<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	
	xmlns:georss="http://www.georss.org/georss"
	xmlns:geo="http://www.w3.org/2003/01/geo/wgs84_pos#"
	>

<channel>
	<title>Mix Festival &#8211; Toh! Magazine</title>
	<atom:link href="https://toh-magazine.com/category/mix-festival/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://toh-magazine.com</link>
	<description></description>
	<lastBuildDate>Thu, 17 Oct 2024 13:42:26 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=5.9.13</generator>

<image>
	<url>https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2016/06/cropped-LogoToh80-32x32.png</url>
	<title>Mix Festival &#8211; Toh! Magazine</title>
	<link>https://toh-magazine.com</link>
	<width>32</width>
	<height>32</height>
</image> 
<site xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">204210278</site>	<item>
		<title>Osama Chami: il suo &#8220;Una Película Barata&#8221; è un&#8217;ode all&#8217;amicizia queer</title>
		<link>https://toh-magazine.com/2024/09/osama-chami-il-suo-una-pelicula-barata-e-unode-allamicizia-queer/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=osama-chami-il-suo-una-pelicula-barata-e-unode-allamicizia-queer</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alessandro Marzo]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 25 Sep 2024 13:32:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Culture]]></category>
		<category><![CDATA[Mix Festival]]></category>
		<category><![CDATA[gay]]></category>
		<category><![CDATA[lgbtq film]]></category>
		<category><![CDATA[mix festival milano]]></category>
		<category><![CDATA[osama chami]]></category>
		<category><![CDATA[Pedro almodovar]]></category>
		<category><![CDATA[toh magazine]]></category>
		<category><![CDATA[una pelicula barata]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://toh-magazine.com/?p=108503</guid>

					<description><![CDATA[<p>Il regista e assistente di Almodòvar, Osama Chami, aprirà il MIX Festival con il suo primo film Una Película Barata</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://toh-magazine.com/2024/09/osama-chami-il-suo-una-pelicula-barata-e-unode-allamicizia-queer/">Osama Chami: il suo &#8220;Una Película Barata&#8221; è un&#8217;ode all&#8217;amicizia queer</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://toh-magazine.com">Toh! Magazine</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<h3>Il regista Osama Chami, assistente di lunga data di Pedro Almodòvar, aprirà il 38MIX Festival di Milano con&nbsp;<em>Una Película Barata</em>, un film indipendente che esplora amicizia, solitudine e relazioni personali. </h3>



<p> <a href="https://www.instagram.com/osamachami/">Osama Chami</a> ci offre una visione intima del suo percorso artistico e del processo creativo che ha portato alla realizzazione del film&nbsp;<em>Una Pel<em>í</em>cula Barata</em>, (tradotto letteralmente&nbsp;<em>Un film a buon mercato</em>). Osama condivide come la sua passione per il racconto di storie lo ha spinto a intraprendere una carriera cinematografica, nonostante inizialmente avesse intrapreso studi medici. Le sue influenze vanno da registi classici come Almodóvar, Rohmer e Godard, fino a cineasti indipendenti più moderni come Gregg Araki e Gus Van Sant.</p>



<p><em>Una Pel<em>í</em>cula Barata</em>, come il titolo suggerisce è stato concepito come un progetto a basso budget con regole precise, come l&#8217;ambientazione in un parco e un numero ridotto di attori. Il tema dell&#8217;amicizia è centrale, e il regista sottolinea come il film esplori la solitudine e l&#8217;autostima, riflettendo su un periodo difficile della sua vita personale. </p>



<p>Il film ispirato a un&#8217;estetica autentica e realistica, con riferimenti visivi a registi come Eric Rohmer e fotografi come Nan Goldin sarà presentato in esclusiva italiana al <a href="https://mixfestival.eu/programma/una-pelicula-barata#em-event-booking-form">MIX Festival</a> giovedì 26 settembre, dove è stato selezionato come film d&#8217;apertura. Per l&#8217;occasione e per consolidare il nostro legame con il MIX Festival abbiamo fatto due chiacchiere con Osama:  </p>



<figure class="wp-block-image size-large is-resized"><img data-attachment-id="108513" data-permalink="https://toh-magazine.com/2024/09/osama-chami-il-suo-una-pelicula-barata-e-unode-allamicizia-queer/hyperfocal-0/" data-orig-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/09/OSAMA_CHAMI_PIC.jpg" data-orig-size="1912,2551" data-comments-opened="0" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;5.6&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;IQ250&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;HyperFocal: 0&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;1595959914&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;80&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;400&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0.004&quot;,&quot;title&quot;:&quot;HyperFocal: 0&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}" data-image-title="Osama_Chiami_mix_festival_toh_magazine" data-image-description="&lt;p&gt;Osama_Chiami_mix_festival_toh_magazine&lt;/p&gt;
" data-medium-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/09/OSAMA_CHAMI_PIC-225x300.jpg" data-large-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/09/OSAMA_CHAMI_PIC-767x1024.jpg" src="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/09/OSAMA_CHAMI_PIC-767x1024.jpg" alt="Osama_Chami_mix_festival_toh_magazine" class="wp-image-108513" width="767" height="1024" srcset="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/09/OSAMA_CHAMI_PIC-767x1024.jpg 767w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/09/OSAMA_CHAMI_PIC-225x300.jpg 225w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/09/OSAMA_CHAMI_PIC-768x1025.jpg 768w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/09/OSAMA_CHAMI_PIC-1151x1536.jpg 1151w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/09/OSAMA_CHAMI_PIC-1535x2048.jpg 1535w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/09/OSAMA_CHAMI_PIC-1000x1334.jpg 1000w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/09/OSAMA_CHAMI_PIC-900x1201.jpg 900w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/09/OSAMA_CHAMI_PIC-450x600.jpg 450w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/09/OSAMA_CHAMI_PIC-350x467.jpg 350w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/09/OSAMA_CHAMI_PIC.jpg 1912w" sizes="(max-width: 767px) 100vw, 767px" /><figcaption><strong><sup>Osama Chami </sup></strong></figcaption></figure>



<p><strong>Ciao, come stai?</strong><br>Sto bene! Sono davvero entusiasta di presentare il nostro film al MIX Festival!</p>



<p><strong>Come è iniziato il tuo percorso nel mondo del cinema?</strong><br>Ho sempre voluto raccontare storie sin da bambino. Mi sedevo con i miei fratelli e cugini e raccontavo loro storie inventate divise in capitoli. Poi ho iniziato a scrivere. Ho scritto molto quando ero giovane. </p>



<p>Così, quando ho capito che potevo tradurre quelle storie in un film, ho capito ciò che volevo fare. Anche se avevo iniziato a studiare per diventare medico, sognavo sempre di essere un regista. Ho iniziato a lavorare in TV e poi nel cinema, prima nella produzione, poi nelle location e infine nel reparto regia. </p>



<p>Ho imparato molto sulla realizzazione di film lavorando in tutti questi dipartimenti. Quando ho iniziato a produrre e dirigere i miei primi cortometraggi, ho cercato di utilizzare tutte queste informazioni per realizzare film indipendenti.</p>



<p><strong>Cosa ti ha ispirato a diventare un regista?</strong><br>Ho capito di voler diventare un regista quando ho visto per la prima volta &#8220;La legge del desiderio&#8221; di Pedro Almodóvar. Mi ha sconvolto. Ero molto giovane e non riuscivo a credere che si potesse essere così liberi, appassionati, divertenti e intrattenenti mantenendo comunque un’estetica super cool.</p>



<p><strong>Chi sono stati i tuoi principali modelli o influenze nel cinema e come hanno influenzato il tuo stile di regia?</strong><br>Ho sempre ammirato Pedro Almodóvar, Godard, Rossellini e Michael Haneke, ma mi sento più connesso con registi fai-da-te che hanno uno stile più indipendente, come Gregg Araki, Gus Van Sant, Lucrecia Martel, Sean Baker, Mia Hansen-Løve o Ted Fendt. </p>



<h2>Per questo primo film, mi sono ispirato principalmente ai film e allo stile di Eric Rohmer che penso sia come &#8220;un Dio&#8221; per i registi indipendenti. </h2>



<p>C&#8217;è anche questa regista spagnola, Icíar Bollaín, che adoro, e il suo primo film &#8220;Hola ¿estás sola?&#8221; è stata un’influenza molto importante per &#8220;Una película barata&#8221;.</p>



<p><strong>Quando hai sviluppato la storia di <em>Una Película Barata</em>, da dove hai iniziato?</strong></p>



<p>Sapevo che doveva essere un film a bassissimo budget, quindi avevo alcune regole mentre scrivevo la sceneggiatura: doveva avere pochi attori, la location principale doveva essere un parco e doveva essere girato di giorno. </p>



<p>Avevo questa storia di due ragazzi che si incontrano per caso in un parco. Si erano conosciuti 10 anni prima e uno di loro ricordava tutto, mentre l&#8217;altro no. Ho deciso di continuare a scriverla e vedere dove mi avrebbe portato.</p>



<p><strong>Nel film affronti temi come la solitudine, la famiglia e le relazioni interpersonali. Cosa ti spinge a esplorare questi argomenti?</strong></p>



<p>Nei miei film parlo spesso di personaggi che sono un po&#8217; persi e della loro mancanza di autostima. Questo film parla di questo, ma credo di andare un po&#8217; oltre. Quando ho scritto la sceneggiatura, ero appena uscito da una lunga relazione e mi sentivo responsabile per la rottura, quindi mi sentivo solo e molto in colpa. Per me era naturale che anche i miei personaggi si sentissero in quel modo.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img data-attachment-id="108519" data-permalink="https://toh-magazine.com/2024/09/osama-chami-il-suo-una-pelicula-barata-e-unode-allamicizia-queer/7a11cf85-0854-4af5-88ee-df05155e8afb/" data-orig-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/09/7a11cf85-0854-4af5-88ee-df05155e8afb.jpg" data-orig-size="1200,1599" data-comments-opened="0" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}" data-image-title="Osama_Chiami_mix_festival_toh_magazine_7" data-image-description="&lt;p&gt;Osama_Chiami_mix_festival_toh_magazine_7&lt;/p&gt;
" data-medium-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/09/7a11cf85-0854-4af5-88ee-df05155e8afb-225x300.jpg" data-large-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/09/7a11cf85-0854-4af5-88ee-df05155e8afb-768x1024.jpg" loading="lazy" width="768" height="1024" src="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/09/7a11cf85-0854-4af5-88ee-df05155e8afb-768x1024.jpg" alt="Osama_Chiami_mix_festival_toh_magazine_7" class="wp-image-108519" srcset="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/09/7a11cf85-0854-4af5-88ee-df05155e8afb-768x1023.jpg 768w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/09/7a11cf85-0854-4af5-88ee-df05155e8afb-225x300.jpg 225w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/09/7a11cf85-0854-4af5-88ee-df05155e8afb-1153x1536.jpg 1153w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/09/7a11cf85-0854-4af5-88ee-df05155e8afb-1000x1333.jpg 1000w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/09/7a11cf85-0854-4af5-88ee-df05155e8afb-900x1199.jpg 900w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/09/7a11cf85-0854-4af5-88ee-df05155e8afb-450x600.jpg 450w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/09/7a11cf85-0854-4af5-88ee-df05155e8afb-350x466.jpg 350w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/09/7a11cf85-0854-4af5-88ee-df05155e8afb.jpg 1200w" sizes="(max-width: 768px) 100vw, 768px" /></figure>



<p><strong>Come lavori con gli attori sul set? Hai un metodo specifico per ottenere le interpretazioni che desideri?</strong></p>



<p>Abbiamo avuto solo 7 giorni per girare il film, quindi sapevo che dovevamo fare molte prove. Sono stato fortunato che <a href="https://www.instagram.com/gimenoenrique/?hl=it">Enrique Gimeno</a> e <a href="https://www.instagram.com/jorge_motos/?hl=it">Jorge Motos</a> fossero disposti a fare molte prove. </p>



<p>Abbiamo esaminato la sceneggiatura dall&#8217;inizio alla fine e abbiamo parlato molto dei personaggi, delle situazioni e dei loro comportamenti. È anche un modo per costruire un rapporto lavorativo in cui ci si fida l&#8217;uno dell&#8217;altro, dove ci si sente a proprio agio nel provare nuove cose, sapendo che possono fidarsi del mio giudizio.</p>



<p>Dopo queste settimane di prove, le riprese sono state molto più facili e gli attori si sentivano più a loro agio e sicuri. Mi piace anche parlare con loro delle emozioni che i personaggi dovrebbero provare poco prima che la telecamera inizi a girare. A volte è qualcosa di molto astratto, ma funziona sempre perché comprendono molto bene i loro personaggi.</p>



<p><strong>Come vedi il futuro del cinema in termini di rappresentazione della diversità culturale e sessuale? Credi che il cinema possa influenzare il cambiamento sociale?</strong></p>



<p>Penso che ci stiamo avvicinando a una rappresentazione più inclusiva in termini di diversità culturale e sessuale, ma c&#8217;è ancora molto da fare. </p>



<p>Penso che più personaggi diversi vediamo nei film e nelle serie, più la gente imparerà il rispetto e la diversità. È molto importante vedere tutti i tipi di personaggi nel cinema e in TV, e anche vedere che questi personaggi sono complessi e reali.</p>



<p>Amo quando un film racconta una <a href="https://toh-magazine.com/2023/09/lio-mehiel-sovverte-le-regole/">storia</a> e l&#8217;orientamento sessuale o il background culturale dei personaggi non sono rilevanti per la trama, ma contribuiscono a costruire personaggi più complessi, con maggiore profondità e interesse. </p>



<h4>Quando ero giovane, non c&#8217;erano personaggi LGBTQ+ in TV o nel cinema spagnolo, né personaggi arabi, quindi non mi sentivo rappresentato. Ora è molto diverso: in serie TV commerciali come <em>Élite</em>, uno dei personaggi principali è un ragazzo gay arabo interpretato da Omar Ayuso, ed è uno dei personaggi più popolari della serie. Credo che avrei adorato vedere qualcosa del genere quando ero adolescente.</h4>



<figure class="wp-block-image size-full is-resized"><img data-attachment-id="108520" data-permalink="https://toh-magazine.com/2024/09/osama-chami-il-suo-una-pelicula-barata-e-unode-allamicizia-queer/una_pelicula_barata_1/" data-orig-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/09/Una_pelicula_barata_1.tiff" data-orig-size="" data-comments-opened="0" data-image-meta="[]" data-image-title="Una_pelicula_barata_by_Osama_chiami_still" data-image-description="&lt;p&gt;Una_pelicula_barata_by_Osama_chiami_still&lt;/p&gt;
" data-medium-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/09/Una_pelicula_barata_1.tiff" data-large-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/09/Una_pelicula_barata_1.tiff" loading="lazy" src="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/09/Una_pelicula_barata_1.tiff" alt="Una_pelicula_barata_by_Osama_chiami_still" class="wp-image-108520" width="640" height="346"/><figcaption>Uno still tratto da &#8220;Una Pelicula Barata&#8221; </figcaption></figure>



<p><strong>Il titolo <em>Una Película Barata</em> ha un significato particolare per te?</strong></p>



<p>Quando ho iniziato a scrivere la sceneggiatura, non ero sicuro del titolo, ma avevo in mente alcuni nomi. Alla fine, ho deciso di chiamare il documento “Una película barata” così ogni volta che lo aprivo. mi ricordavo che dovevo seguire le regole per farlo con un budget il più basso possibile.</p>



<p>Credo che questo titolo di lavoro abbia influenzato la storia e fatto sentire i personaggi come se stessero realizzando un film sulle loro vite, un film molto economico e indie, dove non accade nulla di veramente importante, ma dove sono semplicemente seduti a parlare delle loro vite.<br>Quando ho inviato la sceneggiatura al mio team, tutti hanno adorato il titolo e mi hanno convinto a mantenerlo.</p>



<p><strong>Come hai deciso l&#8217;estetica del film?</strong><br>Ho sempre lavorato con Elías M. Félix, il direttore della fotografia di tutti i miei cortometraggi. È il DOP più talentuoso che abbia mai incontrato. Quando gli ho inviato le reference, eravamo sicuri di voler un film naturalistico, realistico e luminoso, che sembrasse girato in 16mm. </p>



<p>Volevo davvero che si sentisse autentico, che lo spettatore avesse la sensazione di assistere a una situazione non troppo pianificata, così da percepire l&#8217;autenticità dei personaggi e della loro storia.</p>



<p>Elías ha suggerito di usare solo un obiettivo zoom 8-64 mm per girare più velocemente e anche per risparmiare sul budget. È stata un&#8217;idea geniale e mi ha ricordato il modo in cui Robert Bresson girava con una lente da 50mm in tutti i suoi film.</p>



<p>Abbiamo guardato film di Eric Rohmer, Guy Gilles o Mia Hansen-Løve come reference, ma anche fotografi come Nan Goldin o William Eggleston. Ho lavorato con la stessa idea con Carlota Casado (direttrice artistica) e Axel Heilenkötter (costumista). Volevamo location gritty a Madrid, autentiche, filmando lontano dal centro città. </p>



<h4>La direzione artistica è naturalistica, creando un ambiente vissuto e non prodotto. Il design dei costumi è altrettanto realistico, con abiti usurati che non sembrano nuovi, e i personaggi spesso ripetono i vestiti. </h4>



<p>Ma ogni personaggio doveva avere il proprio stile di moda e personalità. La nostra principale referenza per i costumi sono stati i film di Gregg Araki (in particolare per le magliette di Fede!).</p>



<p><strong>Qual è stata la sfida più grande durante la produzione?</strong></p>



<p>Abbiamo girato il film in sette giorni, quindi abbiamo affrontato molte sfide. Abbiamo girato a novembre e, sebbene fossimo fortunati ad avere molto sole, avevamo poche ore di luce e ci sono stati alcuni giorni di pioggia. </p>



<p>Per fortuna, la nostra produttrice Mirella Cuesta ha avuto tutto sotto controllo!<br>La principale sfida è stata il tempo. Avrei voluto avere più tempo per girare più take o provare approcci diversi, ma la verità è che questa fretta ha reso “Una película barata” quello che è. </p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img data-attachment-id="108517" data-permalink="https://toh-magazine.com/2024/09/osama-chami-il-suo-una-pelicula-barata-e-unode-allamicizia-queer/img_7107-2/" data-orig-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/09/IMG_7107-1-scaled.jpg" data-orig-size="1920,2560" data-comments-opened="0" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;2.8&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;iPhone 7 Plus&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;1597271627&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;6.6&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;1250&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0.02&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;1&quot;}" data-image-title="Osama_Chiami_mix_festival_toh_magazine_4" data-image-description="&lt;p&gt;Osama_Chiami_mix_festival_toh_magazine_4&lt;/p&gt;
" data-medium-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/09/IMG_7107-1-225x300.jpg" data-large-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/09/IMG_7107-1-768x1024.jpg" loading="lazy" width="768" height="1024" src="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/09/IMG_7107-1-768x1024.jpg" alt="Osama_Chiami_mix_festival_toh_magazine_4" class="wp-image-108517" srcset="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/09/IMG_7107-1-768x1024.jpg 768w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/09/IMG_7107-1-225x300.jpg 225w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/09/IMG_7107-1-1152x1536.jpg 1152w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/09/IMG_7107-1-1536x2048.jpg 1536w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/09/IMG_7107-1-1000x1334.jpg 1000w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/09/IMG_7107-1-900x1200.jpg 900w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/09/IMG_7107-1-450x600.jpg 450w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/09/IMG_7107-1-350x467.jpg 350w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/09/IMG_7107-1-scaled.jpg 1920w" sizes="(max-width: 768px) 100vw, 768px" /></figure>



<h4>Credo che faccia parte della magia di un piccolo film indipendente: devi imparare a risolvere i problemi immediatamente e a volte queste soluzioni diventano parte del fascino o dello stile del film. </h4>



<p>Per esempio, l&#8217;ultima scena del film doveva essere girata altrove, ma c&#8217;è stato un problema con la location e sono estremamente felice di averla girata come abbiamo fatto.</p>



<p><strong>I film a tema queer spesso includono un bacio o una scena di sesso alla fine. Perché hai deciso di evitarlo del tutto?</strong><br>Il film è un&#8217;ode all&#8217;amicizia, quindi non pensavo che un bacio fosse necessario. Forse ero in un momento della mia vita in cui pensavo che l&#8217;amicizia fosse qualcosa di molto prezioso, che doveva essere celebrato&#8230;</p>



<p>Alcune persone mi dicono che percepiscono una sorta di tensione sessuale tra i due personaggi, ma non l&#8217;ho mai vista in questo modo. Li ho sempre immaginati come due persone molto diverse che diventano amici davvero importanti.</p>



<p><strong>Come descriveresti la collaborazione con il cast e la troupe? Ci sono stati momenti particolarmente significativi sul set?</strong><br>Eravamo una troupe molto piccola, e questo ha reso tutto più facile, ma anche più intenso. Ci siamo davvero sentiti come una famiglia e questo si percepisce nel film. </p>



<p>L&#8217;ultimo giorno è stato davvero speciale: stavamo girando in montagna e stavamo riprendendo le scene più drammatiche di Iván. Eravamo tutti stanchi, ma avevamo anche imparato a lavorare come una squadra, e quando Jorge Motos ha fatto il suo monologo, si poteva vedere l&#8217;intera troupe piangere dietro la telecamera. Non dimenticherò mai quel giorno come regista.</p>



<p><strong>C&#8217;è una scena o un momento nel film a cui sei particolarmente legato? Se sì, quale e perché?</strong><br>Il mio momento preferito è quando Fede e Iván scappano dopo aver lasciato le fragole marce sotto il cuscino. </p>



<p>Credo che questo momento catturi perfettamente il momento in cui questi due personaggi diventano amici e Fede inizia a superare la sua depressione. Quando l&#8217;inquadratura si blocca (un piccolo omaggio a “Fino all&#8217;ultimo respiro!”) e vediamo il volto felice di Fede, mi emoziono ancora.</p>



<p><strong>Quali reazioni speri di suscitare nel pubblico che guarda <em>Una Película Barata</em>? Quale messaggio vorresti lasciare?</strong><br>Spero che siano sorpresi dalla storia e da come si sviluppa e cambia poco a poco. Spero che ridano e si emozionino e che si identifichino con i personaggi. Mi piacerebbe che si sentissero ottimisti dopo aver visto il film e che capissero che l&#8217;amicizia è la chiave per la felicità.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img data-attachment-id="108518" data-permalink="https://toh-magazine.com/2024/09/osama-chami-il-suo-una-pelicula-barata-e-unode-allamicizia-queer/img_1693-2/" data-orig-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/09/IMG_1693.jpg" data-orig-size="1440,1920" data-comments-opened="0" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;1.8&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;iPhone 11&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;1686655495&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;4.25&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;400&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0.016666666666667&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;1&quot;}" data-image-title="Osama_Chiami_mix_festival_toh_magazine_5" data-image-description="&lt;p&gt;Osama_Chiami_mix_festival_toh_magazine_5&lt;/p&gt;
" data-medium-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/09/IMG_1693-225x300.jpg" data-large-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/09/IMG_1693-768x1024.jpg" loading="lazy" width="768" height="1024" src="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/09/IMG_1693-768x1024.jpg" alt="Osama_Chiami_mix_festival_toh_magazine_5" class="wp-image-108518" srcset="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/09/IMG_1693-768x1024.jpg 768w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/09/IMG_1693-225x300.jpg 225w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/09/IMG_1693-1152x1536.jpg 1152w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/09/IMG_1693-1000x1333.jpg 1000w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/09/IMG_1693-900x1200.jpg 900w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/09/IMG_1693-450x600.jpg 450w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/09/IMG_1693-350x467.jpg 350w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/09/IMG_1693.jpg 1440w" sizes="(max-width: 768px) 100vw, 768px" /></figure>



<p><strong>Hai lavorato insieme a Pedro Almodóvar. Cosa hai imparato da lui e pensi che ci sia una parte di lui nel tuo film in qualche modo?</strong></p>



<p>Lavoro ancora per Pedro come suo assistente, quindi mi sento molto fortunato a poter osservare come lavora in ogni fase dei suoi film: dal momento in cui inizia a scrivere la sceneggiatura fino alla presentazione del film al pubblico. </p>



<h4>È un genio, e c&#8217;è tanto da imparare da lui, ma quello che sottolineerei è la sua etica del lavoro, come organizza un set, come lavora con il suo team e i suoi attori, e come affronta ogni singola decisione come se fosse cruciale per il film&#8230; Non so se c&#8217;è una parte di lui nel mio film, ma credo che sia una delle mie più grandi influenze, quindi nei momenti più difficili mi chiedo sempre &#8220;Cosa farebbe Pedro?&#8221; e questo mi aiuta sempre.</h4>



<p><strong>Sei emozionato che il tuo film aprirà il MIX Festival?</strong></p>



<p>Sono in realtà molto nervoso e allo stesso tempo entusiasta di aprire il MIX Festival. Ho sentito cose incredibili su MIX per anni ed è sempre stato il nostro sogno presentare il nostro film lì, quindi quando ci hanno detto che avremmo aperto il festival è stata una sensazione straordinaria di orgoglio e felicità. </p>



<p>Non vedo l&#8217;ora di vedere come reagirà il pubblico italiano al nostro film!</p>



