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		<title>35° MiX Festival. Le proiezioni consigliate da Toh!</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 15 Sep 2021 10:46:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Culture]]></category>
		<category><![CDATA[Mix Festival]]></category>
		<category><![CDATA[cinema gay]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Dal 16 al 19 settembre torna il MiX Festival Internazionale di Cinema LGBTQ+ e Cultura Queer, giunto alla sua 35a edizione. Le proiezioni consigliate da Toh! Magazine.</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://toh-magazine.com/2021/09/mix-festival-toh-magazine-proiezioni-film-lgbtqia/">35° MiX Festival. Le proiezioni consigliate da Toh!</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://toh-magazine.com">Toh! Magazine</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<h4>Dal 16 al 19 settembre <strong>la 35a edizione del MiX Festival </strong><a href="https://mixfestival.eu">Internazionale di Cinema LGBTQ+ e Cultura Queer </a>torna a Milano e online su Nexo+.&nbsp;</h4>



<p>Un punto di riferimento per la comunità queer milanese e italiana che, come ogni anno, propone una rassegna – non solo di cinema – che fotografa i grandi e piccoli temi che caratterizzano la cultura LGBTQ+.&nbsp;</p>



<h5>Il MiX Festival, di cui Toh! Magazine è media partner, ritorna in forma ibrida in tre diverse <a href="https://mixfestival.eu/location/">location</a> : Piccolo Teatro Strehler, il Teatro Studio Melato e il cortile di Palazzo Reale che ospiterà la <em>Flying Tiger Mix Young Arena</em>. Inoltre il Festival potrà essere seguito in streaming tramite la piattaforma online <a href="https://nexoplus.it">Nexo+</a>.</h5>



<h4>Cosa vedremo nei tre giorni del MiX Festival?</h4>



<p>Di sicuro i premi più attesi che caratterizzano il festival, dal premio <em>More</em> <em>Love</em>, consegnato a chi ha speso la sua vita lottando contro ogni tipo di odio e discriminazione, che verrà assegnato alla senatrice Liliana Segre.&nbsp;</p>



<p>E poi i premi <em>Queen of Comedy</em> e <em>Queen of Music</em>, rispettivamente a Veronica Pivetti e Francesca Michielin, quest&#8217;ultima sarà premiata da Ema Stokholma, madrina della serata conclusiva del Festival.&nbsp;</p>



<p>Tanti eventi speciali, come l’anteprima della <a href="https://toh-magazine.com/2021/01/veneno-serie-tv-lgbt-review-netflix-toh-magazine" target="_blank" rel="noreferrer noopener">serie tv spagnola rivelazione&nbsp; Veneno</a>, e tanti incontri con personaggi, influencer e intellettuali che, con il loro lavoro, si battono per portare la cultura queer nel mondo.</p>



<h6>Non mancano di certo, come di consueto, i tre concorsi che negli anni, dal 1986 ad oggi, hanno fatto e continuano a far conoscere al pubblico opere e cineast*, affermati e non. Lungometraggi, Documentari e Cortometraggi: queste le tre sezioni che costituiscono una kermesse di oltre settanta titoli da tutto il mondo e giudicati da tre giurie presiedute da Juliette Canon, Pilar Monsell un gruppo di giovani universitari rappresentanti lo spettro della comunità LGBTQ+.&nbsp;</h6>



<p>Tra lungometraggi e documentari, <em>Valentina</em> e <em>Madalena</em> sono le prime due anteprime italiane che apriranno il festival.</p>



<p>Ma troveremo anche <em>Swan Song</em> con il mito di Udo Kier, <em>Aos Nossos Filhos </em>di Maria de Medeiros e <em>Jump Darling </em>di Phil Connell.&nbsp;</p>



<p>Film già acclamati in molti festival internazionali come Feast, sul caso HIV di Groningen, il bel Glück di Henrika Kull e <a href="https://toh-magazine.com/2020/12/poppy-field-camp-du-maci-review-cinema-gay-toh-magazine" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Poppy Field del rumeno Eugen Jebeleanu</a>.&nbsp;</p>



<h3>Spazio anche alla ricostruzione del passato, con un gruppo di opere che ripercorrono la storia del movimento LGBTQ+ in diverse parti del mondo. <span class="has-inline-color has-white-color">Mix Festival</span></h3>



<p>Sette sezioni per i cortometraggi che spaziano tra i più svariati temi, con protagonist* alla ricerca della propria libertà e identità, mantenendo anche uno sguardo rivolto al pubblico più giovane.</p>



<p>E accanto alle proiezioni, incontri, discussioni, musica, cabaret e spettacoli dal vivo con MiX Book Klub e MiX Music!&nbsp;</p>



<h6>Torna al MiX festival anche il consueto spazio dedicato alla musica,&nbsp;<strong>MiX Music!</strong>. Ospiti d’eccezione saranno i&nbsp;<strong>Melancholia</strong>&nbsp;che, dopo aver confezionato la sigla <em>Love Matters</em> dell’edizione di quest’anno, saliranno sul palco dello Strehler nella serata conclusiva del&nbsp;<strong>19 settembre</strong>&nbsp;e accompagneranno l’assegnazione dei premi finali con il loro rock graffiante.</h6>



<p><strong>MiX Music!</strong>&nbsp;è la programmazione musicale del MiX, a cura di Simone Bisantino e Protopapa, già lanciata nella precedente edizione, che animerà le notti del festival di quest’anno non solo sul palco dello Strehler ma anche nell’inedita “<strong>Flying Tiger Mix Young Arena</strong>”.</p>



<p>Nel cortile di Palazzo Reale, con la collaborazione delle più importanti crew della scena musicale italiana e la partecipazione degli artisti che più rappresentano l&#8217;identità&nbsp; poliedrica del Festival, a favore dell’intersezionalità e dell’inclusione.</p>



<h6>Durante le quattro giornate&nbsp;<strong>MiX Music!</strong>&nbsp;con una programmazione che guarda al panorama musicale giovanile ospiterà il glam-pop elettronico di&nbsp;<strong>Sem &amp; Stenn</strong>, l’R&amp;B vellutato di&nbsp;<strong>David Blank</strong>&nbsp;e la disco retro-futurista di&nbsp;<strong>Thomas Costantin</strong>. MiX Music! si farà sentire anche attraverso le sperimentazioni elettroniche, con il reggaeton romantico di&nbsp;<strong><a href="https://toh-magazine.com/2021/04/vergo-altrove-bomba-intervista-fluido-studio-lgbt-toh-magazine/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Vergo</a></strong>, le sperimentazioni audio-visive di&nbsp;<strong>NAVA</strong>&nbsp;e il pop raffinato di&nbsp;<strong>Blue Phelix</strong>.</h6>



<p>Sul palco dello Strehler anche le performance creative di&nbsp;<strong>Ella Bottom Rouge</strong>&nbsp;e la sua scuola di burlesque Rogue Academy e della crew di&nbsp;<strong>DRAMA Milano</strong>, noto queer cabaret milanese. </p>



<p>Inoltre, in occasione del 40° anniversario del mitico&nbsp;<strong>Club Plastic</strong>,<strong>&nbsp;</strong>sarà consegnato il 17 settembre un premio speciale in memoria di uno sei suoi fondatori, Lucio Nisi. </p>



<p>Non mancheranno poi le performance che animeranno il sagrato del Teatro, a cura della compagnia&nbsp;<strong>Dogma Theatre</strong>&nbsp;e dell’artista&nbsp;<strong>Nicola Mette</strong></p>



<h4>La 35a edizione del MiX Festival riapre i battenti all’insegna del motto <em>Love Matters,</em> includendo non solo le vite della comunità queer, ma anche di tutte quelle minoranze che ancora oggi, in ogni parte del mondo, si battono per vedere riconosciuti i propri diritti.&nbsp;</h4>



<p>Un festival all’insegna dell’inclusione, dell’amore e dell’accettazione che diventa sempre più imprescindibile, pronto a tingere di colori la metropoli milanese.&nbsp;</p>



<h4>Non ci resta che aspettare che si aprano le danze del MiX Festival, e seguirlo con <a href="https://toh-magazine.com">Toh! Magazine</a> dal 16 settembre.</h4>



<p><em>Testo di <a href="http://www.instagram.com/giuseppedirosalia">Giuseppe Di Rosalia</a></em></p>



<hr class="wp-block-separator"/>



<h2 class="has-text-align-center">Le proiezioni del MiX festival consigliate da TOH! Magazine</h2>



<hr class="wp-block-separator"/>



<h2 class="has-text-align-center has-vivid-red-color has-text-color">Aos Nossos Filhos</h2>



<h6 class="has-text-align-center has-vivid-red-color has-text-color">Regia di Maria de Medeiros<br>Lungometraggio, 107’. Brasile, 2019</h6>



<h6 class="has-text-align-center has-vivid-red-color has-text-color">Sabato 18 Settembre, ore 20.00. <br>Piccolo Teatro Studio Melato</h6>



<figure class="wp-block-image size-large"><img data-attachment-id="16945" data-permalink="https://toh-magazine.com/2021/09/mix-festival-toh-magazine-proiezioni-film-lgbtqia/toh-mix-aos_nossos_filhos/" data-orig-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2021/09/Toh-Mix-Aos_Nossos_Filhos.jpg" data-orig-size="1500,1000" data-comments-opened="0" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;5.6&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;Eduardo Martino &amp; Andrea Testoni&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;Canon EOS 5D Mark III&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;Fotografia still e making of do filme \&quot;Aos Nossos Filhos\&quot;, dirigido por Maria de Medeiros, com Marieta Severo, Laura Castro, Marta N\u00f3brega, Jos\u00e9 de Abreu, Ant\u00f4nio Pitanga, Cl\u00e1udio Lins, Denise Crispin, Andrei Cardoso Vianna, Aldri Anuncia\u00e7\u00e3o, Ricardo Pereira, dire\u00e7\u00e3o de fotografia Edgar Moura, Produ\u00e7\u00e3o JLM. Bossa Nova Filmes.\rfotos: Andr\u00e9a Testoni e Eduardo Martino \/ Zuppa Filmes\rRio de Janeiro, 18.09.2018&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;1497627794&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;Eduardo Martino &amp; Andrea Testoni \/ Zuppa Filmes&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;50&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;640&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0.01&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;1&quot;}" data-image-title="Toh-Mix-Aos_Nossos_Filhos" data-image-description="" data-medium-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2021/09/Toh-Mix-Aos_Nossos_Filhos-300x200.jpg" data-large-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2021/09/Toh-Mix-Aos_Nossos_Filhos-1024x683.jpg" width="1024" height="683" src="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2021/09/Toh-Mix-Aos_Nossos_Filhos-1024x683.jpg" alt="" class="wp-image-16945" srcset="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2021/09/Toh-Mix-Aos_Nossos_Filhos-1024x683.jpg 1024w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2021/09/Toh-Mix-Aos_Nossos_Filhos-300x200.jpg 300w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2021/09/Toh-Mix-Aos_Nossos_Filhos-768x512.jpg 768w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2021/09/Toh-Mix-Aos_Nossos_Filhos-1000x667.jpg 1000w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2021/09/Toh-Mix-Aos_Nossos_Filhos-900x600.jpg 900w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2021/09/Toh-Mix-Aos_Nossos_Filhos-450x300.jpg 450w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2021/09/Toh-Mix-Aos_Nossos_Filhos-350x233.jpg 350w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2021/09/Toh-Mix-Aos_Nossos_Filhos.jpg 1500w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<h6>Tratto da un’opera teatrale di Laura Castro, qui in veste di attrice nel ruolo di Tânia e sceneggiatrice accanto a Maria de Medeiros, nota attrice e regista portoghese, <em>Aos Nossos Filhos</em> &#8211; come il titolo di un noto canto di lotta brasiliano &#8211; è un ritratto intergenerazionale che racconta molto dei nostri tempi. </h6>



