosa così scontata&#8230;</h4>



<p>Io sono ossessionata da Blood Orange! Ascolto moltissima musica, r&amp;b, soul, alternative, rap, difatti il mio timore quando scrivo è quello di aver preso troppo dagli artisti che ascolto senza volerlo. Amo Frank Ocean che potrei pregare in ginocchio ogni mattina, Rosalìa invece è stata importante perché io ho sempre voluto incorporare la sardegna nel mio immaginario e lei mia ha insegnato come inserire la tradizione in un progetto moderno, senza mancarle di rispetto. Un&#8217;altra cantante che mi piace molto è la francese Angèle che ora è una superstar perché ha fatto il featuring con Dua Lipa, il suo album Brol è stupendo.&nbsp;</p>



<figure class="wp-block-image size-large is-resized"><img data-attachment-id="15729" data-permalink="https://toh-magazine.com/2021/05/bluem-notte-disco-review-intervista-sardegna-toh-magazine/sabato-1/" data-orig-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2021/05/SABATO-1.jpg" data-orig-size="1024,1024" data-comments-opened="0" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;1&quot;}" data-image-title="SABATO (1)" data-image-description="&lt;p&gt;SABATO_foto di Jasmine Färling&lt;/p&gt;
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<h4>Abbiamo parlato della Sardegna e di come ti ha influenzato a livello visivo ma anche nel cantanto secondo me c&#8217;è un po&#8217; di tradizione sarda, o sbaglio?</h4>



<p>Se me lo dici mi fa piacere ma non voglio assumermi io questa responsabilità, però riconosco che la musica tradizionale sarda è molto particolare e riconoscibile. Penso che “Lunedì” abbia preso un po&#8217; questa cadenza involontariamente, mentre ho utilizzato volontariamente dei ritmi, in particolare i tamburini tipici che si suonano al Carnevale di Oristano, che è la mia festività preferita, in “Domenica”.</p>



<h4>Ma nella musica italiana chi ti piace?</h4>



<p>Calcutta che l&#8217;ho visto qui a Londra ed è stato bellissimo sentire tutti cantare le sue canzoni come in un enorme karaoke e poi mi piace molto Cosmo.&nbsp;</p>



<h4>L&#8217;ultimo album di cui ti sei innamorata?</h4>



<p>“Galore” di Oklou un album che mi ha fatto viaggiare, un&#8217;artista con cui vorrei collaborare tantissimo.&nbsp;</p>



<figure class="wp-block-image size-large is-resized"><img data-attachment-id="15725" data-permalink="https://toh-magazine.com/cover-notte_web/" data-orig-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2021/05/cover-NOTTE_web.jpg" data-orig-size="2000,2000" data-comments-opened="0" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}" data-image-title="cover NOTTE_BLUEM" data-image-description="&lt;p&gt;cover NOTTE_BLUEM&lt;/p&gt;
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<p><span class="has-inline-color has-white-color">BLUEM BLUEM BLUEM</span> </p>
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		<title>Rhye: lodi mattutine e disco music domestica</title>
		<link>https://toh-magazine.com/2021/01/rhye-intervista-mike-milosh-toh-magazine-music/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=rhye-intervista-mike-milosh-toh-magazine-music</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Francesco Mascolo]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 21 Jan 2021 10:00:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Musica]]></category>
		<category><![CDATA[intervista]]></category>
		<category><![CDATA[lgbt]]></category>
		<category><![CDATA[Toh]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Nel terzo disco dei Rhye di Mike Milosh ritroviamo il canzoniere pop sensuale e gentile che abbiamo sempre amato.</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://toh-magazine.com/2021/01/rhye-intervista-mike-milosh-toh-magazine-music/">Rhye: lodi mattutine e disco music domestica</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://toh-magazine.com">Toh! Magazine</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<h3><a href="https://www.instagram.com/rhye/">Nel terzo disco</a> dei Rhye di Mike Milosh ritroviamo il canzoniere pop sensuale e gentile che abbiamo sempre amato che abbraccia sonorità <a href="https://toh-magazine.com/2021/01/album-2021-toh-magazine-music/">disco</a> da dimensione domestica, da interno giorno, ma con una grande finestra sul mondo là fuori, alle prime luci dell’alba. </h3>



<p>Chissà se ultimamente vi è capitato di svegliarvi molto presto destati dall’insonnia? “Home” allora è un respiro da meditare, un flusso distensivo. E l’amore per la luce e i colori delle prime ore del giorno, ci restituiscono le immagini e la musica, in una sinfonia sinestetica.</p>



<p>Come lo scatto di copertina, con la sua doppia esposizione, le canzoni di “Home”, ascolto dopo ascolto, ci avvolgono con le loro sfumature, come linee del corpo della propria amata che diventano sensuali groove di benessere. Queste e altre suggestioni sono emerse dalla chiacchierata da zona rossa con Mike Milosh, che ci ha rivelato molte cose, tra musica ambient e meditazione, opere monumentali, fotografia, vasche da bagno, cervi; elementi preziosi per avventurarci con il disco dell’artista canadese, che ormai ha trovato dimora nei dintorni di Los Angeles, nuovo epicentro creativo, in attesa che la sua casa sia nuovamente il viaggio e il palco di un concerto.</p>



<figure class="wp-block-image size-large is-resized is-style-default"><img data-attachment-id="14088" data-permalink="https://toh-magazine.com/rhye-by-emma-marie-jenkinson-2-scaled/" data-orig-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2021/01/Rhye-by-Emma-Marie-Jenkinson-2-scaled-1.jpg" data-orig-size="2088,2560" data-comments-opened="0" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;1&quot;}" data-image-title="Rhye-by-Emma-Marie-Jenkinson-2-scaled" data-image-description="&lt;p&gt;Rhye-by-Emma-Marie-Jenkinson&lt;/p&gt;
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<h4><strong>Ciao Milosh, spero tutto bene, l’ultima volta ci siamo salutati con le parole di “Stay Safe” &#8211; «You wanna lay low, you wanna stay safe, let&#8217;s make a home», alla fine hai messo su casa, anche in un disco.</strong><br></h4>



<p>Sì, è stato malauguratamente singolare direi. Chi l’avrebbe mai detto? “Stay Home” profetizzava il fatto che avremmo dovuto ripensare la casa in maniera diversa, come un bastione dove ricreare la propria sicurezza.<br>Una strana connessione con questo disco e il suo titolo.</p>



<h4>Com’è stata la tua dimensione domestica, la creatività, la convivenza con Geneviève?</h4>



<p>Mi rendo conto che per noi è stato un anno incredibilmente fortunato: abbiamo comprato casa a febbraio e ci ho costruito uno studio di registrazione. Viviamo in cima a una montagna, poco distanti da Los Angeles. In un certo senso ho dato forma alla mia casa con l’idea in testa di uno spazio pensato per la creatività: tra fotografia, spazi per girare i video e ovviamente per registrare. Abbiamo acquistato casa prima della<br>pandemia e siamo stati davvero fortunati: anche perché non ho mai comprato una casa in vita mia! Sono sempre stato abituato ad essere un viaggiatore a tempo pieno, facendo molti concerti.</p>



<h4>A proposito del tuo rapporto con Geneviève come musa e soggetto dei tuoi scatti fotografici, i tuoi primi dischi erano avvolti in una copertina in bianco e nero, ora la tua musica è a colori?</h4>



<p><br>I primi due dischi dovevano essere in bianco e nero. Da “Spirit” ho sentito che doveva subentrare il colore.<br>E poi questo disco è molto di più sul modo in cui i raggi del sole illuminano una montagna. E ci sono stati tanti giorni in cui mi sono svegliato alle tre, alle quattro o alle cinque, per fotografare l’alba. I colori in questo disco sono proprio relativi all’alba. E poi sì, c’è la copertina: abbiamo una vasca da bagno fuori e ho immortalato Geneviève mentre esce dall’acqua, ed è diventato un livello su cui lavorare per la copertina del<br>disco.</p>



<figure class="wp-block-image size-large is-resized is-style-default"><img data-attachment-id="13957" data-permalink="https://toh-magazine.com/2021/01/album-2021-toh-magazine-music/rhye_home_cover_digital/" data-orig-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2021/01/RHYE_HOME_cover_Digital.jpeg" data-orig-size="600,600" data-comments-opened="0" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;1&quot;}" data-image-title="" data-image-description="" data-medium-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2021/01/RHYE_HOME_cover_Digital-300x300.jpeg" data-large-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2021/01/RHYE_HOME_cover_Digital.jpeg" loading="lazy" src="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2021/01/RHYE_HOME_cover_Digital.jpeg" alt="Rhye INTERVISTA MIKE MILOSH" class="wp-image-13957" width="600" height="600" srcset="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2021/01/RHYE_HOME_cover_Digital.jpeg 600w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2021/01/RHYE_HOME_cover_Digital-300x300.jpeg 300w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2021/01/RHYE_HOME_cover_Digital-150x150.jpeg 150w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2021/01/RHYE_HOME_cover_Digital-450x450.jpeg 450w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2021/01/RHYE_HOME_cover_Digital-350x350.jpeg 350w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2021/01/RHYE_HOME_cover_Digital-50x50.jpeg 50w" sizes="(max-width: 600px) 100vw, 600px" /></figure>



<h4><br>Dalle fredde acque islandesi della copertina di “Blood” a quelle miti losangeline per “Home”, insomma! Pur con tutti i locali chiusi, il 2020 è stato un anno segnato musicalmente da un revival disco in ambito<br>mainstream. Pensi che “Home” sia la tua visione disco adatta per le mura domestiche?</h4>