<p><strong>L&#8217;ultimo disco di cui ti sei innamorato è:<br></strong>La musica è una delle mie più grandi passioni. </p>



<p>Mi sveglio e subito metto su della musica, e sono aperto a ogni genere. Per me era molto importante trovare la giusta musica per il mio film, e sono stato molto fortunato a trovare Bruma, che sapeva esattamente cosa avevo in mente. </p>



<h3>In questo momento sono ossessionato da &#8220;Cascade&#8221; di Floating Points. Penso che abbia un suono incredibilmente cinematografico, ipnotico ed euforico. Sono anche ancora innamorato di &#8220;Brat&#8221; di Charli XCX e &#8220;God Said No&#8221; di Omar Apollo. Ma non vedo l&#8217;ora di ascoltare il nuovo album di Mustafa, &#8220;Dunya&#8221;. </h3>



<p>Recentemente ho visto &#8220;Queer&#8221; di Luca Guadagnino e ha utilizzato questa incredibile traccia &#8220;Leave Me Alone&#8221; dei New Order, il che mi ha fatto riscoprire il loro album &#8220;Power, Corruption &amp; Lies&#8221;, che sto ascoltando continuamente.</p>


<figure class="wp-block-embed-youtube wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><a href="https://toh-magazine.com/2024/09/osama-chami-il-suo-una-pelicula-barata-e-unode-allamicizia-queer/"><img src="//i.ytimg.com/vi/izHm0XA1F00/hqdefault.jpg" alt="YouTube Video"></a><br /><br /><figcaption></figcaption></figure><div class="simplesocialbuttons simplesocial-simple-icons simplesocialbuttons_inline simplesocialbuttons-align-left post-108503 post  simplesocialbuttons-mobile-hidden simplesocialbuttons-inline-bottom-in">
		<button class="ssb_fbshare-icon"  rel="nofollow"  target="_blank"  aria-label="Facebook Share" data-href="https://www.facebook.com/sharer/sharer.php?u=https://toh-magazine.com/2024/09/osama-chami-il-suo-una-pelicula-barata-e-unode-allamicizia-queer/" onClick="javascript:window.open(this.dataset.href, '', 'menubar=no,toolbar=no,resizable=yes,scrollbars=yes,height=600,width=600');return false;">
						<span class="icon"><svg xmlns="http://www.w3.org/2000/svg" viewBox="0 0 16 16" class="_1pbq" color="#ffffff"><path fill="#ffffff" fill-rule="evenodd" class="icon" d="M8 14H3.667C2.733 13.9 2 13.167 2 12.233V3.667A1.65 1.65 0 0 1 3.667 2h8.666A1.65 1.65 0 0 1 14 3.667v8.566c0 .934-.733 1.667-1.667 1.767H10v-3.967h1.3l.7-2.066h-2V6.933c0-.466.167-.9.867-.9H12v-1.8c.033 0-.933-.266-1.533-.266-1.267 0-2.434.7-2.467 2.133v1.867H6v2.066h2V14z"></path></svg></span>
						<span class="simplesocialtxt">Share </span> </button>
<button class="ssb_tweet-icon"  rel="nofollow"  target="_blank"  aria-label="Twitter Share" data-href="https://twitter.com/intent/tweet?text=Osama+Chami%3A+il+suo+%E2%80%9CUna+Pel%C3%ADcula+Barata%E2%80%9D+%C3%A8+un%E2%80%99ode+all%E2%80%99amicizia+queer&url=https://toh-magazine.com/2024/09/osama-chami-il-suo-una-pelicula-barata-e-unode-allamicizia-queer/&via=tohmagazine" onClick="javascript:window.open(this.dataset.href, '', 'menubar=no,toolbar=no,resizable=yes,scrollbars=yes,height=600,width=600');return false;">
						<span class="icon"><svg viewBox="0 0 16 14" fill="none" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg"><path d="M4.9 0H0L5.782 7.7098L0.315 14H2.17L6.6416 8.8557L10.5 14H15.4L9.3744 5.9654L14.56 0H12.705L8.5148 4.8202L4.9 0ZM11.2 12.6L2.8 1.4H4.2L12.6 12.6H11.2Z" fill="#fff"/></svg></span><i class="simplesocialtxt">Post </i></button>
</div>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://toh-magazine.com/2024/09/osama-chami-il-suo-una-pelicula-barata-e-unode-allamicizia-queer/">Osama Chami: il suo &#8220;Una Película Barata&#8221; è un&#8217;ode all&#8217;amicizia queer</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://toh-magazine.com">Toh! Magazine</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">108503</post-id>	</item>
		<item>
		<title>Queendom in Fondazione Prada e poi party al Plastic di Milano</title>
		<link>https://toh-magazine.com/2024/01/queendom-fondazione-prada-festival-mix-plastic-milano-gay/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=queendom-fondazione-prada-festival-mix-plastic-milano-gay</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 07 Jan 2024 18:10:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Culture]]></category>
		<category><![CDATA[Mix Festival]]></category>
		<category><![CDATA[CULTURE]]></category>
		<category><![CDATA[fondazione prada]]></category>
		<category><![CDATA[queendom]]></category>
		<category><![CDATA[queer]]></category>
		<category><![CDATA[toh magazine]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://toh-magazine.com/?p=107762</guid>

					<description><![CDATA[<p>Appuntamento il 12 gennaio in Fondazione Prada. Scopri come partecipare</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://toh-magazine.com/2024/01/queendom-fondazione-prada-festival-mix-plastic-milano-gay/">Queendom in Fondazione Prada e poi party al Plastic di Milano</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://toh-magazine.com">Toh! Magazine</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Il <a href="https://toh-magazine.com/2023/09/mix-festival-queer-milano-party-teatro-piccolo-drag-show-toh-magazine/">MiX Festival</a> ha organizzato una serata imperdibile per iniziare il nuovo anno: la nuova proiezione di&nbsp;<strong>Queerelle&nbsp;</strong>al Cinema Godard di<strong>&nbsp;Fondazione Prada</strong>, con uno dei film più amati al #MiX37,<strong>&nbsp;“Queendom”</strong>, vincitore del&nbsp;<strong>Premio del Pubblico</strong>, seguita dal party ufficiale del film<strong>&nbsp;al Club Plastic &#8211; Milano</strong>, con ingresso gratuito. Scopri tutti i dettagli di seguito.</p>



<h3><strong>QUEENDOM venerdì 12 gennaio | ore 20.30Cinema Godard | Fondazione Prada con la regista Agniia Galdanova e l’artista queer Gena Marvin</strong>.</h3>



<p>&nbsp;<a href="https://festivalmixmilano.musvc2.net/e/tr?q=3%3dMU7VOX%26n%3dR%260%3dV4U%26A%3dYBTV%26O%3djJFJu_HmwR_SW_LSsl_VH_HmwR_RbNk379v90A.hE08cP5Ip5BLc4w.It7_DuUp_Njv9yEgJ5Hi_HmwR_RbyKpG6n9y_LSsl_VHc5HgCwhgJF5iB5I.cIBR_tqot_5f58GL1HvE_DuUp_Oh4TOW0%264%3d9OuLyV.p5F%26Cu%3dWVW%26vI%3dNd4TVUBUMcBSMW%26j%3dTP1w5c76Y1866Q5hQUb4SSUeSTc5RV86SV055z6dUQc8Yzac5zaeSV83Xw9h5OdBXPX8&amp;mupckp=mupAtu4m8OiX0wt" target="_blank" rel="noreferrer noopener"></a>Il nuovo appuntamento di&nbsp;<strong>Queerelle</strong>, al&nbsp;<strong>Cinema Godard</strong>, vi aspetta&nbsp;<strong>venerdì 12 gennaio alle ore 20.30</strong>, con&nbsp;<strong>“Queendom”</strong>, uno splendido e suggestivo documentario tra arte e attivismo che segue le performance pubbliche e la vita di Gena Marvin, artista queer che da anni sfida le politiche anti LGBTQ+ di Putin. </p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-full"><img data-attachment-id="107764" data-permalink="https://toh-magazine.com/2024/01/queendom-fondazione-prada-festival-mix-plastic-milano-gay/queendom/" data-orig-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/01/queendom.jpeg" data-orig-size="560,430" data-comments-opened="0" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;1&quot;}" data-image-title="queendom" data-image-description="" data-medium-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/01/queendom-300x230.jpeg" data-large-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/01/queendom.jpeg" loading="lazy" width="560" height="430" src="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/01/queendom.jpeg" alt="queendom" class="wp-image-107764" srcset="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/01/queendom.jpeg 560w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/01/queendom-300x230.jpeg 300w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/01/queendom-450x346.jpeg 450w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2024/01/queendom-350x269.jpeg 350w" sizes="(max-width: 560px) 100vw, 560px" /></figure></div>



<p>Un prezioso racconto visionario che si muove tra documentario e cinema di finzione per restituire la forza, il coraggio e il potente estro creativo di un personaggio straordinario.&nbsp;A seguire ci sarà&nbsp;<strong>una conversazione</strong>&nbsp;tra la regista&nbsp;<strong>Agniia Galdanova</strong>, l’artista&nbsp;<strong>Gena Marvin</strong>, il direttore del Piccolo Teatro di Milano&nbsp;<strong>Claudio Longhi</strong>, il responsabile del Cinema Godard&nbsp;<strong>Paolo Moretti</strong>&nbsp;e il MiX Festival.</p>



<p>L’evento si inserisce anche all’interno degli appuntamenti sul corpo politico pensati come accompagnamento allo spettacolo teatrale “Ho paura torero”, in scena al Teatro Grassi dall’11 gennaio all’11 febbraio.&nbsp;</p>



<p><a href="https://ticketing.fondazioneprada.org/ticketing/UIPublic/CinemaDettaglio.aspx?idEvento=24338">Prenota qui il tuo posto</a></p>



<p><strong>La serata prosegue al Club Plastic, in via Gargano 15, con l&#8217;Official Party del film hosted by Gena Marvin. L’ingresso è gratuito, a partire da mezzanotte.</strong></p>
<div class="simplesocialbuttons simplesocial-simple-icons simplesocialbuttons_inline simplesocialbuttons-align-left post-107762 post  simplesocialbuttons-mobile-hidden simplesocialbuttons-inline-bottom-in">
		<button class="ssb_fbshare-icon"  rel="nofollow"  target="_blank"  aria-label="Facebook Share" data-href="https://www.facebook.com/sharer/sharer.php?u=https://toh-magazine.com/2024/01/queendom-fondazione-prada-festival-mix-plastic-milano-gay/" onClick="javascript:window.open(this.dataset.href, '', 'menubar=no,toolbar=no,resizable=yes,scrollbars=yes,height=600,width=600');return false;">
						<span class="icon"><svg xmlns="http://www.w3.org/2000/svg" viewBox="0 0 16 16" class="_1pbq" color="#ffffff"><path fill="#ffffff" fill-rule="evenodd" class="icon" d="M8 14H3.667C2.733 13.9 2 13.167 2 12.233V3.667A1.65 1.65 0 0 1 3.667 2h8.666A1.65 1.65 0 0 1 14 3.667v8.566c0 .934-.733 1.667-1.667 1.767H10v-3.967h1.3l.7-2.066h-2V6.933c0-.466.167-.9.867-.9H12v-1.8c.033 0-.933-.266-1.533-.266-1.267 0-2.434.7-2.467 2.133v1.867H6v2.066h2V14z"></path></svg></span>
						<span class="simplesocialtxt">Share </span> </button>
<button class="ssb_tweet-icon"  rel="nofollow"  target="_blank"  aria-label="Twitter Share" data-href="https://twitter.com/intent/tweet?text=Queendom+in+Fondazione+Prada+e+poi+party+al+Plastic+di+Milano&url=https://toh-magazine.com/2024/01/queendom-fondazione-prada-festival-mix-plastic-milano-gay/&via=tohmagazine" onClick="javascript:window.open(this.dataset.href, '', 'menubar=no,toolbar=no,resizable=yes,scrollbars=yes,height=600,width=600');return false;">
						<span class="icon"><svg viewBox="0 0 16 14" fill="none" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg"><path d="M4.9 0H0L5.782 7.7098L0.315 14H2.17L6.6416 8.8557L10.5 14H15.4L9.3744 5.9654L14.56 0H12.705L8.5148 4.8202L4.9 0ZM11.2 12.6L2.8 1.4H4.2L12.6 12.6H11.2Z" fill="#fff"/></svg></span><i class="simplesocialtxt">Post </i></button>
</div>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://toh-magazine.com/2024/01/queendom-fondazione-prada-festival-mix-plastic-milano-gay/">Queendom in Fondazione Prada e poi party al Plastic di Milano</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://toh-magazine.com">Toh! Magazine</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">107762</post-id>	</item>
		<item>
		<title>Khoa Lê: uno suo sguardo intimo sulla comunità queer di Ho Chi Minh City</title>
		<link>https://toh-magazine.com/2023/11/khoa-le-e-la-comunita-queer-di-ho-chi-minh-city-lgbt-documentary-movie-film-festival-mix/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=khoa-le-e-la-comunita-queer-di-ho-chi-minh-city-lgbt-documentary-movie-film-festival-mix</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Marco Cresci]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 11 Nov 2023 11:38:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Culture]]></category>
		<category><![CDATA[Mix Festival]]></category>
		<category><![CDATA[documentario queer]]></category>
		<category><![CDATA[Festival Mix]]></category>
		<category><![CDATA[Ho Chi Minh City]]></category>
		<category><![CDATA[Khoa Lê]]></category>
		<category><![CDATA[queer]]></category>
		<category><![CDATA[queer documentary]]></category>
		<category><![CDATA[saigon]]></category>
		<category><![CDATA[toh magazine]]></category>
		<category><![CDATA[transgender]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://toh-magazine.com/?p=107449</guid>

					<description><![CDATA[<p>"Mother Saigon" è un documentario che esplora l'amore, il desiderio e l'orgoglio della comunità queer di Ho Chi Minh City, ex Saigon.</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://toh-magazine.com/2023/11/khoa-le-e-la-comunita-queer-di-ho-chi-minh-city-lgbt-documentary-movie-film-festival-mix/">Khoa Lê: uno suo sguardo intimo sulla comunità queer di Ho Chi Minh City</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://toh-magazine.com">Toh! Magazine</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<h3>Il regista <strong>Khoa Lê</strong> ha presentato il suo ultimo lavoro <strong>&#8220;Mother&nbsp;Saigon</strong>&#8221; al <strong>37°</strong> MIX Festival di Milano; un documentario che esplora l&#8217;amore, il desiderio e l&#8217;orgoglio della comunità queer di&nbsp;Ho&nbsp;Chi&nbsp;Minh&nbsp;City, in passato nota come&nbsp;Saigon. </h3>



<p>Presentato in esclusiva a Milano per il <a href="https://toh-magazine.com/2023/09/mix-festival-queer-milano-party-teatro-piccolo-drag-show-toh-magazine/">37° MiX Festiva</a>l Internazionale di Cinema LGBTQ+ e Cultura Queer, lo scorso settembre, il documentario &#8220;Mother Saigon&#8221; del <a href="https://www.instagram.com/lekhoa/?hl=it">regista</a> canadese Khoa Lê ci offre uno sguardo intimo e a tratti commovente della comunità lgbtqia+ di Ho Chi Min City. </p>



<p>Il film si apre con un lungo piano sequenza di due donne trans intente a dialogare, una delle quali non udente, tra le due si instaura un discorso silenzioso fatto di sguardi e di complicità, la donna sorda è chiaramente una homeless e campa cercando di vendere bigiotteria all&#8217;amica, in una trattativa senza parole ma fatta di sguardi e pose che risulta toccante e commovente.</p>



<h4>Questa scena getta le basi del dcumentario, ci lascia capire subito l&#8217;intimità che il giovane regista Khoa Lê riesce ad instaurare con le persone che decide di raccontare. </h4>



<p>Attraverso un mosaico di ritratti intimi, esplora il desiderio universale di amore, accettazione, connessione e appartenenza dell’umanità attraverso una lente LGBTQ+. &#8220;<a href="">Mother Saigon</a>&#8221; è una lettera d’amore, un’ode agrodolce a una madre confortante e allo stesso tempo inquietante, a una città tanto liberatrice quanto opprimente.</p>



<p>Lo abbiamo intervistato:</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><a href=""><img data-attachment-id="107454" data-permalink="https://toh-magazine.com/2023/11/khoa-le-e-la-comunita-queer-di-ho-chi-minh-city-lgbt-documentary-movie-film-festival-mix/mv5bnja0ngjiowqtm2zlmi00nddiltliy2utntk2mtuxnmu4zgrjxkeyxkfqcgdeqxvymjawmzc1mtq-_v1_fmjpg_ux1000_/" data-orig-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2023/11/MV5BNjA0NGJiOWQtM2ZlMi00NDdiLTliY2UtNTk2MTUxNmU4ZGRjXkEyXkFqcGdeQXVyMjAwMzc1MTQ@._V1_FMjpg_UX1000_.jpg" data-orig-size="1000,1444" data-comments-opened="0" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}" data-image-title="MV5BNjA0NGJiOWQtM2ZlMi00NDdiLTliY2UtNTk2MTUxNmU4ZGRjXkEyXkFqcGdeQXVyMjAwMzc1MTQ@._V1_FMjpg_UX1000_" data-image-description="" data-medium-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2023/11/MV5BNjA0NGJiOWQtM2ZlMi00NDdiLTliY2UtNTk2MTUxNmU4ZGRjXkEyXkFqcGdeQXVyMjAwMzc1MTQ@._V1_FMjpg_UX1000_-208x300.jpg" data-large-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2023/11/MV5BNjA0NGJiOWQtM2ZlMi00NDdiLTliY2UtNTk2MTUxNmU4ZGRjXkEyXkFqcGdeQXVyMjAwMzc1MTQ@._V1_FMjpg_UX1000_-709x1024.jpg" loading="lazy" width="709" height="1024" src="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2023/11/MV5BNjA0NGJiOWQtM2ZlMi00NDdiLTliY2UtNTk2MTUxNmU4ZGRjXkEyXkFqcGdeQXVyMjAwMzc1MTQ@._V1_FMjpg_UX1000_-709x1024.jpg" alt="Khoa Lê" class="wp-image-107454" srcset="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2023/11/MV5BNjA0NGJiOWQtM2ZlMi00NDdiLTliY2UtNTk2MTUxNmU4ZGRjXkEyXkFqcGdeQXVyMjAwMzc1MTQ@._V1_FMjpg_UX1000_-709x1024.jpg 709w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2023/11/MV5BNjA0NGJiOWQtM2ZlMi00NDdiLTliY2UtNTk2MTUxNmU4ZGRjXkEyXkFqcGdeQXVyMjAwMzc1MTQ@._V1_FMjpg_UX1000_-208x300.jpg 208w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2023/11/MV5BNjA0NGJiOWQtM2ZlMi00NDdiLTliY2UtNTk2MTUxNmU4ZGRjXkEyXkFqcGdeQXVyMjAwMzc1MTQ@._V1_FMjpg_UX1000_-768x1109.jpg 768w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2023/11/MV5BNjA0NGJiOWQtM2ZlMi00NDdiLTliY2UtNTk2MTUxNmU4ZGRjXkEyXkFqcGdeQXVyMjAwMzc1MTQ@._V1_FMjpg_UX1000_-900x1300.jpg 900w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2023/11/MV5BNjA0NGJiOWQtM2ZlMi00NDdiLTliY2UtNTk2MTUxNmU4ZGRjXkEyXkFqcGdeQXVyMjAwMzc1MTQ@._V1_FMjpg_UX1000_-450x650.jpg 450w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2023/11/MV5BNjA0NGJiOWQtM2ZlMi00NDdiLTliY2UtNTk2MTUxNmU4ZGRjXkEyXkFqcGdeQXVyMjAwMzc1MTQ@._V1_FMjpg_UX1000_-350x505.jpg 350w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2023/11/MV5BNjA0NGJiOWQtM2ZlMi00NDdiLTliY2UtNTk2MTUxNmU4ZGRjXkEyXkFqcGdeQXVyMjAwMzc1MTQ@._V1_FMjpg_UX1000_.jpg 1000w" sizes="(max-width: 709px) 100vw, 709px" /></a></figure>



<h4>Ciao Khoa Lê, come stai, come ti trovi a Milano?</h4>



<p>Bene, mi piace sempre venire in Italia, spero di conoscere un po&#8217; meglio la vostra scena queer.</p>



<h4>Raccontaci qualcosa di te, quando hai deciso di diventare un regista di documentari?</h4>



<p>Ho frequentato la scuola di cinema, perché qualcosa dovevo pur farla, poi ho studiato fotografia, mi ritengo una persona molto curiosa, quindi trovo sempre qualcosa che attira la mia attenzione. Ad essere onesto il cinema non era qualcosa che mi attirava particolarmente, non era una passione, ero più interessato a imparare forme d&#8217;espressione diverse. </p>



<h3>Fare un film per me oggi è qualcosa di molto personale, ogni mio film è anche un percorso di  auto apprendimento, di esplorazione, ho cominciato a fare cinema per capire meglio la mia relazione con il mondo, e capisco che questo è molto egoista.</h3>



<p>Nel mio documentario precedente &#8220;Bà nôi&#8221; parlavo del rapporto con mia nonna ed esploravo le mie radici in Vietnam e come potevo relazionarmi ad un tradizione culturale così forte. Ho una sorta di odio e amore verso il Vietnam ma è da dove vengo e dove la mia famiglia vive. </p>



<h4>In questo nuovo film &#8220;Mother Saigon&#8221; il tema è lo stesso ma racconto esploro le possibilità di persone che potrebbero anche essere me, quindi è un film che parla di loro ma anche di me stesso perché posso relazionarmi con ciascuno di loro.</h4>



<p>Mi hanno aiutato durante il processo creativo a capire cosa stavo cercando in termini di relazioni, amore, sogni, speranze, e a tutte le difficoltà che hanno incontrato. </p>



<p>Sono cresciuto in Canada, ma vado spesso in Vietnam, così quando vedo il loro modo di vivere posso totalmente relazionarmici, e posso vedere me stesso nelle stesse situazioni in cui si sono trovati loro. </p>



<h3>Per me fare film non è una professione, è qualcosa di più forte, quando si accende il desiderio di  raccontare qualcosa devo lasciarlo uscire dal mio corpo, e fare film è uno dei modi per farlo, come rilasciare una forte pressione che sto cercando di trattenere.</h3>



<p><strong>Come hai scelto le persone e le loro storie?</strong></p>



<p>Innanzitutto son persone con cui son diventato amico, ero in cerca di un argomento da raccontare, così sono andato a Ho Chi Minh City per cercare di capire e di connettermi con la comunità locale e lentamente ci siamo avvicinati. </p>



<p>La verità però è che originariamente stavo lavorando a un film con un copione, sono tornato in Vietnam per cercare il protagonista di questa storia che avevo scritto, mi chiedevo che ragazzo sarà, come vestirà, cosa indosserà, che musica ascolterà, non ne avevo idea. </p>



<p>Così cercando questo personaggio nel mondo reale, ho incontrato un ragazzo per caso in un bar che ha cominciato a raccontarmi la sua storia,  ed io ho subito pensato: ecco è lui, inpersonifica tutto lo spirito del mio pers<strong>o</strong>naggio!</p>



<p>Ero completamente attratto dalla sua storia e dalla sua persona, ed è scattata la curiosità di conoscere la sua comunità, le persone che gli stanno intorno, così mi sono completamente dimenticato del copione che avevo scritto  e mi sono concentrato sulle persone. </p>



<p>Ho conosciuto e mi sono connesso con questa comunità di donne trans che mi hanno introdotto nella loro vita, volevo capire la missione e lo scopo di questa &#8220;house&#8221; e di questa donna che si prende cura di un gruppo di ragazzini proteggendoli e seguendo il loro percorso di scoperta e accettazione: sono gay, sono trans, sono donna? </p>



<h4>Non esiste uno spazio del genere in Vietnam, e lei ha creato questa comunità che supporta come scopo di vita. Ho sentito l&#8217;urgenza di parlarne.</h4>



<p>Posso relazionarmi con ciascuno di loro, siamo diventati amici, famiglia, comunità, e lì ho cominciato a ragionare sul far diventare questa esperienza il mio nuovo progetto.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img data-attachment-id="107453" data-permalink="https://toh-magazine.com/2023/11/khoa-le-e-la-comunita-queer-di-ho-chi-minh-city-lgbt-documentary-movie-film-festival-mix/khoa-le%cc%82-georgiagarofalo/" data-orig-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2023/11/Khoa-Lê-@-GeorgiaGarofalo.jpg" data-orig-size="720,1080" data-comments-opened="0" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;4.5&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;Canon EOS 6D&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;1696025836&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;35&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;1600&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0.0125&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;1&quot;}" data-image-title="Khoa Lê @ GeorgiaGarofalo" data-image-description="&lt;p&gt;Khoa Lê @ GeorgiaGarofalo&lt;/p&gt;
" data-medium-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2023/11/Khoa-Lê-@-GeorgiaGarofalo-200x300.jpg" data-large-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2023/11/Khoa-Lê-@-GeorgiaGarofalo-683x1024.jpg" loading="lazy" width="683" height="1024" src="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2023/11/Khoa-Lê-@-GeorgiaGarofalo-683x1024.jpg" alt="Khoa Lê @ GeorgiaGarofalo" class="wp-image-107453" srcset="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2023/11/Khoa-Lê-@-GeorgiaGarofalo-683x1024.jpg 683w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2023/11/Khoa-Lê-@-GeorgiaGarofalo-200x300.jpg 200w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2023/11/Khoa-Lê-@-GeorgiaGarofalo-450x675.jpg 450w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2023/11/Khoa-Lê-@-GeorgiaGarofalo-350x525.jpg 350w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2023/11/Khoa-Lê-@-GeorgiaGarofalo.jpg 720w" sizes="(max-width: 683px) 100vw, 683px" /><figcaption><strong><sup>Khoa Lê al MIX 37 &#8211; ph. Georgia Garofalo</sup></strong></figcaption></figure>