<p>Da un lato troviamo Vera, ribelle ai tempi della dittatura militare brasiliana e ora coordinatrice di una ONG, un rifugio per orfani da AIDS, dall’altro la figlia Tânia, aspirante giudice &#8211; non televisivo &#8211; che insieme alla compagna sta tentando la strada dell’inseminazione. </p>



<p>Quello di Maria de Medeiros è un film che racconta una storia di donne e al contempo investiga in maniera puntuale su questioni come la maternità, la democrazia &#8211; l’ombra di Bolsonaro, l’accettazione del lutto, lo stigma dell’HIV, l’adozione e le coppie omogenitoriali. </p>



<p>Senza morale o dispensare verità, ma con passo felpato &#8211; come il gatto della prima inquadratura &#8211; fornendo spunti interessanti. </p>



<h5>Su tutti, sembra emergere lo scontro generazionale: da un lato chi ha combattuto le sue battaglie e fatica a comprendere quelle odierne, dall’altro nuove generazioni che sembrano poco predisposte alle critiche e al dialogo. </h5>



<p>Così una madre graffiante viene allontanata se esprime il suo punto di vista o una figlia ci sorprende con pregiudizi che non dovrebbero appartenerle. </p>



<p>Maria de Medeiro, invece, sembra assente dal giudizio e mette in luce le contraddizioni dei nostri tempi in un film che invita a non tacere e alla profonda comprensione dell’altro da sé.</p>



<p>Testo di <em><a href="https://www.instagram.com/ciscoteque/">Francesco Mascolo</a></em></p>



<hr class="wp-block-separator"/>



<h2 class="has-text-align-center has-luminous-vivid-orange-color has-text-color"> Feast </h2>



<h6 class="has-text-align-center has-luminous-vivid-orange-color has-text-color">Regia di Tim Leyendekker<br>Lungometraggio, 84’. Paesi Bassi, 2021.<br>Anteprima italiana con la presenza del regista</h6>



<h6 class="has-text-align-center has-luminous-vivid-orange-color has-text-color">Sabato 18 Settembre, ore 22.15<br>Piccolo Teatro Studio Melato</h6>



<figure class="wp-block-image size-large"><img data-attachment-id="16946" data-permalink="https://toh-magazine.com/2021/09/mix-festival-toh-magazine-proiezioni-film-lgbtqia/toh-mix-feast/" data-orig-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2021/09/Toh-Mix-Feast.jpg" data-orig-size="1500,1000" data-comments-opened="0" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;1&quot;}" data-image-title="Toh-Mix-Feast" data-image-description="" data-medium-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2021/09/Toh-Mix-Feast-300x200.jpg" data-large-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2021/09/Toh-Mix-Feast-1024x683.jpg" loading="lazy" width="1024" height="683" src="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2021/09/Toh-Mix-Feast-1024x683.jpg" alt="Toh! Magazine" class="wp-image-16946" srcset="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2021/09/Toh-Mix-Feast-1024x683.jpg 1024w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2021/09/Toh-Mix-Feast-300x200.jpg 300w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2021/09/Toh-Mix-Feast-768x512.jpg 768w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2021/09/Toh-Mix-Feast-1000x667.jpg 1000w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2021/09/Toh-Mix-Feast-900x600.jpg 900w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2021/09/Toh-Mix-Feast-450x300.jpg 450w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2021/09/Toh-Mix-Feast-350x233.jpg 350w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2021/09/Toh-Mix-Feast.jpg 1500w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<h6>Non un vero film di finzione, ma nemmeno veramente un documentario: forse un «saggio cinematografico», come l’hanno definito alcuni – o «un insieme di cose», come l’ha definito il regista stesso.  </h6>



<p>Divisa in sette parti (riprese da sette diversi autori della fotografia), la pellicola «non fa un resoconto di ciò che è realmente accaduto», ma anzi cerca di smembrare i fatti del caso di Groningen – cittadina nei Paesi Bassi in cui, tra il 2007 e il 2008, tre uomini furono processati e condannati per aver deliberatamente trasmesso l’HIV a dodici persone, durante quelli che oggi definiremmo chemsex party. </p>



<h6>I media nazionali (e si intende: nazionali olandesi) affrontarono il caso giudiziario identificando subito i buoni e i cattivi, indignandosi per la scarcerazione anticipata di uno degli “untori”, che tornò a esercitare la professione di infermiere prima di essere definitivamente radiato. </h6>



<p>Ma, col passare del tempo, la storia mostrava tutta la sua ambiguità, evidenziava quanto sia labile il consenso e quanto pregiudizio si celi dietro a un certo tipo di desiderio; alcuni chemsex party, alcune orge senza preservativo, vengono tuttora organizzate anche per volontà di chi è sano, che vuole contrarre il virus e smettere di preoccuparsi della malattia.</p>



<p>È all’interno di questa cornice che si inserisce uno dei capitoli – solo apparentemente fuori traccia – fra i corpi esanimi di questi maschi, fra le voci degli infetti e quelle degli infettanti, tra cui il regista (l’olandese Tim Leyendekker, conosciuto in patria per i suoi corti, tutti disponibili su Mubi) non prende mai posizione. </p>



<p>Come una sorta di intervista alla biologa Katerina Sereti, studiosa dei virus che colpiscono i tulipani: da persona del mestiere, Sereti parla non dal punto di vista dell’uomo ma di quello del virus – che in certi casi ha ripercussioni visibili solo sulle striature rosse nei petali gialli del fiore. È un male? «Soltanto se il nostro desiderio è che il fiore sia giallo».</p>



<h6>Ma il capitolo più potente, spaventosamente attuale, è quello in cui la trasposizione di uno dei ragazzi coinvolti sporge denuncia contro i tre “untori”, e si ritrova sottoposto a un interrogatorio da parte degli agenti talmente serrato e giudicante che gli è praticamente impossibile parlare. </h6>



<p>«Avevi conosciuto questi uomini su internet?», «e avevi già avuto rapporti sessuali con almeno uno di loro?», «ed eri consapevole che queste fossero orge, no?», «e prima avevi bevuto, fatto uso di cocaina?»; «eri anche consapevole che avreste fatto sesso non protetto: loro ti hanno detto di essere negativi all’HIV e tu gli hai creduto» lo rimproverano, finché il poverino non conferma la loro tesi: «sì, sono stato stupido: e sono stato punito per questo». </p>



<p>Ennesima colpevolizzazione della vittima su cui cascano anche molti media nazionali (e si intende: nazionali italiani) quando raccontano per esempio casi di femminicidio dal punto di vista sbagliato: del virus appunto, che in questo caso è l’assassino</p>



<p><em>Testo di <a href="https://www.instagram.com/lucafonteau/">Luca Fontò</a></em></p>



<hr class="wp-block-separator"/>



<h2 class="has-text-align-center has-luminous-vivid-amber-color has-text-color">How To Fix Radios</h2>



<h6 class="has-text-align-center has-luminous-vivid-amber-color has-text-color">Regia di Casper Leonard, Emily Russell<br>Lungometraggio, 90’. Canada, 2021.<br>Anteprima italiana</h6>



<h6 class="has-text-align-center has-luminous-vivid-amber-color has-text-color">Venerdi, 17 Settembre, ore 21.30<br>Flying Tiger MiX Young Arena</h6>



<figure class="wp-block-image size-large"><img data-attachment-id="16947" data-permalink="https://toh-magazine.com/2021/09/mix-festival-toh-magazine-proiezioni-film-lgbtqia/toh-mix-how-to-fix-radios/" data-orig-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2021/09/Toh-Mix-How-To-Fix-Radios.jpg" data-orig-size="1500,1000" data-comments-opened="0" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;1&quot;}" data-image-title="Toh-Mix-How-To-Fix-Radios" data-image-description="" data-medium-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2021/09/Toh-Mix-How-To-Fix-Radios-300x200.jpg" data-large-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2021/09/Toh-Mix-How-To-Fix-Radios-1024x683.jpg" loading="lazy" width="1024" height="683" src="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2021/09/Toh-Mix-How-To-Fix-Radios-1024x683.jpg" alt="toh magazine " class="wp-image-16947" srcset="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2021/09/Toh-Mix-How-To-Fix-Radios-1024x683.jpg 1024w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2021/09/Toh-Mix-How-To-Fix-Radios-300x200.jpg 300w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2021/09/Toh-Mix-How-To-Fix-Radios-768x512.jpg 768w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2021/09/Toh-Mix-How-To-Fix-Radios-1000x667.jpg 1000w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2021/09/Toh-Mix-How-To-Fix-Radios-900x600.jpg 900w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2021/09/Toh-Mix-How-To-Fix-Radios-450x300.jpg 450w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2021/09/Toh-Mix-How-To-Fix-Radios-350x233.jpg 350w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2021/09/Toh-Mix-How-To-Fix-Radios.jpg 1500w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<h6>Negli ultimi decenni la fioritura del cinema queer si è concentrata su drammi relazionali oppure storie di coming out. A volte invece capita di trovare un film come HTFR che invece è come se fosse stato fatto per osservare i lati quotidiani, magari meno sensazionali, come il senso di appartenenza al piccolo paese d’origine. </h6>