<p><br>Già, una disco per il giorno! Non so se sia realmente un lavoro disco. Di sicuro c’è un’unione di molti generi: musica classica, cori gregoriani, elementi del rock classico &#8211; penso a T-Rex e Fleetwood Mac &#8211; e ovviamente<br>qualche beat per la pista da ballo, soprattutto in “Sweetest Revenge” e ovviamente “<a href="https://toh-magazine.com/2020/11/chi-non-vorrebbe-ballare-cone-aaron-taylor-johnson-nel-nuovo-video-di-rhy/">Black Rain</a>”. Ecco, a dire il vero, quegli archi ‘tararararà’ (accenna al motivo di archi, NdA), sono proprio una cosa così disco! In<br>realtà la mia idea era quella di un disco eclettico. E forse la dimensione disco, a differenza di quella techno o di altri generi da due di notte in un club, tra edonismo e oscurità, è un po’ più giocosa e luminosa.</p>



<h4>Hai menzionato “Black Rain”, come sei finito a lavorare con la coppia Aaron e Sam Taylor-Johnson per il videoclip?</h4>



<p>Siamo molto amici, passiamo molto tempo insieme! Quando ho chiesto ad Aaron del video ero parecchio nervoso al riguardo, perché comunque parliamo di un grande attore! Ma mi sono fatto forza e gli ho<br>chiesto – «Hey, ti andrebbe di apparire in un mio videoclip?» – «Certo che mi piacerebbe!» E poi mi dice &#8211; «Che ne dici se a dirigerlo ci fosse Sam?» &#8211; «Ma ovvio! Sarebbe fantastico!». Amo il lavoro di Sam, così come amo Aaron. Il giorno delle riprese dovevamo fare un semplice di test della camera e Aaron ha fatto due take. Guardandoli, ci siamo resi conto che quello sarebbe stato il video fatto e finito, ci è sembrato che evocasse molta energia, quella voglia di ballare e lasciare andare via i problemi. Una camera, un take, una danza!</p>


<figure class="wp-block-embed-youtube wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><a href="https://toh-magazine.com/2021/01/rhye-intervista-mike-milosh-toh-magazine-music/"><img src="//i.ytimg.com/vi/0fizVDRsvOI/hqdefault.jpg" alt="YouTube Video"></a><br /><br /><figcaption></figcaption></figure>


<h5><br>È molto bello perché c’è una certa simmetria nel lavoro artistico di coppia. Così come Geneviève prende parte al tuo lavoro con la regia dei videoclip. In quello di “Helpless”, un giovanotto, interpretato da Xuly Williams, non sembra molto contento di andare in questo centro di meditazione, eppure sembra trovare gioia &#8211; e forse l’amore. Ci racconti di una cosa che hai fatto con poca spinta, o magari paura, che è finita per diventare una cosa grandiosa?</h5>



<p>Oh, penso ai miei esordi in cui avevo molta paura di salire sul palco. Ricordo uno dei primi concerti da solo come Milosh in Spagna. Doveva essere il duemila… forse il 2007. Pensavo si trattasse di un minuscolo<br>concerto e quando arrivo scopro che ci sono tipo 2500 persone. Non mi sarei mai immaginato così tante persone, ma avevo preso l’impegno e non potevo certo tirarmi indietro! Ero terrorizzato, sentivo una<br>grandissima paura. Piano piano, concerto dopo concerto, recensione dopo recensione, inizi a costruire la tua confortevolezza sul palco e non ti resta che abbracciarla. Se qualcosa va storto, accettalo! Se il tuo amplificatore ti molla a metà concerto, ridici su, stai al gioco! Realizzi che nulla di tutto ciò è fatto per metterti paura, ma è una circostanza di divertimento. E allora ho ripensato alla mia dimensione dal vivo.</p>



<h4>Sei un multistrumentista e sul disco suoni quasi tutto tu, ma non sapevo che avessi praticato anche il violoncello!</h4>



<p>Sì, ho iniziato davvero da piccolo. Mio padre è un violinista e mi ha iniziato al violoncello quando avevo tre anni con il metodo Suzuki. Poi ho iniziato a prendere lezioni e suonare con mio padre nel suo quartetto, fino a unirmi a un’orchestra quando avevo undici, dodici anni. Ero molto connesso con il mondo del violoncello classico, poi a quindici, sedici anni, ho iniziato a suonare la batteria e fare rock psichedelico, cose Motown, fino ad approdare in una scuola jazz e poi di produzione. Sicuramente la mia formazione mi ha permesso di comprendere molti aspetti del songwriting e della produzione. Ora non suono più il violoncello, ma mi piace sempre scrivere gli arrangiamenti d’archi. Di solito suono tastiere o piano e le parti<br>di batteria. L’unico strumento che non mi piace suonare è il basso: quando suono il basso non esce mai niente di buono! Faccio sempre in modo che qualcun altro suoni il basso.</p>


<figure class="wp-block-embed-youtube wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><a href="https://toh-magazine.com/2021/01/rhye-intervista-mike-milosh-toh-magazine-music/"><img src="//i.ytimg.com/vi/cG2SFddXgBk/hqdefault.jpg" alt="YouTube Video"></a><br /><br /><figcaption></figcaption></figure>


<h4>Il tuo disco si apre e si chiude con un coro. Come sei riuscito nell’anno della pandemia ad avere il Danish National Girls’ Choir nel tuo disco?</h4>



<p>Abbiamo fatto un concerto insieme tre anni fa. È stata, dal punto di vista musicale, una delle notti più belle della mia vita. Ho continuato a parlarne e sognare di averle su disco. E poi è una di quelle cose che è successa. A forza di insistere le porte si aprono!</p>



<h4>Ci racconti della vostra esperienza con i Secular Sabbaths che organizzate e come avete fatto quest’anno?</h4>



<p>Prima della pandemia facevamo eventi di 12 e 24 ore, siamo arrivati anche a due giorni. Chiamiamo artisti differenti che eccellono nel loro ambito per fare set di musica ambient. Di solito ciascuno fa un’oretta, io sono arrivato a farne due, quattro. Succedono tante cose. Nell’ultimo che abbiamo fatto a Los Angeles, uno chef che preparava cena e colazione, c’erano persone che venivano giorno e notte e si fermavano a dormire: c’erano 300 persone a dormire in questo tempio! E poi c’è la musica che va avanti tutta la notte, è<br>davvero folle! Abbiamo centri meditazione, massaggi, cerimonie del tè. È un’esperienza dolce e psichedelica. L’anno scorso ne abbiamo fatta qualcuna minuscola per piccoli gruppi di amici. Probabilmente la più bella<br>del 2020 è stata quella in cui siamo riusciti ad andare al Roden Crater: l’opera monumentale vulcanica di James Turrell nel deserto dell’Arizona. Ho fatto una performance veramente stupenda sul fondo del cratere. È stato davvero magico!</p>



<h3>Wow! Che meraviglia! Avete fatto qualche registrazione?</h3>



<p>Sì, ma penso che non renda veramente l’esperienza, sono eventi che necessitano di essere vissuti in prima persona. Ma una cosa che faremo sicuramente sarà di rilasciare qualche pubblicazione di musica ambient,<br>mia e di altri musicisti.</p>



<h4>Sono molto curioso perché sono un grande fan dell’ambient music. A proposito di ambiente, tre cose che non possono mancare nel tuo ambiente domestico?</h4>



<p>Intendi eccetto Geneviève, i miei gatti e il cane? (Ride, NdA). Adoro il mio studio di registrazione. Il modo in cui l’ho pensato per il fluire del mio lavoro: riesco ad essere davvero creativo e produttivo. Amo i due alberi<br>di sicomoro che abbiamo e l’enorme quercia. Sotto la quercia abbiamo messo una vasca così che si possa fare il bagno, ovviamente non tutti i giorni, ma capita. E poi il selvaggio! Alle volte sono seduto là fuori a<br>suonare e appare un cervo e mi osserva. È davvero strano, ho notato che se te ne stai tranquillo si spaventano e se ne vanno, ma se continui a cantare, fare umore e comportarti come se nulla fosse restano a guardarti.</p>



<figure class="wp-block-image size-large is-resized is-style-default"><img data-attachment-id="14090" data-permalink="https://toh-magazine.com/2021/01/rhye-intervista-mike-milosh-toh-magazine-music/mike_rhye-30_byemma-marie-jenkinson-1609346534/" data-orig-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2021/01/mike_rhye-30_byEmma-Marie-Jenkinson-1609346534.jpg" data-orig-size="1000,876" data-comments-opened="0" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;1&quot;}" data-image-title="mike_rhye-30_byEmma-Marie-Jenkinson-1609346534" data-image-description="" data-medium-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2021/01/mike_rhye-30_byEmma-Marie-Jenkinson-1609346534-300x263.jpg" data-large-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2021/01/mike_rhye-30_byEmma-Marie-Jenkinson-1609346534.jpg" loading="lazy" src="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2021/01/mike_rhye-30_byEmma-Marie-Jenkinson-1609346534.jpg" alt="RHYE MIKE MILOSH INTERVISTA" class="wp-image-14090" width="1000" height="876" srcset="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2021/01/mike_rhye-30_byEmma-Marie-Jenkinson-1609346534.jpg 1000w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2021/01/mike_rhye-30_byEmma-Marie-Jenkinson-1609346534-300x263.jpg 300w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2021/01/mike_rhye-30_byEmma-Marie-Jenkinson-1609346534-768x673.jpg 768w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2021/01/mike_rhye-30_byEmma-Marie-Jenkinson-1609346534-900x788.jpg 900w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2021/01/mike_rhye-30_byEmma-Marie-Jenkinson-1609346534-450x394.jpg 450w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2021/01/mike_rhye-30_byEmma-Marie-Jenkinson-1609346534-350x307.jpg 350w" sizes="(max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></figure>



<h4>E una cosa che ti manca della vita prima di questa pandemia?</h4>



<p>Mi manca la musica dal vivo.</p>



<h4>Stavo giusto per aggiungere, a parte la musica dal vivo? Sei ancora amante del cinema?</h4>