<p><strong>&#8220;Mother Saigon&#8221; apre con un lungo piano sequenza che mostra il dialogo tra due donne trans di cui una è sorda, è una scena toccante e vera perché le due si capiscono perfettamente e trapela l&#8217;affetto reciproco il come si prendono cura l&#8217;una dell&#8217;altra, me ne parli?</strong></p>



<p>Mi fa piacere che hai notato tutto questo! </p>



<h3>&#8220;Mother Saigon&#8221; è un film che parla di prendersi cura l&#8217;uno dell&#8217;altro, di come supportarci, e in quanto persona queer è un tema importantissimo. </h3>



<p>Come possiamo convivere con gli altri e come possiamo aiutarci. Quella scena è molto importante per me, durante le riprese uno degli attori è venuto da me e mi ha detto: &#8220;Ho un amico, è una donna trans, vive per strada, vende sigarette la notte e vorrei condividere il mio tempo nel film con lei, se avrò dieci minuti nel film voglio che in questo spazio ci sia anche lei&#8221;. </p>



<h4>L&#8217;ho trovato un atto di condivisione molto toccante e vicino al tema che stavo trattando, così ho acconsentito senza la minima idea di cosa girare, e dove mettere questi personaggi. Così ho fatto quello che mi salva sempre, ed ho seguito il mio istinto. </h4>



<p>Non volevo un luogo riconoscibile della città, non identificabile per gli spettatori. Ad Ho Chi Minh c&#8217;è un parco molto rumoroso per via degli insetti, ce ne sono così tanti che fai fatica a parlare e ad ascoltare, quindi ho trovato fosse perfetto perché questa donna trans è sorda e quindi ci avrebbe reso tutti alla pari. </p>



<p>Non sapevo sinceramente dove avrei posizionato questa scena commovente e toccante, perché filmandoli per due ore in quella che poteva essere la loro quotidianità è uscito il loro volersi bene il prendersi cura l&#8217;una dell&#8217;altra. Ci sono sette minuti su di loro nel documentario ma avrei potuto fare un film intero con quelle 2 ore di girato, è stato così potente quel silenzio che ci sto seriamente pensando.</p>



<p>E&#8217; una scena che parla di femminilità, di sorellanza, di prendersi cura, e di quel senso di comunità, ricordo che filmando la scena tutta la troupe ha pianto. Non avevo idea di dove infilarla, ma dopo l&#8217;editing ho capito che aveva bisogno di un posto importante, ma allo stesso tempo sono consapevole che si disconnette dal resto del film. </p>



<p>Alla fine l&#8217;ho messa all&#8217;inizio perché penso getti il tono a tutto il film e la sensazione e le emozioni che volevo trasmettere, non bisogna cercare di capire sempre tutto, ma essere sempre aperti e ascoltare con il cuore. E&#8217; un film sugli esseri umani, non è un topic essere bi, gay o lesbiche, ero interessato nel raccontare la realtà di queste persone che non sono miserabili, ma coraggiose e forti e fiere.</p>



<h4>Hai un&#8217;icona queer?</h4>



<p>Janet Jackson perché ha sempre espresso libertà e la sua musica non è scalfita dal tempo.</p>



<h4>So che ti piace ballare, che musica ti piace?</h4>



<p>Amo la musica, mi piacciono i movimenti del corpo, la libertà di esprimersi, devo ballare ogni settimana fa parte della mia self care routine, non mi importa dove o con chi, posso essere fatto o sobrio ma devo ballare! Amo la techno, la house vecchia e nuova, uk garage, pop, drum&#8217;n bass.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img data-attachment-id="107452" data-permalink="https://toh-magazine.com/2023/11/khoa-le-e-la-comunita-queer-di-ho-chi-minh-city-lgbt-documentary-movie-film-festival-mix/khoa-le-elis-realini/" data-orig-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2023/11/khoa-Le-@-Elis-Realini-.jpg" data-orig-size="1670,1114" data-comments-opened="0" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;2&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;NIKON D7500&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;1696016925&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;85&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;640&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0.00625&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;1&quot;}" data-image-title="khoa Le @ Elis Realini" data-image-description="&lt;p&gt;khoa Le @ Elis Realini&lt;/p&gt;
" data-medium-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2023/11/khoa-Le-@-Elis-Realini--300x200.jpg" data-large-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2023/11/khoa-Le-@-Elis-Realini--1024x683.jpg" loading="lazy" width="1024" height="683" src="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2023/11/khoa-Le-@-Elis-Realini--1024x683.jpg" alt="khoa Le @ Elis Realini" class="wp-image-107452" srcset="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2023/11/khoa-Le-@-Elis-Realini--1024x683.jpg 1024w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2023/11/khoa-Le-@-Elis-Realini--300x200.jpg 300w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2023/11/khoa-Le-@-Elis-Realini--768x512.jpg 768w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2023/11/khoa-Le-@-Elis-Realini--1536x1025.jpg 1536w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2023/11/khoa-Le-@-Elis-Realini--1000x667.jpg 1000w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2023/11/khoa-Le-@-Elis-Realini--900x600.jpg 900w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2023/11/khoa-Le-@-Elis-Realini--450x300.jpg 450w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2023/11/khoa-Le-@-Elis-Realini--350x233.jpg 350w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2023/11/khoa-Le-@-Elis-Realini-.jpg 1670w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption><strong><sup>khoa Le @  MIX 35 &#8211; ph.Elis Realini</sup></strong></figcaption></figure>



<p class="has-white-color has-text-color">Khoa Lê</p>



<p></p>



<p></p>



<p></p>
<div class="simplesocialbuttons simplesocial-simple-icons simplesocialbuttons_inline simplesocialbuttons-align-left post-107449 post  simplesocialbuttons-mobile-hidden simplesocialbuttons-inline-bottom-in">
		<button class="ssb_fbshare-icon"  rel="nofollow"  target="_blank"  aria-label="Facebook Share" data-href="https://www.facebook.com/sharer/sharer.php?u=https://toh-magazine.com/2023/11/khoa-le-e-la-comunita-queer-di-ho-chi-minh-city-lgbt-documentary-movie-film-festival-mix/" onClick="javascript:window.open(this.dataset.href, '', 'menubar=no,toolbar=no,resizable=yes,scrollbars=yes,height=600,width=600');return false;">
						<span class="icon"><svg xmlns="http://www.w3.org/2000/svg" viewBox="0 0 16 16" class="_1pbq" color="#ffffff"><path fill="#ffffff" fill-rule="evenodd" class="icon" d="M8 14H3.667C2.733 13.9 2 13.167 2 12.233V3.667A1.65 1.65 0 0 1 3.667 2h8.666A1.65 1.65 0 0 1 14 3.667v8.566c0 .934-.733 1.667-1.667 1.767H10v-3.967h1.3l.7-2.066h-2V6.933c0-.466.167-.9.867-.9H12v-1.8c.033 0-.933-.266-1.533-.266-1.267 0-2.434.7-2.467 2.133v1.867H6v2.066h2V14z"></path></svg></span>
						<span class="simplesocialtxt">Share </span> </button>
<button class="ssb_tweet-icon"  rel="nofollow"  target="_blank"  aria-label="Twitter Share" data-href="https://twitter.com/intent/tweet?text=Khoa+L%C3%AA%3A+uno+suo+sguardo+intimo+sulla+comunit%C3%A0+queer+di%C2%A0Ho%C2%A0Chi%C2%A0Minh%C2%A0City&url=https://toh-magazine.com/2023/11/khoa-le-e-la-comunita-queer-di-ho-chi-minh-city-lgbt-documentary-movie-film-festival-mix/&via=tohmagazine" onClick="javascript:window.open(this.dataset.href, '', 'menubar=no,toolbar=no,resizable=yes,scrollbars=yes,height=600,width=600');return false;">
						<span class="icon"><svg viewBox="0 0 16 14" fill="none" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg"><path d="M4.9 0H0L5.782 7.7098L0.315 14H2.17L6.6416 8.8557L10.5 14H15.4L9.3744 5.9654L14.56 0H12.705L8.5148 4.8202L4.9 0ZM11.2 12.6L2.8 1.4H4.2L12.6 12.6H11.2Z" fill="#fff"/></svg></span><i class="simplesocialtxt">Post </i></button>
</div>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://toh-magazine.com/2023/11/khoa-le-e-la-comunita-queer-di-ho-chi-minh-city-lgbt-documentary-movie-film-festival-mix/">Khoa Lê: uno suo sguardo intimo sulla comunità queer di Ho Chi Minh City</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://toh-magazine.com">Toh! Magazine</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">107449</post-id>	</item>
		<item>
		<title>MiX Festival 2023: tutto quello che dovete sapere sul festival queer di Milano</title>
		<link>https://toh-magazine.com/2023/09/mix-festival-queer-milano-party-teatro-piccolo-drag-show-toh-magazine/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=mix-festival-queer-milano-party-teatro-piccolo-drag-show-toh-magazine</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 27 Sep 2023 13:23:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Culture]]></category>
		<category><![CDATA[Mix Festival]]></category>
		<category><![CDATA[CULTURE]]></category>
		<category><![CDATA[ftm]]></category>
		<category><![CDATA[lgbt]]></category>
		<category><![CDATA[toh magazine]]></category>
		<category><![CDATA[trans]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://toh-magazine.com/?p=107306</guid>

					<description><![CDATA[<p>Il programma completo del MiX festival di Milano.</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://toh-magazine.com/2023/09/mix-festival-queer-milano-party-teatro-piccolo-drag-show-toh-magazine/">MiX Festival 2023: tutto quello che dovete sapere sul festival queer di Milano</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://toh-magazine.com">Toh! Magazine</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<h3>Torna dal 28 settembre al 1° ottobre a Milano, ospitato come sempre al Piccolo Teatro Strehler e al Piccolo Teatro Studio Melato, il MiX Festival Internazionale di Cinema LGBTQ+ e Cultura Queer, il più seguito e importante evento queer in Italia, nonché uno dei più rilevanti a livello europeo, che per la sua 37esima stagione presenta un ampio programma multidisciplinare, all’insegna del nuovo claim #StayOpen.</h3>



<p>Spiccano Conann del regista di culto Bertrand Mandico e, fuori concorso, Rotting in the Sun dell’autore cileno Sebastián Silva in collaborazione con <a href="https://mubi.com/it/it/films/rotting-in-the-sun">MUBI</a>; e ancora incontri con artistə, registə, influencer, attori e attrici, installazioni, spettacoli e tanta musica live con i consueti dj set serali. </p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-full"><img data-attachment-id="107309" data-permalink="https://toh-magazine.com/2023/09/mix-festival-queer-milano-party-teatro-piccolo-drag-show-toh-magazine/rottinginthesun_keystill_03-dimensioni-medie/" data-orig-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2023/09/RottingInTheSun_KeyStill_03-dimensioni-medie.jpeg" data-orig-size="640,333" data-comments-opened="0" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;1685118564&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;1&quot;}" data-image-title="RottingInTheSun_KeyStill_03-dimensioni-medie" data-image-description="" data-medium-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2023/09/RottingInTheSun_KeyStill_03-dimensioni-medie-300x156.jpeg" data-large-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2023/09/RottingInTheSun_KeyStill_03-dimensioni-medie.jpeg" loading="lazy" width="640" height="333" src="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2023/09/RottingInTheSun_KeyStill_03-dimensioni-medie.jpeg" alt="MiX Festival" class="wp-image-107309" srcset="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2023/09/RottingInTheSun_KeyStill_03-dimensioni-medie.jpeg 640w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2023/09/RottingInTheSun_KeyStill_03-dimensioni-medie-300x156.jpeg 300w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2023/09/RottingInTheSun_KeyStill_03-dimensioni-medie-450x234.jpeg 450w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2023/09/RottingInTheSun_KeyStill_03-dimensioni-medie-350x182.jpeg 350w" sizes="(max-width: 640px) 100vw, 640px" /></figure></div>



<p>Un’edizione che, come sottolinea il claim, si preannuncia per contenuti, protagonisti ed eventi, con un approccio trasversale a tutti gli aspetti della cultura queer. </p>



<blockquote class="wp-block-quote is-style-default"><p>Da 37 anni il MiX Festival porta al suo pubblico la migliore cinematografia LGBTQ+ nazionale e internazionale. Quest’anno, oltre alla nostra vetrina mondiale di<br>film queer contemporanei, proseguendo il percorso intersezionale e multidisciplinare tracciato prima di noi, porteremo il pubblico anche al di là dello schermo cinematografico, con un programma di iniziative che si apre ad ogni tipo di differenza, conoscenza e contaminazione, creando sinergie e collaborazioni con altre<br>realtà culturali.</p><cite> Paolo Armelli, Pierpaolo Astolfi e Priscilla Robledo </cite></blockquote>



<h4><br> Così oltre agli storici tre concorsi internazionali – Lungometraggi, Documentari e Cortometraggi – che porteranno in gara opere potenti e visionarie capaci di modificare le prospettive e di dare una nuova visione del mondo sempre più complesso, si aggiunge in questa edizione il Concorso Queer Music Video, nato in collaborazione con il creative hub Futuro Solido, con l’obiettivo di intercettare e promuovere nuovi<br>talenti queer e di presentare nuove modalità di raccontare le identità LGTBQ+ attraverso altri media. </h4>



<p>A inaugurare il ricchissimo programma composto da film provenienti da tutto il mondo, sarà:</p>



<p>giovedì 28 settembre, ore 20, Piccolo Teatro Strehler – l’anteprima italiana di Mutt dell&#8217;esordiente Vuk Lungulov- Klotz, vera sorpresa dell’ultimo Sundance 2023, dove ha debuttato in anteprima mondiale e dove l’interprete protagonista Lio Mehiel ha vinto il premio U.S. Dramatic Special Jury Award for Best Acting, e della 73° Berlinale in cui si è aggiudicato la Special Mention of the Generation 14plus International Jury. (<a href="https://toh-magazine.com/2023/09/lio-mehiel-sovverte-le-regole/">leggi intervista a Lio Mehiel, cover star di Toh! Magazine di settembre</a>)</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img data-attachment-id="107270" data-permalink="https://toh-magazine.com/2023/09/lio-mehiel-sovverte-le-regole/toh0923-cover/" data-orig-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2023/09/Toh0923-Cover.jpeg" data-orig-size="1200,1500" data-comments-opened="0" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}" data-image-title="Lio Mehiel toh magazine" data-image-description="" data-medium-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2023/09/Toh0923-Cover-240x300.jpeg" data-large-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2023/09/Toh0923-Cover-819x1024.jpeg" loading="lazy" width="819" height="1024" src="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2023/09/Toh0923-Cover-819x1024.jpeg" alt="Lio Mehiel toh magazine " class="wp-image-107270" srcset="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2023/09/Toh0923-Cover-819x1024.jpeg 819w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2023/09/Toh0923-Cover-240x300.jpeg 240w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2023/09/Toh0923-Cover-768x960.jpeg 768w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2023/09/Toh0923-Cover-1000x1250.jpeg 1000w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2023/09/Toh0923-Cover-900x1125.jpeg 900w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2023/09/Toh0923-Cover-450x563.jpeg 450w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2023/09/Toh0923-Cover-350x438.jpeg 350w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2023/09/Toh0923-Cover.jpeg 1200w" sizes="(max-width: 819px) 100vw, 819px" /></figure>



<h4>Il film del regista cileno-serbo, ospite del festival &#8211; grazie al supporto del Consolato Usa a Milano &#8211; insieme al suə protagonista, narra una storia intensa che si svolge nell’arco di 24 ore a New York, con al centro vite in transizione, non solo di genere; sarà presentato la mattina successiva, anche a studenti e studentesse delle scuole superiori (ingresso su invito). </h4>



<p>La proiezione inaugurale sarà preceduta dalla cerimonia di apertura, condotta da Paolo Camilli, fresco vincitore di un SAG Awards per la sua partecipazione nella serie Hbo “The White Lotus” e prossimo giudice nella terza edizione di Drag Race Italia, e che vedrà il saluto istituzionale dell’assessore alla cultura del Comune di Milano, Tommaso Sacchi, e l’intervento dell’attrice Marta Pizzigallo, qui con un monologo dedicato all’anniversario delle rivolte delle donne in Iran, oltre all’esibizione live della rapper <a href="https://toh-magazine.com/2022/06/bigmama-pride-milano-levis-salmo-harry-styles/">Big Mama</a> e alla coreografia firmata da Giorgio Camandona con lə artistə di<br>Italy Bares, il noto charity show che sostiene la ricerca di Anlaids.<br> <br>A chiudere il MiX Festival – domenica 1° ottobre, ore 21.15, Piccolo Teatro Strehler – un’altra proiezione in anteprima italiana, Four Little Adults della regista finlandese Selma Vilhunen, divertente commedia che racconta la storia di quattro adulti alle prese con le sfide poste da una relazione poliamorosa, già vincitrice di un premio per la Migliore interpretazione al Göteborg Film Festival. </p>



<h4>Come ogni anno si rinnova e anzi raddoppia l’appuntamento sul Sagrato con la musica dei migliori dj della scena queer milanese e non solo. Da giovedì 28 settembre a domenica 1° ottobre dalle ore 19.30 alle 21.00 alla console del MiX Festival si alterneranno artistə selezionatə dai media partner MTV e Paramount+. </h4>



<p>A seguire, negli stessi giorni dalle 21.00 a mezzanotte, torna il classico appuntamento di Music On The Steps, il palinsesto di dj curato da Simone Bisantino, che vedrà alternarsi nomi del calibro di Playgirls from Caracas, Just Cavalle, Barbarella, Mariven, Toilet Club, Twilo, Cool Kids Can’t Die, Ragazza Milano e DJ412 che altro non è che Marco Cresci, direttore di Toh! Magazine.</p>



<figure class="wp-block-image size-full"><img data-attachment-id="107308" data-permalink="https://toh-magazine.com/2023/09/mix-festival-queer-milano-party-teatro-piccolo-drag-show-toh-magazine/schermata-2023-09-27-alle-15-16-13/" data-orig-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2023/09/Schermata-2023-09-27-alle-15.16.13.png" data-orig-size="796,795" data-comments-opened="0" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}" data-image-title="dj412 toh magazine mix" data-image-description="" data-medium-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2023/09/Schermata-2023-09-27-alle-15.16.13-300x300.png" data-large-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2023/09/Schermata-2023-09-27-alle-15.16.13.png" loading="lazy" width="796" height="795" src="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2023/09/Schermata-2023-09-27-alle-15.16.13.png" alt="dj412 toh magazine mix" class="wp-image-107308" srcset="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2023/09/Schermata-2023-09-27-alle-15.16.13.png 796w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2023/09/Schermata-2023-09-27-alle-15.16.13-300x300.png 300w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2023/09/Schermata-2023-09-27-alle-15.16.13-150x150.png 150w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2023/09/Schermata-2023-09-27-alle-15.16.13-768x767.png 768w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2023/09/Schermata-2023-09-27-alle-15.16.13-450x449.png 450w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2023/09/Schermata-2023-09-27-alle-15.16.13-350x350.png 350w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2023/09/Schermata-2023-09-27-alle-15.16.13-50x50.png 50w" sizes="(max-width: 796px) 100vw, 796px" /></figure>
<div class="simplesocialbuttons simplesocial-simple-icons simplesocialbuttons_inline simplesocialbuttons-align-left post-107306 post  simplesocialbuttons-mobile-hidden simplesocialbuttons-inline-bottom-in">
		<button class="ssb_fbshare-icon"  rel="nofollow"  target="_blank"  aria-label="Facebook Share" data-href="https://www.facebook.com/sharer/sharer.php?u=https://toh-magazine.com/2023/09/mix-festival-queer-milano-party-teatro-piccolo-drag-show-toh-magazine/" onClick="javascript:window.open(this.dataset.href, '', 'menubar=no,toolbar=no,resizable=yes,scrollbars=yes,height=600,width=600');return false;">
						<span class="icon"><svg xmlns="http://www.w3.org/2000/svg" viewBox="0 0 16 16" class="_1pbq" color="#ffffff"><path fill="#ffffff" fill-rule="evenodd" class="icon" d="M8 14H3.667C2.733 13.9 2 13.167 2 12.233V3.667A1.65 1.65 0 0 1 3.667 2h8.666A1.65 1.65 0 0 1 14 3.667v8.566c0 .934-.733 1.667-1.667 1.767H10v-3.967h1.3l.7-2.066h-2V6.933c0-.466.167-.9.867-.9H12v-1.8c.033 0-.933-.266-1.533-.266-1.267 0-2.434.7-2.467 2.133v1.867H6v2.066h2V14z"></path></svg></span>
						<span class="simplesocialtxt">Share </span> </button>
<button class="ssb_tweet-icon"  rel="nofollow"  target="_blank"  aria-label="Twitter Share" data-href="https://twitter.com/intent/tweet?text=MiX+Festival+2023%3A+tutto+quello+che+dovete+sapere+sul+festival+queer+di+Milano&url=https://toh-magazine.com/2023/09/mix-festival-queer-milano-party-teatro-piccolo-drag-show-toh-magazine/&via=tohmagazine" onClick="javascript:window.open(this.dataset.href, '', 'menubar=no,toolbar=no,resizable=yes,scrollbars=yes,height=600,width=600');return false;">
						<span class="icon"><svg viewBox="0 0 16 14" fill="none" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg"><path d="M4.9 0H0L5.782 7.7098L0.315 14H2.17L6.6416 8.8557L10.5 14H15.4L9.3744 5.9654L14.56 0H12.705L8.5148 4.8202L4.9 0ZM11.2 12.6L2.8 1.4H4.2L12.6 12.6H11.2Z" fill="#fff"/></svg></span><i class="simplesocialtxt">Post </i></button>
</div>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://toh-magazine.com/2023/09/mix-festival-queer-milano-party-teatro-piccolo-drag-show-toh-magazine/">MiX Festival 2023: tutto quello che dovete sapere sul festival queer di Milano</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://toh-magazine.com">Toh! Magazine</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">107306</post-id>	</item>
		<item>
		<title>Lio Mehiel sovverte le regole</title>
		<link>https://toh-magazine.com/2023/09/lio-mehiel-sovverte-le-regole/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=lio-mehiel-sovverte-le-regole</link>
					<comments>https://toh-magazine.com/2023/09/lio-mehiel-sovverte-le-regole/#comments</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Marco Cresci]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 26 Sep 2023 14:31:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Culture]]></category>
		<category><![CDATA[Mix Festival]]></category>
		<category><![CDATA[attore trans]]></category>
		<category><![CDATA[f to m]]></category>
		<category><![CDATA[festival lgbtq]]></category>
		<category><![CDATA[Lgbtq+]]></category>
		<category><![CDATA[lio mehiel]]></category>
		<category><![CDATA[Marco Cresci]]></category>
		<category><![CDATA[mutt]]></category>
		<category><![CDATA[sundace]]></category>
		<category><![CDATA[toh magazine]]></category>
		<category><![CDATA[trans actor]]></category>
		<category><![CDATA[transexual]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://toh-magazine.com/?p=107265</guid>

					<description><![CDATA[<p>Lio Mehiel è il primo interprete trans a vincere un premio come attore protagonista al Sundance. L'abbiamo intervistatə in attesa della sua partecipazione al MIX - Festival Internazionale di Cinema LGBTQ+ e cultura Queer.</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://toh-magazine.com/2023/09/lio-mehiel-sovverte-le-regole/">Lio Mehiel sovverte le regole</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://toh-magazine.com">Toh! Magazine</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<h3>Con la sua interpretazione in &#8220;Mutt&#8221; Lio Mehiel è stat<strong>ə</strong> il primo inteprete trans in assoluto a vincere il Premio Speciale della Giuria al Sundance 2023. L&#8217;abbiamo intervistat<strong>ə</strong> in attesa di vederl<strong>ə</strong> alla cerimonia di apertura del MIX 37, il 28 settembre a Milano.</h3>



<p><a href="https://www.instagram.com/lio.mehiel/">Lio Mehiel</a> dopo il trionfo al Sundance con &#8220;Mutt&#8221; ha continuato il suo viaggio entusiasmando pubblico e critica alla Berlinale, dove è statə insignitə del premio per il miglior film, prima di arrivare a Milano dove è statə scelto come film d&#8217;apertura del<a href="https://mixfestivalmilano.digivents.net/"> MIX Festival Internazionale di Cinema LGBTQ+ e cultura Queer</a> che si terrà dal 28 settembre al 1° ottobre 2023.</p>



<p>Attore, regista e artista non binary di origini portoricane e greche, con il suo lavoro Lío approfondisce la “transitudine” come filosofia andando oltre la semplice espressione di genere facendo scalpore e stravolgendo le regole imposte dalla società. </p>