<p>Come ricordi sfocati di ciò che voglia dire essere considerato un outsider perché diverso, perché gay in una piccola provincia.</p>



<p>È in luogo come questo dove ha inizio la storia di Evan (James Rudden) abitante rurale dell’Ontario meridionale. Un luogo dove molte volte la ripresa si sofferma sulla vastità sul lontano, come se fosse presente nei protagonisti il desiderio di fuggire lontano.</p>



<p>La vita incerta dopo la scuola lo porta Evan ad accettare un lavoretto estivo nel negozietto locale di esche. </p>



<p>Il lavoro mette Evan a contatto con Ross (Dimitri Watson) un giovane adolescente che si fa notare subito per i suoi capelli tinti di rosa che lavora con lui al negozio. </p>



<p>Per Ross ogni momento è un&#8217;ottima opportunità per darsela a gambe quando il capo li lascia da soli.</p>



<h5>In quell’estate nasce un’amicizia inaspettata che metterà Evan a contatto con la realtà di Ross e a tutto quello che Ross è costretto a subire dai bulli del paese per la sua diversità.</h5>



<p>Evan osserva la capacità di Ross di vivere in un ambiente ostile dove il fatto di non volersi omologare è solo perché tanto sarebbe infastidito lo stesso, meglio quindi rimanere rimanga fedele a se stesso.</p>



<p>Nonostante sia un film low budget, la pellicola trasmette una perfetta sinergia tra il luogo e i personaggi. Lo spazio e il luogo presenti sembrano quasi giustificare la loro presenza per aggiungere pressione ai protagonisti, che riescono a ritagliarsi momenti di gioia in luoghi dove non c&#8217;è nulla da fare.</p>



<h6>Il film riesce a trasmette dei lati meno definibili, come la sensibilità delle persone, che emerge profondamente, mentre cercano una loro voce e un posto nella vita.</h6>



<p>HTFR racconta una storia semplice sicuramente uno spaccato di un’amicizia che però per qualche motivo è sempre trattenuta e nonostante tutto un po’ rassegnata. </p>



<p>Le basi della storia avrebbero sicuramente potuto portare ad un altro sviluppo, e il finale ha un sapore un pò amaro della sconfitta.</p>



<p><em>Testo di <a href="https://www.instagram.com/alexvaccani/">Alex Vaccani</a></em></p>



<hr class="wp-block-separator"/>



<h2 class="has-text-align-center has-vivid-green-cyan-color has-text-color">Poppy Field</h2>



<h6 class="has-text-align-center has-vivid-green-cyan-color has-text-color">Regia di Eugen Jebeleanu<br>Lungometraggio fuori concorso, 81’. Romania, 2020<br>Disponibile in streaming su NEXO+ dalle ore 14:00 del 17/09 alle ore 14:00 del 20/09</h6>



<figure class="wp-block-image size-large"><img data-attachment-id="16948" data-permalink="https://toh-magazine.com/2021/09/mix-festival-toh-magazine-proiezioni-film-lgbtqia/toh-mix-poppyfield/" data-orig-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2021/09/Toh-Mix-PoppyField.jpg" data-orig-size="1500,1000" data-comments-opened="0" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;4.5&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;ILCE-7M2&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;1551651915&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;42&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;2500&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0.04&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;1&quot;}" data-image-title="Toh-Mix-PoppyField" data-image-description="" data-medium-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2021/09/Toh-Mix-PoppyField-300x200.jpg" data-large-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2021/09/Toh-Mix-PoppyField-1024x683.jpg" loading="lazy" width="1024" height="683" src="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2021/09/Toh-Mix-PoppyField-1024x683.jpg" alt="MiX festival" class="wp-image-16948" srcset="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2021/09/Toh-Mix-PoppyField-1024x683.jpg 1024w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2021/09/Toh-Mix-PoppyField-300x200.jpg 300w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2021/09/Toh-Mix-PoppyField-768x512.jpg 768w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2021/09/Toh-Mix-PoppyField-1000x667.jpg 1000w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2021/09/Toh-Mix-PoppyField-900x600.jpg 900w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2021/09/Toh-Mix-PoppyField-450x300.jpg 450w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2021/09/Toh-Mix-PoppyField-350x233.jpg 350w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2021/09/Toh-Mix-PoppyField.jpg 1500w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<h6><a href="https://toh-magazine.com/2020/12/poppy-field-camp-du-maci-review-cinema-gay-toh-magazine/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><em>Poppy Field</em> (Camp du Maci)</a> segna l’esordio di Eugen Jebeleanu e conferma la lucidità dello sguardo sul contemporaneo del cinema rumeno degli ultimi 10 anni.</h6>



<p>La pellicola si ispira a fatti realmente accaduti. 2013, Bucarest: la proiezione di un film LGBT viene interrotta da un gruppo di manifestanti, The Orthodox Brotherhood of the Great St. George: fanatici religiosi e nazionalisti armati di cartelli, icone e rosari. Il film era <em>I ragazzi stanno bene </em>con Julianne Moore e Annette Bening. </p>



<p>Negli anni seguono altre manifestazioni simili, nel 2018 contro la proiezione di <em>Soldiers. Story from Ferentari</em> della regista serba Ivana Mladenovic (il suo <em>Ivana the Terrible</em> in concorso e visibile gratuitamente in streaming al Kino Arte Film Festival) e <em>120 BPM </em>di Robin Campillo.</p>



<h6>Questa è la premessa che Jebeleanu usa per costruire il tessuto sociali in cui si muove il suo protagonista, Cristi, un poliziotto &#8211; anzi, un gendarme &#8211; rumeno segretamente gay. </h6>



<p>Il film inizia con l’arrivo in città del suo compagno, Hadi, un assistente di volo. Per di due si prospetta un weekend casalingo d’amore, Cristi difatti non ha intenzione di farsi vedere in pubblico col fidanzato, a cui non dispiacerebbe anche una semplice gita in montagna. Ma è subito chiaro che i due hanno davanti a loro orizzonti differenti.</p>



<p>Seguiamo quindi Cristi in un turno di lavoro. La sua squadra è chiamata a gestire la protesta di un gruppo di attivisti religiosi che hanno fatto irruzione in un cinema (di proprietà statale) per interrompere la proiezione di un film indecente. La situazione è tesa, i poliziotti non sanno che fare. </p>



<h5>Da una parte guardano ai fanatici con pena, dall’altra non hanno la minima intenzione di prendere le parti del pubblico, per paura di essere ritenuti simpatizzanti o peggio ancora loro stessi gay.</h5>



<p>La tensione aumenta, il disagio si fa palpabile: il cinema diventa una polveriera. Uno degli spettatori riconosce Cristi, tra i due evidentemente ci sono dei trascorsi e il suo segreto &#8211; che deve mantenere a ogni costo &#8211; scatena un complesso effetto domino e lo scoppio della violenza.<br>La cornice sociale della storia innesca nel protagonista un conflitto interiore che lo porta a confrontarsi con sé stesso. </p>



<h5>Cristi è costretto a uniformarsi ai meccanismi etetonormativi del suo ambiente di lavoro, incarnando così il conflitto e la vulnerabilità di molte persone queer esposte ad ambienti machisti e tossici. </h5>



<p>I colleghi sanno di lui? Lo sospettano? Il regista è abilissimo nell’insinuare il dubbio, senza dire troppo o mostrare, il cameratismo della squadra si esprime anche in questo.</p>



<p>Jebeleanu dirige in maniera sobria e efficace uno spaccato intimo, quello di Cristi è un ritratto complesso che non scade in toni giudicanti o facili morali preconfezionate, osserva il suo protagonista con un misto di distacco e tenerezza.</p>



<p><em>Testo di <a href="https://www.instagram.com/lorenzo_scarangella/">Lorenzo Peroni</a></em></p>



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<h2 class="has-text-align-center has-vivid-cyan-blue-color has-text-color">Sediments</h2>



<h6 class="has-text-align-center has-vivid-cyan-blue-color has-text-color">Regia di Adrián Silvestre<br>Documentario, 80’. Spagna, 2021<br>Disponibile in streaming su NEXO+ dalle ore 14:00 del 17/09 alle ore 14:00 del 20/09</h6>



<figure class="wp-block-image size-large"><img data-attachment-id="16949" data-permalink="https://toh-magazine.com/2021/09/mix-festival-toh-magazine-proiezioni-film-lgbtqia/toh-mix-sediments/" data-orig-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2021/09/Toh-Mix-Sediments.jpg" data-orig-size="1500,1000" data-comments-opened="0" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;1&quot;}" data-image-title="Toh-Mix-Sediments" data-image-description="" data-medium-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2021/09/Toh-Mix-Sediments-300x200.jpg" data-large-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2021/09/Toh-Mix-Sediments-1024x683.jpg" loading="lazy" width="1024" height="683" src="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2021/09/Toh-Mix-Sediments-1024x683.jpg" alt="MiX festival" class="wp-image-16949" srcset="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2021/09/Toh-Mix-Sediments-1024x683.jpg 1024w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2021/09/Toh-Mix-Sediments-300x200.jpg 300w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2021/09/Toh-Mix-Sediments-768x512.jpg 768w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2021/09/Toh-Mix-Sediments-1000x667.jpg 1000w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2021/09/Toh-Mix-Sediments-900x600.jpg 900w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2021/09/Toh-Mix-Sediments-450x300.jpg 450w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2021/09/Toh-Mix-Sediments-350x233.jpg 350w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2021/09/Toh-Mix-Sediments.jpg 1500w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p>«Quelli sono i sedimenti, gli strati della terra, li abbiamo studiati alle superiori. La terra svela la sua storia. Quando gli elementi si muovono avanti o indietro, finiscono per trasformare persino le rocce».</p>



<h5>Adrián Silvestre, classe 1981, è un regista valenciano che ama lavorare intorno ad una comunità specifica con la quale costruire i suoi film, dove realtà e fiction spesso coesistono. </h5>



<p>Se nel precedente lungometraggio <em>Los Objetos Amorosos</em> del 2016 ha investigato la migrazione femminile nella città di Roma, per <em>Sedimentos</em> è stato decisivo l’incontro con Tina Recio, fondatrice e direttrice del centro I-Vaginarium: un progetto di pedagogia sessuale di supporto alle donne transgender che affrontano il percorso della vaginoplastica. </p>