<p>Sì, sicuramente. Mi manca andare al cinema. Probabilmente la mia cosa preferita da fare non inerente alla musica. I film sono meravigliosi, ma al cinema, non è la stessa cosa guardarli al proprio laptop. Meglio di<br>niente eh, ma mi manca stare in una sala con il grande schermo e il mondo intero che si dissolve dentro il film.</p>



<h4>Ah, come ti capiamo! Speriamo di tornare presto in sala, ma soprattutto spesso alla musica dal vivo. Speriamo di vederti presto in Italia. Grazie per questa chiacchierata, a presto!</h4>



<p><span class="has-inline-color has-white-color">Rhye intervista Mike Milosh Rhye intervista Mike Milosh Rhye intervista Mike Milosh Rhye intervista Mike Milosh Rhye intervista Mike Milosh </span></p>



<p></p>
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		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">14087</post-id>	</item>
		<item>
		<title>Xavier Dolan e la futuribilità dell&#8217;adozione. Intervista #tbt</title>
		<link>https://toh-magazine.com/2020/12/xavier-dolan-cinema-interview-toh-magazine/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=xavier-dolan-cinema-interview-toh-magazine</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Giuseppe Di Rosalia]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 06 Dec 2020 13:26:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Culture]]></category>
		<category><![CDATA[intervista]]></category>
		<category><![CDATA[mommy]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://toh-magazine.com/?p=13171</guid>

					<description><![CDATA[<p>In attesa del ritorno di Xavier Dolan sul grande e sul piccolo schermo vi proponiamo l'intervista #tbt per Toh!</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p><sup><sub><span class="has-inline-color has-white-color">Xavier Dolan</span></sub></sup> <sup><sub>Questa intervista è stata precedentemente pubblicata su <a href="https://toh-magazine.com/n20/">TOH! N20</a></sub></sup></p>



<h3>Xavier Dolan o lo si ama o lo si odia. Lo si ama perché è talentoso, bellino e relativamente sexy. Lo si odia perché non è proprio simpatico, divertente ne alla mano. In attesa del suo ritorno sul grande <a href="https://toh-magazine.com/2020/11/xavier-dolan-serie-tv-toh-magazine/">e sul piccolo schermo</a> vi proponiamo l&#8217;intervista esclusiva per Toh!</h3>



<p>Incontriamo il giovane Xavier Dolan al cinema Apollo di Milano per la promozione del suo quinto film “Mommy”: vincitore del Premio della Giuria alla 67ª edizione del Festival di Cannes, nonché il primo a trovare finalmente una distribuzione italiana grazie a “Good Films”.&nbsp;</p>



<p>“Mommy” parla del difficile rapporto di una madre con il figlio affetto da deficit di attenzione e iperattività. Tra le varie domande che scorrono sul tavolo c’è stato il tempo di parlare di ipotetiche «<strong>leggi d’affido</strong>» che secondo il regista sono <strong>«futuribili»</strong>, ma nel lungometraggio sono a tutti gli effetti «il pretesto narrativo per mettere i personaggi di fronte al dilemma dell’intreccio. Ma tolti i disordini mentali, parla del desiderio di una madre di amare suo figlio e di proteggerlo – con la paura di essere privati o di privare di questo legame».</p>



<figure class="wp-block-image size-large is-resized is-style-default"><img data-attachment-id="13173" data-permalink="https://toh-magazine.com/2020/12/xavier-dolan-cinema-interview-toh-magazine/mg_4660/" data-orig-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2020/12/MG_4660-scaled.jpg" data-orig-size="2560,1707" data-comments-opened="0" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;6.3&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;Canon EOS 5D Mark II&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;1417430921&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;50&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;100&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0.008&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;1&quot;}" data-image-title="MG_4660" data-image-description="" data-medium-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2020/12/MG_4660-300x200.jpg" data-large-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2020/12/MG_4660-1024x683.jpg" loading="lazy" src="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2020/12/MG_4660-1024x683.jpg" alt="Xavier Dolan" class="wp-image-13173" width="1024" height="683" srcset="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2020/12/MG_4660-1024x683.jpg 1024w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2020/12/MG_4660-300x200.jpg 300w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2020/12/MG_4660-768x512.jpg 768w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2020/12/MG_4660-1536x1024.jpg 1536w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2020/12/MG_4660-2048x1365.jpg 2048w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2020/12/MG_4660-1000x667.jpg 1000w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2020/12/MG_4660-900x600.jpg 900w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2020/12/MG_4660-450x300.jpg 450w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2020/12/MG_4660-350x233.jpg 350w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2020/12/MG_4660-1320x880.jpg 1320w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<h4>Xavier Dolan, pur avendo sperimentato il tradimento con il college &#8211; nel primo film semi-autobiografico &#8211; non ha mai vissuto sulla pelle i disturbi del protagonista, ma riesce comunque ad imprimerli sulla pellicola con grande maestria, tanto che a fronte di quanti non si immedesimerebbero mai nella madre, altri hanno assicurato di vivere giorni <strong>«in cui vorrebbero consegnare il figlio ad un ospedale psichiatrico».</strong></h4>



<p>Sono molto interessato ai suoi protagonisti, alla luce della tua filmografia attuale – e includendo anche il videoclip “College Boy” diretto per gli &#8216;Indochine&#8217; &#8211; mi chiedo se esista un filo conduttore che lega gli attori, ricorrenti, ai personaggi che poi sono chiamati ad interpretare sullo schermo.</p>



<figure class="wp-block-image size-large is-resized is-style-default"><img data-attachment-id="13174" data-permalink="https://toh-magazine.com/2020/12/xavier-dolan-cinema-interview-toh-magazine/mg_4665/" data-orig-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2020/12/MG_4665-scaled.jpg" data-orig-size="2560,1707" data-comments-opened="0" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;6.3&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;Canon EOS 5D Mark II&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;1417430934&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;50&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;100&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0.008&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;1&quot;}" data-image-title="MG_4665" data-image-description="" data-medium-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2020/12/MG_4665-300x200.jpg" data-large-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2020/12/MG_4665-1024x683.jpg" loading="lazy" src="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2020/12/MG_4665-1024x683.jpg" alt="Xavier Dolan" class="wp-image-13174" width="1024" height="683" srcset="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2020/12/MG_4665-1024x683.jpg 1024w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2020/12/MG_4665-300x200.jpg 300w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2020/12/MG_4665-768x512.jpg 768w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2020/12/MG_4665-1536x1024.jpg 1536w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2020/12/MG_4665-2048x1365.jpg 2048w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2020/12/MG_4665-1000x667.jpg 1000w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2020/12/MG_4665-900x600.jpg 900w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2020/12/MG_4665-450x300.jpg 450w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2020/12/MG_4665-350x233.jpg 350w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2020/12/MG_4665-1320x880.jpg 1320w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p>«In “J&#8217;ai tué ma mère” Anne Dorval interpreta una donna di periferia, kitsch con una personalità scialba che non si relaziona bene con suo figlio, in “Mommy” è una cougar, eternamente “ado”, quasi volgare, impulsiva, forte nell’esprimersi, che ha una relazione simbiotica con suo figlio; Suzanne Clemént in “Laurence Anyways” è una donna appassionata, innamorata, fa l’assistente alla regia, mentre qui soffre di balbuzie, è depressa e fa l’insegnante. </p>



<p>Per quanto riguarda Antoine, se in “College Boy” è un <a href="http://www.instagram.com/tohmagazine">ragazzo</a> che proviene da una famiglia “borghese” vittima di bullismo, in “Mommy” è un adolescente – è lui il bullo – con turbe dell’attaccamento, pericoloso e violento, seppur molto carismatico. </p>



<p>Ti ringrazio della domanda, perché vorrei io sapere qual è il filo conduttore… se non il desiderio di proporre a queste persone l’occasione di fare ruoli diametralmente opposti».</p>



<figure class="wp-block-image size-large is-resized is-style-default"><img data-attachment-id="13175" data-permalink="https://toh-magazine.com/2020/12/xavier-dolan-cinema-interview-toh-magazine/mg_4661-1/" data-orig-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2020/12/MG_4661-1-scaled.jpg" data-orig-size="2560,1707" data-comments-opened="0" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;6.3&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;Canon EOS 5D Mark II&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;1417430922&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;50&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;100&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0.008&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;1&quot;}" data-image-title="MG_4661-1" data-image-description="" data-medium-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2020/12/MG_4661-1-300x200.jpg" data-large-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2020/12/MG_4661-1-1024x683.jpg" loading="lazy" src="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2020/12/MG_4661-1-1024x683.jpg" alt="Xavier Dolan" class="wp-image-13175" width="1024" height="683" srcset="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2020/12/MG_4661-1-1024x683.jpg 1024w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2020/12/MG_4661-1-300x200.jpg 300w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2020/12/MG_4661-1-768x512.jpg 768w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2020/12/MG_4661-1-1536x1024.jpg 1536w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2020/12/MG_4661-1-2048x1365.jpg 2048w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2020/12/MG_4661-1-1000x667.jpg 1000w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2020/12/MG_4661-1-900x600.jpg 900w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2020/12/MG_4661-1-450x300.jpg 450w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2020/12/MG_4661-1-350x233.jpg 350w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2020/12/MG_4661-1-1320x880.jpg 1320w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p>Emerge in “Mommy” una sensazione di cinema più universale rispetto ai suoi precedenti, e al di là dell&#8217;assenza della tematica omosessuale, è un film in grado di raggiungere davvero tutti, sarà anche il suo formato fotografico 1:1, molto più vicino a quello televisivo per antonomasia &#8211; certo oggi soppiantato dal 16:9 che però non tarda ad arrivare anche sullo schermo.</p>