<p>Il suo contributo all&#8217;arte e alla rappresentazione delle persone transgender dà potere e continua a ispirare e con &#8220;Mutt&#8221; ha portato una nuova sfumatura nella narrazione della transizione di genere. </p>



<p>Il film, debutto alla regia di Vuk Lungulov-Klotz, documenta 24 ore estremamente impegnative a New York per la protagonista, Feña, interpretata da Mehiel, caratterizzata da sconvolgimenti e altalenanti stati emotivi.</p>



<p>Oltre al cinema, Lío è attualmente il producer e creative director del progetto &#8220;Angels&#8221;, una collezione in via di sviluppo di sculture in pietra di esseri umani transgender.</p>



<p>Mentre aspettiamo di vederlə al <a href="https://mixfestival.eu/programma/">Piccolo Teatro Strehler</a> ospite speciale in sala insieme al regista per la prima di &#8220;Mutt&#8221; ci siamo fatti raccontare la sua esperienza.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img data-attachment-id="107272" data-permalink="https://toh-magazine.com/2023/09/lio-mehiel-sovverte-le-regole/01_mutt_lio-mehiel-photo-by-mikaela-lungulov-klotz-web/" data-orig-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2023/09/01_MUTT_Lio-Mehiel.-Photo-by-Mikaela-Lungulov-Klotz-WEB-scaled.jpg" data-orig-size="2560,1418" data-comments-opened="0" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;1&quot;}" data-image-title="01_MUTT_Lio Mehiel. Photo by Mikaela Lungulov-Klotz WEB" data-image-description="&lt;p&gt;01_MUTT_Lio Mehiel. Photo by Mikaela Lungulov-Klotz WEB&lt;/p&gt;
" data-medium-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2023/09/01_MUTT_Lio-Mehiel.-Photo-by-Mikaela-Lungulov-Klotz-WEB-300x166.jpg" data-large-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2023/09/01_MUTT_Lio-Mehiel.-Photo-by-Mikaela-Lungulov-Klotz-WEB-1024x567.jpg" loading="lazy" width="1024" height="567" src="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2023/09/01_MUTT_Lio-Mehiel.-Photo-by-Mikaela-Lungulov-Klotz-WEB-1024x567.jpg" alt="01_MUTT_Lio Mehiel. Photo by Mikaela Lungulov-Klotz WEB" class="wp-image-107272" srcset="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2023/09/01_MUTT_Lio-Mehiel.-Photo-by-Mikaela-Lungulov-Klotz-WEB-1024x567.jpg 1024w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2023/09/01_MUTT_Lio-Mehiel.-Photo-by-Mikaela-Lungulov-Klotz-WEB-300x166.jpg 300w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2023/09/01_MUTT_Lio-Mehiel.-Photo-by-Mikaela-Lungulov-Klotz-WEB-768x426.jpg 768w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2023/09/01_MUTT_Lio-Mehiel.-Photo-by-Mikaela-Lungulov-Klotz-WEB-1536x851.jpg 1536w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2023/09/01_MUTT_Lio-Mehiel.-Photo-by-Mikaela-Lungulov-Klotz-WEB-2048x1135.jpg 2048w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2023/09/01_MUTT_Lio-Mehiel.-Photo-by-Mikaela-Lungulov-Klotz-WEB-1000x554.jpg 1000w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2023/09/01_MUTT_Lio-Mehiel.-Photo-by-Mikaela-Lungulov-Klotz-WEB-900x499.jpg 900w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2023/09/01_MUTT_Lio-Mehiel.-Photo-by-Mikaela-Lungulov-Klotz-WEB-450x249.jpg 450w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2023/09/01_MUTT_Lio-Mehiel.-Photo-by-Mikaela-Lungulov-Klotz-WEB-350x194.jpg 350w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption><strong><sup>Una scena dal film &#8220;Mutt&#8221; &#8211; ph Mikaela Lungulov</sup></strong></figcaption></figure>



<p><strong>Ciao Lio, come stai e dove ti trovi adesso?</strong></p>



<p>Sono nel Maine per un seminario e per una residenza sulle performance: si chiama &#8220;Questa è una performance school&#8221;. Monica Mirabile e Colin Self sono i direttori del programma. È stato fantastico.</p>



<p><strong>Primə interprete trans in assoluto a vincere il Premio Speciale della Giuria al Sundance &#8217;23 per il tuo ruolo da protagonista in &#8220;Mutt&#8221;. Cosa significa per te un traguardo così speciale?</strong></p>



<p>Sono così gratə. È raro che il tuo lavoro venga riconosciuto e questo premio è ancora più speciale perché è stato assegnato da tre artisti che ammiro profondamente: Jeremy O. Harris, Eliza Hittman e Marlee Matlin. </p>



<p>È anche stimolante pensare che vincere questo premio possa dare a più attori trans la fiducia necessaria per intraprendere una carriera nella recitazione. Questo premio invia il messaggio che c’è spazio per noi in questo settore.</p>



<p><strong>Qual è stata la prima cosa che ti è venuta in mente quando hai ricevuto il Premio?</strong></p>



<p>&#8220;È vero?&#8221; L&#8217;ho scoperto tramite Instagram!</p>



<p><strong>&#8216;Mutt&#8217; racconta la storia di un uomo transgender che intraprende un emozionante viaggio di 24 ore a New York City. Riesci a mettere in relazione qualcosa che accade nel film con la tua vita reale?</strong></p>



<p>Le scene finali tra Feña e suo padre sembravano simili ad alcune delle conversazioni che ho avuto con mia madre quando ho parlato per la prima volta della mia transizione di genere. </p>



<p>Alla fine, Pablo ama Feña e vuole essere un buon padre per lui, ma è spaventato perché non sa come sarà la vita di Feña in questo momento nu<strong>o</strong>v<strong>o</strong> per entrambe. </p>



<p>Anche mia madre nutriva per me questa delicata combinazione di amore e paura quando ho fatto coming out per la prima volta.</p>



<p><strong>&#8216;Mutt&#8217; è il primo film mainstream incentrato sulla storia di un ragazzo trans ed è anche scritto e diretto da un ragazzo trans. Immagino che questo ruolo sia davvero importante per te, qual è l&#8217;aspetto che ti è piaciuto di più nel lavorare a questo film?</strong></p>



<p>Realizzare &#8220;Mutt&#8221; è stata un&#8217;esperienza diversa da qualsiasi altra che avrò mai nella vita. Era il primo lungometraggio per tutti: lo sceneggiatore/regista, i produttori, io stesso, il direttore della fotografia, quindi c&#8217;era una magia sul set creata dalla passione e dall&#8217;entusiasmo che tutti condividevamo. </p>



<p>Adoro quell&#8217;energia &#8220;vergine&#8221;: c&#8217;è qualcosa di così vivo e innocente nel creare in quel lasso temporale. E poi il fatto che la nostra troupe fosse composta principalmente da persone queer, molte delle quali sono anche trans, significava che non dovevo mai spiegarmi o “difendere” la mia identità o validità in alcun modo. </p>



<p>Potevo semplicemente fare il mio lavoro e concentrarmi sulla creazione di un personaggio.</p>



<p><strong>Qual è stata la scena più difficile da interpretare?</strong></p>



<p>Direi le scene in cui sono arrabbiatə con mia sorella minore Zoe, interpretata dalla straordinaria Mimi Ryder, sono state le più difficili, perché non sono il tipo di persona aggressiva in quel modo, quindi è stato qualcosa in cui dovermi impegnare. </p>



<p>Sembrano scene semplici da girare in superficie, ma è così facile che una scena del genere diventi monocorde, quindi trovare la complessità e il colore nella rabbia e nell&#8217;aggressività è stato impegnativo.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img data-attachment-id="107273" data-permalink="https://toh-magazine.com/2023/09/lio-mehiel-sovverte-le-regole/john-and-feni%c2%83a-in-bed/" data-orig-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2023/09/John-and-FenÌa-in-bed.jpg" data-orig-size="1915,1440" data-comments-opened="0" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;1&quot;}" data-image-title="Mutt movie 2" data-image-description="&lt;p&gt;Mutt movie 2&lt;/p&gt;
" data-medium-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2023/09/John-and-FenÌa-in-bed-300x226.jpg" data-large-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2023/09/John-and-FenÌa-in-bed-1024x770.jpg" loading="lazy" width="1024" height="770" src="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2023/09/John-and-FenÌa-in-bed-1024x770.jpg" alt="Mutt movie 2" class="wp-image-107273" srcset="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2023/09/John-and-FenÌa-in-bed-1024x770.jpg 1024w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2023/09/John-and-FenÌa-in-bed-300x226.jpg 300w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2023/09/John-and-FenÌa-in-bed-768x578.jpg 768w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2023/09/John-and-FenÌa-in-bed-1536x1155.jpg 1536w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2023/09/John-and-FenÌa-in-bed-1000x752.jpg 1000w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2023/09/John-and-FenÌa-in-bed-900x677.jpg 900w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2023/09/John-and-FenÌa-in-bed-450x338.jpg 450w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2023/09/John-and-FenÌa-in-bed-350x263.jpg 350w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2023/09/John-and-FenÌa-in-bed.jpg 1915w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p><strong>Qual è la tua opinione personale sulla rappresentazione della comunità LGBTQI+ nel cinema e in TV?</strong></p>



<p>È stato fantastico vedere sempre più personaggi queer e trans rappresentati nei film e in televisione, ma sono molto entusiasta che sempre più persone queer e trans abbiano opportunità dietro la macchina da presa e nel lato commerciale del settore. </p>



<p>Sono gli agenti e i manager che chiamano i produttori e li convincono su quali giovani artisti vale la pena correre dei rischi, e quindi abbiamo bisogno di più persone trans e queer in queste posizioni. </p>



<p>Fino a quando non avremo un solido contingente di persone queer e trans in posizioni di potere dal punto di vista imprenditoriale, decidendo come vengono allocate le risorse, non vedremo alcun cambiamento significativo a lungo termine.</p>



<p><strong>Ho letto che stai anche lavorando a un progetto artistico chiamato “Angels”. Puoi dirmi qualcosa a riguardo?</strong></p>



<p>&#8220;<a href="http://utm_source=ig_web_copy_link&amp;igshid=MzRlODBiNWFlZA==">Angels</a>&#8221; è una collezione in via di sviluppo di busti in pietra di persone trans e di genere espansivo che sto creando in collaborazione con l&#8217;artista Holly Silius e i modelli Jari Jones, Emma D&#8217;Arcy, Deniz Chakur, Rain Valdez e altri. </p>



<p>La scultura figurativa è un mezzo che ha organismi non normativi storicamente esclusi, quindi è stimolante immaginare che questi pezzi vengano esposti accanto a opere antiche dell&#8217;impero greco e romano. </p>



<p>Questo progetto ha lo scopo di affermare e venerare i corpi transgender rendendoci tangibili, permanenti e letteralmente scolpiti nella pietra.</p>



<p><strong>Pensi che attraverso la tua arte sei diventatə più sicurə della tua identità?</strong></p>



<p>Assolutamente sì, utilizzo spesso la creazione artistica come uno spazio per sperimentare aspetti della mia identità e per capire meglio chi sono. </p>



<p>Con ciascun progetto mi sento come se mi avvicinassi sempre di più alla comprensione di quale sia la mia voce e quindi di come posso essere utile nel modo più autentico.</p>



<p><strong>Parlando di queerness nel tuo lavoro, è qualcosa che ti sei sempre sentitə a tuo agio nel fare?</strong></p>



<p>Tutto ciò che ho creato da quando mi sono laureatə ha a che fare con temi queerness. Non penso di poter separare la mia identità queer dal mio lavoro. </p>



<p>Sono una di quelle persone che crede che tutti siano trans (sentitevi liberi di chiedermi di più a riguardo), ma il modo in cui ciò si traduce è che la &#8220;transitudine&#8221; funge da filosofia fondamentale attraverso la quale percepisco il mondo, quindi permea tutto ciò che assorbo e che poi esprimo.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img data-attachment-id="107274" data-permalink="https://toh-magazine.com/2023/09/lio-mehiel-sovverte-le-regole/feni%c2%83a-zoe-and-john-in-john_s-car/" data-orig-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2023/09/FenÌa-Zoe-and-John-in-John_s-car-scaled.jpg" data-orig-size="2560,1418" data-comments-opened="0" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}" data-image-title="Mutt movie 3" data-image-description="&lt;p&gt;Mutt movie 3&lt;/p&gt;
" data-medium-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2023/09/FenÌa-Zoe-and-John-in-John_s-car-300x166.jpg" data-large-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2023/09/FenÌa-Zoe-and-John-in-John_s-car-1024x567.jpg" loading="lazy" width="1024" height="567" src="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2023/09/FenÌa-Zoe-and-John-in-John_s-car-1024x567.jpg" alt="Mutt movie 3" class="wp-image-107274" srcset="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2023/09/FenÌa-Zoe-and-John-in-John_s-car-1024x567.jpg 1024w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2023/09/FenÌa-Zoe-and-John-in-John_s-car-300x166.jpg 300w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2023/09/FenÌa-Zoe-and-John-in-John_s-car-768x425.jpg 768w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2023/09/FenÌa-Zoe-and-John-in-John_s-car-1536x851.jpg 1536w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2023/09/FenÌa-Zoe-and-John-in-John_s-car-2048x1134.jpg 2048w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2023/09/FenÌa-Zoe-and-John-in-John_s-car-1000x554.jpg 1000w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2023/09/FenÌa-Zoe-and-John-in-John_s-car-900x498.jpg 900w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2023/09/FenÌa-Zoe-and-John-in-John_s-car-450x249.jpg 450w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2023/09/FenÌa-Zoe-and-John-in-John_s-car-350x194.jpg 350w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p><strong>Sei di origini portoricane e greche. Ti senti connessə con entrambe le culture o una è più importante dell&#8217;altra?</strong></p>



<p>Mi sento decisamente più legatə alle mie radici portoricane: ho vissuto lì fino all&#8217;età di circa cinque anni prima di tornare a New York (dove sono nato). Lo spagnolo è stata la mia prima lingua e sono cresciutə principalmente con mia madre, nata e cresciuta a Porto Rico. </p>



<p>Mio padre è greco, ma accediamo alla cultura principalmente attraverso la religione greco-ortodossa, piuttosto che attraverso la terra della Grecia – non ho più una famiglia lì.</p>



<p><strong>Chi sono alcuni colleghi creativi queer che ti stanno ispirando in questo momento?</strong></p>



<p>ALOK è sempre al servizio del “profeta del nostro tempo” e spesso ascolto i loro discorsi per trovare ispirazione e radicamento. </p>



<p>Julia Ducournau è una regista francese queer e la creatrice di due dei miei film preferiti: &#8220;Raw&#8221; e &#8220;Titane&#8221;. </p>



<p>Gli artisti Monica Mirabile e Colin Self – che stanno co-dirigendo il programma in cui mi trovo adesso – fanno un lavoro davvero fantastico nello spazio della performance art, che è stato per me fonte di ispirazione da quando ho finito la scuola.</p>



<p><strong>Film queer preferito?</strong></p>



<p>&#8220;Titane&#8221;. Mi piace anche parlare del perché questo è un film trans, anche se in superficie non sembra così.</p>



<p><strong>Con che musica sei cresciuto?</strong></p>



<p>Selena.</p>



<p><strong>Ultimo disco di cui ti sei innamoratə:</strong></p>



<p>Non ascolto spesso gli album dall’inizio alla fine, ma di recente l’ho fatto con &#8220;Purple Rain&#8221; di Prince ed è stata un’esperienza straordinaria.</p>



<p><strong>Sei entusiasta di venire in Italia per partecipare al MIX Festival?</strong></p>



<p>SÌ! Non sono mai riuscitə a trascorrere del tempo a Milano e sono così entusiasta di vedere la città per la prima volta insieme a tutti questi straordinari registi queer. Sono anche felice di vedere altri film italiani!</p>



<p><strong>È la tua prima volta in Italia? Hai qualche aspettativa?</strong></p>



<p>Ho trascorso un po&#8217; di tempo a Pontedera, in Italia, nel 2018, per una performance residency al Workcenter di Jerzy Grotowski, e l&#8217;ho adorato. </p>



<p>Sono emozionatə all&#8217;idea di conoscere più persone del vostro paese e di comprendere meglio la scena artistica di Milano.</p>



<p><em>In copertina: ph. <a href="https://www.instagram.com/pmastrophoto/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">@pmastrophoto</a></em></p>



<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://mixfestival.eu"><img data-attachment-id="107278" data-permalink="https://toh-magazine.com/2023/09/lio-mehiel-sovverte-le-regole/unnamed-32/" data-orig-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2023/09/unnamed.png" data-orig-size="1920,960" data-comments-opened="0" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}" data-image-title="" data-image-description="" data-medium-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2023/09/unnamed-300x150.png" data-large-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2023/09/unnamed-1024x512.png" loading="lazy" width="1024" height="512" src="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2023/09/unnamed-1024x512.png" alt="" class="wp-image-107278" srcset="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2023/09/unnamed-1024x512.png 1024w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2023/09/unnamed-300x150.png 300w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2023/09/unnamed-768x384.png 768w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2023/09/unnamed-1536x768.png 1536w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2023/09/unnamed-1000x500.png 1000w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2023/09/unnamed-900x450.png 900w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2023/09/unnamed-450x225.png 450w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2023/09/unnamed-350x175.png 350w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2023/09/unnamed.png 1920w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></figure>
<div class="simplesocialbuttons simplesocial-simple-icons simplesocialbuttons_inline simplesocialbuttons-align-left post-107265 post  simplesocialbuttons-mobile-hidden simplesocialbuttons-inline-bottom-in">
		<button class="ssb_fbshare-icon"  rel="nofollow"  target="_blank"  aria-label="Facebook Share" data-href="https://www.facebook.com/sharer/sharer.php?u=https://toh-magazine.com/2023/09/lio-mehiel-sovverte-le-regole/" onClick="javascript:window.open(this.dataset.href, '', 'menubar=no,toolbar=no,resizable=yes,scrollbars=yes,height=600,width=600');return false;">
						<span class="icon"><svg xmlns="http://www.w3.org/2000/svg" viewBox="0 0 16 16" class="_1pbq" color="#ffffff"><path fill="#ffffff" fill-rule="evenodd" class="icon" d="M8 14H3.667C2.733 13.9 2 13.167 2 12.233V3.667A1.65 1.65 0 0 1 3.667 2h8.666A1.65 1.65 0 0 1 14 3.667v8.566c0 .934-.733 1.667-1.667 1.767H10v-3.967h1.3l.7-2.066h-2V6.933c0-.466.167-.9.867-.9H12v-1.8c.033 0-.933-.266-1.533-.266-1.267 0-2.434.7-2.467 2.133v1.867H6v2.066h2V14z"></path></svg></span>
						<span class="simplesocialtxt">Share </span> </button>
<button class="ssb_tweet-icon"  rel="nofollow"  target="_blank"  aria-label="Twitter Share" data-href="https://twitter.com/intent/tweet?text=Lio+Mehiel+sovverte+le+regole&url=https://toh-magazine.com/2023/09/lio-mehiel-sovverte-le-regole/&via=tohmagazine" onClick="javascript:window.open(this.dataset.href, '', 'menubar=no,toolbar=no,resizable=yes,scrollbars=yes,height=600,width=600');return false;">
						<span class="icon"><svg viewBox="0 0 16 14" fill="none" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg"><path d="M4.9 0H0L5.782 7.7098L0.315 14H2.17L6.6416 8.8557L10.5 14H15.4L9.3744 5.9654L14.56 0H12.705L8.5148 4.8202L4.9 0ZM11.2 12.6L2.8 1.4H4.2L12.6 12.6H11.2Z" fill="#fff"/></svg></span><i class="simplesocialtxt">Post </i></button>
</div>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://toh-magazine.com/2023/09/lio-mehiel-sovverte-le-regole/">Lio Mehiel sovverte le regole</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://toh-magazine.com">Toh! Magazine</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://toh-magazine.com/2023/09/lio-mehiel-sovverte-le-regole/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>1</slash:comments>
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">107265</post-id>	</item>
		<item>
		<title>Lola Rodrìguez è la rivelazione di Veneno</title>
		<link>https://toh-magazine.com/2021/09/veneno-serie-lola-rodriguez-trans-interview-amazon-netflix-toh-magazine/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=veneno-serie-lola-rodriguez-trans-interview-amazon-netflix-toh-magazine</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Marco Cresci]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 30 Sep 2021 10:21:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Culture]]></category>
		<category><![CDATA[Mix Festival]]></category>
		<category><![CDATA[hetero curioso]]></category>
		<category><![CDATA[Javier Ambrossi]]></category>
		<category><![CDATA[la veneno]]></category>
		<category><![CDATA[lgbtqi]]></category>
		<category><![CDATA[lola rodrìguez]]></category>
		<category><![CDATA[nudi]]></category>
		<category><![CDATA[trans]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://toh-magazine.com/?p=17138</guid>

					<description><![CDATA[<p>Lola Rodrìguez è l'attrice de la Veneno, la serie tv che se non conoscete ancora, non sapete cosa vi perdete. Leggi l'intervista</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://toh-magazine.com/2021/09/veneno-serie-lola-rodriguez-trans-interview-amazon-netflix-toh-magazine/">Lola Rodrìguez è la rivelazione di Veneno</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://toh-magazine.com">Toh! Magazine</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<h5>Si sono viste in anteprima italiana al <a href="https://toh-magazine.com/2021/09/mix-festival-toh-magazine-proiezioni-film-lgbtqia/">35° MIX Festival</a> le prime due puntate di “Veneno la serie” al momento hainoi ancora senza una distribuzione nel nostro paese. </h5>



<p><strong>Questa opportunità ci ha però dato l&#8217;occasione di incontrare sia i registi Javier Ambrossi e Javier Carlo e la co-protagonista Lola Rodrìguez “Valeria” nella serie, con cui abbiamo fatto due chiacchiere su quella che per noi è stata la serie dell&#8217;anno. </strong></p>



<p>Se non la conoscete, Cristina Ortiz Rodríguez, meglio conosciuta come La Veneno, è stata ed è una delle icone LGBTQI più conosciute e amate in Spagna. <a href="https://toh-magazine.com/2021/01/veneno-serie-tv-lgbt-review-netflix-toh-magazine/">Se non conosci la serie clicca qui</a></p>



<p>Prostituta transessuale, sboccata e bellissima, la sua popolarità esplode quando ospite ad una trasmissione della rete tv Telecinco mostra il seno in diretta facendosi amare da tutta la Spagna. </p>



<h5>Ma la serie di Javier Ambrossi e Javier Calvo (quelli di Paquita Salas, su Netflix), oltre a seguire la vita dai suoi esordi, al successo, alla decadenza de La Veneno, (interpetata da tre attrici magistrali: Jedet, Daniela Santiago e Isabel Torres), segue altre storie parallele tra cui quella di Valeria Vegas, studentessa transgender super fan della Veneno che quando riesce finalmente a conoscerla decide di scrivere un libro sulla vita, (anche questa è una storia vera). </h5>



<p>Non vogliamo spoilerarvi troppo ma Lola Rodrìguez ha un percorso molto vicino a quello di Valeria Vegas, a tredici anni con il supporto della famiglia inizia la sua transizione così come il personaggio che interpreta nella serie, che trova il coraggio di essere sé stessa al fianco di Cristina La Veneno. </p>



<h5>Una serie coraggiosa, cruda, vera, pop e indispensabile, sperando possa trovare presto spazio nella distribuzione italiana, ne abbiamo parlato con la talentuosa Lola Rodrìguez che dal vivo è dolce, vera e solare proprio come appare nella serie. </h5>



<figure class="wp-block-image size-large is-resized"><img data-attachment-id="17141" data-permalink="https://toh-magazine.com/2021/09/veneno-serie-lola-rodriguez-trans-interview-amazon-netflix-toh-magazine/img_2664/" data-orig-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2021/09/IMG_2664.jpg" data-orig-size="2400,1600" data-comments-opened="0" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;1&quot;}" data-image-title="IMG_2664" data-image-description="" data-medium-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2021/09/IMG_2664-300x200.jpg" data-large-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2021/09/IMG_2664-1024x683.jpg" loading="lazy" src="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2021/09/IMG_2664-1024x683.jpg" alt="veneno serie" class="wp-image-17141" width="1024" height="683" srcset="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2021/09/IMG_2664-1024x683.jpg 1024w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2021/09/IMG_2664-300x200.jpg 300w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2021/09/IMG_2664-768x512.jpg 768w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2021/09/IMG_2664-1536x1024.jpg 1536w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2021/09/IMG_2664-2048x1365.jpg 2048w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2021/09/IMG_2664-1000x667.jpg 1000w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2021/09/IMG_2664-900x600.jpg 900w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2021/09/IMG_2664-450x300.jpg 450w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2021/09/IMG_2664-350x233.jpg 350w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption><sub>I registi Javier Calvo e Javier Ambrossi insieme a Lola Rodrìguez &#8211; ph by Alex Vaccani</sub></figcaption></figure>



<h5>Ciao Lola come stai?</h5>



<p>Bene grazie, adoro l&#8217;Italia ci sono stata anche in vacanza l&#8217;estate scorsa e sono felicissima di essere qui a presentare La Veneno.&nbsp;</p>