<h5>E Tina Recio è proprio una delle protagoniste di questo documentario insieme ad altre cinque donne su cui il regista ha posato la sua macchina da presa: Lena Brasas, Alicia de Benito, Cristina Millán, Saya Solana e Yolanda Terol. </h5>



<p>Sei donne quindi, di generazioni, estrazione e vissuti diversi, che si raccontano in questo vivace <em>road movie</em> rurale transfemminista, tra stratificazioni drammatiche e venature di corale umorismo, visivamente dominato dai loro volti, dalle loro parole e dalla natura: tra boschi, montagne, grotte e un imponente bacino minerario, quello dei sedimenti che danno il titolo al documentario. </p>



<p>Proprio come le stratificazioni della terra, siamo tutti formati da più strati che ci identificano e ci rendono unici; raccontare la nostra storia non è sempre facile, ma alle volte cercare supporto, in una comunità ad esempio, può aiutare a trovare il coraggio di affrontare il mondo là fuori, ma innanzitutto se stessi.</p>



<p><em>Testo di <a href="https://www.instagram.com/ciscoteque/">Francesco Mascolo</a></em></p>



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<h2 class="has-text-align-center has-vivid-purple-color has-text-color">Sublet</h2>



<h6 class="has-text-align-center has-vivid-purple-color has-text-color">Regia di Eytan Fox<br>Lungometraggio. 90’. Israele/USA, 2020</h6>



<h6 class="has-text-align-center has-vivid-purple-color has-text-color">Venerdi 17 Settembre, ore 22.00<br>Piccolo Teatro Strehler</h6>



<figure class="wp-block-image size-large"><img data-attachment-id="16950" data-permalink="https://toh-magazine.com/2021/09/mix-festival-toh-magazine-proiezioni-film-lgbtqia/toh-mix-sublet/" data-orig-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2021/09/Toh-Mix-Sublet.jpg" data-orig-size="1500,1000" data-comments-opened="0" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;1&quot;}" data-image-title="Toh-Mix-Sublet" data-image-description="" data-medium-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2021/09/Toh-Mix-Sublet-300x200.jpg" data-large-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2021/09/Toh-Mix-Sublet-1024x683.jpg" loading="lazy" width="1024" height="683" src="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2021/09/Toh-Mix-Sublet-1024x683.jpg" alt="MiX festival" class="wp-image-16950" srcset="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2021/09/Toh-Mix-Sublet-1024x683.jpg 1024w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2021/09/Toh-Mix-Sublet-300x200.jpg 300w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2021/09/Toh-Mix-Sublet-768x512.jpg 768w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2021/09/Toh-Mix-Sublet-1000x667.jpg 1000w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2021/09/Toh-Mix-Sublet-900x600.jpg 900w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2021/09/Toh-Mix-Sublet-450x300.jpg 450w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2021/09/Toh-Mix-Sublet-350x233.jpg 350w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2021/09/Toh-Mix-Sublet.jpg 1500w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<h5><em>Sublet</em> è un film che mette in evidenza l&#8217;impatto che ogni uomo può avere su un altro uomo. Il film è sottile, credibile ed evita abilmente alcuni cliché. Ha tanti ottimi spunti e ti fa vedere una Tel Aviv che incuriosisce.</h5>



<p>Il film comincia con l&#8217;arrivo a Tel Aviv dell’americano Michael (John Benjamin Hickey) uno scrittore di mezza età che arriva in città per fare ricerche per un articolo che sta per scrivere. Come preannuncia il titolo il suo soggiorno a Tel Aviv è un appartamento in affitto, che però al suo arrivo è ancora occupato dal ragazzo che glielo ha affittato, essendosi confuso sulla data del suo arrivo. </p>



<p>Dopo qualche momento di imbarazzo Tomar (Niv Nissim) lo studente proprietario dell’appartamento convince Michael a restare dopo aver ammesso francamente di aver bisogno di soldi.</p>



<p>Poiché Tomar ora non ha un posto dove andare, Michael si offre di lasciarlo rimanere in cambio di fargli da guida turistica per mostrargli i luoghi meno turistici della città. </p>



<p>Michael vede così la Tel Aviv attraverso gli occhi di un bohémien ventenne che è sempre stato libero nel suo suo orientamento sessuale.</p>



<h5>Nel corso di cinque giorni, Tomar mostra a Michael la città e nel mentre i due si conoscono. Michael è tranquillo e riservato, ogni sera richiama il marito a casa ogni e si capisce che ha chiaramente qualcosa che lo tormenta.</h5>



<p>Tomar, invece è un edonista che sembra pensare nient’altro che all’attimo e a quello che gli provoca piacere. Col trascorrere delle giornate i due sviluppano un&#8217;amicizia e un’attrazione sessuale.</p>



<p>Quello che è maggiormente riuscito nel film sono i momenti in cui i due protagonisti di generazioni diversi cercano di trovare un terreno comune su cui incontrarsi. </p>



<p>Nonostante questi mettano anche in risalto le diversità generazionali e di come siano vissuti alcuni atteggiamenti e situazioni oggi rispetto a prima. Questi sono scene che inducono ad una riflessione e mettono luce su alcuni drammi generazionali.</p>



<h5><em>Sublet</em> ha una vena romantica che si manifesta soprattutto nella seconda metà del film, un po’ ci si spera o ci si aspetta questa svolta anche se forse nella realtà sarebbe stata più indirizzata verso un’attrazione fisica; più lussuria che romanticismo. </h5>



<p>Comunque questo incontro cambia entrambi i protagonisti o almeno in parte li rende più consapevoli anche su l’altro.</p>



<p><em>Sublet</em> fa parte del genere di film: dramma del &#8220;breve incontro&#8221; come il cult <em>Weekend</em> con il quale il paragone sembra spontaneo. Ebbene <em>Sublet</em> riesce a mantenere un fascino sottile soprattutto per la rappresentazione dolce di due uomini che creano una connessione inaspettata. </p>



<h5><em>Sublet</em> alla fine è malinconico riguardo a ciò che lega inaspettatamente due uomini gay che hanno tutto per essere così distanti, ma nonostante o forse a causa delle loro differenze generazionali riescono proprio ad incontrarsi.</h5>



<p>Il regista Fox ha già esaminato gli aspetti della vita gay israeliana in film come <em>Yossi and Jagger</em>, il suo sequel, <em>Yossi</em> e <em>The Bubble</em>.</p>



<p><em>Testo di <a href="https://www.instagram.com/alexvaccani/">Alex Vaccani</a></em></p>



<hr class="wp-block-separator"/>



<h2 class="has-text-align-center has-text-color" style="color:#a77845">Valentina</h2>



<h6 class="has-text-align-center has-text-color" style="color:#a77845">Regia di Cássio Pereira dos Santos<br>Lungometraggio, 95’. Brasile, 2020<br>Anteprima Italiana</h6>



<h6 class="has-text-align-center has-text-color" style="color:#a77845">Giovedì 16 settembre, ore 20.00<br>Piccolo Teatro Strehler</h6>



<figure class="wp-block-image size-large"><img data-attachment-id="16951" data-permalink="https://toh-magazine.com/2021/09/mix-festival-toh-magazine-proiezioni-film-lgbtqia/toh-mix-valentina/" data-orig-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2021/09/Toh-Mix-Valentina.jpg" data-orig-size="1500,1000" data-comments-opened="0" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;1&quot;}" data-image-title="Toh-Mix-Valentina" data-image-description="" data-medium-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2021/09/Toh-Mix-Valentina-300x200.jpg" data-large-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2021/09/Toh-Mix-Valentina-1024x683.jpg" loading="lazy" width="1024" height="683" src="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2021/09/Toh-Mix-Valentina-1024x683.jpg" alt="MiX festival" class="wp-image-16951" srcset="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2021/09/Toh-Mix-Valentina-1024x683.jpg 1024w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2021/09/Toh-Mix-Valentina-300x200.jpg 300w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2021/09/Toh-Mix-Valentina-768x512.jpg 768w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2021/09/Toh-Mix-Valentina-1000x667.jpg 1000w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2021/09/Toh-Mix-Valentina-900x600.jpg 900w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2021/09/Toh-Mix-Valentina-450x300.jpg 450w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2021/09/Toh-Mix-Valentina-350x233.jpg 350w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2021/09/Toh-Mix-Valentina.jpg 1500w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<h5>La proiezione è preceduta dalla cerimonia di apertura presentata dal comico&nbsp;Paolo Camilli,&nbsp;con la presenza della Vicepresidente del Consiglio Comunale di Milano&nbsp;Elena Buscemi, da una performance di danza del ballerino solista del Teatro alla Scala&nbsp;Massimo&nbsp;Garon&nbsp;e della prima ballerina del Teatro alla Scala&nbsp;Antonella Albano, dall’intervento del deputato&nbsp;Alessandro Zan&nbsp;e da un importante riconoscimento: il premio More Love alla senatrice&nbsp;Liliana Segre.</h5>



<p><em>Valentina</em> è un coming-of-age opera prima del regista brasiliano Cássio Pereira dos Santos, che esamina l&#8217;emarginazione dei giovani trans.</p>



<h5>Valentina, interpretata dalla trans YouTuber Thiessa Woimback, esamina il modo in cui i giovani trans sono emarginati dal sistema educativo, attraverso una storia di formazione che segue la sua vita mentre si trasferisce in una piccola città con la madre.</h5>



<p>Nel suo adattarsi alla nuova vita, sarà proprio la burocrazia scolastica l&#8217;ostacolo più insidioso, perché Valentina dovrà avere il consenso e la firma di entrambi i genitori per far si che l&#8217;istituto accetti di chiamarla con il suo nome prescelto, ma suo padre è scappato con una donna più giovane e risulta irreperibile.</p>



<p>Nella sua avventura Valentina trova spiriti affini tra i suoi coetanei: Júlio (Ronaldo Bonafro) e Amanda (Letícia Franco), personaggi secondari che non sono proprio quello che sembrano a prima vista. </p>



<p>Júlio, nonostante la sua spavalda sicurezza brama l&#8217;intimità di un primo bacio da un ragazzo. Amanda che è incinta, nel frattempo, dimostra di essere un asso degli hacker.</p>



<h5>I tre giovani attori condividono una dolce alchimia ogni volta che sono tutti insieme sullo schermo, ed è la loro relazione che alla fine dà speranza alla storia.</h5>



<p>Valentina viene continuamente ferita e delusa dagli uomini in un crescendo che culmina con una scena in un bar, dove un ragazzo con cui si sta baciando la prende per la gola dopo aver scoperto che è trans. </p>