<p> Un film davvero toccante, <strong>«tutti possono immaginare il dramma, almeno credo</strong>»come le due liberatorie sequenze con Steve in skateboard che occupano parte delle domande poste a Dolan relative alla loro genesi, «<strong>scene liberatorie in grado di dare un vero e proprio respiro al film, un senso di pace, tranquillità</strong>». </p>



<p>Il regista odia l’espressione <strong>«montagne russe, ma rappresenta quella più adatta per esprimere queste onde di serenità che s’infrangono sul rumore delle crisi, gli scatti, le risate forti e le urla eccessive</strong>».</p>



<p>Ne approfitto per chiedere come la musica intervenga nel suo processo di scrittura, sottolineando come vada ad imprimere sulla pellicola anche le scene più cruciali &#8211; “da videoclip” &#8211; per i suoi detrattori:</p>



<h4>«<strong>In questo caso le scene esistevano prima della musica, ma altre volte mi è capitato di scrivere un film dopo aver sentito una canzone alla radio. Circa i detrattori, ci saranno sempre: io mi muovo verso quello che la gente prova, trovo poco ispirante sapere quello che la gente pensa, anzi, in tutta sincerità non me ne frega niente!</strong></h4>



<p>Ho letto sul Guardian di una “masterclass”, di un regista e del suo essere un artista puro, della sua difficoltà di appartenere al mondo cinema e di adattarsi al gusto seguendo una sceneggiatura. Ho percepito il suo disgusto nel raccontare storie, per un cinema che io faccio e che può essere urlante, generoso, pieno ed espressivo, rispetto ad uno cerebrale, radicale ed austero; ha confermato come non vorrei mai appartenere alla categoria di chi pensa il cinema, ma a quella di chi lo vive, lo sente. Se lui si sente un’artista, amante dell’arte, allora io sarò un film maker».</p>



<p><strong>Xavier Dolan è fotografato in esclusiva da <a href="http://www.instagram.com/simon171">Simon</a></strong></p>
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		<title>James Robert Morrison: messaggi potenti attraverso un&#8217;arte omoerotica sensuale e seducente.</title>
		<link>https://toh-magazine.com/2020/10/james-robert-morrison-messaggi-potenti-attraverso-unarte-omoerotica-sensuale-e-seducente/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=james-robert-morrison-messaggi-potenti-attraverso-unarte-omoerotica-sensuale-e-seducente</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alex Vaccani]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 29 Oct 2020 07:57:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Art]]></category>
		<category><![CDATA[gay]]></category>
		<category><![CDATA[intervista]]></category>
		<category><![CDATA[James Morrison]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://toh-magazine.com/?p=12166</guid>

					<description><![CDATA[<p>L'artista scozzese James Robert Morrison crea un’arte dallo stile iper-mascolino, utilizzando soggetti tratti dall'immaginario erotico queer.</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<h5>Le sue opere figurative sono caratterizzate dalla forza dell’immaginazione e dalla sua vecchia collezione di riviste porno gay.</h5>



<p><a href="https://www.instagram.com/james_robert_morrison/">Il lavoro</a> di James Robert Morrison è nato dopo una lunga strada verso una più ampia accettazione.  Ha ripreso in mano il disegno, che fin da piccolo gli aveva dato gioia. Fin da giovane, si è interessato ai corpi maschili, che ha ricercato in seguito nelle riviste omoerotiche, poi diventate la sua principale fonte d’ispirazione per la sua arte. </p>



<p>La maestria formale di James Robert Morrison come disegnatore è davvero notevole, si può amabilmente apprezzare in disegni a matita su carta argentata di sigaretta. Questa visione erotica nella sua <a href="https://toh-magazine.com/2020/10/carlos-rodriguez-intervista/">arte</a> è stata potenziata dalla scelta dei soggetti e da quello che questi fanno nelle sue rappresentazioni. La scelta dei titoli delle serie è sorprendente e rende il tutto sensuale ed ironico. Indiscussa è la sua capacità di disegnare bene, che è un piacere da testimoniare. La bellezza della sua capacità artistica, per essere riconosciuta richiede un coinvolgimento emotivo con il soggetto che la osserva. Sensazione che i lavori di James riescono a creare facilmente.</p>



<figure class="wp-block-image size-large is-resized"><img data-attachment-id="12168" data-permalink="https://toh-magazine.com/2020/10/james-robert-morrison-messaggi-potenti-attraverso-unarte-omoerotica-sensuale-e-seducente/ghost-within-me-1/" data-orig-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2020/10/Ghost-within-me-1-scaled.jpg" data-orig-size="1881,2560" data-comments-opened="0" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;1.8&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;iPhone 7&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;1603538377&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;3.99&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;64&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0.03030303030303&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}" data-image-title="James Morrison &#8211; Ghost within me #1" data-image-description="&lt;p&gt;James Morrison &#8211; Ghost within me #1&lt;/p&gt;
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<p><strong>L&#8217;arte è qualcosa che ha sempre fatto parte della tua vita</strong>. <strong>Hai studiato alla Gray&#8217;s School of Art e poi al Central Saint Martins College of Art &amp; Design. In che modo questa educazione ha influenzato la tua creazione artistica?</strong></p>



<p>Fin da giovane desideravo andare alla scuola d&#8217;arte ed essere accettato per studiare in entrambe queste istituzioni, è stato un sogno diventato realtà. La Gray&#8217;s School of Art era più una scuola d&#8217;arte tradizionale, in cui ho sviluppato competenze di base, fondamentali per il disegno e la pittura. La Central Saint Martins era maggiormente concentrata sullo studio autogestito, ha testato e sfidato la mia pratica, portandola in un contesto critico contemporaneo. Penso che avere questi due diversi stili di educazione artistica sia stato incredibilmente importante nell&#8217;influenzare la mia creazione artistica.</p>



<figure class="wp-block-image size-large is-resized"><img data-attachment-id="12169" data-permalink="https://toh-magazine.com/2020/10/james-robert-morrison-messaggi-potenti-attraverso-unarte-omoerotica-sensuale-e-seducente/i-cant-beleive-its-not-butter/" data-orig-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2020/10/I-cant-beleive-its-not-butter-scaled.jpg" data-orig-size="2560,1623" data-comments-opened="0" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;3.2&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;Canon EOS 5D&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;1598152088&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;27&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;500&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0.025&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;1&quot;}" data-image-title="James Morrison &#8211; I can&#8217;t beleive its not butter" data-image-description="&lt;p&gt;James Morrison &#8211; I can&#8217;t beleive its not butter&lt;/p&gt;
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<p><strong>Hai lavorato presso gallerie come l&#8217;Arts Council England e la UK Government Art Collection. Cosa pensi che queste esperienze abbiano lasciato nella tua vita?</strong></p>



<p>La galleria è stato il mio primo lavoro &#8220;vero e proprio&#8221; dopo la laurea. Lì ho ricoperto diversi ruoli: assistente di galleria, supervisore di libreria, coordinatore di artistica e didattica, infine consulente per le vendite di belle arti. Ho avuto così l&#8217;opportunità di imparare molto su come operano i diversi reparti all&#8217;interno di una galleria. </p>



<p>Il mio ruolo successivo è stato in Export Licensing for Cultural Objects.  Ho iniziato come assistente, poi sono stato promosso a ufficiale e alla fine ho gestito il dipartimento. Lo scopo del sistema di controllo delle esportazioni è dare al Regno Unito la possibilità di conservare beni culturali considerati d’eccezionale importanza nazionale, che altrimenti lascerebbero lo stato. Questo è stato un lavoro davvero interessante e importante, sono molto orgoglioso di averne fatto parte. </p>



<p>Mentre lavoravo all&#8217;Art Council England ho avuto l&#8217;opportunità di diplomarmi in Art Law &amp; Ethics. Questo corso mi ha insegnato molto sul lavorare con una collezione d&#8217;arte. Dopo essermi diplomato, sapevo che questa era la direzione che volevo prendere per la mia carriera. Sono stato incredibilmente fortunato ad assicurarmi una posizione presso la UK Government Art Collection. Lavorare qui ha riacceso la mia passione per l&#8217;arte contemporanea, ho ridotto le mie ore a part-time. Sono tornato in studio a creare opere d’arte, dopo troppo tempo, 17 anni di pausa.</p>



<figure class="wp-block-image size-large is-resized"><img data-attachment-id="12170" data-permalink="https://toh-magazine.com/2020/10/james-robert-morrison-messaggi-potenti-attraverso-unarte-omoerotica-sensuale-e-seducente/simon-and-______/" data-orig-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2020/10/Simon-and-______-scaled.jpg" data-orig-size="1817,2560" data-comments-opened="0" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;1.8&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;iPhone 7&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;1593368047&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;3.99&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;40&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0.03030303030303&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}" data-image-title="James Morrison &#8211; Simon-and-______" data-image-description="&lt;p&gt;James Morrison &#8211; Simon-and-______&lt;/p&gt;
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<p><strong>Guardando il tuo lavoro, posso vedere diverse tecniche e temi, ma tutto ha un senso di coesione e coerenza. Come definiresti il ​​tuo stile? Utilizzando strumenti diversi a quale ti senti più legato e perché?</strong></p>



<p>Non sono sicuro di poter davvero definire il mio stile, forse potrebbe essere descritto contemporaneamente come astratto e figurativo? C&#8217;è un elemento chiave che attraversa tutto il mio lavoro e questo è il disegno. Creo molti disegni a matita, tuttavia vedo il mio lavoro di collage come un modo più immediato per disegnare. Il mio lavoro di ricamo è come disegnare con ago e filo. Quando dipingo uso penne acriliche invece di pennelli, quindi i miei dipinti sono più simili a disegni. Se dovessi sceglierne uno a cui mi sento più legato, penso che sarebbero il disegno a matita. Quando ho iniziato la serie “There is never more than a fag paper between them”  è stato un vero cambio di direzione rispetto a quello che avevo creato fino a quel momento. </p>