<h5>Che effetto ti fa essere qui oggi a parlare di una serie che è uscita in Spagna nel 2020?</h5>



<p>Siamo appena usciti dalla presentazion ed è stato bellissimo, sono rimasta sopraffatta dall&#8217;accoglienza e mi sono anche commossa. (lo è ancora visibilmente n.d.g.)&nbsp;</p>



<h5>Ti faccio i complimenti per la serie che ho visto come tutti i gay “sgamati” italiani!</h5>



<p>Hahahahahaha voi ragazzi! Batti il cinque!&nbsp;</p>



<h5>Credo che tu sia stata fantastica nella serie, ci hai fatto ridere e piangere. Quanto sapevi della storia de La Veneno prima di essere coinvolta nella serie?</h5>



<p>Quando ho cominciato la mia transizione, avevo 8 o 9 anni, cercavo da sola informazioni su internet a proposito di persone trans, e Cristina è stata una delle prime che ho trovato. </p>



<p>Per me è stata sì una referenza ma è stato anche come se in lei vedessi me stessa, lei ha avuto una vita dura e ricordo che pensavo a quanto fosse forte e se io avrei mai avuto la forza di passare tutto quello che le è capitato. </p>



<p>Ma la verità è che è stata lei a darmi la forza, perché ho pensato che se è riuscita lei potevo farlo anche io quindi la sua storia mi ha aiutato moltissimo. Penso che nella nostra società sia molto importante parlare della nostra comunità e del modo in cui siamo trattati e di come venivamo trattati negli anni &#8217;90 quando l&#8217;unica opzione per le trans di lavorare era prostituirsi. </p>



<p>Lei è andata in televisione, l&#8217;abbiamo vista tutti con i nostri occhi e ha cominciato a parlare di problematiche di cui prima nessuno aveva mai parlato. La Veneno per me è strabiliante.</p>



<figure class="wp-block-image size-large is-resized"><img data-attachment-id="17143" data-permalink="https://toh-magazine.com/2021/09/veneno-serie-lola-rodriguez-trans-interview-amazon-netflix-toh-magazine/_37_01524/" data-orig-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2021/09/37_01524.jpg" data-orig-size="1600,2400" data-comments-opened="0" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;1&quot;}" data-image-title="lola_rodrìguez_veneno_mix_festival_milano" data-image-description="&lt;p&gt;lola_rodrìguez_veneno_mix_festival_milano&lt;/p&gt;
" data-medium-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2021/09/37_01524-200x300.jpg" data-large-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2021/09/37_01524-683x1024.jpg" loading="lazy" src="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2021/09/37_01524-683x1024.jpg" alt="lola_rodrìguez_veneno_mix_festival_milano veneno serie" class="wp-image-17143" width="683" height="1024" srcset="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2021/09/37_01524-683x1024.jpg 683w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2021/09/37_01524-200x300.jpg 200w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2021/09/37_01524-768x1152.jpg 768w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2021/09/37_01524-1024x1536.jpg 1024w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2021/09/37_01524-1365x2048.jpg 1365w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2021/09/37_01524-1000x1500.jpg 1000w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2021/09/37_01524-900x1350.jpg 900w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2021/09/37_01524-450x675.jpg 450w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2021/09/37_01524-350x525.jpg 350w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2021/09/37_01524.jpg 1600w" sizes="(max-width: 683px) 100vw, 683px" /></figure>



<h5>C&#8217;è un aspetto della sua storia in cui ti relazioni particolarmente?</h5>



<p>Cristina era alla ricerca costante d&#8217;approvazione e d&#8217;amore nei confronti della sua famiglia, e io non posso immaginare di essere dove mi trovo ora senza il supporto che ho avuto da parte della mia. </p>



<p>Il desiderio che aveva di essere amata è qualcosa su cui posso basare tutta la mia vita, quindi quando penso che lei non è riuscita ad ottenerlo, do ancora più valore al supporto che io ho avuto. </p>



<p>Per me è assurdo che ci possono essere ancora oggi persone che vengono addirittura allontanate dalla famiglia e quando mi sento dire:”sei stata fortunata” mi arrabbio perché non si tratta di avere fortuna ma di qualcosa che dovrebbe essere normale accettare. </p>



<h5>Com&#8217;era lavorare in un set circondata da attrici trans?</h5>



<p>Incredibile! Come essere a casa tutto il tempo. In università ero l&#8217;unica persona trans quindi ha cambiato la mia vita perché sono passata da un luogo in cui ero quella con l&#8217;etichetta ad un&#8217;altro dove non ce n&#8217;erano e mi sentivo totalmente libera. Eravamo sempre noi stesse senza che nessuno ci dicesse se eravamo giuste o sbagliate, e non c&#8217;erano trans solo tra le attrici ma anche in tutta la produzione, c&#8217;erano trans dappertutto è stato fantastico e mi ha reso molto forte. Porterò questo ricordo per sempre con me. </p>



<h5>Come è stato interpretare il tuo personaggio durante la transizione?</h5>



<p>E&#8217; stata una sfida ma avendo iniziato la mia transizione giovanissima ero sicura di me, non mi ha trascinato nell&#8217;oscurità perché ho avuto il coraggio di guardare me stessa e il mio passato e arricchirmene diventando più forte. </p>



<p>Non ho paura di vedere me stessa mascolina, o il mio corpo, ho capito che anche questa è una bellissima parte di me stessa e che come appaio esteriormente tramite la mia immagine non deve essere sempre la rappresentazione di mes stessa, io sono Lola con la barba o senza, con il seno o senza, o qualsiasi altra cosa. </p>



<p>Devi credere in te stessa e nessuno ti potrà togliere niente, c&#8217;erano cose di cui avevo paura ed ero vulnerabile ma ora non ci sono più perché ho imparato che nessuno puà cambiare chi sono. </p>



<h5>Valeria, il personaggio che interpreti, è determinato, appassionato, affascinante e illumina la scena anche nei momenti più drammatici, come ti sei avvicinata al personaggio?</h5>



<p>Ricordo che mentre leggevo il copione di Valeria ho piant moltissimo, mi sentivo rappresentata totalmente era come leggere la mia vita, la sua transizione era la mia, i suoi dolori anche, è stato come un viaggio personale in cui ho esposto totalmente me stessa. Penso che interpretare Valeria mi abbia cambiato molto, non avrei potuto interpretarla in altro modo.&nbsp;</p>



<figure class="wp-block-image size-large is-resized"><img data-attachment-id="17144" data-permalink="https://toh-magazine.com/2021/09/veneno-serie-lola-rodriguez-trans-interview-amazon-netflix-toh-magazine/veneno/" data-orig-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2021/09/veneno.jpg" data-orig-size="1778,1000" data-comments-opened="0" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}" data-image-title="veneno" data-image-description="" data-medium-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2021/09/veneno-300x169.jpg" data-large-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2021/09/veneno-1024x576.jpg" loading="lazy" src="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2021/09/veneno-1024x576.jpg" alt="veneno serie" class="wp-image-17144" width="1024" height="576" srcset="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2021/09/veneno-1024x576.jpg 1024w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2021/09/veneno-300x169.jpg 300w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2021/09/veneno-768x432.jpg 768w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2021/09/veneno-1536x864.jpg 1536w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2021/09/veneno-1000x562.jpg 1000w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2021/09/veneno-900x506.jpg 900w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2021/09/veneno-450x253.jpg 450w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2021/09/veneno-350x197.jpg 350w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2021/09/veneno.jpg 1778w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption><sub>Lola Rodrìguez in &#8220;Veneno La Serie&#8221;</sub></figcaption></figure>



<h5>Vi aspettavate un successo così grande con la serie, avete vinto anche un GLAAD Media Award per la miglior sceneggiatura!</h5>



<p>No, nessuno se lo aspettava! Stavo studiando psicologia quando mi hanno chiesto: “Hey, vuoi partecipare a un casting?” Mi sembra ancora tutto così irreale. E&#8217; una serie spagnola non pensavamo avrebbe avuto questa risonanza internazionale.&nbsp;</p>



<h5>Qual è il tuo rapporto con la moda, di recente hai partecipato alla campagna globale inclusiva di Calvin Klein&#8230;</h5>



<p>Penso che la <a href="https://toh-magazine.com/moda">moda</a> sia un po&#8217; come recitare perché ti da modo di veicolare messaggi nella società, ti permette d&#8217;infrangere le regole, rompere gli schemi, portare avanti i problemi della società facendo arte. Penso che grazie a La Veneno sono molto più connessa con la moda di prima. </p>



<h5>Dove ti vedremo prossimamente?</h5>



<p>Ho fatto un film per Amazon Prime che s&#8217;intitola “Poliamor&nbsp;Para&nbsp;Principiantes”&nbsp;che al momento è uscito in Spagna e poi una serie Netflix che si intitolerà “Bienvenidos a Edén” abbiamo appena finita la prima stagione ma saranno 4.&nbsp;</p>



<h5>Puoi anticiparmi qualcosa di questa serie?</h5>



<p>E&#8217; ambientata su un&#8217;Isola, dove alcune persone molto attive sui <a href="http://www.instagram.com/tohmagazine">social </a>vengono invitate a partecipare al party più esclusivo mai reaizzzato, ma il paradiso non è così roseo come sembra…</p>



<h5>La canzone che ti ha cambiato la vita:</h5>



<p>“What&#8217;s Up” dei 4 Non Blondes è una canzone che ha segnato i miei anni da teenager e mi ha aiutato molto.&nbsp;</p>



<figure class="wp-block-image size-large is-resized"><img data-attachment-id="17142" data-permalink="https://toh-magazine.com/2021/09/veneno-serie-lola-rodriguez-trans-interview-amazon-netflix-toh-magazine/img_2666/" data-orig-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2021/09/IMG_2666.jpg" data-orig-size="1600,2400" data-comments-opened="0" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;1&quot;}" data-image-title="lola_rodrìguez_veneno_mix_festival_milano" data-image-description="&lt;p&gt;lola_rodrìguez_veneno_mix_festival_milano&lt;/p&gt;
" data-medium-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2021/09/IMG_2666-200x300.jpg" data-large-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2021/09/IMG_2666-683x1024.jpg" loading="lazy" src="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2021/09/IMG_2666-683x1024.jpg" alt="lola_rodrìguez_veneno_mix_festival_milano " class="wp-image-17142" width="683" height="1024" srcset="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2021/09/IMG_2666-683x1024.jpg 683w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2021/09/IMG_2666-200x300.jpg 200w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2021/09/IMG_2666-768x1152.jpg 768w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2021/09/IMG_2666-1024x1536.jpg 1024w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2021/09/IMG_2666-1365x2048.jpg 1365w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2021/09/IMG_2666-1000x1500.jpg 1000w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2021/09/IMG_2666-900x1350.jpg 900w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2021/09/IMG_2666-450x675.jpg 450w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2021/09/IMG_2666-350x525.jpg 350w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2021/09/IMG_2666.jpg 1600w" sizes="(max-width: 683px) 100vw, 683px" /></figure>



<p></p>
<div class="simplesocialbuttons simplesocial-simple-icons simplesocialbuttons_inline simplesocialbuttons-align-left post-17138 post  simplesocialbuttons-mobile-hidden simplesocialbuttons-inline-bottom-in">
		<button class="ssb_fbshare-icon"  rel="nofollow"  target="_blank"  aria-label="Facebook Share" data-href="https://www.facebook.com/sharer/sharer.php?u=https://toh-magazine.com/2021/09/veneno-serie-lola-rodriguez-trans-interview-amazon-netflix-toh-magazine/" onClick="javascript:window.open(this.dataset.href, '', 'menubar=no,toolbar=no,resizable=yes,scrollbars=yes,height=600,width=600');return false;">
						<span class="icon"><svg xmlns="http://www.w3.org/2000/svg" viewBox="0 0 16 16" class="_1pbq" color="#ffffff"><path fill="#ffffff" fill-rule="evenodd" class="icon" d="M8 14H3.667C2.733 13.9 2 13.167 2 12.233V3.667A1.65 1.65 0 0 1 3.667 2h8.666A1.65 1.65 0 0 1 14 3.667v8.566c0 .934-.733 1.667-1.667 1.767H10v-3.967h1.3l.7-2.066h-2V6.933c0-.466.167-.9.867-.9H12v-1.8c.033 0-.933-.266-1.533-.266-1.267 0-2.434.7-2.467 2.133v1.867H6v2.066h2V14z"></path></svg></span>
						<span class="simplesocialtxt">Share </span> </button>
<button class="ssb_tweet-icon"  rel="nofollow"  target="_blank"  aria-label="Twitter Share" data-href="https://twitter.com/intent/tweet?text=Lola+Rodr%C3%ACguez+%C3%A8+la+rivelazione+di+Veneno&url=https://toh-magazine.com/2021/09/veneno-serie-lola-rodriguez-trans-interview-amazon-netflix-toh-magazine/&via=tohmagazine" onClick="javascript:window.open(this.dataset.href, '', 'menubar=no,toolbar=no,resizable=yes,scrollbars=yes,height=600,width=600');return false;">
						<span class="icon"><svg viewBox="0 0 16 14" fill="none" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg"><path d="M4.9 0H0L5.782 7.7098L0.315 14H2.17L6.6416 8.8557L10.5 14H15.4L9.3744 5.9654L14.56 0H12.705L8.5148 4.8202L4.9 0ZM11.2 12.6L2.8 1.4H4.2L12.6 12.6H11.2Z" fill="#fff"/></svg></span><i class="simplesocialtxt">Post </i></button>
</div>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://toh-magazine.com/2021/09/veneno-serie-lola-rodriguez-trans-interview-amazon-netflix-toh-magazine/">Lola Rodrìguez è la rivelazione di Veneno</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://toh-magazine.com">Toh! Magazine</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">17138</post-id>	</item>
		<item>
		<title>35° MiX Festival. Le proiezioni consigliate da Toh!</title>
		<link>https://toh-magazine.com/2021/09/mix-festival-toh-magazine-proiezioni-film-lgbtqia/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=mix-festival-toh-magazine-proiezioni-film-lgbtqia</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 15 Sep 2021 10:46:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Culture]]></category>
		<category><![CDATA[Mix Festival]]></category>
		<category><![CDATA[cinema gay]]></category>
		<category><![CDATA[cultura queer]]></category>
		<category><![CDATA[ema stokholma]]></category>
		<category><![CDATA[milano]]></category>
		<category><![CDATA[teatro strehler]]></category>
		<category><![CDATA[veneno]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://toh-magazine.com/?p=16941</guid>

					<description><![CDATA[<p>Dal 16 al 19 settembre torna il MiX Festival Internazionale di Cinema LGBTQ+ e Cultura Queer, giunto alla sua 35a edizione. Le proiezioni consigliate da Toh! Magazine.</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://toh-magazine.com/2021/09/mix-festival-toh-magazine-proiezioni-film-lgbtqia/">35° MiX Festival. Le proiezioni consigliate da Toh!</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://toh-magazine.com">Toh! Magazine</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<h4>Dal 16 al 19 settembre <strong>la 35a edizione del MiX Festival </strong><a href="https://mixfestival.eu">Internazionale di Cinema LGBTQ+ e Cultura Queer </a>torna a Milano e online su Nexo+.&nbsp;</h4>



<p>Un punto di riferimento per la comunità queer milanese e italiana che, come ogni anno, propone una rassegna – non solo di cinema – che fotografa i grandi e piccoli temi che caratterizzano la cultura LGBTQ+.&nbsp;</p>



<h5>Il MiX Festival, di cui Toh! Magazine è media partner, ritorna in forma ibrida in tre diverse <a href="https://mixfestival.eu/location/">location</a> : Piccolo Teatro Strehler, il Teatro Studio Melato e il cortile di Palazzo Reale che ospiterà la <em>Flying Tiger Mix Young Arena</em>. Inoltre il Festival potrà essere seguito in streaming tramite la piattaforma online <a href="https://nexoplus.it">Nexo+</a>.</h5>



<h4>Cosa vedremo nei tre giorni del MiX Festival?</h4>



<p>Di sicuro i premi più attesi che caratterizzano il festival, dal premio <em>More</em> <em>Love</em>, consegnato a chi ha speso la sua vita lottando contro ogni tipo di odio e discriminazione, che verrà assegnato alla senatrice Liliana Segre.&nbsp;</p>



<p>E poi i premi <em>Queen of Comedy</em> e <em>Queen of Music</em>, rispettivamente a Veronica Pivetti e Francesca Michielin, quest&#8217;ultima sarà premiata da Ema Stokholma, madrina della serata conclusiva del Festival.&nbsp;</p>



<p>Tanti eventi speciali, come l’anteprima della <a href="https://toh-magazine.com/2021/01/veneno-serie-tv-lgbt-review-netflix-toh-magazine" target="_blank" rel="noreferrer noopener">serie tv spagnola rivelazione&nbsp; Veneno</a>, e tanti incontri con personaggi, influencer e intellettuali che, con il loro lavoro, si battono per portare la cultura queer nel mondo.</p>



<h6>Non mancano di certo, come di consueto, i tre concorsi che negli anni, dal 1986 ad oggi, hanno fatto e continuano a far conoscere al pubblico opere e cineast*, affermati e non. Lungometraggi, Documentari e Cortometraggi: queste le tre sezioni che costituiscono una kermesse di oltre settanta titoli da tutto il mondo e giudicati da tre giurie presiedute da Juliette Canon, Pilar Monsell un gruppo di giovani universitari rappresentanti lo spettro della comunità LGBTQ+.&nbsp;</h6>



<p>Tra lungometraggi e documentari, <em>Valentina</em> e <em>Madalena</em> sono le prime due anteprime italiane che apriranno il festival.</p>



<p>Ma troveremo anche <em>Swan Song</em> con il mito di Udo Kier, <em>Aos Nossos Filhos </em>di Maria de Medeiros e <em>Jump Darling </em>di Phil Connell.&nbsp;</p>



<p>Film già acclamati in molti festival internazionali come Feast, sul caso HIV di Groningen, il bel Glück di Henrika Kull e <a href="https://toh-magazine.com/2020/12/poppy-field-camp-du-maci-review-cinema-gay-toh-magazine" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Poppy Field del rumeno Eugen Jebeleanu</a>.&nbsp;</p>



<h3>Spazio anche alla ricostruzione del passato, con un gruppo di opere che ripercorrono la storia del movimento LGBTQ+ in diverse parti del mondo. <span class="has-inline-color has-white-color">Mix Festival</span></h3>



<p>Sette sezioni per i cortometraggi che spaziano tra i più svariati temi, con protagonist* alla ricerca della propria libertà e identità, mantenendo anche uno sguardo rivolto al pubblico più giovane.</p>



<p>E accanto alle proiezioni, incontri, discussioni, musica, cabaret e spettacoli dal vivo con MiX Book Klub e MiX Music!&nbsp;</p>



<h6>Torna al MiX festival anche il consueto spazio dedicato alla musica,&nbsp;<strong>MiX Music!</strong>. Ospiti d’eccezione saranno i&nbsp;<strong>Melancholia</strong>&nbsp;che, dopo aver confezionato la sigla <em>Love Matters</em> dell’edizione di quest’anno, saliranno sul palco dello Strehler nella serata conclusiva del&nbsp;<strong>19 settembre</strong>&nbsp;e accompagneranno l’assegnazione dei premi finali con il loro rock graffiante.</h6>



<p><strong>MiX Music!</strong>&nbsp;è la programmazione musicale del MiX, a cura di Simone Bisantino e Protopapa, già lanciata nella precedente edizione, che animerà le notti del festival di quest’anno non solo sul palco dello Strehler ma anche nell’inedita “<strong>Flying Tiger Mix Young Arena</strong>”.</p>



<p>Nel cortile di Palazzo Reale, con la collaborazione delle più importanti crew della scena musicale italiana e la partecipazione degli artisti che più rappresentano l&#8217;identità&nbsp; poliedrica del Festival, a favore dell’intersezionalità e dell’inclusione.</p>



<h6>Durante le quattro giornate&nbsp;<strong>MiX Music!</strong>&nbsp;con una programmazione che guarda al panorama musicale giovanile ospiterà il glam-pop elettronico di&nbsp;<strong>Sem &amp; Stenn</strong>, l’R&amp;B vellutato di&nbsp;<strong>David Blank</strong>&nbsp;e la disco retro-futurista di&nbsp;<strong>Thomas Costantin</strong>. MiX Music! si farà sentire anche attraverso le sperimentazioni elettroniche, con il reggaeton romantico di&nbsp;<strong><a href="https://toh-magazine.com/2021/04/vergo-altrove-bomba-intervista-fluido-studio-lgbt-toh-magazine/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Vergo</a></strong>, le sperimentazioni audio-visive di&nbsp;<strong>NAVA</strong>&nbsp;e il pop raffinato di&nbsp;<strong>Blue Phelix</strong>.</h6>



<p>Sul palco dello Strehler anche le performance creative di&nbsp;<strong>Ella Bottom Rouge</strong>&nbsp;e la sua scuola di burlesque Rogue Academy e della crew di&nbsp;<strong>DRAMA Milano</strong>, noto queer cabaret milanese. </p>



<p>Inoltre, in occasione del 40° anniversario del mitico&nbsp;<strong>Club Plastic</strong>,<strong>&nbsp;</strong>sarà consegnato il 17 settembre un premio speciale in memoria di uno sei suoi fondatori, Lucio Nisi. </p>



<p>Non mancheranno poi le performance che animeranno il sagrato del Teatro, a cura della compagnia&nbsp;<strong>Dogma Theatre</strong>&nbsp;e dell’artista&nbsp;<strong>Nicola Mette</strong></p>



<h4>La 35a edizione del MiX Festival riapre i battenti all’insegna del motto <em>Love Matters,</em> includendo non solo le vite della comunità queer, ma anche di tutte quelle minoranze che ancora oggi, in ogni parte del mondo, si battono per vedere riconosciuti i propri diritti.&nbsp;</h4>



<p>Un festival all’insegna dell’inclusione, dell’amore e dell’accettazione che diventa sempre più imprescindibile, pronto a tingere di colori la metropoli milanese.&nbsp;</p>



<h4>Non ci resta che aspettare che si aprano le danze del MiX Festival, e seguirlo con <a href="https://toh-magazine.com">Toh! Magazine</a> dal 16 settembre.</h4>



<p><em>Testo di <a href="http://www.instagram.com/giuseppedirosalia">Giuseppe Di Rosalia</a></em></p>



<hr class="wp-block-separator"/>



<h2 class="has-text-align-center">Le proiezioni del MiX festival consigliate da TOH! Magazine</h2>



<hr class="wp-block-separator"/>



<h2 class="has-text-align-center has-vivid-red-color has-text-color">Aos Nossos Filhos</h2>



<h6 class="has-text-align-center has-vivid-red-color has-text-color">Regia di Maria de Medeiros<br>Lungometraggio, 107’. Brasile, 2019</h6>



<h6 class="has-text-align-center has-vivid-red-color has-text-color">Sabato 18 Settembre, ore 20.00. <br>Piccolo Teatro Studio Melato</h6>



<figure class="wp-block-image size-large"><img data-attachment-id="16945" data-permalink="https://toh-magazine.com/2021/09/mix-festival-toh-magazine-proiezioni-film-lgbtqia/toh-mix-aos_nossos_filhos/" data-orig-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2021/09/Toh-Mix-Aos_Nossos_Filhos.jpg" data-orig-size="1500,1000" data-comments-opened="0" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;5.6&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;Eduardo Martino &amp; Andrea Testoni&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;Canon EOS 5D Mark III&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;Fotografia still e making of do filme \&quot;Aos Nossos Filhos\&quot;, dirigido por Maria de Medeiros, com Marieta Severo, Laura Castro, Marta N\u00f3brega, Jos\u00e9 de Abreu, Ant\u00f4nio Pitanga, Cl\u00e1udio Lins, Denise Crispin, Andrei Cardoso Vianna, Aldri Anuncia\u00e7\u00e3o, Ricardo Pereira, dire\u00e7\u00e3o de fotografia Edgar Moura, Produ\u00e7\u00e3o JLM. Bossa Nova Filmes.\rfotos: Andr\u00e9a Testoni e Eduardo Martino \/ Zuppa Filmes\rRio de Janeiro, 18.09.2018&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;1497627794&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;Eduardo Martino &amp; Andrea Testoni \/ Zuppa Filmes&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;50&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;640&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0.01&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;1&quot;}" data-image-title="Toh-Mix-Aos_Nossos_Filhos" data-image-description="" data-medium-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2021/09/Toh-Mix-Aos_Nossos_Filhos-300x200.jpg" data-large-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2021/09/Toh-Mix-Aos_Nossos_Filhos-1024x683.jpg" loading="lazy" width="1024" height="683" src="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2021/09/Toh-Mix-Aos_Nossos_Filhos-1024x683.jpg" alt="" class="wp-image-16945" srcset="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2021/09/Toh-Mix-Aos_Nossos_Filhos-1024x683.jpg 1024w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2021/09/Toh-Mix-Aos_Nossos_Filhos-300x200.jpg 300w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2021/09/Toh-Mix-Aos_Nossos_Filhos-768x512.jpg 768w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2021/09/Toh-Mix-Aos_Nossos_Filhos-1000x667.jpg 1000w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2021/09/Toh-Mix-Aos_Nossos_Filhos-900x600.jpg 900w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2021/09/Toh-Mix-Aos_Nossos_Filhos-450x300.jpg 450w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2021/09/Toh-Mix-Aos_Nossos_Filhos-350x233.jpg 350w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2021/09/Toh-Mix-Aos_Nossos_Filhos.jpg 1500w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<h6>Tratto da un’opera teatrale di Laura Castro, qui in veste di attrice nel ruolo di Tânia e sceneggiatrice accanto a Maria de Medeiros, nota attrice e regista portoghese, <em>Aos Nossos Filhos</em> &#8211; come il titolo di un noto canto di lotta brasiliano &#8211; è un ritratto intergenerazionale che racconta molto dei nostri tempi. </h6>