<p>Da qui la violenza degenera trasmettendo allo spettatore come la trasmisoginia possa intensificarsi, e quanto sia pervasiva all&#8217;interno della società in generale.</p>



<p><em>Testo di <a href="https://www.instagram.com/marcocresci_dj412/">Marco Cresci</a></em></p>



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<h2 class="has-text-align-center has-pale-pink-color has-text-color">Veneno</h2>



<h6 class="has-text-align-center has-pale-pink-color has-text-color">Regia di Javier Ambrossi, Javier Calvo<br>Serie TV, Spagna, 2020</h6>



<h6 class="has-text-align-center has-pale-pink-color has-text-color">Domenica 19 Settembre<br>Piccolo Teatro Studio Melato ore 18:00<br>Proiezione di due episodi con la presenza dei registi e dell’attrice Lola Rodriguez.</h6>



<figure class="wp-block-image size-large"><img data-attachment-id="16952" data-permalink="https://toh-magazine.com/2021/09/mix-festival-toh-magazine-proiezioni-film-lgbtqia/toh-mix-veneno/" data-orig-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2021/09/Toh-Mix-Veneno.jpg" data-orig-size="1500,1000" data-comments-opened="0" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;4&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;ILCE-7RM4&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;1597054540&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;72&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;2000&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0.016666666666667&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;1&quot;}" data-image-title="Toh-Mix-Veneno" data-image-description="" data-medium-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2021/09/Toh-Mix-Veneno-300x200.jpg" data-large-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2021/09/Toh-Mix-Veneno-1024x683.jpg" loading="lazy" width="1024" height="683" src="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2021/09/Toh-Mix-Veneno-1024x683.jpg" alt="MiX festival" class="wp-image-16952" srcset="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2021/09/Toh-Mix-Veneno-1024x683.jpg 1024w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2021/09/Toh-Mix-Veneno-300x200.jpg 300w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2021/09/Toh-Mix-Veneno-768x512.jpg 768w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2021/09/Toh-Mix-Veneno-1000x667.jpg 1000w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2021/09/Toh-Mix-Veneno-900x600.jpg 900w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2021/09/Toh-Mix-Veneno-450x300.jpg 450w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2021/09/Toh-Mix-Veneno-350x233.jpg 350w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2021/09/Toh-Mix-Veneno.jpg 1500w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<h5>Quella di <a href="https://toh-magazine.com/2021/01/veneno-serie-tv-lgbt-review-netflix-toh-magazine/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Veneno</a> non è semplicemente una storia, è &#8211; in fin dei conti &#8211; tutte “quelle” storie. Quella di Cristina Ortiz Rodríguez innanzitutto, ma non solo.</h5>



<p>Facciamo un passo indietro. Spagna, 1996: in un talk della seconda serata di Telecinco (Esta Noche Cruzamos el Mississippi) fa il suo esordio televisivo la Veneno: prostituta transessuale, sboccata, bellissima. </p>



<p>Nasce una star. La Spagna la ama, l&#8217;audience si alza: per lei è il riscatto da una vita in fuga. In fuga dalla provincia bigotta, da una famiglia che non la ama, dalla miseria. Forse per la prima volta in vita sua, gli applausi del pubblico, la fanno sentire veramente amata. Ovviamente è un grandissimo errore.</p>



<p>Un altro passo indietro. Nella spagna post-franchista, libera dalla censura di regime, prende il via una rivoluzione culturale, la Transición española. </p>



<h5>Vicente Aranda nel ‘77 gira <em>Cambio de sexo</em>, film con Bibi Andersen, attrice transgender che diventa musa e icona di Pedro Almodóvar, vate assoluto della movida madrilena. </h5>



<p>La capitale diventa un motore propulsore per la creatività e la liberazione dei costumi: cinema e musica sono veicoli per disintegrare anni di tabù e repressioni. </p>



<p>Dalla fine degli anni ‘70 Susana Estrada diventa il simbolo di questa “transizione”: film erotici, canzoni piccanti, fotografie esplicite, la liberazione sessuale viaggia alla velocità della luce.</p>



<p>Eppure, nonostante il sesso, l’omosessualità e la transessualità ormai da quasi due decenni vivano “tranquillamente” al cinema e nella cultura visuale spagnola (prima underground e via via sempre più mainstream), l’apparizione sul piccolo schermo della Veneno è qualcosa di diverso, di nuovo, di oltraggioso: non è un’artista. </p>



<p>In TV (che al contrario del cinema è un oggetto domestico, familiare) trova posto una prostituta di strada che parla di sé stessa, e in breve tempo la sua vita diventa un proto reality. </p>



<p>Sua madre &#8211; che mai ha accettato l’identità della figlia &#8211; viene invitata in trasmissione, volano parole grosse, Cristina è un fiume in piena, l&#8217;audience si alza.</p>



<p>Quello che la Veneno ancora non sa però è che lo spettacolo preferito del pubblico è gustarsi la caduta dei propri idoli. La gente ama la Veneno, ma non la rispetta. Chiuso il programma che l’ha resa un’icona seguono anni difficili. L’epilogo è tragico.</p>



<h5>La serie di Javier Ambrossi e Javier Calvo (quelli di <em>Paquita Salas</em>, su Netflix) mette in scena un melodramma <em>larger than life</em>, totalizzante: è triste, euforico, violento, esplicito, non risparmia colpi bassi &#8211; tutti assestati alla perfezione. </h5>



<p>Gli 8 episodi ricostruiscono la vita di Cristina la Veneno sviluppando ogni puntata su un nucleo tematico, mescolando i piani della rappresentazione e della narrazione: passato e presente dialogano in un incastro costruito alla perfezione.</p>



<h5>Impressionante il lavoro sulle e delle tre attrici che hanno interpretato Cristina: Jedet (nei primi anni di transizione), Daniela Santiago (giovane, esplosiva e furibonda) e Isabel Torres (sfatta, invecchiata a sconfitta).</h5>



<p>La regia e la sceneggiatura sono piene di idee, di vita; non c’è nulla fuori posto, il racconto fugge della mera biografia e espande i suoi confini verso il romanzo storico: immortala epoche diverse che cedono il passo, una dopo l’altra, a qualcosa di nuovo, di giovane.</p>



<h5><em>Veneno</em> riflette su come i mass media rappresentano un confine: ciò che appare c’è, è lecito, può essere ammirato, denigrato o discusso, ma esiste e ha in sé la dignità di ciò che può apparire; è il confine tra cosa è legittimo e cosa no. </h5>



<p>La Veneno, irrompendo nel piccolo schermo della Spagna anni ‘90, legittima l’esistenza delle persone transessuali al di fuori dell’alibi artistico e intellettuale, al di fuori della politica e dell’attivismo. Lei è unica, è una scheggia impazzita, ma la sua è una vita come tante.</p>



<p>Ma la serie racconta anche altre storie: c’è quella di Valeria Vegas (anche la sua una storia vera), studentessa transgender che ha nella Veneno il suo idolo assoluto. Quando riesce finalmente a conoscerla decide di scrivere un libro sulla vita, <em>¡Digo! Ni puta ni santa</em>.</p>



<h5>Ed è qui che inizia la serie. Questo incontro cambia la vita di Valeria, che grazie all’amicizia con Cristina fa chiarezza sulla propria identità e trova il coraggio di essere sé stessa. </h5>



<p>Scrivere le memorie della Veneno però si rivela più complicato del previsto: cosa è vero e cosa no di quello che le sta raccontando? Quanta la vita e quanto il racconto? Dall’infanzia nella provincialissima Adria, in Andalusia, ai riflettori che fanno di lei una star, fino a una spirale autodistruttiva alimentata da rimpianti, risentimenti e paure.</p>



<p>Quello sui passi della Veneno diventa per Valeria &#8211; e per lo spettatore &#8211; un viaggio universale, alla scoperta del lato umano di un’icona controversa, spesso contestata e ritenuta problematica dagli stessi attivisti LGBTQ+ (troppo trash, distante dal movimento per i diritti civili, dalla nuove generazioni, dalla nuova sensibilità).</p>



<p>Quello di Paca &#8220;La Piraña&#8221;, poi, è un personaggio meraviglioso, la migliore amica della Venone, ferita e tradita a morte per pura vanità, interpretato divinamente dalla stessa Paca &#8220;La Piraña&#8221; &#8211; in un perfetto cortocircuito di quella cosa dell’arte che imita la vita e la vita che imita l’arte.</p>



<p>Veneno &#8211; attraverso un intreccio corale in cui vengono indagati i significati di famiglia, la natura dell’amore e le radici dalla paura &#8211; metta in scena la potenza e l&#8217;importanza del “racconto”, la capacità di costruire e di riappropriarsi delle proprie storie, delle proprie fragilità e della propria identità attraverso le parole che scegliamo.</p>



<p><em>Testo di<a href="https://www.instagram.com/lorenzo_scarangella/"> Lorenzo Peroni</a></em></p>



<p><span class="has-inline-color has-white-color">MiX festival MiX festival MiX festival MiX festival MiX festival MiX festival MiX festival MiX festival MiX festival</span></p>
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		<title>Ema Stokholma: vivo per il mio bene (e il vostro)</title>
		<link>https://toh-magazine.com/2021/09/ema-stokholma-libro-menage-a-trois-mix-festival/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=ema-stokholma-libro-menage-a-trois-mix-festival</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Marco Cresci]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 08 Sep 2021 10:39:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Culture]]></category>
		<category><![CDATA[Musica]]></category>
		<category><![CDATA[ema stokholma]]></category>
		<category><![CDATA[libro]]></category>
		<category><![CDATA[musica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Ema Stokholma è la cover star della digital cover di settembre di Toh! Leggi l'intervista.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<h6>Non è facile sapersi mettere in gioco, ma Ema Stokholma è una campionessa in questo: dj, conduttrice, scrittrice, cantante, pittrice e a breve anche madrina della serata conclusiva del<a href="https://mixfestival.eu"> MiX Festival Internazionale di Cinema LGBTQ+ e Cultura Queer (16-19 settembre)</a>. </h6>



<p>Da sempre dalla parte dei giusti, dalla radio alla vita reale, Ema si è sempre battuta in nome del <em>Love Matters</em>, lo slogan che distingue la 35esima edizione del <a href="https://www.instagram.com/mix_festival/">MIX</a>, perché l&#8217;amore conta e deve trionfare su tutto, oggi più che mai. </p>