<h4>Non disegnavo in modo così mirato e dettagliato da quando ero adolescente. Disegnavo immagini di animali dall’enciclopedia Britannica di mio padre e delle mie pop star preferite tratte da riviste come Smash Hits. Quando ho creato questa serie di disegni, mi ha riportato in un posto felice, dove disegnavo semplicemente perché adoravo disegnare.</h4>



<figure class="wp-block-image size-large is-resized"><img data-attachment-id="12171" data-permalink="https://toh-magazine.com/2020/10/james-robert-morrison-messaggi-potenti-attraverso-unarte-omoerotica-sensuale-e-seducente/ghost-within-me-3/" data-orig-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2020/10/Ghost-within-me-3-scaled.jpg" data-orig-size="1829,2560" data-comments-opened="0" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;1.8&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;iPhone 7&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;1603538254&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;3.99&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;64&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0.03030303030303&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}" data-image-title="James Morrison Ghost within me #3" data-image-description="&lt;p&gt;James Morrison Ghost within me #3&lt;/p&gt;
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<p><strong>Cosa ne pensi dell&#8217;arte queer? Pensi che l&#8217;arte debba essere etichettata o no?</strong></p>



<p>Penso che sia davvero importante che ci sia un posto al tavolo per tutti i tipi di arte. Quella queer è solo uno di questi. Come società sembriamo piuttosto ossessionati dalle etichette, forse perché etichettare o nominare qualcosa sembra dare una sensazione di comprensione. Non penso che sia una brutta cosa etichettare l&#8217;arte, anche se non la etichettassi, verrebbe etichettata come &#8220;arte senza etichetta&#8221;.</p>



<p><strong>Cosa mi dici dei tuoi nuovi lavori della serie &#8220;Ghost Within Me&#8221;, Da dove nasce l’ispirazione? Perché fantasma?</strong></p>



<p>Come gran parte del mio lavoro, questa serie è nata per caso. Ricamavo su una pagina di una delle mie riviste di pornografia gay. Cancellando alcuni segni di matita ho scoperto che si rimuoveva anche l&#8217;immagine. Ho ripensato quando da piccolo avevo deciso di provare a cancellare la mia omosessualit . Questo ha fatto nascere in me l&#8217;idea di cancellare l&#8217;intera immagine del modello dalla pagina della rivista.  Fatto questo, la figura assomigliava a un fantasma. </p>



<h5>Ho stabilito un collegamento tra me che cercavo di cancellare la mia omosessualità e il mio vero io.  Ero diventato un fantasma che viveva dentro di me.</h5>



<figure class="wp-block-image size-large is-resized"><img data-attachment-id="12172" data-permalink="https://toh-magazine.com/2020/10/james-robert-morrison-messaggi-potenti-attraverso-unarte-omoerotica-sensuale-e-seducente/taylor/" data-orig-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2020/10/Taylor.jpg" data-orig-size="2519,1870" data-comments-opened="0" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;3.2&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;Canon EOS 5D&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;1598151710&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;24&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;500&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0.025&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;1&quot;}" data-image-title="James Morrison &#8211; Taylor" data-image-description="&lt;p&gt;James Morrison &#8211; Taylor&lt;/p&gt;
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<p><strong>Mi sono innamorato della tua serie “There is never more than a fag paper between them” come ti è venuta questa idea? Amo quella frase. Dovrebbe essere stampata su una t-shirt &#8230;</strong></p>



<p>Quando lavoravo alla Collezione (pre Covid-19) prendevo l&#8217;autobus per l&#8217;ufficio contemporaneamente agli adolescenti che andavano a scuola. Una mattina ho sentito due di loro discutere di una coppia gay che conoscevano della loro classe e hanno descritto la coppia come “There is never more than a fag paper between them.” Non avevo mai sentito questo termine prima e mi è rimasto davvero in mente e mi ha fatto pensare a quanto fossero diverse le cose per me a quell&#8217;età. </p>



<h4>Non conoscevo nessuna coppia gay e non c&#8217;erano coppie gay famose e orgogliose che potessi apprezzare. Quello che avevo però era una raccolta di riviste pornografiche gay e suppongo che le coppie in queste riviste fossero quelle che dovevo guardare.</h4>



<p>Questo mi ha dato l&#8217;idea di reperire immagini di queste coppie &#8220;immaginarie&#8221; dalla mia collezione di pornografia e di crearne dei disegni a matita su fogli di sigarette. Le magliette sono un&#8217;ottima idea! Ovviamente dovrei pagarti le royalty….</p>



<figure class="wp-block-image size-large is-resized"><img data-attachment-id="12173" data-permalink="https://toh-magazine.com/2020/10/james-robert-morrison-messaggi-potenti-attraverso-unarte-omoerotica-sensuale-e-seducente/ghost-within-me-4/" data-orig-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2020/10/Ghost-within-me-4-scaled.jpg" data-orig-size="1862,2560" data-comments-opened="0" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;1.8&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;iPhone 7&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;1603538490&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;3.99&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;50&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0.03030303030303&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}" data-image-title="James Morrison &#8211; Ghost within me #4" data-image-description="&lt;p&gt;James Morrison &#8211; Ghost within me #4&lt;/p&gt;
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<p><strong>Com&#8217;è stato crescere gay per te? Come pensi siano cambiate le cose per la comunità LGBTQ +? Sono più grande di te e a volte ho la sensazione che le cose da fare per cambiare il mondo siano ancora tante.</strong></p>



<p>Ho capito per la prima volta di essere gay a 11 anni. Questo accadeva prima di Internet, quando la TV, la radio e la carta stampata erano le principali fonti di informazioni e all&#8217;epoca c&#8217;era pochissima copertura positiva sull&#8217;essere gay e condurre una vita sana e felice. </p>



<p>Il panico per l&#8217;AIDS dalla metà alla fine degli anni &#8217;80 si era in una certa misura disperso, ma era ancora comunemente descritto come la &#8220;malattia gay&#8221;. Non c&#8217;erano personaggi pubblici ‘dichiarati e orgogliosi&#8217; a cui guardare, la scuola era un ambiente esclusivamente eteronormativo a causa della sezione 28. Crescevo in una piccola città nel nord-est della Scozia dove c&#8217;era un chiaro stigma verso chiunque fosse gay. </p>



<p>Di conseguenza, ho scelto di nascondere la mia omosessualità e in pratica sono cresciuto interpretando una versione di me stesso, sacrificando l&#8217;autenticità. Ho compiuto i 20 anni prima di sentirmi in grado di uscire e iniziare a cercare di accettare chi ero veramente. Sono stato incredibilmente fortunato ad avere una famiglia solidale e un gruppo stretto di amici, conosco molte altre persone che nella stessa situazione non sempre hanno avuto questa fortuna.</p>



<h4>Penso che le cose siano decisamente migliorate per la comunità LGBTQ+ negli ultimi 20 anni, tuttavia recentemente ci è sembrato di tornare indietro, soprattutto quando si sente parlare della situazione attuale in paesi come Russia e Polonia. È del tutto inaccettabile che chiunque debba affrontare la violenza e la disuguaglianza &#8211; e talvolta la tortura, o persino l&#8217;esecuzione &#8211; a causa di chi ama o di chi è.</h4>



<figure class="wp-block-image size-large is-resized"><img data-attachment-id="12175" data-permalink="https://toh-magazine.com/2020/10/james-robert-morrison-messaggi-potenti-attraverso-unarte-omoerotica-sensuale-e-seducente/gnt/" data-orig-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2020/10/GnT-scaled.jpg" data-orig-size="2560,2000" data-comments-opened="0" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;1.8&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;iPhone 7&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;1592854987&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;3.99&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;80&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0.058823529411765&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}" data-image-title="James Morrison &#8211; GnT" data-image-description="&lt;p&gt;James Morrison &#8211; GnT&lt;/p&gt;
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<p><strong>Che cosa mi dici di “molecule &#8211; a group of two or more (atoms) held together by chemical bonds…” Dove prendi quelle immagini per i collage? Che cosa avevi in ​​mente quando hai ideato questa serie?</strong></p>



<p>Per questa serie non sono riuscito a trovare le immagini particolari che volevo usare dalle mie riviste pornografiche, quindi le ho acquistate online. L&#8217;ispirazione viene dalle droghe chemsex come la metanfetamina, il mefedrone e il GHB utilizzati come parte della vita sessuale di un uomo gay &#8211; qualcosa che è diventato sempre più comune sulla scena negli ultimi dieci anni circa. Ho visto questa definizione di una molecola online: &#8220;un gruppo di due o più atomi tenuti insieme da legami chimici&#8221;. Se sostituisci gli &#8220;atomi&#8221; con &#8220;uomini gay&#8221;, diventa &#8220;un gruppo di due o più uomini gay tenuti insieme da legami chimici&#8221; &#8211; che a me suonava come una descrizione di chemsex. </p>



<p>Più o meno nello stesso periodo ho letto un articolo in cui qualcuno descriveva la propria esperienza sessuale, mentre utilizzava questi farmaci, come distaccata. Questo mi ha dato l&#8217;idea di creare collage di coppie o gruppi di uomini che fanno sesso con uomini, ma staccandoli dalle loro posizioni sessuali e poi unendoli insieme a rappresentazioni ricamate delle molecole di droghe chemsex.</p>