<p>Da un lato troviamo Vera, ribelle ai tempi della dittatura militare brasiliana e ora coordinatrice di una ONG, un rifugio per orfani da AIDS, dall’altro la figlia Tânia, aspirante giudice &#8211; non televisivo &#8211; che insieme alla compagna sta tentando la strada dell’inseminazione. </p>



<p>Quello di Maria de Medeiros è un film che racconta una storia di donne e al contempo investiga in maniera puntuale su questioni come la maternità, la democrazia &#8211; l’ombra di Bolsonaro, l’accettazione del lutto, lo stigma dell’HIV, l’adozione e le coppie omogenitoriali. </p>



<p>Senza morale o dispensare verità, ma con passo felpato &#8211; come il gatto della prima inquadratura &#8211; fornendo spunti interessanti. </p>



<h5>Su tutti, sembra emergere lo scontro generazionale: da un lato chi ha combattuto le sue battaglie e fatica a comprendere quelle odierne, dall’altro nuove generazioni che sembrano poco predisposte alle critiche e al dialogo. </h5>



<p>Così una madre graffiante viene allontanata se esprime il suo punto di vista o una figlia ci sorprende con pregiudizi che non dovrebbero appartenerle. </p>



<p>Maria de Medeiro, invece, sembra assente dal giudizio e mette in luce le contraddizioni dei nostri tempi in un film che invita a non tacere e alla profonda comprensione dell’altro da sé.</p>



<p>Testo di <em><a href="https://www.instagram.com/ciscoteque/">Francesco Mascolo</a></em></p>



<hr class="wp-block-separator"/>



<h2 class="has-text-align-center has-luminous-vivid-orange-color has-text-color"> Feast </h2>



<h6 class="has-text-align-center has-luminous-vivid-orange-color has-text-color">Regia di Tim Leyendekker<br>Lungometraggio, 84’. Paesi Bassi, 2021.<br>Anteprima italiana con la presenza del regista</h6>



<h6 class="has-text-align-center has-luminous-vivid-orange-color has-text-color">Sabato 18 Settembre, ore 22.15<br>Piccolo Teatro Studio Melato</h6>



<figure class="wp-block-image size-large"><img data-attachment-id="16946" data-permalink="https://toh-magazine.com/2021/09/mix-festival-toh-magazine-proiezioni-film-lgbtqia/toh-mix-feast/" data-orig-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2021/09/Toh-Mix-Feast.jpg" data-orig-size="1500,1000" data-comments-opened="0" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;1&quot;}" data-image-title="Toh-Mix-Feast" data-image-description="" data-medium-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2021/09/Toh-Mix-Feast-300x200.jpg" data-large-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2021/09/Toh-Mix-Feast-1024x683.jpg" loading="lazy" width="1024" height="683" src="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2021/09/Toh-Mix-Feast-1024x683.jpg" alt="Toh! Magazine" class="wp-image-16946" srcset="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2021/09/Toh-Mix-Feast-1024x683.jpg 1024w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2021/09/Toh-Mix-Feast-300x200.jpg 300w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2021/09/Toh-Mix-Feast-768x512.jpg 768w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2021/09/Toh-Mix-Feast-1000x667.jpg 1000w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2021/09/Toh-Mix-Feast-900x600.jpg 900w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2021/09/Toh-Mix-Feast-450x300.jpg 450w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2021/09/Toh-Mix-Feast-350x233.jpg 350w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2021/09/Toh-Mix-Feast.jpg 1500w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<h6>Non un vero film di finzione, ma nemmeno veramente un documentario: forse un «saggio cinematografico», come l’hanno definito alcuni – o «un insieme di cose», come l’ha definito il regista stesso.  </h6>



<p>Divisa in sette parti (riprese da sette diversi autori della fotografia), la pellicola «non fa un resoconto di ciò che è realmente accaduto», ma anzi cerca di smembrare i fatti del caso di Groningen – cittadina nei Paesi Bassi in cui, tra il 2007 e il 2008, tre uomini furono processati e condannati per aver deliberatamente trasmesso l’HIV a dodici persone, durante quelli che oggi definiremmo chemsex party. </p>



<h6>I media nazionali (e si intende: nazionali olandesi) affrontarono il caso giudiziario identificando subito i buoni e i cattivi, indignandosi per la scarcerazione anticipata di uno degli “untori”, che tornò a esercitare la professione di infermiere prima di essere definitivamente radiato. </h6>



<p>Ma, col passare del tempo, la storia mostrava tutta la sua ambiguità, evidenziava quanto sia labile il consenso e quanto pregiudizio si celi dietro a un certo tipo di desiderio; alcuni chemsex party, alcune orge senza preservativo, vengono tuttora organizzate anche per volontà di chi è sano, che vuole contrarre il virus e smettere di preoccuparsi della malattia.</p>



<p>È all’interno di questa cornice che si inserisce uno dei capitoli – solo apparentemente fuori traccia – fra i corpi esanimi di questi maschi, fra le voci degli infetti e quelle degli infettanti, tra cui il regista (l’olandese Tim Leyendekker, conosciuto in patria per i suoi corti, tutti disponibili su Mubi) non prende mai posizione. </p>



<p>Come una sorta di intervista alla biologa Katerina Sereti, studiosa dei virus che colpiscono i tulipani: da persona del mestiere, Sereti parla non dal punto di vista dell’uomo ma di quello del virus – che in certi casi ha ripercussioni visibili solo sulle striature rosse nei petali gialli del fiore. È un male? «Soltanto se il nostro desiderio è che il fiore sia giallo».</p>



<h6>Ma il capitolo più potente, spaventosamente attuale, è quello in cui la trasposizione di uno dei ragazzi coinvolti sporge denuncia contro i tre “untori”, e si ritrova sottoposto a un interrogatorio da parte degli agenti talmente serrato e giudicante che gli è praticamente impossibile parlare. </h6>



<p>«Avevi conosciuto questi uomini su internet?», «e avevi già avuto rapporti sessuali con almeno uno di loro?», «ed eri consapevole che queste fossero orge, no?», «e prima avevi bevuto, fatto uso di cocaina?»; «eri anche consapevole che avreste fatto sesso non protetto: loro ti hanno detto di essere negativi all’HIV e tu gli hai creduto» lo rimproverano, finché il poverino non conferma la loro tesi: «sì, sono stato stupido: e sono stato punito per questo». </p>



<p>Ennesima colpevolizzazione della vittima su cui cascano anche molti media nazionali (e si intende: nazionali italiani) quando raccontano per esempio casi di femminicidio dal punto di vista sbagliato: del virus appunto, che in questo caso è l’assassino</p>



<p><em>Testo di <a href="https://www.instagram.com/lucafonteau/">Luca Fontò</a></em></p>



<hr class="wp-block-separator"/>



<h2 class="has-text-align-center has-luminous-vivid-amber-color has-text-color">How To Fix Radios</h2>



<h6 class="has-text-align-center has-luminous-vivid-amber-color has-text-color">Regia di Casper Leonard, Emily Russell<br>Lungometraggio, 90’. Canada, 2021.<br>Anteprima italiana</h6>



<h6 class="has-text-align-center has-luminous-vivid-amber-color has-text-color">Venerdi, 17 Settembre, ore 21.30<br>Flying Tiger MiX Young Arena</h6>



<figure class="wp-block-image size-large"><img data-attachment-id="16947" data-permalink="https://toh-magazine.com/2021/09/mix-festival-toh-magazine-proiezioni-film-lgbtqia/toh-mix-how-to-fix-radios/" data-orig-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2021/09/Toh-Mix-How-To-Fix-Radios.jpg" data-orig-size="1500,1000" data-comments-opened="0" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;1&quot;}" data-image-title="Toh-Mix-How-To-Fix-Radios" data-image-description="" data-medium-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2021/09/Toh-Mix-How-To-Fix-Radios-300x200.jpg" data-large-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2021/09/Toh-Mix-How-To-Fix-Radios-1024x683.jpg" loading="lazy" width="1024" height="683" src="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2021/09/Toh-Mix-How-To-Fix-Radios-1024x683.jpg" alt="toh magazine " class="wp-image-16947" srcset="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2021/09/Toh-Mix-How-To-Fix-Radios-1024x683.jpg 1024w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2021/09/Toh-Mix-How-To-Fix-Radios-300x200.jpg 300w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2021/09/Toh-Mix-How-To-Fix-Radios-768x512.jpg 768w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2021/09/Toh-Mix-How-To-Fix-Radios-1000x667.jpg 1000w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2021/09/Toh-Mix-How-To-Fix-Radios-900x600.jpg 900w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2021/09/Toh-Mix-How-To-Fix-Radios-450x300.jpg 450w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2021/09/Toh-Mix-How-To-Fix-Radios-350x233.jpg 350w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2021/09/Toh-Mix-How-To-Fix-Radios.jpg 1500w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<h6>Negli ultimi decenni la fioritura del cinema queer si è concentrata su drammi relazionali oppure storie di coming out. A volte invece capita di trovare un film come HTFR che invece è come se fosse stato fatto per osservare i lati quotidiani, magari meno sensazionali, come il senso di appartenenza al piccolo paese d’origine. </h6>



<p>Come ricordi sfocati di ciò che voglia dire essere considerato un outsider perché diverso, perché gay in una piccola provincia.</p>



<p>È in luogo come questo dove ha inizio la storia di Evan (James Rudden) abitante rurale dell’Ontario meridionale. Un luogo dove molte volte la ripresa si sofferma sulla vastità sul lontano, come se fosse presente nei protagonisti il desiderio di fuggire lontano.</p>



<p>La vita incerta dopo la scuola lo porta Evan ad accettare un lavoretto estivo nel negozietto locale di esche. </p>



<p>Il lavoro mette Evan a contatto con Ross (Dimitri Watson) un giovane adolescente che si fa notare subito per i suoi capelli tinti di rosa che lavora con lui al negozio. </p>



<p>Per Ross ogni momento è un&#8217;ottima opportunità per darsela a gambe quando il capo li lascia da soli.</p>



<h5>In quell’estate nasce un’amicizia inaspettata che metterà Evan a contatto con la realtà di Ross e a tutto quello che Ross è costretto a subire dai bulli del paese per la sua diversità.</h5>



<p>Evan osserva la capacità di Ross di vivere in un ambiente ostile dove il fatto di non volersi omologare è solo perché tanto sarebbe infastidito lo stesso, meglio quindi rimanere rimanga fedele a se stesso.</p>



<p>Nonostante sia un film low budget, la pellicola trasmette una perfetta sinergia tra il luogo e i personaggi. Lo spazio e il luogo presenti sembrano quasi giustificare la loro presenza per aggiungere pressione ai protagonisti, che riescono a ritagliarsi momenti di gioia in luoghi dove non c&#8217;è nulla da fare.</p>



<h6>Il film riesce a trasmette dei lati meno definibili, come la sensibilità delle persone, che emerge profondamente, mentre cercano una loro voce e un posto nella vita.</h6>



<p>HTFR racconta una storia semplice sicuramente uno spaccato di un’amicizia che però per qualche motivo è sempre trattenuta e nonostante tutto un po’ rassegnata. </p>



<p>Le basi della storia avrebbero sicuramente potuto portare ad un altro sviluppo, e il finale ha un sapore un pò amaro della sconfitta.</p>



<p><em>Testo di <a href="https://www.instagram.com/alexvaccani/">Alex Vaccani</a></em></p>



<hr class="wp-block-separator"/>



<h2 class="has-text-align-center has-vivid-green-cyan-color has-text-color">Poppy Field</h2>



<h6 class="has-text-align-center has-vivid-green-cyan-color has-text-color">Regia di Eugen Jebeleanu<br>Lungometraggio fuori concorso, 81’. Romania, 2020<br>Disponibile in streaming su NEXO+ dalle ore 14:00 del 17/09 alle ore 14:00 del 20/09</h6>



<figure class="wp-block-image size-large"><img data-attachment-id="16948" data-permalink="https://toh-magazine.com/2021/09/mix-festival-toh-magazine-proiezioni-film-lgbtqia/toh-mix-poppyfield/" data-orig-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2021/09/Toh-Mix-PoppyField.jpg" data-orig-size="1500,1000" data-comments-opened="0" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;4.5&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;ILCE-7M2&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;1551651915&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;42&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;2500&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0.04&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;1&quot;}" data-image-title="Toh-Mix-PoppyField" data-image-description="" data-medium-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2021/09/Toh-Mix-PoppyField-300x200.jpg" data-large-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2021/09/Toh-Mix-PoppyField-1024x683.jpg" loading="lazy" width="1024" height="683" src="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2021/09/Toh-Mix-PoppyField-1024x683.jpg" alt="MiX festival" class="wp-image-16948" srcset="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2021/09/Toh-Mix-PoppyField-1024x683.jpg 1024w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2021/09/Toh-Mix-PoppyField-300x200.jpg 300w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2021/09/Toh-Mix-PoppyField-768x512.jpg 768w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2021/09/Toh-Mix-PoppyField-1000x667.jpg 1000w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2021/09/Toh-Mix-PoppyField-900x600.jpg 900w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2021/09/Toh-Mix-PoppyField-450x300.jpg 450w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2021/09/Toh-Mix-PoppyField-350x233.jpg 350w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2021/09/Toh-Mix-PoppyField.jpg 1500w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<h6><a href="https://toh-magazine.com/2020/12/poppy-field-camp-du-maci-review-cinema-gay-toh-magazine/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><em>Poppy Field</em> (Camp du Maci)</a> segna l’esordio di Eugen Jebeleanu e conferma la lucidità dello sguardo sul contemporaneo del cinema rumeno degli ultimi 10 anni.</h6>



<p>La pellicola si ispira a fatti realmente accaduti. 2013, Bucarest: la proiezione di un film LGBT viene interrotta da un gruppo di manifestanti, The Orthodox Brotherhood of the Great St. George: fanatici religiosi e nazionalisti armati di cartelli, icone e rosari. Il film era <em>I ragazzi stanno bene </em>con Julianne Moore e Annette Bening. </p>



<p>Negli anni seguono altre manifestazioni simili, nel 2018 contro la proiezione di <em>Soldiers. Story from Ferentari</em> della regista serba Ivana Mladenovic (il suo <em>Ivana the Terrible</em> in concorso e visibile gratuitamente in streaming al Kino Arte Film Festival) e <em>120 BPM </em>di Robin Campillo.</p>



<h6>Questa è la premessa che Jebeleanu usa per costruire il tessuto sociali in cui si muove il suo protagonista, Cristi, un poliziotto &#8211; anzi, un gendarme &#8211; rumeno segretamente gay. </h6>



<p>Il film inizia con l’arrivo in città del suo compagno, Hadi, un assistente di volo. Per di due si prospetta un weekend casalingo d’amore, Cristi difatti non ha intenzione di farsi vedere in pubblico col fidanzato, a cui non dispiacerebbe anche una semplice gita in montagna. Ma è subito chiaro che i due hanno davanti a loro orizzonti differenti.</p>



<p>Seguiamo quindi Cristi in un turno di lavoro. La sua squadra è chiamata a gestire la protesta di un gruppo di attivisti religiosi che hanno fatto irruzione in un cinema (di proprietà statale) per interrompere la proiezione di un film indecente. La situazione è tesa, i poliziotti non sanno che fare. </p>



<h5>Da una parte guardano ai fanatici con pena, dall’altra non hanno la minima intenzione di prendere le parti del pubblico, per paura di essere ritenuti simpatizzanti o peggio ancora loro stessi gay.</h5>



<p>La tensione aumenta, il disagio si fa palpabile: il cinema diventa una polveriera. Uno degli spettatori riconosce Cristi, tra i due evidentemente ci sono dei trascorsi e il suo segreto &#8211; che deve mantenere a ogni costo &#8211; scatena un complesso effetto domino e lo scoppio della violenza.<br>La cornice sociale della storia innesca nel protagonista un conflitto interiore che lo porta a confrontarsi con sé stesso. </p>



<h5>Cristi è costretto a uniformarsi ai meccanismi etetonormativi del suo ambiente di lavoro, incarnando così il conflitto e la vulnerabilità di molte persone queer esposte ad ambienti machisti e tossici. </h5>



<p>I colleghi sanno di lui? Lo sospettano? Il regista è abilissimo nell’insinuare il dubbio, senza dire troppo o mostrare, il cameratismo della squadra si esprime anche in questo.</p>



<p>Jebeleanu dirige in maniera sobria e efficace uno spaccato intimo, quello di Cristi è un ritratto complesso che non scade in toni giudicanti o facili morali preconfezionate, osserva il suo protagonista con un misto di distacco e tenerezza.</p>



<p><em>Testo di <a href="https://www.instagram.com/lorenzo_scarangella/">Lorenzo Peroni</a></em></p>



<hr class="wp-block-separator"/>



<h2 class="has-text-align-center has-vivid-cyan-blue-color has-text-color">Sediments</h2>



<h6 class="has-text-align-center has-vivid-cyan-blue-color has-text-color">Regia di Adrián Silvestre<br>Documentario, 80’. Spagna, 2021<br>Disponibile in streaming su NEXO+ dalle ore 14:00 del 17/09 alle ore 14:00 del 20/09</h6>



<figure class="wp-block-image size-large"><img data-attachment-id="16949" data-permalink="https://toh-magazine.com/2021/09/mix-festival-toh-magazine-proiezioni-film-lgbtqia/toh-mix-sediments/" data-orig-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2021/09/Toh-Mix-Sediments.jpg" data-orig-size="1500,1000" data-comments-opened="0" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;1&quot;}" data-image-title="Toh-Mix-Sediments" data-image-description="" data-medium-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2021/09/Toh-Mix-Sediments-300x200.jpg" data-large-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2021/09/Toh-Mix-Sediments-1024x683.jpg" loading="lazy" width="1024" height="683" src="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2021/09/Toh-Mix-Sediments-1024x683.jpg" alt="MiX festival" class="wp-image-16949" srcset="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2021/09/Toh-Mix-Sediments-1024x683.jpg 1024w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2021/09/Toh-Mix-Sediments-300x200.jpg 300w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2021/09/Toh-Mix-Sediments-768x512.jpg 768w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2021/09/Toh-Mix-Sediments-1000x667.jpg 1000w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2021/09/Toh-Mix-Sediments-900x600.jpg 900w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2021/09/Toh-Mix-Sediments-450x300.jpg 450w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2021/09/Toh-Mix-Sediments-350x233.jpg 350w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2021/09/Toh-Mix-Sediments.jpg 1500w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p>«Quelli sono i sedimenti, gli strati della terra, li abbiamo studiati alle superiori. La terra svela la sua storia. Quando gli elementi si muovono avanti o indietro, finiscono per trasformare persino le rocce».</p>



<h5>Adrián Silvestre, classe 1981, è un regista valenciano che ama lavorare intorno ad una comunità specifica con la quale costruire i suoi film, dove realtà e fiction spesso coesistono. </h5>



<p>Se nel precedente lungometraggio <em>Los Objetos Amorosos</em> del 2016 ha investigato la migrazione femminile nella città di Roma, per <em>Sedimentos</em> è stato decisivo l’incontro con Tina Recio, fondatrice e direttrice del centro I-Vaginarium: un progetto di pedagogia sessuale di supporto alle donne transgender che affrontano il percorso della vaginoplastica. </p>



<h5>E Tina Recio è proprio una delle protagoniste di questo documentario insieme ad altre cinque donne su cui il regista ha posato la sua macchina da presa: Lena Brasas, Alicia de Benito, Cristina Millán, Saya Solana e Yolanda Terol. </h5>



<p>Sei donne quindi, di generazioni, estrazione e vissuti diversi, che si raccontano in questo vivace <em>road movie</em> rurale transfemminista, tra stratificazioni drammatiche e venature di corale umorismo, visivamente dominato dai loro volti, dalle loro parole e dalla natura: tra boschi, montagne, grotte e un imponente bacino minerario, quello dei sedimenti che danno il titolo al documentario. </p>



<p>Proprio come le stratificazioni della terra, siamo tutti formati da più strati che ci identificano e ci rendono unici; raccontare la nostra storia non è sempre facile, ma alle volte cercare supporto, in una comunità ad esempio, può aiutare a trovare il coraggio di affrontare il mondo là fuori, ma innanzitutto se stessi.</p>



<p><em>Testo di <a href="https://www.instagram.com/ciscoteque/">Francesco Mascolo</a></em></p>



<hr class="wp-block-separator"/>



<h2 class="has-text-align-center has-vivid-purple-color has-text-color">Sublet</h2>



<h6 class="has-text-align-center has-vivid-purple-color has-text-color">Regia di Eytan Fox<br>Lungometraggio. 90’. Israele/USA, 2020</h6>



<h6 class="has-text-align-center has-vivid-purple-color has-text-color">Venerdi 17 Settembre, ore 22.00<br>Piccolo Teatro Strehler</h6>



<figure class="wp-block-image size-large"><img data-attachment-id="16950" data-permalink="https://toh-magazine.com/2021/09/mix-festival-toh-magazine-proiezioni-film-lgbtqia/toh-mix-sublet/" data-orig-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2021/09/Toh-Mix-Sublet.jpg" data-orig-size="1500,1000" data-comments-opened="0" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;1&quot;}" data-image-title="Toh-Mix-Sublet" data-image-description="" data-medium-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2021/09/Toh-Mix-Sublet-300x200.jpg" data-large-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2021/09/Toh-Mix-Sublet-1024x683.jpg" loading="lazy" width="1024" height="683" src="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2021/09/Toh-Mix-Sublet-1024x683.jpg" alt="MiX festival" class="wp-image-16950" srcset="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2021/09/Toh-Mix-Sublet-1024x683.jpg 1024w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2021/09/Toh-Mix-Sublet-300x200.jpg 300w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2021/09/Toh-Mix-Sublet-768x512.jpg 768w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2021/09/Toh-Mix-Sublet-1000x667.jpg 1000w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2021/09/Toh-Mix-Sublet-900x600.jpg 900w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2021/09/Toh-Mix-Sublet-450x300.jpg 450w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2021/09/Toh-Mix-Sublet-350x233.jpg 350w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2021/09/Toh-Mix-Sublet.jpg 1500w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<h5><em>Sublet</em> è un film che mette in evidenza l&#8217;impatto che ogni uomo può avere su un altro uomo. Il film è sottile, credibile ed evita abilmente alcuni cliché. Ha tanti ottimi spunti e ti fa vedere una Tel Aviv che incuriosisce.</h5>



<p>Il film comincia con l&#8217;arrivo a Tel Aviv dell’americano Michael (John Benjamin Hickey) uno scrittore di mezza età che arriva in città per fare ricerche per un articolo che sta per scrivere. Come preannuncia il titolo il suo soggiorno a Tel Aviv è un appartamento in affitto, che però al suo arrivo è ancora occupato dal ragazzo che glielo ha affittato, essendosi confuso sulla data del suo arrivo. </p>



<p>Dopo qualche momento di imbarazzo Tomar (Niv Nissim) lo studente proprietario dell’appartamento convince Michael a restare dopo aver ammesso francamente di aver bisogno di soldi.</p>



<p>Poiché Tomar ora non ha un posto dove andare, Michael si offre di lasciarlo rimanere in cambio di fargli da guida turistica per mostrargli i luoghi meno turistici della città. </p>



<p>Michael vede così la Tel Aviv attraverso gli occhi di un bohémien ventenne che è sempre stato libero nel suo suo orientamento sessuale.</p>



<h5>Nel corso di cinque giorni, Tomar mostra a Michael la città e nel mentre i due si conoscono. Michael è tranquillo e riservato, ogni sera richiama il marito a casa ogni e si capisce che ha chiaramente qualcosa che lo tormenta.</h5>



<p>Tomar, invece è un edonista che sembra pensare nient’altro che all’attimo e a quello che gli provoca piacere. Col trascorrere delle giornate i due sviluppano un&#8217;amicizia e un’attrazione sessuale.</p>



<p>Quello che è maggiormente riuscito nel film sono i momenti in cui i due protagonisti di generazioni diversi cercano di trovare un terreno comune su cui incontrarsi. </p>



<p>Nonostante questi mettano anche in risalto le diversità generazionali e di come siano vissuti alcuni atteggiamenti e situazioni oggi rispetto a prima. Questi sono scene che inducono ad una riflessione e mettono luce su alcuni drammi generazionali.</p>



<h5><em>Sublet</em> ha una vena romantica che si manifesta soprattutto nella seconda metà del film, un po’ ci si spera o ci si aspetta questa svolta anche se forse nella realtà sarebbe stata più indirizzata verso un’attrazione fisica; più lussuria che romanticismo. </h5>



<p>Comunque questo incontro cambia entrambi i protagonisti o almeno in parte li rende più consapevoli anche su l’altro.</p>