<p>Incontriamo Ema Stokholma via <em>Zoom</em> in una calda giornata di fine luglio, ancora sorpresa dall&#8217;inaspettata vittoria del Premio Bancarella 2021 con il suo primo libro autobiografico “Per il mio Bene” (HarpersCollins), una storia drammatica che racconta di abusi e della fuga dalla Francia &#8211; sua terra natia &#8211; verso l&#8217;Italia, alla ricerca della pace e di se stessa. Un lavoro che si contrappone alla leggerezza del suo singolo &#8220;<em>Ménage à Trois</em>&#8221; che ha rallegrato l&#8217;estate con i francesismi che utilizziamo in Italia.</p>



<h6>Ma Ema Stokholma è così, una donna dalle mille sfaccettature, sa sorprendere e tirarti in mezzo, catturato dalla sua solarità e dalla sua parlantina inconfondibile che mette subito di buon umore.</h6>



<p>Si apre la cam e mi trovo davanti un sorriso grandissimo filtrato dal sole che si fa largo tra le fronde degli alberi. Sembra quasi un film, Ema è immersa nella campagna francese seduta su un&#8217;amaca, circondata da caprette, non fosse perché bionda sarebbe stata una perfetta Heidi, ma con i tatuaggi.</p>



<h6>Ciao Ema come stai?</h6>



<p>Bene, sono qui tra le caprette, erano quasi due anni che non venivo a trovare mio fratello in Francia per via del Covid, ma qui è un paradiso, penso che vorrei viver anche io così la mia vita, in campagna con gli animali.&nbsp;</p>



<h6>Ti trovi bene tra le caprette?</h6>



<p>Le capre sono degli animali indipendenti, basta che gli costruisci un riparo e poi passano la giornata a brucare erba, sono animali pacifisti, convivono con le galline che passeggiano su di loro, è fantastico! La famosa <em>pet-therapy</em>.&nbsp;</p>



<figure class="wp-block-image size-large is-resized is-style-default"><img data-attachment-id="16887" data-permalink="https://toh-magazine.com/ema-stokholma-toh-3/" data-orig-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2021/09/ema-stokholma-toh-3.jpg" data-orig-size="1334,2000" data-comments-opened="0" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;1&quot;}" data-image-title="ema-stokholma-toh-3" data-image-description="" data-medium-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2021/09/ema-stokholma-toh-3-200x300.jpg" data-large-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2021/09/ema-stokholma-toh-3-683x1024.jpg" loading="lazy" src="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2021/09/ema-stokholma-toh-3-683x1024.jpg" alt="ema-stokholma-toh-" class="wp-image-16887" width="683" height="1024" srcset="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2021/09/ema-stokholma-toh-3-683x1024.jpg 683w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2021/09/ema-stokholma-toh-3-200x300.jpg 200w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2021/09/ema-stokholma-toh-3-768x1151.jpg 768w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2021/09/ema-stokholma-toh-3-1025x1536.jpg 1025w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2021/09/ema-stokholma-toh-3-1000x1499.jpg 1000w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2021/09/ema-stokholma-toh-3-900x1349.jpg 900w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2021/09/ema-stokholma-toh-3-450x675.jpg 450w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2021/09/ema-stokholma-toh-3-350x525.jpg 350w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2021/09/ema-stokholma-toh-3.jpg 1334w" sizes="(max-width: 683px) 100vw, 683px" /></figure>



<h6>Hai, da pochi giorni, vinto il Premio Bancarella con il tuo primo libro autobiografico “Per il mio Bene” ed ho visto giustamente anche della commozione quando hanno fatto il tuo nome. Cosa ha significato per te questo momento?</h6>



<p>Sapevo che la mia storia fosse forte e che molte persone avrebbero potuto purtroppo riconoscersi, sui <a href="http://www.instagram.com/tohmagazine">social</a> sono stata inondata di testimonianze che hanno avuto a che fare con la violenza sin da bambini. Ma non avrei mai immaginato che gli addetti ai lavori potessero premiare non solo il contenuto ma anche la forma, non sapevo nemmeno cosa dire.</p>



<p>Non mi ero preparata neanche una battuta, io di solito tendo a dire una cavolata per far ridere le persone, ma ero pietrificata perché non sapevo come reagire.</p>



<p>Sono felicissima di aver ricevuto questo premio da persone che leggono tantissimo&#8230; wow! Non volevo fare la figura di quella che fa il discorso da Oscar ma avrei voluto dire qualcosa di intelligente e invece nulla! </p>



<h6>“Per il mio Bene” racconta la tua storia personale che ha risvolti forti ma che, come hai accennato anche tu, ha il potere di aiutare altre persone che magari non hanno il coraggio di reagire a situazioni di abusi famigliari. Tu come hai affrontato questo libro mentre lo scrivevi? Era più uno sfogo, una sorta di self-therapy, o c’era coscienza che sarebbe servito anche a persone in difficoltà?</h6>



<p>Né l&#8217;uno, né l&#8217;altro. Non un sfogo, perché se avessi raccontato questa storia sfogandomi sarebbe stata una cosa terribile, perché racconto di violenze psicologiche e fisiche che ho subito da mia madre, anche molto pesanti con abusi di ogni genere e non è il mio approccio alla vita.</p>



<p>Lo sfogo lo lascio al mio analista. La mia terapia è una cosa a parte e non volevo buttare il mio dolore addosso alle persone, anzi. Volevo dire, ok ragazzi, ci sono famiglie in cui succede questo, ed è raccontato quasi più come un fatto di cronaca senza metterci troppo pathos.</p>



<p>Quindi no, non pensavo mentre lo scrivevo che sarebbe potuto essere utile a qualcuno.&nbsp;</p>



<figure class="wp-block-image size-large is-resized is-style-default"><img data-attachment-id="16889" data-permalink="https://toh-magazine.com/ema-stokholma-toh-5/" data-orig-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2021/09/ema-stokholma-toh-5.jpg" data-orig-size="1334,2000" data-comments-opened="0" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;1&quot;}" data-image-title="ema-stokholma-toh-5" data-image-description="" data-medium-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2021/09/ema-stokholma-toh-5-200x300.jpg" data-large-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2021/09/ema-stokholma-toh-5-683x1024.jpg" loading="lazy" src="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2021/09/ema-stokholma-toh-5-683x1024.jpg" alt="ema-stokholma-toh-2" class="wp-image-16889" width="683" height="1024" srcset="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2021/09/ema-stokholma-toh-5-683x1024.jpg 683w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2021/09/ema-stokholma-toh-5-200x300.jpg 200w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2021/09/ema-stokholma-toh-5-768x1151.jpg 768w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2021/09/ema-stokholma-toh-5-1025x1536.jpg 1025w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2021/09/ema-stokholma-toh-5-1000x1499.jpg 1000w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2021/09/ema-stokholma-toh-5-900x1349.jpg 900w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2021/09/ema-stokholma-toh-5-450x675.jpg 450w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2021/09/ema-stokholma-toh-5-350x525.jpg 350w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2021/09/ema-stokholma-toh-5.jpg 1334w" sizes="(max-width: 683px) 100vw, 683px" /></figure>



<h6>Cosa ha spinto Ema Stokholma a scrivere questo libro oggi?</h6>



<p>Un fatto di cronaca, un bambino di 9 anni di Napoli che è morto in casa. Mi sono messa a leggere i commenti delle persone alla notizia e ho capito il buco enorme che c&#8217;è tra i bambini che si trovano ad affrontare una quotidianità difficile e chi non sa cosa voglia dire convivere con la violenza.</p>



<p>I commenti di questi ultimi erano tutti molto violenti nei confronti di questi genitori che erano venuti a meno al loro dovere, ma se io scrivo o leggo come commento “la madre deve morire” cosa ho risolto? Niente, quindi mi sono sentita il dovere di scrivere la mia storia anche per spiegare quella di Giuseppe, perché le cose non accadono in un giorno di colpo, nel suo caso sono durate 9 anni. </p>



<p>In tutti questi anni forse qualcuno &#8211; un amico, un vicino &#8211; poteva entrare in casa e chiedere alla mamma se stesse bene o se aveva bisogno di qualcosa, per questo l&#8217;ho raccontato.</p>



<p>Solo dopo averlo pubblicato e tramite i commenti della gente ho capito che il mio libro poteva essere utile, ed è stata una cosa pazzesca.&nbsp;</p>



<h6>Non ne avevi mai parlato prima?</h6>



<p>No, solo con i miei amici più stretti, soprattutto con Andrea Delogu che ha alle spalle una storia diciamo diversa ma non aveva paura a farmi domande, mi ha spronato, e solo raccontandogli la mia storia mi sono resa conto di quanto fosse forte. </p>



<figure class="wp-block-pullquote"><blockquote><p>Ho avuto bisogno della reazione di un amica per rendermene conto. Non l&#8217;ho mai raccontato perché pensavo non potesse interessare a nessuno. </p></blockquote></figure>



<p>Io tendo sempre a pensare che la gente non ti ascolta ma invece siamo spesso noi che non usiamo la giusta chiave per comunicare.&nbsp;</p>



<figure class="wp-block-image size-large is-resized is-style-default"><img data-attachment-id="16886" data-permalink="https://toh-magazine.com/ema-stokholma-toh-2/" data-orig-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2021/09/ema-stokholma-toh-2.jpg" data-orig-size="1334,2000" data-comments-opened="0" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;1&quot;}" data-image-title="ema-stokholma-toh-2" data-image-description="" data-medium-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2021/09/ema-stokholma-toh-2-200x300.jpg" data-large-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2021/09/ema-stokholma-toh-2-683x1024.jpg" loading="lazy" src="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2021/09/ema-stokholma-toh-2-683x1024.jpg" alt="ema-stokholma-toh-" class="wp-image-16886" width="683" height="1024" srcset="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2021/09/ema-stokholma-toh-2-683x1024.jpg 683w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2021/09/ema-stokholma-toh-2-200x300.jpg 200w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2021/09/ema-stokholma-toh-2-768x1151.jpg 768w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2021/09/ema-stokholma-toh-2-1025x1536.jpg 1025w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2021/09/ema-stokholma-toh-2-1000x1499.jpg 1000w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2021/09/ema-stokholma-toh-2-900x1349.jpg 900w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2021/09/ema-stokholma-toh-2-450x675.jpg 450w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2021/09/ema-stokholma-toh-2-350x525.jpg 350w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2021/09/ema-stokholma-toh-2.jpg 1334w" sizes="(max-width: 683px) 100vw, 683px" /></figure>