<figure class="wp-block-image size-large is-resized"><img data-attachment-id="12176" data-permalink="https://toh-magazine.com/2020/10/james-robert-morrison-messaggi-potenti-attraverso-unarte-omoerotica-sensuale-e-seducente/pleasuring-himself-isolation-5/" data-orig-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2020/10/Pleasuring-himSELF-ISOLATION-5-scaled.jpg" data-orig-size="2560,1886" data-comments-opened="0" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;3.2&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;Canon EOS 5D&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;1598151031&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;30&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;500&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0.025&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;1&quot;}" data-image-title="James Morrison &#8211; Pleasuring himSELF-ISOLATION #5" data-image-description="&lt;p&gt;James Morrison &#8211; Pleasuring himSELF-ISOLATION #5&lt;/p&gt;
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<p><strong>L&#8217;erotismo e il sesso hanno un enorme impatto sui tuoi lavori, me ne parleresti?</strong></p>



<p>Quando avevo 11 anni, ho scoperto le riviste pornografiche di mio padre nascoste in fondo a uno dei suoi cassetti, erano il tipo di pornografia eterosessuale che aveva una pagina dedicata a un modello maschile, ed è stato a questo punto che ho capito che ero sessualmente attratto dagli uomini. Invecchiando ho iniziato a comprare pornografia gay e negli anni successivi li ho collezionati. L&#8217;uso di queste immagini nel mio lavoro ha un parallelo con la scoperta delle riviste di mio padre, che successivamente ha portato alla realizzazione della mia omosessualità. </p>



<p>È stato importante per me utilizzare questo materiale stampato personale e riappropriarmene per fare qualcosa di nuovo dal vecchio. Quindi l&#8217;erotismo e il sesso nel mio lavoro hanno una ragione molto specifica per essere lì.</p>



<figure class="wp-block-image size-large is-resized"><img data-attachment-id="12177" data-permalink="https://toh-magazine.com/2020/10/james-robert-morrison-messaggi-potenti-attraverso-unarte-omoerotica-sensuale-e-seducente/thomas-and-_______/" data-orig-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2020/10/Thomas-and-_______-scaled.jpg" data-orig-size="2560,1432" data-comments-opened="0" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;1.8&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;iPhone 7&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;1583584440&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;3.99&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;25&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0.03030303030303&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;1&quot;}" data-image-title="James Morrison &#8211; Thomas-and-_______" data-image-description="&lt;p&gt;James Morrison &#8211; Thomas-and-_______&lt;/p&gt;
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<p><strong>L&#8217;artista Tom of Finland ha usato immagini omoerotiche nelle sue opere, e anche tu. In che modo un artista come lui ha influenzato il tuo lavoro? E qual è lo scopo dietro l&#8217;uso di scene o riferimenti omoerotici?</strong></p>



<p>Quello che trovo davvero interessante del lavoro di Tom of Finland è che non solo fornisce eccitazione, ma anche umorismo, affermazione e orgoglio, per una minoranza che è stata spesso discriminata in quel momento. Ha sicuramente avuto un&#8217;influenza su di me e sul mio tentativo di comunicare messaggi potenti attraverso l&#8217;uso di immagini omoerotiche e seducenti.</p>



<figure class="wp-block-image size-large is-resized"><img data-attachment-id="12178" data-permalink="https://toh-magazine.com/2020/10/james-robert-morrison-messaggi-potenti-attraverso-unarte-omoerotica-sensuale-e-seducente/ghost-within-me-5/" data-orig-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2020/10/Ghost-within-me-5-scaled.jpg" data-orig-size="1852,2560" data-comments-opened="0" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;1.8&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;iPhone 7&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;1603538698&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;3.99&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;64&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0.03030303030303&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}" data-image-title="James Morrison &#8211; Ghost within me #5" data-image-description="&lt;p&gt;James Morrison &#8211; Ghost within me #5&lt;/p&gt;
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<p><strong>Guardando i tuoi post sul tuo IG ho visto che un follower ti ha scritto che amava i tuoi lavori e voleva essere ritratto da te e ti ha inviato alcune immagini dove si stava masturbando. Come ti sei sentito? Ti piacerebbe farlo di nuovo?</strong></p>



<p>Inizialmente mi sentivo preoccupato, tuttavia ho deciso di non pensarci troppo e ho detto di sì. Stranamente il giorno prima, avevo mandato un messaggio ai miei amici e abbiamo discusso su cosa avrei potuto fare se qualcuno mi avesse chiesto di disegnarlo. Da allora nessun altro me lo ha più chiesto, ma nel caso credo lo rifarei.</p>



<figure class="wp-block-image size-large is-resized"><img data-attachment-id="12179" data-permalink="https://toh-magazine.com/2020/10/james-robert-morrison-messaggi-potenti-attraverso-unarte-omoerotica-sensuale-e-seducente/pleasuring-himself-isolation-2/" data-orig-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2020/10/Pleasuring-himSELF-ISOLATION-2-scaled.jpg" data-orig-size="2560,1611" data-comments-opened="0" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;3.5&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;Canon EOS 5D&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;1599505886&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;57&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;400&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0.05&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;1&quot;}" data-image-title="James Morrison &#8211; Pleasuring himSELF-ISOLATION #2" data-image-description="&lt;p&gt;James Morrison &#8211; Pleasuring himSELF-ISOLATION #2&lt;/p&gt;
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<p><strong>La serie Pleasuring HimSELF ISOLATION è nata durante il lockdown per il COVID19 o è stato qualcosa che si è sviluppato in modo diverso?</strong></p>



<p>Quando è iniziata la chiusura del Covid-19 nel Regno Unito, ho avuto la fortuna che il mio studio sia rimasto aperto e che si trovasse a soli 10 minuti a piedi da casa. Questo mi ha permesso di continuare a creare in questo momento difficile. Come molti artisti, mi sentivo come se volessi fare un po’ di lavoro per catturare questo periodo storico. Dopo alcune settimane dall&#8217;inizio della chiusura, ho visto il seguente tweet dal Dipartimento della Salute negli Stati Uniti: &#8220;Sei il tuo partner più sicuro. La masturbazione non diffonderà il Covid-19, soprattutto se ti lavi le mani (e qualsiasi sex toy) con acqua e sapone&#8221;. Questa è diventata l&#8217;ispirazione dietro la serie.</p>



<p><strong>Nomina per ogni categoria ciò che ti ha cambiato la vita: un film, un libro, una canzone, un artista, una persona che hai incontrato e un luogo.</strong></p>



<p class="has-background" style="background-color:#ebdae1">Film: All About my Mother diretto da Pedro Almodovar<br>Libro: Colla di Irvine Welsh<br>Canzone: posso scegliere un album invece di una canzone?Nevermind dei Nirvana<br>Artista: David Robilliard<br>Persona: il mio partner David Wong<br>Luogo: UK Government Art Collection.</p>
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		<title>Yamuna Forzani e la sua Utopia Queer</title>
		<link>https://toh-magazine.com/2020/10/lutopia-queer-di-yamuna-forzani/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=lutopia-queer-di-yamuna-forzani</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Marco Cresci]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 15 Oct 2020 08:00:22 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Culture]]></category>
		<category><![CDATA[intervista]]></category>
		<category><![CDATA[knitting]]></category>
		<category><![CDATA[yamuna forzani]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://toh-magazine.com/?p=11660</guid>

					<description><![CDATA[<p>Yamuna Forzani dai Paesi Bassi Yamuna crea spazi e piattaforme in cui le persone possono esprimere se stessi liberamente facendo parlare di se da Londra a Parigi a Milano.</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<h3><strong>Un mondo in cui tutti siamo equamente liberi di mostrare chi siamo senza pregiudizi, in cui le persone possono auto-narrare i loro corpi senza binari prestabiliti. </strong></h3>



<p>Questo è il manifesto di Yamuna Forzani, giovane designer e attivista queer che cerca di migliorare il mondo a colpi di knitting.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img data-attachment-id="11680" data-permalink="https://toh-magazine.com/2020/10/lutopia-queer-di-yamuna-forzani/dsc9905v2/" data-orig-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2020/10/DSC9905V2.jpg" data-orig-size="960,1440" data-comments-opened="0" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;5.6&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;ILCE-7M2&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;1475461728&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;35&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;100&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0.016666666666667&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;1&quot;}" data-image-title="Yamuna Forzani" data-image-description="&lt;p&gt;Yamuna Forzani&lt;/p&gt;
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<h3>Credo che Yamuna Forzani preferirebbe essere definita un&#8217;attivista queer piuttosto che una designer o un&#8217;artista. </h3>



<p>Figura portante nella scena delle ballroom e membro della House of Commes de Garçons, Yamuna Forzani canalizza l&#8217;etica fai-da-te, radicalmente inclusiva di questa scena underground nelle sue collezioni. </p>



<p>Il suo abbigliamento mixa l&#8217;immaginario delle stampe Versace old-school ai rave party degli anni &#8217;90 con un gusto street. </p>



<h3 class="has-text-align-center">L&#8217;abbiamo intervistata</h3>



<p><strong><br>Ciao Yamuna, presentati:</strong></p>



<p>Ciao! mi chiamo Yamuna Forzani, sono un artista queer britannico/italiana che vive nei Paesi Bassi. </p>



<p>Ho studiato moda e tessuti alla Royal Academy of Art e da allora ho lavorato per crescere e realizzare il mio universo utopico che si manifesta in molti modi diversi: spettacoli di moda, mostre, workshop, serate in discoteca, incontri intimi, tea party, eventi pubblici, ecc.</p>



<p><strong>Preferiresti essere chiamata un attivista queer o un designer/artista?</strong></p>



<p>Puoi chiamarmi come vuoi! La mia politica e i miei valori svolgono un ruolo enorme nel mio processo creativo dalle decisioni che prendo alle persone con cui scelgo di lavorare.</p>



<p><strong>I tuoi vestiti sono completamente geneder neutral. Come ti avvicini a realizzare abiti che resistono dall&#8217;essere immediatamente codificati come &#8220;maschili&#8221; o &#8220;femminili&#8221;?</strong></p>



<p>Faccio vestiti per tutti i corpi, chiunque voglia indossare i miei vestiti può farlo. </p>