<p><em>Sublet</em> fa parte del genere di film: dramma del &#8220;breve incontro&#8221; come il cult <em>Weekend</em> con il quale il paragone sembra spontaneo. Ebbene <em>Sublet</em> riesce a mantenere un fascino sottile soprattutto per la rappresentazione dolce di due uomini che creano una connessione inaspettata. </p>



<h5><em>Sublet</em> alla fine è malinconico riguardo a ciò che lega inaspettatamente due uomini gay che hanno tutto per essere così distanti, ma nonostante o forse a causa delle loro differenze generazionali riescono proprio ad incontrarsi.</h5>



<p>Il regista Fox ha già esaminato gli aspetti della vita gay israeliana in film come <em>Yossi and Jagger</em>, il suo sequel, <em>Yossi</em> e <em>The Bubble</em>.</p>



<p><em>Testo di <a href="https://www.instagram.com/alexvaccani/">Alex Vaccani</a></em></p>



<hr class="wp-block-separator"/>



<h2 class="has-text-align-center has-text-color" style="color:#a77845">Valentina</h2>



<h6 class="has-text-align-center has-text-color" style="color:#a77845">Regia di Cássio Pereira dos Santos<br>Lungometraggio, 95’. Brasile, 2020<br>Anteprima Italiana</h6>



<h6 class="has-text-align-center has-text-color" style="color:#a77845">Giovedì 16 settembre, ore 20.00<br>Piccolo Teatro Strehler</h6>



<figure class="wp-block-image size-large"><img data-attachment-id="16951" data-permalink="https://toh-magazine.com/2021/09/mix-festival-toh-magazine-proiezioni-film-lgbtqia/toh-mix-valentina/" data-orig-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2021/09/Toh-Mix-Valentina.jpg" data-orig-size="1500,1000" data-comments-opened="0" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;1&quot;}" data-image-title="Toh-Mix-Valentina" data-image-description="" data-medium-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2021/09/Toh-Mix-Valentina-300x200.jpg" data-large-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2021/09/Toh-Mix-Valentina-1024x683.jpg" loading="lazy" width="1024" height="683" src="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2021/09/Toh-Mix-Valentina-1024x683.jpg" alt="MiX festival" class="wp-image-16951" srcset="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2021/09/Toh-Mix-Valentina-1024x683.jpg 1024w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2021/09/Toh-Mix-Valentina-300x200.jpg 300w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2021/09/Toh-Mix-Valentina-768x512.jpg 768w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2021/09/Toh-Mix-Valentina-1000x667.jpg 1000w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2021/09/Toh-Mix-Valentina-900x600.jpg 900w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2021/09/Toh-Mix-Valentina-450x300.jpg 450w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2021/09/Toh-Mix-Valentina-350x233.jpg 350w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2021/09/Toh-Mix-Valentina.jpg 1500w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<h5>La proiezione è preceduta dalla cerimonia di apertura presentata dal comico&nbsp;Paolo Camilli,&nbsp;con la presenza della Vicepresidente del Consiglio Comunale di Milano&nbsp;Elena Buscemi, da una performance di danza del ballerino solista del Teatro alla Scala&nbsp;Massimo&nbsp;Garon&nbsp;e della prima ballerina del Teatro alla Scala&nbsp;Antonella Albano, dall’intervento del deputato&nbsp;Alessandro Zan&nbsp;e da un importante riconoscimento: il premio More Love alla senatrice&nbsp;Liliana Segre.</h5>



<p><em>Valentina</em> è un coming-of-age opera prima del regista brasiliano Cássio Pereira dos Santos, che esamina l&#8217;emarginazione dei giovani trans.</p>



<h5>Valentina, interpretata dalla trans YouTuber Thiessa Woimback, esamina il modo in cui i giovani trans sono emarginati dal sistema educativo, attraverso una storia di formazione che segue la sua vita mentre si trasferisce in una piccola città con la madre.</h5>



<p>Nel suo adattarsi alla nuova vita, sarà proprio la burocrazia scolastica l&#8217;ostacolo più insidioso, perché Valentina dovrà avere il consenso e la firma di entrambi i genitori per far si che l&#8217;istituto accetti di chiamarla con il suo nome prescelto, ma suo padre è scappato con una donna più giovane e risulta irreperibile.</p>



<p>Nella sua avventura Valentina trova spiriti affini tra i suoi coetanei: Júlio (Ronaldo Bonafro) e Amanda (Letícia Franco), personaggi secondari che non sono proprio quello che sembrano a prima vista. </p>



<p>Júlio, nonostante la sua spavalda sicurezza brama l&#8217;intimità di un primo bacio da un ragazzo. Amanda che è incinta, nel frattempo, dimostra di essere un asso degli hacker.</p>



<h5>I tre giovani attori condividono una dolce alchimia ogni volta che sono tutti insieme sullo schermo, ed è la loro relazione che alla fine dà speranza alla storia.</h5>



<p>Valentina viene continuamente ferita e delusa dagli uomini in un crescendo che culmina con una scena in un bar, dove un ragazzo con cui si sta baciando la prende per la gola dopo aver scoperto che è trans. </p>



<p>Da qui la violenza degenera trasmettendo allo spettatore come la trasmisoginia possa intensificarsi, e quanto sia pervasiva all&#8217;interno della società in generale.</p>



<p><em>Testo di <a href="https://www.instagram.com/marcocresci_dj412/">Marco Cresci</a></em></p>



<hr class="wp-block-separator"/>



<h2 class="has-text-align-center has-pale-pink-color has-text-color">Veneno</h2>



<h6 class="has-text-align-center has-pale-pink-color has-text-color">Regia di Javier Ambrossi, Javier Calvo<br>Serie TV, Spagna, 2020</h6>



<h6 class="has-text-align-center has-pale-pink-color has-text-color">Domenica 19 Settembre<br>Piccolo Teatro Studio Melato ore 18:00<br>Proiezione di due episodi con la presenza dei registi e dell’attrice Lola Rodriguez.</h6>



<figure class="wp-block-image size-large"><img data-attachment-id="16952" data-permalink="https://toh-magazine.com/2021/09/mix-festival-toh-magazine-proiezioni-film-lgbtqia/toh-mix-veneno/" data-orig-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2021/09/Toh-Mix-Veneno.jpg" data-orig-size="1500,1000" data-comments-opened="0" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;4&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;ILCE-7RM4&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;1597054540&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;72&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;2000&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0.016666666666667&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;1&quot;}" data-image-title="Toh-Mix-Veneno" data-image-description="" data-medium-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2021/09/Toh-Mix-Veneno-300x200.jpg" data-large-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2021/09/Toh-Mix-Veneno-1024x683.jpg" loading="lazy" width="1024" height="683" src="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2021/09/Toh-Mix-Veneno-1024x683.jpg" alt="MiX festival" class="wp-image-16952" srcset="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2021/09/Toh-Mix-Veneno-1024x683.jpg 1024w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2021/09/Toh-Mix-Veneno-300x200.jpg 300w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2021/09/Toh-Mix-Veneno-768x512.jpg 768w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2021/09/Toh-Mix-Veneno-1000x667.jpg 1000w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2021/09/Toh-Mix-Veneno-900x600.jpg 900w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2021/09/Toh-Mix-Veneno-450x300.jpg 450w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2021/09/Toh-Mix-Veneno-350x233.jpg 350w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2021/09/Toh-Mix-Veneno.jpg 1500w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<h5>Quella di <a href="https://toh-magazine.com/2021/01/veneno-serie-tv-lgbt-review-netflix-toh-magazine/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Veneno</a> non è semplicemente una storia, è &#8211; in fin dei conti &#8211; tutte “quelle” storie. Quella di Cristina Ortiz Rodríguez innanzitutto, ma non solo.</h5>



<p>Facciamo un passo indietro. Spagna, 1996: in un talk della seconda serata di Telecinco (Esta Noche Cruzamos el Mississippi) fa il suo esordio televisivo la Veneno: prostituta transessuale, sboccata, bellissima. </p>



<p>Nasce una star. La Spagna la ama, l&#8217;audience si alza: per lei è il riscatto da una vita in fuga. In fuga dalla provincia bigotta, da una famiglia che non la ama, dalla miseria. Forse per la prima volta in vita sua, gli applausi del pubblico, la fanno sentire veramente amata. Ovviamente è un grandissimo errore.</p>



<p>Un altro passo indietro. Nella spagna post-franchista, libera dalla censura di regime, prende il via una rivoluzione culturale, la Transición española. </p>



<h5>Vicente Aranda nel ‘77 gira <em>Cambio de sexo</em>, film con Bibi Andersen, attrice transgender che diventa musa e icona di Pedro Almodóvar, vate assoluto della movida madrilena. </h5>



<p>La capitale diventa un motore propulsore per la creatività e la liberazione dei costumi: cinema e musica sono veicoli per disintegrare anni di tabù e repressioni. </p>



<p>Dalla fine degli anni ‘70 Susana Estrada diventa il simbolo di questa “transizione”: film erotici, canzoni piccanti, fotografie esplicite, la liberazione sessuale viaggia alla velocità della luce.</p>



<p>Eppure, nonostante il sesso, l’omosessualità e la transessualità ormai da quasi due decenni vivano “tranquillamente” al cinema e nella cultura visuale spagnola (prima underground e via via sempre più mainstream), l’apparizione sul piccolo schermo della Veneno è qualcosa di diverso, di nuovo, di oltraggioso: non è un’artista. </p>



<p>In TV (che al contrario del cinema è un oggetto domestico, familiare) trova posto una prostituta di strada che parla di sé stessa, e in breve tempo la sua vita diventa un proto reality. </p>



<p>Sua madre &#8211; che mai ha accettato l’identità della figlia &#8211; viene invitata in trasmissione, volano parole grosse, Cristina è un fiume in piena, l&#8217;audience si alza.</p>



<p>Quello che la Veneno ancora non sa però è che lo spettacolo preferito del pubblico è gustarsi la caduta dei propri idoli. La gente ama la Veneno, ma non la rispetta. Chiuso il programma che l’ha resa un’icona seguono anni difficili. L’epilogo è tragico.</p>



<h5>La serie di Javier Ambrossi e Javier Calvo (quelli di <em>Paquita Salas</em>, su Netflix) mette in scena un melodramma <em>larger than life</em>, totalizzante: è triste, euforico, violento, esplicito, non risparmia colpi bassi &#8211; tutti assestati alla perfezione. </h5>



<p>Gli 8 episodi ricostruiscono la vita di Cristina la Veneno sviluppando ogni puntata su un nucleo tematico, mescolando i piani della rappresentazione e della narrazione: passato e presente dialogano in un incastro costruito alla perfezione.</p>



<h5>Impressionante il lavoro sulle e delle tre attrici che hanno interpretato Cristina: Jedet (nei primi anni di transizione), Daniela Santiago (giovane, esplosiva e furibonda) e Isabel Torres (sfatta, invecchiata a sconfitta).</h5>



<p>La regia e la sceneggiatura sono piene di idee, di vita; non c’è nulla fuori posto, il racconto fugge della mera biografia e espande i suoi confini verso il romanzo storico: immortala epoche diverse che cedono il passo, una dopo l’altra, a qualcosa di nuovo, di giovane.</p>



<h5><em>Veneno</em> riflette su come i mass media rappresentano un confine: ciò che appare c’è, è lecito, può essere ammirato, denigrato o discusso, ma esiste e ha in sé la dignità di ciò che può apparire; è il confine tra cosa è legittimo e cosa no. </h5>



<p>La Veneno, irrompendo nel piccolo schermo della Spagna anni ‘90, legittima l’esistenza delle persone transessuali al di fuori dell’alibi artistico e intellettuale, al di fuori della politica e dell’attivismo. Lei è unica, è una scheggia impazzita, ma la sua è una vita come tante.</p>



<p>Ma la serie racconta anche altre storie: c’è quella di Valeria Vegas (anche la sua una storia vera), studentessa transgender che ha nella Veneno il suo idolo assoluto. Quando riesce finalmente a conoscerla decide di scrivere un libro sulla vita, <em>¡Digo! Ni puta ni santa</em>.</p>



<h5>Ed è qui che inizia la serie. Questo incontro cambia la vita di Valeria, che grazie all’amicizia con Cristina fa chiarezza sulla propria identità e trova il coraggio di essere sé stessa. </h5>



<p>Scrivere le memorie della Veneno però si rivela più complicato del previsto: cosa è vero e cosa no di quello che le sta raccontando? Quanta la vita e quanto il racconto? Dall’infanzia nella provincialissima Adria, in Andalusia, ai riflettori che fanno di lei una star, fino a una spirale autodistruttiva alimentata da rimpianti, risentimenti e paure.</p>



<p>Quello sui passi della Veneno diventa per Valeria &#8211; e per lo spettatore &#8211; un viaggio universale, alla scoperta del lato umano di un’icona controversa, spesso contestata e ritenuta problematica dagli stessi attivisti LGBTQ+ (troppo trash, distante dal movimento per i diritti civili, dalla nuove generazioni, dalla nuova sensibilità).</p>



<p>Quello di Paca &#8220;La Piraña&#8221;, poi, è un personaggio meraviglioso, la migliore amica della Venone, ferita e tradita a morte per pura vanità, interpretato divinamente dalla stessa Paca &#8220;La Piraña&#8221; &#8211; in un perfetto cortocircuito di quella cosa dell’arte che imita la vita e la vita che imita l’arte.</p>



<p>Veneno &#8211; attraverso un intreccio corale in cui vengono indagati i significati di famiglia, la natura dell’amore e le radici dalla paura &#8211; metta in scena la potenza e l&#8217;importanza del “racconto”, la capacità di costruire e di riappropriarsi delle proprie storie, delle proprie fragilità e della propria identità attraverso le parole che scegliamo.</p>



<p><em>Testo di<a href="https://www.instagram.com/lorenzo_scarangella/"> Lorenzo Peroni</a></em></p>



<p><span class="has-inline-color has-white-color">MiX festival MiX festival MiX festival MiX festival MiX festival MiX festival MiX festival MiX festival MiX festival</span></p>
<div class="simplesocialbuttons simplesocial-simple-icons simplesocialbuttons_inline simplesocialbuttons-align-left post-16941 post  simplesocialbuttons-mobile-hidden simplesocialbuttons-inline-bottom-in">
		<button class="ssb_fbshare-icon"  rel="nofollow"  target="_blank"  aria-label="Facebook Share" data-href="https://www.facebook.com/sharer/sharer.php?u=https://toh-magazine.com/2021/09/mix-festival-toh-magazine-proiezioni-film-lgbtqia/" onClick="javascript:window.open(this.dataset.href, '', 'menubar=no,toolbar=no,resizable=yes,scrollbars=yes,height=600,width=600');return false;">
						<span class="icon"><svg xmlns="http://www.w3.org/2000/svg" viewBox="0 0 16 16" class="_1pbq" color="#ffffff"><path fill="#ffffff" fill-rule="evenodd" class="icon" d="M8 14H3.667C2.733 13.9 2 13.167 2 12.233V3.667A1.65 1.65 0 0 1 3.667 2h8.666A1.65 1.65 0 0 1 14 3.667v8.566c0 .934-.733 1.667-1.667 1.767H10v-3.967h1.3l.7-2.066h-2V6.933c0-.466.167-.9.867-.9H12v-1.8c.033 0-.933-.266-1.533-.266-1.267 0-2.434.7-2.467 2.133v1.867H6v2.066h2V14z"></path></svg></span>
						<span class="simplesocialtxt">Share </span> </button>
<button class="ssb_tweet-icon"  rel="nofollow"  target="_blank"  aria-label="Twitter Share" data-href="https://twitter.com/intent/tweet?text=35%C2%B0+MiX+Festival.+Le+proiezioni+consigliate+da+Toh%21&url=https://toh-magazine.com/2021/09/mix-festival-toh-magazine-proiezioni-film-lgbtqia/&via=tohmagazine" onClick="javascript:window.open(this.dataset.href, '', 'menubar=no,toolbar=no,resizable=yes,scrollbars=yes,height=600,width=600');return false;">
						<span class="icon"><svg viewBox="0 0 16 14" fill="none" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg"><path d="M4.9 0H0L5.782 7.7098L0.315 14H2.17L6.6416 8.8557L10.5 14H15.4L9.3744 5.9654L14.56 0H12.705L8.5148 4.8202L4.9 0ZM11.2 12.6L2.8 1.4H4.2L12.6 12.6H11.2Z" fill="#fff"/></svg></span><i class="simplesocialtxt">Post </i></button>
</div>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://toh-magazine.com/2021/09/mix-festival-toh-magazine-proiezioni-film-lgbtqia/">35° MiX Festival. Le proiezioni consigliate da Toh!</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://toh-magazine.com">Toh! Magazine</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">16941</post-id>	</item>
		<item>
		<title>Bruce LaBruce: «non mi piace quando tutto va bene»</title>
		<link>https://toh-magazine.com/2020/11/bruce-labruce-non-mi-piace-quando-tutto-va-bene/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=bruce-labruce-non-mi-piace-quando-tutto-va-bene</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Luca Fontò]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 16 Nov 2020 09:07:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Culture]]></category>
		<category><![CDATA[Mix Festival]]></category>
		<category><![CDATA[Sex]]></category>
		<category><![CDATA[book]]></category>
		<category><![CDATA[Bruce LaBruce]]></category>
		<category><![CDATA[film]]></category>
		<category><![CDATA[lgbt]]></category>
		<category><![CDATA[Mostra del Cinema di Venezia]]></category>
		<category><![CDATA[sex]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://toh-magazine.com/?p=11938</guid>

					<description><![CDATA[<p>Bruce LaBruce racconta in esclusiva a Toh! il suo ultimo film Saint-Narcisse, presentato al Festival di Venezia e il suo nuovo libro Death Book, edito da Baron books</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://toh-magazine.com/2020/11/bruce-labruce-non-mi-piace-quando-tutto-va-bene/">Bruce LaBruce: «non mi piace quando tutto va bene»</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://toh-magazine.com">Toh! Magazine</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<h3>Un film sull&#8217;edonismo incestuoso passato per la Mostra di Venezia, un libro sull&#8217;attrazione verso la violenza, la morte, l&#8217;omosessualità al cinema e la sua infanzia in una fattoria. Bruce LaBruce risponde alle domande di Chiara Papèra in esclusiva per Toh!</h3>



<p>Pioniere del <strong><a href="https://toh-magazine.com/2020/10/le-fotografie-di-george-kanis-del-desiderio-libero/">porno</a></strong> come genere cinematografico, <strong>Bruce LaBruce</strong> bazzicava i festival internazionali già dagli esordi negli anni ’80; si insinuò nella scena punk soverchiandola e creò una nuova branca, il <strong>Queer Core</strong>, un esperimento culturale estremamente politicizzato che aveva e ha lo scopo di contrapporsi alla folta schiera di nazi-punk.<br>Con quest’ordine appena creato, Bruce ha la possibilità di mostrare identità di genere non conformi, sessualità esplicite e inclusione delle minoranze.</p>



<h3>La sua controversa cinematografia fa discutere da quarant’anni e non si arresta neanche con l’ultimo <em>Saint-Narcisse</em>, condito con intrecci inter-famigliari e scene erotico-religiose.</h3>



<p>Siamo nel Canada del 1972 quando Dominic (<strong>Félix-Antoine Duval</strong>), alla morte della nonna che lo ha cresciuto, non solo scopre che la madre non è morta di parto e che è viva e vegeta, ma anche di avere un gemello in monastero. </p>



<h4>Questo protagonista così edonistico ed egoista fa allora di tutto per incontrarlo, intraprendendo poi con lui una relazione.</h4>



<p>I due faranno visita, insieme, alla genitrice – lesbica, strega e velatamente incestuosa pure lei – per vivere finalmente tutti felici e contenti, con tanto di figli (chissà di chi) in una deliziosa casetta nel bosco.</p>



<figure class="wp-block-gallery columns-2 is-cropped"><ul data-carousel-extra='{"blog_id":1,"permalink":"https:\/\/toh-magazine.com\/2020\/11\/bruce-labruce-non-mi-piace-quando-tutto-va-bene\/"}' class="blocks-gallery-grid"><li class="blocks-gallery-item"><figure><img data-attachment-id="11941" data-permalink="https://toh-magazine.com/2020/11/bruce-labruce-non-mi-piace-quando-tutto-va-bene/gal01/" data-orig-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2020/10/Gal01.jpg" data-orig-size="800,1200" data-comments-opened="0" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}" data-image-title="Gal01" data-image-description="" data-medium-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2020/10/Gal01-200x300.jpg" data-large-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2020/10/Gal01-683x1024.jpg" loading="lazy" width="683" height="1024" src="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2020/10/Gal01-683x1024.jpg" alt="" data-id="11941" data-full-url="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2020/10/Gal01.jpg" data-link="https://toh-magazine.com/?attachment_id=11941" class="wp-image-11941" srcset="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2020/10/Gal01-683x1024.jpg 683w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2020/10/Gal01-200x300.jpg 200w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2020/10/Gal01-768x1152.jpg 768w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2020/10/Gal01-450x675.jpg 450w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2020/10/Gal01-350x525.jpg 350w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2020/10/Gal01.jpg 800w" sizes="(max-width: 683px) 100vw, 683px" /><figcaption class="blocks-gallery-item__caption">Bruce LaBruce</figcaption></figure></li><li class="blocks-gallery-item"><figure><img data-attachment-id="11942" data-permalink="https://toh-magazine.com/2020/11/bruce-labruce-non-mi-piace-quando-tutto-va-bene/gal02/" data-orig-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2020/10/Gal02.jpg" data-orig-size="800,1200" data-comments-opened="0" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}" data-image-title="Gal02" data-image-description="" data-medium-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2020/10/Gal02-200x300.jpg" data-large-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2020/10/Gal02-683x1024.jpg" loading="lazy" width="683" height="1024" src="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2020/10/Gal02-683x1024.jpg" alt="" data-id="11942" data-full-url="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2020/10/Gal02.jpg" data-link="https://toh-magazine.com/?attachment_id=11942" class="wp-image-11942" srcset="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2020/10/Gal02-683x1024.jpg 683w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2020/10/Gal02-200x300.jpg 200w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2020/10/Gal02-768x1152.jpg 768w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2020/10/Gal02-450x675.jpg 450w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2020/10/Gal02-350x525.jpg 350w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2020/10/Gal02.jpg 800w" sizes="(max-width: 683px) 100vw, 683px" /></figure></li></ul></figure>



<p><strong><span style="text-decoration: underline;">Ritorni dalla tua terza partecipazione alla Mostra del Cinema di Venezia, dopo che nel 2013 hai presentato <em>Gerontophilia</em> e nel 2016 sei stato giudice di gara. Come si sente un regista punk in un festival così canonico, con un film che peraltro affronta i temi dell’incesto e dell’abuso nella Chiesa?</span></strong><br>Mi considero un regista <em>avanguarde</em>, ma sono comunque passato dai maggiori festival fin da subito.<br>All’inizio degli anni ’90 la mia opera prima venne accolta nei circuiti mainstream, tre dei miei film sono passati dal Sundance e sono stato due volte alla premiere del Festival di Berlino e una a Locarno: non è quindi così insolito per me. </p>



<h4>Certo non definirei questo film <em>mainstream</em>, ma è sicuramente più accessibile e più narrativo di altri, senza la mia solita sotto-trama propagandista.</h4>



<p>Inoltre è un melodramma, che è un genere popolare: quindi penso che lo si possa considerare tanto <em>mainstream</em> quanto <em>punk</em>.</p>



<p><strong><span style="text-decoration: underline;">Anche in questi contesti, film come i tuoi passano senza filtri censori: pensi che il pubblico si sia abituato a scioccarsi o che non sia più il sesso a scioccare?</span></strong><br>Quando uscì <em>Gerontophilia</em> le persone trovavano scioccante che quel film fosse mio: perché non era affatto scioccante. Do ancora valore allo shock per il gusto di scioccare, e penso che sia perfettamente legittimo e di intrattenimento, John Waters ci ha scritto un libro. </p>



<h3>Penso che quello che sciocca oggi sia portare un messaggio sovversivo essendo sottili, e in un certo senso il finale di <em>Saint-Narcisse</em> è scioccante perché implica che tutti i membri della famiglia scopino tra di loro – o comunque siano coinvolti romanticamente.</h3>



<p>Se ci pensi, le implicazioni del film sono più scioccanti di qualsiasi singola scena, per esempio quella in cui il prete spinge le frecce dentro al corpo del ragazzo. La consideravo una scena quasi gore o splatter, ma poi ho pensato che tutti ormai hanno visto tutto.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img data-attachment-id="12717" data-permalink="https://toh-magazine.com/2020/11/bruce-labruce-non-mi-piace-quando-tutto-va-bene/blb1/" data-orig-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2020/11/blb1.jpg" data-orig-size="1500,991" data-comments-opened="0" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}" data-image-title="blb1" data-image-description="" data-medium-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2020/11/blb1-300x198.jpg" data-large-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2020/11/blb1-1024x677.jpg" loading="lazy" width="1024" height="677" src="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2020/11/blb1-1024x677.jpg" alt="" class="wp-image-12717" srcset="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2020/11/blb1-1024x677.jpg 1024w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2020/11/blb1-300x198.jpg 300w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2020/11/blb1-768x507.jpg 768w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2020/11/blb1-1000x661.jpg 1000w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2020/11/blb1-900x595.jpg 900w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2020/11/blb1-450x297.jpg 450w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2020/11/blb1-350x231.jpg 350w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2020/11/blb1-1320x872.jpg 1320w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2020/11/blb1.jpg 1500w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption><sub><sup>Bruce LaBruce &#8220;Death Book&#8221; &#8211; Courtesy of Baron</sup></sub></figcaption></figure>