<h6>Sei una persona dalle mille sfaccettature, e abilità, io sono rimasto incantato dal tuo Instagram. Quando hai cominciato a realizzare un dipinto per ciascuna foto che pubblichi, come è nata questa idea folle e impegnativa?</h6>



<p>È molto impegnativo, è vero, ma tutto è cominciato nel 2016 quando stavo capendo la svolta che i social stavano prendendo. Mi sono detta è ovvio che se posto una foto dove sono carina prendo tanti like. </p>



<p>Poi guardavo il mio feed nell&#8217;insieme e mi sembravo una pazza egocentrica e anche se lo sono, non era l&#8217;impressione che volevo dare di me alle persone. </p>



<p>Così mi sono detta, da un lato posto il mondo come lo vedo io e dall&#8217;altro posto la foto reale. All&#8217;inizio facevo dei disegni orrendi con la Bic e difatti ad ogni disegno che postavo perdevo dai 200 ai 300 follower, ma in realtà questo succede anche oggi perché se tu guardi il mio profilo nell&#8217;insieme ha un senso, c&#8217;è il mio disegno, poi un post bianco, e poi la foto vera, quindi se mi hai messo il follow perché hai visto una foto carina come vedi il dipinto o il quadrato bianco scatta il defollow. Però pian piano è diventata una passione quella per la pittura.</p>



<h6>Ma hai mai studiato pittura?</h6>



<p>No! Titolo di studio: <a href="https://www.instagram.com/emastokholma/?hl=it">Instagram</a>! Ahahahahah!</p>



<figure class="wp-block-embed-instagram wp-block-embed is-type-rich is-provider-instagram"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="instagram-media" data-instgrm-captioned data-instgrm-permalink="https://www.instagram.com/p/CQGY3eGM5Hr/?utm_source=ig_embed&amp;utm_campaign=loading" data-instgrm-version="13" style=" background:#FFF; border:0; border-radius:3px; box-shadow:0 0 1px 0 rgba(0,0,0,0.5),0 1px 10px 0 rgba(0,0,0,0.15); margin: 1px; max-width:658px; min-width:326px; padding:0; width:99.375%; width:-webkit-calc(100% - 2px); width:calc(100% - 2px);"><div style="padding:16px;"> <a href="https://www.instagram.com/p/CQGY3eGM5Hr/?utm_source=ig_embed&amp;utm_campaign=loading" style=" background:#FFFFFF; line-height:0; padding:0 0; text-align:center; text-decoration:none; width:100%;" target="_blank"> <div style=" display: flex; flex-direction: row; align-items: center;"> <div style="background-color: #F4F4F4; border-radius: 50%; flex-grow: 0; height: 40px; margin-right: 14px; width: 40px;"></div> <div style="display: flex; flex-direction: column; flex-grow: 1; justify-content: center;"> <div style=" background-color: #F4F4F4; border-radius: 4px; flex-grow: 0; height: 14px; margin-bottom: 6px; width: 100px;"></div> <div style=" background-color: #F4F4F4; border-radius: 4px; flex-grow: 0; height: 14px; width: 60px;"></div></div></div><div style="padding: 19% 0;"></div> <div style="display:block; height:50px; margin:0 auto 12px; width:50px;"><svg width="50px" height="50px" viewBox="0 0 60 60" version="1.1" xmlns="https://www.w3.org/2000/svg" xmlns:xlink="https://www.w3.org/1999/xlink"><g stroke="none" stroke-width="1" fill="none" fill-rule="evenodd"><g transform="translate(-511.000000, -20.000000)" fill="#000000"><g><path d="M556.869,30.41 C554.814,30.41 553.148,32.076 553.148,34.131 C553.148,36.186 554.814,37.852 556.869,37.852 C558.924,37.852 560.59,36.186 560.59,34.131 C560.59,32.076 558.924,30.41 556.869,30.41 M541,60.657 C535.114,60.657 530.342,55.887 530.342,50 C530.342,44.114 535.114,39.342 541,39.342 C546.887,39.342 551.658,44.114 551.658,50 C551.658,55.887 546.887,60.657 541,60.657 M541,33.886 C532.1,33.886 524.886,41.1 524.886,50 C524.886,58.899 532.1,66.113 541,66.113 C549.9,66.113 557.115,58.899 557.115,50 C557.115,41.1 549.9,33.886 541,33.886 M565.378,62.101 C565.244,65.022 564.756,66.606 564.346,67.663 C563.803,69.06 563.154,70.057 562.106,71.106 C561.058,72.155 560.06,72.803 558.662,73.347 C557.607,73.757 556.021,74.244 553.102,74.378 C549.944,74.521 548.997,74.552 541,74.552 C533.003,74.552 532.056,74.521 528.898,74.378 C525.979,74.244 524.393,73.757 523.338,73.347 C521.94,72.803 520.942,72.155 519.894,71.106 C518.846,70.057 518.197,69.06 517.654,67.663 C517.244,66.606 516.755,65.022 516.623,62.101 C516.479,58.943 516.448,57.996 516.448,50 C516.448,42.003 516.479,41.056 516.623,37.899 C516.755,34.978 517.244,33.391 517.654,32.338 C518.197,30.938 518.846,29.942 519.894,28.894 C520.942,27.846 521.94,27.196 523.338,26.654 C524.393,26.244 525.979,25.756 528.898,25.623 C532.057,25.479 533.004,25.448 541,25.448 C548.997,25.448 549.943,25.479 553.102,25.623 C556.021,25.756 557.607,26.244 558.662,26.654 C560.06,27.196 561.058,27.846 562.106,28.894 C563.154,29.942 563.803,30.938 564.346,32.338 C564.756,33.391 565.244,34.978 565.378,37.899 C565.522,41.056 565.552,42.003 565.552,50 C565.552,57.996 565.522,58.943 565.378,62.101 M570.82,37.631 C570.674,34.438 570.167,32.258 569.425,30.349 C568.659,28.377 567.633,26.702 565.965,25.035 C564.297,23.368 562.623,22.342 560.652,21.575 C558.743,20.834 556.562,20.326 553.369,20.18 C550.169,20.033 549.148,20 541,20 C532.853,20 531.831,20.033 528.631,20.18 C525.438,20.326 523.257,20.834 521.349,21.575 C519.376,22.342 517.703,23.368 516.035,25.035 C514.368,26.702 513.342,28.377 512.574,30.349 C511.834,32.258 511.326,34.438 511.181,37.631 C511.035,40.831 511,41.851 511,50 C511,58.147 511.035,59.17 511.181,62.369 C511.326,65.562 511.834,67.743 512.574,69.651 C513.342,71.625 514.368,73.296 516.035,74.965 C517.703,76.634 519.376,77.658 521.349,78.425 C523.257,79.167 525.438,79.673 528.631,79.82 C531.831,79.965 532.853,80.001 541,80.001 C549.148,80.001 550.169,79.965 553.369,79.82 C556.562,79.673 558.743,79.167 560.652,78.425 C562.623,77.658 564.297,76.634 565.965,74.965 C567.633,73.296 568.659,71.625 569.425,69.651 C570.167,67.743 570.674,65.562 570.82,62.369 C570.966,59.17 571,58.147 571,50 C571,41.851 570.966,40.831 570.82,37.631"></path></g></g></g></svg></div><div style="padding-top: 8px;"> <div style=" color:#3897f0; 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overflow:hidden; padding:8px 0 7px; text-align:center; text-overflow:ellipsis; white-space:nowrap;"><a href="https://www.instagram.com/p/CQGY3eGM5Hr/?utm_source=ig_embed&amp;utm_campaign=loading" style=" color:#c9c8cd; font-family:Arial,sans-serif; font-size:14px; font-style:normal; font-weight:normal; line-height:17px; text-decoration:none;" target="_blank">A post shared by Ema Stokholma (@emastokholma)</a></p></div></blockquote><script async src="//platform.instagram.com/en_US/embeds.js"></script>
</div></figure>



<h6>Mi piace che metti anche i time lapse in cui mostri come hai fatto i disegni, anche perché a volte sono piccolini, altri grandi come una parete con la griglia per le proporzioni e la prospettiva, sei molto professional nel tuo approccio d.i.y. alla pittura!</h6>



<p>Sono professional perché dal 2016 a oggi mi sono resa conto di quanto siano difficili proporzioni e prospettive! Pian piano ho imparato alcune tecniche, la prospettiva ancora non ce l&#8217;ho ma per le proporzioni ho imparato a fare la griglia sulla foto che stampo e poi pian piano la riporto in scala.</p>



<p>Poi guardo documentari di pittori enormi e mi demoralizzo. Però la cosa bella dell&#8217;arte è che puoi dire sempre: “Ma questo è il mio stile!”</p>



<h6>Personalmente i tuoi dipinti mi piacciono molto, soprattutto i ritratti che sono brutti ma bellissimi!</h6>



<p>Ahahahahahahah grazie davvero! Brutto ma bello, io adoro il disagio sia nell&#8217;<a href="https://toh-magazine.com/arte">arte</a> che nel <a href="https://toh-magazine.com/cinema">cinema</a> quindi ci sta.</p>



<h6>Il disagio mi cattura sempre perché credo avvicini alla realtà.</h6>



<p>Esatto! Io nel cinema amo il Dogma, la luce naturale, la telecamera traballante, riprese fatte male, quei disagi famigliari veri.&nbsp;</p>



<h6>Lars Von Trier sia lodato! Ahahahah!</h6>



<p>Fermi tutti! Io lo amo, anche se lui dopo aver inventato il Dogma ha detto basta e si è patinato. Ma ha fatto <em>Melancholia</em> che è uno dei film più belli che io abbia mai visto. Lo amo alla follia, è il mio preferito in assoluto.</p>



<h6>Hai mai pensato di esporre i tuoi lavori?</h6>



<p>Mi piacerebbe molto e non ti nego che il mio sogno sarebbe quello di fare una mostra a Parigi o a Roma. Poi c&#8217;è stato il lockdown e non credo di aver abbastanza quadri che mi convincono tanto da essere esposti, al momento che mi piacciono davvero ce ne sono due!</p>



<h6>Sei molto esigente e selettiva!</h6>



<p>Calcola che m&#8217;innamoro sempre dell&#8217;ultimo quadro che faccio. Poi ne faccio un altro e non mi piace più! Ma entro un anno la faremo, con inaugurazione con musica e drink, si festeggia e si balla! Una cosa figa!</p>