<p>Penso che alcuni dei miei pezzi abbiano forse più energia maschile o femminile, ma ciò non significa che seguono un genere. </p>



<p>Dovresti sentirti libero di indossare quello che vuoi sempre. </p>



<h3>Adoro giocare con gli stereotipi di genere e mescolarli. </h3>



<h3>Il genere può essere qualcosa con cui puoi divertirti e persino spingerti oltre in modo che diventi qualcosa di ultraterreno e alieno.</h3>



<figure class="wp-block-image size-large"><img data-attachment-id="11681" data-permalink="https://toh-magazine.com/2020/10/lutopia-queer-di-yamuna-forzani/dsc9805/" data-orig-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2020/10/DSC9805.jpg" data-orig-size="960,1440" data-comments-opened="0" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;5.6&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;ILCE-7M2&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;1475460352&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;35&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;320&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0.02&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;1&quot;}" data-image-title="Yamuna Forzani" data-image-description="&lt;p&gt;Yamuna Forzani&lt;/p&gt;
" data-medium-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2020/10/DSC9805-200x300.jpg" data-large-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2020/10/DSC9805-683x1024.jpg" loading="lazy" width="683" height="1024" src="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2020/10/DSC9805-683x1024.jpg" alt="Yamuna Forzani" class="wp-image-11681" srcset="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2020/10/DSC9805-683x1024.jpg 683w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2020/10/DSC9805-200x300.jpg 200w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2020/10/DSC9805-768x1152.jpg 768w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2020/10/DSC9805-500x750.jpg 500w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2020/10/DSC9805-800x1200.jpg 800w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2020/10/DSC9805-900x1350.jpg 900w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2020/10/DSC9805-450x675.jpg 450w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2020/10/DSC9805-350x525.jpg 350w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2020/10/DSC9805.jpg 960w" sizes="(max-width: 683px) 100vw, 683px" /></figure>



<p><strong>Cosa ti interessa della <a href="https://toh-magazine.com/2020/10/dario-tubiana-rosso-cardinale-intervista/">maglieria</a>?</strong></p>



<p>La cosa che amo di più del lavoro a maglia è che si allunga! I essuti che sono intrecciati o il denim ad esempio, di cui devi trovare la perfetta vestibilità ed è difficile trovare il taglio giusto perché non si allunga affatto! Invece la maglieria ha sempre un bell&#8217;aspetto. </p>



<p>I leggings avvolgenti, il maglione oversize. Si adatta alla maggior parte delle figure e a molti tipi di corpi. Questa è la mia cosa preferita della maglieria, che è la più indulgente.</p>



<p><strong><br>Come ha scoperto la scena ballroom Yamuna Forzani e quando ha deciso di diventarne un punto di riferimento?</strong></p>



<p>Ho scoperto le ballroom quando un membro della Kiki House of Angels è venuto a un mio video casting e ha iniziato a fare voguing. </p>



<p>Ero così colpita e scioccata perché avevo visto il documentario &#8220;Paris is Burning&#8221; almeno 5 volte da bambina e non sapevo che la scena delle ballroom esistesse nei Paesi Bassi o in Europa. Dopo quel momento sono stata catturata!</p>



<p>Il primo ballroom a cui ho mai assistito è stato nel 2016 a Rotterdam e ricordo che sudai tutto il tempo perché mi resi conto che era ciò che stavo cercando da una vita. </p>



<p>La stanza era così piena di amore, le persone erano consapevoli e la fiducia in se stessi a cui stavo assistendo, e che mi trasmisero, era incredibile e davvero stimolante. </p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img data-attachment-id="11682" data-permalink="https://toh-magazine.com/2020/10/lutopia-queer-di-yamuna-forzani/dsc9888-copie-fqke-butt-v2/" data-orig-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2020/10/DSC9888-copie-fqke-butt-v2.jpg" data-orig-size="960,1440" data-comments-opened="0" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;5.6&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;ILCE-7M2&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;1475461384&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;35&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;100&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0.016666666666667&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;1&quot;}" data-image-title="Yamuna Forzani" data-image-description="&lt;p&gt;Yamuna Forzani&lt;/p&gt;
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<h2>Corpi di tutte le forme, dimensioni, sessualità, genere, etnia che vengono celebrati e rafforzati mi commuovono profondamente. </h2>



<p>Ora sono un membro della House of Comme Des Garcons.</p>



<p><strong>Quanto pensi che uno spettacolo come Pose e My House abbia contribuito a diffondere la scena delle ballroom?</strong></p>



<p>Penso che questi spettacoli abbiano aiutato molto perché rappresentano la scena in modo autentico coinvolgendo, reclitandi e consultando i membri della comunità stessa. </p>



<p></p>



<p>Penso che sia importante se stai raccontando la storia di un certo gruppo di persone che le hai coinvolte in prima persona nella produzione, mia madre Twiggy Pucci Garcon è una delle coreografe di Pose!</p>



<p><strong>Yamuna qual è la tua categoria preferita ai ball?&nbsp;</strong></p>



<p>La mia categoria preferita è la sirenetta sessuale, una categoria in cui le persone camminano e mostrano il loro sex appeal. </p>



<p>Penso che questa categoria sia sorprendente perché TUTTI sono sexy a modo loro, indipendentemente dalla forma o dalle dimensioni.</p>



<p> Vedere le persone che possiedono la loro sessualità e sensualità di fronte a centinaia di persone è la cosa più stimolante e bella del mondo per me. </p>



<h3>Nella nostra società, se vediamo una donna che mostra la sua sessualità in pubblico, viene etichettata come una puttana. E&#8217; così che le “femmine” reprimono la loro espressione sessuale.</h3>



<p> Le ballroom sono spazi sicuri ed è importante che le manteniamo in questo così in modo che le persone possano sentirsi a proprio agio nell&#8217; esprimersi in modo sessuale senza essere giudicate. È la mia categoria preferita perché mi fa sentire libera in prima persona.</p>



<p><strong>Sei spesso in Italia e hai vestito alcune volte Myss Keta. Qual è il tuo legame con il nostro paese?</strong></p>



<p>Vengo a Milano dal 2014, la prima volta è stata con il mio buon amico e collega designer, Eduardo Leon, perché è cresciuto lì. </p>



<p>Fu l&#8217;estate in cui incontrai Myss Keta, Frida del negozio Wovo, Gio&#8217; Pastori e il resto del Motel Forlanini (collettivo artistico con base a Milano. ndg). </p>



<p>La comunità underground di Milano è così stimolante per me, hanno davvero un loro gusto che è molto audace e rumoroso e si collega perfettamente con l&#8217;estetica e i valori del mio design.</p>



<p><strong>“Voglio vivere in un&#8217;utopia strana, in un mondo in cui le persone possono auto-narrare i loro corpi.  Penso che l&#8217;evoluzione di genere sia davvero importante e che la società debba sbarazzarsi dei binari e abbracciare questo nuovo spettro &#8220;. Puoi spiegarci il tuo concetto di Utopia Queer?</strong></p>



<p>Il concetto di una strana utopia descrive il mio universo fantasy: è come voglio che sia il mondo, è la sensazione di sicurezza, unità e accettazione che cerco di creare con i miei progetti e gli eventi che organizzo. </p>



<p>Voglio celebrare la mia comunità e coltivare spazi ed eventi in cui le persone sentono di poter essere loro stesse in modo autentico. </p>



<p>Il modo migliore per creare questo universo è continuare a fare dichiarazioni audaci e continuare a essere coraggiosi. </p>



<p>La scena ballroom mi ha insegnato ad essere impavida e glielo devo!</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://www.depop.com/yamunaforzani/"><img data-attachment-id="11683" data-permalink="https://toh-magazine.com/2020/10/lutopia-queer-di-yamuna-forzani/5a7fd59392baef2ca4d519385324065c_original/" data-orig-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2020/10/5a7fd59392baef2ca4d519385324065c_original.jpeg" data-orig-size="680,850" data-comments-opened="0" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}" data-image-title="Yamuna Forzani" data-image-description="&lt;p&gt;Yamuna Forzani&lt;/p&gt;
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<p><strong>Cosa c&#8217;è nel futuro di Yamuna Forzani?</strong></p>



<p>Il mio sogno è quello di continuare a fare esattamente quello che sto facendo oggi, ma di collaborare con più persone, vestire queer meravilgiosi, organizzare eventi e ballroom più grandi. More and more amore.</p>
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		<title>Mø: non solo Diplo.</title>
		<link>https://toh-magazine.com/2019/02/mo-non-solo-diplo/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=mo-non-solo-diplo</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Marco Cresci]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 08 Feb 2019 19:35:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Musica]]></category>
		<category><![CDATA[California]]></category>
		<category><![CDATA[danimarca]]></category>
		<category><![CDATA[Diplo]]></category>
		<category><![CDATA[intervista]]></category>
		<category><![CDATA[Mø]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>A tu per tu con la star del pop MØ in occasione dell’uscita del nuovo album “Forever Neverland” .</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<h5>La prima volta che vidi Mø fu al Plastc di Milano nel 2014, prima di &#8216;Lean On&#8217; e del successo al fianco di Diplo/Major Lazer. Ricordo che rimasi folgorato dalla sua presenza scenica, molto punk, molto disinibita, Mø è danese e come la storia insegna l’inibizione in Scandinavia non sanno cosa sia, anzi sono invidiosamente liberi e cresciuti come tali, senza quel peso del peccato che a noi pesa sulle spalle grazie al catechismo. </h5>



<h5>Ricordo Mø cantare con un mini abito stretch che dopo due canzoni gli è arrivato sopra l’ombelico rivelando i suoi slip di pizzo che sventolava in faccia alle prime file e il pensiero mi porta ai topless live Tove Lo, cantante della vicina Svezia e sua amica. Ah, i paesi scandinavi! A volte penso vivano in un felice mondo parallelo. </h5>



