Ruben Baghdasaryan dipinge ciò che resta
Art

Un volto, una collina, un sentiero percorso centinaia di volte: nel lavoro di Rueben persone e paesaggi condividono lo stesso peso emotivo. I suoi dipinti raramente offrono risposte o rivelazioni definitive.  Al contrario, ci invitano a entrare in uno spazio più silenzioso, dove la memoria si intreccia all’osservazione e il desiderio continua a vibrare appena…

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SEEN AROUND

Ad aprire questo percorso con la rubrica SEEN AROUND è Marcello con OH BOY!, un progetto fotografico intimo e profondamente umano, ambientato nel suo appartamento. Attraverso il suo obiettivo, giovani ragazzi si mettono a nudo nel vero senso della parola: non soltanto attraverso il corpo, ma soprattutto attraverso la mente, le emozioni e il bisogno autentico di raccontarsi.

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Chorus of Body: Politiche dell’intimità
Art

A Istanbul, dove la libertà è sempre una negoziazione e il corpo non è mai neutro, Chorus of Body dipinge in scala ridotta ciò che altrove viene urlato o censurato. I suoi oli su cartone sono frammenti intimi: corpi maschili senza volto, gesti sospesi, superfici che riflettono e disturbano lo sguardo. Qui l’identità non si dichiara, si contrae. Si trattiene. Resiste.

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Pedro Bon: Dipingere l’invisibile

Pedro Bon non dipinge per somigliare. Dipinge per rivelare.

Non l’evidenza, ma ciò che vibra sotto la superficie: uno sguardo che trattiene, un gesto che esita, un corpo che non osa esporsi del tutto. Ogni volto è un autoritratto inconscio, un frammento della sua interiorità trasferito su un’altra pelle.

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Harry Freegard: cucire, desiderare, ossessionarsi
Art

Harry Freegard vive in quello spazio vibrante e instabile dove il desiderio diventa linguaggio visivo, e il corpo — reale o evocato — si smonta e si ricompone in forme morbide, cucite, stratificate. Cresciuto tra muri freddi e immaginazioni febbrili, passato per Central Saint Martins e arrivato a collaborare con giganti come Chanel, Dior e…

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Łukasz Leja: l’atto di vedere come atto d’amore
Art

In ogni opera di Łukasz Leja, il corpo non è soltanto un soggetto: è un lessico, una grammatica visiva, una soglia attraverso cui il desiderio si fa pensiero e il pensiero si fa carne. I suoi uomini, nudi e senza maschere, abitano uno spazio sospeso tra ordine e impulso, dove la forma accoglie l’erotismo e la pittura si fa linguaggio di corpi, tensioni e affetti. Non c’è pudore, ma nemmeno esibizione: solo verità.

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Domingo el Chino: Erotica a Colori

Domingo El Chino è cresciuto a Mérida, tra rovine romane e sculture di nudo che gli hanno insegnato, fin da piccolo, che il corpo non è mai peccato, ma memoria, verità, bellezza. Formatosi tra le aule dell’Università di Barcellona e le strade del mondo, oggi è uno degli artisti più sensuali, ironici e liberi della scena queer europea.

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L’Erotismo Silenzioso di Gaspard

L’arte di Gaspard si nutre di molteplici elementi: moda, lusso, design, ma anche di un feticismo ben riconoscibile, come quello per i capelli. Una vera e propria ossessione nel rappresentarli lucenti, illuminati da una luce magnetica.

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Antoine Ferreira-Mendes: A Filo Scoperto

Antoine Ferreira-Mendes ricama corpi, ma non si limita a decorarli: li anima, li veste di filo e di immaginazione. Le sue figure – spesso uomini in mutande, creature dolci e vulnerabili, circondate da peluche e piccoli animali – sembrano sospese in un mondo a metà tra l’infanzia e l’età adulta, tra sogno e desiderio.

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