<figure class="wp-block-image size-large is-resized is-style-default"><img data-attachment-id="16885" data-permalink="https://toh-magazine.com/ema-stokholma-toh-1/" data-orig-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2021/09/ema-stokholma-toh-1.jpg" data-orig-size="1334,2000" data-comments-opened="0" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;1&quot;}" data-image-title="ema-stokholma-toh-1" data-image-description="" data-medium-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2021/09/ema-stokholma-toh-1-200x300.jpg" data-large-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2021/09/ema-stokholma-toh-1-683x1024.jpg" loading="lazy" src="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2021/09/ema-stokholma-toh-1-683x1024.jpg" alt="toh magazine settembre" class="wp-image-16885" width="683" height="1024" srcset="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2021/09/ema-stokholma-toh-1-683x1024.jpg 683w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2021/09/ema-stokholma-toh-1-200x300.jpg 200w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2021/09/ema-stokholma-toh-1-768x1151.jpg 768w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2021/09/ema-stokholma-toh-1-1025x1536.jpg 1025w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2021/09/ema-stokholma-toh-1-1000x1499.jpg 1000w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2021/09/ema-stokholma-toh-1-900x1349.jpg 900w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2021/09/ema-stokholma-toh-1-450x675.jpg 450w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2021/09/ema-stokholma-toh-1-350x525.jpg 350w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2021/09/ema-stokholma-toh-1.jpg 1334w" sizes="(max-width: 683px) 100vw, 683px" /></figure>



<h6>Cambiamo argomento, parliamo del tuo singolo divertente ed estivo “<a href="https://open.spotify.com/track/2lmrVMEIT3CttWxw1e1CyT?si=_T6xMUlDQHa2Vii-MhozIw">Ménage à Trois</a>”, come nasce?</h6>



<p>È nato per ridere. Sai, la vita è strana, io ho fatto <a href="https://toh-magazine.com/musica">radio</a>, la dj, e se ero sicura di una cosa è che non avrei mai cantato in vita mia, perché come apro bocca la gente che mi vuole bene mi dice: sei stonata! Magari canto “<em>Yesterday</em>” e la gente non la riconosce da quanto canto male. </p>



<p>Invece un giorno in radio, Leonardo Carioti il regista della trasmissione “<em>Back2Back</em>”, che fa anche il dj, mi porta questa base e mi dice che l&#8217;aveva scritta pensando a me, se mi andava di buttarci qualcosa sopra. </p>



<p>Così ho scritto una sfiLza di cavolate e luoghi comuni in francese e alla fine è venuta fuori una cosa divertente e per una volta sentire la mia voce mi è piaciuto!&nbsp;</p>


<figure class="wp-block-embed-youtube wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><a href="https://toh-magazine.com/2021/09/ema-stokholma-libro-menage-a-trois-mix-festival/"><img src="//i.ytimg.com/vi/e6xGmd7w5Ys/hqdefault.jpg" alt="YouTube Video"></a><br /><br /><figcaption></figcaption></figure>


<h6>Torniamo seri, volevo chiederti due parole sul DDL Zan che è parcheggiato in Senato…</h6>



<figure class="wp-block-pullquote"><blockquote><p>Che vergogna! Il mio pensiero è che noi che la pensiamo allo stesso modo ci dobbiamo stringere e fare forza, dobbiamo continuare a combattere, io in radio ci provo, ogni sera con Gino Castaldo ci proviamo ad essere sempre più inclusivi, tolleranti, liberi e Radio2 ce lo permette. </p></blockquote></figure>



<p>Ognuno di noi deve fare uno sforzo per risolvere la situazione e devo dire che la gente ci ha capito, perché alla fine uno il suo pubblico se lo sceglie, se a qualcuno da fastidio il nostro programma vada da un&#8217;altra parte. </p>



<p>Dallo scorso anno, nel mese di giugno abbiamo cercato ogni sera una canzone che celebrasse il Pride, l&#8217;orgoglio, raccontando storie a volte leggere altre più serie sul mondo LGBTQ+, alla fine abbiamo deciso che un mese non ci bastava così è rimasta una costante fissa della nostra trasmissione. </p>



<p>È da quando sono piccola che sento parlare delle stesse problematiche e che combatto le stesse battaglie, è incredibile che siamo ancora a questo punto! </p>



<p>Per me Madonna aveva già aperto le porte a questa discussione negli anni &#8217;90, senza di lei non si cosa sarebbe successo, forse ci sarebbe stato qualcun&#8217;altro a portare avanti la sua libertà di parola ma non so… Pensa che a casa mia era proibito ascoltarla perché era troppo esplicita e per mia mamma era un cattivo esempio, ma io l&#8217;ascoltavo lo stesso! </p>



<p>Poi sono arrivate le Spice Girls che con il loro il Girl Power hanno insegnato a milioni di ragazzine una filosofia di vita con uno slogan apparentemente leggero ma importantissimo.&nbsp;</p>



<figure class="wp-block-image size-large is-resized is-style-default"><img data-attachment-id="16888" data-permalink="https://toh-magazine.com/ema-stokholma-toh-4/" data-orig-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2021/09/ema-stokholma-toh-4.jpg" data-orig-size="1334,2000" data-comments-opened="0" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;1&quot;}" data-image-title="ema-stokholma-toh-4" data-image-description="" data-medium-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2021/09/ema-stokholma-toh-4-200x300.jpg" data-large-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2021/09/ema-stokholma-toh-4-683x1024.jpg" loading="lazy" src="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2021/09/ema-stokholma-toh-4-683x1024.jpg" alt="toh magazine settembre" class="wp-image-16888" width="683" height="1024" srcset="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2021/09/ema-stokholma-toh-4-683x1024.jpg 683w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2021/09/ema-stokholma-toh-4-200x300.jpg 200w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2021/09/ema-stokholma-toh-4-768x1151.jpg 768w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2021/09/ema-stokholma-toh-4-1025x1536.jpg 1025w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2021/09/ema-stokholma-toh-4-1000x1499.jpg 1000w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2021/09/ema-stokholma-toh-4-900x1349.jpg 900w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2021/09/ema-stokholma-toh-4-450x675.jpg 450w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2021/09/ema-stokholma-toh-4-350x525.jpg 350w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2021/09/ema-stokholma-toh-4.jpg 1334w" sizes="(max-width: 683px) 100vw, 683px" /></figure>



<h6>Il 19 settembre condurrai la serata conclusiva del&nbsp;MiX Festival Internazionale di Cinema LGBTQ+ e Cultura Queer&nbsp;a Milano, che quest’anno avrà come tema <em>Love Matters</em>, quasi una coronazione del tuo impegno per divulgare l&#8217;orgoglio di cui parlavamo poco fa, come ti senti a riguardo?</h6>



<p>Sono molto contenta perché quando partecipo a questi eventi imparo sempre un sacco di cose, mi piace conoscere le persone che ne fanno parte, apprendere, è un ambiente in cui mi riconosco e mi fa sentire a mio agio. Poi si parlerà molto di musica quest&#8217;anno e credo che <em>Love Matters</em> è lo slogan che tutti dovremmo adottare nella vita, anche alla luce di quel che sta succedendo con il DDL Zan. Sono super contenta!&nbsp;</p>



<h6>Dato che sembri la protagonista del film “<em>Come fa a fare tutto</em>” con Sarah Jessica Parker, cosa bolle in pentola? Un libro nuovo? Un singolo nuovo? La tv?&nbsp;</h6>



<p>(ride, ndr) Dato l&#8217;importante riconoscimento ottenuto sto lavorando ad un nuovo libro. Poi c&#8217;è la radio che è un luogo fantastico e non vorrei mai smettere di farla e poi chissà, ogni giorno mi si presentano cose e io mi ci butto dentro.&nbsp;</p>



<h6>Sui social si è parlato molto del fatto che in Italia gli artisti non si supportano a vicenda, quindi ti chiedo di consigliarci un libro e un album di cui ti sei innamorata di recente:</h6>



<p>Cantanti ti dico Andrea Laszlo De Simone perché la prima volta che ho sentito “<em>Vivo</em>” ho urlato: Wow! Mi è arrivata fortissimo, ma non posso escludere Madame perché è stata la rivelazione dell&#8217;anno, quindi permettimi di dirti due nomi. </p>



<p>Per quanto riguarda il libro, sto leggendo molti fumetti, credo che in Italia non abbiano lo spazio che si meritano ed è un peccato, è difficilissimo fare un fumetto caspita! Leggete più fumetti!&nbsp;</p>



<h6>Grazie Ema, ci vediamo al MIX!</h6>



<p>Non vedo l&#8217;ora ragazzi! Grazie! <span class="has-inline-color has-white-color">Ema Stokholma Ema Stokholma Ema Stokholma Ema Stokholma Ema Stokholma Ema Stokholma</span><br></p>



<figure class="wp-block-image size-large is-style-default"><a href="https://www.emastokholma.com"><img data-attachment-id="16891" data-permalink="https://toh-magazine.com/2021/09/ema-stokholma-libro-menage-a-trois-mix-festival/ema-stokholma-per-il-mio-bene/" data-orig-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2021/09/ema-stokholma-per-il-mio-bene.jpg" data-orig-size="750,1125" data-comments-opened="0" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}" data-image-title="ema-stokholma-per-il-mio-bene" data-image-description="" data-medium-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2021/09/ema-stokholma-per-il-mio-bene-200x300.jpg" data-large-file="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2021/09/ema-stokholma-per-il-mio-bene-683x1024.jpg" loading="lazy" src="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2021/09/ema-stokholma-per-il-mio-bene-683x1024.jpg" alt="ema-stokholma-per-il-mio-bene" class="wp-image-16891" width="NaN" height="NaN" srcset="https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2021/09/ema-stokholma-per-il-mio-bene-683x1024.jpg 683w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2021/09/ema-stokholma-per-il-mio-bene-200x300.jpg 200w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2021/09/ema-stokholma-per-il-mio-bene-450x675.jpg 450w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2021/09/ema-stokholma-per-il-mio-bene-350x525.jpg 350w, https://toh-magazine.com/wp-content/uploads/2021/09/ema-stokholma-per-il-mio-bene.jpg 750w" sizes="(max-width: 683px) 100vw, 683px" /></a></figure>



<p>Ema Stokholma veste Paul Smith </p>



<p>Foto: <a href="https://www.instagram.com/simon171/">Simon</a></p>



<p>Location: <a href="https://www.instagram.com/thats.milano/">That&#8217;s Milano</a></p>
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