<p><strong>Intervista di Marco Cresci.</strong></p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img data-attachment-id="16457" data-permalink="https://toh-magazine.com/2019/02/mo-non-solo-diplo/mo-press-photo-2018-cr-fryd-frydendahl-billboard-1548-compressed/" data-orig-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2021/07/MO-press-photo-2018-cr-Fryd-Frydendahl-billboard-1548-compressed.jpg" data-orig-size="1548,1024" data-comments-opened="0" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;1&quot;}" data-image-title="MO-press-photo-2018-cr-Fryd-Frydendahl-billboard-1548-compressed" data-image-description="" data-medium-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2021/07/MO-press-photo-2018-cr-Fryd-Frydendahl-billboard-1548-compressed-300x198.jpg" data-large-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2021/07/MO-press-photo-2018-cr-Fryd-Frydendahl-billboard-1548-compressed-1024x677.jpg" loading="lazy" width="1024" height="677" src="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2021/07/MO-press-photo-2018-cr-Fryd-Frydendahl-billboard-1548-compressed-1024x677.jpg" alt="" class="wp-image-16457" srcset="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2021/07/MO-press-photo-2018-cr-Fryd-Frydendahl-billboard-1548-compressed-1024x677.jpg 1024w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2021/07/MO-press-photo-2018-cr-Fryd-Frydendahl-billboard-1548-compressed-300x198.jpg 300w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2021/07/MO-press-photo-2018-cr-Fryd-Frydendahl-billboard-1548-compressed-768x508.jpg 768w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2021/07/MO-press-photo-2018-cr-Fryd-Frydendahl-billboard-1548-compressed-1536x1016.jpg 1536w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2021/07/MO-press-photo-2018-cr-Fryd-Frydendahl-billboard-1548-compressed-1000x661.jpg 1000w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2021/07/MO-press-photo-2018-cr-Fryd-Frydendahl-billboard-1548-compressed-900x595.jpg 900w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2021/07/MO-press-photo-2018-cr-Fryd-Frydendahl-billboard-1548-compressed-450x298.jpg 450w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2021/07/MO-press-photo-2018-cr-Fryd-Frydendahl-billboard-1548-compressed-350x232.jpg 350w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2021/07/MO-press-photo-2018-cr-Fryd-Frydendahl-billboard-1548-compressed-1320x873.jpg 1320w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2021/07/MO-press-photo-2018-cr-Fryd-Frydendahl-billboard-1548-compressed.jpg 1548w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p>Ma tornando a Mø nel 2014 cantava i pezzi del suo primo album &#8216;No Mythologies to Follow&#8217;, scritto in solitudine nella sua cameretta, poi è scappata in America ha conosciuto Diplo e si è instaurato uno di quei patti artistici rari come un sincero match su Tinder. Nel dicembre scorso è uscito il suo nuovo album &#8216;<a href="https://open.spotify.com/album/52c2O1mvqnfAVjX9QNC5yd?si=1cpXEp9QS_-cNZcd95ZbAg&amp;dl_branch=1">Forever Neverland</a>&#8216; e l’abbiamo vista suonare al Fabrique. Con mia sorpresa vedo che la sua attitudine ribelle non è cambiata, e confermo che per essere apprezzata sino in fondo Mø è una di quelle artiste che vanno viste dal vivo, dove dona tutta se stessa al suo pubblico, che la ama. Sincera, sicura di se e sorridente la incontriamo e ci facciamo raccontare la sua storia post-<em>Lean On</em>.</p>



<p><strong>Ciao l’ultima volta che ci siamo visti era il 2014 e portavi ancora la treccia lunga, cosa è cambiato da allora oltre all’acconciatura?</strong><br>Oddio mi ricordo di quella sera! Ricordo le foto alle due del mattino nel backstage, è da allora che non torno a Milano! Per quanto riguarda i capelli sai le mode cambiano…. Ahahahah (mima un colpo di treccia degno di una ghetto girl). Ricordo quel concerto, fu molto selvaggio e divertente, ora il mio show è cresciuto, la produzione è più grande ma l’attitudine è la stessa. Per me quando sono sul palco è un momento di totale libertà è questo che devi trasmettere al pubblico esortandolo a lasciare le proprie inibizioni a casa.</p>



<p><strong>E poi nella tua vita è entrato Diplo!</strong><br>Sono una fan dei Major Lazers da prima che iniziasse la mia carriera, ricordo che durante un intervista dissi che mi sarebbe piaciuto lavorare con loro. Successe che qualcuno lo twittò a Diplo dicendogli: “devi assolutamente lavorare con questa ragazza” e sono stata fortunata perché mi ha contattato. Ci siamo conosciuti e abbiamo cominciato a lavorare insieme poi il successo di<em> Lean On </em>ha sigillato il nostro patto, lo ha reso ancora più forte.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img data-attachment-id="16459" data-permalink="https://toh-magazine.com/2019/02/mo-non-solo-diplo/major-lazer-dj-snake-feat-mo-lean-on-screenshot-2019-billboard-1500-compressed/" data-orig-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2021/07/Major-Lazer-DJ-Snake-feat.-MO-Lean-On-screenshot-2019-billboard-1500-compressed.jpg" data-orig-size="1500,845" data-comments-opened="0" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}" data-image-title="Major-Lazer-DJ-Snake-feat.-MO-Lean-On-screenshot-2019-billboard-1500-compressed" data-image-description="" data-medium-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2021/07/Major-Lazer-DJ-Snake-feat.-MO-Lean-On-screenshot-2019-billboard-1500-compressed-300x169.jpg" data-large-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2021/07/Major-Lazer-DJ-Snake-feat.-MO-Lean-On-screenshot-2019-billboard-1500-compressed-1024x577.jpg" loading="lazy" width="1024" height="577" src="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2021/07/Major-Lazer-DJ-Snake-feat.-MO-Lean-On-screenshot-2019-billboard-1500-compressed-1024x577.jpg" alt="" class="wp-image-16459" srcset="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2021/07/Major-Lazer-DJ-Snake-feat.-MO-Lean-On-screenshot-2019-billboard-1500-compressed-1024x577.jpg 1024w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2021/07/Major-Lazer-DJ-Snake-feat.-MO-Lean-On-screenshot-2019-billboard-1500-compressed-300x169.jpg 300w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2021/07/Major-Lazer-DJ-Snake-feat.-MO-Lean-On-screenshot-2019-billboard-1500-compressed-768x433.jpg 768w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2021/07/Major-Lazer-DJ-Snake-feat.-MO-Lean-On-screenshot-2019-billboard-1500-compressed-1000x563.jpg 1000w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2021/07/Major-Lazer-DJ-Snake-feat.-MO-Lean-On-screenshot-2019-billboard-1500-compressed-900x507.jpg 900w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2021/07/Major-Lazer-DJ-Snake-feat.-MO-Lean-On-screenshot-2019-billboard-1500-compressed-450x254.jpg 450w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2021/07/Major-Lazer-DJ-Snake-feat.-MO-Lean-On-screenshot-2019-billboard-1500-compressed-350x197.jpg 350w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2021/07/Major-Lazer-DJ-Snake-feat.-MO-Lean-On-screenshot-2019-billboard-1500-compressed-1320x744.jpg 1320w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2021/07/Major-Lazer-DJ-Snake-feat.-MO-Lean-On-screenshot-2019-billboard-1500-compressed.jpg 1500w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption>Uno still dal video di Lean On di Major Lazers feat. Mø &amp; Dj Snake</figcaption></figure>



<p><strong>Quanto il nuovo album Forever Neverland è stato influenzato da questo sodalizio?</strong><br>Sicuramente lo ha fatto, <em>Lean On</em> mi ha introdotto verso un pubblico più mainstream rispetto al mio, quindi ho cercato di sposare un suono moderno con la mia personalità. Diplo è una persona che sa spingere le persone con cui lavora ad andare oltre i propri confini, è una persona che ci vede davvero lungo, lavorare con lui è un’ispirazione, non si ferma mai. Ha cambiato il volto della <a href="https://toh-magazine.com/category/musica/">musica</a> pop. Per questo tutti oggi vogliono lavorare con lui, perché cercano un’evoluzione del proprio suono.</p>



<p><strong>Dalla Danimarca a L.A. come convivono nella tua musica due posti così lontani tra loro geograficamente ma soprattutto culturalmente?</strong><br>L.A. e il suo cielo blu sono l’opposto della Danimarca, è stato questo scontro culturale che ha contraddistinto il suono del nuovo album. Mi sentivo come un alieno all’inizio quindi ho cercati sia di incorporare il mood di L.A. nelle mie canzoni ma tenendomi a una certa distanza, è un rapporto di odio/amore. Amo stare a Los Angeles ma quando sono lì e come se mi dimenticassi chi sono e da dove provengo, non ritengo l’America come una mia seconda base, quando non lavoro voglio tornare in Danimarca dalla mia famiglia e dai miei amici è quello il mio luogo di appartenenza e non lo scambierei con nessun altro. Non vedo LA come la terra dei sogni, anzi.</p>



<p><strong>Il titolo Forever Neverland si riferisce alla paura di crescere o al sogno americano?</strong><br>Potrebbe in un certo senso far riferimento allo stile di vita di Los Angeles, sai quel luogo comune che è la città delle possibilità che se ti trasferisci lì troverai gli agganci giusti per la tua carriera e incontrerai le persone che realizzeranno i tuoi sogni. Neverland è quella terra in cui si resta giovani per sempre quindi il titolo fa riferimento alla paura di crescere e di affrontare la realtà. Viviamo in una società che ci insegna a mettere filtri davanti alla realtà e io vorrei toglierli mostrando la verità.</p>



<p></p>
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