<p><span style="text-decoration: underline;"><strong>In una trama <strong>così</strong></strong> <strong>carica di violenza, morte e scandalo, l’incesto è utilizzato come sollievo comico: quasi a dire che, paragonato ad altre vicende, sia la situazione più serena.</strong></span></p>



<h3>Per me l’incesto è anche romantico. Un trade mark nei miei film è parlare di cose estreme con un tocco leggero – o così mi è stato detto. </h3>



<p>E mi piace essere inaspettatamente romantico a proposito di quello che altre persone percepiscono come taboo o fetish. Il <em>twincesto</em>, tra l’altro, è la più accettabile forma di incesto, perché la gente riesce a capire l’attrazione per sé stessi e il desiderio di&nbsp; fare l’amore con sé. Ed è molto popolare nel porno gay. Insomma… non così popolare, ma comunque un sottogenere che esiste, e trattarlo in maniera romantica e quasi religiosa forse è proprio scioccante.</p>



<p><strong><span style="text-decoration: underline;">Hai dichiarato che tutti i registi dovrebbero fare almeno un film sui gemelli o i sosia, sull’incesto, su una capanna nel bosco, sulle lesbiche che vivono allo stato brado, su un motociclista e sull’abuso di un sacerdote: ma chi potrebbe effettivamente farlo – o l’ha già fatto – oltre a te?</span></strong><br>Io adoro Almodóvar, che è molto bravo a rendere melodramma qualsiasi aspetto di una trama.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img data-attachment-id="11945" data-permalink="https://toh-magazine.com/2020/11/bruce-labruce-non-mi-piace-quando-tutto-va-bene/labruce-saint-narcisse-2/" data-orig-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2020/10/LaBruce-SAINT-NARCISSE-2-scaled.jpg" data-orig-size="2560,1384" data-comments-opened="0" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;1592826290&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;1&quot;}" data-image-title="LaBruce-SAINT-NARCISSE-2" data-image-description="" data-medium-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2020/10/LaBruce-SAINT-NARCISSE-2-300x162.jpg" data-large-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2020/10/LaBruce-SAINT-NARCISSE-2-1024x554.jpg" loading="lazy" width="1024" height="554" src="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2020/10/LaBruce-SAINT-NARCISSE-2-1024x554.jpg" alt="Bruce LaBruce" class="wp-image-11945" srcset="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2020/10/LaBruce-SAINT-NARCISSE-2-1024x554.jpg 1024w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2020/10/LaBruce-SAINT-NARCISSE-2-300x162.jpg 300w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2020/10/LaBruce-SAINT-NARCISSE-2-768x415.jpg 768w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2020/10/LaBruce-SAINT-NARCISSE-2-1536x830.jpg 1536w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2020/10/LaBruce-SAINT-NARCISSE-2-2048x1107.jpg 2048w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2020/10/LaBruce-SAINT-NARCISSE-2-1000x541.jpg 1000w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2020/10/LaBruce-SAINT-NARCISSE-2-900x486.jpg 900w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2020/10/LaBruce-SAINT-NARCISSE-2-450x243.jpg 450w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2020/10/LaBruce-SAINT-NARCISSE-2-350x189.jpg 350w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2020/10/LaBruce-SAINT-NARCISSE-2-1320x714.jpg 1320w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption><span class="has-inline-color has-black-color"><sub><sup>Ancora Félix-Antoine Duval nel doppio ruolo di Dominic e del suo gemello Daniel, poco prima dell&#8217;incestuosa scena sessuale. <em>Saint-Narcisse</em> di Bruce LaBruce <strong>© Best Friend Forever – 2020</strong></sup></sub></span></figcaption></figure>



<p><strong><span style="text-decoration: underline;">L’idea di <em>Saint-Narcisse</em> nasce nel 2013: pur lavorando ad altre produzioni hai detto che è stato il tuo lavoro primario in tutti questi anni. Qual è stato l’aspetto più impegnativo del realizzarlo e da dove è nata la storia?</span></strong><br>Subito dopo <em>Gerontophilia</em>, abbiamo lavorato alla sceneggiatura di <em>Saint-Narcisse</em> per 5 anni: la storia originale era mia e di Martin Girard, altro bravissimo regista del Québec. Volevo fare qualcosa di molto complesso narrativamente, che si svela e rivela e che sorprende senza dover spiegare troppo, che è stata anche la parte divertente del processo. Tutto è iniziato proprio dal <em>twincesto</em>: ogni mio film si basa su una forma di fetish come riverenza verso l’oggetto del desiderio in un modo quasi spirituale. Poi ho pensato all’idea del gemello come metafora di Narciso. </p>



<h3>Nel mondo gay trovi spesso due tipi di uomini: uno attratto dall’opposto di sé stesso, l’altro attratto dalla sua copia, chiamata <em>twinning</em>, e questi ultimi sono così simili e si vestono uguali…</h3>



<p>Ovvio che alla base ci sia il desiderio di voler fare l’amore con sé – e penso che con i social media non finirà mai questa triste costante del mondo gay di fissare il cellulare assorbiti dalla folle vanità del quesito «in quale foto ti piaccio di più?». In un certo senso è un costante bisogno di affermazione per coprire l’insicurezza – non che io mi dispiaccia di guardarmi allo specchio, ma insomma… Poi ho iniziato a pensare a <em>Orfeo</em>, il film di Cocteau, e su come lui applichi il mito a uno scenario più contemporaneo, qualcosa che anche io avevo in mente.</p>



<h3>Il mito di Narciso è probabilmente il soggetto più rilevante da trattare al giorno d’oggi.</h3>



<figure class="wp-block-image size-large is-resized"><img data-attachment-id="12702" data-permalink="https://toh-magazine.com/2020/11/bruce-labruce-non-mi-piace-quando-tutto-va-bene/attachment/402176/" data-orig-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2020/11/402176.jpg" data-orig-size="1050,1575" data-comments-opened="0" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}" data-image-title="402176" data-image-description="" data-medium-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2020/11/402176-200x300.jpg" data-large-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2020/11/402176-683x1024.jpg" loading="lazy" src="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2020/11/402176-683x1024.jpg" alt="Bruce LaBruce &quot;Death Book&quot; - " class="wp-image-12702" width="683" height="1024" srcset="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2020/11/402176-683x1024.jpg 683w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2020/11/402176-200x300.jpg 200w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2020/11/402176-768x1152.jpg 768w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2020/11/402176-1024x1536.jpg 1024w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2020/11/402176-1000x1500.jpg 1000w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2020/11/402176-900x1350.jpg 900w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2020/11/402176-450x675.jpg 450w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2020/11/402176-350x525.jpg 350w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2020/11/402176.jpg 1050w" sizes="(max-width: 683px) 100vw, 683px" /><figcaption><sup><sub>Bruce LaBruce &#8220;Death Book&#8221; &#8211; Courtesy of Baron</sub></sup></figcaption></figure>



<p><strong><span style="text-decoration: underline;">A proposito della nuova regolamentazione anti-discriminatoria introdotta dall’Academy – che impone ai film, per essere candidati agli Oscar, di includere almeno due minoranze nella troupe e nella trama – c’è chi ha parlato di <em>rainbow washing</em>: pensi che possa invece essere un passo verso l’inclusione?</span></strong><br>Non penso che queste siano cose che si possono imporre. Se l’artista non crede autenticamente nell’inclusione, allora è solo <em>window dressing </em>– e non credo nemmeno che queste regole potranno avere un impatto nell&#8217;industria, onestamente. Quello a cui mi oppongo di più, però, è che a un certo punto i personaggi gay e lesbo hanno iniziato a essere presenti nelle produzioni di Hollywood attraverso un&#8217;unica singola rappresentazione di “ciò che è gay”: e sono contro questa pre-censura che crea una falsa idea di come siano gli omosessuali e come siano percepiti. </p>



<h3>Capisco che non si possa sempre sostenere la causa, ma non devono esserci nemmeno personaggi pre-impostati che descrivono parzialmente lo zeitgeist. </h3>



<p>L&#8217;idea che il ritratto dei gay debba essere necessariamente positivo mi sembra orribile, tanti dei miei personaggi preferiti nel Cinema sono gay cattivi – e sono deliziosamente cattivi perché sono stati repressi forzatamente, hanno subito torti, la loro cattiveria è consequenziale.</p>



<h3>Ogni atteggiamento sessuale torna indietro in maniera mostruosa e quindi penso che la rappresentazione debba esserci, certo, ma debba essere autentica.</h3>



<p>È diverso se si parla di assumere nella crew artisti e professionisti di minoranze, penso che sia un&#8217;ottima cosa perché lì il problema è sistematico. Ma in termini di personaggi, cosa potrebbe apportare di diverso? Sono stanco dei gay che scoprono loro stessi, scoprono loro stessi dagli anni ’90, li chiamavo <em>gay cheerleading films</em> già allora. </p>



<h3>Non mi piace quando tutto va bene, tutti sono felici, sono tutti positivi e se hanno problemi li risolvono: io preferisco <em>Morte a Venezia</em> a questa roba!</h3>



<p><strong><span style="text-decoration: underline;">Cosa suggerisci allora?</span></strong><br>Per gli ultimi due film, <em>The misandrist</em> e <em>Gerontophilia</em>, ho usato il <em>colorblind casting</em>: i due protagonisti erano stati scritti come ruoli generici, senza pensare a un interprete bianco o nero. Ci sono molti ruoli che non sono pensati per un&#8217;etnia precisa: scegli l’attore che fa l’audizione migliore. In <em>Gerontophilia</em> abbiamo finito con l’affrontare non solo il taboo dell’amore con differenza di età ma pure con quello della coppia mista, e il taboo generazionale è rimasto comunque più preponderante di quello razziale. Il <em>colorblind casting</em> ha dunque funzionato. Credo che imporre regolazioni sull’arte agli artisti <em>radical</em> non vada mai a buon fine, perché avere così tante regole su cosa puoi o non puoi fare frena la libertà.</p>



<p><strong><span style="text-decoration: underline;">In termini di accettazione, credi che l&#8217;ambiente punk sia ancora il più inclusivo?</span></strong><br>Non sono più così coinvolto nel movimento punk ormai, ma quando lo ero lo trovavo molto più inclusivo. Ci sono gruppi con membri trans, molte più band miste che sono estremamente politiche. Il Queer Feminist Porn Festival a Barcellona è interessante, radicale, queer, etnicamente inclusivo, antiageist e body positive. Penso che il punk abbia fatto dei gradi passi avanti.</p>



<figure class="wp-block-image size-large is-resized"><img data-attachment-id="12703" data-permalink="https://toh-magazine.com/2020/11/bruce-labruce-non-mi-piace-quando-tutto-va-bene/402171-copy/" data-orig-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2020/11/402171-copy.jpg" data-orig-size="1400,2080" data-comments-opened="0" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}" data-image-title="402171-copy" data-image-description="" data-medium-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2020/11/402171-copy-202x300.jpg" data-large-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2020/11/402171-copy-689x1024.jpg" loading="lazy" src="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2020/11/402171-copy-689x1024.jpg" alt="Bruce LaBruce &quot;Death Book&quot; - " class="wp-image-12703" width="689" height="1024" srcset="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2020/11/402171-copy-689x1024.jpg 689w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2020/11/402171-copy-202x300.jpg 202w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2020/11/402171-copy-768x1141.jpg 768w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2020/11/402171-copy-1034x1536.jpg 1034w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2020/11/402171-copy-1378x2048.jpg 1378w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2020/11/402171-copy-1000x1486.jpg 1000w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2020/11/402171-copy-900x1337.jpg 900w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2020/11/402171-copy-450x669.jpg 450w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2020/11/402171-copy-350x520.jpg 350w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2020/11/402171-copy-1320x1961.jpg 1320w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2020/11/402171-copy.jpg 1400w" sizes="(max-width: 689px) 100vw, 689px" /><figcaption><sub><sup>Bruce LaBruce &#8220;Death Book&#8221; &#8211; Courtesy of Baron</sup></sub></figcaption></figure>



<p><strong><span style="text-decoration: underline;">Film a parte, prima di Halloween è partita la prevendita di <em>Death book</em>, il tuo quarto libro: chi lo ispira e perché pubblicare proprio adesso una raccolta di foto scattate in trent’anni?</span></strong><br>L’editore Baron mi ha contattato chiedendo se mi volessi occupare del secondo volume di una serie di libri chiamata, appunto, <em>Death book</em>: io ho scelto un’interpretazione piuttosto letterale del tema, leggendolo come l’opportunità di raccogliere alcune tra le foto e polaroid più estreme che abbia scattato sul tema del sesso e della violenza. Come spiego a Slava Mogutin nell’intervista introduttiva al libro, in quanto frocio in una fattoria del Canada ho assistito a molto sesso e molta violenza crescendo, cosa che ha avuto un profondo effetto su di me; le mie opere sono influenzate dal gore e lo splatter dei B-movies degli anni ’70 che uscivano mentre io ero ragazzo. Questo libro spazia fra 25 anni, e in questi anni l’accesso a immagini orribili e grottesche di violenza e morte sono gradualmente divenute abbastanza comuni.</p>



<h3>Quindici o venti anni fa non avresti mai potuto vedere video di gente uccisa su internet: ora non solo non è strano ma anzi è usato per fare clickbait. Nella mia arte e nel mio cinema presento questo tipo di immaginario in modo iperbolico, con senso ironico e in modo camp, ponendo l’attenzione su come il sesso e la violenza siano quotidianamente usati come un seducente narcotico nella cultura pop e nella moda, per vendere.</h3>



<p><strong><span style="text-decoration: underline;">Lo si può considerare quindi un libro autobiografico?</span></strong><br>Sì. Per esempio, da bambino ho assistito a un terribile incidente tra camion nella strada davanti alla fattoria. La vittima era stesa nel mezzo della carteggiata, le sue scarpe e i calzini erano stati scagliati via nell’impatto, io ho sentito i suoi lamenti di morte. Ho ricreato questa scena nel film <em>L.A. zombie</em>, le foto che ho scattato sul set sono qui dentro. Ma nella mia versione uno zombie alieno scopa il cuore dell’uomo morto e lo riporta in vita: suppongo sia un modo di fare i conti con lo stress post-traumatico. E poi molti dei modelli sono miei amici: alcuni di loro sono morti e ho dedicato il libro proprio a quelli che non ci sono più.</p>



<figure class="wp-block-image size-large is-style-default"><img data-attachment-id="12718" data-permalink="https://toh-magazine.com/2020/11/bruce-labruce-non-mi-piace-quando-tutto-va-bene/blb3/" data-orig-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2020/11/blb3.jpg" data-orig-size="1500,1013" data-comments-opened="0" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}" data-image-title="blb3" data-image-description="" data-medium-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2020/11/blb3-300x203.jpg" data-large-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2020/11/blb3-1024x692.jpg" loading="lazy" width="1024" height="692" src="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2020/11/blb3-1024x692.jpg" alt="Bruce LaBruce &quot;Death Book&quot; " class="wp-image-12718" srcset="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2020/11/blb3-1024x692.jpg 1024w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2020/11/blb3-300x203.jpg 300w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2020/11/blb3-768x519.jpg 768w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2020/11/blb3-1000x675.jpg 1000w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2020/11/blb3-900x608.jpg 900w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2020/11/blb3-450x304.jpg 450w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2020/11/blb3-350x236.jpg 350w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2020/11/blb3-1320x891.jpg 1320w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2020/11/blb3.jpg 1500w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption><sup><sub>Bruce LaBruce &#8220;Death Book&#8221; &#8211; Courtesy of Baron</sub></sup></figcaption></figure>



<p><strong><span style="text-decoration: underline;">Davanti a questi scatti la morte sembra affascinante, non spaventosa: il nostro interesse è voyeuristico nonostante la violenza?</span></strong><br>Non considero il mio lavoro morboso o nichilista. È troppo leggero e timido per essere percepito in quel modo. Molte delle foto e delle polaroid sono state scattate durante le performance che ho fatto nella mia galleria, o durante eventi d’arte dove travesto i modelli da terroristi, rivoluzionari o zombie rivoluzionari, e li cospargo di sangue finto spesso in modo sessualizzato. L’atmosfera di queste prestazioni non è mai negativa o buia, ha un senso più divertente, carnevalesco. Spesso coinvolgo membri del pubblico – alle volte nudi, che ricopro di sangue e che posano con i modelli. È un’opportunità di catarsi, di liberazione dalle ansie e dalle paure verso quel tipo di violenza che è presentata nei mass-media. Come i video dell’ISIS che decapita gli ostaggi, prodotti come pubblicità hollywoodiane: quel tipo di violenza che fruiamo quotidianamente nei telegiornali.</p>



<p><strong><span style="text-decoration: underline;">Che significato ha per te la morte?</span></strong><br>Affrontare il dolore e la morte nei miei lavori è terapeutico, ed è anche un modo per interfacciarmi con la mia mortalità. Questo processo mi rende più filosofico: non solo capisco che la morte è inevitabile, ma anche che è necessaria per per dare senso alla vita. Puoi apprezzare davvero la vita solo prendendo atto che è qualcosa di prezioso che un giorno finirà.</p>



<p><strong><span style="text-decoration: underline;">Hai altri film porno in programma?</span></strong><br>Ho sempre continuato entrambe le produzioni parallelamente. Le persone che vedono i miei film tendono a volere dividere le due cose, dicono: «all&#8217;inizio facevi porno e poi sei diventando più professionale e accettato dal modello dell’industria». </p>



<figure class="wp-block-image size-large is-resized is-style-default"><img data-attachment-id="12705" data-permalink="https://toh-magazine.com/2020/11/bruce-labruce-non-mi-piace-quando-tutto-va-bene/attachment/402177/" data-orig-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2020/11/402177.jpg" data-orig-size="1050,685" data-comments-opened="0" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}" data-image-title="402177" data-image-description="&lt;p&gt;Bruce LaBruce &#8220;Death Book&#8221; &#8211; Courtesy of Baron&lt;/p&gt;
" data-medium-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2020/11/402177-300x196.jpg" data-large-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2020/11/402177-1024x668.jpg" loading="lazy" src="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2020/11/402177-1024x668.jpg" alt="Bruce LaBruce &quot;Death Book&quot; - Courtesy of Baron" class="wp-image-12705" width="1024" height="668" srcset="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2020/11/402177-1024x668.jpg 1024w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2020/11/402177-300x196.jpg 300w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2020/11/402177-768x501.jpg 768w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2020/11/402177-1000x652.jpg 1000w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2020/11/402177-900x587.jpg 900w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2020/11/402177-450x294.jpg 450w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2020/11/402177-350x228.jpg 350w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2020/11/402177.jpg 1050w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption><sub><sup>Bruce LaBruce &#8220;Death Book&#8221; &#8211; Courtesy of Baron</sup></sub></figcaption></figure>



<h3>In ogni caso artisti e registi porno rimangono comunque artisti ed è legittimo considerare il porno un genere, rigetto la narrativa per cui devi diventare commercialmente sempre più di successo e devi usare budget sempre più grandi.</h3>



<p>Ho fatto film quasi senza budget e film molto impegnativi e strutturati e alle volte i film senza budget nascono perché nessuno li finanzia, altre volte perché nel frattempo si lavora a qualcosa di più grosso, altre ancora perché c&#8217;è bisogno di libertà totale e non si vuole un finanziatore che dica cosa fare. Con <em>Saint-Narcisse</em> non è successo questo, nessuno mi ha detto cosa potessi o non potessi fare.</p>



<p><strong><span style="text-decoration: underline;">C’è ancora vita per il movimento Queer Core?</span></strong><br>Pensavo recentemente a una linea di scarpe che <a href="https://www.gucci.com/it/it/st/stories/accessories/article/cruise_2017_queercore_shoes">Gucci</a> ha lanciato un paio di anni fa e che si chiamava appunto Queer Core. Non mi interessava troppo il fatto che avessero usato quel nome, ma le scarpe non avevano nulla a che fare con il Queer Core né ne rappresentavano l’essenza. Pensai che stessero solo usando male il nome, quindi non me la sono presa troppo: te lo racconto indossando i miei occhiali Gucci che peraltro indossavo anche alla première a Venezia.</p>



<h4>Vedo che che c’è molta nostalgia di quello che abbiamo fatto negli anni ’80, che fu effettivamente un momento stupendo di espressione libera e inclusività, ma penso che abbiamo bisogno di qualcosa di nuovo creato dai giovani che sia militante e più coeso, anche a livello estetico. </h4>



<p>Penso al Black Lives Matter Movement – ma anche in questo caso i politici se ne stanno appropriando mitigandone il valore. I movimenti giovani si basano sull&#8217;energia e sul “me ne sbatto”, e penso che emergerà qualcosa di sempre migliore.</p>



<figure class="wp-block-image size-large is-resized is-style-default"><img data-attachment-id="12706" data-permalink="https://toh-magazine.com/2020/11/bruce-labruce-non-mi-piace-quando-tutto-va-bene/attachment/402179/" data-orig-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2020/11/402179.jpg" data-orig-size="1050,1611" data-comments-opened="0" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}" data-image-title="402179" data-image-description="&lt;p&gt;Bruce LaBruce &#8220;Death Book&#8221; &#8211; Courtesy of Baron&lt;/p&gt;
" data-medium-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2020/11/402179-196x300.jpg" data-large-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2020/11/402179-667x1024.jpg" loading="lazy" src="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2020/11/402179-667x1024.jpg" alt="Bruce LaBruce &quot;Death Book&quot; - Courtesy of Baron" class="wp-image-12706" width="667" height="1024" srcset="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2020/11/402179-667x1024.jpg 667w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2020/11/402179-196x300.jpg 196w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2020/11/402179-768x1178.jpg 768w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2020/11/402179-1001x1536.jpg 1001w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2020/11/402179-1000x1534.jpg 1000w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2020/11/402179-900x1381.jpg 900w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2020/11/402179-450x690.jpg 450w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2020/11/402179-350x537.jpg 350w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2020/11/402179.jpg 1050w" sizes="(max-width: 667px) 100vw, 667px" /><figcaption><sub><sup>Bruce LaBruce &#8220;Death Book&#8221; &#8211; Courtesy of Baron</sup></sub></figcaption></figure>
<div class="simplesocialbuttons simplesocial-simple-icons simplesocialbuttons_inline simplesocialbuttons-align-left post-11938 post  simplesocialbuttons-mobile-hidden simplesocialbuttons-inline-bottom-in">
		<button class="ssb_fbshare-icon"  rel="nofollow"  target="_blank"  aria-label="Facebook Share" data-href="https://www.facebook.com/sharer/sharer.php?u=https://toh-magazine.com/2020/11/bruce-labruce-non-mi-piace-quando-tutto-va-bene/" onClick="javascript:window.open(this.dataset.href, '', 'menubar=no,toolbar=no,resizable=yes,scrollbars=yes,height=600,width=600');return false;">
						<span class="icon"><svg xmlns="http://www.w3.org/2000/svg" viewBox="0 0 16 16" class="_1pbq" color="#ffffff"><path fill="#ffffff" fill-rule="evenodd" class="icon" d="M8 14H3.667C2.733 13.9 2 13.167 2 12.233V3.667A1.65 1.65 0 0 1 3.667 2h8.666A1.65 1.65 0 0 1 14 3.667v8.566c0 .934-.733 1.667-1.667 1.767H10v-3.967h1.3l.7-2.066h-2V6.933c0-.466.167-.9.867-.9H12v-1.8c.033 0-.933-.266-1.533-.266-1.267 0-2.434.7-2.467 2.133v1.867H6v2.066h2V14z"></path></svg></span>
						<span class="simplesocialtxt">Share </span> </button>
<button class="ssb_tweet-icon"  rel="nofollow"  target="_blank"  aria-label="Twitter Share" data-href="https://twitter.com/intent/tweet?text=Bruce+LaBruce%3A+%C2%ABnon+mi+piace+quando+tutto+va+bene%C2%BB&url=https://toh-magazine.com/2020/11/bruce-labruce-non-mi-piace-quando-tutto-va-bene/&via=tohmagazine" onClick="javascript:window.open(this.dataset.href, '', 'menubar=no,toolbar=no,resizable=yes,scrollbars=yes,height=600,width=600');return false;">
						<span class="icon"><svg viewBox="0 0 16 14" fill="none" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg"><path d="M4.9 0H0L5.782 7.7098L0.315 14H2.17L6.6416 8.8557L10.5 14H15.4L9.3744 5.9654L14.56 0H12.705L8.5148 4.8202L4.9 0ZM11.2 12.6L2.8 1.4H4.2L12.6 12.6H11.2Z" fill="#fff"/></svg></span><i class="simplesocialtxt">Post </i></button>
</div>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://toh-magazine.com/2020/11/bruce-labruce-non-mi-piace-quando-tutto-va-bene/">Bruce LaBruce: «non mi piace quando tutto va bene»</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://toh-magazine.com">Toh! Magazine</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">11938</post-id>	</item>
	</channel>
</rss>
